NBA sospesa

Rudy Gobert degli Utah Jazz è risultato poitivo ai test per il Covid – 19 e la partita tra Jazz e OKC ha finito per essere la gara fantasma che ha chiuso di fatto la stagione NBA o almeno “sospesa” per ora anche se non promette nulla di buono il prossimo futuro AMERICANO avevdo già visto in Italia l’accaduto riguardo un virus che non è certamente mortale come l’Ebola ma è molto facilmente trasmissibile e oltre a portare a possibili complicazioni polmonari ha portato a una pandemia che sta stressando il nostro sistema sanitario pubblico (tagliato da più di 30 anni colpevolmente e scientemente in nome del profitto seguendo logiche neoliberiste, quelle imposte oggi sul mercato e sottoforma di controllo del pensiero di massa), figuraiamoci in America dove è pressoché privato…

Ciò che dice Wikipedia sulla malattia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_di_COVID-19_del_2019-2020

Giusto prendere questa iniziativa nonostante dispiaccia molto non veder più la NBA prossimamente ma necessario sperando che anche negli altri Stati si rendano conto dell’espansione veloche che questa settima forma di virus ha avuto anche in Europa dopo esser partita dalal Cina e più precisamente da Wuhan.

Sulla pagina FB degli Hornets l’annuncio, qui sotto, NEL LINK, lo statement della NBA.

https://www.nba.com/article/2020/03/11/nba-suspend-season-following-wednesdays-games?fbclid=IwAR2MjldJh9V4vCQtyC6hyRa8MXxjiyLYn5GQcHcYaYV_wR1mfbOblvmpShY

Particolare l’assioma sul fatto che Gobert, toccando recentemente i microfoni per dimostrare la non contagiosità del virus, per minimizzarlo o esorcizzarlo, l’abbia contratto da lì.

Personalmente vista l’incubazione media direi che sia difficile che vi siano state le tempistiche giuste in percentuale, anche se possibile.

Rimane una scenrtta fantozziana che mi ricorda questa, molto sfortunata:

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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