Il Punto @ 82

Nubi su Charlotte

Vorrei avere un congegno per muovermi nel tempo che mi porti avanti almeno di sei mesi per vedere come sarà composto il futuro roster degli Hornets.

Questo perché potrebbe (usiamo il condizionale), essere l’anno zero per la franchigia.

Partiamo in primis scrivendo sul futuro mercato estivo perché dopo i Playoffs sfumati di un soffio, Walker ha espresso la chiara intenzione di avere un team all’altezza.

Nella serata dell’eliminazione molti hanno interpretato la sua delusione e il suo atteggiamento come un saluto alla città ma lo stesso Kemba, dopo aver detto di non aver idea del suo futuro nel particolare contesto di scoramento a caldo dopo l’eliminazione, ha anche successivamente detto che lui vorrebbe rimanere a Charlotte.

Gli Hornets potrebbero fornirgli un super-max di 5 anni o un contratto comunque più alto delle possibili squadre “scippatrici” ma qui entra in gioco l’orgoglio di Kemba, al quale non interessano solo i soldi ma avere una squadra che possa emergere e vincere di più rispetto gli ultimi tre deludenti anni e questo potrebbe essere uno sprono per la società a cercare di migliorarsi.

Dopo un anno di adattamento alla/sulla poltrona di GM degli Hornets, Kupchak in estate dovrà necessariamente staccarsi da essa se non vuole rimanervi appiccicato.

Mitch Kupchak, che ha fatto sapere di voler fare qualsiasi cosa in suo potere per tenere la propria point guard a roster anche nei prossimi anni:

“Credo che questo sia il posto dove lui vuole restare, e noi faremo di tutto per provare a renderlo possibile. Ma la nostra volontà è solo metà dell’equazione.”

Il problema è che le parole in quest’era si sprecano e servono fatti, fatti anche come esempi, verba volant, firma manent…

Guardano la situazione contrattuale proviamo ad analizzarla:

Coperti per più di un anno:

Nicolas Batum $25,565,217

Cody Zeller $14,471,910

Miles Bridges $3,755,400

Devonte’ Graham $1,416,852

Coperti per il prossimo anno (in scadenza) con player option:

Marvin Williams $15,006,250

Bismack Biyombo $17,000,000

Kidd-Gilchrist $13,000,000

Contratti stipulati ma non garantiti per il prossimo anno:

Tony Parker $5,250,000

Willy Hernangomez $1,676,735

Dwayne Bacon $1,618,520

Contratti in dubbio:

Malik Monk $4,028,400 (team option)

Frank Kaminsky $4,915,726 (qualifying offer )

Contratti che andranno a scadere da rinnovare o meno (qui stiamo parlando di quelli del 2018/19 ovviamente):

Kemba Walker $12,000,000

Jeremy Lamb $7,488,372

Shelvin Mack $1,512,601

Da ciò che si è visto sul parquet quest’anno sarebbero da riconfermare sicuramente Walker e Lamb, i migliori giocatori per distacco, entrambi in scadenza.

Per Walker, che attualmente percepisce 12 milioni, si potrebbero prospettare anche più di 20 milioni (anche 25) di differenza a stagione rispetto agli attuali 12 milioni percepiti, per un contratto che supererà i 30, mentre per Lamb probabilmente si dovrà quasi raddoppiare l’attuale stipendio fermo a 7 milioni.

Dove reperire quindi le risorse per i migliori due giocatori con un salary cap così intasato?

Certo… se ne discuteva anche nel gruppo FB, riguardo a quei contratti ultimo anno (MKG, Biz e Williams) che potrebbero essere scambiati con pick o altro, magari a qualche team che abbia bisogno di veterani o specialisti in panchina ma onestamente dei tre, a mio giudizio, l’unico che abbia ancora un po’ di valore è MKG, benché tutti e tre abbiano quotazioni in ribasso.

In tre costano attualmente poco più di 45 milioni a Charlotte…

Contratti vantaggiosi per i tre giocatori che sanno di non poter aspirare a tali cifre cambiando squadra viste le loro prestazioni e muoverli potrebbe essere complicato (non ho idea di quale squadra potrebbe volerli o accettarli e per cosa) ma non impossibile, magari se Charlotte aggiungerà una scelta medio-alta (non dovessimo finire nelle prime 4 posizioni dopo la lottery) visto che percentualmente attualmente siamo solo all’1% per avere la numero 1.

Come funziona la lottery…
Le date salienti per le scelte e il mercato.

