Matchup key 55: Charlotte Hornets Vs Toronto Raptors

A cura di Filippo Barresi.

P.J. Washington Vs Pascal Siakam

L’ultimo scontro tra queste due squadre ha visto Siakam come protagonista assoluto della vittoria dei canadesi.

Charlotte in quella gara non è riuscita ad opporre alcuna resistenza alle avanzate della stella dei Raptors, coach Nurse nelle ultime uscite lo sta sfruttando come lungo in quintetti molto piccoli con ottimi risultati. La strategia è di fatto simile a quella spesso messa in campo dagli Hornets e per questo motivo Borrego potrebbe decidere di schermare questo modo di giocare insistendo su P.J. Washington come lungo principale della formazione per giocare “a specchio”.

Possibili svantaggi:

Dopo la brutta sconfitta contro gli Heat le resistenze che possono emergere in questa gara sono tutte di tipo mentale.

Le immagini della discussione tra Borrego e Bouknight non faranno altro che alimentare le incertezze e le paure di una squadra alla quarta sconfitta consecutiva.

In momenti del genere, che in NBA sono quasi la norma, è facile che la squadra subisca il colpo e non riesca a reagire nel breve periodo, specie se nel giro di tre giorni è prevista la trade deadline.

Possibili vantaggi:

I Raptors, rispetto alle squadre ultimamente affrontate da Charlotte, hanno una difesa che concede buone possibilità agli avversari.

Dopo le asfissianti partite contro Cleveland e Miami, gli Hornets potranno trovare una maggiore libertà di spazio per tirare e segnare ed autoconvincersi a entrare in fiducia.

Come sottolineato in precedenza anche Toronto non sfrutta molto chili e centimetri ed ecco che Bridges, P.J. Washington e Plumlee potrebbero anch’essi trovare buone opportunità nei pressi del ferro.

Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.