Game 67; Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 107-99

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Sottotitolo; AndersHornets
 
Contro i Magic di Orlando è quasi d’obbligo per gli Charlotte Hornets ripescare una fiaba di H. Christian Andersen chiamata la cosa più incredibile.
La storia narra di un Re che indice un concorso per il quale chi avesse inventato la cosa più incredibile avrebbe avuto come premio la mano della Principessa (playoffs) e metà del regno.
Così un giovane (non sarà giovanissimo Clifford ma metaforicamente è lui) presenta un orologio che contiene in sé l’intero mondo conosciuto. Mentre sta per esser proclamato vincitore, però arriva un pazzo (i Mavericks) che gli distrugge l’orologio, quindi il mondo.
Questo assurdo gesto viene premiato e l’uomo finisce per vincere il concorso ma le creature presenti nell’orologio andato in frantumi si risvegliano e lo battono.
La storia è divisa in tre parti; la creazione, ovvero le idee e la fatica nel realizzarle, il filone distruttivo e il finale a lieto fine che evidenzia la morale contenuta, cioè che le idee non si possono distruggere.
Non siamo stati superiori in percentuali in molte nostre prerogative, ma la determinazione offensiva (15-2 i rimbalzi offensivi) e la serata di Batum più quella di Marvin che hanno girato e sigillato la gara, sono bastate facendo uscire il valore inerente alla forza di squadra nonostante le statistiche non al massimo.
Così gli Charlotte Hornets, prestando più attenzione all’azione difensiva sono ripartiti per la corsa ai playoffs e se dovessimo vincere domani, con Boston rispedita indietro da Oklahoma City ci troveremmo pari momentaneamente con altre tre squadre (aspettando il risultato di Atlanta impegnata 30 minuti dopo) in una complicata classifica avulsa.
Duello tra numeri 5 ad alto livello, Batum e Oladipo.

Duello tra numeri 5 ad alto livello, Batum e Oladipo.

 
La squadra di Scott Skyles si presentava alla Time Warner Cable Arena priva di Vucevic, così finiva in campo Dedmon, ecco il quintetto completo; Jennings, Oladipo, Fournier, Aar. Gordon e Dedmon, mentre Clifford già in prepartita confermava il solito starting five composto da; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
A partire bene erano i Magic; Dedmon vinceva la palla a due e dall’angolo destro Jennings segnava tre punti avendo tutto il tempo per mirare e segnare giacché su quel lato non si trovava nessun giocatore dei Calabroni.
Gli Hornets segnavano i loro primi due punti su un’azione di rimessa; Marvin spuntava da dietro in anticipo su Dedmon, Batum apriva il contropiede lungo per Zeller che con un paio di metri di vantaggio andava ad appoggiare a 11:15.
Fournier entrava nel pitturato e appoggiava, anche se Batum incollato provava a stopparlo, Marvin Williams segnava però due liberi a 10:06, il fallo (secondo) era di Aa. Gordon che tornava in panchina, al suo posto entrava Nicholson mentre s’infilavano anche i due FT di Marvin.
I Magic però raddoppiavano sugli Hornets grazie a un canestro di Oladipo, sul quale c’era anche il fallo commesso da Lee, gioco da tre punti e punteggio di 4-8 a favore degli ospiti.
Courtney si faceva perdonare a 9:36, bastavano un paio di passaggi sul perimetro per trovare la nostra guardia tiratrice nell’angolo sinistro che colpiva da tre punti con precisione.
Nicholson sbagliava il primo tiro mentre sul secondo gli arbitri gli arbitri annullavano il canestro per un fallo offensivo, erano sempre però i Magic a mantenere il vantaggio con Jennings a 8:32 che dalla sinistra sparava in faccia a Kemba, mentre gli Hornets controbattevano prima sfruttando a metà due FT di Zeller, poi pareggiando con un catch n’shoot di Lee che usciva a destra sfruttando un blocco di Zeller e subiva anche fallo completando un gioco da tre punti.
I Magic tuttavia continuavano a tenere le redini dell’incontro con una tripla da destra di Oladipo a 6:18 che arrivava dopo diversi errori al tiro dei Calabroni che si riavvicinavano due volte con Marvin Williams che infilava due tiri lunghi (sul primo la punta del piede destro toccava la linea dei tre punti) intervallati da un teardrop di Oladipo, che con una tripla dalla destra, dopo aver visto Jennings aver già segnato con un jumper frontale, portava i suoi sul 15-21.
Un post basso sinistro di Jefferson in uno contro uno riduceva le distanze che tuttavia tornavano a salire quando Oladipo stoppava Walker e sulla stessa azione era rilanciato per un coast to coast che portava la squadra della Florida sul +7 (17-24).
Le distanze oscillavano brevemente intorno a quella differenza, a Jefferson erano fischiati tre secondi nel pitturato, Big Al dall’altra parte si faceva perdonare segnando un tiro forzato a 2:05 e poi ancora con una schiacciata (passaggio di Lin in penetrazione dal fondo in mezzo a due difensori) che mandava il punteggio sul 24-27.
Jason Smith segnava con un jumper, Dedmon splittava ma Walker a :7.07 aveva il tempo di realizzare un floater.
Kaminsky rubava un pallone che Daniels non capitalizzava di tripla lasciando il punteggio inalterato e gli ospiti avanti 26-30.
Walker passa Dedmon.

Walker passa Dedmon.

 
Daniels in serata storta al tiro mancava anche un altro tentativo di tripla in avvio di secondo quarto, sul pallone si avventava Jefferson che rubava il tempo alla difesa dei Magic costretta al fallo per fermarlo con C.J. Watson.
Big Al mandava a segno solo un libero con Clifford a tribolare in panchina.
I Magic entravano nel loro momento migliore, già in vantaggio di 3 punti piantavano un parziale di 5-0 che li portava sul +8 (3 errori di Jefferson da sotto e transizione di J. Smith per l’ultimo canestro).
A 9:08 allora si passava da Batum sulla media in mid post per il jumper visto che i tiri da tre e il gioco sotto non funzionavano più.
Canestro del francese cha accendeva la scintilla personale.
A 8:24 Cody in avvicinamento a canestro appoggiava anche il 31-35 ma Smith a 8:01 guadagnava due FT e riportava a 6 la differenza tra i due team.
Su una rimessa invertita, prima assegnata agli Hornets, poi a Magic e infine agli Hornets (a dire il vero molto dubbia anche dal replay) Lin sfruttava l’occasione penetrando a destra e appoggiando il -4.
Ad accendere tutta la squadra ci pensava Batum che a 6:47 dalla diagonale destra in fade-away segnava due punti e poi compiva il sorpasso con uno stop & pop dallo stesso lato che valeva tre punti a 6:27.
Il 38-37 rappresentava il primo vantaggio e la cancellazione dei patemi offensivi.
Charlotte rapidamente cambiava volto alla gara mentre i Magic trovavano la porta del canestro sbarrata sui jumper e le penetrazioni, Lee sbagliava due volte in attacco su due azioni differenti ma entrambe le volte arrivavano i lunghi di Charlotte (prima Marvin e poi Cody) a conquistare il rimbalzo offensivo (8-1 Hornets sino a quel momento) e a segnare due punti (Cody guadagnando due liberi).
A 4:48 arrivava anche la prima tripla di serata di Williams per il 45-37. Rientrava Kemba in campo 18 secondi più tardi a risultato già ottenuto, nove secondi più tardi ancora J. Smith andando dentro tergiversava troppo e faceva scadere i 24 secondi con la palla in mano.
Batum iniziava a dare il bianco con un piccolo show al tiro; 4:10 jumper dalla baseline destra su Fournier, 3:24 assist volante per Cody che in salto prima di finire oltre il vetro appoggiava velocemente sfruttando il passaggio del francese, 2:44 Batum in the zone dal mid range destro colpiva ancora.
Orlando segnava solo 4 punti nel contesto e Batum a 2:18 segnava ancora in uno contro uno vs Fournier, jumper fotocopia del precedente, con il compagno di nazionale impotente.
Oladipo segnava in entrata alzando la palla al vetro per non farla trovare a Williams e portava il risultato sul 53-43, ma Lee con ottima visione vedeva nel corner destro Marvin Williams, parabola alta e tre punti solo cotone superando un arrembante Jason Smith che finiva dalle parti della panchina di Charlotte sul tentativo di stoppata.
Un altro propizio passaggio liberava Batum che dalla diagonale sinistra aveva spazio per mettere la tripla del 59-43.
Il quarto finiva con l’ultima perla di Batum, passaggio lungo tipo football per Kemba che batteva il cronometro lasciando mezzo secondo sul display.
61-43, faccia della gara completamente cambiata in meno di 7 minuti…
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Al ritorno sul parquet dopo i classici 10 minuti di pausa Marvin faceva intendere di voler diventare coprotagonista; tiro in avvicinamento e tap-in sull’errore a mandar dentro il sessantatreesimo punto.
Jennings e Marvin alzavano il punteggio con due mine da tre punti, Oladipo segnava in sospensione frontale ma a 10:13, non bastavano 4 mani a opporsi alla tripla dalla top of the key di Kemba che segnava il 69-48.
Una bella entrata di Jennings gli fruttava un gioco da tre punti, assorbito il contatto di Zeller e rilasciata la palla che aiutata dal ferro ricadeva dentro trasformava anche il libero.
Marvin segnava 5 punti di fila (ottime spaziature e su passaggio di Lee in partenza da sinistra con Oladipo ad affrontarlo, aveva il tempo necessario per mettere il triplone prima del riavvicinamento di Oladipo sul lato sinistro) con il secondo canestro realizzato cadendo su un contatto.
Il 74-51 era tranquillizzante, anche se Fournier segnava subito e Hezonja a 5:23 con un lungo tiro dalla distanza realizzava il 79-60.
Da un pallone vagante toccato da tutti ma conquistato da nessuno, Lee usciva dalla difesa anticipando e aggirando il difensore con un rapido tiro a 360°, apertura per Batum che appoggiava la palla al vetro destro sulla transizione e il passaggio del compagno.
A 3:31 Batum segnava da te punti e gli Hornets tornavano sopra i 20 (86-64), Jefferson usciva a contrastare un jumper di Smith facendolo sbagliare, difesa un po’ molle e non sul pezzo dei Magic e tripla di Kemba a 3:09 per l’89-64…
Walker splittava successivamente dalla lunetta portando comunque i Calabroni sul +26 (90-64).
Probabilmente troppo rilassati i teal & purple iniziavano a giocare più rilassati ma non concentrati al massimo, Orlando ne approfittava e con Hezonja a :21.4 dalla penultima sirena tornavano a -19, sebbene Lin chiudesse il quarto facendo tutto da solo; congelamento del pallone per l’ultimo tiro poi preso dalla media in uno contro uno e realizzato perfettamente.
Il maxi schermo recitava 92-71 Hornets prima dell’ultimo quarto.
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Marvin Williams sorge su Hezonja.

 
Kaminsky segnando due liberi a 11:18 illudeva Charlotte di poter finire tranquillamente la gara senza affanni ma a poco meno di metà quarto (5:46) due FT di C.J. Watson dicevano che i punti di vantaggio erano solamente 12.
Hezonja uscendo da sinistra si portava due volte dalle parti della top of the key e batteva in sospensione Charlotte in quasi fotocopia con Marvin sulle tracce ma non eccessivamente aggressivo per non commetter fallo.
Il vantaggio si assottigliava a 8 punti e a 3:44 addirittura erano solo 6 a separare le due squadre (due FT di Watson).
Kemba rientrava in campo lasciando sedere Lin (autore dell’ultimo fallo, un abbraccio su Watson) in panchina, il suo floater però era da dimenticare, Marvin rendeva vivo il possesso toccando un pallone che si alzava fuori controllo improvvisamente e ridiscendendo era sempre lui ad anticipare l’intervento difensivo di Nicholson e di Marble, toccando velocemente la palla a spicchi e deviandola magicamente dentro il canestro.
Un fallo dell’occhialuto Marble sul tiro di Batum dava la possibilità a Nicolas di andare in lunetta e segnare il +10 (104-94) e dare ancora il suo contributo/sigillo sulla gara come aveva appena fatto Marvin.
A 1:55 from Iowa, Marble infilava la tripla ma Nicholson in attacco per i Magic con possibilità di accorciare ancora, batteva Zeller ma sbatteva su Kemba commettendo sfondamento.
Oladipo mancava un quick shot e Batum in penetrazione proteggendosi e rallentando lasciava andare Marble via liberandosi per l’appoggio che chiudeva di fatto la sfida.
Finiva 107-99 con i Magic più impegnati nel minuto finale a rubar palla non volendo commetter fallo, ma non solo non riuscivano nell’impresa ma concedevano l’ennesimo rimbalzo offensivo a Zeller che chiudeva la gara senza essere più toccato.
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Pagelle:
 
Walker: 6
16 pt. (6/16), 8 rimbalzi, 1 assist. Un po’ giù, però mette qualche tiro utile. Non il solito Kemba, anche in fase aiuto compagni. Solo un assist ma 8 rimbalzi.
 
Lee: 6,5
6 pt. (2/9), 1 rimbalzo, 5 assist, 1 stoppata. Utile come uomo assist e nella marcatura di Oladipo (anche se finirà con 25 pt.) non va male una volta prese le misure. Assist involontari anche gli errori al tiro che generano canestri da rimbalzi offensivi. +20 di plus/minus non sono un caso.
 
Batum: 8
26 pt. (10/17), 7 rimbalzi, 9 assist. Accende la miccia, lunga… Prosegue con uno show che modifica lo schema della gara e la chiude nel finale. Buon lavoro su Fournier. Grande serata.
 
M. Williams: 7,5
26 pt. (10/21), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Anche lui ha una buona serata, specialmente in avvio ripresa. Spezza l’incubo rientro Magic con un canestro altrettanto magico. Modesto, nell’intervista post partita esalta i compagni che secondo lui sono stati bravi a trovarlo.
 
C. Zeller: 6,5
13 pt. (5/7), 13 rimbalzi, 1 stoppata. Buon lavoro offensivo, tanti i rimbalzi, manca solo qualcosina sulla difesa da sotto a volte.
 
Jefferson: 5,5
7 pt. (3/12), 8 rimbalzi, 3 assist. Stoppato tre volte sulla stessa azione, riesce a mettere anche qualche canestro ma con percentuali bassissime. Meglio in difesa dove il suo fisico viene usato per catturare rimbalzi.
 
J. Lin: 6
5 pt. (2/7), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Un po’ egoista sull’ultima azione di terzo quarto il canestro gli da ragione, un bell’assist per Jefferson che porta due punti sicuri, al tiro però è ancora in fase involutiva. Esce commettendo un fallo su Watson.
 
Daniels: 5
2 pt. (1/6), 4 rimbalzi. Meglio in difesa dove s’impegna, nottata storta in attacco, l’incantesimo dei Magic lo costringe a un inusuale 0/5 da tre punti con diversi tiri veramente fuori bersaglio.
 
Kaminsky: 5,5
6 pt. (1/5), 7 rimbalzi, 2 rubate. Rimbalzi preziosi e un paio di rubate che non portano a nulla ma non per colpa sua. Anche lui come la panchina difetta al tiro.
 
Coach Clifford: 6,5
L’idea è quella. La determinazione dei ragazzi nella notte ha fatto la differenza.

Game 66; Charlotte Hornets Vs Dallas Mavericks 96-107

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Sottotitolo; interruziHornets
 
C’era una volta una squadra sotto di 19 punti all’intervallo, una squadra capace di tornare sopra di due punti a inizio ultimo quarto ma non essendo una favola, i Calabroni finivano per perdere nel finale contro una Dallas in serie negativa da cinque partite e ormai disperatamente alla ricerca di una vittoria che le rendesse quell’ottavo posto che attualmente ha, più tranquillo poiché Utah è lì pronta ad approfittare di eventuali sconfitte della squadra di Cuban per far irruzione nel sistema post season e far vagare i Mavericks lontani dalla luce come pianeta interstellare espulso.
Gli Hornets chiudevano così una striscia di vittorie che durava da 7 partite consecutive  e in casa l’ultima sconfitta casalinga era stata a inizio febbraio contro Miami. Si volterà pagina e si cercherà di riprendere subito la corsa per arrivare ai playoffs, visto che Miami e Chicago nella notte hanno vinto, mentre solo Detroit tra le interessate ha perso a Washington.
Al Jefferson, apparso quasi femo in difesa.

Al Jefferson, apparso quasi femo in difesa.

 
Carlisle mischiava un po’ le carte in tavola modificando ruoli e giocatori nello starting five originale; Felton, D. Williams, Matthews, Parsons e Nowitzki (in panchina Pachulia) partivano titolari, Clifford aveva fiducia invece sempre negli stessi cinque uomini; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
La palla a due era vinta da Zeller, nonostante gli arbitri annullassero un paio d’alzate con Parsons (una a testa vinta), Marvin ci provava subito da sinistra di tripla ma il suo era un tiro basso e corto, fuori misura, Parsons invece a 11:24 infilava la bomba frontale e i Mavericks passavano in vantaggio.
Gli Hornets non riuscivano proprio a segnare in avvio e Dallas con un jumper di Nowitzki a 9:01 raggiungevano i 7 punti di vantaggio.
Il primo canestro Hornets era targato Batum a 8:47, arresto e tiro sulla corsa dalla media diagonale destra, Williams lo tocca sul tiro, canestro più libero.
Nicolas falliva dalla lunetta ma portava comunque a casa i primi due punti controbattuti da Nowitzki a 8:32 che dalla sinistra eseguiva un preciso turnaround su un incolpevole Zeller in marcatura.
Era ancora Batum ad avere il merito di alzare il punteggio per Charlotte; a 8:18 dalla diagonale sinistra infilava il primo tre punti della banda Clifford mandando sul 5-9 il punteggio.
Dopo un canestro per parte, a 7:13 Kemba scaricava fuori sulla diagonale opposta a quella dove aveva segnato Batum, Courtney Lee si faceva trovare pronto all’appuntamento e infilava la tripla di giustezza che riduceva lo svantaggio a un solo punto.
Dallas comunque manteneva il comando per tutto il primo quarto, anche se sulla pressione degli Hornets, Felton passava la palla al proprio coach Carlisle, il quale però non giocando più da un pezzo non gradiva. A 6:12 Batum stoppava Felton da dietro andando sulle sue tracce in recupero nonostante il giocatore dei Mavs avesse preso velocemente il pitturato dopo una serie di passaggi veloci degli ospiti sull’esterno, sui quali tuttavia la difesa di Charlotte aveva retto bene in rotazione.
I Mavs però piazzavano un parziale di 6-0 con il quale si portavano a +7, a 3:06 Walker circumnavigando Jefferson lasciava indietro Barea e realizzava in sospensione frontale il 12-17.
Un pretenzioso tiro da distanza siderale di Daniels finiva corto, era allora Jefferson spinto da David Lee a ridurre il distacco di un altro punticino splittando dalla lunetta a 2:09.
Dallas però giocava velocemente e attaccava il pitturato; infilata di D. Lee a 1:59 e +6 ospite.
Daniels ci provava ancora, questa volta piazzato con i piedi a terra e libero dalla diagonale sinistra, trovato da Kemba, non aveva problemi a portare 3 pregiati punti solo cotone.
Troy si faceva vedere anche sulla difensiva quando toccava un pallone a Harris con la mano destra e completava la steal tuffandosi sul pallone, contropiede aperto, Kaminsky falliva due volte da sotto ma c’era il fallo sul secondo tentativo.
Frank splittava continuando la litigiosa serata degli Hornets al tiro.
Sul -2 Dallas si giocava il jolly con Harris; da una rimessa dal fondo la squadra di Carlisle eseguiva un blocco nel pitturato sul quale il player dei Mavs si fiondava ricevendo e segnando un circus shot nonostante l’intervento di Lin che diventava falloso in virtù del completamento del gioco da 3 pt. del n° 34 ospite.
Lo stesso Harris però saltava fuori dal suo cilindro mentre Kemba provava la sospensione con gambe aperte più che jordaniane, il 34 ospite toccava la coscia sinistra di Kemba e gli arbitri assegnavano due pignoli ma giusti FT.
Kemba splittava e chiudeva il quarto sul 18-22.
Buona prestazione di Kemba (qui subisce fallo da Harris) che non è bastata per vincere purtroppo.

Buona prestazione di Kemba (qui subisce fallo da Harris) che non è bastata per vincere purtroppo.

