Hugo

La prima versione di Hugo. Hugo-1988, la mascotte, in una prima versione "magra", il disegno è di Cheryl Henson.

La prima versione di Hugo. Hugo-1988, la mascotte, in una prima versione “magra”, il disegno è di Cheryl Henson. Data di nascita: 4 novembre 1988 al Charlotte Coliseum a.k.a. The Hive. Hobbies: Bungee jumping, skydiving, roller blade e gare automobilistiche. Caratteristiche Personali: Si “diverte” a portare sorrisi negli ospedali, scuole o ovunque ci sia bisogno di un sorriso gratuitamente. L’aspetto è di un calabrone color foglia di tè e viola con un ciuffo arancione tra le antenne. A New Orleans il ciuffo diventa color miele, seguendo un po’ il cambio leggero di colori rispetto all’era Charlotte. Hugo è il nome della mascotte degli Hornets all’epoca di Charlotte, prima del trasferimento a New Orleans. Disegnato da Cheryl Henson, la seconda figlia di Jim Henson (Greenville, 24 settembre 1936 – New York, 16 maggio 1990 è stato un regista e produttore cinematografico statunitense, inventore dei Muppets. Egli viene considerato il più influente e bravo innovatore burattinaio della storia televisiva del suo paese. È stato burattinaio di molti Muppets, tra cui Kermit la Rana del Muppet Show e Ernie di Sesame Street.), Hugo the Hornet viene creato nel 1988, un anno prima che l’uragano Hugo investa la Carolina. Il nome Hugo viene scelto in una rosa di 6,000 nomi. Nonostante la devastazione successiva causata dell’omonimo uragano, gli Hornets nel 1989 annunciano che rimarrà Hugo e non Hoser o Hank come ipotizzato. A fine anni ’90 è un sostenitore della campagna “stay in school”, ricordo una simpatica foto fatta insieme ai Backstreet Boys in canotta Hornets. Durante la pausa tra il primo ed il secondo quarto di gara di gara 1 dei Playoffs 2008 contro San Antonio, il numero prevede che Hugo salti in un anello di fuoco lanciandosi dal trampolino, ed infine schiacci a canestro. Dopo di questo, la squadra responsabile dello spegnimento dell’anello sbaglia estintore e ci si mette un po’ troppo per estinguerlo, tanto che l’Arena si riempie un po’ troppo di fumo, così la gara ritarda di 19 minuti, anche perchè sul campo rimane un agente chimico difficile da rimuovere. Il vicepresidente esecutivo delle operazioni NBA Stu Jackson cancella lo show e multa gli Hornets per il contrattempo. Hugo ha partecipato a numerosi spot per delle tv commerciali quali ad esempio Fox Sports, TNT, ABC ed ESPN. In tutti questi anni è stato in molti paesi, Australia, Argentina, Messico, Inghilterra, Italia, Francia, Olanda, Germania, Canada, Costa Rica, Spagna, ecc…

