Game 9: Charlotte Hornets Vs New Orleans Pelicans 110-115

Intro

Vado al massimo

Michael Jordan ha un pensiero chiaro e deciso sul “Load Management” (gestione dei carichi/turnover).

“Sei pagato per giocare 82 partite.”
Steve Clifford, ex head coach degli Hornets e attuale capo allenatore degli Orlando Magic usa questa soluzione, un modus operandi che non risparmia nessuno sui back to back.
“Lo faccio da 20 anni, e giocare 82 partite era un segno di coraggio per molti ragazzi, c’erano sempre molti ragazzi che non volevano giocare.”
La storia si rifà alle polemiche sui Los Angeles Clippers che facendo riposare Kawhi Leonard per una partita contro i Milwaukee Bucks ha messo in allarme anche il portavoce della NBA Mike Bass sul fatto che la Lega accerterà eventuali violazioni (in teoria ogni squadra dovrebbe utilizzare il miglior quintetto disponibile).

Leonard però, dicono, al momento non sarebbe sufficientemente sano per giocare questo tipo di partite in questo momento.”
Leonard giocò solo 60 partite della stagione regolare come membro dei Toronto Raptors l’anno scorso e questo lo aiutò a mantenersi in salute per i playoffs con i risultati sotto gli occhi di tutti.

Hornets che quindi nella partita successiva a questa contro Phila, non dovrebbero seguir l’esempio Clippers, anche perché di playoffs non se ne parla anche se al momento siamo settimi a Est mentre i Pelicans in back to back vedremo che decideranno.

Molti fan Pelicans si lamentano di un coach, Gentry, in confusione.

Per Nola le aspettative di questa stagione sembravano medio/alte avendo pescato dal mazzo della lottery il n° 1 Zion che tuttavia con il suo infortunio ha lasciato aperta una breccia difensiva che gli altri team stanno sfruttando.

Charlotte potrebbe quindi giocarsi la partita anche se non ha grandi interessi in una stagione da tanking a farlo sebbene sia plausibile pensare che Jordan, con la stessa mentalità, direbbe ai giocatori di cercare di vincere.

New Orleans è sempre stata storicamente martoriata dagli infortuni e nella notte saranno out Zion Williamson, Lonzo Ball e Darius Miller.

Chi avrà più fame?

La voglia di rivalsa di NOLA per cercar di non prolungare questo pessimo inizio o la mentalità dura di Jordan che dovrebbe trasmettere ai resilienti (parola utilizzata da Borrego più volte nelle interviste) Hornets?

Analisi

Una partita come me la sarei aspettata, difese non proprio granitiche, ritmo veloce e tanti errori da TO.

Una partita punto a punto decisa nel finale con un parziale di 10-0 a favore degli ospiti propiziato dagli ex Lakers Hart e Ingram.

La maggior qualità avversaria alla fine è venuta fuori. J.J. Redick ha tenuto a galla la squadra dei cajun mentre per la prima volta quest’anno avrei qualcosa da imputare a Borrego che non ha provato a metter dentro Biz nel finale al posto di Zeller dopo una serie di rimbalzi lunghissima strappata dai Pelicans che per la cronaca su quell’azione, interrotta anche da un time-out di Gentry, non hanno segnato ma hanno comunque vinto contro una squadra apparsa meno reattiva nel finale nonostante le rotazioni.

Una difesa che sin dalle prime battute ha faticato a contenere gli attacchi dei Pelicans ha finito per abdicare nel crunch time, falcidiata da 4 triple esiziali.

Al massimo andavano i Pels nel finale mentre Charlotte domani avrà un back t back a Philadelphia che potrebbe far imboccare agli Hornets la strada del tanking sul probabile 4-6…

A favore degli Hornets ci sono i minor TO 21contro 26 (comunque un’enormità pur accettando lo scambio su ritmi veloci), gli assist (25-25), i liberi con relativa percentuale (26/34, 76,5% CHA, 21/30 70,0% NOP), mentre i rimbalzi la squadra della Big Easy li ha ribaltati nel finale vincendo 42-45, NOLA sopra anche nelle stoppate (2-6) e nelle rubate (10-13) nonostante sia il massimo complessivo stagionale per Charlotte.

