H-ilarious

Oggi mi è venuto l’estro di scrivervi una cosa più ironica, un po’ sulla base della pagina “La giornata tipo” (credo che la conosciate per chi sa e tratta di basket), se qualcuno volesse leggersela (è tutto chiaramente enfatizzato), ecco:

La mia nottata tipo seguendo gli Charlotte Hornets 2015/16

Lunedì notte:

Ore 00:48- Una sveglia e un telefonino, puntati per obbligare la mia persona a svegliarsi (nel caso in cui improvvisamente un apparecchio abbia cedimento strutturale), suonano provocando un terremoto di proporzioni bibliche in qualche sperduto luogo sul pianeta.

Ore 00:48- e un secondo. Mezzo secondo per chiedermi chi mi abbia fatto fare questo insano sforzo e addominale dirompente per convincere il resto del corpo che non ne ha proprio voglia, ad alzarsi dal letto.

Ore 00:49- Accensione del PC fisso che pare un caccia bombardiere, quella del piano sottostante chiama il Ministero della Difesa per sapere se sia vigente un coprifuoco temendo siano di passaggio dei B-29 sopra il palazzo.

Ore 00:52- Pater Noster e preghiere varie per l’accensione del PC, il quale con tutti i file degli Hornets che ho messo su, è un pelino lento. Al posto del caricamento compare una lumaca.

Ore 00:54- Il PC, essendo in Italia, si adegua a usi e costumi locali per accendersi. Mi chiede la tangente e sono costretto a pagare.

Ore 00:58- Collegamento con NBA League Pass sulla partita degli Hornets, commenta Guido Bagatta (che saluto anche se dovrebbe cambiare fede calcistica), ci dev’essere un’interferenza…

Ore 01:00- Collegamento finalmente ripristinato ma giochiamo in trasferta dove vengo accolto da un improbabile ex giocatore di colore, un anziano bianco con un fucile in mano e da una bordocampista dai discutibili gusti in fatto di abiti. Analisi priva di senso sul momento delle squadre e stucchevole inno nazionale americano fatto cantare al primo trovato per strada. Sfortunatamente è la serata militare, la sera prima era stata quella del Martin Luther King Day, ma Homer Simpson ha la memoria corta.

Ore 01:10- Presentazione più deprimente della Caduta di Wall Street nel 1929 della mia squadra (perché gioca in trasferta), dall’altra parte presentazione fantasmagorica della squadra casalinga che fa passare per dei fenomeni dei giocatori che al campetto potrebbero solo cementificare il palo del canestro.

Ore 01:15- Che ci sia Zeller o Jefferson alla palla a due poco importa, mi preparo a difendere, la media di palle a due vinte è del 5%.

Ore 01:18- Sono passati tre minuti e stiamo perdendo 5-31, Clifford chiama un time-out per capire se siamo in 5 sul parquet o qualcuno è rimasto negli spogliatoi.

Ore 01:19- Clifford cazzia P.J. Hairston sostenendo che non dorma da giorni, lui replica a ragione che quella faccia addormentata è la sua. Troy Daniels si chiede perché non giochi.

Ore 01:23- Dopo un altro parziale di 0-10 Clifford chiama un nuovo time-out e voltandosi verso Ewing per avere consigli sul da farsi, lo becca intento a tirar fuori una merendina di 12 km₂ dalle tasche. Allora chiede al vecchio Silas che mimetizzato da capo indiano, da qualche parte imboscato nel palazzetto c’è sempre, anche in trasferta.

Ore 01:24-Inizio a chiedermi perché mi sia svegliato questa notte. Mi accorgo anche che un famigliare che abitualmente non vive qui dorme in stanza, allora tiro una coperta nera modello ISIS che mi isola dal mondo, abbasso un po’ il volume.

Ore 01:39- Gli Hornets che erano sotto 5-41 iniziano a rimontare con la panchina. Daniels, Roberts, Lin e gli altri piccoli vestiti da 7 nani fanno un cesto così agli avversari. La mia paresi precedente inizia un po’ a smollarsi.

