Game 13: Charlotte Hornets @ New York Knicks 103-102

Intro

High Hopes è una canzone dei Pink Floyd che ha un testo grandioso dal mio punto di vista.

Great Expectations (Grandi Speranze) invece è il secondo romanzo (dopo David Copperfield) di Charles Dickens, uno scrittore probabilmente fuori dallo spirito di questo tempo per i suoi romanzi sociali avendo vissuto in infanzia periodi tra prigione (debiti della famiglia) e a lavorare per 10 ore al giorno in una fabbrica di lucidi per scarpe…

Sarà così che ci metterà un po’ del suo nei romanzi e in Grandi Speranze sono racchiuse le aspettative di un ragazzo povero, storie e intrecci particolari con personaggi simbolo, alcuni iconici, altri stereotipati o surreali.

Di certo ciò che accomuna la speranza all’uomo è la prospettiva.

Il bello sta nel viaggio e visto che chi è giovane dispone volendo di utopia, più immaginazione e forza, avrà più entusiasmo di chi ha sperimentato nel suo percorso troppe emozioni deludenti.

I ragazzi lanciati da Borrego, orfani di Kemba, Jeremy e Tony, nel loro piccolo stanno impressionando, migliorandosi in fretta, specialmente Graham, Martin (Cody) e direi anche Rozier (quello visto negli ultimi match) con Bridges, Bacon e P.J. Che possono trovar la serata giusta così quella a New York potrebbe esse la partita per lanciarsi oltre la Nube di Ort ed entrare più in profondità in zona playoffs.

Mai sottovalutare nessuno però e cercar di rimaner concentrati per evitare tipici saliscendi da young team saranno le priorità, augurandosi che la stanchezza non incida troppo.

Diamo fiducia a questi ragazzi che magari caleranno un giorno anche in classifica in ottica Draft ma per ora andiamo a veder che accadrà nella notte.

In un Est che sembrerebbe aver 6/7 squadre che potrebbero arrivare al 50% almeno a fine regular season, gli Hornets potrebbero ottener qualche W in più di quelle previste.

Analisi

Partita che ricalca molto come schema quella contro i Pistons giocata la precedente nottata.

Charlotte chiude male il primo tempo e recupera nel finale di terzo quarto.

La gara presenta alcune differenze come i parziali che le squadre si scambiano diverse volte e le difficoltà evidenti a rimbalzo degli Hornets ma anche al tiro, specialmente nel trovar spazio in penetrazione o per tirare dalla media ma la squadra di Borrego non si fa problemi e prova a sparar da tre finché non riesce a recuperare.

La difesa a zona di New York risulta esser fastidiosa per Charlotte che poi la sfrutterà e colpirà portandola a proprio vantaggio, la stessa cosa farà New York dopo l’imitazione della squadra di Borrego.

Nel finale gli Hornets non riescono a fermare gli attacchi dei Knicks ma Graham e Rozier mantengono il passo degli avversari riuscendo a rimaner agganciati al -2.

Sul possesso decisivo P.J. Washington è bravo a contener Randle e sull’altro fronte è altrettanto utile nel servire il passaggio rimbalzante per Graham che a :02.1 mandava dentro il quasi buzzer beater per due vittorie al cardiopalma in due giorni.

Il rocambolesco sogno di Charlotte porta principalmente il nome di Devonte’ Graham che chiuderà con 9 bombe e 29 punti aiutando Charlotte a tirar da tre punti ad andare sul 35,4% contro il 30,0% dei Knicks che tireranno meglio nel complesso (41,4% CHA, 45,3% NYK) tirando di più dalla lunetta (14/19 CHA, 18/23 NYK).

Charlotte “paga” il finale tiratissimo perché a rimbalzo consente troppo (42-48) mentre assist e steal sono pari, rispettivamente 22 e 5 mentre le stoppate son state pochissime ma Charlotte ha “vinto” 3-1.

TO quasi pari (10 CHA, 11 NYK), falli commessi: 18 CHA, 21 NYK.

La partita

Starting Five

Hornets con: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e C. Zeller.

La squadra della Grande Mela schierava: Ntilikina (6 pt.), RJ Barrett (22 pt.), Marcus Morris Sr. (14 pt.), Randle (12 pt.) e Gibson (9 pt.). Dalla panchina per New York Mitchell Robinson andava in doppia doppia con 17 punti e 12 rimbalzi mentre Bobby Portis andava in doppia cifra con 14 mentre Knox chiuderà solamente con 2 pt. (1/6).

1° quarto:

Partenza forte dei locali che passavano in vantaggio con un jumper di Marcus Morris sulla destra, poi il veloce giro palla di Charlotte produceva un vantaggio per far arrivare ai quasi 24 Zeller a tirar da tre, non la soluzione migliore ma Randle assestava una randellata a Cody sul tiro e il 2/3 del nostro centro a 11:17 pareggiava la situazione.

Gibson riportava in vantaggio i Knicks, poi, dopo azioni a vuoto da ambo le parti, un altro rimbalzo offensivo dello stesso Gibson consentiva al centro avversario di far allungare i suoi che grazie alla pressione difensiva non facevano segare Charlotte e al contempo recuperavano un pallone che spingevano dentro con Barrett in transizione per il 2-8 a 9:04 quando Borrego propendeva per un time-out.

Gli Hornets a 8:31 tornavano in lunetta per un fallo di Gibson su una strong drive di Cody che aggiungeva due punti e la pressione difensiva a tutto campo costringeva i Knicks a buttar via la sfera in attacco.

A 7:56 un lunghissimo 3 punti frontale di Graham ci riportava a un solo punto di distanza, poi il nostro sophemore lasciando il campo a Monk vedeva il compagno ricominciare da dove aveva lasciato contro i Pistons, ovvero con una tripla in fiducia (6:34) per il vantaggio di Charlotte (10-8).

Ntilikina con un gioco a due sulla destra segnava in pull-up e Randle dalla lunetta riportava sopra i Knicks di due ma gli Hornets con P.J. Dalla sinistra su assist di un Batum appena rientrato in campo, colpivano da tre per il 13-12.

P.J. Faceva buona guardia su Barrett ma successivamente Robinson a rimbalzo aveva facilità nel convertir due punti e i Knicks aggiungendo due punti portavano il bilancio nel pitturato a 10-0…

Finalmente Devonte’ con un altissimo floater pescava i primi due punti Hornets in area, quindi toccava a Portis andare in gancio per il 15-18 imitato da Biz che spinto si svitava per necessità lasciando partite l’hook vincente dai polpastrelli.

Peccato mancasse il FT del pari e Robinson andasse a schiacciare dopo un rimbalzo offensivo.

Monk tagliava in floater segnava il secondo personale canestro di serata ma un ¾ dalla lunetta per i Knicks nel minuto finale li portava sul 19-23 prima che Zeller a sua volta riuscisse a procurarsi altri due liberi.

L’1/2 di Cody fermava il punteggio sul 20-23 anche perché nonostante la spinta sulla rimessa (per liberarsi) di D. Smith Jr su Batum e inversione della stessa, Charlotte andava a vuoto.

I due protagonisti della sfida: Graham e Robinson.

2° quarto:

Hornets che in avvio di secondo quarto vedevano Batum stoppare da dietro Portis Jr. ma un jumper di Dotson su Martin costringeva gli Hornets a inseguir di 5 lunghezze.

Knox in transizione e Portis Jr. da tre a 10:36 raddoppiavano il divario a 10 punti (20-30) con time-out di Borrego che tuttavia al rientro incassando ancora due punti da Portis Jr. vedeva i suoi ragazzi andar sotto una dozzina di punti subendo un parziale di 0-9 interrotto da un fing and roll di P.J. Su assist di Graham a batter la zona.

Dotson dalla destra infilava un lungo due punti, non semplice ma a 8:35 Graham realizzava da tre e a 8:08 concedendo il bis faceva risalir Charlotte sul -6 (28-34).

Portis Jr. da tre su P.J. Washington ci ricacciava indietro poi era Miles a fermare lo stesso contenendolo bene e infine a 7:09 si arrestava l’azione con il fallo di Morris Sr. Su P.J., che, mandando a bersaglio i liberi, riportava la squadra di MJ a -7 (30-37).

Randle mettendosi in ritmo batteva la buona difesa di Cody ma in attacco il problema di Charlotte erano le basse percentuali e anche se la zona era attaccata bene, la tripla di Bridges dall’angolo destro rimbalzando solamente sul ferro faceva saltar il turno ai Calabroni che erano colpiti da due FT di Morris Sr. (fallo di Miles) per un 30-41 che ricacciava fastidiosamente indietro la squadra in viola.

P.J., grazie al lob di Batum che sorvolava tutta la difesa di New York, segnava in schiacciata, Rozier al vetro per il -7 e Monk in penetrazione con appoggio soft al vetro costituivano una nuova fiammata per i purple guy che giungendo sul -5 incassavano la tripla di Morris dall’angolo sinistro venendo raffreddati.

Charlotte tornava prepotentemente sotto affidandosi alle triple: quelle di Rozier da sx (3:549 e di Graham (3:13) valevano il 42-44 ma a 2:55 Gibson, dopo aver passato il ferro sulla linea di fondo ed esser stato toccato da Zeller, metteva dentro il reverse layup e anche il FT…

Ntilikina batteva due liberi segnandoli e anche se Williams a 2:24 infilava l’ennesima bomba per Charlotte, il finale di quarto era di marca arancio-blu con Robinson a segnar due punti fallendo l’addizionale, poi toccava a Barrett colpir dalla linea di fondo per poi andar dentro a segnare in mezzo al traffico.

L’unico canestro di Charlotte era firmato Rozier che catturando un big rebound rimaneva fluido nel movimento ghiacciando la difesa con un plastico appoggio in allungo.

Il canestro del nostro play chiudeva il quarto a livello di marcature e gli Hornets finivano negli spogliatoi sotto di 8, 47-55.

Fizdale, che fu assistente allenatore a San Diego di Borrego sembra aver la meglio nel primo tempo.

3° quarto:

Ci si immaginava un inizio in stile Pistons in avvio ripresa ma nonostante uno scoop di Rozier dopo un salvataggio nell’angolo sinistro di Graham, ortodosso quanto utile, si materializzava il disastro con Barrett a portar 5 punti per la squadra di Fizdale prima che Morris di fisico battesse Cody spingendolo sulla corsa nel pitturato e a 9:01 Gibson in schiacciata aggravava la situazione con una 0-9 run che mandava Charlotte lontanissima, su un -15 pazzesco (49-64).

Dopo aver visto Miles fallire alcuni tentativi dall’angolo, era Batum questa volta a spinger la palla dentro per il primo canestro stagionale con tiro pesante per di più, la conclusione vincente di Randle teneva a bada Charlotte che non doma comunque metteva dentro con Devonte’ a 8:07 la decima tripla di squadra su 29 tentativi da fuori.

Sembrava serata out quando P.J. Mancava due FT e M. Morris da tre mandava il mega-schermo del Madison sul 55-69, ma da 5:23 cambiava tutto perché gli Hornets con la zona mandavano in panico i Knicks che incassavano la tripla di Graham e nonostante un floater di Portis portasse ossigeno ai newyorchesi, un alley-oop plastico e morbido di P.J. Su rimessa diretta da parte di Batum era la prima avvisaglia della rimonte.

Marvin con un corner open 3 da destra ci restituiva un -8 e Monk, schermandosi con il nostro numero 2 era lesto dalla diagonale destra a infilare un’altra saetta a 3:26.

Biz recuperando un rimbalzo non era eccessivamente contrastato potendo segnare in semi-gancio, tuttavia i Knicks tornavano a segnare con Barrett, il quale ricevendo sul taglio in corsa trovava un contatto con Monk per un gioco da tre punti in entrata.

Una drive and kick di Batum con scarico per Williams nell’angolo sinistro e si tornava a -3 per effetto del tiro pesante.

Charlotte in bonus affondava due liberi con Williams e passava avanti con un goaltending di Robinson su Monk a :33.4.

Troppa grazia e New York chiudeva avanti 75-76 con il contentino di Robinson in schiacciata.

Il terzo tempo nel finale di Randle…

4° quarto:

Graham apriva alla grande con la tripla in coordinazione pazzesca giungendo a 23 punti, Marvin resisteva con il fallo opponendosi alla dunk di Robinson che andando in lunetta recuperava i due punti persi.

Zeller in girata allungandosi sotto il corpo di Robinson metteva lo scoop con la sinistra ma questi si vendicava in alley-oop.

Robinson in realtà sotto le tabelle continuava a magnetizzar palloni e a 9:33 Charlotte ricorreva a un altro fallo per non farlo schiacciare.

Ancora 2/2 che dava il vantaggio ai locali, esteso pericolosamente e paurosamente sino all’80-88 con una corsa di 10-0 chiusa proprio da Robinson che era rimasto sì giù nella propria metà campo ma zoppicando stoicamente si era portato nella nostra area, ignorato da tutti per esser servito per la dunk.

Gli Hornets incassavano quindi l’ennesimo parziale ma andavano a segno con P.J. servito da un corto assist volante e illuminante di Rozier, il quale in punta andava a rubare nella nostra metà campo una sfera che trasformerà in due tiri del Drag…, no, questa è un’altra storia, in due liberi vincenti.

Forse la sfera del Drago l’aveva veramente Terry che continuava a esser Scary, penetrazione con cambio passo, Portis Jr. era come il Colosseo e Gibson non arrivava sullo scoop al plexiglass, altissimo…

Due punti più fallo.

Hornets a -1 (87-88) a 4:45…

A 4:20 però si entrava in una strana fase, New York, uno dei peggiori attacchi della lega, cominciava a segnar con regolarità, Barrett infilava il jumper dopo una finta e a 3:44 P.J. era costretto a ricorrer fallo sempre sul rookie che splittava.

3:29, Graham for 3, what else?

3:10 Barrett in lunetta, 2/2, lob di Batum per il post up di Washington bravo a schiacciare ma ancora Barrett da 3 infilava la tripla, una mazzata visto che i Knicks ora giravano oltre il singolo vantaggio (92-96)…

Gli Hornets non perdevano la testa e P.J. Segnava in hook dal post basso destro con bravura.

Randle mostrava ottima mira segnando in jumper oltre P.J. che guardava l’iniziativa di Rozier scappato sulla baseline sinistra: scoop all-around the world schermandosi con il ferro e canestro splendido.

Quando Randle affondava a una mano l’imperiosa schiacciata sembrava che gli Hornets non riuscissero a fermare l’alta marea arancio-blu ma Marvin restituiva alla stessa maniera la jam per far tornare i Calabroni sul -2 (98-100).

Randle si inventava a :48.2 un fade-away che dava buone prospettive di vittoria a New York.

P.J. faceva il possibile ma non riusciva a stoppare, tuttavia forzando andava a recuperare due liberi…

Washington affrontava la lunetta con il sorriso e metteva i liberi del 100-102.

New York andava per il possesso decisivo rinnovando il duello Randle/Washington, terzo tempo del numero 30 ma questa volta il nostro rookie era meno timido e salendo per la stoppata lo mandava lungo.

Time-out di Borrego (l’ultimo disponibile, gelosamente conservato) e la sabbia del tempo che scorre nella clessidra è alle calcagna: rimessa in campo di Batum che schiacciando palla serve P.J. In uscita classica in punta, Devonte’ partendo da dietro in corsa finta il movimento per schermarsi con P.J. Ma sterza verso il centro mentre Ntilikina che dovrebbe marcarlo va su P.J., altro passaggio schiacciato e preciso mentre Devonte’ sale per la tripla disperata frontale, Ntilikina torna su di lui cercando di stopparlo ma la palla parte mentre il mio cardiologo è già sul posto, attimi di secondo in sospensione infinita e la spicchiata che ricade dentro per un altro assurdo e incredibile tiro (quasi) allo scadere per il sorpasso sul 103-102…

Graham e Monk…

In :02.1 i Knicks orchestrano una rimessa con palla a Randle che a fil d sirena va corto su P.J. che usando tutto il fisico con la palla ancora fuori rischiava un po’ ma conteneva bene consegnando la W a Charlotte.

Le pagelle

Terry Rozier: 7,5

16 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 6/16 dal campo. Nel finale è importante quando i Knicks segnano sempre tranne nel momento più importante. Supporta Charlotte alla grande tenendo dietro e compiendo almeno due miracoli con un two and one e un reverse all around the world dimostrando di non aver paura nel prendersi certe responsabilità… Bello anche l’assist volante nell’ultimo quarto per P.J..

Devonte’ Graham: 9

29 pt., 2 rimbalzi, 4 assist. 10/19 dal campo, 9/16 da tre. Massimo di triple in carriera. Bombarda il parquet del Madison lasciando schegge ovunque. Incredibile la tripla finale per la vittoria. Di ghiaccio. Un po’ meno bravo negli assist, solo 4 a fronte di 5 TO con passaggi buoni come idea ma troppo rischiosi o nel traffico e qualche difesa non buona nel finale (tripla di Barrett sulla zona di Charlotte e cede il passo al rookie che andrà in lunetta ancor prima della bomba) però quando non c’è lui in campo gli Hornets vanno sotto nettamente. Dopo aver sfiorato i 30 punti dico che ha ragione lui. “I’m real confident in my shot. Worked on it a lot this summer,” Graham said.

Miles Bridges: 4

0 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 14:47 sul parquet, poi Borrego lo toglie perché non è assolutamente in ritmo. In difesa potrebbe anche starci ma in attacco fa 0/8 con uno 0/5 da fuori mancando anche piazzati open dagli angoli e la squadra fatica a rientrare con scelte di tiro e tiri errati. Un po’ preoccupante perché il vero Miles non è questo. Mi auguro ritrovi il flow.

P.J. Washington: 8,5

19 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 36:58. Appena mezzo gradino sotto l’eroe della partita. Qualcosa in più a rimbalzo potrebbe fare e a volte è un po’ troppo contemplante i fatti circostanti ma fa un finale da urlo modello ice-man: giochi i post basso per lui che ricambia con due canestri ottimi, forzatura e due liberi realizzati sorridendo lasciandosi alle spalle un precedente 0/2 dalla lunetta. Se Randle un paio di volte sembrerebbe decapitarlo segnandogli in faccia due canestri pesanti, lo contiene benissimo sulle due ultime azioni. Ah… nel mezzo c’è anche il bound pass preciso per la tripla vincente di Graham ma lui l’aveva detto a Devonte’ nel time-out… In generale è una buona partita, fin subito dall’inizio dove mostra di poter difender contro questi Knicks.

