George Floyd, Hornets e altre distorsioni…

Tra le teorie metafisiche o fantasiose più affascinanti c’è sicuramente quella che possano esistere altre dimensioni.

Non sto parlando della cosiddetta Teoria delle Stringhe ma di mondi simili al nostro nei quali esisterebbe un’altra copia di noi stessi alla quale le cose vanno diversamente per come funziona quel mondo e per la differenza della nostra personalità.

Delle tre stagioni della famiglia Mezil (l’ultima è totalmente differente ed è la più divertente), cartone animato ungherese piuttosto datato ma sempre splendido, ve ne è una nella quale Aladar (il ragazzino tecnologico e protagonista), fuggendo dalla sua cameretta visita strani mondi che sfuggono alle regole del nostro. Eccone un esempio.

Vi potreste magari trovare al posto di Michael Jordan, al posto di un capo di qualche nazione, un famoso imprenditore o qualche altro famoso uomo o donna dei nostri tempi.

Magari l’MJ in quest’altra dimensione si è dato fin da subito al baseball, non ha avuto successo, non gli è stato ucciso il padre (sfortunatissima e assurda conseguenza di un benessere sparso per pochi e di un sistema culturale povero) e avrebbe avuto una vita normale ma immaginatevi di esser George Floyd, l’uomo ucciso recentemente dalla polizia a Minneapolis e far parte di una minoranza che incredibilmente ancor oggi non viene tutelata alla luce del sole.

Una minoranza evidentemente in molti casi ancor non ben accetta, trasportata in tempi non poi così remoti come manodopera a costo zero, schiavi…

Oggi, gli eredi di quegli avi ai quali era stato detto che la schiavitù era finita ma che si è ritrovata a battersi per aver semplici diritti fondamentali e uguali come per gli altri cittadini (ricordate Rosa Parks?) fatica a uscire dal ghetto della povertà nella quale è stata relegata, segregata e condannata all’altrui stereotipato giudizio che vede in loro dei potenziali criminali o a causa del cieco odio razziale.

Mii è capitato recentemente di leggere su un social una “strana difesa” asserendo che se la cosa fosse capitata a un bianco non avrebbe fatto notizia, paragoni, una serie di erroneità fino a sostenere ancora che esistano delle razze umane.

Evidentemente, come molti evidentemente non sanno, siamo tutti figli di Homo Sapiens oggi, gli altri ominidi vissuti in passato si sono estinti, compresi i Neanderthal, i veri europei con i quali abbiamo convissuto.

A 1:01:40 Telmo Pievani ricorda, da una posizione scientifica, che non esistono “razze umane” agli ignoranti in materia.

La nostra pelle era scura e probabilmente i fotoni che raggiungono la Terra nel cervello di qualcuno oggi devono aver lasciato tracce disturbanti, strane onde elettromagnetiche che devono aver fatto del colore un principio.

Ossimoricamente si potrebbe facilmente sostenere che la luce porta buio nel cranio di certi personaggi che vedono un uomo nero, logiche confuse e ancestrali tribali, rivalità tra gruppi ed etnie, nazioni sorte in seguito, mentre io vedo una persona, un essere vivente ucciso senza validi motivi.

Oltretutto guardare uno spettacolo come quello della NBA con atleti a maggioranza di colore ed esser razzisti credo che non sia facile da guardare senza che si contorcano le budella ai suddetti ma quello rimarrà sempre un problema loro e non deve essere bello viverla così.

Questa è una prima distorsione, quella sulla quale non avrei voluto scrivere perché non voglio speculare su Floyd (spero ciò che accade serva in futuro ad avere molti meno casi Floyd ma temo non cambierà molto la situazione) più che estrinsecare il mio pensiero vedendo ciò che troppo spesso accade, come cantava Nik Kershaw: “I don’t wanna be here no more” vedendo che nel 2020 si è regrediti a un’impossibile scala di valori nichilista.

La seconda è che incontrare a volte la polizia negli Stati Uniti è una sfortuna colossale, se sei nero, statistiche alla mano, peggio che esser bombardati.