 
Il secondo quarto era disastroso per gli Hornets nonostante partisse piuttosto bene; sulla sinistra Kaminsky e Daniels si giravano intorno come in un sistema binario, cercandosi con i passaggi arrivava l’occasione da tre per Daniels che non deludeva a 11:25.
A 11:01 per un fallo molto veniale di Kaminsky (sfioramento delle dita di Nowitzki appena dopo il tiro) erano assegnati due liberi favore di Dallas che il tedesco utilizava a metà.
Gli Hornets che in attacco iniziavano a pasticciare (Batum persa e Jefferson in salto pallone gettato fuori dal campo con passaggio in salto dietro la schiena), non erano un buon sintomo, Harris a 10:15 segnava un high banker sulla destra (continuazione con fallo di Daniels) e portava a casa con il libero il gioco da tre punti. Lin perdeva un pallone mentre il Lee di Dallas ci batteva in transizione.
A 8:56 uno scambio Lin/Jefferson/Lin produceva due FT ma Jeremy non portava a casa nulla dalla lunetta.
Gli Hornets chiedevano anche un goaltending sull’appoggio di Batum al vetro, da casa sembrava effettivamente così, ma il decisivo intervento di Anderson avveniva una frazione di secondo prima che la palla sbattesse sul vetro, Clifford ingannato anch’esso protestava e si beccava un tecnico che Nowitzki realizzava.
Si metteva decisamente male quando su una rotazione difensiva Daniels finiva sul tedesco e non avendo i cm per contrastarlo subiva il jumper del 21-32.
I Calabroni racimolavano la miseria di due FT (tecnico per Anderson) con Cody e Marvin (splittati) e a 6:56 Dallas riprendeva a segnare con Harris che segnava in sospensione over Lin.
A 5:57 si toccava anche un gelido -15 con Parsons a tagliare l’area, facile ricezione e appoggio visto che su di lui si trovava accoppiato nel pitturato Walker.
Un piccolo mini break di Charlotte prodotto dai punti di Batum e Marvin Williams (prima stoppato al vetro da Parsons e poi riservito da Walker per la schiacciata solitaria) ci riportava a -11, almeno finché Parson mostrava la non difesa di Charlotte.
Arrivava anche un flagrant a favore dei teal & purple quando Lee dava una manata a Zeller in appoggio, trattenendolo poi prolungatamente facendo cadere Cody a terra.
Zeller però falliva il primo libero, segnava il secondo, ma sul possesso dei nostri commetteva un blocco illegale e restituiva palla alla squadra di Carlisle.
Dopo un fallo inesistente chiamato contro Kemba e ipoteticamente commesso su Felton, la nostra PG andava a segnare in penetrazione mulinando sull’appoggio il braccio destro per eludere Nowitzki e dando una gran rotazione alla palla che toccava il vetro alto e ricadeva dentro.
I lunghi ospiti mostravano ancora una volta la fragilità difensiva di Charlotte, anche se il canestro di Lee per il 44 nasceva da un raddoppio con palla portata via al francese che tornando in difesa toccava anche palla ma non era fortunato.
Batum infilava tre punti frontali con classe a 1:18 e si tornava a -11 ma il finale era tutto a tinte blu/azzurre e i Mavs piazzavano un parziale di 8-0 anche grazie a due tecnici fischiati sulla stessa azione a Walker e Batum, nati per un presunto tocco su un tiro di Walker.
Negli spogliatoi i Calabroni rientravano sul -19 (33-52) con l’ambiente nervoso e fischi per gli arbitri che oltre ad alcune buone decisioni iniziavano a commettere diversi banali errori.
 
Gli Hornets per rientrare in partita con un parziale così pesante avevano bisogno di tornare a difendere sui pick and roll, inserimenti, ecc… e segnare punti velocemente.
Marvin iniziava bene per i ragazzi di Clifford il quarto.
Tripla a 11:42 e riavvicinamento, Nowitzki però segnava il jumper ma Courtney Lee metteva due liberi inaugurando un parziale di 6-0 che vedeva segnare anche Kemba e Marvin a 10:53 e costringeva il coach dei Mavs al time-out.
Quattro punti dei Mavs erano la risposta dopo la pausa, Charlotte non faceva attendere troppo la contro risposta con un 8-0 composto da un canestro con Marvin in post basso destro, un sottomano dopo una penetrazione in palleggio irresistibile di Kemba più libero supplementare e tripla di C. Lee a 6:34.
Sul 49-58 David Lee si muoveva agile nel pitturato ricevendo e schiacciando con Big Al piegato nel pitturato che faceva la figura di un lento uomo delle nevi.
Hornets che si riavvicinavano ulteriormente quando un passaggio orizzontale a tagliare l’area trovava Batum che cedeva 40 cm più avanti a Marvin che sfruttava l’extra pass per la schiacciata non contrastata. Quando le mani veloci di Batum poi rubavano un pallone a Deron Williams in palleggio a centrocampo dando la possibilità al francese stesso di andare a schiacciare in solitaria beatitudine a 4:58 utilizzando le due mani, i Calabroni tornavano così a -6 (54-60).
Il gap rimaneva inalterato a fine quarto anche se Batum ci regalava altre due perle con un fluido top shot in fade-away e una obbligatissima (stavano per scadere i 24) tripla forzatissima frontale ma ben più distante della linea dei tre punti che entrando stupiva tutti.
65-71 era il punteggio alla penultima sirena.
 
Jeremy Lin, deludente prestazione da un punto.

Jeremy Lin, deludente prestazione da un punto.

Nell’ultimo quarto Kemba Walker veniva colto da delirio di onnipotenza; in meno di un minuto prima segnava dalla diagonale destra, poi arrestandosi in corsa saettava anche da quella sinistra la seconda tripla consecutiva.
Carlisle chiamava il time-out con gli Hornets tornati in parità a quota 71. I texani tentavano di tornare avanti ma Felton non segnava in jumper, Deron Williams veniva cancellato da una stoppata di Lin e dall’altra parte in entrata Walker andava a prendersi un fallo che serviva da trampolino per passare in vantaggio con due liberi.
73-71, rimonta completata e vantaggio acquisito che durava poco però, Lin raddoppiava per un istante su Parsons, scarico in angolo per Matthews che trovava il suo unico canestro dal campo di serata in un momento importante.
Charlotte sul -1 rispondeva con un gancio di Jefferson su Novitzki a 9:53. Controsorpasso sul 76-75 di Novitzky al tiro su Jefferson, oltretutto un fiscalissimo arbitraggio chiamava un travel on the backcourt sulla rimessa in campo di Kaminsky.
Dallas segnava anche un gioco da tre punti sull’azione seguente; Felton in prepotente entrata andava dritto approfittando di uno scostamento sulla sinistra di Daniels su un gioco di blocchi alti, Kaminsky toccava Felton e arrivava canestro più tiro libero fortunatamente non trasformato. Big Al si prendeva due liberi giocando il suo post basso sinistro (fallo del tedesco), Deron Williams infilava una tripla ma sul giro palla Hornets C. Lee fintando mandava a correre per i campi il difensore in uscita tardiva, avanzamento e perfetta sospensione frontale per il 79-81.
Frank nel finale però era disastroso mostrando limiti d’esperienza; prima raddoppiava inutilmente sul portatore di palla lasciando Parsons libero di mettere la tripla, Matthews guadagnava un fallo e dopo l’errore offensivo di “The Tank” in attacco, Parsons buttava dentro un altro missile con Kaminsky davanti, questa volta innocente.
Il rookie combinava qualcosa di buono andando a cercare il ferro, il suo tiro sopra Lee finiva dentro, c’era anche il fallo chiamato dalla terna per il contatto ma ancora una volta la squadra di Jordan era poco fredda dalla lunetta e sbagliava con il n°44.
Nel finale però Deron Williams si scatenava producendo un crossover con palleggio e tiro molto bello da vedere, tiro al vetro e Hornets a -10. A 4:21 sempre sulla destra Deron segnava tirando su dal velocissimo palleggio, canestro perfetto nonostante il nostro Williams gli si parasse addosso.
Ormai la partita era compromessa quando segnava ancora Parsons (24 pt. finali) da fuori, anche se gli ultimi bagliori in casa Hornets arrivavano a cavallo dell’ultimo minuto con quattro punti consecutivi ottenuti in maniera veloce (Kemba e Marvin due a testa) per il 96-105.
Finiva 96-107, Hornets delusi dal mancato lieto fine che dovranno ripartire dall’ultima gara casalinga contro Orlando prima di recarsi a Miami in una sfida infuocata per la leadership della Southeast Division.
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Pagelle:
 
Walker: 7
25 pt. (8/18), 9 assist, 4 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Giocatore della passata settimana per la NBA, continua a segnare molto, lascia qualche incursione a Felton che fa meglio di lui negli assist ma in poco altro. Fiammata a inizio ultimo quarto con 8 punti consecutivi.
 
Lee: 6
12 pt. (4/7), 3 rimbalzi, 2 rubate. Nemmeno un assist ma canestri di qualità senza forzare.
 
Batum: 6,5
20 pt. (7/14), 3 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate, 2 stoppate. 4 palloni persi ma buona qualità in difesa.
 
M. Williams: 6,5
19pt. (8/17), 7 rimbalzi, 1 stoppata. Meglio di Frank tutta la vita in difesa. In attacco non va affatto male.
 
C. Zeller: 5
1 pt. (0/3), 9 rimbalzi, 1 rubata. Difficoltà per Cody in tutto. Bene a rimbalzo ma in quel pitturato soffriamo.
 
Lin: 5
1 pt. (0/3), 2 rimbalzi, 1 stoppata. Niente da fare ancora. Altra serata negativa al tiro. Solo una bella stoppata a referto. La panchina ci serve maledettamente.
 
Jefferson: 5
7 pt. (1/3) 4 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Fa 5/6 dalla lunetta ed è già ottimo. Tuttavia in difesa è come giocare con un palo della luce. Dalle sue parti Parsons e Lee lo aggirano facilmente.
 
Daniels: 6
6 pt. (2/4), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Entra in cifra minima dappertutto. Segna due belle triple, peccato per quella che fallisce nell’ultimo quarto che forse avrebbe potuto indirizzare la gara in maniera differente. Qualche sbavatura in difesa. Non è un difensore di prima categoria se non s’impegna al massimo.
 
Kaminsky: 4,5
5 pt. (2/7), 7 rimbalzi, 1 assist. Qualche buon rimbalzo ma nel finale mezza sconfitta porta il suo nome. Troppi errori di vario genere. Arma a doppio taglio.
 
Coach Clifford: 5
Perde il duello con il college che si ricorda dello scontro Jefferson/Pachulia all’andata e adatta una squadra grinta, corsa, pick and roll e inserimenti in un pitturato che è sembrato più indifeso delle popolazioni romane alla fine dell’Impero sottoposte alle scorribande dei barbari. Squadra in difficoltà sempre tranne che nel terzo quarto e all’inizio dell’ultimo. Paghiamo forse le energie profuse per il rientro. Non siamo riusciti subito a prendere il comando sparando triple e si è complicato tutto dall’inizio.

Game 65; Charlotte Hornets Vs Houston Rockets 125-109

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Sottotitolo; EsplosiHornets
Zeller vince la palla a due. Notare la t-shirt nera Buzz City.

Zeller vince la palla a due. Notare la t-shirt nera Buzz City.

 
Degli Hornets incandescenti nella Buzz City Night si liberano anche dei Rockets, squadra che temevo.
Arriva così la settima vittoria consecutiva che sta spingendo Charlotte nelle zone nobili della classifica a Est.
Harden, Howard e gli altri ragazzi terribili sono in lotta per i playoffs, affamati e cattivi scendevano (da Boston) all’Alveare per provare a strappare un’altra vittoria dopo quella ottenuta a spese dei Celtics.
Nulla da fare per i texani però, i quali hanno dovuto fare i conti con una squadra stellare che sta accelerando più velocemente dell’universo in espansione.
Difficile dire quale sia la singolarità che ha generato questa improvvisa esplosione degli Hornets per alcuni, forse semplicemente una volta tanto Cho ha indovinato gli acquisti, ha migliorato la panchina, preso uomini interessanti per far giocar meglio la squadra come Batum prima e Lee poi.
La prestagione non era stata bugiarda, menzognera è stata una parte di stagione nella quale abbiamo sofferto troppi infortuni e un po’ di mancanza di personalità fuori dalle mura amiche.
Gli Hornets però tornati all’Alveare lo stanno sfruttando a dovere, un fortino inespugnabile in questo periodo che ci sta trascinando via dalla lotta dalle ultime posizioni per i playoffs e ci sta avvicinando addirittura a un ipotetico vantaggio del fattore campo nei playoffs visto che Miami nella notte ha perso a Toronto dopo un supplementare.
Rimaniamo con i piedi per terra, anche perché le altre dietro non mollano; Indiana, Detroit e Atlanta hanno vinto le loro partite nella notte, ma questa squadra sembra in grado tramite il gioco e il sacrificio di dare continuità ai propri risultati e questa striscia pare molto di più che una vampata.
Anche le Honeybees hanno il loro completo "Buzz City".

Anche le Honeybees hanno il loro completo “Buzz City”.

 
I Rockets scendevano in North Carolina con il seguente starting five; Beverley, Harden, Ariza, Motiejunas e D. Howard, mentre Clifford rimetteva in campo gli stessi recenti uomini; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
Gli Hornets portavano dal proprio lato la palla con Zeller, ma sugli sviluppi dell’azione un passaggio per lo stesso Cody rischiava di andar perso, tuttavia in qualche maniera il nostro centro salvava e faceva da scudo per il movimento e tiro di Lee che alle sue spalle infilava un bel tiro mettendo i primi due punti della gara a 11:39.
A 10:56 Howard si girava in area e batteva facilmente Zeller con il gancetto a una mano, Houston aggressiva premeva e passava in vantaggio a 10:26 con Motiejunas dal post sinistro con un giro e gancio differente da quello di Howard e sempre con l’ala grande andava sul 2-6 dopo un tap-in.
Charlotte era in difficoltà, Walker era stoppato da Beverley che estendeva lateralmente il braccio per mandare la palla a spicchi oltre il fondo a solo un secondo e mezo dai 24, ma sulla rimessa Marvin segnava con un due lungo sparando immediatamente.
A 9:09 Howard ristabiliva le distanze dal pitturato, tuttavia un’entrata sparata di Walker con salto da triplista vedeva Kemba fornire l’assist volante a Zeller che a 8:57 piazzato sotto canestro sulla sinistra alzava di quel tanto che bastava per segnare due facili punti.
Una tripla dal corner destro di Marvin trenta secondi più tardi portava sopra Charlotte (9-8) che incrementava il vantaggio a 7:46 quando Batum penetrava e con un no look pass vedeva sulla linea destra di fondo appunto Williams, il quale schiacciava portando a casa altri due punti per gli Hornets.
Howard ne segnava due per gli ospiti mentre Charlotte andava a vuoto in attacco ma Batum da dietro in t-shirt nera si trasformava in ninja e sottraeva palla ad Ariza che sorpreso poteva solo tentare il due contro due, Beverley dava fastidio ma alla fine a 7:02 Kemba aveva la meglio su quest’ultimo nonostante un pallone sporcato in precedenza dal giocatore dei Razzi.
Time-out ospite ma a menare le danze erano sempre i Calabroni che dalla difesa volavano in attacco, scambio Walker, Batum palla schiacciata ancora per Kemba che in corsa contro riceveva palla e appoggiava il più classico dei contropiedi accompagnati.
A 6:20 un’altra transizione di Charlotte si chiudeva appena dentro il semicerchio dei tre punti, Lee si arrestava e tirava un dardo per il 17-10, chi non si arrestava in attacco era la formazione di Clifford che trovava anche spazio con Kemba da oltre l’arco, tre punti e Hornets al doppio dei punti dei Rockets (20-10).
La squadra di Bickerstaff andava in crisi momentanea; Harden si faceva stoppare dal neo entrato Jefferson, Capela subiva fallo su un rimbalzo offensivo ma falliva i due liberi assegnati dagli arbitri, così Big Al dall’altra parte si muoveva lateralmente e repentinamente verso la linea di fondo e da media distanza infilava il suo tiro a una mano a 4:29.
A 3:41 Houston interrompeva il digiuno mandando a segno con un mezzo alley-oop ravvicinato Beasley su alzata di Harden ma Lin a 3:22 portava ancora a 12 il vantaggio che saliva addirittura a 14 con Marvin che partiva con tempismo perfetto in diagonale agganciando un pallone con e sorprendendo la difesa che lasciava spazio per il floater nel pitturato.
Terry da tre punti provava a spingere Houston, dall’altra parte Marvin però era elettrico, lob di Walker moscio che stava per uscire dal campo, dall’angolo sinistro Marvin raccoglieva e sbilanciato verso sinistra riusciva anche a trovare il tiro da tre punti dal coefficiente di difficoltà alto anche perché marcato.
A 1:50 indovinate chi segnava per Charlotte?
Sempre lui, Williams, palla deviata proprio dal nostro numero due in difesa che seguiva una transizione d Lin non andata a buon fine, da sotto la nostra ala grande aumentava il punteggio poro Charlotte. Beasley riusciva a segnare due punti per i texani nonostante gli Hornets lottassero sul rimbalzo, Terry a un minuto dalla sirena rubava anche un pallone e appoggiava in transizione solitaria.
Lin però a :45.7 con una bomba quasi frontale mandava dentro il 34-19 che chiudeva il punteggio del primo quarto.
Barbe contro. Walker attacca Harden.

Barbe contro. Walker attacca Harden.

 
Il secondo quarto vedeva ancora iniziar bene Lin che aumentava il suo score grazie al fallo di Beverley; due FT a 11:31 e Hornets sul 36-19 che 30 secondi più tardi andavano sul +19 con Big Al, il quale raccoglieva una seconda possibilità offensiva e non se la faceva sfuggire.
Howard sfruttava il suo fisico a 10:47 ma gli Hornets non si preoccupavano poiché in attacco la Kaminsky vision innescava con un passaggio verticale lungo il bordo dell’area sinistra un Lamb che tagliando in back-door sulla linea di fondo arrivava all’aggancio e alla schiacciata appendendosi aggressivamente al canestro.
Tutto troppo facile stranamente. I Rockets venivano però scossi dagli innesti di Brewer e Terry, una tripla a testa e a 9:44 quella del secondo serviva ad accorciare sul 40-27.
A 9:26 i Calabroni trovavano ancora un lampo; Jefferson raddoppiato nel pitturato alzava il braccio e passava dietro dove arrivava Batum sotto canestro per schiacciare.
Brewer comunque infilava 4 punti consecutivi e il divario si accorciava a 11.
Una spint non rilevata o ritenuta legale dagli arbitri di Howard su Zeller permetteva al poderoso centro ospite di arrivare tranquillamente sul rimbalzo offensivo e di avvantaggiarsi per segnare il canestro beffa con fallo fischiato contro.
Dalla lunetta però Superman falliva ma il vantaggio si assottigliava a 9 punti. Zeller in entrata rilasciava palla in modo strano, la sfera s’inerpicava sul plexiglass e ricadeva nella retina.
Dall’altra parte un’entrata in traffico di Terry consentiva alla guardia texana di completare un gioco da tre punti.
Lin rispondeva a 6:05 con un’entrata a ricciolo arresto, giro e tiro in fade-away che con l’aiuto del ferro finiva dentro.
Il distacco oscillava dagli 8 ai sei punti, Harden guadagnava due liberi a 4:19 e dopo averli realizzati il punteggio saliva sul 50-44, replicava Marvin ma i Rockets parevano aver preso in mano l’inerzia della gara; Howard da sotto segnava il 52-47, per fortuna dall’altra parte Williams rimaneva in modalità ON e battendosi dal post up batteva spostandosi verso il fondo il primo difensore segnava contro il difensore che arrivava su di lui in aiuto.
Era sempre la nostra ala a guadagnare due liberi e a realizzarli per il 60-53 quando il cronometro diceva :54.9 alla fine.
Nel finale il tap-in di Ariza su suo stesso primo errore, i due liberi di Lin (fallo del Barba) e il canestro dal pitturato di Brewer a :01.8 portavano le squadre negli spogliatoi sul 62-57 con Charlotte a gestire un vantaggio che si stava sciogliendo più rapidamente dei ghiacci ai poli.
 