Sicuramente quel milione e mezzo di Mack non ci sarà più perché non verrà riconfermato e c’è da vedere anche se Parker (ha fatto sapere di non voler giocare con Charlotte se dovesse rifondare tutto come squadra da tanking) che non ha un contratto garantito, sarà riconfermato dalla società visto che le sue condizioni di salute non consentono un impiego regolare e questo è ciò di cui avrebbero bisogno gli Hornets, oltre alla qualità.

Oltre a Parker anche Hernangomez e Bacon hanno contratti non garantiti ma sono di lievissima entità… certamente si potrebbe anche pensare di rilasciare Willy se rifirmasse il Tank o viceversa se il centro spagnolo venisse confermato lasciando andare Frank, questo per limare alla sovrabbondanza nel ruolo che ha generato anche qualche problema di coesistenza nei minutaggi con i vari giocatori a trovar poco spazio in alcuni momenti della stagione anche nelle rotazioni pur mancando Zeller, infortunatosi un paio di volte.

Il vero problema per far crollare la chiave di volta degli Hornets è il contratto di Batum che purtroppo sembra inamovibile a causa delle scadenti prestazioni.

Ci si dovrà ingegnare pensando magari anche di arrischiarsi nello scambiare Monk (se non si crede più in lui questo sarebbe il momento più vantaggioso per scambiarlo prima che la rookie scale lo porti tra un paio d’anni a superare i 7 milioni) per un contratto più lieve per liberare 2/3 milioni ma l’incastro dovrà esser preciso, perché senza un tam da titolo MJ ha ribadito la sua filosofia, ovvero quella di non voler superare la luxury tax, forse perché scottato in passato quando era proprietario dei Wizards.

Qui sotto ecco un articolo che testimonia che certe dinamiche bene o male vanno ripetendosi:

Non è la prima volta che Jordan si trova con un trio invendibile…

Il giudizio sulla stagione

Gli Hornets sono fuori dai playoffs per il terzo anno consecutivo pur arrivando a giocarsela sino all’ultima “giornata” e vincendo tre partite in più rispetto ai due anni precedenti chiusi entrambi sul 36-46…

Le classifiche finali della Regular Season:

Classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dell’osservatore ma finché la qualità della squadra sarà questa, pretendere di più sarà impossibile.

Si arriva al rush finale solamente perché l’impostazione dei quintetti di Borrego nell’ultima dozzina di partite è radicalmente cambiata.

Come se fossero due entità diverse grazie ad interpreti in buona parte diversi.

La voglia e il maggior dinamismo dei giovani ha cambiato qualcosa ma sicuramente urgono ancora rinforzi seri.

Sicuramente si può essere delusi per l’ennesima mancata partecipazione alla post season in un Est non proprio irresistibile, purtroppo, sono state gettate al vento a inizio e a metà stagione, troppe partite sul filo contro squadre da battere, anche se nella parte finale finalmente il vento è cambiato…

La stagione era nata male con sovrabbondanza tra i lunghi pur non avendone uno completo, Borrego aveva giurato di far lavorare meno Walker che per forza di cose si è dovuto sobbarcare il peso offensivo del team portando troppe volte palla sugli ultimi possessi e benché sia uno dei giocatori di tutta la NBA che danno più spinta nell’ultimo quarto al proprio team, è troppo facile individuarlo nei secondi finali.

E’ capitato, infatti, a Lamb, risolverne un paio avendo un po’ meno pressione addosso.
Il ritmo voluto da Borrego non è stato poi così alto, il corri e tira in 7 secondi non sempre funzionava e un gioco leggermente più ragionato ha consentito a Charlotte di ottenere più liberi e perdere pochi palloni (2^ nei TO)…

Analisi ultime partite

Sulla base delle indicazioni che la Regular Season aveva dato sino a quel momento avevo scritto che gli Hornets avrebbero strappato 8/9 vittorie, ma ottimisticamente…

Numericamente…

Borrego ha stravolto i piani di tutti dopo la sconfitta a Miami.

Senza più nulla da perdere era giusto provare giovani che non hanno avuto molto spazio durante la Regular Season e che il prossimo anno potrebbero rimanere in un roster al momento incatenato dal contratto del Prometeo Batum…

Borrego scopriva così l’ardore ma anche l’ardire della linea verde che forniva una difesa più mossa, ventosa e un attacco più incendiario dei più compassati senatori.

Al tramonto della stagione s’infiammava il cielo di Charlotte dopo una serie di quattro belle e insperate vittorie consecutive (Minnesota, Boston, Toronto e San Antonio).

Grande pathos nelle ultime tre ma una serie di 3 sconfitte esterne raffreddava la pista playoffs.