E’ al tiro però che New Orleans vince la gara: 40,9% per gli Hornets contro il 53,3% con il 34,3% da 3 vs il 42,4% dei Pels.

Un peccato perdere in questa maniera uscendo di scena velocemente nel finale ma teoricamente sapevamo che gli Hornets sono questi.

Dispiace soprattutto che il debutto con la splendida vintage viola sia stato negativo e chissà se Jordan ricorderà ai giocatori che sono pagati per giocare possibili 48 minuti ora…

La partita

Starting Five

Jrue Holiday (12 pt. +11 assist), J.J. Redick (22 pt.), Ingram (25 pt.), Kenrich Williams (15 pt.) e Favors (10 pt. + 10 rimbalzi) per New Orleans agli ordini di Gentry.

Dalla panchina Hart con 10 pt. e 7 rimbalzi mentre Melli chiuderà con 3 pt. e un canestro da tre dato per buono e annullato successivamente.

Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller per Charlotte costituiva il solito starting five.

Time-out con lancio di t-shirt nell’ultimo quarto.

1° quarto:

Nonostante il revival dedicato alla stupenda maglia viola originale, sul parquet vintage gli Hornets partono male.

Colpiti subitaneamente da un reverse layup di Holiday e da una tripla di Ingram a 11:14 si salvavano su due tiri liberi mancati dallo stesso ex Lakers (procurati scappando a Miles sulla linea di fondo) così era Miles con un runner hook vs Favors a sbloccare lo zero in casella per Charlotte a 9:48.

Bacon con un difficile fade-away facendo roteare involontariamente e lentamente la sfera sull’anello interno la vedeva magneticamente entrate per il 4-5 ma si era colpiti subito (9:04) da una tripla di K. Williams per il 4-8 mentre a 8:55 Charlotte beneficiava di un tecnico a favore per 3 secondi difensivi in area di NOLA.

La difesa di New Orleans sporcava un paio di palloni costringendo Charlotte a prender una brutta soluzione allo scadere, ciò favoriva J.J. Redick e la sua tripla in transizione per il 5-11.

Gli Hornets stentavano a trovare facilità nella realizzazione riuscendo a muover il risultato a sette punti con un ½ di P.J. E con un tecnico fischiato a Gentry (posizione del tallone di J.J. Redick sul tiro da tre dubbia) di Rozier, tutto dalla linea dei liberi.

A 7:20 Bridges uscendo dall’area prendeva e segnava una tripla ma Favors, liberato da Ingram, schiacciava indisturbato il 10-13.

Graham con un gran bound pass verticale pompato per P.J. assistiva la jam del compagno, poi arrivando da dietro Miles preservava il risultato sul possibile tocco a canestro di Favors e Rozier avvantaggiandosi con il terzo tecnico contro NOLA (2^ chiamata per tre secondi in area) a 5:50 portava il risultato sul 13-15.

NOLA tentava di scappare mettendo altri tre punti tra le squadre ma un mini parziale di Charlotte di 5-0 (altro assist di Graham per P.J. per un two and one, un ½ di Graham dalla lunetta e altra P..J.am su assist di Graham) trascinava la squadra per la prima volta in serata avanti sul 19-18.

Ingram con un gancetto riportava gli ospiti sopra, Graham in transizione cambiava la squadra leader ma una bomba di Alexander-Walker consentiva di stabilizzare il vantaggio a favore della squadra della Louisiana fino a 1:50 dalla fine del primo quando Marvin Williams affondando due FT per fallo di Alexander-Walker generava il 26 pari.

NOLA con una correzione di Ingram e una tripla di Hart da second chance metteva 5 punti tra le squadre, Martin a :43.4 appoggiava al vetro in corsa in transizione ma Alexander-Walker in appoggio chiudeva il quarto sul 28-33.

