Game 45: Charlotte Hornets Vs Phoenix Suns 135-115


Intro

Sunrise o Sunrice?

Piccole differenze, una sola consonante nella notte durante la quale veniva ricordato e onorato Glen Rice anche se la struttura non è più quella del vecchio e affascinante Alveare fuori città (ormai demolito, l’indirizzo era: 100 Hive Drive, Charlotte North Carolina 28217) ma la moderna struttura nel cuore della città.

Si giocava alle 23:00 italiane contro i Soli di Phoenix ma Charlotte sperava che a sorgere fossero nuove speranze con la certezza di tornare a combattere per la prima posizione nella Southeast Division in virtù di un ritrovato spirito battagliero e per festeggiare anche la “certa partecipazione” (facciamo le corna per eventuali infortuni) di Miles Bridges.

Partita che sulla carta qualcuno potrebbe considerare semplice ma da non sottovalutare in virtù delle ultime buone prestazioni dei Suns ma gli Hornets per arrivare ai PO cercavano la terza vittoria di seguito per il 22-23 prima di andare in back to back tomorrow Indianapolis…

La partita in breve

Partita mai in discussione per Charlotte che non sottovalutava l’avversario giocando sin da subito bene. Un primo quarto attento difensivamente con un avvio bruciante.

A 7:09, sulla schiacciata di Biyombo, Charlotte andava sul 21-5…

Un alley-oop di Bridges per il 39-24 era l’ultimo canestri di Charlotte che portava ben 9 uomini a segnare almeno un punto. Mancava l’appello Monk che tuttavia sbagliava il libero e lasciava quindi Charlotte senza la piccola soddisfazione di 10 uomini già a referto punti.

Si chiudeva sul 39-26.

Nel secondo quarto ecco segnare subito Monk, ma all’intervallo Phoenix arriva sul 71-60 dopo esser stata sotto anche di -20, a 3:36 dalla seconda sirena (66-46).

Terzo quarto che vedeva gli Hornets riprendere il largo sino al 109-96 finale con tre tiri liberi (3/3) ottenuti in extremis da Williams abile a fintare e farsi arrivare addosso un dannoso Jackson.

Walker in panca, squadra addormentata che incassava un parziale di 0-10 fino al primo canestro Hornets ottenuto da Batum dall’angolo a 8:22.

Walker era costretto al rientro ma era la connection franco/belga a far la differenza, compreso il congolese Biyombo che nel finale in caduta sulla schiena segnava a centro area dopo aver strappato un rimbalzo offensivo.

Phoenix abusava del tiro da fuori e mancava qualche libero, un po’ troppo inesperta nonostante le accelerate di Booker che finirà con 32 punti aiutato dai 24 di Kelly Oubre Jr..

Buona vittoria in attesa del back to back a Indianapolis

Anomali sono stati i TO con Phoenix a perder solo 7 palloni contro i 16 di Charlotte ma il 53-26 a rimbalzo per Phoenix è risultato devastante mentre il più mite 31-21 negli assist è stato comunque importante per Charlotte.

Hornets con un 54,5% dal campo contro il 44,8% Suns, con il 47,1% da tre punti contro il 33,3% avversario e con il 23/27 (85,2%) dalla lunetta contro il 26/33 (78,8%) di Phoenix che ha sbagliato qualche libero che avrebbe potuto esser utile per un maggior avvicinamento, specialmente nella seconda parte…

Le formazioni:

La partita

Solito splendido colpo d’occhio sul parquet per le classic night…

1° quarto:

Biyombo di testa cambiava sporta ma portava a casa la palla a due e Lamb con un great fade-away anche i primi due punti con l’aiuto del ferro.

Batum a 11:02 portava a casa due FT tentando di penetrare.

Una buona mano la sua come quella di Lamb che in transizione, dopo aver influenzato il secondo errore al tiro di Booker saltandogli davanti, segnava da tre in transizione senza esitazioni a 10:35.

Dall’altra parte rispondeva da fuori Melton, liberato al tiro ma Biz a due mani appoggiava oltre i difensori, Kemba a 9:12 ondeggiava largo per superare il difensore sulla linea di fondo e andare oltre il ferro a chiudere in reverse layup mentre a 8:38 arrivava anche la tripla di Marvin dalla diagonale sinistra che portava il match sul 14-3 e la sospensione chiesta da Kokoskov.

Dopo due punti Suns gli Hornets in attacco colpivano nuovamente da fuori con Kemba, questa volta ai 24 secondi dopo un ottimo giro palla che scombinava i tempi di chiusura dei Suns.

Suns che a 7:35 incassavano altri due FT di Batum e una schiacciata con pump fake di Biz a 7:09 prima che Booker a 6:52 guadagnasse due liberi discutibili e segnandoli portasse la gara sul 21-7.

T.J. Warren ne aggiungeva altri due dalla lunetta ma Kemba con un crossover killer da fermo influenzava lo spostamento di Melton che sceglieva la parte sbagliata mentre il capitano in corsa si portava sulla baseline sinistra da dove lasciava partire un tiro morbido che s’infilava oltre T.J. Warren accorso in chiusura.

Booker passava ancora dalla lunetta per portar punti ai Suns mentre a 5:24 arrivava un sottomano in transizione di Walker che dopo la steal depositava nonostante la rincorsa di Melton sino all’ultimo metro…

In transizione arrivava anche la tripla di Lamb a 4:54 su extra pass di Bridges.

Per Phoenix era sempre Booker a portare a casa punti (2 nell’occasione) prima di un ½ del neo-entrato Willy e di altri due di Kemba fermato da Holmes con il goaltending sul floater da centro area.

Oubre Jr. “interrompeva” Booker che riprendeva a segnare a 2:02 con una tripla “volante” e a 1:37, dopo un canestro di Jackson, Borrego leggermente preoccupato chiamava un time-out anche se sul 32-20 a favore.

A dare un po’ di smalto ancora all’attacco di Charlotte ci pensava Miles che dopo esser stato premiato dalla fortuna grazie a una deviazione che gli faceva ricever palla a centro area saliva con l’intenzione di schiacciare ma la mano sula palla del difensore lo costringeva al tiro in ricaduta, un circus shot che finiva dentro la retina grazie alla resistenza del n° 0 di Charlotte.

A :38.9 un 2/2 di Parker portava a nove i giocatori degli Hornets almeno a un punto, tutti quelli scesi sul parquet tranne Monk che invece alzava l’assist corto per la schiacciata in alley-oop dirompente di Bridges sulla quale Holmes prendeva il tecnico ma Monk, incaricato di batterlo, andava corto.

Chiudeva con due punti Phoenix un quarto nel quale Charlotte portava a casa 39 punti contro i 26 avversari.

Charlotte Hornets’ Kemba Walker (15) drives past Phoenix Suns’ Deandre Ayton (22) during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Saturday, Jan. 19, 2019. (AP Photo/Chuck Burton)

2° quarto:

Monk a 11:40 apriva con la steal e il canestro sulla fuga con appoggio al vetro, giusto per essere bastian contrario…

A 11:13 Parker sulla sinistra in entrata appoggiava battendo i difensori e a 10:47 Marvin da tre infilava dall’angolo destro il solo cotone per il 7-0 run che portava Charlotte rapidamente sul 46-26…

Oubre Jr. spezzava il parziale con una tripla da sinistra e Booker ne aggiungeva due.

La gara galleggiava su un divario ancora ampio ma i punti scendevano a 13 dopo due FT di Ayton a 8:05 (48-35).

Monk segnava ancora, questa volta con una dunk appesa dopo aver ricevuto un po’ sorpreso, il geniale assist (bound pass) di Batum diagonale.

A 7:19 Walker riceveva sulla diagonale destra e in ritmo sparava oltre il difensore per tre punti che portavano Charlotte sul 53-35.

A 6:36 anche Monk partecipava alle feste di triple ringraziando il rimbalzo offensivo di MKG.

Monk si rendeva utile anche andando sulla linea di fondo e da sotto il canestro fornendo l’assist corto per Batum che attorniato da tre difensori era toccato dal trio senza che riuscissero a stoppare il semi-gancio che diventava un mezzo circus shot…

A 5:54 si presentava quindi in lunetta per l’and one che segnato “faceva” 59-40.

Dopo una piccola reazione Suns, Kemba a 4:54 con la finta ad anticipare lo step back faceva fare pessima figura a Melton che provano a portar via palla rimaneva lì, palleggio arretrando in mezzo alle gambe e tripla micidiale così come la transizione di Charlotte nata da una buona difesa di Batum e il passaggio teso dietro la schiena di Monk che in orizzontale perveniva a MKG, fermato irregolarmente da Daniels che rovinava l’azione ma non toglieva i due punti alla nostra ala che in lunetta ci portava con il 2/2 sul 64-45.

MKG a 3:36 in post alto con lo spin batteva Mikal Bridges che ricorreva al fallo inutilmente.

Due punti and one, questa volta mancato ma con Charlotte comunque sul +20 (66-46).

Negli ultimi minuti i Suns però dimezzavano lo svantaggio partendo con una tripla di Booker che giungeva a 16 punti, quindi Oubre Jr. segnava più avanti il 71-56 (altra tripla) e con 4 tiri liberi Booker chiudeva il primo tempo sul 71-60.

Charlotte Hornets’ Bismack Biyombo (8) dunks between Phoenix Suns’ Devin Booker (1) and Deandre Ayton (22) during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Saturday, Jan. 19, 2019. (AP Photo/Chuck Burton)

3° quarto:

Partiva bene Biz che volava alto a stoppare il runner di Booker mentre sull’altro lato del campo Williams raccoglieva un rimbalzo a destra del canestro e appoggiava facilmente.

Per un fallo del nostro numero 2 (proprio Williams), il Bridges di Phoenix portava a casa un gioco da tre punti (73-63) mentre l’entrata di T.J. Warren segnava anche il -8.

Kemba si dava da fare per riportare il divario a due cifre e con il palleggio basso e l’entrata sulla quale seminava i difensori ci riusciva con tre punti di Lamb in catch n’shoot dalla diagonale sinistra che aiutavano ad allontanarsi dalla decina di punti di vantaggio anche se 24 secondi più tardi T.J. Warren pescava il jolly usando la stessa arma da fuori. Una buona difesa di MKG su T.J. Warren e un lob lungo linea di Batum per Biz che schiacciava sfuggendo al fallo di T.J. Warren ci restituivano una dozzina di punti di vantaggio.

Booker portava a casa altri due punti ma MKG, pescato con passaggio verticale da Biyombo, arrivava in back-door al centro toccato da Okobo che regalava il gioco da tre punti.

Kemba guadagnava un altro sfondamento (quindicesimo in stagione, sesto posto in NBA) da T.J. Warren che batteva sul primo passo Biz ma non vedeva il raddoppio.

A 6:46 un pick and pop bastava a Lamb per la tripla mentre a 6:21 sparava dall’angolo destro in faccia a Booker ripetendosi da tre.
Hornets sull’89-71 grazie alle due prodezze balistiche di Jeremy che alla put-back dunk di Ayton rispondevano con Willy che da sotto a destra la metteva dentro di sinistro e ai 2 pt. di Oubre Jr. rispondeva ancora Willy che fiondandosi a rimorchio come un avvoltoio sull’errore di Kemba aumentava il suo bottino.

La missilata frontale di Williams segava il +21 (96-75) mentre J. Jackson in entrata dalla parte opposta segnava ottenendo il libero aggiuntivo ma lo falliva.

A 3:50 Willy staccava lungo cercando di abbattere il canestro a una mano ma con il gomito destro colpiva al volto T.J. Warren abbattendolo .

Fallo offensivo ma poco male se il reverse layup di Bridges restituiva i due punti “mancati”…

Un teardrop di Willy da centro area per il 100-79 sembrava dare garanzie perché se Holmes segnava con la dunk possente a una mano passando Willy, c’era anche lo stesso Willy a continuare a dare una mano in attacco con un altro rimbalzo offensivo e dunk consequenziale a 1:33 (104-81).

Due punti di Parker (goaltending di Jackson) e un ingenuo fallo dello stesso Jackson che allo scadere andava a sbattere sulla finta da tre di Marvin dietro di molto rispetto alla linea da tre punti, consentivano a Charlotte di prendere tre tiri liberi e segnarli portandoli sull’arioso 109-86.

4° quarto:

Con Walker in panchina la squadra si rilassava fino a divenire inoperativa sul fronte offensivo.

Ne approfittava la squadra dell’Arizona che iniziava bene con i driving layup di Booker e Oubre Jr..

A 9:45 Jackson ne metteva due semplici da sotto così Borrego chiamava il time-out sul 109-95 con i Suns capaci di mangiare già 9 punti in virtù dello 0-9 di parziale.

Un parziale che arrivava sul 10-0 quando a 8:37 Booker splittava dalla lunetta (troppi errori Suns a gioco fermo nel secondo tempo) mentre Kemba doveva tornare inaspettatamente in campo ma a 8:22 era Batum dall’angolo destro finalmente regalava i primi punti del quarto a Charlotte con un tiro pesante.

A 6:46 il jumper di Parker aiutava gli Hornets a tornare sul +16 (114-98) e anche se Mikal Bridges dall’angolo sinistro, sempre di tripla, riportava i Suns sul -11 (114-103, a 5:43 entrava in scena la connection francese con passaggio laterale a destra di Parker per Batum capace di tirare precisamente un lunghissimo due punti.

Due tiracci da fuori durante l’intervista alla mamma di Kemba non aiutavano, come non aiutava i Suns la notizia che Holmes e Ayton con problemi, sarebbero rimasti fuori nel finale.

Biz stoppava Oubre Jr. e in area Walker trovava l tempo giusto per il jumper del 122-106.

Parker guadagnava due liberi infiocchettandoli, Biz strappava un rimbalzo offensivo e in caduta all’indietro, resistendo al fallo di un dannoso Jackson segnava ottenendo l’and one a segno.

127-108, partita finita con Borrego a inserire per il poco tempo rimanente Graham e Bacon i quali lo facevano felice segnando una tripla a testa al primo tentativo per entrambi.

Quella di Dwayne a 1:37 segnava il 133-108.

Finirà 135-115, una partita mai in discussione con qualche pensiero durante l’avvio dell’ultimo periodo.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

21 pt., 8 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Aggiungiamo anche lo sfondamento preso con palla recuperata. 9/22 al tiro ma con un normale 3/10 da fuori. Nota dolente i 5 TO, per il resto, a parte quando finisce tra le maglie della difesa avversaria brava a portar pressione, è sempre lui. Approfitta della marcatura di Melton per lasciarlo sul posto un paio di volte. Chiude con finezza dalla baseline e segna da tre con il palleggio in mezzo alle gambe. Un bel reverse dopo i crossover che lo porterà a battere il difensore e correre sulla baseline per chiudere in reverse. Numeri da rimbalzista nel finale sbaglia troppo ma aggiunge due punti con un jumper dall’area… Forse avrebbe potuto tranquillamente riposarsi per il back to back ma la panchina era momentaneamente sprofondata. +30 di plus/minus ed è sesto nella NBA con lo sfondamento preso da T.J. Warren andando in raddoppio ad aiutare Biz.

Jeremy Lamb: 7,5

18 pt., 5 rimbalzi, 6 assist, rubate. 6/9 al tiro con 5/7 da fuori. Parte subito con un fade-away disperato con un gran balzo all’indietro che la legge dell’equilibrio universale premia grazie al rimbalzo sul ferro ad aiutare la buona rotazione. Nel terzo quarto segna a poca distanza l’una dall’altra ben tre triple che ci regalano un vantaggio preziosissimo. Grande inizio su Booker,il quale contro di lui sbaglia tre volte. Si diletta inusualmente anche negli assist. +23 di plus/minus.

Nicolas Batum: 7,5

15 pt., 3 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. 4/6 al tiro. 3 TO, uno arrivando a ricever palla con la pressione in uscita del difensore laddove non è colpa sua… Inizia segnando 4 FT consecutivi, poi commette un paio di falli sostituendosi a Lamb su Booker. Nell’ultimo quarto sblocca i nostri con una tripla e poi mette altri due punti su assist del connazionale Parker. Buona prova con circus shot nel secondo su servizio di Monk a 5:54 e con il suo passaggio schiacciato a smarcare Monk nel cuore dell’area che andrà su per una schiacciata oscillante appesa a coronare la bella azione.

Marvin Williams: 7

14 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 4/7 al tiro. Buon apporto offensivo, arriva però a 5 falli. Bella la stoppata su Booker nell’ultima frazione, su proseguo è costretto al quinto fallo. Il ¾ da fuori per Charlotte è importante perché avere un tiratore affidabile significa in questo caso rimanere avanti senza patemi.

Bismack Biyombo: 8

11 pt., 13 rimbalzi, 3 assist, 5 stoppate. Splendida la stoppata su Booker in corsa e nel finale ferma anche Oubre Jr. quasi nella medesima posizione. Pare più solido dietro anche se in attacco il trattamento della sfera non è sempre ottimale ha degli sprazzi di buon gioco e discreta visione evitando anche l’hand-off per il compagno se non c’è l’occasione. Doppia doppia convincente con qualche ciliegina come l’assist per il back-door di MKG o il tiro in caduta all’indietro con and one nel finale. Una forza dirompente a far la differenza.

Malik Monk: 6,5

7 pt., 1 rimbalzo, 4 assist, 1 rubata. 3/6 al tiro e -6 di plus/minus. Unico giocatore sceso in campo nel primo quarto a non segnare un punto. Per dispetto ne segna subito due in avvio di secondo quarto dando anche un bel pallone a Batum in mezzo all’area. Frenetico nel primo quarto, sbaglia un paio di triple e manca il tecnico a favore fischiato contro Holmes. 1 sola palla persa, chiude con 3/6 al tiro e un bell’assist per l’alley-oop di Bridges coltre che mostrare una sua aggressiva dunk appesa..

Michael Kidd-Gilchrist: 7

10 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata. ¾ al tiro, 5 falli. Solito lottatore ma anche attaccante. Prende un bell’and one tagliando lungo la linea di fondo sinistra dove sorprende gli avversari ma già sul finire del primo quarto guadagna liberi (4/6) anche se li splitta. Arriva a 5 falli.

Miles Bridges: 7

10 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 0/2 da fuori e – 4. SkyMiles deve migliorare il meccanismo di rilascio sul tiro da fuori, credo specialmente nell’ultima parte. 0/2 da fuori. 4/10 al tiro, bello il reverse layup sul lungo linea di fondo per il 98-77 e l’alley-oop potente nel primo quarto offerto da Monk.

Tony Parker: 7

14 pt., 1 rimbalzo, 4 assist. 4/8 al tiro. Buona la gara di Tony che con l’esperienza aiuta Charlotte a non farsi ritrascinare in una punto a punto. Bello l’assist per il lungo due pt. di Batum ma anche i liberi recuperati.

Willy Hernangomez: 7

9 pt., 13 rimbalzi. 4/6 dal campo. Una gara ancora aggressiva come testimonia il tentativo di distruzione del canestro che finisce per disintegrare il volto di T.J. Warren sul decollo. Il suo gomito destro impatta con quello el n°12 avversario davanti al semicerchio antisfondmento ed è fallo. Rimane comunque aggressivo recuperando rimbalzi e punti in area con tempismo e senso della posizione. In difesa battaglia, esce se c’è bisogno in rotazione a contrastare sull’arco. In qualche caso viene battuto (vedi schiacciata presa da Holmes) dimostrandosi qualche volta più leggerino di Biyombo,non solo nel fisico ma nell’atteggiamento. Complessivamente una buona partita da torre.

Devonte’ Graham: 6,5

3 pt.. 1/1 al tiro. 2:34 in campo. Primo e unico tiro con tripla da destra messo.

Dwayne Bacon: 6,5.

3 pt., 1 assist. ½ al tiro. Fa centro da fuori anche lui al primo tentativo nel garbage time.

Coach James Borrego: 7,5

Squadra che parte forte e concentrata girando a meraviglia anche grazie al gioco corale che si vede di più in serata. Ottimo movimento palla che spiazza i Suns, ancora troppo acerbi. Senza particolari traumi il match… Attacco equilibrato, difesa buona a tratti, troppo relax in alcuni momenti.

Game 44: Charlotte Hornets Vs Sacramento Kings 114-95


Intro

A stretto giro di posta gli Hornets tornavano a battagliare con i Kings affrontati al Golden 1 Center nel sabato notte californiano.

Hornets sconfitti che ritrovavano un po’ d’orgoglio ma non ingranavano come a San Antonio dove arrivava un’insperata ma meritata vittoria.

I tifosi degli Hornets, tormati a casa dopo il lungo road tour, aspettano ansiosi oggi una risposta per capire quale sia la squadra vera tra quella svogliata vista almeno in un paio di trasferte o quella grintosa e tonica osservata a San Antonio.

Nell’era virtuale ormai il classico ma affascinante messaggio recapitato per posta sotto forma di lettera pare esser desueto, tutto corre veloce con i social media, internet, tutto scorre e trapassa spesso la nostra reale comprensione di fenomeni che sembrano esser stati digeriti ma che in realtà sono stati solo masticati a un ritmo che non è il nostro.

Così, Charlotte che si accingeva ad affrontare una delle squadre dal ritmo più veloce della lega, fattasi trascinare nel turbo-gorgo fast & furious dei Kings in serata prima di tutto per vincere doveva esser in grado di dettare i propri ritmi.

Sperando in buone notizie contenute nelle lettere da Charlotte la gara aveva inizio…

La partita in breve

Una partita “partita” male per Charlotte che dopo la tripla di Lamb incassava un parziale di 0-13 che preoccupava e spaventava al contempo perché l’aggressività dei Kings, unita al buon attacco, l’ottimo ritmo e il fatto che siano una buona squadra da trasferta non facevano intravvedere nulla di buono ma spesso gli inizi sono cornici alla gara, infatti, Charlotte ripresasi dallo shock arrivava a già a fine primo quarto tagliando lo scarto sul -5 (20-25).

Nel secondo quarto i benefici portati dall’energia di MKG, i rimbalzi di un aggressivo Willy si facevano sentire e, ironia della sorte, Lamb, uno dei peggiori a inizio gara,m trovava anche il sorpasso (44-43) a 4:45 con la tripla da sinistra.

I Kings contro-sorpassavano un paio di volte ma nel finale la difesa di Charlotte faceva la differenza mentre in attacco gli Hornets trovavano soluzioni valide sublimando il tutto con il fade-away di Walker sulla luce rossa a battere Cauley-Stein (proteso alla stoppata) per il 63-50.

Charlotte nel terzo quarto subiva due schiacciate di Cauley-Stein ma nel mezzo due fiondate da fori di Walker incrementavano il vantaggio che scendeva tuttavia quando gli Hornets, giocando un po’ troppo sugli allori, si concedevano quasi esclusivamente il tiro da fuori.

Con i Kings dal -16 ormai giunti al -7 (74-67) e un attacco bloccato per Charlotte, per rimanere in vantaggio la squadra di Borrego doveva ricorrere a un’ottima difesa che si vedeva su tre azioni consecutive, poi finalmente era Bridges a volare e correggere da sopra il ferro un errore di MKG da fuori sbloccando Charlotte che chiudeva il quarto sul +10 (83-73).

Nell’ultima frazione l’apporto di Parker e dello stesso Bridges (in generale di quasi tutta la panchina) portava a un canestro in entrata del primo e a un assist del primo con canestro da fuori del secondo per il 95-80.

Charlotte arrivava anche sul +20 dopo una tripla di Marvin Williams mentre nel finale concedendosi qualche licenza in un finale dal solito ritmo alto e convulso si avvantaggiava anche da qualche errore offensivo “semplice” dei Kings come quello di Cauley-Stein da sotto.

Sul +12 (101-89) arrivava un parziale di 8-4 con due punti in transizione di Walker che chiudevano la gara.

Il 46,2% dalla lunetta dei Kings contro l’86,2% di Charlotte è stato fattore determinante anche perché i Calabroni hanno segnato 25 dei 29 liberi a disposizione, mentre i Kings sono andati in lunetta poco con un 9/13… Vinta 46-42 la lotta a rimbalzo, persa quella negli assist (per i numerosi falli ai quali sono ricorsi i Kings) 21-28 negli assist, nelle stoppate Charlotte vinceva di misura 4-3 ma un altro fattore sono state le palle perse.

Questa volta i Kings ne hanno accumulate 17 contro le 13 degli Hornets che così hanno compensato un tiro da fuori piuttosto deludente in serata:

44,8% FG CHA, 44,3% SAC, 28,9% 3FG CHA, 33,3% SAC.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Charlotte partiva aprendo bene con la tripla sicura di Lamb (11:46) dalla diagonale destra su passaggio d i Kemba ma subiva un parziale di 0-13 a causa di una difesa aggressiva dei Kings che portava sempre all’errore al tiro gli Hornets nel frattempo colpiti a 11:25 dal pullup di Shumpert, dalla tripla da second chance di Buddy Hield, dall’appoggio volante di Cauley-Stein e da altre due bombe di Hield (prima dall’angolo destro con multi-rimbalzo e la seconda dalla diagonale destra su transizione) che portavano gli Hornets a 8:20 al time-out necessario sotto di 10 punti.

Al rientro Charlotte cercando la palla sotto per Biz perdeva due palloni finendo ancora battuta da Fox nel mezzo delle azioni offensive.

Finalmente Kemba dopo un inizio incerto salvava a 6:58 in rientro salvando su Hield in transizione (persa di Lamb, pessimo inizio per il numero 3) e a 6:31 in entrata batteva Cauley-Stein guadagnando esattamente a metà tempo altri tre punti con una bomba arresto e tiro in transizione dalla top of the key per l’8-15.

Shumpert con un lungo due punti muoveva il punteggio, quindi dalla parte opposta MKG portava a 10 gli Hornets che guadagnavano altri due punti con la nostra ala che appoggiava dalla baseline destra oltre due difensori (rientro del centro in stoppata tardiva).

A 3:16 Bogdanovic segnava ai 24 dopo aver eluso Graham e la sua pressione mentre Bridges entrava in lunetta a 3:00 dalla fine splittando, la palla rimaneva a Charlotte dopo il secondo tiro (rimessa dal fondo) con Bridges a risolvere con la schiacciata lanciatissima un soffio prima dei 24 per il 15-19.

Bagley portava a casa 4 punti consecutivi tra schiacciata e jumper., Devonte’ da tre andava corto dopo un arresto con il quale mandava al mare la difesa dei Kings ma a 1:05, sull’azione successiva era Willy dalla top of the key a colpir da fuori su scarico di Parker per il 18-23.

Bogdanovic riceveva e appoggiava alto in entrata con la palla a mangiare il primo ferro per entrare in ricaduta e Willy da sotto chiudeva il punteggio nel primo quarto facendo tornare a -5 i Calabroni (20-25)

Walker contro Cauley-Stein. Associated/Press Photo.

2° quarto:

Gran ritmo nel secondo quarto ma brutto inizio per Charlotte colpita da Ferrell dopo una dozzina di secondi.

Bridges con uno spin lento andava oltre il difensore appoggiando in post basso destro ma Bogdanovic segnava da tre a 11:06 e appoggiava oltre i pochi cm di Graham (sfortunato sul tiro precedente il giocatore degli Hornets) sfruttando il mismatch per far salire la propria squadra sul +11 (22-33).

Parker ne metteva dentro due in appoggio ma dalla sinistra la finta di Jackson faceva scivolar via Monk come un toro sotto il mantello rosso per poi esser colpito dal jumper…

MKG a 9:28 iniziava a sprizzare energia offensiva inventandosi un circus shot dal cuore dell’area a contatto con Bagley che commesso fallo incassava anche il libero addizionale.

A 9:16 le parti s’invertivano ma sul fallo di MKG il lungo avversario guadagnava solo un punto in lunetta così l’appoggio di destro di Parker e l’entrata con palleggio behind the back di Monk con cambio direzione e separazione su Jackson era chiuso con un floater comodo per il 31-38.

Marvin dalla destra sbagliava la tripla aperta da scarico ma Willy guadagnava un rimbalzo offensivo (gran lavoro del centro spagnolo a rimbalzo) a 7:58 e 8 secondi più tardi Parker in entrata forzava la difesa dei Kings al fallo.

Pur presentandosi stanco in lunetta Tony metteva dentro due punti ma dall’altra parte Bagley dimostrava di saper tirare anche da fuori pescando la tripla dall’angolo destro.

Poco male se Tony in entrata s’inventava lo spin sotto canestro con il quale mandava a vuoto l’intervento difensivo del marcatore e sulla spinta appoggiava dall’altro lato del ferro eludendo l’intervento del lungo dopo esser passato nel collo di bottiglia dei due.

Era Parker con un pick and rolla fornire a Willy materiale per il sottomano in allungo del 37-41, lo stesso Willy rimproverato da Tony perché su un due contro uno in transizione si mangiava tutto non sapendo che fare finendo per servire la difesa dei Kings in rientro con un pasticcio.

Lamb mancava un appoggio facile mentre Fox a 5:50 attaccando il ferro guadagnava due FT ma ne realizzava solamente uno.

MKG aggiungeva due FT a 5:33 per il -3 mentre dall’altro lato del campo ricorreva al fallo per evitare due pt. certi di Bagley III che dalla lunetta splittava.

Gli errori costavano ai Kings che commettendo fallo su MKG ancora (questa volta Cauley-Stein) incassavano altri due precisi liberi del nostro n° 14.

Ormai prossimi al sorpasso, ironia della sorte era Lamb, fino a quel momento in difficoltà, a segnare il cambio di vantaggio con la tripla da sinistra per il 44-43.

I Kings riuscivano a stare al passo con un paio di contro-sorpassi: il primo era ottenuto da Bagley III al terzo tentativo Kings sulla stessa azione mentre dopo due liberi a segno di Lamb a 4:07 era Cauley-Stein a prendere i punti per il secondo sorpasso (46-47).

Su un’ottima difesa di Charlotte Batum era rapido a far uscir palla così in transizione MKG finiva per schiacciare indisturbatamente mentre su un’altra transizione a 2:32 gli Hornets iniziavano a costruire il vantaggio con il canestro di Lamb per il goaltending di Cauley-Stein rientrato un attimo troppo tardi.

Volava Lamb in diagonale per eludere il difensore e appoggiare in reverse layup ma Hield a 1:46 indovinava un’altra tripla rimettendo pressione a Charlotte, tuttavia dopo 16 secondi Williams rispondeva aiutando Charlotte a riprendere il ritmo partita con Kemba sull’entrata in terzo tempo faceva una mezza finta sul fianco destro nascondendo la palla in avvio di terzo tempo per poi volare oltre Hield e appoggiare due punti.

A :48.7 Batum in layup segnava il +9 e Kemba a :29.3 dall’intervallo portava a 61 i Calabroni mentre rimaneva al palo la formazione dei Re, colpita e affondata da un buzzer beater in fade-away di Walker che in separazione tirava fuori dal cilindro un tiro dal mid-range a una mano che si alzava oltre il braccio proteso alla stoppata di Cauley-Stein.

63-50 all’intervallo dopo la corsa nel finale dei Calabroni che preso il ritmo si fermavano sul più bello per 10 minuti.

3° quarto:

Iniziava con una schiacciata di Cauley-Stein il secondo tempo ma Kemba avvantaggiava gli Hornets con due triple consecutive quindi arrivava un’altra schiacciata del centro californiano che portava il match sul 68-54.

Bjelica in entrata appoggiava al vetro mentre gli Hornets sul largo vantaggio ora provavano comodamente quasi esclusivamente a sparare da fuori: Lamb andava lungo ma sull’azione successiva dopo l’errore di Kemba arrivava la second chance di Marvin che calava una tripla per il 71-56.

A 9:12 era Shumpert a colpire il bersaglio da fuori e dopo l’errore del nostro capitano da tre, Fox passava Lamb in coast to coast venendo colpito lateralmente da Williams sull’appoggio.

Marvin non evitava il canestro con l’impatto ma peggiorava il danno concedendo il terzo punto dalla lunetta al n° 5 ospite.

Ai 24 secondi Kemba infilava l cotone dopo uno scambio prolungato con Batum che portava il capitano a sparare dai 9 metri circa… A 7:30 Hield da tre su Batum contrastava l’avanzata Hornets e Hield mettendo dentro oltre il tentativo di stoppata di Bridges riduceva ulteriormente lo scarto fino ai 7 punti (74-67).

Floater di Kemba corto, dunk a una ano spalmata sul ferro di Lamb, passi di Kemba e tripla corta di Bridges…. Charlotte non riusciva più a segnare ma in difesa costringeva adesso i Kings a lavorare tanto senza ottenere successo: era il caso dell’azione seguente quando le rotazioni degli Hornets erano tempestive e chiudevano tutte le bocche da fuoco dei Kings sull’arco, finiva per tentare Bogdanovic in area ma sbagliava sull’estremo sforzo in stoppata di Bridges che se non arrivava sulla palla influenzava sicuramente il tiro.

Un’altra difesa con air-ball di Bogdanovic chiuso allo scadere dei 24 nell’angolo sinistro da MKG riconsegnava palla a Charlotte che dopo un errore di Lamb copriva ancora ottimamente con Batum un tentativo di taglio verticale con palla che finiva sul fondo…

Finalmente si sbloccava Charlotte con il volo sopra il ferro di Bridges a correggere l’errore da tre punti di MKG, dall’altra parte Bogdanovic al vetro metteva dentro oltre Batum ma dopo l’1/2 dalla lunetta di Bagley, Parker in entrata da sinistra con partenza in palleggio basso a batter l’uomo sul primo passo andava a segnare il 78-70 mentre Batum intuendo un passaggio orizzontale di un Fox raddoppiato e forzato sul post basso destro innescava due FT per MKG (fallo di Fox in rientro).

A 2:04 MKG metteva dentro ancora due liberi per il personale 7/7 mandando Charlotte sul +10.

Nel finale si ritoccava spesso il punteggio dalla lunetta ma la differenza restava invariata con la squadra di MJ a chiuder sull’83-73 il quarto avvantaggiandosi nei TO 10-12, un paio dei quali commessi nel finale dai ragazzi di Joerger.

Un paio di stacchetti delle Honey-Bees in versione leggins “mimetici”.

4° quarto:

L’ultimo sforzo per Charlotte andava in scena nell’ultimo quarto con Bridges subito a prendersi due liberi (splittati), Bagley al secondo tentativo in avvicinamento contro Willy riduceva il gap a 9 punti ma sull’errore in appoggio di MKG dall’altra parte del campo spuntava Willy in tap-in per rifarsi.

Monk serviva un assist verticale per Bridges che ringraziava sulla baseline depositando in leggera girata e poi si andava veloci con canestri da ambo le parti ritrovandosi con due punti di Parker utili a spostare più in là il divario (92-80).

Era lo stesso Parker a fidarsi ancora di Bridges che ultimamente stava solo sparando a salve da fuori: assist corto e semplice ma micidiale nell’angolo destro per Miles che faceva finalmente centro applaudito dallo Spectrum Center a 9:03.

