Destiny

Pagina con articoli di riviste o giornali dedicate a giocatori specifici che hanno sfiorato, indossato anche la divisa degli Charlotte Hornets o hanno ricoperto incarichi dirigenziali:

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A Players


Michael Adams

Rafael Addison (a dx), 94 partite con Charlotte tra il 1995 e il 1997, qui al camp dei Nets con Drazen Petrovic. Foto tratta da Superbasket.

Rafael Addison ha vissuto la prima esperienza NBA nella stagione 1986/87 con la canotta dei Suns.
Ha vestito la divisa degli Charlotte Hornets tra il 1995 e il 1997 facendo parte della bench dei Calabroni.
In Italia tra il 1987 e il 1991 vestì la maglia della Pallacanestro Livorno.
Dopo il suo ritorno in NBA (maglia New Jersey Nets) tornò per poche partite (14) in Italia giocando per Treviso, quindi si accasò a Detroit con i Pistons prima dell’esperienza in North Carolina dove scese sul parquet di battaglia 94 volte per i colori teal & purple.

Kenny Anderson 1.
Kenny Anderson 2.
Kenny Anderson 3.
Kenny Anderson 4.

Un po’ di storia (da American Superbasket) di Darrell Armstrong da Gastonia, un giocatore che trovò posto nei New Orleans Hornets da non confondere con il B.J. Armstrong che giocò con Charlotte. A ogni modo, un ex Hornets, originario del North Carolina che giocò con i Calabroni della Louisiana (qui ecco descritta l’esperienza con i Magic in corso). Pagina 1.
Un po’ di storia (da American Superbasket) di Darrell Armstrong da Gastonia, un giocatore che trovò posto nei New Orleans Hornets da non confondere con il B.J. Armstrong che giocò con Charlotte. A ogni modo, un ex Hornets, originario del North Carolina che giocò con i Calabroni della Louisiana (qui ecco descritta l’esperienza con i Magic in corso). Pagina 2.
Un po’ di storia (da American Superbasket) di Darrell Armstrong da Gastonia, un giocatore che trovò posto nei New Orleans Hornets da non confondere con il B.J. Armstrong che giocò con Charlotte. A ogni modo, un ex Hornets, originario del North Carolina che giocò con i Calabroni della Louisiana (qui ecco descritta l’esperienza con i Magic in corso). Pagina 3.
Superbasket presenta i nuovi prospetti/rookie scelti nel 1991. Alla posizione numero 9 i Falchi sceglieranno “L’Uomo di Plastica” Stacey Augmon che poi vestirà anche l’uniforme di Charlotte.

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B Players

Un minorenne Marco Belinelli presentato sul numero 17 (22/28 aprile 2003) di Superbasket.

Dal numero 45 di Superbasket (7/13 novembre 2007) l’inizio di Belinelli nella NBA.
Allan Bristow: 76ers, Spurs, Jazz e Mavericks son state le squadre dove ha giocato negli anni settanta e nei primi anni ottanta.
Dopo Dick Harter e Gene Littles (vice, subentrato ad Harter la seconda stagione), Bristow sarà, prima vice presidente delle operazioni di mercato degli Hornets e poi il terzo Head Coach della franchigia rimpiazzando Littles dopo esser arrivato da Denver dove faceva il vice allenatore.
Rimarrà sino al 1996 mixando uno stile di gioco East e veloce, votato all’attacco (divertendo), in base agli uomini a disposizione lasciando a Bogues pian piano le redini della regia e della transizione.
Il primo vero volto che ricordo, simpatico ma anche piuttosto espressivo.
Se c’era da protestare non si tirava indietro.
A novembre 1995, infatti, a Milwaukee viene espulso per proteste lasciando spazio per una partita al baffuto secondo Bill Hanzlik.
Lascia al termine della stagione 1995/96 con un reord di 41-41 e i playoffs solo sfiorati dopo due partecipazioni agli stessi (secondo turno raggiunto nel 1993 dopo la W sui Celtics), in totale in Regular Season collezionerà 207 vittorie con i vari Mourning, Johnson, Curry, Bogues, Burrell, Gill, Hawkins, Parish, Rice, ecc..
Kobe impegnato in una sfida a bowling insieme a Cindy Crawford.
Kobe Bryant 1 (articolo tratto da XXL Basketball del giugno 2000). Bryant è stato scelto dagli Hornets ma non ha mai giocato per essi essendosi accordato da subito con i Lakers. Al suo posto come contropartita arrivò Vlade Divac che i Lakers avrebbero già voluto proporre a Charlotte se Mourning avesse lasciato Charlotte, la quale preferì girarlo l’anno prima a Miami per varie motivazioni.
Kobe Bryant 2.
Kobe Bryant 3.
Kobe Bryant 4.

