Game 25; Charlotte Hornets Vs Phoenix Suns 106-111

Ectoplasmi in bianco. Dopo aver tentato con Brooklyn con la maglia alternativa e giocato due trasferte in viola, Charlotte tornava a casa con la maglia bianca per giocare contro i Phoenix Suns.

I soli non rischiavano di sbiadire niente però, perché sebbene con una striscia negativa superiore a quella di Charlotte, incontravano dei fantasmi che per tre quarti si sono divertiti a fare i soliti scherzi da spettri, poi sono evaporati sul più bello, lasciando i propri tifosi a fare i conti con un’altra amara sconfitta e una cocente delusione.
Spiriti che non hanno il dominio sulla propria mente e ancor di più sulla materia quando incontrano oggetti non permeabili, quando le difese aumentano intensità e si chiudono Charlotte non ha la risposta.
Non ha un passatore in grado di creare scompiglio e mettere un giocatore in condizione di andarsi a prendere punti facili ma tenta soluzioni classiche che le difese avversarie si aspettano, manifestando lacune strutturali aldilà del valore dei giocatori.

Finita la presentazione, si accendevano le luci e gli Hornets scendevano sul parquet con; Walker, Stephenson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson ai comandi di coach Clifford. Il quintetto dei Suns invece era composto da: Dragic, Bledsoe, Tucker, Morris e Len.

Walker in mezzo a Len, Bledsoe e Dragic.

Walker in mezzo a Len, Bledsoe e Dragic.

Phoenix arrivava da sei sconfitte consecutive, ma recuperava Dragic in dubbio.
Anche gli Hornets recuperavano Zeller nonostante una botta al naso presa a Cleveland da Varejao.

Inizio con Phoenix pronta a vincere la palla a due e a segnare con Markieff Morris il 2-0, Jefferson in area su Len pareggiava senza eccessive difficoltà a 11:19, Len e Dragic davano il +4 agli ospiti mentre Charlotte impostava la tattica lunghi.
Jefferson dalla lunetta e Zeller arrivando al ferro nonostante la difesa di Len a protezione, producevano 4 punti intervallati da un canestro facile di Dragic che passando dietro a un blocco si sistemava pe un jumper incontrastato.
Charlotte passava avanti grazie alla difesa; su una palla vagante, i ragazzi di coach Clifford lottavano e Zeller riusciva a fermare la palla per l’apertura veloce su Stephenson che dall’altra parte del campo subiva fallo, gioco da 3 punti e 9-8.
Phoenix tornava sopra per un istante, ma i Calabroni rimettevano il capo avanti con un’apertura touchdown di Walker per Jefferson, lo stesso Kemba entrava in ritmo pe la tripla del 14-10 a 7:10 prima che Bledsoe riaccorciasse al -2 con uno step back jumper frontale.
Walker però prendeva gusto dalla lunga distanza, schermato da Zeller aveva la tranquillità necessaria per realizzare la sua seconda tripla a 6:12.
Jefferson incrementava il punteggio a 5:00 con una mattonata al vetro che finiva nel fondo del secchiello e con un jumper in diagonale sinistra per il 21-14.
Big Al si trasformava anche in uomo assist. Passaggio verticale schiacciato per l’accorrente MKG (che aveva tagliato sulla linea di fondo) e schiacciata facile.
Jefferson non andava bersaglio sul suo tiro successivo, più a causa della palla che sua, la sfera, infatti, decideva di sedersi sul ferro per un secondo ma di uscire, così Bledsoe metteva il 23-18.
Dopo un errore del centro degli Hornets e 2 punti di Bledsoe, Big Al tornava a macinare punti lavorando sotto il canestro di Phoenix, dimostrando che i Suns in questo momento non avevano una risposta per contenere il lungo in maglia bianca.
Sempre lui portava sul 31-22 il punteggio prima della tripla dal corner sinistro di Dragic per il 31-27 che chiudeva il primo quarto.