Michael Zerrillo. Non esiste una scuola per diventare una mascotte per una squadra sportiva professionistica. Nessuno quindi aveva avvisato Michael Zerrillo che ogni mascotte ha una data di scadenza. Michael Zerrillo ha capito in una frazione di secondo nella primavera del 1995 che esisteva. Un incidente su una catapulta ad aria compressa gli stracciò il tendine di Achille e molti legamenti della caviglia. Charlotte. Anni '90, se avete visto Hugo, sappiate che dentro il costume vi era un ex ginnasta d’Arizona State dal cognome di origine italiana. Zerrillo è stato il secondo Hugo, amata mascotte degli Charlotte Hornets. Ha indossato i suoi panni dal 1990 al 2007 (ben diciassette stagioni) seguendo la squadra che nel frattempo si era spostata da Charlotte a New Orleans nel 2002 e brevemente a Oklahoma City, quando l'uragano Katrina costrinse gli Hornets a un trasferimento temporaneo nell’autunno 2005. Ora, alla soglia dei cinquant’anni, Zerrillo è tornato a Charlotte e fino a ottobre lavorava come coordinatore di servizi all’interno di una struttura che fa parte della NASCAR Hall of Fame. Dal novembre 2013 fa il Project Manager all’United Maintenance Corporation, società che si occupa di servizi infrastrutturali. Zerrillo però pensa che primariamente la missione nello svolgere compiti così diversi sia una: Rendere felici le persone ogni giorno. "Ha un cuore gentile”, ha detto Marilynn Bowler, ex vice presidente degli affari pubblici degli Hornets.  "Lui s’identifica con le persone. Non ho mai sentito dire una cosa negativa su nessuno". Bowler fu la persona che assunse Zerrillo a Charlotte dopo aver visionato decine di candidati. L’Hugo originale era una ballerina, ma la direzione voleva un interprete più acrobatico. Così si consultarono con Bob Woolf. Bob Woolf era il “Gorilla” mascotte dei Phoenix Suns. Battendo la concorrenza di circa cinquecento atleti arrivò a divenire famoso come "Gorilla" grazie anche alla sua arma segreta, la flip-dunk, oggi ormai famosa. E’ quel salto dal trampolino con una mezza capovolta che porta la mascotte a passare attraverso un cerchio infuocato e a mettere la palla a spicchi nella retina. Woolf era un po’ il papà di tutte le mascotte NBA. Bowler in un primo momento aveva pensato d’offrire proprio a lui l’incarico di Hugo, nel caso in cui fosse stato disposto a muoversi da Phoenix. Woolf rispose che aveva un amico, un compagno di Arizona State sempre ginnasta che avrebbe potuto fare ciò che faceva lui. Così gli Hornets chiamarono Zerrillo per un provino, dove c’erano quindici persone (su sessanta che avevano inviato curriculum e video).  Zerrillo andò a Wilmington, dove un cugino era impegnato a fare Leonardo (vizio di famiglia) in un film delle Tartarughe Ninja.  Aveva bisogno di suo cugino a posto lui mentre provava le acrobazie con indosso il costume di Hugo. Lungo la strada, Zerrillo avvistò qualcosa in una piccola città che ancora ricorda vividamente ventitré anni dopo: due uomini vestiti in abito bianco da Ku Klux Klan che portavano una grande croce di legno. "Quello era aprire gli occhi", ha ricordato Zerrillo. "In quel momento ho capito che non era Syracuse (città natale) o Phoenix'.' Era compito di Bowler farlo sentire in benvenuto, anche perché Zerrillo avrebbe dovuto affrontare due mesi d’allenamento prima. Bowler così chiamò la madre di Zerrillo per scoprire le sue preferenze, gli fece trovare un appartamento vicino allo Charlotte Coliseum con soda, caramelle e snack.  Il buon Michael dovette cimentarsi anche con la parte dedicata alla danza per la quale ci vorrebbero anni di pratica per diventare bravi, in due mesi Zerrillo riuscì ad arrivare a un buon livello. Zerrillo divenne rapidamente un temerario, fino a uscire mascherato da supereroe con il suo alter ego "Super Hugo", in modo da poter eseguire le acrobazie più rischiose in calzamaglia e non con il pesante costume indosso.   