Game 9 – Charlotte Hornets @ New Orleans Pelicans 118-110

Intro

C’era una volta un guppo nordirlandese chiamato The Adventures che sul finire degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta realizzò diversi pezzi molto interessanti.

Anche se il più noto è la splendida Broken Land, frugando tra i pezzi dimenticati e più scomodi possiamo trovare Washington Deceased il quale testo non si trova in rete e ho scomodato diverse persone – che ringrazio – per cercare di comprenderlo appieno.

Il cantante, Terry Sharpe, ha detto in un’intervista di essere stato a Washington e di aver visto con i propri occhi ciò che racconta nel pezzo (dai clochard alla decadenza) che si estende come una critica e un racconto disincantato a quel paese considerato (soprattutto all’epoca con l’Unione Sovietica venuta a mancare) più potente al mondo ma soprattutto a quel modello di democrazia inesistente.

L’abbiamo visto l’altro giorno: l’assalto di orde barbariche al Campidoglio nel quartiere di Capitol Hill a Washington dove sono morte inutilmente (ai fini della rivolta) una persona tra forze dell’ordine e alcuni invasori, ha squarciato il velo di Maya sugli Stati Uniti.

La pretesa d’imporre la democrazia con l’astuzia e la forza non solo fuori dai propri confini ma anche a casa propria: il mandante che ha richiamato queste forze razziste (autodefinitesi patriottiche) è a piede libero poiché ricco e potente.

Ha cercato di corrompere in vari modi le persone a lui utili (vedi i voti che avrebbe voluto eliminare in Georgia attraverso una telefonata) e usare la forza nel suo disperato tentativo di rimanere al potere dopo aver perso, anche se non di molto, le elezioni.

Il punto non è se vi piacciano di più i Democratici o i Repubblicani ma semplicemente che il modello americano non è un buon esempio mentre dal mio punto di vista il più impresentabile presidente degli Stati Uniti di ogni tempo a livello intellettuale e morale (anche il suo vice si è dimesso dopo questo triste evento) ha amplificato le pecche di Washington (metonimia degli Stati Uniti).

Anche dal punto di vista sportivo la NBA ha combinato quel “bel pasticcio” tra Charlotte e New Orleans con gli amati Hornets divisi a metà ma solo per questioni di soldi o se preferite, come amerebbe declinare qualcuno, di “proprietà intellettuali” (modificate più volte però).

Andiamo a vedere prima però ad ascoltare e a leggere il testo di questa bella canzone prima di chiudere la nostra intro.

Washington Deceased

Back ass sitting in a big white house 

So you are looking to the street

No where, no smile, no winking eye

That’s not the stuff you need

Still pretending you are on top of the world

A debt that falls too wrong

Before you are dishing out the apple pie

Get your laundry done at home

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Why can’t you help me? I need someone who can lead

That’s not for living here

Feast your eyes, just take a walk into the center of the city

Say a prayer for Washington deceased

Washington deceased

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Grandpa killed a thousand in the use

When he fought the old frontier

Rambo gives it to the Vietcong

With the message loud and clear

Here in your back the crack jacket

To stumble through the day

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Beat him cheat him

But never have a minute

Just the hope they go away

———————————————————————–

Why can’t you help me? I need someone who can lead

That’s not for living here

Feast your eyes and take a walk in the center of the city

Say a prayer for Washington deceased

You are this close

The world is so pretty

Give us hope but don’t give us your pity.

Say a prayer for Washington deceased

Washington deceased

Rest in peace Washington deceased

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Lontano da tutto seduto in una grande casa bianca 

Stai guardando in strada

Da nessuna parte, nessun sorriso, nessun occhio ammiccante

Non è quello che ti serve

Fingi ancora di essere in cima al mondo

Un debito che arriva al momento sbagliato

Prima di servire la torta di mele

Fai il bucato a casa

Perché non puoi aiutarmi? Ho bisogno di qualcuno che mi possa guidare

Non è per vivere qui

Rifatti gli occhi, fai una passeggiata nel centro della città

Dì una preghiera per la defunta Washington

Un nonno ne ha uccisi mille

Quando ha combattuto per la vecchia frontiera

Rambo lo dà ai vietcong

Con il messaggio forte e chiaro

Qui sulla tua schiena c’è un lungo cappotto

Per inciampare durante il giorno

Picchialo, imbroglialo

Ma non hai mai un minuto

Solo la speranza che se ne vadano

Perché non puoi curarmi un po’ con il balsamo delle tue labbra?

