Game 10 – Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 113-105

Intro

Forse, se non esistesse la morte, non avremmo paura del tempo.

Appena passata la prima gioventù arriva un momento nel quale si fanno i conti, una specie di riepilogo generale su ciò che è accaduto nella nostra vita, sulle scelte fatte che hanno portato all’attuale situazione.

Piene di se e di ma vengono trascinate via dall’onda dell’inafferrabile e inesistente che chiamiamo “tempo”.

Questo nostro personale tempo o scadenza, ci costringe a velocizzare quei progetti (sempre se ne abbiano) che cerchiamo o vorremmo mettere in pratica in ogni campo, non necessariamente economico.

L’immersione nella frenetica routine quotidiana tra impegni e lavoro (per chi vive queste situazioni) è una patologia contemporanea che stempera lentamente l’entusiasmo, tutto scorre veloce e la cronofobia può trasformarsi in un non senso.

Se dovessi fare un crudo bilancio a oggi, il primo progetto della Charlotte 3.0 (i secondi Hornets) è andato male.

Un’apparizione ai PO, stoppati 3-4 al primo turno dagli Heat.

Il tempo, quello terrestre, è una componente fondamentale “per non morire di progetti”, come lessi qualche tempo fa su un articolo legato agli Hornets in The Shot.

Charlotte, dopo aver perso 5 delle prime 7 partite è riuscita a vincerne due in trasferta e stasera è a un passo da quota .500.

Agli Hornets adesso si chiede di trovare costanza e stupire, quel passo che è sempre mancato.

L’occasione è da non perdere: partita casalinga contro gli Hawks, ancora con 5/6 importanti giocatori out.

Per Charlotte vincere potrebbe voler dire ingranare, prendere fiducia – anche nelle partite allo Spectrum Center, seppur non gremito – e dare una svolta positiva alla stagione.

Nessuno sta chiedendo ciò, oggi, alla squadra di Borrego ma in una Eastern che pare molto equilibrata, l’arrivo di Hayward ha mostrato come quell’in più d’esperienza e bravura possa fare la differenza nei finali.

Contro gli stessi Hawks ha ripreso in mano la partita, contro i Pelicans ha dato il suo contributo alla rimonta e alla conservazione del vantaggio.

L’aspetto psicologico/mentale conta molto nel basket e saper giocare come un gatto con quel gomitolo del cronometro potrebbe essere finalmente un punto a favore dei Calabroni.

Analisi

Convincente vittoria di Charlotte su un’Atlanta sì rimaneggiata e in difficoltà ma con molti effettivi ancora validi.

Gli Hornets cercavano la terza vittoria in quattro giorni ed è arrivata.

Tutta la squadra ha giocato bene, Borrego ha deciso di rispondere colpo su colpo agli Hawks, l’ha fatto dando le chiavi della macchina al neopatentato LaMelo che sentendo girare il motore della squadra ha pilotato la squadra alla vittoria oliando i meccanismi offensivi del team facendo risultare molto piacevole la visione del match.

Un terzo quarto da delirio di onnipotenza che l’ha portato alla fine in tripla doppia.

Gli Hawks nel finale si sono dovuti arrendere, Young è stato ancora impacchettato dalla difesa di Charlotte finendo con 15 punti ma grazie a un 5/19 dal campo… I top scorer dei georgiani sono stati Reddish con 21 punti e Hunter con 20 mentre Collins, meno utilizzato in attacco si è fermato a 12.

Come abbia fatto una squadra “outrebounded” (48-57 a rimbalzo con un 6-16 su quelli offensivi, nota negativa) come Charlotte a vincere è facile dirsi: 51,9% in FG contro il 37,4% avversario e se parliamo di tiro da fuori il 45,5% contro il 30,4% è ancora più lampante.

27-25 negli assist, 7-4 nelle stoppate, poco importa se gli Hornets hanno tirato meno e peggio con il 75,0% (18/24) dalla lunetta) contro l’82,1% (23/28) degli avversari.