Per un fallo duro di Willy su Giles in entrata verso la schiacciata arrivavano due liberi contro ma il lungo li falliva così Williams colpendo da tre allungava addirittura sul +20 100-80).

Lo scarto si riduceva a 14 e a 6:29 Borrego chiamava un time-out.

Ancora qualche tiro di troppo dall’esterno di Charlotte colpita a 5:13 da fuori da Hield per il 101-89.

A rimbalzo difensivo però era Batum a lottare e a ottenere un fallo dopo il tentativo di Cauley-Stein di portarsi a casa la canotta del francese.

Bonus per un 2/2 provvidenziale a 4:37 anche perché il finale era un po’ convulso a causa di un ritmo che non accennava a scemare.

L’entrata con hesitation di Walker oltre Bogdanovic e layup senza disturbi e il floater piovuto nel nostro cesto a opera di Fox mandavano il match sul 105-93 e nel finale un banker di Lamb e un tentativo di salvataggio di Cauley-Stein che innescava sulla lotta per la palla tra Lamb e Fox la transizione di Kemba per altri due punti, toglievano eventuali residui dubbi sulla squadra vincitrice (109-93)

Finiva 114-95 con gli Hornets a splittare la serie contro i Re dopo la L a Sacramento.

Pagelle

Kemba Walker: 7

23 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 9/21 al tiro che è peggiorato dal 3/10 da fuori. In un momento di stanca o di riposo Charlotte si affida alle sue triple ma non entrano come erano state catapultate le prime due a inizio ripresa, l’altra buona è su uno scambio con Batum presa ai 24 in ritmo e sparata da 9 metri circa… Nel finale non serve ristrutturare il condominio, con piccoli ritocchi da una sverniciata a Sacramento anche se incappa in una stoppata presa da Cauley-Stein che ce l’aveva con lui dopo lo splendido buzzer-beater incassato sulla sirena nel secondo quarto.

Jeremy Lamb: 6

14 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 5/14 al tiro con un inizio difensivo non eccelso anche se i suoi tre primi punti sono quelli che aprono al gara. Sbaglia troppo in attacco poi tre punti dalla sinistra segnano il sorpasso e il declino Kings. 2/7 da fuori e 3 TO. Si salva a malapena…

Nicolas Batum: 6,5

7 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Altra prova convincente del francese che gioca una partita difensiva a salir di tono diventando un baluardo nel secondo tempo. Guadagna due FT nel finale su un rimbalzo difensivo, chiude le linee di passaggio, cerca di stare dietro l’uomo se prova a trovare un vantaggio. Non sono grandi cifre e dal campo ha solo un 1/5 ma la sua difesa quando conta aiuta la squadra anche se perde tre palloni.

Marvin Williams: 6,5

10 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Poco appariscente, mi chiedo a fine match se le sue cifre siano reali ma evidentemente sì, essendo quelle ufficiali. Non perde un pallone e segna nel finale da tre il +20 grazie all’attenzione posta su Kemba in possesso di palla e alla sua buona spaziatura, semplice ma efficace. 3/6 dal campo, in difesa si fa sentire eccedendo un paio di volte con il fallo su Fox in entrata laterale in aiuto all’ultimo secondo che consegna due punti and one alla guardia ospite e per un fallo su Giles in area con spinte che porta l’attaccante in lunetta ma con uno 0/2 che non arrecherà danni.

Bismack Biyombo: 5,5

0 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. Gioca poco in serata (9:25), travolto dall’inizio dei Kings accumula un plus/minus di -13 non per particolari suoi demeriti. In attacco Charlotte lo cerca un paio di volte dopo il time-out ma è un centro troppo statico e non se ne fa nulla. A parte la buona stoppata gli riesce poco e Borrego sfrutta la buona serata di Willy.

Malik Monk: 6

5 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Gioca 13:10 perdendo un paio di palloni. L’assist è su una drive frontale con passaggio verticale per Bridges sulla linea di fondo a sinistra del canestro. In attacco può andare ma in difesa ancora lascia un po’ a desiderare a volte, soprattutto è la gestione della palla a non essere ottimale. Nell’ultimo quarto Parker prova a mandarlo in corsa sulla baseline ma lui nel frattempo si era fermato tentando di smarcarsi con una finta.

Michael Kidd-Gilchrist: 7,5

15 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 4/7 al tiro con uno 0/2 da fuori, non il suo pane. 7/7 ai liberi non è niente male, specialmente per lui che combina energia e precisione, non semplice… Una difesa-attacco che porta punti e gli porta in dote un +26 di plus/minus. Gli riesce anche un circus shot contro Bagley che lo porta a realizzare un gioco da tre punti. Quando entra Charlotte inizia a recuperare.

Miles Bridges: 7

15 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 6/9 al tiro e un +13 di plus/minus. Schiaccia il settantaseiesimo punto sull’errore di MKG da fuori con Charlotte bloccata da troppo tempo in attacco. Gli riesce finalmente di segnare anche una tripla dopo u po’ di tempo mentre nella prima parte, dopo aver splitatto dalla lunetta decide di chiuder l’azione offensiva di Charlotte (palla rimasta ai Calabroni con la rimessa dal fondo) lanciandosi a una mano per far esploder lo Spectrum Center con una dirompente jam delle sue… Una volta non schiacciava nessuno, ora è Fly City…

Tony Parker: 7,5

14 pt., 2 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. 5/10 dal campo con entrate che portano a sottomano semplici o lavorati come lo spin che inchioda Fox e batte Cauley-Stein o ancora a FT. “Spacciatore” di assist, da quelli semplici ai tentativi in corsa con passaggio bound dietro la schiena che non sempre i compagni valorizzano rendendolo poi assist da tabellino. Una forza per Charlotte che trova punti preziosi, sapienza cestistica e un +12 in plus/minus nonostante un paio di palloni persi. T.F.R., che non sta per Trattamento di Fine Rapporto ma per Tony Factor Ring. Esperienza pluri-anellare…

Willy Hernangomez: 7,5

11 pt., 16 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Carico e aggressivo prende rimbalzi in serie, alcuni dei quali (4) sono offensivi. Commette un fallo duro nel secondo tempo, lotta per tutta la gara. Questa versione dell’iberico mi piace. +20 di plus/minus, mette dentro anche un tre punti finalmente.

Devonte’ Graham: 5

0 pt.. Gioca 9:14 ma l’avversario diretto lo incenerisce. Lui ci prova tre volte da fuori ma è impreciso con lo 0/3 anche se uno gli gira male, tuttavia da Bogdanovic prende in faccia un canestro da sotto per questioni di cm e non sembra tenere molto. Purtroppo per questioni di esperienza, peso e cm, nonostante a tratti mostri una difesa aggressiva che lo stava portando anche a una steal, gli avversari lo individuano come punto debole.

Dwayne Bacon: s.v.

0 pt.. 1:20 per Dwayne, niente di che… finale senza numeri da mostrare nel tabellino.

Coach James Borrego: 7

Squadra inizialmente influenzata e condizionata dal ritmo avversario. Riesce a metter dentro quintetti ben composti che hanno capacità di attaccare, difendere ed essere fisici traendo beneficio qualche volta dal ritmo avversario ribaltando l’azione con fast break. Buona gara, non far deconcentrare la squadra sarà la sua missione per la prossima sfida contro i Suns.

Game 43: Charlotte Hornets @ San Antonio Spurs 108-93


Intro

La vita ci ha provato più volte andando per esperimenti.

570 milioni di anni fa nel Vendiano la fauna di Ediacara (organismi pluricellulari ma forme di vita ancora molto semplici ovviamente) fa la sua esplosiva comparsa ma dall’epoca di Avalon nella quale compare la gamma di forme allora esistenti a quella della White Sea dove aumentano a partire però dal morfospazio completo precedente, all’era di Nama si arriva al declino.

33 milioni di anni più tardi, nel Cambriano sorgono ed esplodono forme di vita con piani anatomici e soluzioni adattative differenti da quelle descritte precedentemente che potrebbero non essere imparentate con quelle del Vendiano.

Questo vorrebbe dire che la “Vita” ci ha provato più volte e alla fine di queste sei trasferte, alla vigilia di Spurs-Hornets mi chiedo se la seconda vita semplice degli Hornets sia un esperimento destinato a declinare e scomparire viste le ultime partite disputate a Ovest dove la squadra non solo ha dimostrato evidenti limiti con un gioco corale molto limitato, una difesa labile e un atteggiamento poco battagliero in diverse occasioni.

Se trovassimo solo alcune pagine strappate di un libro avremmo difficoltà a rimettere insieme la storia raccontata ma essendo recentissima la storia degli Hornets è reperibile e benché non abbiano mai vinto nulla, sicuramente per una decina d’anno durante la prima epoca è stata di una squadra di successo.

Oggi non è più così, il panorama generale NBA è mutato e le contingenze che questa nuova specie di Calabroni deve affrontare sono più ostiche, va da sé che non abbiano potuto modificare i propri tratti genetici come avrebbero voluto ma gli ultimi Calabroni visti sembrano poco imparentati con quelli che tra gli anni ’80-2000 riuscirono a essere una delle squadre più amate globalmente.

Il nucleo pluricellulare della squadra attuale è sempre quello con Walker, M. Williams, M. Kidd-Gilchrist e Zeller (tre scelte al Draft), inoltre da tempo si sono associati altri elementi come Batum, Kaminsky e Lamb dei quali solo l’ultimo apporta qualche beneficio all’organismo degli imenotteri.

E se non nutro grandi speranze, augurandomi per una volta di essere smentito, la testa va al “mercato”, anche se Walker probabilmente rimarrà sino a fine stagione almeno per capire che cosa hanno intenzione di fare Jordan e Kupchak che potrebbero tuttavia mirare a un obiettivo più attuale, quello di vincere finalmente per la prima volta la Division nell’anno dell’All-Star Game in casa ma è evidente che questa squadra ha bisogno d’innesti tosti che portino beneficio ai nostri Calabroni che sembrano inesorabilmente ormai colpiti da un virus.

La partita in breve

A fine partita possiamo dire che l’esperimento di Borrego è andato bene, quintetti nelle varie fasi a volte originali hanno prodotto un risultato sostenuto dalla buona vena della squadra che si è affidata a molte triple per eludere il muro difensivo nel pitturato di San Antonio comunque rotto a più riprese da Walker e Lamb.

Biyombo in difesa finalmente ha dimostrato solidità e anche Willy dopo aver concesso troppo a Aldridge è parso nell’ultima fase di partita disputata più aggressivo facendo sbagliare l’avversario un paio di volte.

Che questa forma di vita dei Calabroni più tenace e resistente adattatasi ai cambiamenti di classifica sia quella buona?

Troppo presto per dirlo ma nella notte Charlotte ha giocato duro vincendo meritatamente contro una squadra priva di Belinelli ma sempre di ottimo livello.

Charlotte inizoiava male la gara subendo un parziale di 3-11 ma tre bombe di Kemba (la prima era stata quella degli unici tre punti iniziali) aiutavano la squadra a risalire dal burrone mentre a 7:12 Lamb sorpassava con due punti sul 16-15.

A 2:43 una tripla di Williams segnava il +10 Hornets ma a fine quarto il vantaggio scemava a 4 punti con il 28-24.

Secondo periodo nel quale ci si trovava ancora a +10 circa a metà (6:12) con un canestro di Lamb su Bertans per il 44-34 ma anche questa volta San Antonio diminuiva il gap rientrando negli spogliatoi in svantaggio 49-43.

Nel terzo quarto la squadra andava in difficoltà offensivamente, un po’ appannata e poco lucida così 4 punti consecutivi di Mills e una put-back dunk di uno scatenato Aldridge segnavano il sorpasso sul 71-72 a 29 secondi dalla fine.

Sembrava finita, classica partita da lasciar andare invece da un errore di Tony al tiro nasceva il volo del Calabrone Bridges che sopra il ferro schiacciava a due mani, inoltre Parker costringeva Forbes all’infrazione di campo e regalava l’assist per il buzzer-beater di Williams che sulla luce rossa generava ossimoricamente te punti gelando il pubblico texano sceso sul -4.

Nell’ultimo quato Kemba arrivava a 7 triple ma era MKG a 5:15 a pescare il bonus con un open 3 dalla destra per il 93-87 in una fase punto a punto del match.

A 4:46 Biyombo raccoglieva su un’entrata contrastata da Aldrige e contestata da Kemba che chiedeva il fallo ma i due punti del congolese più l’and one ci lanciavano sul 96-87.

A 3:10 ecco arrivare la bomba definitiva di Kemba che mandava la partita ai titoli di coda sul 101-89 perché San Antonio ci provava anche con i raddoppi ma veniva punita un paio di volte sul giro palla, prima con due liberi di Marvin e poi con il sottomano di Batum a 1:03 (105-93) che indovinava anche la tripla finale a :22.4 spezzando la lunga serie di sconfitte della franchigia (Bobcats/Hornets) ad Alamo.

Finiva con Tony dagli occhi lucidi acclamato dal pubblico nonostante il risultato, finalmente un bello spot per lo sport…

9/11 dalla lunetta per Charlotte e 10/12 per gli Spurs che avrebbero dovuto vincere a rimbalzo invece hanno finito per perdere 45-36 grazie al gran sforzo difensivo di Charlotte che ha aggiunto 7 rubate e 4 stoppate.

Nelle percentuali di tiro : 46,7% FG CHA, 46,3% SAS, 36,1% 3FG CHA, 35,0% SAS.

Sui 7 TO pari Charlotte nel finale, oltre a trovare una striscia di 7 canestri consecutivi non perdendo più palla, ha costretto San Antonio a perdere altri 5 palloni chiudendo quindi la statistica TO sopra 7-12…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Gasol portava a casa la palla a due e Aldridge i primi due punti con leggero fade-away da fermo oltre Biyombo pur da distanza non ravvicinata.

A 11:23 Kemba faceva mettere il capo avanti ai Calabroni grazie a una tripla ma White dal corner destro colpiva pesantemente per il controsorpasso sul 3-5 mentre dall’altra parte Batum da fuori era sfortunato con un in & out da tre punti.

Gli Speroni allungavano con un jumper di DeRozan marcato da Batum mentre gli Hornets che continuavano ad affidarsi al tiro da fuori rimanevano fermi un altro turno con un impreciso tiro da tre di Lamb.

Gasol con due FT (fallo di Biz per clamorosa dimenticanza di Kemba sulla rotazione) metteva dentro due punti e Aldridge dalla baseline allungava ulteriormente con un tiro oltre Williams per il 3-11.

Charlotte rimontava con un FT jumper di Lamb, una tripla di Marvin a 8:43 e anche se DeRozan infilava un turnaround banker dal bordo sinistro dell’area a 8:16 Walker dalla diagonale destra colpiva il bersaglio con un altro tiro pesante per l’11-13.

Forbes sbagliava il tiro ma il rimbalzone di Aldridge costringeva al fallo preventivo Lamb che consegnava a 7:51 due punti al lungo avversario dalla lunetta.

A 7:42 arrivava la terza tripla su tre tentativi per Charlotte firmata Kemba e su un passaggio corto di Lamb per Biz la nostra guardia si vedeva tornare indietro la palla sul tocco dei difensori in chiusura, floater ravvicinato e vantaggio sul 16-15.

A 6:58 White di forza portava a casa un due punti and one ma dopo la stoppata di Biz sul turnaround di Aldridge Lamb metteva dentro un altro pullup per andare a pareggiare a quota 18.

Jeremy diveniva protagonista sbagliando un altro tiro, andando a stoppare Forbes e segnando a 5:07 dalla diagonale destra una tripla che portava Charlotte sul +3.

A 4:50 il nostro numero 3 lasciava il campo per fare entrate un applauditissimo Parker mentre sull’altro fronte DeRozan mancava un paio di tiri gli Hornets ne mettevano due con Kemba intervallati da un errore di Parker che ci riprovava successivamente all’uscita di Biz ma il suo tentativo era stoppato da dietro da Bertans.

A 2:43 Williams da sinistra apportava altri tre punti alla causa della squadra di Borrego portando sul 28-18 la partita mentre lo sforzo in uscita di Monk probabilmente influenzava la tripla di Baertans finita sul ferro.

Parker non teneva fisicamente sull’entrata di DeRozan con l’ex Raptors a metter dentro due punti ma si permetteva a 1:56 di sbagliare l’addizionale.

Parker, evidentemente emozionato sbagliava il jumper dalla media mentre San Antonio rimontava con il pullup di Bertans su Bridges e Aldridge che lavorando in post basso alla fine aveva ragione sulla nostra difesa (28-24) nonostante il raddoppio.

Finiva così il primo quarto.

Buona serata per Batum soprattutto a livello difensivo dove contiene DeRozan ma devia anche un passaggio a Bertans, in generale aiuta lo sforzo della squadra a non far avvicinare gli Spurs a quota 100…

2° quarto:

Bridges inaugurava il secondo mettendo a segno due punti, ci riprovava da tre ma andava stortissimo, tuttavia in difesa recuperava un buon rimbalzo e a 10:52 il little floater del compagno Monk agevolava l’aumento di gap sino al +8.

Monk prendeva una stoppata cattiva da Poeltl e Bertans dalla diagonale destra con il siluro da fori colpiva per il -4 (32-28) con Borrego lesto a chiamare la pausa a 9:58.

Il rientro di Lamb portava subito a due punti grazie al suo floater poi era Devonte’ a lanciare lunghissimo dalla nostra metà campo sopra Cunningham che sfiorava la palla in salto, sfera che perveniva a Bridges per due punti semplici.

Poeltl in sottomano facile segnava grazie all’uscita di Willy in rotazione ma a 8:35 Bridges segnava con un soft floater di destro accolto benevolmente da ferro e tabella.

Parker sbagliava il quarto tiro ma da dietro il difensore spuntava Willy bravo a metter dentro in tap-in senza spingere per il 40-32.

White da sotto accorciava ma una sorprendente dunk aggressiva a due mani di Hernangomez dopo un pick and roll con pocket pass di Graham era manna per gli occhi.

White nel traffico era stoppato da Batum che faceva buona guardia successivamente anche sul tiro di DeRozan mentre a 6:12 il tiro dalla parabola alta di Lamb su Bertans dal mid-range sx finiva dentro per il +10 (44-34).

Il time-out di San Antonio portava benefici ai locali che lentamente rimontavano con 4 punti di Aldridge intervallati da una tripla di Kemba a 4:22 data erroneamente per due punti dagli arbitri e corretta all’intervallo.

Kemba iniziava a sbagliare qualche tiro, Lamb anche, San Antonio arrivava sul 47-43 con un turnaround di Aldridge che da sotto, ben posizionato tagliava fuori MKG dietro di lui, troppo sotto il ferro.

Una transizione chiusa da Kemba con il soft floater decretava la fine delle marcature nel primo tempo anche perché Walker con un passaggio troppo basso su un altro fast break mandava la palla in rimessa laterale e Bridges, entrato a :03.5 secondi dal termine era attento andando a disturbare l’ultimo tentativo da fuori di Bertans.

Parker prova a contenere Mills. Photo: Ronald Cortes/Contributor

3° quarto:

Biz inaugurava il secondo tempo con due liberi, i primi per gli Hornets (questo la dice lunga sulla considerazione della squadra anche se SAS non ha commesso molti falli nel primo tempo, un paio mancano, quelli di Walker colpito in faccia in penetrazione) che conquistavano un rimbalzo difensivo con Biyombo che in attacco a rimorchio di Kemba riceveva nel cuore dell’area e tirando a una mano sul ferro lungo vedeva impennarsi la sfera ricadendo nel cotone per il +10 (53-43).

Aldridge da sotto si alzava facile su un paio di difensori ma Kemba un soffio prima dei 24 ricevendo da Lamb sparava ben oltre la top of the key e Aldridge un dardo avvelenato da tre punti che s’infilava nella retina direttamente…

Un fallo dato contro Biz su Aldridge portava l’ex Pioniere a metter dentro a gioco fermo mentre DeRozan schermato ne aggiungeva due per il 56-49.

Batum rispondeva con un runner dalla parabola bassa che s’inabissava nella retina ma Aldridge da sotto ne metteva altri due arrivando a quota 20.

Lamb con l’arresto in area si faceva spazio grazie al body contact con il difensore per una specie d semigancio che finiva dentro ma White e DeRozan ne mettevano due a testa per il -5 (60-55), Kemba a 6:38 aveva ancora la forza per risponder da tre (andando a destra dietro lo schermo di Willy) per la sesta tripla di serata.

Rispondeva Bertans con la specialità da fuori poi toccava a Willy metter dentro ma dall’altra parte con out Biz per 4 falli, Aldridge trovava vita facile contro lo spagnolo.

Gli Hornets resistevano dopo il canestro di White con Willy a metter dentro di sinistro sullo scarico di Parker ma dall’altra parte Aldridge passava Willy facilmente per il poster a una mano.

A 3:53 il sottomano di Kemba che arrivava a 26 punti in 24 minuti (qui manca un altro libero per la spinta subita) valeva il 69-64 ma a 3:38 DeRozan perso per un attimo sotto canestro rimetteva il possesso lungo tra i due team.

Bridges in raddoppio aiutava a far sbagliare il tocco in entrata di Forbes mentre sull’altro fronte Parker segnava i suoi primi due punti in pullup.

Finalmente Willy (Borrego durante il time-out deve averlo spronato) difendeva di fisico costringendo all’errore sul jumper Aldridge ma un paio di tiri di Mills portavano a ridosso la squadra del Pop che sorpassava inevitabilmente d’inerzia a:29.9 quando su una transizione arrivava la put-back dunk di Aldridge.

Parker mancava un’altra soluzione in jumper ma sopra il ferro volava Bridges che schiacciava a :09.6 per il vantaggio, Tony con la pressione sulla linea di metà campo sulla rimessa Spurs costringeva Forbes alla persa per infrazione di campo e sulla sirena il Tornado parigino scaricando a Marvin in angolo sinistro regalava la tripla alla nostra PF che sulla luce rossa decretava il 76-72.

33 punti per l’incontenibile Walker che torna a spingere… Photo: Darren Abate/Associated Press

4° quarto:

Parker iniziava bene anche l’ultima frazione con il piazzato lungo, DeRozan rispondeva con il turnaround su MKG poi Mills con il canestro da posizione frontale minacciava ancora da vicino gli Hornets (78-76) ma Parker aiutava con uno swooping right hand, tuttavia un incredibile turnaround 3 di Mills oltre Williams riduceva lo scarto al minimo (80-79) a 10:46.

MKG difendeva bene sulla linea di fondo, DeRozan palleggiava su Kemba e alla fine a 8:15 segnava Parker a 8:15 in coast to coast dopo un tiraccio storto di Mills alla destra.

Poeltl invece sembrava ormai prommimo a metter dentro due punti lanciatosi olrtre Kemba ma il capitano praticamente faceva velo a MKG che andava come una porta a scorrimento a bloccarsi davanti al pitturato stoppando alla grande l’austriaco e a 7:53 Lamb, spostato in entrata allungava dalla lunetta sull’84-79 arrivando a 17 pt..

DeRozan da tre non segnava, palla ancora ai texani che dopo il rimbalzo offensivo ci provavano con White tenuto da Williams ma nulla da fare…

Charlotte non sbagliava un colpo, questa volta la corsa di Walker a passare il lungo austriaco per l’appoggio aveva una replica sull’altro fronte con Mills da tre punti a batter MKG.

Charlotte chiamava il time-out e Lamb al rietro falliva l’occasione mna a rimbalzo Biz subiva fallo quindi gli Hornets avendo un’ulteriore occasione andavan dentro con il runner di Walker che regalava l’88-82 a Borrego.

Un turnaround sulla baseline sinistra di Aldridge era elegante ed efficace ma il fade-away di Lamb per il 90-84 dava un po’ di respiro prima che SAS dimezzasse lo svantaggio a 5:39 con la tripla di White.

A 5:15 Lamb passacva corto in orizzontale per MKG che piazzato sul lato destro spiazzava la difesa di San Antonio trasformando la tripla aperte per farci riprendere i sei punti di vantaggio e quando un’azione in entrata di Walker sulla quale lo stesso Kemba chiedeva il fallo inutilmente mentre alla fine Aldridge chiudeva era continuanta da Biz che appoggiava due punti (4:46) in caduta ottenendo anche il libero del 96-87 la gara prendeva la via di Charlotte.

DeRozan forzava su MKG e Biz non segnando mentre a 4:15 Biz andando ancora in lunetta portava sul 7/7 complessivo le occasioni di Charlotte a gioco fermo.

Anche Aldridge cadeva vittima di un raddoppio fallendo il tiro ma Forbes a 3:33 con un lungo jumper da due riportava a una cifra il divario (98-89).

Marvin non segnava ma un rimbalzo offensivo di Biz dava l’opportunità di second chance agli Hornts presa ancora dal capitano che a 3:10 sferrava il colpo decisivoscagliando la freccia da tre pnti del 101-89.

Batum a mani alzate in salto fermava da vicino la rimessa laterale destra di DeRozan, poi dopo lo 0/2 ai liberi di Biz arrivava il lungo due di Forbes per il -10.

Charlotte batteva il raddoppio sull’uomo facendo girar palla arrivando in lunetta a 1:26 con Williams fermato sul sottomano da Aldridge in maniera irregolare.

2/2 poi azione simile con Batum a metter dentro da sotto a 1:03 il +12, francese che poi a :22.4 segnava l’ultimo tiro della partita da fuori fissando il 108-93 finale per l’insperata ma meritata vittoria di Charlotte.

Pagelle

Kemba Walker: 8,5

33 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. 13/27 al tiro con 7/13 da fuori con una sola palla persa. +16 di plus/minus. Già carico prima della gara mentre sprona i compagni, inizia infilando tre bombe consecutive. Finirà con 7 con quella decisiva a 3:10 dalla fine. Prende almenno una manata in faccia e uno spintone su due entrate differenti ma alla terna non è simpatico e non fischiano. Pazienza, le entrate vanno entrambe a segno. Ha una fase nella quale spara a salve ma per lo più è pericoloso. Nel finale DeRozan lo omaggia del pallone tirandoglielo addosso così arriva la steal e sui raddoppi finali è bravo a far girar palla senza rischiare di perderla in palleggio.

Jeremy Lamb: 8

19 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 8/15 al tiro. 2 TO ma un +19 che la dice lunga. Con l’attacco un po’ incartato quando rientra a prime rotazioni in corso mette subito il tiro, più preciso in jumpe rispetto l’ultima gara, riesce a ritagliarsi spazi per il tiro in varie maniere. Il floater è sempre morbido, elegante e soprattutto preciso. Bello in canestro contro Bertans da sx dell’area con l’arco/parabola alto/a.

Nicolas Batum: 7,5

7 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Più solido in difesa, DeRozan non combina quasi nulla quando c’è lui, tocca un pallone a Bertans e addirittura su una rimessa nel finale, saltando con le mani alzate riesce a portar via la palla a San Antonio. Bella una sua entrata con il runner dalla parabola quasi orizzontale.

Marvin Williams: 7

11 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 3/6 al tiro. Un paio d’errori nel finale che questa volta non costano caro perché i compagni rimediao ma anche due punti dalla lunetta sul giro palla che lo porta a spingersi in area e recuperare il fallo di Aldridge.

Bismack Biyombo: 8

9 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Bella la stoppata in post basso sul turnaround di Aldridge. Lui ne prende due ma mette gli altri due tiri, compreso quello sulla barra orizzontale che collega tabella a canestro ch e s’impenna e finisce nella retina. Nel finale è attento. Si pianta per terra reagendo bene alle finte di Aldridge che lo batte un paio di volte con la sua classe in turnaround o da sotto ma poi nel momento topico è lui a vincere il duello. 5/7 ai liberi per lui è un ottimo risultato, i cinque punti ottenuti nei momenti che contano mentre lo 0/2 arriva a partita quasi vinta.

Malik Monk: 5,5

2 pt., 1 rimbalzo in 4:51. Gioca poco, anche perché è un prendi e tira ma alla fine fa 1/2 da due punti e 0/3 da fuori, statistiche che avvantaggia il rientro degli Spurs.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

3 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Una difesa al limite sulla linea di fondo accompagnando l’attaccante oltre, una stoppata a due mani su Poeltl notevole sull’82-79 e almeno un paio di raddoppi decisivi, uno su DeRozan e un altro insieme a Biz a influenzare un tiro mancato da Aldridge nell’ultimo quarto. A 5:15 mette la tripla aperta sullo scarico di Lamb per l’83-97. Se prima battaglia a fasi alterne, nell’ultimo quarto a parte un tiro mancato e poco altro, diventa un fattore nonostante l’1/5 dal campo. Una palla persa e -3 di plus/minus.

Miles Bridges: 7,5

8 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. 4/5. Solido, a fine secondo quarto entra in campo a tre cecondi e mezzo m è bravo a contrastare la tripala dgli Spurs che non segnano. In attacco raggiunge il top con il volo con schiacciata atomica sopra il ferro nel finale di terzo quarto. Un canestro importante perché ferma l’inerzia Spurs e ci permette di tornare

Tony Parker: 7

8 pt., 3 rimbalzi, 4 assist. 4/12 al tiro e con un inizio da 0/4 (emozionato?) dove si prende anche una stoppata. Gioca bene invece a cavallo del terzo quarto e l’ultimo mettendo canestri importanti o smistando assist. Recupera nella seconda parte un inizio brutto. Acclamato dal pubblico di San Antonio, nel finale ringrazia con gi occhi lucidi.

Willy Hernangomez: 6,5

8 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Qualche canestro con buoni movimenti in attacco compresi i pick and roll ma in difesa viene passato troppe volte. Dopo un time-out nonostante la differenza di peso con Aldridge a vantaggio del secondo inizia a lottare e a far sbagliare il lungo avversario ma vien tolto presto per il rientro dei titolari.

Devonte’ Graham: 6,5

0 pt., 4 assist. Gioca quasi 11 minuti, nel finale si fa battere dall’attaccante un paio di volte mentre da tre chiude con uno 0/2 da fuori ma è un buon uomo assist. Bello quello undiagonale che passa appena sopra la mano alzata di Cunningham in salto e pesca Bridges per due punti ma anche quello rapido tascabile per il centro spagnolo.

Coach James Borrego: 7

Forse vuol far bella figura contro il suo maestro Pop e a tratti ci riesce con la squadra che si cerca di più e in alcune occasioni riesce a depistare la difesa avversaria anche se ad esempio un tiraccio open da tre di Bridges non concludeva l’azione in maniera altrettanto bella. La difesa vince la partita e forse, almeno per un breve pezzetto di gara, riesce a motivare anche Willy. Gli uomini son sempre quelli, i alcuni frangenti i quintetti particolari funzionano o comunque si cambia in corsa. Una mano gliela danno Kemba e Lamb in attacco ma anche Bridges è più coinvolto, Devonte’ gioca e serve assist, Monk l’unico giovane che nella notte non rende ma almeno giocano e imparano al contrario dell’era Clifford… Mi piacerebbe vedere anche Chealey presto, l’unico mai sceso in campo (contratto two-way).

Game 42: Charlotte Hornets @ Sacramento Kings 97-104


Intro

Altra battaglia navale in back to back sulla costa pacifica.

Gli Hornets pirati per nulla corsari contro i Re difesi dai bucanieri con gli Hornets a cercar di strappare una disperata vittoria, one victory in One Piece style.

E allora capitan “Rubber” Kemba deve ritrovare la tenacia e il coraggio da infondere a compagni caduti troppo presto in una sorta di non resistenza tanto che anche Borrego ha espresso l’auspicio di vedere la squadra tornare a lottare ed essere resiliente ammettendo che la squadra a Portland “ha passeggiato” direi io in sostanza…

Passaggio a vuoto preoccupante a Portland dopo due giorni di riposo e su un campo dove i Bobcats/Hornets non vincono dal 2008 e in teoria avrebbero dovuto esser più motivati…

La parola oggi quindi passa al campo dopo lo sbarco perché come nel manga e nell’anime di One Piece la storia è ancora in sospeso (l’autore, Oda deve ancora terminarla) e le battaglie sulla rotta maggiore si susseguono giorno dopo giorno e se non serviranno per trovare il tesoro e diventare Re, almeno per approdare a un finale a lieto fine con i playoffs conquistati con merito potrebbero portare a sviluppi futuri più floridi…

La partita in breve

Partita in bilico per quasi tutta la gara.

Hornets che ritrovano lo spirito per lottare ma che finiscono ancora K.O. per la quarta volta su cinque partite all’Ovest.

Sacramento nei finali ha spesso allungato o rimontato, sfruttando sia la mancanza di concretezza della panchina di Charlotte, sia il fattore campo.

Succedeva così nel primo quarto con la partita sul 25 pari ( tripla frontale del pareggio di Graham a 2:25) e allungo Kings sino al 29-35.

Charlotte giocava un buon secondo quarto riuscendo con un sottomano di Kemba ad arrivare sul +6 (57-51) ma Bogdanovic nel finale faceva fischiare una tripla nel cotone per il 59-57.

Nel terzo quarto gli Hornets a 6:42 si portavano su un 70-65 con una bomba di Batum ma l’ingresso in campo di Hernangomez che sbagliava 4 tiri consecutivi ai liberi favoriva il sorpasso della squadra di Joerger che con Hield depositava in sottomano il 70-71.

Aggiungete una persa in più senza Zeller che evidentemente in questa squadra sa rendersi piuttosto utile.

Charlotte riusciva a scavalcare nuovamente e a impattare a quota 74 con l’unico lampo di Bridges in schiacciata.

I Kings però riuscivano a prevalere arrivando sul 76-82 con un pullup di Bogdanovic su Marvin.

Nell’ultimo quarto I Kings con un parziale di 10-0 volavano sull’80-92 ma Kemba con sei punti consecutivi, aiutato da una tripla di Graham piazzavano un contro-parziale di 9-0 che riapriva il match.

Purtroppo il mancato aggancio di Marvin che mancava il siluro da fuori favoriva la tripla di Hield che a 5:00 dalla fine distanziava di sei unità Charlotte.

A 1:29 la tripla di Batum serviva ad accorciare sul -5 (94-99) ma nonostante gli sforzi difensivi Charlotte finiva per soccombere 97-104.

Fondamentale il ritmo impostato da Sacramento che è la seconda squadra della lega per il più veloce pace, il quale ha costretto Charlotte a 18 palloni persi, 6 in più della propria media (circa) da primo posto… Anche il 59,1% dalla lunetta di Charlotte ha pesato molto con 8 tiri mancati (13/22). La vittoria a rimbalzo 56-49 e quella nelle stoppate con 11-5 a poco son servite. I Kings hanno tirato leggermente meglio: 40,9% FG CHA, 41,4% SAC, 33,3% 3FG CHA, 37,8% SAC.

