Preseason Game 3: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 87-100

Nessuna sorpresa (purtroppo)

Il contorno di Winstom-Salem.

Terza sconfitta su altrettante uscite per gli Hornets in prestagione.

A Winston-Salem, Charlotte inizialmente vede le streghe con un divario che si amplia stabilmente sui 20 punti tra il secondo e il terzo quarto prima di calare con le rotazioni sino al -9, quando Willy, a 4:17 dalla fine accarezzava la retina dalla media.

Nel finale, lanciata la panchina fonda, gli Hornets si disconnettevano dal match e Phila non pativa un finale a sorpresa.

Hornets meno brutti rispetto alla precedente sfida ma che evidenziano ancora numerose lacune e sono alla ricerca di gioco ed identità su ambo i lati del parquet nonostante la zavorra Batum fosse out in serata.

Giocando con un quintetto più o meno ideale per le poche possibilità qualitative a disposizione di Borrego le cose non sembrano migliorare molto ma servirà un po’ di rodaggio in più per ottimizzare quel poco che c’è.

Gli Starting Five

76ers: Simmons (15 pt.), Richardson (18 pt.), Milton (4 pt.), T. Harris (16 pt.), Horford (11 pt.). Dalla panchina: M. Scott 11 pt e Ennis 8 pt.

Hornets:

La partita

1° quarto:

Pessima partenza di Charlotte ancora una volta che subiva il lunghissimo 2 pt. frontale di Horford che su assist di Simmons rincarava la dose per lo 0-4.

Bridges indovinava la tripla ma Horford arrivava in corsa sopra il ferro sull’altro lato per un alley-oop avvincente.

Charlotte reagiva con Zeller in entrata frontale, spin e alzata vincente mentre PJ Washington dall’angolo destro realizzando da tre mandava la partita sull’8-6 per i teal & purple.

Un 2+1 di Simmons a 8:25 la girava nuovamente mentre Charlotte iniziava a cambiare uomini e a chiedere un paio di time-out in breve tempo.

Le rotazioni producevano passaggi non ottimali, incomprensioni e dimenticanze, Phila ne approfittava nonostante a 4:42 Biz con un spin around dunk a una mano esaltasse i fan ma lo stesso Biz si faceva levar palla a metà campo e a 3:27 ne uscivano due FT per il 12-21.

i accentuava terribilmente nei minuti finali la predisposizione al TO degli Hornets e la facilità di Philadelphia di giocare in transizione in ampi spazi: Ennis metteva dentro 4 punti di fila, Richardson seguiva con altri due per il 14-31 e a :00.3 Charlotte commetteva anche fallo.

Con Phila in bonus Neto realizzava i due liberi e fissava sul 14-31 il primo quarto.

Miles Bridges prova a contrastare James Ennis III. Foto: Jeremy Brevard.

2° quarto:

Partenza a sorpresa sparata per Zeller che metteva dentro 6 punti (intervallato da una tripla di Scott tra il secondo e il terzo canestro) con il capolavoro del secondo; corsa in curvatura e dunk che non ammetteva replica.

Rozier provava a metterci qualcosa del suo con appoggio acrobatico ritardato a 8:14 ma valeva solamente per il 22-38.

Phila manteneva il comando arrivando sul +20 quando la Simmons spin Dance portava il neo tiratore da tre a canestro facilmente dopo aver lasciato il marcatore sul posto.

Qualche tiro libero da ambo le parti e interruzione del gioco che spezzava il ritmo del match, un’altra entrata unstoppable di Simmons e due canestri di Bacon ravvicinati, ben costruiti ma il divario si assestava sempre intorno ai 20 punti senza sconvolgimenti e si trascinava sino all’intervallo con Bridges a conservare il -19 (39-58) grazie alla stoppata su Simmons sull’ultimo possesso del primo tempo.

Numeri all’intervallo.

3° quarto:

Inizio secondo tempo sulla falsa riga del secondo quarto ma con un Rozier più attivo che tuttavia si faceva stoppare due volte, la seconda in transizione da un Simmons super lanciato che non regalava nulla nonostante fosse solo preseason.

Zeller a 8:44 dava un buon pallone per un taglio diagonale in back-door di Rozier che arrivava al ferro senza problemi ma dopo una tripla di Bacon per il 50-70, i colpi di cannonata da fuori di Horford e Scott scavavano un altro piccolo solco (-26, 50-76).

Charlotte tentava di rientrare nell’ultima fase del quarto riuscendo a essere un po’ più efficace in attacco con una tripla di Caleb Martin, un appoggio di Rozier alto al vetro u un volo plastico in mezzo al pitturato per un tap-out che portava all’extra possesso chiuso felicemente da Graham dal corner sinistro con la bomba del 66-88.

4° quarto:

Borrego mandava in campo una small ball composta da Rozier, Graham, Caleb Martin, Bridges e Biyombo e grazie anche alla non brillante panchina dei 76ers, Charlotte cominciava a mangiare punti.

Rozier seminava il panico prima di appoggiare, Bridges correggeva il suo reverse layup per il 73-88 mentre i TO del quarto erano 1-4…

PJ riceveva da Graham sul lato debole “zompando” alto dietro il proprio difensore per l’alley-oop e a 6:36 andava in mezzo a sbatter sul difensore mentre sul rilascio sfera il primo ferro lo premiava come gli arbitri che aggiungevano un FT.

Realizzato, gli Hornets andavano sull’80-92.

MKG fiondava anche da tre dalla diagonale sinistra per l’83-92 ma per cavalleria anche Borrego mandava in campo oltre a Willy la bench profonda così Phila non soffriva nel finale complici un Simmons non efficace, un Perkins con quotazioni in netto ribasso e una difesa tornata presto porosa.

Finiva 87-100.

Analisi

Per gli Hornets è allarme arancione perché se con un quintetto ideale si è arrivati abbastanza velocemente a una differenza di una ventina di punti circa, sarà dura anche se il modo di giocare attuale è sicuramente influenzato dalla ricerca di meccanismi, troppo veloce e soggetto a rotazioni strambe, la non conoscenza dei compagni spesso fa il resto ma inutile nascondersi dietro un dito, l’attacco è stato fortemente mozzato in estate e non sarà semplice trovare soluzioni che compensino le perdite sebbene il test di Philadelphia sia stato buono per capire le reali potenzialità del team.

Una buona squadra difensiva che ha dato più di quel che ci si aspetterebbe in preseason mentre gli Hornets sono sempre alla ricerca di equilibri che spesso in difesa sono saltati sul giro palla veloce dei Sixers.

Tra i singoli MKG con 5 punti e 7 rimbalzi è tra i migliori, una bomba a segno e una a gioco fermo realizzate, Zeller discreto anche se ha sofferto in difesa mentre Bacon dal campo non ha tirato bene ma è riuscito spesso a ottenere tiri liberi andando in penetrazione. Monk ha giocato poco e male, Rozier ha chiuso con 10 punti ma è stato stoppato 4 volte, anche una in transizione quando avrebbe potuto ceder palla a rimorchio, PJ Washington discreto (bene se il livello della difesa avversaria si abbassa) anche se dovrebbe esser più coinvolto nel gioco.

Da menzionare un no look pass da antologia per Zeller che in corsa in linea retta non faticava a spinger dentro l’assist.

TO 22-21, assist 22-27 e rimbalzi 46-49, tutto pro Phila anche se il 23/26 contro il 15/22 ai liberi è dato che sorride a Charlotte.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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