Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

CampiHornets d’estate

L’impensabile come piccolo miracolo si è avverato: gli Hornets hanno conquistato il loro primo titolo di Summer League grazie ad una vittoria sui Sacramento Kings per 83-78 al Thomas & Mack Center di Las Vegas.

La coppa vinta da Charlotte per la prima volta.

Il rookie Knueppel è stato anche insignito del titolo di MVP come miglior giocatore del torneo.

Kon Knueppel con il trofeo personale vinto.

Certo, è un torneo per provinanti, aspiranti giocatori NBA magari qualcuno che ha già visto la lega e ha avuto poco spazio ma soprattutto per i futuri prospetti della lega, rookie e sophemore da mettere a punto però… “È fantastico”, ha detto coach Jent.

“È la conferma di tutto l’impegno che hanno profuso e di come la prospettiva di una squadra sulle cose produca risultati positivi”.

La cavalcata immacolata record da 6-0 degli Hornets racconta le vittorie sui Jazz 111-105, 76ers 96-94, Mavericks 87-69, Spurs 106-81, Thunder 109-80 e infine, come detto, Kings 83-78.

Game 1:

Game 2:

Game 3:

Game 4:

Game 5 (semifinale):

Game 6 (finale):

Dopo due settimane intere di residenza nel deserto, come allenatore della squadra di Summer League degli Charlotte Hornets, Chris Jent avrebbe probabilmente potuto farsi spedire la posta a Las Vegas.”Grazie al cielo, no”, ha detto Jent ridendo al The Observer in una conversazione telefonica domenica.

“Ti dico una cosa, però: devo ringraziare Charles (Lee, l’allenatore capo degli Hornets) per avermi dato l’opportunità di allenare questa squadra. Quando sei in gioco – e ovviamente vincere aiuta molto – passa molto più velocemente. Abbiamo dimostrato la capacità di fare molte cose diverse, soprattutto in difesa, nel corso di una partita, di un quarto, di una situazione. E loro semplicemente la prendono, la sfruttano e cercano di giocare al meglio delle loro capacità”.

Le note positive sono che il bagaglio di Kon Knueppel include più del solo tiro in sospensione. A parte il suo importante apporto in finale si è visto lo spirito di sacrificio difensivo anche in un frangente della partita contro OKC nel quale i Calabroni erano già nettamente in vantaggio ed il tuffo che poi gli ha procurato un taglio per l’impatto con un giocatore dei Thunder franato su di lui, avrebbe potuto comodamente non essere necessario.

Knueppel, quarta scelta assoluta al Draft NBA 2025, ha totalizzato 14,3 punti, 4,8 rimbalzi e 4,3 assist in 26,5 minuti a partita prima della finale, dimostrando di poter fare molto di più che tirare dal perimetro.

Knueppel al tiro dalla lunga in finale.

Ha una buona visione di gioco e sa condurre la transizione anche se deve migliorare qualche conclusione ma resta un giocatore equilibrato ed altruista che potrebbe non forzare situazioni e in una squadra come quella di Charlotte nella quale negli anni passati non si è sempre vista la miglior soluzione di tiro, potrebbe essere un passo di crescita.

“Penso che il suo comportamento sia contagioso”, ha detto Jent. “È un ragazzo molto equilibrato in campo e apprezziamo la sua mentalità da “prossima azione”.

Liam McNeeley ha dovuto saltare le ultime quattro partite ma stava guidando gli Hornets in termini di punteggio (18 punti) e rimbalzi (8,5).

“La dirigenza si è impegnata a far entrare ragazzi vincenti con una mentalità vincente. E non sono egoisti. È tutto legato alla squadra e Liam è assolutamente un ragazzo di squadra e vuole vincere.” ha detto Jent.

Nota negativa PJ Hall.

Intendiamoci…

Il lungo cambio di Kalkbrenner ha giocato bene, troppo bene, infatti, Memphis è piombata su di lui strappandolo a Charlotte che dovrà liberarsi di qualche giocatore ancora dopo aver rilasciato precedentemente il 15 luglio Josh Okogie.

Il problema è che i nostri centri non sono né dominanti né completi e oltretutto la PF la trovo sottodimensionata.

Mancherebbe un giocatore più dominante ed energico con discrete mani.

Hall aveva energia ed altezza, non avrebbe risolto tutti i problemi ma avrebbe potuto essere un discreto cambio.

Charlotte ha sotto contratto ben 21 giocatori attualmente, sfortunatamente il problema è che questo numero è il limite massimo raggiungibile per una squadra durante l’offseason così la squadra del North Carolina dovrà tagliare ancora tre contratti prima dell’inizio del training camp.

Oltretutto dopo la firma di Drew Peterson, gli Hornets hanno utilizzato tutti e tre i loro posti disponibili come contratti two-way con KJ Simpson e Damion Baugh ancora inseriti negli altri.

KJ Simpson ha giocato bene durante la Summer League e ha mostrato alcune delle abilità che gli Hornets avevano previsto quando lo hanno selezionato al secondo round un anno fa mentre Baugh, uno tra i favoriti di coach Charles Lee Anche se lo scorso anno le sue percentuali sono state basse in NBA), ha sfiorato l’idea di registrare una tripla doppia in semifinale e ha mostrato un paio di giocate molto abili da lampo di genio che se fatte in NBA sarebbero andate negli highlight di stagione magari.