Cody Zeller: 6

7 pt. 6 rimbalzi, 1 assist. Maniscalco, fabbro, fate voi… Se Cody fosse nato nel medioevo farebbe il mestierante, almeno in serata non è un fattore nonostante l’avvio migliore dei compagni. 1/5 dal campo, 5/7 dalla linea con un 4/5 iniziale. In 25:24 fa da spalla e guadagna una sufficienza stiracchiata perché a livello di rimbalzo non è strong ma nel finale con uno scoop batte Robinson, anche quello stirato…

Marvin Williams: 7

13 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Ha il merito di non perder palloni e di concretizzare le azioni degli Hornets in una gara dove i compagni per lungo tempo e a tratti, hanno faticato a segnare. In 24:27 in campo va sul +12. Non è arrendevole e se deve spender falli per tentare di far perder punti ai Knicks ci prova.

Nicolas Batum: 6,5

3 pt., 9 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Si rivede in campo dopo 12 partite dall’infortunio giocando ben 29:08… Aldilà dell’1/4 dal campo aiuta molto in difesa e a rimbalzo sul lato difensivo mentre fa girar la palla su quello offensivo. Primo e unico canestro della stagione per ora con una tripla dall’angolo non banale perché si sostituisce bene a Bridges veramente giù in serata e indica la via per un paio di triple dei compagni (Marvin) dalla stessa zona. Va a perder un pallone nella metà campo avversaria ma è abile in ripiegamento a intercettar subito il pass per la transizione.

Malik Monk: 6

12 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 5/13 dal campo. Ancora alcune triple letali sparate con velocità. Non sempre preciso al tiro, anche in entrata, concede a Barrett un two and one nel finale. Comunque sia riesce a fornire qualche assist per i compagni e piazza anche una stoppata n 26:06, un discreto minutaggio considerando il rientro di Batum.

Bismack Biyombo: 6

4 pt. (2/3), 1 rimbalzo in 9:03. Meglio in attacco che in difesa dove non compie niente di che. Bello il gancio in svitamento e anche l’altro suo canestro è stato ottenuto in maniera simile.

Cody Martin: s.v.

0 pt. (0/1). In 1:46, entrando solamente magari per l’azione difensiva, non è che possa far molto.

Coach James Borrego: 6,5

Sempre al solito. L’attacco dipende dalla vena di Graham e Rozier, oltre che dalla percentuale delle triple. In difesa soffriamo nel fermare gli attacchi avversari e a rimbalzo. Sceglie di dar fiducia a Batum disinserendo Miles troppo abulico. Conserva gelosamente l’ultimo time-out fondamentale per disegnar uno schema dopo esser stato costretto a giocarsene troppi per fermare i parziali degli avversari.

“It’s a play we have executed before,” Hornets coach James Borrego said. “You know, it’s a type of play we executed in practice, we talk about and draw up and give our guys a lot of credit. In the heat of the battle they executed.”

Game 12: Charlotte Hornets Vs Detroit Pistons 109-106

Intro

“I believe in karma” era una strofa del secondo e ultimo album dei Savage Garden che poco dopo chiusero il loro ciclo.

Questione di Karma è un film con Fabio De Luigi di un paio d’anni fa.

Fabio, o meglio, il ricco e stralunato Giacomo soffre la perdita del padre morto suicida lanciandosi dalla finestra davanti a lui quando aveva 4 anni.

Un giorno trova un libro che parla di reincarnazione (asserendo i poter dire anche nome e cognome della persona nella quale si è reincarnato) di un, ormai anziano studioso francese che vive in Italia ma è reticente a parlare del suo passato quando Giacomo decide di andare a trovarlo.

Sotto la minaccia di Giacomo di non abbandonare l’abitazione, l’anziano butterà lì un “Mario Pitagora”.

Giacomo lo individua a Roma ma questi è un truffatore che vive di espedienti e dato che è indebitato sino al midollo riesce a spillare alcune somme di denaro al buon Giacomo.

La matassa si dipana a vole seriamente, altre buffamente su diverse questioni, economiche, affetti (Mario si affezionerà realmente a Giacomo alla fine), ecc.

Quando Mario decide di dire che non è la reincarnazione di suo padre, Giacomo, ormai convinto e svezzato, si reca nel paesino del centro Italia dove vive l’autore francese del libro sulla reincarnazione ma sfortunatamente saprà, solo che è morto avendo un biglietto dalla governante scritto dal professore che pare essere importante.

In realtà sulla carta troverà scritto: “Arrosto di patate”, il piatto che la governante stava cucinando il giorno della prima visita.

Forse il karma non è poi così sempre infallibile e fa giri beffardi ed enormi quando si vengono a creare interpretazioni personali ai fatti che riscontrano assiomi e fatti particolari.

I Pistons tre anni fa spazzarono via la serie contro Charlotte 4-0 che si vendicò finendo con una serie consecutiva in tre anni di 6-0 lo scorso anno con il 4-0 pro Hornets i Calabroni fecero lo stesso giungendo sempre curiosamente a quota 6 vittorie consecutive.

Il “tempo” è ciclico e chissà se la squadra di Borrego in striscia aperta con Detroit salirà a 7 vittorie o i Pistons rifileranno la quinta sconfitta consecutiva recente alla squadra del North Carolina.

I Pistoni partono dalla quartultima difesa a Est, gli Hornets con la terzultima ma i Pistons a oggi (ovviamente è una statistica parziale) possiedono l’ottavo attacco a Est contro il dodicesimo.

Primo posto nel tiro da tre per Detroit, nono per gli Hornets un po’ scesi…

Decimo posto per Charlotte, tredicesimo per la squadra del Michigan che tuttavia è separata solo da mezza partita dagli imenotteri essendoci un gruppo di ben “sette sorelle” in questo spazio…

Nel film si dice che un architetto tedesco (Ludwig Mies van der Rohe), anche se il nome non è citato nella pellicola sosteneva che: “Dio è nei dettagli” e probabilmente per far pender l’ago della bilancia saranno questi, anche perché se a rimbalzo Drummond giganteggia, i Pistons sono ultimi nella lega con 41,1 a partita e gli Hornets penultimi con 41,2…

Analisi

Karma Letale

Dettagli dicevamo… così è stato.

Una partita tiratissima nonostante un imbarazzante primo tempo degli Hornets difensivamente parlando, con i Pistons meritatamente in vantaggio di 14 punti a dirci che non c’era storia.

Subito però la ruota degli Hornets si metteva a girare nel terzo quarto e gli arcieri Rozier, P.J. E Miles scoccando dardi avvelenati ci riavvicinavano.

Il karma voleva che fossero Graham e bizzarramente Zeller a riagganciare i Pistons alla fine del terzo quarto con due triple la squadra di Casey a quota 83.

Con la panchina in campo dei Pistons Charlotte provava a fare il vuoto e in parte ci riusciva, non considerando però che tra le armi dei Pistons usciva prepotentemente un micidiale Galloway che canestro dopo canestro da tre punti riusciva a portare sul -3 la gara, Rose la impattava a quota 103 mentre lo stesso Galloway la portava a vantaggio dei Pistons nel minuto finale (103-106).

Su uno scambio a due con Williams, Graham pescava l’assist per il 106 pari con ventidue secondi da giocare.

D. Rose, uno dei migliori dei suoi, aveva l’idea di andar dentro per una kick and drive a risolver la partita.

Tutto bene tranne l’assist nella zona di nessuno.

Rimessa Hornets con un secondo sul cronometro: rimessa di Martin, schermo di Zeller (nemmeno dei migliori), uscita di Monk che si elevava in fade-away su Rose e Drummond per farci udire il magico suono dello sfregamento della spicchiata nel cotone.

Tiro pesantissimo per una vitoria che restituisce morale dopo aver patito la L contro Memphis allo scadere.

Chiavi della vittoria: minor TO, 10 vs 19 con Martin e soci ad avvantaggiarsi sui raddoppi o sulla pressione portata agli avversari (unica soluzione per fermare dei Pistons che chiuderanno con un 49,4% dal campo contro il 44,8% di Charlotte), azioni dalle quali sorgevano anche punti in transizione, altro fattore determinante.

La panchina dei Pistons si mostrava la vera forza del team in serata, oltre Drummond.

Bisogna migliorar nei liberi (10/16 vs l’11/11 Pistons)…

Rimbalzi leggerissimamente a sfavore: 41-42, assist anche: 22-25.

37,1% contro il 42,9% da tre punti per i Pistons ma gli ultimi due canestri da fuori sono stati realizzati da Charlotte che ha trovato il proprio, la propria karma letale…

La partita

Starting Five

I Pistons giungevano allo Spectrum Center con l’idea di schierare i seguenti 5 elementi: B. Brown (5 pt.), Kennard (5 pt.), Snell (0 pt., uscirà quasi subito dal campo per infortunio), Griffin (19 pt.) e Drummond (16 pt. + 20 rimbalzi). Dalla panchina uno scatenato Galloway chiuderà con 32 punti e D. Rose con 15…

Gli Hornets giocavano come contro Memphis: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

1° quarto:

Inizio da incubo per Charlotte che incassava due turnaround di Drummond su Zeller mentre dall’altra parte Graham iniziava alternandosi con il centro avversario con gli errori da tre e in penetrazione, Rozier mancava un tiro e Griffin lasciato libero sulla linea dei tre punti faceva 0-7…

Gli Hornets segnavano a 10:08 dal pitturato i primi due punti con Rozier ma incassavano la penetrazione con appoggio al vetro di Brown e il tiro dal pitturato di Drummond a 8:27 che segnava dopo aver recuperato il rimbalzo.

Time-out per Borrego sul 2-11 e dentro Biyombo s uno Zeller annichilito.

A 7:34 Graham sulla sinistra metteva dentro con una drive dalla baseline ma Griffin 20 secondi più tardi dalla lunetta ripristinava le distanze pre break mentre Graham dalla destra infilava grazie allo schermo del centro ma Brown da sinistra mostrava perché Detroit era al comando nel tiro da tre punti infilando il cesto per il -10 (6-16).

Rozier recuperava un fallo e un tiro acrobatico dalla penetrazione contro Snell e Griffin.

Il canestro in caduta e il libero valevano il nono punto ma la squadra di Casey metteva dentro ancor due punti con Drummond in penetrazione su Biz e con M. Morris al vetro con gli Hornets senza antidoti difensivi sul parquet.

Biz andava corto e Kennard recuperando il consegnato da Drummond sulla sinistra andava oltre di un paio di passi per arrestarsi e colpire.

Borrego ricorreva al nuovo time-out sul 9-22 e al rientro a 4:50, splittando, Martin realizzava il decimo punto per Charlotte che era colpita ancora da Drummond, il quale infierendo anche su Biz, arrivava a 10 punti.

Monk a 3:56 si metteva in ritmo con un fulmine da oltre l’arco e 14 secondi più tardi Martin in transizione recuperava altri due liberi per fallo di Kennard con l’identico risultato precedente.

Da un offensive foul di Drummond arrivavano due FT (realizzati) per Biz ma Galloway da sinistra con una tripla equilibrava il ¾ precedente dalla lunetta degli Hornets che sfruttavano una palla schizzata verso Biz appostato a destra del canestro per la dunk solitaria (18-27).

Biz mancava un paio di liberi mentre Galloway, servito sul lato debole da Rose, colpiva da destra per il 18-30…

Hornets alla schiacciata a 2:02 con Cody, Galloway mancava la tripla con un catch’n shot beffardo mentre i ferri si dimostravano amici di Monk sull’altro fronte sebbene lo stesso Malik recuperando due liberi a 0:58 splittasse per far tornare i nostri sul -7 (23-30).

Rose in ritmo su Martin e un gran fing and roll di Graham fuori tempo aumentavano il punteggio e nello scambio finale di triple avevano la meglio i Pistons con la bomba di Rose mentre Graham sparando a salve lasciava inalterato il punteggio con la squadra in grigio al comando 25-35.

Rozier al tiro contro Brown. Foto presa dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Per recuperar lo svantaggio Graham lanciava in corsa Zeller che nel corridoio si alzava in volo per la dunk a 11:49 ma Martin su una transizione non chiudendo apriva il campo alla contro-transizione chiusa da una bimane di Wood che non si risparmiava davanti all’ex pubblico.

P.J. Dall’angolo destro trovava la tripla flipper con i ferri interni per amici ma a 10:31 l’ex Wood dimostrava di saper tirare anche da tre ripristinando il vantaggio.

Le squadre si affidavano alla zona e Monk con un taglio sul passaggio di Martin tirava giù la jam per andare ad aumentare i punti nel suo forziere poco dopo quando passando con il crossover e cambio velocità Rose, appoggiava in fluido fing and roll il 34-40.

Monk commetteva un paio di sfondamenti offensivi esagerando anche se Zeller nel mezzo in tap-in ci portava sul -4, il problema era che Kennard mostrava irrisoria facilità nel metter dentro la tripla del +7 Pistons a 8:09 per un ennesima pausa di coach Borrego.

Charlotte era aiutata dalla terna quando un tiro da oltre l’arco di Rozier che avrebbe probabilmente solo scheggiato il ferro era preso alto da Drummond.

Per gli arbitri era interferenza e gli Hornets tornavano così sul -4 ma Griffin a 7:02 in transizione recuperava affondando due FT.

Biz servito da Martin metteva dentro scollinando quota 40 ma Galloway, proveniente dalla linea di fondo destra rilasciava il floater vincente scontrandosi successivamente con un generoso Biz impegnato nel tentativo di stoppata.

Risultato, gioco da tre punti contro…

I canestri di Griffin su P.J. e dello stesso Washington dal pitturato su Drummond consentivano alle squadre di tirar dal campo con il 50% per CHA e con il 56% per DET, evidente problema per i Calabroni, sotto nel punteggio.

Galloway recuperando un rimbalzo lungo si fiondava dentro battendo la difesa degli Hornets sbilanciata alla ricerca della sfera e a 4:57 ecco un fischio contro martin che oscillando tra i post bassi era pronto ad andare in aiuto di P.J. In difficoltà sul post basso sx contro Drummond.

A questo sii aggiungeva un micidiale Galloway 3 point (giunto a 15) dal corner destro per il 45-56…

Miles lanciato in corsa da un pass di Rozier faceva sbiancare la difesa dei Pistons in dunk ma Rose in attacco metteva due liberi anche se poi andava successivamente sulla seguente a sfondar su Rozier.

L’ex Bulls rimaneva fulcro dell’attacco ospite battendo Williams sotto canestro con l’alzata in ritmo per il 47-60.

Dall’altra parte tornava a farsi vedere Rozier che falliva prima un tentativo ma 2:15 chiudeva in transizione.

Sull’altro fronte pioveva anche la granata di M. Morris con i Pistons a 9/17 da oltre l’arco e le penetrazioni dei protagonisti del finale (Rose e Rozier) mandavano alla pausa tè la partita sul 51-65 in un primo tempo nel quale i Pistons dimostravano meritatamente di esser avanti.

La partenza di uno stacchetto delle Honey Bees mascherate un po’ alla Green Hornets se “ricordate” o conoscete il telefilm con Bruce Lee…

3° quarto:

Charlotte cambiava subito ritmo nel secondo quarto con Rozier a 11:42 a infilar la tripla in ritmo, Miles stoppava da dietro Drummond, passi di Griffin sul raddoppio ed ecco lo step back 3 di P.J. Prima che Galloway nel traffico riuscisse ad arrivare ad appoggiare dentro la retina.

A 9:50 Bridges si aggiungeva agli arcieri degli Hornets per il 3/5 di partenza del quarto.

Il canestro valeva il 60-67, punteggio che Rozier ritoccava sul 62-67 con una palla intercettata e relativo fing and roll riavvicinando sul -5 Charlotte.

P.J. Stoppava impercettibilmente Drummond ma sull’altro lato gli arbitri restituivano un po’ del maltolto ai Pistons annullando un canestro di Miles che staccando per il gancetto andava a contatto con Griffin, o meglio, era il contrario ma i punti erano zero e a un Borrego mai visto così nervoso era combinato anche un tecnico…

Devonte’ segnava in pull-up sul cambio lungo piccolo mentre al contempo un Zeller rollato sotto canestro subiva la spinta di Brown (fallo assegnato contro Galloway tuttavia) che consentiva di aggiunger un punto per il 14-3 run che ci portava sul 65-68.

La rincorsa era arrestata da una mega dunk a una mano di Drummond per il 12+12 del centro ma P.J. Dal corner destro con una freccia avvelenata faceva il 68-70.

Detroit però tornava ad accelerare con un appoggio di Griffin dopo una partenza con pump fake che gli lasciava strada e con un missile da 3 di Galloway ce arrivava dopo un fantastico crossover di Rozier che elevatosi poi dalle parti del ferro perdeva nettamente la maniglia con palla rimbalzante sul plexiglass che innescava la transizione letale a 6:01.

Drummond provava a infilarsi nella difesa degli Hornets battendo due difensori ma Biz in seconda battuta faceva da ombrello cancellando l’alzata mentre Rozier in attack mode a campo aperto faceva 19 con la sinistra.

A 4:40 era goaltending quello di Biz su Rose ma lo stesso congolese faceva rimbalzare un pocket pass per Miles che dal centro dell’area, a pochi passi, alzava il semigancio per il 72-77.

Un paio di canestri di un Griffin comunque non performante, bastavano a respinger il comeback e a 2:42 si arrivava sul 71-82.

A 1:53 l’appoggio di sx con cambio mano di Monk portava punti, la steal di Martin ne aggiungeva uno (fallo di Rose e ancora ½) ma in difesa il numero 11 portava pressione su Rose come Biz su Drummond sotto la tabella.

Double dribble, palla recuperata e correzione di Martin sul fronte opposto su una tripla imprecisa di Graham.

Drummond alzava a 83 i punti dei Pistons ma Graham rilasciando nell’aria la sfera anticipava con tre punti l’altro dardo lanciato da Zeller dalla destra.

Tiro da tre punti che anticipando la luce rossa riportava le sorti della sfida in parità a quota 83.

