Game 9: Charlotte Hornets Vs Oklahoma City Thunder 107-111

 
Intro
 
Riprendo il filo dell’intro precedente mentre Charlotte tentava di riprender quello con le vittorie casalinghe dopo quelle sui Bulls e gli Heat.
L’occasione è l’arrivo dei Thunder, ovvero del Tuono.
Il tuono è l’effetto rumoroso che produce il fulmine, letale scarica elettrica se la casuale traiettoria dovesse colpire il bersaglio.
Un evento da annoverare come sublime dinamico in filosofia facendo parte di quelle manifestazioni potenti, tumultuose, dinamiche e imprevedibili che affascinano l’uomo lasciandolo basito al cospetto di tale forza, tanto che in araldica e come notiamo anche nello sport, il riferimento a esso come simbolo di forza esiste poiché espressione della potenza annientatrice della natura.
La forza distruttiva dell’attacco dai nomi rumoreggianti dei Thunder doveva esser disinnescato dagli Hornets per vincere.
Aver ben chiaro il concetto di difesa per isolarsi dai fulmini lanciati da OKC costrurndoe una grande gabbia di Faraday (Michael Faraday nell’800 osservò che in un conduttore cavo, elettricamente carico, le cariche si concentravano sulla superficie esterna spandendosi in superficie risultando incapaci di penetrare al suo interno) sino all’arco per defletter la potenza dei Thunder era prioritario per avere possibilità di vittoria ma non abbastanza poiché le steal dei Thunder riaccendevano un match già chiuso che nel finale…
 
 
 
La partita in breve
 
I Thunder alla ricerca di riscatto dopo il brutto inizio per tirarsi fuori da torbide acque non lasciavano tranquilli.
Pronti come fulmini a colpire, dopo un primo quarto combattuto, con una tripla di Abrines passavano avanti 22-24.
La partita rimaneva combattuta anche nel secondo quarto, quando nel finale Parker aspettando il contatto di un ingenuo Abrines otteneva un layup da 2+1 per il 48-44 finale con un Walker fermo a tre punti e le squadra inabili al tiro da fuori. Hornets fermi al 16,7% con i Thunder a far ancora peggio all’11,8%… L’inizio brillante degli Hornets era imprevedibile; a cavallo dei due quarti i Calabroni conquistavano un parzialone di 17-0 che mandava i Thunder sul baratro.
Kemba con due triple segnava il 62-44 a 9:25 dalla terza sirena e poi in reverse layup ci portava anche sul +19, dopo una tripla di Abrines che, sugli scudi, continuava a dare il suo contributo accorciando piuttosto velocemente il gap.
Gli Hornets si facevano rubare troppi palloni (un paio di perde di Batum e una di Monk), così si arrivava a fine quarto con soli 4 punti di vantaggio (77-73) e parziale azzerato.
Nell’ultimo quarto gli Hornets resistevano sino a 5:32 quando Schroeder con un appoggio al vetro segnava il sorpasso (93-94).
Nel finale ci si metteva anche un Westbrook fino a quel momento poco guardabile; almeno tre canestri importanti per lui ma Charlotte resisteva ancora con Kemba bravo a metter dentro uno step-back su Abrines per il 102-103.
Schroeder pescato fuori dall’arco con spazio a 1:13 infilava un pesante +4 mentre Walker mancava la tripla per rimanere agganciati.
Westbrook un entrata con leggero cambio direzione segnava andando oltre Zeller, poi sull’ultimo time-out Charlotte disegnava uno schema con penetrazione di Kemba e scarico in angolo (sx) per Monk che questa volta falliva accarezzando il ferro lungo.
Fallo di Charlotte 0/2 di Schroeder, layup di Walker, dunk di Westbrook lanciato dai compagni mentre gli Hornets non riuscendo a commetter fallo incassavano il 104-110.
Monk inaspettatamente segnava da tre il 107-110 a :07.4. Fallo su George a :05.2 per un ½ che rendeva irraggiungibili i Thunder (squadra che salirà ancora in classifica nonostante qualche problema) che sopravvivevano alla sfuriata degli Hornets a inizio terzo quarto andando a vincer la loro terza partita stagionale soprattutto grazie a un terzetto composto da Westbrook a 29 punti, Abrines a 25 e Schroeder a 21. George ha segnato 10 punti prendendo 11 rimbalzi ma ha chiuso con 4/20 al tiro tra i quali uno 0/10 da tre punti.
Per Charlotte Walker e Monk si divideranno il posto di top scorer a quota 21 con un Parker a quota 17.
7-12 i palloni rubati per un 10-17 nei turnover, statistica chiave per comprender la sconfitta.
Hornets che hanno avuto la meglio a rimbalzo (51-49) e negli assist (26-20) mentre ai liberi hanno realizzato 20 dei 22 liberi concessi contro il 21/29 Thunder.
 
