Game 54 – Charlotte Hornets Vs Cleveland Cavaliers 90-103

Intro

Charlotte a inizio stagione era partita con la curiosità legata ai nuovi due giocatori (Ball e Hayward) che avrebbero dovuto migliorare la squadra ma non tanto secondo gli analisti visto che tutti l’avevano relegata nelle ultime posizioni a Est.

Immaginavo si sbagliassero ma non pensavo che il team, seppur con poco vantaggio, potesse raggiungere la quarta posizione della Conference.

Teoricamente avrebbe dovuto aver avanti 5/6 squadre e oggi, dopo le due cadute con Atlanta e Lakers, la squadra è in linea con le mie aspettative ma in realtà solamente perché gli Hornets sono stati falcidiati da una serie di infortuni che progressivamente hanno indebolito esponenzialmente la squadra in questo periodo difficile.

Davanti c’è un terzetto in vetta alla Conference, potremmo parafrasare l’uscita del nuovo pezzo dei 99 Posse con “Comanda la Gang”…

Il pezzo descrive come “le contrapposizioni fra destra e sinistra, davanti a un modello di sviluppo appoggiato da tutti e mai messo in discussione, decadono”.

“Il ‘mai con quello, il mai con quell’altro’ sono magicamente caduti davanti a un interesse di sistema”.

La copertina è di Davide Toffolo, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

Nella NBA l’interesse è comune ma mantenere il prestigio di alcune squadre e alcuni giocatori che si riciclano talvolta sempre in squadre vincenti fa sì che un vero cambiamento nasca dal basso.

Charlotte ci sta provando dal Draft e faticosamente dal mercato essendosi dissanguata per garantire un contratto a Hayward considerando gli oltre 9 milioni all’anno per ben tre stagioni dovute a Batum.

Hayward è out e per Charlotte oggi resistere è d’obbligo, se la sopra comanda la gang (tra l’altro nella notte va in scena la partita sfida spareggio tra Phila e Brooklyn, appaiate in vetta), i Calabroni provano a guadagnarsi un posto al sole ma se vogliono continuare a sognare in attesa che a inizio maggio siano (speriamo) disponibili tutti per tentare l’assalto finale alla quinta o alla sesta posizione che eviterebbe i play-in, la vittoria da strappare con le “unghie e con le mandibole” contro i Cavs stanotte è d’obbligo.

Analisi

Gli Hornets avrebbero dovuto vincere la partita ma hanno finito per perderla abbastanza nettamente mostrando tutti i propri limiti nonostante il rientro di Rozier ma anche quello di Garland per i Cavs.

Out Sexton, Cleveland ha comunque il potenziale a sufficienza per controllare la partita con degli Hornets fuori ritmo farciti di riserve, che, guardando solo la panchina, offrono 34 punti contro i 42 di quella opposta.

La nuova e rovinosa caduta è consequenziale al fatto che i Calabroni siano una squadra attualmente con pochi punti nelle mani, senza ritmo che si affida a conclusioni da fuori con estrema facilità abbandonandosi al proprio destino, artefice della consegna della vittoria nelle mani degli avversari.

Poco da dire, fast break a parte, i Cavs sono stati numericamente e concretamente superiori in tutte le statistiche, rimbalzi, tiro, tiro da tre punti e punti nel pitturato, assist…

Solo i TO sono stati inferiori (12-15) ma lo 0/5 di Caleb Martin dal campo e il 6/12 ai liberi raccontano di una squadra con difficoltà al tiro che si permette anche il lusso di non attaccare il pitturato con buone manovre.

In tutto questo sfacelo Carey Jr. rimane in panchina (se non ora, quando?) e non si vede come questa squadra possa pensare seriamente di impensierire nella prossima trasferta i Nets… A Brooklyn probabilmente gli Hornets torneranno a un record perdente, ancora certamente in corsa per i playoff – passando per la porta di servizio – ma invischiati, appunto, per i play-in nel caso in cui i veri titolari rientrassero per andare a tentare di riprendere il filo della stagione.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Cleveland ritrovava Jarrett Allen che impiegato per la palla a due la vinceva e poi andava, servito, a schiacciare lo 0-2.

Sul giro alla d’attacco era ancora Cleveland a partire verso l’anello con Okoro per un 2+1 (McDaniels foul provando ad opporsi) quindi erro un errore di Okoro ma sulla palla rimbalzante al vetro arrivava Allen a ribadire a canestro lo 0-7.

Finalmente Charlotte riusciva a sbloccarsi a 10:18 quando un catch n’shoot 3 di Bridges dall’angolo sinistro finiva dentro.

Wade era stoppato da Bridges in rientro e a 9:42 McDaniels con un’altra bomba (ne aveva appena fallita una personale) portava Charlotte sul -1.

Love da sotto allungava ma Biyombo con un pick and roll sul quale andava per l’arresto e l’appoggio segnava l’8-9 quindi Love recuperava una palla toccata da Rozier per appoggiare il +3 Cavs recuperato da Graham con un tiro da oltre l’arco dalla parabola ipnotica che valeva l’11-11.

I Cavs tornavano avanti con un dribbling di Garland e il relativo layup prima che la stessa guardia esplodesse anche la tripla dell’11-16 a 7:25.

Hornets un po’ in difficoltà offensivamente con McDaniels stoppato ma Rozier recuperando la palla vagante alzava al volo prima dello scadere dei 24 per recuperar due punti.

Altra bomba di Garland, quindi toccava a Biyombo recuperare un rimbalzo e segnar su invito di McDaniels (15-19).

Sembrava inarrestabile Garland che francobollato da Zeller in ottimo close-out, riusciva dall’angolo sinistro a elevarsi oltre il centro per un’altra conclusione dalla lunga distanza vincente.

Wanamaker con un floater arrivando frontalmente riduceva lo scarto così come Zeller che da sotto afferrava una palla vagante per trasformarla nel 19-22 ma gli errori successivi di Rozier, Martin (Caleb) e Wanamaker portavano inevitabilmente a chiudere il quarto sotto anche perché Cleveland tornava ad allungare sul 21-27 prima che Zeller sulla sirena riuscisse a correggere in tap-in due errori di Bridges portando il risultato sul 23-27.

Più che Wanamaker è l’urlo disperato di Munch. Con gli Hornets in caduta libera, il play sta fornendo contrarianti prove. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Un canestro annullato di Hartenstein (invasione del cilindro dell’anello?) sul tocco errato in transizione di Prince contribuiva a riportare Charlotte a contatto grazie alla bomba di Graham a 11:13 (26-27) ma anche per il secondo quarto i Calabroni erano destinati a rimanere sempre in svantaggio anche perché su un lancio lungo in uscita prince schiacciava sul rientrante di McDaniels.

I Cavs poi trovavano anche due triple consecutive scagliate dalle diagonali opposte da parte di Love così gli imenotteri scendendo su un gelido -9 (26-35) si trovavano già con le spalle al muro mentre il team di Bickerstaff festeggiava.

A 8:25 Rozier infilava la tripla ma a 7:34 il 2+1 di Prince (secondo fallo di McDaniels nel cilindro tentando di ostacolare il lungo) valeva il nuovo -9.

Se poi Caleb Martin, oltre a mancare triple, falliva a 6:50 anche due liberi andando corto, era notte fonda…

Rozier replicava con uno stop & pops ma la finta con tripla dall’angolo sinistro di Prince scavava un divario da doppia cifra: 31-41.

Miles in appoggio dalla linea di fondo destra segnava ma su un semplice pick and roll nessuno andava a contrastare il dominio dell’aria di Allen, lesto a schiacciare di prepotenza un alley-oop.

Rozier recuperava tre punti passando lo schermo di Zeller per colpire al volo leggermente a sinistra (36-43).

Garland aveva le qualità per infiltrarsi nella difesa degli Hornets appoggiando un fing and roll quindi Zeller posterizzava in corsa Allen (38-45).

Charlotte, dopo una palla a due vinta da Biyombo su Nance Jr., era aiutata da Rozier con un tiro YMCA (chiedere a Dell Curry cosa intenda) che riportava a -5 il team di MJ (40-45).

Gli Hornets si difendevano strenuamente: Rozier stoppava Okoro, Miles usciva in transizione brillantemente e nonostante gli fosse toccata palla riusciva con un buon tocco volante a indirizzare la continuazione verso Biz che, fermato con il fallo, a 1:34 splittava due liberi.

Dal -4 però si passava al -8 poiché due liberi di Allen nell’ultimo minuto e la serpentina rapida di Garland sulla sirena consentivano a Cleveland di chiudere comodamente al comando il primo tempo sul 41-49.

3° quarto:

McDaniels partiva con una tripla dall’angolo sinistro per infondere fiducia ma Allen con un passaggio dietro la schiena lungo la linea di fondo invitava dal versante sinistro Okoro, liberissimo, alla schiacciata in corsa.

A 10:05 per un fallo sul centro avversario, i Cavs allungavano di un punto ma lo step back 3 di Bridges da destra su Love funzionava perfettamente per il 47-52.

Allen prendeva il tempo a Biz schiacciando a una mano sul lato destro mentre le entrate di Rozier e Graham non avevano successo.

Garland sotto pressione pestava la linea laterale e la pala tornava a Charlotte tra le mani di Rozier che cambiava direzione dietro lo schermo del lungo per elevarsi in jumper vincente sopra Allen.

Una mattonata da tre di Okoro favoriva i Calabroni che con un catch n’shoot di Bridges dall’angolo sinistro mangiavano altri tre punti ai Cavs (assist cortesia di Graham).

A 6:31 pareggiava Rozier in entrata ma poco dopo un fallo chiamato a McDaniels su una finta di Love valeva il nuovo +2 per la squadra dell’Ohio.

Bridges pareggiava in solitaria appoggiando l’uno contro uno quindi Biyombo stoppava Okoro e Love aveva qualche problema al tiro sull’azione.

Cleveland continuava a rimanere sopra ma sul 56-58 ancora Bridges dalla sinistra colpiva da tre punti a 4:55 facendo passare in vantaggio per la prima volta la squadra di Borrego.

Garland con un lungo jumper faceva pender nuovamente la bilancia a favore dei colorati che tuttavia riprendevano quota con due FT di Nance Jr. (61-66) prima di vedere l’appoggio ai quasi 24 di Wanamaker ben servito da Zeller.

Il problema era che il play arrivato da Golden State trovava sì due buone entrate costringendo al fallo Osman ma nonostante fosse un buonissimo tiratore di liberi dalla lunetta mandava dentro solo un libero su 4 prima di passar successivamente una pala al vuoto…

Due triple di prince nel mentre allungavano per gli ospiti il divario (64-76) prima che lo stesso Wanamaker in entrata battesse la luce rossa per il 66-75, finale di terzo quarto.

4° quarto:

Charlotte apriva il quarto con Rozier abile nel no look pass a Bridges che metteva dentro facile grazie al raddoppio sul numero 3.

Charlotte però non aveva abbastanza forza per contrastare gli avversari: Allen usava il gomito in area per avvantaggiarsi con lo spin su McDaniels infilando il 68-79 e anche se McDaniels rispondeva da tre aiutato da Graham che infilala la spicchiata in retina di assist di Rozier (74-79) non si facevano volo pindarici.

Quei 5 punti resistevano a elastico con Cleveland ad allungare ma Charlotte a riprenderseli con due FT di Wanamaker prima e una tripla di Graham dal corner destro per il 79-84.

Si potrebbe entrare in crunch time ma Love a 5:08 in area era leggermente spinto con il corpo da Cody Martin (usciva immediatamente dopo) senza che questi impedisse l’alzata e l’and one.

Altro uso dell’arto di Love che distanziando Rozier con la minima spinta per farsi spazio, appoggiava di peso in post il pallone del +10 Cleveland (79-89).

Saltata tutta la difesa e saltata anche la caviglia di Wanamaker, gli Hornets tentavano la rimonta disperata con due FT di Bridges a 4:15 (81-92) ma ecco spuntare il solito gregario che trovando la serata magica contro gli Hornets contribuiva a spegnere la rimonta: T. Prince.

Prince rispondeva da tre, Rozier scambiava la tripla, altra bomba di prince e nuova “trade” con Graham (second chance) che da fuori realizzava l’87-95 ma questa volta era Wade dall’angolo sinistro ad abbatter una tripla aperta.

Rozier a 1:18 ne mandava dentro un’altra (90-98) ma ancora Prince con una veloce saetta da destra infilava il 90-101.

McDaniels falliva la conclusione da fuori e la gara scivolava via sul 90-103…

Devonte’ Graham: 5,5

15 pt. (5/16), 1 rimbalzo, 7 assist, -6 in +/- in 33:57. Gioca più minuti del solito poiché Borrego ovviamente incrementa il minutaggio dei giocatori più consistenti. 5/13 da tre punti, “troppo poco” per un giocatore che tira quasi esclusivamente da fuori. Potrebbe anche andar bene se non prendesse tiri deep e fuori ritmo. Ogni tanto mette qualche bomba che da speranza ma poi sono altri suoi errori, compresi quelli da due punti, a destare meno speranze. Bene nello smistamento assist. Bidimensionale ma Charlotte avrebbe bisogno di più.

Terry Rozier: 6,5

22 pt. (9/20), 7 rimbalzi, 8 assist, 4 rubate, 1 stoppata, -9 in +/-. 3 TO in 43:14. Tantissimo sul parquet. Lo stacanovista alla Anthony Mason però va a vuoto spesso sulle conclusioni personali perdendo anche un paio di palloni, uno in entrata e uno in palleggio, evitabili. Ci prova con energia: 7 rimbalzi e 8 assist oltre 22 punti. Buoni numeri anche nelle steal ma ci sono, appunto, 3 TO. Da un po’ di spinta alla squadra ma è insufficiente. Meglio nei panni del tiratore che del trascinatore disperato.

Jalen McDaniels: 5

9 pt. (3/13), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata, -3 in +/-. 2 TO in 31:29. 4 PF. Apprezzo i tentativi difensivi di bloccare l’avversario ma sono sin troppo puliti e ingenui perché a lui che non è una superstar ma è un incerottato giocatore catapultato dalla lega minore al ruolo di titolare, non è concesso quel tipo di contatto che le terne concedono ad altri giocatori. Il problema del voto negativo è che in vena realizzativa non c’è nonostante segni a inizio gara il 6-7 con una tripla. Non arriva ai 10 punti con 10 conclusioni…

Miles Bridges: 6,5

20 pt. (7/15), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1stoppata, -1 in +/-. 2 TO in 37:16. Anche lui viene impiegato tanto. Segna da tre i primi punti degli Hornets, poi ha la sua fase migliore nel terzo periodo quando segna subito da tre e poi si ripete altre due volte portando sopra Charlotte per la prima volta in partita. Energia in difesa, non sempre irreprensibile, porta i suoi punti in attacco anche sfidando la difesa con entrate che, a prescindere dal risultato, variano la tattica costringendo i Cavs a pensare di allungarsi nelle seguenti azioni.