Monk costretto a fare acrobazie, realizzerà quella più importante sulla sirena. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Ultimo quarto con partenza cantata in floater del Galloway, si invertivano le parti sull’altro lato del campo con Graham a correggere da sotto un errore su un long shot di martin mentre Williams pur sbagliando da fuori, avendo una seconda possibilità si rifaceva decidendo di avvicinarsi a canestro per mette dentro i punti del primo vantaggio in serata per Charlotte.

Markieff Morris da tre faceva durar poco la gioia del vantaggio di Charlotte che rischiava di subire in mischia il -3 ma Martin risolveva in tuffo oltre la linea di fondo per innescare la transizione capitalizzata da Monk a 9:22 in coast to coast (89-88).

Graham sparava da tre a 8:44 per il +4, Brown dalla sinistra tirava storto sul close-out di Devonte’ mentre Monk con l’appoggio portava i punti da fast break sul 22-7.

A 7:24 uno scoop di Devonte’ era buono per il +8 (96-88).

La spinta degli Hornets contro la bench avversaria si esauriva un po’ dopo uno scontro nell’area dei Pistons Zeller/Brown che portava a una quasi rissa.

Charlotte perdeva un po’ di focus e un lento e non ritmato Griffin bastava per batter Biyombo.

Un alley-oop morbido, sospinto dentro da Drummond e Borrego chiedeva il time-out sul 96-92…

Al rientro Biz si metteva in posa per imitare Drummond ma lateralmente e con una mano solo che Charlotte non aveva ancora fatto i conti con la serata di Galloway che da tre infilava il cesto.

Marvin rispondeva da fuori grazie a uno strepitoso assist smistato da Graham con visione di gioco ad anticipare ciò che accadrà, poi per un dubbio fallo su Griffin i Pistons accorciavano e anche se Graham mancando un layup ci lasciava fermi, arriverà una fearless drive di Martin per restituire il +6 (103-97).

Gli Hornets si perdevano un po’ sotto al regia di Graham che mancava una tripla e vedeva Galloway dall’angolo metter il -3 prima di commetter un fallo offensivo in sfondamento.

Rose in pull-up 1 vs con Martin lasciava Cody ad allargar le braccia trovando il pari ed entrati nel minuto finale un altro errore da fuori di Graham, unito alla bomba di Galloway dalla sua mattonella, davano il vantaggio ai Pistoni.

Charlotte andava in difficoltà, sul lato destro si sviluppava un’azione nella quale Marvin sul lungo linea dando palla a Graham si vedeva restituir la sfera una volta che i difensori avessero raddoppiato su di lui: lo spazio consentiva l’aggancio a qualche decimo sopra i 22 secondi.

Ultima palla possibile per i Pistons che decidevano di andar dentro con Rose che provava la drive and kick, idea buona per far collassare una squadra non sempre attenta sulla linea e avendo dei compagni dalle alte percentuali.

Peccato che lo scarico avvenisse nella tra di nessuno e la sfera uscisse dal campo.

Un secondo sul cronometro con rimessa di Martin, blocco di Zeller e tripla di Monk in uscita dal blocco oltre l’inseguitore Rose e Drummond.

Buzzer beater incredibile che infilandosi nella retina regalava una smisurata gioia ai fan degli Hornets per l’inaspettato finale.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

19 pt. (8/18), 5 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate. Non è nobile il plus/minus anche perché P.J. Gli rovina un possibile assist in alley-oop e alcuni compagni fan lo stesso togliendogli qualche possibile passaggio vincente in più ma quando attacca lo fa bene, forse eccetto su una transizione durante la quale fa collassare tutto il nucleo dei Pistons sotto canestro aspettando decisamente troppo per aprire, tuttavia gioca una discreta gara anche se tre punti gli arrivano da una tripla fantasma (interferenza strana di Drummond) mentre è lui con la tripla ad aprire il secondo tempo suonando la carica.

Devonte’ Graham: 7

18 pt. (18/23 con 2/12 da 3 pt.), 5 rimbalzi, 10 assist. Non tira bene da tre, specialmente in un finale dove forza e sembra che gli Hornets non sappiano come fare a vincere e a scardinar la difesa ospite ma nel complesso aiuta la squadra con punti e assist giungendo alla doppia doppia. Bene sino al finale, manca un layup semplice ma ha tempo di crescere e mostra una visione di gioco incredibile anticipando le giocate come l’assist in corsa sulla sinistra per una tripla di Williams.

Miles Bridges: 5,5

7 pt. (3/6), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 3 TO. Numeri non dalla sua parte, partita abbastanza scialba conclusa con un -18. Bella la dunk in corsa appesa nel primo tempo e la bomba in apertura del terzo. Si fa battere da Griffin che appoggia da spalle a canestro mantenendo la posizione nel pitturato, a volte ho la sensazione possa far di più ma se è in movimento, infatti, è sua a inizio ripresa la prima stoppata di Charlotte con Drummond che alza sicuro la sfera a pochi passi dal canestro non avvedendosi di Miles che va su come Superman in volo a dire no al tentativo.

P.J. Washington: 6,5

11 pt. (4/7), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Con i polpastrelli dice no a Drummond ma ci vuole il replay per veder la bravura di P.J. nel compier lo sforzo da quasi tagliato fuori, alterna difese dove pare in enorme difficoltà sui lunghi avversari con qualche buona giocata difensiva ma mancandogli l’esperienza nel primo tempo se la vede male. Si rifà con un 3/3m da oltre l’arco fondamentale, restituendo un po’ di buon tiro dopo le ultime prestazioni non convincenti in materia.

Cody Zeller: 6

10 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Eclissato completamente da Drummond a inizio gara, Borrego corre ai ripari inserendo Biz. Un paio di falli veloci nel secondo tempo e una rissa sfiorata con Brown che sotto canestro alzando il gomito destro provava a tener lontano Cody dal rimbalzo, i due finiranno a terra spinti da Brown stesso ma la reazione di Cody innescherà il tecnico. A parte ciò, migliora nella seconda parte e segna la tripla a fil di sirena dalla destra anche se ci si chiede che ci facesse lì… Più tenuta nel finale sui lunghi avversari.

Marvin Williams: 7

8 pt. (3/8), 4 rimbalzi, 2 rubate. Due triple fondamentali nel finale. Quella a sinistra arretrando su assist di Graham e quella dalla destra, sempre con Graham su un gioco a due che faceva collassare due difensori verso il post basso per difender sul nostro sophemore. Buone difese su Griffin con finale in campo per dare esperienza.

Cody Martin: 7

7 pt., (2/6), 6 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate. +14 di plus/minus, fattore ancora decisivo nel metter pressione, recuperare e salvare palloni come quello in tuffo sparato dentro sulla nostra linea di fondo. Bravo nel recuperar rimbalzi saltando fuori dal nulla ed eventualmente a inserirsi per correggere, aggiunge anche un paio di penetrazioni finalmente vincenti con più controllo del corpo. Assist e palloni rubati sono altre doti fondamentali. Dove non c’è è sul tiro libero dove splitta sempre facendo 3/6… A volte Galloway e Rose lo battono sul tiro da tre ma lui è lì e non può far più di ciò che fa.

Bismack Biyombo: 5

10 pt. (3/7), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Una solo stoppata, quasi di ascella, cancellando Drummond, rallentato da due difensori sulla penetrazione. A volte viene battuto con facilità irrisoria e in attacco manca diversi canestri da sotto tirando con il braccino corto. Dalla lunetta fa 4/6, per lui buono, non è che nel complesso mi piaccia molto anche se qualcosa di buono la fa sebbene i punti che arrivino siano praticamene tutti regalati in free zone.

Malik Monk: 9

19 pt. (8/12), 4 rimbalzi, 1 assist. 2 TO. +23 in plus minus, eloquente. Gran serata di Malik che in attacco fa vedere velocità supersonica (un paio di volte esagera andando a sbatter per due sfondamenti) e coordinazione da maestro per sottomano e layup vari, anche con cambio mano. Mette due triple (su 4) con l’uomo in faccia. Quella finale, tiro, gioco, partita che risolve la gara è una fiondata incredibile. Attribuisce importanza allo schermo di Zeller che lo fa in maniera normale, nulla di eccezionale. E’ il suo fade-away e la sua uscita a ricciolo a esser fondamentale per il risultato. Finalmente un Malik ad alti livelli che se rimanesse così consistente potrebbe prendere i minuti di Bacon. Poco fumo e molto arrosto con patate stasera.

Coach James Borrego: 6,5

Mah… qualche decisione giusta (inserimento di Martin e di Monk per il tiro finale come esempi ma anche mantener Marvin per P.J. nel finale per dare esperienza e più efficacia e resistenza nei giochi sotto e sul perimetro), altre meno (Biz per troppo tempo al posto di Cody) time-out azzeccati, non so che abbia detto alla squadra negli spogliatoi ma è rientrata decisa. Certo… i problemi difensivi non son scomparsi e chissà se oltre Martin, rivedere MKG in campo possa esser una soluzione ma lui sta puntando sullo zoccolo duro del team composto da una decina di giocatori…

Game 11: Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 117-119

Intro

27 gennaio 1994,Saint Michel (Barbados), per la Caribbean Cup (stiamo scrivendo di calcio) la nazionale locale sfida Grenada.

Siamo in girone eliminatorio da tre squadre e siamo giunti all’ultima partita.

Barbados esordisce male perdendo con Porto Rico 1-0.

Nella seconda sfida Grenada al supplementare si impone su Portorico 2-0.

Porto Rico al momento sarebbe out (passa solo la prima) e nella terza sfida a Barbados non basta agganciare le altre due squadre a tre punti ma deve vincere almeno 2-0 per aver la miglior differenza reti.

Barbados effettivamente segna due reti, ma a sette minuti dal novantesimo Grenada trova la rete che eliminerebbe la nazionale gialloblu.

Scoramento totale per la nazionale tridentina, tuttavia passano quattro minuti e arriva un’altra rete segnata da Barbados.

Sarebbe tutto normale se la porta non fosse proprio quella di Barbados e se l’autorete non fosse stata fatta volontariamente.

Eyre Sealy, decide di sparare una mina nella propria porta dopo essersi passato la palla per un po’ con Horace Stoute, il portiere. 2-2…

Come avrete intuito, il regolamento della competizione non prevede il pareggio nei 90 minuti nella fase a gironi ma non avrebbe senso far pareggiare i rivali (qualificatissimi anche con l’1-2) ed essere eliminati piuttosto che tentare di segnare segnare una rete nei minuti restanti.

Il discorso è che chi ha creato il regolamento (vorrei conoscerlo) in realtà è un pazzo criminale, il quale ha pensato che come nel basket attuale (un tempo c’era e anche in qualche andata di coppa) non solo non ci debba essere il pari ma nei supplementari vi dovesse essere un golden goal, in più, siamo alla follia, che valesse anche doppio.

Va da sé che con 30 minuti ipotetici a disposizione Barbados potesse tentare l’arrembaggio per la rete della qualificazione…

Mancano 3 minuti, ma siccome nemmeno dall’altra parte sono fessi, ecco che il capitano di Grenada pensa di imitare i rivali per perder 3-2 e qualificarsi.

A questo punto va in scena il delirio perché i giocatori di Barbados capiscono tutto e si mettono a correre come disperati per difender due porte.

Alle porte del surreale nessuno ci capisce più nulla, altro che 5-5-5 di caniana memoria…

In poco più di tre minuti Grenada non segna e si va al supplementare dove Barbados, riuscendo a segnare il golden goal aggancia la qualificazione trasformando il risultato in 4-2…

Vi ho raccontato questa storia assurda quanto reale perché mi viene da chiedere quanto vogliano vincere due squadre che hanno qualche elemento futuribile ma che devono aggiunger pezzi tramite il prossimo Draft…

Vedremo che andrà a succedere…

Analisi

Estremi

Prima sconfitta che fa male su una partita alla portata in una gara veloce che Charlotte non è riuscita a gestire ma solamente a correre e rincorrere.

La solita gara assurda degli Hornets partita male, volta al meglio a metà terzo quarto quando sul 79 pari i Calabroni con un parziale di 12-0 sembravano poter navigare nel mare della tranquillità invece un parziale di 10-0 pro Grizzlies e l’inconsistenza delle scelte d’attacco per la prima parte dell’ultimo quarto ha prodotto un +10 degli avversari che hanno trovato una gran serata da fuori con Guduric (ennesimo imprevisto “eroe” contro) e hanno sfruttato meglio il pitturato dove Charlotte fatica atavicamente da anni ma Howard non era buono secondo i detrattori…

Il recupero nel finale prodotto dalle guardie Hornets (Rozier, Monk e Graham) è un mezzo miracolo ma a far la differenza arrivava Morant che praticamente segnava un buzzer beater a 7 decimi dalla fine.

Bene gli Hornets nello sfruttare i punti dalle transizioni ma la tendenza a commetter pochi falli (12 vs 21 con un 15/19 per Charlotte dalla lunetta contro il 6/9 avversario) in area legittima gli avversari a trovar facili appoggi e punti che alla fine si rivelano letali.

Un netto fallo di Brooks su Miles nell’ultimo quarto avrebbe potuto darci il -5 prima di incassare dall’altra parte immediatamente il -10, episodi a favore e contro da rivedere ve ne sono stati ma questo francamente è parso così netto che anche tutto il pubblico accortosi del misfatto ha fischiato.

La recriminazione maggiore però è per una squadra che si è dimostrata inconsistente ancora una volta nel crunch time.

Se Miles e Zeller hanno fatto il loro senza brillare, P.J. Washington è apparso molto offuscato sbagliando un facile appoggio nell’ultimo quarto rivelatosi fatale.

Sotto a rimbalzo 35-45 e minimamente negli assist (27-32 compensato dai liberi), bene nei TO con 15 contro 22 ma difficile vincere se nelle aree sensibili lasci alte percentuali agli avversari che dal campo hanno tirato con il 53,3% contro il pur alto 48,9% degli Hornets con un 48,6% da tre per i Grizzlies contro il 43,2% di Charlotte.

Gli estremi insomma sono stati fatali per gli Hornets, il problema è che solitament sono le zone che vengono più usate dagli attacchi avversari e non aver contraerea degna (Biyobo altra stecca) diventa pesante…

Terry Rozier ha trovato finalmente una gran serata oscurando un po’ anche Graham che ha disputato la sua onesta gara agganciano anche il pari prima del canestro finale che ci costa la quarta sconfitta consecutiva con all’orizzonte i Pistons allo Spectrum Center tra due giorni.

La partita

Starting Five

Morant (23 pt.), Dillon Brooks (15 pt.), Crowder (3 pt.), Jaren Jackson Jr. (16 pt.) e Valanciunas (18 pt. e 13 rimbalzi) per Memphis. Dalla panchina Guduric con 17 punti trova il suo career-high e Brandon Clarke chiuderà a 13 davanti ai 9 di S. Hill.

Charlotte soffriva l’assenza di Bacon per un ginocchio dolorante cambiando quintetto: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

1° quarto:

Partita subito dal ritmo velocissimo con i primi due minuti e mezzo tutti di marca Grizzlies: Valanciunas correggeva in tap-in una tripla fallita da Crowder e successivamente su una second chance metteva dentro correggendo sé stesso, in più sulla linea di fondo destra arrivava come un treno Jaren Jackson Jr. per una schiacciata…

P.J. Finalmente riusciva a bloccare Valanciunas ma era lo stesso Washington a mancare una tripla, finiva così per segnare D. Brooks da tre portando su un pesante 0-9 la partita.

Borrego lasciava giocare e a 9:31 Graham passando oltre un blocco centrava il canestro con un pull-up dall’angolo sinistro dell’area.

Graham era bravo a stoppare anche Morant ma su un passaggio sbagliato di Rozier sulla transizione doveva lasciare il passo all’avversario che palleggiando portava la palla dietro la schiena depositando in uno contro uno il 2-11.

A 8:38 un open 3 di Miles dimezzava quasi lo scarto ma dall’altro lato gli Hornets non riuscendo ad arrestare i rivali continuavano a incassare: Valanciunas spingeva dentro una palla lanciata da Morant appena oltre l’orizzonte dell’anello ma di buono c’era che gli Hornets colpendo da tre riuscivano a mangiare un po’ di gap, in questo caso con Graham a 8:03 con un catch n’shoot dalla sinistra (8-13).

Valanciunas era stoppato da P.J. Ma il baltico era magnetico e recuperando la sfera si rifaceva con due punti.

Un semigancio di Cody e un jumper dalla media di Brooks alzavano il punteggio ma era una tripla di Zeller a ridurre lo scarto, così sul 13-17 arrivava il primo time-out per Memphis.

Non serviva la pausa a romper il ritmo degli Hornets che si avvalevano della tripla di Rozier per andare sul -1 a 5:53 e anche se Clarke da sotto restituiva un +3 agli ospiti, Charlotte passava avanti con i canestri di con un classico pullup da campetto al vetro di Rozier e un tre punti dello stesso a 4:13 per il 21-19.

Secondo time-out per Memphis e pari che arrivava a 3:20 per opera di Clarke che arrestandosi sotto faceva saltar via due Hornets in ritardo per depositare il canestro del pareggio.

A 2:48 con una tripla di Hill i Grizzlies scollinavano per il nuovo vantaggio (21-24) ma Marvin con due liberi ci lasciava in scia.

Martin recuperava due sfondamenti consecutivi (Clarke e Anderson) e su due palloni persi da Valanciunas arrivavano due fughe in transizione chiuse entrambe da Monk, la seconda in alley-oop per il 27-24.

Una terza palla persa malamente a centrocampo su Biz consentiva al congolese di esser lanciato in transizione per la schiacciata del 29-24 (i Grizzlies ci superavano qui nei TO: 6-7).

Anderson chiudeva il veloce quarto con i punti del 29-26.

2° quarto:

Era Monk ad aumentare il suo bottino dalla linea, Ja Morant in appoggio e ancora due FT per Monk, questa volta splittati.

S- Hill da tre silurava la difesa di Charlotte per il 32-31 ma Monk con un runner fluttuante faceva il suo mestiere di scorer mentre per imitazione Cody Martin in entrata resistendo all’onesto contatto in chiusura ritardava il tiro ma segnava ugualmente.

A far rientrare i Grizzlies erano un passaggio volante in corsa di Morant per Anderson che spingeva dentro la palla tramite il vetro.

