Game 14; Charlotte Hornets VS Sacramento Kings 127-122 (OT)

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Sottotitolo; “Bravi imbecilli”

Il virgolettato è ciò che ha scritto Gasperini (l’allenatore del Genoa) sulla lavagna degli spogliatoi rientrando dopo Genoa-Sassuolo.
Per chi si fosse perso il motivo di tale scritta, è uscita perché il Genoa subiva goal sull’ultimo assalto neroverde, ma incredibilmente con un pallone a disposizione, sulla “sciabolata disperata” (cit. alla Piccinini) segnava la rete della vittoria.
Altrettanto incredibile nella notte è stata una partita tra due squadre che hanno mostrato attacchi interessantissimi con molti uomini in grado di segnare e creare bel gioco, ma due difese latenti per larga parte dell’incontro.
Il punteggio è stato alto, il risultato incredibile se consideriamo che sul finir del terzo quarto i Calabroni erano sulle gambe, sommersi da 22 punti da recuperare, poi l’energia di Kaminsky e Zeller, l’assurdo 4° quarto di Walker e il finale di Lin hanno fatto fare ai Kings la fine dell’ultima monarchia francese.
Gara trascinata ai supplementari in maniera emozionante e vittoria molto importante che da fiducia e mantiene il fattore campo una chiave determinante per raggiungere i playoffs quest’anno.
Io direi solo bravi agli Hornets, ma la prossima volta evitate il recupero all’Harlem Globetrotters…

I Kings venivano presentati sul parquet della Time Warner Cable Arena da Karl con il seguente quintetto; Rondo, Gay, McLemore, Cousins e Cauley-Stein. Gli Hornets rispondevano con; Walker, Batum, P.J. Hairston (al rientro), M. Williams e Jefferson.

Jeremy Lamb ha chiuso con 11 punti la serata.

Jeremy Lamb ha chiuso con 11 punti la serata.

Diciassette secondi dopo la palla a due la sfera arancio era recapitata poco oltre la linea da tre punti a P.J. Hairston, il quale dava il ben tornato a sé stesso regalandosi tre punti che portavano in vantaggio i Calabroni.
I Kings in attacco mettevano in difficoltà la difesa di Charlotte costringendola al fallo per due volte; a 11:09 McLemore segnava i suoi liberi mentre Rondo splittava a 10:49 pareggiando la gara sul 3-3, tuttavia Charlotte resisteva anche sulla palla non agganciata da Batum con Walker, il quale prendendo posizione costringeva McLemore allo sfondamento.
Batum tornava alla carica, ma il raddoppio sulla sua penetrazione all’altezza di metà area lo costringeva a scaricare dietro per Marvin Williams che colpiva in jumper.
McLemore rimaneva caldo infilando la difesa di Charlotte ma dall’altra parte Batum da dietro la schiena con la mano destra faceva partire un passaggio vellutato per l’infilata in corsa parallela di Jefferson sulla sinistra che non falliva sul delizioso assist.
Dall’altra parte Gay forzava il contatto con Hairston al limite dello sfondamento ma aveva ragione; per gli arbitri era tutto regolare e i Kings tornavano a -1 (8-7).
Un pull-up jumper di Walker a 8:27 dalla media diagonale destra riportava a distanza di sicurezza la squadra di Clifford e 34 secondi dopo Kemba aggiungeva altri due punti estendendo a cinque il vantaggio con una drive arrivando sino al ferro.
McLemore dalla baseline destra in pull-up su Batum manteneva il contatto degli ospiti con la gara ma Jefferson dalla baseline destra mostrava un jumper perfetto e a 6:20 Walker bombardava da 3 punti costringendo Karl a chiamare il time-out sul punteggio di 17-9.
I californiani rientravano con un Cousins trasformatosi nella cabina in versione Superman.
L’ala grande avversaria segnava subito due punti ai quali replicava con altrettanti Batum ma Cousins segnava ancora, tuttavia a 4:41 Marvin Williams dimostrava che la difesa di Karl non era imperforabile recuperando un rimbalzo sull’errore da lontano di Walker e convertendo in due punti.
A 4:24 Cousins si permetteva il lusso di un gioco da tre punti ma dalla linea si trasformava per un attimo nell’impacciato Klark Kent finendo per tirare fuori un air-ball dal cilindro.
Jefferson dall’altra parte attivissimo in entrata mal controllava un pallone schiacciato da Walker, il quale finitogli sul petto gli si allontanava, tuttavia riuscendo a recuperarlo tentava un po’ scoordinato l’appoggio sul quale Cousins ci metteva lo zampino facendolo sbagliare.
Due giri di lunetta ma un solo libero a referto valido per Big Al.
A 4:04 Cousins con un tiro morbido dalla media riavvicinava ulteriormente i Re ma Marvin Williams in post basso finiva contro Rondo avvantaggiandosi in un miss match chiuso in gancio prima dell’aiuto difensivo.
La conclusione di Marvin valeva il 24-17.
Cousins segnava anche da 3 punti dalla top of the key con Jefferson uscito su di lui ma rimanendo troppo basso per contrastare la tripla. Hornets che chiedevano il time-out e al rientro Lamb con una finta superava il suo difensore, avvicinamento e jumper vincente dalla baseline sinistra.
A 1:38 gli Hornets parevano poter prendere un margine di tranquillità con Casspi che sul tiro di Batum finiva lateralmente a contatto sul corpo del francese calciandogli anche involontariamente la gamba; 3/3 dalla lunetta per Nicolas e gara sul 29-22.
Tuttavia i Kings rientravano con una penetrazione da play di Cousins chiusa in fing and roll superando Hawes e Lamb (gioco 3 pt.), mentre dopo un errore in transizione, Belinelli si rifaceva da tre punti segnando il 29-28.
Zeller subiva fallo da Cousins sul tiro effettuato da appena dentro l’angolo destro del pitturato e chiudeva anch’esso con un’azione da tre punti.
Il quarto si chiudeva con un paio di canestri del bolognese dei Kings intervallati da un libero di Lin per un punteggio che diceva; Hornets 33, Kings 30.

