La dernière fois.

L’ultima volta di Tony Parker sul parquet NBA è stata a Miami, in una trasferta che per gli Hornets rappresentava la disperata ricerca di un posto tra le magnifiche otto ad Est.

Purtroppo, nonostante il buon apporto dato da Parker nella prima parte della sfida, la squadra è naufragata malamente non solo in Florida e di lì a poco Borrego avrebbe lasciato ampio spazio ai giovani lasciando qualche giocatore più anziano fuori, tra infortuni, veri, presunti e un riposo forzato quando sembrava che per Charlotte non ci fosse più nemmeno la maniera di rientrare in corsa per i playoffs.

Ebbene, dopo una vita passata a San Antonio che ha fruttato al francese ben quattro titoli e sei All-Star appearances, nonostante i due anni di contratto, la notizia che Tony abbia deciso che un anno a Charlotte bastasse come canto del cigno si sta diffondendo nel web molto rapidamente…

Una buona stagione la sua (56 partite con 530 punti partendo dalla panchina) nonostante i numeri non sembrino avvalorare la mia tesi in tutte le loro caselle ma Tony ha portato personalità e una spinta propulsiva in molte occasioni, per rientrare o chiuder le partite quando il match scottava ma dopo 18 stagioni Parker ha trovato il suo limite.

Ha fatto da chioccia insieme a Walker a Devonte’ Graham ma ora il play nato nel 1982 ha deciso di ritirarsi, un’ipotesi ventilata già a fine stagione e un pensiero di non poter competere immediatamente per un titolo che come vedremo è stato nuovamente espresso come una delle ragioni fondanti della sua decisione.

Senza Tony gli Hornets si alleggeriscono contrattualmente di cinque milioni di zavorra (pochi viste le rifirme possibili di Walker e Lamb) che l’attuale e ancora immobile GM Kupchak dovrà utilizzare al meglio.

Ecco alcune delle sue dichiarazioni:

“Ho deciso che non giocherò più a basket.”

Parker dice che si sente fisicamente abbastanza bene per giocare altre due stagioni, ma la sua mente crede che sia tempo di andarsene.

“Un sacco di cose diverse alla fine mi hanno portato a questa decisione. Alla fine era come se non potessi più essere Tony Parker e non potessi giocare per vincere un anello, non voglio più giocare a basket.”

“A Charlotte mi sono divertito molto, ma a un certo punto sono diventato nostalgico. Stare lontano dalla mia famiglia ha avuto un peso specifico, credo sia arrivato il momento giusto per voltare pagina. Ho tanto da fare nella mia vita, ho una bellissima famiglia e dei bellissimi figli”.

“Mi ritiro dal basket con mille emozioni, è stato un viaggio incredibile! Anche nei miei sogni più sfrenati, non avrei mai pensato di vivere tutti quei momenti incredibili con la NBA e la nazionale francese. Grazie di tutto!”

Lui non sarà sul parquet a Parigi per la sfida del gennaio 2010 contro i Bucks.

Alor, “Adieu Monsieur Parker” con quest’ultimo mio omaggio.

http://www.metacafe.com/watch/11897699/tony-parker-hornets/

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.