Tecnico per proteste a Monk (il piede era effettivamente sul bordo del semicerchio) e azione da tre punti che faceva da trampolino da lancio per la tripla sorpasso dalla mattonella diagonale sinistra di Hill (36-37).

Time-out Charlotte a 9:36 e quarto che si apprestava ad esser da montagne russe: Martin cambiava la squadra leader recuperando il rimbalzo offensivo e due liberi,Morant in entrata e la tripla di Jackson a 8:40 valevano il 38-42, un tap-in di Zeller sulla drive mancata di Bridges e poi il tiro vincente da fuori di Brooks con i Grizzlies ormai bravi a capire che gli Hornets si stavano chiudendo verso il pitturato.

Due liberi di Cody a 7:31 valevano il -3 ma Morant in entrata combinava un numero facendo sparir palla all’inseguitore Zeller e lasciando lì un paio di avversari per un appoggio in traffico più FT (poi mancato).

Rozier perdeva un pallone incartandosi ma si rifaceva a 6:26 con una tripla dalla diagonale destra e a 5:57 ancora ma questa volta da sinistra per il 48-47 con un 4/4 da 3 punti…

Jackson rispondeva con la bomba ma a 5:13 Monk a destra del ferro, sull’alzata volava per un alley-oop potente a una mano giungendo a quota 100 (50-50).

Era ancora Jackson, dall’angolo destro, a colpire da tre punti con la squadra di Jenkins ormai sul 6/9 da fuori nel quarto, poi Rozier commetteva il primo errore al tiro in entrata ma rifacevacendosi poco dopo in banker.

Gli Hornets si riprendevano il vantaggio sul 55-53 ma una bomba del serbo Guduric, piuttosto tranquillo sino a quel momento invertiva la rotta e dava il là al balcanico per il proseguo.

Bridges invertiva il team leader con due FT a 1:56 ma Valanciunas segnando per i suoi nel pitturato (8-22 nella statistica) restituiva il vantaggio agli ospiti.

A 1:22 per Graham dal corner destro c’era il suono del cotone, tre punti per il 60-58 che consentivano di chiudere avanti il primo tempo, anche perché una put-back dunk di Bridges con le ali di Mercurio oscurava tutti gli altri giocatori…

Due punti per parte e la bomba di Brooks nel finale ed eccoci al divertente, serrato quanto alto 64-63 del primo tempo…

3° quarto:

Tripla di P.J. In avvio con la quale segnava il 60% dei suoi punti in serata e replica di Crowder.

Morant a 10:58 con la tripla trascinava avanti i Grizzlies ma Graham fintando da tre e poi avvicinandosi per un free pull-up dal mid range impattava a quota 69.

Da una transizione nasceva la tripla di Rozier da destra, Brooks andava oltre un piantato P.J. Washington con il floater poi Rozier in appoggio continuava lo show mettendo dentro il 74-71.

Morant riduceva di due ai liberi ma a ):00 esatti il 3 pt. catch n’shoot di Graham ci dava il +4.

Scarto dimezzato per i Grizzlies con Valanciunas da sotto ma Rozier in floater trovava il season high (25 punti) prima del jumper dalla baseline destra in separation di Brooks, l’appoggio di Morant e della penetrazione con scoop più fallo di Graham per tre punti provvidenziali (82-79).

A 5:40 Cody si ritagliava lo spazio per l’appoggio al vetro e a rimorchio in corsa riceveva da Monk per l’appoggio in cambio mano (86-79).

A 4.52 Zeller commetteva fallo su Anderson che si feriva sotto il ginocchio, fasciatura e due liberi mancati così a 4:25 Rozier colpendo da tre su Hill ci portava sul +10 (89-79).

Rozier con l’alzata mandava a bersaglio in alley-oop anche un P.J. Washington piuttosto anonimo sino a quel momento.

12-0 di parziale per il 91-79 ma la spallata non arrivava perché una dunk di Clarke lo arrestava ma soprattutto Guduric non era arrestabile da Monk o da altri giocatori intorno.

Il serbo mettendo due triple in serie a 1.57 riportava sul -4 (91-87) la squadra del Tennessee poi da una persa di Martin era ancora lui a esser lanciato in transizione per depositare il -2.

Monk a 1:14 da tre punti interrompeva il contro-parziale di 10-0, Clark appoggiava facilmente sulla palla servita ma Malik in corsa era troppo lesto per i difensori e appoggiava il 96-91.

Guduric faceva in tempo a scappare a Malik prendendosi anche il libero giungendo a 11 punti in 4 minuti per il 96-94…

4° quarto:

Ja Morant servito in back-door sulla linea di fondo pareggiava con la dunk sparata, marchio di fabbrica ma era ancora l’ispirato Guduric a portar sopra i blu a 11:08 a mezzo tripla.

Gli Hornets farfugliavano un basket offensivo che si mostrava inconsistente mentre dalla parte opposta Valanciunas realizzava sulla baseline sinistra, Morant ne aggiungeva quattro finendo in teardrop per far lacrimare gli Hornets sul 96-105.

Bridges passava oltre il Collina schiacciando a una mano rabbiosamente e a 7:35 Cody nel pitturato aspettando il passaggio dei lunghi europei di fronte a lui (Guduric e Valanciunas9 trovava il modo di schiacciare con il giusto tempismo.

Un floater di Clarke lasciava attardati gli Hornets che dopo un appoggio corto di P.J. subivano pure un canestro di Valanciunas a 6:13 per il -9.

Un fing and roll di Rozier e una stoppata di Monk su Jackson ai 24 provavano a ridestare speranze sopite ma a Bridges non era chiamato un fallo netto così Clarke da tre infilava il +10 (102-112).

Rozier da tre pareggiava il suo career-high a 33 punti, Clarke da tre segnando aveva il tempo per amico, Bridges si rifaceva colpendo anch’esso per il solo cotone da oltre l’arco e Monk in floater a 1:20 tentava di riportare in gara gli Hornets tornati sul -5 (110-115).

Sulla pressione alta di Charlotte Jackson andava in coast to coast trovando il contatto con Zeller e due liberi a segno.

Bridges a 1:02 agguantando un rimbalzo offensivo depositava due punti poi toccava a Malik in penetrazione segnare il -3.

Morant si incaponiva sulla linea di fondo sbattendo su Zeller, per gli arbitri era fuori e Charlotte andando a prendersi la tripla con Graham rischiava ma funzionava…

Pari a :22.7.

Time-out Memphis che non dava poi in realtà grandi idee di gioco di squadra, palla a Morant che se la vedeva da solo e lo faceva bene: passato Martin in salto sotto canestro, stretto da Bridges e Zeller, cambiava mano per depositare oltre i due.

Ja ci metteva 22 secondi lasciando le briciole (7 decimi) sul cronometro.

Sulla rimessa la palla finiva a Rozier sul lato sinistro che voltandosi pescava il ferro sul tentativo di tripla vincente che probabilmente sarebbe stata comunque annullata perché la palla partiva con una frazione di decimo di troppo.

Le pagelle

Terry Rozier: 7,5

33 pt., 5 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate. 13/21 al tiro, 7/12 da tre punti, +15. I 5 TO son tanti e un paio evitabili se non fosse così cocciuto almeno ma nel complesso è una gara più che positiva con 33 punti che eguagliano il suo massimo in carriera. Prova a trascinare Charlotte partendo con un 4/4 da tre. Sembra in ritmo, segna e ci riprova, fa bene anche sfornando assist come quelli per gli alley-oop di Monk e Washington, recupera anche 5 rimbalzi, che per un piccolo in proporzione a quelli raccolti, non sono pochi.

Devonte’ Graham: 7

19 pt., 1 rimbalzo, 4 assist. 7/19 al tiro con 4/10 da fuori. Il plus/minus di -11 però è negativo, un po’ per colpa delle rotazioni, un po’ perché nell’ultimo quarto manda a vuoto un paio di triple e in difesa non è sempre formidabile per usare un eufemismo. Nel complesso non ha le polveri bagnate, si vede che sa come segnare e agguanta anche il pari a mezzo tripla a :22.7 dalla fine. Anche per lui 5 TO lanciato da titolare al posto di Bacon, infortunato.

Miles Bridges: 6,5

14 pt., 4 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/11, nessun TO. Da la carica nel finale ai compagni e gli arbitri commettono lo scempio per una mazzata di Brooks sulle sue braccia non fischiata. Una dunk rabbiosa sfuggendo a Hill e una tripla per 5 punti pesanti. Uno che non si è dissolto nel crunch time. Deve dare di più a rimbalzo difensivo mentre negli assist si distingue.

P.J. Washington: 4,5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 2/7 dal campo con un ¼ da fuori. Inconcludente e poco deciso. Brutta prova per P.J. Washington che il poco più di 26 minuti racimola solo 5 punti e due in alley-oop grazie a Rozier. Rimbalzi questi sconosciuti per uno che lì sotto dovrebbe aiutarci parecchio. Il buon blocco portato sull’esterno sinistro che consente a Rozier di fintar dietro e poi staccarsi per la tripla è ben fatto ma è poca cosa. Da titolare, anche se rookie deve farsi vedere di più ed esser coinvolto ma mi pare che ultimamente prenda troppe iniziative che non hanno ritmo e sbaglia un appoggio nell’ultimo quarto troppo facile per esser mancato.

Cody Zeller: 6

16 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 6/8 dal campo, ¾ ai liberi. L’unico che spende qualche fallo, anche perché lì sotto è solo fondamentalmente. Ha dei brevi buoni momenti offensivi e in avvio aggiunge una tripla alle personali stagionali. Pur non essendo un fenomeno mette su discrete cifre ma nessuna stoppata non avendo il tempismo per trasformare la verticalità in utile blocco. Lo si vede sull’ultima azione quando fa da colonna per Morant che lo beffa appoggiandogli la sfera sotto il braccio.

Malik Monk: 6,5

20 pt., 8 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. L’assenza di Bacon gli regala più di 29 minuti sul parquet, così finisce con un 8/13 al tiro tra entrate in appoggio, floater e triple. Repertorio variegato che serve a disorientare la difesa avversaria. Spesso in ritmo riesce a coordinarsi bene per chiudere a canestro. Sarebbe una seratona se non fosse per il risultato e per il fatto che non riesce a controllare Guduric ma lì la colpa è di Borrego che avrebbe dovuto riequilibrare il quintetto. Riesce a stoppare ai 24 Jackson sulla sinistra aspettandolo…

Marvin Williams: 5

2 pt., 3 rimbalzi, 1 assist in 13:09. 2/4 ai liberi e 0/1 da fuori ma la sensazione è di una lentezza disarmante nel fast pace, tanto che se avessi giocato io in serata avrei fatto probabilmente meglio. Nel suo periodo sul parquet il plus/minus è di -10 anche se almeno qualche rimbalzo lo prende.

Bismack Biyombo: 5

2 pt., 2 rubate. -14 durante la sua permanenza sul parquet e a parte la dunk appesa non si ricorda per altro di positivo in 12:06. Non prende un rimbalzo e a coordinarsi è più lento di Platinette al trucco (vedi air-ball di Martin). In differita difensiva anche in questa partita. Dispiace perché servirebbe tanto la presenza di un difensore costantemente valido nel pitturato…

Cody Martin: 5

6 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 4/4 ai liberi ma l’1/5 dal campo con errori non di misura ma grossolani dimostra che non ha ancora un tiro affidabile, per di più se ci prova anche da fuori (0/4). Meno efficace in difesa, non ce la fa a contener Morant sull’ultima azione ma era dura, tuttavia anche in altre occasioni mi è parso meno brillante.

Coach James Borrego: 5

Interseca un quintetto che nell’ultimo quarto non ci capisce molto. Provare 5 minuti MKG è chieder troppo? Avrebbe avuto più esperienza su Morant nel finale e probabilmente, nella povertà difensiva di Charlotte avrebbe potuto dare una mano ma è scomparso come Hernangomez dalle rotazioni (lo spagnolo ci ha messo del suo). Squadra giovane con saliscendi importanti. Vero è che raggiungiamo il pari grazie a triple ma gli avversari tirano meglio da lì e l’ostinazione di tentar di colpire da fuori è quell’arma a doppio taglio che puoi usare quando hai le capacità e le situazioni per farlo. Oggi si poteva andar più dentro con i Grizzlies…

Game 10: Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 106-114

Intro

Limiti

Se dovessimo romanticizzare, mitizzare, esaltare il basket NBA paragonandolo a una serie anime questa potrebbe essere: “Sfondamento dei Cieli Gurren Lagann”.

Già nel nome è insito l’animale mitologico fluttuante, galleggiante o veleggiante in aria pronto a scagliare temporalesche dunk, raggi gamma jam o alley-oop fotonici.

Le qualità atletiche dei giocatori NBA sono evocative perché vanno oltre i limiti dell’umano medio, c’è la la sfida alla gravità ma in senso più ampio l’anime ripropone lo scontro tra il limite e l’illimitato.

La Brigata Gurren sconfigge i robot degli uomini bestia tornando sulla superficie della Terra dalla quale erano stati scacciati ma quando la popolazione terrestre raggiunge i 1.000.000 individui, una terribile nuova minaccia costituita dagli Anti-Spiral, si palesano cercando di bloccare la capacità evoluzionistica degli esseri viventi.

Dal robot pilotabile più piccolo e buffo esistente, l’unione tra vari mecha fa sì che diventi molto più grande di un pianeta arrivando a dimensioni galattiche (alto più di 10.000.000) anni luce fa sì che diventi anche il più grande mai comparso in un anime testimoniando l’evoluzione e la crescita degli esseri viventi. La serie è incentrata sulla ciclicità della spirale (la forma di energia panteisticamente presente nell’universo) che si evolve, dalle spirali galattiche al DNA umano alla iconica trivella, chiave d’avvio e arma del robot.

Gli Anti-Spiral però temono che l’eccesso dell’utilizzo di questa energia però porterebbe alla Spiral Nemesis, una specie di Big Bang al contrario che distruggerebbe l’universo, per questo gli Anti-Spiral preoccupatissimi intervengono quando vi sono a loro giudizi dei prodromi per una futura pericolosità.

Sarebbe bello superare gli ostacoli potendo varcare dei limiti utilizzando questi poteri in maniera consapevole in maniera da non danneggiare l’ambiente circostante unendo anche la volontà di sopravvivere e la resilienza, armi che nell’anime accrescono l’energia umana (grazie a questa vinceranno l’ostinato scontro finale), ma qui stiamo vaneggiando in una dimensione intangibile per l’uomo e gli Hornets odierni (in back to back per giunta) per sperar di batter Phila dovrebbero poter accedere a questa dimensione dimostrando la stessa ostinazione.

Partita in teoria segnata sulla carta ma andiamo a vedere che succederà…

Analisi

Torniamo alla realtà.

Charlotte ha tanti problemi ed emergono i limiti.

I rookie e i sophemore, Graham a parte, devono crescere ancora tanto contro i top player.

In attacco si è cercato all’inizio di sfruttare i blocchi per creare situazioni di entrata per Rozier, eventuali pick and roll o scarichi, poi il gioco è sembrato più casuale e disordinato ma la pressione sulla palla e un Cody Zeller on-fire nel finale di secondo quarto hanno portato gli Hornets sul +5 all’intervallo.

Lo 0/4 degli Hornets in avvio ripresa contro il 3/3 (un TO anche) d Phila ribaltavano una gara dalla quale Charlotte usciva velocemente facendo spesse pessime scelte in attacco come se esistesse un anamnesi negativa su questo parquet.

Si recuperava a suon di triple nel finale con la panchina avversaria in campo ma era troppo tardi per rubare la vittoria.

Rimbalzi e punti nel pitturato sono stati due fattori determinanti a vantaggio degli avversari: 31-49 e 42-58 rispettivamente, a volte collegati così come il 54,8% di Philadelphia contro il 45,2% di Charlotte che ha faticato a costruirsi tiri validi e quando gli è capitato dal mid-range, P.J. Miles e Terry e Bacon soprattutto, sono andati a vuoto…

Contenuti i TO (13), la fase di pressione e della chiusura del pitturato ha portato Phila a perder 20 palloni.

Il 42,4% contro il 35,7% da tre a favore di Charlotte da fuori non è bastato a dimostrazione che servirebbe qualcosa di più consistente sotto le plance nonostante la serata ispirata di Zeller in attacco.

La partita

Starting Five

Per la nona volta su dieci Borrego schierava il consueto quintetto: Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller. Phila con out Simmons andava con: Neto (9 pt.), Richardson (11 pt.), Tobias Harris (14 pt.), Horford (15 pt.), Embiid (18 pt.).

Korkmaz e Burke dalla panchina chiuderanno rispettivamente con 17 e 12 punti.

1° quarto:

La prima sfera giocabile a favore dei 76ers andrebbe spinta dentro da Embiid a un passo dal canestro ma sull’alley-oop il centro avversario era impreciso, tuttavia sulle azioni successive, Embiid dalla sinistra con il piazzato e Harris dal mid-range infilavano un canestro testa per lo 0-4 mentre gli Hornets arrancavano.

Charlotte cercava di iniziare a sfruttare il duello tra guardie con screen roll per ottenere dei vantaggi e così arrivava il jumper in avanzamento di Rozier seguito da Zeller che fronte a canestro, completamente libero, portava sul 5-4 il risultato.

Horford scappava sulla linea di fondo per il 5-6 ma Bridges da 3 punti a 8:10 ci issava ancora una volta avanti (8-6) però gli Hornets si bloccavano in attacco e subivano in difesa: Bacon in raddoppio sotto si appoggiava su Embiid inutilmente aggravando il canestro subito con un libero per l’8-9, Cody a 7:59 commetteva il secondo fallo (su Embiid che trasformerà i liberi) uscendo per Biz, Horford su P.J. Infilava il fade-away per l’8-13 prima che P.J. In alley-oop interrompesse il ciclo vizioso di Phila a 7:10 (10-13).

Harris in appoggio era contrastato da Rozier in pull-up sull’altro fronte ma a 6:12 piovevano due tiri liberi per Embiid e da un passaggio dietro la schiena di Korkmaz in punta verso la diagonale sinistra per Neto nasceva la tripla della pg avversaria (12-20).

Bridges da sotto costringeva Harris al secondo fallo, c’erano i due punti in appoggio ma lo 0/1 dalla lunetta non favoriva ulteriormente Charlotte.