La prossima partita sarà molto interessante, andremo a giocarcela con dei Knicks che come Charlotte stanno andando oltre le previsioni degli analisti.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Atlanta ci provava da fuori, la palla rimbalzava sul ferro dove arriva alto Collins per una put-back dunk violenta (6:44) ma Charlotte reagiva con un parziale di 6-0: passaggio inside di Hayward per Biyombo che raccoglieva due punti, passaggio a gancio (bisogna inventare, coniare nuovi termini per i passaggi di Ball) che innescava Rozier in corsa sulla baseline per il -1, entrata di LaMelo indisturbata e vantaggio (17-16).Veloci botta e risposta sul risultato con il nuovo vantaggio ospite firmato da Collins in entrata che piombava anche una tripla pesante per il 17-21, Hayward però in lento palleggio andava dove voleva per mettere due punti con turnaround inarrestabile e sebbene Young segnasse in entrata

P.J. con una finta si liberava del marcatore per appoggiare ravvicinatamente.

Huerter colpiva da tre frontalmente ma Rozier decollava letteralmente per una di quelle che sarà sicuramente tra le azioni da highlight dell’anno: dunk a una mano in volo impressionante a 2:09.

Sbalzi d’umore sul risultato quando Caleb Martin segnava con il jumper frontale grazie al rimbalzo amico e LaMelo con elegante passaggio dietro la schiena liberava P.J. per la tripla aperta del sorpasso del 28-26.

Poco spazio per gioire: Goodwin da tre fissava il risultato del primo quarto sul 28-29.

Rozier in schiacciata a canestro, impossibile fermarlo. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

La trama non cambiava a inizio secondo periodo.

Le squadre si scambiavano colpi come due pugili stremati senza difese per vedere chi sarebbe andato giù prima.

Caleb Martin – con un po’ do spazio lasciato da Huerter – segnava da tre dalla diagonale sinistra, S. Hill cambiava la leadership ancora con il tiro pesante (31-32) ma dalla stessa mattonella Caleb si ripeteva a 10:25 (34-32) tuttavia Reddish a 9:53 realizzava ancora da fuori e Borrego andava in time-out sul -1.

Niente da fare per il pullup di Graham da fuori mentre Capela andava dentro colpendo e posterizzando un lento Biyombo ma Cody Martin, da leggermente più a destra rispetto al fratello (sempre sulla sinistra dell’arco) trovava la terza tripla di famiglia del quarto per il pari a quota 37.

Reddish sparava la seconda tripla di seguito mettendo dentro anche l’azione successiva dei Falchi con l’entrata.

Charlotte non si preoccupava del -5 continuando a macinare gioco: P.J. e un altro open 3 anticipava la battaglia dei Martin che alternavano buone cose ad altre meno buone, il risultato comunque era quello di nullificare il punteggio in attacco e in difesa.

Palla rubata di Rozier su Hunter con il nostro numero 3 poi in lunetta a 6:27 ma incredibilmente arrivava uno 0/2.

Young (corto al ferro), Collins (fermato sotto canestro da Miles in raddoppio) e Huerter con l’open 3 non segnavano dandoci la possibilità di rientrare così Rozier con un twisting layup – passato in corsa Bogdanovic – appoggiava il 42 pari.

Tornava a farsi vedere Young con due punti ma a 4:49, nonostante le proteste di Collins, la terna assegnava 3 sec. Difensivi in area contro Atlanta e questa volta Terry non falliva il libero.

Usciva a 4:38 Bogdanovic che inciampando in palleggio oltre LaMelo non ce la faceva a rimanere sul parquet.

Turnaround jumper a molla di Ball che dopo il reverse dribbling batteva la difesa di Huerter con un rapido e spettacolare jumper.

LaMelo dava la spinta in corsa anche per il fast break sul quale Hayward portava a casa due punti poi – il più giovane dei fratelli Ball – tornava a far da solo colpendo da tre (50-44).

2 FT a segno di Young a 3:17 ma LaMelo lasciava solo vento nel traffico con l’entrata flash del 52-46 in un finale che vedeva Charlotte aumentare il vantaggio dopo una steal e un canestro di Rozier con gli Hawks a mancare due triple (Reddish e Young) scendendo a 3/12 nel quarto sul tiro da fuori.