Non perdoniamo vivendo qui

E solo per alzarsi e fare una passeggiata nel centro della città

Di una preghiera per Washington defunta

Washington è morta

Washington è morta

Oh, non puoi guarirmi…

dagli speranza ma non darci la nostra pietà.

Washington è morta

Washington è morta

Riposa in pace Washington.

Hornets e Pelicans dunque si ritrovano in una situazione delicata per entrambe le squadre che dovranno cercare di vincere per non perdere colpi nell’inseguire o mantenere un posto tra le candidate ai playoffs.

Analisi

Una partita dai due volti: in un primo tempo inqualificabile segnato da una zona che funzionava malissimo i Pelicans sono rimasti in controllo per tutta la partita.

Gli Hornets non sonno stati brillanti in attacco e il 47-59 frutto di un 40,9% contro un 52,6% al tiro è stato eloquente.

Gli Hornets insistevano più da due che da tre quando per una volta avrebbero dovuto fare il contrario contro un’area occupata da Zion e Adams.

Lasciavano però uno spiraglio i Pelicans che mostravano problemi di connessione: 8-12 nei TO con banali palle perse che portavano a Charlotte pt. in fast break.

Nel secondo tempo Charlotte era molto più brillante in attacco, Rozier si svegliava, Hayward tornava sui suoi buoni standard eppure, nonostante l’avvicinamento New Orleans dimostrava di essere una buona squadra: Williamson faceva male nel pitturato approfittando della small ball di Charlotte, i tiratori da fuori di NOLA poi indovinavano tre triple in apertura di ultima frazione per il -10 Hornets (86-96).

La resilienza di Charlotte e un equilibrato attacco permettevano agli Hornets di resistere ma quando anche Graham (in difficoltà fino a oggi) metteva dentro 5 punti consecutivi il sorpasso era servito.

Hayward e un buonissimo Bridges nel finale davano una mano in attacco, Biz a parte un depistaggio per mano di Alexander-Walker aiutava a conservare i punti facendo sbagliare un paio di volte banalmente Zion.

L’insperata vittoria (per come si era messo il primo tempo era servita).

A livello statistico le chiavi della W sono state: 14-19 nei TO (10-6 rubate), 55-43 a rimbalzo e un 33-29 negli assist.

I Pels hanno chiuso avanti come percentuali al tiro ma sono calati nel secondo tempo: 46,6% Vs 49, 4% FG, 38,1% Vs 39,5% 3FG.

Tanti rimbalzi offensivi ci hanno permesso diverse second chance sfruttate con 26 punti contro i 10 di NOLA.

Alla vigilia ecco i Ball prima di vedere i marcatori Pels:

26 pt. e 6 rimbalzi offensivi per Williamson, 19 pt. per Hart, 17 per la coppia J.J. Redick/Ingram e a chiudere in doppia cifra per i Pels, S. Adams con 13. Lonzo Ball ha chiuso con 2/8 e 5 pt..

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Partenza sparata dei Pelicans che si portavano sullo 0-5 grazie a una tripla di Bledsoe dall’angolo sinistro – grazie a un gioco di passaggi per battere la pressione difensiva di Charlotte – e un rimbalzo d’attacco di Williamson.

Gli Hornets rispondevano con una tripla aperta frontale di Graham su passaggio fuori di P.J. e con un ½ ai liberi di Biyombo (9:25), il quale dopo aver stoppato Ingram si era catapultato a rimorchio in transizione.

Arrivava però un altro parziale pro NOLA: tripla di Ingram a 9:15 due punti facili per Lonzo in transizione quindi ancora Williamson da sotto al secondo tentativo non aveva problemi contro gli impossibilitati piccoli e timidi Hornets del backcourt rimasti a guardia nel pitturato.

4-12 a 8:25, si andava in time-out per correggere i problemi in area ma a parte una cutting dunk di Biz su assist di Hayward a 7:31, una driving con layup di Williamson e un alley-oop della star dei Pels (in transizione) mostravano che i problemi difensivi degli Hornets sarebbero rimasti intatti nel primo quarto.

Dentro LaMelo a 6:38 ma Adams da sotto metteva dentro due punti facili mostrando gli enormi problemi nel pitturato dei nostri (12 punti su 18 subiti arrivavano dall’area), passi di Miles ma su una transizione Rozier appoggiava il -10 (8-18).