Bismack Biyombo: 5,5

5 pt. (2/4), 5 rimbalzi, 1 rubata, 2 stoppate, -2 in +/-. 1 TO. Allen gli schiaccia in faccia, poi lui sbaglia un appoggio di molto, pur contrastato, recupera, schiaccia una palla all’indietro innescando una transizione sulla quale rimedia stoppando Garland all’ultimo. Ferma anche Okoro ma rimane un giocatore che per segnare ha bisogno di spazio e servizi. Ipertrofico nel suo ruolo da titolare…

Cody Zeller: 6,5

10pt. (5/6), 7 rimbalzi, 2 assist, -14 in +/-. 1 TO in 19:29. Da una spinta all’attacco prendendo 4 rimbalzi offensivi e segnando quasi sempre i sui punti di rottura arrivando in doppia cifra nonostante parta dalla panchina e giochi meno di 20 minuti. Sarebbe il caso di farlo partire titolare anche perché se Borrego vuole un compromesso tra attacco e difesa, Zeller è già in sé l’ente unico preposto a esserlo per aiutare di più l’attacco. O lui o Carey Jr., Biyombo in un contesto senza scorer finisce per bloccare l’attacco. Non è certamente aporia ma per Borrego pare esserlo.

Caleb Martin: 4

0 pt. (0/5), 5 rimbalzi, 1 assist, -13 in +/-. 1 TO. Messo dentro come tiratore, ripreso un posto in panchina dopo il rientro di Rozier, gioca comunque 23:17 dove mostra come si fa a perdere una partita. 0/4 da tre. Torna a perdere confidenza con il tiro da fuori, il tiro da due punti e anche ai liberi dove lo 0/2 fotocopia, ricalcato con due tiri corti, non aiuta di certo… Avere lui o avere Monk fa un bel po’ di differenza. Sarebbe da tre ma almeno cattura qualche buon rimbalzo.

Brad Wanamaker: 4,5

9 pt. (3/5), 2 rimbalzi, 2 assist, -8 in +/-. 2 TO in 20:59. 3/6 dalla lunetta con un apogeo negativo di ¼ in breve tempo per un super tiratore di liberi come lui. Atteggiamento in campo aggressivo in attacco, cerca di usare il fisico e prova a tenere in difesa ma il linguaggio del corpo è quello rassegnato all’ineluttabilità del destino. Dopo aver sbagliato tre liberi nel terzo quarto passa anche la palla al vuoto in rimessa laterale. Prince infila due bombe e così I Cavs, dopo essere stati ripresi scappano. A poco poi servono il suo appoggio sul finire del terzo quarto e i due liberi successivi. A completare la nefasta opera, nel finale salta anche la sua caviglia a una squadra che ha le caviglie più fragili di quelle degli omini del Subbuteo…

Cody Martin: 5,5

0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, -9 in +/- in 7:33. Poco o nulla. Non funziona come stopper difensivo, anzi, le rotazioni costanti sui cambi a volte portano a mismatch clamorosi. Love in area su di lui lo batte facilmente, lui tiene con il corpo ma gli viene anche contestato un fallo. Two and one pesante a poco più di 5 minuti dalla fine e lì esce…

Coach James Borrego: 5

Raramente si vede un attacco ben congegnato che riesca con stratagemmi a diversificare entrate in solitaria e triple. Squadra in assenza di ritmo con rotazioni da sbandate epiche. Non ha il problema dell’horror vacui non riempiendo lo spazio vuoto sul perimetro (vedi Love nel primo tempo) ma anche diversi tiratori nel secondo tempo come Prince in un finale nel quale ci si gioca il tutto per tutto a viso aperto. L’horror viene ai tifosi che capiscono sì la situazione di super emergenza con potenzialità al limite della decenza da parte di molti componenti del team ma personalmente vorrei tentare di vedere il miglior asseto possibile e un gioco, cosa che a mio modesto avviso, pur rispettando il suo ruolo e le sue conoscenze, non sta avvenendo nella forma migliore.

Matchup Key Vs Cavaliers

Matchup Key Game 54

A cura di Filippo Barresi.

Devonte’ Graham Vs Collin Sexton

La sfida di questa notte passa tra le mani dei due playmaker titolari.

Devonte’ viene da un ottimo momento di forma coinciso con l’infortunio di LaMelo Ball e una maggiore responsabilità ritrovata con la titolarità continua, il suo impatto sta crescendo anche in difesa dove, seppur molto limitato dal suo fisico, sta mostrando ottimi miglioramenti.

Davanti a lui ci dovrebbe essere (al momento la sua presenza è in dubbio) il giocatore più talentuoso dei Cavaliers che dopo un periodo di difficoltà sta ritrovando il ritmo di inizio stagione, Collin Sexton.

Possibili svantaggi:

Molto probabilmente nella partita di questa notte i Cavs recupereranno molti dei loro infortunati dell’ultimo periodo: Larry Nance e Jarrett Allen su tutti.

Con queste aggiunte Cleveland sarà nel pieno delle sue energie e questo potrà fare la differenza viste le recenti fatiche degli Hornets.

I Cavs attualmente si trovano a tre partite dalla decima posizione (play-in) detenuta dai Bulls.

Possibili vantaggi:

Offensivamente i Cavs sono una squadra ancora poco consistente che fa un pesante affidamento sulla vena realizzativa delle due guardie titolari.

Contrastare puntualmente Garland (altro uomo in dubbio per stanotte) e Sexton potrebbe bloccare le avanzate offensive avversarie garantendo un buon margine di sicurezza per arrivare alla vittoria.

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Head to Head

Il bilancio storico tra entità.

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“Enemy” Vintage

Superbasket, Luglio 1989, Ron Harper paragonato prematuramente a colui con il quale giocherà poi insieme a Chicago a metà anni novanta.

Game 53 – Charlotte Hornets Vs Los Angeles Lakers 93-101

Intro

Ai fan che chiedevano a De André quando sarebbe tornato a comporre Fabrizio rispondeva in sostanza che si era preso del tempo per scegliere del materiale interessante, non banale da riproporre e condividere con il pubblico.

Insomma, un lavoro di ricerca e qualità.

Tra i veri artisti odierni (ben pochi) che fanno musica torna a giganteggiare – dopo circa 4 anni – Caparezza, il quale da circa due settimane ha lanciato il singolo Exuvia.

L’esuvia è semplicemente lo strato superiore (in genere l’esoscheletro di alcuni insetti) che alcuni insetti abbandonano.

Come dice Caparezza: “Un calco perfetto, talmente preciso nei dettagli da sembrare una scultura, una specie di custodia trasparente che un tempo ospitava la vita e che ora se ne sta lì, immobile, simulacro di una fase ormai superata”.

Ciò per rappresentare sé stesso e la sua “precedente” vita in confronto a quella odierna frutto di una profonda ricerca interiore che l’ha portato a scrivere l’ennesimo capolavoro.

Le condizioni personali, la pandemia che sta flagellando quella barriera difensiva chiamata routine (ciò che cerca di non far pensare) hanno lasciato sole le persone di fronte a sé stesse, chiamate a fare un’analisi introspettiva su ciò che le circonda.

“Michele” riesce a cogliere l’esigenza di un cambiamento sul quale entrare in contatto simbiotico, soprattutto se l’età o ciò che vi circonda si sta rivelando stretto.

“Gioco alla pari con l’età,

passati appassiti,

passati appassiti, come quadranti di Dalì,

passati parassiti, parassiti,

fame di me,

cannibali.”

Sicuramente Caparezza ha il merito di far pensare.

La mia personale interpretazione è che qui Caparezza sembri voler dar ragione a Mohammed Alì, il quale sosteneva che se un uomo a 50 anni vedesse lo stesso mondo che vedeva a 20, avrebbe sprecato 30 anni della sua vita.

Nella faticosa trasformazione sembra spendere energie per trovare il suo spazio tagliando quei sofferenti rami secchi che lo bloccavano.

Quei quadranti del pittore Dalì sono quell’irreale tempo sciolto in insoddisfacenti e opprimenti esperienze passate e quel “fame di me” sembra indicare la voglia di gettarsi in un futuro migliore.

Charlotte sembrava essere quasi uscita dalla propria esuvia quest’anno ma purtroppo gli infortuni hanno falcidiato un roster che sembrava potesse essere diretto ai playoff.

Gli imprevisti (un giocatore perso ogni poco più di due partite di media) hanno rimesso in discussione tutto.

Il dispendio energetico che sta sostenendo la squadra per uscire dalla propria esuvia è notevole in mancanza di molti pezzi pregiati e continua a mietere vittime.

P.J. che sembrava poterci essere sarà out e anche Rozier, trascinatore in molte partite, ha problemi al ginocchio.

Per Charlotte il percorso di ricerca di una nuova identità vincente è al suo apice, guadagnarsi la post season dopo aver acquisito Ball e Hayward potrebbe voler dire riuscire attratte un ottimo free agent in posizione di centro questa estate che completi la trasformazione rendendo più forte e stabile la squadra ma perché tutto ciò avvenga i Calabroni stanotte dovranno cercare di fare un altro impossibile sforzo per tornare a vincere (approfittando magari delle assenze di James e Davis) lasciando sul parquet un altro pezzo del mediocre recente passato ma la prova è più che ardua.

Analisi

Gli Hornets tentano di tener testa ai Lakers che senza il loro potente duo si presentava in North Carolina recuperando comunque gran parte dei recenti pezzi persi per strada.

Troppo per gli Hornets privi di 4 titolari e di Monk…

Nonostante la buona partenza e il gioco corale che andava a incidere nel pitturato, la mancanza di scorer si notava tra le fila degli Hornets che chiudevano il primo tempo con McDaniels e Biyombo i doppia cifra ma pagavano la minor concretezza andando sotto di due punti pur avendo espresso un gioco migliore.

Lo strappo dei Lakers nel terzo quarto con un 3 and one di Matthews era ricucito nel finale quando una bomba di Bridges e un appoggio di Graham mandavano la partita sull’88-89 ma la pala del possibile sorpasso viaggiando da Graham a Zeller era sporcata così LAL organizzava un attacco non troppo interessante ma il passaggio per Caruso pronto a tirare dalla leggera diagonale sinistra decideva la partita anche per il mancato close-out di Bridges ai 24.

Charlotte nel complesso gioca meglio ma i Lakers sono meglio da fuori e diverse incomprensioni difensive tra i nostri giocatori (lasciati spesso tiratori liberi fuori per coprire il pitturato portandosi a zona qualche volta) e la farraginosità nel costruire una manovra con contatti sicuri alla fine hanno condannato i Calabroni che hanno commesso 16 TO contro gli 11 avversari.

A poco sono serviti i 10 rimbalzi in più (56-46) quando la squadra ha tirato malamente da tre punti (25,7% contro il 36,4% avversario).

Occasione persa per una squadra in evidenti ambasce che ha messo sì voglia e grinta ma a cui mancano punti e un po’ di qualità.

In piena emergenza adesso la speranza è battere Cleveland in back to back per afferrare una vittoria che ci consentirebbe di non essere risucchiati nella pericolosa posizione di settima, squadra quest’anno che dovrà giocarsi una volta in più la qualificazione ai play-in.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Dopo la palla a due portata a casa dai Lakers il platinato Kuzma scagliava un air-ball da tre punti possibili, Bridges mancava l’appoggio e così il numero zero dei Lakers si rifaceva schiacciando su servizio corto dal pitturato di Drummond.

Charlotte pareggiava istantaneamente con un reverse in corsa di McDaniels e passava avanti quando Caleb Martin intercettava in anticipo un lob diretto a Drummond, tirava colpendo il ferro ma la sfera catturata da Biz era usata per il 4-2 da sotto.

Bridges sulla baseline sinistra appoggiava al ferro, Drummond si estendeva per la stoppata bloccando un tocco che sarebbe uscito: golatending più FT e 7-2 Hornets che incassavano sì il 7-4 ma continuavano ad ampliare il divario per via delle difficoltà al tiro dei gialloviola.

McDaniels in jumper dal pitturato su Drummond e un passaggio caricato schiacciato diagonale di Graham dalla trequarti per innescare la jam di Biz chiamavano al time-out i Lakers a 7:07 sotto 11-4.

Schroeder recuperava due punti in entrata ma Graham creava ancora dalla drive il passaggio per un’altra dunk di Biyombo.

I Lakers guadagnavano due FT di forza con Kuzma dopo un errore di Drummond a 5:21 recuperando due punti, altri due punti erano recuperati dallo stesso giocatore ma gli estremi per uno sfondamento c’erano, a ogni modo anche la chiara stoppata di Drummond su Cody Martin era punita per un contatto tra i corpi con la prepotente invasione del centro nel cilindro dell’attaccante.

Cody mancava i liberi ma spuntava Bridges a rimbalzo e Caleb Martin rimediava agli errori del fratello andando a schiacciare una bimane su McLemore con balzo impressionante a mostrare come Charlotte cercasse con continuità prevalentemente il pitturato.

Un’altra dunk firmata da Martin (questa volta da Cody) su assist di Wanamaker in drive, valeva il 17-12 ma dopo uno 0/8 da tre punti i Lakers pescavano due triple con Caldwell-Pope e Caruso dagli angoli opposti portandosi rapidamente in vantaggio (17-18) allungando con due FT di Harrell a 2:40 e la terza tripla firmata McLemore che allungava il parziale sullo 0-11.

Rientrati da poco Graham e McDaniels sul parquet, in realtà Cody Martin, palla in mano, non trovando nessuno di sicuro a cui passare la palla confondeva il difensore con un giro sul piede perno completo e un tiro vincente dal mid range a destra.

Harrell in entrata appoggiava ma Wanamaker da destra trovava l’appoggio più la manata in faccia di McLemore, two and one a :46.3 e 22-25 che resisteva sino alla fine del quarto.

Caleb Martin al tiro oltre il “Grande Pinguino” Drummond. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Caleb tentava dalla sinistra un tiro lunghissimo, solito errore da fuori ma riuscendo a recuperare il rimbalzo percorreva la linea di fondo per rilasciare un soft e perfetto floater a contatto con la chiusura del difensore.

Fallo offensivo di McLemore su McDaniels e prima tripla di Charlotte firmata proprio dal nostro Mc che dall’angolo destro sorpassava (27-25).

McKinnie replicava da fuori ma Cody martin aveva ancora la meglio su un McLemore disastrato difensivamente e si andava sul 29-28.

Partita incerta come il tiro di Schroeder che girava imprevedibilmente fuori dopo esser sembrato direttamente ineluttabilmente in fondo alla retina quindi sul lungo lancio per Biz ecco il fallo di McLemore in ripiegamento.

L’ex Rocket non aveva nemmeno soddisfazione perché il congolese infilava imprevedibilmente ambo i liberi mentre Charlotte prendeva il ritmo, McDaniels prendeva il tempo ai difensori per un ritmato terzo tempo vincente.

Mani veloci in difesa a rimbalzi, sulla transizione Graham trovava il ferro ma la palla toccata da Cody Martin che anticipava Kuzma diveniva un perfetto tocco volante per l’appoggio di McDaniels.

Miles con un fing and roll mandava sul 37-28 la partita ma i Lakers sfruttavano un po’ di confusione segnando con Horton-Tucker da tre punti il 37-31 prima e il 37-32 dalla lunetta a 6:51 con lo stesso giocatore.

Gli arbitri, su pressione LAL andavano a rivedere un fallo di Caleb Martin, ne saltava fuori un clear path (½ ai liberi) e un secondo possesso sfruttato a rimbalzo da McKinnie sull’errore da fuori di Kuzma.

Charlotte recuperava i tre punti con il pick and roll di Zeller che spinto da Drummond, in caduta, lanciava la palla sopra Kuzma pescando il jolly del two and one a 6:27 (40-34).