Bogdanovic dalla panchina ha finito con 22 punti, la coppia di guardie Fox/Hield con 21 punti a testa e Cauley-Stein ha messo a segno una doppia doppia da 12 punti e altrettanti rimbalzi. Anche Bagley da segnalare.

Per un certo periodo una spina nel fianco con 11 punti e 9 rimbalzi.

Notte negativa sugli altri campi perché i Pistons passano a LAC 104-109, Miami in casa batte i Grizzlies 112-108 e Orlando in Florida vince 105-103 sui Celtics…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Cauley-Stein vinceva la palla a due per i Kings che andando a vuoto diverse volte a inizio partita concedevano a Biyombo due canestri: Il primo in sottomano su un bound pass dalla sinistra di Kemba e il secondo in turnaround dal cuore dell’area.

I Kings segnavano il primo canestro con Hield in correzione sopra il ferro e pareggiavano con Shumpert che dopo esser stato stoppato da Biz, si avvaleva di due rimbalzi offensivi Kings per attaccare il canestro con efficacia.

Kemba spareggiava il risultato con una tripla a 9:24 ma il botta e risposta tra le due squadre continuava con il crossover di Fox che in entrata batteva Kemba e Biyombo sotto canestro in aiuto pareggiando per il fallo subito dalla lunetta… Kemba riportava in avanti i nostri con lo step-back letale dalla destra su Cauley-Stein che tuttavia pareggiava (9-9) in fade-away.

Sul fronte offensivo era sempre Walker a dare la spinta a Charlotte guadagnando a 7:39 un contatto con Fox furbescamente sullo schermo alto di Biz.

Sulla shooting motion Fox cozzava su Kemba che ringraziava e dalla lunetta riportava sopra di tre i Calabroni che segnavano anche con Lamb che proveniente da destra sulla linea di fondo riceveva un bound pass verticale di Batum che muovendosi in direzione opposta congiungeva la palla all’attaccante che da sotto segnava ma a 6:54 Bjelica pareggiava da tre punti e trenta secondi più tardi Hield dalla diagonale destra da tre portava in vantaggio per la prima volta i Kings (14-17).

Cauley-Stein segnava su una second chance e Borrego ricorreva al time-out.

Dentro MKG, Willy e Bridges, il primo si distingueva subito per due errori sotto, rimbalzi recuperati sugli errori e fallo subito per un ½ in lunetta…

Walker commetteva un turnover cercando Monk ma sull’azione seguente lo stesso Kemba giunto al capolinea della linea di fondo riusciva a oltrepassare il difensore con un passaggio nell’angolo sinistro ancora per Malik che esplodeva la tripla del -1 (18-19) quindi arrivava un canestro per parte ma Fox a 3:29 e a 3:12 andava due volte in lunetta (la seconda in bonus innescato da un fallo in transizione su una palla alzata per Willy persa dal nostro centro in area) per portare la squadra di Joerger sul 20-25.

Monk chiudeva l’entrata rapida di destro dopo aver salutato Bogdanovic e a 2:25 senza marcatori davanti Graham auto-produceva la tripla del pareggio dalla top of the key.

Bogdanovic da sinistra segnava sul rookie un lungo sue punti e su un passaggio offensivo intercettato a Willy Bagley finiva in lunetta sulla transizione con i Kings a imporre un ritmo veloce.

Bagley tuttavia mancava entrambe le occasioni e su un pick and roll con Monk a 1:31 Willy lanciato segnava due punti fallendo ancora però il libero addizionale impattando comunque a quota 27.

Nel finale un coast to coast di Ferrell, una tripla da transizione di Bogdanovic dalla diagonale destra con MKG rinculato troppo e un’altra bomba di Bogdanovic dal lato sinistro con Lamb a francobollarlo, avvantaggiavano Sacramento che si portava sul 27-35 prima che un buon floater di Lamb chiudesse le ostilità dei primi 12 minuti sul punteggio di 29-35.

Lamb in schiacciata ma non raggiungerà nemmeno la doppia cifra in serata con gli Hornets ancora sotto i 100 punti…

2° quarto:

Monk iniziava bene percorrendo la linea di fondo destra e alzando una palla da sotto a due mani per accorciare ma Sacramento metteva dentro due punti rapidi.

Lamb era fermato irregolarmente da Bjelica sull’entrata dopo aver passato lo schermo di Williams.

2/2 a 11:05 con Graham che sull’azione seguente successiva shakerava un paio di difensori con un double crossover per volare a canestro depositando il sottomano del 35-37.

Giles III dal cuore dell’area colpiva con un gancio nonostante un paio di difensori provassero a fermarlo ma dall’altra parte a dare la scossa ci pensava MKG che in corsa quasi orizzontale da sinistra ricciolava un po’ verso canestro per sferrare una mazzata oltre Bjelica chiudendo con una possente jam anziché con il solito appoggio.

Ferrell rispondeva da tre ma Lamb chiuso da un paio di difensori in entrata passava intelligentemente indietro dove Marvin, liberissimo sulla sua mattonella (diag. sx) colpiva da fuori alzando il punteggio sul 40-42.

Charlotte non approfittava di qualche passaggio a vuoto avversario sbagliando diverse occasioni provando a tenere il ritmo dei padroni di casa così Hield, aiutato dal primo ferro vedeva varcare la sfera oltre la retina per un tiro da tre punti lanciato da sinistra.

Batum con un vertical pass invitava Bridges al back-door lungo la linea di fondo ma Miles fermandosi sul più bello lasciava la sfera correre out allungando la lunga striscia di TO di Charlotte a sfavore sul 10-3…

Kemba in entrata andava da due punti, Shumpert, freddo al tiro mancava ancora un canestro e dall’altra parte pur rischiando di portar via palla a Williams, si faceva aggirare sulla linea di fondo commettendo anche un fallo a 5:03 grazie al quale Marvin portava a casa il gioco da tre punti che pareggiava la gara a quota 45.

Fox dalla lunetta riportava sopra i Re (fallo di Kemba), MKG spingeva con l’appoggio al nuovo pareggio e Batum da tre dall’angolo destro sparava la tripla su servizio corto di Lamb per il vantaggio ritrovato (50-47).

L’arcobaleno di Bogdanovic valeva il -1 ma a 2:52 un’entrata selvaggia di MKG consentiva agli Hornets di riprendere tre punti di vantaggio subito persi sull’alley-oop di Cauley-Stein con Biyombo lontanuccio dal ferro.

A 2:18 MKG risolveva l’intricata situazione ai 24 sparando da tre e colpendo per il 55-51.

MKG e Batum si facevano valere in difesa ma Lamb sprecava un paio di palloni in attacco e Kemba usando il ritmo depositava il +6 in sottomano.

A :39.3 Fox colpiva andando oltre uno stremato MKG che ricorreva al fallo regalando l’azione da tre punti poi su un inbound pass dal fondo Graham passava a Lamb che schiacciava presentandosi sotto il ferro pur spostato da dietro dal difensore.

Bogdanovic in uscita sulla diagonale sinistra non era preso da Williams che perdeva l’equilibrio e si finiva all’intervallo sul 59-57 Hornets.

MKG su Bogdanovic. Buona partita difensiva per la nostra ala ma nel finale va commettendo qualche errore di troppo in attacco.

3° quarto:

Inizio confuso di quarto con errori da ambo le parti fino alle triple di Kemba a 10:51 e di Fox a 10:38 quindi toccava a Batum grazie a un blocco alto di Williams puntare a canestro per posterizzare di destro Cauley-Stein…

La difesa di Charlotte si chiudeva bene a riccio e su una ripartenza Kemba depositava facilmente il layup del 66-60.

Il capitano però subendo un fallo successivamente su un’azione simile rimaneva a terra, palla out.

Si giocava ma gli Hornets ricorrevano al fallo per bloccare l’azione con Kemba out per qualche minuto.

Cauley-Stein segnava da sotto ma poi gli Hornets resistevano con la stoppata in corsa da dietro di Batum su Hield, Shumpert sbagliava un tiro e Batum intercettava ancora un passaggio diretto all’angolo sinistro.

A 7:28 rientrava Walker che allungava splittando dalla lunetta (fallo di Bjelica).

Hield era stoppato nuovamente da Batum ma sulla second chance Shumpert colpiva da tre per il 67-65.

A 6:42 Batum trovava un big shot da tre contro il centrone Cauley-Stein ma Fox con un’ottima entrata ritmata e una palla rubata a Kemba portava 4 punti nelle casse dei Kings che tornavano prima a -1 e poi superavano con Hield, anche perché nel frattempo Hernangomez in lunetta con lo 0/2 ci faceva rimanere al palo.

Willy, chiuso nell’angolo sinistro provava ad aggirare Fox correndo sulla linea di fondo, chiuso in seconda battuta ma arrivava il fallo e altri due FT, purtroppo il centro iberico sbagliava ancora clamorosamente ambo le occasioni a 4:18.

Kemba rischiava in entrata ma depositava di sinistro oltre Giles III per il 72-71.

Hield con un rim/glass da tre ancora “fortunato” batteva nuovamente Bridges che in attacco trovava il primo canestro decidendo di andare a schiacciare a tutta velocità superando Hield pareggiando a quota 74.

Bagley deviava al volo dopo un suo errore fallendo il libero addizionale poi schiacciava servito dalla linea di fondo.

In attacco Willy non segnava, Bridges era stoppato poi ancora Willy commetteva passi in partenza sul palleggio e Bagley faceva la differenza segnando il sesto punto consecutivo…

MKG attaccando con ottima estensione dell’arto destro depositava al plexiglass il -4 ma il pullup di Bogdanovic in area oltre Marvin chiudeva i giochi a fine terzo quarto sul 76-82.

Sul banco degli imputati c’è il centro spagnolo, qui in mezzo alla difesa dei Kings con Shumpert in primo piano.

4° quarto:

Bagley ci provava ancora a inizio quarto ma MKG rimanendo piantato in post basso nonostante il contatto con il corpo riusciva a stopparlo quindi, dopo aver sbagliato una tripla Monk correggeva la mira infilando il cesto da fuori su assist di Graham dal fondo a 10:55.

Bogdanovic sbagliava, riprendeva il rimbalzo e si faceva stoppare da Marvin ma dall’altra parte Jeremy anziché attaccare il ferro provava il jumper fallendo ancora.

Gli Hornets si chiudevano in area, Bagley aveva un gesto di stizza poco dopo essersi visto togliere il pallone e gli arbitri propendevano per il tecnico ma a transizione in corso rovinando l’azione di Charlotte…

Il libero realizzato ci portava sull’80-82 ma la possibilità di sorpasso era sprecata da una tripla a vuoto di Williams e dall’altra parte Bagley con la tripla dal ferro amico ci spediva sul -5.

Bogdanovic con un’entrata frontale semplice lasciava il segno e Borrego a 8:47 chiamava il time-out.

Monk in attacco però sparava un air-ball e commetteva passi sull’arresto in corsa sull’azione seguente mentre Jackson salvava la palla in qualche maniera dal fondo e servendo Bogdanovic nell’angolo destro lo invitava alla tripla del +10 (80-90) Sacramento.

Ancora il serbo in corsa riceveva sotto appoggiando per il parziale di 10-0 Kings…

Charlotte anziché cedere provava a rimontare con Kemba che segnava da tre e poi ondeggiando trovava il body contact con Cauley-Stein sul rilascio al vetro per due punti e tiro libero a segno per l’86-92.

La difesa degli Hornets faceva buona guardia, Bogdanovic e Fox non segnavano mentre Graham sulla sinistra si spostava verso la linea di fondo sull’uscita in salto di un attardato Bogdanovic che vedeva il rookie mettere la bomba del -3 a 5:37…

La partita però volgeva l peggio quando Marvin mancava la possibilità di aggancio sparando una seconda tripla a salve e Hield a 5:00 dalla fine non perdonava da fuori per l’89-95.

Kemba segnava due punti e Cauley-Stein su una palla vagante commetteva in attacco il quinto fallo personale ma dopo l’errore di Walker al tiro il centro avversario schiacciava in alley-oop mandando in tilt la camera sopra il canestro.

Hornets che sbagliavano troppo e l’allungo di Hield per il 91-99 valeva molto perché a 1:29 arrivava la tripla di Batum ma lo scarico per Hield, solissimo fuori valeva ancor di più per i Kings che beneficiando della tripla da +8 si sentivano al sicuro anche se Batum con una rubata sulla linea di fondo avversaria sul tiro di Graham non si arrendeva procurando a Kemba un pallone che tentava di spedir dentro dopo uno spin che lasciava lì Fox che rimediava astutamente da volpe con il fallo.

Kemba con un ½ non soddisfaceva, dall’altra parte Fox in sottomano ne aggiungeva due mentre Kemba, colpito sulla partenza dell’azione involontariamente da Bogdanovic allo stomaco vagava piegandosi verso la panchina.

A :5.4 Batum guadagnava 3 FT, due dei quali a segno (97-104).

Finiva così perché sul TO Kings Bridges da tre scagliava una mattonata che decretava l’impossibilità di continuar la lotta negli ultimi secondi…

Niente Jolly Roger issata a Sacramento quindi nonostante il trend degli ultimi ani fosse positivo…

Pagelle

Kemba Walker: 6,5

31 pt., 1 rimbalzo, 4 assist, 1 rubata. 11/24 Chi altri se non “Cappello di paglia” o Rubber? Come lui sembra fatto di gomma. Può allungarsi con step-back che lo portano a tiri rapidi e precisi, è veloce e in genere è combattivo. 3/12 da fuori e 6/8 dalla lunetta oltre 6 TO nel ritmo frenetico del Golden 1 Center sono le note negative. Insistere troppo da fuori in alcune serate da brutte percentuali non è positivo però per il resto porta punti avendo anche una buona media. Entrate facendo valere il fisico anche contro i lunghi e step-back sono ottimali. Scavalla quota 31 ma attorno a lui c’è quasi il deserto.

Jeremy Lamb: 5,5

9 pt., 6 rimbalzi, 3 assist. Abile spadaccino con al suo servizio tre katane, Jeremy usa le abilità in appoggio, in floater e in jumper da media distanza dopo esser passato dietro un blocco magari come efficaci armi per chiudere a canestro. Definito numero 2 dietro a Rubber, anche Lamb è il secondo miglior marcatore della squadra ma stanotte a parte il 3/8 dal campo tentando dalla media pessimi pullup, non sembra voler attaccare spesso il ferro limitandosi al compitino. Bello invece l’assist nel primo tempo per la tripla di Marvin una volta vistosi chiuso lo spazio per l’entrata.

Nicolas Batum: 7

13 pt., 9 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Nami e in genere mi scuserei con il personaggio di Nami. Solo perché è abbastanza avida e disposta a tutto per denaro. Vi ricorda qualcuno? Nella notte tuttavia anche se non mette cifre da superstar a livello di punti è utile in attacco e anche in difesa. Buona gara bifronte, intercetta palloni e piazza un paio di stoppate anche se poi gliene viene data una, comunque influenza spesso i tiri. Nel finale sull’alley-oop di Cauley-Stein non può opporsi fisicamente. E’ anche però un giocatore che tiene alla coesione del gruppo come Nami e almeno durante le interviste lo si è sentito. E’ abbastanza fifone in campo in genere, tende a sparire e a mettere avanti gli altri nei momenti che contano ma come Nami che affina le proprie abilità divenendo più coraggiosa anche lui prende le sue responsabilità nel finale trovando punti, mettendo a segno una rubata ed è l’ultimo ad arrendersi come certe Donne di carattere.

Marvin Williams: 6

6 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 3 stoppate. Usop/Sogeking. Cecchino dalla mira infallibile specialmente quando si trasforma in Sogeking indossando maschera e mantello, usa una grossa fionda, quella che sarebbe ideale per Marvin per scagliare le sue triple. Pavido e bugiardo Usop, spesso Marvin fa il compitino offensivo scaricando punti di rottura non ergendosi a protagonista e in serata con il suo 1/5 da fuori pare più un Usop addormentato. Fallisce due triple importantissime nel finale mentre in difesa si fa spesso sentire sacrificandosi sino al tuffo nell’ultimo quarto tentando di non far uscire la sfera dal terreno di gioco anche se non gli riesce. Un sei risicato per la difesa ma il 2/9 complessivo al tiro sarebbe da 5.

Bismack Biyombo: 6

4 pt., 10 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Franky. Cyborg e carpentiere. Cyborg nell’aspetto (non nel colore), nella stazza, un po’ rabberciato e rozzo a volte con la palla, carpentiere rispetto al gioco del basket. In diverse occasioni sembra non centrare né il cesto né nulla con il basket ma nella storia originale Cutty Flam (il vero nome) costruisce la seconda nave per la ciurma, la Thousand Sunny. Ci si augura il congolese invece possa costruire anche giocate più solide. Qualche svarione sugli alley-oop, nel gorgo che si forma in area, essendo aiutato mette a segno ben tre stoppate. Sicuramente meglio di Willy e Frank, segna 4 punti inizialmente, poi ci prova un’altra volta ma non segna per spegnersi offensivamente dove recupera solo qualche fallo inutile per i contatti subiti.

Malik Monk: 5

10 pt., 1 assist, 1 rubata. 4/11 al tiro. Brook, lo scheletro schermidore. Intanto perché ha i capelli afro, anche se Monk li ha decisamente bonsai rispetto all’originale, poi perché Monk può andare di fioretto con tiri dal palleggio o fiondarsi velocissimo verso il canestro “camminando a pelo d’acqua” (di parquet per Monk direi) e balzare felinamente come Brook per servire assist o andare in appoggio. Avendo un fisico esile usa l’agilità e altre abilità, anche la forza insospettabilmente ma in difesa viene passato facilmente, anche perché se lo dovessimo paragonare a Brook, occhi non ne ha… In serata non attacca il ferro per donare assist ma ci prova spesso da solo, sbaglia un paio di triple nell’ultimo quarto con un air-ball, ne mette una ma poi commette passi sull’arresto in corsa. Nel momento decisivo manca dopo aver disputato un buon primo tempo sfruttando la differenza di velocità con Bogdanovic per arrivare al ferro un paio di volte.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

11 pt., 7 rimbalzi, 3 stoppate. 5/10 dal campo. Nico Robin. Potenzialmente come la piratessa può allungare gli arti ed è l’unico che, out Zeller, possa bloccare gli attacchi avversari in maniera efficace se lo vuole, infatti, mette a segno tre stoppate.

Se attacca prova a farlo velocemente in penetrazione, in coast to coast o saltuariamente tentando il gancio in corsa, un bell’uncino per cercare di agganciare la vittoria.

Primariamente porta tanta energia e difesa anche se sulle transizioni rincula troppo tenendo una posizione ibrida che non serve a nulla, così prendiamo tre punti, poi nella prima fase e in quella centrale è un mastino che riesce anche segnare da tre punti allo scadere dei 24.

Nel finale sbaglia troppo però (il buon voto cala qui, nel momento decisivo) tentando anche un layup rovesciato da dietro il vetro che fa una pessima fine.

Miles Bridges: 5

2 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. Jinbei. L’uomo-pesce dotato di resistenza e forza sovrumana, nell’anime può manipolare l’acqua come se fosse una sostanza solida. Forza e resistenza per Miles ci sono, deve dimostrare di riuscire a fare anche qualcosa da sé prendendo qualche iniziativa e iniziare a padroneggiare quella fluidità che al contrario di Jinbei manca come i tempi per le entrate e i rilasci un po’ troppo affrettati per lui da tre che ha ancora bisogno di velocizzare il tiro e deve lavorarci pian piano. Anche stasera manca un paio di layup in corsa e due triple segnando con una schiacciata bimane in corsa dopo aver passato Hield che lo aveva trafitto da tre fortunosamente. Anche nel primo tempo prende un canestro alla stessa maniera con rimbalzo sul primo ferro non fantastico ma utile…. Non porta punti ma rimbalzi.

Willy Hernangomez: 2

3 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. TonyTony Chopper e mi scuso con Chopper. Ingenuo e manca di aggressività. Ha tre forme che possono variare di stazza, quella da renna è buffa, quella umana è più massiccia, quella intermedia mantiene le caratteristiche positive umane e animali. Quale stia usando Willy non è dato sapere… dopo il buon inizio è scomparso senza lasciar traccia nell’ultimo periodo. 2 TO, -6 di +/-, ¼ dal campo peggiorato dalla lunetta con un incredibile 1/7, raramente è utile per influenzare un tiro avversario. Solo un pazzo potrebbe far giocare ancora uno così che ci danneggia irreparabilmente con dei tiri dalla lunetta che sembrano tirati da uno che non ha mai visto un pallone da basket al campetto. Se Chopper è mezzo animale a me sale la carogna…

Devonte’ Graham: 6

8 pt., 3 rimbalzi, 3 assist. Sanji. Chi se non lui potrebbe ricoprire il ruolo di cuoco per uno che ama cucinare gli avversari con giocate in penetrazione, e infilzarli con tiri dalla lunga cottur.., ehm, distanza? Certo… il cuoco della ciurma di One Piece si prestava più a Parker visto che il franco/belga non si può dire che non ami le belle Donne essendo stato spostato dal 2007 al 2010 con Eva Longoria, ma veniamo alla serata di Graham… 3/7 al tiro con un 2/5 da fuori ma è un -8 quando è in campo. Non demerita e nell’ultimo quarto serve un assist per la tripla di Monk e finta su Bogdanovic in uscita sistemandosi con passetto laterale sul lato sinistro per tre punti personali presi con convinzione. Forse era troppo chiedergli di segnare ancora nel finale.

Coach James Borrego: 5,5

La squadra ritrova almeno lo spirito ma sembra un’armata Brancaleone del voglio ma non posso. L’infortunio di un giocatore ritenuto da molti mediocre come Zeller sta pesando tanto e anche le scelte di alcuni giocatori in campo. Quelle del coach stasera sono così così… un paio di time-out arrivati un pelino tardi direi che comunque non avrebbero cambiato granché suppongo e soprattutto la scelta di far giocare Hernangomez Non so se Frank non faccia più parte del progetto ma senza difesa per senza difesa almeno il Tank in attacco avrebbe portato probabilmente più punti.

Game 41: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 96-127


Intro

Hornets nel profondo nord-ovest americano, in Oregon ospiti dei Portland Trail Blazers.

Alla “Rose Garden Arena” o Moda Center, spesso i Calabroni hanno rimediato sconfitte e la gara non si presentava certamente facile nemmeno quest’anno, tuttavia per tenere il passo di Miami gli Hornets avevano bisogno d’inventarsi qualcosa per sopperire alla mancanza di forza vista in trasferta.

Caso strano a Portland il nome non se lo sono inventato ma hanno tirato a sorte tra Boston (sì, quella nota nel Massachusetts) e Portland (nel Maine), appunto, città natale dei due contendenti.

Per decidere chi vincerà la partita invece bisognerà cumulare quei rapidissimi, quasi impercettibili istanti nel quale il pallone arancione gira in aria e vedere che fine farà, un po’ come la monetina lanciata per aria…

La partita in breve

Partita senza storia, senza troppe energie, senza gloria e anche sotto i 100 punti, fatto accaduto raramente quest’annata.

Portland, entrata con piglio aggressivo in difesa e decisione in attacco sembrava soffocare e sorprendere Charlotte in un inizio nel quale solo la tripla di Williams entrava per Charlotte a fronte di 13 punti della squadra di Terry Stotts.

Charlotte si riprendeva offensivamente trovando, grazie alla freschezza, tiri che entravano ma dall’altra parte la coppia di guardie Lillard/McCollum giocava su alti livelli, specialmente il secondo, on-fire nel primo quarto, così si arrivava alla fine dei primi 12 minuti sul 27-37 con Portland a conservare il frutto dell’aggressivo inizio.

Gli Hornets nel secondo quarto sorprendevano inizialmente la panchina dei Trail Blazers che incassava un 6-0 conservando 4 pt. di vantaggio (33-37) ma di lì a poco la squadra della Rose City si lancerà in un parziale di 14-0 porterà i Tracciatori di Sentieri sul 36-57 con un paio di canestri di Lamb quasi a metà quarto a interromper il digiuno della squadra di Borrego.

La difesa di Charlotte, già malmessa, peggiorava ulteriormente con l’ingesso in campo di un arrendevole Hernangomez e in generale consentiva a Portland i raggiunger l’intervallo con un +21 grazie all’alto punteggio dei padroni di casa arrivati sul 49-70…

Partiva ancora male Charlotte nella ripresa ma a 9:41 con un’azione di Walker da 4 punti (tiro da tre più fallo subito) portava un parziale di 9-0 (58-76) ma Lillard infilava due triple consecutive, Aminu ne aggiungeva una alla quale nel finale se ne sommavano due di McCollum (una con fallo di Bridges per una giocata da 4 punti) che favoriva l’allontanamento drastico e definitivo.

68-101 a fine terzo quarto con parziale di 19-31…

Nel garbage time Charlotte metteva a segno inizialmente un parziale di 8-0 ma finiva per cedere di 31 punti, 96-127…

Quei rapidissimi momenti dei quali si parlava nell’intro in serata sono stati colti da McCollum e Lillard i quali hanno finito per cumulare 30 e 20 punti rispettivamente, Turner ne ha aggiunti 15, Stauskas 13 mentre il Bosnian Bear Nurkic ha messo a referto una doppia doppia con 11 rimbalzi e altrettanti punti.

Il figlio di Dell, Seth, ha chiuso con un 2/4 da oltre l’arco per 6 punti aiutando la squadra a mantenere alto il tiro da tre chiuso con il 37,5% anche se Charlotte con il 43,3% è andata meglio ma dal campo il 55,9% dei Trail Blazers contro il 40,0% di Charlotte era chiaro indizio di vittoria.

43-47 nella lotta a rimbalzo, 23-31 negli assist, 2-16 le stoppate con Nurkic a 6 a pareggiare il proprio record personale precedente…

La difesa di Portland ha vinto la partita, quella di Charlotte non è pervenuta, così anche nei TO Portland ha perso meno palloni con 13-9, per quanto Charlotte sia prima e abbia commesso un TO in più rispetto alla media, ha fatto male la pressione sugli avversari e ancor peggio la fase di contenimento.

Undicesima vittoria consecutiva a Porland per i T. Blazers su Charlotte.

E’ dal 2008 che la squadra locale ha la meglio sulla città della Queen City (6 in era Bobcats) mentre in generale Portalnd ottiene la quarta vittoria di fila in stagione allungando la striscia positiva mentre Charlotte cade a due L.

Così non si va da nessuna parte…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Lanciata in aria anche la palla a due era Nurkic a prevalere e Lillard passando dietro uno schermo a segnare in pull-up nonostante il tentativo tardivo di chiusura di Batum.

A 11:07 raddoppiava Lillard dalla lunetta (fallo sulla penetrazione e per gli arbitri erano due FT che non convincevano Borrego) mentre sull’azione seguente Charlotte otteneva gli unici tre punti di un inizio pessimo con Marvin Williams che servito a sinistra tirava precisamente.

Aminu segnava in transizione su una palla persa da Kemba con Batum lentissimo nel tentare di contrastare l’avversario e Williams in entrata si faceva strappare un altro pallone sull’azione successiva…

Lamb commetteva due errore “larghi” e a 9:06 in area Nurkic in turnaround alzava il gancio del 3-8 ma il parziale continuava con l’entrata in diagonale di Lillard tra Kemba e Biz con relativo layup e con la tripla di McCollum a 8:17 che fissava il 3-13 che allarmava Borrego, ormai deciso a chiamare il time-out per stoppare un inizio aggressivo dei Trail Blazers.

Al rientro un’entrata a ricciolo di Lamb dietro lo schermo altissimo di Biz valeva due punti, altre due venivano proprio da Biyombo che raccolto il passaggio sulla drive di Batum fintava per liberarsi dei difensori e schiacciare il 7-13 a 7:35.

Biz però era stoppato da Nurkic e McCollum dall’altra parte segnava da tre punti ai quali rispondeva Kemba creandosi e segnando con una bomba dalla diagonale sinistra.

McCollum in ritmo si scatenava con un turnaround baseline dopo aver passato il canestro in corsa…

Charlotte ora provava tenere il passo offensivamente segnando con Biz in jumper dall’altezza della linea del tiro libero mentre dall’altra parte in corsa con un finto arresto McCollum cacciava dentro una soluzione ibrida tra floater e arresto e tiro ma rispondeva Lamb che tagliando bene riceveva un passaggio schiacciato di Batum preciso.

A 4:53 però era ancora McCollum a inserirsi in mezzo alla difesa di Charlotte per recuperare lesto un rimbalzo e appoggiare al vetro il 14-22.

Kemba si faceva stoppare da Nurkic e provava un altro tiro a basso coefficiente non segnando mentre dall’altra parte Lillard in entrata era più concreto appoggiando oltre Willy.

A 4:01 un fade-away frontale di Batum cercato in uno contro uno finiva nella retina ma Nurkic a 3:41 in post alto si girava comodamente andando ad appoggiare trovando il contatto di spalla con il nostro centro spagnolo che per peso doveva cedere regalando anche il libero del16-27…

In attacco Bridges era stoppato in schiacciata ma Kemba finiva l’azione segnando il jumper.

Malik non riusciva a stoppare il pull-up di McCollum sempre più on-fire che , infatti, a 2:30 otteneva altri due punti in entrata.

Batum, l’ex, rispondeva da tre ripristinando almeno un -10 (21-31) ma sull’azione seguente finiva per schiantarsi su un blocco altissimo di Willy che si muoveva anche dalla stessa parte del francese…

A 1:25 segnava Kemba da fuori in transizione dopo due errori di Turner che si rifaceva con un sottomano semplice sull’azione successiva a quella del capitano.

Nurkic stoppava Kemba mentre dall’altra parte si notava tutta la differenza tra centri con Lillard al quale bastavano due finte per far recedere l’iberico dal tentativo di stoppata sull’entrata portata a termine dal n° 0 avversario.

A :35.1 era ancora Batum a reggere le sorti della partita segnando con un tiro da fuori e fuori equilibrio con il tronco spostato in avanti ma un floater di Lillard ristabiliva il -10 (27-37), punteggio finale di quarto.

PORTLAND, OR – JANUARY 11: Bismack Biyombo #8 of the Charlotte Hornets drives to the basket against the Portland Trail Blazers on January 11, 2019 at the Moda Center Arena in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Apriva bene il quarto Monk con una tripla dalla diagonale sinistra, poi era Parker a incrociare da fermo in area con una finta su Seth Curry segnando e ottenendo il libero che a 11:17 illudeva gli Hornets di poter recuperare punti surclassando la panchina avversaria.

Illusione perché la squadra di Stoots rispondeva con due FT di Turner, raddoppiato da Williams che commetteva fallo in area, Leonard segnava l’alley-oop lanciato da Turner mentre a 10:29 la tripla open in ritmo di M. Williams (36-41) non spezzava il ritmo offensivo avversario.

Portland però trovava un tremendo break con un 14-0 iniziato da Stauskas oltre MKG, proseguito da Turner (reverse layup in area dopo mezzo giro) e fermato a livello di tempo da Borrego dopo un altro jumper di Stauskas per il 36-47.

Il time-out a 9:31 non risolveva la situazione perché il leader da tre punti NBA fatto in casa (Seth Curry) segnava da tre, Parker e Lamb sbagliavano le loro conclusioni da fuori mentre Stauskas otteneva tre FT a 7:13 per esser stato toccato da un Kemba troppo lanciato nel close-out.

2/3, Biz stoppato da Leonard e altra tripla di Curry dalla destra schermato da un buon blocco a 6:43 per il 36-57.

A rompere il digiuno era Lamb con l’appoggio a destra evitando la stoppata e ancora Lamb era bravo a segnare il teardrop dal pitturato per il 40-57.

Dall’altra parte Turner segnava facilmente da sotto attorniato dalle guardie Hornets senza i cm per contrastarlo.

Lamb e MKG dalla lunetta puntellavano lo svantaggio splittando entrambi per il 42-59 ma un passaggio da metà campo di Lillard esaltava Layman in alley-oop.

MKG rispondeva con il gancio in corsa (44-61) poi McCollum e Lamb alzavano il punteggio di due unità per parte, Lillard ne aggiungeva altri due in floater e ancora McCollum pescava il jolly da tre oltre Lamb.

Walker andava in lunetta in bonus a 2:15 ma segnava solamente un libero, Layman tentava la mega schiacciata a una mano ma la sparava sul ferro così dall’altra parte Kemba, tornato in lunetta a 1:56 per un contatto con Nurkic, aggiustava la mira segnando entrambe le occasioni per il 49-68.

Portland finiva per segnare con Layman il 49-70, punteggio all’intervallo, con un rimbalzo offensivo spuntando tra le divise viola dopo un air-ball di un compagno per appoggiare facilmente in mezzo a una difesa da presepe…

PORTLAND, OR – JANUARY 11: Kemba Walker #15 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Portland Trail Blazers on January 11, 2019 at the Moda Center Arena in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

3° quarto:

Si notava subito che Charlotte dopo l’intervallo non ci credeva molto, Nurkic con un tocco oltre Biz segnava ripetendosi poi in schiacciata, Aminu a 9:59 metteva dentro in appoggio…

E Charlotte?

Tre palloni persi in vario modo, l’ultimo con un passaggio ravvicinato di Batum per Biz che non teneva la sfera…

A 9:41 rompeva alla grande il silenzio offensivo Walker che schermato (ampiamente) da Biyombo riceveva da Williams per sparare da tre toccato da Layman in uscita.

Azione da 4 punti che ispirava per un breve tratto Charlotte che segnava ancora con un tap-in di Biyombo e con Kemba dalla diagonale destra per altri tre punti che davano un parziale di 9-0 che portava sul 58-76 la situazione.

Un brutto passaggio di Kemba da drive and kick era recuperato da McCollum che andrà a segnare con un turnaround dalla baseline, cosa già vista nel primo tempo…

Lamb a 8:04 attaccava il ferro arrivando a pochi cm con il floater vincente sopra due teste Trail Blazers.

Lillard segnava da tre avendo ricevuto l’allarme rosso, Lamb a 6:56 rispondeva con il jumper frontale per il 62-81 ma ancora Lillard da fuori forzava segnando la seconda bomba consecutiva.

Aminu da destra ne aggiungeva un’altra ammazzando di fatto il tentativo di rientro dei teal & purple precipitati sul -25 (62-87) anche se Lamb serviva a Bridges materiale per l’easy hammer e lo stesso Miles dimostrava con una strong drive di riuscire anche ad appoggiare bene al vetro finalmente.

Un tap-out di Nurkic favoriva Layman, liberissimo sulla linea dei tre punti, non più contrastato da nessuno, che la buttava dentro ancora per il 66-90.

McCollum segnava ancora da fuori nella sagra delle triple di Portland mentre Monk tentando di tornare sull’avversario sbatteva su un Willy che era finito per prendere il tiratore di Portland e che danneggiava il rientro del nostro n° 1.