Nel secondo quarto, gli Hornets con la panchina in campo rientravano caldi. Williams si avventava come un falco sul rimbalzo difensivo e giocava un pick and roll in attacco, Marvin anziché concludere marcato preferiva scaricare a sinistra dove Neal fintava facendo saltare il difensore, un passo laterale e tripla del 36-27.
Sempre Neal tentava un altro tiro da 3 punti non avendo paura di affrontare in marcatura il più alto Plumlee.
Canestro seguendo la filosofia che la fortuna aiuta gli audaci.
Williams solo, leggermente sulla sinistra sparava in ritmo la terza tripla consecutiva e i Calabroni volavano sul 42-28 grazie a tre bombe consecutive.
Neal, poi sodisfatto, scaricava a Roberts che entrava nel club delle triple.
A 8:13, sempre Gary, si rimetteva in proprio e segnava due punti per il 47-31.
Zeller faceva vedere un buon movimento di piedi in area e si allungava per appoggiare la sfera a canestro, Phoenix rispondeva con Thomas per i 3 punti del 50-36, preludio alla risalita dei Suns con Dragic e Green.
Il 52-44 costringeva gli Hornets a chiamare time-out.
Un diagonale dalla top of the key destra di Stephenson riportava il vantaggio in doppia cifra.
Un’entrata di forza di MKG su Green a 3.38 era premiata dai due punti più il libero aggiuntivo, che tuttavia l’ala degli Hornets sbagliava, così come falliva i due liberi arrivati subito dopo (pressione di Lance su Tucker e palla recuperata) per un fallo di Green che lo spostava a rimbalzo.
A 2:48 Neal poteva spezzare il polso libero da oltre l’arco dei 3 punti a 2:48 per i 3 punti che mandavano Charlotte sul 59 contro i 48 dei Soli. Dragic in appoggio e Green con uno spin move tenevano in partita la squadra dell’Arizona.
Charlotte si affidava alla tripla di Kemba che non entrava, nella lotta a rimbalzo Zeller riusciva a guadagnarsi la sfera e subiva fallo.
2/2 ai liberi a 31.3 per il 61-52.
All’intervallo si arrivava con il tabellone fermo sul 63-54.

Nella ripresa le squadre tornavano in campo decise a interrompere la loro striscia negativa, a Big Al rispondeva Markieff Morris da 3 punti e se Michel Kid-Gilchrist segnava nel traffico a 11:18 seguito da un passaggio per un canestro di Jefferson, i Suns si riportavano a -2 con i canestri di Morris e Dragic.
Walker riusciva a tenere a bada i soli aprendo l’ombrello dalla lunetta.
Il suo 2/2 muoveva il punteggio sul 69-65. Stephenson aggiungeva qualche nuvola dopo un cambio di direzione e un ingresso in area in allungo che erano altro fieno in cascina per i Calabroni.
Lance però s’infortunava e usciva dal campo sull’azione. Charlotte era costretta a chiamare anche il time-out dopo che Phoenix aveva tentato la tripla con Dragic da smarcato giocando 4 contro 5.
Charlotte era in un buon momento e Walker segnava dall’angolo sinistro della top of the key con un tiro in sospensione per il 76-67.
Il tiro in sospensione sul quale pare MKG abbia lavorato tanto in estate non si vedeva quando tirava un orribile air-ball diventato manna piovuta dal cielo per Zeller che cercando di segnare era bloccato da Markieff Morris, il quale non ci stava e si prendeva il secondo tecnico per proteste.
I risultati erano; l’espulsione per lui e tre tiri liberi per gli Hornets a 3:50. Walker realizzava il tecnico, mentre Cody splittava per l’80-71.
Un up and under di Jefferson a 2:38 metteva Charlotte in una posizione di relativa tranquillità.
Sul +10 (84-74) alla fine del terzo periodo però gli Hornets non resistevano molto, tanto che le lunghezze si riducevano a 4 alla sirena. 87-83 era il finale dei primi tre quarti.