P.J. con l’appoggio dalla baseline, Hunter da sotto e Graham con un ½ ai liberi ritoccavano il punteggio sul 59-50 all’halftime.

3° quarto:

Partenza con due punti per Charlotte ed Hayward a 11:32 con il driving floating ma l’inizio era tutto degli Hawks che accorciavano rapidamente il divario: due triple di Reddish mandavano sul -5 i Falchi, gli Hornets sorreggevano il proprio vantaggio soprattutto in lunetta, un +4 che tornava ad allungarsi dopo una bomba mancata da Reddish e una esplosa da Hayward a segno a 6:18 (altro pass di LaMelo) per il 70-63.

La nota negativa di Charlotte era quella di concedere troppi rimbalzi offensivi, su uno di questi Huerter metteva dentro il -3 (70-67).

Fing and roll di P.J. liberi di Reddish e LaMelo di sinistra in entrata ghiacciando la difesa alzavano lo score sul 74-69.

A 3:56 dall’angolo destro Rozier aveva tempo e spazio per scoccare la freccia da oltre l’arco per il +8 ma una dunk di Capela e due FT di Young (contatto con Ball d’esperienza) riportavano sotto la squadra di L. Pierce (77-73).

LaMelo però dava la spinta decisiva in un momento di delirio da onnipotenza: entrata con cambio mano, rimbalzo difensivo su errore di Hill, deep 3 non propriamente consigliabile a 1:29 con confidenza da veterano… 82-76 Hornets che aggiungevano una steal e due punti da Caleb Martin (miss FT addizionale).

Atlanta mandava a vuoto due triple (ottimo close-out sulla prima da parte di Ball) e se anche Caleb da te punti flipperava tra i ferri l’ennesima tripla la via era tracciata.

87-76 a 12 minuti dal termine.

LaMelo Ball, serata storica per lui. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Atlanta partiva subito segnando con Reddish due dei numerosi liberi ottenuti nell’ultimo quarto ma un pullup di LaMelo allontanava la squadra di Pierce (90-78).

Atlanta ci provava: Hill segnava da tre, Reddish sfondava su Martin sulla successiva azione ma lasciava un varco a Caleb Martin che dopo il crossover per battere il suo uomo esplodeva al ferro con una mina da paura a far concorrenza a quella sganciata da Rozier nel primo tempo.

0/2 di Collins in lunetta, tripla di Rozier in catch n’shoot, dunk di Biz su Collins (8:36) e replica di Scary Terry con altro dardo avvelenato da fuori: 101-86…

Un +15 che lasciava gli Hornets tranquilli, troppo forse poiché ATL piazzava un parziale che indicava a Borrego il time-out.

Ball a 6:45 prendeva spazio sotto contro Young usando un po’ di fisico per appoggiare dopo l’arresto in entrata (103-92) raggiungendo anche la tripla doppia grazie all’assist fornito a P.J. che andava a mettere un pitturato un pregevolissimo top shot in fade-away oltre Hunter.

Atlanta riduceva il gap sul -8 con gli Hornets più intenti a usare il cronometro (come gli chiederà Borrego nel finale) ma dopo la stoppata di P.J. Washington su Young e la tripla killer – sul ribaltamento – di Rozier, la partita (111-99) era de facto terminata.

113-105, vittoria in back to back per gli Hornets, la terza in 4 giorni…

Devonte’ Graham: 6

9 pt. (1/6), 5 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate, +1 in +/-. 3 TO. Parte bene con un 4/4 dalla lunetta dove ottiene la maggioranza dei suoi punti poiché è struggle dal campo. In compenso se non è solo da questi particolari che si giudica un giocatore, nel complesso si guadagna la sufficienza rendendosi utile nel gioco di squadra e in difesa.

Terry Rozier: 8

23 pt. (8/15), 4 rimbalzi, 2 assist, 4 rubate, +1 in +/-. 3 TO. In difesa torna a essere il mastino di Boston, lob o pressione sulla palla porta via 4 palloni dalle mani degli Hawks e li costringe spesso a sbagliare, a volte (vedi il rimbalzo off. di Huerter) non ce la fa a difendere ma ci prova. Tante triple (4/9) e una schiacciata paurosa nel primo tempo che nemmeno Superman avrebbe realizzato volando così bene.