LaMelo era stoppato da Adams, ci pensava Biz allora a farci raggiungere quota 10 con un paio di finte in area e una dunk appesa ma nonostante un turnaround di P.J. e una transizione di Hayward per il 14-22, dall’altra parte la difesa degli Hornets faceva acqua concedendo due liberi (realizzati) a Ingram a 3:16 poi le triple consecutive di J. Redick e J. Hart scavavano un largo solco che era ritoccato da Adams con il canestro da due che doppiava la squadra di Borrego (16-32) a 1:33.

Charlotte alle corde era colpita dal moto d’orgoglio di Bridges che a 1:09 sparava una delle sue super slam dunk, su Hart.

Layup di LaMelo agli sgoccioli ma proprio sulla sirena, Bledsoe da tre aggravava la situazione nel punteggio terminando il quarto sul 20-38.

Bridges posterizza Hart. Foto dal sito degli Charlotte Hornets uficiale.

2° quarto:

Su una bella azione di Charlotte (ottimo il giro palla) a 11:37 Graham realizzava da tre ma l’entrata di Hart tagliava come il burro la nostra difesa (25-40) che dopo due FT a segno by Cody Martin battagliava a lungo contro Williamson sotto le plancia difensiva ma al terzo tentativo consecutivo nella stessa azione i nostri piccoli erano costretti a soccombere.

NOLA allungava sino al 27-44 e con la squadra di Van Gundy in controllo partita a coach Borrego non restava che il time-out a 7:59.

I Pels denotavano una falla tuttavia, numerosi TO: da uno di questi nasceva un recupero di Rozier per la dunk indisturbata di P.J. ma sull’altro fronte un uomo spesso in difficoltà quest’anno (J. Redick) colpiva ancora, quasi avesse un conto personale contro Charlotte, spesso sua vittima.

P.J. approfittando dell’assenza di Adams e Williamson faceva la voce grossa nel pitturato opposto recuperando 4 FT, due realizzati con l’errore sul secondo al secondo giro e palla recuperata da LaMelo che sugli sviluppi dell’azione infilava in corsa un cambio mano di sx con bravura.

Il fratello Lonzo da tre batteva Graham ma LaMelo voleva la supremazia famigliare infilando altri due liberi a 6:08 per il 34-50.

Eccesso di foga difensiva per Ball e due FT i Pels ma a 4:54 la Melo tornava in lunetta a colpire (36-52).

L’inseguimento di Charlotte però era vano poiché i Pels mantenevano la distanza con un banker di Bledsoe in entrata su Graham.

Altra dinamitarda schiacciata di Bridges in put-back dunk su Adams ma a 2:31 Ingram facendo saltare Biz fuori dal cilindro otteneva due liberi realizzandoli (40-56).

Bridges rimaneva il più positivo di Charlotte nel primo tempo con la bomba dalla diagonale sinistra, flash dunk di Hayward ma ancora Ingram in lunetta a :53.5 andava per il 45-58.

Bridges dava una mazzata a Williamson prima dell’appoggio: due FT, ½ per Zion, finiva 47-59 il primo tempo con Bledsoe che ricevendo sulla rimessa avrebbe perso palla se qualcuno dei nostri fosse stato in pressione…

3° quarto:

Partenza decisa di Charlotte nel secondo tempo: Rozier dalla sua mattonella diagonale sinistra piombava tre punti, Hayward con un jumper corto segnava il 52-57, la partita si vivacizzava , Ingram rispondeva da tre andando oltre il close-out accademico di P.J..

Hayward replicava con perfetto stile da oltre l’arco per l’open del 55-62.

La Big easy però sferrava due micidiali pesanti colpi con Zion: two and one con P.J. prima spostato e poi ingenuo nel commetter un blando fallo e altro canestro del lungo di Van Gundy che mostrava il suo atletismo lanciandosi in una dunk appesa.

Two and one non realizzato ma i 5 pt. portavano la squadra della Louisiana sul 55-67.

Fast pass in verticale di Graham per la schiacciata del nostro congolese poi battuto dall’appoggio della controparte neozelandese.

Hayward al terzo tentativo faceva centro (60-69) seguito da Rozier che dalla sua mattonella era una certezza: 63-69, Van Gundy in time-out a 6:48.

Adams ai liberi: ½, ancora Rozier scatenato da 3, divario tagliato a 4 pt. (66-70) prima che Adams tagliasse la nostra difesa per un assist capitalizzato da sotto per mano di Williamson.

Miles continuava a stupire realizzando dal corner destro una tripla che ci portava a un solo possesso: 69-72.

Era tropo per i nostri però purtroppo Williamson che resisteva nel pitturato segnando altri due punti dopo l’errore di Adams e appoggiando un fing and roll con balzo considerevole.

