Matchup Key 15: Charlotte Hornets Vs Golden State Warriors

A cura di Ferri I.

Miles Bridges Vs Draymond Green

Dopo aver visto gli Hornets rientrare a Charlotte per la prima partita di un poker di match, anche il figliol prodigo Steph Curry torna “a casa” per affrontare i Calabroni.

Se Charlotte vuole avere qualche possibilità di W deve limitare Green e Curry.

“Sappiamo tutti che non sarei qui se non per quei tre fantastici anni alla Davidson” ha detto S. Curry indossando una felpa dei Wildcats nel post partita contro i Bulls dopo una prestazione molto piccante da 40 punti.
Suo padre, Dell Curry, ha cominciato a costruire un’arma quasi perfetta che è stata messa a punto nella NBA, difficile quindi fermarlo se in serata e la domanda è come gli Hornets potranno fermare un team lanciato sull’11-1, attuale miglior record NBA oppure no.

Possibili svantaggi:

I Warriors sono migliori degli Hornets in quasi tutte le principali statistiche e hanno uno dei giocatori più mefitici della lega che produce punti a profusione anche da solo grazie all’agilità e alla velocità d’esecuzione al tiro.

Il gioco rapido di passaggi prodotto da Kerr può anche essere multi-opzionale e sarà un problema per i Calabroni fermarlo.

Stancare Curry (potrebbe essere principalmente in prima battuta il compito di Rozier che per un tempo a San Francisco aveva fatto bene in difesa, risultando però azzerato in attacco), ma soprattutto per il team del North Carolina sarà fondamentale bloccare le fonti di gioco non concedendo assist semplici e controllare di più il rimbalzo, impresa non impossibile la seconda.

Soprattutto irretire uno come Green, capace di questa duplice funzione per i Warriors, potrebbe essere uno degli elementi chiave per i Calabroni che hanno poco margine per sbagliare se vogliono vincere.

Possibili vantaggi:

Charlotte, paradossalmente, tira meglio da tre degli avversari ma per vincere dovrà prendere il giusto tiro senza forzare con buone percentuali, alternandosi dall’arco anche con giocate dirette al ferro senza esporsi ai micidiali contropiedi gialloblu.

“Mi sento come se avessimo appena alzato il livello in difesa e quando stiamo giocando un’ottima difesa il nostro attacco è inarrestabile”, ha detto l’attaccante degli Hornets Miles Bridges.

“Se usciamo in transizione, non credo che ci sia una squadra che possa correre con noi”.

L’allenatore di Charlotte, James Borrego, continua a sottolineare che gli Hornets sono i migliori quando danno un tono alla difesa.

Ciò tende a portare a maggiori possibilità di aumentare l’attacco di transizione per opportunità potenzialmente più facili alla fine offensiva.

“Abbiamo trovato la nostra strada grazie alla nostra difesa”, ha detto Borrego.

Gli Hornets dovranno quindi passare per la difesa se vorranno vincere: intercettare linee di passaggio e non concedere tiri facili sarà la chiave anche se non sarà semplice fermare una quadra che gioca velocemente e bene.

Da verificare la tenuta mentale dei GSW fuori casa anche se in generale non è elemento così determinante ma a Charlotte le fiammate dei Calabroni potrebbero dar fastidio.
“Ora dobbiamo andare in trasferta e sarà un po’ più difficile”, ha detto l’allenatore dei Warriors Steve Kerr.

Gli Hornets ottengono energia supplementare dal proprio pubblico anche se lo Spectrum center contiene spesso molti fan di altri team come occorso anche contro i Knicks nell’ultimo match ma la squadra di Borrego si è esaltata rimontando dal -16.
Miles Bridges potrebbe trasformarsi nell’incredibile Hulk e battagliare con Green per avere il secondo pass per la vittoria prima di un’altra partita difficile (Wizards, attuali leader a Est).

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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