Thomas aveva fretta di segnare e Phoenix si riportava sul -2, Charlotte ci provava da fuori, l’errore di Williams costringeva Biyombo al rimbalzo in attacco, sulla seconda chance usciva la possibilità per Roberts di colpire da 3 punti per il 90-85.
Neal poi con un tiro difficile da quasi dietro tabella effettuato dalla linea di fondo destra nonostante il difensore, andava a bersaglio e i punti di distacco diventavano 7.
M. Morris in allungo e Bledsoe da 3 pt. a 9:58 rimettevano la situazione in uno stato d‘incertezza.
Il 92-90 era momentaneamente ritoccato d Henderson che staccandosi dal difensore metteva il suo tiro.
Thomas da 3 pt. portava però i Suns al clamoroso -1 e Charlotte a 8:51 chiamava time-out.
Walker allo scadere dei 24 secondi, con un tiro non propriamente in equilibrio, riusciva incredibilmente a segnare, ma il suo lavoro era vanificato dalla tripla di Green libero.
Henderson con un tiro dalla baseline destra dava agli Hornets un vantaggio di 3 punti.
I Suns provavano a pareggiarla con una tripla di Thomas che non andava a segno, così come quella di Neal (corta) per Charlotte e quella di Green fuori equilibrio.
Un bel passaggio in hand-off sulla linea di fondo sinistra per Neal non era sfruttato dalla guardia di Charlotte che andava in appoggio corto. Nonostante la stoppata in rientro difensivo di Jefferson sul n°2 dei Suns, Marcus Morris a 6.36 portava lo scarto a un solo punto (99-98). Charlotte in attacco provava con un classico dentro fuori e Walker sfruttava al meglio la tattica utilizzata per 3 punti da 45°sinistra.
Dopo il 102-98, gli Hornets iniziavano a perdersi in attacco, dimostrando fragilità e mancanza di schemi quando sono costretti a giocare con difese che li mettono sotto pressione.
Prima si salvavano con un fallo e con un ½ dalla lunetta di Thomas, poi facevano scadere i 24 secondi e paradossalmente questa era la loro salvezza, visto che Dragic in contemporanea toccava palla e partiva in contropiede per due punti annullati per una frazione di secondo. Riuscivano a salvarsi nuovamente 4:57 quando Kemba commetteva fallo su Thomas che incredibilmente svirgolava i due tiri dalla lunetta.
Lo stesso Thomas a 3:06 si faceva perdonare dai compagni di squadra lanciandosi in entrata, Big Al però, dopo un errore precedente, si riscattava con il suo solito tiro per il 104-101 nonostante la difesa di Plumlee.
Purtroppo per gli Hornets, Dragic entrava in scena nel finale.
Neal doveva commettere fallo su di lui a 2:30.
I liberi erano sfruttati e i Suns erano ormai entrati nell’atmosfera Hornets.
Da una steal di Dragic arrivava anche il sorpasso della squadra di Hornacek, transizione veloce con Bledsoe e appoggio a 1:36.
Il time-out Hornets non serviva a fare un back up mentale alla squadra, che quando va sotto entra in crisi e cerca di affidarsi a soluzioni personali che finiscono spesso per essere deleterie.
Walker si accontentava del jumper ma sbagliava, Thomas no e i punti di distacco divenivano 3 a 1:12.
Tempo per recuperare e vincere ce ne sarebbe, dopo aver comandato tutta la partita ci si aspetterebbe una reazione di forza, ma nonostante Jefferson illuda il pubblico con il 106-107 (2 pt. in area grazie a una palla recuperata dalla spazzatura) e Dragic fallisca la tripla, gli Hornets dimostravano la loro incapacità di segnare quando conta.
L’entrata di Walker, forse toccato, non andava a buon fine, lo stesso Kemba così a :19,9 era forzato a fermare il cronometro con un fallo. Thomas questa volta dalla lunetta era infallibile e con un punteggio di 106-109, Charlotte preferiva andare per la soluzione immediata del pareggio senza dover commettere altri falli.
Niente time-out, Walker era fermato da Tucker sull’alzata della palla che tuttavia carambolava su Neal il quale si prendeva uno spazio per tirare da ben oltre la linea da tre punti, per giunta marcato. Il miracolo non avveniva e il fallo di Charlotte mandava in lunetta Tucker che chiudeva la gara.

