No news is good news? That has not always.

Arthur Bloch, se mi stai leggendo sappi che ti nomino tifoso degli Hornets ad honorem…

Se vi chiedete chi sia Bloch, potremmo riassumere semplicemente ancorandolo alla famosa “Legge di Murphy” che postula ironicamente:

“Se qualcosa può andar male, andrà male.”

Edward Murphy in realtà fu il primo a pronunciare la storica frase che lo rese celebre:

«Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno la farà in quel modo.»

Murphy era un militare americano che conduceva all’epoca sperimentazioni sulla tolleranza del corpo umano alle varie accelerazioni ai quali era sottoposto quando la USAF compiva esperimenti con razzo su rotaia nel 1949.

Ovviamente l’intento è quello di deridere e scongiurare le negatività che il quotidiano propone ma certe volte gli eventi sembrano sfuggire alla logica proponendo proprio tali assurdi eventi a bassissima probabilità con costanza persecutoria.

Era iniziata nel pomeriggio con la trade di Mirotic, un giocatore che si aspettava uscisse dalla Louisiana, una trade annunciata.

Destinazione Milwaukee…

Si aspettava anche la trade annunciata per Gasol che arriva a circa un’oretta dalla chiusura del mercato invernale.

Nella trade per Gasol sembravamo a un passo ma i Predatori canadesi si sono inseriti nella trattativa spezzando i colloqui tra i due team mettendo sul piatto il pezzo forte Valanciunas oltre a C.J. Miles e Delon Wright oltre a una seconda scelta per il 2024.

Memphis ha accettato gelando Kupchak, qui sotto in formato cupcake, al quale la ciliegina che avrebbe dovuto mettere a disposizione di Charlotte è rimasta in testa come idea…

Per quel che riguarda Valanciunas percepisce quest’anno uno stipendio di 16,5 milioni mentre in estate avrà una player option da 17,6 milioni.

Dopo dodici anni Marc Gasol quindi lascia il Tennessee per varcare il confine di un altro Stato sovrano.

Memphis acquisisce Valanciunas e C.J. Miles, entrambi con una player option per il prossimo anno (17,6 milioni il primo, 8,7 il secondo) mentre Delon Wright, invece che è sceso in campo 49 volte per la squadra che rappresenta la foglia d’acero, attualmente percepisce 2,5 milioni.

Evidentemente a Memphis è parsa migliore l’offerta di Toronto rispetto a quella degli Hornets che avevano proposto MKG, Biyombo e una prima scelta (il nodo gordiano sembrava esser se protetta o meno), inoltre qualcuno vocifera si parlasse anche di Kaminsky in Tennessee o come trade separata.

Qui sotto il link Sky per vedere tutte le trade e gli aggiornamenti sul buyout.

https://sport.sky.it/nba/2019/02/07/nba-mercato-2019-news.html

Gli Hornets invece rimangono al palo, Kupchak dopo aver volato in Grecia quest’estate ed esser sembrato un GM attivo, ha finito per non portare a casa nemmeno gli avanzi del mercato NBA.

Delusione per la trade sfumata, ora l’obiettivo rimane portare a casa almeno il settimo posto e il titolo divisionale, “poca roba” per altri team ma abbastanza per Charlotte che non l’ha mai vinto se non nella versione hornettiana a New Orleans.

Se “Kup” non pensa a qualche giocatore da buyout market come Stauskas che verrà tagliato da Indiana, allora ci sarà da soffrire con la versione integrale che ha iniziato l’anno ma comunque si tratterebbe di aggiustamenti marginali per rinforzare certi punti critici.

Charlotte è una squadra che ha alti e bassi che dimostra di non essere ancora solida vivendo a giornate e/o sprazzi e senza Parker torna a esser quella dello scorso anno.

Certamente poi per gli eventuali playoffs, rimanendo così, salvo infortuni avversari importanti o miracoli che la legge di Murphy sembrano scongiurare, si tratterà probabilmente di una comparsata per la squadra di MJ.

E che Kupchak e MJ non portino prefiche o banshee ai funerali della squadra al first round, il tempo d’agire è passato…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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