Kupchak talk

Personalmente rimango critico sul fatto che Kupchak non sia riuscito a portare nulla in dote a Walker e agli Hornets per cercare di soffrire meno nelle restanti partite che diranno se gli Hornets potranno accedere o no alla post season.

Il record di 26-28 onestamente non è esaltante (se gli Hornets non vinceranno le prossime tre partite di fila arriveranno al proprio All-Star Game con un record in negativo) quindi Kupchak ora si potrebbe affidare al rimanente mercato di riparazione (buyout), quello per i free agent liberi.

Giocatori tagliati o scambiati dalle rispettive squadre che in genere non stuzzicano la fantasia.

Vecchi nomi di veterani in gran difficoltà come Melo ai quali non si interessa più nessuno o quasi visto che pare i Lakers abbiano intenzione di portarlo a Los Angeles, giocatori mediocri o specialisti di qualcosa che potrebbero essere utili in alcuni momenti…

Sui pochi interessanti come Wesley Matthews ad esempio hanno messo già le mani avanti i Pacers.

Ma il direttore generale delle operazioni di mercato degli Hornets Mitch Kupchak ha in programma veramente di prendere qualche player utile?

Difficile dirlo perché, pur dichiarando che l’obiettivo rimangono i playoffs, Il G.M., in un intervista con Rick Bonnell, del Charlotte Observer, fa notare che l’arrivo di alcuni veterani potrebbe rallentare o bloccare lo sviluppo di alcuni giovani.

Trovare l’equilibrio quindi pare essere una sua esigenza.

Mitch Kupchak.

Foto: Thearon W. Henderson

Kupchak ha poi parlato di Tony Parker, definendolo “Molto più prezioso di quello che ci aspettavamo”.

Parlando di Jeremy Lamb, che diventerà un free agent senza restrizioni a luglio ha detto:
“Ho visto Jeremy Lamb dissociarsi da sé stesso in qualche modo e diventare la nostra seconda opzione (offensiva).”

Inoltre, scoprendo l’acqua calda, l’ex GM dei Lakers ha parlato della mancanza d’altre stelle nel roster oltre Kemba Walker:
“Abbiamo un sacco di buoni giocatori, ma non siamo una squadra che ha due o tre superstar e poi (ci sono) tutti gli altri. Il resto dei ragazzi (oltre Walker e Parker) hanno tutti circa lo stesso valore, per così dire.”
Kupchak, riferendosi al caso Walker, ha fatto notare che è estremamente difficile per un giocatore cambiare squadra per ottenere migliori possibilità di vincere un anello e al contempo massimizzare il proprio guadagno.

Kemba al momento percepisce 12 milioni dagli Hornets per questa stagione ma il suo valore potrebbe aggirarsi intorno alla trentina di milioni la prossima…

Nell’ambito dell’accordo collettivo di contrattazione della NBA, gli Hornets avranno la possibilità di pagare Walker più di qualsiasi altra pretendente usando i Bird Right per sforare il salary cap, utilizzando questa eccezione consentita dalla NBA, la quale, nell’ottica di garantire se possibile una linea di continuità alla franchigia per proseguire con la propria stella (sempre ovviamente il giocatore accetti), ha messo a punto questa norma.

I Bird Right (ne esistono tre tipi) se maturati sono anche cedibili, sarebbe stato il caso di Lamb se fosse stato trasferito in qualche altro team.
“Sono ottimista e spero, come lo sono sempre stato, che Kemba inizi e finisca la sua carriera con la sola uniforme degli Hornets.”
“Kup”, parlando del proseguo della stagione, ha detto che il comportamento di alcuni team sembrerebbe suggerire la rinuncia di alcune franchigie all’inseguimento di un posto per i playoffs, inoltre ha continuato ipotizzando che questo fattore potrebbe aiutare gli Hornets a vincere alcune partite nell’ultimo tratto della stagione regolare.
“In genere, le squadre che rinunciano a buoni veterani poco prima della scadenza commerciale, faranno giocare di più i loro giovani giocatori nell’ultima parte della stagione. Se restiamo in salute, anche quando siamo in trasferta, siamo fiduciosi di poter approfittare di questo fattore”.

Che sapranno fare gli Hornets nel prossimo futuro lo vedremo presto:

Nella notte italiana di domenica, alle 01:30 AM gli Hornets andranno a giocare ad Atlanta “ospiti” dei Falchi una gara che questa volta non si può proprio più davvero sbagliare…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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