Marvin buyout

La trade deadline era fissata per giovedì, ore 21:00 italiane.

Charlotte non si è mossa, assopita in un letargico e lisergico tepore immobilista tanto che Drummond, più volte menzionato dai rumors verso Charlotte, alla ricerca di un protettore dell’anello, ha finito per accasarsi a Cleveland con il giocatore dispiaciuto di esser stato liquidato dalla squadra dove avrebbe voluto rimanere.

Gli Hornets entrano oggi comunque in fase di ricostruzione totale; dopo l’1-12 nelle ultime 13 uscite che fa avvicinare la squadra in quella zona dove le scelte future del prossimo Draft si fanno veramente interessanti, in queste ore parrebbe essere il turno di Marvin Williams, scadenza del contratto in estate, deciso ad anticipare la sua uscita dalla Queen City sfruttando l’opzione buyout per unirsi a una contender secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski per ESPN.


Il giocatore, nato il 19 giugno 1986, fu la seconda scelta nel Draft NBA 2005 mentre stava caratterizzando l’esperienza degli Hornets 2.0 essendo uno dei volti più famigliari ormai da cinque anni e mezzo, simbolo, suo malgrado, di un ambiente mediocremente stagnante dopo l’esperienza ai playoffs del 2015/16.

Giunto alla sesta stagione, in simbiosi con l’avvio della nuova esperienza di Charlotte come Hornets, Marvin aveva esordito segnando 7,4 punti di media nella stagione 2014/15 per salire al suo massimo (11,7) la stagione seguente, quando gli Hornets centrarono appunto i playoffs ma quest’anno ha toccato il suo minimo con 6,7 punti a match.

Il suo minutaggio, sempre stato oltre i 25 minuti, è sceso a 19,1 questa stagione mentre il numero minimo di partite che il veterano ha disputato con noi in una singola stagione è stato di 75, cifra alla quale al massimo si sarebbe soltanto potuto avvicinare quest’anno.

Ha connesso alla retina il 37,8% delle triple tentate per la squadra di Jordan che lo prese dopo l’esperienza si due anni agli Utah Jazz (reduce da stagioni senza playoffs) mentre nelle sette stagioni iniziali passate agli Atlanta Hawks, dal 2007 al 2012, per ben cinque volte consecutive disputò i playoffs.

Charlotte oggi sta cercando di far crescere i giovani mentre Marvin ha voglia di rinfrescare la memoria di una post season, scelta ottimale per entrambi con gli Hornets pronti a svoltare su una nuova strada e liberarsi immediatamente di un contratto leggermente sopra i 15 milioni.

Marvin aveva firmato per la seconda volta per 4 anni a 54.5 milioni il 10 giugno 2016 mentre l’11 giugno dello scorso ano aveva esercitato la sua opzione per rimanere a Charlotte.
Oggi si vocifera anche sulla guardia Darren Collison, il quale potrebbe unirsi a Williams tra i giocatori che dovranno accasarsi in un team entro il primo marzo per rendere effettivo il buyout.
Il profilo di Marvin oggi sarebbe adatto a uno contender in virtù del suo stipendio poiché altri team non penso vorrebbero spendere questi soldi per il numero 2 di Charlotte, specialmente a questo punto della stagione.

I Los Angeles Lakers potrebbero voler allungare la panchina o magari i Clippers che hanno appena mosso le acque sul mercato (ottenendo comunque Marcus Morris), ma anche Boston potrebbe essere una meta meno impossibile di quel che si pensi o chissà… magari qualche outsider come Toronto o Houston potrebbero farci un pensierino in base alle proprie peculiarità salariali.

Questi team potrebbero pensare a lui come un ricambio utile ad aggiungere un discreto tiro da tre punti (utile anche nel catch n’shoot) e per avere un decente difensore, un veterano esperto da unire allo spogliatoio.

A Charlotte quest’anno, il suo slittamento in panchina, dovuto alla necessità di lasciar spazio ai giovani, non ha comunque impedito a Marvin di lasciare il segno sotto l’impatto offensivo con la media del team di Borrego a migliorare di +2,7 (dai 105,5 ai 108,2).

Oggi però, come accennato qui, qualche tempo fa, l’era Marvin Williams a Charlotte, sembra esser destinata al tramonto dopo cinque stagioni e mezzo passate al servizio di MJ.

A caratterizzare il paesaggio non ci sarà più la simpatica ma onerosa voce del veterano dall’etica lavorativa impeccabile.

Ora bisognerà attendere l’estate quando gli Hornets avranno oltre 50 milioni disponibili da utilizzare sul mercato non rinnovando i free agent Biyombo e MKG magari lasciando andare Bacon e Willy Hernangomez, se si vuole dare una svolta positiva sul parquet a questo team.

Il Payroll degli Hornets secondo Basketball-Reference.com. Il prossimo anno dovremmo ancora pagare contratti pesanti come quelli di Batum (27 milioni) e Zelller (15,4) ma oltre alle scadenze di Williams, MKG e Biyombo, si potrebbero tagliare anche i costi di Bacon e Hernangomez, rispettivamente un giocatore scomparso e uno incompleto.

Nonostante le difficoltà di costruire una squadra a Charlotte, tutto passa nelle mani del GM Kup, di Jordan e dei suoi collaboratori.

Mancano 31 partite alla fine, sperando non siano tutte tappe da Via Crucis ma la testa, dopo questa mossa, è già tutta in una florida e promettente summer.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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