Un McCollum senza pietà infilava dalla top of the key dopo una finta con contatto cercato su un Bridges che rientrava male toccando di schiena il tiratore.

A 2:36 partita stra-finita con l’azione da 4 punti per il 66-99, Bridges mancava due tiri da fuori e andavano a chiudere il quarto Aminu ed Hernangomez con due punti a testa per il 68-101 con un parziale di quarto di 19-31.

PORTLAND, OR – JANUARY 11: Dwayne Bacon #7 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Portland Trail Blazers on January 11, 2019 at the Moda Center Arena in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Cameron Browne/NBAE via Getty Images)

4° quarto:

Nel garbage time Charlotte guadagnava inizialmente punti con due FT di Monk che scaricava da una drive all’ultimo istante per Willy appostato a destra del canestro pronto a ricevere e a schiacciare dopo esser rimasto solo per la chiusura del lungo su Malik.

Willy continuava a segnare da destra sul back-door pass verticale di Parker e Monk ancora con il pull-up dopo aver palleggiato dietro la schiena in uno contro uno creavano le condizioni per arrivare sul 76-101 con un parziale di 8-0 ma la squadra si scioglieva nuovamente prendendo un parziale di 3-9 con un pullup di Turner arrivato a 15 pt. (79-110).

Dentro anche Frank, Dwayne e Devonte’ nel finale ma il risultato era il medesimo, Portland finiva vincendo 96-127 una di quelle partite nelle quali non c’era storia sin dall’inizio.

Pagelle

Kemba Walker: 5,5

18 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 5/19 prendendosi 5 stoppate, alcune da Nurkic in modalità easy. Finisce con 18 punti sfruttando una buona serata da fuori con un 4/9 per 13 pt. (già, perché c’è anche un FT aggiuntivo su un tiro da fuori per fallo subito) ma sarà quello con il plus/minus più freddo, glaciale… -29. Figlio anche di 4 TO e del fatto di giocare i momenti che contano con intorno poco. E’ quasi l’unico che accende può crearsi spesso da solo qualcosa in attacco ma in difesa stanotte non tiene.

Jeremy Lamb: 5,5

15 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 7/14 al tiro. Va un po’ a periodi… inizia male sbagliando due tiri ampiamente influenzato dalla difesa poi nel secondo quarto rompe il muro di Portland e il parziale avversario di 14-0. Floater e teardrop, canestri ravvicinati attaccando in taglio o partendo da lontano sono il suo pane. 0/1 da fuori e solo un ½ dalla lunetta. Buona nel terzo quarto una difesa disperata in angolo sul tiro di McCollum ma anche lui fatica a tenere in difesa.

Nicolas Batum: 5

8 pt., 5 rimbalzi, 2 assist. Solita partita. Ottimo inizio che illude Charlotte di poter trovare dal francese la serata dell’ex che tuttavia si va perdendo. Borrego lo toglie dopo un suo passaggio orizzontale ravvicinato basso per Biyombo che il congolese sta cercando di capire ancora ora.

Marvin Williams: 5

6 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 2/6 dal campo segnando un catch’n shoot rapido da tre dalla sinistra e un’altra tripla (aperta) dalla diagonale sinistra, poi altri 4 errori. Gioca poco più di 23 minuti. Bene a rimbalzo, per il resto sarebbe in panchina in qualsiasi altra squadra. Giocatore onesto ma che non da la spinta per cambiare il ritmo ma approfitta sovente degli scarichi dei compagni, è il suo ruolo offensivo ma è poca cosa se non trova serate da strisce di 4/5 triple…

Bismack Biyombo: 5

6 pt., 8 rimbalzi, 2 assist. A volte prima che si coordini su un rimbalzo sembra di rivivere un flashback da Holly e Benji da quanto tempo passa lasciando insicurezza su rimbalzi che dovrebbero essere saldamente suoi. Stoppato ben 4 volte per uno con i suoi cm, finisce con un 3/9 dal campo segnando buoni canestri con un FT jumper e su una finta con successiva schiacciata. Ancora adesso si sta chiedendo dove sia la palla sul passaggio laterale di Batum. -16 di +/-.

Malik Monk: 5,5

7 pt., 1 rimbalzi, 4 assist. 2/7 al tiro. Fatica in difesa quando conta e non è un fattore. Nel garbage time inizia bene segnando punti, due anche in pullup uno contro uno con palleggio dietro la schiena e tiro da due, innesca anche con bravura Willy con una drive and kick fin sotto canestro e scarico rapidissimo volante all’ultimo secondo.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Stauskas lo fredda subito anche se la sua difesa non era malvagia, un po’ troppo distante sul jumper però. 2/4 al tiro prendendosi una tripla che manca. Un fallo speso e -14 di plus/minus.

Miles Bridges: 5

4 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 stoppata. Si prende una stoppata su una dunk timida, da fuori non segna più con uno 0/3, ha una fiammata mettendo dentro una schiacciata in solitaria su passaggio di Lamb e un appoggio a sinistra in uno contro uno con una strong drive e bel tocco e questo è già un progresso. Commette fallo ingenuamente rientrando su McCollum concedendo un’azione da 4 punti.

Tony Parker: 5,5

3 pt., 3 assist con un ¼ al tiro. La mette dentro dal cuore dell’area incrociando da fermo il passo su Seth Curry. Un bell’assist verticale schiacciato per il back-door di Willy poi altri errori al tiro in 11 minuti. Purtroppo in difesa con lui viene a mancare un po’ di equilibrio per questione di cm se il quintetto mantiene anche Walker e Turner ad esempio ne approfitta. Partita anonima per uno come lui.

Willy Hernangomez: 3,5

7 pt., 8 rimbalzi, 1 assist. Arrendevole. Come se non ci fosse nel ruolo di centro in difesa spesso e volentieri. Lascia passare gli avversari senza provare a intervenire spesso e sui cambi difensivi riesce ad andare a sbattere su Monk rimanendo “lontano” e disinteressato di McCollum che stava tenendo lui. Finisce con tre punti per la SG avversaria… In attacco porta un blocco muovendosi sulla parte scelta d Batum per passare e il francese finisce con il perder palla oltre i propri demeriti… Segna a fine terzo quarto e nel garbage time buoni canestri ma è tardi. In picchiata da inizio stagione. Uno dei motivi per i quali la difesa di Charlotte incassa troppo e non c’è da star allegri con gli altri centri. Kupchak se mi senti recupera un centro vero, i tre rimasti non ne fanno uno completo…

Devonte’ Graham: 6

7 pt., 1 rubata. Segna due triple e splitta dalla lunetta in 6:55 di garbage.

Dwayne Bacon: 6

5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 2/3 dal campo. Una tripla e un buon canestro da sotto.

Frank Kaminsky: 5

5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 2/3 al tiro ma un buco nero in difesa… Terribile.

Coach James Borrego: 4

Parlava di difesa in progresso ma l’ha vista solo lui. Altra prova sconcertante sotto il profilo del carattere quando non si gioca a Charlotte. Mi viene in mente una frase di Franco Scoglio: “Noi siamo il Genoa e chi non ne è convinto posi la borsa e si tolga le
scarpe. Noi non siamo il Roccapepe! Che poi dove cazzo sarà sto Roccapepe,
magari è un paese bellissimo”…
Parallelamente bisognerebbe ricordare ad alcuni giocatori di non entrare in campo se non sono convinti perché sono irritanti… Squadra morbida e lenta sulle palle vaganti con rare eccezioni. Personalmente non ci sto a fare la vittima sacrificale. Bisogna dare una sveglia alla squadra shakerando il quintetto. Le cose non vanno, urge cambiare, inutile perder tempo a ripeter gli stessi errori come faceva Clifford. Deve trovare la quadra con il miglior quintetto difensivo possibile perché è lì che siamo carenti oggi.

Il Punto @ 40

Premessa a lungo termine

Ci eravamo lasciati a gara 17, poi, saltato per diverse ragioni il classico “Il Punto @ 34”, ecco arrivare il ragguaglio della situazione al quasi giro di boa ma, dopo gara diciassette non è cambiato quasi nulla a livello di risultati per gli Hornets giunti sino alla fine del 2018.

Un roller coaster, un otto-volante, un saliscendi emozionale nelle pazze partite giocate.

Crazy più delle corse del Wacky Races, i Calabroni anche in classifica hanno alternato vittorie a sconfitte che non sono andate oltre a una striscia di tre per parte con quota .500 come ago incerto della bilancia a pendere da una parte o dall’altra.

A fine anno però, nella stessa partita stravinta contro i Magic, gli Hornets perdevano un paio di pezzi tra i titolari:

Il secondo violino Lamb e Cody Zeller, uno che aveva iniziato male ma si stava riprendendo, non un fenomeno ma pur sempre il centro più completo di cui Charlotte disponga, in grado di fare da arma tattica semplicemente postando blocchi con angolazioni giuste nei momenti giusti e di difender meglio dei pari ruolo.

Dalla top win già citata con i Magic alla top loss con i Mavericks senza i due titolari il passo è stato breve, poi a preoccupare ancor di più arrivavano una serie di trasferte a Ovest, ben 6…

Se l’anno precedente gli Hornets avevano avuto un certo feeling contro il West, quest’anno diverse squadre “occidentali” sono riuscite a passare sul terreno dello Spectrum Center e con gli Hornets ammalati di mal di trasferta alla vigilia della prima gara a Denver, la situazione per i sopracitati motivi, non sembrava essere ideale, infatti in Colorado la partita di Charlotte finiva in bianco e nero tornando alla luce nel finale a Phoenix dove Parker e Walker trasformavano in Supernova i Suns mentre sulla costa pacifica contro i Clippers gli Hornets rimanevano a letto assonnati nell’ultima parte di gara nonostante il canto del Gallo confermando una certa allergia all’Occidente.

Descrizione veloce delle partite passate

Gara 18 era la classica degli ultimi anni, trasferta persa sul filo con un paio di occasioni per il sorpasso in casa di OKC dopo una bella rimonta, tuttavia nel finale l’inconsistenza di Charlotte costava la sconfitta, pur onorevole mentre nella gara seguente contro i molto più modesti Hawks il copione era simile.

Bacon non teneva Bazemore che a meno di cinque secondi dalla fine in entrata segnava il +1 Atlanta per la vittoria dei locali…

La reazione degli Hornets passava per la vittoria casalinga di misura contro Milwaukee (una volta tanto in una punto a punto) e alla larga affermazione nella rivincita contro gli Hawks ma nelle altre due sfide casalinghe programmate i Calabroni perdevano contro le piratesche Utah e New Orleans chiudendo il ciclo di tre sconfitte a Minneapolis.

Come in un film, dopo aver perso tre partite i Calabroni ne vincevano altrettante:

La vittoria su Denver in cima all’Ovest 113-107 era prestigiosa e inaspettata, quella a New York “normale” per le forze in campo mentre quella tiratissima contro Detroit con il buzzer beater di Lamb a romper la situazione di parità era una vitoria preziosa per superare proprio i Pistons in classifica.

Gara 28 era scioccante perché all’Alveare i teal & purple sprecavano un largo vantaggio finendo per perdere all’OT mentre nella partita seguente la bestia nera James e i Lakers s’imponevano semplicemente nella Buzz City.

Game 30 era l’occasione per portare sul 2-1 la situazione stagionale contro i Cavaliers mentre nell’ultima partita casalinga prima di Natale i Calabroni salutavano il proprio pubblico con l’ennesima vittoria sui Pistons con una dozzina di punti di scarto questa volta.

A Boston si andava per onor di firma perdendo senza creare troppi problemi ai verdi mentre a Brooklyn la squadra gettava alle ortiche la vittoria in una partita tiratissima dalle mille emozioni che si chiudeva solo dopo due supplementari con Monk che perdendo palla da solo in palleggio sull’azione decisiva regalava la vittoria agli avversari anziché alla sua squadra.

Dopo due giorni arrivava la vendetta di Charlotte in casa, Brooklyn, complici alcune scelte di Borrego tornava sino al -5 ma poi slittava sul -13 finale.

A Washington Charlotte iniziava bene, poi andava in difficoltà, pareggiava un paio di volte ma prendeva un brutto parziale nel finale che tentava di recuperare negli ultimi secondi arrivando incredibilmente sul -1 ma il tempo era contro la squadra di Borrego svegliatasi troppo tardi, così si perdeva una grossa occasione contro una squadra largamente rimaneggiata e dallo spogliatoio bollente.

L’occasione di riscatto arrivava contro Orlando con i fuochi d’artificio per chiuder l’anno con il botto ma il doppio infortunio Zeller/Lamb nella prima partita dell’anno a Denver mostrava il volto di una squadra scoppiata già nel primo quarto che accumulava punti finendo con una di quelle sconfitte travolgenti che comunque valeva sempre una L.

Sul bordo playoffs, caduti in ottava posizione Charlotte batteva Phoenix con l’ottima prova nell’ultimo quarto del duo play Parker/Walker e nell’ultima gara analizzata a Los Angeles, sponda Clippers si perdeva, Detroit però non ne approfittava continuando a perdere.

Sopra, la classifica attuale a Est.

Charlotte si trova attualmente all’ottavo posto nella Eastern Conference con un paio di partite di vantaggio rispetto ai Pistons e al secondo nella propria Division dietro Miami di una partita a causa della mancanza di costanza.

La sequenza tra partite vinte e perse. In verde le vinte e in rosso le perse, l’altezza della barra si riferisce alla differenza di punteggio tra le due squadre. Più altà è la barra, maggior è la differenza.

Prossime partite

Prolungato sino a gara 40 questo “Il Punto”, torneremo alla normalità riprendendo la media delle 17 partite analizzando le prossime 11 sfide per arrivare sino a gara 51.

Portland, Sacramento e San Antonio, tre partite in quattro giorni con il back to back in California non promettono molto di buono sulla carta.

In primis perché il primo e l’ultimo per la squadra del North Carolina sono parquet tradizionalmente avversi con poche vittorie a favore, in secundis perché sull’unico campo abbordabile (Kings) quest’anno i Calabroni troveranno una squadra decisamente migliorata anche se con un record di 12-10 in Californioa.

Tutto è possibile ma per vincere su questi campi la squadra di Borrego dovrà superarsi.

Si tornerà finalmente a casa dopo sei trasferte consecutive e i Kings, oltre ai Suns restituiranno la visita ai Calabroni in due partite più morbide sulla carta.

Partite da vincere perché le tre trasferte a Indianapolis, Memphis e Milwaukee si avvicinano a livello nightmare per la squadra di Jordan con la partita in Tennessee potenzialmente più abbordabile anche se per caratteristiche Charlotte potrebbe dar filo da torcere più alle altre due…

Gara 49 contro New York in casa presuppone un’occasione di riscatto dopo la sconfitta contro i “Calzoni alla Zuava”, a Boston sarà ancora durissima, poi in Game 51 anche Memphis completerà “il ritorno” tornando a far visita a Charlotte nell’arco di breve tempo.

Personalmente credo che potremmo ottenere un 4-7 o un 5-6 massimo come record ma le condizioni ovviamente potrebbero mutare in base agli infortunati che avranno le due squadre di volta in volta in ogni gioco…

Per resistere in classifica in un centro/fine gennaio che sulla carta non è dalla parte dei Calabroni che dovranno dimostrare volontà per sovvertire i pronostici.

Parte statistica descrittiva di pregi e difetti

Non chiedete a me, questa volta rinuncio, più che un analista ci vorrebbe uno psicoanalista per questa squadra che non trova costanza per riuscire a vincere una striscia più lunga di tre partite (capitata solo una volta) anche se con calendario favorevole.

D’altro canto la striscia negativa è ferma a tre per cui gli Hornets si barcamenano tra dolorose sconfitte punto a punto, qualcuna eclatante e vittorie insperate con qualche novità dalle punto a punto essendo riusciti a strapparne qualcuna, spesso grazie al trio arretrato Parker/Walker/Lamb.

Il nostro pacchetto arretrato per quel che riguarda i FGM rimane un vanto rimanendo sopra anche a quello di Golden State dove la coppia Curry/Thompson non è proprio da buttar via…

Da gara 18 a gara 40 gli Hornets hanno ottenuto un record di 10-13 che avrebbe potuto spostarsi anche in positivo se non avessimo gettato al vento qualche partita per errori personali difensivi o scelte azzardate di Borrego che si è innamorato troppo della small-ball in alcuni casi.

A volte ha buone intuizioni, altre volte contribuisce nefastamente alla sconfitta con tattiche non funzionanti che si protraggono anche troppo durante il match.

C’è da dire guardando le mie medie nei voti dei singoli che quasi tutta la squadra è peggiorata anche se la maggior parte perde qualche centesimo di punto ma la panchina non è più brillante come all’inizio sebbene nei tiri dal campo produca uno dei differenziali più letali sella NBA grazie anche a Parker che ha steccato alcune partite ma è decisamente di 5/6 gradini sopra a chi l’ha preceduto in quel ruolo.

Le schiacciate di Miles Bridges si vedono sempre più raramente, Monk è incappato in troppe serate dove al tiro ha fatto cilecca regalando anche una vittoria a Brooklyn che al momento lotta con noi per una posizione playoffs…

Borrego poi nel ruolo di centro ha iniziato ad alternare gli uomini dietro a Zeller con Kaminsky motivato inizialmente a far bene, specialmente in difesa ma poi persosi presto così il rientro di Hernangomez in campo ha prodotto risultati altalenanti… i suoi tiri da fuori spariti, una mano che sembra aver perso “educazione” e una difesa che non è mai stata forte si è tramutata spesso in debolissima allora il buon James si è inventato Biyombo come centro titolare, già, perché nel frattempo Cody si è rotto il metacarpo e gli altri due non garantivano solidità mentre MKG non ha i cm e gioca ormai più come PF come in origine della stagione era stato pensato.

Biz spesso quest’anno ha dimostrato di trattare la palla come Fantozzi in SuperFantozzi nell’epoca futura guardava la ruota di pietra, ovvero come oggetto misterioso ma le sue ultime apparizioni sono state più convincenti anche se non è detto che il ruolo come starting five sia suo definitivamente aspettando il rientro di Zeller che ne avrà per un mese, un mese e mezzo e credo che potremmo vederlo al massimo per un paio di partite prima dell’All-Star Game…

I già citati Parker e Willy Hernangomez quando entrano dalla panchina sono interessanti perché il francese usa i suoi blocchi per tentare primariamente di fiondarsi a canestro con l’artificio di qualche spin e dall’esperienza che ne ha affinato le abilità mostrando anche una velocità sopra la norma per un giocatore della sua età, altrimenti ecco arrivare la soluzione pick and roll per buoni tiri.

Ecco qui un pocket pass per Willy che dal centro area mette dentro ottenendo anche un tiro libero.

Tra i giovani c’è da migliorare la difesa, qui sotto ad esempio vediamo Bridges che tenta di formare un box per la swarming defense ma il passaggio sull’esterno concede a T.J. Warren quei metri che Miles lascia incustoditi inutilmente.

Di contro, la tendenza a formare un box verso il pitturato, lasciando scoperti pericolosamente i lati del campo, può portare a situazioni dove si può arrivare a far densità nel pitturato e stoppare (qui addirittura in tre su Middleton) o influenzare un tiro ravvicinato. La mancanza di un rim protector induce maggiormente qualche elemento a protendere verso il centro pur facendo da spola con il bordo del campo ma in posizioni in genere troppo lontane per ribaltamenti e passaggi per catc n’shoot.

Situazioni come questa devono essere corrette e riequilibrate, bene la densità in area che a volte ha prodotto palloni rubati per comodi fast break ma senza esagerare anche se ovviamente oggi ancor più di ieri, non avere un rim protector e nemmeno Zeller può indurre più facilmente gli esterni a tentare di dare una mano sulle penetrazioni.

La panchina era partita benissimo e in parte ancora è un buon punto di forza ma solo in alcuni elementi e non è complessivamente costante.

Diversi giocatori stanno trovando giornate pessime il che non aiuta la squadra quando la second unit calca il parquet.

Questo accade anche in difesa e anche in situazioni ibride nelle quali c’è una commistione tra player titolari e di riserva in campo, questo a volte porta a situazioni nelle quali manca più del solito la comunicazione e Charlotte subisce rapidi e verticali tracolli come in occasione della recente partita a Los Angeles con i Clippers, un gap decisivo accumulato tra fine terzo periodo e inizio ultimo quarto.

Walker è ancora un punto di forza ma in alcune giornate sembra piuttosto spento mentre in altre rimane a guardare, quando invece decide di giocare è uno spettacolo nei secondi tempi, come gli Harleem Globetrotters sembra scatenarsi nella seconda parte, in particolare nell’ultimo quarto dove è il migliore nell’intera NBA per punti realizzati.

Qui sotto ecco qualche statistica sulle panchine NBA:

In generale, con 112,9 punti siamo noni sulle trenta squadre per quel che riguarda i punti segnati mentre la difesa cade al ventunesimo posto con 112,1 subiti.

Il Pace non è così alto come Borrego vorrebbe, quattordicesimi con 99,5, sceso un po’ ma saliti in classifica (prima si era diciassettesimi) mentre con il 79,5% ai liberi siamo settimi.

Punta di diamante è il possesso palla che, nonostante qualche errore grave che ha portato a fast break semplici gli avversari e una persa a Brooklyn, con 12,2 di media, issa al primo posto Charlotte per il minor numero di palle perse.

Le principali statistiche di squadra in grafica:

 

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Vediamo qualche confronto tra giocatori con lo stesso ruolo (almeno inizialmente), partendo dal ruolo di PG:


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Aggiungiamo anche le percentuali della squadra suddivise per zone di tiro:

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Classifica Giocatori

 15°, Devonte’ Graham: 5,82

Rimane all’ultimo posto Devonte che comunque ha giocato molti più minuti recentemente perché l’infortunio di Lamb ha indotto Borrego a sceglierlo come starter da affiancare a Walker preferendolo a Monk.

Questo sta consentendo di migliorare le proprie prestazioni e le proprie cifre avendo un minutaggio consistente.

A volte si accontenta di passaggi periferici e innocui ma sa anche metter dentro palloni taglienti, a Denver ad esempio ha raggiunto 8 assist con tre filtranti rapidi nel primo quarto.

Non disdegna la tripla se ne ha la possibilità e forse Borrego ha ragione nel veder meglio lui che Monk insieme a Kemba perché il gioco ragionato del rookie sembra da esperti nonostante qualche TO gratuito che lo riporta alla sua età ma da più equilibrio anche se non sposta la gara in alcune fasi da il suo contributo su entrambi i lati del campo ma il problema è l’inesperienza che nel bilanciamento difensivo pesa.

Pur essendo partito anche da titolare ha un plus/minus ogni 100 possessi di -6,6.

Sino a gara 17 giocava 8,3 minuti a partita contro i 13,2 di media attuali ma al tiro non è ancora affidabile.

Molto meglio dagli zero ai 10 piedi da dove è sopra il 50% nell’altra metà del raggio sino all’arco da due punti cala sensibilmente le percentuali tornando su un 33,3% da fuori.

Se a gara 17 arrivava al 37,5% dal campo oggi si attesta sul 38,1%.

Giocando di più però raddoppia quasi gli assist passando da 1,3 assist a 2,5 di media e i punti dove i 2,3 passano ai 4,5 attuali.

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 14°, Nicolas Batum: 5,82

Sempre presente in tutte e quaranta le partite è titolare inamovibile anche con Borrego.

Verrebbe da chiedersi se è solo per non svalutarlo o si cerca d’impiegarlo come collante in attacco ma negli assist, pur avendo lo stesso minutaggio dello scorso anno quasi e fornendo talvolta assist precisi e taglienti (bello qualche suo bound pass in diagonale o lo scarico dietro per Zeller lanciato in schiacciata nel finale a recuperare in una partita casalinga contro Detroit) è sceso vistosamente.

Il calo è sicuramente anche dovuto al fatto che Borrego modificando il gioco ha dato mandato anche agli altri giocatori di muover la palla senza dover per forza ingorgare il gioco passando dal francese come smistatore principale.

Il ruolo di ala piccola per ora non sembra averlo smosso più di tanto dal suo torpore, diverse volte è finito sotto la sufficienza, in genere per partite con prestazioni al tiro pessime, anche se le percentuali al tiro rispetto all’orrendo scorso anno per ora sono sopra, ma ancor peggio sul lato difensivo del campo dove il suo close-out è solo di facciata contro i mirabolanti tiratori della NBA.

Non è un segreto che la franchigia voglia muoverlo ma servirebbe una trade con più giocatori magari sacrificando un giovane e un paio di scelte future in una situazione intricata contrattualmente perché in estate ci sarà da rinnovare Kemba a cifre più alte, impossibile pensare di prendere un altro buon giocatore da affiancare al capitano finché il suo contratto peserà sulle casse della franchigia che per uscire da questa situazione di stallo dovrebbe scambiare Batum facendo crollare questa stabilissima chiave di volta.

Gli assist media sono scemati ancora da 3,6 (sempre riferimento sino a gara 17) al 3,4 attuale mentre il 44,1% al tiro è salito al 45,5% (con qualche tiro più ravvicinato rispetto al passato e senza esagerare prende punti di rottura tendenzialmente sparendo nei momenti che contano lasciando palla a Kemba o a qualche altro finalizzatore come Parker o Monk) ma i punti sono in calo rispetto all’anno precedente e a gara 17:

Da 11,6 è passato prima ai 9,2 (game 17) e oggi scende a 8,9 di media con 290 tiri tentati sino a gara 40, quasi al giro di boa (giocando tutte le partite) mentre lo scorso anno ne aveva tentati in totale 650.

Ai liberi è più affidabile, infatti, a oggi è arrivato all’86,0% contro l’83,1 dello scorso anno mentre da fuori sta tirando con una delle sue migliori percentuali di sempre, ovvero il 39% ma in alcune partite finisce per penalizzare la squadra.

A Phoenix fece 0/4 e a Los Angeles con i Clippers 1/5 da oltre l’arco…

Ha raggiunto il suo massimo stagionale nella sconfitta contro New York segnando 21 punti a 20 è arrivato solamente un’altra volta contro Miami ma risaliamo a fine ottobre, il che è svilente per uno con un contratto del genere anche se come dicevamo, anche il modus operandi di Borrego ha contribuito anche in questo settore con più giocatori a prendersi conclusioni.

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 13°, Bismack Biyombo: 5,85

Nonostante il suo contrattone precedentemente strappato (non agli Hornets stranamente), Biz era finito ad osservare le partite come spettatore non pagante privilegiato dalla panchina giocando solo piccoli spezzoni contro New Orleans e Minnesota fino alla gara contro i Magic di fine anno, la quale, complice l’infortunio di Zeller, ha schiuso le porte al centro congolese.

Biz oggi è l’unico nel roster nel ruolo di centro che abbia le doti atletiche, cm e peso per difendere sui lunghi corazzati avversari per questo ha finito per superare Frank e Willy nella partita contro Dallas rivelatisi troppo “molli” per difendere l’anello con Borrego ormai disperato.

Sorprendentemente Biz, uno che nelle precedenti gare si era dimostrato imbarazzante con una palla a spicchi in mano, pur commettendo come suo solito qualche fallo di troppo, ha mostrato di aver una certa dimestichezza con la sfera sotto canestro dove recupera rimbalzi e in attacco a Denver l’abbiamo anche visto schiacciare contro Jokic e l’aiuto in reverse con una bimane esaltante.

Da titolare contro Denver, Phoenix e ……. non ha ancora il posto garantito ma se i suoi miglioramenti dovessero almeno stabilizzarsi (14 minuti contro Dallas e 10 punti, 30 minuti con 16 punti e 12 rimbalzi a Denver, 21 a Phoenix con 6 punti e 8 rimbalzi) dovrebbe mantenere il posto da starter e un buon minutaggio sino al rientro di Zeller a meno che in qualche partita Borrego preferisca far partire Willy in caso di centri avversari più mobili e leggeri mentre Frank sembra esser sul piede di partenza.

Aveva cifre molto modeste numericamente avendo giocato poco sino a game 17, da allora aumenta la percentuale nei tiri dal campo avendo il 62,2% anziché il 58,3% (tuttavia è uno che non forza spesso la situazione e cerca da sotto di appoggiare o schiacciare), dalla linea è migliorato un po’ tirando con il 52,6 (prima era al 42,9%) segnando 3,7 punti in 11 minuti di media (8,5 i precedenti). Commette 1,8 falli a partita e scende nelle stoppate da 1,1 a 0,9.

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 12°, Guillermo Hernangomez: 5,96

Uno dei giocatori del roster più regrediti rispetto alle prime 17 partite (era sesto in classifica) dove aveva spesso ben figurato ma la sua mancanza di kg e una difesa troppo fragile ne ha penalizzato il ruolo da titolare in quintetto affidatogli da Borrego dopo la perdita di Zeller.

Da solo in uno contro uno in difesa contro pesi massimi se non viene aiutato (se arriva lo scarico Charlotte spesso non se lo può permettere) palesa limiti che aveva mascherato meglio durante le prime partite con prestazioni offensive di buon livello che avevano sopperito a qualche mancanza difensiva.

Willy inoltre sembra aver smarrito il tocco al tiro in sospensione mentre sono spariti i tiri da tre punti in favore dei tiri da sotto canestro ma anche lì spesso incappa in serate insoddisfacenti prendendosi anche qualche stoppata perché non sempre protegge la palla adeguatamente non avendo una visione periferica…

Se gioca insieme a Parker porta blocchi per sviluppare eventuali pick and roll che può andare a concludere o semplicemente liberare spazio per avvantaggiare Tony al jumper o in penetrazione.

Usa spesso tiri a una mano che possono variare, dalla velocizzazione al tiro con il baricentro in avanti e si spera che in avanti faccia ancora un passo in avanti perché nel periodo nel quale starà fuori Zeller avrebbe le potenzialità per fare bene almeno a rimbalzo e in attacco ma deve essere più pronto in certe situazioni.

Per quanto riguarda la parte statistica il ventiquattrenne spagnolo è sceso dal 58,8% al 50,9% dal campo scendendo a 13,7 minuti al posto dei 14,2 concessi sino a gara 17.

In stoppata non è un fattore e scende ancora dallo 0,6 all’attuale 0,4 mentre salgono i rimbalzi a 5,3.

In leggero miglioramento nella media punti dove si attesta sui 7,8 (precedentemente 7,5) punti a game.

Non è una bocciatura definitiva perché è giovane ma se in precedenza stava aiutando Charlotte ad avere una stagione migliore oggi la sta peggiorando.

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 11°, Malik Monk: 5,97

Continua a deludere abbastanza Monk che rimane giocatore discontinuo.

La difesa è leggermente migliorata ma in attacco non ha percentuali sufficienti.

In generale dal campo sta tirando meglio rispetto all’anno da rookie con il 39,7% mentre da tre si sta riportando circa sulle percentuali dello scorso anno con un 10/24 nelle ultime 5 uscite (a LAC 4/7) arrivando oggi a un 33,9% migliorabile.

Ha segnato il suo massimo stagionale ad Atlanta nella gara persa di un punto con 26, poi ecco i 24 recenti contro i Clippers e 21 contro Orlando nella gara di fine anno, punteggio raggiunto durante le prime 17 partite contro OKC il primo novembre.

Gioca oltre i cinque minuti più rispetto allo scorso anno ma se escludiamo il suo miglioramento ai tiri liberi (già soddisfacente lo scorso anno come statistica) e l’aumento di punti (10,8 di media), non sta sempre riuscendo a cambiare le partite.

A lui si chiede di segnare più punti possibili dalla panchina e aiutare a reggere Charlotte specialmente durante le seconde rotazioni, in quel periodo a cavallo tra fine terzo quarto e inizio ultima frazione ma va a serate e il fatto che sia arrivato nei punti segnati in doppia cifra è anche a causa del maggior numero di tiri presi a partita essendo arrivato oggi a realizzarne 136 su 343 tentativi mentre la scorsa stagione aveva finito con un 153/425 complessivo.

Dunque se rimarrà in salute e non verrà scambiato è probabile che raddoppierà quasi i tiri tentati dal campo mentre dalla lunetta è stato abile già a procurarsi quasi il doppio di tiri rispetto la passata stagione provando qualche folata con qualche avversario che istintivamente lo “trancia” facendogli guadagnare liberi in più.

Quello che spicca di Monk però è la tendenza alla grossa stupidata.

Se dimenticarsi la canotta nello spogliatoio e l’entrata in campo prematura per festeggiare il tiro vittoria di Lamb contro Detroit con relativo simpatico scappellotto di Micheal non avevano procurato nocumento, a Brooklyn, nel finale, Kemba raddoppiato aveva scaricato a Malik che presa troppa fiducia in palleggio aveva finito per perder palla da solo e regalare la vittoria agli avversari con comodissima transizione in un trait d’union tra la tendenza alla palla persa e il danno alla Mr. Bean.

Monk va ancora a serate, se si accende può mettere buoni tiri in striscia in diverse maniere, altrimenti è un danno come nella sconfitta a Cleveland dove chiuse con un 3/13 dal campo anche se qui stiamo ancora scrivendo delle prime 17 partite mentre nelle ultime gare (dalla 32 alla 40) ha tirato con un 34/77 per un 44,1%.

Giocatore che aspetterei ancora un po’ se non dovesse essere coinvolto in qualche trade per portare fuori dalla Buzz City Batum…

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10°, J.P. Macura: 6,00

Un solo spezzone di partita per lui partendo dalla fine del terzo quarto con Dallas nella peggior sconfitta stagionale e un voto oscillante tra il 5,5 e il 6 poi d’incoraggiamento essendo dovuto entrare in una partita stortissima con compagni ad aspettare la fine della sfida.

Nel garbage time aveva voglia di giocare essendo comunque al debutto in NBA ma parte male con due tiracci da fuori uno dei quali fende solo l’aria.

Pur avendo le doti per piazzare anche la tripla finirà con uno 0/4 da fuori e un 2/8 complessivo dal campo che lo porterà a segnar 4 punti (due buoni canestri) ai quali aggiungerà anche 2 rimbalzi e 2 assist in 13:48 in campo.

Accumula un -7 nella debacle difensiva, la NBA non è la Summer League e le sue doti difensive sono messe a durissima prova.

Ha ancora tanto da imparare in difesa “Dennis The Menace”…

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 09°, Cody Zeller: 6,00

Ne avevamo parlato nello scorso punto come il giocatore più in difficoltà del roster, la sua media era di 5,76 ma nelle ultime gare aveva trovato il ritmo continuando a giocare godendo della fiducia di Borrego.

Diverse prestazioni più solide l’hanno portato alla perfetta media da sufficienza recuperando posizioni in classifica ma ecco arrivare il suo solito infortunio stagionale.

Questa volta non si fa male da solo ma su un blocco contro Grant e Orlando nell’ultima partita stagionale si frattura un osso del metacarpo.