Cinque gare alla fine da vincer tutte per sperare… tornati a vincere in trasferta (sul campo dei Pelicans), gli Hornets battevano ancora una volta Toronto (questa volta in casa) a meno di 5 secondi dalla fine con un tiro “più normale” di quello da metà campo a Toronto, sempre firmato Lamb.

Scontro diretto a Toronto tra Raptors e Heat e mentre Miami cedeva all’OT venendo sorpassata per via del tie-break, gli Hornets battevano i Pistons a Detroit ma i Magic in una gara cruciale si qualificavano andando a vincer a Boston togliendo agli Hornets il destino dalle loro mani.

Già, perché in caso di vittoria dei Leprechaun e di vittoria Hornets (espletata la formalità Cleveland nel mezzo) proprio su Magic, Charlotte avrebbe artigliato anche la prima posizione della Southeast Division.

Purtroppo, pur non scomparendo del tutto la possibilità di qualificazione, le percentuali scendevano perché, con il vantaggio di una gara e due squadre non irresistibili da affrontare (Memphis in casa e New York in trasferta) i Pistons si sarebbero dovuti suicidare per lasciarci una poltrona per i PO.

Charlotte batteva Cleveland e Detroit rimontando 21 punti ai Grizzlies lasciavano tutto all’ultima partita.

I Pistoni passeggiavano sul parquet della peggior squadra della lega, New York, mentre Charlotte perdeva contro Orlando, ma anche vincendo non sarebbe cambiato nulla per la partecipazione ai playoffs…

Tabelle

Saltando la parte tecnica, ormai inutile, possiamo avviarci alle statistiche principali di squadra e alla classifica finale dei singoli basata sui miei personali voti che nella maniera più imparziale possibile, dipingono una soggettiva oggettività.

Principali statistiche di squadra e delle avversarie. Da notare il secondo posto per minor numero di palle perse.
Statistiche dei singoli con ultima colonna a scendere nella media punti a partita.
Altre statistiche contenenti la % stimata di posizione per giocatore.
Istogramma progressivo della Regular Season W/L. La barra verde indica le vittorie, la barra rossa le sconfitte. Più è bassa la barra più il differenziale del match tende a esser vicino allo zero.

Ma prima di scoprire le varie posizioni (dal voto più basso a quello più alto), scorriamo insieme qualche tabella per visionare qualche dato basilare partendo dal confronto dei giocatori per ruolo.

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Qui sotto ecco i confronto tra giocatori:

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Aggiungiamo anche le percentuali della squadra suddivise per zone di tiro:

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Classifica Giocatori

17°, Shelvin Mack: 4,62

Mi fermerei a “indecoroso”.

Terminato il mercato invernale Kupchak l’ha pescato tra i giocatori tagliati.

Quanto ha mostrato in campo nelle poche occasioni avute per mettersi in mostra è stato francamente imbarazzante fino a rimpianger MCW quasi…

Contratto scaduto ($1,512,601), non penso verrà cercato nuovamente dalla società.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 6, il 14/02/2019 @ Orlando.

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16°, Joe Chealey: 5,50

Uno spezzone nel tempo spazzatura durante una trasferta a Boston.

La preseason sembrava potesse fargli trovare più spazio in squadra ma Borrego, senza particolari problemi d’infortuni nel settore, ha preferito far ruotare gli uomini all’interno del roster ufficiale e i two-way contract hanno trovato spazio solo a Greensboro.

Estremamente marginale, sarà difficile trovi spazio il prossimo anno a meno che Kupchak non vada per una ricostruzione totale che smantelli il team.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 2, il 30/01/2019 @ Boston.

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15°, Devonte Graham: 5,82

Giocatore che probabilmente ha avuto il suo necessario primo anno di rodaggio da rookie.

Deve perfezionare il tiro.

34,3% dal campo che lo svalorizza oltre alcune buone prestazioni.

Spesso ci prova da fuori ma qui scendiamo al 28,1%.

A inizio stagione si sentiva parecchio la differenza di prestazione quando andava a sostituire il franco/belga nei back to back e nelle altre gare mancanti, nel finale di stagione ancora qualche prova a vuoto ma la maggior possibilità di giocare gli ha consentito di prendere confidenza con il gioco dando una bela mano a Detroit nel gestire i possessi e trovando anche una cucchiaiata in entrata off-balance per mostrare di saper anche andare in entrata se vuole.

Non è sembrato un fenomeno ma potrebbe crescere e dare un contributo maggiore e più consistente ma al momento è chiuso nel ruolo da Walker e Parker, due giocatori dal futuro da definire.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 13, il 03/04/2019 @ New Orleans.

