Matchup Key Vs Clippers

Matchup Key game 41

(A cura di Igor F.)

Devonte’ Graham Vs Lou Williams

I Los Angeles sono nel “formato Hornets” di qualche tempo addietro: qualche defezione ha costretto Lue a shackerare un po’ il team e ad alternare vittorie a sconfitte.

Partire con un matchup che riguarda due uomini da panchina, anche se di lusso, potrebbe sembrare stravagante (avrei potuto inserire Kawhi Leonard o Paul George) ma se la filosofia è segnare un punto più degli avversari, si capisce perché le panchine, in generale, potrebbero risultare importantissime in questa sfida, specialmente con i suoi specifici tiratori in serata.

Il potere operaio dei Clippers si è assottigliato nelle ultime 4 sfide: 56 pt. nella W su Golden State, 53 pt. nella L con i Pelicans, 31 pt. nella W contro Dallas e solamente 11 punti nell’ultima partita persa sempre contro i Mavs mentre quello degli Hornets ha avuto spazio in un paio di partite in garbage registrando 44 pt. vs Toronto, 42 pt. vs Sacramento, 48 pt. vs Denver e 30 pt. contro i Lakers.

I Velieri sono decimi per punti realizzati con 114,5 contro i 112,4 degli Hornets al 17° posto.

Possibili svantaggi:

Bisognerà vedere le eventuali defezioni dei due team, Ibaka sembrerebbe pronto e rientrare mentre Zeller dovrebbe essere out ma complessivamente i Clippers, a livello di ruoli e di giocatori hanno qualcosa in più dei nostri (Leonard Vs P.J., Ibaka Vs Biyombo mentre George Vs Rozier sarà un duello interessante) e sarà importante limitarne le semplici conclusioni trovando un sistema che non richieda un dispendio energetico che costi in precisione sul fronte offensivo, ecco perché le rotazioni dalla panchina di Borrego dovranno essere accurate e garantire un equilibrio tra le due esigenze.

La tenuta difensiva della nostra squadra contro le prime due corazzate dell’Ovest ha lasciato a desiderare in brevi momenti nei quali si è prodotto lo scarto che poi è risultato decisivo per comprometter le nostre prestazioni e partite.

A questi Hornets urgono un paio di difensori veri compreso un lungo di livello difensivo superiore per poter competere senza arrancare.

Possibili vantaggi:

Non solo attacco, la difesa dei Clippers è sesta nella NBA per punti concessi (109,6) e sicuramente presa in esame in questa modalità è un enorme vantaggio per i Velieri ma gli Hornets potrebbero infilarsi nell’occhio del ciclone: limitare le soluzioni personali evitando di bloccare la fluidità della manovra concedendosi di muover velocemente la palla con drive and kick che portino la difesa di Lue a disunirsi potrebbe essere una soluzione aderente e plausibile.

Qualche squadra di recente l’ha fatto e ha funzionato anche se noi non abbiamo probabilmente la massa gravitazionale per far interessare i Clippers al pitturato.

Graham, Rozier, P.J. Washington e speriamo si riprenda anche Monk, con palla in mano per triple da catch n’shoot potrebbero essere devastanti.

Ci si aspettano prestazioni migliori rispetto alle ultime uscite delle ali Hayward e Bridges.

Le dichiarazioni

“Tutta la squadra sa che possiamo competere. Sappiamo tutti cosa possiamo fare. Si tratta solo di metterlo insieme e giocare duro” ha detto LaMelo Ball dopo la partita con i Lakers.

“Dobbiamo solo uscire con la stessa energia… dobbiamo essere aggressivi e giocare insieme su entrambe le estremità del campo. Per vincere, dobbiamo capirlo cominciando subito dalla palla a due” ha detto P.J. Washington.

“Ho pensato offensivamente che non ci fidassimo”, ha detto il coach dei Clippers Tyronn Lue sull’ultima partita persa con Dallas.

“Non abbiamo continuato a condividere il gioco. Abbiamo forzato un sacco di cose per tutta la notte.”

Head to Head

“Enemy” vintage

Primavera 1990 per i giovani Clippers illustrati in Superbasket.
Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.