Ci vuole un’operazione dopo la quale il giocatore dovrà stare a riposo un mese, un mese e mezzo… Probabile rivederlo in campo intorno ai giorni dell’All-Star Game, nel frattempo Borrego sta provando a turno gli altri centri anche se nessuno garantisce completezza come Zeller.

In attacco si è sentita la sua mancanza, durante la prima partita disputata senza di lui contro Dallas la squadra ha giocato orrendamente non avendo i suoi blocchi ha finito con il minimo stagionale di punti, 84 (il precedente era stato a Cleveland con 89 per una squadra scesa sotto i 100 punti solamente tre volte sino a oggi), mentre in difesa Borrego ha dovuto dar fondo a tutti i centri per cercar di bloccare gli attacchi di Dallas che sono andati a segno sino al termine della partita creando un largo divario.

A Cleveland Cody aveva giocato solo 17:51 ed era stato il titolare con il miglior differenziale di plus/minus (-4) segnando 9 punti con ¾ dal campo.

Dalla lunetta oggi ha l’84,2 (la scorsa volta eravamo su un impossibile 91,2%) ma rispetto al 71,8% dello scorso anno o al massimo stagionale di 77,4% è migliorato decisamente.

Aumenta ancora impercettibilmente il minutaggio arrivando a 24,5 segnano il 55,8% dei tiri tentati e torna sui suoi livelli a rimbalzo arrivando a 6,2 che, non saranno tanti ma rimane il miglior rimbalzista della squadra.

Aumenta sensibilmente gli assist con 2,1 al posto dello 0,9 dello scorso anno sempre considerando che rispetto allo scorso anno gioca cinque minuti e mezzo in più, così altre statistiche in leggero aumento sono da intendersi come l’estensione del minutaggio, una proiezione reale come nelle rubate dove passa da 0,4 a 0,7 e nelle stoppate dove sale da 0,6 a 0,8.

Non ci resta che resistere senza Cody, giocatore operaio con i suoi limiti ma utile, capace anche di tirare poderose mazzate ai canestri quando riceve in corsa partendo da dietro, anche quest’anno ci ha regalato diverse memorabili jam con inserimenti irresistibili come la già citata schiacciata contro Detroit nel finale che sarà poi decisiva ai fini del risultato.

Buona guarigione Cody e a presto.

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 08°, Miles Bridges: 6,01

Bridges sino a gara 17 giocava 21,1 di media ora è sceso a 19,3 per partita e da 7,7 punti è sceso a 6,6.

Lo vedo sempre più periferico (sia nella posizione, sia per come entra nel gioco) sul parquet e avulso perché non “gli lanciano i componenti”…

Lui che non ha un gran tocco in appoggio sull’entrata se fosse innescato potrebbe far esplodere i razzi ai piedi ma il gioco degli Hornets sembra essere peggiorato e tornato prevedibile, in certi casi simile allo scorso anno anche se con più qualità.

Inoltre giocare spezzoni nei quali viene a volte travolto insieme alla panchina non aiuta, quando gli viene affidato un tiro da fuori o lo prende non è più preciso come prima.

Dal 40,5% è sceso al 31,5% da oltre l’arco con uno 0/10 nelle ultime 6 uscite…

Il suo massimo stagionale è stato di 17 punti nella sconfitta con i Lakers giocando più di 28 minuti mentre i 29:10 concessi contro i Pelicans gli sono valsi 16 punti, secondo career-high personale, in quel che fu comunque un’altra L.

3,6 i rimbalzi a partita, 0,7 le stoppate ma potrebbe far di più grazie al suo atletismo, non sempre ben utilizzato poiché sulle finte a volte salta per aria commettendo anche falli che l’attaccante cerca.

1,4 a partita sono quelli commessi da Miles che scende al 44,3% nei tiri dal campo perdendo uno 0,20 in termine di voto rispetto alle prime 17 partite.

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 07°, Dwayne Bacon: 6,07

In 23 partite ha collezionato 5 voti utili e 4 s.v., questo perché dopo la partita di Atlanta, “sublimata” dall’ultima pessima difesa ad accompagnare l’attaccante senza resistere che è costata la vittoria ha giocato poco finendo anche lui coinvolto nel tourbillon da spola tra Charlotte e Greensboro a giocare con gli Swarm.

Molto marginale ultimamente non ha mostrato cose eclatanti dopo Atlanta, un paio di sufficienze e un’insufficienza che lo hanno portato a perdere un paio di posizioni in classifica.

Il sophemore draftato nel 2017 alla posizione n° 40 d New Orleans “oggi” gioca 12,2 minuti di media (in realtà quando siede sulla panchina di Charlotte è abbastanza in naftalina come dicevamo) con un interessante 52,7% dal campo (39/74) favorito anche dai garbage time ma anche dalla voglia di attaccare il ferro, da zero a tre piedi ha il 94,1%…

Ha l’83,3% ai liberi e segna 5,2 punti a partita ma in molte altre statistiche è nullo come nelle stoppate (0,0% con due totali date) o quasi come lo 0,2 nelle rubate e lo 0,7 negli assist.

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 06°, Frank Kaminsky: 6,08

Partito quasi come portaborse ha guadagnato spazio dimostrandosi motivato e più solido in difesa sotto canestro e non solo poi è tornato a giocare in maniera accademica in difesa il che non glia ha giovato vista la concorrenza nel ruolo e Borrego che per scelta lo ha riestromesso dal giocare minuti importanti anche perché con l’infortunio di Zeller, il Frank schierato partendo dalla panchina contro Dallas è stato disastroso venendo scavalcato anche da un Biyombo in prova.

Ormai girano diverse voci che la franchigia, vista anche la situazione contrattuale, non onerosa ma in scadenza con la QO vorrebbe cederlo, a chi e per cosa non è dato sapere.

Di certo Charlotte aveva iniziato la stagione mal assortendo il reparto lunghi e lo spostamento di Frank come centro ha solo peggiorato la situazione.

A Game 17 giocava di media 8 minuti, oggi ne gioca 11,6 ma come detto è tornato a ibernarsi in panca, i punti da 3,3 son passati a 5,6, i rimbalzi da 1,7 a 2,5 mentre i TO sono scesi da a uno a match a 0,8. Dal campo è passato dal 36,8% (riferimento sempre sino a gara 17) al 48,9% in virtù di buoni movimenti in avvicinamento o sul piede perno. Da fuori sta tirando con il 33,3%.

Con questa caratteristiche e un contratto ancora nella scala rookie non dovrebbe essere impossibile trovare una squadra alla quale interessi vista anche l’età non avanzata (prossimo ai 26 anni che compirà il 4 aprile) ma Charlotte negli ultimi anni non ci ha abituato a molte trattative…

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 05°, Marvin Williams: 6,12

Marvin è salito nel minutaggio a 27,5 (erano 23,7 sino a gara 17), infatti, sia MKG che Bridges hanno meno spazio nel ruolo.

Nulla da dire sull’etica professionale e sull’attaccamento ma Marvin non è a livello di molti altri pari ruolo.

Il fatto che entri nei migliori cinque con un voto che si alza non di moltissimo rispetto la sufficienza la dice lunga sulla modestia di buona parte del roster che in parte può essere giustificabile dall’età di alcuni giovani ma che comunque non risulta propedeutica ai successi.

A differenza di altri almeno prova a difendere anche se i risultati non sono sempre soddisfacenti così come contro Harrell nell’ultima gara disputata dove nonostante l’esperienza, il posizionamento e il vigore, ha finito per incassare de canestri in un momento importante.

Con i numeri però non ci siamo, tira ai liberi con il 70,8 e da fuori con il 38,3% contro il 41,3% dello scorso anno.
La tripla continua essere il suo marchio di fabbrica sia raggiunto sul lato opposto come stretch four, ricevendo il passaggio per l’open o presentandosi rapidamente sulla linea dei tre punti (più raramente, magari arrivando a fari spenti a inizio gara o terzo quarto se ve ne sono le condizioni).

In gara 18 a Oklahoma City fa auto-canestro poi spara un paio di fuochi d’artificio da fuori ma manca nei secondi finali la tripla del sorpasso dall’angolo (buona soluzione comunque perché dai corner ha il 46,9% da tre) finendo con 10 punti.

Il 28 novembre e il 15 dicembre termina con zero punti rispettivamente contro Atlanta e i Lakers ma dall’altra parte il 21 dicembre ottiene il massimo dei suoi punti stagionali in singola partita contro Detroit fermandosi a 24.

Nelle ultime gare è sempre finito in doppia cifra, infatti, oggi sono 10,2 i punti di media per lui contro i 7,4 delle prime 17 giornate.

In stoppata è calato dallo 0,9 allo 0,7 mentre sale a rimbalzo con 5,6.

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 04°, Tony Parker: 6,38

Prende sempre più convinzione in me il fatto che Tony, nonostante l’età abbia ancora tanta fame di giocare minuti importanti.

Questo perché ogni volta che entra in campo se può, nonostante il ruolo di playmaker, prova a puntare direttamente al canestro con qualche variante di smistamento o passaggio sul pick and roll magari con Hernangomez con il quale ha una certa intesa.

Il fatto che abbia accettato di giocare da riserva in realtà non gli preclude di stare in campo per tanti minuti e il suo fisico sembra ancora supportarlo.

Se non ha la velocità di un tempo a 36 anni è comunque fuori dalla norma e in entrata mostra anche la variante spin nella quale sembra formare il tornado di Taz per la velocità e la semplicità con la quale esegue.

Tony continua a latitare un po’ dalla lunetta e molto dipende da lui a volte per le sorti della gara.

In sostituzione di Kemba, se non riesce a cambiare il ritmo della gara o a garantire punti spesso la squadra va in difficoltà.

Nell’ultimo periodo è un po’ in flessione, infatti, la media voto si è abbassata anche se rimane soddisfacente.

Andato sotto la sufficienza diverse volte con diversi Nadir, ha ottenuto due Zenit contro Brooklyn in casa e Phoenix fuori casa dove praticamente quasi da solo (in Arizona con la mano di Kemba) la squadra alla vittoria.

19,5 minuti e 7,7 punti di media, queste erano le sue cifre a San Antonio lo scorso anno, a Charlotte invece pur giocando poco meno (18,8 minuti) sta ottenendo più punti (9,6%) con un pochino di precisione in meno (da 45,9 a 45,2% rispetto all’annata con la squadra texana) con un 69,3% dalla lunetta che se dovesse rimanere sotto il 70,5% dello scorso anno significherebbe un calo nelle percentuali per il frano/belga per il sesto anno consecutivo.

Qualche volta un po’ indeciso al tiro, può anche commettere in corsa passi in attacco (di recente ne sono stati fischiati contro parecchi) se ben chiuso, riesce comunque ancora a trovare varchi impensabili e appoggi “tagliati” e taglienti di tutto rispetto e può sempre trovare con svariate modalità il compagno giusto grazie ad esperienza e visione di gioco. L’abbiamo visto con passaggi orizzontali cambio-lato semplici ma anche con drive and kick e ricordo qualche splendido passaggi dietro la schiena fingendo di andar dentro per passare no look all’uomo libero arretrato, un paio anche in versione bound pass. Per salvare Charlotte dall’ennesima eliminazione anticipata servirà il Tony di Brooklyn e Phoenix.

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 03°, Michael Kidd-Gilchrist: 6,39

Rispetto all’inizio costante in senso positivo MKG ora sta ondeggiando un po’ con alcune partite insufficienti ed altre dove riesce a ottenere buone prestazioni.

Se i voti positivi da gara 18 in poi spesso coincidevano con buone prestazioni e i negativi con cattive performance, ultimamente ha rimescolato un po’ le carte.

Dopo qualche apparizione come centro, Borrego si è accorto che MKG o era costretto al fallo o a un attenta difesa ma senza i cm per bloccare realmente l’avversario, così oggi la posizione stimata in campo è circa del 94% come ala grande (sempre un passo in avanti per lui che era una SF) e del 5% come centro.

Ha un plus/minus di +1,7 ogni cento possessi, il che non è statistica casuale ma anche frutto della tenacia difensiva con la quale prova a bloccare gli avversari di turno.

Torna ad attaccare con scorribande coast to coast se ha campo e contro Oubre Jr. ha fatto vedere ottimi tagli in back-door ma fondamentalmente ricopre un ruolo difensivo anche se è insospettabile il suo 7/19 da tre punti con tiri presi spesso quando trovandosi sull’esterno, ignorato dal difensore di turno può scaricare l’open con buoni risultati direi visto che prima di oggi raramente tentava ma Borrego vuole che li prenda e sono poche le volte nelle quali desiste.

A ogni modo non è un punto focale dell’aspetto del suo gioco ma per Charlotte è importante avere un altro uomo che possa aprire il gioco e trovare punti che spesso hanno aiutato in momenti di bisogno.

Ovviamente per un giocatore come lui con una meccanica di tiro costruita pazientemente con maestri antecedenti come M. Price, l’appoggio da sotto ma talvolta anche il gancio (anche nella bella versione rolling) sono la soluzione migliore e più “semplice”, infatti, da zero a tre piedi ha un buon 59,8% che va scemando man mano allontanandosi dal ferro.

E’ calato però nelle stoppate dove sino a game 17 aveva un 1,3 e ora rimane a 0,9, comunque sempre meglio dello 0,4% dello scorso anno.

In calo anche i rimbalzi da 5,9 ai 4,7 con i minuti rimasti quasi invariati da game 17.

I punti media sono 7,8 con un 48,8% al tiro (era a 48,3% sino a game 17).

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 02°, Jeremy Lamb: 6,39

Perso da gara 37 a gara 39 per uno stiramento al bicipite femorale (evidentemente cosa leggera e passeggera), Lamb lentamente si è imposto come titolare negli Hornets uscendo dalla panchina dove negli anni precedenti sprofondava verso fine stagione ma lo scorso anno con il salto di qualità in difesa, un attacco migliorato e l’infortunio di un Batum sempre discendente è riuscito a mettersi in mostra e quest’anno parte da titolare.

Da titolare nel ruolo di SG gli si chiede di segnare e spesso la cosa gli riesce molto bene perché ha sufficiente agilità, coordinazione e inventiva per tracciare scorribande sul parquet da chiudere in appoggio al plexiglass o slalomeggiare tra i difensori per rilasciare la spicchiata con un morbido floater.

Gioca 29,2 minuti a partita segnando 15,3 punti a partita, secondo violino a tutti gli effetti poiché in terza piazza c’è Monk con 10,8 e la medaglia di cartone ce l’ha Marvin con 10,2.

Dopo Walker nel nostro roster è l’uomo con le mani più rapide o le migliori intuizioni per rubar palla.

Con 1,1 tallona Walker (1,2) mentre non è portato all’assist (1,9) ma sorprendentemente con 5,6 a partita, insieme a Williams, è il secondo miglior rimbalzista della squadra.

Con l’85,8% dalla lunetta è una garanzia.

Ne ha conquistati 120, secondo dietro a Walker che quasi lo doppia ma è anche secondo nei cosiddetti and1 con 16, uno solamente dietro Walker, il che denota ottima flessibilità e resistenza agli urti, anche in volo, nonostante i suoi soli 83 kg…

Con un +2,1 è quarto nel plus/minus ogni 100 possessi.

Sicuramente si è fatta sentire la sua mancanza nelle tre partite consecutive recenti, ora, rientrato a Los Angeles, nonostante sia sparito nel secondo tempo e abbia preso 6 stoppate, ancora non al 100%, ha dimostrato di poter portare all’attacco di Charlotte punti (16) e con una fase difensiva migliore di quella del pari-ruolo Monk, anche se Jeremy può slittare per brevi periodi in SF a seconda dell’impostazione tattica scelta da Clifford.

La gioia di Lamb dopo il tiro vittoria sui Pistons e quella di Monk che si prenderà uno scapaccione da sua maestà Michael per esser entrato prima in campo e averci fatto subire un tiro libero, fortunatamente inoffensivo…

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 01°, Kemba Walker: 6,76

Più scontato di un saldo di gennaio al primo posto c’è sempre lui, Kemba,il giocatore più conosciuto del roster anche dai fan delle altre squadre essendo l’uomo franchigia della squadra, quello che si staglia una spanna sopra gli altri a volte riuscendo a fare la differenza.

Come qualcuno ha detto, è la cosa più vicina ad Allen Iverson dal suo ritiro.

Ball-handling basso e veloce, crossover, esitazioni, step-back ampi riuscendo a battere anche i lunghi e rapidi, entrate in velocità sono ancora il suo pane mentre da tre ultimamente è calato un po’ ma avrebbe le possibilità per tirare meglio senza lasciarsi prendere dalla frenesia (scelta sbagliata o tiro troppo rapido con l’attaccante dietro un blocco o troppo lontano per intervenire) in alcune occasioni comunque sia l’accesso ai PO o no passa sicuramente da lui e dalle sue prestazioni.

Ultimamente ha denotato qualche passaggio a vuoto come nell’ultimo quarto a LAC, dove, con Parker in campo a far da playmaker, è rimasto in disparte.

Nella partita precedente contro Phoenix si era svegliato nel finale segnando 18 dei 29 punti messi a referto e in generale è primo nell’intera NBA per punti segnati nell’ultimo quarto con 8,6 di media…

E’ arrivato momentaneamente a segnare 25,1 a partita (il record precedente è fissato a 23,2 ed è di due anni fa) con un punteggio di efficienza di 21,9 (anche qui 2 anni fa aveva toccato il massimo ma con 21,3).

Non è un segreto che il giocatore del Bronx abbia parlato con il nuovo general manager Mitch Kupchak sul piano del progetto sportivo, su quello che la società vorrebbe fare per migliorare la squadra.
“Loro sanno, sanno cosa devono fare”, ha detto Walker in una recente apparizione su The Jump di ESPN.

“Non è il mio lavoro, lo lascerò a quei ragazzi” ha proseguito il capitano.
“Ora abbiamo Mitch, che è un bravo “ragazzo” e ha fatto un ottimo lavoro nel costruire i team nella sua carriera come GM e ho molta fiducia in lui, quindi, sai, parliamo sempre, chi lo sa?” ha aggiunto Walker.
Ovviamente rifirmarlo sarà la priorità ma la franchigia dovrà esser brava a trovare la giusta soluzione intermedia tra il garantirgli un contratto adeguato e portare pedine che migliorino i record deficitari di Charlotte negli ultimi anni.

Già lo scorso anno Kemba aveva manifestato la propria frustrazione dicendo di esser stanco di guardare gli altri alla tv giocare i playoffs.

Kemba entra quindi in una normale fase attendista asserendo che non sa ancora cosa dirà all’offerta di Jordan/Kupchak ma è intenzionato ad aspettare l’estate per vedere come andranno le cose.
Kupchak l’estate scorsa dichiarava di sperare che l’ex stella di UConn finisse la sua carriera a Charlotte e lui diceva di voler rimanere, tuttavia vista la situazione e il livello di Walker in questa NBA moderna si erano diffuse speculazioni su un suo possibile scambio per sbloccare una situazione nella quale si era arrivati ormai a sfiorare il salary cap.

“All’inizio è stato piuttosto difficile”, ha detto Walker nella sua apparizione in The Jump. “Solo perché non sono mai stato coinvolto in trattative commercial. Penso di averlo sentito per la prima volta attraverso i social media, quindi da quel punto in poi sono rimasto piuttosto sconvolto, ma puoi controllare solo ciò che puoi controllare. Se avessero voluto liberarsi di me, immagino che l’avrebbero fatto”.
Walker è calato un po’ nel FG%, oggi tira dal campo con il 43,7% mentre sino a gara 17, grazie al suo inizio fantastico tirava con il 46,6% (mai così bene) e da fuori è peggiorato arrivando al 35,6% contro il 39,4% sino alla diciassettesima.

Negli assist è a 5,8, in mezzo tra i 6,4 smistati sino a gara 17 rispetto e i 5,6 dello scorso anno.

Deve stare un po’ più attento nei TO (2,5) saliti ma a fronte dei 5,8 assist e che alcuni arrivano da drive and kick piuttosto che da scarichi su raddoppi non va male, tuttavia recentemente ha perso alcuni palloni banalmente.

L’impressione è che mentalmente sia un po’ giù a volte vedendo la squadra spesso affondare velocemente, in trasferta specialmente cosa che non ci da molte speranze in due delle prossime tre trasferte che saranno a Portland, Sacramento e San Antonio.

La squadra dell’Oregon e quella texana hanno ottimi record casalinghi e per passare su questi campi ostici l’unica possibilità, oltre alle buone regole di difesa e gioco di squadra, è un Kemba al top…

Ora la palla torna a lui che deve incarnare la forza…

No, no preoccupatevi, non è Kemba ingrassato ma Hugo la mascotte. Servirà una spada laser a Kemba SkyWalker per incarnare lo spirito del Calabrone e aiutare la squadra nelle prossime difficili sfide nella galassia NBA.

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Qui troverete le tabella voti partita per partita dalla 18 alla 40 che portano alla classifica provvisoria riepilogata nella terza scheda sottostante.

Game 40: Charlotte Hornets @ Los Angeles Clippers 109-128


Intro

Hornets in viaggio sulla Costa Pacifica sponda Los Angeles Clippers.

Con la squadra invischiata nella battaglia per l’ultima piazza a Est, il parallelismo del mare di Los Angeles e delle due sponde LAL e LAC mi fa venire in mente un’antica leggenda Europea, quella di Scilla e Cariddi che in realtà sono due correnti che sullo Stretto di Messina possono raggiungere i 9 km/h l’or a e scontrandosi danno luogo a vortici che in passato terrorizzavano i marinai.

Cariddi (colei che risucchia) e Scilla (colei che dilania).

Questa potenza della natura fu trasformata in mito dalla non conoscenza, quindi Scilla e Cariddi divennero due mostri narrati anche da Virgilio nell’Eneide.

“… Cariddi gloriosamente l’acqua livida assorbe. /Tre volte al giorno la vomita e tre la riassorbe /paurosamente. Ah, che tu non sia là quando riassorbe”.

Chissà se gli Hornets avranno una Cariddi in Kemba e una Scilla in qualche altro giocatore per cercare di far sfracellare su qualche periglioso scoglio i Velieri che solcano le alte acque della Pacifica classifica avranno navi sufficientemente solide per infischiarsene dei fatidi dei gorghi sottomarini.

La partita in breve

Partita difficile a Los Angeles sponda Clippers (la squadra di Doc Rivers in casa è tosta) con gli Hornets in emergenza continua per l’infortunio di Zeller che tuttavia riacquisivano Lamb.

Proprio il bel duello tra Jeremy e Gallinari esaltava la prima parte di quarto che arriva sul 21 pari proprio con una tripla dell’ex Olimpia Milano.

Il Gallo segnava anche il vantaggio dei Clippers che scappavano sino al 24-33.

Nel secondo quarto con un paio di triple gli Hornets si riavvicinavano ma la panchina dei Clippers rispondeva tuttavia i Calabroni resistevano tornando sino al -2 con una tripla rim/glass di Walker (57-59) ma ancora un allungo dei Clippers (più leggero) nel finale consentiva alla squadra di D. Rivers di terminare all’intervallo sul 57-62.

La missione recupero per Charlotte sembrava arrivare a buon fine quando l’appoggio di Walker oltre Gortat segnava nuovamente il -2 (67-69) ma qui arrivava il nuovo allungo favorito dai lunghi dei Clippers: mentre Gallinari stoppava Kemba e rubava palla a Willy, davanti Harrell si mostrava per noi incontenibile iniziando ad aumentare il suo bottino favorendo il 77-86 finale di quarto, ancora recuperabile.

La china presa però non era buona e anche Scott, dopo aver preso il proprio rimbalzo, segnava in avvicinamento il suo primo canestro.

Monk provava a resistere segnando due triple di fila ma dall’altra parte in mezzo alle triple di Malik, L. Williams ne infilava una da grande distanza oltre MKG e dopo la seconda del nostro n°1 Harrell si guadagnava anche il gioco da tre punti…

Beverley dall’angolo destro sparava il proiettile da tre per l’84-97 per poi, dopo aver bistrattato Willy e MKG andare a segno altre due volte in uno contro uno oltre Marvin con tiri rapidi in area.

Gli Hornets mollavano la presa pensando alla prossima sfida mentre la gara scivolava via attestandosi sulla differenza intorno alla ventina di punti.

Sicuramente il fattore panchina ha pesato con 63 punti per i Clippers e 52 per gli Hornets con la coppia dei Velieri Williams-Harrel a segnare rispettivamente 27 e 23 punti…

La difesa dei Clippers ha fatto la differenza così come i lunghi, decisamente migliori dei nostri.

Gallinari ha segnato 20 punti, Gortat solamente 6 ma con 2 stoppate, giocando solo 12 minuti per far spazio a Harrell.

43-45 a rimbalzo ma a determinare la sconfitta sono state anche le percentuali che non hanno più consentito l’aggancio in partita a Charlotte dopo il 21 pari: 40,0% per Charlotte contro il 51,6% dal campo con un 36,4% da tre contro il 46,7% per la squadra californiana.

Aggiungiamo anche un 5-11 nella statistica stoppate e direi che le motivazioni principali della sconfitta ci sono più o meno tutte.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Passavano in vantaggio i Velieri con il canto del Gallo che a 11:21 apriva la serata con una bomba alla quale replicava Batum con la tripla alla coque dopo 12 secondi, Williams continuava la danza delle triple così come Harris dall’altra parte al quale riusciva l’impresa di portare la gara sul 6-6 solo usando tiri da fuori.

Kemba ci provava per la seconda volta da fuori ma sbagliava ancora quindi arrivavano il tiro del Gallo da destra e il floater di Lamb in entrata per due tiri da due punti che spostavano la parità a quota 8 prima che Gortat segnasse raccogliendo facile un pallone sotto canestro.

A pareggiare ci pensava Biz in schiacciata sulla sinistra del canestro servito da Kemba in entrata e a passare in vantaggio erano gli Hornets questa volta dopo un’azione chiusa al terzo tentativo (Lamb stoppato e tripla di Williams mancata con i rimbalzi dello stesso Lamb e Biz).

Jeremy al rientro era in forma e lo mostrava segnando con un jumper frontale il 14-10 poi Gortat segnava in gancio ma commetteva interferenza dall’altra parte togliendo un pallone appoggiato da Kemba da sopra il canestro per il 16-12.

I Clippers però tornavano in parità con una schiacciata lanciata di Gallinari ma dall’altra parte Lamb tornava a marcare punti con l’entrata aggressiva e l’appoggio a destra del plexiglass per il 18-16 andando a prendere anche il rimbalzo difensivo ma il polacco dei Clippers alzava lo scudo protettivo stoppando Kemba in entrata innescando la transizione con il passaggio centrale che smarcava Harris in corsa per la schiacciata a una mano.

Gortat stoppava anche Lamb e e a 4:59 entrava Graham ma era l’altro cambio, Willy, a raccogliere un altro appoggio impreciso di Kemba e in mezzo a tre a segnare toccato da Harris.

Gioco da tre punti pareggiato però con uno step-back tre di Gallinari che prima impattava a quota 21 poi dalla baseline destra superava in jumper Batum iniziando un buon parziale per i Velieri a fine quarto.

Harris segnava da due, Lou Williams ne aggiungeva altri due dalla lunetta prima che gli Hornets tornassero a segnare con uno scambio tra Parker e Batum che restituiva al più anziano per un piazzato dalla sinistra (23-27).

Lou Williams però si mostrava attaccante micidiale battendo Graham che faceva successivamente una cosa buona sulla difesa seguente recuperando in caduta in scivolata contro-tempo un pallone favorendo una transizione sulla quale chiudevano Wallace e Beverley alti su MKG in chiusura.

Fallo del secondo con MKG a splittare in lunetta a 1:32 così come Harrell (appoggio di MKG sulla schiena) poco più tardi per il 24-30 allungato a 1:02 definitivamente da un runner in leggero svitamento di Williams che passava ancora un attonito Graham per un gioco complessivo da tre punti.

24-33 alla fine del primo quarto con parziale di 3-12 dopo il 21 pari…

2° quarto:

La panchina che non aveva fatto un gran figurone a fine primo quarto si rivalutava con il rientro di Lamb che spediva dentro dopo 19 secondi una tripla dalla top of the key, Bridges conservava stoppando Wallace e a 11:14 Monk bombardava ancora da fuori accorciando sul -3 (30-33).

I Clippers però lentamente reagivano con due FT di Harrell a 10:35 e anche se Monk si districava bene in area per rimettere un solo possesso lungo tra le due squadre, ecco arrivare una schiacciata di Harrell e una tripla dall’angolo destro di Beverley che sembravano porre le classiche calende greche alla rimonta/aggancio degli Hornets finiti sotto di 8 (32-40).

Un accelerazione di Parker con appoggio a dx al vetro era buona, non così il suo jumper seguente (per il francese alternanza tra tiri realizzati ed errati), Harrell in transizione segnava ancora così come Parker che aggiustava la mira dal mid-range prima di vedere un altro di quei tiri di Lou Williams ibridi tra runner e jumper difficilmente stoppabile e incredibilmente precisi.

Parker però dall’alto della sua esperienza non si faceva impressionare e a 7:48 segnava ancora in entrata mostrando abilità per trovar spazio sotto quindi lasciava il campo 24 secondi più tardi a favore di Kemba ma era Lou Williams con una mezza finta sul posto a far spostare Bridges e a batterlo per il 38-46.

Il Gallo da sotto si faceva stoppare da Biyombo e dopo un fallo su Lamb non visto dalla terna come shooting motion Jeremy decideva di segnare ugualmente con un leggiadro turnaround hook in uno contro uno in area.

La nostra scelta del Draft, Gilgeous-Alexander in avvicinamento sulla linea di fondo destra metteva dentro il pull-up e a 5:48 con una tripla di Tobias Harris i Velieri si allontanavano in doppia cifra (40-51) prima che gli Hornets girassero la boa con una tripla di MKG dall’angolo destro da second chance.

Per girare la boa Charlotte rimaneva attardata e i Clippers in qualche maniera salvando una palla dalla linea di fondo schermavano Bradley che dal corner sinistro silurava da tre i Calabroni.

Walker e Harris mettevano dentro un canestro a testa poi a 3:45 partiva l’operazione recupero degli Hornets che con MKG guadagnavano due FT (segnandoli a causa del blocking foul del Gallo).

MKG metteva a segno anche una steal e Kemba appoggiava alto al vetro, Batum sul blocco portato sulla diagonale destro da Willy sentiva la pressione di Harris e trovando furbescamente il contatto sul tiro velleitario pescava il jolly da tre punti dalla lunetta.

3/3 a 2:35 per il -4 prima della bomba di Harris alla quale replicava dall’angolo destro Williams ma era solo un lungo due per lui a 1:22 tuttavia Kemba presentandosi velocemente sulla linea dei tre punti un po’ sbilanciato dopo essersi lanciato dietro il blocco aveva dalla sua ferro tabellone che accoglievano la spicchiata per il 57-59.

I Clippers nel finale allungavano di tre con gli Hornets a secco chiudendo sul 57-62 il primo tempo.

Charlotte Hornets’ Kemba Walker (15) drives past Los Angeles Clippers’ Tobias Harris (34) during the first half of an NBA basketball game Tuesday, Jan. 8, 2019, in Los Angeles. (AP Photo/Marcio Jose Sanchez)

3° quarto:

Lamb cominciava bene anche il secondo tempo lanciato a sx del ferro con il cambio mano da giocoliere andando oltre Gortat per un canestro difficile (59-62), Harris in area recuperava i due punti persi ma Williams anticipando un passaggio indietro di Gortat fuggiva in contropiede appoggiando il sottomano del nuovo -3.

Batum dava fastidio a Biz a rimbalzo e i due perdevano palla, i Clippers infine segnavano con Gallinari dalla diagonale sinistra (3 pt.) che si aggiustava sull’uscita di Marvin.

Kemba “nails” in fade-away frontale e un pick and roll tra Batum e Biz con lo re-screen del congolese portava il nostro centro a ricevere scivolando verso canestro per la schiacciata sul passaggio di ritorno.

65-67 ma Lamb e Kemba mancavano l’aggancio così i Clippers trovavano la forza per scappare: Gilgeous-Alexander stoppava Lamb scappando in coast to coast per l’appoggio semplice, Kemba metteva una drive con appoggio al vetro sopra Gortat ma per un fallo di Lamb sull’alley-oop mancato di Bradley i Clippers segnavano due liberi quindi arrivava la stoppata di Gallinari su Kemba (decima stoppata di squadra per i LAC) e un’altra entrata di Gilgeous-Alexander per il +6 Velieri (67-73).

Biyombo stoppava Harris insieme a Batum che però mancava il tiro seguentemente dall’altra parte Harrell cominciava a fare la differenza segnando con un tocco al vetro da sotto.

A 4:58 ai 24 Marvin segnava da destra battendo il box dei Clippers per il 70-75 ma era un avvicinamento illusorio perché nessuno riusciva a fermare Harrell sotto canestro che lottando otteneva altri due punti e anche se Graham scaricava per Willy fermato dal fallo (poi a segno con i liberi) a 4:14, Harris di forza metteva dentro altri due punti per il 72-79.

A 3:34, dopo averci pensato un po’, Graham trovava spazio per la tripla che funzionava ma Harrell si elevava sotto canestro tra Hernangomez e MKG mettendo dentro altri due punti (75-81).

Willy si faceva rubar palla dal Gallo in post basso sinistro e poi rovinava un’azione d’attacco fallendo l’appoggio sul bell’invito di Graham mentre dall’altra parte MKG ricorreva al fallo su Harris peggiorando la situazione.

Canestro and one a segno per il 75-84.

MKG si rifaceva in coast to coast passando velocemente Williams che alzava bandiera bianca senza nemmeno provar a commetter fallo.

Finiva 77-86 con due FT di Williams a 1:02, curiosamente con il cronometro fermo come l’ultimo canestro realizzato nel primo quarto.

4° quarto:

I primi a segnare nell’ultimo quarto erano i padroni di casa che sbagliavano un tiro dalla distanza con Scott che tuttavia riprendeva andando dentro a rilasciare un tiro in avvicinamento per il suo primo canestro e il +11 Velieri (77-88).

Monk scambiava in orizzontale con Parker e scagliando la tripla in catch n’shoot accorciava sull’80-88 L. Williams però ammazzava la partita con un tiro frontale ben oltre la top of the key da tre punti con MKG piantumato lì… tiro confidente che centrava il bersaglio al quale rispondeva Monk che uscendo a destra dal blocco di Biz dopo aver leggermente fintato d’andare dentro, sparava la seconda tripla di seguito ma in difesa non si teneva così Harrell da sotto segnava ancora con una giocata da tre punti totali arrivando a 19 punti e 10 rimbalzi a 10:30 dal termine…

Lamb a 10:21 riceveva il premio di consolazione battendo un libero per violazione difensiva dei tre secondi della squadra di Doc Rivers ma Beverley dall’angolo destro trovava spazio per le rotazioni leggermente saltate tra Lamb e Monk colpendo letalmente per l’84-97 che allontanava definitivamente dagli scogli i Velieri.