Drummond in attacco abbatteva Zeller a 6:08, terzo fallo, flagrant e out.

1/1 di Wanamaker che non era accompagnato da altro se non dal TO di Caleb Martin.

Horton-Tucker spingeva anche letteralmente quando in entrata con tocco laterale portava via Zeller in corsa riuscendo a segnare.

McKinnie da tre riduceva lo scarto, Zeller era perso dalla difesa per quel tanto che gli bastava a prendersi un vantaggio per appoggiare di destra.

Miles imitava Cody segnando il 45-39 ma su un altro fast break concesso Kuzma si esaltava con la schiacciata a una mao.

Il penultimo colpo Hornets era targato McDaniels che con una freccia dall’angolo colpiva il bersaglio (6/6 dal campo) ma proprio principalmente da oltre l’arco gli ospiti trovavano la spinta con Schroeder da tre ad arrivare sul 48-47 poi Bridges serviva il secondo filtrante rapido a Biz che schiacciava raggiungendo la doppia cifra ma Kuzma pareggiava da tre, Wanamaker mancava il tiro e Kuzma in fast break andava ancora per la jam mentre McDaniels mancava sul finire il primo tiro della sua partita.

50-52 in attesa della seconda metà.

3° quarto:

La prima occasione Hornets non andava bene: floater air-ball di Graham per scavalcare Drummond, rimbalzo difficoltoso di Biz e 24 scaduti sul giro palla.

Drummond, ancora a zero punti metteva dentro due gancetti e Schroeder non marcato infilava dalla media il suo tiro per il 52-58.

La partita rischiava di deragliare ma Graham, dopo aver sbagliato tutto al tiro da fuori, infilava un deep 3 dalla diagonale sinistra sul quale lo sfioramento di Schroeder in close-out valeva la giocata da 4 punti per il 56-58…

Kuzma continuava a mostrare l’ottima meccanica nel tiro da fuori dopo essersi ripreso dal pessimo inizio ma a sorpresa Caleb martin centrava due triple consecutive per il 62-61 quindi ancora Kuzma da tre prima che gli Hornets impattassero a quota 64.

Il vantaggio deciso i californiani lo prendevano nella parte finale del quarto: Caldwell-Pope dalla media, reverse volante di Harrell ma soprattutto a 1:24 un gioco da 4 punti di Matthews che fintando vedeva arrivarsi addosso e essere toccato lateralmente di lato da Cody Martin.

Per la terna erano tre liberi, per Borrego no, proteste, tecnico e un 4/4 che allontanava decisamente i Calabroni che non potevano far altro che giungere a fine quarto sul -10 (66-76).

4° quarto:

Charlotte tentava di rientrare affidandosi alle triple: Graham mancava il tiro ma Biz conquistava il rimbalzo e Caleb Martin metteva dentro seguito poco più tardi dallo stesso Devonte’ che ai 24 batteva il cronometro per il74-78.

A raffreddare la rimonta ci pensava Matthews da tre, Graham in lunetta a 9:33 per fallo di Matthews (terzo) splittava così i Lakers si riallontanavano con l’ennesima tripla sul 75-84 prima e con il floater di Schroeder poi per il -11 Hornets a 7:06.

Su un close-out Darling metteva la caviglia su Horton-Tucker, per la terna erano tre liberi e possesso.

Bene ai liberi il numero 30 ma sulla ricezione del seguente possesso si faceva cogliere fuori dal campo con un piede.

Wanamaker tentava di forza due volte ma sbagliava come sulla scorribanda successiva dove veniva chiaramente stoppato tuttavia Caleb Martin in coast to coast trovava un varco centrale per affondare la jam a una mano (80-86).

Gli Hornets soffrivano al tripla aperta di Caruso, Graham tentava di far qualcosa fintando e battendo sul primo passo Kuzma per arrivare dalla sinistra ad appoggiare l’82-89.

Miles splittava in lunetta e i Lakers dopo un errore al tiro, nonostante Drummond conquistasse il rimbalzo, passavano palla con il oro centro a McDaniels fermato in uscita dal time-out di Borrego.

La tripla di Bridges a 2.59 riportava a -3 i Calabroni e trenta secondi più tardi Graham in entrata appoggiando velocemente la spicchiata al plexiglass riduceva lo scarto al minimo: 88-89.

Schroeder realizzava da tre, Graham rimetteva in sesto il match con una tripla rim/glass e dopo l’errore da fuori di Kuzma si potrebbe passare avanti ma il passaggio di Graham verso Zeller in rollata era sporcato, sul TO la difesa di Charlotte si dimostrava ancora incerta sul perimetro: la palla passata a Caruso con pochissimo tempo per tirare finiva dentro poiché Miles, rimasto con due uomini sul lato sceglieva di andare a pendere quello più lontano non accorgendosi del tempo passato e ignorando la minaccia con la palla in mano.

91-95 a :43.3.

Graham senza ritmo tirava da fuori oltre Caruso ma ne usciva una conclusione orrenda e il fallo necessario commesso sullo stesso bandanato giocatore di italiche origini valeva il 91-97.

Graham in entrata segnava, Kuzma ai liberi faceva 93-99 e la gara si chiudeva su una tripla di Graham che già dentro decideva beffardamente di uscire.

Ad allungare il brodo due FT finali di LAL per il 93-101.

Devonte’ Graham: 6

19 pt. (7/19), 1 rimbalzo, 6 assist, 1 rubata, +10 in +/-. 4 TO. Come il solito, da quando i compagni più rinomati sono assenti, fa e disfa alternando cose buone ad altre molto meno. Purtroppo il 3/13 da fuori in larga parte condanna Charlotte. Segna per ironia un 3 and one… Nel finale è importante prendendo iniziative ma sul suo passaggio per Zeller si va fuori partita e poi è sfortunato.

Caleb Martin: 7

17 pt. (7/14), 10 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, +8 in +/-. 1 TO in 35:07. Buona partita mettendo pressione agli avversari, ogni tanto va in confusione anche lui. Inizia malissimo al tiro da tre come il solito poi sorprende con tre preziose gemme da oltre l’arco di buona fattura e non solo come quando recupera un rimbalzo a inizio secondo quarto, percorre la baseline e infila un floater a contatto con il difensore. Si butta a canestro dove mette una bimane su McLemore e una jam a una mano in coast to coast. Non fa rimpiangere l’ultimo Rozier a livello di punti. Sperando abbia preso ritmo e fiducia, sarà importante si ripeta contro Cleveland domani notte…

Jalen McDaniels: 6

16 pt. (7/12), 8 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, +4 in +/-. 2 TO, 5 PF. Bel primo tempo nel quale è il top scorer di Charlotte ma poi si eclissa: due sfondamenti offensivi e soltanto due punti nel secondo tempo. Gli avversari lo controllano un po’ di più e lui non riesce più a trovare il suo spazio. Aggressivo in attacco e in difesa stenta a tenere i piccoli in entrata con passo veloce.

Miles Bridges: 5

13 pt. (5/12), 7 rimbalzi, 3 assist, -14 in +/-. 2 TO. Mi piace poco in difesa. I close-out su Kuzma ci sono ma spesso è canestro e nel finale vanifica la sua tripla non chiudendo Caruso cercando di prendere Matthews in angolo. Era rimasto solo sul lato ma si va a chiudere il tiratore, se poi non ha secondi sul cronometro per un passaggio, l’errore raddoppia. 1/5 da tre, spesso poco convinto contro il platinato avversario.

Bismack Biyombo: 6,5

10 pt. (4/6), 12 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata, +10 in +/-. 1 TO. Il terminale offensivo del primo tempo cercato da Graham e Bridges che si muove bene sulle linee scompare nel secondo tempo tornando il cioccolataio che usa il surrogato. Peccato. Parte male subendo due canestri di Drummond nel secondo tempo poi lo fa sbagliare, anche ai liberi ne infila subito de poi, preoccupato, ne manca un paio. Complessivamente discreta difesa condita da una stoppata netta su un’entrata di Schroeder ma anche un alzata nel pitturato concessa con troppa libertà a Caruso. In ogni caso una doppia doppia per la quasi miglior versione possibile del recente Biz.

Brad Wanamaker: 4,5

4 pt. (1/11), 1 rimbalzo, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -26 in +/-. 2 TO. Inizia bene con gli assist ma poi diventa terribile prendendosi tiri legnosi o tentando di risolvere di forza nella seconda parte la partita: manca due tiri da sotto e si fa stoppare facilmente in transizione uno contro uno. Aggiungiamoci due TO e un ball handling da creare infarti multipli nei fan… Scompare alla distanza facendo venir meno la sua esperienza.

Cody Martin: 6

6 pt. (3/6), 3 rimbalzi, 1 assist, -16 in +/-. 2 TO in 20:40. Sbaglia due liberi (fattore fondamentale nella sconfitta di Charlotte) e poi porta pressione. Più confusionario del fratello trova buoni spunti come il canestro dopo il giro completo ma in toto è una sufficienza.

Cody Zeller: 5,5

5 pt. (2/3), 3 rimbalzi, 1 assist, -18 in +/-. 2 TO in 20:14. La voglia c’è, la lotta con Drummond anche (il centro LAL al terzo fallo esce per una spinta su di lui nel primo tempo) ma gli mancano presa e misura. Va vicino a recuperare palloni generosamente come quello nel finale gettandosi a terra che poi spedisce sulla gamba di Bridges oppure non riesce ad agguantare sulla rollata il passaggio di Graham con il quale saremmo andati sopra. Parte dalla panchina ma conquista pochi rimbalzi. In serata è degno di nota il suo two and one in caduta spinto da Drummond.

Nate Darling: 6

3 pt. (0/0), 1 stoppata, +2 in +/-. 1 TO in 6:12. La mossa della disperazione di Borrego alla ricerca di tiratori non si accende mai. Un pittoresco arbitraggio lo premia con tre liberi mentre ricade su un close-out con il difensore in avanzamento. Certo, è pericolosa questa situazione ma se ne vedono spesso. Il tiro era stato mancato ma arrivano tre liberi che segna più il flagrant, peccato che sul possesso seguente riceva con un piede fuori dal campo avendo anche una caviglia leggermente distorta. Per il resto fatica su Schroeder in difesa mentre in attacco si rintana in un angolino aspettando un pallone che i compagni non gli passeranno mai visto che è piuttosto marcato e senza movimento difficile anche solo fargli arrivare quella palla.

Coach James Borrego: 6

Politico. Con questa squadra è dura anche per qualsiasi mago voi scegliate…

Matchup key Vs Lakers

Matchup key Game 53

P.J. Washington Vs Andre Drummond

La buona notizia di giornata è che P.J. Washington molto probabilmente sarà della partita nonostante la brutta storta procuratasi nel terzo quarto della gara contro gli Hawks.

Gli infortuni hanno contribuito a rallentare P.J. nel corso di tutta la stagione.

Nell’uscita di domani il suo apporto sarà la chiave per vincere la partita.

Davanti a lui ci sarà Andre Drummond, il quale negli ultimi anni è stato più volte accostato agli Hornets ma che ora è a Los Angeles per ridare linfa alla sua carriera.

Nelle ultime partite sta entrando negli schemi dei Lakers con più convinzione e sarà molto motivato per questo incontro.

Possibili svantaggi:

Nonostante le assenze di James e Davis, i Lakers sono una squadra molto profonda e ben organizzata.

In questo momento difficile della loro stagione, molti giocatori partiti in sordina stanno prendendo fiducia, soprattutto i loro esterni.

Il reparto martoriato degli Hornets si troverà di fronte una buona batteria di giocatori esperti e con voglia di incidere.

Possibili vantaggi:

I Lakers saranno in back to back dopo l’incontro con i Knicks, la stanchezza sommata alla loro situazione di infortuni potrebbe comunque anche giocare a favore degli Hornets.

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“Enemy” Vintage

Tra la North Carolina e Los Angeles…

Superbasket presenta James Worthy, lo spettacolo silente della North Carolina per la LAL anni ’80 quando ancora i Calabroni non erano programmati.

Totopaolo 17ª settimana

Il pronostico della 17ª settimana (A cura di Paolo Motta).

Gli Hornets che chiudono il road trip tra est e ovest con un sorprendente bilancio di 4-2 ma perdono un’importante sfida casalinga contro Atlanta per il comando della divisione.

La testa però deve già necessariamente andare alle difficili partite della settimana qui sotto nel dettaglio:

Mercoledi 14 aprile ore: 02:00 AM italiane Vs Los Angeles Lakers (33-20)

Rivincita del match d’andata finito 116-105 per i losangelini.

Assente per infortunio il duo delle meraviglie James – Davis, il roster dei Lacustri è comunque completo e temibile, soprattutto dopo gli innesti di Drummond e McLemore.

In arrivo una partita combattuta dove, a spuntarla probabilmente sarà la maggiore esperienza dei gialloviola.

Sconfitta papabile.

Giovedi 15 aprile ore 01:00 AM italiane VS Cleveland Cavaliers (19-34)

Partita da vincere assolutamente, sia per proseguire la marcia verso i playoff sia per vendicare la brutta sconfitta di inizio stagione 121-114.

I Cavs hanno dei buoni giovani capaci di ribaltare la partita in qualsiasi momento (vedi Sexton contro i Nets) quindi bisognerà partire subito forti e concentrati se non si vorrà incappare in un altro scivolone.

La sfida non è così scontata considerando anche la nostra infermeria.

1 di misura.

Sabato 17 aprile ore 01:30 AM italiane @ Brooklyn Nets (36-17)

Per i Nets che ci hanno battuto una settimana fa 111-89 senza mezza squadra (Durant, Harden e Griffin indisponibili) e senza faticare troppo (+ 21 già dopo il primo quarto), la partita contro di noi sarà solo una formalità.

A meno di miracoli sportivi e con due dei bianconerargentei assenti sette giorni fa recuperati (Harden ancora out), il risultato è più scontato del prezzo della colomba dopo Pasqua. Sconfitta (ampiamente preventivata) in arrivo.

Lunedi 19 aprile 01:00 AM italiane VS Portland Trail Blazers (31-22)

I Blazers, che ci hanno già battuti in Oregon 123-111, sono una minaccia per chiunque, figuriamoci per gli Hornets.

Trascinati dal solito Lillard (29 pt. di media) e dal redivivo Anthony (13.4 pt. di media) i rossoneri sono una squadra concreta che raramente si fa sorprendere da avversarie meno quotate sulla carta.

Per il match di ritorno Portland avrà un McCollum in più, assente all’andata.

Sfida praticamente fuori portata.

2 fisso.

Il pronostico della settimana: 1-3

Game 52 – Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 101-105

Intro

“Ecco Dite, ecco il luogo dove conviene armarsi di coraggio”.

La citazione dantesca arma e affascina poiché Dante e Virgilio si affacciano nel 34° canto di fronte al sommo del male, l’angelo decaduto Lucifero.

Satana è rappresentato come una grassa figura dalle tre teste intenta a fagocitare Giuda Iscariota, Bruto e Cassio, tre famosi traditori.

Qui l’ignoranza (che altro se non essa all’origine di tutti i mali?) del demone si mette al servizio del karma restituendo con atroce la punizione a chi in vita è stato infingardamente capace di tradire per i propri interessi un uomo al prezzo della vita d’esso.