Richardson segnava da tre sull’oscillante Bridges e Korkmaz appoggiava dopo il TO di Graham.

L’alley-oop di Miles serviva a romper la monotonia di Philadelphia che tuttavia con una tripla vincente di Korkmaz e una second chance di Burke si apprestava al doppiaggio (16-30)…

Si svegliava Charlotte in attacco con l’alley-oop di P.J. Washington e con la tripla di Graham, po un ½ di Monk dalla lunetta ci riportava a -8 (22-30) tuttavia dalla penetrazione sino al fondo con scarico di Richardson sorgeva la tripla aperta di Burke prima che due FT affondati da Biz a :03.9 segnassero il 24-33 come finale di quarto.

Embiid contro Monk e Williams.

2° quarto:

Era ancora Biz a ripartire dalla lunetta nella seconda frazione ma questa volta con un ½ mentre gli Hornets difendevano bene il pitturato ma da due TO nascevano le transizioni che porteranno Ennis alla medesima conclusione in schiacciata per 4 punti e il 25-37…

A 9:35 Biz metteva dentro una dunk assistita e Bacon attaccando il canestro costringeva Embiid all’ombrello falloso.

½ soltanto però così sfruttando una finta e l’appoggio al vetro da destra sul bump in avanti di Biz ecco arrivare canestro più fallo ma l’unico libero andava a vuoto.

Embiid strappando un rimbalzo dalle mani di Zeller andava a schiacciare con gli Hornets a metter tristezza sotto 28-41…

A 7:38 però Cody andava alla riscossa realizzando un tiro dal pitturato che, ritardato, consentiva il raddoppio falloso dei lunghi Sixers.

Un mancato tagliafuori su una tripla e Harris appoggiava semplicemente per il +12 dei locali, tuttavia sulla tripla frontale di Cody, O’Quinn andando in salto a contrastarla lasciava il corridoio per la rincorsa di Cody che recuperava il tiro finito corto sul primo ferro e andava per la runner jam.

Graham provava a spinger Charlotte ma mancava il tiro, il rimbalzo era preda di Zeller che favoriva l’azione che porterà Monk a due liberi a segno.

Horford servito dal lato andava in dunk lanciata a una mano lasciando Charlotte sul -10 (35-45) poi un tecnico (3 sec. difensivi) battuto da Graham e un escape dribble 3 di Monk valevano il 39-47 a 4:58 ma Korkmaz in floater ripristinava il vantaggio in doppia cifra per il team di Br. Brown.

Charlotte finalmente riuscendo ad arginare gli attacchi avversari cominciava a recuperare: Graham da tre punti a 4:20, il tap-in di Cody a 3:45 e la tripla di P.J. a 3:18 costringevano alla chiamata di un time-out anche Brown con gli Hornets a ridosso (47-49).

Embiid dalla linea dei tre punti fintava la bomba e mettendo giù palla batteva Cody, troppo lesto ad abboccare lanciandosi incontrastato per la dunk.

Un’alzata di Zeller e una steal di Graham con appoggio in fuga ed ecco i Calabroni riagguantare la parità a quota 51, addirittura arrivava il vantaggio il vantaggio a 1:03 con Zeller in teardrop…

Korkmaz e Scott mancavano le triple sull’azione offensiva di Phila, Cody, assoluto protagonista del finale di secondo quarto, no…

La bomba valeva il 56-51 per un +5 difeso dagli Hornets che incassavano un FT jumper di Neto ma replicando con un 2/3 di Graham (fallo di Net uscendo dal blocco di Zeller) chiudevano sul 58-53 il primo tempo.

3° quarto:

L’ingresso a livello mentale degli Hornets nel secondo tempo era inesistente: 0/4 per gli Hornets, 3/3 per Phila (tripla di Richardson dal corner sx dimenticato in angolo sullo skip pass di Embiid, 2 di Horford agli autoscontri e un TO per shot clock violation prima del canestro sorpasso descritto) e sull’appoggio in entrata di Neto arrivava il sorpasso sul 58-60.

Borrego chiamava il time-out e la cosa serviva perché Rozier pareggiava e anche se Embiid da sinistra piazzava il tiro dal mid-range su assist in corsa dietro la schiena di Neto, nonostante un insensato tiro da tre di Rozier e un FT jumper mancato da Bacon, un coast to coast di Rozier ci faceva tornare in parità.

Harris metteva dentro un soft floater dalla baseline sinistra con Harris contro un P.J. Discreto nel contrastarlo.

L’ennesimo colpo a vuoto di Bacon e l’appoggio di Horford davano il +4 ai locali.

Un bagliore di lucidità era costituito dal tap-in di Zeller, poi più nulla: Horford superando P.J. Era trattenuto da Bacon sul reverse per il two and one, Malik da 3 andava a vuoto, Korkmaz su Malik stesso no…Finalmente Monk creando per Zeller e Graham a 4:46 ci davano qualche punto (68-74) ma Ennis correggendo fortunosamente al vetro portava sul 32-44 il vantaggio dei locali riguardo i punti nel pitturato con un 22-36 a rimbalzo preoccupante.

La tripla di Korkmaz a 3:54 mandava lontani gli Hornets, -11, sul 68-79 prima di un time-out e di un alley-oop potente di Monk con taglio in back-door.

Gli Hornets tornavano sul -7 ma un taglio di Korkmaz non dava buone speranze per una difesa troppo disattenta.

Monk a 2:15 dalla diagonale sinistra trovava il ritmo per la bomba sparata in faccia alla difesa: -6 (77-83) ma negli scambi finali i 76ers si avvantaggiavano di un punto chiudendo sull’81-88 nonostante l’ultimo canestro fosse un piazzato ravvicinato di Biz dalla baseline destra servito dall’assist in penetrazione di Graham.

YONG KIM / Staff Photographer Sixers guard Josh Richardson and forward Al Horford double-team Hornets guard Dwayne Bacon.

4° quarto:

Si partiva con le due squadre inabili a segnare, poi a 9:57, dopo due giocate offensive di Biyombo da urlo di Munch e due difese di Martin su Scott buone, Richardson con il fing and roll batteva per un soffio Biz mentre su una palla vagante, il settore occupato solamente da Sixers consentiva il comodo jumper a Scott.

81-92.

Canestro di Burke più fallo contemporaneo sull’eventuale rimbalzo di Martin (trattenuta su Embiid) e libero per il lungo.

81-95…

Martin da tre, first 3 bucket in regular season: 84-95.

Fine della trasmissione: Charlotte andava a vuoto, Phila no: Burke, Scott e Harris portavano due punti a test per l’86-101.

Dopo un canestro di Neto per l’89-108 entrava in campo la panchina dei Sixers e gli Hornets si sentivano a proprio agio senza troppa pressione: P.J., Rozier, Ennis III (per Phila) e Graham non sbagliavano un colpo tirando da fuori.

Rozier aggiungeva due liberi mentre P.J. e Graham recapitavano per posta intercontinentale altre due triple.

A :33.3 gli Hornets passavano dal -19 al -5 ma era tardi.

Un paio di falli di Martin per fermare il gioco e il ¾ finale dalla lunetta ritoccava il punteggio finale sul 106-114.

Le pagelle

Terry Rozier: 5,5

13 pt., 1 rimbalzo, 4 assist, 2 rubate. Gioca 22:21, quasi un finto starter. Parte sfruttando i blocchi dei compagni per superare la pressione sulla palla del difensore trovando un paio di buone azioni così come più tardi. Sono flash. Potrebbe crearsi qualcosa di più insieme a Zeller, pick and roll difficili da chiudere per il centro. Lui chiude con un 5/12 e un ¼ da fuori e 3 TO.

Dwayne Bacon: 3

1 pt., 1 rimbalzo i 16:30. Salvate il soldato Dwayne. 0/6 dal campo, tiri a vuoto, specialmente nel momento decisivo. Chiude con uno 0/6 dal campo, 1 TO, 2 falli che portano a liberi addizionali per gli avversari e un eloquente -20 in +/-…

Miles Bridges: 5,5

7 pt., 5 rimbalzi, 4 assist. 3/10 dal campo. Si impasta in qualche azione offensiva, tira a salve da tre (1/5) e ha la tendenza a saltare troppo dentro il cilindro degli avversari quando fintano o ritardano il tiro. Alterna buone difese ad altre da dimenticare, spende sicuramente molto a livello energetico e si spera che da questi confronti ne esca sempre più maturato. Per ora si salva il suo interesse per la squadra che si vede nello spendersi in difesa e nel fornire anche assist ai compagni.

P.J. Washington: 5,5

15 pt. (6/11), 4 rimbalzi, 4 rubate. Si vede nel confronto con Horford o Harris che è immaturo e ancora non sa usare appieno le sue potenzialità fisiche. Non corre nemmeno fluidamente come si dovrebbe fare nel basket e a rimbalzo c’è poco. Mette due bombe nel finale e recupera un pallone con la panca dei Sixers in campo. Forse un domani sarà un buonissimo giocatore ma per ora contro giocatori top level paga il fio in esperienza.

Cody Zeller: 7

24 pt., 7 rimbalzi, 1 rubata. 10/13 dal campo in 26:58. Partenza in sordina, poi assoluto protagonista del finale di secondo quarto quando gli Hornets chiudono sul +5 tra triple, teardrop, blocchi, buona guardia. Lo ignorano un po’ nel terzo non creando molto per lui e dai 17 punti del primo tempo sale poco nel punteggio. Con lui fuori si avvantaggiano ulteriormente i Sixers che chiudono la gara nettamente prima che rientri dal riposo in panca. +2 in plus/minus. Suo massimo di punti in stagione. Rimane sino quasi la fine poi Borrego gli risparmia gli scampoli.

Marvin Williams: 5,5

0 pt. (0/1), 2 rimbalzi, 1 stoppata. 15:07 in campo, -13. Quasi invisibile se non per una bella chiusura su Burke in seconda per la stoppata e un fallo di spalle rocambolesco che fa piroettare a terra Embiid. Ectoplasmatico quasi.

Devonte’ Graham: 6,5

19 pt., 10 rimbalzi, 1 rubata. 6/15 con 4/8 da tre punti. Mette su ancora discreti numeri ma la squadra perde. Doppia doppia in minutaggio da starter (33:39). Ormai come shooter è più affidabile di Bacon e Borrego gli da fiducia. Pela l’assist effetto entanglement per l’alley-oop di Monk. Non ha la bacchetta magica anche se nel finale contribuisce con una tripla a metter pressione ai 76ers. ¾ dalla linea, 2 TO, +9 in +/-.

Malik Monk: 6

15 pt. (4/8), 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 2/5 da tre punti. Nonostante la mano sinistra fasciata si ravviva dal punto di vista realizzativo dove il back-door e l’elevazione paurosa gli fanno sfruttare il perfetto lancio effetto entanglement di Graham, riesce a metter spazio tra sé e il difensore anche in entrata dimostrando sempre capacità atletiche e di coordinazione ma Korkmaz sull’altro lato gli segna da tre in faccia, gli scappa via (troppo aggressivo nell’occasione finisce per andare da una parte e l’attaccante dall’altra) per andare a mettere un floater e segna in back-door. Una sfida pari tra attacco e difesa ma speriamo continui così in attacco prestando un po’ più di attenzione in difesa.

Bismack Biyombo: 5

7 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Fatica a tener in mano palloni, specialmente in avvio di ultima frazione è in streaming. La palla è lì ma lui arriva dopo non accorgendosi di assist al bacio o mostrando lentezza pachidermica. Prima prende una mazzata sull’avambraccio da Embiid che lo manda in lunetta, poi è lui a commetter un onesto ma gratuito fallo che lo toglie dal campo nella prima parte, per il resto ovviamente segna punti solamente aggirandosi dalle parti del ferro tra dunk, piazzati e FT. -14 in 12:59. Lento e difesa nella seconda parte insufficiente.

Cody Martin: 6

5 pt. in 10:42. Non gli riesce di recuperare un pallone o un rimbalzo, difende comunque bene un paio di volte su Scott in avvio di ultimo quarto, poi nello scambio di veloci battute ha un paio di colpi d’arresto ma difende meglio di altri compagni anche se in serata si evidenzia per la prima tripla in NBA (regular season) con un 2/3 dal campo. L’altro canestro è uno spin da destra con appoggio in uno contro uno.

Coach James Borrego: 5,5

Ritarda troppo un time-out a inizio ultimo quarto secondo me. Charlotte a inizio dei due ultimi quarti non gioca con raziocinio e perde il confronto negli scambi, oltretutto metter Biyombo per troppo tempo ci danneggia perché il congolese a rimbalzo ripaga poco la fiducia ma soprattutto a livello difensivo/realizzativo è inferiore alla serata di Zeller. Ai limiti del mobbing non tentare MKG (la colpa è quella di aver firmato in estate come Biz e Williams ma esitando?) in serate come questa dove la pressione sulla palla stava dando buoni risultati. Triplisti dipendenti, è con quelle che accorciamo il divario, per il resto addolcisco il voto perché si nota come con i mezzi a disposizione i panzer avversari non si possano bloccare facilmente.

Game 9: Charlotte Hornets Vs New Orleans Pelicans 110-115

Intro

Vado al massimo

Michael Jordan ha un pensiero chiaro e deciso sul “Load Management” (gestione dei carichi/turnover).

“Sei pagato per giocare 82 partite.”
Steve Clifford, ex head coach degli Hornets e attuale capo allenatore degli Orlando Magic usa questa soluzione, un modus operandi che non risparmia nessuno sui back to back.
“Lo faccio da 20 anni, e giocare 82 partite era un segno di coraggio per molti ragazzi, c’erano sempre molti ragazzi che non volevano giocare.”
La storia si rifà alle polemiche sui Los Angeles Clippers che facendo riposare Kawhi Leonard per una partita contro i Milwaukee Bucks ha messo in allarme anche il portavoce della NBA Mike Bass sul fatto che la Lega accerterà eventuali violazioni (in teoria ogni squadra dovrebbe utilizzare il miglior quintetto disponibile).

Leonard però, dicono, al momento non sarebbe sufficientemente sano per giocare questo tipo di partite in questo momento.”
Leonard giocò solo 60 partite della stagione regolare come membro dei Toronto Raptors l’anno scorso e questo lo aiutò a mantenersi in salute per i playoffs con i risultati sotto gli occhi di tutti.

Hornets che quindi nella partita successiva a questa contro Phila, non dovrebbero seguir l’esempio Clippers, anche perché di playoffs non se ne parla anche se al momento siamo settimi a Est mentre i Pelicans in back to back vedremo che decideranno.

Molti fan Pelicans si lamentano di un coach, Gentry, in confusione.

Per Nola le aspettative di questa stagione sembravano medio/alte avendo pescato dal mazzo della lottery il n° 1 Zion che tuttavia con il suo infortunio ha lasciato aperta una breccia difensiva che gli altri team stanno sfruttando.

Charlotte potrebbe quindi giocarsi la partita anche se non ha grandi interessi in una stagione da tanking a farlo sebbene sia plausibile pensare che Jordan, con la stessa mentalità, direbbe ai giocatori di cercare di vincere.

New Orleans è sempre stata storicamente martoriata dagli infortuni e nella notte saranno out Zion Williamson, Lonzo Ball e Darius Miller.

Chi avrà più fame?

La voglia di rivalsa di NOLA per cercar di non prolungare questo pessimo inizio o la mentalità dura di Jordan che dovrebbe trasmettere ai resilienti (parola utilizzata da Borrego più volte nelle interviste) Hornets?

Analisi

Una partita come me la sarei aspettata, difese non proprio granitiche, ritmo veloce e tanti errori da TO.

Una partita punto a punto decisa nel finale con un parziale di 10-0 a favore degli ospiti propiziato dagli ex Lakers Hart e Ingram.

La maggior qualità avversaria alla fine è venuta fuori. J.J. Redick ha tenuto a galla la squadra dei cajun mentre per la prima volta quest’anno avrei qualcosa da imputare a Borrego che non ha provato a metter dentro Biz nel finale al posto di Zeller dopo una serie di rimbalzi lunghissima strappata dai Pelicans che per la cronaca su quell’azione, interrotta anche da un time-out di Gentry, non hanno segnato ma hanno comunque vinto contro una squadra apparsa meno reattiva nel finale nonostante le rotazioni.

Una difesa che sin dalle prime battute ha faticato a contenere gli attacchi dei Pelicans ha finito per abdicare nel crunch time, falcidiata da 4 triple esiziali.

Al massimo andavano i Pels nel finale mentre Charlotte domani avrà un back t back a Philadelphia che potrebbe far imboccare agli Hornets la strada del tanking sul probabile 4-6…

A favore degli Hornets ci sono i minor TO 21contro 26 (comunque un’enormità pur accettando lo scambio su ritmi veloci), gli assist (25-25), i liberi con relativa percentuale (26/34, 76,5% CHA, 21/30 70,0% NOP), mentre i rimbalzi la squadra della Big Easy li ha ribaltati nel finale vincendo 42-45, NOLA sopra anche nelle stoppate (2-6) e nelle rubate (10-13) nonostante sia il massimo complessivo stagionale per Charlotte.

E’ al tiro però che New Orleans vince la gara: 40,9% per gli Hornets contro il 53,3% con il 34,3% da 3 vs il 42,4% dei Pels.

Un peccato perdere in questa maniera uscendo di scena velocemente nel finale ma teoricamente sapevamo che gli Hornets sono questi.

Dispiace soprattutto che il debutto con la splendida vintage viola sia stato negativo e chissà se Jordan ricorderà ai giocatori che sono pagati per giocare possibili 48 minuti ora…

La partita

Starting Five

Jrue Holiday (12 pt. +11 assist), J.J. Redick (22 pt.), Ingram (25 pt.), Kenrich Williams (15 pt.) e Favors (10 pt. + 10 rimbalzi) per New Orleans agli ordini di Gentry.

Dalla panchina Hart con 10 pt. e 7 rimbalzi mentre Melli chiuderà con 3 pt. e un canestro da tre dato per buono e annullato successivamente.

Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller per Charlotte costituiva il solito starting five.

Time-out con lancio di t-shirt nell’ultimo quarto.

1° quarto:

Nonostante il revival dedicato alla stupenda maglia viola originale, sul parquet vintage gli Hornets partono male.

