Game 70; Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 88-91

Sottotitolo; EST! EST!! EST!!!

Nel 1111 Enrico V di Germania (il futuro Imperatore del Sacro Romano Impero) viaggiava verso Roma per essere incoronato da Papa Pasquale II.
Il vescovo e compagno di viaggio J. Defuk, inviò il suo coppiere in avanscoperta per scoprire e degustare nuovi vini. Se il vino fosse stato di buona qualità avrebbe dovuto scrivere “EST!”, mentre se ne avesse trovato uno molto buono avrebbe dovuto scrivere “EST! EST!!”.
Quando l’assaggiatore/versatore Martino giunse a Montefiascone e bevve quel vino scrisse “EST! EST!! EST!!!” ritenendolo straordinario.
Il vescovo, terminata la missione, tornò e pare si stabilì in zona, dove addirittura morì, sempre pare per l’eccessivo consumo di vino.
Charlotte invece deve affrontare quattro sfide chiave per raggiungere i playoffs contro rivali a Est; il livello di extra-eccellenza se l’è giocato oggi perdendo in casa con i Nets, ora al massimo può ambire a tre Est. Ubriacata da Brook Lopez che ha finito per segnare 34 punti è svanita, sfumata, effimera al primo appuntamento decisivo.
Ne rimangono ancora tre, sebbene in nottata Miami abbia battuto Boston (difficile dire se ci abbia fatto un favore, probabilmente si) e Indiana abbia fatto il colpaccio a Washington D.C. (che non è una bestemmia ma District Of Columbia).
Proprio la capitale ospiterà la prossima gara degli Hornets sempre a mezzanotte (ora italiana) tra due giorni.

Walker finirà con 11 punti ma con 4/13 dal campo.

Walker finirà con 11 punti ma con 4/13 dal campo.

Gli Hornets con la classica divisa bianca si schieravano con; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Marvin Williams e Jefferson mentre i Nets in divisa nera si affidavano all’esperienza di Deron Williams in regia, a innescare; M. Brown, J. Johnson, T. Young e B. Lopez.

Gli Hornets non vincevano la palla a due ma si portavano per primi in vantaggio grazie a Henderson che passava a Big Al in post basso, il quale ridava il pallone nelle mani di Henderson, il quale dopo un breve scatto si coordinava dalla baseline sinistra e metteva dentro il 2-0 a 11:34.
M. Brown pareggiava andando a correggere un errore al tiro di un suo compagno, gli Hornets quindi tornavano nella loro metà campo offensiva e anche se in un primo momento Walker era bloccato da B. Lopez che cancellava il tentativo di Kemba in stoppata, Henderson, ancora dalla linea di fondo segnava il 4-2 che si trasformava in parità a quota 4 con un canestro di M. Brown e poi in +2 Brooklyn grazie a B. Lopez e il suo tiro preso dal pitturato con tutta calma.
A 9:15 Walker ristabiliva la parità ma mancava il libero addizionale concesso per ridare un minimo vantaggio alla squadra di Jordan presente in panchina in abbigliamento kitsch.
Dopo qualche errore Al Jefferson correggeva in tap-in proprio da un altro tiro sbagliato, questa volta da parte di Marvin Williams, il quale si faceva perdonare a 7:59 con una tripla che portava gli Hornets sull’11-6 e costringeva i Nets a chiamare time-out.
La pausa ricaricava gli ospiti che segnavano con Johnson ben schermato da Lopez, lo stesso Lopez appoggiava al vetro e Young portava anche in vantaggio i Nets che beneficiavano di 3 jumper a vuoto di MKG e un palleggio sul piede di Big Al con palla che si perdeva sul fondo.
Lo stesso centro degli Hornets però si riabilitava a 5:31 colpendo con un tiro dalla media sinistra per il 13-12.
Gli Hornets cercavano di sporcare i passaggi in difesa, Gerald toccava un pallone diretto a Lopez, Walker se ne impossessava e mandava Henderson a segnare e a 4:22 Marvin Williams si ripeteva da 3 punti, questa volta dall’angolo sinistro per il 17-12 Hornets.
A 3:42 Big Al dava un vantaggio di 7 punti a Charlotte con il suo palleggio giro e tiro dal post basso che trovava solo il cotone della retina. Il periodo dei Williams iniziava con Deron che segnava da 3 punti e poi mancava un libero per una difesa illegale chiamata a Charlotte, anche Mo mancava il tiro e perfino Marvin in contropiede sbagliava il facile appoggio finendo per favorire il pareggio di Lopez con un lungo due punti, ma Mo Williams con una tripla riportava avanti di 3 i Calabroni (22-19).
Nel finale Jefferson prendeva un rimbalzo sull’errore di Walker che era andato in transizione dopo una stoppata buona di MKG.
La squadra del North Carolina concludeva i primi 12 minuti di gioco in vantaggio 26-23.

