Game 44; Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 90-129

Carpe Diem (Cogli l’attimo) avrebbe potuto essere il sottotitolo di quest’articolo.
Due squadre in ottima salute che avrebbero potuto darsi battaglia per proseguire il loro momento vincente.
In realtà dopo un quarto e mezzo per gli Hornets il titolo è diventato “The show must go on” (riferimento alla famosa canzone dei Queen), cioè, lo spettacolo deve andare avanti.
Gli Hornets non hanno preso più seriamente la partita e l’hanno lasciata andare.
Il divario che si era prodotto era troppo da ripristinare e pensando al back to back con New York (vincente nella notte contro Orlando) hanno preferito risparmiare energie.
Cleveland ha vinto grazie a diversi fattori; in difesa grazie ad un’ottima pressione sui portatori di palla e non di Charlotte che non ha consentito alla squadra di Jordan di produrre buone azioni, in attacco LeBron James si è dimostrato fisicamente incontenibile per Charlotte (messaggio nella bottiglia per Jordan e Cho, acquistare qualcuno con atletismo, kg e cm che sappia almeno difendere per rendere la vita più dura a James entrato troppo facilmente tra le maglie teal) e una serie di duri blocchi che hanno portato Irving, James e soci ad avvantaggiarsi al tiro o hanno prodotto situazioni in cui il movimento palla ha depistato la difesa di Charlotte.
Sui due fronti c’è da dire che la lotta a rimbalzo è stata vinta nettamente da Cleveland.
In realtà, secondo me, la differenza è meno netta di quella che il punteggio ha detto ma Charlotte ha un gap da colmare nei confronti delle big che dovrebbe essere risolto con il “mercato”.
Charlotte è scesa poco convinta e a Cleveland è andato tutto bene, trascinata dal pubblico amico, ha ottenuto una facile vittoria.

Lance Stephenson; 10 punti e 9 assist per lui nella notte partendo dalla panchina sfiorando la doppia doppia.

Lance Stephenson; 10 punti e 9 assist per lui nella notte partendo dalla panchina sfiorando la doppia doppia.

Charlotte (in teal) si schierava sul parquet alla Quicken Loans Arena con; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller, Biyombo, Cleveland (in bianco) rispondeva con lo starting five seguente; Irving, J.R. Smith, LB James, Love, Mozgov.

Si capiva subito che non sarebbe stata serata per gli Hornets, Cleveland piazza subito un parziale di 0-5 con un reverse layup di Love e tripla di J.R. Smith.
Per gli uomini in teal arrivava però l’illusorio pareggio d’inizio gara tutto firmato Kemba; penetrazione tripla a 10:06 per riequilibrare la situazione.
La partita si sganciava ben presto però dai binari della parità. J.R. Smith, acquisito da New York, ha cambiato la faccia del quintetto dei Cavaliers e ha risolto i problemi di pericolosità oltre l’arco.
Partito titolare al posto di Marion, è sempre l’ex New Orleans Hornets (nella notte dei tempi) a piazzare a 9:03 la tripla del 5-8.
I Cavaliers provano a scappare, MKG invece tenta di fermarli con un bel tiro d due dal lato sinistro per il 7-11.
Biyombo però commetteva fallo (contatto) su Irving in entrata e i Cavaliers doppiavano gli Hornets (7-14).
A 6:53 una delle poche azioni eccitanti per gli Hornets in serata. Henderson batteva il suo avversario prendendosi la baseline destra andando a schiacciare in faccia alla difesa di Cleveland in maniera decisa e spettacolare grazie a un’elevazione da far invidia.
Charlotte purtroppo si perdeva in attacco risentendo della grande pressione posta dai Knicks sui giocatori in possesso palla e con Kemba non al meglio era difficile per gli uomini di Clifford produrre qualcosa per stare al passo degli scatenati Cavs.
In attacco la squadra dell’Ohio segnava a ripetizione con Love, J.R. Smith (aiutato dall’anello questa volta) da tre, Irving sempre dalla lunga, due tap-in di Thompson e una penetrazione di James in verticale a 2:33 che dimostravano l’inesistenza nella nottata della difesa di Charlotte e mandavano il tabellone sul 9-28.
Walker mandava in doppia cifra Charlotte ma Lance, entrato da poco sul parquet, commetteva fallo sul tentativo di James da 3 punti.
La punta di diamante dei Cavs non sbagliava nulla e portava a 20 punti di vantaggio per i suoi (21-31).
Il primo quarto terminava sul 13-33 a favore dei padroni di casa.