Tanto per gradire Walker come antipasto al rientro sul parquet serviva la tripla a 11:21, Brewer passava al taglio degli affettati e tagliando anche sul campo da destra realizzava due punti, imitato da Harden al tiro. Scesi a solo 4 punti di vantaggio i Calabroni beneficiavano di una difesa illegale (3 secondi) di Houston.
Batum portava a casa il punticino e ristabiliva i 5 di inizio quarto.
Un alley-oop di Harden a 9:59 portava gli ospiti a un possesso lungo ma uno scarico per Kemba vedeva le rotazioni della difesa dei Rockets in ritardo, per liberarsi alla nostra PG bastava una finta, con l’uomo sulla rincorsa ad andare oltre, l’avanzamento di Walker nella zona media di tiro e il canestro erano importanti per mantenere la sicurezza.
I Rockets potrebbero andare a -7 ma la palla schiacciata da Walker per liberare Batum in transizione (già oltre Harden), era arpionata dal Barba che in transizione dava a Brewer per il nuovo -3 a 9:08.
Un fallo stupido di Howard (spinta nel pitturato a Walker lontano dalla palla in evidente mismatch nel caso in cui gli fosse pervenuta) non consentiva un ulteriore riavvicinamento della quadra di Bickerstaff, così Zeller a 8:22 sfruttava il lavoro di Batum in entrata segnando un tap-in libero da marcatura con Howard momentaneamente in vacanza alto dalle parti della lunetta.
A 6:49 l’appena entrato McDaniels infilava una tripla dal lato sinistro ma Walker rispondeva immediatamente, solo che dall’altra parte Ariza ne metteva un’altra a 6:19 condensando lo svantaggio in soli due punti. Beverley dall’altra parte cercava di sedare Marvin a 6:06 con un reaching foul, si girava su Big Al allora, il quale andava corto con il tiro, dall’altra parte Ariza ci riprovava, questa volta per il sorpasso, ma nulla da fare, gli Hornets si salvavano e a 5:23 un’entrata con pesonalità di Lee sulla sinistra era chiusa dal nostro neo acquisto con l’appoggio al vetro.
A 4:47 Batum allontanava i Rockets di tripla per il 78-71.
Harden batteva Lin (meno fisicato e più piccolo) in entrata ma a 4:08 Marvin era in agguato nell’angolo destro per una tripla aperta che non dovrei nemmeno più dirvelo, finiva nel fondo del secchiello…
Seguivano un errore di Terry, un altro di Capela, il quale però correggeva dalla sua miss, due FT di Marvin a 2:57 (fallo di McDaniels sull’arresto e tiro in post sinistro), un alley-oop di Capela in faccia a Kaminsky e un’altra tripla che quasi stendeva i Rockets; uno dei suoi catch n’shoot che partono con movimento e meccanismo di tiro perfetto s’infilava, giro e tiro da tre punti vincente per l’86-77.
Un’ingenuità di Lin (fallo su un tiro da tre improbabile di Harden) consentiva al cuciniere texano di affondare tre liberi e rimettere in carreggiata i suoi.
Batum segnerebbe anche la terza tripla di fila ma un contatto tra Terry e Kaminsky era visto come falloso da parte di quest’ultimo; il blocco con braccio esteso all’ultimo sulla guardia avversaria era inutile e dannoso. Beasley segnava su Kaminsky e Charlotte tornava a segnare dalla lunetta grazie agli arbitri che segnavano un altro tecnico ai Rockets per violazione dei tre secondi difensivi in area.
Il quarto finiva 90-87 a favore degli Hornets, anche se sull’ultima a zione andata a buon fine, era Houston con Beasley a segnare; a 23.9 veloce spin e contatto trovato in mezzo a tre difensori a chiudere nel pitturato, ricaduta sul parquet per il Razzo e capriola d’inerzia mentre la palla entrava.
Libero realizzato e nell’ultimo quarto si entrava a partita ancora aperta.
Batum raddoppiato da Motiejūnas, oltre al suo marcatore Ariza. Sullo sfondo Courtney Lee.

Batum raddoppiato da Motiejūnas, oltre al suo marcatore Ariza. Sullo sfondo Courtney Lee.

 
Era ancora Walker, da due punti questa volta, a inaugurare il quarto, Kemba, deciso a sbrigare la pratica Rockets, attraeva su di se l’occhio di Mordor infilandosi centralmente, la difesa dei Rockets mollava finalmente Daniels per un attimo che di frodo infilava ancora il suo primo tiro in partita.
Una bomba fondamentale dal lato sinistro che mandava sul 95-87 la sfida.
Un Terry già nervoso in un paio d’episodi, se la prendeva anche con Daniels strattonandolo, due falli fischiati in poco tempo con i due a dirsi qualcosa in faccia poco dopo.
Charlotte stingeva le maglie, Houston perdeva fiducia; Kemba segnava due punti a 10:29 e Bickerstaff chiamava una pausa per cercare di cambiare qualcosa dopo aver già fatto fuori durante la gara un paio di titolari, soprattutto Motiejunas per inserire Terry e Brewer.
Harden però al rientro si prendeva un tiro lungo da tre con Troy leggermente staccato ma pur sempre davanti, nulla di fatto e Hornets che con Lin costringevano al fallo Ariza a 9:17.
Beasley su Kaminsky realizzava ma finalmente Frank usciva dal periodo nero della gara quando kemba creava per lui e a 8:40 in nostro carro sparava una tripla precisa dalla diagonale destra, ulteriore mattone verso la costruzione di una vittoria certa poiché la bombarda mandava sul 102-89 la gara.
I piccoli degli Hornets continuavano a folleggiare; Daniels rubava un pallone in difesa, Lin portava il contropiede e Walker lo finalizzava.
Lo stesso Kemba a 7:49 dalla fine passava al rango di Superman smantellando Howard e la difesa dei Rockets in transizione; tripla per il 107-89, mamma di Kemba e Alveare in delirio così come il sottoscritto. Nel finale spazio anche alle riserve.
Finiva 125-109 con gli Hornets dalle altissime percentuali dal campo a non preoccuparsi troppo dei canestri subiti ma a continuare a essere estremamente prolifici dal punto di vista offensivo.
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Pagelle:
 
Walker: 8
26 pt. (11/16), 5 rimbalzi, 6 assist. +31 di +/-… Impressionante. Sbaglia poco e nel finale con 5 punti consecutivi sigilla la vittoria dopo aver già dato spettacolo, suo il passaggio per la tripla di Daniels che da la spallata decisiva alla gara.
 
Lee: 7,5
12 pt. (5/9), 2 rimbalzi, 1 assist. Harden fa 2/14 dal campo e segna alcuni liberi, tra l’altro molti ottenuti contro Lin, in più lui va in doppia cifra. Quando parlano le statistiche. Mastino.
 
Batum: 7
14 pt. (5/10), 8 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Mette I suoi tiri. Nel terzo quarto da una bella mano, peccato per la tripla annullata. Forse più accademico in difesa, comunque numeri di rispetto.
 
M. Williams: 7,5
25 pt. (9/16), 4 rimbalzi, 2 rubate. Terminale offensive importante. Sbaglia poco ed è fondamentale in alcuni momenti della gara.
 
C. Zeller: 6,5
7 pt. (3/4), 4 rimbalzi, 3 assist. Un paio di palloni persi, in difesa Howard non sfonda, era fondamentale, anche perché l’inizio sembrava far propendere ad altro. Lui non demorde nonostante i kg di svantaggio.
Jefferson: 7
10 pt. (5/11), 10 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. Va in doppia doppia. Fa il suo gioco, dalla panchina sta diventando più produttivo sfruttando le rotazioni avversarie.
 
Lin: 6,5
16 pt. (4/9), 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Lin prova a spingere con transizioni ed entrate ma anche triple e tiri dalla media. In attacco le prova tutte, in difesa si batte ma non ha il fisico giusto.
 
Lamb: 6,5
2 pt. (1/1), 1 rimbalzo, 1 rubata, 2 stoppate. In soli 7:48 non fa male.
 
Kaminsky: 5,5
5 pt. (2/6), 2 rimbalzi, 1 assist. Perde tre palloni e commette 4 falli. Si salva un po’ con la bomba nell’ultimo quarto, nella parte centrale non ne azzecca molte e lo posterizzano anche.
 
Daniels: 7
6 pt. (2/4), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Più spazio grazie a Clifford, poco spazio in campo dove lo tallonano, se riesce a prendere un pochino di spazio per il tiro segna. Tripla importantissima la prima, per le gloria a quella nel finale. Ruba un pallone prezioso e in difesa s’impegna a cercar di tenere.
 
Gutierrez: s.v.
0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 1 assist. Solo 2:46 in campo come I compagni sottostanti.
 
Hansbrough: 6
2 pt. (1/1), 1 rimbalzo. Ha voglia di giocare e fare sebbene resti relegate in panchina. Buon canestro.
 
Harrison: s.v.
0 pt. (0/1).
Commette un fallo, gioca sempre pochi scampoli ma non merita tantissimo di più.
 
Coach Clifford: 7,5
15 triple su 31 tentativi. Gioco di squadra e controllo sui movimenti dei top player avversari. Hornets lanciati in corsa verso i playoffs giocando bene.

Game 64; Charlotte Hornets Vs Detroit Pistons 118-103

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Sottotitolo; Incubo Meccanico Vs TrenHornets
Courtney Lee finirà con 15 pt. (7/9).

Courtney Lee finirà con 15 pt. (7/9).

 
I carrozzati Pistons scendevano in North Carolina decisi a schiacciare e stritolare tramite la loro potenza in avanti fatta da cm e peso i Calabroni, il cui esoscheletro non solo ha retto, ma a sua volta ha contrattaccato dei Pistons parsi rugginosi in alcuni elementi (soprattutto Drummond), così trovato il ritmo più gioco di squadra sin dall’inizio e infilati canestri pesanti con un Marvin Williams “in the zone”, hanno avuto la meglio sulla marchionnesca truppa di Van Gundy.
In realtà Drummond si è mal mosso, Clifford ha fatto un bel lavoro sul pick and roll, tanto che a esaltarsi per i blu del Michigan è stato Caldwell-Pope, autore di 24 punti, non tutti facili.
L’incubo però si è dissolto da subito nonostante il classico rientro concesso agli ospiti nel terzo quarto, nell’ultimo però i Calabroni sono seconda squadra in tutta la NBA per quanto riguarda le percentuali al tiro concesse agli avversari, strette le maglie, la pentola a pressione dei Pistons è saltata in aria nel finale.
Il treno Hornets prosegue la sua corsa e fa la sesta tappa consecutiva con la W.
Lin sale, anche nelle prestazioni.

Lin sale, anche nelle prestazioni.

 
L’amico di Clifford Stan Van Gundy proponeva la seguente formazione; R. Jackson, Caldwell-Pope, T. Harris, Marcus Morris e Drummond.
Gli Hornets si affidavano invece ai soliti; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
Zeller iniziava bene per Charlotte vincendo la palla a due contro Drummond, Kemba proseguiva bene l’azione passando a Lee, il quale girava a ricciolo dietro un blocco di Zeller per prendere verticalmente l’area e alzare un floater vincente per i primi due punti della partita.
A 11:08 arrivava il pareggio per mano di Caldwell-Pope; jumper dalla media infilato nonostante la stretta marcatura di Lee.
A 10:43 uno scambio tra Walker e Batum era produttivo; il francese restituiva dietro la linea dei tre punti la palla a Kemba, che con un pochino di spazio non ci pensava sparando immediatamente e colpendo il bersaglio per il 5-2.
Marvin a 10:06 sfruttava un ottimo tap-off di Cody che teneva vivo il pallone e segnando l’8-2 con la bomba costringeva Van Gundy al primo time-out.
A 9:46 i Pistoni segnavano ma più per merito di un indiavolato Caldwell-Pope che riusciva a battere Lee che faceva più del massimo per saltargli addosso e contrastare il tiro.
Poco male perché a 9:29 Batum con un fade-away frontale, sul quale il difensore si staccava autonomamente, infilava due punti portando in doppia cifra i Calabroni che si portavano sul 13-4 quando Marvin sparava la tripla in faccia al suo difensore dalla diagonale sinistra.
Morris rispondeva dall’altra parte da qualche cm più indietro anche se dalla stessa posizione e portava il tabellone sul 13-7 iniziando una rimonta per gli ospiti che li vedeva tornare a un punto quando Caldwell-Pope su uno scarico prendeva palla nell’angolo sinistro e metteva la tripla del 13-12.
Un jumper magari non così compostamente da manuale di Lee, anzi, piuttosto ai livelli con contorni da silhouette gotica era ancora più bello esteticamente da vedere quando s’infilava nella retina.
A 7:09 Charlotte passava ancora con Zeller; passaggio di Batum, veloce e decisa entrata in corsa di Cody che segnava con una cutting dunk. Dopo due liberi realizzati da Jackson tornava in auge Marvin Williams che a 6:35 sfruttava una serie di ribaltamenti sui lati per colpire da una fetta piuttosto centrale con la bomba del 20-14.
R. Jackson però teneva sulla corda i Calabroni rispondendo da tre 15 secondi più tardi, Marvin però era on-fire e dalla baseline sinistra si girava per un gancio che infilava trovando solo il cotone nonostante vi fosse l’opprimente opposizione del difensore davanti a lui.
Un jumper dalla media dell’inaspettato Caldwell-Pope non faceva rilassare la squadra del North Carolina, la quale tuttavia si affidava ai suoi ritmi d’attacco per scardinare la difesa dei Pistons.
Era il caso di un pallone dato a Zeller con i tempi giusti; l’airone bianco s’infilava in mezzo alla difesa, Drommond con una manata gli diceva no e lo mandava in lunetta da dove Cody recuperava i due punti mancanti. Da un raddoppio su Harris nasceva il recupero difensivo di Marvin, dall’altra parte Lee portava la minaccia passando a Cody per un’altra infilata.
I Pistons perdevano olio dalle articolazioni e commettevano un altro fallo su Cody; la storia si ripeteva dalla lunetta con un 2/2 perfetto che consentiva a Charlotte di raggiungere un +7 (26-19) a 4:38 dalla prima luce rossa.
Kemba tentava di andare per il +9 ma la stoppata di Baynes serviva solo a mandare la palla oltre il fondo; rimessa e open di Lin, tre punti e Pistons a -10.
Detroit chiamava time-out con un Van Gundy infuriato che si calmava per un attimo al rientro quando Marcus Morris segnava due punti.
Lo stesso giocatore però in difesa alzando le braccia su Jefferson era dato reo dagli arbitri di un tocco sul tiro del nostro centro. Salomonicamente Big Al dalla lunetta splittava, visto che anche il contrasto era stato un po’ ricercato abilmente dallo stesso nostro centro.
Un sottomano in penetrazione di Harris anticipava altri due punti dei Pistons ottenuti dal caldissimo Caldwell-Pope; il numero 5 avversario si metteva in ritmo e tirava sopra Kemba dalla destra da posizione piuttosto lontana.
A 1:50 Big Al si girava verso la linea di fondo dal post basso sinistro e metteva il suo classico tiro portando il match sul 32-25.
A 1:33 faceva notizia il primo errore del n°5 avversario che tuttavia sulla baseline destra prendeva il rimbalzo e appoggiando al vetro convertiva due punti sulla stessa azione immediatamente.
Un floater di Jackson mandava la gara sul 34-29 a un minuto dalla prima sirena, tuttavia Kemba voleva chiudere con un divario più ampio e rompendo il raddoppio con finta da fermo andava a penetrare, tiro corto ma fallo subito.
Due liberi a segno che nemmeno undici secondi più tardi erano contrastati da una tripla di Blake.
A dire l’ultima nel quarto però era Kemba, abilissimo a ondeggiare in penetrazione e a evitare i difensori in salto; appoggio perfetto e finale di frazione fissato sul 38-32.
 
Freddo inizio di quarto per le due squadre nel secondo periodo che a 10:39 trovavano un canestro a mezzo liberi (fallo di Jefferson su Baynes), seguito da uno dal campo di Morris.
Per vedere un canestro di Charlotte occorreva aspettare sino a 9:14 quando Batum dalla sinistra infilava un tiro per il 41-34.
Qualche errore da parte di Charlotte ancora dava la possibilità ai Pistons di accorciare con tre liberi sul -4, per fortuna Lin sverniciava in partenza Blake andando quasi a schiacciare appoggiando in maniera impressionantemente atletica a livello del ferro a 7:39.
M. Morris con due punti nel pitturato iniettava benzina per i Pistons ma a 7:03, dopo aver effettuato alcune finte sul posto per prender le misure, Jefferson batteva Drummond con il tiro dalla media sinistra.
Pistons e Hornets aggiungevano un punto a testa dalla lunetta (Drummond/Batum), ma lo stesso Drummond schermato dalla difesa degli Hornets abile a mettere pressione sparava un razzo che avrebbe dovuto essere un’apertura in angolo destro dove in realtà non si trovava nessun giocatore in maglia blu.
Il time-out di Detroit non serviva perché Zeller segnava il 48-40, la difesa di Charlotte ronzava fastidiosamente intorno a Drummond i cui cm gli consentivano di prendere il rimbalzo e successivamente di guadagnare due liberi.
Fortunatamente per noi la mano del centro avversario non era educata e falliva ambo le conclusioni.
Una spinta su Marvin di Harris a 4:40 con la nostra PF impegnata in allungo dava due FT a Charlotte che ne sfruttava uno, il duello tra i due si ripeteva e in attacco il giocatore dei Pistons aveva la meglio infilando in penetrazione, tuttavia in difesa Marvin si ritrovava lo stesso giocatore a franargli addosso a palla lontana, fallo e passando dalla lunetta Williams restituiva i punti presi precedentemente.
A 3.51 un tiro in sospensione di lee s’infilava nonostante Johnson con una spinta laterale da dietro lo sbilanciasse; gioco da 3 punti e squadra del North Carolina al comando 54-42.
Harris e Batum proseguivano mandando a segno due liberi a testa, le squadre si rispondevano ancora andando a segno da due punti ma su azione questa volta; toccava a Jackson mostrare una bella penetrazione con palla appoggiata al vetro con angolazione perfetta per eludere l’intervento di Zeller in stoppata, il quale non rimaneva deluso dal tentativo a vuoto e andava dall’altra parte a tener vivo un pallone prendendo un rimbalzo offensivo, Lee ringraziava e sulla seconda possibilità a 2:11 segnava con un buon tiro da sinistra.
Marvin nel duello con Harris si arrangiava, per gli arbitri erano due liberi, affondati poi dallo stesso numero 34.
Charlotte metteva l’ipoteca sulla gara quando a 1:44 tra il boato di stupore e ammirazione del pubblico infilava un velocissimo catch n’shoot da tre (diagonale destra) punti con Batum, poi da una rubata di Lee si creava l’occasione per Kaminsky Leggermente più spostato sul lato a destra rispetto al francese, che, sempre da dietro l’arco segnava un altro tris di punti a 1:22 e portava il punteggio sul 64-48.
Per un fallo su Kemba gli arbitri assegnavano anche tre liberi al nostro play che proseguiva il momento magico per Charlotte nella partita.
Tre su tre e 67-48 (+19).
Il quarto terminava però con un 2-5 Pistons (2 liberi Detroit, bel tiro cadendo all’indietro di Kemba a battere dal post basso destro Baynes e tripla buzzer beater di Johnson che si divertiva a saltellare sul ferro sino all’accensione della luce rossa e a ricadere dentro per il 69-53 a chiudere la frazione con le squadre al rientro negli spogliatoi.
Marvin Williams in allungo sulla baseline destra. Finirà con 22 punti.

Marvin Williams in allungo sulla baseline destra. Finirà con 22 punti.