Belinelli iniziava bene anche il secondo quarto con la tripla del momentaneo pareggio, ma su una palla persa da Casspi, Lamb in contropiede solitario affondava la dunk a due mani.
I Kings tuttavia rispondevano colpo su colpo ai ripetuti vantaggi dei Calabroni; Koufos in gancio, Hawes con passaggio schiacciato laterale dal post basso per Zeller che in entrata centrale andava a schiacciare potentemente a due mani, Collison, transizione di P.J. Walker con appoggio sulla destra del vetro, Koufos con il gancio dal pitturato, Zeller nonostante il fallo non chiamato su di lui di Cousins a due mani resisteva e mandava dentro il tiro forzando non poco, Belinelli chiudeva il lungo ciclo con un tiro dalla baseline destra che completava la lunga serie di botta e risposta prima che un libero assegnato dagli arbitri per difesa illegale di Charlotte (tre secondi), portasse per la prima volta in vantaggio gli ospiti.
A 8:18 Casspi arrivava su un rimbalzo offensivo dopo che i Kings avevano tirato ai 24 secondi.
Canestro e fallo, gioco da tre punti parzialmente contrastato da Lamb che a 8:00 minuti si creava un tiro andando a lanciare la palla al vetro con un appoggione.
I Re rimanevano in vantaggio dimostrando facilità nell’andare a canestro; a 5:50 Rondo iniziava la lunga serie di assist servendo lungo Gay che segnava in alley-oop.
Gli Hornets riaccorciavano nel finale con un top shot di Lamb che controllando il corpo in entrata segnava il 50-53 ma Koufos da sotto su assist di Rondo faceva ripiombare gli Hornets a -5, almeno sino alla tripla del -2 di Batum a 3:00 dall’intervallo lungo.
Hornets che tornavano in vantaggio grazie alla pressione di Batum su Gay, palla persa per l’ala piccola neroviola e transizione di Kemba che con un dribbling in esitazione andava a depositare in sottomano per il 56-55.
Sul finire gli Hornets segnavano il 60-57 con un assist di Walker che tra le mani di Jefferson si trasformava in due punti, tuttavia a un secondo e mezzo dalla fine del quarto Rondo si portava fuori la palla dall’area dei due punti e colpiva dall’angolo destro per un pareggio ad altre quote (60-60) che dimostrava la pericolosità degli attacchi e l’incapacità delle difese di fermarli.