Dopo qualche errore di mira sui due fronti era P.J. a trovare la tripla del 72-76 ma un close-out di Hayward considerato falloso su J. Redick dava il 72-79 ai liberi alla squadra di casa.

P.J. questa volta non funzionava in soluzione da tre mentre J. Redick provava a sferrare il colpo decisivo con una tripla a 2:30 (72-82).

La resistenza degli Hornets però si materializzava con un’altra tripla dall’angolo grazie a Bridges e Caleb Martin, aggiungendone due, realizzava il -5 (77-82).

Adams metteva un top shot da raddoppiato evitando la manata di Caleb per poi andare ad approfittare ancora una volta della small ball di Borrego e depositare il 79-87.

LaMelo Ball andava con lo step-back 3 a meno di 5 secondi dalla luce rossa oltre il fratello e Ingram sparava sui ferri la disperata tripla chiudendo il quarto sull’82-87.

4° quarto:

New Orleans era tremenda a inizio ultimo quarto: Hart per ben due volte e J. Redick infilavano triple pesanti intervallate da un canestro a testa da due punti da parte dei gemelli Martin (-10) ma era 86-96.

A 10:07 due liberi di Graham ci riportavano alla single digit mentre una saetta di Hayward tagliava il divario sul -5.

A 8:39 l’ex Celtics dalla lunetta segnava il 93-99 ai liberi, Williamson mancava il secondo alley-oop della serata, Rozier un reverse ma c’era Hayward a correggerlo per il 95-99.

Non faticava Zion a battere P.J. in entrata e la rimonta – pur nell’aria – sembrava non concretizzarsi mai ma con pazienza Hayward attaccava il ferro recuperando due FT (manata di Zion).

2/2, nuovo -4 a 7:31 tuttavia sull’altro fronte la small ball non dava apprezzabili risultati difensivi con Williamson abile a battere anche Bridges in appoggio.

Charlotte si avvicinava sensibilmente quando Rozier ai 24 secondi infilava una tripla veloce e dall’altra parte finalmente anche J. Redick si rendeva umano fallendo da oltre l’arco.

Graham a contatto in entrata sotto canestro a 6:19 realizzava il -1 mentre dall’altra parte era sanguinoso per NOLA il TO di Alexander-Walker che commetteva anche fallo su Graham in entrata mentre la sua alzata andava a infilarsi nel cesto per un two and one che dava il primo vantaggio a Charlotte in serata (105-103) a 5:46.

Alexander-Walker si faceva perdonare con lo spin layup che depistava un lento Biyombo appena rilanciato sul parquet mentre il duello tra i ball a distanza si risolveva con un nulla di fatto.

Ingram forniva ad Adams un pallone da depositare in retina ma l’oceanico non si accorgeva del lestissimo Rozier che soffiandogli palla subiva anche il fallo andando in bonus a mettere un libero.

Altra azione a vuoto per NOLA che pressando a rimbalzo lasciava uscire Ball: assist sulla diagonale destra, Hayward libero dissipava i dubbi sul suo contratto con una tripla che diradava le nebbie del game: 109-105.

Ingram in lunetta (blocking foul di Miles) per il 109-107 non fermava l’inerzia della partita, ci provava Van Gundy chiedendo ad Adams di abbracciare immediatamente Biyombo.

L’africano in lunetta tremava un po’ ma rimaneva solido per un prezioso 2/2.

Zion mancava il tiro contro Biz e Bridges ci traghettava con l’arcobaleno da tre oltre l’ultimo ponte della vittoria.

114-107 a 2:27, nel finale New Orleans sprecava anche qualche buona occasione per rientrare mentre Charlotte lasciava scorrere il tempo senza affondare (anche 24 sec. scaduti capitavano), l’air-ball da 3 di Bledsoe e il fallo di Hart su Graham per il 2/2 che segnava il 118-110 finale facevano calare il sipario su una partita dai due volti.

Devonte’ Graham: 7,5

17 pt. (5/13), 6 rimbalzi, 8 assist, +11 in +/-. 1 TO Devonte’ si riscatta, come molti compagni nel secondo tempo, 5 punti per il sorpasso con il meraviglioso two and one contro Walker-Alexander dopo il quale ci regala un sorriso. Freddo anche ai liberi nel finale ma utilissimo a livello assist.