La seconda frazione si apriva con le classiche rotazioni in casa Charlotte; Stephenson, uno dei nuovi subentrati, fintava crossover e passaggio che sembrava tornare indietro con l’elastico, difesa disorientata per un attimo e jumper magnetico che regalava il +5 agli uomini di Jordan, tuttavia Young replicava subito facendo tornare gli ospiti a un possesso lungo di distanza.
Gli arbitri fischiavano un fallo contro Mo Williams per una leggera sbracciata su Young che entrava da dietro in contatto con il nostro play che stava portando palla, dagli spalti piovevano fischi che Biyombo tramutava in applausi dopo l’errore della stessa PF dei Nets; Biz rischiava di perdere palla in palleggio ma recuperava l’oggetto sferico arancione e segnava in gancio.
A 9:29 Mo Williams segnava con un tiro frontale abbastanza lungo il 32-25 ma Plumlee facendo a sportellate con Biz si ritagliava lo spazio per segnare con il suo tiro ravvicinato.
Gli Hornets finalmente segnavano anche con MKG che metteva dentro dalla baseline destra il suo tiro aperto e a 7:52 un passaggio di Mo metteva in condizioni Biyombo di andare a schiacciare prepotentemente e inarrestabilmente; fallo di C. Jefferson e Bismack si presentava in lunetta chiudendo il gioco da 3 punti per il +10 (37-27) Hornets.
I Nets reagivano quasi subito per non far scappar via la gara e dopo una dunk di Biyombo spalmata sul ferro e un errore di Bogdanovic da 3 era Plumlee a catturare il rimbalzo, sul possesso offensivo dei Nets, Anderson segnava una tripla.
Stephenson iniziava a involversi, un fade-away mancato e poi un tiro soltanto messo su due dalla lunetta per un fallo subito poco dopo portavano comunque a 6:14 la squadra in maglia bianca sul 38-30, ma Jack con due punti facili da sotto riportava il gap a 6 punti.
Henderson evitava una manata dall’alto al basso di Jack nel pitturato arrestandosi e colpendo con un fade-away, tuttavia Brooklin iniziava a recuperar punti, prima con Plumlee e poi con Jack a 4:10 con un tiro frontale preso contro Mo Williams.
A 3:15 Charlotte ritrovava il sentiero del canestro; Walker passava dietro un blocco e poi in mezzo a due giocatori spezzando il loro raddoppio, infine serviva verticalmente MKG che era abile a veleggiare vicino al ferro per l’appoggio che valeva il 42-36.
Lopez iniziava a segnare il suo classico tiro a una mano che diveniva ipnotico nella serata per gli Hornets; solo Biz riusciva parzialmente a tenergli testa, comunque sia i Nets si riportavano sul -2, almeno prima che Big Al riuscisse con un up & under a segnare il 44-40 che diventava 46-40 grazie a un assist di Kemba (dalla transizione) per MKG abile a veleggiare nell’uno contro uno e ad appoggiare a una mano Lopez segnava ancora e chiudeva le marcature del primo tempo mandando il tabellone sul 46-42.

Biyombo spara sul ferro la schiacciata contro Plumlee.

Biyombo spara sul ferro la schiacciata contro Plumlee.