La situazione si faceva bizzarra nel terzo quarto, quando i Calabroni rientravano molli dagli spogliatoi, come se qualcuno gli avesse rubato non solo il talento, ma anche la voglia di lottare.
Linguaggio del corpo negativo e Kings che ne approfittavano; Gay su assist di Rondo andava a colpire facilmente lasciato con tanto spazio in un punto centrale da dove l’ala dei Kings non aveva certo difficoltà.
L’ala dei Kings martellava anche in appoggio in transizione e prendendo la via principale per arrivare a canestro per una jam, inoltre, dopo un tiraccio di P.J. Hairston, Rudy andava per la tripla del +9 per lo 0-9 di parziale nel quarto…
Clifford non poteva esimersi dal chiamare time-out e Kemba a 9:24 viaggiava sulla sinistra per poi concludere al ferro con un lay-up che interrompeva il parziale ospite.
Walker era uno dei pochi a salvarsi, più tardi produceva un contropiede 3 contro 2 nel quale la palla a spicchi veniva recapitata da lui stesso a Jefferson per il comodo appoggio, purtroppo però i Kings dopo un canestro di Marvin Williams buono per il 68-77 producevano un altro parziale, ancora più pesante da 0-12…
La tripla di Gay dal corner destro mandava il tabellone sul 68-89 prima che Lamb splittasse un misero libero per interrompere il parziale a 2:47 dalla penultima sirena.
Clifford intuiva che ci sarebbe voluta più energia per cercare di rimettere in piedi una partita che vedeva già i titoli di coda sul tabellone…
A 2:11 Zeller, entrato da poco in campo nuovamente andava a prendersi un fallo giocando sulla destra del tabellone.
Il centro di riserva dei Kings Koufos lo toccava sul braccio; canestro e ibero a segno per il gioco da 3 punti.
Lamb da 45° a destra appena fuori dalla linea da tre punti vedeva sfrecciare nel mezzo il freccia bianca Zeller che andava imperiosamente ad abbassare il ferro con una jam grintosissima.
Kaminsky a un secondo rimasto da metà campo colpiva il ferro e si entrava nell’ultimo quarto sul 74-91 con gli Hornets stati sotto anche di ben 22 punti.

Nell'ultimo quarto iniziava il Kemba Walker show.

Nell’ultimo quarto iniziava il Kemba Walker show.