Si entrava in una fase spezzettata dove le squadre ricorrevano spesso al fallo e Parker sbagliava qualche libero di troppo così come Williams con l’1/2 non agevolava il rientro di Charlotte che cedeva ancora a Harris che si procurava due azioni in uno contro uno in area contro Williams sul quale aveva la meglio.

Quando Gallinari sulla top of the key metteva dentro il tre punti approfittando della mancata comunicazione Walker/Batum che sul cambio andavano a spasso entrambi, la gara girava sull’89-107.

Il finale aveva poco da dire se non che Graham rimaneva a terra dopo esser atterrato su un piede di Lou Williams che precedentemente era andato al tiro da tre punti.

Problemi alla caviglia destra per Devonte? Mentre Monk continuando ad attaccare guadagnava qualche punto extra.

Finiva 109-128 con Scilla e Cariddi che non fanno più paura oggi…

Pagelle

Kemba Walker: 5

13 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 6/18 al tiro con tre stoppate prese un po ‘ troppo facilmente sulle sue entrate che comunque danno qualche punto in momenti importanti. Manca un tiro per il pari e da tre se escludiamo la rim/glass, unico tiro entrato con un pizzico di fortuna, con l’1/6 penalizza la squadra. 2 TO e -14. Nel finale con Tony in campo viene ignorato non contribuendo eventualmente a un possibile rientro quindi lascia rapidamente il campo a favore delle riserve.

Jeremy Lamb: 6

16 pt., 6 rimbalzi. Non so se abbia battuto qualche record ma al suo rientro si prende 6 stoppate risultando un po’ lento in qualche azione… senza di esse avrebbe un 7/12 dal campo, così 7/18… sbaglia anche lui il tiro del pari e apre la transizione del +4 a Gilgeous-Alexander dopo aver preso una delle stoppate menzionate. Purtroppo non incide più nel secondo tempo dopo un avvio fantastico. Gioca 28:42 restando comunque aggressivo a prescinder dai risultati.

Nicolas Batum: 5,5

10 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 1/6 al tiro con un 1/5 da fuori. Si salva un po’ con il 7/7 dalla linea, tre dei quali presi con astuzia su un contatto con Harris. Parte bene come gli sparring degli Harlem Globetrotters rispondendo a Gallinari da tre, poi prende un paio di canestri dal nostro connazionale, infine sparisce come il Piero citato da Faletti al Drive-In negli anni ’80, quello che non c’è mai quando ne hai bisogno. Si ostina a provar triple che non segna.

Marvin Williams: 6

14 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata 5/10 al tiro. Anche lui, pur lottando, non riesce a fermare Harrell. Bella la palla intercettata a Gortat con il sottomano in transizione. Onesta partita senza sprecar palloni ma per fare il salto di qualità Charlotte ha bisogno di più.

Bismack Biyombo: 6

4 pt., 6 rimbalzi, 2 stoppate. 2/2 dal campo, una palla persa in 15:29. Avrebbe dovuto giocar di più perché Willy e MKG sotto sono andati peggio. Commette solamente un fallo “stranamente” e anche se non è all’altezza della controparte una sufficienza stiracchiata la si può concedere.

Malik Monk: 7

24 pt., 1 rimbalzo. 7/14 dal campo. Dicevamo… gli si chiede di segnare e lui lo fa entrando bene in campo mettendo una tripla e un tiro dal cuore dell’area. Nell’ultimo quarto segna con due tiro da oltre l’arco di fila essendo di fatto l’ultimo concretamente a provar a tenere a galla Charlotte. Sul secondo finta il taglio all’interno ed esce per ricevere sulla diagonale destra. Qualche punto arriva nel garbage dove continua a spingere ma sono minuti che gli serviranno speriamo per affrontare con ancora maggior confidenza la prossima sfida. 4/7 da tre e 6/6 ai liberi attaccando il canestro gli avversari preferiscono abbatterlo anche se Monk ha detto riguardo la sconfitta che gli avversari sono riusciti a farli uscire dal loro ritmo.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

8 pt., 1 rimbalzi, 1 rubata. A parte la tripla siderale presa in faccia da L. Williams sulla quale non reagisce, anche in aiuto e in difesa sembra poco reattivo finendo per peggiorare alcun situazioni come il FT addizionale regalato a Harris o a esser poco consistente a rimbalzo. Una difesa che si accomuna a quella degli Hornets versione trasferta…

Miles Bridges: 5,5

0 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Commette un fallo ingenuo su Lou Williams girandosi in salto di schiena finendogli addosso sul tiro. Un paio di triple sbagliate e un TO, per il resto a rimbalzo difensivo va meglio di altri ma nei pochi minuti in campo è quasi impalpabile.

Tony Parker: 5,5

12 pt., 1 rimbalzo, 4 assist. 4/7 al tiro. Alterna entrate a jumper con alterni successi ma dalla lunetta finisce con un 4/6 con i due liberi mancati nell’ultimo quarto che fanno scivolare Charlotte leggermente più indietro. Prende un -15 in 14:52, frutto di tre TO ma anche del fatto d’aver ignorato un po’ Kemba nel finale quando portando palla non è più riuscito a ripetere il discreto ingresso in campo sulle prime rotazioni.

Willy Hernangomez: 5

5 pt., 6 rimbalzi, 2 assist. ¼ dal campo. Si fa rubare palla da Gallinari e manca un canestro facile su assist di Graham. Bene ai liberi questa volta ma commette due TO e accumula un -10 di plus/minus risultando poco consistente come suo solito sotto le plance a livello difensivo mentre a rimbalzo tiene di più anche se 2 sono offensivi.

Devonte’ Graham: 5,5

3 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. ¼ al tiro, ricorre a 4 falli. Willy gli rovina il terzo assist e lui di fa male nel finale alla caviglia destra dopo aver subito una tripla di L. Williams (ricadendo sul piede del panchinaro LAC). Anche dalla panca prende un -13, un plus/minus che indica anche una certa difficoltà difensiva del rookie. In attacco da fuori fa un ½ con una tripla sulla quale prima tentenna, poi con lo scambio trova spazio e infila la retina.

Dwayne Bacon: s.v.

0 pt.. 3:47 i campo, statistiche tutte a zero tranne il plus/minus a +4 nel garbage time pieno.

Coach James Borrego: 5

Squadra da trasferta classica. Se l’avversaria non è di basso profilo non si vince. Ha oggettivamente un problema centro ma deve infondere durezza nei suoi giocatori.

Troppo molli sotto canestro in serata e più convinzione. Se Batum deve partite da titolare, giochi 8/9 minuti poi si accomodi in panchina perché negli altri tre quarti apporta spesso poco o nulla. Si potrebbe tentare con Monk in SG e Lamb in SF per una small-ball o M. Williams in SF con uno tra Willy o MKG nel ruolo di PF. Sono idee, ma qualcosa va cambiato oltre alla mentalità da trasferta con rapidi break concessi.

Game 39: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 119-113


Intro

La distanza dal Sole, per quanto sappiamo, è uno degli elementi fondamentali perché nasca e progredisca la vita, almeno per come la conosciamo.

La cosiddetta fascia abitabile costituisce una zona né troppo calda né troppo fredda dove si possano creare condizioni favorevoli, il tutto a condizione che vi sia anche un medium liquido, un fluido, come quello fatto di volontà, forza, agilità, abilità in generale che Charlotte nella città della Fenice deve mostrare di possedere.

Nel sistema solare la Terra e Marte che lambisce l’orbita esterna di questa fascia sono gli unici due pianeti sui quali si potrebbe scommettere poiché i pianeti gassosi esterni sono troppo ghiacciati e quelli interni Mercurio e Venere bruciati o bombardati dai raggi solari.

Ovviamente anche Charlotte contro i Soli di Phoenix doveva trovare la giusta misura, spaziature, passaggi, capire i punti deboli degli astri per volgerli a nostro favore e al contempo alzare lo scudo costituito dall’atmosfera difensiva, quell’atmosfera che in alcune trasferte si è dissolta creando le premesse per l’arsura dei pitturati e la pioggia di metallo fuso da oltre l’arco…

Questione di equilibrio insomma, non perder la testa e lasciarsi andare a break subiti troppo velocemente e vincer la gara con la squadra sul ciglio della fascia abitabile dei playoffs, con il pianeta Detroit pronto a tracciar una traiettoria più interna in caso di sconfitta della squadra di Borrego.

La partita in breve

Una partita punto a punto vinta dagli Hornets sul terreno dei Suns.

Charlotte non vinceva in trasferta dal 9 dicembre (New York), perciò questa è una buona notizia tenendo conto che Lamb non era ancora disponibile ma, inutile nascondersi dietro un dito, la squadra di Borrego ha lottato ma non ha convinto salvandosi per esperienza e per le giocate di Parker e di Walker, il quale dopo aver sonnecchiato per te quarti ha risolto la partita nel finale.

Phoenix però ha giocato per più di mezza gara senza Booker perso per infortunio quindi la vittoria sul filo di Charlotte è da prender per buona nella necessità di mantenere l’ottava piazza ma deve far riflettere chi ha a cuore le sorti del team.

Partita irata dunque chiusa sul 29-30 nel primo quarto con i Suns in vantaggi anche all’intervallo 57-60 scavalcati dagli Hornets a fine terzo quarto sull’85-81 prima d’innescare la battaglia finale che vedeva Charlotte andare sul +8 (100-92) con un Parker in gran spolvero ma dopo uno 0-5 subito Phoenix rientrava in gara e sfruttando qualche tripla fallita da Charlotte a 1:27 passava avanti con Crawford grazie al tiro in sospensione dalla sinistra (108-109).

Kemba rinunciava alla soluzione da fuori per penetrazioni con crossover, finte varie e contatti che producevano unitamente all’inumano step-back laterale e tiro rapidissimo oltre Ayton il 114-111.

T.J. Warren mancava l’appoggio contro Batum e Kemba allungava dalla lunetta, Oubre Jr. era mandato a schiacciare per evitare falli a 4 secondi dalla fine così Borrego entrava in campo per chiedere time-out sul 116-113.

Kemba sfuggiva al fallo e dalla nostra metà campo lasciava andare la sfera liberatoriamente che tuttavia finiva dentro anticipando la luce rossa per due decimi fissando il 119-113 finale.

Hornets quindi che sopravvivono al calore dei Soli e lo usano per mantenere la posizione all’interno delle squadre partecipanti ai Playoffs a Est accorciando sui .550 (19-20) in classifica.

T.J. Warren ha chiuso con 23 punti, Josh Jackson con 22 e Ayton ha aggiunto 19 punti e 9 rimbalzi per la squadra dell’ex allenatore della Slovenia.

Per Charlotte il fattore rimbalzi è stato importante con un 46-36 a favore usando anche qualche rimbalzo offensivo e pick and roll per produrre più punti nel pitturato cercando di andar dentro.

Ciò si nota anche in parte dall’alto ma pessimo 24/34 degli Hornets dalla lunetta mentre i Suns hanno chiuso dalla linea con un buonissimo 17/19.

48,4% dal campo per Charlotte contro il 51,8% di Phoenix che tuttavia ha pagato l’inesperienza dei rookie come Melton a commetter tre falli in poco tempo e a regalare nell’ultimo quarto a Kemba tre liberi.

Le formazioni:


La partita

1° quarto:

Sulla palla a due, dopo una falsa partenza gli Hornets riuscivano a ottenere il primo possesso della partita con Biyombo che tuttavia commettendo un fallo in attacco restituiva palla a Phoenix che passava in vantaggio con Ayton e il turnaround oltre Williams dal cuore dell’area.

Kemba con il crossover e la drive chiusa a destra del ferro con lo scoop pareggiava e sulla drive assist di Graham Biyombo schiacciava facilmente a due mani.

Phoenix pareggiava con un mid-range dalla destra di Ayton, in difesa Graham anticipava il passaggio per T.J. Warren il quale però chiudeva la transizione dopo una palla persa da Walker in attacco.

Booker era veloce sul lato destro, Batum chiudeva, per gli arbitri era sfondamento, piuttosto dubbio, comunque i Suns allungavano ancora con una tripla di Mikal Bridges alla quale rispondeva con una girata a una mano in area Williams in uno contro uno, piuttosto fisica dopo un precedente tentativo sempre in uno contro uno non fischiato.

Era ancora Marvin a riportare in parità le sorti della partita con una tripla dalla diagonale destra a 7:22, Batum tirava invece lungo da tre dall’altra parte mentre dal corner destro Booker riportava avanti la squadra di Kokoskov (9-12).

Il time-out a 6:44 di Charlotte inizialmente non serviva poiché Ayton dalla lunetta allungava di due ma in difesa Batum a una mano aveva un riflesso deviando il passaggio diretto per il giocatore in taglio sulla linea di fondo e in attacco ricevendo sotto alzava un pallone sul contatto con Ayton e T.J. Warren riuscendo inaspettatamente a segnare ottenendo anche un libero poi realizzato per il 12-14 a 5:39.

T.J. Warren di liberi ne otteneva due forzando il fallo Graham in arretramento sulla baseline per poi segnare il 12-16 che poi diveniva 18 con il buon tocco di Jackson al vetro.

Gli Hornets contrastavano il buon momento Suns con un Batum in forma: corsa verso la linea di fondo destra e fade-away in uno contro uno in faccia a Melton (terzo fallo) più tiro libero a segno per il 15-18.

Kemba a sinistra raddoppiato sulla linea laterale usciva da una brutta situazione in palleggio trovando la via del canestro partendo da sinistra per percorrer la linea di fondo mentre spalle a canestro Willy, dopo un paio di finte sull’interno, girava a sinistra sul piede perno oltre il n°21 per batterlo con l’appoggio di sinistro e portare avanti Charlotte sul 19-18.

Jackson per fallo di Monk otteneva due FT a 3:18 segnandone uno per riequilibrare la gara quindi arrivava un botta e risposta continuo tra i due team partendo dal pull-up di Batum per il 21-19, continuando con turnaround di Holmes, passando per il jumper di Parker, il floater di Okubo, il canestro di Willy da sotto dopo la penetrazione/scarico di Parker e il canestro di Booker in entrata a superare Willy per il 25 pari.

La situazione mutava dopo l’errore da tre di Monk poiché Jackson da tre punti portava sopra i locali che comunque incassavano una dunk di Willy con Parker ancora bravo a fornir palla al centro spagnolo.

Elbow di Crawford ed entrata con alzata a una mano di Tony Parker perfetta a chiudere il quarto sul 29-30 con errore finale di Holmes in area chiuso da Batum.

Walker passa Ayton nel primo tempo. AP Photo/Rick Scuteri.

2° quarto:

Dopo 9 secondi Oubre Jr. con due FT allungava per Phoenix che allungava con Crawford a 11:27 (pull-up 29-34) ma Parker andando oltre Okubo accorciava mentre Willy su assist di Monk pescava il fallo di Holmes a 10:42 ma si mangiava entrambi i liberi.

Parker con l’arresto e tiro dalla diagonale destra ci riportava sul -1 anche se la difesa degli Hornets non riusciva a bloccare le incursioni avversarie così Okubo segnava due punti continuando a tender l’elastico.

Un bel passaggio verticale schiacciato di Parker per Willy sul pick and roll consentiva al centro spagnolo di lanciarsi a destra passando il canestro mettendo anche il reverse-layup sul contatto.

Questa volta il libero andava a segno e Charlotte riotteneva la parità a quota 36.

Willy con una mano anticipava un passaggio e Monk chiudeva la transizione a 9:28 mandando Phoenix al time-out a 9:28.

A 8:35 Ayton andava facile da sotto ma Parker 12 secondi più tardi si dimostrava inarrestabile per i Soli chiudendo bene in entrata per un 5/5 personale dal campo…

Jackson più o meno replicava allo stesso modo poi Oubre Jr. mandava in lunetta Bridges che splittava anche se sul secondo tiro l’errore favoriva l’extra possesso di Charlotte che non segnava favorendo un altro canestro di Ayton per il sorpasso (41-42).

Booker in entrata di fisico spostava Graham appoggiando facilmente con Biz in aiuto con un pizzico di ritardo così a 6:13 era Charlotte a chiamare la pausa sul 41-44.

A 5:44 Walker andava in bonus in lunetta ma si vedeva già dal body language fosse poco convinto non potendo che fallire entrambi i liberi.

Charlotte però riotteneva sue liberi quando su uno stag Williams era colpito dalla gomitata pugno di T.J. Warren che se la cavava con un flagrant 1.

Due liberi a segno ma sull’extra possesso Batum mancava la tripla fai da te e su un altro attacco Graham con un brutto passaggio favoriva il coast to coast di Melton che evitava Kemba e la stoppata di Batum per due punti ben costruiti.

A 4:18 lo scarico per il post basso di Biz valeva due punti per il centro che decollando era toccato da Holmes ma il libero questa volta era impreciso tuttavia per un tentativo di stoppata da dietro, l’ex Magic tornava in lunetta con più fortuna (2/2) rimandando Charlotte sopra.

Dopo una palla a due nella nostra area vinta da Batum a Kemba riusciva la magia da tre punti per il 50-46 ma il divario era colmato da Phoenix con i canestri di Ayton (2 FT) e T.J. Warren in entrata.

A 2:14 un lungo tre frontale di Graham era “replicato” da Crawford oltre M. Williams (53-53), ma Ayton con il braccio destro spingeva via Willy proprio nel momento nel quale arrivava il passaggio, sul rientro del centro era toccato e andava guadagnare tre punti…

Un paio di tap-in (uno per parte) e due FT bonus per Graham a :41.5 (fallo T.J. Warren sulla serpentina del rookie) lanciavano il risultato sul 57-58 poi ritoccato nel finale da un 2/2 di Bridges (quello di Phoenix, Mikal) per il 57-60 all’intervallo.

3° quarto:

Dopo l’intervallo Phoenix ritrovava Booker ma in borghese a causa dell’infortunio patito nel primo tempo, così era Charlotte la prima a segnare con Kemba bravo a passare lo schermo di Biz in area quasi avvinghiandosi per poi segnar di destro in entrata cambiando mano appoggio ma un’entrata di T.J. Warren e una tripla dello stesso giocatore spedivano Charlotte sul-6 (59-65) ma in soccorso dei Calabroni arrivava la tripla di Marvin Williams che ricevendo uno skip pass trovava uno spazio libero in una zona no resistence per il 62-65.

Dall’altra parte l’uscita a vuoto di Batum nel tentativo d’anticipo faceva saltare le rotazioni e Phoenix andava a bersaglio con un paio di passaggi che portavano Jackson alla tripla dall’angolo sinistro.

Colpevole era la difesa di Phoenix di lasciare “alone” Graham per un’altra bomba che anticipava un gancetto di Marvin bravo a ricevere il lob dietro il marcatore per andare in area a concludere (67-68).

Charlotte scavalcava con due liberi di Kemba (passaggio a livello di Jackson sulla linea di fondo destra) a 6:49 e si salvava su una persa di Kemba con il fallo tattico a metà campo di Batum ultimo uomo.

Dopo un paio di errori la transizione di T.J. Warren diceva che gli Hornets non erano ancora in grado di mantenere il vantaggio ma a 5:16 su un taglio di MKG il diagonale veloce di Willy costringeva al fallo la difesa di Kokoskov. Che tuttavia sui liberi capitolava una sola volta (70-70) ma su un pick and roll tra Parker e Willy il centro spagnolo segnava guadagnando l’and one per realizzare il 73-72 a 4:44.

Batum da sinistra con un passaggio basso orizzontale dava a MKG la possibilità di depositare in corsa e su un altro passaggio di Willy era ancora MKG a tagliare a sinistra in diagonale con il raddoppio verso il centro e Oubre Jr. che lo lasciava scivolare solo per ricevere e segnare il 77-72.

Holmes con un 2+1 a 3:33 riportava a due i punti il gap ma Willy con una second chance dall’area faceva partire un’alzata che s’infilava nel cotone per il 79-75 prima che il pull-up di un pericoloso Crawford riportasse nell’incertezza la situazione.

Parker in entrata con il piccolo arcobaleno oltre i difensori irradiava l’attacco degli Hornets e MKG in difesa conteneva oltre l’arco Oubre Jr. che pasticciava finendo per perder palla in rimessa laterale.

Parker tornava sulla terra prendendo una stoppate e sbagliando un tiro ma Willy a rimbalzo toccato a 1:10 si dimostrava bravo dal campo ma meno a gioco fermo da dove sbagliava ancora ai liberi portandosi sul 2/5…

Hornets comunque su un +6 che era mantenuto, dopo il jumper di Oubre Jr. da Hernangomez che in corsa sul passaggio volante rischiosissimo di Monk, deviava nel cesto prima di andare oltre il tabellone.

85-81 preparandosi alla battaglia finale.

La coppia di play vincente Walker/Parker. Foto: Joe Camporeale-USA TODAY Sports

4° quarto:

Phoenix partiva bene con un ½ di Holmes dalla lunetta e con la tripla di Melton dal corner destro su scarico da baseline.

85 pari rotto dalla spin dance di Parker e successiva entrata appoggio.

Una palla persa in palleggio da Crawford contro Miles innescava la transizione chiusa da MKG che scivolando metteva comunque dentro l’89-85.

Parker dopo il crossover usava il plexiglass per dar tornare gli Hornets sul +6 ma non era finita per i Suns perché il francese passando un blocco alto sul centro andava sulla sinistra avvantaggiandosi su T.J. Warren che provava con il salto disperato a fermare l’uomo dalle 18 primavere NBA: niente da fare, pull-up perfetto e 93-85 Hornets a 8:53.

Ayton e Marvin battagliavano: il centro dei Suns segnava in turnaround, poi era Williams a stoppare il centro di Phoenix che passava Willy ma non l’aiuto e Marvin in attacco raccoglieva il rimbalzo fissando due punti.

Jackson da tre punti per il 95-90 non otteneva l’aiuto de compagni, Bridges con un attento close-out sulla sua sinistra a livello dell’arco da tre punti favoriva la tripla di Monk dallo stesso lato (98-90).

La squadra di MJ raggiungeva il 100-92 ma si scioglieva prendendo un parziale di 5-0 con la tripla di T.J. Warren da sx con Bridges attirato verso il centro a concedere cm preziosi prima di provare il rientro sullo scarico per il numero 12…

100-97 a 5:05 dall’ultima sirena respinto momentaneamente da Kemba con l’appoggio da sotto.

Un jumper lungo di Jackson e un sottomano di Kemba dopo un crossover allungavano il punteggio sul 104-99 ma dopo l’errore da tre di Kemba, T.J. Warren con l’entrata in diagonale ne passava tre chiudendo con un bel terzo tempo per il -3.

Il pick and roll di Willy era buono per portare il centro in lunetta a 3:07 ma non era serata perché splittava ancora rimanendo sotto il 50%…

Batum da tre falliva e sulla transizione l’open 3 dalla diagonale sinistra di T.J. Warren valeva il 105-104.

A salvare Charlotte ci pensava l’inesperienza di Melton attardatosi su un blocco portato per Kemba che sul tiro era toccato e spostato dal fianco destro del rookie danneggiando i suoi con tre FT (tutti a segno) a 2:12.

A 1:58 Kemba però restituiva il favore anche se in maniera meno vistosa, era così Crawford a non mancarne nemmeno uno ripristinando il -1 (108-107).

Kemba da tre sbagliava nuovamente e sul blocco a sinistra Crawford avanzava trovando spazio per il jumper sorpasso vincente che preludeva al possibile nuovo disastro (108-109).

Kemba rinunciava alla tripla per l’entrata a 1:17 trovando il contatto con il centro avversario.

Giocata da tre punti per il +2 ma Crawford dal mid-range si dimostrava terminale affidabile per riequilibrare il match sempre più in bilico.

A spostarlo dalla nostra parte era Kemba che dopo aver sonnecchiato per tre quarti a un minuto esatto dalla fine trovava il leggero contatto con Ayton prima di esser stoppato.

Un Kemba quasi affranto si presentava in lunetta segnando un solo libero ma dopo l’errore di Crawford sul fronte opposto arrivava il canestro di Walker che dopo aver passato il proprio difensore era affrontato da Ayton che lo vedeva scivolare lateralmente con uno step-back lunghissimo e velocissimo, irripetibile per gli umani e alzarsi per il perfetto jumper dal mid-range vistagli fare tante altre volte. Canestro fondamentale a :21.7 dalla fine con i Suns a giocarsi l’ultimo time-out.

L’entrata di T.J. Warren era disturbata di quel tanto che bastava da Batum per farlo sbagliare e sull’uscita Kemba subiva fallo.

2/2 a :09.1, Suns senza time-out che segnavano con Oubre Jr. lasciato andare in schiacciata.

Borrego dopo un paio di secondi d’incertezza sulla rimessa dal fondo entrava in campo “incazzato” a chiamare un time-out vista la situazione (116-113) non ancora risolta.

Sulla rimessa arretrata di Parker, Walker sfuggiva al tentativo di fallo disperato del difensore rilasciando la palla più per liberazione che per centrare il canestro ma la sfera assecondava il finale magico di Walker finendo dentro la retina direttamente a due decimi dalla sirena regalando il buzzer-beater del +6 definitivo.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

29 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 9/20 al tiro aggiustato nell’ultimo quarto anche se sbaglia un paio di triple. Sbaglia in precedenza anche due FT sulla stessa azione. Sembra abbastanza bloccato, forse un po’ depresso dalla situazione giocando da 5 il primo tempo ma interviene nel finale al momento propizio con diverse entrate che fanno la differenza e il magistrale step-back laterale su Ayton per il +3. Nel finale è freddo ai liberi e gioca anche il jolly della tripla siderale sulla sirena…

Devonte’ Graham: 6,5

8 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 2/4 al tiro. Un paio di TO. Affonda un paio di triple non disdegnandole se ha la possibilità di non forzarle. Forza invece un tiro da due in uno contro uno che gli va lungo. Spende un solo fallo in contenimento arretrando sulla linea di fondo.

Nicolas Batum: 6,5

8 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. 3/7 al tiro. Sbaglia tutte e 4 le triple tentate ma parte benissimo sia in attacco che in difesa poi si ferma totalmente in attacco dopo due giocate da tre punti l’una e un bel fade-away ma in difesa continua a esser presente e utile come nel finale quando fa quel tanto che basta per far sbagliare T.J. Warren in appoggio.

Marvin Williams: 6,5

16 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 6/12 al tiro. Ancora sopra la quindicina Marvin che tira bene dal campo ed è l’unico in difesa al quale riesce una stoppata in una statistica latente. La sua, in aiuto su Ayton è preziosa anche perché poi il centro la tocca oltre il fondo. Marvin, pur con i suoi limiti lotta.

Bismack Biyombo: 6,5

6 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/6 al tiro con appoggi un po’ troppo approssimativi. Bella la sua entrata in salto dalla linea di fondo destra girandosi d’anca. 2/3 dalla lunetta per lui va bene. Esce qualche volta sul tiratore aiutando la difesa a recuperare l’eventuale errore.

Malik Monk: 5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 2/8 dal campo con un ¼ da fuori che divide equamente le soluzioni offensive. Per fortuna manda a segno la tripla del 98° punto ma sbaglia decisamente troppo per un tiratore. Rimane in campo 16:29.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

7 pt., 2 rimbalzi, 2 rubate. Inizia a farsi notare nel secondo tempo quando ha il suo momento d’oro con i tagli che gli regalano 5 punti in breve tempo, fa perder palla a Oubre Jr. ma poi in attacco restituisce il favore. Che i tiri entrino o no in difesa ci prova facendo sbagliare gli avversari.

Miles Bridges: 5

1 pt., 2 rimbalzi. Manca un tiro e un libero, buono il close-out sulla sua sinistra, meno quello a destra dove si fa risucchiare verso il centro,laddove si stava sviluppando l’azione ma sullo scarico concede cm a T.J. Warren che punisce.

Tony Parker: 7,5

20 pt., 1 rimbalzo, 6 assist. 9/16 al tiro e +13… Parker da una spinta forte e costante nei momenti che contano anche se poi pere un paio di palloni nel finale eclissandosi lasciando spazio a Walker, il titolare… Tony però sfrutta magistralmente la propria velocità, eleganza ed imprevedibilità per battere i difensori avversari.

Willy Hernangomez: 7

19 pt., 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 5 falli e 3 TO ma un 8/12 dal campo con 23:41 sul parquet. Sfrutta i pick and roll e gli screen roll con Parker ma gli capita anche di segnare sull’errore del francese.

Coach James Borrego: 6

La squadra non convince in difesa lasciando qualche canestro facile. Time-out chiamati nei momenti giusti compreso quello nel finale entrando in campo. Le rotazioni sono abbastanza equilibrate e la coppia europea Parker/Hernangomez si cerca e rende di più.

Game 38: Charlotte Hornets @ Denver Nuggets 111-123

Intro

Diversi miti hanno in passato hanno messo in connessione la Terra e il cielo tramite una montagna, spesso inaccessibile e impervia dove spesso vivevano gli Dei come nel caso dell’Olimpo greco oppure come nel caso del Monte Tabor per gli ebrei che in realtà è una semplice collina di 588 mt. Mentre in taluni casi per elevarsi dal suolo costruivano strutture e piramidi come gli egizi e i Maya.

In vetta all’Ovest, abbastanza inaspettatamente c’è proprio Denver che è anche la città con il maggior dislivello sul mare.

Con i suoi 1609 metri la Miles High City non ha paragoni, segue Salt Lake City con i suoi 188 metri mentre Charlotte è settima con i suoi 229 metri sul livello del mare.

Stranamente, per pura coincidenza è anche la posizione in classifica di partenza prima del match a Est dei Calabroni, una posizione traballante perché s’inaugurava una serie di sei trasferte a Ovest in uno scontro tra Dei e mortali, due dei quali risultavano infortunati (Lamb e Zeller).

Ecco il road tour di Charlotte a Ovest.

Domani saremo a Phoenix una tappa fondamentale dopo l’improba sfida della notte.

La partita in breve

Charlotte resiste tra alti e bassi per tre quarti nonostante nel primo quarto si concedano troppi rimbalzi offensivi a Denver che li usa con Jokic in particolare per avvantaggiarsi in punti da seconde possibilità in quel che sarà un fattore per Denver.

Sul 26 pari Millsap segnando gli ultimi 5 punti di quarto portava sul 26-31 la gara.

Charlotte però controllava meglio i tabelloni nel secondo quarto e rimontava sino al -2 (56-58) che portava le squadre all’intervallo.

Nella ripresa dopo 15 secondi Charlotte sorpassava con Williams da tre punti e Biz in stoppata su Murray conservava ma lo stesso attaccante con una tripla innescava una serie di saliscendi nel punteggio fino al finale nel quale Charlotte prendeva ancora 5 punti di distacco con una piccola recriminazione per un fallo di Millsap (furbo a infilare la mano sotto il braccio di Monk in entrata favorendo la palla persa) prima del proprio canestro.

A inizio ultimo quarto Denver risolveva la partita grazie alle triple di Morris (2) e all’inframezzo di Plumlee in schiacciata.

La pressione difensiva portava spesso di uomini di Michael Malone recuperar palla o a render difficile la vita di Charlotte che aveva un sussulto dopo esser piombata sul -10 con un paio di canestri ma due triple (Lyles e Millsap) davano il vantaggio definitivo alla squadra del Pepsi Center che conservava quei punti sino a fine gara con Jokic sopra le righe nel finale ad aumentare il proprio bottino in uno scontro dove gli uomini mortali hanno ben figurato ma hanno dovuto arrendersi per mancanza di mezzi.

17-7 i TO, troppe le palle perse da Charlotte che ha regalato fast break semplici agli avversari, 12-17 per Denver a rimbalzo offensivo, regno di Jokic che finirà con 39 pt. (season-high, come il solito riusciamo nell’impresa di regalarlo a qualcuno anche se nel caso non è uno sconosciuto o semisconosciuto uscito dalla panchina), 12 rimbalzi e 6 assist (16/29 al tiro) aiutato dalla coppia Millsap/Harris con 18 e 17 punti rispettivamente.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Biz lanciato tra i titolari perdeva la palla a due con Plumlee ma Denver, pur liberando con due passaggi veloci il fratello di Hernangomez, sbagliava il tiro da fuori ma in attacco Biz, servito dentro da Kemba, era stoppato e scippato della palla al contempo da Plumelle così dall’altra parte Craig dall’angolo destro spediva dentro i primi te punti della partita.

Walker, memore del risultato precedente fintava su un blocco per tornare sui suoi passi a sparare da tre per pareggiare poi Biz veleggiava oltre il difensore in area appoggiando il 5-3 mentre dopo una palla rubata da Williams sul tentativo d’anticipo a Jokic riuscito, la nostra PF sotto canestro tutta sola mandava fuori la sfera non controllandola a 10:08.

Craig pareggiava da sotto ma Biz rollando sul passaggio verticale di Graham segnava comodamente il 7-5.

Plumlee puniva il raddoppio di Biz su Craig che passava corto dentro per il centro bianco e Plumlee con un open 3 sull’inutile uscita di Marvin portava sul +3 i locali.

Kemba era velocissimo a presentarsi sulla linea dei tre punti e a metter dentro grazie a una flipperata tra ferri ma con un piede sulla linea il tiro valeva solamente due punti.

A 7:46 il tiro di Murray con altra uscita inutile di Williams, invece, valeva tre punti tuttavia Charlotte reagendo con due FT a segno di Walker e un altro passaggio lob di Graham per il taglio dentro di Williams (buco continuo della difesa di Denver intorno a canestro) ritrovava la parità a quota 13.

Denver ripartiva con 4 punti di Jokic dopo il time-out, Charlotte si arrangiava con il secondo tentativo di Batum da tre che si rifaceva dopo l’open precedentemente fallito e a 4:50 l’energico coast to coast chiuso in sottomano da MKG portava avanti Charlotte che allungava con lo scarico di MKG per Biz che dal mid range destro dalle parti della linea di fondo metteva dentro il jumper del 20-17.

A 4:06 l’uscita dal parquet di Biz per Willy e l’ingresso di Monk erano una sciagura annunciata poiché Monk perdeva palla con un brutto passaggio, Jokic segnava e ancora Monk cercando di liberarsi in palleggio sulla linea di fondo finiva per pestare la linea commettendo il secondo TO.

Willy si intrometteva in un rimbalzo difensivo comodo a due mandando fuori la palla e sulla rimessa Harris segnava facilmente per andare poi a rubar palla allo spagnolo e segnare da tre punti il 20-24…

Su un potenziale assist fornito da Parker Willy recuperava due liberi che metteva dentro ma Millsap con una driving fing and roll un po’ fortunata oltre MKG riportava il margine a 4 punti tuttavia l’ingresso positivo a livello di prestazione di MKG continuava con un hook in area a battere i difensori in divisa blu.

Millsap mancava il tiro contro MKG che pareggiava successivamente dalla lunetta (26-26).