Dopo 10 minuti di riposo Henderson segnava dopo 18 secondi di gioco con l’aiuto benevolo del primo ferro che aiutava la sfera a entrare nella retina.
Lopez rispondeva in turnaround ma ancora Henderson in difficile jumper uno contro uno aveva un aiutone dal ferro che lo premiava nuovamente, in più Big Al metteva anche un jumper dalla media a sinistra e la squadra di Clifford andava sul 52-44.
Un’entrata di Young contrastata debolmente da Walker ci costava tre punti (canestro più libero) a 9:54, ma 15 secondi più tardi su una rimessa dal fondo in zona offensiva Henderson sfruttava Marvin Williams come boa facendo un movimento circolare che lo portava davanti al difensore, pronto a ricevere il passaggio volante di MKG per il canestro volante del 54-47.
Lopez andava ancora a segno anche in movimento con lo stesso meccanismo, poi Lopez stoppava Jefferson, ma successivamente Henderson in penetrazione scaricava su Big Al che non falliva la possibilità datagli dal compagno colpendo con un tiro dalla media distanza sul lato sinistro che andava oltre Lopez.
Deron Williams andava in penetrazione verticale, si appostava vicino canestro e ingannava Henderson con una finta che costava l’intervento falloso di Gerlald, il canestro e il tiro libero supplementare per il 56-52. Lopez e Big Al si rispondevano a distanza andando a segno, Walker si prendeva un tecnico sull’errore al tiro ma Joe Johnson sbagliava l’occasione, tuttavia non falliva Anderson il tiro a una mano in entrata.
Lo stesso Anderson tagliando in back door sotto canestro faceva pervenire al pareggio i suoi a quota 58 a 5:42 dalla fine del terzo quarto e mentre Henderson e Young finivano a terra nel pitturato prevaricando la possibilità di difesa degli Hornets mandava sul +2 i suoi.
Young rimaneva a terra sul contatto con Henderson, caviglia e forse anche ginocchio interessati, i medici lo portavano fuori e l’ala dei Nets non rientrava più sul parquet. Jefferson sbagliava un up & under contro B. Lopez che realizzava ancora a una mano frustrando il pubblico.
La scuderia Williams ridava un po’ di fiducia in casa Charlotte con l’assist orizzontale di Mo per l’accorrente Marvin che arrivava con tempismo per sparare la tripla del -1, ma Telespalla Lopez con un gancetto metteva dentro.
Charlotte nonostante avesse la possibilità con Jefferson dalla lunetta di riportarsi a -1 rimaneva attardata di due lunghezze con Big Al a splittare a 2:27 e Lopez riportava a +4 i Nets, anche se dopo un errore al tiro di Henderson lo stesso simpsoniano Lopez contro Biz andava corto con il tiro dando la possibilità a Mo Williams di andare in lunetta per 3 volte a causa di una mano sul fianco di D. Williams e forse anche di un precedente intervento sul tiro.
Il nostro play di riserva segnava due dei tre liberi concessi a :15.4 ma Bogdanovic, su una serie di cambi marcatura, aveva un bel vantaggio da sfruttare in termini di cm contro Mo Williams che nonostante lo sforzo subiva il canestro sulla sirena (jumper). 64-68 e palla in mano ai Nets a inizio ultimo quarto.