 
Al rientro dopo l’intervallo le squadre sembravano raffreddarsi, motori a 4 cilindri però azionavano i Pistoni che dopo un minuto e trenta di nulla segnavano un open dalla sinistra con Harris.
Jackson dalla linea dei liberi segnava due punti in jumper nonostante l’uscita di Zeller e Clifford chiamava time-out.
Zeller segnava subito dopo il break appoggiando al vetro con movimento ampio circolare del braccio destro, c’era preoccupazione invece quando dalle stesse parti del pitturato s’infilava Kemba, ormai vistosi battuto Jackson ancorava con una cravatta al collo Walker in salto e con l’altra mano (fortunatamente non contemporaneamente, dopo aver mollato la presa) inarcava ancor di più la schiena di Kemba spingendolo.
Walker rimaneva giù ma alla fine si alzava senza problemi.
Flagrant 1 per Jackson, due liberi realizzati a 9:25 per Charlotte che con la palla in mano cinque secondi dopo ne aggiungeva altri due; passaggio schiacciato di Walker in diagonale per Batum, il francese usciva da un blocco di Zeller fatto benissimo e infilava fronte a canestro. Nonostante Jackson andasse a segnare oltre Zeller, Charlotte sembrava ancor poter amministrare tranquillamente il largo vantaggio; su una transizione di Walker portatosi sulla destra non rimaneva che l’imbarazzo della scelta, doppia opzione, alla fine sovrapposta, alley-oop alzato per Batum che infilava a 7:13 il 77-62.
Harris era bravo quel tanto per segnare dal pitturato spostando le braccia per evitare la stoppata, Marvin però era perso dall’altra parte nell’angolo sinistro; il n°34 andava in raddoppio su Kemba, lesto a servire l’uomo rimasto libero che puniva di tripla per l’80-64.
Un parziale di 1-8 pro Pistons però iniziava a preoccupare Clifford che riceveva da Marvin un po’ di vitamina; tripla in faccia a Harris a 3:32 e +12 Charlotte (84-72).
Pope però segnava una tripla mentre Kemba la falliva dall’altra parte, Marvin con un rimbalzo teneva palla ma Kemba in penetrazione scaricava in rimessa laterale direttamente.
Pope batteva Lin e i Pistons tornavano sul -5. Per fortuna Kemba cercando il contatto con Bullock lo trovava; due tiri liberi (grazie alle sue finte) corrispondevano ad altrettanti punti, i quali consentivano ai Calabroni di andare sull’88-81 al breve riposo prima dell’ultimo periodo.
Sulla leva del cambio per i Calabroni erano già attivi alcuni panchinari di lusso, Jefferson compreso che infilava subito due punti portando a 90 Charlotte.
Kaminsky era l’altro lungo che aiutava la squadra in divisa bianca ad aumentare il divario, spalle a canestro, spin e contro spin dall’altra parte in avanzamento, giro e tiro favoloso per due punti su Drummond che commetteva anche fallo.
Niente da fare sul libero, ma a 10:36 Charlotte si portava in doppia cifra di vantaggio.
Caldwell-Pope segnava il suo 24 punto e a 9:42 una tripla di Marcus Morris portava a -6 la truppa Van Gundyniana.
A 9:14 un tiro frontale ignorante di Kaminsky con schiena all’indietro beffava il difensore su di lui; il tiro aveva i giri giusti nonostante il ferro e il vetro fossero colpiti prima di venire a contatto anche il materiale tessile.
Era Lin poi a dare la spinta che abbatteva definitivamente Detroit; prima una tripla in attacco, poi un anticipo su Caldwell-Pope perfetto partendo da dietro gli lasciava il vantaggio di partire già in corsa, sulla transizione serviva Lee sulla destra del pitturato che appoggiava due punti facili. Morris segnava un solo libero dei due concessi a 7:49 per fallo di Lee, fazione pistoniana in discesa e affondata definitivamente da un parziale di 6-0 Hornets che vedeva Jefferson in stop & pop a far toccare Charlotte quota 101.
Nel finale entravano le riserve, Hansbrough si esaltava un paio di volte e la squadra di Clifford si portava sul 2-0 contro i Pistons (vincendo 118-103) in stagione vincendo la serie (che quest’anno è composta da sole 3 partite).
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Pagelle:

Walker: 6,5

16 pt. (3/11), 8 assist, 1 rimbalzo, 1 rubata. Una serata discrete, non al tiro in percentuale ma serve in fase assist. Limita i suoi assalti personali. Risparmia un pizzico d’energia che potrà servire questa notte in back to back contro Houston.

Lee: 7

15 pt. (7/9), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Buone percentuali in attacco. In difesa inizia su Caldwell-Pope che trova canestri nonostante Courtney difenda bene. Sale di tono durante la gara, difende meglio e attacca meglio con alcuni canestri perla e un gioco da tre punti. Nel finale punti preziosi.

Batum: 7

17 pt. (6/15), 11 assist, 5 rimbalzi, 2 rubate.  Va in doppia doppia, smista ben 11 assist. Pazzesco.

M. Williams: 7,5

22 pt. (7/12), 6 rimbalzi. Inizia benissimo con le sue triple. Fondamentale anche in qualche momento di difficoltà. Mano utile, terminale pesante di un gioco di squadra che lo esalta.

Zeller: 7

10 pt. (3/4), 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Alcune belle azioni difensive portano Charlotte a uscire indenne da alcuni attacchi. Drummond non combina nulla e in attacco arriva in doppia cifra.

Lin: 6,5

8 pt. (3/7), 1 rimbalzo, 2 assist, 2 rubate. Buon canestro quasi in schiacciata prima, sprint finale poi con difesa/attacco che produce punti per allontanare i Pistoni.

Jefferson: 6,5

12 pt. (5/10), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Punti utili dalla panchina. Un po’ troppo falloso, anche se utilizza il mestiere regala qualche libero.

Lamb: 5,5

2 pt. (1/5), 4 rimbalzi. Continua a litigare con il ferro senza ritrovare naturalezza nell’andare a canestro.

Kaminsky: 7

10 pt. (4/6), 4 rimbalzi, 2 stoppate. Due giro e tiro nel finale da applausi e una tripla nel primo tempo che contribuisce ad aumentare il margine di sicurezza, 2 stoppate aiutano a proteggere il canestro.

Daniels: 6,5

2 pt. (1/1), 1 assist in 2:42 come i giocatori sottostanti. Entra nei minuti finali e segna subito, anche con silhouette piegata a krumiro Bistefani. Pronto all’uso. Meriterebbe qualche minuto in più.t

Harrison: s.v.

0 pt. (0/0), 1 assist. Perde un pallone ma si vede poco con briciole di tempo a disposizione.

Hansbrough: 6,5

4 pt. (2/2), 1 rimbalzo. Si esalta un paio di volte con buoni canestri. Il pubblico lo applaude.

Gutierrez: 5,5

0 pt. (0/1), 1 rimbalzo, 1 assist. Perde un pallone ed è un po’ lento nel portar palla, fa scorrere il tempo e fallisce un tiro che risulta troppo corto, senza possibilità d’entrare. Un assist e un rimbalzo.

Coach Clifford: 7

Imbriglia Drummond e i pick and roll di Van Gundy. Le triple stanno facendo la differenza rispetto l’anno scorso, se giochiamo bene e ribaltiamo l’azione molti avversari vanno in crisi. La squadra gioca sui ritmi in attacco e sulla pressione ossessiva in difesa. Nell’ultimo quarto siamo il secondo team per percentuali dal campo concessi agli avversari. Non è un caso che  questa tenacia abbia portato anche a vincere ben 5 supplementari (tutti quelli disputati).

https://www.youtube.com/watch?v=CntgfCWF138

 

Game 63; Charlotte Hornets Vs New Orleans Pelicans 122-113

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Sototitolo; RullHornets
Le Honey Bees "por la noche de enebea" con look spagnoleggiante presentano il loro spettacolo.

Le Honey Bees “por la noche de enebea” con look spagnoleggiante presentano il loro spettacolo.

 
Ogni volta che si scontrano le due franchigie che hanno utilizzato il Nome Hornets, mi riassale un’insana nostalgia. Inevitabilmente come le canzoni, le stagioni dei Calabroni si legano a ricordi dal passato che riemergono prepotentemente come getti e flutti di geyser sotterranei, alimentati da una passione vulcanica che va a fiammate.
I miei Charlotte Hornets, quelli che conobbi a Charlotte, contro la città, che per volere di Shinn, li ha ospitati per una decina d’anni, o se vogliamo poco meno visto il disastro dell’uragano Katrina e il trasferimento a Oklahoma City, che poi ha spianato la strada al trasferimento dei Thunder (anche se io rimango un nostalgico di Seattle con il suo guanto Payton e il Reign Man Kemp) in Oklahoma si affrontavano in una gara importante solo per i padroni di casa. Quell’impegno, tenacia e passione che ci stanno mettendo i Calabroni originali per giungere ai playoffs rivivono nel mio carattere, nonostante uno sguardo disincantato sul mondo con punte di saggezza di stampo buddista e le secchiate di terra e acqua gettate in questi anni sugli Hornets, quella luce, almeno quella, non si è spenta, il fuoco è rimasto inestinguibile e ora brilla, arde e riluce anche sul parquet del “The Hive”.
Charlotte, oltre che con la tecnica e il piacere del gioco d’insieme, indubbiamente esaltato da un Walker capace di salire sopra i 30 punti per la quarta partita consecutiva, ha vinto nel finale usando intelligenza e cuore, tramutatosi in difesa e importanti rimbalzi offensivi.
Quinta vittoria di fila per Charlotte che sta diventando un rullo compressore, specialmente tra le mura amiche.
Anche quest’anno così Charlotte risponde e pareggia la serie con una New Orleans frustrata in alcuni suoi elementi.
Non basteranno 40 punti di Davis e 38 di Holiday con Charlotte in grado di portare 7 giocatori in doppia cifra con Walker a guidare il team da top scorer con 35.
Walker (35 pt.) con Holiday e Douglas alle spalle.

Walker (35 pt.) con Holiday e Douglas alle spalle.

 
I Pelicans alle prese con numerosi infortuni, salivano alla Time Warner Cable Arena senza gente di qualità come Evans, Pondexter, Gordon, più Dejean-Jones e con Babbitt e Cole in dubbio (non giocheranno nemmeno questi due).
Alla fine Gentry schierava il seguente starting five; Holiday, O. Johnson (arrivato in giornata dopo aver firmato un contratto di 10 giorni e spedito subito in campo l’ex Kings, Pacers e Suns), Cunningham, A. Davis, Asik.
Coach Clifford invece si affidava al quintetto post All-Star Game che sta facendo veramente bene in questo periodo; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
A spuntarla sulla palla a due erano i Pelicans che tuttavia fallivano il primo jumper, un frontale di Johnson che finiva corto sul bordo esterno del ferro.
I primi a segnare erano gli Hornets; movimento orizzontale nel pitturato di Zeller, contatto con Asik che esagera un po’ e gancio in continuazione.
Canestro e libero a segno per il 3-0 a 11:24 che tuttavia era sminuito dalla tripla del pareggio di Holiday a 11:10. Passavano solo 19 secondi e Kemba restituiva la tripla portando avanti nuovamente gli Hornets che non venivano raggiunti dal canestro da due di Davis a 10:39 (jumper dall’altezza dei liberi), le squadre continuavano a tirare da alto livello NBA e a 10:17 Batum posto nell’angolo sinistro approfittava di uno scarico di Walker che gli regalava spazio per un catch n’ shoot vincente.
Cunningham segnava con un buon tiro dalla diagonale destra anche da distanza ragguardevole, seppur da due punti, ma Charlotte allungava di uno perché Asik pascolava nel pitturato, gli arbitri accortisi dell’irregolarità assegnavano a Charlotte un libero che Batum trasformava per il 10-7.
A rompere la perfezione nei tiri era lee che ci provava contro Asik, niente da fare, dall’altra parte Davis infilava dalla media contro Williams e gli ospiti si portavano sul -1.
Dopo qualche errore Charlotte tornava a segnare a 8:37, transizione di Kemba, passaggio no look sulla corsa verticale di Batum che andava ad appoggiare sulla destra del canestro sublimando il passaggio del compagno.
A 8:15 Holiday rispondeva in entrata fluida, un carrarmatino che usava il corpo e appoggiava con la mano sinistra.
A 8:00 però Charlotte accelerava, Marvin Williams scagliava la sua prima frecciata da lunga distanza andando oltre i tentacoli di Davis, il nuovo arrivato Johnson da tre non aveva la stessa qualità e anche Davis sbagliava il suo primo tiro, così a 7:13 su una transizione Lee si fermava per tirare e segnare da tre punti.
Il canestro valeva il 18-11. Davis rintuzzava con due punti ma i Pelicans iniziavano a non tenere più il passo; a 6:39 Walker s’infilava in mezzo alla serie di divise blu notte e appoggiava in fing and roll, a 6:17 un Williams on-fire infilava dall’angolo sinistro una tripla che portava sul +10 la squadra di Clifford (23-13).
Holiday con un driving reverse layup interrompeva il parziale dei Calabroni ma Batum a 5:12 con un arresto, giro e tiro dalla media linea di fondo destra oltrepassava la mano di Cunningham protesa verso l’alto in stoppata; canestro perfetto per il 25-15.
Jefferson appena entrato commetteva fallo sul Monociglio che dalla lunetta ne approfittava a metà, così a 4:21 Kemba faceva venire la chinetosi ad Anderson in entrata, palla che si rilassava massaggiava sul ferro per qualche istante prima di ridiscendere dentro la retina.
NOLA metteva altri due punti ma Anderson falliva una tripla, Kemba a 3:31 no e arrivava in doppia cifra portando il punteggio sul 30-18.
Altro appoggio di un incontenibile Davis a 3:03 usando la mano sinistra contro Jefferson.
Se da una parte AD23 era inarrestabile, dall’altra Kemba era imprendibile; Walker passava con facilità irrisoria Douglas e subiva fallo dallo stesso sul tentativo di recupero da dietro.
Walker splittava e Gee ne metteva due per i suoi a 2:26 con un tap-in dopo l’errore di Holiday.
Anderson però continuava a soffrire il mar di mare anche a km di distanza quando a 2:09 Kaminsky con una finta lo mandava miseramente a terra per una specie di ankle breaker che Frank non riusciva poi a concretizzare in punti da pochi passi dal canestro.
La rimessa però era per gli Hornets e sul passaggio dalla linea di fondo il nostro rookie infilava il jumper dalla destra per il 33-22.
A 1:39 Orlando Johnson trovava i suoi primi due punti in maglia Pelicans passando in mezzo ai difensori Kaminsky però trovava ancora spazio sull’esterno con una difesa di New Orleans morbida e non perdonava a 1:24.
Un jumper di Douglas riportava a -10 gli ospiti (36-26), ma a :55.4 Kemba danzava dietro un blocco, usciva verso il centro e sfidava Anderson battendolo con una tripla.
Un 2/2 di Davis chiudeva il quarto.
La prima frazione si chiudeva quindi sul 39-28 con gli Hornets a stabilire il season high di punti realizzati nel primo quarto.
 
Il secondo periodo si apriva con il primo canestro realizzato da Frank a 11:06, lob diagonale da destra verso sinistra di Batum per Kaminsky che tutto solo vicino al ferro appoggiava morbido.
In difesa per i Pelicans Anderson girava su Jefferson, ma dopo un body contact, Big Al faceva partire un gancio soft che s’infilava nella retina aumentando il vantaggio di Charlotte.
Iniziava quindi sul punteggio di 41-30 uno stillicidio di tiri liberi da ambo le parti intervallato da pochi canestri su azione.
Uno di questi era di Perkins che a 7:08 segnava da sotto dopo aver conquistato un rimbalzo offensivo per il 52-38.
Charlotte provava a scappare definitivamente quando Kaminsky stoppava Anderson e Lee indovinava una tripla a 6:20 dall’angolo sinistro.
Douglas però rispondeva dalla grande distanza e il maxi schermo recitava “55-41”.
Salite entrambe le squadre nel punteggio di quattro punti, a 3:56 Batum allungava sul +15 per Charlotte grazie a un catch n’shoot frontale da tre punti.
Holiday però iniziava ad accendersi anche dal perimetro e a 3:42 iniziava a bombardare con la tripla.
Venti secondi più tardi c’era un canestro di Marvin annullato per interferenza di Cody.
In realtà l’interferenza era inesistente, arbitri probabilmente ingannati dalle braccia intorno al ferro del nostro centro che tuttavia non interferiva con l’azione.
Gli Hornets passavano ancora dalla lunetta ma su situazioni di gioco differenti.
Walker a 2:57 da una transizione portava a casa due liberi realizzati, a 2:34 invece Batum vedeva l’inserimento nel pitturato di Marvin, passaggio verticale schiacciato e fallo immediato di Douglas per non farlo tirare; troppo tardi perché sul tentativo d’alzata gli arbitri premiavano lo sforzo e Marvin non deludeva a gioco fermo.
Douglas si rifaceva quando Davis scaricava un pallone fuori, finta, partenza e floater con fallo di Walker e gioco da tre punti a 2:01. Charlotte tornava a segnare con Zeller che sfuggiva a Davis utilizzando larghe falcate e andando con la mano destra a schiacciare in girata sullo slancio del salto.
Davis dall’altra parte rispondeva alla stessa maniera su Zeller ma utilizzava l’appoggio e usufruiva di un libero per fallo dello stesso Zeller. Canestro dalla lunetta e a 1:40 si andava sul 66-54.
Kemba con le sue finte a livello del parquet era in agguato, scatto felino da tigre verso canestro, Holiday non resisteva e Kemba portava a casa altri due punti.
Il finale di primo tempo però era tutto per Davis che partiva segnando un libero dato contro la squadra del North Carolina presumibilmente per qualche parola di troppo di Kemba sulla stessa azione.
A :30.6 la stella di NOLA trovava il corridoio per andare ad appendersi a canestro in schiacciata e dava un senso alla partita infilando un buzzer beater da tre punti per il -11.
Le squadre andavano a riposo quindi sul punteggio piuttosto alto di 71-60.
Lee ha dato una mano in serata con le sue triple.

Lee ha dato una mano in serata con le sue triple.

 
Dopo l’intervallo bastavano 15 secondi a Lee per arrivare in verticale nel pitturato dopo esser partito incuneandosi dalla destra. Facile fing and roll per il +13.
I Pellicani tuttavia cercavano di produrre quello sforzo necessario per rientrare in partita.
Zeller fermava Anthony Davis irregolarmente in schiacciata. L’asso dei Pels metteva un solo libero ma Douglas con la tripla poco più tardi riduceva lo scarto a cifra singola (-9).
Un raddoppio su Marvin nell’angolo destro consentiva a Zeller di ricevere il passaggio nel pitturato effettuato dalla nostra PF; Holiday non rappresentava una minaccia in cm e Charlotte a 10:34 segnava il 75-64. Jrue però a 10:16 portava a casa un gioco da tre punti per i suoi, tuttavia Zeller riusciva ancora una volta a ridistanziare la squadra di Gentry passando dai liberi.
Spinta di Douglas sull’entrata del nostro numero 40 e FT affondati. Holiday però guidava la riscossa della squadra di Benson; tripla su Lee (alternatosi a seconda dei momenti con Walker in marcatura su Jrue) e time-out Charlotte a 9:53 sul 77-70.
A 9:41 un’insospettabile tripla di lee dalla diagonale destra dava ossigeno ai Calabroni.
Jrue a 7:57 si ripeteva da fuori mentre Davis s’inventava un canestro impossibile in entrata per l’82-77.
Dopo un libero di Walker (assegnati due forse un po’ generosamente), a 6:34 Davis dava manforte a Holiday segnando dalla media per il -4. Batum tentava una tripla da lontano e senza senso ma Douglas calpestando in corsa la linea di fondo in maniera impercettibile ci riconsegnava palla.
A 5:18 Charlotte beneficiava di una tripla frontale di Lee, aiutata da ferro e tabellone.
Non faceva più notizia un altro canestro di Davis in sopensione contro Zeller, tantomeno la bravura di Walker che costringeva Douglas al quarto fallo.
Kemba però era un po’ affaticato e impreciso e realizzava solo un punto.
Holiday in entrata provava ad accorciare, Lin gli diceva no, ma il fallo, gli arbitri lo cucivano addosso a un incredulo Jefferson.
Comunque sia Holiday segnava e a 4:21 spaventava Charlotte con una tripla che riduceva il gap al minimo (87-86).
Clifford decideva di lasciar giocare; palla a Jefferson che subiva fallo da Perkins.
Big Al era preciso e la squadra di Jordan si riportava a tre punti di vantaggio.
Holiday tentava per il pareggio ma non trovava la retina.
A 3:36 Williams era favorito in post basso destro da un mismatch con Holiday che a livello di cm era impotente.
Con l’aiuto del ferro Marvin trovava due punti per il 90-66. Jrue in attacco commetteva un doppio palleggio e Charlotte architettava sulla sinistra un hand-off; Jefferson in post basso, Batum correndo dietro di lui in corsa sulla baseline, consegna alla mano e via libera per Batum sino al ferro nonostante il tentativo disperato in allungo di Gee.
Per un fallo (spinta leggerissima) di Jefferson su Perkins mentre Charlotte si trovava in attacco, il centro di riserva avversario si recava in lunetta, ma una mano più storta della torre di Pisa non gli consentiva di realizzare ulteriori punti.
A 1:24 Frank provava a togliere le castagne dal foco ai Calabroni aprendo il fuoco da tre punti dalla diagonale sinistra per il 95-87, peccato che a 1:08 rispondesse Holiday con un runner dal pitturato e ne mettesse altri due con la sospensione dalla media su Big Al.
A :27.6 Kemba sparava una tripla vincente, Anderson continuava invece a litigare con il canestro.
Walker non se ne curava ma in attacco a :00.6 con la finta si faceva franare addosso Douglas.
L’1/2 chiudeva il penultimo periodo di gioco sul 99-91.
 
