At-traziHornets europea?

I playoffs proseguono ma nel sottobosco NBA già molte squadre cercano fortune migliori e si muovono per ottenerle.

Come forse avrete letto nel precedente pezzo o in giro su qualche altro sito, Ettore Messina è candidato a diventare il prossimo allenatore degli Charlotte Hornets.

Certamente non è l’unico coach al vaglio del GM Kupchak, ma è ben sponsorizzato…

“Penso che sia giunto il momento”, ha detto Manu Ginobili, il veterano argentino degli Spurs.

A rinforzare la candidatura anche il compagno di squadra Gasol:

“Certo, è molto capace ed esperto. Messina è stata uno dei migliori allenatori in Europa. È difficile ottenere questa opportunità nella NBA, ma se c’è qualcuno che dovrebbe averla, questi è lui.”
Gli Spurs eliminati dalla post season sembrano anch’essi a un bivio.

Non hanno opposto resistenza alla richiesta di Charlotte di poter parlare con Ettore che ora avrà colloqui con la dirigenza di Charlotte (il suo amico Kupchak) e anche con Gregg Popovich e R.C. Buford.

Speriamo che questa volta Pop sia meno avventato nel dare consigli…

Questi due per consulto prima di prendere una decisione.

Potrebbe divenire il primo allenatore extra-americano ad allenare in NBA se la trattativa andasse in porto…

Kupchack non sta perdendo tempo e insieme a Buzz Peterson è volato ad Atene, in Grecia per assistere alla partita tra Real Madrid e Panathinaikos.

L’obiettivo era visionare il giovane Luka Doncic.

 

Luka Doncic, nato nel 1999 a Lubiana. La guardia slovena è considerata una possibile futura Super Star per gli anni in avvenire.
(Photo by Roman Kruchinin/EB via Getty Images)

 


Altri potenziali prospettive da visionare erano Georgios Kalaitzakis, Santi Yusta e Dino Radoncic.

Il nuovo GM quindi sta dando uno sguardo all’Europa per rimodellare il nuovo team.


Il talento slavo però insieme a DeAndre Ayton viene dato come una delle possibili prime due scelte.
A questo punto Charlotte potrebbe pensare di cedere un big per un primo/secondo posto della lottery che si svolgerà martedì 15 maggio, altrimenti partendo undicesimi avremmo solo lo 0,8% di ottenere la prima scelta e il 2,9% d’entrare nelle prime tre posizioni…

Kupchak, anche non dovesse portare Doncic a Charlotte sta svolgendo il suo lavoro in maniera alacre (ha già incontrato i giocatori) con una diligence scouting a uno dei migliori prospetti.

Ci sarà da vedere se il rapporto Kupchak/Howard potrà protrarsi anche agli Hornets dopo la parentesi dei due ai Lakers.

Certamente Howard non è stato aggressivo (anche per età) come Embiid nell’interpretazione del ruolo di centro e per questo qualcuno lo denigra adducendo anche al fatto che nella larghissima vittoria contro i Grizzlies, Howard non ci fosse, fermato per sospensione dalla Lega ma sono illazioni di poco conto su una partita che aveva poco da dire vista la situazione della franchigia nata a Vancouver.

Kupchak tra l’altro come giocatore ha vinto due titoli in gialloviola (1982, 1985 e uno nel 197 con i Washington Bullets.

La grinta non gli manca.

Qui lo vediamo alle prese con “The Dream”, Hakeem Olajuwon, in uno scontro degenerato.

 

 

 


Chi invece pare non avere la stessa grinta ma pacatezza e atteggiamento da crisalide quasi, è Stephen Silas, il quale ha vissuto dieci anni all’interno della franchigia di Charlotte e l’ultimo anno da assistente è passato direttamente a capo allenatore sostituto ad interim per i problemi che hanno tenuto lontano dai parquet Clifford per ben 21 sfide.

All’ex vice allenatore degli Hornets Silas potrebbe essere offerta la panchina degli Atlanta Hawks che tuttavia sta sondando altri attuali assistenti allenatori per sostituire coach Budenholzer:

Nate Tibbetts di Portland, David Vanterpool, James Borrego e Ime Udoka di San Antonio.

Per il quarantacinquenne sarebbe un’opportunità, anche perché se cambiassimo staff, non credo rimarrebbe molto del precedente.
Partite NBA che a Clifford pare manchino già…

L’ex coach dice di amare il mondo NBA, il suo lavoro e questo tipo di competizione.

Per lui si parlerebbe di Phoenix interessata.

I rumors sparata parlano d’interessamento anche per Leonard e addirittura il nostro Kemba Walker che potrebbe trovare Clifford come head coach.

L’ex allenatore dei Calabroni ha addossato su di sé le responsabilità pratiche dei giocatori più volte, ma così ha finito per giustificare certi atteggiamenti poco professionali a livello d’impegno, agonismo e intensità di certi giocatori tanto che Kaminsky ha detto che è frustrante non essere all’altezza delle aspettative del coach.

Frank ha difeso il coach parlando di cambiamento rapido e inaspettato ma dal mio punto di vista già l’anno precedente si sarebbero potute prendere decisioni differenti in merito a qualche giocatore…

Tornando alla franchigia di casa in Arizona, difficile però dal mio punto di vista che bastino Walker e Leonard, due indiscutibili talenti e una prima scelta per rivoluzionare una delle peggiori squadre della lega, inoltre Kemba vorrebbe partecipare ai playoffs e con Phoenix non è detto che possa accadere…

Clifford ha poi detto che vede come finalista i Golden State Warriors o i Rockets a Ovest, mentre a Est sono i Raptors sono favoriti ma dice di stare attenti alla mina vagante Phila perché possiede Ben Simmons e Joel Embiid.

Inoltre non pensa che Charlotte dovrebbe far saltare in aria il proprio roster attuale, ma piuttosto fare una o due piccole mosse.

Dal mio punto di vista posso dire d’esser contento che sia andato via dopo aver letto l’ultima frase…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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