I Nets si portavano sul +6 grazie a una transizione 3 contro 1 nella quale il killer diveniva Anderson a 10:56.
Stephenson si accontentava di due tiri in sospensione ma li falliva entrambi, era Henderson a muovere il punteggio con un 2/2 dalla linea a 9:52 ottenuto per un blocking foul di Anderson che si spostava lateralmente impedendo a Henderson di proseguire la corsa.
Lopez tentava la penetrazione sulla linea di fondo ma Biz lo portava a calpestare la linea stessa ma Charlotte non sfruttava l’occasione sparando con Mo da 3, nulla di fatto nemmeno sul rimbalzo di Biyombo, gli arbitri chiamavano poi un fallo offensivo a Maxiell.
Lopez dalla media diagonale sinistra trovava spazio e tornava a colpire per il 66-72, gli Hornets perdevano palla con Mo che non controllava un passaggio impreciso e recuperava il pallone solo quando esso si trovava nella metà campo difensiva di Charlotte; backcourt violation e a 8:02 J. Jack in lunetta (fallo di Mo) mandava sul +8 i bianconeri.
Gli Hornets spalle al muro nonostante tutte le difficoltà offensive reagivano; a 7:29 una mazzata sul braccio di Hendo costava ai Nets due FT (a segno solo il primo), a 6:50 Gerlad eclissandosi dietro a Big Al metteva il tiro, poi era Walker a rubare il pallone a Bogdanovic, sulla transizione Hendo fruiva del passaggio del compagno per mettere il suo sesto punto consecutivo e portare i Calabroni sul 71-74 a 6:23.
A 6:05 però arrivava una mazzata tremenda; Joe Johnson colpiva da 3 punti e la squadra di Clifford tornava sotto di due possessi lunghi ma a 5:52 un fallo di Deron (non sul tiro) mandava in bonus Charlotte che con Walker sfruttava la situazione.
Johnson da 3 andava storto sulla buona difesa di MKG, anche Henderson falliva da oltre l’arco ma Big Al catturava il rimbalzo e dopo gli sviluppi dell’azione segnava il 75-77.
MKG teneva anche sulla drive di Deron ma Kemba falliva il tiro dopo un suo classico step-back, Lopez colpiva con il suo tiro garanzia e Big Al per riportare a -2 i Calabroni doveva inventarsi il gancio dal post basso a 3:41.
Dopo due errori dei Nets e uno degli Hornets Mo Williams partiva in transizione sparata per un coast to coast che coglieva impreparata la difesa delle Retine che si aggrappavano a B. Lopez, il quale fermava Mo ma fallosamente.
Mo dalla lunetta era preciso e a 2:36 Charlotte ristabiliva la parità a quota 79. Lopez dopo una serie di passaggi diventava devastante anche nel finale; il suo open andava a segno, Mo mancava la tripla, MKG stoppava alla grande Johnson sotto canestro e Kemba in transizione in uno contro uno a 1.30 pareggiava ancora.
La squadra di Hollins tornava avanti con Anderson; la sua corsa sulla linea di fondo era vista e servita da D. Williams, dunk di forza del giocatore avversario e 81-83, almeno sino a 1:03, quando un fade-away di Henderson (dopo un giro) rimetteva in discussione la partita.
A :47.4 Lopez veniva leggermente toccato con la mano di riporto sul corpo.
Due FT e 83-85…
Big Al in area si faceva valere su Lopez appoggiando con la mano destra il nuovo pareggio a quota 85 ma a :23.1 Lopez aveva vita facile nel pitturato con Big Al rimasto basso davanti a lui; un gioco da ragazzi per il riccio dei Nets buttarla dentro.
Walker ci provava andando sul sicuro in entrata, ma tre uomini lo seguivano, niente di fatto sul tiro sebbene Kemba si lamentasse per un contatto avvenuto in precedenza mentre pompava il pallone in palleggio.
Il fallo di Henderson a :13.2 era obbligatorio.
Deron Williams segnava i liberi, ma due secondi dopo una difesa troppo aggressiva di Jack mandava Kemba in lunetta per un punto benedetto a cronometro fermo.
Purtroppo sul secondo tiro, l’errore (credo voluto), non consentiva agli Hornets di prendere il rimbalzo, sebbene Kemba riesca a mettere fuori il pallone con un tap-out, MKG rimasto troppo indietro commetteva subito fallo su Deron Williams, infallibile dalla linea della carità.
Con Brooklyn in vantaggio di 4 (85-89) Charlotte mandava dentro Walker a :04.0 che segnava quasi indisturbato con i Nets impauriti dal possibile gioco da 3 punti.
88-91, sembrerebbe persa ormai, ma Mo Williams disturbava sulla rimessa e Deron finiva con il toccare la palla; i suoi polpastrelli erano gli ultimi a deviare il pallone fuori e Charlotte aveva l’ultima possibilità per mandare al supplementare la gara con il cronometro a segnare :03.2, ma sulla rimessa Brook Lopez sporcava il pallone che finiva basso tra i piedi di diversi giocatori e il tempo sfumava consegnando la preziosa vittoria 88-91 ai ragazzi di coach Hollins.