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Elden Campbell sarà un pezzo fondamentale tra i lunghi della Charlotte 2.0, qui lo vediamo ancora giovane vestire i panni di un lungo Lakers.

Luglio 1991da Superbasket: Derrick Coleman ai Nets è matricola dell’anno.
Dave Cowens, futuro allenatore di Charlotte che inaugurerà un gioco difensivo molto più “duro e accanito” (rispetto al precedente utilizzato da Bristow) ribattezzato Hard Ball, quando giocava per i Celtics si divertiva un po’ a giocare a fare il coach.
Dave Cowens, futuro allenatore di Charlotte che inaugurerà un gioco difensivo molto più “duro e accanito” (rispetto al precedente utilizzato da Bristow) ribattezzato Hard Ball, quando giocava per i Celtics si divertiva un po’ a giocare a fare il coach me in queste foto lo vediamo lottare in campo.
Earl Cureton in “Fuga da Milano” potrebbe essere il titolo di un film. Questo giocatore americano ha in comune una doppia esperienza (in due tempi) sia nelle file degli Charlotte Hornets che a Milano (Simac e Philips le sponsorizzazioni). Nel 1983 Milano lo prende dopo i suoi trascorsi in NBA convinta possa far la differenza ma lui dura poco, 6 partite di campionato, il 18 novembre, infatti, fugge da Milano con Dan Peterson che, informato, corre al suo inseguimento (vano) a bordo di un taxi… Earl tornerà all’Olimpia 6 anni più tardi senza incidere troppo. Lascio la pagina integrale perché oltre a Cureton sono citate altre stranezze su altri giocatori, ecc.. Con Charlotte Earl gioca nel 1988/89 (il primo anno in NBA degli Hornets) e nel 1991 ma girovaga molto (76ers, Pistons, Bulls, Clippers, Rockets, Raptors le sue altre squadre NBA vincendo due con anelli, uno con i 76ers e uno con i Rockets).

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Baron Davis, esplosivo playmaker di Charlotte ai tempi di UCLA.

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E Players
Dale Ellis arriva a fine carriera a Charlotte giocando 24 partite per gli Hornets con 5 partenze da starter segnando complessivamente 55 punti. Di questi, complessivamente 42 saranno quelli ottenuti grazie a 14 triple. L’articolo è di quando giocava nei SuperSonics 1.0.

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Tim Floyd allena per molti anni New Orleans ma non quella della NBA. A dargli una prima chance saranno i Bulls del post MJ (una mezza tragedia per chi tifa quei colori) e lui finirà con un bilancio di 49-190 dal 199 al 2001. New Orleans gli darà una seconda possibilità come Head Coach dei New Orleans Hornets nel 2003/04 e lui chiuderà con un bilancio in parità: 41-41. Avrà una seconda possibilità a NOLA ma come vice nel 2009/10. Dal 2010 al 2017 sarà in Texas con gli UTEP (a El Paso) Miners.

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Mike Gminski (Superbasket di fine 1978) nella foto grande in basso da giovane quando giocava per Duke.

Anthony Goldwire (PG), dopo gli esordi in NBA con Charlotte (Guido Bagatta sosteneva avesse la faccia da bambino e fosse un po’ spaurito ma non se la cavava per niente male) e la successiva militanza con i Nuggets, inizia a girare il mondo e qui a 28 anni approda in Grecia con l’Olympiakos. Farà tempo a tornare saltuariamente e a intermittenza in NBA dove giocherà con Spurs, Wizards, Timberwolves, Nets, Bucks, Pistons e Clippers… Dal 2010 al 2013 è stato un vicecoach dei Milwaukee Bucks. Foto Iguana Press tratta da Giganti del Basket del novembre 1998.