Gordon Hayward: 6

13 pt. (6/14), 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata, +3 in +/-. 2 TO. Parte bene con due canestri poi si tranquillizza lasciando ai giovani le chiavi del gioco. Lo sostituisce LaMelo. Lui manca con due air-ball un paio di possibili triple ma ne piazza anche una importante e anche a uno all’ora si nota come se voglia riesca a portare l’avversario dove vuole e a batterlo con il tiro sebbene forzi qualcosa che non gli entra in serata. Una serata dove non esplode ma fa il suo riposandosi per quando ve ne sarà più bisogno.

P.J. Washington: 8,5

22 pt. (7/11), 7 rimbalzi, 1 assist, 6 stoppate, +5 in +/-. 1 TO, 6/6 ai liberi. Sbaglia poco, guadagna importanti liberi che non sbaglia, da la tripla doppia a LaMelo con un perfetto ed elegante tiro nel pitturato. Si muove e con i dovuti paragoni, sembra Alonzo Mourning per una sera con 6 stoppate. Si fa valere anche da centro di seconda, ottima prestazione con buoni movimenti sotto canestro e se non sono sempre ottimali, usa bene il fisico.

Bismack Biyombo: 6

4 pt. (2/4), 7 rimbalzi, 1 stoppata, -5 in +/-. 2 TO. Una buona stoppata, diversi rimbalzi iniziando il match con due offensivi, gioca solo 21:10. Cerca di proteggere i ferro con risultati alterni ma più che sufficienti, probabilmente con lui sul parquet la squadra giostra meno perché il five out sembra a volte corpo estraneo al gioco anche se utile indirettamente o dietro le quinte. Manca un jumper hook in avvio da sotto ma mette dentro una flash dunk in caduta proprio da sotto l’anello e incenerisce Collins.

Miles Bridges: 5,5

2 pt. (0/4), 4 rimbalzi, 1 assist, +13 in +/-. 1 TO. Qualche fallo (3) che manda gli Hawks in lunetta ma alcuni buoni rimbalzi. Day-off che non pesa alla squadra.

LaMelo Ball: 9

22 pt. (9/13), 12 rimbalzi, 11 assist, 1 rubata, +18 in +/-. 1 TO. Arrivava dal campionato australiano portandosi dietro il fardello del padre e mille dubbi permanevano anche per me. Rimaniamo con i piedi per terra. Non sarà probabilmente in questa versione ma il Ball visto stasera è eccitante. Prima tripla doppia in carriera, un giocatore ovunque, tridimensionale. Un tiro a livello tecnico stano ma che mette con regolarità anche da fuori (3/5) ma soprattutto inventa per i compagni in mille maniere diverse prendendosi il tempo che non esiste con no look pass, anche in volo e ravvicinati, in più scaccia la critica che diceva non sapesse finire al ferro con almeno tre incursioni pregevoli sapendo anche cambiare mano. La vince quasi lui da solo ed è il più giovane giocatore ad andare in tripla doppia della NBA con sole 10 partite…

Caleb Martin: 7,5

15 pt. (6/9), 2 rimbalzi, 2 assist,1 rubata, in +6 +/-. 17:17 sul parquet. Finalmente prova consistente e convincente. ¾ da fuori (mattonella dalla diagonale sinistra), per l’attacco parlano i numeri ma anche in difesa è bravo.

Cody Martin: 6,5

3 pt. (1/1), 1 rubata, -1 in +/-. 2 TO. Gioca 5:10, perde un pallone ma rimedia, segna più o meno dalla posizione del fratello l’unico tiro tentato in partita.

Coach James Borrego: 7

Gioca più o meno sempre alla stessa maniera e anche se alcuni giochi sono semplici, alterna diverse cose, se poi hai un Ball in serata come ingranaggio che fa girare il tutto, risulta una partita divertente e piacevole. C’è da studiare un attimo i posizionamenti difensivi a rimbalzo contro alcune squadre poiché stasera abbiamo concesso troppe seconde possibilità.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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