Infine non sottovaluterei M.J. Walker Jr. che ha giocato bene ma più che a Greensboro magari purtroppo non troverà posto.

Walker, swingman che ha giocato per i Greensboro Swarm nelle ultime tre stagioni dopo una breve parentesi con i Phoenix Suns nel 2021-22, ha tirato bene da tre punti e questo aspetto pare che per Charles Lee e la sua idea di gioco recentemente bostoniana pare sia fondamentale.

Tra coloro che avevano giocato tre o più partite a Las Vegas prima della finale, era in testa per tiri da tre punti realizzati con una media di 3,8 a partita e con il 44,1% sui suoi 8,5 tentativi da tre punti a partita.

Alla fine Charlotte ha conquistato il primo titolo della propria storia, per la stagione regolare l’obiettivo soni i playoff se gli infortuni permetteranno così come sotto le plance i nostri avranno la capacità di reggere.

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Dinwiddie et impera

No, non è successo nulla di grave (per quello ci pensano già quelli che si credono i padroni del mondo e proprietari del vapore oltre le persone che per imitazione vi assomigliano), non è una quasi semi-citazione latina che qualcuno attribuisce a Filippo II di Macedonia ma è semplicemente un motto benaugurante (solo in questo caso) sull’arrivo di Dinwiddie.

Spencer Dinwiddie è un nuovo volto degli Charlotte Hornets.

La combo-guard ex Mavericks, è approdata in quello che sta divenendo un affollato backcourt a Charlotte.

Mentre Steph Curry, uno dei migliori in casa Hornets la scorsa stagione, è ancora free agent, prima è stato aggiunto Sexton, poi Connaughton, infine, prima di Dinwiddie, Charlotte ha voluto optare per riportare indietro Tre Mann che insieme a LaMelo Ball (se sano), daranno imprevedibilità al pacchetto arretrato.

Dinwiddie era uno dei due FA Mavs (l’altro é Exum) e con la firma di D’Angelo Russell per i texani e il contemporaneo disinteresse della franchigia per Spencer, gli Hornets si sono accaparrati un giocatore che potrebbe essere utile nel corso di una lunga stagione.

Vasilije Micic, invece, tornato momentaneamente soltanto sulla carta, è stato prontamente dirottato a Milwaukee.

Spencer Dinwiddie porta esperienza, doti di visione nel passaggio e caratteristiche tecniche utili in attacco che non tutto il pacchetto arretrato ha, quindi una discreta capacità realizzativa.

Dinwiddie, nella sua ultima season, ha messo a referto 11,0 punti di media, 4,4 assist e catturato 2,6 rimbalzi in 27 minuti si media per 79 partite giocate.

Nel frattempo, un ruolo solo un po’ più in là… la società e Josh Okogie si sono accordati per rimandare il matrimonio e “rimanere in dubbio”.

Il suo contratto avrebbe dovuto esser garantito un paio di giorni fa ma la società si è messa d’accordo con il giocatore per spostare la data nella quale il suo contratto da 7,7 milioni diventerebbe garantito.

La scadenza è stata quindi posticipata per il 15 luglio.

Okogie, che è un’ala piccola, potrebbe essere molto utile difensivamente agli Hornets ma bisognerà vedere con il roster al completo quanti posti resteranno.

Se per qualche motivo gli Hornets non avessero abbastanza posti nel roster potrebbe arrivare sul mercato dei FA un po’ tardivamente, a quel punto si potrebbe svincolare o magari la società potrebbe pensare ad una sign and trade per arrivare ad un lungo visto che la ipotetica rifirma posticipata oggi è stata concessa per dare più flessibilità alla franchigia.

Josh ha giocato 16 partite con gli Hornets la scorsa stagione dopo essere stato acquisito tramite uno scambio dai Phoenix Suns segnando una media di 8,9 punti, 2,7 rimbalzi e 1,3 assist, tirando con il 38% dal campo e il 32% da tre.

Intanto gli Hornets hanno diramato il roster per la Summer League del quale farà parte anche il figlio di Dennis Rodman: James Banks III, Damion Baugh, PJ Hall, Dajuan Harris Jr., Sion James, Ryan Kalkbrenner, Kon Knueppel, Liam McNeeley, Jamiya Neal, Josh Oduro, DJ Rodman, Tidjane Salaün, KJ Simpson, Jaylen Sims, MJ Walker Jr.

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Connaughton, Mann…

Potrebbe essere il solito sogno illusorio o magari l’alba di un giorno migliore sul pianeta dei Calabroni.
Se a Charlotte riuscissero a completare l’opera (leggi roster) per essere finalmente competitivi…

Gli Hornets continuano a muoversi sul mercato.

Charlotte acquisisce dai Milwaukee Bucks Pat Connaughton per acquisire ulteriormente tiro da oltre l’arco ed esperienza oltre due seconde scelte (2031 e 2032) in cambio di praticamente nulla, ovvero, Vasilije Micic (non per mancare di rispetto al giocatore ma perché a Charlotte non sarebbe comunque rimasto di sicuro) girato ai Cervi dopo essere stato recentemente riacquisito da Phoenix.

Arriva anche la rifirma di Tre Mann, 24 milioni complessivi per tre anni.

Mason Plumlee è stato firmato per un anno a 3,63 milioni e al momento insieme a Diabaté forma la coppia di centri dopo la partenza di Nurkic e Mark Williams.