Per Charlotte arriva la quarta sconfitta consecutiva, casalinga per di più, mentre Phoenix interrompe la striscia negativa, cocente delusione personale e per tutti i tifosi degli Hornets che devono fare i conti con una squadra fragile, che gioca bene a tratti, poi si spegne sul più bello, incapace di giocare di squadra per affidarsi a soluzioni personali.
Giocatori vagolanti mentalmente ma con palla troppo statica nei momenti decisivi.
Coach Clifford non può cambiare i valori dei giocatori, ma che cosa ci fa lì se non riesce a correggere almeno le situazioni di gioco?

Voti

Walker: 6,5
27 punti (9/20), 7 assist, 1 rubata. Commette 0 turnover ed è ottimo in attacco per tre quarti e mezzo. Nel finale esagera. Avrebbe dovuto cercare un compagno meglio piazzato, anche se i compagni non lo agevolano in questo, non si può sempre prendere tiri dalla bassa percentuale.

Stephenson: 5,5
7 pt. (3/8), 4 rimbalzi e 2 assist in 25 minuti. Niente di che se si eccettua l’azione nella quale s’infortuna. Da supereroe a comprimario.

Kidd-Gilchrist: 5
6 pt. (3/8), 3 rimbalzi, 1 assist e 1 rubata in 27:19. Non dev’essersi ancora ripreso, perché se fosse già a posto sarebbe irriconoscibile. Dalla lunetta il suo 0/3 diventa pesante per le sorti della partita.

Zeller: 6
7 punti (2/4), 9 rimbalzi 1 stoppata in 23:47. Direi che lo scontro con Markieff Morris finisce in parità. Poi ogni giudice potrebbe assegnare il vantaggio o a uno o all’altro. Riesce a fare espellere un nervoso avversario che in fatto di punti stava andando meglio.

Jefferson: 6,5
28 pt. (13/22), 10 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Erompe prepotentemente nel primo quarto, poi tra panchina e altro si adagia un po’. Finisce in doppia doppia sfruttando gli errori di Phoenix e i tanti tiri presi.

Henderson: 6
4 pt. (2/2), 1 assist e 1 stoppata in 22:52. La coppia Walker/Jefferson si prende la maggior parte dei tiri e agli altri rimangono le briciole. Mette i suoi con buona personalità. Difesa che non mi ha convinto del tutto però.

M. Williams: 5
4 pt. (¼),1 rimbalzo, 1 assist. Poca cosa. Dopo il rimbalzo e il tiro da tre punti nel primo tempo è un corpo che vaga per il campo in fase offensiva.

Neal: 5
13 pt. (5/13), 2 rimbalzi e 4 assist. Per fare un paragone con Evans dei Pelicans, lui sarebbe l’incursore. Solamente che Tyreke è in grado di attaccare il canestro in penetrazione, lui si accontenta di correre per andare in arresto e tiro, anche da distanze considerevoli. Il tiro è indubbio che sia costruito bene a livello tecnico, ma a livello tattico è una scelta sbagliata alla lunga. Forse lui non ha la capacità di attaccare il canestro come Evans (e si vede), allora perché quando c’è in campo lui non mettere di fianco rimbalzisti offensivi come Zeller o Biyombo? Giocando con Williams e Jefferson non si va da nessuna parte, ma questo bisognerebbe chiederlo al coach. Anche lui dopo un buon inizio, ha spesso la tendenza di perdersi nei finali.

Roberts: 5,5
10 pt. (2/5), 1 assist e un rimbalzo.
Il punteggio si abbassa a causa della sua passività sulla tripla di Thomas del 93-94. In attacco non male s si considera che è rimasto in campo per 9:47 ma bisogna difendere nei momenti chiave.