 
Le formazioni iniziali:
 
La partita
 
1° quarto:
 
OKC condizionava i primi due minuti e mezzo di gara andando in vantaggio a 11:41 con due FT di Adams per fallo di Zeller forzato sotto canestro, continuando con Grant su una persa di Walker e chiudendo il parziale con George per uno 0-6 eloquente.
Charlotte che nel periodo accumulava uno 0/4 al tiro prima che Zeller riuscisse ad appoggiare di sinistro vicino al vetro a 9:30.
Un fade-away breve dalla baseline sinistra di Lamb che metteva dentro anche dalla media diagonale sinistra ci restituivano la parità a quota 6 ma a 8:16 per un fallo dello stesso Lamb Westbrook si presentava in lunetta per due tiri che finivano dentro.
Su una second chance George allungava di altre due unità per gli ospiti mentre Walker e Williams mancavano due triple sulla stessa azione, Batum sulla successiva tagliava da sinistra verso il centro con leggero fade-away su George per un canestro plastico.
Lamb pareggiava nuovamente fintando la tripla sulla quale abboccava Adams in uscita, facile per Jeremy poi attaccare il canestro indifeso in schiacciata ottenendo il 12 pari.
Una transizione a 4:59 portava Walker in lunetta per un 2/2 che ci consegnava il primo vantaggio della partita.
Adams in tap-in toccava la sfera sull’anello segnando ma ottenendo un’interferenza per poi sbagliare a rimorchio sull’azione seguente un canestro facilissimo che innescava una contro-transizione chiusa da MKG in schiacciata per il 16-12.
A 3:59 MKG andando in lunetta per due FT allungava sul +6, un canestro restituito da Westbrook che tuttavia per aver gridato: “and one” pretendendo il fallo, si prendeva un tecnico realizzato inusualmente da MKG.
Westbrook rimaneva però carico spezzando un raddoppio centrale in palleggio trovando una schiacciata bimane appesa e ondeggiante dalla potenza inaudita.
Monk gettava via un pallone in attacco e si faceva passare sa Schroeder in appoggio così i Thunder passavano avanti a 2:20 dopo una giocata 2+1 di Schroeder che usava il vetro magnificamente per trovare la continuità sull’azione.
Sul 19-21 arrivava una transizione per Charlotte con l’assist diagonale di Monk per il terrificante alley-oop di Bridges.
A :52.1 Parker in bonus in lunetta due volte splittava ma ci portava avanti, Monk era sfortunato con un in & out da tre a a poco più di un secondo dalla fine lo specialista Abrines mandava dentro la tripla che fissava il vantaggio dei Thunder dopo il primo quarto sul 22-24.

Batum appoggia su George.
Ap Photo/Nell Redmond

 
2° quarto:
 