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14°, Bismack Biyombo: 5,84

Centro prettamente difensivo dal contratto troppo oneroso.

Non porta molti punti all’attacco degli Hornets al quale offre meno spaziature.

Abbastanza statico, vive sulle incursioni dei giocatori rapidi che gli forniscono palloni sotto per le schiacciate, alcune delle quali sono fermate con le buone o con le cattive perché è un po’ troppo basilare nel salire e anche nel difender la palla.

Non un gran tiratore di liberi e troppo lento nel coordinare e reagire in difesa, dopo una fase centrale nella quale aveva trovato spazio per l’infortunio di Zeller, giocandosi le sue carte in maniera brillante (più difesa e qualche gara, vedi quella di Denver chiusa con un punteggio in doppia cifra, nel finale è tornato da starter per un’altra caduta di Cody ma questa volta giocando pochi minuti e fornendo prestazioni insicure anche a livello di protezione dell’anello dove ha lasciato spazi e le stoppate che prima dava non sono arrivate.

Più o meno la tecnica di Biz sta al basket come Martufello e Pippo Franco stanno alla comicità, un gusto tutto loro…

Gran lavoratore e anche ex stimabile fuori dal campo ma purtroppo costa in maniera sproporzionata per quel che riesce a offrire e dopo Batum sarebbe sicuramente il secondo obiettivo per una trade…

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 16, il 05/01/2019 @ Denver.

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13°, Guillermo Hernangomez: 5,90

Willy soffre della sovrabbondanza nel ruolo e del fatto che, pur essendo un ottimo rimbalzista, non abbia i kg necessari per poter fermare le controparti più corpulente.

Un atteggiamento troppo accondiscendente in difesa in generale a parte qualche fiammata, bravo a posizionarsi anche in attacco su tiri sbagliati dai compagni e discreti fondamentali.

Il settore offensivo è sicuramente quello dove rende di più, anche nel tiro da fuori vanta un buon 38,5% anche se nella seconda parte di stagione ci ha provato molto meno da oltre l’arco chiudendo con un totale di 15/39.

7,3 punti e 5,4 rimbalzi in 14 minuti mostrano le sue caratteristiche ma anche lo 0,3 nelle stoppate dice molto.

Dalla sua ha un contratto poco costoso ma per certi versi sembra la replica un po’ meno consistente del Tank che potrebbe però andar via da Charlotte in estate.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 22, il 31/03/2019 @ Golden State.

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12°, Malik Monk: 5,92

Credevo molto in lui a inizio stagione ma a parte le buone gare disputate a inizio stagione contro Miami e Denver, quando è andato a prender un buon voto, spesso lo ha fatto perché le squadre avversarie non erano dei top team e trovando più spazio in entrata o per il tiro ha potuto sfruttare le sue doti in maniera migliore.

Gli attacchi scriteriati a tutta velocità e le palle perse pesanti si sono accumulate durante tutta la prima parte e la parte centrale della stagione per lui che ha giocato costantemente durante l’arco della regular season.

Certamente non sempre i minutaggi sono stati alti.

Nell’ultima parte di stagione ha mostrato più voglia anche i difesa e in alcune occasioni ha cercato quello sforzo in più per recuperar palloni ma il differenziale quando è in campo è negativo, il che non è dipeso solo dalle “cattive compagnie” difensive della bench, ma da una difesa a tratti distratta o da situazioni nelle quali fa fatica ad adattarsi a volte, vedi possibili pick and roll.

Per la prossima stagione Charlotte ha una team option sui $4,028,400.

Non sono molti ma sono soldi che si potrebbero risparmiare se la società decidesse che il suo contributo in questi due anni non è stato abbastanza o dovesse smettere di credere in un giocatore ancora instabile in attacco e battibile in difesa.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 26, il 25/11/2018 @ Atlanta.

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11°, Nicolas Batum: 5,94

Più che delle sue scarse performance sul parquet che, molti di voi, nell’era moderna con video a portata, avranno sicuramente ammirato, ciò che è da sottolineare sul francese è che il suo contratto costituisce la chiave di volta del monte salari degli Hornets che vorrebbero fare crollare quest’arco, non esattamente uguale a un arcobaleno.

E’ la pietra centrale, quella dello scandalo, quella che non permette alla struttura fatiscente di venir giù e provare a sondare il mercato più liberamente.