Sorprendentemente Satana non è avvolto da fiamme come nell’immaginario collettivo ma bruciato nella parte inferiore del corpo dal ghiaccio di uno dei fiumi che scorrono negli anfratti infernali.

Dio l’ha bloccato tra i ghiacci e l’ex angelo spunta in tutta la sua maestosità dal petto in su.

Affrontare i propri demoni (non nel positivo senso etimologico del termine) dev’essere di casa a Charlotte nell’ultimo periodo.

Dopo le partite con i Thunder e i Bucks nelle quali la sorte ha dato una mano alla squadra di Borrego, i Calabroni si affacciano allo showdown contro Atlanta, squadra molto impegnativa che ha in Trae Young il proprio diavolo coadiuvato da Capela e Gallinari.

Il diavolo però muta faccia e se Young e Gallinari sono (secondo il last minute out) rimangono, Lou Williams e Bogdanovic a far da spauracchio.

Gli Hornets hanno una possibilità, se vogliono vincere dovranno bloccare nel ghiaccio la demoniaca trinità, sono loro i nuovi tre sono i volti del demonio odierno che dovrà affrontare Charlotte per tornar a riveder le stelle della prima posizione divisionale.

Analisi

Gli Hornets sfiorano “l’impresa” di rimanere al comando della divisione ma alla fine cedono all’esperienza e alla maggior concretezza degli avversari andando sul 7-2 contro le rivali della divisione e perdendo per la prima volta quando si trovano in vantaggio a fine terzo quarto.

Per uscire dall’inferno e cercare di ristrappare ai Falchi la più alta vetta i Calabroni dovranno cercare di sconfiggere i Lakers privi del tandem Davis/James ma pur sempre temibili.

Charlotte butta via in crunch time una partita che avrebbe potuto essere vinta considerando le numerose assenza tra gli uomini di McMillan ma le assenze dei Calabroni si sono rivelate maggiormente devastanti.

Dopo un pessimo avvio i calabroni hanno lentamente ingranato fino a mettere vanti il capo nel terzo quarto.

A 7:18 dalla fine grazie a Wanamaker i Calabroni si trovavano sul +10 ma Lou Williams e un Bogdanovic da 32 punti davano una mano a Capela nella rimonta.

Sul 101 pari Charlotte decideva di tentare di risolver la partita in un colpo, Miles sbagliava, Lou Williams in entrata no.

Dopo un paio di sofferenze a pochi secondi dalla fine, sul medesimo punteggio Rozier aveva l’occasione buona ma propendeva ancora per la bomba dall’angolo destro, palla lunga, errore fatale perché costretti al fallo su Bogdanovic gli Hornets incassavano il 2/2 che portava fuori range gli Hawks.

Una battaglia dalla quale rimane l’amarezza per una sconfitta di misura e la perdita della leadership divisionale.

Forse gli Hornets hanno già fatto miracoli considerando le assenze anche se questi Hawks erano alla portata ma a fare la differenza alla fine è stata la mancanza di un vero valido centro.

Capela ha chiuso con 20 punti e 15 rimbalzi oltre a procurare involontariamente l’infortunio di P.J. che avrebbe potuto dare una mano nel finale.

Bogdanovic ha chiuso con 32 punti (8/16 da 3), Goodwin con 17 pt., Lou Williams con 13 pt. e Huerter con 13.

Il 43-52 pro Atlanta e la miglior percentuale da oltre l’arco sono i due fattori che condannano gli Hornets così come la shot selection nei momenti decisivi.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Pessima partenza di Charlotte nonostante le assenze nelle fila dei Falchi: Huerter in penetrazione segnava in floater, Hill rubava a Rozier e Goodwin raddoppiava prima che Huerter dalla baseline destra trovasse il canestro dal bordo pitturato per lo 0-6.

La difesa aggressiva dei Falchi costringeva Charlotte a lavorare in attacco: McDaniels dal corner destro riusciva ad avere un minimo spazio per tagliare il divario con una bomba tuttavia i ragazzi di McMillan piantando un altro parziale di 0-7 chiuso da una tripla di Goodwin a 7.20 mandavano Borrego in time-out a 7:20 sul 3-13…

Il parziale si estendeva sullo 0-10 quando Bogdanovic capitalizzava con la tripla da sx il gioco di passaggi degli Hawks.

Bridges “cangurizzava” un euro step per battere il sandwich di difensori depositando di destra ma ancora Bogdanovic trovava da oltre l’arco la via della retina prima che a 5:06 Zeller riuscisse a infilare due FT grazie al recupero e al passaggio di P.J..

Charlotte era però continuativamente colpita dalle triple di Hill a Borrego sul 7-24 andava in time-out per nulla contento della difesa offerta dalla squadra.

17 punti di differenza ridotti dal top shot da tre di Graham dalla destra, Capela da sotto ne metteva due ma ancora Bridges realizzava da fuori su passaggio di Graham per il 13-26 inducendo Atlanta al primo time-out.

Goodwin ne segnava due, Zeller anche ma passando dalla lunetta a 2:05 poi su scarico dalla baseline di Bridges colpiva da fuori per la seconda volta Graham (1:34) per il 18-28.

Wanamaker regalava in transizione l’assist a Martin (Cody) per la jam ma Lou Williams da tre realizzava alla sua maniera e Bridges si mangiava un appoggio in solitaria chiudendo il quarto sul 20-33 Atlanta.

Capela ostacolato da Bridges e dall’oscurato Caleb Martin. AP Photo, Nell Redmond.

2° quarto:

Charlotte recuperava altri tre punti con l’incursione frontale di Bridges.

Gli autoscontri con Okongwu conducevano a un two and one a 11:47 per il 23-33.

Huerter realizzava a 11:36 un tecnico per tre secondi difensivi ma la panchina di Atlanta soffriva quella di Charlotte che ripagava con la stessa moneta (pressione sulla palla) e a 9:46 Caleb infilava due FT, Bridges era fermato ma solo in goaltending, P.J. andava con la drive decisa a fornire materiale per la dinamitarda bimane a McDaniels…

Gli Hornets si ripresentavano sul -5 (29-34) ma Bogdanovic da tre dal corner destro infilava mentre una dunk di Capela serviva agli Hawks per riportarsi sul vantaggio in doppia cifra (29-39).

Wanamaker con rapida entrata e cambio mano eludeva la stoppata di Capela infilando quindi a 5:57 finalmente anche Rozier, dopo un pessimo inizio, coglieva tre punti con un wide-open 3 per il 34-39.

P.J. tentava fisicamente di opporsi a Capela e ci riusciva ma poi era costretto a concedere due FT a 5:40 per il 34-41.

Si rifaceva la nostra ala/centro andando a swoppare a rimorchio tuttavia Charlotte nonostante riuscisse a far sbagliare una tripla a Bogdanovic e a sottrargli una palla in procinto di tiro (ottima steal di Wanamaker) non segnava anche perché il contatto sul nostro numero 9 era al limite e così sulla controtransizione la tripla di Huerter ci riallontanava.

Si formava l’elastico: Rozier da tre dal corner destro per il 39-44 non poteva impedire la tripla di Bogdanovic oltre la buona difesa di Bridges che dall’altra parte metteva le alette ai piedi con un terzo tempo e cambio direzionale impressionante per Bogdanovic e Hill che rifilandogli una manata in fronte lo privava di poco di un two and one.

Purtroppo Bridges splittando non completava l’opera ma la stessa sorte capitava a Capela sull’altro fronte per il 40-50.

Le ultime giocate valide erano costituite da un’altra decisa e veloce entrata di Wanamaker, una tripla di Graham a 1:13 gentilmente offerta dall’extra pass si Miles che esaltava il gioco di passaggi prodotto e da un turnaround fade-away nel pitturato di Huerter che andava a fissare il primo tempo sul 45-52.

Un -7 che dava speranze specialmente visto il divario bench con gli Hornets rimasti handicappati dalla falsa partenza.

3° quarto:

La tripla di P.J. Washington su assist di Graham apriva bene il quarto per Charlotte che tuttavia scivolava lentamente indietro poiché Bogdanovic realizzava due liberi e due triple, la seconda una sfrontata frontale veramente tirata da lontanissimo su Graham…

51-60 e time-out.

Gli Hornets rientravano caricando con Graham la bomba vincente (assist di Rozier) quindi toccava ancora a Bogdanovic colpir da fuori oltre McDaniels.

Charlotte rispondeva con un appoggio di Rozier, Bogdanovic mancava l’appoggio in transizione tre contro uno e Rozier, ancora lui, cambiava direzione per prendersi un pullup dalla media diagonale sinistra che accarezzava il cotone portando il match sul 58-65 a 7:12.

P.J. condiva con l’open 3 per il 61-65 ma una tripla di Goodwin continuava a lasciar gli Hornets a rincorrere.

Gli Hornets si salvavano in difesa ma P.J. rimaneva giù per infortunio alla caviglia mentre era impegnato in marcatura, attacco 4 contro 5 insensato come gli Hornets che andavano a mettere un two and one con Wanamaker a 5:45, incredibile…

66-68, sfondamento di Knight su McDaniels e tripla di Rozier che si elevava altissimo su Goodwin per far piombare gli Hornets per la prima volta davanti dopo l’eterna rincorsa (69-68).

Lou Williams raffreddava la difesa di Charlotte servendo a Capela l’assist ma a 4:20 Rozier con l’open 3 ci rispediva avanti sul 72-70.

Dopo un controsorpasso e allungo firmato Goodwin (tripla ed entrata) per il 72-75 arrivava a 1.38 il 2/2 di Zeller in lunetta (rimbalzo offensivo e fallo subito) per il 74-75 mentre a 1:02 Graham chiudeva le ostilità del quarto con l’ennesimo dardo al curaro per il 77-75.

Schiacciata di Miles a parte, l’altra gioia di serata per gli occhi visto che il risultato non ha arriso ai teal & purple.

4° quarto:

I primi a segnare nell’ultima frazione erano i Falchi che con Bogdanovic pareggiavano, Miles in entrata ci riportava sul +2 quindi Okongwu trovato sotto pareggiava in schiacciata.

Un reverse layup di Bridges da fermo segnava l’81-79, Okongwu in lunetta splittava mentre McDaniels nel pitturato opposto segnava un turnaround fade-away con ferro amico.

Bogdanovic sbagliava, Biz tutto solo schiacciava su invito volante di Graham a 9:01 (85-80),quindi un arzigogolata drive di Hill valeva il -3.

Bridges dal corner destro esplodeva la tripla, Wanamaker in entrata per ben due volte faceva valere il fisico e i Calabroni strappavano un +10 insperato a 7:18 dal termine.

Sembrava filare tutto liscio con gli Hornets saldamente al comando ma un fallo di Biz in close-out su Bogdanovic regalava 3 FT allo scorer avversario e andava già bene sbagliasse il primo.

Lou Williams con un lungo due dalla linea di fondo sinistra passava lo schermo di Miles, Caleb Martin in entrata sporca segnava con un tiro altrettanto poco pulito ma gli Hawks conquistavano due volte il -5 con le triple di Lou Williams (in mezzo quella di Bridges presa in solitaria).

Charlotte sembrava un po0′ sfaldarsi in attacco andando troppo per conto proprio e Capela a 4:16 in alley-oop pescava anche il -3 (97-94).

A 3:45 Miles cercava di dare una scossa alla squadra e ci riusciva: avrebbe potuto venir giù il palazzo per la velocità con la quale si lanciava e la potenza espressa usata con il terminale del braccio destro che posterizzava Capela.

Il 99-94 durava poco perché Bogdanovic si riprendeva dal gelo al tiro infilando la tripla e un altro alley-oop di Capela a 2:42 equilibrava la partita.

Rozier in entrata batteva il centro dalla banda gialla ma gli Hawks riuscendo ad avere ben tre tentativi offensivi ripescavano il pareggio con Capela.

Gli Hornets rimanevano legati al concetto di Tripla e l’angolo destro era fatale: Miles andava corto, Lou Williams in entrata metteva spazio tra sé e McDaniels appoggiando al vetro il +2 Hawks.

Charlotte sopravviveva a una palla persa e a una tripla mancata di Bogdanovic, sulla corsa dall’altra parte con pochi secondi da giocare, Rozier faceva saltare l’avversario ma preferiva ricollocarsi nell’angolo destro tentando di vincer la partita in un sol colpo ma la sua bomba andava lunga sulla pressione difensiva, il fallo a :06.3 su Bogdanovic non dava speranze.

2/2 in lunetta con Charlotte a provarci vanamente con Graham da tre, niente da fare, la partita sfuggiva di mano (101-105) come la vetta della division.

Hornets troppo poco concreti nel momento decisivo.

Atlanta è riuscita a trovare gli uomini giusti per vincer la partita mentre gli Hornets evidenziano l’atavico problema di un centro che possa contrastare efficacemente i giocatori modello Capela.

Devonte’ Graham: 6,5

16 pt. (5/13), 2 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -2 in +/-. 3 TO. Solita partita da Devonte’ in attacco passata tra tentativi di triple dalle alterne fortune e sfornando assist. Prende in faccia una tripla da trequarti campo di Bogdanovic senza troppe colpe e in difesa non fa male rispetto il solito ma manca un paio di triple decisive oltre a prendersi un tiro da due (unico in partita) fuori equilibrio cercando il fallo (non tocca il ferro). Il suo lo fa nella giusta misura.

Terry Rozier: 5,5

18 pt. (7/17), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -18 in +/-. 1 TO. Pessima partenza nella quale sbaglia tutto e latita anche un po’ in difesa a mio avviso poi si riprende come spesso gli capita, infilando due triple. Nella seconda parte del match sale di tono e segna buono canestri da tre ma non solo anche in pullup con un’ottima partenza e crossover oltre all’appoggio che elude Capela nel finale. Peccato decida di provare a vincere la partita con la tripla finale che va oltre il ferro. Un ottimo recupero nell’ultimo quarto intercettando con il teletrasporto una palla diretta verso l’angolo ma anche una sfera che gli sfugge lemme lemme tra le gambe nel finale per una rimessa Hawks. Un Rozier che nelle ultime partite è uscito dal formato super di qualche tempo fa mostra la sua umanità. La voglia di rivalsa deve spingerlo per la prossima partita: per troppo tempo stasera si è nascosto in attacco lasciando spazio ai compagni, un attacco bilanciato va bene ma deve prendersi/concedersi qualche azione in più per aiutare una squadra latitante di veri scorer.

Jalen McDaniels: 6

9 pt. (4/7), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +3 in +/-. Si fa male cadendo cercando di conquistare un rimbalzo tra Bogdanovic e Rozier che gli frana addosso. Rientra con un cerotto sotto uno zigomo che non vanifica l’attacco dove prende meno tiri delle ultime partite anche se rimane abbastanza performante, 28:59 sul parquet con qualche problema di falli (4). Qui si vede come paghi in esperienza in difesa. Bogdanovic lo beffa da tre mentre se girato su Capela in ripiegamento diviene eresia. La palla che Lou Williams poggia per il vantaggio decisivo su un McDaniels che tiene pulito ma si distanzia troppo dall’attaccante non era facile da fermare ma giocando un po’ d’anticipo, forse…

Miles Bridges: 7

23 pt. (9/17), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, -4 in +/-. 2 TO. Il 3/10 da fuori non è granché ma il 6/7 da due punti sì. Mette insieme buone difese ma a volta i suoi sforzi sono vanificati dalla perfezione di Bogdanovic e Williams. Trascina Charlotte con punti importanti (un paio di reverse precisi e diverse entrate nelle quali mostra incredibile rapidità e bravura in repentini cambi direzionali) ed è quasi l’ultimo a suonare la carica con una mazzata tremenda che posterizza Capela. Peccato per la terzultima tripla (mancata) lanciata in partita da Charlotte, nata male e senza troppa convinzione…

P.J. Washington: 6,5

8 pt. (3/7), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -10 in +/-. Dal mio punto di vista stava facendo bene in difesa contro Capela. Lo sforzo di portarlo un ruolo più in su ovviamente rimaneva impari e il centro degli Hawks aveva vantaggi ma la stoppata rifilata in caduta nel primo tempo all’avversario è notevole poi cerca di usare il fisico arrangiandosi senza commettere troppi falli. Un bel passaggio da drive per la dunk di McDaniels poi mette anche due triple importanti per la rimonta ma sul più bello, mentre marca Capela, va giù e non rientra più sul parquet.