Colpiti subitaneamente da un reverse layup di Holiday e da una tripla di Ingram a 11:14 si salvavano su due tiri liberi mancati dallo stesso ex Lakers (procurati scappando a Miles sulla linea di fondo) così era Miles con un runner hook vs Favors a sbloccare lo zero in casella per Charlotte a 9:48.

Bacon con un difficile fade-away facendo roteare involontariamente e lentamente la sfera sull’anello interno la vedeva magneticamente entrate per il 4-5 ma si era colpiti subito (9:04) da una tripla di K. Williams per il 4-8 mentre a 8:55 Charlotte beneficiava di un tecnico a favore per 3 secondi difensivi in area di NOLA.

La difesa di New Orleans sporcava un paio di palloni costringendo Charlotte a prender una brutta soluzione allo scadere, ciò favoriva J.J. Redick e la sua tripla in transizione per il 5-11.

Gli Hornets stentavano a trovare facilità nella realizzazione riuscendo a muover il risultato a sette punti con un ½ di P.J. E con un tecnico fischiato a Gentry (posizione del tallone di J.J. Redick sul tiro da tre dubbia) di Rozier, tutto dalla linea dei liberi.

A 7:20 Bridges uscendo dall’area prendeva e segnava una tripla ma Favors, liberato da Ingram, schiacciava indisturbato il 10-13.

Graham con un gran bound pass verticale pompato per P.J. assistiva la jam del compagno, poi arrivando da dietro Miles preservava il risultato sul possibile tocco a canestro di Favors e Rozier avvantaggiandosi con il terzo tecnico contro NOLA (2^ chiamata per tre secondi in area) a 5:50 portava il risultato sul 13-15.

NOLA tentava di scappare mettendo altri tre punti tra le squadre ma un mini parziale di Charlotte di 5-0 (altro assist di Graham per P.J. per un two and one, un ½ di Graham dalla lunetta e altra P..J.am su assist di Graham) trascinava la squadra per la prima volta in serata avanti sul 19-18.

Ingram con un gancetto riportava gli ospiti sopra, Graham in transizione cambiava la squadra leader ma una bomba di Alexander-Walker consentiva di stabilizzare il vantaggio a favore della squadra della Louisiana fino a 1:50 dalla fine del primo quando Marvin Williams affondando due FT per fallo di Alexander-Walker generava il 26 pari.

NOLA con una correzione di Ingram e una tripla di Hart da second chance metteva 5 punti tra le squadre, Martin a :43.4 appoggiava al vetro in corsa in transizione ma Alexander-Walker in appoggio chiudeva il quarto sul 28-33.

Graham ascolta i consigli di Borrego. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.
Ingram prova a battere Bridges in entrata.

2° quarto:

Partiva con due TO l’avvio di periodo dei Calabroni mentre nel mezzo era data inizialmente buona una tripla di Melli che verrà cancellata all’intervallo successivo per un fuori dell’italiano.

Toccava a Cody con una runner dunk a 10:56 segnare i primi due punti della frazione mentre i compagni della panca come Monk (2 al vetro) e Graham (tripla dopo una stoppata su P.J. in mischia) procuravano il comeback sul 35-36.

Rimonta che non si arrestava dopo la pausa chiamata a 9:29 da Gentry perché come descritto precedentemente sparivano i tre punti di Melli e Monk si dimostrava fedele al soprannome di God of dunk sparando una mina a una mano su alzata di Graham e con la difesa dei Pellicani sotto shock, Martin tirava giù una bimane appesa che costringeva il coach dei Pels a una seconda chiamata in time-out.

41-33, Biz controllava bene Holiday un paio di volte ma J.J. Redick dava la sveglia ai suoi con una tripla a 5:27, Rozier replicava alla pari ma Favors e aggiungeva due, Ingram (4:32) produceva un two and one con l’euro-step (fallo Bridges accennato) ed ecco gli ex Hornets sul -1 (44-43).

Da una second chance per Charlotte ecco spuntare la tripla di Bacon e dopo una stoppata di Biz su Favors, Graham correndo dall’altra parte sganciava la tripla del 50-43.

Abile J.J. Redick a fintare su Miles che abboccando alla tripla regalava a uno dei migliori tiratori di liberi tre punti.

Graham con un 2/2 dalla lunetta a 3:15 per un Moore foul ci dava un +6 tagliato da un’altra bombarda di J.J. Redick (52-49).

Seconda tripla consecutiva per Bacon a 2:18 a dunk a una mano per Martin a 1:42 su transizione e bound pass di Rozier.

J.J. Mancava un semplice layup in solitaria ma Hayes recupererà in layup durante un’azione successiva.

P.J. e Jrue si scambiavano un 2/2 ai liberi ma a :01.1 Graham imitava l’astuzia precedente di J.J. Facendo saltar dentro il suo cilindro Hayes partendo per la tripla: 2/3 e chiusura primo tempo sul 61-55.

Uno stacchetto delle Honey Bees all’intervallo con i top realizzati sul modello della jersey vintage viola.

3° quarto:

P.J. Usciva subito dopo un allungo per un dolore alla caviglia sinistra, K. Williams subiva fallo ma Gentry incassava uno 0/2 dalla lunetta dal so lungo.

A 11:20 Rozier spingeva sul massimo vantaggio i viola con la tripla del 64-55 ma J.J. Redick dai 9 metri recupererà 3 punti, Marvin imbottigliandosi nel traffico commetteva un TO punito da Holiday.

A Rozier era annullato un bell’hook dopo aver spinto per riprendersi la palla e New Orleans pescando nel corner sinistro K. Williams risaliva sul -1 grazie al parziale di 0-8…

A far passare momentaneamente i brividi ci pensava Miles che segnava provvidenzialmente una tripla a 8:47 anche se Favors con due punti faceva rimanere a stretto contatto la squadra della Louisiana.

Si rimaneva lì sino a un two and one di Cody a 7:20 con la difesa di NOLA un po’ molle e spiazzata (72-67).

Sempre Zeller ne aggiungeva due per il +7 a 6:25 ma J.J. Redick in uno vs uno su Bacon si inventava la tripla dell’escape dribble creando per sé stesso…

Rozier in appoggio modello Torre di Pisa appoggiava di sinistra fuori equilibrio mentre la Big Easy accorciava di due ma J.J. Redick commetteva il 4° TO.

Da due brutti passaggi (Bacon in uscita e lob di Graham) nascevano 4 punti per la squadra di Gentry che agganciava il risultato di 76 pari a 2:52 dalla fine del terzo.

Dopo il time-out di Borrego, Monk ripartiva con la tripla sfruttando il nono assist di Graham ma due punti di Hayes e uno di Ingram riportavano i Pels in equilibrio.

Pick and roll stretto tra Martin e Biz con il congolese che volava a schiacciare, altro TO per NOLA e doppio ½ di P.J. Washington e Biz dalla lunetta per il +3 manonostante Graham segnasse la tripla buzzer beater rim/glass per l’86-81, NOLA rimaneva in scia.

Monk in schiacciata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

La squadra di Gentry accorciava subito al -3, Monk mancava il tempo del passaggio sulla transizione facendo errare Martin al tocco volante, Hart con lo scoop metteva dentro l’86-85.

Martin in entrata si procurava due liberi splittandoli, Ingram pareggiava ma si era già dall’altra parte con la camera che riprendeva solo l’appoggio di Martin in layup per l’89-87.

I passi di Martin costavano il 22° TO a Charlotte contro i 24 dei Pelicans e si continuava con i Pelicans pronti a pareggiare con Favors e gli Hornets a riportarsi sopra in qualche maniera (spin di Cody e alzata da due centimetri dal ferro in uno contro uno in qualche modo).

Jackson, Hornets come draft, pareggiava dalla lunetta, poi era lo stesso Jackson a commettere il fallo che manderà sempre in bonus successivamente Charlotte ma a Bacon non serviva la lunetta perché alzandosi in fade-away nel reticolato esagonale del pitturato realizzava il 93-91.

Un pull-up di Moore alle pendici del post basso sx ed era ancora pari.
Bacon in schiacciata da transizione colpiva così come J.J. Redick e si tornava in equilibrio a quota 95.

Gli Hornets però non raggiungevano quota 100 per primi, uno scherzetto alla Fornero ed ecco il black-out in attacco a cui corrispondeva anche una fase nella quale i Pelicans si portavano avanti a 5:02 dalla fine con la tripla di Hart dalla diagonale destra.

Charlotte riusciva a difendersi in questa fase ma lasciava una marea d rimbalzi offensivi ai Pels che, bontà loro continuando a sbagliare tiri sulla medesima azione prolungata inducevano Gentry a chiamare un time-out.

Borrego lasciava dentro Zeller invece di tentare con Biz e dopo un altro tiro corto di Ingram, sull’azione seguente era lo stesso a 3:18 a segnare con una bomba esiziale.

Massimo vantaggio per NOLA (95-101) che credeva di poter fissare ormai a sei i lead change.

Ingram dal palleggio si girava nel pitturato battendo Miles (0-10 di parziale) che si rifaceva in layup dopo lo spin ma un paio di errori da tre di Graham e Rozier condannavano Charlotte ce, incassata la tripla del 99-109 da Ingram, tentava disperatamente di riprendersi contro il tempo riuscendo ad accorciare con una serie di liberi e la saetta finale di Rozier a 9 secondi dalla fine ma era il 110-115 finale.

Gli Hornets si risparmiavano il prolungamento della gara rinunciando al fallo, pronti per la doccia e a imbarcarsi per Philadelphia per il tomorrow game in Philadelphia.

Le pagelle

Terry Rozier: 6

18 pt., 5 rimbalzi, 6 assist. 5/14 FG, 3 TO. Onesta partita. Non eccezionale ma mette su numeri in proporzione ai 32 minuti e spiccioli passati sul parquet. Forza un tiro nel finale ma c’era poco tempo. Deve essere più concreto anche se in serata trova un paio di buone entrate, segna anche un bel canestro dalla sinistra ma viene annullato per una sua spinta precedente.

Dwayne Bacon: 6

12 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata. 5/11 dal campo. Piàù concreto di Rozier, mette due bombe di seguito e si fa notare anche per due fade-away non semplici. Atletico, nel finale, oltre alla dunk ci sono un paio di forzature ma la prova è sufficiente, sebbene da un passaggio affrettato in uscita (4 TO) per andare in transizione, nasca poi un canestro di Holiday che riporterà a stretto contatto NOLA.

Miles Bridges: 6,5

12 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Bel rim protector quando si stacca da Holiday che passa in verticale a Favors, leggermente rallentato dagli altri Hornets sotto sul tocco ravvicinato ma si vede piombare Miles addosso che lo stoppa. Di contro abbocca a una finta vistosa di J.J. Redick e concede tre FT. 5/11 dal campo e un solo TO. Forse a rimbalzo potrebbe far di più ma è più equilibrato in serata e un paio di volte mete le triple che ci spingono oltre i recuperi d NOLA. Non gli riesce la medesima cosa nel momento più importante purtroppo. Dall’altra parte Ingram fa di più ma gli Hornets sembrano un po’ più corali e fast.

P.J. Washington: 5,5

10 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 2 TO. Inesperienza, In area non riesce a liberarsi dei tentacoli dei vari difensori che lo avvinghiano finendo per sbagliare troppo (3/9 FG). Non prende tiri da tre ma f 4/5 dalla lunetta. Un dolore alla caviglia sinistra lo toglie dal campo a inizio terzo quarto. Si riprende e rientra dopo esser andato negli spogliatoi ma non sembra molto lui poi.

Cody Zeller: 5,5

10 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Ha dei buoni periodi nel match riuscendo ad afferrare qualche rimbalzo e a segnare ma nel finale non aiuta per nulla. 2 TO, un -13 di +/-, uguale a Bacon.

Devonte’ Graham: 6,5

24 pt., 5 rimbalzi, 10 assist, 2 rubate. 5/14 dal campo, deve tirare meglio anche se da tre fa 4/10 ma ne manca un paio nel momento decisivo. Assist spettacolari anche se dopo i 9 frena. Riesce a trovare il tempo in corsa per un passaggio veloce. Belli i bound ma non solo, quando si accinge all’entrata, se va in esitazione, difficile poi non fermarlo con il fallo (10/13 dalla lunetta). Dipende dalle aspettative. Chiedergli di più di una buona doppia doppia è difficile, magari meno TO (4) con passaggi un po’ così come il lob per P.J. Washington intercettato e utilizzato per il apri dagli avversari.

Marvin Williams: 5,5

2 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. Marginalissimo in attacco, fa densità in difesa ma anche 0/3 dal campo realizzando i due liberi assegnati.

Malik Monk: 6

9 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Una dunk a una mano paurosa, tuttavia, nonostante alcuni buoni tiri, Monk rimane un po’ nel limbo sbagliando quando conta. 4/8 dal campo, 2 TO in 19:14.

Bismack Biyombo: 6

4 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata in 11:54. ¼ dal campo mancando un gancetto, 2/4 dalla lunetta ma il +11 è anche merito di Biz che in difesa contenendo un paio di volte Holiday favoriva una delle fasi migliori per Charlotte. Lo sappiamo… poca tecnica e tocco rivedibile ma io l’avrei messo nel finale quando i rimbalzi piovevano nelle mani i NOLA. Vero è che New Orleans la risolve con il tiro da fuori ma la sua presenza avrebbe forse stabilizzato meglio i close-out sull’arco.

Cody Martin: 6,5

9 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 4/7 dal campo, 1 TO. Anche se sembra meno efficace di altre volte, rimane un discreto difensore anche se prende una tripla in faccia appena entrato. Una bimane spettacolare nel momento di vuoto di NOLA. Bello e utile l’assist stretto per il pick and roll di Biz. +6 in plus/minus…

Coach James Borrego: 5

TO a raffica, incapacità di fermare gli avversari in difesa e la scelta di tener Zeller in campo al posto di Biz nel finale. Questa volta, nonostante le difficoltà di un roster non formidabile, ha qualche macchia.

New Orleans Pelicans: Holiday 6,5, J.J. Redick 7, Ingram 7,5, K. Willaims 7, Favors 6,5, Hayes 6, F. Jackson 5,5, Alexaner-Walker 5,5, Melli 5, Hart 7, Moore 6. Coach Gentry 6.

Game 8: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 87-108

Intro

Bandiera Bianca

Vorrei raccontarvi di un mondo da favola dove le bandiere rimangono lì, fisse ed eterne al proprio posto invece le bandiere si scoloriscono e deteriorano.

Sulla Luna, le bandiere piantate dagli astronauti americani tra il 1969 e il 1972, secondo alcuni studi, saranno divenute molto probabilmente bianche.

Le flag a stelle e strisce furono realizzate in rayon per un costo attuale che sarebbe di circa 30 euro.

Considerando che le sei bandiere piantate tra il 1969 e il 1972 sono state bombardate per decenni da un potente, scintillante flusso solare, è altresì scontato realizzare che i letali raggi ultravioletti (non assorbiti completamente nemmeno dall’atmosfera terrestre) abbiano stinto completamente quel simbolo della potenza americana che fu.

Le stelle e strisce si stanno lentamente disintegrando, segno dei tempi che mutano, delle bandiere bianche divenute simbolo di resa a fattori esterni più potenti.

In estate l’abbagliante mercato NBA ha trascinato Kemba, ex re della Buzz City a Boston.

Walker si è arreso alla costante esposizione del nulla, abdicando al suo ruolo di giocatore simbolo.

Va ringraziato per il passato ma a poche ore dalla palla a due tutto il sostegno del popolo teal & purple va ai ragazzi che tenteranno di difendere i nostri colori, cercando di non farli stingere, anche perché, è divertente vedere come un team dato da tutti come uno dei peggiori della lega attualmente (l’avevamo scritto tutti) sia, per un motivo o per l’altro (calendario, qualche assenza nelle fila avversarie) lì sul 4-3 al sesto posto nella Eastern Conference.

Analisi

Vince Boston senza patemi.

Lo starting five a disposizione si Stevens è migliore e nel duello Walker-Rozier, rimasto sullo sfondo, il secondo sfigura in serata con una pessima prestazione.

Lo segue quasi tutta la squadra che alla fine commetterà 20 pesanti TO contro i 12 di Boston che con una difesa fisica e attenta influisce sulla statistica.

Già da metà secondo quarto la gara è saldamente in mano ai Leprechaun anche se un break di 8-0 Hornets a cavallo tra il primo e il secondo tempo riavvicina Charlotte sul -7.

52-49 a rimbalzo e un 29-21 negli assist. Liberi 15/21 CHA, 18/23 BOS. Charlotte tira con il 38,4% contro il 43,0% ma è lo scandaloso 19,4% da tre punti (6/31) a condannarla in parte.

Servono a poco le 9 stoppate contro le 5 avversarie (il solo P.J. Le pareggia) perché Boston muove meglio la palla o si scherma meglio per tiri e penetrazioni.

Borrego prova a cambiare un po’ di volte i quintetti ma così facendo scende un po’ l’intesa, insomma, Charlotte ci prova ma non ha i mezzi e nonostante la resilienza alza bandiera bianca quando nel terzo quarto i Celtics vanno su vantaggi nell’ordine della ventina di punti.

Buona e calorosa l’accoglienza per Kemba Walker, applaudito,, sotto gli occhi di Mama Walker con la maglia del figlio in versione Celtics (sarebbe stata meglio la old version) e coach Larry Brown.

Charlotte ora gira sul 4-4 in classifica attendendo il derby domenicale (per noi) con i Pelicans, sempre allo Spectrum Center.

La partita

Starting Five

Boston scendeva sul parquet dello Spectrum Center con: Walker (14 pt. dopo una partenza slow), Brown (12 pt.), Hayward (20 pt. + 10 rimb.), Tatum 23 pt. + 9 rimb.), Theis (5 pt., out Kanter).

Hornets con Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

1° quarto:

La partita cominciava con il primo possesso dei Celtics e palla portata avanti da Kemba Walker che tentando di finire in reverse layup era impreciso, Bridges in attacco si faceva toccar corto il passaggio ma sulla fuga di Brown rimediava in stoppata per poi andare anche a conquistare un primo rimbalzo offensivo di Charlotte che ne aveva bisogno di un secondo prima di vedere P.J. Washington segnar da fuori a 10:55 dopo aver tentato di schiacciare a una mano (sul ferro).