A fare la differenza nel primo quarto però era un parziale di 5-0 Nuggets tutto firmato Millsap con un gioco da tre punti e altri due punti che chiudevano il quarto sul 26-31.

Malik Monk dopo il leggero problema alla caviglia contro Dallas è rientrato a Denver con un pessimo inizio per poi salire di tono e regalare alcune perle durante la partita. Photo: David Zalubowski, AP

2° quarto:

Willy in area dopo 13 secondi scavalcava con un tocco il proprio difensore di quel tanto che bastava per mandare dentro faticosamente la sfera, Bridges in campo prendeva subito il primo rimbalzo difensivo in maniera energica e Williams cercando il passaggio sul lato destro era murato da due difensori Nuggets che tuttavia gli restituivano involontariamente un pallone solo da spinger dentro visto che non rimaneva nessuno tra lui e il canestro.

Dopo due pt. Nuggets il floater di Parker tagliato finiva dentro per il 32-33, Denver mancava due occasioni nonostante l’ottimo salvataggio sulla linea di fondo di Millsap e Charlotte passava avanti con lo scarico arretrato di Parker per Monk il quale sorprendeva in partenza il numero 11 troppo arretrato e decentrato in uscita per andare a decollare a schiacciare a una mano (9:23) laddove nessuno più si azzardava a provare a intercettarlo.

Plumlee metteva dentro una schiacciata morbida oltre Willy ma a 8:44 era ancora Monk in area a procurarsi il contatto per il contro-sorpasso (36-35) prima che un reverse layup di Lyles facesse cambiare ancora squadra leader.

Willy sbagliava un tiro e sull’azione seguente mancava un appoggio abbastanza semplice conquistando il pallone sul proprio rimbalzo ma non otteneva i due tiri sul fallo chiaro del difensore sull’alzata.

Denver ne approfittava per portare un break sul rientro in campo di Kemba che freddo si faceva murare un passaggio sulk quale Williams spendeva un fallo all’ultimo su Craig valutato come flagrant 1.

Craig ne metteva solamente uno ma Jokic sull’extra possesso ne aggiungeva due portando sul +6 le Pepite (36-42) che a 6:22 incassavano due FT da Graham applaudito da Borrego in panca per aver attaccato senza paura il ferro.

Harris da tre dalla diagonale sinistra faceva piombare Charlotte sul -7 ma due falli di Craig in sequenza su Kemba portavano il capitano in bonus per due FT dei quali solo uno finiva dentro.

Sulla pressione difensiva Charlotte riguadagnava palla per il fast break con lancio di Graham per Bridges che indisturbato si esibiva in una windmill.

Harris segnava due punti ma mancava il libero addizionale così a 4:59 su un air-ball di Kemba Biz recuperava palla subendo il goaltending del 43-47.

Vantaggio Nuggets che oscillava intorno ai 5 punti raggiunti e scavalcati da due liberi di Lyles a 4:55 (fallo di Biz), Charlotte si impegnava di più in difesa riequilibrando i rimbalzi ma perdeva di lucidità in lunetta: era il caso di Williams che splittava a 4:46 mentre Kemba in entrata staccava senza ascensore ma altissimo per cercare di colmare il gap ottenendo il 46-49.

Jokic ne metteva dentro due e Charlotte a 4:03 andava in time-out.

A 3:46, su un errore al tiro di Walker era ancora Biz a prodursi in una prodezza dopo aver recuperato il rimbalzo oltre Jokic con una reverse jam bimane su due difensori che otteneva anche il premio bonus FT poi realizzato per il -2…

Batum stoppava Jokic ma sull’azione successiva il duello si concludeva con il fallo del transalpino e due FT splitati dallo slavo.

Biz su passaggio di Graham segnava lo stop and pop e Williams in difesa si lanciava in tuffo sulla metà campo per scivolare sul parquet riuscendo in hip hop style a servire Kemba bravo a forzare la difesa ottenendo a 2:28 i liberi e la parità con l’1/2 (52 pari).

Un fallo contro Graham valeva due punti per Jokic a gioco fermo, Millsap trovato da Jokic schiacciava su MKG il 53-56 ma Batum con il bound pass verticale serviva Graham in taglio per l’appoggio comodo al plexiglass.

Nell’ultimo minuto 2-1 ai liberi per Denver che chiudeva avanti sul 56-58.

3° quarto:

Dopo 15 secondi nella ripresa ecco Charlotte scavalcare nuovamente Denver: assist di Graham per Williams e 59-58 conservato dall’artiglio di Biz in decollo sull’entrata appoggio di Murray ma in attacco Williams si lasciava sfuggire un’altra volta la sfera vedendola finire in rimessa laterale.

Murray si rifaceva segnando da tre punti e Jokic in transizione su un brutto passaggio orizzontale di Kemba segnava dopo aver intercettato palla.

Un altro brutto passaggio (di Biyombo questa volta) non era sfruttato da Denver ma Murray trovava un buco centrale ricevendo un passaggio laterale sul quale l’affiancato Graham non arrivava.

Batum a 9:45 mandava a bersaglio una tripla per dimezzare il -6 (62-65), scarto non riassorbito dal ferro sul tiro da tre di Williams, classico beffardo in & out…

Kemba segnava andando a trovare spazio contro un rognoso Plumlee con un tiro a una mano non sul manuale del perfetto cestista.

Un turnaround di Jokic in area fissava il 64-67 ma dopo l’ennesimo rischio di palla persa Graham in crossover sulla baseline destra percorreva la strada irta di ostacoli oltre il ferro scaricando al volo per Marvin che con una perfetta tripla riagguantava il pareggio a quota 67.

Jokic grazie al rimbalzo offensivo metteva dentro due punti poi toccava a Jokic passare a Plumlee sull’ultimo pass di una triangolazione verticale offensiva che mandava a canestro in schiacciata Plumlee proveniente dalla linea di fondo destra.

A 6:29 la dunk di Biz opponeva ostinata resistenza e a 5:05 Kemba, sull’allargamento di Graham sulla diagonale destra restituendo palla al rookie metteva in banca tre punti che portavano Charlotte sul 72-71.

A 4:50 Craig con l’1/2 a gioco fermo impattava a quota 72, Kemba sparava lungo da tre mentre Jokic con una finta da fermo mandava il difensore in un’altra dimensione segnando poi comodamente.

L’allungo Nuggets arrivava con il quinto assist di Murray per la picconata di Harris da tre punti ma Kemba ancora con un in & out dribble al quale seguiva il rapido pull-up scartava un cioccolatino da due punti per il -3.

Una correzione in transizione di Harris restituiva una manciata di punti di vantaggio alla squadra del Colorado poi la tripla di Batum era replicata da quella dalla top of the key di Jokic a stetto giro di posta a 2:16 (77-82).

Un fallo di Millsap su Monk che in corsa saltando si vedeva rimbalzar addosso la palla (poi oltre la linea di fondo) non era rilevato mentre quello dall’altra parte sull’ex Hawks era visto a 1:31.

Canestro ma libero mancato e se gli arbitri a discrezionalità usavano l’occhio, Monk usava il ginocchio, nella fattispecie quello di Willy che servito dal n°1 respingeva palla proprio sulla linea di corsa di Monk che oltrepassando il ferro dopo aver brillantemente raccolto l’inaspettato involontario passaggio di ritorno si svitava in un bel reverse layup non comodo.

Millsap da due, Willy in area su scarico di Parker, Craig da tre dal lato sinistro nonostante Monk in corsa tentasse il massimo per il close-out e un buzzer beater di Monk da oltre l’arco chiudevano il quarto sull’84-89 ripristinando il -5 del primo quarto.

Denver Nuggets center Nikola Jokic, right, looks to pass the ball as Charlotte Hornets center Bismack Biyombo defends in the second half of an NBA basketball game Saturday, Jan. 5, 2019, in Denver. The Nuggets won 123-110. (AP Photo/David Zalubowski)

4° quarto:

Qualche avvisaglia di difesa non estremamente brillante in alcune situazioni però c’era stata nella seconda parte di quarto ma Charlotte crollava velocemente come ogni tanto le capita, questa volta a inizio ultimo quarto subendo dopo 15 secondi la tripla di Morris aggravata dall’alley-oop di Plumlee a 11:05 e da un’altra bomba di Morris a 10:39… A 10:23 Monk, autore della tripla nel mezzo del marasma iniziale di quarto, replicava in entrata con il salto e il rilascio a una mano svitando l’anca per il perfetto meteorite da eruzione che inceneriva la retina con parabola perfetta ma ai liberi con un 2/2 Morris ristabiliva il divario alla decina di punti (89-99)

Un divario che Charlotte tentava di riportare a una cifra con due FT di Hernangomez e il fade-away dalla baseline destra di Monk in uno contro uno.

A 8:36 la tripla di Lyles gelava Charlotte che sbagliava da fuori con Monk e frastornata incassando anche la bomba di Millsap a 8:08 piombava su un -12 ormai irrecuperabile.

A poco servivano un buon recupero di Marvin e un killer crossover di Kemba che andando in area chiudeva con il tocco perfetto in mezzo a due difensori.

Denver arrivava sul 14-28 nelle second chance con Jokic che esaltatosi nel finale segnava anche punti ormai non più necessari come la tripla del 97-112.

Nel finale per Charlotte una tripla di Williams dalla propria mattonella diagonale sinistra, un 3/3 d i Walker (fallo di Craig in uscita) e un elegante turnaround di Batum a 1:38valevano come fini a sé stessi.

Finiva 111-123 per i Nuggets che pareggiavano così la serie stagionale.

Pagelle

Kemba Walker: 4,5

20 pt., 4 rimbalzi, 3 assist. 6/17 al tiro con un 1/6 da tre dove in serata inizia bene segnando subito poi spara costruendo male e fa cilecca. Potrei sembrar pazzo ad assegnare 4,5 a uno che segna 20 punti ma 7 arrivano dalla lunetta con due errori anche ma la parte grave sono i palloni persi, ben 5 TO che producono punti pesanti per i Nuggets, inoltre sbaglia diversi tiri in situazioni di parità o quasi, eccedento troppo… TO elementari come un passaggio volante bloccato o un passaggio orizzontale lento intercettato da Jokic per la transizione. Segna nel finale con un killer crossover più appoggio in mezzo a due difensori con una delle entrate più atletiche della sua stagione ma è lui a tradire stanotte. Con il miglior Kemba forse avremmo vinto e credo sappia meglio di me che non si può ritener soddisfatto per questa prestazione. Domani c’é Phoenix e come la Fenice forse risorgerà…

Devonte’ Graham: 6

10 pt., 3 rimbalzi, 8 assist. 3/9 al tiro, da migliorare assolutamente anche se nel finale indovina una tripla ma ormai è tardi. Schierato di fianco a Walker è lui il vero playmaker tanto che in poco tempo colleziona tre assist con passaggi verticali per i lunghi che ringraziano per le facili occasioni. Zero TO per uno che porta palla sono da far notare.

Nicolas Batum: 6

11 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 4/6 al tiro. Un solo TO, piuttosto preciso al tiro sugli scarichi mostra una buona meccanica se ha la possibilità di non velocizzare il tiro. Un -9 che indica una difesa non sempre adeguata ma mi piace di più dell’ultima gara, favorisce qualche recupero e in area va a far densità opponendosi agli avversari.

Marvin Williams: 6,5

16 pt., 6 rimbalzi, 3 rubate. 6/15 al tiro con 3/8 da fuori. S’impegna indubbiamente, a 7:42 dell’ultimo quarto gli capita in mano un pallone rimbalzatogli da Parker e lo infila con un miracle shot dalla parabola alta anticipando il cronometro aggressivo sui 24… Poco dopo recupera una palla in difesa e mette ancora una tripla. All’inizio non fa un figurone uscendo sempre lui sui tiratori, generosamente nel finale si spende anche su Jokic ma la differenza di stazza è notevole e da sinistra lo slavo lo batte facilmente. L’emblema dell’impegno però è il recupero in tuffo con scivolata e passaggio a Kemba dopo il rotolamento hip-hop per difender palla. Anche lui incappa in qualche TO (3) ma in campo di plus/minus prende solo un -1…

Bismack Biyombo: 6,5

16 pt., 12 rimbalzi, 2 rubate, 2 stoppate. 7/10 al tiro e 2/3 ai liberi. Non male in attacco per uno che sino a ieri non riusciva a tener in mano la sfera. Messo dentro tra i titolari sulla fiducia per contrastare Jokic non sempre riesce a prender il rimbalzo difensivo, specialmente se deve andare a contrastare anche l’esterno in entrata gli capita di lasciar tempo all’avversario. Finché c’è lui nel primo quarto si ava abbastanza bene nonostante qualche rimbalzo Denver di troppo. Bellissima la schiacciata reverse su due avversari con fallo e libero segnato dopo aver raccattato su palla da un errore di Walker.

Malik Monk: 6,5

16 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Parte male perdendo due palloni poi si fa notare per diverse pregevoli giocate come la dunk stratosferica con partenza da fuori area da zero a 100 in un secondo, il fade-away arrestandosi sulla baseline destra, la tripla buzzer beater sul finire del terzo quarto, la tripla e l’entrata d’anca a inizio ultimo quarto quando tiene per un attimo in partita ancora Charlotte e ci prova anche quando Craig con mt. di vantaggio mette la bomba ma lui salta più in alto che può sul close-out. Con un 6/11 al tiro va riprendendosi dopo il brutto avvio partita.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

7 pt., 5 rimbalzi, 2 rimbalzi. Un po’ al contrario di Monk. Bella partenza con difesa efficace, un bel gancetto oltre la difesa, un coast to coast energico che completa il 2/4 al tiro e i due liberi del momentaneo pareggio ma poi fatica un po’ commettendo un fallo nel finale un po’ gratuito simbolo della fatica che lo porta al -10 di plus/minus in 16:03 per lui.

Miles Bridges: 6

2 pt., 1 rimbalzo. 12 minuti prendendo un -6. Bella la schiacciata windmill in solitaria ma poi più nulla se non un rimbalzo atletico ma comodo poco dopo il suo ingresso in campo.

Tony Parker: 5

2 pt., 1 rimbalzi, 3 assist. Anche lui sui 16 minuti trova un certo feeling con Hernangomez per lo scambio. Prova qualche entrata ma a volte deve scaricare, per il resto tre palle perse sono troppe. Non cambia il ritmo e in difesa non è tra i migliori in chiusura.

Willy Hernangomez: 4,5

10 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 3/7 al tiro ma anche lui come Kemba è disastroso. Va a buttar fuori un pallone nelle nostre mani, prende il canestro in faccia subito dopo e arriva in doppia cifra con i liberi (4/4) che segna tutti. La presenza difensiva però latita nei 15 in campo.

Coach James Borrego: 6

Squadra che gioca una partita intensa ma viste le sproporzioni di forza deve cedere facendo ammenda di qualche passaggio di troppo esagerato dei singoli anche se questo rivela il lato oscuro del tentativo di costruire un gioco attraverso una rete di passaggi, aspetto che si era perso in qualche partita. Prova con Biz a limitare il fisico di Jokic ed è la miglior idea che possa avere perché non abbiamo altro a disposizione poiché Zeller operatosi al metacarpo ne avrà dalle 4 alle 6 settimane.

Game 37: Charlotte Hornets Vs Dallas Mavericks 84-122


Intro

Prima partita dell’anno per gli Hornets che sul finire dello scorso anno hanno perso per infortunio Zeller mentre Lamb alla vigilia rimaneva in dubbio per il match.

Anche in 2018 quindi ci ha salutato.

Per gli Hornets, dall’apparizione playoffs contro Miami a oggi il tempo sembra scorrere allo stesso modo.

L’invecchiamento degli elementi base del team è stato liftato da inserimenti più giovani e la squadra quest’anno, complice il decadimento radioattivo della Southeastern Division, se la sta giocando per il titolo divisionale pur con un record altalenante tra il positivo e il negativo.

Vecchio abbiamo detto…

Ernest Hemingway quando ha scritto “Il Vecchio e il Mare” non poteva sapere che quella trama si adattava perfettamente agli Charlotte Hornets moderni.

Santiago, un vecchio pescatore cubano riesce dopo mesi nei quali non aveva preso niente a far abboccare un gigantesco marlin.

Dopo aver lottato per tre giorni e tre notti ed esser stato anche trascinato insieme alla barca riesce ad aver la meglio ma nel tragitto per riportare la preda a riva gli squali gli lasciano solamente lo scheletro…

Sembra un po’ l’andamento degli Hornets sino a oggi, lotte tremende, anche punto a punto con esiti alterni, ora, in situazione di stallo, la partita nella notte e le prossime sei trasferte consecutive per una squadra che ha perso le ultime tre vincendo l’ultima a New York il 10 dicembre, sembrano essere come squali pronti a non lasciare nulla alla stagione degli Hornets se non saranno abili a difender la preda senza mollare la presa anche fuori casa.

Chissà che le atmosfere magiche del citato Hemingway possano infine condurci in porto con un miglior esito di quello capitato a Santiago ma lo squalo Dallas ha già dato un primo grande morso…

La partita in breve

Facile e breve parlare di quasta gara in sintesi perché la partita dura un quarto, il resto è garbage time.

Gli Hornets senza Lamb e Zeller mandano in campo Graham e Hernangomez ma i sostituti in serata non sono all’altezza, eppure tengono botta quasi fino alla loro sostituzione per le normali rotazioni.

Quando escono la gara si trovava sul 22-28 con i Mavs a portare un parziale di 6-0 dopo aver visto le due squadre in parità.

L’allungo del parziale sul 9-0 di Doncic era il preludio alle triple finali di quarto dell’eterno tedesco dei Mavs e di J.J. Barea che completavano il 10/17 da oltre l’arco per la squadra di Carlisle portando i blu sul 26-42.

Il -16, complici le rotazioni sconclusionate di Borrego e una difesa lasciva, si estendeva sino al -25 quando J.J. Barea trovava con un vertical bound pass Powell per il 30-55.

All’intervallo Charlotte arrivava bassissima nel punteggio con un 41-65 e Walker a 9 punti come miglior marcatore ma con un 3/10 dal campo.

Secondo tempo che iniziava ancora con l’inerzia a favore di Dallas e completo garbage time con Willy e Graham a sparire, entravano Biz e J.P. Macura che con i loro limiti facevano meglio ma Dallas andava anche oltre i 40 pt. di divario accontentandosi dell’84-122 finale.

Una vittoria che la dice lunga non solo nelle proporzioni ma che preoccupa i fan di Charlotte alla vigilia di probanti trasferte all’Ovest.

46-57 a rimbalzo, 23-31 negli assist ma soprattutto 18,8% da tre contro il 40,0% di Dallas. Charlotte non c’è tirando con il 35,6% complessivo dal campo contro il 46,3% avversario…

Dennis Smith Jr. e Doncic arriveranno a 18 punti con 10 rimbalzi per lo sloveno, a 17, sul podio, Harrison Barnes a 17.

Nowitzki, applaudito anche dal pubblico di Charlotte, che non avrebbe dovuto esserci si è limitato a segnare un paio di triple mentre per i beniamini di casa il pubblico ha riservato spesso fischi e “buuuu” di disapprovazione per la pessima e imbarazzante prestazione messa sul parquet.

Charlotte scivola sul 18-19 lasciando il comando della Division a Miami (di mezza partita) vincente a Cleveland.

Anyway o Hemingway, continueremo a seguire la pista dei Calabroni.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Prima palla per i Mavericks con azione ben costruita ma errore sulla tripla di Matthews, non così dall’altra parte dove dalla diagonale sinistra Williams apriva bene la gara con la bomba per il 3-0 a 11:32 ma i Mavs su un extra possesso pareggiavano dall’angolo destro con Matthews.

Hernangomez stoppava Doncic e all’ultimo momento Kemba cedeva a Batum sulla transizione per il comodo appoggio.

Dallas si ffacciava avanti con la tripla di D. Smith Jr. ma allo scoccare dei 10:00 Graham dalla diagonale destra rispondeva con la stessa moneta portando la gara sull’8-6.

Kemba allungava passando tutti in corsa, canestro compreso con veloce mezzo giro sul piede perno per il salto in reverse a tagliar fuori anche Jordan, più vicino baluardo.

Dallas in ovinava due triple con Smith Jr. e Doncic passando avanti sul 10-12 mentre il tap-in di Willy su Doncic e Jordan riequilibrava l’incontro.

Marvin in post basso sinistro con il giro e tiro dal palleggio batteva Matthews per un elegante solo cotone in fade-away e sulla baseline destra un altro tiro cadendo all’indietro di Kemba centrava il canestro avversario per il 16-12.

Dopo il time-out Dallas girava meglio e la stoppata di Matthews su Graham apriva la dunk in transizione di D. Smith Jr. favorita da un blocco in area inoltre la tripla di Doncic sul close-out inefficace di Batum a 6:28 valeva il vantaggio texano (16-17).

Dentro MKG per Marvin ma era ancora D. Smith Jr. a segnare il decimo punto personale (a deta di alcuni fan Mavs è la sua miglior prestazione dell’anno) e anche se a 5:26 Kemba segnava un libero per proteste mentre MKG ne aggiungeva due sul fallo di Jordan sul tentativo di swooping hook per il pareggio, la sensazione non era positiva, infatti, Barnes su passaggio di Doncic infilava un’altra tripla dall’angolo sinistro per la squadra di Carlisle mentre per Charlotte l’ultimo bagliore lo lanciava Graham con una tripla lontanissima (4:54) che pareggiava momentaneamente la situazione prima che degenerasse rapidamente.

Matthews segnava con un turnaround e Barnes a 4:12 usava il fallo di MKG per trasformare i liberi in due punti con Matthews a infilare dal mid-range un altro turnaround pazzesco anche contro Kemba.

22-28, dentro Monk e Kaminsky, out Graham e Willy ma la situazione peggiorava ulteriormente perché Doncic segnava da tre da posizione frontale e anche se MKG stoppava lo 0-9 di parziale con un jumper e influenzava la tripla di Doncic (fallita), dopo la stoppata di Monk su Harris, dalla rimessa dal fondo nasceva l’azione che lo stesso n° 34 ospite chiudeva con la bomba del +10 Mavs (24-34).

Parker e Barea aumentavano il punteggio ma nel finale arano ancora i tiri oltre l’arco a far male a Charlotte: l’applaudito Nowitzki mandava a bersaglio la prima bomba incendiaria mentre barea in palleggio rapido tirava su in ritmo battendo MKG in uno contro uno con l’ultima tripla del quarto per il 26-42 pro Mavericks frutto anche di un 10/17 da oltre l’arco…

Monk in stoppata ma sarà costretto a uscir quasi subito dalla gara. Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

2° quarto:

Sul -16 Charlotte era colpita ancora dal tedesco di lunga data con la lunga conclusione, Frank, un disastro, commettava il primo TO per Charlotte, Dallas recuperava due rimbalzi offensivi (il secondo con JJ Barea…) ma non segnava ben tre tiri, dall’altra parte Bridges mancava la tripla mentre sullo scarico Monk si faceva male alla caviglia dovendo uscire a 10:09…

Una second chance di Finley-Smith, due punti di Kaminsky e un alley-oop di Finley-Smith portavano la partita sul 28-49 prima che Graham commettendo passi aumentasse i TO della squadra di Borrego.

Entrava in campo Bacon ma era un taglio verticale di Graham servito da un preciso pass di Marvin a produrre il trentesimo punto di Charlotte che tuttavia subiva un turnaround frontale di Barnes per un fortunoso rim/glass, un’infilata nel burro di Harris e un vertical bound pass di Barea in area sul taglio-appoggio di Powell che mandava i Calabroni sotto di ben 25 punti…

Sul 30-55, Kemba in accelerazione fuori equilibrio alzava la palla cadendo in avanti sul contatto con Powell, canestro oltre la barriera del primo ferro e libeo del -22 a 5:20, Willy segnava il -20 dopo aver catturato un rimbalzo offensivo e dopo lo scambio Doncic da due, Batum da tre punti a 3:44 i ragazzi di Borrego tornavano sul -19.

Kemba a 2:51 recuperava due FT dopo aver subito un tranciante sulla linea di fondo, l’1/2 dalla linea segnava il -18 (41-59) ma Barnes e Jordan portavano 4 punti nelle casse di Carlisle mentre nel finale Cenerentolo Batum perdeva una scarpetta sostituito da Bacon che andava insieme a un altro difensore su Doncic che non segnava l’ultimo tiro lamentando un fallo, a ogni modo i Mavs erano in controllo sul 41-65 con Kemba top scorer degli Hornets a 9 pt. con un basso 3/10 dal campo…

Gli unici sorrisi di serata a Charlotte sono quelli delle Honey-Bees ma sono da contratto…

3° quarto:

A inizio ripresa non si vedeva il cambio di passo, tantomeno la voglia di recuperare la situazione da parte degli uomini di Borrego che incassavano subito una tripla di Barnes dalla destra e due FT (uno realizzato) di D. Smith Jr. a 11:09 che appesantivano la situazione sino al -28…

Un arcobaleno di Marvin da pochi cm valeva poco perché Kemba continuava a sbagliare da lunga distanza e Willy regalava palla in area passando con un lob a un avversario sulla ripartenza e anche se gli Hornets si salvavano nella circostanza creando poi a casaccio un’zione sulla quale Graham non potendo schiacciare al volo portava palla a terra nel pitturato e cedeva al centro spagnolo per due punti facili, era lo stesso Willy a non tenere in mano un pallone rimbalzatogli tra le mani che Jordan scippava ma poi pasticciava salvando ancora l’iberico che tuttavia in attacco si faceva stoppare da Jordan da dietro…

Marvin da tre faceva girare il tabellone sul 48-73 ma un tecnicoo a Kemba e due punti in area di Doncic su Batum che erano però inficiati chiaramente da passi, aiutavano Dallas a tornare sul +28.

Un reaching foul di Graham su Barnes valeva il -30, Borrego non sapendo a che Santo votarsi provava Biz come centro ma la situazione rimaneva più o meno la stessa e su una transizione non velocissima Doncic lanciava Jordan per l’alley-oop del 50-82 (6:54).Iniziava a vedersi Bridges offensivamente e Batum mandando a bersaglio una tripla a 5:16 segnava il 56-87.

Un sottomano atletico di Bridges a 4:12 procurava un gioco da tre punti per fallo di Jordan che dall’altra parte si vendicava con una thunder a una mano sul rookie a sua volta restituita da una dunk di Biz che lanciatosi veleggiava tra il cordone di due difensori per la bimane potente e leggiadra per il 61-91.

A fine quarto si vedeva Macura che tirava un air-ball come suo primo tiro targato NBA e il quarto finiva sul 65-94.

4° quarto:

Charlotte iniziava anche l’ultimo quarto di garbage time incassando punti e sull’alley-oop di Powell, Borrego chiamava il time-out (67-98).

C’era poco altro per Charlotte mentre Dallas colpiva diverse volte da tre punti superando anche i 40 di differenza mentre alla fine si giungeva sull’84-122 con qualche statistica inutile e fine a sé stessa come il primo canestro di J.P. Macura in NBA.

Pagelle

Kemba Walker: 5,5

11 pt., 3 rimbalzi, 5 assist. 4/14 al tiro con 0/5 da fuori, nessun TO e un -16 di plus/minus. Fuori ritmo da oltre l’arco mostra qualche accelerazione utile a trovar punti ma rimane ai margini della gara. Dall’altra parte sulla panchina dei Mavs Stephen Silas lo conosce ma forse sono più i blocchi di Zeller a mancargli in serata, inoltre prende in faccia la miglior serata dell’avversario, Dennis Smith Jr..

Devonte’ Graham: 5

10 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 2 rubate. 3/13 al tiro. Lanciato da Borrego in quintetto all’inizio non sembra un’eresia. la mossa sembra almeno tenere a galla gli Hornets che quando lo vedono uscire incassano punti pesanti che decidono il match, purtroppo però nel proseguo è tanto fumo e poco arrosto. -34 di plus/minus, esce nel finale per raggiunto limite di falli e a fronte di due assist perde tre palloni anche se ne ruba un paio. Come altri non è sempre efficace nei close-out e avolte deve essere aiutato se l’avversario lo spinge vicino canestro.

Nicolas Batum: 4,5

8 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 3/6 al tiro con un -25. Due TO in 28:11. Non fa un gran figurone quando si accoppia con Doncic. Mette un paio di triple ma come titolare, anche se in serata si trova di peggio nelle fila degli Hornets, è inadeguato e riesce sul finir del primo tempo a perdere anche una scarpa… I close-out iniziali sullo sloveno abbassandosi a mano alzata non intimerebbero lo stop nemmeno al più devoto dei fedeli…

Marvin Williams: 5,5

10 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 4/9 al tiro per un -11 di plus/minus. Nessun TO ma un paio di falli evitabili come quello in rientro per aiutare Bridges che procura due FT contro gratuiti. Serata nightmare per tutti, meglio di altri.

Willy Hernangomez: 4

6 pt., 10 rimbalzi, 1 assist. Qualche rimbalzo all’inizio, un paio riesce a strapparli in qualche maniera, poi nel terzo quarto è un disastro tra un pallone regalato, un rimbalzo in mano lasciato a Jordan, la stoppata presa dal centro avversario… 3/8 dal campo e se tira da due non da posizione ravvicinata si sa già che il tiro sarà impreciso, eppure segnava anche da tre punti. Che fine ha fatto il vero Willy?

Malik Monk: 5,5

0 pt., 1 rimbalzo, 1 stoppata in 5:08. Si fa male alla caviglia, sembrerebbe recuperabile ma vista la degenerazione della situazione probabilmente è Borrego a non volerlo rischiare. Si fa sverniciare una volta in difesa ma stoppa Harris voltandosi improvvisamente sull’uno contro uno in corsa con l’attaccante tenuto dietro. Manca un paio di tre punti comodi.

Michael Kidd-Gilchrist: 5,5

6 pt., 1 assist, 2/4 al tiro. Un paio di jumper e indifesa all’inizio riesce a fermare qualche attacco dei Mavs diventato cronicamente preciso sino a quel momento, poi viene travolto insieme al resto del quintetto.

Miles Bridges: 5,5

8 pt., 5 rimbalzi, 2 assist. 2/9 dal campo con uno 0/4 da fuori. Tiri che fanno scivolare fuori Charlotte da possibili rientri ma è l’unico che ci prova con grinta riuscendo anche a spalmare una dunk devastante in uno contro uno sul ferro. Bella l’azione da tre punti in entrata con fallo di Jordan e quella più verticale con il terzo tempo palla vedi/non vedi. Sempre atletico, rinuncia al tentativo di stoppare Jordan prendendosi in faccia una schiacciona.

Tony Parker: 5,5

2 pt., 1 rimbalzo in 6:03. Poco in campo, coach Borrego gli preferrisce Graham e quando esce per Kemba poi rimane a osservare in panchina.La differenza nei jumper si vede da quando è concentrato a quando il meccanismo di costruzione per qualche motivo che lo influenza (presenza di un difensore o aggiustamenti) non gli riesce. Incide poco anche perché gioca poco.

Frank Kaminsky: 4

5 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Disastroso quando entra in campo. L’avevo sponsorizzato per un suo rientro in campo dopo esser stato “panchinato” ma è molle come un fico. Zero falli come centro con i Mavs che passano sotto o da fuori sorprendendolo quasi subito, aggiusta i numeri nel finale ma è uno dei protagonisti in negativo nei momenti che contano. 2/6 dal campo.

Dwayne Bacon: 5

4 pt., 3 rimbalzi. Rientra a casa Charlotte dopo aver visto stranamente anche la lega di sviluppo. 2/3 al tiro ma anche lui “dimentica” qualche chiusura. Nel finale di primo tempo rischia su Doncic. 4 TO in 16:59 sono decisamente troppi…

Bismack Biyombo: 6

10 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 4/5 al tiro. Entra quando la frittata è fatta. Mette quasi tutto in attacco segnando anche nel finale un bel canestro shakerando Mejri con un movimento rapido sulla sinistra del canestro oltre che segnare veleggiando in area con una bimane potente. Dalle sue parti passano, si prendono schiacciate devastanti ma mette anche una pezza in stoppata e guadagna rimbalzi. Comico quando cade a terra cercando ri prender un pallone tutto solo lo fa rimbalzare sul petto e rantola lasciando palla agli avversari, tuttavia dei centri scesi in campo (solo 14:46 per lui) è stato il migliore.

J.P. Macura: 6

4 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 0/4 da tre con il primo da destra che diventa un lungo ir-ball e un altro tiro da posizione frontale due/tre passi dietro la line a colpir il primo ferro. Il primo canestro NBA lo mette passando a tutta velocità Kleber per un sottomano veloce e plastico dopo la drive. Alterna qualche passaggio un po’ pretenzioso alla voglia di farsi vedere e di giocare. 2/8 dal campo, 6 d’incoraggiamento anche perché poteva permettersi di sbagliare qualcosa essendo entrato a partita ormai largamente terminata sul finire del terzo quarto.

Coach James Borrego: 4,5

Lancia Graham in quintetto al posto di Monk e la Dea Bendata ci volta le spalle sull’infortunio a Malik subentrato a Devonte’ che non gioca malvagiamente la prima parte anche se a volte deve esser aiutato. Purtroppo credo che nel tourbillon dei cambi tra il primo e il secondo quarto si sia fatta troppa confusione anche se Lamb e Zeller non c’erano, non si possono prendere scuse. Charlotte accumola distacco e arrivano sostanzialmente quasi tre quarti di garbage time dove tra l’altro concediamo ancora numerose triple agli avversari che con esse avevano già risolto la gara. I centri non aiutano finché Biz almeno non mette una pezza più dignitosa ma perdere in casa di 38 punti se non è un’onta, è pur sempre una sconfitta che alla vigilia di sei trasferte diventa pesante…

Game 36: Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 125-100

Intro

Teniamo fede all’orario americano e diamola come ultima partita dell’anno per gli Hornets.

Come da tradizione Charlotte riesce a battere i Magic (tredicesima W consecutiva) mostrando una marcia in più nelle partite in casa, d’altra parte si arrivava al match con queste statistiche:

I singoli nelle triple realizzate in stagione prima della partita. Tutti ne hanno aggiunta almeno una eccetto Lamb infortunatosi nel primo quarto.

Partita con il botto per i Calabroni che festeggeranno bene l’inizio del nuovo anno anche se in serata ci sono da registrare gli infortuni di Lamb e Zeller che andavano ad aggiungersi a Bacon per noi out e a D.J. Augustin per i Magic fuori per problemi alla caviglia..

C’è da capire di che entità per vedere se sarà possibile recuperarli in fretta, tuttavia i sostituti hanno illuminato il cielo di Charlotte con qualche giocata pirotecnica nella notte, specialmente Monk ha fatto vedere ottime cose, ben coadiuvato dal meno spettacolare ma concreto Devonte’ Graham.