Cody Zeller: 5,5

6 pt. (0/2), 9 rimbalzi, 2 assist, +3 in +/-. 3 TO. Sei punti tutti ottenuti dalla lunetta. Rimbalzi difensivi e un paio di offensivi per conquistare i FT ma la tenuta difensiva lascia a desiderare moltissimo in serata ed ecco perché no a Cody come centro titolare. Avrebbe potuto far la differenza ma in realtà in difesa non la fa. L’attacco si muove meglio con lui anche perché Biyombo incaglia Charlotte nelle secche e Atlanta rimonta.

Cody Martin: 6

2 pt. (1/2), 2 rimbalzi, +1 in +/-. 1 TO in 8:36. Poco in campo, missione disturbare le frequenze di Atlanta e non far connettere la squadra. Ci riesce così così e si regala una emozionante schiacciata a una mano in transizione. La sua partita finisce presto per via dei problemi in attacco ma uno come lui su Bogdanovic ci sarebbe stato bene.

Caleb Martin: 6

4 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 2 assist, +4 in +/- in 18:39. Gioca più del fratello. Dovrebbero vietargli il tiro da tre in società ma almeno mette dentro con un’entrata di fisico un po’ ortodossa due punti importanti, il problema è che sbaglia triple aperte ed è uno che dovrebbe avere una mano migliore del fratello… La difesa non mi dispiace, anche lui concentrato a portar pressione. Tre rimbalzi, due assist.

Bismack Biyombo: 5

2 pt. (1/1), 1 rimbalzo, 1 assist, +1 in +/- in 7:44. A me è simpatico ma pare un ex giocatore. Quasi stupito di essere rimesso sul parquet in un momento decisivo (P.J. out e Zeller a rifiatare) conferma che non dare spazio a Carey Jr. è un’ignominia. Disastroso sul close-out che regala un 2/3 al giocatore degli Hawks (non solo quello) e in qualche maniera fa partire la rimonta, sempre fuori tempo… anche in schiacciata solitaria per un attimo da l’impressione di esserlo.

Brad Wanamaker: 7

13 pt. (6/11), 3 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata, +2 in +/-. 2 TO. Da Wanamaker non ci si aspettava un granché se non esperienza e difesa. Le mette entrambe con qualche saltuaria mancanza: esperienza nel finale quando in salto Graham lancia la palla sopra la sua testa pensando si trovasse sulla linea da tre punti (da dove è meglio che non tiri) mentre lui convergendo verso il centro intendeva incunearsi verso canestro, cosa che gli riesce bene per stazza fisica intesa come peso. Si fa valere spingendo finché Hill non lo innervosisce facendolo commettere un TO offensivo per l’uso eccessivo dell’avambraccio destro. Assist anche in transizione e rimbalzi: Non è lui l’anello debole.

Coach James Borrego: 5,5

Nessuna scusa e possibilità da giocarsi per chi ha giocato meno a oggi aveva detto Borrego ma pare che la squadra entri sul parquet bloccata dalla pressione avversaria.Troppo tempo per giocarsi il time-out a inizio gara, l’inserimento di Biyombo a garantire solidità si rivela una rovina perché Biz viene scongelato in fretta e furia. La mentalità di prendere triple sempre e comunque questa volta non paga. Non riusciamo a solidificare la difesa nel finale e l’attacco s’inceppa andando per conto proprio lanciando triple e commettendo TO.

Matchup key Vs Hawks

Matchup key game 52 (A cura di Igor F.)

Devonte’ Graham Vs Trae Young

A inizio stagione nessuno pensava che Hawks e Hornets (soprattutto) potessero contendersi la leadership della Southeast Division.

Gli Hawks sono 28-25 in classifica, al quinto posto nella Eastern Conference grazie al cambio di passo offerto dall’allenatore Nate McMillan.

Gli Hornets sono 27-24, al 4 ° posto nella propria conferenza e al primo nella propria Division.

I favoriti Heat tallonano e stanno a guardare cosa succederà nello scontro che avverrà allo Spectrum Center (ore 19:00) tra Hawks e Hornets pronti a lottare per il posizionamento nei playoff.

Se non è uno showdown è uno scontro al vertice importantissimo sebbene le due squadre siano rimaneggiate.

Charlotte consta delle solite tre assenze anche se Monk pare vicino al rientro, Atlanta ha out oltre Reddish, Hunter, Dunn, Snell e Collins mentre in dubbio rimangono secondo Brad Rowland di PeachtreeHoops.com, Danilo Gallinari e Trae Young.

Clint Capela ha dei problemi al tallone ma in campo non sembra risentirne.

Possibili svantaggi:

Se Young dovesse essere della partita sarà ovviamente la minaccia principale da controllare per gli Hornets che dovrebbero trovare soluzioni per metterlo in difficoltà poiché lasciarlo fare vorrebbe dire lasciar favoritissimi gli ospiti.

Quest’anno c’erano già riusciti nel primo incontro tenendolo a 7 punti ma questo sembra decisamente un altro giocatore come Atlanta sembra un’altra squadra rispetto a quella vista sotto l’egida di coach Pierce.

Le sue penetrazioni e il tiro da tre potrebbero dar fastidio a un organico incompleto.

Toccherà a Borrego trovare la miglior soluzione per contenerlo e non far sviluppare l’asse play-centro con Capela pronto come secondo incomodo.

Stiamo andando a correre qualche rischio con questo gruppo”, ha detto Borrego. “Dobbiamo correre qualche rischio per segnare”, il che vorrebbe dire probabilmente un’altra partenza con P.J. Washington in quintetto.

Controllare i rimbalzi difensivi contro una buona squadra da rimbalzo d’attacco sarà fondamentale per non concedere second chance e triple.

Possibili vantaggi:

Gli Hornets hanno diverse importanti defezioni ma potrebbero trovarsi di fronte a una squadra che ne avrebbe altrettante se Young non fosse del match.

Il ritmo dei Falchi non è altissimo, l’attacco è buono ma la difesa meno.

Giocando in casa i Calabroni potrebbero più facilmente sentirsi a proprio agio per imporre il proprio ritmo e gioco e anche se Graham probabilmente non finirà per giocare i minuti di media di Young, potrebbe con la sua pioggia di fuoco da oltre l’arco, replicare al talento avversario e innervosire Atlanta.

La squadra non è quella base ma a OKC e Milwaukee si sono viste buone connessioni a prescindere dagli interpreti (Borrego probabilmente punta sul gioco offensivo contando ancora anche su McDaniels), bisognerà limare qualche TO tuttavia poiché il test di stasera sarà più impegnativo.

L’attacco dovrebbe rispondere a sufficienza ma invertendo il proverbio direi che il miglior attacco è la difesa con Charlotte che garantendosi i rimbalzi difensivi potrebbe stendersi in fast break e avere più occasioni, in questo senso se Zeller replicasse le ultime due uscite potrebbe divenire elemento fondamentale dalla panchina.

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“Enemy” vintage

Natale 1986. anno IX, n. 44 Superbasket. Gli Atlanta Hawks volavano in alto come quest’anno. Va bene ma stasera a Charlotte ci auguriamo che i Calabroni li facciano planare a più bassa quota.

11ª Intervista – Iacopo DP

Per l’intervista odierna andiamo a conoscere un altro fan di Charlotte, al secolo Iacopo di Pancrazio che saltuariamente “infesta” simpaticamente con battute di spirito (il più amato da Batum) il gruppo FB Charlotte Hornets Italia, a volte contribuendo a rialzare il molar…, no, il morale quando i risultati o gli eventi sono negativi.

Iacopo a bordo della vespa (no, non è esattamente quella della Piaggio) indica la strada per i playoff.

La prima parte dell’intervista sarà quindi sviluppata un po’ in chiave ironica ma prima andiamo a conoscerlo meglio.

1ª domanda:

Scontatissima… ci direbbe di dov’è, dove vive, età, cosa fa nella vita, hobby (la password PayPal non la chiedo in pubblico) e perché anche lei si è stranamente risulta “affezionato” ai teal & purple?

1ª risposta:

“Ciao!

Mi chiamo Iacopo.

Ho 27 anni e vivo in un paese nella provincia di Teramo, Abruzzo.

Laureato in Mediazione Linguistica poco prima del lockdown.

Giusto sulla sirena.

Amo lo sport, in particolare calcio e NBA.

Ovviamente preferisco guardarlo più che giocarlo (come molti d’altronde ).

La passione per i Calabroni è nata in maniera del tutto casuale.

Ve la racconto…. da bambino mio padre (non appassionato di pallacanestro) portò a casa due palloni da mini basket.

Uno dei Raptors e l’altro degli Hornets.

Scelsi il secondo visto che era più piccolo (ho un fratello maggiore, quindi andava rispettata la gerarchia).

Dopo molti anni mi sono imbattuto in un gioco NBA e ho ricollegato la palla alla squadra.

Peccato che all’epoca fosse sponda New Orleans ma con un po’ più di ricerche ho ritrovato gli originali.

Gli Charlotte Bobcats di Gerald Wallace & Co.

Gli underdog per eccellenza.

È grazie all’atleticità e “spericolatezza” difensiva e offensiva di Crash specialmente che sono affezionato ai teal & purple (in quell’era Bobcats).

Non solo mi sono appassionato alla squadra ma anche a questo sport.

La password la trovi in fondo all’intervista.”

(Ringrazio Iacopo ma era a zero il conto ^_°)

2ª & 3ª domanda

La recente cronaca offre frequentemente spunti da epic fail.

Per rimanere all’attualità abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini della portacontainer Evergreen che era riuscita a bloccare il canale di Suez.

Si è scoperto poi che Evergreen è anche il nome di una compagnia taiwanese di trasporti (nulla ha a che fare con l’azienda che gestisce la nave) quando un camion ha urtato un guardrail dopo aver perso i controllo finendo di traverso sulla carreggiata bloccandone il traffico di Nanchino.

Qui le domande (offerte da Maxibon “Du gust is megl’che uan”) sono due in una:

Chi è il giocatore che in questi anni ha maggiormente intasato il cap degli Hornets causando perdite a MJ e ritardato la possibilità di un progetto vincente?

La seconda è a traino ma bisogna vedere tutto questo video per capirlo:

Ecco, diciamo che la protagonista, Charlotte (io l’ho visto tutto da piccolo e si finisce inevitabilmente per tifare per la protagonista attorniata da parenti serpenti, manigoldi, farabutti e gente che più che marachelle nel DNA ha una sete di sangue che Gengis Khan levati) che si affida a una stella, forse però, come si evince nel video quella stella non funziona oppure la “sfortuna” sta nel nome della protagonista e anche quindi della franchigia.

Non che a New Orleans le cose siano andate molto meglio ma se dovessimo scegliere un nome da abbinare a Hornets per tentare di eliminare la sfortuna baskettara nella Queen City, quale nome sceglierebbe?

2ª & 3ª risposta:

“Seconda domanda troppo facile.

Ovviamente Batum.

Quel contratto è stata la Morte Nera.

Purtroppo per lui e soprattutto per la squadra.

Contratto troppo oneroso per quel tipo di giocatore.

Ha bloccato la crescita e il mercato del team.

Detto ciò preferirei paragonare il portacontainer a Rich Cho più che a un giocatore (scusate per i troppi ciò/cho).

Per quanto concerne la terza domanda mi sento di dire che sia l’imprenditore che i dipendenti concorrono alle fortune dell’azienda quindi secondo me la sfortuna non sta nel nome della franchigia.

Anche se non è accattivante come nome e città mi terrei gli Charlotte Hornets.

C’è storia americana.

Al massimo sfrutterei il nome della squadra satellite.”

4ª domanda:

Spiando un po’ nel profilo a fin di bene (don’t try this at home) ho notato che si è iscritto a una pagina che spoilerebbe le informazioni a metà quindi adesso pensavo di metterla in difficoltà chiedendole come finirà la stagione degli Hornets confidando nella sue preveggenza ereditata da Paolo Fox potrei regalarle imperitura gloria o improperi vari (saranno censurati).

Le chiedo quindi in stile Mike Bongiorno:

Ce la faranno gli Hornets a qualificarsi per i playoff e se sì, in che posizione e contro chi andranno ai play-in o al primo turno?

LaMelo Ball rientrerà prima di fine stagione?

Chi sarà il top scorer del team alla fine?

L’anno prossimo vedremo ancora Cody Zeller a Charlotte e indipendentemente da ciò, sfoggerà un nuovo look all’Antonio conte con il suo gatto (di Pancrazio)?

4ª risposta:

“Sono più famoso per le gufate che per le previsioni.

A inizio anno in un sondaggio avevo messo gli Hornets al 7º posto (se non erro).

Mi hanno sorpreso ancora di più.

Ero un po’ scettico su LaMelo soprattutto per il contesto famigliare.

Quindi direi playoff e ti dico di più: se trovassimo i Celtics al primo turno ci sarebbe la possibilità di passare anche il turno .

Riguardo LaMelo, spero che torni in campo il prima possibile.

C’è molta qualità quando è in campo e si vede però aspetterei.

I PO si giocano con un intensità diversa e non vorrei che peggiorasse l’infortunio.

Aspetto di sapere cosa diranno i medici.

Zeller ci sarà e firmerà un contratto 1+1 per 5 milioni circa.

Fare completamente a meno di Cody è dura.

Soprattutto voglio ancora assistere alla sfida con Hayward, tra chi ha il ciuffo più croccante.”

(Scusate l’intrusione ma volevo segnalare a Iacopo il “fresh ciuffhornets” di McDaniels, suo punto di forza. Se fosse un omino Lego avrebbe impiantato in testa evidentemente un cavolo romanesco tinto di nero ma niente di serio…)

5ª domanda:

Passando a domande più serie, andiamo a rivangare il passato.

Qual è secondo la sua opinione il giocatore simbolo degli Hornets per antonomasia e perché?

5ª risposta:

“Secondo me non può non essere Kemba Walker.

Un grandissimo giocatore, silente, ma non Albus Percival Wulfric Brian Silente.

Mai una parola fuori posto.

Giocatore che è migliorato tantissimo negli anni dando tutto per la franchigia (mi immagino un suo ritorno per chiudere la carriera).

Charlotte è come Kemba.

Mai troppo considerata.

Mai nella lente d’ingrandimento.

Una squadra di underdog.”