Davis, da centro, si aggrappa a Jefferson impegnato con il suo classico tiro a una mano.

Davis, da centro, si aggrappa a Jefferson impegnato con il suo classico tiro a una mano.

L’inizio dell’ultimo periodo si apriva con Johnson che si guadagnava lo stipendio segnando a 11:37.
Clifford teneva Jefferson in campo contro Perkins, ma era Lin a battere il pachidermico centro avversario arrivando ad appoggiare oltre il suo braccio sinistro.
Lin era deciso in questo frangente e portava un’altra furiosa scorribanda nel pitturato guadagnandosi altri due punticini.
Davis rispondeva once again, ma Lin fintava con un piede dentro e uno fuori dalla linea dei tre punti; Perkins saltando in avanti regalava due liberi sul tiro.
Jeremy ringraziava e metteva i liberi continuando a furoreggiare in quest’inizio quarto, tuttavia dall’altra parte l’altrettanto scatenato Davis, a 9:40 con la tripla mandava il punteggio sul 105-97.
Holiday in entrata con la finta per il terzo tempo era agganciato da Lamb che lo faceva sbagliare.
Dalla lunetta Holiday rimediava con un 2/2.
Kaminsky prima recuperava un pallone sprecato da Batum in attacco, poi in marcatura su Davis faceva buona guardia almeno un paio di volte in un contesto dove le squadre un po’ stanche fallivano qualcosa in più di quanto non avessero fatto in precedenza.
A 7:15 Asik si vedeva ma solo per aver commesso fallo su un Lin aggressivo; palla rilasciata che girava mezzo ferro e usciva.
Jeremy rimediava con il punteggio pieno dalla lunetta a 7:15 per il 107-99.
Sembrerebbe fatta, ma Charlotte ha un gusto particolare per tenere sulle spine i propri tifosi e riusciva a far rientrare pericolosamente NOLA sino al-3, quando Cunningham partiva da sinistra e trovando un Marvin già in rincorsa ulteriormente spiazzato dalla partenza dell’ala piccola ospite, commetteva fallo sul tiro da sotto in entrata.
Gioco da tre punti e 107-104.
A 5:22 una situazione da rivedere per Gentry; post basso destro di Marvin contro Holiday (assurdo che dall’altro lato ci sia Anderson su Walker che non potrebbe tenerlo in velocità), turnaround bank shot per la nostra ala grande avvantaggiatasi dal discorso in cm.
A 3:43 Walker spingeva Davis ormai a colpo sicuro.
Fallo e canestro evitato, non i liberi però, realizzati dopo essersi rimesso una lente a contatto persa, che riportavano a -3 la squadra della Louisiana.
Marvin sbagliava un catch n’shoot e la rimonta che era nell’aria si concretizzava a 3:19 con Douglas; esplosione secca della tripla dal lato destro e brusio all’Alveare sul 109-109.
Tutto da rifare dopo aver sprecato un largo vantaggio.
La squadra non ci pensava e iniziava a riattaccare con intelligenza. Uno step back di Walker su Anderson e la squadra di Clifford prendeva nuovamente il vantaggio a 2:51.
Davis sentendosi ormai onnipotente provava addirittura la tripla del sorpasso ma trovava solo il ferro, così Walker nel pitturato fintava a sinistra su Anderson ingannandolo, fulminea deviazione a destra e fallo quasi istintivo di Ryan sull’entrata a destra.
Kemba questa volta era freddo e segnava il 113-109.
Douglas e Cunningham sbagliavano due occasioni nel finale, lo stesso Douglas aiutato in raddoppio cercava di strappare a Kemba un pallone a forza.
Troppo aggressivo per gli arbitri giustamente e altri due liberi per la nostra PG per il 115-109 a 1:35.
Dopo due punti a testa Kemba chiudeva i conti a :26.2 dalla fine; palleggio danzante e tripla in ritmo.
Sorrideva anche la mamma in tribuna per il 120-111 che decideva in maniera certa le sorti della gara.
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Pagelle:
 
Charlotte Hornets
 
Walker: 8
35 pt. (9/18), 7 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate. Dovrei ripetermi. E’ sempre lui il trascinatore della squadra. Ha in Holiday un avversario tosto ma lui a parte i 3 punti in meno vince in tutte le altre statistiche. Non spreca un pallone.
 
Lee: 7
16 pt. (6/12), 6 rimbalzi, 1 assist, 1rubata. Sorpresa dalla grande distanza dove da una bella mano. Non sempre ce la fa a tenere Holiday quando gli viene richiesto, ma è attento.
 
Batum: 6,5
15 pt. (6/13), 6 rimbalzi, 5 assist. Qualche esagerazione nel tiro da tre, forzature… Non lo fanno impazzire dall’altra parte in difesa. L’impegno c’è e anche una discreta prestazione. Sempre capace di sfornare dei sublimi assist.
 
M. Williams: 6,5
14 pt. (5/9), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Marvin ha una discreta serata. Utile in post basso almeno un paio di volte.
 
C. Zeller: 6
13 pt. (3/4), 8 rimbalzi, 1 stoppata. Spesso Davis lo batte. Qualche volta riesce ad aver la meglio anche in difesa, mentre in attacco va sul concreto.
 
Jefferson: 5,5
5 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Gioca poco anche limitato dai falli che gli arbitri gli fischiano contro in maniera sistematica. Si accontenta di un paio di tiri contro Perkins che non gli entrano.
 
Lin: 6
12 pt. (3/10), 2 rimbalzi. Sarebbe da 5, non gioca tranquillo quando tira da tre punti, è una sfida tra lui e il canestro, s’incaponisce. Testardo, si riprende a inizio ultimo quarto. 6/6 dalla lunetta e buona pressione difensiva.
 
Lamb: 5,5
2 pt. (1/5), 1 rimbalzo, 2 assist. A parte tre falli, male al tiro come l’altro Jeremy.
 
Kaminsky: 7
10 pt. (4/8), 5 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Buon movimento ed energia supportati da punti pesanti. Colpisce sullo scarico, in difesa è utile su Davis quando lo tiene e mette a referto una bella stoppata.
 
Coach Clifford: 6,5
Peccato che riusciamo a far rientrare troppo spesso gli avversari, ma la squadra segna sempre un punto in più dei nemici sportivi ultimamente. Le 15 triple realizzate dicono che siamo un’altra squadra rispetto lo scorso anno e il progetto azzardato sembra stia funzionando.
 
New Orleans Pelicans
 
Holiday: 7,5
38 pt. (13/23), 4 rimbalzi, 6 assist. Perde 4 palloni ma segna un’infinità di punti. Rapido e preciso, non basta.
 
O. Johnson: 5
5 pt. (2/7), 3 rimbalzi. Due palle perse. Sbattuto in campo al volo fa quello che può, cioè poco. -20 di plus/minus.
Cunningham: 5
5 pt. (2/4), 1 rimbalzo, 1 assist. Quasi impercettibile in attacco. In difesa cerca di limitare i danni ma non sembra il Dante dello scorso anno. Frustrato, fa meglio Gee di lui.
 
Davis: 8
40 pt. (14/26), 13 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. Aveva una media di 3,9 stoppate a partita contro Charlotte. Questa sera ne mette a referto solamente una. Forse il maquillage difensivo di Gentry non funziona benissimo. In attacco è difficilmente contenibile avendo una faretra ampia. 40 punti non bastano.
Fenomenale in attacco, predica nel quasi totale deserto.
 
Asik: 5,5
0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. Scrivete a chi l’ha visto? In 6:04 prende un -11, tanto che Gentry lo toglie in avvio, lo rimette molto più tardi ma si accorge che fa quasi solo danni (almeno stasera).
 
Anderson: 4,5
3 pt. (0/8), 6 rimbalzi, 1 assist. Simbolo della dissoluzione di NOLA a fine stagione. 0/6 da tre punti, non ci prende mai, passa solo ai liberi. All’andata fu incontenibile, oggi irriconoscibile.
 
Douglas: 6,5
16 pt. (6/14), 1 rimbalzo, 4 assist, 1 stoppata. Inizio stentato per Douglas che poi sale di tono offensivamente e trova anche il pari nel finale. In difesa è troppo aggressivo e commette troppi falli. Uno suo regala due liberi a Walker nel finale. Una spalla per Holiday e Davis.
 
Gee: 6
4 pt. (2/2), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Difensivamente l’ho visto fare anche di meglio, gioca poco più di metà partita e da un piccolo contributo.
 
Perkins: 5,5
2 pt. (1/1), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Se la cavicchia su Jefferson ma è troppo falloso. Praticamente ha la mobilità di una balena spiaggiata se attaccato da un giocatore con minima agilità.
 
Coach Gentry: 5
La squadra non sembra integralmente compatta. Vive sui due fenomeni. I numerosi infortuni non aiutano ma lui ci mette del suo con rotazioni e marcature dal mio punto di vista, dilettantesche.

Game 62; Charlotte Hornets Vs Minnesota Timberwolves 108-103

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Sottotitolo: Linboscata
Un Jeremy Lin (visto da me) che non ha fatto benissimo, ma ha congelato la gara con due liberi preziosi nel finale.

Un Jeremy Lin (visto da me) che non ha fatto benissimo, ma ha congelato la gara con due liberi preziosi nel finale.

 
Nella giornata dedicata alla ricorrenza delle donne e al riconoscimento dei loro diritti (auguri e buona vita), l’intreccio boschivo non vedeva solo profumate e morbide piante di mimose, gli Hornets che cercavano strada per i playoffs erano affrontati da dei Lupi famelici nascosti in un bosco pieno di rovi e irto di pericoli.
Towns, Wiggins e Lavine sono senz’altro tre buoni giocatori per il futuro, con i dovuti paragoni, assomigliano un po’ agli attuali Thunder, anche se Towns ricopre un ruolo diverso.
Certo i Lupi ormai al di fuori dai playoffs non avrebbero più nulla da chiedere, ma giustamente venivano a giocarsela per una vittoria che avrebbe dato morale e fiducia.
Nel terzo quarto l’imboscata tesa da coach Mitchell pareva potesse riuscire, ma un gran Kemba Walker infilava tre triple di seguito, pressava e segnava anche un tiro perfetto contro Rudez, dando la spinta alla squadra per l’allungo finale e una vittoria importante per non commettere passi falsi e portarsi verso i playoffs.
Kemba Walker (34 pt.) contro Lavine, con le rotazioni in campo e Lin sul parquet, abbiamo visto anche quest'accoppiamento.

Kemba Walker (34 pt.) contro Lavine, con le rotazioni in campo e Lin sul parquet, abbiamo visto anche quest’accoppiamento.

 
Minnesota veniva a giocare alla Time Warner Cable Arena con; Rubio, Lavine, Wiggins, Dieng e Towns, Clifford invece si affidava ai soliti confermando Cody come centro titolare; Walker, Lee, Batum, M. Williams, C. Zeller.
 
Ad avere la meglio nella palla a due erano i Timberwolves, i quali non sprecavano la prima occasione e andavano a segno con Wiggins grazie a un jumper frontale su Lee, Batum era troppo affrettato nella conclusione e andava a vuoto, dall’altra parte Rubio batteva Walker sulla destra e presa la baseline riusciva ad appoggiare in reverse layup per lo 0-4 a 11:25.
A portare i primi punti in casa Charlotte era Walker che dal corner sinistro, su assist di lee, non falliva a 10:42.
Le squadre però non trovavano più la via del canestro, Mitchell si stufava e chiamava un time-out a 9:19 per cercare di raddrizzare l’attacco dei Timberwolves.
Lavine cercava di andare sul sicuro alzando la palla sulla sinistra del canestro per un layup, ma arrivava Marvin Williams altissimo in salto a stoppare con la mano sinistra, scendendo riusciva anche a seguire la palla e a scagliarla contro il corpo dello stesso numero 8 che finiva per regalare la rimessa agli Hornets.
Lavine si rifaceva tuttavia a 8:56, transizione solitaria e dunk aggressiva a volersi riscattare parzialmente.
Le squadre allungavano di due con i canestri di Walker e Dieng, Zeller riportava a -1 gli Hornets a 8:08 grazie a due tiri liberi conquistati ma Towns con un lungo jumper da sinistra infilava il nuovo +3 ospite.
A 7:01 un palo di Rubio dalla destra innescava la transizione di Walker che dal pitturato cedeva a destra per la running dunk di uno Zeller arrivato a sostegno.
A 6:40 Towns mostrava le qualità contro Zeller con un turnaround hook sembrato troppo semplice (dal post basso destro).
Un’incursione rapida centrale di lavine costringeva gli Hornets a chiudere in maniera fallosa, la guardia dei T.Wolves dalla lunetta non sbagliava e issava gli ospiti sul +5 (9-14).
A salvare Charlotte da un possibile ulteriore allungo ci pensava Batum, il quale dall’angolo sinistro riceveva e sparava immediatamente per tre punti provvidenziali a 5:56.
I Lupi tuttavia non volevano certo schiodarsi dal comando e un pallone perfetto dato da Rubio a Wiggins rendeva facile il compito per l’ala ospite che portava a casa altri due punti per la truppa di Mitchell.
Big Al entrava in campo per dare consistenza alla difesa in difficoltà su Towns ma in attacco l’uno contro uno contro il centro avversario non andava a buon fine, ci pensava comunque Lee a 4:34 passando dietro un blocco a infilare dalla diagonale media destra il jumper per il 14-16.
A 4:02 gli Hornets pervenivano al pareggio; veloce finta in palleggio di Kemba, Rubio si staccava, anche se cercava il disperato recupero con il braccio proteso in diagonale a difesa del canestro, Kemba era coordinatissimo sul jumper e trovava il 16-16.
Hornets che passavano sopra quando Lin con una finta sulla top of the key da tre punti, lasciava la palla dietro il suo corpo disponibile per Marvin che raccoglieva e segnava in ritmo tre punti quasi frontali.
Lin era utile anche involontariamente a Marvin quando su un suo tiro in & out il pallone rimaneva dalle parti del ferro e Marvin era bravo ad anticipare due difensori in tap-in a 2:23 per il 21-16.
Le mani rapide di Batum intercettavano un passaggio orizzontale diretto sul lato sinistro; transizione del francese ed elegante appoggio al vetro che confermava il buon momento di Charlotte.
Era però Minnesota questa volta con Wiggins a segnare; la sua era un’azione di transizione e la dunk a 1:05 rappresentava anche l’ultimo canestro di frazione, quello del 23-18.
Batum sfugge a Wiggins.

Batum sfugge a Wiggins.

 
Il secondo quarto iniziava benissimo per i Calabroni; Big Al fintava rapidissimo su Dieng che saltava scompostamente, Big Al gli girava intorno e schiacciava nonostante l’aiuto.
A 11:10 Big Al ci provava con un floater, niente da fare, ma rimbalzo solido e gancio da più vicino per altri due punti.
A portare punti nel cestino di Charlotte però non c’era solo il nostro centro, anche Lamb con un tiro confidente da destra a 10:36 scardinava la difesa di Mitchell portando il maxi schermo sul 30-18.
Lavine dall’altra parte dal medesimo angolo rispondeva con la stessa arma, era comunque Charlotte a mantenere l’inerzia grazie a Big Al, un suo pick and roll giocato con Kemba lo portava in lunetta a 10:00 dall’intervallo, ma questa volta il nostro centro splittava solamente. Walker con un lob messo dalla diagonale sinistra serviva un Big Al dimenticato da tutti che al volo a 9:36 correggeva dentro la retina.
Per un fallo su Lin in penetrazione, il nostro numero 7 si portava in lunetta e segnava i due FT che davano il +14 ai Calabroni (35-21).
Una bella entrata con esitazione sul lato consentiva a Lavine di segnare in appoggio al vetro destro a 8:37.
Kemba non segnava il suo tiro, ma Kaminsky realizzava con un mezzo giro e un tiro frontale ma corpo laterale con gancio sempre laterale alla “Willy, il principe di Bel-Air”, nonchalance pazzesca e identico movimento da sotto, palla alzata al vetro e ricaduta dentro a 8:10.
A 7:25 dopo una penetrazione in dribble drive faceva pallare la palla a spicchi sotto il corpo di Towns, palla quasi alla mano per Jefferson che dalla sinistra ci metteva poco del suo per segnare il canestro.
Lee a 6:22 segnava un buon catch n’shoot ma la partita girava improvvisamente; Dieng segnava a 6:22, un contropiede solitario esaltava Lavine a 5:40 che eseguiva una schiacciata a 360°.
Clifford chiamava time-out ma non serviva a bloccare l’inerzia della partita; Wiggins con un salto interminabile appoggiava di destra oltre Zeller che commetteva anche fallo.
Gioco da tre punti a 4:42 e punteggio sul 41-32. A 4:21 arrivava anche un pesante coast to coast di Lavine che cambiava direzione e s’infilava tra Zeller e Kemba per l’appoggio che costringeva Clifford a un time-out supplementare.
A 3:45, sul cambio difensivo, Lee era costretto al fallo sul tiro di Rubio. Il play ospite segnava le sue occasioni e riduceva a 5 punti lo scarto. Senza Jefferson in campo la squadra di Mitchell aveva vita più facile e a 3:07 Towns con un driving layup si portava a casa un gioco da tre punti per un fallo di Zeller (contatto).
Clifford ricorreva al terzo time-out ma nonostante due punti di Batum e il rientro sul parquet di Jefferson, Wiggins in entrata veloce alzava un pallone che nemmeno l’aiuto di Jefferson serviva a non far ricadere nella retina.
Il duello Wiggins-Batum si rinnovava, da sotto Nicolas disturbava a sufficienza perché l’ala dei foresti sbagliasse di un soffio nonostante fosse ormai arrivato al ferro, la palla rimaneva però lì e a raccoglierla c’era Towns che segnava due punti per il pareggio a quota quarantuno. Kemba a 1:21 riportava avanti la squadra di Jordan con un tiro dopo esser passato dietro al blocco di Jefferson, seguiva un canestro di Towns e le controrepliche di Kemba e Karl-Anthony, capaci di segnare nuovamente e alzare il punteggio sul 47 pari.
Nel finale c’era il blitz di primo tempo dei T.Wolves; Lavine andava per segnare due punti ma Marvin ancora una volta diceva no con una stoppata decisa, ancora una volta il più lesto ad approfittare della palla rimasta lì era un giocatore dei T.Wolves, Deng, che schiacciava per il 47-49 che chiudeva il quarto.
Al Jeffferson, 20 punti per lui con una prestazione solida.

Al Jeffferson, 20 punti per lui con una prestazione solida.