Ora il tie-break è a favore dei Nets (2-1) che ci raggiungono in classifica. Le statistiche di squadra con un 13/20 ai liberi contro un 10/11 dalla lunetta per i Nets che ha finito per minare la partita nonostante molte statistiche siano equilibrate:

chabrosta

Voti

Walker: 5,5
11 pt. (4/13), 6 assist, 4 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Attivo, ma troppi errori al tiro, non è ancora quello ammirato prima dell’infortunio. Chissà se è solo ruggine.

Henderson: 6,5
23pt. (10/19), 1 rimb., 2 assist, 2 rubate. Perde un paio di palloni ma sono un’inezia a confronto dei tiri messi. Forza qualcosa, questo è il suo pregio e il suo difetto. A volte segna, anche se il più delle volte ovviamente non ci riesce. Stasera buona serata offensiva. Sull’ultima rimessa avrebbe potuto fare qualcosa di meglio servendo Mo sulla sinistra, invece Lopez gli tocca un pallone passato in maniera imprecisa.

Kidd-Gilchrist: 6
6 pt. (3/8), 4 assist, 10 rimbalzi, 2 stoppate. Una buona difesa, si spende su diversi giocatori e ha poche amnesie, l’attacco non è il massimo. Sbaglia nel primo quarto 3 jumper praticamente open che avrebbero potuto dare un altro volto al match. perde Mark Price che era all’ultima partita sulla panchina degli Hornets come assistente.

Marvin Williams: 5,5
8 pt. (3/8), 7 rimbalzi, 1 assist. Difesa così così, attacco anche. Dovrebbe entrare dalla panchina ma Zeller, dato in miglioramento, ancora non c’è.

Jefferson: 6
23 pt. (11/19), 10 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. Gioca con problema al ginocchio e va in doppia doppia. Il problema è il solito. La difesa. Se è parzialmente giustificato dal dolore e Charlotte non può fare a meno di lui in attacco, è anche vero che dietro lascia troppi spazi e open agli avversari che finiamo per pagare salatamente.

Mo Williams: 5
9 pt. (2/10), 4 rimbalzi, 6 assist. Perde troppi palloni, 4… anche in palleggio. Se deve giocare per il tabellino personale ce lo dica. Si sta trasformando da Kemba in Neal. Anche questa sera dal campo tira con basse percentuali, solo il 20%… Entra dalla panchina e ha voglia, finisce con il giocare più di 30 minuti. Si guadagna un mezzo punto in più per gli assist.

Maxiell: 6
0 pt. (0/1), 2 rimbalzi, 2 stoppate in 11:58. Naviga sulla sufficienza. Usa il suo corpo enorme per difendere, qualche volta gli riesce.

Biyombo: 6,5
5 pt. (2/5), 8 rimbalzi in 13:08. Concede anche lui qualcosa a Brook ma lo porta diverse volte a sbagliare. Mette dentro un paio di canestri alternandosi tra forza e stranamente tecnica. Non fallisce il libero dimostrandosi migliorato.

Stephenson: 5
3 pt. (1/8), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata in 13:41. Attivo sul parquet rovina la sua prestazione contro la sua squadra del cuore andando quasi sempre a cercare un jumper che mette solamente una volta all’inizio. Troppi errori.

Coach Clifford: 5
Ha notevolmente accorciato le rotazioni, ma la scelta non sembra dare benefici, anzi, la cosa potrebbe generare malumore tra chi non vede il campo nemmeno due minuti. La nona scelta rimane in panchina, Jefferson con un ginocchio malandato gioca troppo e Clifford non capisce che qualche minuto a Biz questa sera si doveva dare. Meglio in difesa rispetto a Big Al e anche in attacco si è ritagliato i suoi spazi. La squadra fa una fatica tremenda a segnare e lui lascia in campo il totem che purtroppo è spesso immobile anche in difesa. Prova nel finale con un quintetto basso a rientrare in partita. In parte ci riesce. In attacco, ma in difesa la mossa si rivela un’arma a doppio taglio.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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