25 milioni che potrebbero essere in parte usati per rifirmare Kemba ma il valore (pur astratto) di mercato di Batum non si avvicina minimamente a ciò che negli ultimi tre anni ha fatto vedere sul parquet e sarà durissima riuscire a muoverlo, salvo colpi di genio di Kupchak che tuttavia nel suo primo anno non è sembrato certamente mobile e brillante.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 21, il 14/12/2018 Vs New York (giorno del suo compleanno).

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LAS VEGAS, NV – JULY 9: J.P. Macura #55 of the Charlotte Hornets passes the ball against the Boston Celtics during the 2018 Las Vegas Summer League on July 9, 2018 at the Cox Pavilion in Las Vegas, Nevada.
Copyright 2018 NBAE (Photo by Bart Young/NBAE via Getty Images)

10°, J.P. Macura: 6,00

Discorso simile a quello dell’altro two-way contract.

Pur con una limitazione importante nel contratto, anche lui non è mai stato preso troppo in considerazione anche se alla fine gli spezzoni di gara saranno due e i punti sei contro un ½…

Alla prossima stagione, se sarà ancora dalle parti del North Carolina.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 4, il 02/01/2019 Vs Dallas.

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09°, Cody Zeller: 6,02

22-27 quando Zeller scende sul parquet. Quest’anno non è riuscito come il solito a dare un contributo importante per quel che riguarda il rapporto W/L che in genere parla a suo favore ed era a suo favore (18-17) quando nell’ultima gara del 2018 un banale incidente controOrlando l’ha tolto di mezzo, risultando poi pesante.

Mano fratturata…

Uno dei giocatori sulla quale bontà si potrebbe discutere in eterno.

Sicuramente non è un top scorer né un rimbalzista da buoni numeri e non è nemmeno come Whiteside o Embiid una presenza intimidatoria nel cuore del pitturato soprattutto per mancanza di esplosività in quella circostanza, in risposta alle movenze avversarie.

Il tiro da tre è saltuario e non affidabile e non è molto reattivo sui passaggi bassi ravvicinati.

In attacco però non si muove male nei dintorni del canestro e soprattutto riesce a creare un ostacolo reale tra difensore e attaccante.

Classicamente Kemba lo supera o si scherma con lui per sparare tre punti o tentare la penetrazione, Batum può giocare i pick and rolla con lui, bravo a inserirsi anche da dietro a fari spenti per incursioni rapide che lo possono portare anche a potenti jam, insospettabili per atletismo guardandolo sul lato difensivo.

Sicuramente è un giocatore che da quello che ha in campo ma è recidivo agli infortuni.

Dopo gara 66 a Milwaukee torna in lista infortunati ancora a causa del ginocchio sinistro e Borrego si alterna con il materiale che ha.

Cody gioca essendo il centro più completo a disposizione, in particolare a causa di una difesa comunque accettabile e per le spaziature che crea in attacco facilitando i compagni.

Una volta su di lui Batum disse: “Lui sa chi è, e cosa fa, e lo fa ogni volta. È uno dei giocatori più preziosi del nostro team. Kemba è il miglior giocatore, ovviamente, ma Cody è prezioso.”

C’è da ripensare a tutto il reparto lunghi e nonostante mi piaccia, l’affidabilità comincia seriamente a divenir un problema e dal mio punto di vista potrebbe essere un elemento scambiabile a causa dei maggiori costi se gli Hornets punteranno a un centro di livello tentando di coprire in panchina con il Tank o Willy, dai costi inferiori.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 28, il 25/02/2019 Vs Golden State.

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08°, Marvin Williams: 6,08

Dolore al piede destro, ufficialmente termina così la stagione di Williams dopo esser stato sempre o quasi, presente.

Sicuramente Borrego lo ha messo in lista infortunati per dare spazio ai giovani e la differenza si è vista.

Mentre Williams deteneva qualche decimale di vantaggio sul rookie Bridges e su Kaminsky, dopo aver fornito qualche prestazione gravemente insufficiente nell’ultima parte di stagione, il rookie e il Tank l’hanno scavalcato in classifica mostrando i difetti del nostro numero 2.

Marvin sul parquet porta sicuramente esperienza e anche in difesa ha una visione che gli permette di andare qualche volta in aiuto se richiesto ma l’età avanza e per rimanere al top in una NBA così incredibilmente atletica, avere un buon fisico che si pianti sul parquet e si frapponga tra avversario e canestro non basta.

Le prestazioni a livello atletico sono in calo e in qualche serata viene surclassato mentre sul fronte offensivo gli si chiede di agire come stretch four, punendo sugli scarichi con tiri da tre punti.

Anche qui però l’affidabilità non è sempre al massimo.