Gli Hornets per giustificare lo sdoppiamento di personalità di Hugo, s’inventarono dei retroscena. La storia circa recitava che Hugo era un insetto dai peli morbidi, che un medico aveva contribuito a modificare un po’ il suo aspetto e che era cercato da dei super eroi... George Shinn, il proprietario degli Hornets, era sempre alla ricerca di un nuovo brivido, un gesto spettacolare che lo facesse divertire come riuscisse ad esaltare gli spettatori, cercava di trovare modi sempre più sorprendenti e pericolosi per lanciare la sua mascotte a canestro. Super Hugo diventerà campione di schiacciate nella categoria mascotte per ben tre volte. Essendo una mascotte però, il suo lavoro non era solo quello di fare acrobazie ma anche d’interagire con la gente senza parlare. "E 'difficile esprimere a cosa stai pensando", ha detto Zerrillo. “Si spende un sacco di tempo davanti allo specchio (in costume) a pensare, 'Oh, questo dovrebbe apparire incredibile. '" Ci sapeva fare con i bambini, anche i più piccoli. Era avvantaggiato dal fatto che nel ruolo di ginnasta aveva già avuto modo d’insegnare a dei bambini e a dei ragazzi, “quindi sapevo come fare con loro senza sembrare spaventoso", ha detto Zerrillo, il quale ha due figli, Bella e Oliver. Nella primavera del 1995, Zerrillo stava sperimentando su di una catapulta che avrebbe dovuto spingere Zerrillo a canestro partendo al di fuori dalla linea dei tre punti. Anche se all’epoca la linea era stata avvicinata, restava un esperimento pazzesco. Super Hugo avrebbe dovuto mettere un piede sul trampolino della catapulta per attivare il dispositivo. In preparazione della serie playoff tra gli Hornets e i Chicago Bulls (serie maledetta), Zerrillo tentò la bravata e il peggio accadde. Forse mise il piede sbagliato o forse la pressione dell'aria fu calibrata male ma il risultato fu che finì sul pavimento con il tendine d’Achille strappato e numerose altre lesioni. Quelle ferite erano così estese che il suo caso fu oggetto di discussione in una scuola di medicina. Un medico descrisse il danno così: "Come fare un passo su una mina", uno studente di medicina rispose: "Perché qualcuno dovrebbe farlo?" Quella domanda - perché continuare a fare le folli acrobazie di Hugo? - diventò un tema ricorrente. Nel corso del tempo, Zerrillo subì vari traumi e qualche intervento chirurgico al collo (1996), un disco parzialmente rimosso con intervento chirurgico per l’ernia (1998), danni ad una spalla e alle ginocchia, qui ebbe un intervento chirurgico su entrambe per rimuovere le cartilagini strappate, rottura caviglia...   La risposta alla domanda “perché continuare?” potrebbero darla i Queen; semplicemente "the show must go on", cioè lo spettacolo deve andare avanti. Una volta, quando un medico gli diagnosticò un'appendicite, Zerrillo chiese se avrebbe potuto lavorare quella notte. Alla fine, grazie al medico che lo sconsigliò vivamente, cedette. Aveva l'appendicectomia. Sei giorni dopo era a lanciarsi dentro il cerchio infuocato nuovamente… Con gli Hornets che nel 2002 si ritrovarono in Louisiana, Michael seguì la squadra.   Shinn cercava di non modificare troppo l’assetto interno, il suo entourage, quindi  chiese a Michael la prosecuzione del rapporto lavorativo, proseguito fino al suo ritiro, quando la società gli chiede una mano per visionare nuovi talenti e svilupparli. Insieme alla società scelsero il futuro Hugo, dopo di che Michael rimase per sei mesi a consigliare e a fare da mentore alla futura mascotte. Quando gli chiesero se fosse triste nel vedere la futura mascotte che stava preparando, lui rispose deciso: “E 'stato diverso. Non ero triste perché ero davvero pronto perché ciò accadesse. Non avevo mai visto questo ruolo da quest’angolazione, quindi per me è stato interessante”. Zerrillo nel 2008 però ritorna a Charlotte poiché un amico lavorava alla costruzione della NASCAR Hall of Fame e aveva bisogno di aiuto. Zerrillo non sapeva nulla di costruzioni, ma le sue competenze sulle persone si adattavano bene con il lavoro da svolgere, così si è impegnato in questo ruolo. Gli piace questo lavoro perché ogni giorno è diverso (come già detto in precedenza, attualmente primavera 2014, fa il project manager per un’altra azienda). Ma non è la stessa che vivere come un “insetto”. "E’ grandioso sentire 24.000 persone in visibilio per voi", ha detto Zerrillo. "Ma qualsiasi lavoro dove si aiuta costantemente la gente è gratificante." Zerrillo afferma anche che i suoi più bei ricordi sono a Charlotte quando la franchigia disputò i playoff.  “Il livello di eccitamento e senso d’importanza per ogni gara di playoff aumenta drammaticamente nella NBA”. Oggi, è difficile distinguere dove finisce Zerrillo e comincia Hugo. Zerrillo descrive così il suo alter ego: "E' alla mano, amabile. Una persona con la quale si vorrebbe sempre uscire”. Zerrillo dice che vorrebbe fare tutto daccapo perché fu un'esperienza molto divertente e unica che contribuì a renderlo la persona che è oggi. Bee Cool!                                                                    http://www.youtube.com/watch?v=sniy-_VfZyM