Il secondo quarto era quello che decideva la gara. La difesa di Charlotte scompariva dal campo lasciando a Shumpert la tripla (troppo schiacciati) e consentendo a Mozgov l’alley-oop, uno dei tanti dei Cavs nella serata.
L’ingresso di Jefferson sul parquet era una delle poche note positive, un suo tiro da sotto “riduceva” lo svantaggio portando il punteggio sul 15-38.
Gli ultimi bagliori di Charlotte prima della supernova erano rappresentati dal canestro di Stephenson in entrata, un bel gioco in hand-off con Jeffeson in post alto destro a consegnare palla sulla corsa di Neal per l’entrata vincente che dava a Charlotte i punti del 19-42 e ancora da Big Al, il quale riusciva a mettere tre canestri, uno dalla baseline sinistra e uno dallo spigolo alto destro dell’area e una schiacciata per il 25-47. Charlotte però implodeva sullo stesso canestro di Big Al, apertura veloce per LeBron, il quale accelerava trovando davanti a se il solo Roberts, che andava a commettere un fallo ingenuo vista la differenza di statura, concedendo a James anche il libero che l’ala di Cleveland comunque mancava.
La squadra di Blatt era ora esaltata da James che trovava alcuni canestri; a 7:22 in entrata, 2 FT a 6:56, rubando un passaggio debole in orizzontale di Roberts e chiudendo tutto solo in transizione con la schiacciata e infine con una slam volante su assist di J.R. Smith che esaltava il pubblico di casa e costringeva coach Clifford a fermare il gioco con un time-out.
La solfa però non cambiava, Irving a 5:09 in transizione segnava il 27-65, era notte fonda più tardi, quando Marion riusciva a segnare 4 punti di fila che portavano il punteggio sul 36-72.
Uno dei pochi che si salvava dal naufragio era MKG, il quale segnava dalla media piazzando un buon tiro dal lato sinistro (38-72).
All’intervallo si andava sul punteggio di 40-75.