Ore 02:10- Dopo un’ora e dieci minuti siamo sotto 45-61, inizio a scrivere il pezzo per il blog, ma il computer s’impalla e per la riaccensione devo sborsare altri denari.

Ore 02:11-Sul cellulare mi arriva un messaggio dalla banca che il mio conto è andato in rosso.

Ore 02:12- Sul PC appare la scritta: “Hai vinto, sei il fesso n°1000”, pensando sia un trucco del PC chiudo il pop-up.

Ore 02:20- Riprende il secondo tempo, ho qualche timida speranza ma il terzo quarto è spesso decisivo e i nostri sembrano essersi fatti di lassativi nell’intervallo.

Ore boh…- Purtroppo ho perso la cognizione del tempo e non so che ora siano dopo aver preso in faccia un parziale di quarto da 10-21. Sul 55-82 inizia l’ultimo quarto.

Ore 02:43- Distrutto psicologicamente e fisicamente mi giro e mi trovo accanto due pinguini in gita. Anche in casa saremo a -4. Clifford, mentre sorseggio un thè con i pinguini, a sorpresa schiera immediatamente la squadra da garbage time con i giocatori che escono non dalla panchina, ma direttamente dal cassonetto della rumenta. Faccio fatica a riconoscerli, il telecronista sostiene che il quintetto sia composto da: Bogues, Chapman, Burrell, Rambis e Mourning che sono più vecchi di me…

Ore 02:48- Charlotte incredibilmente si porta sul 75-87, inizio ad aver speranze, ma l’allenatore avversario chiama il time-out per bloccare l’inerzia della partita. Questa non è la cosa peggiore. Avrei voluto vedere le dance brakets, ma se non inizio a scrivere il pezzo ora non riuscirò a finirlo in tempo. Inizio a leggere gli appunti scritti in fretta durante le azioni e mi chiedo che cosa avessi scritto…

Ore 02:54: Time-out Hornets- Ewing chiede a Hansbrough di andare a reperire altro cibo per lui. Io ne approfitto per guardare che sta combinando la mia ex squadra, i New Orleans Pelicans (ex Hornets). Le immagini inquadrano Tom Benson, sguardo perso nel vuoto, abbracciato a un cartonato della sua compagna/badante che in realtà si trova negli spogliatoi con Asik per discutere dei neomelodici. La partita è in bilico ma quando vedo Tom Benson l’istinto è di girare immediatamente, cosa che faccio.

Ore 03:10- Dopo 157 time-out, consigli per gli acquisti, Lapo che salva un pallone per la squadra di casa a bordo campo siamo incredibilmente in vantaggio di tre punti ma la palla è nelle loro mani.

Ore 03:12- Scomunica ufficiale da parte del Papa dopo il canestro da tre punti subito dall’angolo; il pallone aveva colpito il ferro, si era impennato, colpito la testa di uno spettatore locale che di sopracciglio era riuscito a tapinare da tre punti dalla quinta fila. Per gli arbitri è tutto regolare. Si va all’OT.

Ore 03:17- Dopo vari bomboloni ricostituenti presi dalle due squadre ridotte ormai allo stremo perché in back to back, si riparte con mia grande gioia (non finirò mai il pezzo)…

Ore 03:24- Siamo sotto di uno, palla a Walker, sgambetto, sarebbe fallo ma gli arbitri vogliono andare a casa perché hanno dei sospetti sulle proprie mogli in stile film Lino Banfi anni ’80, non fischierebbero mai, fortunatamente uno dei tre vede un nichelino sul parquet ed abbassandosi per raccoglierlo involontariamente fischia, gli altri due cercano di ucciderlo rincorrendolo, poi sono costretti ad affidarsi al Replay Center in NJ. Da lì arriva la conferma, sono due tiri liberi. Un arbitro si fa sostituire da un bambino vestito uguale e corre a casa.