Passa da ottime serate al tiro ad altre drammatiche, in un rollercoaster che si rivela spesso pesante da metabolizzare per la squadra in caso di serata negativa.

Come per Zeller, pur non disdegnandolo, si potrebbe parlare di mediocrità ne confronti di molti altri giocatori avversari pari ruolo.

L’11 aprile dichiara che sfrutterà la propria player option anche per il 2019/20.
Tutto nella norma perché il veterano da 14 stagioni NBA non avrebbe preso quei soldi in nessun altra squadra (opzione sui 15 milioni).

“Tornerò. Se mi faranno tornare indietro, comunque.” ha detto Williams nell’intervista aggiungendo che non vuole andare in pensione e che aspetta con impazienza la prossima stagione.
Durante la stagione, Williams ha segnato una media di 10,1 pt., preso 5,4 rimbalzi e smistato 1,2 assist a partita.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 30, il 08/03/2019 Vs Washington.

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07°, Dwayne Bacon: 6,12

Gioca 17 partite con i Greensboro Swarm in G-League.

Finirà con 22,2 punti, secondo miglior marcatore per la squadra legata agli Hornets.

Paga una brutta difesa ad Atlanta che consente agli Hawks di battersi sul filo.

17,7 minuti di media con gli Hornets, uno dei tiratori da fuori più consistenti con un 43,7%, dato molto migliore di quello in G-League e 7,3 punti di media in 43 partite, 13 come starter.

Buono il suo lavoro sugli scarichi, discreto in penetrazione, avvincente ma ancora non affidabilissimo in arresto e tiro dove mostra anche balzi importanti.

Strana stagione a dividersi a metà tra la polvere (esclusione dai 15 per andare a far da intermittente a Greensboro) e la gloria di un finale da titolare e protagonista, dopo esser stato ripescato e rilanciato da Borrego.

Uno degli artefici principali del rush finale verso i playoffs mancati di un soffio.

Non tanto per una difesa spesso non all’altezza contro avversari tosti (ci sono ottime eccezioni nella W casalinga contro Washington dove difende benissimo sull’ultimo possesso e a Cleveland la penultima) ma per aver dato spinta e verve all’attacco, proprio alternando tiri pesanti e incursioni.

Vicino canestro (0/3 piedi) ha un encomiabile 73,0%.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 24, il 26/03/2019 Vs San Antonio.

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06°, Miles Bridges: 6,14

Un giocatore che ci ha esaltato per le sue giocate spettacolari fatte di esplosività e potenza, in particolare le sue jam sono scintillanti e infuocate meteore che splendono oltrepassando l’atmosfera del ferro.

Questo è ciò che balza all’occhio mentre lui balza sul parquet grazie all’ottima fisicità, fattore sempre più importante nella NBA moderna.

A livello di gioco deve ancora crescere tatticamente e prendere più confidenza con certe dinamiche (qualche volta abbocca troppo facilmente alle finte del tiratore) nella parte difensiva ma nel complesso la sua stagione da rookie è valutabile discretamente.

In attacco ha mostrato dall’inizio buon piazzamento sulla linea di fondo e andava giocando molto perimetralmente, quando Borrego dopo l’All-Star Game (che ha disputato per quanto riguarda la gara delle schiacciate) ha deciso di farlo partire in quintetto per dare più solidità alla squadra (fastidioso per gli avversari quando si avvicinano al ferro), ha iniziato a partecipare più attivamente alla manovra non rimanendo solo marginalmente coinvolto.

Il tiro da tre è ancora in work in progress (precisione e velocità d’esecuzione) sebbene possa anche trovare serate dove grazie a quest’arma mentre sembra aver migliorato un po’ nelle entrate dove pare aver trovato più ritmo, altro aspetto che a inizio stagione non funzionava in lui perché il tocco finale era spesso troppo forte o fuori misura.

Giocatore che salvo sconvolgimenti tornerà a giocare per Charlotte il prossimo anno da sophemore e sono curioso di aspettarlo per vedere ancora altri progressi perché il livello si dovrebbe alzare una volta ottenuta più confidenza.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 20, il 23/03/2019 Vs Boston.

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05°, Michael Kidd-Gilchrist: 6,15

Gran partenza nell’impegnativo nuovo ruolo, si divide tra PF e C ma poi Borrego si rende conto che da centro, anche giocando con una small-ball, non c’è efficacia su centri più grossi e d’altra parte Kidd-Gilchrist lo scorso anno partiva come ala piccola… Si perde un po’ nella parte centrale e i minutaggi e le rotazioni per lui non diventano regolari.

