Lottery

Spesso si paragona lo sport alla guerra, per fortuna nel primo caso, senza vittime.

Il destino di una battaglia dipende dalle forze in campo e quando questa sembrerebbe esser persa, per mutar la situazione urgono rinforzi, anche al cinema – come non ricordare la Ghost Army nel finale de Il Signore degli Anelli…

Se nella drammatica epicità delle battaglie di un tempo le forze in gioco avevano bisogno di mezzi e uomini per vincer le loro battaglie, anche oggi nella NBA è così.

La pesca miracolosa del Draft antepone ancor prima a livello procedurale un rito indispensabile prima di giungere alla scelta dei propri uomini.

I Guerrieri dello Stato Dorato hanno abdicato per un anno mentre i principali loro antagonisti per il titolo dei recenti anni, i Cavaliers, dopo aver riperso LBJ, potrebbero tornare a rilanciarsi immediatamente alla grande nonostante la perdita di Durant, pescando un buon giocatore.

Loro hanno ottime percentuali ma lo scorso anno, a sorpresa, vinsero i New Orleans Pelicans, in quel che sembrava esser un risarcimento per la sicura perdita di Anthony Davis finito a LAL.

I Pelicans avevano il 6% di possibilità di “tirar su” la prima scelta, stessa percentuale che avrannoo gli Hornets (ottavi ai nastri di partenza) quest’anno.

Le percentuali che avranno a disposizione le varie squadre sono le seguenti:

Dopo le prime cinque si scende sotto il 10% con Charlotte che inoltre non sembra esser baciata dalla Dea Bendata negli ultimi anni e non ha mai “sbancato” con questi colpi di fortuna, per chi ci crede, perché se in passato vi è capitato di leggere qualche altro mio articolo sulla lottery, tendo a ribadire (visto anche lo scorso anno) che la situazione è abbastanza surreale e imbarazzante a livello percentuale.

Tankathon ci delizia con qualche immaginario nome per darci delle idee anche se noi speriamo di sceglier più in alto al primo giro e personalmente gradirei una buona SG a meno che non arrivi dal mercato.

Probabilmente c’è più interesse a sostenere squadre più abili nei “rapporti sociali”, forse MJ ha un carisma eccessivo che si è riflesso anche nella famosa e recente serie Last Dance che ha fatto storcere il naso anche a qualche amico e compagno.

Comunque sia, alle ore 02:30 – in diretta su Sky Sport – avremo la nostra lottery, l’evento che stabilirà l’ordine di scelta del Draft NBA programmato per il 16 ottobre.

Come si sveglieranno i tifosi degli Hornets è difficile dirlo, la speranza è che il vento stia cambiando e possa arrivare finalmente una buona notizia, di contro non ci sono elementi oggettivi che portino in questa direzione, tanto che i fan locali hanno dedicato un meme a questa situazione che tradotto é: “Mi hai portato via tutto”, “Non so chi tu sia”…

Per evitare l’eventuale “depressione” (a tal proposito, presa letteralmente, un pensiero sincero per tornare a sorridere va a Josip Ilicic sul quale ieri ho letto un bel post dedicatogli da una famsa pagina di basket) post lottery di una stagione già orrendamente mutilata e ripartita con una formula demenziale fino ai Playoffs (vedi i Suns sempre vincenti esclusi o gli spareggi Trail Blazers-Grizzlies con doppia possibilità a favore di Portland, solo per citarne un paio), occorerà tenere un profilo basso pensando che se dovesse arrivar qualcosa in più (sostanzialmente una delle prime quattro scelte poiché non avremo a disposizione le scelte 5, 6, 7, per via del meccanismo NBA che tende a non svantaggiar troppo eventualemente le prime squadre in ordine di partenza, quelle con i record più bassi) rispetto alla posizione iniziale, sarà tutto oro colato.

Il portabandiera per Charlotte sarà Devonte’ Graham, anche altre squadre hanno scelto di inviare giocatori in attività; D’Angelo Russell per Minnesota, Steph Curry per i Warriors, Rui Hachimura per i Wizards, De Aaron Fox per i Wizards mentre tante altre società avranno rappresentanti più formali come il presidente per i Bulls o il GM James Jones per i Suns.

Sperando che “Gamberone” non ci faccia scegliere alla nona…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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