Hornets che partivano bene con l’assist di Bridges in corsa per la jam di Zeller ma un fallo dello stesso Bridges mandava Abrines in lunetta che non mancava i due liberi.
Per ottenere il pareggio Monk pescava un jumper a medio raggio dalla destra che affondava nel cotone oltre le mani protese di due accaniti difensori, e su una transizione con alzata di Schroeder per l’alley-oop s’infilava l’atletico Bridges che salvava gli Hornets da due punti certi, innescando la transizione che portava alla tripla di Monk toccato da dietro da un ingenuo Abrines, il quale finiva per regalare dalla lunetta il quarto punto al nostro numero 1.
30-26 con ancora Bridges sugli scudi a bloccare Schroeder in difesa e a presentarsi in corsa diagonale in taglio verso il centro ricevendo da un Parker che nel frattempo aveva depistato Noel con un arresto e passaggio perfetto nel cuore del pitturato per lasciare al nostro numero zero due punti facili.
Parker in appoggio di destro in entrata trovava anche il 34-28 e Donovan era costretto al time-out.
Al rientro i Thunder segnavano con Diallo, poi a 8:34 dalla lunetta Schroeder splittando avvicinava a un possesso lungo i bianchi mentre Westbrook mancava un paio di jumper contro MKG e Williams e le squadre continuavano a sparare male da lontano con un 1/12 a testa dopo l’errore di Monk dall’angolo.
Westbrook e Adams splittando entrambi i loro FT lasciavano arretrati i propri colori sul 34-33 anche se i Thunder con l’oceanico centro andavano in bonus già a 6:18.
Lamb chiudeva una triangolazione dinamica con Zeller che faceva da vertice per il fing and roll del nostro numero tre, lo stesso Cody, agevolato da un Adams rimasto a terra sotto la nostra plancia, in transizione subiva fallo andando a mettere due FT per il 37-33.
Westbrook ci metteva 5 secondi per farsi il campo e trovar il fallo di Walker ma ancora una volta era ½ dalla lunetta.
Westbrook si rifaceva dal mid range per il tiro in sospensione del 37-36 che a 3:49 agevolava il pareggio di Grant dalla lunetta con il solito ½.
A Willy non era chiamato un goaltending con palla stoppata da Grant ma appena dopo l’inizio discesa.
Poco male perché la palla respinta in out destro era preda di Willy sulla rimessa, bravo a sparare da 3 dietro il blocco ampio di Kemba.
Grant a 3:06 in lunetta stavolta non sbagliava ma Batum pescato da Parker nel corner destro isolatissimo infilava la bomba del 43-39.
George ne metteva dentro due ma anche Parker a 1:36 infilando due FT ci restituiva ossigeno che Abrines da tre punti fronte a canestro diminuiva sensibilmente mandando i Thunder a un punto (45-44).
Parker in transizione riceveva da Bridges aspettando il contatto di un estremamente ingenuo Abrines che favoriva il 2+1 del francese per il 48-44 che resisteva sino al termine anche perché la stessa guardia dei Thunder si vedeva respinger la conclusione da fuori dal ferro.

Bridges schiaccia su Schroeder nel primo tempo.
AP Photo/Nell Redmond

 
3° quarto:
Hornets che partivano fortissimo con la tripla di Batum dall’angolo destro, poi Marvin Williams in area con l’alzata a una mano trovava la complicità del ferro per aumentare di due punti il suo score ma non era finita perché su un giro palla che da sotto pescava Batum bravo a girar palla rapidamente dal corner sinistro verso l’accorrente Lamb sulla diagonale sinistra arrivava un’altra tripla, quella del 56-44.
George da tre mancava un altro tiro da fuori l’arco per i Thunder mentre un Kemba fermo a tre punti inanellava due triple ravvicinate in serie che portavano il parziale degli Hornets sul 17-0 a 9:25 per un vantaggio di +18 (62-44).
Abrines con un open dal corner destro interrompeva la magia ribaltando la retina da fuori. Kemba a 7:49 entrava da sinistra sulla baseline sinistra per appoggiare due punti e a 7:20 il capitano ci lanciava sul +19 in reverse layup ma i Thunder con un fing and roll del kiwi Adams e una schiacciata di Westbrook dopo una steal a 6:26 si avvicinavano sul 66-51.
Ancora lontani ma in rimonta la squadra di Donovan si avvicinava a suon di transizione; tre punti erano per Schroeder lanciato sulla diagonale destra poi Abrines in entrata segnava trovando ispirazione per un’altra entrata e una tripla che a 4:23 muoveva il tabellone sul 66-59.
Hornets che riuscivano a muover il punteggio di due pt. prima di subire un altro layup del n° 8 avversario che si scatenava in layup su una persa di Parker.
Westbrook rubando palla a Monk si scatenava in un altra corsa danza con dunk finale completamente indisturbata. Malik si faceva perdonare lavorando su Abrines per batterlo con un pull-up dalla media per il 70-65.
OKC rimaneva agganciata con una triangolazione volante breve che portava Noel alla schiacciata ma Parker a 1:35 dopo aver perso qualche colpo in regia, infilava la tripla del 73-67 e un tap-in di MKG ci restituiva almeno un +8.
Abrines segnando ancora da tre spingeva la squadra ospite ma Willy prendendo due rimbalzi offensivi dava una successiva possibilità a Monk che si prendeva due FT (Abrines foul) a :17.8 segnandoli.
Schroeder in entrata più fallo d’Abrines azzeravano il vantaggio di quarto che rischiava di andare anche in negativo sulla palla persa con tripla mancata da George sulla sirena.
77-73, pronti per il rush finale.