L’instabilità forse lo limita un po’ ma anche lui entra nella fase delicata degli Hornets non riuscendo più a garantire gli standard d’inizio stagione e la sua media voto che era nell’Olimpo dei top player Hornets (Kemba, Jeremy e Tony) si abbassa molto, consentendogli di raggiungere per decimi un quinto posto complessivo ma da lui mi sarei aspettato qualcosa di meglio anche se durante l’anno ha fatto vedere la sua novità pronta all’occorrenza: un tiro da te punti al 34,0% (16/47) che mai aveva tentato in passato in maniera così consistente ma le pressanti richieste di Borrego l’hanno convinto a tentare e in alcuni casi le sue bombe sono risultate provvidenziali.

6,7 punti in 18,4 minuti (in calo sia nei punti che nel minutaggio rispetto alla stagione precedente), 12° posto tra i nostri marcatori.

Sappiamo che non è un attaccante mentre in difesa ha perso quella forza dirompente che mostrava un tempo tra balzi e grinta anche se ancora oggi non si risparmia gettandosi all’occorrenza anche a terra riuscendo talvolta a recuperare palloni o costringendo a jump ball gli avversari.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 16, il 25/01/2019 @ Milwaukee.

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4°, Frank Kaminsky: 6,16

Parte con qualche sporadica apparizione sul parquet ma da gara 17 a game 30 trova spazio iniziando a giocar più deciso in difesa.

Questo convince Borrego a schierarlo frequentemente ma va perdendosi nell’arco di breve tempo e torna a scaldar la panchina stabilmente tanto che verso gli ultimi periodi del mercato invernale cominciano a circolare voci di un possibile buyout che tuttavia gli Hornets smentiscono asserendo che il Tank non è nei piani della dirigenza per un taglio immediato.

Rientra a gara 62 giocando tutte le ultime 21 partite, spesso contribuendo in maniera importante livello di punti pur parendo dalla panchina, mostrando buone doti in avvicinamento giocando con solidità e trovando anche contatti, tornando a colpire con più precisione da oltre l’arco.

Per lui che aveva una media di 5,90 (secondo le mie pagelle), dopo gara 50, è una risalita continua e arrivando a comandare la pattuglia dei giocatori dotati di “normotalento” mostra segni di risveglio interessanti che mostra anche nello scontro diretto finale a Detroit dove in attacco buca i più quotati lunghi avversari.

Anche per lui a livello contrattuale si schiudono le porte a possibilità al di fuori della Queen City ma gli Hornets prima di pensare eventualmente a far firmare nuovamente il Tank, hanno da risolvere gli affari Lamb e Walker…

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 24, il 07/04/2019 @ Detroit.

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03°, Tony Parker: 6,34

Tony Parker ha saltato per la prima volta l’appuntamento ai playoffs.

Uscito di scena dopo la sconfitta a Miami dove ha giocato una partita dal doppio volto (bene prima portando tanti punti pesanti e male poi, asfissiato dalla difesa Heat), si è accomodato in panchina a guardar i ragazzi giovani, in particolare Graham, terza PG, alla quale sicuramente ha insegnato qualcosa.

Un contributo importante durane l’anno per sostenere la panchina a livello di punti.

Si è visto spesso partire verso canestro ignorando i compagni per drive e layup mentre gli assist sono stati di classe spesso ma secondari.

Questo ha fatto sì che da collante si trasformasse in un one man show che indubbiamente ha risolto alcune delicate partite con punti pesanti ma di contro ha finito involontariamente per penalizzare l’amalgama dei giovani che non erano ancora riusciti a dotarsi di una valida e sicura struttura offensiva.

Un po’ ha sofferto in difesa a causa dell’altezza ma ha mostrato una discreta rapidità, sorprendente per la sua età, anche in attacco dove finte e spin l’hanno portato a chiudere con alcuni artistici canestri.

La personale sensazione è che gli Hornets potrebbero decidere di non rinnovarlo ma bisognerà attendere prima le decisioni di Walker.

La sensazione nasce anche dal fatto che spesso Charlotte si è liberata di contratti biennali di giocatori dopo il primo (vedi Belinelli e Howard) per cercare di ottenere spazio salariale.

Questo è stato fatto sia da Cho che da Kupchack, i due ultimi GM, una filosofia contigua alla ricerca di spazio.

Avendo 5 milioni di contratto non garantito il suo taglio potrebbe consentire, insieme alla perdita di altri giocatori minori, di rifirmare almeno Lamb, il quale vorrebbe rimanere.