Miles Bridges potrebbe rimanere o partire, ancora potremmo avere delle sorprese in questo strano movimentato inizio scoppiettante di mercato.

Di sicuro lì avanti serve qualcosa in più anche per aprire spazi in attacco…

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Riassunto recente

Gli Charlotte Hornets probabilmente avevano bisogno di volti nuovi.

Dal Draft NBA 2025 sono uscite, per la prima volta nella storia della franchigia del North Carolina ben quattro scelte.

Non tutti saranno ovviamente inseriti massicciamente in rotazione ma presumibilmente qualcuno andrà a far gavetta agli Swarm, franchigia gemella.

Così Kon Knueppel (n. 4 assoluto), Liam McNeeley (n. 29), Sion James (n. 33) e Ryan Kalkbrenner (n. 34) hanno mostrato le maglie della loro nuova squadra dopo la conferenza stampa tenutasi venerdì pomeriggio a South End.

Ogni giocatore porta con sé un bagaglio di abilità unico che la squadra spera possa contribuire a migliorare rispetto alla stagione da 63 sconfitte dello scorso anno.

Knueppel (ala piccola di Duke nata il 3 agosto 2005), nome emerso negli ultimi giorni pre-Draft, è stato preferito ad Ace Bailey, finito poi ai Jazz.

Kon porta con sé buone doti per l’attacco ma molti analisti lo vedono ancora lacunoso in difesa, tuttavia, il 40,6% nel tiro da tre punti ottenuto la scorsa annata con i Diavoli Blu potrebbe aver convinto la dirigenza Hornets a dargli fiducia.

Denominatore comune, infatti, soprattutto nelle prime tre scelte, è la capacità di tiro.

Knueppel è stato acclamato come il miglior tiratore da tre punti di questo draft, mentre McNeeley e James hanno entrambi dimostrato una certa abilità anche oltre l’arco.

La filosofia dell’allenatore Charles Lee è sempre orientata quindi alla visione bostoniana da titolo (quando era assistente allenatore) poiché esso afferma che questo apre molte opportunità in attacco per questa squadra…

“È estremamente entusiasmante”, ha detto Lee. “Siamo migliorati moltissimo sotto molti aspetti… stiamo aggiungendo un po’ di tiro, un po’ di QI… il playbook si amplia notevolmente man mano che continuano a crescere”.

Lee ha anche sottolineato un’altra caratteristica chiave che questa squadra vede in tutti e quattro i giocatori scelti al draft.

“La cosa più importante che aggiungeranno al nostro gruppo è la competitività”, ha detto Lee.

“Il duro lavoro, la consapevolezza che non verrà loro regalato nulla fin dal primo giorno. Dovranno guadagnarselo, dovranno lavorare sodo. Sono determinati a farlo”.

Liam McNeeley e Ryan Kalkbrenner hanno giocato rispettivamente a UConn e Creighton, il primo è nato il 10 ottobre 2005 ed è un’altra ala piccola di 201 cm, il secondo è nato il 17 gennaio 2002 e potrebbe spiccare per le sue caratteristiche difensive.

A Charlotte è dal 2021-22 che non si registra una stagione vincente e i playoff mancano da 9 anni, dal 2016.

Sicuramente da soli non andranno lontano ed è per questo che gli Hornets stanno smuovendo il roster.

Cosa sia rimasto della mentalità tenace degli Hornets 1.0 è difficile dirlo, qualcuno ha definito la leadership di Ball come tossica, Miles Bridges ha avuto i problemi che tutti sappiamo anche se sul parquet spesso si è dimostrato uno di quelli più duri a morire ma da solo non ha potuto bastare.

Quanto tutte le sconfitte degli ultimi tre anni possano avere inciso sul morale dei giocatori che li hanno attraversati è difficile dirsi, è qualcosa che li tocca più o meno a livello personale.

E’ una questione però che la dirigenza non dovrebbe ignorare oltre agli aspetti contrattuali e tecnici/atletici.

La prima operazione comunque è stata, appunto, quella di mandare a Phoenix, il buon centrone Mark Williams con il quale ormai il rapporto era divenuto strano se non deteriorato in termini di fiducia dopo lo scambio mancato con i Lakers, in cambio è rientrato Vasa Micic, il quale probabilmente tornerà a giocare in Europa o Israele (contatti con Tel Aviv), oppure troverà un altro team NBA, più una prima scelta 2029 più uno scambio di scelte al secondo giro per il prossimo anno nella quale la più favorevole andrà alla squadra dell’Arizona.


La seconda mossa è stata quella di smantellare il reparto centri, con Gibson ormai prossimo al ritiro (rimarrà probabilmente Diabaté, gran cuore ma diversi limiti) privandosi di Jusuf Nurkic che torna a giocare ad Ovest, questa volta a Salt Lake City con i Jazz.

Il bosniaco ha visto Charlotte solo per qualche mese ma francamente, nonostante dei buoni fondamentali, non ha lasciato il segno, troppo lento e poco atletico così Charlotte è riuscita a portare a casa, oltre ad una seconda scelta 2030, Collin Sexton, 18,4 punti la scorsa stagione…

Per Charlotte si tratta di un bel colpo, l’ex Cavs e Jazz al momento parrebbe essere il secondo di LaMelo con Tre Mann che potrebbe rimanere o partire non avendo un contratto garantito per il 2025/26, come Gibson e Seth Curry, per il quale spero Charlotte spenda qualcosa per rinnovarlo.