Lamb prova a contenere Westbrook.
Ap Photo/Nell Redmond

 
 
4° quarto:
 
OKC accorciava di due punti ma a 11:30 Monk dalla diagonale di sinistra saettava da tre punti per l’80-75.
Con un paio di canestri, aiutati da un energico Diallo i Thunder tornavano al -1 prima che Parker da sinistra partisse in diagonale verso il centro e il classico floater.
Grant in alley-oop e la prodezza di Monk che nel traffico segnava in salto con schiena all’indietro lasciavano la partita aperta, anche perché Schroeder da destra continuava a usare il vetro come suo miglior amico trovando angolazioni quasi irriproducibili.
Marvin segnava dal post basso destro dopo uno spin energico che faceva volare un difensore e Parker in coast to coast con crossover finale su Schroeder illudeva gli Hornets a 8:36 portandoli sull’88-83.
Dalla destra pioveva una tripla di Grant mentre da una banale palla persa di Batum scappava anche il pareggio di Diallo.
Parker mancava un FT jumper ma ne guadagnava due a gioco fermo prendendosi il rimbalzo a 7:09; 90-88 prima che si scatenasse il diluvio Westbrook con un iniziale jumper frontale su MKG che rispondeva con una frazione di ritardo al veloce tiro.
Monk a 6:30 replicava con una bombarda da tre ma Westbrook dalla media destra s’inventava un altro pull-up con MKG più lesto a provarci ma nulla da fare ancora… Schroeder frustrava MKG andandogli via per appoggiare al plexiglass il sorpasso a 5:32 dalla fine (93-94).
Un fortunoso canestro di Westbrook (questa volta era Lamb a difendere) aiutato dal ferro non dava tregua a Charlotte che tuttavia a 4:21 in transizione con l’hook di MKG più fallo riagganciava a quota 96 la squadra di Donovan.
A 3:49 Westbrook era un fulmine in entrata, MKG si spiaccicava sul blocco a centro area e nessun altro riusciva a fermare il n°0 avversario che in caduta beneficiava anche del FT aggiuntivo, poi realizzato.
Hornets che attardati di tre punti a poco dai 24 di possesso inventavano due FT con Lamb che realizzandoli (2:49) riportava in bilico il match.
MKG commetteva un fallo su George alzando le braccia in salto sull’entrata dell’ex Pacers.
2/2, 98-101…
Zeller con una bruta palla persa rischiava di far saltare per aria il banco ma con una clamorosa stoppata in rientro cancellava l’appoggio si Schroeder mentre Kemba a 1:57 dalla lunetta affondava due liberi.
Un catch n’shoot lungo dalla destra per Abrines a 1:43 faceva male ma rimediava Walker con uno step-back dalla diagonale desta che anneriva anche Abrines.
A 1:13 era pesantissimo invece il canestro di Schroeder dalla diagonale destra pescato da una kick and drive; Lamb in uscita faceva il possibile ma l parabola lanciata dall’ex Falco s’insaccava per il 102-106.
Kemba sul -4 e u cronometro impietoso provava a tenere il passo saltando il difensore con un passetto laterale a destra sulla top of the key da dove lanciava un missile troppo lungo; tre punti sfumati e canestro pesante di Westbrook che saltando con abile finta in crossover Zeller appoggiava per il +6 ospite riuscendo anche a “pagliacciarsi” un po’ per aver lasciato fermo un lungo.
Hornets all’ultimo time-out con penetrazione di Kemba, scarico sull’angolo destro per il tiro troppo lungo da tre di Monk, fallo immediato ma 0/2 di Schroeder dalla linea.
Layup di Walker ma dunk di Westbrook con gli Hornets alla caccia dell’uomo incapaci di fermare il gioco di passaggi dei Thunder.
Hornets che non sembravano più crederci ma a :07.4 dalla fine Monk segnando da tre punti faceva girare lo schermo sul 107-110.
Fallo dopo un paio di secondi ma George mettendo un libero mandava fuori dalla portata della partita i Calabroni.
107-111 era così un finale dei nostri, classici nelle punto a punto…
Pagelle
 
Kemba Walker: 6,5
21 pt., 5 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. 7/16 al tiro prendendosi un paio di stoppate ma guadagnando anche 5 liberi. 2/8 da fuori con le due triple ottenute quando la squadra e lui avevano un ritmo. Manca quella del possibile -1 ma comunque gioca un secondo tempo da 18 punti dopo il primo tempo da tre sempre asfissiato dai Thunder.
 