Michael Zerrillo.
Non esiste una scuola per diventare una mascotte per una squadra sportiva professionistica.
Nessuno quindi aveva avvisato Michael Zerrillo che ogni mascotte ha una data di scadenza.
Michael Zerrillo ha capito in una frazione di secondo nella primavera del 1995 che esisteva. Un incidente su una catapulta ad aria compressa gli stracciò il tendine di Achille e molti legamenti della caviglia.
Charlotte. Anni ’90, se avete visto Hugo, sappiate che dentro il costume vi era un ex ginnasta d’Arizona State dal cognome di origine italiana. Zerrillo è stato il secondo Hugo, amata mascotte degli Charlotte Hornets. Ha indossato i suoi panni dal 1990 al 2007 (ben diciassette stagioni) seguendo la squadra che nel frattempo si era spostata da Charlotte a New Orleans nel 2002 e brevemente a Oklahoma City, quando l’uragano Katrina costrinse gli Hornets a un trasferimento temporaneo nell’autunno 2005.
Ora, alla soglia dei cinquant’anni, Zerrillo è tornato a Charlotte e fino a ottobre lavorava come coordinatore di servizi all’interno di una struttura che fa parte della NASCAR Hall of Fame. Dal novembre 2013 fa il Project Manager all’United Maintenance Corporation, società che si occupa di servizi infrastrutturali.
Zerrillo però pensa che primariamente la missione nello svolgere compiti così diversi sia una:
Rendere felici le persone ogni giorno.
“Ha un cuore gentile”, ha detto Marilynn Bowler, ex vice presidente degli affari pubblici degli Hornets.
“Lui s’identifica con le persone. Non ho mai sentito dire una cosa negativa su nessuno”.
Bowler fu la persona che assunse Zerrillo a Charlotte dopo aver visionato decine di candidati. L’Hugo originale era una ballerina, ma la direzione voleva un interprete più acrobatico. Così si consultarono con Bob Woolf. Bob Woolf era il “Gorilla” mascotte dei Phoenix Suns. Battendo la concorrenza di circa cinquecento atleti arrivò a divenire famoso come “Gorilla” grazie anche alla sua arma segreta, la flip-dunk, oggi ormai famosa. E’ quel salto dal trampolino con una mezza capovolta che porta la mascotte a passare attraverso un cerchio infuocato e a mettere la palla a spicchi nella retina. Woolf era un po’ il papà di tutte le mascotte NBA.
Bowler in un primo momento aveva pensato d’offrire proprio a lui l’incarico di Hugo, nel caso in cui fosse stato disposto a muoversi da Phoenix. Woolf rispose che aveva un amico, un compagno di Arizona State sempre ginnasta che avrebbe potuto fare ciò che faceva lui.
Così gli Hornets chiamarono Zerrillo per un provino, dove c’erano quindici persone (su sessanta che avevano inviato curriculum e video).
Zerrillo andò a Wilmington, dove un cugino era impegnato a fare Leonardo (vizio di famiglia) in un film delle Tartarughe Ninja. Aveva bisogno di suo cugino a posto lui mentre provava le acrobazie con indosso il costume di Hugo. Lungo la strada, Zerrillo avvistò qualcosa in una piccola città che ancora ricorda vividamente ventitré anni dopo: due uomini vestiti in abito bianco da Ku Klux Klan che portavano una grande croce di legno.
“Quello era aprire gli occhi”, ha ricordato Zerrillo. “In quel momento ho capito che non era Syracuse (città natale) o Phoenix’.’
Era compito di Bowler farlo sentire in benvenuto, anche perché Zerrillo avrebbe dovuto affrontare due mesi d’allenamento prima. Bowler così chiamò la madre di Zerrillo per scoprire le sue preferenze, gli fece trovare un appartamento vicino allo Charlotte Coliseum con soda, caramelle e snack.
Il buon Michael dovette cimentarsi anche con la parte dedicata alla danza per la quale ci vorrebbero anni di pratica per diventare bravi, in due mesi Zerrillo riuscì ad arrivare a un buon livello.
Zerrillo divenne rapidamente un temerario, fino a uscire mascherato da supereroe con il suo alter ego “Super Hugo”, in modo da poter eseguire le acrobazie più rischiose in calzamaglia e non con il pesante costume indosso.
Gli Hornets per giustificare lo sdoppiamento di personalità di Hugo, s’inventarono dei retroscena. La storia circa recitava che Hugo era un insetto dai peli morbidi, che un medico aveva contribuito a modificare un po’ il suo aspetto e che era cercato da dei super eroi…
George Shinn, il proprietario degli Hornets, era sempre alla ricerca di un nuovo brivido, un gesto spettacolare che lo facesse divertire come riuscisse ad esaltare gli spettatori, cercava di trovare modi sempre più sorprendenti e pericolosi per lanciare la sua mascotte a canestro.