L’idea, oltre ad avere un giocatore d’esperienza affermato che aumenterà i punti nella casella di Charlotte e potrà sopperire alle eventuali assenze del n° 1 di Charlotte, potrebbe anche quella di portare un po’ più di imprevedibile small ball in certi moment ma non è da escludere che i pezzi da 90 come LaMelo Ball e Miles Bridges possano anche partire, circondati da qualche spinta e rumor anche se Peterson, il GM, butta acqua sul fuoco dicendo che non ha alcuna intenzione di fare nulla di drastico per cambiare le cose.

“Non credo”, ha detto Peterson. “Al momento, no. Ma ripeto, devo sempre essere strategico e valutare ogni aspetto, quindi, se mi capita qualcosa, devo prenderla in considerazione”.

Servono veterani, giocatori dinamici e “buoni”… cosa accadrà difficile a dirsi, i fan di Charlotte sperano di vivere finalmente un’annata felice dopo tante stagioni tormentate da infortuni, scelte terribili, problemi assortiti e risultati orrendi anche se personalmente sono scettico, eppur qualcosa si sta muovendo…

L’estate è giovane ma i  giocatori scelti al draft da Charlotte scenderanno sul parquet nella NBA Summer League il mese prossimo a Las Vegas.

Charlotte giocherà l’11 luglio proprio contro Utah, il 12 luglio contro Philadelphia, il 14 luglio Vs Dallas mentre l’ultima avversaria sarà San Antonio il 17 luglio.

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La NBA perde la faccia.

Potrebbe sembrare strano che un amante del basket attacchi in maniera diretta una parte di esso ma per onestà intellettuale non potrebbe essere altrimenti a difesa del suo spirito e non dal marcio business show ad ogni costo.

A distanza di alcuni giorni leggere che la NBA abbia  pubblicato in propria difesa il video dell’estrazione come se quel meccanismo di palline soffiate non potesse essere tranquillamente truccato con la tecnologia a disposizione oggi.

Ormai sono tanti anni che la NBA, a seconda della protezione dei propri maggiori investimenti (leggi grandi mercati o market in difficoltà, recenti nobili decadute da aiutare) sfavorisce consapevolmente squadre come gli Charlotte Hornets o i Washington Wizards, le quali, aldilà dei propri demeriti di restare a guardare o dover pagare di più per le stesse cose, rimarranno di serie B in una lega chiusa.

A parte qualche exploit almeno 5 o 6 squadre galleggiano da anni nei bassifondi della classifica.

Le accuse di complottismo a chi denuncia una truffa alla luce del sole sono ridicole, ormai molti indizi stanno facendo una prova, vedi gli aiuti reiterati a Cleveland o a Minnesota per passare da Davis e Zion a New Orleans.

Negli anni (questo sarebbe da far fare ad un matematico andando a riprendere le varie casistiche delle squadre stagione per stagione) mi piacerebbe sapere quanto sia possibile che una squadra con l’1,8% ed altre co possibilità bassissime, possano vincere la lottery ed attenzione, non sono mai stato un complottista, un terrapiattista o a difesa di qualsiasi altra stupidata pseudoscientifica o scandalistica ma qui ormai le “coincidenze” sono troppe.

Rispetto chi non crede a questa farsa ma personalmente se l’anello rimane un’utopia, non mi faccio mettere nemmeno quello al naso, magari lo lasciamo ai tori perché la Dea sbendata non passa da uno small market come Charlotte (che la NBA e i proprietari stanno riducendo al rango di sparring partner) dal 1991 e come saprete tutti ormai la lottery è stata vinta dai Mavericks che avevano scambiato Doncic (ai Lakers) per Anthony Davis, quindi secondi gli Spurs (altro aiutino per aggiungere power a Wemby) e i 76ers che con la stagione disastrata andata in archivio e il caso Embiid avevano bisogno di ricreare un pezzo di progetto…

E’ così che la NBA, dopo questa sparata a vuoto ha perso la faccia definitivamente mentre al nostro Coach Charles Lee è parso una maschera di sale con un volto di gesso da gipsoteca.

Game 82: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 86-93

Diabaté (14) e Sims (33) provano a lasciarsi alle spalle Walsh.

BOSTON — Finisce male la stagione degli Hornets, infatti, Payton Pritchard segnando 34 punti contribuisce a dare a Boston la seconda vittoria casalinga su Charlotte nell’arco di tre giorni.

Una vittoria per 93-86, nonostante i verdi giocassero con le riserve e avessero sprecato un vantaggio di 21 punti nel primo tempo…

Sam Hauser ha aggiunto 15 punti per Boston (61-21), che inizierà la difesa del titolo NBA nei playoff il prossimo fine settimana.

Josh Okogie e Jusuf Nurkic hanno segnato 14 punti ciascuno per gli Hornets che hanno perso la settima partita consecutiva e chiudono mestamente al terzultimo posto con un 19-63, peggiorando il record dello scorso anno.

Nessuna delle due squadre ha schierato nessuno dei titolari ma Charlotte con Nurkic e Okogie aveva delle possibilità migliori.