 
Nel terzo quarto Marvin Williams, seppur intervallato da due punti ospiti, ne segnava immediatamente quattro andandosi a prendere dei tiri dalla media in corsa, sul 51-51 però era lui a commetter fallo su Wiggins quando il pallone stava già infilandosi nella retina.
L’ala di Minnesota sbagliava l’addizionale ma si portava sul +4 con la dunk di Dieng (Marvin lasciato sul posto nel tentativo di steal) a 9:26. Williams però dal lato destro si dimostrava giocatore capace di portare punti ai suoi (7 tutti suoi in quest’avvio ripresa), tre punti a 9:08 e riavvicinamento sul -1.
Sulla sinistra era Batum con finta, partenza e scarico ravvicinato per Kemba appena al di fuori dell’arco a creare la situazione ideale perché il nostro play potesse colpire nuovamente e portarci in vantaggio con la bomba del 57-55.
Piccola doccia gelata quando Wiggins dalla diagonale destra restituiva la tripla, Charlotte stringeva poi le maglie su un altro attacco ospite; Zeller era bravo a toccar la palla a Towns pressato in aiuto da Batum, Kemba a 7:07 faceva un passo indietro, ma solo per trovare lo spazio per la tripla vincente che ci riportava sopra di due punti (60-58).
Un pallone deviato e la pressione dello stesso Walker facevano riguadagnare un pallone importante a Charlotte ancora una volta per lo scadere dei 24 secondi, Wiggins però a 6:18 si ricordava di essere un potenziale top player per il futuro e nonostante il contatto in entrata con Kemba manteneva coordinazione e realizzava una giocata da tre punti.
Minnie in lunetta a 5:39 nel tentativo di allungo, passaggio a livello sbarrato sulla corsa di Towns e due liberi sacrosanti per l’astro dei Lupi messi a segno.
Sul -3 Big Al riceveva palla sul bordo dell’area destra, qualche palleggio in avanzamento per portarsi in post basso e tiro sopra Towns che s’infilava nella retina per il 62-63.
A 4:59 non arrivava nessuno sulla penetrazione di Rubio a Walker battuto.
+3 Lupi riassorbito da un Kemba on-fire che segnava la prima tripla in serie a 4:41 cadendo all’indietro.
Towns non si fermava però; jumper dalla media e vantaggio ospite, a 4:11 arrivava ancora la bomba di Kemba, spostamento veloce in orizzontale verso il centro e altra tripla per il +1 Hornets.
Walker segnava anche la terza consecutiva quando Big Al scaricava fuori e dava un minimo spazio di tiro a Kemba che metteva in faccia a Rubio il71-67 a 3:27.
I Lupi però erano affamati e segnavano con Rudez (2/2 ai liberi) il pari a 2:40.
Da un raddoppio sulla baseline destra ne usciva bene Frank, scarico per Lin, palla fatta girare su Walker, penetrazione e fallo trovato a 2:22. Kemba splittava ma portava sul +1 la squadra della carolina del Nord. Towns iniziava a prender le misure anche a Jefferson e segnava in jumper, era Kemba ancora a riportare in vantaggio i bianchi di casa; palleggio sulla linea di fondo sinistra, tiro arcobaleno lungo sopra Rudez e altri due punti nel Kemba show per il 74-73.
Gli Hornets allungavano quando Big Al riceveva da Walker; finta, Towns fuori tempo si scontrava con lui saltando in avanti, tiro realizzato così come il libero supplementare.
Lavine oltretutto s’incartava su Kaminsky che gli toccava quasi involontariamente palla, Kemba ne approfittava per recuperarla e andare ad attaccare due difensori appoggiando in maniera artistica dall’altra parte.
C’era anche il libero per il fallo e con questo gioco da tre punti i Calabroni prendevano un margine di vantaggio di 7 punti (80-73).
Il quarto sarebbe poi terminato sull’82-75 mantenendo invariate le distanze.
 
Nell’ultimo quarto la panchina di Charlotte (che già aveva fatto bene al primo giro di rotazioni), si esprimeva tramite Lamb; schermo per lui, entrata a ricciolo lunga, attacco frontale con tappeto rosso senza portiere ed easy layup grazie alla difesa di Minnesota collassata.
A 10:37 Lamb decideva d’incrementare il suo bottino; entrata, tiro corto, rimbalzo, leggero fade-away dal pitturato e 86-75.
Big Al a 10:00 infilava anche il suo jumper per l’88-75.
Dieng e Lavine però ne segnavano quattro per i Lupi, Jefferson, però a 7:20 con il giro sulla linea di fondo sinistra affondava il suo tiro a una mano contro Dieng portando a quota 90 i Calabroni.
Due liberi di Dieng e a 6:53 arrivava l’unico canestro su azione di Lin; raddoppio di Jefferson e tripla del 93-81.
Charlotte si sedeva comodamente sul vantaggio e a 4:23 Walker entrava in contatto con Rubio sul tiro da tre punti.
Il 2/3 portava a +12 (97-85) la squadra di Jordan. Nel finale però Charlotte aveva qualche fatica a segnare, i Lupi zampettavano veloci in rimonta, un involontario sgambetto di Walker a :25.4 mandava in lunetta Rubio, che sfruttava appieno l’occasione per segnare il 104-99. Minnesota oltretutto doveva ancora raggiungere il bonus, non servivano tutti comunque per riconquistar palla, sulla seconda rimessa Frank toccava per ultimo oltre il fondo dopo una deviazione di Jones.
Lavine andava per la tripla ma non segnava, Wiggins, però prendeva il rimbalzo offensivo in area battendo Lin e Williams e accorciava pericolosamente sul -3 (104-101).
Lin tuttavia a :12.4 subiva fallo sulla rimessa dal fondo e affondava i due liberi della tranquillità.
Finiva 108-103 per Charlotte nonostante un Towns impressionante da 28 punti, cui seguiva Wiggins 25 e Lavine con 19.
 
Per coltivare il sogno dei playoffs, questa notte Charlotte si è aggrappata a Walker (meglio alcuni panchinari dei titolari), sperando che il terreno fertile di casa dia buoni frutti e le pianta dei playoffs germogli adesso, alle soglie della primavera.
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Pagelle:
 
(Avendo come riferimento la giornata dedicata alla Donna e ospiti i lupi della foresta, perché non descrivere con il linguaggio dei fiori i giocatori.)
 
Walker: 8
34 pt. (12/20), 7 rimbalzi, 6 assist. Rosa; il fiore nobile per eccellenza simboleggia grazia e bellezza. Kemba non si smentisce dando un certo proprio senso estetico al basket con traiettorie e movenze non solo aggraziate, ma utili. Spine per i Lupi. Non lo fermano. Kemba nel terzo quarto aiuta Charlotte a uscire dall’incubo sconfitta con tre bombe di seguito. Pressa, corre, gioca, inventa… Eroe di serata.
 
Lee: 5,5
4 pt. (2/7), 3 rimbalzi, 2 assist. Bocca di Leone; indifferenza. Non viene molto calcolato in attacco e in difesa rimane un po’ anonimo nonostante il lavoro. Dopo un buon inizio, l’apporto difensivo è più scarso del solito, anche in attacco a parte due belle conclusioni, va a perdere la mano.
 
Batum: 6
11 pt. (5/15), 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 3 stoppate. Ortensia; intenzione di sfuggire. Quando sembra partire gli piacerebbe magari arrivare sino all’anello, molte volte però vede la situazione migliore e si affida al passaggio. Si accontenta qualche volta del jumper, ma nel DNA ha questa caratteristica. Brutto cliente Wiggins. Quando va su Dieng lo costringe ai passi. Nicolas porta a casa un 6 stirato per il buon impegno difensivo, ma poteva essere anche un 5,5, voto oscillante. Rimango sulla sufficienza comunque.
 
M. Williams: 7
15 pt. (6/12), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Mimosa; fiore della festa della Donna ma anche stella della croce del Sud a 553 anni luce dalla Terra. Il ragazzo della Georgia spara da quelle distanze le sue triple. Stoppate di qualità e tempismo, on-fire nella prima parte della ripresa. Marvin è dopo Walker, il miglior titolare della serata.
 
C. Zeller: 5
6 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Zinnia; semplicità. Troppo semplice il gioco di Zeller, in difesa è troppo facile segnargli se sei Towns. Cody soffre il centro avversario e gioca poco più di 21 minuti solamente, proprio per questo. Avrebbe potuto far di meglio. Una schiacciata nel finale su assist di Walker che da ossigeno.
 
A. Jefferson: 7,5
20 pt. (9/14), 6 rimbalzi, 2 assist. Geranio rampicante; simboleggia solidità e stabilità. Towns deve andare in jumper su Jefferson se vuole segnare, finendo di girare intorno a Zeller. Solido anche in attacco, granitico post basso. Entra al posto di Zeller e le cose migliorano. Tiene molto meglio Towns nella prima parte e in attacco segna come vuole. Fatica anche lui un po’ nel finale a contenere la stella dei Lupi.
 
Lin: 5,5
9 pt. (1/8), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Narciso; un po’ egoista in attacco, cui prova spesso ma non gli va bene nulla al tiro se non una tripla. Una buona difesa contro Wiggins, in generale sempre rognoso dietro che la difesa riesca o meno, in attacco ha perso smalto. Perde tre palloni, ma mezzo voto in più per i liberi finali.
 
Lamb: 6,5
7 pt. (3/6), 4 rimbalzi, 1 assist. Margherita. Simboleggia l’innocenza. Fa tutto in maniera pulita, tuttavia si dimostra anche resistente e utile se serve come per deviare un pallone in difesa al momento giusto. Punti importanti in avvio ultimo quarto che serviranno a mantenere un cuscinetto fondamentale alla fine. Caparbio.
 
Kaminsky: 6
2 pt. (1/4), 2 rimbalzi, 3 rubate. Papavero; un po’ lassativo al tiro, simboleggia sogni premonitori e sorprese, così senza quasi nemmeno accorgersene ruba un pallone importante e segna con un bel gancio già descritto nella cronaca della partita. Qualcosa di meglio al tiro me l’aspetto ma verrà.
 
Coach Clifford: 6,5
Menta; simboleggia la memoria. Si deve ricordare diverse cose, la squadra poi sta diventando infestante in fatto di vittorie, speriamo di riempire il campo. Usa i time-out a ripetizione senza paura se servono. Gli arbitri gliene danno uno nel finale anche se non richiesto. Soffre un po’ la prestazione di alcuni titolari ma le rotazioni sono azzeccate, Big Al dalla panca se sta bene è un lusso.

Classifica allo 07/03/2016

Gli Hornets hanno vinto quattro delle ultime cinque partite giocate.

Il ciclo si era aperto a Indiana (vittoria di un punto 96-95) e subito interrotto ad Atlanta in una delle più brutte serate (per noi) della stagione.

Susseguentemente sono arrivate altre tre vittorie, l’ultima, quella contro i Pacers, ha inaugurato una serie di gare casalinghe che ci vedranno impegnati in altre sei gare da disputare alla Time Warner Cable Arena, prima di giocarsi una trasferta alla morte in quel di Miami e rientrare in North Carolina per altre due gare contro Nuggets e Spurs.

Il pericolo corre quindi a Ovest in buona sostanza; gli Hornets nella prima parte della stagione sono andati sui campi della Western Conference a far visita alle avversarie, ora alcune di queste dovranno recarsi all’Alveare per il “ritorno”.

Andando in ordine di classifica e non cronologico, avremo a che fare con; San Antonio (2^ a Ovest), Dallas (6^), Houston (8^), Denver (11^), New Orleans (12^) e stanotte contro i giovani Timberwolves (tredicesimi ma in rampa di lancio).

Se San Antonio è già qualificata, ma forse cercherà d’insidiare il primo posto ai Warriors e Dallas e Houston sono alla ricerca dei playoffs (più tranquilla Dallas), Denver, New Orleans e Minnesota non hanno molto da chiedere ancora in termini di classifica a questa stagione, tanto che qualcuna potrebbe decidere di “tankare” un po’.

Con le prime scelte degli ultimi anni, ricavate o scambiate, i Lupi della Foresta potrebbero mettere su ben presto un team rampante e vorace, capace di sovvertire le sorti di questa franchigia, che negli ultimi anni, dopo l’era Garnett, sono state piuttosto sfavorevoli.

Niente scherzi però stasera, Charlotte ha bisogno di vincere per proseguire la sua corsa verso dei meritati playoffs, Walker, Lin, Batum e soci sono pronti per la sfida a Wiggins e Towns.

Gli Hornets sono risaliti al sesto posto e ora cercano di dare la caccia agli Hawks, sebbene gli scontri diretti e la differenza canestri (questa momentaneamente) siano a favore degli avversari.

Vediamo quindi le due classifiche prima della sfida tra Hornets e Timberwolves nella notte:

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Game 61; Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 108-101

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Sottotitolo; PolverHornets
 
Creare e muoversi le parole d’ordine di questi Hornets.
Creare un polverone galattico per non far capire niente agli avversari, finte di movimenti per pick and roll, transizioni, finte dal palleggio, tagli e passaggi, scarichi, tutto quello che serviva per muovere la difesa avversaria è stato fatto bene, a volte anche troppo concedendo un paio di giocate andate a vuoto più per lo spettacolo che per la praticità.
Un attacco gassoso e stellare con una punta di cristallizzazione in Big Al, una difesa solida nonostante qualche distrazione e il solito P. George a preoccupare i tifosi di Charlotte.
Con questa vittoria gli Hornets vanno sul 3-0 in stagione, respingono l’attacco dei Pacers alla standing e vincono la serie, agganciando al contempo Atlanta (poi vittorosa contro i Lakers), sperando di sfruttare le prossime partite casalinghe e di togliersi così dal polverone sollevatosi da queste parti di una classifica instabile in ottica playoffs.
Batum finirà con 31 punti e Walker ne realizzerà ben 33.
Batum attacca Paul George.

Batum attacca Paul George.

 
Coach Vogel schierava I suoi Pacers escludendo Turner dal quintetto iniziale e affidandosi a un George da 35 punti finali; George Hill, M. Ellis, P. George, Sol. Hill e Mahinmi.
Clifford rispondeva classicamente con; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
 
L’inizio favorevole agli ospiti, Batum andava cortissimo, George invece segnava i primi due punti Pacers con un Batum distratto, inoltre Mahinmi dopo un tiro errato di S. Hill non trovava oppositori nel deserto del pitturato Hornets, facile il tap-in per lo 0-4 a 11:03.
Batum però si svegliava dall’ibernazione e portava i primi due punti agli Hornets con una delle sue entrate a passo di corsa; atletismo e buona sensibilità per l’appoggio, così a 10:49 arrivavano i primi due punti in casa Hornets che a 10:20 sorpassavano; Lee per Zeller, finta del lungo, difensore battuto, entrata sulla destra ad arrivare sulla zona media, aiuto Pacers, palla restituita in angolo destro al mobile Lee, il quale con metri di spazio per il tiro, non perdonava portando sul 5-4 la squadra di Jordan.
A 9:51 Kemba danzava sul posto in palleggio, uno contro uno… il difensore non abboccava alle finte ma doveva concedere il tiro che s’infilava per altri tre punti pesanti.
I Pacers comunque raggiungevano la parità con un tiro di George, doveva pensarci ancora Batum a ricacciarli indietro. Questa volta la partenza era sulla sinistra, l’entrata era chiusa in maniera elegante e imperiosa con la mano destra, il risultato era costituito da altri due punti incamerati.
Nicolas non si fermava lì, a 7:34 riceveva da Walker sulla sinistra, blocco di Marvin, tre punti comodi per il transalpino (13-8).
Hill replicava dalla grande distanza dopo il time-out chiesto da Vogel ma Charlotte riusciva ancora ad andare a bersaglio, Nicolas questa volta era fondamentale nelle vesti di passatore, passaggio quasi verticale dai tempi perfetti vedendo Marvin scattare in avanti per liberarsi del suo difensore; Williams in corsa faceva il suo agganciando e schiacciando in faccia alla difesa in maglia blu.
I Pacers reagivano e segnavano due canestri, il secondo con George da tre, Charlotte non comunicava in difesa, Marvin andava a protezione del ferro lasciando liberissima la letale ala di Vogel.
Indy quindi saliva sul +1 (15-16) ma veniva raggiunta dalla lunetta da Lee che splittando instaurava la parità.
Indy tentava di riportarsi sopra, però Batum stoppava Mahinmi da dietro, la palla rimaneva sotto le plance degli Hornets, Monta ci provava ancora, ma questa volta Zeller era una calamita; stoppata perfetta e niente da fare per la squadra ospite, almeno sino all’azione successiva, quando G. Hill si affidava a un due in jumper lunghissimo dalla destra che ricadeva comunque nella retina per il 16-18.
Dopo il time-out Hornets entrava in campo Jefferson che perdeva il primo pallone, Indiana ne approfittava, Mahinmi mostrava un buono spin e altrettanto buon appoggio di mano sinistra.
Jefferson si riprendeva segnando dal post basso sinistro con i suoi classici movimenti a 3:47, poi andava a stoppare George, che al terzo tentativo da sotto sulla stessa azione era fermato con il fallo da Big Al. Due su due e Hornets a ripartire per cercare d’accorciare, Nicolas si sentiva ispirato, altra entrata planata a canestro a 3:15 per il 20-22.
I Pacers però trovavano il jolly con un canestro ravvicinato di Stuckey che subiva anche fallo da Lin e portava a casa il gioco da tre punti.
Sul 20-25 gli Hornets mandavano Kaminsky in campo, il quale sfruttando il lavoro di Walker che danzava a cerchio sul parquet attirando il raddoppio, aveva lo spazio per scoccare la prima freccia da tre punti e riportare in scia i Calabroni a 2:29.
Walker sorprendeva anche le telecamere su una ripartenza, il veloce coast to coast valeva tre punti per effetto del contatto falloso di Turner su di lui, Charlotte così ripassava in vantaggio 26-25.
Kaminsky e George alzavano il punteggio con due triple, Kemba spezzava un raddoppio passando in mezzo come sull’azione decisiva nell’ultimo scontro tra le due squadre ma questa volta chiudeva con la sospensione frontale.
A chiudere invece il punteggio del primo quarto era Turner con due liberi a segno per il 31-30 Hornets.
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Kaminsky stoppa Mahinmi.

 
Nel secondo quarto i Pacers ripassavano avanti con un tiro di J. Hill a 11:19, Jefferson riusciva a restituire il vantaggio ai nostri lavorando per avvicinarsi a canestro, finta di andare a sinistra, giro sulla destra nel pitturato e spazio per il gancetto.
Lamb incrementava la dose di punti segnando un libero, Kaminsky seguiva a ruota con altri due FT a 9:30 ma i canestri di Stuckey e Budinger riassorbivano lo svantaggio degli ospiti.
La squadra di Vogel saliva anche sul più due, gli Hornets per pareggiare avevano bisogno si tanta pazienza; a difesa schierata i Calabroni facevano girar palla sino a Batum in angolo sinistro che nonostante il raddoppio di J. Hill, era finalmente l’uomo giusto per servire il taglio verticale di Zeller (che abbandonava Turner), il quale da pochi passi depositava il pareggio a quota 38.
Un gancio di J. Hill su Zeller a 5:18 rinsaldava la dittatura al comando dei Pacers, tuttavia Lin con lo schermo di Kaminsky faceva partire la tripla rivoluzionaria mandando sotto di uno gli ospiti.
Charlotte allungava a 4:35 quando Lin in coast to coast rapidissimo veniva stoppato dalle lunghe braccia di Turner ma Batum arrivava a rimorchio e al volo correggeva senza esitare per il 43-40.
Batum realizzava anche altri due punti per gli Hornets quando in attacco sulla sinistra riusciva ad avanzare nonostante il braccio fosse quasi messo in leva da George, penetrazione lungo la baseline, Turner invece che chiudere se ne andava dalla parte opposta, Nicolas ringraziava e chiudeva con una panoramica schiacciata a una mano.
Il francese era in the zone e segnava ancora con un tiro soffice premiato dal ferro a 3:26 per il 47-42.
S. Hill con la tripla riavvicinava notevolmente i blu ma Kemba rispondeva immediatamente al fuoco ristabilendo con la bomba il +5.
Sul 52-47 George infilava un’altra tripla che ridava l’illusione ai Pacers di poter pareggiare magari prima dell’intervallo, a far esplodere la bolla per Walker che un po’ sbilanciato riusciva comunque a far cadere la sfera dentro la retina per il capolavoro da tre punti che chiudeva il quarto sul 55-50, anche perché sulla riedizione della tripla da centrocampo prima dell’intervallo, George questa volta colpiva il ferro.
Courtney Lee, attacco no stasera, ma difesa efficiente.

Courtney Lee, attacco no stasera, ma difesa efficiente.