Ore 03:25- Walker in lunetta segna il primo.

Ore 03:26- Walker in lunetta sta ancora aspettando di battere il secondo, gli avversari passeggiano in area, gente con i carrelli chiede indicazioni per il centro commerciale, un suv ha parcheggiato nel pitturato e Peter Griffin sotto canestro sta combattendo contro il pollo gigante.

Ore 03:27- Walker deconcentrato e con la coperta sulle spalle poiché ormai infreddolito dal tempo trascorso, sbaglia. Sugli spalti si festeggia a Champagne e mortadella mentre da casa mia chiamo il mio medico, il quale per sua fortuna ha la segreteria telefonica.

Ore 03:45- Siamo sotto di due e stiamo rientrando sul parquet. Io spero non diano palla a tal giocatore… Un pinguino mi fa coraggio. Rimessa in campo difficoltosa, ci viene chiesto anche il pedaggio. Jeremy Lin ai 4 secondi abbassa la testa e con un colpo di cresta da super Saiyan acceca l’avversario davanti a lui, si esegue la rimessa a un decimo dallo scadere dei 5 secondi… Tripla da quasi centrocampo di Daniels che non esulta (io si), potrebbe colpire stando comodamente seduto sul divano di casa sua in North Carolina. Lui non è Rocky a Philadelphia, ma è Daniels a Sacramento.

Ore 03:45 e qualche secondo- Mentre il telecronista ufficiale degli Hornets esulta come un pazzo e viene invitato a raggiungere l’aereoporto, ecco il time-out degli avversari. Sulla nostra panchina Clifford sta cercando di perder la partita scegliendo il quintetto peggiore che potessimo schierare.

Ore 03:47-Sulle note di Final Countdown rimessa facile degli avversari, tiro che colpisce il ferro, inizia a girare sull’anello, gli spettatori puntano sul rosso e il nero, pari o dispari, ma una volta tanto esce lo 0 e il pallone schizza fuori.

Ore 03:48- Ancora non ci credo. Mi schiaffeggio e faccio ripartire l’azione per vedere se è tutto vero o è un Truman Show… Pare che sia tutto vero, anche se durante le interviste dello Sprite Player of the Game ricompare la voce di Guido Bagatta, i pinguini per tal motivo scivolano fuori dalla porta prima che saggiamente venga tagliata dalla regia provocando la fine del collegamento anticipata.

Ore 03:49- Dopo aver scritto poco o nulla dell’articolo rimetto insieme le idee e inizio a descrivere la gara. Sfortunatamente non ho il dono della sintesi e il mio manoscritto viene rivenduto seduta stante dal Ministero dei Beni Culturali come antica pergamena egizia a un turista americano, Mr. “Robert Downey Jr”.

Ore 03:50- Senza più appunti sottomano la descrizione della partita diviene psichedelica. Inizio a narrare di fatti storici o leggende. Dovete scusarmi ma sono un po’ sui generis.

Ore 05:15- Dopo aver cercato statistiche, foto e video alla velocità della luce, oltre aver corretto il pezzo che mi dava ora la corretta frase: “Dopo la partenza a razzo”… ci si va a preparare velocemente per il lavoro. Thé con pettinata incorporata alla Fantozzi.

Ore 05:50- Si esce di casa ma il tuffo nel reale è più irreale della partita. Raggiunti gli spogliatoi del luogo di lavoro, un supermercato, metto le scarpe in ghisa e il camice color lasciamo perdere (avevo chiesto le polo ma non le abbiamo potute avere perché lo stilista del supermercato è lo stesso della bordocampista precedentemente descritta), non vorrei rovinarvi il pasto. Per fortuna oggi abbiamo vinto o la voglia di lavorare e l’entusiasmo sarebbero stati quelli di Lurch Addams.

Ore 06:00- Paradossalmente, raggiante e assonnato inizio il lavoro. Ancora è presto, ma si sta per scatenare l’inferno.