L’inizio dell’ultimo quarto dava loschi presagi con Zeller che andava corto alla conclusione ma Walker a 11:14 iniziava il suo show di quarto con un elbow jumper.
Zeller in difesa si prendeva in faccia una gomitata di Cousins intento a sbracciare e tornndo in attacco Charlotte a 10:53 riceveva due punti artistici da Walker, il quale inarcava la schiena all’indietro sotto il ferro per trovare il varco vincente tra le maglie viola.
Un fallo offensivo di Belinelli e una tripla di Walker a 10:27 completavano l’operazione dimezzamento svantaggio, il -10 (81-91) resisteva finché Belinelli non provava un tiro dalla lunga da destra che corretto dal vetro in maniera fortunosa finiva dentro.
La gara si accendeva e diventava simile a una partita di ping pong, alle rapide fiammate degli Hornets i Kings rispondevano con gli assist di Rondo e i canestri facili di Cousins & Company, era il caso ad esempio di un canestro di Lin a 9:45 arrivato con caparbietà in reverse lay-up anche contrastato ma respinto nel punteggio dalla correzione di Cousins al volo (con ricaduta pesante sul terreno della PF avversaria che iniziava a denotare qualche problema al fianco dopo essersi rialzato), oppure dal canestro di Kaminsky partito in orizzontale da destra per concludere nel cuore del pitturato, anche questo respinto da Cousins da altri due punti. Gli arbitri iniziavano a fare un po’ di confusione nel finale; ridicolo fallo chiamato a Lamb di sfondamento su Cousins; sul salto e scarico Jeremy toccava leggermente in ricaduta Cousins che cadeva come un fuscello… Lamb si rifaceva nella tabella assist fornendone uno a Lin che a 8:00 metteva la tripla dell’88-97, ma Charlotte tornava a -12 quando Belinelli a 7:12 segnava da due, subiva fallo e realizzava il libero del 90-102. Cousins con una tripla poco più tardi portava i suoi sul +14 (93-107), ma Kemba reagiva ancora; tiro di Batum sul ferro, tra i lunghi nel pitturato spuntava Kemba, il quale in salto agganciava e correggeva al volo.
Batum tornava utile dalla lunetta a 5:23 quando i Kings ci concedevano il bonus.
2/2 e -10…
Per un generoso fallo di Zeller su Cousins l’ala/centro avversaria andava in lunetta ma splittava solamente, dall’altra parte su una seconda chance (Zeller aveva appena schiacciato sul ferro) Batum era evidentemente toccato due volte (una pesantemente da Cousins) ma gli arbitri erano probabilmente abbagliati dalle luci (mettiamola così), tuttavia a 3:59 vedevano un fallo su Zeller che andava a riavvicinare ulteriormente i bianchi di casa con due liberi per il 99-108.
A 3:31 Walker, ormai in the zone con un catch n’shoot da 3 punti dalla top of the key mandava la partita a due possessi lunghi di distanza e a 2 punti i due possessi divenivano corti con Batum abile a intercettare un pallone in difesa e a correre in transizione per il 104-108.
A 1:49 un blocco alto per Kemba facilitava l’entrata del nostro play che appoggiava il -2, gap annullato completamente quando Gay, su un attacco dei Kings non finalizzato, decideva di non far ripartire Batum che aveva appena conquistato il rimbalzo.
Ingenuità e Nicolas dalla lunetta segnava il 108 pari.
Walker a 1:01 dalla media diagonale destra fintava il pick and roll con Zeller, si spostava leggermente a sinistra e batteva Cousins con un tiro da due punti che mandava in visibilio la Time Warner Cable Arena.
A raffreddare gli entusiasmi una prima volta ci pensava Belinelli a :07.6, il quale sfruttava un blocco per mettere un bel tiro da posizione centrale, lasciando Lin volare accanto a lui a vuoto nel tentativo di stoppata. Time-out Charlotte e naturalmente palla a Walker in punta, il quale usava Zeller come bloccante alto, Rondo rimaneva lì, dietro di lui gli si parava Gay, ma Kemba con un’esitazione lo circumnavigava e andava ad appoggiare battendo anche l’ulteriore uomo in aiuto, il tutto a :00.7 dalla fine…
Sembrerebbe finita, invece no.
Charlotte si preoccupava giustamente dei tiratori dei Kings ma lasciava Gay vicino al ferro.
Rondo rimetteva in gioco la palla lanciandola da quelle parti da sinistra a destra, Marvin Williams davanti allo swingman dei Kings arretrando perdeva un po’ l’equilibrio finendo per non riuscire a saltare; Gay invece da dietro sovrastava la loro SG deviava a canestro per il pareggio che portava la gara ai supplementari.

Due belle tifose festeggiano prima del tempo durante l'ultimo quarto.

Due belle tifose festeggiano prima del tempo durante l’ultimo quarto.

 

Nell’OT Koufos vinceva la palla a due e Gay nel pitturato spalle a canestro si girava per un turnaround su Kaminsky che faceva il suo ma non riusciva fermare la guardia/ala avversaria che riportava avanti i suoi. La gara però svoltava grazie allo stesso Kaminsky che servito da Batum fronte a canestro al limite della linea da tre punti segnava a 4:24 il 115-114.
A 3:57 la mano decisiva di Lin; dribbling tra i paletti di Sacramento quasi in teletrasporto e canestro più fallo.
Lin non tradiva dalla linea e Hornets sul 118-114.
Dopo qualche tiro errato dettato probabilmente anche dalla stanchezza di una partita giocata a ritmi sostenuti, Lin s’infilava a ricciolo davanti a Zeller (fermo nel pitturato) per appoggiare il +6.
Charlotte in attacco si fermava e i Kings a 1:00 esatto dalla fine realizzavano il -2 dalla lunetta (fallo di Zeller) con Koufos.
A :43.0 secondi dalla fine Lin faceva la cosa meno indicata, prendendosi un pull-up jumper tirato su dal parquet.
Canestro importantissimo anche se con un tiro un po’ rischioso, a che evidentemente sentiva di poter mettere.
Il +4 Hornets nel finale resisteva anche perché i Re commettevano turnover e Walker dalla lunetta allungava.
A :11.3 Rondo in entrata sulla sinistra segnava il -3, gli Hornets dall’altra parte trovavano capo aperto per rilanciare su Lin che falliva il tiro in transizione con il rientro di un difensore di Karl, ma Kemba riprendeva e segnava il +5 che chiudeva finalmente la maratona.

Gli Hornets hanno rimontato con un furioso finale grazie anche al calore del pubblico che li ha spinti nonostante un terzo quarto da incubo. Walker ha finito con 39 punti, 6 rimbalzi e 5 assist…

Lin, ottimo nel finale dopo essere stato in difficoltà.