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Superbasket del Luglio 1990 Speciale America presenta 20 (possibili) futuristiche stelle per la NBA. Su Darrin Hancock “ci prenderanno” abbastanza. Non sarà una stella di primo piano ma un buon giocatore versatile che in qualche partita diventava la classica mina vagante, la spina nel fianco della difesa avversaria.

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Larry Johnson firma un lungo e ricco contratto multiyear con gli Hornets ma quando le cifre iniziano a salir vertiginosamente George Shinn pensa di scambiarlo con New York sostanzialmente per Anthony Mason (più Brad Lohaus). A New York LJ terminerà prematuramente la sua carriera per problemi alla schiena con qualche punta di classe assoluta come la giocata contro i Pacers nella finale a Est da 4 punti che aiuterà i Knicks ad arrivare in finale pur partendo dall’ottava posizione in griglia a Est dopo aver eliminato Miami e Atlanta.

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Randolph Keys dopo una stagione giocata a Charlotte (1990/91) troverà casa in Italia a Trevisonel 1991 ma qui lo vediamo in maglia Breeze Aresium Milano dove verrà tagliato da coach Bergamaschi per la stagione 1991/92. Troverà una nuova home a Parigi con il Racing.
In Superbasket del 17 ottobre 1991 ritroviamo Tim Kempton con la maglia della Glaxo Verona. Nonostante la sua ottima prestazione al supplementare gli scaligeri cedono la vittoria ai bolognesi della Knorr.

Un po’ del Mitch Kupchak giocatore, quando gli Hornets ancora non esistevano. Sfortunatamente come GM non sembra altrettanto tenace e probabilmente ha possibilità limitate…

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George Lynch (qui con la divisa di North Carolina ritratto su una rivista specializzata di basket) sarà un buon giocatore NBA, probabilmente molto sottovalutato. Contribuirà a dar una buona mano agli Honets (prima a Charlotte e poi a New Orleans) dalla panchina.

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M Players

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In un periodo piuttosto colorato, quello degli anni ’90, con Rodman dai capelli sempre diversamente colorati e per passare a canotte molto caratteristiche nella NBA, e ai colori fluo molto usati in altri sport, le acconciature strane non erano sempre un’anomalia.
Chi di voi, oggi (2020), ha almeno sui 35 anni probabilmente ricorderà le scritte messaggio sulla nuca di Anthony Mason che mutavano spesso.
Non so da chi le facesse fare a Charlotte ma ora sapete da chi se le faceva fare a New York.
Vernon Maxwell detto Mad Max, giocatore che ebbe qualche problema con la legge. Mentre giocava per Charlotte nel 1998 (chiuderà con 31 partite e 210 punti) un giudice del Texas emise un mandato d’arresto per delle banali pendenze con la giustizia, fatti accaduti tre anni prima quando giocava per i Rockets. Ciò gli costò una pena di 90 giorni. Pagina 1 tratta da XXL basketball dell’aprile 2000.
Vernon Maxwell detto Mad Max, giocatore che ebbe qualche problema con la legge. Mentre giocava per Charlotte nel 1998 (chiuderà con 31 partite e 210 punti) un giudice del Texas emise un mandato d’arresto per delle banali pendenze con la giustizia, fatti accaduti tre anni prima quando giocava per i Rockets. Ciò gli costò una pena di 90 giorni. Pagina 2 tratta da XXL basketball dell’aprile 2000.

Moiso giocò per i New Orleans Hornets.

Alonzo Mourning convince anche prima di entrare nella NBA. Scelto alla numero 2 da Charlotte dopo che Orlando mise scontatamente alal numero 1 gli occhi su Shaq.


Alonzo Mourning torna a giocare in NBA dopo i gravi problemi di salute avuti.


Pete Myers (a sinistra) insieme a Shaun Vandiver alla Fortitudo Bologna nel 1991. Pete nel 1996 giocherà 32 partite in divisa Hornets.


Ancora Pete Myers in azione con la Mangiaebevi.

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Nel luglio 1990 lo speciale America di Superbasket presenta 20 (possibili) stelle per il futuro. Una di queste è Khalid Reeves che effettivamente in NBA vi arriverà e vestirà per breve tempo la maglia degli Hornets prima di esser scambiato ma Khalid non mi dispiaceva affatto.

Superbasket aggiunge alle proprie presentazioni il rookie Glen Rice di Miami.

