Venti di guerra…

 

Il titolo non si riferisce al baluginare dello spettro atomico, del quale a mio parere sono corresponsabili tanto Kim Jong Un, quanto il neopresidente americano Trump ma all’avvicinarsi della nuova stagione NBA con gli appassionati fervono che fervono e i roster che salgono numericamente…

Lo scenario geopolitico però di questi tempi la fa da padrone e se Kim Jong Un (uno che ha studiato in Svizzera, non un pazzo fuori dal mondo come molti credono) sta decisamente tirando troppo la corda (coperto in parte da Cina e qualcosa dalla Russia) è anche perché i paesi “occidentali” pongono sanzioni (vecchia storia che si ripete… Società delle Nazioni fallimentare e inizio del secondo conflitto mondiale) invece di mettere al centro il vero dialogo.

E’ anche vero che, mi spiegava un’amica magiara, molti paesi, ad esempio l’Ungheria, commerciano con la Corea del Nord. In Ungheria vi è stato uno scandalo perché nel paese del Turul si comprano antibiotici, medicinali in generale “sottobanco” (all’oscuro dell’opinione pubblica) pur non avendone bisogno giacché il fabbisogno sarebbe ampiamente soddisfatto…

Comunque sia, i protagonisti sanno che di mezzo vi sarebbe una pericolosissima guerra nucleare, ma forse qualche pazza think tank americana che si occupi di progettare scenari futuri di questo tipo avrà già pensato a queste eventualità in una sorta di Blade Runner post-atomico con androidi a rimpiazzare gli uomini… ovviamente la mia ultima frase è una provocazione, in un mondo dove anche il valore sportivo troppo spesso è distorto e piegatosi al denaro e al successo, mentre dovrebbe trasmettere soprattutto altro. Ne tornerò a parlare in stagione citando un libro nel quale vi è un contributo di Dino Meneghin, intitolato “Odiavo Larry Bird” (in realtà il libro non verte su questo né va preso letteralmente) nel quale si riportano al centro i veri valori sportivi.

Tornando all’argomento principale, un altro uomo dalle fattezze orientali, più tranquillizzante e slanciato (Rich Cho), ieri ha annunciato l’arrivo di altri due nuovi giocatori che si uniranno ai 18 già presenti nel roster per partecipare al training camp.

Si arriva dunque a toccare quota 20, prima che inevitabilmente una manciata di essi sia tagliata fuori dal roster finale.

Vediamo chi sono dunque i due prescelti dalla società:

 

Luke Petrasek è un’ala grande nata a Northport (NY) il 17 agosto 1995.

 

 

Il ventiduenne che è alto 208 cm per 98 kg, nella carriera universitaria ha giocato per Columbia State quattro anni (dalla stagione 2013/14) dove ha ottenuto medie di 15,1 e 5,7 rimbalzi nel suo anno da senior. Il 14 gennaio di quest’anno ha segna il suo massimo in carriera in una partita realizzando 31 punti contro Cornell. Con i 408 punti messi a segno nell’annata, in quattro anni ha totalizzato 1.040 punti in carriera per essere il ventiduesimo miglior realizzatore All-Time per Columbia, nonché il quinto shot-blocker con 95 stoppate in totale.

https://twitter.com/Luke_Petrasek

 

Terry Henderson, invece, è una guardia tiratrice proveniente da North Carolina State.

 

 

Nato il 21 marzo 1994 a Raleigh, è alto 196 cm e pesa ben 104 kg. Non nasce tuttavia a Raleigh la sua carriera poiché nei primi due anni universitari gioca per West Virginia passando dagli 8,0 punti di media della prima stagione agli 11,7 della seconda. A causa di un infortunio salta quasi interamente la prima stagione con NCS (1 partita soltanto), per riaffacciarsi la scorsa stagione e incrementare ulteriormente la sua media punti. In 32 partite la media sale, infatti, a 13,8 (28 punti di massimo lo scorso anno il 20 novembre con 7/11 da tre punti @ Cre) con Henderson secondo miglior marcatore del team… Con il 52,3% dal campo conclude il suo anno da senior aumentando anche la media assist a 1,6.

Per quanto riguarda invece l’analisi del calendario, infortuni permettendo, guardando un po’ le avversarie verrebbe da dire che gli Hornets, ancora una volta, come negli ultimi due anni, sono in lizza per disputare i playoffs, infortuni permettendo… Con Howard in squadra forse potremo riuscire a vedere un gioco più simile a quello di due anni fa, più piacevole da vedere, aldilà dei migliori risultati avuti.