Terry Rozier: 7,5

15 pt. (5/15), 4 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate, 1 stoppata, +13 in +/-. 1 TO Primo tempo incolore poi parte sparato nella ripresa infilando bombe a ripetizione dalla sua mattonella ma ne mette anche una ai 24 second nell’ultimo quarto davvero fondamentale per il 100-103. Gioca di squadra e non solo da singolo, 5 assist, 3 rubate, una salvando su Adams e procurandosi un libero in bonus. Vai così, Terry…

Gordon Hayward: 8

26 pt. (9/18), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, +6 in +/-. 4 TO Primo tempo irriconoscibile, nel secondo torna in cattedra. A parte due palloni persi su raddoppi nel secondo quarto, è ovunque, drive subendo fallo, tripla, correzione in tap-in… Punti fondamentali e leadership che tranquillizzano i giovani compagni. Good effort.

P.J. Washington: 6

9 pt. (3/8), 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 2 stoppate, -10 in +/-. Discreta partita di P.J. che mette insieme statistiche su tutto il fronte. Il suo problema è che rimedia brutte figure da centro: compagni che non sempre proteggono adeguatamente con l’identikit di quello addormentato che commette falli ingenui e si fa passare da Williamson che lo torchia abbastanza nel secondo tempo. Tutto sommato in 27.35 fa un discreto lavoro a tutto campo.

Bismack Biyombo: 6,5

11 pt. (4/5), 6 rimbalzi, 1 stoppata, +3 in +/-. Continuo a ritenere che con tutti i difetti, il congolese sia la scelta migliore per gli Hornets. Fuori lui Williamson fa quello che vuole, con lui, nel secondo tempo si riesce a contenere maggiormente, basti guardare il suo plus/minus e quello di P.J. con il secondo adattato nel ruolo di centro, ancora non suo. Meriti difensivi ma anche offensivi: spreca poco e segna due FT fondamentali nel finale quando Adams commette un fallo intenzionale sapendo che l’africano non è un buon tiratore di liberi ma il duello tra i due sotto l’equatore lo vince Biz che trema ma non sbaglia.

Miles Bridges: 8

20 pt. (8/11), 4 rimbalzi, 1 assist, +14 in +/-. 2 TO. I due TO arrivano da palle perse in attacco per passi, suo tallone d?Achille. Per nostra fortuna questa sera non è in versione sprecone ma in veste di bomber con triple dall’angolo che fanno la differenza in positivo. E’ quel giocatore ondivago dalle prestazioni up & under che può fare la differenza e questa sera la fa con punti che ci fanno rimanere agganciati in partita nei momenti bui e con una tripla killer che ci traghetta alla vittoria.

LaMelo Ball: 7

12 pt. (4/12), 11 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata, +5 in +/-. 3 TO. Altro buon voto per Ball che non va molto bene al tiro con una shot selection rivedibile soprattutto con un paio di triple sparate nel finale che non vanno a segno però va in doppia doppia e sfiora la tripla mancata per un assist (importante per costruire il gioco della squadra anche se in un’occasione esagera con un passaggio recuperato da Hayward nella nostra metà campo in TO). Lotta, sul pezzo c’è e fa vedere anche un bel canestro di sinistra in corsa con cambio mano.

Caleb Martin: 6

4 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 1 rubata, -1 in +/-. Non performante nel primo tempo, segna un buon canestro partendo dalla baseline destra appoggiando con decisione per la resistenza degli Hornets. Gioca in un quintetto più equilibrato rispetto alla precedente gara e soffre meno.

Cody Martin: 6

4 pt. (1/2), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata, -1 in +/-. 1 TO. 2/2 ai liberi e un buon jumper a segno. In 08:35 da il suo contributo andando sull’ampia sufficienza.

Coach James Borrego: 6,5

La visione del gioco è quella e non la cambia. Soffriamo con la small ball in difesa ma se i tiratori sono in serata come nella seconda fase del match riusciamo a recuperare ugualmente. Un azzardo porre P.J. o Miles su Williamson. Corre ai ripari nel finale inserendo Biyombo e facendo rientrare Hayward uscito per un breve periodo a riposare. Dentro anche Ball per lungo tempo. Attacco equilibrato, tanti assist e buoni tiri con una squadra resiliente. Primo tempo però imbarazzante con una zona che mostra lacune lasciando i piccoli sotto canestro nell’impossibile difesa. La pressione del secondo tempo e qualche aggiustamento più a uomo danno benefici.

New Orleans Pelicans: L. Ball: 5, Bledsoe: 5,5, Ingram: 6, Williamson: 7, Adams: 6,5, Hart: 7, Alexander-Walker: 5, J.J. Redick: 6,5, Hayes: s.v., Melli: s.v, coach Van Gundy: 5,5.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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