Graham ascolta i consigli di Borrego. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.
Ingram prova a battere Bridges in entrata.

2° quarto:

Partiva con due TO l’avvio di periodo dei Calabroni mentre nel mezzo era data inizialmente buona una tripla di Melli che verrà cancellata all’intervallo successivo per un fuori dell’italiano.

Toccava a Cody con una runner dunk a 10:56 segnare i primi due punti della frazione mentre i compagni della panca come Monk (2 al vetro) e Graham (tripla dopo una stoppata su P.J. in mischia) procuravano il comeback sul 35-36.

Rimonta che non si arrestava dopo la pausa chiamata a 9:29 da Gentry perché come descritto precedentemente sparivano i tre punti di Melli e Monk si dimostrava fedele al soprannome di God of dunk sparando una mina a una mano su alzata di Graham e con la difesa dei Pellicani sotto shock, Martin tirava giù una bimane appesa che costringeva il coach dei Pels a una seconda chiamata in time-out.

41-33, Biz controllava bene Holiday un paio di volte ma J.J. Redick dava la sveglia ai suoi con una tripla a 5:27, Rozier replicava alla pari ma Favors e aggiungeva due, Ingram (4:32) produceva un two and one con l’euro-step (fallo Bridges accennato) ed ecco gli ex Hornets sul -1 (44-43).

Da una second chance per Charlotte ecco spuntare la tripla di Bacon e dopo una stoppata di Biz su Favors, Graham correndo dall’altra parte sganciava la tripla del 50-43.

Abile J.J. Redick a fintare su Miles che abboccando alla tripla regalava a uno dei migliori tiratori di liberi tre punti.

Graham con un 2/2 dalla lunetta a 3:15 per un Moore foul ci dava un +6 tagliato da un’altra bombarda di J.J. Redick (52-49).

Seconda tripla consecutiva per Bacon a 2:18 a dunk a una mano per Martin a 1:42 su transizione e bound pass di Rozier.

J.J. Mancava un semplice layup in solitaria ma Hayes recupererà in layup durante un’azione successiva.

P.J. e Jrue si scambiavano un 2/2 ai liberi ma a :01.1 Graham imitava l’astuzia precedente di J.J. Facendo saltar dentro il suo cilindro Hayes partendo per la tripla: 2/3 e chiusura primo tempo sul 61-55.

Uno stacchetto delle Honey Bees all’intervallo con i top realizzati sul modello della jersey vintage viola.

3° quarto:

P.J. Usciva subito dopo un allungo per un dolore alla caviglia sinistra, K. Williams subiva fallo ma Gentry incassava uno 0/2 dalla lunetta dal so lungo.

A 11:20 Rozier spingeva sul massimo vantaggio i viola con la tripla del 64-55 ma J.J. Redick dai 9 metri recupererà 3 punti, Marvin imbottigliandosi nel traffico commetteva un TO punito da Holiday.

A Rozier era annullato un bell’hook dopo aver spinto per riprendersi la palla e New Orleans pescando nel corner sinistro K. Williams risaliva sul -1 grazie al parziale di 0-8…

A far passare momentaneamente i brividi ci pensava Miles che segnava provvidenzialmente una tripla a 8:47 anche se Favors con due punti faceva rimanere a stretto contatto la squadra della Louisiana.

Si rimaneva lì sino a un two and one di Cody a 7:20 con la difesa di NOLA un po’ molle e spiazzata (72-67).

Sempre Zeller ne aggiungeva due per il +7 a 6:25 ma J.J. Redick in uno vs uno su Bacon si inventava la tripla dell’escape dribble creando per sé stesso…

Rozier in appoggio modello Torre di Pisa appoggiava di sinistra fuori equilibrio mentre la Big Easy accorciava di due ma J.J. Redick commetteva il 4° TO.

Da due brutti passaggi (Bacon in uscita e lob di Graham) nascevano 4 punti per la squadra di Gentry che agganciava il risultato di 76 pari a 2:52 dalla fine del terzo.