6ª domanda:

Roster giovane, sulla carta con tante possibilità e margini importanti, ma… come terminerebbe la frase? Finisca la frase…

6ª risposta:

“Ci riprovo ma… pur sempre Charlotte.

Ci mancano ancora giocatori che facciano entrambi le fasi in maniera discreta.

Ci mancano solidi role player.

Siamo comunque sulla buona strada.”

7ª domanda:

Abbiamo più e più volte parlato del need, di ciò che avrebbe bisogno questa squadra, al contrario cos’ha invece invece è funzionato bene in questo team e su chi o cosa questi Hornets dovrebbero costruire il loro futuro?

7ª risposta:

“Con gli arrivi di Kup e Borrego ci stiamo disintossicando di contratti e giocatori non adeguati. Abbiamo fatto delle belle “prese” al Draft da qualche anno, cosa non da poco per Charlotte. Abbiamo acquisito anche Rozier e Hayward.

Stiamo alzando l’asticella di parecchio in tempi record.

Per il futuro bisogna puntare e costruire attorno a LaMelo, senza dubbio.”

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Grazie a Iacopo Di Pancrazio per la misurata e simpatica intervista.

Game 51 – Charlotte Hornets @ Milwaukee Bucks 127-119

Intro

“Io vi dico: bisogna avere molto caos dentro di sé per partorire una stella danzante. Io vi dico: voi avete ancora del caos dentro di voi.
Guai! Si avvicinano i tempi in cui l’uomo non partorirà più stella alcuna.”

Se vi suona familiare avrete già sentito qualcosa di simile in Baila Morena di Zucchero il quale si sarà ispirato allo stralcio tratto da “Così parlò Zarathustra” scritto da Friedrich Nietzsche.

L’interessante e controverso filosofo, cultore e detrattore al contempo del corpo giacché combatteva la metafisica del Dio cristiano e altresì annunciava insieme alla morte di Dio la caducità del corpo (insieme al concetto di eterno ritorno ma qui ci allargheremmo troppo) nel virgolettato sopracitato ha centrato con una frase a effetto il punto esatto dove nascono le idee.

Gli esempi della natura quali la morte di una stella che può generare nuova vita sono una potente metafora anche per richiamarsi a una stella ed esprimere che nella mente, nell’animo umano, le idee, gli stimoli e le necessità muovono affinché una nuova potenza creatrice affiori mentre dall’appiattimento e dal seguir idee preconfezionate pronte all’uso per la massa non possa uscire nulla di buono.

Di caos a Charlotte nelle ultime settimane se ne è creato parecchio.

Vampate colorate di fumo si sono sollevate con le soluzioni di Borrego per render ciechi agli avversari il canestro prima e quando non ha funzionato si sono gettate luci colorate per confondere gli avversari.

La realtà è che Charlotte senza il proprio trittico d’attaccanti fa fatica e deve mascherare in qualche maniera le proprie lacune con soluzioni fantasiose quanto quelle francesi che per spaventare i tedeschi misero in piedi dei carri armati gonfiabili per scoraggiare un’eventuale invasione (stesso concetto d’arte bellica nel dipingere falsi aeroporti sui quali gli aerei nemici avrebbero sganciato bombe sul nulla e dello spaventapasseri in un campo).

La “gita” a Milwaukee di questi tempi non è certo la miglior scelta ma il calendario è questo e non si può fare altrimenti.

Con Dallas per i Bucks sono rimasti fuori P.J. Tucker e un Giannis Antetokounmpo.

Il greco rimane in dubbio e i Cervi perderebbero un po’ del loro potenziale offensivo se l’All-Star non fosse effettivamente della partita ma con tre gravi defezioni gli Hornets avrebbero comunque bassi margini d’errore per tentare di strappare un’improbabile vittoria.

L’unica soluzione per tentare di vincere a Milwaukee sarebbe generare un attacco diversificato nel quale la squadra mantenesse quintetti equilibrati e dove tutti dovrebbero partecipare alla manovra perché il solo Rozier sarà visto come un sorvegliato speciale.

Brooklyn e Boston sono state due trasferte pesanti.

A Milwaukee si va senza nulla da perdere poiché una sconfitta rientrerebbe nella norma ma i Calabroni non devono rinunciare a tentare di vincerla perché per come siamo messi oggi, ogni vittoria strappata vale platino.

Analisi

La possibile assenza di Antetokounmpo era seguita da altre notizie confortanti per Charlotte: prima Jrue Holiday e P.J. Tucker si univano all’indisponibilità sicura del greco, poi, quanta manna dal cielo, anche Middleton, B. Lopez e DiVincenzo si univano ai compagni infortunati.

La bandiera bianca alzata da questi giocatori offriva Charlotte una possibilità di vincere a Milwaukee (ultima W a ottobre 2016) e di portare a casa il tie-break ma soprattutto conquistare una W importante per resistere in classifica viste le nostre assenze e rispondere ad Atlanta, New York e Boston, le quali, tutte in svantaggio nella notte hanno rimontato rispettivamente Chicago, Memphis e Minnesota per andare a vincere le loro partite.

Un caos che ha permesso a Charlotte di prendere lentamente il largo accumulando una manciata di punti a quarto o poco più (11 a fine secondo e li ha quasi raddoppiati a fine terzo giungendo sul +19), un vantaggio a indicare che la bilancia delle assenze propendeva incredibilmente a favore di Charlotte questa volta.

Un attacco bilanciato portava il quintetto titolare di Borrego in doppia cifra più Zeller che dalla panchina arrivava ancora su una doppia doppia…

Milwaukee ottiene 24 punti da Nwora, 19 da Teague, 18 da Forbes, 13 da Merrill, 12 da Thanasis Antetokounmpo più 10 a testa della coppia Portis/Diakite chiudendo con un 44,9% al tiro battuto dal 48,8% di Charlotte che ha tirato dalla lunetta con un 20/22 contro il 17/23 dei padroni di casa.

A poco è servito il 52-57 pro Bucks, gli outrebounded Hornets hanno smistato 35 assist contro i soli 23 dei Cervi nonostante i TO Hornets siano stati 18 contro i 17 locali.

Da segnalare anche un 10-3 nelle stoppate a sublimare spesso una discreta protezione del ferro in situazioni di uno contro uno o mischia vicino il canestro.

Per una volta l’amor fati arride a Charlotte che porta a casa un 4-2 dal giro di trasferte mantenendo ancora la testa della Southeast Division in attesa dello scontro al vertice di domani, ore 19:00 contro Atlanta da giocare allo Spectrum Center.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

La palla a due era vinta dai Bucks grazie a Portis che tuttavia usava la prima azione del team per schiacciare sul ferro inutilmente e dopo un’altra azione a vuoto da parte di ambo le squadra Charlotte pescava McDaniels a 11:10 dal corner sinistro pronto a silurare i Cervi dalla lunga distanza.

Portis si rifaceva con un jump hook oltre P.J. Washington ma P.J. ricevendo un lob vedeva scivolare il suo marcatore sul contatto fisico, palla recuperata e comodo jumper dalla media sinistra.

I Bucks tornavano sul -1 con un arresto e tiro preciso di Forbes quindi toccava a Bridges raddoppiato passare al volo sulla baseline sinistra a McDaniels che arrivava di gran corsa per la jam del 7-4.

Portis mancava il tiro ma Antetokounmpo con la put-back dunk faceva da ponte per il vantaggio della squadra locale che con Forbes dalla distanza otteneva il 7-9.

Charlotte sfruttava ancora una volta l’ampiezza del campo per colpire dall’angolo, questa volta era il destro e la mano santa era quella di Bridges.

Forbes mancava la tripla, P.J. catturava un buon rimbalzo e in attacco Portis si arrangiava con un tocchetto malizioso sulla schiena su Miles impegnato da sotto.

Due liberi a segno a 8:01 rintuzzati dallo stesso Portis ma i Calabroni usavano bene ancora la lunetta con McDaniels a 6:57 per portarsi sul 14-11.

I Bucks rimanevano agganciati con Portis e due punti da sotto, Rozier mancava una tripla e così la squadra del Wisconsin balzava nuovamente al comando con la tripla di Merrill.

Il gioco di squadra di Charlotte favoriva la tripla aperta di P.J. Washington (17-16) ma la fase era convulsa e una finta del piccolo Teague da sotto faceva trovare lo spazio al play per il +1 Bucks.

Se i Cervi saltavano l comando, gli Hornets volavano con le triple: Miles ne aggiungeva una sopra Portis facendo toccare il 20-18 a Charlotte che dopo aver visto gli avversari mancare quattro tentativi (una stoppata di Zeller su Merrill dubbia a dire il vero perché forse arrivava dopo che la palla fosse già andata a impattare sul vetro?) portavano Charlotte a chiudere un fast break con Wanamaker.

Il play pescato dai Warriors otteneva poco più tardi anche due FT che non falliva e Rozier con un fluttuante fade-away rallentato si liberava di Connaughton per infilare il +8 (26-18) e far involare gli Hornets.

Un buon terzo tempo arzigogolato di Antetokounmpo riduceva le distanze ma l’otto-volante di Miles si chiudeva in lunetta per il nuovo +8 dove a far la differenza erano i liberi con un 8/8 per Charlotte e uno 0/0 per la squadra di Budenholzer.

I primi due FT capitavano poco dopo tra le mani di Thanasis ma il suo 0/2 lasciava al palo i Bucks che Recuperavano tre punti grazie alla bomba di Forbes.

Graham in entrata veniva spostato sul floater e in lunetta riuscendo a portare lo score FT sul 10/10 aumentava il vantaggio.

Diakite per i Bucks trovava i primi liberi buoni per il team in nero così come Wanamaker in palleggio nella nostra metà campo incrociando Toupane inciampava.

Per la terna erano due liberi e a :40.9 si passava sul 32-25.

Antetokounmpo con una manata faceva perdere un turno offensivo ai suoi ma su un bad pass orizzontale di Caleb si faceva perdonare andando a chiudere un fast break con una flash dunk per fissare il risultato sul 32-27

McDaniels – scortato da Zeller -in reverse layup. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Da una rubata di McDaniels e da un errore in appoggio in transizione di Caleb Martin nasceva la correzione di Zeller.

Le squadre rimanevano pimpanti in attacco viste le assenze: Portis continuava a essere la punta di diamante per perforare Charlotte ma McDaniels sorprendeva ancora dall’angolo bucando da tre la difesa avversaria.

Zeller poi trovava metà quarto notevole appoggiando al vetro intenzionalmente dal pitturato e rollando successivamente per spostare l’attenzione su di lui ma il passaggio di Graham intendendo servire in angolo Bridges era esaltato dal numero 0 che catapultava il catch n’shoot vincente per il 42-29.

Portis da sotto sfruttava l’assenza di Zeller andati a chiudere il tiratore originario (air-ball) ma un reverse elegante di McDaniels in corsa spostava il maxischermo sul 44-31.

Zeller conteneva il tiro di Portis e si esaltava nelle vesti di passatore quando McDaniels piombava in area frontalmente per chiudere la scorribanda al ferro.

Sul 46-33 si pensava di poter mantenere il vantaggio, invece, Charlotte lentamente si faceva rimontare sbagliando tiri: McDaniels falliva due conclusioni e Merrill su McDaniels metteva dentro il 48-39 grazie a tre punti che indicavano a 6:48 a Borrego la via del time-out.

Milwaukee diminuiva il gap di due punti ma Portis era stoppato da Bridges in aiuto e sulla transizione dalla diagonale destra Rozier in caduta (rialzato poi addirittura da Borrego) metteva dentro la tripla.

Non si faceva tempo ad esultare che in 7 seconds Nwora pareggiava la bomba di Rozier, il quale per affermare d’essere il migliore si ripeteva subito dalla stessa posizione senza tremare.

54-44, Rozier prendeva troppa confidenza riprovandoci con un super deep 3 ma andava bene a Zeller che recuperando il rimbalzo sotto metteva dentro due punti.

Un altro blackout durante il quale gli Hornets ottenevano uno 0/7 dal campo portava la squadra di Antetokounmpo a rientrare nonostante Bridges pescasse due FT per un blocking foul di Diakite.

Il suo two and one (scappato con un veloce reverse spin dal post basso a Zeller) il 58-54.

A dare ossigeno ai Calabroni arrivavano due triple di Graham che dalla diagonale destra sganciando la seconda a :36.4 faceva respirare i Calabroni sul 64-55.

T. Antetokounmpo sbagliava, Bridges metteva dentro un appoggio rovesciato e sull’errore di Forbes in driving floating la palla giungeva ad Antetokounmpo che errando anche il tap-in lasciava inalterato il punteggio sul 66-55 prima che partissero le note di Return of the Mack e le squadre rientrassero negli spogliatoi.

3° quarto:

Gli Hornets si affacciavano sul secondo tempo con la concreta possibilità di portare a casa un’insperata vittoria e tentavano di dare la spallata vincente nei primi 12 minuti. Schizzavano fuori dalle orbite quando McDaniels trovato in corsa andava a piantare un hammer di mano destra che inceneriva la difesa dei nero-verdi, Graham a 10:50 infilava un’altra tripla facendo salire il vantaggio a 12 punti (71-59).

Nwora rispondeva da oltre l’arco ma dalla faretra di Graham usciva la freccia per una tripla frontale per la pronta risposta (74-62).

I Bucks privi dei loro migliori elementi si affidavano all’esperienza di Teague che in entrata – sbattendo su Rozier – metteva il two and one del 79-70.

Uno stop & pops di Rozier riportava i Calabroni sulla cifra del doppio vantaggio (81-70) per poi contribuire ad aumentare il divario con un lungo jumper dalla destra e un ½ ai liberi a 5:29 (dopo aver seminato un paio di difensori in entrata era toccato sull’alzata proprio sul braccio del tiro) per l’84-71.

Rozier appoggiava ancora in fast break, Teague metteva dentro da tre ma in post basso destro emergeva P.J. Washington che in turnaround dolcemente batteva Merrill nonostante il fallo che procurava l’and one a 4:36 e il +15 Charlotte (89-74).

Le ultime resistenze locali erano tracciate dalla tripla di Connaughton e da due errori di Caleb Martin che proprio non volendone sapere di mettere una tripla si dedicava al giro palla fornendo a Rozier il materiale per il 94-79 (menzione a Bridges che faceva partire il tutto con una stoppata su Antetokounmpo al limite grazie alle sue doti atletiche).

Il finale di quarto era opzionato dagli Hornets che con Wanamaker si regalavano l’alzata per mandare in onda il fuoco d’artificio Bridges in alley-oop (100-81)…

Devonte’ Graham, tiratore da tre da 18 punti (20 totali) nella notte. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Charlotte doveva solo non perdersi un’altra volta in blackout offensivi: Mc Daniels e il suo bump in area rispondevano a due punti di Forbes poi Milwaukee a zona era battuta da Cody Martin , il quale trovava il cesto da tre punti dalla destra grazie al passaggio di uno Zeller che all’interno dell’area fungeva da pignone e catena di trasmissione.

Graham a 9:52 dal corner sinistro bombardava ancora e gli imenotteri giungendo sul 108-88 ipotecavano la vittoria.

Teague in entrata ritmata metteva dentro, Charlotte faceva scadere i 24 giochicchiando un po’ troppo e P.J. Washington commettendo un goaltending su Teague in fing and roll riavvicinava un po’ i Cerbiatti.