 
Jeremy Lamb: 6,5
13 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 5/12 al tiro andandosi a prender nel finale due FT importanti. Purtroppo è anche sfortunato; sull’uscita su Schroeder prende tre punti, contro Westbrook è l’anello ad aiutare l’attaccante nonostante una buona difesa ma in altre occasioni riesce a far sbagliare l’avversario, ad esempio Abrines da fuori saltando in avanti a braccio proteso. Difetta anche lui da fuori con un 1/7…
 
 
Nicolas Batum: 6
10 pt., 7 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate. 4/8 al tiro. 2/4 da fuori ma anche 4 turnover, uno che grida vendetta nel terzo quarto. Artefice della galoppata a inizio ripresa, è il simbolo di una squadra che si addormenta concedendo il recupero agli avversari.
 
 
Marvin Williams: 5,5
4 pt., 2 rimbalzi. Gioca 17 minuti. Marginale anche se in un’occasione è bravo a mandar fuori giri Westbrook e dall’altra parte riesce a metter dentro un paio di tiri ma su 6 tentati…
 
 
Cody Zeller: 6
5 pt., 8 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Dall’altra parte Adams prende 4 in rebound in più ma Cody smista assist, cosa che il collega di ruolo non fa essendo puro terminale. Battaglia e nel finale rimedia con una super stoppata a un suo errore. Corre anche in transizione come il solito ma non riesce in seconda battuta a proteggere su Westbrook nel finale. Giocatore generoso ma con limiti.
 
Malik Monk: 6,5
21 pt., 2 assist, 1 rubata. 7/15 al tiro, anche lui si fa rubar un pallone (3 perse totali) nella fase di rientro dei Thunder dove va un po’ a sprazzi. Manca il tiro decisivo per il rientro ma non si può pretendere, comunque mette dentro 21 punti. In difesa invece vorrei vederlo più attento e forte sulle gambe.
 
 
Michael Kidd-Gilchrist: 5,5
9 pt., 9 rimbalzi, 1 rubata. Niente da fare per MKG questa volta. Nel finale trova in transizione una giocata da tre punti ma è spesso travolto dagli avversari che contro di lui trovano giocate anche al limite del fattibile. Incassa un -25 eloquente pur sfiorando la doppia doppia…
 
 
Willy Hernangomez: 6
3 pt., 5 rimbalzi, 1 stoppata in 12 minuti. Poco spazio per l’iberico che lotta a rimbalzo e commette tre falli. ¼ al tiro con una stoppata a referto che in realtà sarebbero 2 punti ma sull’azione successiva ne trova tre, unico canestro della serata su 4 tentativi. Bravo in caduta a chiamare un time-out prima che gli arbitri fischino la contesa.
 
 
Tony Parker: 6,5
17 pt., 1 rimbalzo, 4 assist. Gioca 23 minuti, nel complesso di buon basket con un 5/12 al tiro e un 6/7 dalla lunetta. Perde un solo pallone ma la sua regia sul break dei Thunder è a tratti farraginosa. Nel finale entra ed esce come un pendolare a seconda delle azioni offensive/difensive finché non si siede in panca. Mezzo punto in più per la spinta e la voglia dimostrata nel finale quando su un errore va a prendersi rimbalzo e fallo facendo di sé stesso tiratore dalla lunetta lasciando Charlotte agganciata alla partita.
 
Miles Bridges: 6
4 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Serata da factotum per Miles che tuttavia da fuori non ha mira in serata. 0/3 in 19 minuti per un 2/6 complessivo. Salva da una transizione e mette dentro un bell’alley-oop offerto da Monk. Utile a rimbalzo, probabilmente qualche minuto in più nelle prossime due gare non gli farebbe male per prender il ritmo anche al tiro.
 
 
Coach Borrego: 6
Non riesce a schermare ad ampio raggio Abrines ma costruisce una discreta gabbia a Westbrook finché i nostri tengono fisicamente. Un po’ sfortunato su alcuni canestri subiti, non può fare molto se i suoi ragazzi lo tradiscono con banali palle perse. Prova a richiamarli con un time-out ma i Calabroni prima di riprendersi subivano il rientro avversario dilapidando quasi tutti i 19 punti conquistati. Dentro/fuori per Parker nel finale con MKG a difender al suo posto. Buona idea se anche MKG oggi non fosse travolto da sfortuna e un pizzico d’atletismo in meno rispetto alle precedenti gare. Finisce un po’ presto i time-out. Ora, persa ancora di poco una partita contro un’avversaria più forte sulla carta c’è da girar pagina e affrontare Cavs e Hawks in casa travolte a loro domicilio nella notte rispettivamente da Denver (110-91) e Sacramento (146-115).

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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