Lin, ottimo nel finale dopo essere stato in difficoltà.

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Pagelle:

Walker: 9
39 punti (16/23), 6 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate e ben 3 stoppate! Vince il premio giocatore Sprite. Il folletto degli Hornets fa verdi i Kings nell’ultimo quarto. Che lo marchi Rondo o gli altri non fa differenza, Kemba ormai è la primula rossa per la difesa dei Re. Anarchico prova a ghigliottinare due volte la testa dei Re ma la difesa non regge. Nel finale anche in difesa moltiplica gli sforzi salvando un pallone difficile e andando a dare una bella stoppata. Non può bloccare gli assist laser di Rondo ma può ribaltare la partita.

Batum: 6,5
18 punti (5/16), 10 rimbalzi, 8 assist, 1 stoppata ma anche 5 palle perse e 3 stoppate subite. Gioca e muove i numeri nel tabellino. Al tiro potrebbe andare meglio ma dalla lunetta il suo 7/7 è importante così come lo sono i rimbalzi e gli assist.

P.J. Hairston: 5
5 pt. (2/5), 6 rimbalzi, 1 assist. Coinvolto nel disastro d’inizio penultimo quarto, P.J. mostra la tripla iniziale e poco altro. Difesa non alla sua solita altezza.

M. Williams: 5,5
9 pt. (4/6), 2 rimbalzi, 1 rubata in poco meno di 20 minuti. Al tiro va bene ma per il resto combina pochino. L’energia di Zeller e la vivacità di Kaminsky lo soppiantano. Sull’azione finale dell’ultimo quarto dei regolamentari lascia via libera a Gay, per fortuna non ci costa la partita.

Jefferson: 5,5
10 punti (4/10), 3 rimbalzi, 1 rubata. Perde 3 palloni e viene stoppato due volte. Nel finale lascia il campo a Zeller e Kaminsky. Clifford h bisogno di qualcosa di più dinamico per muovere la difesa avversaria. Big Al non ha più funzionato ad un certo punto.

Lamb: 6,5
11 punti (5/9), 5 rimbalzi, 2 assist. Sfiora l’espulsione per limite di falli. In attacco mette alcuni buoni canestri ma non sempre riesce a segnare quando ce n’è bisogno, tuttavia chiedergli di più è difficile.

Hawes: 6
0 pt. (0/1), 2 rimbalzi, 2 assist in 7:39 sul parquet. Prende un -6 di +/- senza eccessive colpe.

Zeller: 7
12 pt. (4/8), 6 rimbalzi, 1 rubata. Non sempre gli va bene, ma l’apporto a livello quantitativo e anche qualitativo questa volta, è ottimo. Mette un paio di canestri resistendo con gli avversari a contatto, su uno manca anche la chiamata della terna. Inaugura la rimonta della squadra di Jordan.

Lin: 7
14 pt. (5/12), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Inizia male la gara sbagliando tiri e ogni tanto perde qualche pallone (saranno 4 alla fine) tentando qualche dribbling di troppo. Se gli va bene però va dentro. Anche lui ribalta la gara nell’OT, erra l’ultima conclusione in uno contro uno ma alle sue spalle c’è l’ombra Walker che chiude la gara. +18 di +/-.

Kaminsky: 7
9 pt. (4/8), 5 rimbalzi. +23 come plus/minus. Si strozza in gola l’urlo su una sua tripla fallita che avrebbe riavvicinato Charlotte nel momento del bisogno, lui comunque rimane lì in difesa a lottare, a non far passare più troppo facilmente i Kings dalle parti del ferro dei bianchi (anche se per un certo periodo di ultimo quarto i Kings continuano a segnare comunque) e una bomba la mette. Dinamicità preziosa.

Clifford: 7,5
Subisce un contraccolpo dai suoi uomini. Personalmente avrei messo Zeller e Kaminsky prima, a partita ormai compromessa, o almeno danneggiata, fa entrare i due lunghi vedendo che succede. La squadra esce dal coma e lui finisce il match con un quintetto atipico senza Jefferson, senza Hairston, buttando dentro anche Lin per un cinque mobile. L’idea funziona e il trono dei Kings che sembravano proclamarsi Re alla Time Warner Cable Arena viene gettato fuori dall’Alveare.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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