I Celtics hanno schierato tutti i titolari venerdì, tranne Jaylen Brown, e hanno vinto con 36 punti di scarto (Brown ha saltato le ultime due partite per riposare il suo ginocchio destro dolorante che lo tormenta da circa un mese) mentre Seth Curry di Charlotte non ha giocato e ha concluso la stagione con il 45,6% da tre punti, al momento in testa alla classifica percentuale da fuori…

Venerdì, ha superato Zach LaVine di Sacramento e si è guadagnato la percentuale più alta del campionato realizzando il suo 82° punto.

Conclusioni Hornets: hanno perso 12 delle ultime 13 partite e non si qualificano per i playoff dal 2016, disfunzionali anche in serata nonostante il recupero ma i troppi pasticci nel finale tra giocatori inesperti e mediocri li hanno condannati ancora una volta.

Conclusioni Celtics: hanno completato la loro seconda stagione consecutiva da 60 vittorie, la prima consecutiva dal 2007-08 e 2008-09, quando rispettivamente vinsero il titolo e persero in semifinale a Est.

Momento chiave: Dopo il fantastico twist nel pitturato di Diabaté con appoggio vincente a 2:16 dalla fine per l’86 pari, Boston ha chiuso con un 7-0 di parziale con la tripla di Walsh a fare da spartiacque a 1:19 dalla fine (86-91).

Statistica chiave: Boston non ha tirato bene ma ha realizzato 14 triple, portando il suo record NBA stagionale a 1.457.

Il 28,8% di Charlotte da tre dice che per il futuro servirà più armonia nei passaggi, migliori tiratori come qualche schema che possa imitare i campioni in carica ai quali probabilmente si ispira Lee.

I Celtics hanno superato il precedente record questo mese, stabilito da Golden State due anni fa.

Charlotte va in archivio con un 33,8% (1065/3143) da tre punti, al momento peggio degli Hornets da oltre l’arco hanno fatto solo i Magic, ciò vuol dire che, infortuni a parte, c’è da pensarci sopra come direbbe il “Crozza Zaia”…

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Game 81: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 94-130

Seth Curry e la sua splendida forma di tiro. Top scorer per Charlotte in serata.

BOSTON — Payton Pritchard ha segnato 22 punti, Sam Hauser 20 e i Boston Celtics hanno battuto gli Charlotte Hornets per 130-94 conquistando la loro 60esima vittoria stagionale mentre gli Hornets rimangono fermi a 19 non riuscendo a toccare quota 20 nonostante un buon primo tempoo.
Le squadre si incontreranno di nuovo a Boston domenica per la partita finale di regular season per entrambe.
Boston ha beneficiato anche di Derrick White, il quale ha aggiunto 19 punti, Jayson Tatum 16 pinti, 8 rimbalzi e 8 assist, oltre al lungo Al Horford che ha messo insieme 13 punti e 11 rimbalzi per i Celtics (60-21).
L’allenatore di Boston Joe Mazzulla ha fatto riposare i suoi titolari nell’ultimo quarto ma anche coach Lee (ex Celtics) ha ampiamente dato spazio dall’inizio a giocatori che a ranghi completi non sarebbero titolari mischiando un po’ le carte durante la partita tra giocatori inesperti e una panchina che, invece, nel primo tempo a livello di espereienza si è fatta sentire (Curry, Nurkic).
La stella dei Celtics Jaylen Brown era fuori per un dolore al ginocchio destro che lo ha ostacolato nell’ultimo mese, rendendolo ineleggibile per i premi dei playoff perché non ha raggiunto la soglia minima di partite giocate della lega.
Seth Curry ha guidato gli Hornets con 17 punti e ha realizzato la sua 83esima tripla, che lo qualifica per il primato in percentuale di partite giocate nella NBA (la soglia minima è di 82) .
Ha realizzato 5 triple su 7, con una percentuale del 45,6% che migliora di poco la sua percentuale totale precedente…
Zach LaVine di Sacramento, altro concorrente, è entrato in campo con una percentuale del 44,6%.
Boston, che questo mese ha stabilito il record della lega per triple in una stagione, ne ha realizzate sette nel terzo quarto, portando il vantaggio di un punto all’intervallo a 91-75 prima del quarto finale.
I Celtics, reduci da una sconfitta di 20 punti a Orlando mercoledì, hanno schierato i loro sei migliori giocatori.
La partita è deragliata nel terzo quarto quando Boston si è disinceppata e ha iniziato a far giarare la palla per colpire da tre punti, gli Hornets, nonostante tre bombe di Curry nel periodo, non sono riusciti a tenere in difesa né il passo in attacco.
Nell’ultimo quarto anche Charlotte ha schierato le riserve delle riserve e il divario si è espanso a dismisura.
Considerazioni Hornets: Gli Hornets stanno per concludere la terza deludentissima stagione consecutiva (19-62) e non raggiungono i playoff dal 2016, se i Celtics schiereranno ancora questa squadra le W rimarranno 19.
Considerazioni Celtics: Il ginocchio dolorante di Brown potrebbe diventare un fattore determinante per i Celtics, che cercheranno di ripetersi come campioni NBA.
L’MVP in carica delle finali è un difensore chiave contro i migliori marcatori avversari.
Momento chiave: Tatum ha segnato una tripla dalla tre punti e ha subito fallo (da un Okogie aggressivo) nel terzo quarto, realizzando il tiro libero che ha completato un’azione da quattro punti portando il vantaggio di Boston a 10 punti.
Statistica chiave: Gli Hornets sono scesi nel secondo tempo nelle percentuali da tre, invertendo alla fine le percentuali.
Curiosità: Boston ha raggiunto le 60 vittorie per la quindicesima volta nella storia della franchigia e la prima in due stagioni consecutive dal 2007-08 e 2008-09.
Gli Hornets erano partiti con un 7-0 lasciando a secco Boston per 2:22 quando White ha segnato due punti a 9:38.
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Game 79: Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 100-124

Seth Curry chiude con un 1/3 da fuori in serata ma con 9 punti, (3/6).

