Mackiè?

Il Direttore Generale degli Charlotte Hornets Mitch Kupchak ha annunciato oggi che la squadra ha nel proprio roster un nuovo elemento.

Si tratta della combo-guard (con spiccata tendenza al ruolo di play) Shelvin Mack (191 cm per 92 kg), quasi ventinovenne giocatore con ormai diversi anni d’esperienza da girovago nella NBA.

Dentro l’impermeabile (Mack), ecco Shelvin, tagliato da Orsi e Falchi, finirà la stagione con i Calabroni del North Carolina.

Mack, 34^ scelta di Washington al Draft 2011, ha giocato per i Memphis Grizzlies questa stagione ma è stato scambiato dalla franchigia del Tennessee per Tyler Dorsey in arrivo da Atlanta il 7 febbraio e rilasciato il giorno dopo dagli Hawks.

Ecco allora spuntare gli Hornets, sui quali si erano già sentiti rumors per un possibile interessamento a Mack.

Mack nella NBA ha giocato 452 partite con 56 partenze da starter:

Washington Wizards, Philadelphia 76ers, Atlanta Hawks, Utah Jazz, Orlando Magic e Memphis Grizzlies le squadre per le quali ha militato.

Il prodotto Butler ha una media in carriera di 6,6 punti, 3,1 assist e 2,0 rimbalzi in 18,5 minuti a partita in otto anni di NBA.

Questa stagione con i Grizzlies ha un parziale di 53 partite e medie di 7,9 punti, 3,4 assist e 1,9 rimbalzi in 18,5 minuti a partita con un 35,9% da oltre l’arco.
Per quel che ho potuto vedere personalmente non mi ha impressionato particolarmente ma la mossa di Kupchak corre su un doppio binario; oltre a dare un contentino ai fan delusi per il fatto di aver visto il proprio team (impegnato a spingere per i PO) non muoversi sul mercato per acquisire un buon giocatore (sfumati Barnes e M. Gasol) Il G.M. Vuole anche mettersi al riparo da possibili altre nuove defezioni di Parker, giocatore ancora super ma che pare prigioniero del suo corpo.

Tony ha saltato diverse partite questa stagione, specialmente ultimamente e Graham è un giocatore ancora troppo giovane e direi ancora troppo spesso legato al compitino.

C’è una netta differenza tra Parker e Graham al momento, così, per gli Hornets che hanno puntato sin da subito sulle PG per rinforzarsi quest’anno (acquisizione di Parker, scelta di Gilgeous-Alexander poi scambiato con i Clippers per Bridges e scelta di Devonte’ appunto…), oggi vogliono coprir le spalle a Kemba con un giocatore che abbia più esperienza del treccioluto n° 4 nel caso Parker sia costretto alla resa fisica.

Shelvin Mack è stato criticato per la gestione dei possessi palla, ha una media TO di 1,2 a fronte di 0,8 rubate a partita ma sicuramente potrebbe essere un uomo spogliatoio.

La carriera di Mack nella NBA riassunta in cifre da Basketball Reference.

Mack, ovvero l’impermeabile (in inglese), oltre a rendere probabilmente meno perforabile la difesa rispetto a Parker e Graham potrebbe fornire un contributo nello spogliatoio a livello di amalgama.
Nel suo ultimo anno alla Bryan Station High School a Lexington, (Kentucky), il suo allenatore, Champ Ligon, fu licenziato.

Mack non era affatto contento se non indignato.

Prese in prestito una tattica (simile) da Jimmy Chitwood, un personaggio immaginario in “Hoosiers” e condusse una campagna per far reintegrare Ligon.
Se Chitwood, stella indiscussa della squadra, minacciava di smetter di giocare, Mack, insieme ad altri giocatori e ad alcuni fan è andato porta a porta per tutto il quartiere, raccogliendo ben 800 firme pro Ligon.
“Ha giocato un ruolo importante nel recupero del mio lavoro, e gli sarò eternamente grato per questo” disse il suo coach.
Ci vollero solo due settimane per reintegrare il coach.
“Era una situazione pazzesca. È stato licenziato e non pensavo che fosse la decisione giusta. Io, i miei compagni di squadra e altri membri della comunità abbiamo promosso una petizione che diceva che non era la cosa giusta da fare”.
Nonostante un 30-3 finale la squadra non riuscì a vincere il campionato dello Stato:

“Pensavamo tutti di vincere il campionato dello stato perché pensavamo che sarebbe stato come in un film” disse Ligon.
Mack all’epoca ridendo disse di non aver mai visto Hoosiers, chissà se ha mai sentito “Una Vita da Mediano” di Ligabue perché quello che si può avere dal buyout market è quello che potrebbe servire a Charlotte, un giocatore tignoso, affidabile e che compatti ancor di più lo spogliatoio in mancanza di player di alto livello a dare una mano a Walker e Parker con il secondo probabile per la partita di stasera contro i Pacers dopo aver saltato alcune partite.

E allora come da foto sul sito ufficale degli Charlotte Hornets:

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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