Dopo il time-out di Borrego, Monk ripartiva con la tripla sfruttando il nono assist di Graham ma due punti di Hayes e uno di Ingram riportavano i Pels in equilibrio.

Pick and roll stretto tra Martin e Biz con il congolese che volava a schiacciare, altro TO per NOLA e doppio ½ di P.J. Washington e Biz dalla lunetta per il +3 manonostante Graham segnasse la tripla buzzer beater rim/glass per l’86-81, NOLA rimaneva in scia.

Monk in schiacciata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

La squadra di Gentry accorciava subito al -3, Monk mancava il tempo del passaggio sulla transizione facendo errare Martin al tocco volante, Hart con lo scoop metteva dentro l’86-85.

Martin in entrata si procurava due liberi splittandoli, Ingram pareggiava ma si era già dall’altra parte con la camera che riprendeva solo l’appoggio di Martin in layup per l’89-87.

I passi di Martin costavano il 22° TO a Charlotte contro i 24 dei Pelicans e si continuava con i Pelicans pronti a pareggiare con Favors e gli Hornets a riportarsi sopra in qualche maniera (spin di Cody e alzata da due centimetri dal ferro in uno contro uno in qualche modo).

Jackson, Hornets come draft, pareggiava dalla lunetta, poi era lo stesso Jackson a commettere il fallo che manderà sempre in bonus successivamente Charlotte ma a Bacon non serviva la lunetta perché alzandosi in fade-away nel reticolato esagonale del pitturato realizzava il 93-91.

Un pull-up di Moore alle pendici del post basso sx ed era ancora pari.
Bacon in schiacciata da transizione colpiva così come J.J. Redick e si tornava in equilibrio a quota 95.

Gli Hornets però non raggiungevano quota 100 per primi, uno scherzetto alla Fornero ed ecco il black-out in attacco a cui corrispondeva anche una fase nella quale i Pelicans si portavano avanti a 5:02 dalla fine con la tripla di Hart dalla diagonale destra.

Charlotte riusciva a difendersi in questa fase ma lasciava una marea d rimbalzi offensivi ai Pels che, bontà loro continuando a sbagliare tiri sulla medesima azione prolungata inducevano Gentry a chiamare un time-out.

Borrego lasciava dentro Zeller invece di tentare con Biz e dopo un altro tiro corto di Ingram, sull’azione seguente era lo stesso a 3:18 a segnare con una bomba esiziale.

Massimo vantaggio per NOLA (95-101) che credeva di poter fissare ormai a sei i lead change.

Ingram dal palleggio si girava nel pitturato battendo Miles (0-10 di parziale) che si rifaceva in layup dopo lo spin ma un paio di errori da tre di Graham e Rozier condannavano Charlotte ce, incassata la tripla del 99-109 da Ingram, tentava disperatamente di riprendersi contro il tempo riuscendo ad accorciare con una serie di liberi e la saetta finale di Rozier a 9 secondi dalla fine ma era il 110-115 finale.

Gli Hornets si risparmiavano il prolungamento della gara rinunciando al fallo, pronti per la doccia e a imbarcarsi per Philadelphia per il tomorrow game in Philadelphia.

Le pagelle

Terry Rozier: 6

18 pt., 5 rimbalzi, 6 assist. 5/14 FG, 3 TO. Onesta partita. Non eccezionale ma mette su numeri in proporzione ai 32 minuti e spiccioli passati sul parquet. Forza un tiro nel finale ma c’era poco tempo. Deve essere più concreto anche se in serata trova un paio di buone entrate, segna anche un bel canestro dalla sinistra ma viene annullato per una sua spinta precedente.

Dwayne Bacon: 6

12 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata. 5/11 dal campo. Piàù concreto di Rozier, mette due bombe di seguito e si fa notare anche per due fade-away non semplici. Atletico, nel finale, oltre alla dunk ci sono un paio di forzature ma la prova è sufficiente, sebbene da un passaggio affrettato in uscita (4 TO) per andare in transizione, nasca poi un canestro di Holiday che riporterà a stretto contatto NOLA.