CHARLOTTE, N.C. — Ja Morant ha messo a segno 28 punti, 5 rimbalzi e 8 assist nella vittoria dei Memphis Grizzlies sugli Charlotte Hornets per 124-100 martedì sera.

Nulla di sconvolgente con Charlotte già in letargo da tanking da altre tre partite.

Il terribile evento inaspettato riguarda, invece, la guardia di Memphis Jaylen Wells che è stata prelevata dal campo in barella e trasportata in ospedale dopo aver tentato una schiacciata in contropiede, il problema è che K.J. Simpson è arrivato da dietro e l’ha urtato a mezz’aria facendolo atterrare violentemente sulla testa.

Allo Spectrum è calato il silenzio perché Wells, alla sua 74esima partita da titolare, è rimasto fermo immobile a terra per otto minuti prima di essere sollevato su una barella con la testa fasciata per limitarne i movimenti.

Gli arbitri hanno poi fischiato doverosamente un fallo di 2° grado a Simpson, che è stato espulso automaticamente.

E’ arrivato poi dal padre Fred (presente allo Spectrum pare) un aggiornamento sulle condizioni di salute del figlio: “Jaylen è sveglio e vigile. Cerca di sapere il risultato! Polso gonfio (forse rotto). Dolori al viso, alla mascella e alla schiena. Deve fare una radiografia e una TAC”.

Difficilmente però lo si rivedrà sul parquet nelle ultime tre partite di regular season per i Grizzlies attualmente al quinto posto nella Western Conference, in lotta indiretta con i Nuggets (non solo) che hanno appena licenziato il loro storico allenatore M. Malone, per un posto al sole ai PO.

Un flagrant comunque d’inesperienza su un’azione evitabile giacché Memphis ha iniziato bene portandosi in vantaggio e inibendo Charlotte al canestro.

La prima retina conquistata è arrivata in appoggio con Okogie in drive quando il cronometro toccava gli 8:32 (quasi tre minuti e mezzo da inizio gara)…

Per gli ospiti, Desmond Bane ha segnato 19 punti, Zach Edey 17 punti e conquistato ben 19 rimbalzi mentre Jaren Jackson Jr. ha aggiunto altri 14 punti per Memphis (47-32) che ha mantenuto il passo nella corsa alla miglior posizione possibile nella matassa dietro le prime della Western Conference.

Le squadre dal terzo all’ottavo posto erano, infatti, separate da due partite in classifica prima di martedì.

Miles Bridges ha segnato 14 punti per Charlotte (19-60) che chiude mestamente la sua stagione casalinga con una prova incolore.

Conclusioni Grizzlies: Dopo aver saltato la vittoria di sabato a Detroit a causa di un’intossicazione alimentare, Morant ha sfruttato al meglio il suo ritorno a casa a Charlotte, che si trova a 171 chilometri a nord della sua città natale, Dalzell, nella Carolina del Sud.

Ha fatto una schiacciata alley-oop che ha entusiasmato il pubblico alla fine del primo quarto e molti hanno applaudito i suoi canestri per tutta la partita...che la fantascienza del mercato porti Morant a Charlotte magari e Ball a Memphis?

Poco probabile ma molto  accattivante.

Conclusioni Hornets: Taj Gibson, veterano di Charlotte con 16 anni di esperienza, ha giocato la sua 999esima partita in regular season.

Gibson è alla sua prima stagione con gli Hornets dopo aver giocato per Chicago, Oklahoma City, Minnesota, New York, Washington e Detroit.

Seth Curry continua la corsa per il primo posto in percentuale 3 punti…

Momento chiave: Bane ha segnato cinque dei primi sette punti della partita, portando Memphis in vantaggio per 7-0.

Charlotte non è mai stata in vantaggio o ha fatto uno sforzo extra per competere seriamente.

Statistica chiave: Charlotte continua ad avere gli stessi problemi, i fastbreak che sono costati anche l’espulsione a KJ Simpson e persevera nel tirar male da tre punti con un 28,9 % terrificante, figlio anche delle conclusioni in serata di Jeffries, il quale da fuori chiude con uno 0/6…

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Quella sporca dozzina (di vittorie)

Per gli Hornets, nonostante i simpatici benauguranti auspici promozionali del signore narratore in video qui sotto (il mio giocatore preferito di sempre) la stagione è stata a livello delle due precedenti culminando con qualche disgrazia, oltre che nei risultati, per dei giocatori chiave che sono stati esclusi per infortunio – gioco forza – fin troppo presto in stagione, vedi Tre Mann, Grant Williams e Brandon Miller ai quali si aggiunge da poco LaMelo Ball (altra stagione a intermittenza nelle presenze) ma quando la stagione era già deragliata.