C’è da segnalare che i back to back, fattore che può sempre incidere sul lato “injury”, saranno 14 su 82 partite. Si parte prima, proprio per dare più riposo agli atleti.

Il primo back to back sarà comunque già a fine ottobre. Il 30, dopo aver giocato il giorno precedente contro Orlando in casa, andremo a Memphis al Fedexforum a cercare di strappare una vittoria per partire bene in stagione.

L’inizio stagione dirà qualcosa di più sulla forza del team. Partiremo, infatti, contro Detroit e avremo dopo pochi giorni una sfida contro i Bucks. I Pistons li ritengo quasi al nostro livello, mentre i Bucks sono in ascesa e li ritengo pari o poco superiori con il duo d’ali a far da traino ai Cervi. Avremo anche Houston in casa e San Antonio in trasferta, rispettivamente il 27 ottobre e il 3 novembre, due avversarie storicamente scomode e sempre potenti negli ultimi anni che ci faranno da test per verificare la forza della squadra.

Da inizio stagione a fine anno, parlando di regular season, avremo da disputare 36 partite, 20 saranno le casalinghe e 16 quelle in trasferta, sebbene la partita programmata per il fine anno a Los Angeles contro i Clippers (in Italia chi vorrà, avrà già festeggiato l’arrivo del nuovo anno), in realtà sarà la seconda di quattro trasferte sulla costa Ovest che riequilibreranno un calendario comunque sia, non troppo sbilanciato.

A ottobre giocheremo 7 partite, a partire dal 18, quattro saranno le casalinghe e tre quelle in trasferta, a novembre saranno 6 le casalinghe e 7 le trasferte per un totale di 13 game, inclusi due back to back casalinghi contro avversarie non delle più semplici (Clippers e Spurs). Il 10 novembre giocheremo fuori casa contro i Celtics, mentre 5 giorni più tardi avremo un ulteriore test casalingo contro i Cleveland Cavaliers del nuovo duo Thomas/James. Avversarie di spessore, probabilmente il meglio oggi a Est per confrontarsi e vedere se questa squadra ha un’anima e avrà superato le paure e le mancanze di forze fisiche e mentali di molti finali, parlando della scorsa stagione.

A dicembre partiremo il primo giocando a Miami un’interessante sfida con gli indecifrabili Heat trascinati da Dragic, fresco campione europeo con la Slovenia. Nel mese dicembrino avremo 3 back to back in 16 partite, 10 delle quali le disputeremo tra le mura amiche, sperando di vincerne il più possibile e che il 23 i Calabroni, battendo i Cervi allo Spectrum Center, facciano un regalo di Natale ai propri tifosi, mentre a Oakland il 29 sarà più dura…

Il gennaio del nuovo anno ci vedrà impegnati altre 14 volte con 8 sfide casalinghe e 6 viaggi in trasferta. Da segnalare il derby contro i Pelicans il 24 da giocare in casa e la doppia sfida all’ex Belinelli e ai suoi Hawks il 26 (in casa) e il 31 (in trasferta).

5-7 sarà il conto del mese dell’All-Star Game e del carnevale mentre marzo, mese che potrebbe risultare decisivo per la corsa ai playoffs sarà in salita con 6 gare casalinghe e 9 in trasferta. Affronteremo per ben tre volte Philadelphia (chiuderemo contro i Sixers il primo aprile, appena fuori dallo spazio-temporale di marzo), squadra in crescita, le cui potenzialità saranno al vaglio delle avversarie tra un mesetto, mentre giocheremo per ben due volte contro tutte e due le squadre newyorkesi (Brooklyn e New York). Il calendario di marzo non è quindi impossibile, considerando che delle 15 partite che dovremo affrontare, anche Phoenix in casa e Atlanta fuori, con il dovuto rispetto, non sono sulla carta, avversarie insormontabili, sempre che non stiano lottando per qualche obiettivo, inoltre avremo un solo back to back…

Aprile sarà inaugurato come già scritto contro i 76ers allo Spectrum Center, poi avremo sfide contro i Bulls e i Magic, due formazioni che, quest’anno sulla carta, dovrebbero essere tagliate fuori per i P.O. a quel punto della stagione… Chiuderemo l’8 e il 10 una doppia sfida contro i Pacers, squadra sempre tosta ma che si è privata di Paul George, uomo franchigia, un’assenza che Indy, nonostante qualche buon giocatore nel roster, potrebbe pagare a caro prezzo nell’immediato.

Per vedere il calendario completo della stagione di Charlotte, modificato con gli orari italiani basta andare sulla Home e cliccare sulla barra grigia 2017/18 Calendario.

Questo invece è il roster completo, preso dalla pagina ufficiale degli Hornets:

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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