A 10:25 Theis su una seconda chance correggeva il suo primo errore con il tiro dalla media poi gli Hornets con un jumper in ritmo di Bacon dalla baseline destra e una runner in diagonale della nostra guardia tiratrice piombavano sul 7-2 ma Boston si risvegliava pareggiando con Hayward (two and one in transizione)a 7:47 prima di passare in vantaggio con Theis.

Bridges pescava il pari ma l’inerzia del momento pareva ormai con Boston, infatti, Brown realizzava con il pull-up dal post basso e Smart da tre mandava i Celtics sul +5 (11-16).

Smart pescava con il bound pass diagonale il taglio di Hayward centrale: due punti facili in appoggio inseguito da Bridges…

Era sempre l’ex Jazz a dare soddisfazioni ai verdi realizzando da sotto dopo aver ricevuto un lob sotto e a 4:05 in transizione mettendo dentro altri due punti costringeva Borrego al time-out sull’11-20.

Charlotte ci provava a sbloccarsi ed era Bridges a toccar dentro un tiro mancato da Biz ma a 3:34 arrivavano 3 FT per Walker toccato da Marvin.

3/3, Hornets in confusione e altri due punti per Hayward in layup su una rimessa offensiva diretta dal fondo.

Il nostro Williams mancava un runner ma dopo un avventuroso recupero rimediava segnando da sotto.

Sul 17-28 Graham mostrava un ottimo pezzo del suo repertorio; entrata veloce, galleggiamento a contatto con Smart in area ed estensione del braccio in scoop a contatto per un two and one che ci riportava sul -8 (20-28).

Tatum però sfruttava un mismatch con bravura: pump fake in rotazione e Monk saltando commetteva fallo a contatto pur cercando di spostarsi.

Canestro ma FT mancato e finale sul 20-30.

P.J. and Miles il Dynamic Duo di Charlotte. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Primo possesso mal gestito da Charlotte che si salvava con Biyombo in stoppata sul reverse di Tatum, Charlotte però non trovava il ritmo venendo colpita da un jumper di Tatum e da un’entrata di Brown con un Biz troppo alto e lento sulle sue tracce.

Marvin metteva dentro in reverse e Bacon andava a stoppare Edwards ma dopo una palla persa da Dwayne, ancora un Biz fuori dalla sua zona, cedeva il passo a Brown in entrata.

P.J. A 8:43 con il marchio di fabbrica, bump and hook seccava Brown che concedendo anche il libero dava modo a Charlotte di riportarsi sul -11 (25-36), Hornets lontanissimi che recuperavano i successivi due punti di Tatum con Zeller ma che trovavano in Rozier un infiltrato (0 pt. con 0/6 al tiro e 2 palle perse nel primo tempo) che dava il peggio di sé in questa fase, senza nemmeno Kemba in campo.

A 6:25 ci pensava Bridges dal post basso destro a sfruttare il mismatch con Edwards e Graham da tre punti regalava il -6 (32-38).

Gli Hornets subivano un 1-2 con ½ di Theis dalla lunetta e venendo colpiti in transizione da Brown su assist di Kemba dopo un’altra balorda iniziativa di Scary.

Charlotte però era dura a morire e segnando da tre con Bridges, fluido e morbido, salvavano due punti con P.J. Washington a cancellare Brown al ferro mentre su un assist saltato di Graham saltava anche la difesa dei Leprechaun che incassava una tomahawk jam di Miles per il 37-41.

Il time-out di Boston sembrava non servire perché Cody conteneva bene Smart ma sull’altro fronte Zeller si complicava la vita fallendo il tocco da sotto del -2, facile…

Boston tornava a corree con due FT (fallo Rozier), Brown in appoggio di sinistro, al che era inserito Martin (2:06) anche se gli effetti, non per colpa sua, tardavano ad arrivare.

I jumper di Hayward su Zeller (punta sx del pitturato) e di Tatum da tre su Graham (close-out senza forza) davano a coach Stevens altri 5 punti da mettere in stiva e a 1:22 gli ospiti schizzando sul 37-50 ipotecavano già la prima frazione da 24 minuti.

Per un fallo su Tatum di P.J. I Celtics andavano sul +15 ma fortunatamente un’ultima fiammata degli Hornets in extremis riduceva lo scarto: Martin tagliava in diagonale su Hayward andando a fulminare con la destra Robert Williams III.

Una schiacciata impressionante per potenza, velocità e coordinazione che entrerà sicuramente nella top ten dell’anno…

Graham aveva ancora il tempo per una tripla frontale e i Calabroni si affacciavano al secondo tempo sul -9 (43-52).

Le Honey Bees in serata pronte allo stacchetto.

3° quarto:

Rozier metteva dentro dal bordo sinistro ravvicinato dell’area i suoi primi due punti, Hayward rispondeva zigzagando oltre i blocchi per un tiro dal mezzo del pitturato che rimbalzando sui bordi dell’anello morbidamente s’inabissava dentro la retina.

Rozier e Zeller in attacco andavano a vuoto, Hayward no, Miles era stoppato da Tatum che sull’azione offensiva da destra realizzava la tripla a 9:32.

Il brutto momento di Charlotte portava a un parziale di 1-11 che Brown chiudeva su assist di Kemba anche se su una transizione viziata da un mancato fischio per un fallo su Rozier in entrata.

A 8:10, sul 46-63 Borrego optava per un time-out necessario.

Marvin con un colpo da veterano dal post basso batteva Hayward guadagnando il libero addizionale oltre i due punti.

Il gioco da tre dava un po’ di spinta a Charlotte perché P.J. Stoppava Tatum che per proteste incassava anche un libero contro da Rozier, Graham a 6:08 realizzava due FT, mentre Smart spingendo via Rozier con il sinistro in attacco andava in panchina essendo giunto al quinto fallo.

Tatum con un open 3 ampliava il divario a 15 punti, Marvin a 4:32 replicando in floater faceva girare il mega-schermo sul 56-69 con un 27-5 nei punti panchina a favore di Charlotte.

Il problema era che si svegliava anche Kemba che segnando da tre punti alternava il funzionamento play centro visto che anche R. Williams favoriva i suoi più tardi con un rimbalzo dal quale nasceva la second chance sfruttata da Wanamaker con tre punti.

61-80, partita chiaramente chiusa con botta e risposta tra i due team che chiudevano con una tripla di Tatum e un alley-oop splendido di Martin a 9 decimi dalla sirena (Graham lancio perfetto) per il 67-85.

Monk e Walker in serata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

I 18 punti di vantaggio permettevano a Boston di giocare con diversi rincalzi senza subire il rientro, Borrego provava a cambiare quintetti ma non si otteneva molto se dal 74-90 realizzato da Biz, dopo una tripla di Bacon dalla destra si passava al 77-95.

A metà quarto anche gli Hornets gettavano in campo i panchinari stagnanti e nel tutti dentro appassionatamente si arrivava alla fine sull’87-108 con qualche lampo di vana gloria per i singoli da ambo le parti.

Le pagelle

Terry Rozier: 3

3 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Primo tempo chiuso a 0 punti, finale da 1/11 dal campo… Scary ma per i fan degli Hornets che perde 4 palloni e non gli fischiano anche un fallo a favore ma è nettamente fuori giri e da sue scelte sbagliate nascono alcune transizioni letali degli ospiti. Peggio di così difficile fare e quindi auguriamoci che contro squadre dove non ha giocato non faccia la figura dell’infiltrato.

Dwayne Bacon: 5

8 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Gioca 21:09 con un po’ di difficoltà al tiro (3/9 FG) e commettendo 3 TO. Anche lui in ombra.

Miles Bridges: 6

18 pt., 10 rimbalzi, 1 assist. 8/14 dal campo ma 4 TO e una difesa che non sempre convince anche perché se gli capita Tatum è dura. A ogni modo va in doppia doppia ed è uno dei più positivi in una serata da quasi subito parsa storta. Una bella dunk e un buon 2/5 da fuori.

P.J. Washington: 5,5

4 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 5 stoppate. 1/8 dal campo, 2/3 ai liberi, 1 solo TO ma 3 falli spendibile meglio quello su Smart nell’ultimo quarto. Non una grande prestazione ma a ogni modo, nonostante debba chiaramente maturare, ha buoni movimenti ma e si stoppa rischia la stoppata come gli è capitato, in compenso è uno scudo sul tentativo di tiro degli avversari. Da incorniciare un paio di stoppate rifilate a Hayward e Tatum e rimane attivo.

Cody Zeller: 5

5 pt., 10 rimbalzi, 1 assist. Non riesce dare difesa a Charlotte, prende diversi rimbalzi semplici pulendo l’area ma senza nessuno intorno. Non esattamente un magnete e il -17 conferma che non riesce dare equilibrio.

Devonte’ Graham: 5,5

15 pt., 4 rimbalzi, 9 assist, 2 rubate. Quando hanno chiesto a Kemba ha detto che vede le gare di Charlotte se non gioca in contemporanea ed è contento per Devonte’ il quale gli ha rubato un paio di movimenti ed effettivamente fornisce assist lampo, anche saltati e da tre può colpire. Sfortunatamente da oltre l’arco non è in serata e fa 2/10. Un po’ di timore reverenziale nei confronti di Kemba fa bene quando attacca il lungo o altri difensore. Capolavoro il two and one in entrata su Smart. Commette un paio di TO e fa la sua partita senza riuscire a dare la scossa con un 5/14 dal campo ma favorendo i compagni.

Marvin Williams: 6,5

9 pt. (4/7), 4 rimbalzi, 1 rubata. 17:35 in campo. Non è facile se gioca senza centro, se gli mettono vicino Biz è strano comunque discreta gara. Non chiedetegli di fare miracoli ma h esperienza e la sfrutta contro un team fisico. Bel two and one su Hayward.

Bismack Biyombo: 5,5

8 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata (sul reverse di Tatum). Se la palla viaggia a livello del parquet in mischia o a due è persa, in compenso sotto canestro riesce spesso a mettere nel cesto la palla. Gioca 14:24 ma non cambia la partita, anzi, nel primo tempo esce perché va a prender alti avversari più veloci e viene fulminato un paio di volte in entrata.

Cody Martin: 7

7 pt., 3 assist, 3 rimbalzi, 2 rubate. Rimarranno negli occhi l’incredibile schiacciata su Robert Williams e l’alley-oop in chiusura di terzo quarto come highlights di serata per Charlotte. 2/4 dal campo, nessun TO, un solo fallo speso e recupera una palla a Walker inducendolo in traveling. Mistero che entri solo a 2:06 dalla fine del primo tempo con i Celtics già avanti.

Malik Monk: 5,5

4 punti, 2 assist in 21:36. 1/3 dal campo, 2 TO e 2 falli commessi. Bello il floater in entrata a rubar il tempo alla difesa e poi due liberi per una gara giocata un po’ ai margini offensivamente. In difesa sembra andare meglio rispetto a prestazioni scadenti.

Willy Hernangomez: 6

5 pt., 1 stoppata. Attivo nel garbage time inizia con tre azioni pessime inanellandone una peggio dell’altra perdendo palloni (gliene vine addebitato uno), anche se sulla seconda azione, è talmente rischioso il passaggio che nemmeno Houdini l’avrebbe accettato. Si rifà con una tripla dalla diag. dx e una schiacciata appesa a una mano.

Caleb Martin: s.v.

1 pt. (0/1 FG), 1 rimbalzo in 6:10. 1 TO, ½ ai liberi. FT ottenuti in entrata dopo uno scambio prolungato con il fratello Cody. Garbage time per lui.

Coach James Borrego: 5,5

Poco poteva fare contro una squadra fisica. Prova diversi quintetti ma poco funziona se la qualità di certi interpreti è quella. Si sarebbe dovuto toglier prima Rozier senza guardar in faccia a nessuno e magari provare Williams e Martin per più tempo ma Boston gioca bene muovendo la palla e fisicamente è più forte anche se la coppia P.J. E Miles atleticamente si fa valere in diverse circostanze. A furia di girare i quintetti alla fine arrivano troppi TO (ci sarebbero stati ugualmente) e la difesa ogni tanto è mal esposta a tiri (vedi il wide open di Tatum dal centro-destra con P.J. Arretrato e il raddoppio sul portatore di palla). Squadra resiliente ma non rientra più in gara dopo aver recuperato nel secondo quarto.

Game 7: Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 122-120 (OT)

Intro

Per essere una squadra uscita dall’estate senza gioiose prospettive immediate di vittoria, gli Hornets stanno ottenendo più successi di quel che si pensava.

I ragazzi di coach Borrego non hanno potuto competere con squadre più attrezzate ma hanno sfruttato al massimo le occasioni alla portata che si sono “offerte” loro.

Piuttosto ironico per una squadra che dovrebbe tankare, per questo in codesta intro sarò breve lasciando alle pagelle finali il compito di fare un trait d’union tra i nostri giocatori e dei personaggi strambi o ironici del mondo dei fumetti.

Analisi

Sulla pista del BizHornets

A fine terzo quarto sto pensando che la gara è praticamente persa e Michael Jordan in panchina scuote la testa per il riallontanrsi dei Pacers, sempre stati avanti in serata sino a quel momento…

I Calabroni sono sotto di 14 punti mentre a fine 1° quarto erano sotto di 15 (20-35).

Un pessimo inizio con un parziale di 0-14 preso in faccia condiziona la sfida tra le due squadre e Indiana, anche se priva di Oladipo, Sabonis e Turner, crede di poter portare a casa agevolmente la sfida.

Ciò che non calcola è che, sospinta dallo Spectrum Center, la giovane compagine di Borrego, con un Biz in più, entrato a inizio ultimo periodo, rolla fino al decollo trasformando il -14 in un +6 quando un irrefrenabile Graham, scagliando l’ennesima saetta da dietro l’arco, regalava il +6 (102-96).

Gli Hornets però non chiudevano la gara dalla lunetta (enorme superiorità con 28/42 contro il 6/7 avversario) e i Pacers, con qualche canestro sui generis, compreso uno stupendo 360° nel pitturato di Lamb contro Graham (non che il tap-in in caduta di Biyombo poco prima fosse meno particolare) arrivavano a pareggiare a quota 113 (Brogdon con un appoggio facile mentre a Martin stava uscendo una scarpa).

Nell’OT Graham mostrava i muscoli ma l’ex Lamb pareggiava con un FT jumper a :05.2 dal termine (120-120).

Le intuizioni di Borrego (Biz e Graham generavano il fallo in chiusura sulla linea dei tre punti di Sampson) portavano alla vittoria Charlotte che sfruttava ancora una volta la sorte.

Le assenze dei Pacers sono state determinanti per il risultato ma gli Hornets sono stati bravi a fare il loro gioco generando un generoso comeback che li porta oggi sul 4-3 in classifica e taglia la striscia di 3 vittorie dei Pacers.

Charlotte si trova dunque in una strana e imprevedibile posizione di classifica, vedremo come proseguirà l’annata…

A livello statistico gli Hornets vanno sotto in rimbalzi: 37-43, assist con un 22-27, compensato dai numerosi FT per gli Hornets e al tiro dal campo con il 47,7% contro l’alto 54,3% degli avversari (32,3% da fuori contro il 40,0%) ma vincono nelle rubate 7-5 e commettono meno TO dopo esser partiti male (13-18).

Strana partita con il vantaggio di poter non marcare (lasciare largo e libero) l’innocuo Bitadze.

Borrego lo capisce e si concentra su raddoppi e densità difensiva.

Gli Hornets hanno altri pericoli sui quali concentrarsi: uno è T.J. Warren che chiuderà con 33 punti dal campo, frutto di un 15/18, Brogdon è un’altra spina nel fianco con 31 mentre Lamb chiuderà con 18.

Nessun altro dei Pacers raggiungerà la doppia cifra, compreso un promettente McDermott che si spegne alla distanza mentre Bitadze chiuderà con 11 rimbalzi e 4 stoppate ma resterà uno dei peggiori dei suoi anche se per ora rimane il prototipo di giocatore all’opposto di quelli tutelati modello W.W.F. dalla NBA…

La partita

Starting Five

Brogdon, Lamb, T.J. Warren, Sampson e Goga Bitadze per Indy, i soliti 5: Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller per Charlotte.

Rozier finirà con 22 punti. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

1° quarto:

Dopo un paio di azioni a vuoto per parte T.J. Warren, lanciato in transizione, trovava il tempo per appoggiare lo 0-2.

Il pari lo trovava a 10:39 Rozier, passato oltre il blocco di Zeller, lasciato lì Lamb, con il pull-up dalla media.

Bacon mancava un layup e Lamb faceva secca la difesa di Charlotte con la tripla dalla diagonale sinistra.

Cody con un fade-away in post basso destro ci riavvicinava, Warren in entrata rilasciava un tiro vincente fuori equilibrio nel pitturato e Zeller con due liberi ci riagganciava nuovamente sul 6-7 a 8:29.

Il problema è che Indiana piazzava un parzialone di 0-14 fatto di buone scelte in attacco, di contro gli Hornets prendevano brutti tiri, scarichi e perdevano troppi palloni…

La tripla di Brogdon del 6-10 per l’inizio parziale e la conclusione dalla sinistra piazzata di T.J. Warren costituivano l’alpha e l’omega della fuga portando sul 6-21 la gara.

Bridges si scontrava in volo con il muro davanti al semicerchio ma rilasciando la sfera trovava comunque il canestro per interrompere il momento negativo.

Bitadze da second chance infilava in gancetto e Brogdon con un jumper frontale realizzava l’8-25.

Rozier realizzava due FT, l’ex Lamb un piazzato e le distanze, rimanendo sull’ordine dei 15 punti, non esaltavano i fan che si rianimavano sull’assist pass dribble di Graham per la jam di P.J..

A 2:42 un rimbalzo amichevole per Monk ci regalava altri due punti mentre lo stesso Monk, fornendo l’alzata per Bridges lo stimolava a uno strano reverse layup volante a una mano.

A 1:52 Graham a contatto con Bitadze segnava ma mancava il FT aggiuntivo, portando comunque gli Hornets sul 18-27 (parziale di 8-0) ma nel finale McDermott segnava da tre e anche se su un bel gioco a due tra Williams e Graham sul quale la difesa di Indiana si alzava troppo per marcarli da tre punti lasciando il corridoio aperto allo scatto per il layup in entrata di Graham vincente, Indy trovava gli ultimi 5 punti del periodo ripristinando il proprio +15 chiudendo sul 20-35…

2° quarto:

Partiva bene Charlotte con un parziale di 6-0: Miles sganciava l’hammer a una mano, Malik in entrata con esitazione schiacciava a due mani e poi Williams, servito da Malik, spingeva da sotto a sx la palla al plexiglass per due punti facili.