Siamo arrivati a game 78 ma ormai a quattro partirte dala fine gli Hornets hanno mollato nettamete la presa, anche in caso di vittoria contro una delle tre squadre in programma rimanenti, non sposterebbe.

Stanotte alla una è in programma l’ultima partita casalinga, contro Memphis.

Tra le poche luci in stagione possiamo provare  a vedere quel bicchiere meno di un quarto pieno (percentuali alla mano) provando a ripercorrere le migliori 12 vittorie (sono solo 19 in stagione al momento a fronte di 59 sconfitte) in stagione, almeno secondo me:

12) Game 12 Vs Milwaukee Bucks 115-114

Finale pazzesco, ultima chance per Antetokounmpo che tira frontalmente ma colpisce il ferro sullo sforzo difensivo di Grant Williams così Charlotte mette in tasca una vittoria che corona un bello sforzo.

11) Game 15 Vs Detroit Pistons 123-121

Dopo una win al cardiopalma contro Detroit, non passa molto tempo e gli Hornets si riconfermano sul filo per ottenere un’altra vittoria casalinga al The Hive.

10) Game 1 @ Houston Rockets 110-105

Partita d’esordio con la squadra quasi al completo. Mancano Mark Williams e dopo un paio di prodezze si fa male anche Brandon Miller che tuttavia salterà solamente una manciata di partite. La squadra tra individualità e giocate d’insieme, ribalta la patita e trova le giocate vincenti nel finale sovvertendo il pronostico su un campo stico come quello di Houston.

09) Game 75 Vs Utah Jazz 110-106

Partita passata praticamente interamente al comando con qualche guizzo dei Jazz per impattarla. Si giunge al finale all’Alveare dove i Calabron la spuntano su quella che attualmente, classifica alla mano, è divenuta la peggior squadra NBA. Risultato da ricordare perché Charlotte vince la serie 2-0 e non accadeva dal 1994/95 in North Carolina…

08) Game 69 Vs New York Knicks 115-98

Vittoria convincente di Charlotte ottenuta con LaMelo sul parquet (chissà se la prossima stagione sarà ancora nella Buzz City) ma soprattutto di squadra che esalta anche la difesa nel finale, un aspetto davvero mancante in troppe partite di Charlotte quest’annata. Le magagne non risolte totalmente sul perimentro perché non sempre Green è stato al top e l’arrivo del doppione Okogie più energetico non bastano a colmare tante lacune diferenti ma la vittoria dei “viola” contro una squadra quotata come New York in casa, dopo diversi anni e con tanto pubblico arancioblu è stato un bel momento.

07) Game 42 Vs New Orleans Pelicans 123-92

Il “derby” finisce 1-1 in stagione. Gli Hornets al ritorno in Louisiana decidono di perdere appositamente per mantenere la posizione di vantaggio per la lottery che gli garantirebbe un 1,5% in più rimanendo in terzultima posizione a scapito dei “cugini” quartultimi. All'”andata” Charlotte gioca una partita nella quale le va bene quasi tutto e ottiene la più larga vittoria stagionale.

06) Game 66 @ San Antonio Spurs 145-134

Sulla falsa riga della partita appena citata contro NOLA, ecco un’altra partita record in attacco per gli Hornets che il 14 marzo infilano 26 triple, record di franchigia e prima che gli Speroni accorcino nel finale vanno avanti anche di 31, cifre che non capitano spesso, soprattutto di questi tempi.

05) Game 64 @ Miami Heat 105-102

Bridges e Williams emergono nel rollercoaster finale consentendo agli Hornets di sbancare la Florida contro una “rivale divisionale”. La vittoria costituisce l’unica W di Charlotte contro le altre squadre della propria divisione, infatti, Atlanta, Orlando e Washington addirittura, hanno spazzato tutte la serie 4-0 contro la squadra di Lee… Hornets che finiscono con un terribile 1-15 nella Southeast Division ma almeno regalano questa emozionante impresa.

04) Game 08 Vs Detroit Pistons 108-107

E’ la partita del game winner di Brandon Miller che elude il tagliafuori di un difensore e saltando converte il rimbalzo nel tentativo vincente in correzione all’ultimo respiro. Grande atmosfera e bella vittoria così anche Miller – che aveva finito per perder palla su un raddoppio – pochi istanti prima, si riscatta e si prende la vittoria.

03) Game 38 @ Chicago Bulls 125-123

Trend negativo per Charlottwe contro Chicago anche nell’utima partita di fine anno precedente dove l’OT in North Carolina sorride ai Tori. I Calabroni si rifanno soddisfacentemente in Illinois dove l’ultimo quarto è bello e bizzarro, Hornets sotto, poi in rimonta, quando sembra riescano a dare lo stacco netto, la squadra di Donovan la rimette in piedi e ha due occasioni da tre punti sull’ultima azione per vincere ma Vucevic e LaVine sono stretti bene nella morsa rispettiva di Bridges e Green che sui due close-out fanno vincere a LaMelo il derby con il fratello Lonzo.

02) Game 53 @ Los Angeles Lakers 100-97

Dopo lo scambio negato da parte gialloviola, era la partita di ritorno per Mark Williams, mancato losangelino. Gli Hornets si vendicano sportivamente sorprendendo la nuova squadra californiana composta da James e Doncic. L’ex Heat e Cavs sulla sirena ha un paio di occasioni (esattamente come contro i Bulls) per pareggiare ma le manca e gli Hornets sbancano la Crypto.com Arena.