 
In avvio di ripresa, Kemba con un altro dardo avvelenato da tre punti si portava a 19 personali mandando la gara sul 58-50.
Indiana provava il recupero ma Charlotte conservava qualche punto di vantaggio; una triangolazione perfetta a 10:31 portava Kemba ad appoggiare sotto canestro per il 60-54.
A 9:15 il distacco saliva a 9 pt. a favore degli Hornets, transizione di Kemba, i Pacers chiudevano il pitturato profondo, scarico all’indietro immediato sulla sinistra per Nicolas; combinazione vincente e tre punti per il 65-56.
Batum a 7:15 faceva vedere un bel movimento da vero giocatore NBA con un fade-away appena al di fuori dal lato destro del pitturato, giro e tiro perfetto dalla media su Hill in uno contro uno.
P. George cercava di far rimanere i suoi in partita e metteva dentro un top shot per il 67-62 seguiva un doppio fallo chiamato a Batum e George dopo aver rivisto l’azione.
Blocking o sfondamento?
Non importava a Kemba che con la difesa dormiente dei Pacers lanciava lungo sorprendendola, Batum era bravo ad agganciare al volo e ad appoggiare artisticamente in reverse al vetro.
George pungolato rispondeva di tripla a 6:17 per il 69-65. Kemba segnava due liberi a 5:26, però gli Hornets avevano un black-out in attacco, rotazioni lunghe per Kemba e Batum.
Quest’ultimo andava in difficoltà sbagliando diverse cose in attacco e in difesa, così la squadra ospite si riavvicinava, sorpassava con una penetrazione di Ellis e allungava su una transizione; Batum tirava lunghissimo da tre, palla ai Pacers che aprivano per la loro stella, Nicolas commetteva fallo ma George s’inventava il tiro vincente nonostante il tronco guardasse verso il parquet dopo la spinta di Batum.
Il FT addizionale era fallito, così i Calabroni rimanevano sotto di 3 pt sul 71-74.
A 3:05 bel screen roll, Walker per Jefferson che andava ad attaccare il ferro con una slam dunk su Stuckey.
Il momento di difficoltà per la squadra di MJ non era finito.
Ellis portava sei punti di fila agli ospiti mandando sul 73-80 la sfida. Gli Hornets messi alle corde si affidavano a Kemba, il quale in penetrazione se non portava a casa punti diretti, conquistava la lunetta e poi i due punti.
Stuckey comunque sfruttava la debolezza difensiva di Lin e l’aiuto blando di Jefferson segnando in jumper, il quarto andava verso il tramonto e Kemba a 1:11 tornava in lunetta a illuminare Charlotte con un altro 2/2.
Chi faceva solo ½ era J. Hill poco più tardi, Hornets sotto di quattro e palla Pacers che potrebbero allungare sull’ultima azione, invece buttavano via palla cercando il passaggio lungo, la palla però era intercettata in difesa e a :01.1 Lin segnava sulla transizione avvicinando gli Hornets sino al -2 (80-82)…
Al Jefferson contro Jordan Hill.

Al Jefferson contro Jordan Hill.

 
I Calabroni speravano così d’agganciare subito la squadra di Vogel avendo palla in mano nell’ultima e decisiva frazione di gioco.
Big Al si faceva sentire contro Jordan Hill andando a pareggiare come da programma.
Charlotte adesso pressava ancora di più, correva e giocava intensificando il ritmo, dimostrando d’avere una marcia in più.
Jefferson metteva un altro tiro dal post basso destro prima che lo stesso marcatore di Big Al (Hill), segnasse a 10:44 con un hook.
Big Al però a 10:27 segnava il terzo canestro consecutivo, dal pitturato con un gancetto a superare la manona di Hill protesa verso l’alto.
Lin a 9:52 segnava un jumper dalla media. Jefferson intercettava anche un pallone in salto bloccando un’azione d’attacco dei Pacers.
Seguiva un periodo di gran confusione, nel quale le squadre digiunavano, serviva ancora Jefferson a 7:36 in versione uomo assist dal lato sinistro, per dare la possibilità a Lamb di tagliare e appoggiare rimpinguare il bottino dei teal di casa.
G. Hill da sinistra segnava con la bombarda portando il match sul 93-90, Batum invece si trovava palla in mano in attacco poiché il passaggio di un compagno era deviato dal piede in allungo di S. Hill, palla perfettamente recapitata in mano sulla destra e tripla per il 96-90. Si andava di tripla, i Pacers si riportavano con quest’arma a un solo possesso lungo, ma Charlotte piazzava il break decisivo partendo dal catch n’shoot di Batum dalla diagonale destra a 6:10.
Ellis sbatteva su Lin in entrata andando a commetter sfondamento, Kemba in attacco esagerava andando ad attaccare in entrata il post basso sinistro; tiro fuori equilibrio che lo faceva cadere indietro ma anche segnare.
A 4:40 sembrava arrivare il colpo partita di Marvin Williams; dal corner destro la nostra PF riusciva a d essere preciso e senza paura.
Tre punti d’oro che portavano Charlotte sul 101-90.
Indiana rientrava con G. Hill, bravo a mettere una tripla dall’angolo sinistro (nonostante Walker gli saltasse addosso) a 2:14 sul -6 (103-97).
Charlotte andava ancora a vuoto in attacco ma guadagnava la rimessa dopo che essa era stata affidata a Indiana.
Probabilmente c’era fallo di Zeller su Hill, ma la cosa non era modificabile, l’ultimo tocco era dell’ala dei Pacers e Charlotte riguadagnava la palla a spicchi. Walker aggiungeva due punti al suo tabellino attaccando intelligentemente Mahinmi in velocità sulla destra del canestro.
George replicava dalla lunetta (fallo di Zeller), Kemba controreplicava a :32.1 grazie al fallo di Mahinmi altissimo in raddoppio, più ingenuo che utile, dopo aver recuperato un air-ball di un compagno ed esser stato toccato da Marvin sul tentativo di reverse layup da sotto George pareggiava i liberi nella sfida con Kemba.
Il 2/2 non bastava poiché il tempo scorreva e sul 107-101 i Pacers non trovavano il canestro desiderato, chiudeva così Batum con un ½ dalla lunetta e Charlotte trionfava 108-101, aspettando i Timberwolves nella prossima partita casalinga.
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Pagelle:
 
Walker: 7,5
33 pt. (9/17), 10 assist, 2 rimbalzi. Un cuore pulsante. Attacca, segna triple e con 10 assist va in doppia doppia. Prenderlo in considerazione per il giocatore più migliorato della stagione non sarebbe un delitto…
 
Lee: 6,5
4 pt. (1/4), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Se serve va a prendere George e nonostante i cm spesso lo tiene, anche su Ellis fa buona guardia. Poco evidente ma utile.
 
Batum: 7,5
31 (12/22), 7 rimb., 4 assist, 2 stoppate. Il collante di cui si parlava a inizio stagione, se poi ci mette anche I punti, eccolo essere uno dei due giocatori premiati per la partita. L’altro per Walker, ma non sapevano chi scegliere effettivamente… Clifford lo tiene troppo in campo e ha un calo nel finale di terza frazione, dove George si avvantaggia.
 
M. Williams: 6,5
5 pt. (2/4), 6 rimbalzi. Notte tranquilla realizzativamente parlando, quando però gli passano la palla decisiva lui è freddo, non esita e manda sopra i 100 i Calabroni.
 
Zeller: 6,5
4 pt. (2/7), 11 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. Attacco da rivedere salvo inserimenti ma in difesa seve tra stoppate, rimbalzi, ecc. Mahinmi si dimostra meglio del previsto con i suoi spin move, ma lui non sfigura.
 
Jefferson: 7
13 pt. (6/10), 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Il solito post basso convincente. Disintegra J. Hill aiutando la squadra a tornare in vantaggio, poi Mahinmi gli si aggrappa alla canotta… Un fallo inutile su Ellis perdonabile.
 
Lin: 6
7 pt. (3/9), 2 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Al tiro è un po’ in difficoltà e a volte viene spiazzato facilmente sull’entrata, però è tenace e piazza anche una stoppata. Fortuna o questione di chimica con il team il +15 di +/-?
 
Kaminsky: 6,5
8 pt. (2/4), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Si presenta con due triple consecutive, la prima Evita lo scivolamento verso un non possibile recupero, anche se siamo ancora nel primo quarto, ma sul -5… Non gioca male. Un +15 di plus/minus.
 
Lamb: 6
3 pt. (1/2), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Solo 11:27 per lui, non entra in partita totalmente ma compie buone cose. Spreca una transizione ma merita la sufficienza.
 
Coach Clifford: 6,5
Per come gioca la squadra sarebbe da 7, ma tiene troppo Batum in campo e andiamo sotto. Per fortuna questa squadra è tenace come un cane che ha la pallina in bocca. Provare a strappargliela è dura…

Game 60; Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 119-99

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Sottotitolo; ContinuaziHornets
 
Gli Charlotte Hornets avevano bisogno di continuare a vincere per alimentare i venti dei play-offs che con l’avvicinarsi della primavera soffiano sempre più forti sul pianeta NBA.
Charlotte in back to back ha faticato più del previsto per sganciarsi nel punteggio da dei Sixers che in qualche maniera si sono aggrappati alla gara sfruttando le triple da buone percentuali e un discreto Noel.
Dopo essere arrivati anche a +14 in avvio terzo periodo, gli Hornets si facevano rimontare completamente, ma un altro deciso scossone arrivava nel finale del tempo, complice il cambio passo di Walker che si dimostrava inarrestabile per questi 76ers.
Non c’è molto da dire, purtroppo per i Sixers la classifica è anche troppo penalizzante, ma alcuni problemi strutturali più l’inesperienza di alcuni giovani paga e fa propendere la bilancia a favore degli altri team.
Cody Zeller, taglio e schiacciata a sorprendere la difesa di Phila.

Cody Zeller, taglio e schiacciata a sorprendere la difesa di Phila.

 
Charlotte scendeva sul parquet di Philadelphia con; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller, mentre Brett Brown mandava in campo questi cinque; I. Smith, Canaaan, Covington, Grant, Noel.
 
Philadelphia cercava subito una partenza sprint, palla guadagnata e otto secondi più tardi, complice una deviazione sulla sinistra, Canaan dal lato sinistro si trovava palla tra le mani e sparava subito infilando lo 0-3 Sixers.
Charlotte in attacco reagiva subito; passaggio per Zeller che in attacco frontale sbatteva su un intervento falloso di Noel, due FT per Charlotte ma Cody realizzava solamente il primo.
Phila premeva il piede sull’acceleratore e segnava con Noel in dunk da sotto e con Canaaan a 11:02, bravo a inserirsi in un passaggio alla mano tra Williams e Lee, quest’ultimo in recupero commetteva fallo sulla transizione.
Il giocatore dei Sixers passava due volte dalla lunetta e mandava i suoi sull’1-7.
Charlotte reagiva con Marvin Williams che segnava dal corner sinistro con la bordata da tre punti a 10:44 per il 4-7.
Dopo un gancio corto di Noel contro Zeller, Charlotte tornava in attacco, con una serie di passaggi gli Hornets cercavano spazio per il tiro, la difesa d Phila rimaneva però lì e con lo scorrere del tempo Kemba si trovava palla in mano e dalla linea di fondo destra, probabilmente anche dietro la linea del tabellone, lasciava partire il tiro dalla media; bucket che spingeva lo stesso Kemba poco più tardi a provarci con il tiro immediato da tre punti dalla diagonale sinistra.
Altro canestro importante per Walker, il quale oltretutto consentiva alla squadra di Clifford di passare in vantaggio a 9:46.
I Sixers per rimanere in partita si affidavano spesso alle triple; Covington effettuava il primo controsorpasso con una di queste; Lee provava a ripagare con la stessa moneta da sinistra ma la palla colpiva il ferro ricadendo a destra dove Marvin la faceva sua per poi risalire ad appoggiare l’11-10.
Lo stesso Williams colpiva ancora in maniera chirurgica dall’angolo sinistro pur avendo un filo di spazio su Canaan.
Covington tuttavia rispondeva apparentemente senza sforzo con un’altra tripla dal range poco più elevato della norma, Canaan a 6:40 imitava il compagno infilando un’altra bomba ed ecco i 76ers tornare avanti (14-16).
Batum pareggiava andando a prendersi un fade-away sulla media baseline destra ma Grant riportava sopra la squadra di casa. A dare forse una mano a Charlotte, una volta tanto (non che sia corretto), gli arbitri, i quali valutavano due contatti sul tiro a favore degli Hornets mandandoli in lunetta.
Forse generoso il primo su Lee, astuto il secondo di Lin che cercava uno scomposto Grant già in salto, dopo aver effettuato un pump fake per ingannarlo.
Il 4/4 ai FT riproponeva la squadra del North Carolina al comando. Un tentativo di Grant veniva cancellato da una stoppona di Marvin Williams, lo stesso giocatore però a 3:16 colpiva dalla grande distanza dalla diagonale sinistra per il 20-21 Sixers.
Clifford chiamava time-out e al rientro Lin passava a Jefferson che da sotto segnava e continuava l’alternanza delle squadre al comando.
A 2:26 canestro fantasma di Lin che appoggiava verso il vetro, ma veniva stoppato dal numero 22 Holmes poco prima del tocco della palla a tabella.
Goaltending chiamato dagli arbitri e Charlotte che guadagnava il +3. Thompson dalla destra pareggiava con l’ennesima tripla, Lin rimandava a più due i nostri con un jumper dall’altezza della linea dei liberi, questa volta limpido, Jefferson poi lavorava in post basso su Holmes; giro e tiro vincente completato dal proficuo giro in lunetta.
Thompson con l’entrata portava a casa anch’esso un gioco da tre punti per la spinta con il petto di un Lamb in ritardo sulla penetrazione. Kaminsky a parere degli arbitri commetteva fallo su McConnell in ripartenza (qualche dubbio anche su questo fischio) e mandava in bonus la squadra di Brett Brown.
Il n°12 bianco splittava, mentre dall’altra parte Lin regalava agli Hornets l’ultimo canestro di primo quarto appena fuori dall’area a destra battendo Landry in jumper per il 32-29.
Jeremy Lin chiuderà con 14 punti.

Jeremy Lin chiuderà con 14 punti.

 
Nel secondo quarto un altro fallo su Jefferson regalava a Big Al altri due punti mediante lunetta a 11:41, i 76ers, però si affidavano a Landry che con quattro punti ricuciva lo strappo, ma falliva il tiro del vantaggio, era allora Charlotte a spezzare la parità con un galleggiante jumper di Batum a 9:53.
Noel pareggiava ma al francese la situazione non stava bene, mina da tre punti dal centro/destra a 9:28 sparigliava ancora le carte.
Time-out Sixers che come se nulla fosse, al rientro pareggiavano con Thompson da tre punti, complice Batum in ritardo in chiusura.
A 8:52 Batum vedeva l’inserimento di Lin sulla destra in back door completato dal piccolo orientale con un magnifico reverse layup.
A 8:17 a mettere fuori pericolo da un eventuale parità immediata ci pensava Kaminsky; finta di passaggio sulla linea dei tre punti, entrata decisa e dunk a due mani prepotente.
Dall’altra parte Noel preferiva una mano per affondare la schiacciata e a 6:17 il centro di Brown preferiva l’artistica soluzione in reverse layup passando sotto il ferro e la guardia lasciva di Kaminsky.
Un’azione partita da Lin che forniva palla a Zeller in taglio diagonale, vedeva Cody passare in mezzo a tre difensori in chiusura ritardata, il nostro centro andava a inchiodare la schiacciata del 44-42.
Zeller prendeva gusto nello schiacciare e quando a 5:16 Batum gli forniva l’occasione giusta, il nostro numero 40 tirava giù una bella slam dunk con l’alley-oop.
Covington per rimontare ricominciava da tre, ma Williams andava in palleggio sulla destra, da fuori area segnava alzando un tiro che evitava il marcatore occasionale Smith e Canaan arrivato al volo in aiuto.
Dopo qualche punto realizzato dai due team, Williams con una bella iniziativa sulla destra s’incuneava e appoggiava a tabella a 3:00 minuti esatti dalla sirena dell’intervallo.
2:35, altra tripla a segno tra le tante tentate dai 76ers (molte errate anche non menzionate) e punteggio sul 52-50 pro Hornets.
A 2:18 la solita pazzesca penetrazione di Walker e l’assist per Zeller davano modo di vedere una doppia caduta spettacolare e rovinosa; Cody tentava la schiacciata, Noel diceva no ma irregolarmente, Cody cadeva un po’ all’indietro, anche se Noel aveva la peggio.
Due liberi a segno del nostro centro ci consentivano di tornare a distanza di sicurezza oltre “il break”… Charlotte conservava il vantaggio con due stoppate decise e potenti fisicamente.
Marvin su Smith e Zeller a stampar palla al vetro, in attacco Lee faceva il resto con una transizione uno/due il cui passaggio di ritorno lo liberava in entrata per l’appoggio del 56-50 a 1:32. Una palla persa da Phila dopo il time-out grazie al raddoppio di Zeller, consentiva a Kemba di chiudere il quarto segnando l’ultimo canestro e di mandare le squadre negli spogliatoi con i Calabroni ad allungare nell’ultima parte sul +8 (58-50).
 
Charlotte allungava rapidamente il vantaggio a inizio ripresa; Phila aveva un black-out in attacco, Charlotte no e Zeller con una finta e un tiro da lontano oltre Noel infilava il 64-50.
Charlotte però non riusciva più a segnare, oltretutto facendo il gioco dai Sixers andando al loro ritmo; a 9:34 Noel inaugurava un parziale di 5-0 (tripla di Covington a completare), interrotto da Kemba, il quale sapeva come fare per bloccarlo; entrata di qualità a 8:55 e 66-55.
Nel frattempo si accendevano lotte sotto le plance; dopo una stoppata di Grant su Lee, su un rimbalzo nell’area di Charlotte, Cody spingeva Noel, i due si trattenevano e lottavano come due wrestler, alla fine Noel finiva giù, gli arbitri fidavano fallo a Zeller (ci poteva stare per la presa di posizione) ma non il flagrant ipotizzato.
A 6:26 Ish Smith dopo aver fatto il giro largo passando sotto canestro andava a destra e batteva un Marvin Wiliams proteso affinché non entrasse la bomba.
Purtroppo andava a bersaglio e a referto, i Sixers così tornavano a soli due punti.
Dopo un libero di Walker, un catch n’ shoot di Canaan da posizione frontale, apriva la strada al pareggio di Phila a quota 67.
A 5:02 con due liberi splittati da Covington, la squadra della città dell’amore fraterno passava in vantaggio di uno.
Smith a 4:24 con una finta dal pitturato faceva saltare Walker, il quale ricadendo non aveva più i tempi giusti per opporsi al tiro di Smith per il 67-70.
Charlotte intuiva che avrebbe dovuto dare un’accelerata se avesse voluto portare a casa un’indispensabile vittoria da Philadelphia.
Era Walker a 3:59 a dare la scossa passando in mezzo al traffico e appoggiando oltre una selva di mani poco amichevoli.
Su un ribaltamento, un buon movimento palla degli Hornets portava Lee a tirare, tre punti dall’angolo destro e Hornets che in un lampo si ritrovavano in vantaggio sul 72-70.
Walker, sempre lui, a 3:07 cercava di iniziare un parziale per strappare definitivamente la partita ottenendo tre punti grazie allo schermo di Jefferson e alla sua buona mano.
A 2:32 Lin era fermato irregolarmente da Covington sul contropiede e passava attraverso i FT per segnare due punti, a implementare un parziale che Thompson avrebbe potuto interrompere dalla lunetta.
I suoi tre tentativi (l’ultimo per sconfinamento nel pitturato di Lin) però andavano tutti a vuoto, così il n°31 riceveva qualche fischio dal pubblico amico.
Charlotte dall’altra parte tre punti invece li faceva e ancora con Walker; in mezzo alla difesa segnava in floater subendo fallo da McConnel e segnando un gioco da tre punti.
Con questa giocata Kemba portava sull’80-70 il punteggio che a fine quarto mutava in 83-74.
Kemba Walker nella selva di maglie bianche appoggia. Finirà con 30 punti.

Kemba Walker nella selva di maglie bianche appoggia. Finirà con 30 punti.

 
Nell’ultimo quarto non cambiava molto, anzi, Charlotte allungava. Il periodo era però troppo lungo e trascinato.
Si passava spesso dalla lunetta interrompendo troppo il gioco di una partita che comunque a Phila sfuggiva definitivamente di mano quando Charlotte segnava un parziale di 7-0 iniziato con i liberi di Walker e terminato con una tripla di Kaminsky a 8:01 (dopo un gancio di Lamb nel mezzo).
Il 94-78 con 8 minuti da giocare era troppo per Phila.
Nel finale entravano le riserve e Daniels & Harrison, i quali indovinavano una tripla a testa che contribuivano a far salire il punteggio finale sul 119-99.
 