Ore 07:00-Inizia ad arrivare un nucleo consistente di persone. Le donne lavorano mentre gli uomini parlano di calcio. Le squadre son sempre quelle: Milan, Inter e Juventus. Il tono della discussione è pacato, ma ben presto il “C’era il rigore” scatena discussioni e polemiche che nemmeno alla Domenica Sportiva di Biscardi. Al: “Ma siete dei ladri!” qualcuno s’infervora e scatta una rissa che viene sedata solo poiché una delle numerose colleghe con marito carabiniere chiama appunto l’arma anche se inizialmente i carabinieri sono restii a uscire perché stanno finendo un torneo a Fifa 2015.

Ore 07:39-Vengono trasportati in ospedale alcuni feriti.

Ore 07:58-Scorgo dalle vetrate i primi clienti lì già da trenta minuti che al passaggio sulla barella dei colleghi vengono salutati dagli stessi con il terzo tempo.

Ore 07:59-Non è più tempo di scherzare. Fuori si fa sul serio. Gente che modifica le ruote al carrello, persone che ne modificano l’assetto per renderlo più aereodinamico.

Ore 07:59 e 35 secondi. Più veloci del cambio gomme ai box Ferrari eccoli tutti in pole position. Ci sono i solito clienti da prima fila e qualche outsider. Quelli sono i più pericolosi perché non sai mai quello che ti trovi.

Ore 08:00- Apertura al pubblico del punto vendita. Partenza sprint di un’anziana che in derapata si aggrappa al carrello e gira la prima curva su due ruote, partenza che fa impallidire anche Valentino Rossi sul piazzale perché si era sparsa la voce di una gara tra Ciao tarocchi.

Ore 08:00- la prima cliente è già in cassa, ma le cassiere iniziando alle 08:00 stanno contando ancora le monete una per una. La cliente ha fretta e la scusa ufficiale è che ha una figlia sulla luna e deve raggiungerla prima che l’ATM aumenti il biglietto e si lamenta anche dicendo che si rivolgerà al’alta corte dell’Aia (quella dei wurstel).

Ore 09:00-Accordi per la pausa con i colleghi e qualche scambio di battute con qualcuno che sa della mia passione per i Calabroni. Qualcuno pensa sia un maniaco ad alzarmi più di 70 volte l’anno per vedere il basket, considerato figlio di un Dio minore.

Ore 09:15- Time-out anche per me. Dopo aver passato in stato comatoso le prime ore nonostante la fatica del lavoro eccomi raggiungere la sala break con colleghi,amici e i due pinguini di prima ai quali offro un thé. La macchinetta delle merendine anche se ancorata viene scossa e parte un vitone che buca il compensato tra lo spogliatoio e la sala break. Dall’altra parte l’uomo delle pulizie si salva solo perché è raccolto chino in preghiera essendo musulmano. Forse un Dio c’è. L’argomento è a piacere questa volta, anche se il rischio di Royal Rumble per tema calcistico rimane elevato. Se ne sentono veramente una fracca e una sporta… “Enrico Preziosi è il miglior presidente del dopoguerra”, “Silvio Berlusconi lo faceva per il bene di quelle povere ragazze”, “Matteo Renzi sta risanando l’Italia”, io esco di scena quando qualcuno parlando dell’IMU sostiene sia un animale.

Ore 10:28- Un cliente mi chiede se abbiamo la candeggina ONU (non ONE), un altro l’olio Viagra (Sagra) e un altro ancora cerca per suo nipote il “catch” (ketchup), io mi giro cercando la telecamera per vedere se sia finito in una candid. Sfortunatamente non c’è e le richieste sono anche vere.

Ore 11:30- Mio fratello, che avevo svegliato nella notte, passa a trovarmi mentre una signora mi chiede se abbiamo qualcosa contro le formiche. Mio fratello le suggerisce un formichiere.

Ore 13:00- Per oggi ho terminato la mia giornata di lavoro, gli Hornets hanno vinto. Vi voglio bene.