Biyombo: 6
pt. (0/0), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata in 07:26. Poco il tempo concessogli. Il solito lottatore.

Coach Clifford: 5
La responsabilità di come si sviluppano le azioni è sua. Se non riesce a far eseguire schemi efficaci ai suoi, i finali saranno sempre questi. Stessi risultati pessimi dopo discrete o buone gare.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

3 pensieri su “Game 25; Charlotte Hornets Vs Phoenix Suns 106-111

  1. Quello che non capisco e’ come ci possa essere stata una tale involuzione rispetto ad un anno fa….l’ossatura di squadra e’ quasi praticamente la stessa e i meccanismi dovrebbero essere ormai rodati….stephenson doveva essere un valore aggiunto e potenzialmente poteva formare un bel big-three con AJ e kemba walker. Se a inizio stagione considerando il valore della Eastern un 7-8 posto poteva essere un obbiettivo realistico adesso temo che la stagione sia fortemente compromessa…resta da vedere se MJ voglia continuare con Clifford fino a fine stagione oppure sta gia’ pensando ad un cambio di guida…tanto dipendera’ anche dalla trade che coinvolgera’ stephenson e in che modo cambiera’ gli equilibri di squadra. Ora come ora avrei preferito in estate osare un po’ di piu’ per Hayward, in quanto Kidd-Gilchirst sta per rivelarsi l’ennesima maledizione da seconda scelta al draft (da romantico ho ancora un barlume di speranza sulla sua esplosione, ma a questo punto dubito).

    • Ciao Matteo. Purtroppo secondo me le cause dell’involuzione degli Hornets sono moltepici, a partire dal signor Cho, la cessione di McRoberts, un passatore, fino ad arrivare al “trattamento” di Stephenson. La squadra non difende bene, o lo fa in maniera disunita secondo me. Si è creato un meccanismo malsano intorno a Jefferson per difendere l’anello, ma questo porta scompensi sul parquet. Poi ci sarebbero altre mille ragioni, ognuno ha una sua teoria, di certo il momento è triste perché era “l’anno lancio” e all’Est non era impensabile puntare ad un 4° o 5° posto, invece si naviga a vista sul fondale, sperando di non tocarlo questa notte contro i Sixers. Comunque mi fa piacere trovare un altro tifoso Hornets. Non appena potrò aggiungerò altre sezioni, magari con la vostra collaborazione. Go Hornets!

      • Tifoso Hornets dal 1995:D:D
        Tra l’altro ho notato che davvero tante partite le abbiamo perse nell’ultimo quarto…ad esempio anche quella contro la piu’ quotata Memphis, eravamo sopra anche di 10 durante il terzo periodo. Non capisco se si tratta di un calo fisico/psicologico oppure semplicemente Clifford sbaglia strategie nelle battute finali gestendo male le rotazioni. Ho notato anche grandi lacune riguardo ai rientri in difesa quando perdiamo rimbalzo in attacco e una certa superficialita’ nel difendere durante le rimesse per gli avversari. E’ palese che che Cho abbia condotto un mercato con troppa superficialita’ durante la off-season….puntando su Stephenson che e’ si un grande talento (ancora grezzo) ma poco avvezzo alle regole di spogliatoio, ma secondo me piu’ del 50% delle colpe purtroppo vanno ricercate in Clifford perche’ se e’ pur vero che la cessione di McRoberts ci ha fatto perdere qualcosina sul piano della quantita’ , il roster e’ lo stesso bene o male della passata stagione e le carenze difensive palesate in questo inizio di stagione insieme alla cattiva gestione delle rotazioni dipende da lui…..detto questo speriamo di non perdere anche stasera, per di piu’ contro i 76ers che in questo momento stanno solamente tankando come pazzi tranne qualche sporadico exploit grazie a buone performance di Carter-Williams…Go Hornets!!!

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