Super Hugo diventerà campione di schiacciate nella categoria mascotte per ben tre volte.
Essendo una mascotte però, il suo lavoro non era solo quello di fare acrobazie ma anche d’interagire con la gente senza parlare.
“E ‘difficile esprimere a cosa stai pensando”, ha detto Zerrillo. “Si spende un sacco di tempo davanti allo specchio (in costume) a pensare, ‘Oh, questo dovrebbe apparire incredibile. ‘”
Ci sapeva fare con i bambini, anche i più piccoli. Era avvantaggiato dal fatto che nel ruolo di ginnasta aveva già avuto modo d’insegnare a dei bambini e a dei ragazzi, “quindi sapevo come fare con loro senza sembrare spaventoso”, ha detto Zerrillo, il quale ha due figli, Bella e Oliver.
Nella primavera del 1995, Zerrillo stava sperimentando su di una catapulta che avrebbe dovuto spingere Zerrillo a canestro partendo al di fuori dalla linea dei tre punti. Anche se all’epoca la linea era stata avvicinata, restava un esperimento pazzesco. Super Hugo avrebbe dovuto mettere un piede sul trampolino della catapulta per attivare il dispositivo.
In preparazione della serie playoff tra gli Hornets e i Chicago Bulls (serie maledetta), Zerrillo tentò la bravata e il peggio accadde. Forse mise il piede sbagliato o forse la pressione dell’aria fu calibrata male ma il risultato fu che finì sul pavimento con il tendine d’Achille strappato e numerose altre lesioni.
Quelle ferite erano così estese che il suo caso fu oggetto di discussione in una scuola di medicina. Un medico descrisse il danno così:
“Come fare un passo su una mina”, uno studente di medicina rispose: “Perché qualcuno dovrebbe farlo?”
Quella domanda – perché continuare a fare le folli acrobazie di Hugo? – diventò un tema ricorrente. Nel corso del tempo, Zerrillo subì vari traumi e qualche intervento chirurgico al collo (1996), un disco parzialmente rimosso con intervento chirurgico per l’ernia (1998), danni ad una spalla e alle ginocchia, qui ebbe un intervento chirurgico su entrambe per rimuovere le cartilagini strappate, rottura caviglia…
La risposta alla domanda “perché continuare?” potrebbero darla i Queen; semplicemente “the show must go on”, cioè lo spettacolo deve andare avanti. Una volta, quando un medico gli diagnosticò un’appendicite, Zerrillo chiese se avrebbe potuto lavorare quella notte. Alla fine, grazie al medico che lo sconsigliò vivamente, cedette. Aveva l’appendicectomia. Sei giorni dopo era a lanciarsi dentro il cerchio infuocato nuovamente…
Con gli Hornets che nel 2002 si ritrovarono in Louisiana, Michael seguì la squadra.
Shinn cercava di non modificare troppo l’assetto interno, il suo entourage, quindi chiese a Michael la prosecuzione del rapporto lavorativo, proseguito fino al suo ritiro, quando la società gli chiede una mano per visionare nuovi talenti e svilupparli. Insieme alla società scelsero il futuro Hugo, dopo di che Michael rimase per sei mesi a consigliare e a fare da mentore alla futura mascotte.
Quando gli chiesero se fosse triste nel vedere la futura mascotte che stava preparando, lui rispose deciso:
“E ‘stato diverso. Non ero triste perché ero davvero pronto perché ciò accadesse. Non avevo mai visto questo ruolo da quest’angolazione, quindi per me è stato interessante”.
Zerrillo nel 2008 però ritorna a Charlotte poiché un amico lavorava alla costruzione della NASCAR Hall of Fame e aveva bisogno di aiuto. Zerrillo non sapeva nulla di costruzioni, ma le sue competenze sulle persone si adattavano bene con il lavoro da svolgere, così si è impegnato in questo ruolo.
Gli piace questo lavoro perché ogni giorno è diverso (come già detto in precedenza, attualmente primavera 2014, fa il project manager per un’altra azienda). Ma non è la stessa che vivere come un “insetto”.
“E’ grandioso sentire 24.000 persone in visibilio per voi”, ha detto Zerrillo. “Ma qualsiasi lavoro dove si aiuta costantemente la gente è gratificante.”
Zerrillo afferma anche che i suoi più bei ricordi sono a Charlotte quando la franchigia disputò i playoff.
“Il livello di eccitamento e senso d’importanza per ogni gara di playoff aumenta drammaticamente nella NBA”.
Oggi, è difficile distinguere dove finisce Zerrillo e comincia Hugo.
Zerrillo descrive così il suo alter ego:
“E’ alla mano, amabile. Una persona con la quale si vorrebbe sempre uscire”.
Zerrillo dice che vorrebbe fare tutto daccapo perché fu un’esperienza molto divertente e unica che contribuì a renderlo la persona che è oggi.
Bee Cool!
http://www.youtube.com/watch?v=sniy-_VfZyM