Come si può notare dalle statistiche, siamo stati più abili nell’andare a canestro sulle palle perse, la difesa poi, dopo un inizio allegro, ha chiuso gli spazi e conquistato quei rimbalzi necessari per non consentire altre seconde o plurime opportunità alla squadra di Brown.
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Pagelle:
 
Walker: 8
30 pt. (10/21), 7 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. E’ la nona volta che sale sui 30 o più punti in stagione. E’ lui che accelera quando ce n’è bisogno.
 
Lee: 6,5
9 pt. (2/5), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. In alcuni momenti ho come l’impressione che potrebbe far meglio in difesa per il giocatore che è. Prestazione sufficiente. Mezzo voto in più per quella tripla che ha scavalcato i Sixers e ha portato la partita nelle mani dei viola.
 
Batum: 6,5
12 pt. (5/14), 4 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate. I suoi assist e qualche buon canestro, anche se le percentuali non sono alte.
 
M. Williams: 6,5
14 pt. (6/11), 9 rimbalzi, 1 rubata, 2 stoppate. Difende abbastanza bene, doppia il suo avversario ai punti e tira giù due stoppate micidiali.
 
C. Zeller: 7
15 pt. (3/6), 6 rimbalzi, 2 assist, 4 stoppate. Attivo come nelle migliori serate. Piazza un 9/10 ai liberi dimostrando una mano migliorata, o almeno in serata. Fa segnare 4 stoppate, gioca bene esaltandosi in tagli e schiacciate.
 
Lin: 6,5
14 pt. (4/6), 4 rimbalzi, 2 assist. Utile nel gioco e ottimo in fase realizzativa.
 
Lamb: 6
6 pt. (3/6), 2 rimbalzi, 1 rubata. Nel suo spazio durante la prima rotazione non indovina niente, né in attacco, né in difesa, dove si prende anche un gioco da tre punti in faccia. Bene invece nella seconda rotazione cliffordiana.
 
Kaminsky: 6,5
7 pt. (3/5), 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Bene a rimbalzo e la sua tripla a 8:01, come in preseason, sigilla una vittoria ormai quasi certa.
 
Jefferson: 6,5
6 pt. (2/4), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Brillante in un paio di movimenti offensivi. Non si può dire che sia tornato ma fa rivedere cose interessanti e in ritmo per lui.
 
Daniels: 6
(3 pt. ½). Troy inaugura con se stesso, Quattro giocatori (lui e i sottostanti), che mettono piede sul parquet negli ultimi 1:45. Rientra e segna subito dimostrandosi letale da tre punti, poi ne tira una lunga sul secondo ferro.
 
Gutierrez: s.v.
0 pt. (0/0). Non ha molto tempo. Non riesce a impostare nulla per il tempo.
 
Harrison: 6
3 pt. (1/1). Commette uno sfondamento offensivo sciocco, ma poi rimedia segnando una tripla.
 
Hansbrough: s.v.
0 pt. (0/0). Non troppo coinvolto nel breve periodo.
 
Coach Clifford: 6,5
Squadra in back to back, non facile centellinare le energie, però, dopo un inizio combattuto, nel secondo tempo la squadra risolve agevolmente la partita. Bene attaccare il canestro, Charlotte recupera 35 liberi.
 

Game 59; Charlotte Hornets Vs Phoenix Suns 126-92

 
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Sottotitolo; BinariHornets
Walker, altri 26 punti per lui.

Walker, altri 26 punti per lui.

 
Gli Hornets condividevano con la mitologia Nordica una trasformazione sostanziale, metaforicamente parlando, infatti, quando parliamo di elfi scuri o nani, che, nati dalla carne di Ymir, erano dei vermi trasformatisi in nani per volere degli dei, sorge spontanea il pensiero e la trasformazione, non solo per analogia sull’insetto da stato larvale a stato adulto a esoscheletro completo, ma per l’evoluzione compiuta dal team oggi rispetto alla partita con gli Hawks.
E’ vero che sono due squadre composte di pasta differente, con i Suns in crisi eclissatisi nell’ultimo mese (Len con 18 pt. e Teletovic dalla panchina con 17 saranno i migliori dei Suns), tuttavia la squadra è tornata a difendere e a macinare gioco dando anche quel tocco di grazia e bellezza per lo spettatore che vedendo un gioco di squadra fluido può paragonare questi Hornets agli elfi, capaci di dare colore e profumo ai fiori.
Gli Hornets quindi riprendono il binario giusto, mentre i Suns sono come un pianeta che viene divorato da un altro in un sistema binario, servirà ben altro alle Fenici per risorgere da queste ceneri.
 
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I Suns comunque si presentavano in North Carolina schierando; Ronnie Price, Devin Booker, P.J. Tucker, A. Len e T. Chandler, Clifford invece confermava Zeller in posizione di C e schierava come starting five i seguenti uomini; Walker, Lee, Batum, M. Williams e C. Zeller.
Jeremy Lin, non una grande serata in attacco, ma si conferma rognoso in difesa.

Jeremy Lin, non una grande serata in attacco, ma si conferma rognoso in difesa.

 
Charlotte vinceva la palla a due a fatica, Zeller doveva dare due sventagliate per portarla definitivamente nella nostra metà campo, difficoltosa era anche la manovra nei primi tre minuti con gli Hornets con la testa ancora ad Atlanta e più figli di quella gara, Batum pasticciava poi lanciava un pallone fuori dal campo, infine si faceva portar via un pallone che lanciava il contropiede dei Suns, i quali si portavano sullo 0-4 (Len aveva portato in vantaggio i Suns con una running hook in corsa a ricciolo over Zeller).
Uno step back di Kemba non entrava beffato da un in & out dell’anello, Batum comunque segnava i primi punti per Charlotte a 9:30 con un gioco da tre; passaggio per Zeller, avanzamento di Nicolas sul bordo destro del pitturato e tiro che continuava in ritmo con la fluida azione giocata da Charlotte, canestro e libero a segno.
Cody dalla sinistra pompava un passaggio schiacciato orizzontale, Marvin s’inseriva e andava ad appoggiare a canestro, così i Calabroni passavano per la prima volta avanti, anche se l’energetico Tucker subiva fallo da sotto dopo aver ripreso il suo stesso rimbalzo e splittava pareggiando la partita sul 5-5 a 7:59.
Quattordici secondi after, Batum riceveva palla, si girava velocemente appena dopo la linea dei tre punti e colpiva da tre punti con ritmo veloce e inesorabile, Charlotte recuperava palla per un blocco illegale di Chandler su Walker e a 6:47 segnava anche con lo stesso Kemba che usciva a destra in palleggio da un blocco di Marvin, movimento classico all’indietro dalla top of the key fermandosi e tiro vincente oltre un Chandler in uscita ma lontano.
I Suns interrompevano il trend dei Calabroni con un libero di Price ma Walker diventava senza remissione l’incubo dei Suns; a 6:16 un semplice jumper dalla diagonale sinistra affondava una prima volta i Suns, poi si trasformava in uomo assist dal pitturato passando con un no look a Zeller, il quale lanciato passava in corsa in mezzo a Len e un altro defender per schiacciare prepotentemente.
Kemba lasciava spazio anche a Batum, il quale s’inarcava con la schiena per recuperare un rimbalzo sul tiro di Jefferson e schiacciare pregevolmente a una mano al volo.
Kemba tornava a riprendersi il ruolo di protagonista quando su un rimbalzo difensivo arrivava in anticipo di un soffio sul difensore abbassando palla con un rapido palleggio a due mani, coast to coast con palla palleggiata anche dietro la schiena, difensore disorientato e appoggio vincente che non rovinava un’azione perfetta. A 4:32 i Suns chiamavano time-out sul punteggio di 21-6 dopo aver subito un canestro pesante di Kemba schermatosi Jefferson.
Il time-out portava due punti in casa Phoenix per merito del loro n°20, lo stesso Goodwin però, andava a incocciare in rientro difensivo a 3:33 su Kemba, lanciato da Lin in transizione creando i presupposti per due FT che Kemba infilava.
Trenta secondi più tardi Walker provava a dare a Jefferson un po’ in difficoltà, Big Al mancava il tiro a una mano dal pitturato, ma Walker “come una catapulta” si portava sotto il tabellone a destra e tentava di correggere.
C’erano però il fallo e due liberi, arrivavano i due punti per Charlotte, seguiti da tre per i Suns che sfruttavano l’entrata dello specialista Teletovic per colpire da tre a 2:46.
A 2:33 Walker continuava a sciorinare spettacolo smistando su penetrazione un assist per Jefferson sul quale però entrava a prender tutto da dietro Tucker.
Big Al segnava dalla lunetta, la Fenice anche su azione e troppo facilmente, così Clifford chiamava il primo time-out Charlotte per far rimanere alta l’attenzione. Nel finale Jefferson segnava da sotto su un errore di Kaminsky, Booker infilava la tripla e rubava anche una palla ma la pretesa di schiacciare finiva miseramente, sfera stampata incredibilmente sul ferro in solitaria, così Kaminsky da tre puniva questo preziosismo, Booker si rifaceva con due liberi a pochi secondi dalla fine ma Charlotte con Walker aveva incredibilmente il tempo di lanciare un Jefferson lasciato inspiegabilmente solo dalle parti del canestro, schiacciata di Big Al con Phoenix allo sbando e chiusura del quarto sul 35-18.
Dopo quasi un mese tornano le Honeybees vestite di tutto punto con le magliette rugrats per la serata anni '90.

Dopo quasi un mese tornano le Honeybees vestite di tutto punto con le magliette rugrats per la serata anni ’90.

 
Il brutto sogno continuava per Phoenix anche nel secondo quarto; Kaminsky a 11:37 inaugurava il punteggio da sotto, Teletovic era l’unica nota positiva sei Soli che riusciva a segnare qualche canestro come quello seguente su Frank in penetrazione.
Gli Hornets segnavano con una dunk di Jefferson (assist corto di Lin) ma subivano la tripla di Teletovic a 9:20, Lamb tuttavia non si faceva intimidire e rispondeva con la stessa moneta a 8:42, così come lo stesso nostro numero tre replicava a due punti Suns andando a chiudere a 8:08 con un sottomano sinistro reso vincente dalle impressionanti qualità atletiche.
Lamb cambiava lato del canestro sul successivo attacco, non gli andava bene ma arrivava comunque Cody in tap-in a sfruttare il lavoro di Jeremy Dopo due liberi per parte e un canestro di Jenkins in jumper, i Calabroni su un inbound pass dal fondo trovavano l’inserimento agile, rapido e letale, nonché centrale di Lin che a 6:26 appoggiava nel presepe dei Suns.
I Soli avevano una piccola esplosione con sei punti consecutivi culminati con la tripla di Teletovic per il 51-36 (ci sarà anche un libero del triplista di Phoenix successivo veramente), ma Batum prendeva il passo per l’entrata in uno vs uno seguito dal difensore accanto a lui; rilascio leggermente lungo sull’appoggio ma confidente e accettato dal canestro.
Nicolas sparava da tre punti e ne infilava cinque consecutivi con una tripla dalla diagonale sinistra dopo essersi schermato intelligentemente con Zeller e l’arresto in corsa sull’out sx.
Marvin a 2:51 lanciava i Calabroni sul +22, anche lui con un tre punti che portavano a un mini parziale di 8-0 interrotto dal jumper di Price su Walker.
Nel finale di primo tempo da segnalare un quattro punti di Lee il quale metteva il suo secondo canestro sullo scarico di Williams e batteva il cronometro.
Un raddoppio su Batum consentiva al francese di vedere la debolezza difensiva di Phoenix; Zeller rollava via subito, passaggio immediato nonostante la doppia chiusura sul nostro numero 5 e jam del nostro lungo facile senza reali oppositori.
Un fing and roll fluttuante alla “Iceman” George Gervin di Batum indicava il buon momento di forma del transalpino che si auto lanciava dopo aver capito e intercettato un lento lob indietro in diagonale dei Suns, ai quali interrompeva il dialogo.
L’½ ai liberi di Len chiudeva le ostilità nel primo tempo con la squadra del North Carolina lanciata sul 68-42.
Kaminsky festeggia la tripla.

Kaminsky festeggia la tripla.

 
Anche il terzo quarto, come il precedente, si apriva a favore dei Calabroni, i quali chiudevano alla fine del periodo definitivamente i conti. Zeller a 11:26 tirava giù una mega jam completando un gioco da tre punti, Chandler rispondeva con un alley-oop e Len circumnavigava Zeller per appoggiare, ma era solo un break momentaneo che terminava con un canestro di Booker dalla media linea di fondo sinistra.
Kemba segnava due liberi e poi, su assist di Lee, sfoderava il colpo da tre punti.
A 7:03 si rivedeva Chandler con una correzione a una mano dal pitturato dopo due triple sbagliate sulla stessa azione da parte di Phoenix.
A 6:15 i bianchi di casa sfruttavano la transizione; Zeller passava per Walker che in funzione di terminale si dimostrava abilissimo in appoggio.
Cody trovava altri due punti e anche il fallo, il libero era mancato, poco male, Charlotte continuava a rullare gli avversari infilando una tripla con Kemba a 5:03 (dall’angolo sinistro).
Il finale diveniva il regno di Big Al che segnava due canestri consecutivi, Lee toglieva per un attimo la gloria al nostro centro sparando immediatamente sull’assist saltato di Walker in transizione, una tripla perfetta a 3:23 per l’88-54.
I Suns continuavano a sbagliare entrate o tiri, complice la difesa di Charlotte, interrompendo il digiuno a 2:27 con Booker.
Big Al tornava in auge a 2:18 imbeccato sotto canestro e spinto sulla schiena da Tucker ingenuamente, troppa differenza di peso, il centro segnava e portava a casa un gioco da tre punti.
Una palla sfuggita di mano a Marvin sull’entrata in palleggio consentiva a Booker di andare a colpire in transizione a 1:56.
Il piccolo dei Suns era bravo a sopravvivere al contatto di Lin. A 1:11 giro sulla giostra e tiro di Kemba dopo lo spin, canestro pazzesco che segnalava l’onnipotenza di serata dei calabroni ai quali riusciva tutto. Lamb chiudeva il quarto con una bomba dalla diagonale sinistra approfittando del fatto di essere leggermente ignorato dai difensori che si limitavano a guardarlo.
La tripla chiudeva i conti; distacco abissale con i Calabroni a sfiorare i 100 in vantaggio 98-61 (+37).
 
Gutierrez. Il messicano nei pochi di scampoli di partita che ha avuto a disposizione dal su arrivo si è dimostrato voglioso, grintoso, sufficientemente tecnico. Impatto positivo per lui.

Gutierrez. Il messicano nei pochi di scampoli di partita che ha avuto a disposizione dal su arrivo si è dimostrato voglioso, grintoso, sufficientemente tecnico. Impatto positivo per lui.

Nell’ultimo quarto Charlotte giocava senza mollare anche per cercare una differenza canestri migliore in chiave play-offs eventuali, sebbene molte riserve fossero presenti in campo.
Teletovic da tre però inaugurava la frazione di tripla ma la vittoria ormai era in cassaforte.
L’ultimo quarto esaltava Lamb, il quale s’inseriva con un taglio in diagonale su un assist di Kaminsky posto sulla linea di fondo sinistra e servito con i giusti tempi da Frank andava a subir contatto rilasciando un pallone che per magia o magnetismo dopo aver danzato sul ferro finiva dentro.
Libero ok e 101-64.
Lamb con un lungo tiro dalla diagonale destra mandava il maxi schermo sul 105-66.
A 9:02 Kaminsky sulla cosa verticale veniva chiuso dalle parti della top of the key, nessun problema; assist lanciato per Lamb che schiacciava per un highlight di serata.
Per Charlotte entravano anche giocatori poco presenti sul parquet se parliamo di minutaggio, come Daniels e Gutierrez con il messicano a strappare altri 10 giorni di contratto.
Su uno scarico di Lin era proprio Daniels a esaltarsi da tre punti, cosa che faceva ancora per il 115-74 (+41) quando Gutierrez per sfuggire alla pressione dei Suns, girava sul piede perno ripetutamente con movimento a pendolo; assist orizzontale e catch’n shoot che faceva male ai Suns.
Jenkins segnava con un bell’arcobaleno andando sopra il difensore, ma Gutierrez in entrata segnava con l’appoggio prendendosi anche una manata in faccia da Chandler mentre si trovava in salto.
Due punti e libero messo a segno.
Gli Hornets facevano vedere qualcosa di buono ancora, anche se Phoenix accorciava un po’ nel finale con gli uomini di Clifford a concedere delle maglie più larghe negli ultimissimi minuti.
Finiva 126-92, dagli altri campi possiamo raccontare della vittoria di Miami in casa su Chicago per 129-111, mentre gli Hawks stanno perdendo con Golden State a Oakland 58-44 a 2:11 dalla sirena dell’intervallo e difficilmente riusciranno a battere gli incontenibili Warriors.
chapho2chapho3
 
Pagelle:
 
Walker: 7,5
26 pt. (9/16), 9 assist, 6 rimbalzi, 1 rubata. Fosse rimasto in campo anche nel finale forse staremmo parlando di un trentacinque anche quaranta punti. Lo show del primo quarto è indicativo di un giocatore on fire, ritrovato contro dei Suns in disarmo. Divertente ed efficace.
 
Lee: 6,5
8 pt. (3/5), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. Statistiche non eccezionali, ma lui fa il lavoro sporco, va a mettere pressione in difesa e tiene piuttosto bene. In attacco non è il primo violino ma non fa assolutamente male per le occasioni che ha stasera.
 
Batum: 7
15 pt. (6/10), 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Tucker e soci non combinano molto dalle sue parti. Giocatore che torna a difendere e in attacco va anche su buone medie trovando alcuni canestri che da tiri che di recente sembravano un muro invalicabile.
 
M. Williams: 6
5 pt. (2/5), 6 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate. A parte la persa nel finale, fa una partita tranquilla lasciando il palcoscenico ai compagni.
 
C. Zeller: 6,5
9 pt. (4/6), 7 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Benino in attacco, qualche volta Len lo batte troppo facilmente quando viene attaccato. Alcuni canestri belli da vedere.
 
Jefferson: 7
19 pt. (8/15), 7 rimbalzi, 1 stoppata. Si danna (per i suoi standard abituali) anche in difesa, anche per pulire il tabellone. In attacco ritrova la mano dopo qualche passaggio a vuoto.
 
Lin: 5,5
6 pt. (1/7), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. Un assist altruistico per Walker, la difesa con due stoppate a referto, in attacco però prende poco.
 
Lamb: 7
15 pt. (6/10), 6 rimbalzi. Contributo dalla panchina considerevole in termini di punti, qualità e difesa. Corre anche in fase di non possesso e sembra aver ritrovato quel ball handling e quel feeling d’inizio stagione.
 
Kaminsky: 6,5
9 pt. (3/8), 7 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. Magari in difesa è ancora acerbo e prova qualche volta con troppa leggerezza le conclusioni, stasera però fa rivedere qualche movimento dei suoi in attacco e non mi dispiace.
 
Daniels: 6,5
6 pt. (2/6), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Gioca l’ultimo quarto e mette I suoi primi tiri, poi non ci riesce più ma pazienza.
 
Harrison: 5
2 pt. (0/3). Giocatore da D League forse. Male al tiro e anche ai liberi dove fa segnare un 2/4.
 
Hansbrough: 6
1 pt. (0/1), 4 rimbalzi, 1 rubata. Giocatore con cuore, ma scarsa tecnica.
 
Gutierrez: 6,5
5 pt. (1/1), 1 assist. Perde due palloni, uno più per colpa di Hansbrough che non capisce l’idea fantastica di scarico che fa sorridere anche MJ sebbene l’azione non si concretizzi, l’altro è un assist troppo lungo per Harrison. Il messicano però, per quanto fatto vedere sin ora è validissimo, meglio del previsto; sa palleggiare, controllare palla e segnare se serve, inoltre la difesa non è malvagia se gioca contro molte riserve.
 
Coach Clifford: 7
Riprende in mano la squadra dopo l’inopinata sconfitta ad Atlanta. Chiama un time-out al primo minimo cenno di svenimento della difesa. La squadra ha diversi schemi e opzioni e gioca bene in casa. In back to back a Phila dobbiamo confermare le doti, sebbene in trasferta.