$5,250,000 per la prossima stagione, certo li vale ma è un giocatore sul quale ovviamente non si può investire sul futuro per età anagrafica.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 24 (2 volte), il 30/10/2018 Vs Miami e il 11/11/2018 @ Detroit.

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02°, Jeremy Lamb: 6,44

L’ho visto e rivisto, stravisto quel tiro da centrocampo all’ultimo secondo contro i Raptors che ha dato una vittoria di prestigio e importante per rimanere in corsa playoffs agli Hornets.

L’ho guardato tante volte perché non potevo credere che una squadra dai finali come i nostri potesse aver vinto in quella gara ma lui che fa nella gara finale contro Toronto non molti giorni più tardi?

Mette dentro ancora un game winner.

Tre punti più “normali” a tre secondi e tre decimi dal termine.

Realizza anche il game winner in una partita contro Detroit che ritroveremo come contendente ultima per i PO.

Ha il 54,0% da tre punti dagli angoli nonostante la percentuale da fuori totale sia del 34,8%.

La miglior stagione della carriera di Lamb si chiude con numeri da secondo miglior marcatore anche se, partito titolare in quintetto a inizio stagione, torna in panchina per dare più spinta propulsiva alla panchina garantendo a Bridges un posto da titolare come SF, inizialmente con Batum in SG fino a quando non sarà lanciato Bacon al posto del francese a fine stagione.

Purtroppo anche lui, come Walker, ha un contratto in scadenza e la media percepita (7 milioni l’anno) andrebbe aggiornata all’attuale valore.

Ci sarà da vedere cosa farà Walker ma secondo Bobby Marks, analista NBA e di ESPN, le quotazioni per il nostro numero 3 dovrebbero aggirarsi tra i 10 e i 14 milioni.

Purtroppo se Marvin Williams, Michael Kidd-Gilchrist e Bismack Biyombo opteranno a favore della propria ricca player option, Charlotte potrebbe avere già $ 102 milioni già sul groppo e così, senza muover nulla, Lamb potrebbe partire perché Jordan ha ripetutamente affermato di non voler pagare soldi superando la luxury tax non avendo una squadra competitiva.

In una squadra che stentava nei finali ha risolto diverse situazioni intricate anche se contro Phila ha mancato il layup del pari a pochi secondi dal termine, ma dopo aver disputato una buona partita.

Le richieste sicuramente non gli mancheranno nel caso ma perdere il tuo reale secondo miglior giocatore non sarebbe un grande affare.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 31, il 26/12/2018 @ Brooklyn.

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01°, Kemba Walker: 6,87

Cosa vi devo raccontare di Walker?

Ormai sapete tutto, caratteristiche, vita, morte e miracoli sui suoi 28 anni e i 25,6 punti di media con i quali si è piazzato 12° nell’intera classifica marcatori NBA…

L’uomo che più di tutti sembra assomigliare ad Iverson per stile di gioco ha chiuso la stagione giocando 82 partite e nonostante le tante gare giocate bene e le poche steccate, la squadra si è dimostrata ancora troppo fragile.

Di lui abbiamo parlato ampiamente per quel che riguarda il mercato e allora vi lascio con i record stagionali battuti dal capitano.

Maggior numero di punti realizzati in una partita in stagione: 60, il 17/11/2018 Vs Philadelphia.

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Coach Borrego: 6,18

Coach giovane che ha avuto alti e bassi.

Cattive idee su certe small-ball prolungate e la continuità d’intenti nel schierare Batum, Williams e la vecchia guardia ormai scarica.

In alcune partite ha indovinato i time-out e si è assistito a un buon gioco di squadra.

Il coraggio di cambiare un paio di volti i quintetti, ma l’ondata dei giovani è stata lanciata troppo tardi.

Purtroppo il materiale che aveva in mano non era certo di altissima qualità, esclusi pochi giocatori.

Ha predicato cert situazioni (vedi gioco rapido) ma dati alla mano si è finiti per necessità a giocare in maniera un po’ differente.

Gli servirebbero realizzatori più consistenti da fuori, un giocatore portato alle steal per far correre i giovani in transizione e un paio di lunghi nuovi, uno con doti da rim protector…

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Voti singole partite e media finale

*Per un errore di battitura lo scorso punto segnalava Parker al secondo posto con un voto più altro, rivisto e aggiornato, ecco la classifica media voti corretta.

E mentre sono appena partiti i playoffs non mi rimane che salutarvi e promettervi (con calma) i video dei nuovi rimanenti (realizzati quelli di Mack, J.P. Macura e Graham che trovate nel pezzo) Chealey, Bridges e Parker, oltre alla top 30 stagionale.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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