Sempre dallo speciale America di Superbasket del 1990 ecco un giocatore originario del North Carolina che avrà a che fare con gli Hornets nella stagione 2004/05 quando la squadra si trovava a New Orleans. La sorte non è stata benevola con Rodney, bloccato oggi su una sedia a rotelle dopo stagioni da big man passate in giro per la NBA (ricordo ottime giocate e schiacciate con la maglia dei Nuggets).

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Charles Shackleford nasce a Kinston in North Carolina il 22 aprile 1966 e purtroppo vi decede anche, il 27 gennaio 2017 all’età di 50 anni.

Porta al titolo la Phonola Caserta nel 1990/91 al suo esordio in Italia con oltre 19 punti e 15 rimbalzi di media, poi giocherà ancora per la squadra campana nel 1993/94.

Con gli Charlotte Hornets chiude la sua carriera attiva segnando 107 punti in 32 partite nel 1999.

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Thorpe raccontato in inglese su Street & Smith’s ProBasketball, annuale del 1992.
Sarà un pezzo fondamentale nei Rockets per giungere al primo titolo insieme a Olajuwon.
Il primo agosto 2000 viene scambiato dai Miami Heat insieme a P.J. Brown, Jamal Mashburn, Tim James e Rodney Buford per Ricky Davis, Eddie Jones, Anthony Mason e Dale Ellis.
Thorpe ha giocato la sua ultima partita il 20 maggio 2001, vestendo – appunto – la divisa degli Hornets collezionando 49 presenze e 138 punti con i Calabroni.
Kelly Tripucka prima di giocare a Charlotte avrà un’apparizione italiana con la Malaguti. In NBA chiuse la carriera a Charlotte dopo esser stato scelto dai Pistons ed esser passato per due (brutti) anni dai Jazz.

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Jiri Zidek sbarca in America e vince il titolo NCAA con UCLA. Sarà successivamente selezionato da Charlotte come centro di riserva ma non avrà gran fortuna. Premesso che ritengo che non vi siano modelli perfetti (esempio tipico fatto tra le dittature odierne è quello della Turchia di Erdogan) o che esista realmente qualcosa che si possa chiamare democrazia (fraintendimento letterale del temine che oggi per molti significa libertà e benessere) benché meno quella proposta dall’America odierna, specialmente quella incarnata da un borioso oligarca come Trump, in questa storia si intersecano e si intrecciano i destini di una parte d’Europa che visse la distopia di un regime allontanatosi ben presto dalle intenzioni di Marx ed Engels. In poche righe, parlare di un argomento delicato e molto complesso e vasto sarebbe follia ma di base c’è da dire che il comunismo contribuisce a creare un dualismo di sistema internazionale fornendo consapevolezze e basi differenti di pensiero in Europa occidentale, contribuì anch’esso a un maggior benessere nella parte occidentale d’Europa. Perfino in Unione Sovietica (sul nascere) vi fu un periodo in cui lo slogan fu “Contadini arricchitevi”(ossimoro), periodo nel quale si voleva incentivare un profitto per poi far partire un economia industriale ricalcando un po’ il modello inglese. Tra tutte le direzioni che poi avrebbe potuto prendere il comunismo, comprese quelle integraliste – meglio parlare di comunismi, molto diversi tra loro – la stalinizzazione, l’eliminazione di oppositori politici come Trockij e Zinoviev, il primo assasinato da un sicario in Messico) si andò verso una dittatura che tradì i dettami stessi nell’idea iniziale (pro uomo per quanto per alcuni possa esser discutibile) e anche il padre di “George” pare ne abbia subito pesanti conseguenze. Oggi, in un monosistema di mercato dal volto più umano ma che tratta, abbandona e trita l’uomo ancor peggio del regime sovietico, nel leggere queste storie più “asmatiche” e truculente sembra esser passato un secolo eppure nel mondo esistono ancora dittature e anche nelle nazioni più a rischio vi sono innumerevoli sacche di povertà, questa comunque è la particolare singolarità di George Zidek, “figlio” degli ultimi venti dell’Est, professionista in NBA. Giganti del Basket – maggio 1995.

Jiri Zidek in azione con UCLA poco prima di entrare nella NBA. Gigant del Basket, maggio 1995.