Il terzo quarto aveva poco da dire sul piano del risultato.
Cleveland continuava ad attaccare ma era Charlotte a segnare per prima con MKG a 11:43.
I padroni di casa segnavano con James e con Mozgov, lo stesso centro acquistato da Utah tentava il passaggio smarcante dalla linea di fondo, ma Henderson chiudeva lo spazio e magnetizzava il pallone, gli Hornets affidavano la ripartenza a MKG, il quale tentava la sorte incuneandosi in area, ma in salto diventava il prosciutto nel Sandwich tra Mozgov e J.R. Smith.
Gli arbitri dopo aver visionato l’azione con l’instant replay valutavano come flagrant 1 l’intervento scorretto di J.R. e a 10:18 l’ala degli Hornets andava in lunetta splittando.
Sul possesso supplementare Walker mancava “il ponticello” mentre Irving non falliva con un drive portando a 40 i punti nel pitturato dei Cavs contro i 18 degli Hornets.
A 9:30 Charlotte aumentava i punti in area con Biz che faceva fruttare l’errore di Henderson per il tap-in del 45-82.
Un altro bel jumper di MKG faceva muovere il punteggio a Charlotte sul 47.
Walker strappava palla a Irving in attacco, tornato in difesa per un fallo fischiato contro, Irving si prendeva un tecnico per la prima volta in carriera, così Walker sfruttava l’occasione.
James martellava ancora con la tripla, anche se velleitariamente Charlotte rispondeva con l’assist di Hendeson per MKG a 6:46 che portava l’ala ad appoggiare da sotto sulla sinistra e con l’assist smarcante di Zeller per il taglio sulla linea di fondo in back door di Hendo, il quale chiudeva in bellezza schiacciando.
Un J.R. Smith caldissimo però colpiva due volte da 3 punti, una su una palla persa da Biz che gli consentiva di trovare la difesa di Charlotte spiazzata e un’altra volta a 3:57 per il 52-95.
Charlotte tentava di rimarginare la ferita con Biyombo, servito con i tempi giusti andava per la dunk in corsa e Roberts a 3:13 metteva altri 3 punti dall’angolo destro per il 57-95.
Biyombo tentava di farsi perdonare l’assenza ingiustificata nel primo tempo con altri 4 punti consecutivi, tuttavia J.R. Smith aveva l’onore per i Cavs di portare a 100 i loro punti grazie all’ennesima bomba.
Lo strano duello Biyombo/J.R. Smith si chiudeva nei secondi finali. Prima Biyombo fermava Thompson in difesa, poi era bloccato irregolarmente dallo stesso a :06.9 dalla sirena.
I due liberi Biz questa volta non li sbagliava. Dall’altra parte quasi sulla sirena J.R. Smith metteva la tripla dalla diagonale sinistra, quasi dalla linea del fallo laterale, beneficiando della schermatura dei compagni.
La tripla valeva il 63-103 (-40…), punteggio di fine periodo.

L’ultimo quarto di puro Garbage tentava di essere nobilitato dalle panchine con alcune giocate.
Sh. Marion segnava un alley-oop cattivo, affondando con una mano alle spalle di Williams, Williams e Stephenson ad esempio mettevano rispettivamente un buon tiro e un appoggio grazie ad un hard drive sulla sinistra, ma fallivano entrambi i liberi supplementari concessi per gli interventi irregolari su di essi.
Una tripla di Shumpert con i giri giusti precedeva un’elegante entrata di Stephenson per il 69-116.
Anche Jefferson rientrato in campo poteva aumentare il suo bottino dato che ora su di lui a difendere c’era il più falloso e scarso Haywoord.
A 3:57 segnava il canestro subendo fallo dal lungo di riserva dei Cavs. Con tutta la panchina profonda Charlotte accorciava ulteriormente il distacco.
Taylor a 1:30 rubava un pallone all’ultimo uomo e s’involava in transizione per la schiacciata solitaria.
Un appoggio di Stephenson chiudeva le ostilità sul 90-129.

Gli Hornets hanno catturato 42 rimbalzi contro i 56 dei Cavs, i quali hanno tirato con il 51,7% dal campo contro il 40,4% degli Hornets che sono andati malissimo da 3 punti con il 12,5% (altro messaggio alla società, trovare un tiratore affidabile da 3 pt. per me… in attesa di smentite dagli interessati… via Neal e forse anche Marvin Williams se prendessero una PF affidabile) contro il 53,6% degli avversari.
A parte i liberi, le altre statistiche non differiscono molto.
Frase d’ordine; “Never Give Up”, imparare da questa sconfitta, e come diceva Rossella O’Hara in Via col vento:
“Domani è un altro giorno”.
Chissà che l’aria di casa non torni a mettere appetito agli Hornets contro Melo e la Grande Mela.

Mancano esattamente otto partite, tante quanto la differenza tra le vittorie e le sconfitte (18-26) prima di raggiungere gara 52 e il break per l’All-Star Game, abbiamo 5/6 gare a portata, dobbiamo sfruttare al massimo queste possibilità sperando che la società si muova prima della dead-line.

Voti

Walker: 5
8 pt. (3/14), 4 assist, 2 rubate. Gioca meno, ancora convalescente dal problemino al ginocchio. Contro New York ci serve un Kemba formato vittoria all’ultimo respiro.