Alla fine i Calabroni, come da tradizione hanno prevalso, consegnando un 18-18 al 2018, ora il 2019, annata dispari, ci dirà da che parte vorranno stare i teal & purple se avranno fatto tesoro degli insegnamenti del vecchio anno crescendo o se non avranno fatto abbastanza esperienza, ma il passato insegna e per una squadra giovane come Charlotte unire il fisico all’esperienza potrebbe esser il mix vincente…


Due belle spettarici prima del match in versione gold da ultimo dell’anno.
E allora il buon anno nella grafica ufficiale degli Hornets questa volta lo è davvero.

La partita in breve

Charlotte non poteva permettersi di mancare questa partita dopo l’orripilante sconfitta a Washington.

La rivale divisionele però iniziava bene mostrando energie difensive per irretire Charlotte e trovare buoni canestri, il 7-0 per la squadra di Clifford lo testimoniava.

Charlotte reagiva riuscendo a pareggiare a 5:40 con Walker grazie un parziale di 10-0 che trascinava Charlotte sul 24-18 con il floater di Lamb a 4:24.

Gli Hornets giungevano sul 36-23 a fine primo quarto ma Lamb accusava dolore dietro la coscia destra (right hamstring strain) e non rientrava.

Nel secondo quarto i Magic con una tripla di Ross dalla destra riuscivano a rientrare sino al -3 (43-40), tuttavia Kemba con 7 punti nel giro di poco aiutava Charlotte a risalire e nel finale mentre Cody dalla lunetta realizzava due liberi e Vucevic dall’altra parte uno solo su quattro tentativi, si registrava anche la tripla buzzer beater di Monk che dalla destra beneficiava dello scarico di Kemba per portare all’intervallo i Calabroni sul 63-53.

Dentro in pianta stabile Graham nella ripresa al posto di Lamb e ancora i Magic, entrati più decisi, con una tripla (Fournier a 9:14 questa volta) si riavvicinavano sino al -2 (67-65).

Charlotte dissipava i dubbi con una transizione da tre punti di Graham ma Cody si faceva mane a una mano dovendo uscire lasciando spazio a Willy, tuttavia il basket dinamico di Charlotte portava a un meraviglioso movimento palla sul quale i Magic, aggressivi, mancavano per un soffio tutti gli anticipi, drive di kemba e scarico sulla destra per la tripla di batum dell’80-70 a 5:22 dalla terza red light…

Nel finale si faceva male anche Vuc sul fronte avversario am a decider la gara erano l’energia di Graham e Monk che con 5 e 2 punti rispetivamente, mandavano Charlotte sul 94-77, nel finale ritoccato da Parker con un tiro libero.

Nell’ultimo quarto Charlotte dilagava quando Monk (8:40) e MKG (rimasto a secco sino a quel momento, a 7:49) aggiungevano due giocate da tre punti per due interventi irregolari di Bamba.

109-79, un +30 che giungeva sul +35 (116-81) con la tripla di Kaminsky fino a ridursi di 10 con le panchine profonde in campo sino al 125-100 finale.

Per Charlotte fondamentale il 30/33 ai liberi per un 90,9% e con assist maggiori (29-22) rispetto ai Magic che dala lunetta hanno terminato con un 14/19. 41,3% dal campo, basso per i Magic che a fine di terzo quarto e a inizio dell’ultimo sono stati irretiti dalla difesa energetica di Charlotte, arma determinante per vincer la gara.

8 i To per gli Honeets, 11 da parte dei Magic capaci di vincere a rimbalzo 46-48 ma rei d’aver tirato con il 28,6% (10/35) da fuori…

Per i Magic hanno chiuso in doppia cifra Gordon con 14 punti, Vucevic con 12, Isaac con 11 e Ross con 10, un attacco equilibrato ma non dirompente certamente…

Le formazioni:

La terna arbitrale della serata.

1° quarto:

La partita di Charlotte partiva in salita ripida, subito dopo 17 secondi arrivava un fischio contro la difesa di Charlotte per tre secondi in area, così dopo lo 0-1 arrivava lo 0-3 firmato Gordon da sotto oltre Batum che in rotazione chiudeva davanti al canestro ma era ancora superato, questa volta da Vucevic.

Un’infrazione di campo degli Hornets e un canestro di Isaac in entrata a sinistra valevano il drammatico 0-7 che gli Hornets provavano a dimezzare con la tripla di kemba ma non entrando Batum riusciva a regalare il rimbalzo a Charlotte che passava alla cassa per realizzare i primi due punti con il floater di Williams.

Gordon in entrata sbagliava ma teneva dietro il difensore con il corpom correggendo facilmente mentre dall’altra parte Batum indicava la via dell’entrata, poiché la porta del canestro era apparsa chiusa fino a quel momento a Charlotte succube della pressione difensiva dei Magic.

Entrata decisa del francese per il 4-9 ma su una palla vagante arrivava una tripla da second chance di Fournier, Batum penetrava bene ma falliva l’appoggio ormai quasi solo così Isaac elevandosi su Kemba mandava la squadra dell’ex Clifford sul +10.

L’entrata di Lamb a 8:39 oltre a mostrare al pubblico una splendida dunk di destro in parallelo al canestro sul lato sinistro, valeva anche il libero addizionale per la spinta subita alle spalle.

Gioco da tre punti che anticipava due punti dall’altro lato del campo per Gordon e un 2/2 di Walker fermato irregolarmente da Isaac sulla penetrazione a 7:45.

Zeller con una stretta entrata a ricciolo nel pittutrato passava sootto il corpo di Vucevic per appoggiare l’11-16 ma a rallentare la rimonta di Charlotte c’era un fallo invertito per uno sfondamento subito da Kemba, sulla rimessa l’azione ospite andava nel cuore dell’area dove Vuc segnando in gancio portava sul +7 la squadra di Clifford.

A 6:42 Kemba spostava la sua azione sulla diagonale sinistra cercando spazio sull’arco, tripla tentata e messapoi Lamb a tutta birra lasciava indietro tutte le divise bianche per l’appoggio del -2 sulla sinistra della tabella.

Walker a 5:40 completava l’operazione aggancio ma su una ripartenza Hornets a metà campo Zeller rischiava un passaggio che i Magic intercettavano con Isaac lanciatissimo per la schiacciata prepotente a una mano senza oppositori di sorta che rimarrà uno dei più clamorosi flop della storia poiché la dunk violenta rimbalzava sul ferro e in rimessa laterale sinistra…

Lamb ringraziava andando in entrata per metter dentro il vantaggio e su una girata di Zeller la terna fischiava fallo contro Vuc (personalmente non sembrava fallo) che vedeva l’avversario infilare due FT a 4:41.

Un altro floater di Lamb coglieva il primo ferro prima di capitalizzarsi dentro la retina chiudendo il 10-0 di parziale Charlotte.

Iwandu correggeva in mischia una palla imprendibile rimasta in aria lanciata da più mani poi Kemba da destra metteva dentro il 26-20 e Monk con la collaborazione di lamb riuscendo a scippare una palla in difesa costruivano l’azione conclusa da Malik con una bomba da tre a 2:58 per il 29-20 ma Lamb accusava uno stiramento al retro coscia destro e doveva uscire dal campo non rientrando più.

Gordon mancava un tiro da sotto con i Magic 5 contro 4 poiché Monk in entrata era rimasto giù sull’azione precedente ma il nostro numero 1 si rialzava acnche se sull’entrata a destra il suo tiro era stoppato al limite della ricaduta della palla da Bamba.

Un fallo su Willy a 1:26 era sfruttato dal nostro centro spagnolo con due liberi mentre a :58.3 Monk infilando un altro siluro da oltre l’arco portava sul +13 (34-21) Charlotte.

Ross metteva dentro due punti a :50.1 ma Da centro area, spalle a canestro Willy resisteva al tentativo di scippo passando sulla destra dove arrivava sulla linea di fondo Monk libero da avversari pronto a sparare una devastante tomahawk jam a una mano.

Il primo quarto terminava 36-23.

Duello Gordon/Williams. Sam Sharpe-USA TODAY Sports

2° quarto:

Iwandu iniziava bene mettendo un runner oltre Bridges, Orlando però sbagliava con Ross da tre, Bamba mancava un gancio poi toccato da Bridges ma sulla rimessa dal fondo Cliffors scuoteva la testa perché i suoi ci mettevano più di 5 secondi riconsegnando palla a Charlotte.

A 10:43 un gioco a due in avvicinamento tra Parker e Willy portava il centro spagnolo ad assumere la posa di decollo di Superman ma il fallo di Ross rovinava la possibile schiacciata del n°41 che dalla lunetta splittando mancava il primo libero di serata di Charlotte (16/17 nel primo tempo).

I magic si riprendevano con un turnaround di Ross e un 1/2 di Iwandu a 10:00 fino ad arrivare sul 37-30 che consigliava a Charlotte un time-out a 9:41.

Due FT di Williams facevano ripartire Charlotte poi colpita su una correzione di Bamba (miss Ross) e da Gordon che da tre punti realizzava il 39-35.

Ancora i liberi arrivavano in soccorso a Borrego perché sull’entrata di Cody diagonale una passaggio a livello Magic non era legale.

2/2 del centro mentre dall’altra parte con un passaggio alla cieca volante dietro le spalle Iwandu esagerava mandando oltre il fondo la spicchiata.

Kemba in entrata teneva dietro due difensori inarcando la schiena soto la tabella per l’appoggio vincente mentre dall’altra parte Ross dalla diagonale sinistra si dimostrava buon tiratore colpendo da tre per il 43-40 ma Kemba intravedendo il pericolo esaltava i suoi sensi prima usando uno screen roll per metter dentro il pull-up comodo e poi appoggiando leggiadro un terzo tempo in transizione il 47-40.

Dopo altri due punti per parte, Kemba a 4:53 palleggiando dietro la schiena mandava il difensore (Grant) dalla parte opposta mentre il capitano passando lo schermo largo andava sulla linea da tre verso sinistra per una bombarda micidiale e anche se dall’altra parte Vucevic rispondeva da fuoriun home-run pass di Batum per Bridges favoriva il primo canestro del nostro rookie a 4:10 dall’intervallo.

Il francese rimaneva attoivo triangolando stretto in area con Cody che resisteva alla pressione e restituiva sotto a sinistra per Nic bravo a infilare due puntiper il 56-45.

Time-out a 3:24 per Orlando che nel finale sembrava riprendersi con 5 punti consecutivi di Gordon e un arresto e tiro di Grant per il 56-52 ma Charlotte ripartiva con Kemba che modello Iverson palleggiava stretto e a livello terreno per alzare la sfera in mezzo ai difensori, 2 punti e fallo non chiamato…

Nel finale arrivavano 4 tiri liberi per Vucevic e due per Zeller ma Charlotte li metteva entrambi mentre Orlando vedeva il proprio centro fallirne ben tre e capitolare anche sul buzzer beater di Monk che dalla sinistra scagliava il dardo del 63-53 ringraziando il capitano per la drive and kick con passaggio perfetto.

Charlotte Hornets guard Malik Monk, left, and Orlando Magic guard Isaiah Briscoe scramble for the ball in the first half of an NBA basketball game Monday, Dec. 31, 2018, in Charlotte, N.C. (AP Photo/Jason E. Miczek)

3° quarto:

Dentro Grraham per l’infortunato Lamb e il rookie si faceva subito vedere con l’assist volante dal pitturato per Zeller che sulla sinistra mulinava le braccia lateralmente per alzarsi e apopoggiare bene oltre il difensore.

A 10:58 Grant rispondeva da tre punti, Isaac in jumper accorciava sul -7 mentre Graham in entrata era stoppato da Vuc e dall’altra parte Grant spingendo su Kemba in entrata realizzava pure il 65-60 con un parziale pro Clifford team di 7-0…

Zeller sotto canestro riceveva dentro da Kemba per fintare la schiacciata e veder Gordon i ritardo volar via, cambio lato e jam facile a 9:51 priima di due punti di Vuc 18 secondi più tardi e tre di Fournier che a 9:14 mandava gli Hornets nel momento più difficile del secondo tempo con i ragazzi della Florida sul -2 (67-65).

Graham iniziava a produrre anche punti recuperando un fallo di Isaac a 8:51 (2/2) poi in difesa recuperava una palla murando un passaggio di Fournier ma Charlotte mancava due tiri consecutivi tuttavia la difesa di Charlotte iniziava a stringersi e un’altra deflection di Marvin (questa volta) serviva allo stesso per recuperare un passaggio di Batum e segnare lesto dall’angolo sinistro dopo esser passato velocemente dalla modalità difensiva a quella offensiva.

Graham si faceva sbatter contro da Grant e Cody andando all’indieto rendeva difficile il tocco di Vuc da sotto che sbagliava così a 6:54 in transizione Graham sparava un proiettile da tre punti ma si scopriva dal replay che precedentemente Zeller a contatto con Grant s’infortunava, subendo (speriamo) solo una contusione a qualche osso dietro il metacarpo tenendosi con l’altra mano la zona dolorante.

Dopo aver perso lamb e Cody con Kemba a “testare” la gamba, Charlotte a 6:58 frastornata per un attimo subiva la tripla di Isaac e anche il 75-70 ma Willy, subentrato a Zeller, in avanzamento trovava il contatto con Vucevic andando a mettere poi due liberi assegnati a 5:54.

77-70 con un 20/21 dalla lunetta per la squadra di Borrego che a 5:22 giocava una pallacanestro fatta di passaggi rapidi sui quali i Magic mancavano tutti gli anticipi aggressivi, palla a Walker che con due passi andava dentro, altro scarico sulla destra, questa volta per Batum che a 5:22 coronava con un perfetto tiro da tre l’azione per l’80-70 che porttava Clifford al time-out a 5:21 dalla fine del terzo.

A 4:51 per un fallo contro MKG i Magic tornavano sul gap a una cifra ma Monk spaccando la difesa in entrata dava in orizzontale basso all’accorrente Willy che alzando palla sentiva il fischio in contemporanea prima di metter dentro con classe e coordinazione in entrata.

FT a segno, +11 Charlotte che durava sino al ferro/tabella/cesto di Walker per i primi suoi due punti del secondo tempo replicati subito dopo grazie a Graham che dando una manata alla palla in possesso di Fournier, lanciava la transizione facile.

Iwandu ne metteva due dentro ma una “vecchia” di ginocchio di Willy su Vuc costringeva il lungo avversario alla panchina ma Ross dalla destra segnava ugualmente il -10 (87-77).

Time-out Charlotte a 1:54 e al rientro Graham segnava due punti, malik aggressivo, anche, inoltre a :37.2 la fresh force di Charlotte metteva dentro altri tre punti con Graham e tripla frontale un passo indietro dalla top of the key.

94-77, Orlando incapace ancora di segnare con Gordon impreciso contro MKG dalla baseline sinistra e la Sig.ra Natalie Sago fischiava a favore di parker due liberi a :10.2 dalla terza luce rossa.

Parker splittava ma gli Hornets raggiungendo il +18 ipotecavano la vittoria.

Alcune “Api” nell’ultimo quarto.
Tifosi di Charlotte nell’ultimo quarto che si sentono prossimi alla vittoria.

4° quarto:

Monk cancellava Iwandu con una stoppata da sotto clamorosa poi in entrata forniva a sinistra la sfera a Willy per due punti facili per il 97-77 e ancora lui subendo fallo da Iwandu sul tiro da tre portava Charlotte sul 100-79.

I Magic non segnavano più, così la partita degenerava rapidamente per la squadra arrivata dalla Florida, Monk a 8:40 segnava due punti così come MKG a 7:49, in entrambi i casi le mani di Bamba addosso portavano a due liberi addizionali segnati, due giocate da tre punti che spedivano Charlotte sul +30 (109-79)

Si arrivava sino al +35 (116-81) quando l’entrata in campo di Frank lo portava al primo tiro, una bomba H che si legava più tardi al suo palleggio spalle a canestro con due mezze virate e l’alzata precisa nel traffico per il 120-87.

I Magic diminuivano il gap nel finale con le panchine profonde in campo sino a giungere al 125-100 finale.

Pagelle

Kemba Walker: 8

24 pt., 3 rimbalzi, 7 assist. 3 TO, per il resto procura punti a Charlotte a tutto spiano quando servono. Sembra avere molta facilità e dimesticezza contro i Magic. Senza esagerare mostra un paio di belle giocate con il palleggio dietro la schiena per la tripla con difensore al bar e l’entrata in palleggio con le formiche prima di alzare in mezzo alle Colonne D’Ercole il tiro vincente e lì manca pure il fallo. Lui è oltre le colonne perché non se no conosce ancora il limite, può sempre inventare qualcosa di nuovo.

Jeremy Lamb: 7

9 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. In nove minuti e otto secondi… +9 di plus/minus. Stava andando benissimo a tutto campo, poi l’infortunio su una ripartenza. Segna ottimi canestri mostrando la dunk laterale a una mano pur spinto dopo aver preso più velocità del necessario ma ne esce un bel canestro con libero addizionale. Non sbaglia nulla al tiro.

Nicolas Batum: 6,5

7 pt., 5 rimbalzi, 3 assist. 3/6 dal campo. Ha il merito di entrare nella difesa di Orlando all’inizio, il primo a farlo con decisione indicando la strada anche se manca un layup ormai fatto però segna ancora da tre punti nel terzo quarto con tiro perfetto magnificando l’azione corale del team. Tira con il 50% dal campo anche se dimenticherei un fade-away air-ball dalla destra del tutto gratuitamente forzato. Un po’ in difficoltà su Gordon, più fisico, a inizio match, poi in difesa inizia a prender le misure.

Marvin Williams: 6

10 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Serata un po’ giù di tono ma sufficiente. Se va su Gordon al posto di Nic lo fa meglio. Segna nel finale una buona tripla che lo aiuta a salire in doppia cifra.

Cody Zeller: 7,5

14 pt., 6 rimbalzi, 2 assist. 3/5 al tiro e +9 di plus/minus. Indicato dagli analisti Hornets come il match-up chiave il suo duello contro Vucevic. Lo vince mostrando buona difesa ma anche in attacco dove recupera ben 8 liberi e non è cosa da poco per un lungo e per lui riuscire a metterli tutti.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

5 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. Inizio diesel, poi diventa spesso un muro come sul tiro di Gordon, cerca d’influenzare l’attacco avversario e ci riesce, sia a livello di passaggi che di tiri.In nemmeno 20 minuti recupera un mostruoso +39 di plus/minus. Energia in difesa, l’immagine della serata di ciò sono lui e Graham. Peccato per l’attacco, partendo con uno 0/3 finisce con due canestri per il 2/5 finale.

Malik Monk: 7,5

21 pt., 3 rimalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 7/14 dal campo. Una spina nel fianco dei Magic a partire dalla schiacciata in corsa dalla baseline destra su assist di Willy, a triple micidiali e a entrate che possono finire anche per tagliare la difesa con il passaggio per il compagno smarcato, il quale spesso si trova solo a depositare senza problemi, c’è anche nella versione passaggio corto per Marvin da tre. Bella partita, anche in difesa non sfigura e va su un +25 di plus/minus.

Tony Parker: 5,5

1 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. 0/4 al tiro, non troppo convinto. Una bella giocata insieme a Willy che manda lo spagnolo in lunetta e poi in più di 12 minuti qualche rimbalzo ma non è una serata memorabile per lui.

Willy Hernangomez: 6,5

10 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. E’ il primo a sbagliare dalla lunetta ma pazienza, l’importante era la prestazione e i rimbalzi sono ok come i punti giocando un po’ di più per l’infortunio di Zeller. Nessun TO e 2/5 dal campo. Bell’assist per Monk no look dal centro dell’area spalle a canestro.

Miles Bridges: 6

6 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Inizia concedendo a Iwandu due punti ma era lanciato, tocca una palla che va oltre il fondo sulla quale avrebbe potuto far meglio e viene anche stoppato. E’ da un po’ che non si vede decollare per distruggere canestri e così fa un po’ tenerezza. Segna poi sul passaggio tutto campo di Batum ecuperando un 2/5 dal campo. La sua entrata eccessiva nell’ultimo quarto porta alla correzione di MKG vincente.

Devonte’ Graham: 7,5

10 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. Ha un 3/8 al tiro complice una stoppata presa da Vuc ma il ragazzo ha personalità e va un’altra volta in doppiacifra. Gioca al posto di un Parker poco convincente in serata usando anche qualche minuto di Lamb finendo con più di 24 minuti in campo dove fa vedere di saper ataccare e smistare assist. 2/3 da fuori, un solo TO, aiuta Charlotte a staccarsi nel momento decisivo ma è bravissimo in difesa dove recupera palloni come quello che innesca la transizione di Williams con la manata netta sulla palla detenuta da Fournier.

Frank Kaminsky: 7

6 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Conta poco la gara quando entr ama lui si presenta con una tripla per farsi tenere in considerazione, poi con due mezze virate in avvicinamento da spalle a canestro e tocchetto preciso sopra il difensore da pochi passi. Recupera altri due liberi splittandoli. Buoni i suoi 7:49 in campo.

Bismack Biyombo: s.v.

2 pt., 2 rimbalzi in 6:39. Partita strafinita quando dopo innumerevole tempo entra in campo Biz che segna comodo servito per la schiacciata e recupera un paio di rimbalzi ma commette ben 4 falli contro la panchina avversaria. Sembra gli abitri fischino in anticipo tanto sanno che il controllo del corpo del congolese viva di vuita propria e troppo danzereccia, al di fuori del cilindro…

Coach James Borrego: 6,5

Nulla da imputare. Lancia Graham per esigenza vedendo Parker sparare un po’ a casaccio e non fa male. I punti di Walker lo aiutano, poi sono i giovani a decider la gara, vedi Monk nel finale di terzo quarto. Al posto di Lamb non demerita oggi. La squadra recupera lo svantaggio iniziale agevolmente e non torna iù sotto nonostante due riavvicinamenti al possesso singolo.

Game 35: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 126-130


Intro

E’ in circolazione nella sale cinematografiche un film chiamato Il Ritorno di Mary Poppins. Ovviamente si tratta di un classico con stacchetti musicali che corre sul doppio filo della vita reale degli adulti mentre quella fantastica è un mondo nel quale la protagonista porta i bambini ma non solo.

Il messaggio chiaro è credere anche oltre l’impossibile.

I sogni da realizzare sono una piccola matrioska dentro di noi e serve crederci, per questo gli Hornets, psicologicamente afflitti dal mal di trasferta, alla vigilia della partita con i Wizards avrebbero dovuto prendere esempio dalla creazione di Helen Lyndon Goff ma l’unico surreale alla fine a crederci è stato capitan Kemba che finirà con 47 punti.

Per questioni personali di tempo, salutandovi nell’ultima partita del vecchio anno il pezzo sarà più leggero, se non proprio come Mary Poppins che vola via con l’ombrello magico, quasi, almeno rispetto il solito…

Le formazioni:

La partita in breve


1° quarto:

Partiva bene Washington che metteva dentro i primi 4 punti del match ma Charlotte piazzava un parziale di 7-0 partendo dall’appoggio di Zeller in corsa a 10:24 arrivando al tap-in del nostro centro a 8:25 dopo l’errore di Lamb in entrata.

A pareggiare pensava Thomas Bryant con una giocata che valeva tre punti (2+1), poi gli Hornets con un mini-parziale di 5-0 correvano sul 12-7 anche grazie a Zeller che passava in mezzo all’accorrente Williams in taglio diagonale.

Charlotte rimaneva avanti giocando un buon basket magnificato dall’open 3 di Batum dal corner destro dopo un rapido e imprevedibile giro palla di Charlotte abile a servire il francese sul lato debole per il 15-7.

Cody a 5:09 in uno contro uno batteva l’avversario sulla transizione con agilità ma Dekker con 4 punti consecutivi aiutava la rimonta dei locali tornati sul 19-16.

Beal a 2:17 commettendo fallo sul tiro rallentato di Batum consentiva al francese tre tiri e altrettanti punti comodi in lunetta per il 24-18.

Un paio di schiacciate dei Wizards e l’entrata di Brown a 1.14 oltre Willy annullavano completamente il gap mentre la tripla di Chasson Randle ci mandava sotto ma un 5-0 finale con la risposta di Graham e il rimbalzo offensivo convertito in du punti da MKG ci regalavano il vantaggio (29-27).


2° quarto:

La panchina non era un fattore a nostro vantaggio come in passatoe mentre Willy si faceva stoppare da Green e battere da oltre l’arco da Brown, contemporaneramente i rossi passavano avanti sul 29-32.

La partita rimaneva punto a punto e Charlotte a 9:01 faceva una capatna avanti con lo step-back da tre di Lamb (39-38).

L’equilibrio però non era rotto e a 4:06, con gli Hornets sotto di due, Kemba otteneva e segnava due FT (53-53).

Un parzale di 6-0 Wizards era dimezzato da una bomba di Williams a 2:10 ma le triple di Ariza e Satoransky intervallate dall’entrata di Walker mandavano il match sul 58-65 evidenziando una difesa del team di Borrego troppo molle nel quarto.

Cambiava poco sino all’intervallo poiché Charlotte riusciva a mangiare solamente un punto portando il finale di primo tempo sul 61-67.


3° quarto:

Lamb rubando un pallone correva in transizione subendo un goaltending di Bryant, poi, sempre Jeremy, in difesa quasi riuscendo a deviare palla recuperava un altro pallone ma la sfera finiva fuori insieme al nostro numero tre che schiantandosi su un tifoso era colpito dal beveraggio dello stesso.

Colpiti invece dai Wizards erano gli Hornets che mancavano in difesa per colpa della stoppata di Green su Batum per il fing and roll di Beal in transizione che a 9:20 da posizione frontale mandava Charlotte sotto di 8 punti e Ariza a 8:56 con il semplice appoggio di destro in entrata troppo facile mandava la squadra di Borrego su un brutto -10.

Charlotte dimezzava lo svantaggio con un lungo due punti(76-81) di Monk poi Williams convergeva sotto canestro per far sbagliare il tiro all’avversario e a 4:14 sul ribaltamento concludendo da tre punti a 4:14 aiutava Charlotte a rientrare anche se dalll’altra parte Bryant volava oltre MKG per schiacciare e la squadra di Brooks tornava ad avere un impenata portandosi a 2:33 sull’83-90.

Un parziale di 7-2 chiuso da MG in transizione a :33.7 rimetteva gli Hornets in carreggiata, poi Bryant metteva dentro ma Graham in entrata batteva anche la sirena per il buzzer beater del 92-94.

Charlotte Hornets guard Jeremy Lamb (3) drives against Washington Wizards forward Jeff Green during the first half of an NBA basketball game Saturday, Dec. 29, 2018, in Washington.Al Drago / AP


4° quarto:

Charlotte rimetteva in parità la gara assestandodue liberi con Lamb che in transizione subiva la randellata di Randle che in precedenza aveva regalato con un passaggio rimasto lì palla a Jeremy.

96 pari poi però con ben due rimbalzi offensivi ottenuti i Wizards infilando la bomba con Ariza (secondo tentativo da stessa posizione nella stessa azione) si spingevano sul 98-103.

Kemba dalla destra fintando otteneva che Green gli si lanciasse addosso: fallo sul tiro che finiva dentro per tre punti perfetti mentre Green rimaneva giù e Kemba andava a sbagliare il libero addizionale.

MKG in coast to coast aveva energia per spinger la transizione appoggiando oltre Dekker il nuovo pareggio a 6:16.

Kemba a 5:36 impressionava ancora con il pull-up velocissimo dal palleggio e un tiro solo cotone lungo da destra ma il vantagggio di Charlotte andava a male perché i Wizards scavalcavano addondando con Satoransky la tripla del 105-109per poi salire sul +6 con l’assist schiacciato spinto dal play ceco verso Bryant per la nuova jam…

Kemba era l’unico a trascinar la squadra in attacco e lo faceva ancora a 2:46 presentandosi sulla linea da tre punti con rapidità da ghepardo e coordinazione da Robin Hood per scagliare una freccia che serviva alla squadra di MJ per tornare sul -3 (113-116).

Quando Ariza mandava dentro la tripla oltre Zeller a 2:00 dalla fine sembrava tutto perduto sul 114-121 ma nei 24 secondi finali Charlotte era lanciatissima: 2 FT per Zeller a :23.3 per il 119-125, Kemba a :17.2 ne aggiungeva altri due grazie all’intercetto su rimessa di Williams a metà campo, Satoransky mancava due liberie Walker a :11.1 metteva dentro altri due FT per il 123-125…

Un 7-0 arrestato da Beal che in lunetta a :09.5 per il fallo di Williams portava oltre il possesso unico Charlotte.

Kemba non demordeva sparando la tripla del 126-127 ma sul lungo lancio di Green gli arbitri non rilevavano la possibile infrazione di Green guardando sull’home-run pass il fallo di Walker al quale non era assegnato il clear path ma ad Ariza era concesso il canestro più il tiro libero.

Gioco da tre punti che a :01.8 decideva la gara terminata sul 126-130.

Walker è stato uno dei pochissimi crederci ma la squadra deve fare il mea culpa per una difesa per larghi tratti dei periodi centrali troppo svogliata e per i 16 turnover dei quali ben 6 commessi da Zeller…

24 i punti di Ariza, 21 per il centro Bryant con Washington capace di tirare con il 51,6% complice la difesa non sempre attenta degli Hornets.

Dekker e Satoransky, oltre a Bryant fanno un inusuale figurone, qualcosa c’è da rivedere nella difesa degli Hornets se giocatori non eccelsi riescono a mettere insieme career-high o perdere con degli avversari menomati da perdite importanti come quella di Wall (pare infortunio lunghissimo fino alla fine della stagione), di Howard di Markieff Morris e Otto Porter.

La stagione è lunga ma queste sono vere e proprie occasioni gettate al vento, oltretutto contro una squadra in crisi ma evidentemente i Calabroni in trasferta non riescono a esser concentrati per tutto il tempo e a usare quell’energia che in casa modifica i risultati a nostro favore, spesso…






Pagelle

Kemba Walker: 8

47 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 18/29 al tiro. Se fosse una macchina non avrebbe sbagliato tre degli otto liberi recuperati con il peccato di non aver sfruttato quello sulla tripla da destra sul fallo subito da Green. Incredibile nell’ultimo quarto, se non è clutch è un trascinatore da secondi tempi nei quali aiuta tantissimo la squadra che ne ha bisogno. In partita è stato un uomo solo al comando… 47 punti non arrendendosi fino all’ultimo spendendo anche il fallo forzoso su Ariza.

Jeremy Lamb: 5

13 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 4/12 al tiro. Stecca la gara. Nelle ultime partite era stata degna spalla di Kemba giocandosela sul fronte delle percentuali ma ieri, anche se ha toccato quota 13, ha sbagliato un po’ troppo compresi due liberi, con un paio di TO. Poco produttivo anche in zona assist gli sono mancati quei lampi difensivi che ha ogni tanto nel rubar palla o nel render difficile all’avversario il tiro.

Nicolas Batum: 4,5

8 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 1 stoppata. Numeri non male compresi i tre liberi a segno gentilmente regalati da Washington sulla sua tripla slow mancata. Se spinge normalmente in zona assist con un paio di TO e un’indecente prestazione al tiro quando serve, rovina tutto.

Marvin Williams: 6,5

17 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 7/14 al tiro con 3/7 da fuori ma manca un paio di tiri quando servono. Capita… Sicuramente raggiunge la sufficienza anche considerando l’impegno difensivo sebbene commetta 5 falli. E’ l’unico dei titolari ad avere un plus/minus positivo anche se minimo (+2).

Cody Zeller: 5

8 pt., 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Con un paio di punti e un rimbalzo in più sarebbe andato in doppia doppia nei soli 24 minuti giocati. La difesa non lo aiuta e lui viene tagliato fuori spesso nel finale da passaggi dei Wizards che lo battono (vedi bound pass per la slam di Beal nel finale) come la tripla presa in faccia da Ariza (sempre nel finale) nonosrtante l’uscita in rotazione sull’arco. A rovinare tutto non sono i 5 falli spesi prematuramente che ne abbassano il minutaggio ma i 6 turnover dove dimostra a volte poca reattività e mani poco salde, di pastafrolla.

Malik Monk: 6

9 pt., 1 assist, 2 rubate. 3/5 al tiro, più concentrato e preciso delle ultime uscite. Una partita dove aiuta dalla panchina in punti e anche in difesa recuperando un paio di palloni, sebbene il suo solito pallone perso lo conceda anche questa volta.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

11 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. Non mi era piaciuto molto all’inizio, battuto dalla controparte meno nobile, poi nel finale fa densità e recupera almeno un paio di palloni nel cuore dell’area prima dando una mano a Williams chiudendo i battenti del canestro per l’attacco Wizards giunto a pochi passi dal cesto, poi accartocciandosi a terra nel pitturato per uscire vittorioso sulla palla vagante, infine in attacco spinge mettendo dentro uno swooping hook e un coast to coast uno contro uno fatto di pura energia. 5/6 al tiro, nessun TO ma anche lui arriva al limite dei falli (5) non sempre ben spesi.

Devonte’ Graham: 6,5

11 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 4/6 al tiro e un TO. Anche se in qualche occasione si fa battere facilmente in difesa, piega le gambe e cerca di tenere, tanto che in alcune occasioni gli avversari sembrano andare in difficoltà. Si fa rispettare pur con lacune. In attacco non è Parker ma lo sostituisce più che dignitosamente a livello di assist e anche di punti. 2/2 ai liberi e una tripla revenge dopo quella appena presa in faccia più altri tre canestri. Buona partita, era questo il Devonte’ visto in preseason.

Guillermo Hernangomez: 4,5

2 pt., 1 rimbalzo. Gli mancano 7 secondi per arrivare a 10 minuti di presenza sul parquet. Si prende un paio di stoppate dimostrando di non riuscire a protegger la palla quando sale su troppo diritto. 1/5 dal campo, 2 TO e difesa approssimativamente quasi a livello nullo. A inizio stagione “El Toro” era stato un fattore, nelle ultime gare sembra più essere “El Tonno”, gli avversari lo tagliano come un grissino in difesa.

Coach James Borrego: 5,5

Lourdes o New Orleans? Qualche rito sacro o magico forse gli serve, aldilà dei propri pregi e difetti. Allenatore giovane con qualche buona intuizione ed errori grossolani ma cosa addebitargli se la squadra in generale in numerosi elementi sembra non funzionare? Il problema è che la vittima sacrificale dei riti in trasferta sembra senza scampo esser sempre Charlotte… Adesso arrivano le gare casalinghe con Magic e Mavericks. M&M’s che allo Spectrum Center ingolosiranno i fan ed esalteranno i giocatori si spera, perché queste top loss rischiano di far male anche in casa ma la fiducia all’Alveare è più alta. Una squadra da Malato Immaginario di Molière, commediografo che se fosse vivo oggi potrebbe scrivere un lieto fine e guarire l’ipocondria charlotteans?