A metà tempo (6:04) però Bridges, tentando una bomba da casa sua, diceva che non era serata per la squadra di un Budenholzer che cominciava a protestare civilmente con la terna (qualche volta ne aveva probabilmente ben donde ma senza superstar le chiamate non piovevano di certo, anzi, per una volta complessivamente Charlotte guadagnava sui fischi della terna).

P.J. a rimorchio di Wanamaker infilava la tripla per ripetersi in back to back 3 con altro assist di Brad…

122-101 a 4:34 dalla fine, Borrego inseriva di lì a poco le riserve che mettevano paura perché i Bucks rimontavano in fretta fino al 124-115.

Vernon Carey Jr. però trovava a :36.6 il canestro con l’and one incorporato che spazzava via i dubbi su un finale con almeno il cronometro che avrebbe giocato a nostro favore.

127-119 il finale di una partita che ha visto molte defezioni da ambo le parti ma alla fine ha premiato Charlotte con una vittoria che conta molto di più di quella eventuale che avrebbero potuto ottenere i Bucks che saranno difficilmente superabili in terza posizione.

Devonte’ Graham: 7,5

20 pt. (6/12), 2 rimbalzi, 5 assist, +15 in +/-. 2 TO in 25:34. Altro che bomber Bobo Vieri mentre si rade. Il vero bomber è lui che rade al suolo nei momenti che contano la difesa della città di Fonzie. Triple al momento giusto che colpiscono al cuore del bersaglio e allontanano Charlotte dalla possibile rimonta. Quelle sul finire della seconda frazione sono ossigeno ma anche quella profonda per il 74-62 a 6:52 del terzo non è niente male considerando il close-out. Tenete conto che il 6/12 è tutto basato su tiro da tre punti, in più ci sono 5 assist in poco più di metà partita reale…

Terry Rozier: 7

20 pt. (8/17), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata, +10 in +/-. 2 TO. Due triple in serie dalla diagonale destra nel secondo quarto con la prima in caduta e Borrego che lo rialza poi nel terzo quarto ne mette un’altra dalla stessa posizione ma non è sempre preciso da fuori così cerca altre maniere di realizzare e sempre nella penultima frazione tra entrate, stop & pops e jumper da due lunghi o dal mid range mette insieme la sua ventina di punti (in media stagionale) che aiuta parecchio Charlotte a svignarsela dalla pressione di Milwaukee.

Jalen McDaniels: 8

19 pt. (7/11), 6 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 2 stoppate, +8 in +/-. 1 TO. Mh… ancora una prova del genere e potremmo dire che se tre indizi fanno una prova, McDaniels pare essersi svegliato ed essere tornato quello dello scorso anno. La fiducia riposta in lui da Borrego come titolare sembra un aspetto motivazionale vincente e i minuti (31:05) lo aiutano. Arriva alle soglie della ventina di punti sprecando poco iniziando a colpire dagli angoli ma poi f vedere anche un paio di inserimenti centrali a fari spenti sui quali i Bucks non riescono a contrastarlo. Un bump in area e una martellata di destro al canestro avversario. Una gioia per chi lo avesse preso al fantabasket e per noi che ritroviamo un protagonista inaspettato che al momento non sta facendo rimpiangere Hayward visto che nella partita prende rimbalzi, stoppa e fornisce assist. Un piccolo break con due tiri falliti e una tripla presa in faccia non rovinano la sua buona gara.

Miles Bridges: 8

26 pt. (8/13), 7 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate, +13 in +/-. 2 TO. Beh… semplicemente l’uomo che aspettavo nel momento del bisogno. Rimbalzi, stoppate, canestri anche dalla lunga distanza (4/8 con una bomba da casa sua a metà ultimo quarto). Confidente e straripante atleticamente stoppa Antetokounmpo allo zenit della sua elevazione che replica in alley-oop quando Wanamaker gli alza un pallone per spedire Charlotte a fine terzo quarto sul +19.

P.J. Washington: 7

18 pt. (6/13), 7 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata, +10 in +/-. 1 TO in 31:07. In ripresa. Prende le misure agli attaccanti avversari e nel secondo tempo resiste ad Antetokounmpo rimanendogli avanti con un ottimo scivolamento fino a vederlo passare la palla al fondo del campo. Un rimbalzone difensivo a inizio partita, bene in lunetta, nel finale dopo un 1/5 da fuori si riprende e fa 3/7 in totale da tre punti. Coordinato e preciso il gancio in turnaround dal post basso destro che gli frutta l’and one per fallo di Merrill.

Brad Wanamaker: 7

6 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate, +11 in +/-. 2 TO. La difesa di Milwaukee nuova di zecca non sa che animale sia. Se lo ritrova a inizio partita pronto all’entrata ed è una specie di cinghiale che viene a reclamare il suo pasto nel cuore della città. Stupiti i Bucks lo fermano un paio di volte con il fallo. Pessima idea perché dalla lunetta è quasi infallibile e a parte due TO che compensa con altrettante rubate smazza assist (facile ma dai tempi giusti quello a Rozier sulla transizione) contribuendo bene al gioco di squadra. Nel finale porta fortuna anche a P.J. offrendogli due assist per triple che non sbaglia.

Cody Martin: 5,5

3 pt. (1/4), 4 rimbalzi, 1 stoppata, -7 in +/-. 2 TO. Tripla a parte dalla destra fornita dall’assist di Zeller non è una gran serata e come il fratello conquista qualche rimbalzo aggiungendo una stoppata ma perde anche un paio di palloni. Piuttosto sterile in attacco anche se la sua bomba è arrivata al momento giusto.

Caleb Martin: 5,5

2 pt. (1/7), 4 rimbalzi, 5 assist, +7 in +/-. 3 TO. Altruista, questo sì, gli va riconosciuto. Non prende solo tiri essendo ipoteticamente un tiratore ma svolge il suo compito di giocatore gregario assolvendolo bene. Il problema è che a parte l’unico canestro realizzato da sotto, lo 0/5 da fuori è un ostinato tentativo di trovar il feeling con il canestro ma mentre lui è alla ricerca di ciò Charlotte fa dei passaggi a vuoto che in altre partite potrebbero costare di più. Poca mano e qualche TO di troppo.

Grant Riller: s.v.

0 pt. (0/0), 1 assist, -10 in +/- in 2:28. Fa guardia sul perimetro nel finale. Coinvolto nella sciagurata rimonta Bucks non prende tiri ma regala un assist a Carey Jr..

Nate Darling: s.v.

0 pt. (0/1), -10 in +/- in 2:28. Un tiro da tre punti preso e mancato, ancora deve prendere il ritmo sperando capisca che quel tipo di tiro non va bene.

Cody Zeller: 7,5

10 pt. (5/8), 12 rimbalzi, 3 assist, 3 stoppate, +13 in +/-. 2 TO in 21:32. Altra doppia doppia entrando dalla panchina non giocando nemmeno metà tempo reale. Segna con continuità e segna anche il cambio di passo difensivo di Charlotte tra l’inizio e la metà del secondo quarto. Finisce un po’ la benzina prima dell’intervallo facendosi battere un paio di vole e Borrego lo richiama in panca ma nel complesso continua a giocare in maniera molto positiva ottenendo rimbalzi offensivi, tenendo sul tiro di Portis e degli altri attaccanti e influenzando diversi tiri piazzando anche qualche stoppata. Rispetto a Biz sta producendo alla grande per la bench di Charlotte.

Nick Richards: 5

0 pt. (0/0), -10 in +/- in 2:28. Gioca poco ma si mostra incerto nel posizionamento e friabile in difesa poi compie anche un orrendo close-out regalando 4 punti sul pullup da tre di Toupane…

Vernon Carey Jr.: 6

3 pt. (1/2), 1 rimbalzo, -10 in +/-. 1 TO. Parte tirando male poi commette un fallo offensivo ma su assist di Riller da sotto trova il two and one in 3:33 di passerella aggiunge tre punti al suo misero bottino complessivo d’annata.

Coach James Borrego: 7

Quello che poteva fare lo fa. Orchestra una squadra che gioca d’insieme tanto che a inizio gara Graham e Rozier hanno solo una manciata di punti in due ma trova in McDaniels e Bridges una coppia d’ali che sa volare. L’inserimento di Zeller dalla panchina ha i suoi risvolti positivi. Dispiace per Biz ancora out ma non è il suo momento in queste condizioni. L’abbraccio finale e il rispetto guadagnato da Budenholzer sono scene sportivamente belle da vedere aldilà del risultato che questa volta ci favorisce.

Game 50 – Charlotte Hornets @ Oklahoma City Thunder 113-102

Intro

Nere nubi si sono addensate su Charlotte.

Il cielo si è fatto scuro e minaccioso.

Un inafferrabile lampo di luce all’orizzonte fotografa il veloce momento facendo presagire vita o morte.

This is Charlotte…

L’estrema antimateria è presente e una tempesta di fulmini è pronta a scatenarsi sulla Chesapeake Energy Arena.

Lo scontro rivelerà la verità su questi Hornets in grave difficoltà.

Come sappiamo, tre dei nostri principali primattori si sono dovuti fermare per problemi fisici: Hayward, Monk e Ball ne avranno ancora per un po’, gli Hornets devono sopravvivere trovando un modo per illuminare il proprio gioco non affidandosi soltanto a i bagliori di Rozier, Graham e Bridges ma alle luci al neon di qualche altro interprete fvorito dal gioco di squadra.

Per fortuna di fronte a sé vi saranno dei Thunder alle prese con l’infortunio di Gilgeous-Alexander, la decisione di non far giocare Al Horford per dare spazio al lungo serbo Aleksej Pokuševski, ala di 213 cm ma con soli 86 kg di peso.

Un giocatore che sta iniziando a mostrare qualcosa ma che non ha ancora il fisico da NBA.

Gli Hornets dovranno montare un parafulmine su di lui giacché risulta essere potenzialmente l’arma di punta di questi Thunder.

OKC sta cercando di accumulare scelte per avere un futuro brillante nei prossimi anni ma il proprio record racconta di diversi “scherzetti” fatti ad altre squadre, uno proprio alla seconda uscita stagionale degli Hornets, ancora acerbi.

Charlotte dovrà restituire il favore se vuole rimanere in corsa, Atlanta sta sfruttando un buon calendario e ha sopravanzato sia gli Hornets che gli Heat.

Analisi

Charlotte gioca una partita sufficientemente buona per aver ragione di una giovane squadra momentaneamente in disarmo.

Per tre quarti gli Hornets si portano dietro il fantasma dei Thunder poi la squadra a inizio quarto va a staccare nettamente raggiungendo il +15 con un passaggio no look di Cody Martin per l’inserimento in taglio e il reverse layup di Wanamaker (92-77).

Sicuramente i Calabroni sono aiutati dalla scarsa vena offensiva dei Thunder che hanno sbagliato parecchio sotto le plance e hanno anche commesso tanti TO, in entrata ma non solo.

Prendiamo una buona vittoria ma che non mi convince del tutto: qualche problema di tenuta sulla prima linea a tratti che si è risolta con scarichi ravvicinati per battere 2 vs 1 il centro e a proposito di tale ruolo, nettamente meglio Cody Zeller rispetto a P.J. Washington partito in quintetto a completare una small-ball che ha visto partire McDaniels dal primo minuto.

L’attacco potrebbe rendere meglio in alcune fasi ma si tende a far troppo da sé.

Jalen (McDaniels con il quale oggettivamente non sono stato clemente viste alcune sue prestazioni precedenti) in una partita come questa poteva starci e ha fatto bene, sarà più dura in difesa per lui contro team competitivi se Borrego proverà a rischierarlo.

Gli Hornets hanno approfittato degli imberbi e acerbi Thunder nel pitturato, nelle second chance e nei fast break che unitamente alle steal e alla differenza TO sono risultati fattori decisivi.

La coppia Pokusevski-Maledon ha chiuso con 50 punti dividendoli equamente mentre Hoard ne ha realizzati 13, uno in più del duo Mykhailiuk/Bradley che hanno chiuso gli uomini in doppia cifra con 2 a testa.

Kenrich Williams, generoso player, ha chiuso con 9 assist 9 rimbalzi ma solo 6 punti, frutto di un 2/12 al tiro e un 1/4 dalla linea.

Mentre Boston riesce a battere di due punti New York e Indiana fa lo stesso con i Timberwolves ma di 4, Atlanta cade in casa nella notte contro i Grizzlies che “ci regalano” incredibilmente la quarta posizione ancora una volta.

Potremmo non rivederla più ma per ora Charlotte la riagguanta i virtù della propria resistenza.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

I Thunder riuscivano a ottenere i primo possesso palla ma partivano drammaticamente collezionando tre errori da sotto con Brown e Williams sullo stesso possesso mentre agli Hornets bastava una tripla (pur contrastata) di Bridges dall’angolo destro per passare immediatamente in vantaggio.

La partita rimaneva bloccata sul 3-0 visti i molteplici errori al tiro delle due squadre che comprendevano un clamoroso 0/4 dalla lunetta per i locali che invece di passare in vantaggio di trovavano sullo 0-5 quando un plastico fade-away di Graham ricadeva nella retina perfettamente.

Una tripla di McDaniels dall’angolo valeva l’8-0.

I Thunder a 8:11 si sbloccavano grazie a una bomba dall’angolo destro di Myhailiuk alla quale rispondeva Rozier a 7:33 al suo primo tentativo.

11-3, time-out OKC che con un 1/8 al tiro non poteva andare lontano.

Pokusevski passava Graham ma sfondava su McDaniels davanti al semicerchio spalmando sul ferro la decisa dunk così McDaniels correggeva l’errore di Rozier e P.J. dalla diagonale destra dopo tre errori dall’arco trovava finalmente il wide-open per il 16-6.

Lo stesso P.J. commetteva su Williams un goaltending quindi una drive di Rozier conduceva al secondo time-out OKC sotto di 10 pt. (18-8).

Due bombe dei Thunder, la seconda firmata Pokusevski, tagliavano il divario sul -4 ma Zeller recuperando una palla vagante in area metteva dentro il 20-14.

Maledon riportava vicino al distacco monopossesso i suoi ma Rozier dalla diagonale destra colpiva con una freccia da tre punti.

La partita di ravvivava e una schiacciata di Brown valeva il two and one con McDaniels piuttosto immobile dentro il semicerchio.

A 3:30 si andava sul 23-21 ma su una contro transizione iniziata da Miles attivava l’arcobaleno di Zeller per fornire allo stesso Bridges materiale per l’alley-oop esaltante a una mano.

Lo stesso Miles, dopo una tripla di Pokusevski, dalla lunetta riportava a 1.49 Charlotte sul +3 (27-24) ma un tecnico contro Zeller e un tap-in di Bradley portavano la partita in parità.

A 1:12 due FT di Wanamaker portavano sopra Charlotte che accumulava 5 pt. di vantaggio grazie anche alla tripla frontale di Graham.

Una triangolazione che aveva per terminale Bradley chiudeva il primo quarto sul 32-29.

McDaniels dalle parti del canestro contro Pokusevski. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Partiva ancora bene Miles nel secondo quarto replicando la tripla realizzata nel primo.

Gli Hornets si spingevano sul +6 ma un TO di Wanamaker portava il n°13 avversario a metter due punti.

Il n°8 Hoard accorciava sul -2 e a 8:49 lo stesso giocatore con un two and one firmava il sorpasso sul 35-36.