01) Game 49 Vs San Antonio Spurs 117-116

Gli Hornets vincono 2-0 la serie in stagione contro i Texani anche perché LaMelo Ball sull’ultima azione offensiva della partita scarica la palla a Miles Bridges che dall’angolo sinistro fa centro, sorpassa ed evita la sconfitta agli Hornets con un insperato buzzer beater grazie finalmente ad un’azione costruita e finalizzata bene.

Game 78: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 117-131

CHARLOTTE, N.C. — Coby White ha segnato 37 punti, tirando con un 6/8 da 3 punti, Josh Giddey ha aggiunto 23 punti, 10 rimbalzi e 8 assist e i Chicago Bulls hanno superato gli Charlotte Hornets 131-117.

Nikola Vucevic ha contribuito con 16 punti e 11 rimbalzi per i Bulls che sono entrati in partita dietro gli Atlanta Hawks per l’ottavo posto nella Eastern Conference.

Gli Hornets non si giocavano nulla e hanno semplicemente sperimentato.

Bene i lunghi, pessima la difesa, in particolare nel secondo quarto che ha fatto scivolare via la partita.

Nonostante ciò, Mark Williams ha avuto 22 punti e 9 rimbalzi per gli Hornets che hanno perso 10 delle ultime 12 partite…

K.J. Simpson e Jusuf Nurkic hanno segnato 18 punti ciascuno mentre la new entry Sims ha affondato due triple su altrettanti tentativi chiudendo a 6 punti.

Per Chicago… White ha continuato ad avere successo a Charlotte, a poche ore da dove è cresciuto a Goldsboro, North Carolina, e in seguito ha giocato a basket al college per i Tar Heels.

Nelle sue ultime quattro partite contro gli Hornets allo Spectrum Center, White ha avuto una media di 30,5 punti…

Ha chiuso con 12/16 e ha smistato 5 assist.

Conclusioni Bulls: Patrick Williams sembra sempre giocare bene a Charlotte, dove è nato e cresciuto e domenica non ha fatto eccezione. Ha segnato 15 punti con un 6/8 dal campo.

Conclusioni Hornets: Miles Bridges continua ad avere grandi difficoltà da oltre l’arco dei 3 punti, tirando al 18,5% (10 su 54) nelle ultime otto partite…

Bridges ha trascorso l’intero ultimo quarto in panchina mentre è stato dato a Gibson qualche minuto.

Momento chiave: Dopo essere rimasti indietro di 10 punti ad inizio partita, i Bulls hanno preso il controllo nel secondo quarto e si sono portati in vantaggio per 75-55 all’intervallo dietro White, che ha segnato quattro tiri da 3 nel secondo quarto, incluso un tiro da appena dentro la metà campo per battere la sirena del primo tempo…

Charlotte ha incassato 46 punti nel quarto e si è staccata non riuscendo più a rientrare in partita pur dimezzando lo svantaggio ma i fast break dei Bulls e altri problemi che hanno attraversato la stagione, amplificati dai ranghi rimaneggiati, non hanno reso il finale interessante.

Statistica chiave: Uno dei problemi è che Charlotte è disfunzionale, prende tiri da tre non propizi e spesso con gli uomini sbagliati: Charlotte ha chiuso con 8 tiri su 30 da oltre l’arco mentre il 3/12 globale dal campo per Bridges e N. Smith Jr. ha portato a un 6/24 complessivo, fatto di scelte non ottimali.

Seth Curry (10 pt. in 18 min.), partito benissimo, rientrato nel secondo quarto dopo la pausa riposo, non ha visto più un pallone nemmeno quand aveva spazio e alla fine ha reazlizzato solamene una tripla (su un solo tentativo) e rimane quindi indietro di un canestro nella media partita.

Per qualificarsi gli serviranno 5 canestri in 4 parrtite (ovvaimente per vincere la classifica della % 3 pts, con la miglior percentuale possibile).

 

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Game 77: Charlotte Hornets Vs Sacramento Kings 102-125

Poco da dire dal parquet, squadra rimaneggiata e in tanking, Hornets sconfitti nettamente in casa dopo aver giocato alla pari per una decina di minuti, poi la squadra di Lee è sempre stata distante anche a causa della pessima serata nel tiro da tre punti: 8/35 e 22,9%…

Seth Curry, alla ricerca della qualificazione e dell’eventuale primato nel tiro da tre in percentuale, va sul 76/171 dopo 77 partite giocate dagli Hornets.

Nelle ultime 5 dovrà riuscire a realizzare almeno 6 canestri da oltre l’arco (la qualificazione è a quota 82) cercando di sbagliare il meno possibile per mantenere e magari alzare l’attuale 44,4%…

A cinque partite dalla fine si spera però di non fare uno strike di L: Charlotte ha ancora due partite casalinghe e tre esterne (le ultime due contro Boston) per vedere di raggiungere almeno quota 20 vittorie in stagione che la manterrebbero comunque tra le ultime tre squadre (quindi una percentuale massima per la lottery del 14,0% a fronte del 12,5% del quartultimo posto) NBA giacché al momento è terzultima con i Pelicans già a quota 21 vittorie.

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