Gente che dovrebbe garantire l’ordine e la sicurezza ha più precedenti rispetto chi ammazza e arresta.

La cosa non mi stupisce, non sono mai stato un fan del brutale sistema americano che sembra a volte rifarsi ancora al Far West ma in un sistema produttivo che è ancor peggior e sacrifica la persona.

La cosa non mi indigna perché sono consapevole che saranno fatti destinati a ripetersi per grave mancanza culturale, lo diceva un soldato, un capo di Stato, tale Thomas Isidore Sankara, ucciso da una congiura internazionale negli anni ’80 (testimonianze di alcuni generali) quando le menti di alcune nazioni che comandavano il mondo (compresi gli Stati Uniti) decisero di toglierlo di mezzo perché era troppo scomodo.

In questo video, Sankara all’inizio (da 1:15 a 2:25) parla di ciò che è o può essere un soldato.

C’è un problema d’identità, su cosa si pensi di essere, l’etnogenesi come modello di riferimento identitario spesso non funziona, prendere come esempio di riferimento il sistema americano come fanno molti diventa pericoloso e nemmeno il modello economico occidentale angolo/americano è qualcosa di cui andar fieri poiché non è sostenibile ecologicamente, si basa solo sulla prestazione non guardando i bisogni delle persone va da sé che si crei un’altra distorsione dove lo sviluppo viene confuso con il progresso.

Pasolini parla della differenza tra sviluppo e progresso. L’implementare qualcosa a scopi personali e il progredire veramente da parte della civiltà umana sono due cose differenti.

Andando a riprendere un intervento di Alessandro Barbero immesso in rete molto recentemente ci sarebbe da chiedersi e riflettere sul se le nostre convinzioni siano sempre esatte.

Dopo aver parlato di altro, torniamo allo sport anche se di fronti a certi fatti questa passione sembra esser quasi marginale.

A che punto è il progresso degli Hornets?

Difficile saperlo oggi poiché avremo come ormai saprete un prologo della stagione regolare e dei playoffs ma solo per 22 squadre mentre lottery e Draft saranno rimandati con il Draft programmato per il 15 ottobre…

https://sport.sky.it/nba/2020/06/04/nba-ripresa-2020-guida

Pare che la voce di Michael Jordan sia stata tra quelle più ascoltate durante la riunione nella quale Silver ha messo sul piatto un poker di ipotesi probabili, tuttavia, Charlotte è rimasta fuori come 23^ squadra (la prima fuori) guardando i record.

Detto che personalmente sono contento che i giocatori del roster non siano costretti a rischiare inutilmente in un format che, anche se fosse stato leggermente modificato, difficilmente avrebbe garantito la nostra partecipazione ai playoffs, l’ennesima distorsione è stata favorire le squadre dell’Ovest anziché rispettare le regole attuali, ovvero la suddivisioni in due conference.

Qualcuno obietterà che l’Ovest mediamene è più forte e attrezzato, le squadre partecipanti hanno record migliori, vero, ma rimane il fatto che vi sia stata un’altra distorsione, trattasi palesemente di violazione delle regole anche se a oggi è un (amaro) unicum.

L’augurio è che MJ, spinto dalle contingenze cambi registro, magari aiutato anche dalla lottery e che finalmente tornino i tempi nei quali gli Hornets pareggiavano o superavano sempre quota .500.

https://www.aroundthegame.com/post/il-fallimento-di-michael-jordan-dietro-la-scrivania?fbclid=IwAR3R9iO7ioFeUl0SfkDQUYQFCQRALRW73tLOWy5ezxgLL5ksJeuRcE6GOqM

Un link da Around the Game che ha tradotto un pezzo del Charlotte Observer su MJ, specialmente come proprietario.

Per il momento, oltre ad aver pubblicato un articolo di Superbasket su Eddie Jones nella cartella Imamginazihornets e uno di Superbasket nella cartella Destini su un Belinelli diciassettenne, accontentatevi di questa manciata di video realizzati da me sui nuovi giocatori che gli Hornets hanno messo sul parquet quest’anno.

Manca ancora Terry “Scary” Rozier ma provvederemo, in fondo è solo un’altra “distorsione”…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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