Caleb Martin realizzava un lunghissimo due punti ma a 8:02 si esibiva in un air-ball da tre punti così i Thunder piazzando una tripla di Robinson e appoggio al board di Hoard a 7:20 raggiungevano un vantaggio di 4 pt. (37-41) sul quale Borrego chiedeva di parlare in panca dopo aver chiesto il time-out.

P.J. piazzava 4 punti intervallati da due di Hoard quindi a trovare il pari e a dare una spinta agli Hornets a sopravvivere era Zeller, il quale si buttava dentro in solitaria per una schiacciata appesa prima di resistere a Hoard e conquistare il rimbalzo difensivo.

Sul 46 pari Cody contribuiva a influenzare alcuni errori dei Thunder (ben tre sullo stesso possesso) per poi conquistare due liberi(48-46).

Dopo una tripla mancata da parte di Myhailiuk e il rimbalzo conquistato da Zeller si andava a sviluppare una transizione che Miles chiudeva con una feroce dunk a una manco cambiando la bimane all’ultimo momento per un flash che inceneriva i bianchi locali abbagliati dall’azione del 50-46.

Scoop di Rozier avanzando facilmente grazie al lavoro di Zeller e tripla vincente di Myhailiuk, fade-away in ara di McDaniels, doppio FT di Maledon…

Si arrivava a :36.2 sul 54-51.

Charlotte aveva la meglio sugli ultimi possessi grazie al floater di Graham che lanciava oltre i singolo possesso (56-51) i viola all’half time.

3° quarto:

Gli Hornets divoravano il vantaggio nel giro di poco a inizio ripresa.

Cinque punti di Pokusevski portavano la situazione in parità a quota 56 prima che l’angolo sinistro divenisse quello benedetto da Charlotte.

Da lì piombavano le triple di McDaniels, P.J. Washington e ancora McDaniels (servito da Rozier in drive and kick).

Charlotte riguadagnava così 5 punti di vantaggio (65-60) nonostante qualche amnesia come la concessione indisturbata di due punti in entrata per Pokusevski senza che si palesassero aiuti.

P.J. Washington e McDaniels però continuavano a litigare con il ferro da altre posizioni che non fossero l’angolo sinistro ma il secondo aveva l’abilità di trovare due goaltending sui fast break e di spinger dentro al volo da sotto un pallone lanciato in orizzontale dalla sinistra da parte di Graham.

Myhailiuk colpiva ancora con la sua specialità dall’apposita mattonella ma dopo un errore Thunder, Charlotte spingeva ancora la transizione affidandosi alla tripla di Rozier dalla sinistra per il 74-67 a 4:26.

Myhailiuk si ripeteva da fuori facendo toccare quota 70 ai locali m Rozier con un corto passaggio schiacciato diagonale diretto a destra serviva sulla corsa Zeller per il 76-70.

Pokusevski sfruttava una palla persa da Wanamaker in uscita per colpire con l’open 3 del 76-73.

I Thunder tornavano a metter paura anche perché, nonostante un floater di Wanamaker, Bradley ben coadiuvato, spingeva dentro la palla da sotto per il 78-75 che metteva pressione ai Calabroni.

I Thunder rimanevano agganciati a Charlotte sino a poco dalla fine del quarto ma Rozier al vetro nel traffico e una tripla di Graham in ricollocamento dopo un buon gioco di passaggi effettuato dalla squadra, spingevano i Calabroni sull’85-77 a :44.9, punteggio che non mutava più nella terza frazione.

4° quarto:

Graham con un intercetto su un passaggio orizzontale di Jerome andava in fuga per depositare il +10 a 10:58 mentre 38 secondi più tardi Zeller trovava il two and one sulla continuazione (fallo di Hoard).

A 9:51 i Calabroni mettevano in cassaforte la partita con il passaggio no look di Cody Martin per il taglio di Wanamaker che in reverse layup metteva dentro il +15 (92-77).

A 7:50 la tripla schermata di Wanamaker giungeva a destinazione (99-83) come quella sganciata a 6:11 per il 104-87.

Lo step-back di Rozier a 5:03 era un dardo scagliato contro il bersaglio che faceva nuovamente centro (106-91).

Graham a 1:55 segnava da fuori e Zeller abbassava l’anello dopo una finta e una schiacciata appesa per il 113-110.

Bradley chiudeva le ostilità on due punti ma la vittoria era per i violazzurri.

Devonte’ Graham: 7

15 pt. (6/14), 4 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate, +27 in +/-. Alcune buone giocate in solitaria dal mid-range come il fade-away del primo tempo, altre meno come un FT jumper preso troppo di fretta senza equilibrio che sarebbe dovuto entrare visto che aveva spazio a disposizione. Il tiro si può sbagliare, la modalità meno comunque prende le sue responsabilità alternandosi tra regia e conclusioni personali. Un 3/7 da fuori compresa la tripla a 1:55 per ammazzare la partita dopo esser stato rigettato nella mischia da Borrego che lo alterna spesso con Rozier per avere uno scorer affidabile sul parquet. Mani veloci a rubare palloni: bello l’intercetto su un passaggio in orizzontale per la classica fuga in fast break con appoggio.

Terry Rozier: 6

17 pt. (7/19), 2 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, +2 in +/-. 2 TO. Sicuramente l’occhio mordoriano delle difese è puntato su di lui. L’illuminazione delle difese lo può portare a forzare di più ma deve usare i compagni in maniera intelligente per trovarsi spazi e varchi come quando in crossover entra usando il blocco di Zeller perché pare un po’ stanco e non è il giocatore che riesca sempre classicamente a liberarsi da solo dell’uomo e finisca per andare a schiacciare. Troppi errori al tiro con un 3/10 da oltre l’arco e leggermente sotto la media dei suoi punti in stagione contro una difesa non fantastica. Per la notte questo formato di Terry basta, per la prossima ce ne vorrebbe uno super.

Miles Bridges: 7

16 pt. (6/8), 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, +23 in +/-. 3 TO. Se non fosse per un TO sarebbe un primo tempo perfetto con un 5/5 al tiro per 14 pt.. Triple, schiacciatone pirotecnica e alley-oop, sciorina tutto il repertorio da spettacolo NBA. Nel secondo tempo mette dentro un solo tiro dei tre tentati ma contribuisce ugualmente facendo salire il suo plus/minus. Bell’intervento nel finale per intercettare un pallone riuscendo a oscurare il destinatario.

Jalen McDaniels: 7

21 pt. (9/14), 6 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, +5 in +/-. 5 PF. Diamo merito all’attacco di McDaniels che finisce con 3/6 da oltre l’arco poi colleziona un paio di goaltending e un appoggio volante artistico offerta da Graham in passaggio dalla sinistra. Buon terzo quarto nel quale aiuta Charlotte e finisce per creare il suo massimo in carriera in fatto di punti. In difesa soffre un po’ tra fisico, inesperienza commettendo qualche fallo evitabile ma è giovane. Buona serata per lui contro una difesa che ha concesso porosamente le sue giocate. Un aiuto inaspettato almeno, oltre le possibilità che sembravano pervadere McDaniels in quella che rimane comunque la sua miglior fase, quella offensiva. Mentre in difesa mette le mani su due palloni per rubarli ma prende qualche tripla in faccia.

P.J. Washington: 6

12 pt. (3/13), 7 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 3 stoppate, -4 in +/-. 1 TO. Sufficienza stiracchiata grazie a qualche stoppata, rimbalzo e rubata ma non sempre convince in contenimento dietro e al tiro è una vera tragedia, specialmente da fuori con un 2/9 e tanti wide-open concessi dalla difesa dei Thunder, la quale pare più sfidarlo che contenerlo. Lui gli ragione, in compenso ci prova come quando Maledon lo stoppa ma riprendendo la palla mette dentro. Deve per forza migliorare le sue statistiche se vuole continuare a giocare dall’arco, detto che per una squadra a cui manca un po’ di verticalità nel singolo non sarebbe male se qualche volta andasse dentro solo che si vede la sua lentezza quando nel secondo tempo va a commettere un netto sfondamento contro il difensore che lo aveva disegnato.

Cody Zeller: 7,5

15 pt. (6/11), 14 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, +3 in +/-. 1 TO. Preferito a Biyombo che evidentemente non ha convinto in attacco, in una partita del genere può fare la differenza. Cambia fisicamente la partita contrastando tiri, andando a rimbalzo. Non sempre segna o gli riesce ciò che vuole fare. Viene stoppato ma lui lotta caparbiamente su ogni singolo pallone incarnando lo spirito che dovrebbe avere oggi la squadra. Un bel canestro in entrata lanciandosi da solo e rimanendo appeso. Non sembra un giocatore moderno ma usa un po’ d’esperienza spigolosità in difesa, riutilizza esperienza e tempismo in attacco per dare forza alla causa. Un aiuto importante da parte del veterano che finisce in doppia doppia non risicata.

Brad Wanamaker: 6

12 pt. (4/11), 6 assist, 1 rubata, -8 in +/-. 3 TO. Imbarazzante primo tempo. Dopo aver conquistato e realizzato due FT manca due triple, si fa stoppare e chiuso sotto canestro salta tornando giù con palla in mano realizzando di fatto un TO, non l’unico visto che una palla persa in apertura di secondo quarto costava altri due punti. Dovrebbe essere una sicurezza, invece continua a perdere palloni anche nel secondo tempo e a sbagliar troppo ma nel finale insacca due triple, un floater e un reverse layup contribuendo a cambiare la partita ma andando in media complessivamente su tutta la gara il voto pare corretto.

Caleb Martin: 6

2 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, -3 in +/-. 1 TO in 6:42. Due punti lunghissimi dalla diagonale sinistra poi un air-ball da tre punti. Soldato da mischia che colpisce e viene ferito. Tutto sommato anche se la prestazione tende a non essere indimenticabile una sufficienza si può accordare.

Cody Martin: 5,5

3 pt. (1/4), 1 assist, 1 stoppata, +10 in +/- in 15:46. Un canestro, una stoppata e un bel passaggio no look per l’inserimento di Wanamaker e conseguente canestro in layup forse sono troppo poco per giustificare una sufficienza vera se aggiungiamo la solita imprecisione in lunetta dopo aver conquistato un buon fallo con l’entrata sulla linea di fondo destra. Alcune discrete difese ma un ¼ al tiro.

Coach James Borrego: 7

L’idea mi ha fatto rabbrividire: McDaniels in quintetto e small ball dall’inizio. Sembrava andare tutto bene ma poi i Thunder rimontano e passano avanti sul +4. Inserisce Zeller trovando compattezza, difesa e punti. La squadra appare più concreta nel finale usando meglio il tiro da tre e aggiustando la mira. Altro challenge vinto. Una vittoria che tiene in corsa Charlotte per un posto al sole dei PO.

Matchup key Vs Thunder

Matchup key game 50

A cura di Filippo Barresi

Aleksej Pokuševski VS P.J. Washington

Il prospetto serbo, vista l’assenza di S. Gilgeous Alexander, sarà il pericolo numero uno tra le fila dei Thunder.

Lo skillset offensivo molto versatile lo rende pericoloso in moltissime soluzioni e P.J. Washington dovrà faticare per disattivarlo il più possibile.

Il lungo di Charlotte sta avendo molti alti e bassi ed è reduce da una pessima gara contro i Celtics e viste le varie assenze che affliggono le due squadre, le sorti della partita si potrebbero decidere qui.

Possibili svantaggi:

I limiti attuali nella costruzione offensiva degli Hornets sono evidenti considerando i tre assenti chiave.

Dall’altro lato i Thunder sono una squadra ben organizzata nel contenere le avanzate avversarie grazie a un buon mix di atletismo e lunghezza.

Possibili vantaggi:

Se abbiamo appena elogiato la fase difensiva dei Thunder, lo stesso non si può fare per l’attacco.

29° in NBA per Offensive Rating, Charlotte dovrà alzare il livello della difesa e cercare di subire il meno possibile per portare a casa una vittoria che sarebbe molto importante.

“Enemy” Vintage

I Seattle Supersonics sono stata un’entità separata dalla quale discendono gli attuali Oklahoma City Thunder che sin dal primo momento hanno virato sui colori (il gialli è divenuto arancio e il verde si è trasformato in blu) dei Seattle Supersonics i quali mantengono il loro brand qualora riuscissero un giorno a tornare.

Dal mio punto di vista tutta la storia (compreso il titolo attualmente detenuto da OKC) andrebbe a loro riassegnato oltre che la proprietà intellettuale sul marchio, il quale per altro nelle prime versioni era tipicamente espressione della città trasformata in logo.

Il solito “pasticcio” all’americana, meno disastroso di ciò che accadde con gli Hornets.

Per comodità, ecco la storia in breve riportata dalla pagina di Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Seattle_SuperSonics

Per il momento con Superbasket torniamo all’uscita dell’11 dicembre 1986 che illustra brevemente quei Sonics.

Totopaolo 16ª settimana

Il pronostico della 16ª settimana (A cura di Paolo Motta)

Gli Hornets sono in mezzo a una strada a causa degli infortuni occorsi a tre pedine chiave quali Ball, Monk e Hayward che de facto hanno fatto scoperto la panchina, la quale annovera alcuni soggetti non all’altezza della situazione.

Il momento è grave e la squadra è chiamata a una prova di maturità difficile per non vanificare quanto di imprevedibilmente buono è stato costruito fino a oggi.

Questi gli impegni della settimana:

Giovedi 8 aprile ore 02:00 AM italiane @ Oklahoma City Thunder (20-29):

I Thunder sono in pieno rebuilding con risultati che superano le aspettative.

All’andata perdemmo in casa 107-109 all’ultimo con una buona prestazione da 24 punti del play avversario S. Gilgeous Alexander.

In una situazione normale oggi la vittoria sarebbe dovuta essere d’obbligo (la si attendeva anche allo Spectrum Center) ma con il roster attuale le cose potrebbero farsi difficili anche contro una futura squadra accumulatrice seriale di probabili talenti del domani ma che nell’immediato punta alla lottery.

Comunque sia, do fiducia ai ragazzi e mi aspetto una vittoria, seppur sofferta.

Sabato 10 aprile ore 03:00 AM italiane @ Milwaukee Bucks (32-17):

Partita che sarebbe già stata difficile di suo in situazione normale, figuriamoci adesso.

Nella prima sfida stagionale sorprendemmo sul parquet amico i Bucks 126-114 con 27 punti a testa della coppia Ball – Hayward.

Entrambi però, come ben sappiamo, saranno assenti e trovare qualcuno a roster con soluzioni offensive alternative così valide, sarà un problema.

Sconfitta prevista in arrivo, con la speranza di non prendere un’imbarcata come a Brooklyn e a Boston.

Domenica 11 aprile ore 07:00 PM italiane Vs Atlanta Hawks (26-24):

La partita contro gli Hawks è fondamentale sia per la zona playoff che per la testa della Division.

Due delle tre sfide previste contro i Falchi sono state vinte, così come il tie-break essendo la serie composta da tre sfide ma quest’ultimi, dopo il cambio di allenatore (dentro McMillan e fuori Pierce), anche grazie al recupero di alcuni infortunati illustri come Gallinari e Bogdanovic, hanno cambiato passo risultando una squadra differente e migliorata rispetto a inizio stagione.

Proprio per questi motivi e a causa delle nostre defezioni mi aspetto una sconfitta.

Il pronostico della settimana: 1-2