Miles Bridges: 6,5

12 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Bel rim protector quando si stacca da Holiday che passa in verticale a Favors, leggermente rallentato dagli altri Hornets sotto sul tocco ravvicinato ma si vede piombare Miles addosso che lo stoppa. Di contro abbocca a una finta vistosa di J.J. Redick e concede tre FT. 5/11 dal campo e un solo TO. Forse a rimbalzo potrebbe far di più ma è più equilibrato in serata e un paio di volte mete le triple che ci spingono oltre i recuperi d NOLA. Non gli riesce la medesima cosa nel momento più importante purtroppo. Dall’altra parte Ingram fa di più ma gli Hornets sembrano un po’ più corali e fast.

P.J. Washington: 5,5

10 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 2 TO. Inesperienza, In area non riesce a liberarsi dei tentacoli dei vari difensori che lo avvinghiano finendo per sbagliare troppo (3/9 FG). Non prende tiri da tre ma f 4/5 dalla lunetta. Un dolore alla caviglia sinistra lo toglie dal campo a inizio terzo quarto. Si riprende e rientra dopo esser andato negli spogliatoi ma non sembra molto lui poi.

Cody Zeller: 5,5

10 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Ha dei buoni periodi nel match riuscendo ad afferrare qualche rimbalzo e a segnare ma nel finale non aiuta per nulla. 2 TO, un -13 di +/-, uguale a Bacon.

Devonte’ Graham: 6,5

24 pt., 5 rimbalzi, 10 assist, 2 rubate. 5/14 dal campo, deve tirare meglio anche se da tre fa 4/10 ma ne manca un paio nel momento decisivo. Assist spettacolari anche se dopo i 9 frena. Riesce a trovare il tempo in corsa per un passaggio veloce. Belli i bound ma non solo, quando si accinge all’entrata, se va in esitazione, difficile poi non fermarlo con il fallo (10/13 dalla lunetta). Dipende dalle aspettative. Chiedergli di più di una buona doppia doppia è difficile, magari meno TO (4) con passaggi un po’ così come il lob per P.J. Washington intercettato e utilizzato per il apri dagli avversari.

Marvin Williams: 5,5

2 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. Marginalissimo in attacco, fa densità in difesa ma anche 0/3 dal campo realizzando i due liberi assegnati.

Malik Monk: 6

9 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Una dunk a una mano paurosa, tuttavia, nonostante alcuni buoni tiri, Monk rimane un po’ nel limbo sbagliando quando conta. 4/8 dal campo, 2 TO in 19:14.

Bismack Biyombo: 6

4 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata in 11:54. ¼ dal campo mancando un gancetto, 2/4 dalla lunetta ma il +11 è anche merito di Biz che in difesa contenendo un paio di volte Holiday favoriva una delle fasi migliori per Charlotte. Lo sappiamo… poca tecnica e tocco rivedibile ma io l’avrei messo nel finale quando i rimbalzi piovevano nelle mani i NOLA. Vero è che New Orleans la risolve con il tiro da fuori ma la sua presenza avrebbe forse stabilizzato meglio i close-out sull’arco.

Cody Martin: 6,5

9 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 4/7 dal campo, 1 TO. Anche se sembra meno efficace di altre volte, rimane un discreto difensore anche se prende una tripla in faccia appena entrato. Una bimane spettacolare nel momento di vuoto di NOLA. Bello e utile l’assist stretto per il pick and roll di Biz. +6 in plus/minus…

Coach James Borrego: 5

TO a raffica, incapacità di fermare gli avversari in difesa e la scelta di tener Zeller in campo al posto di Biz nel finale. Questa volta, nonostante le difficoltà di un roster non formidabile, ha qualche macchia.

New Orleans Pelicans: Holiday 6,5, J.J. Redick 7, Ingram 7,5, K. Willaims 7, Favors 6,5, Hayes 6, F. Jackson 5,5, Alexaner-Walker 5,5, Melli 5, Hart 7, Moore 6. Coach Gentry 6.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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