hugo colorare

Un Hugo da stampare e colorare per i bimbi.

hugoflag

Hugo con il bandierone degli Charlotte Hornets.

Hugo ai Playoffs del 1993.

Hugo ai Playoffs del 1993.

Hugo su un manifesto dela First Union a Charlotte.

Hugo su un manifesto dela First Union a Charlotte.

Hugo con il gruppo dei Backstreet Boys in una campagna promozionale per far rimanere i giovani nelle scuole a studiare.

Hugo con il gruppo dei Backstreet Boys in una campagna promozionale per far rimanere i giovani nelle scuole a studiare.

Hugo

Hugo con l’alter ego Super Hugo.

Hugo

Hugo con il neoarrivato da Boston, David Wesley.

Hugo a canestro.

Hugo a canestro.

Hugo, con ciuffo d'ordinananza arancio all'apertura della stagione 1999.

Hugo, con ciuffo d’ordinananza arancio all’apertura della stagione 1999.

hhugo

Hugo alla presentazione a New Orleans senza scritta Charlotte, ma con ancora il ciuffo arancio.

Hugo The Hornet

Hugo con il ciuffo color miele.

Hugo-Photo 02

Hugo con la bandiera post Charlotte.

Hugo inseguito dalla sua controparte femminile a Oklahoma City...

Hugo inseguito dalla sua controparte femminile a Oklahoma City…

Hugo gangster spara magliette in gessato...

Hugo gangster spara magliette in gessato…

Hugo consegna la pizza.

Hugo consegna la pizza.

Hugo cambia sport.

Hugo cambia sport.

Hugo elegante.

Hugo elegante.

Hugo con mantello.

Hugo con mantello.

Hugo con la macchina degli Hornets parcheggiata fuori dall'Arena.

Hugo con la macchina degli Hornets parcheggiata fuori dall’Arena.

Hugo al lavoro sugli spalti.

Hugo al lavoro sugli spalti.

Hugo con la maglia del martedì grasso e collana di carnevale.

Hugo con la maglia del martedì grasso e collana di carnevale.

Hugo con ombrellino.

Hugo con ombrellino.

Hugo gonfiabile gigante a New Orleans.

Hugo gonfiabile gigante a New Orleans.

Il bobblehead di Hugo a New Orleans.

Il bobblehead di Hugo a New Orleans.

Il manifesto in stile "Chi l'ha Visto" per cercare di riportare a casa, a Charlotte, Hugo.

Il manifesto in stile “Chi l’ha Visto” per cercare di riportare a casa, a Charlotte, Hugo.

Il nuovo Hugo a Charlotte. La scheda.

Il nuovo Hugo a Charlotte. La scheda.

Hugo sul tetto con la bandiera "Buzz City".

Hugo sul tetto con la bandiera “Buzz City”.

Super Hugo nella nuova versione 2014.

Super Hugo torna a Charlotte con un costume nuova versione 2014.

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