Henderson: 5
6 pt. (2/8), 2 assist, 1 rubata. Stasera tradisce anche Henderson. Qualche buona giocata, esaltante schiacciata e una buona palla recuperata oltre che un assist al bacio, troppo poco per arginare la prestazione del pari ruolo avversario.

Kidd-Gilchrist: 6
15 pt (5/11), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Vittima anche lui dei blocchi dei Cavs in attacco, quando vanno contro di lui da sempre la sensazione di poter tenere. Certo… con alcuni avversari c’è una bella differenza di kg e cm. Lui comunque mette 15 punti (buoni jumper) e prende 7 rimbalzi.

Zeller: 5
5 pt. (2/6), 7 rimbalzi, 2 assist. Nel complesso insufficiente. Come per Henderson, troppo poco…

Biyombo: 4,5
10 pt. (4/6), 5 rimbalzi. Bismack mi piace come giocatore, ma questa sera è uno dei principali accusati finiti sul banco egli imputati. Mozgov e Thompson fanno meglio di lui. Si deve arrangiare qualche volta per non farsi tagliar fuori. I 4 punti di Thompson in tap-in sono troppo. Prova a rifarsi quando è troppo tardi, questo gli aumenta di un mezzo punto il voto su una prestazione insufficiente.

Williams: 5
2 pt. (1/5), 3 rimbalzi, 1 stoppata. A parte la stoppata in difesa ha preso poco. Male anche al tiro.

Stephenson: 6,5
10 pt. (5/10), 9 assist. Una sola palla persa. Se non latitasse un po’ troppo in difesa di suo sarebbe da 7. Fornisce da solo un terzo di tutti gli assist degli Hornets in serata (27). 50% al tiro.

Jefferson: 7
22 pt. (10/16), 11 rimbalzi, 3 stoppate. In forma smagliante da playoffs va in doppia doppia, Big Al ha messo la ragguardevole cifra di 22 punti in soli 23:45 sul parquet partendo dalla panchina. Ha tentato di replicare con i suoi canestri e i suoi rimbalzi ai Cavaliers, ma quasi da solo non è bastato.

Neal: 5,5
2 pt. (1/2), 2 assist, 1 rimbalzo.
Perde un pallone che Cleveland sfrutta in transizione. A parte il bell’hand-off con Jefferson anche in difesa non è sembrato irreprensibile, comunque come gli altri ha sofferto i blocchi.

Roberts: 5,5
3 pt. (1/4), 2 assist in 15:34. Poca cosa per Roberts in 15:52. Fa un fallo inutile su James. Un solo canestro sui quattro tentativi.

Maxiell: 6
1 pt. (0/0), 3 rimbalzi e 1 assist in 9:03. Questo vale anche per le due pagelle sottostanti. Stiamo parlando di garbage time, ma il voto va in base a quanto mostrato sul campo. Ha voglia e si vede, pur con tutti i suoi limiti in difesa e ai liberi comunque cattura 3 rimbalzi e prova a essere utile.

Hairston: 5
0 pt. (0/4) in 6:43. E’ entrato e ha preso per divertimento la gara con il prendi e tira, a volte anche un po’ esosamente. Rovina quel che i compagni hanno costruito. Solo un buon intervento in difesa.

Taylor: 6,5
6 pt. (2/3), 2 assist, 2 rubate. Con lo stesso minutaggio di Hairston. Potrebbe anche finirgli davanti nelle rotazioni. Ha un gioco più intelligente e P.J. non è maturo.

Coach Clifford: 6
Il materiale a disposizione è questo. Se la gioca alla grande contro squadre che non hanno James, stasera aveva un Walker a mezzo servizio e una squadra che ha pensato (se giustamente lo dirà la gara di domani notte) alla prossima partita. Sei politico nonostante la Waterloo, in fondo una sconfitta di 1 punto o di 39 vale sempre come una sconfitta e basta. Ora deve ridare la mentalità difensiva alla squadra, un “previsto” incidente di percorso ci sta.

 

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.