26-35 ma tripla di McDermott e nuovo vantaggio in doppia cifra per gli ospiti che riuscivano a sopravvivere all’ennesimo tentativo da fuori degli Hornets (0/8 sull’errore di Williams), anche se a 8:57 finalmente proprio il nostro numero 2 sbloccava la situazione da fuori realizzando il tiro pesante n°1.001 nella propria carriera.

T.J. Warren in taglio sotto vinceva il fifty-fifty ball con il rientrante Zeller per appoggiare il 29-42 mentre era lo stesso esterno in giallo a bombardare ancora da fuori per il 30-47…

Pesantissimo il -17 con la squadra di McMillan a giocare con facilità e gli Hornets a non trovare il ritmo anche senza esser imbrigliati nella tela dei Pacers.

Finalmente Charlotte dava segni di risveglio con un escape dribble 3 di Rozier per il 36-51 prima che Brogdon, dopo 17 minuti effettivi di gioco esatti, segnasse il primo FT per i suoi e per un 3 secondi in area con la difesa di Charlotte veramente poco propensa a commetter falli sul tiro.

P.J. andava per un hook in area su Lamb e Sampson, Brogdon rispondeva dalla lunetta ma Bridges e Graham con due punti a testa ci garantivano un piccolo rientro sul -12.

Rimanevano distanti i Pacers che subivano però la tripla dalle profondità spaziali di Graham a 3:25, il pubblico si destava dal torpore e P.J., aggiungendo una micidiale dunk faceva correre i Calabroni con un parziale di 15-3 che ci trascinava sul 47-54.

Un perfetto e difficile turnaround jumper di T.J. Warren rallentava il rientro ma Graham a 2:20 dalla fine del primo tempo, infilando un’altra bomba, realizzava il 50-56 prima che gli Hornets tornassero addirittura sul -4 grazie a una transizione durante la quale P.J. al centro, affiancava Martin, portatore di palla in corsa: passaggio corto laterale e decollo per la dunk con scalo lungo…

A 1:42 era però l’ex Lamb a frenare l’irresistibile rincorsa degli Hornets con una tripla dalla diagonale destra mentre Graham buttandosi dentro lasciava a braccia conserte coach McMillan.

Devonte’ guadagnava due FT splittandoli, Sampson sull’altro fronte ne metteva due così come P.J. Che di forza dalla sinistra spingeva via un paio di Pacer mettendo una specie di reverse hook sulla destra dell’anello.

Non ci sarebbe voluta l’accelerazione di Brogdon che scappando a Rozier e P.J. Washington trovava la giocata complessiva da tre punti ma l’appoggio in caduta di Graham a sx del ferro fissava sul 57-64 il primo tempo.

Graham chiuderà con 35 punti. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Hornets.

3° quarto:

P.J. Si faceva stoppare da Sampson la prima giocata e Brogdon liberatosi con il pick and roll segnava da due dalla media.

A 11:07 Rozier metteva il proprio secondo pesante ordigno, tuttavia da un passaggio fuori misura di Sampson che rimbalzava sulla tabella verso Bitadze che piazzava il tiro inaspettato e dal solito T..J. Warren in schiacciata solitaria (bad pass Rozier in apertura) sorgevano 4 punti facili per gli ospiti che erano arrestati solo da un time-out di Borrego sul 60-70 a 10:13.

Rozier segnava due punti ma T.J. Warren in fade-away superava in punti i minuti giocati (21 in 20), Bridges in entrata provava a colmare il divario segnando in faccia a T.J. Warren che commetteva fallo ma non pagava dazi perché il nostro rookie mancava il libero.

T.J. Warren andava ancora a segno e Bitadze stoppando Bacon era imitato dal compagno Sampson che cancellava a una mano l’alzata di Zeller favorendo due punti a firma Brodgon in fuga.

Zeller recuperava due liberi a 7:52 realizzandoli ma la classica alzata alta di Lamb al vetro questa volta colpiva noi che replicavamo alla grande con P.J. a incenerire Sampson con una paurosa slam.

Martin recuperando un rimbalzo favoriva Bridges che da tre punti ci provava realizzando a 5:32.

Miles, avendo preso gusto ci riprovava a 5:23 con lo stesso risultato per il 74-78…

Il libero mancato da Monk segnava il crollo nell’ultima parte della frazione della squadra di MJ (in panca)…

Grazie anche a una bomba a testa degli Holiday di Indiana e due canestri di McConnell, uno sulla sirena, i Pacers chiudevano sul +14 (78-92).

4° quarto:

Finalmente Borrego si rendeva conto di dover alzare il quintetto per riequilibrarlo e lo faceva inserendo Biyombo per dare più protezione ai piccoli della difesa.

Rozier partiva con due punti per servire poi un assist a Biyombo sul pick and roll.

Il congolese aggiungeva un solo punto ma ci pensava poi Rozier da sinistra con un doppio fallo subito a lanciar palla al vetro trovando il canestro (mancano una spinta e un fallo), oltretutto il buon momento proseguiva con una stoppata di Biz e un canestro in continuazione ostinato di Rozier per un two and one reale a 9:47 (86-94).

Biz con una steal a metà-campo andava a posterizzare T.J. Leaf a 9:34.

Graham con una precisa saetta da tre punti ci riportava sul -3 mentre un fast pass in entrata di Devonte’ per Graham mandava il congolese alla schiacciata trascinando i Calabroni sul -1.

La squadra del North Carolina agganciava gli avversari con un FT di Rozier (per la terza volta ai Pacers erano fischiati i 3 secondi difensivi) e per la prima volta in partita gli imenotteri passavano avanti con Rozier a 7:18 grazie a una sua tripla.

La difesa chiudeva bene Brogdon una prima volta ma la guardia avversaria si rifaceva poco dopo grazie ai suoi mezzi tecnici.

A 6:16 un’alzata di Biz nettamente sbagliata era respinta da Bitadze regalando così il goaltending agli Hornets.

Da un pallone recuperato del volenteroso Martin sorgeva il +6 di Charlotte con un Graham ormai sugli scudi a fulminare dalla lunga i gialli.

Bridges potrebbe chiudere i giochi ma stanco, in lunetta, andava a mancare un paio di liberi e i ragazzi di Indianapolis correndo veloci recuperavano con un’entrata da dx di Lamb più un two and one di Brogdon con fallo di Martin.

102-101 prima che Bridges in uno contro uno arrivasse vicino a canestro per l’alzata a una mano solo cotone ma con a terra Graham dall’angolo sinistro T.J. Warren non falliva l’opportunità dell’aggancio a quota 104.

Nel finale Biz con un ½ dalla linea della carità ci portava sul 107-106 ma Brogdon colpendo da tre mandava Charlotte in ansia.

Per fortuna Biz in caduta riusciva ugualmente in mischia a sfoderare un tap-in per il pari mentre Graham in driving layup batteva uno spaesato Bitadze.

Lamb produceva uno spin shot,un driving reverse layup rimarchevole mentre gli Hornets guadagnavano 4 FT nel finale ma ne mettevano la metà (½ sia per Biz che per Graham) venendo puniti da Brogdon con un comodo appoggio alla tabella mentre Cody Martin, pur ringhiando, era battuto, anche per una scarpa lesta quasi a sfilarsi…

L’entrata di Graham era controllata da Indy e si giungeva all’OT.

OT:

I Pacers provavano a far rispettare il pronostico guadagnando i vantaggi con Brogdon e Lamb per il 115-117.

Con Bitadze out per raggiunto limite di falli, era T.J.. Leaf (anche lui uscirà per falli) a spender il proprio quinto su Biyombo che tra il pubblico rumoreggiante non riusciva a esser preciso.

0/2 ma l’Holiday numero 3 (Aaron) commettendo fallo sul blitz di Graham a 1:44 dava la possibilità del two and one a Gamberone, abile a realizzare il 118-117.

Erano fischiati un paio di falli a Bridges e T.J. Warren andando a installarsi in lunetta provava a riportare sopra i suoi prendendo però un tiro lungo con il primo libero.

Pari con il secondo, sul 118 pari, per un fallo in attacco di Sampson su Graham (fallo sulla palla vagante), il nostro numero 4 battendo e realizzando i liberi del vantaggio ci dava spinta ma da una palla toccata da parte di Martin a Brogdon, nasceva l’azione che Lamb finirà con un FT jumper a :05.2 trovando l’equilibrio tra i due team.

Finiva con un time-out Hornets e un Graham decisamente e stranamente spostato nella nostra metà campo; sulla rimessa di Martin, Biz dalla linea del libero saliva quasi in punta a recuperare il pallone mentre Bridges e Rozier incrociando davanti al congolese come manovra diversiva si portavano verso gli angoli, palla consegnata a Graham salito nel frattempo, chiusura ritardata sulla linea dei tre punti di Sampson (già molle nel lasciar scattare Biz) e fallo sul tiro da tre punti fischiato con ovvie lamentele di McMillan.

Un fallo strano che di solito si compie in chiusura e non da quella parti, a ogni modo Graham segnava i primi due FT e sbagliando appositamente il terzo a :01.7 dalla fine garantiva a Charlotte la vittoria anche se i Pacers senza time-out avrebbero dovuto provare il miracle shot per il secondo supplementare…

Chissà se M.J. che regala sorrisi a fine partita a giocatori e pubblico sarà contento oggi di essere in questa posizione di classifica, di certo mi piacerebbe vederlo anche per il ritorno di Walker…

Le pagelle

Terry Rozier: 7

Rozier dalla panchina a Boston è stato lanciato titolare a Charlotte e rischia di essere cosa più grande di lui, un po’ come Homer Simpson lavorando nella centrale nucleare, non fosse per quel maledetto pennarello infilato nel naso che conficcato nel cervello lo rende stupido. Fu lui stesso a rimetterselo perché si accorse che la felicità derivava nel non sapere talune cose. Noi invece avremmo bisogno di quell’Homer che per breve tempo fu intelligente, specialmente nelle scelte di tiro e nei passaggi. Istintivo come Homer, finisce con 22 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 1 rubata. Si fa contagiare e trascinare come Homer, in questo caso dai giovani del team, gli parte qualche azione ignorante ma è in fiducia e mette dei tiri assurdi come una tabellata (si aspettava come noi il fischio) , alcune triple o entrate non consigliabili ma senza Turner è un rischio che può permettersi. Difesa a metà, se aiutato riesce a fare bene.

Dwayne Bacon: 4,5

In una squadra che ha perso molto del proprio potenziale offensivo, esser la SG titolare, lanciata abbastanza in fretta oltretutto, non dev’essere semplice. Dwayne mi ricorda Robottino, dal corpo robotico tozzo e basso, inadatto per essere un supereroe ma sforna oggetti ologrammati che si dimostrano decisivi all’occorrenza. Non sempre tuttavia riesce a sfornare da quella specie di forno a microonde che porta tra torace e addome, gli oggetti utili che desidera. Deve perfezionarsi. 0 pt. in 13:21 prendendosi una stoppata con 0/3 ai liberi. Un Robottino al quale non riesce nulla in serata, completamente fuori ritmo in attacco è l’immagine di una squadra che non riesce ad andare in good pace, Borrego lo capisce e dopo un breve rientro lo toglie preferendogli Graham che può essere altrettanto efficace come scorer. 1 TO e due falli, forse soffre l’arrivo del dirimpettaio ed ex Lamb.

Miles Bridges: 6,5

18 punti, 3 rimbalzi, 1 assist. “Esopo, 28 anni” (scusa Miles se ti ho invecchiato), meteora, comparsa, personaggio che appare e scompare in Excel Saga, in versione super deformed ha la particolarità di avere un testone enorme e sembra colui possa aiutare le due protagoniste della serie. Sembra serissimo ma man mano che l’inquadratura sapientemente si apre lo ritroviamo in mezzo al cortile di una scuola in tuta e seduto su un W.C…. Esilarante, ecco… speriamo non faccia, … in serata ma che usi le sue potenzialità per aiutare la squadra. La serata è controversa perché nel secondo tempo piazza una delle sue mine e con un paio di triple ci riporta in partita, poi stanco per le energie perse su ambo i lati del campo, fallisce due FT ma l’8/10 dal campo compensa ampiamente, però a rimbalzo c’è poco. Su un’azione cade da solo inciampando ma gli arbitri vedono chissà cosa e ci restituiscono palla gratuitamente anche se nel finale qualcosa compensano con un paio di chiamate contro sulle quali ho qualche dubbio (una in mischia a terra e una in contenimento).

P.J. Washington: 7

16 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Ancora dobbiamo capire bene che personaggio potrebbe essere e forse sarà un Fantaman. Con quell’aura del nuovo/antico e la faccia da teschio Fantaman sapeva volare, cosa che fa anche P.J. Quando può staccare. Un paio di poster in serata li regala ai fan e a tratti trascina Charlotte finché su un’azione offensiva non si fa male. Dicono al ginocchio, forse anche alla caviglia. Rientra per un po’ ma non è quello di prima.

La shot chart di P.J. prima della partita.

Cody Zeller: 5

Charlotte. E’ il nome della giovane protagonista (ogni tanto si confida con un agnello bianco) di un anime nel quale tra Canada (dove vive in un ranch) e Francia gliene succedono di tutti i colori, un po’ come a Zeller con gli infortuni. Speriamo sia finita, la storia dell’anime era triste ma si chiudeva con speranza per il futuro, cancellando tutto il passato e così Cody ritrovandosi pezzo fondamentale per la difesa degli Hornets cercherà di scriversi un futuro più florido. 7 punti, 1 rimbalzo, 1 assist in 17:03. Gira male Cody che fa 1/5 dal campo con 0/2 da oltre l’arco, specialità dalla quale dovrebbe esser dispensato da Borrego. Nei liberi fa bene al contrario della squadra che con lui però non trova né ritmo né difesa, né è la prova il -24. Borrego credo pensi per un po’ che sia meglio con la small-ball ma è una verità parziale.

Devonte’ Graham: 8,5

Da Gamberone a Chobin il passo, o il saltello per meglio dire, è breve. Buffo personaggio saltellante (principe stellare dalla forma di un fagiolo) di un old anime, alla ricerca della madre, si difende in un mondo dorato ma ostile quando il cattivo Brunga si palesa. Ha bisogno di trovare continuità con i suoi tiri, se la mano è calda può colpire come Chobin letalmente con tiri laser alla Goccia di Stella… 35 punti, 4 rimbalzi, 6 assist, 3 rubate con 10/21 FG, 4/9 da 3 pt…. serata assurda per un giocatore arrivato dal “nulla” che spinge offensivamente come un ossesso e si procura il tiro della vittoria. Qualche volta va giù troppo facilmente in difesa ma altre volte recupera palloni preziosi, come quando nel finale Sampson commette fallo su di lui e può guadagnare due liberi. Serata magica con massimo in carriera. Per ora?

Marvin Williams: 6

Mi ricorda il maialino portafortuna di Yattaman che si arrampica sulla palma anche perché se trova la serata è sorprendente, altrimenti è impresa ardua come per un suino arrampicarsi su una pianta. 5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Sblocca da fuori il digiuno degli Hornets dopo una partenza 0/8, un fallo contro in attacco e una partita sufficiente. In realtà il maialino anticipa la disgrazia ma lui esce rimanendo in panca dopo una prestazione sufficiente e il disastro non si palesa.

Malik Monk: 5,5

Come Top Cat, magro e agile esce da un bidone dell’immondizia che usa come casa con un panama (cappello) viola in testa dal quale protende le orecchie per ascoltare i suoni intorno. Vive di espedienti per sbarcare il lunario ma Top Cat e Monk, nonostante l’astuzia hanno anche altre armi al loro arco, il problema è capire se Malik riuscirà a utilizzarle, saltuariamente le ha mostrate ma è scostante e svogliato come il gatto del cartoon. 4 pt., 2 rimbalzi, 3 assist. Parte bene segnando e sfornando veri assist, poi i Pacers gli prendono le misure e non sembra più funzionare. Finiti i giochi di prestigio chiude con un 2/8, peccato perché era partito bene e da menzionare è la plastica alzata per il reverse layup volante di Bridges.

Bismack Biyombo: 7,5

15 pt., 6 rimbalzi (6/7 dal campo), 1 rubata. Ha le possibilità tecniche di segnare pari a quelle di vincere una gara al Wacky Races di Dick Dastardly ma con la stessa ostinazione nel mondo reale viene premiato rispetto allo 00 del buon Dick. “Triplo accidenti” è ciò che proviamo noi però quando lo vediamo tirare i liberi, specialmente in una punto a punto… 3/8 e la figura di Mosconi sopra lo Spectrum ma con quel fisico e la grinta che ci mette, a parte eccedere in qualche fallo (bad screen o a rimbalzo) è fondamentale in serata con una splendida stoppata e conclusioni da sotto efficaci. Blocchi per Rozier o Graham che sfrutta quello finale abilmente. Un terzo di vittoria è sua, per fortuna Borrego lo “cala” in campo e come un novello barbaro aiuta Charlotte a rientrare in partita dal -14 con effetto dirompente. Se aggiungiamo la steal a centrocampo e la posterizzazzione di T.J. Leaf come ciliegina sulla torta, direi che il congolese è stato l’uomo della provvidenza con la sua fisicità per cambiare la gara, altrimenti segnata, anche se abusa dei centri di riserva dei Pacers privi di Turner.

Cody Martin: 7

0 pt., 11 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Un po’ meno efficace della precedente in difesa, però tocca e sporca palloni anche quando non riesce a sottrarlo o a farli perdere. A rimbalzo è incredibile, non solo su quelli classici ma anche sui lunghi dove i suoi tagli e la sua velocità ci aiutano nei recuperi, utilissimi alla fine. +27, tutto difensivo… Si nota come unico neo la propensione ad andare in entrata veloce ma senza riuscire ad essere preciso quando estende il braccio per l’appoggio. Manca un paio di layup contro difensori più esperti, chiede il fallo ma non arriva giustamente nulla.

Coach James Borrego: 7

Leonetto, da un noto Youtuber definito come specie di Milva dai capelli rossi, in realtà è un avido affarista che cerca di sfruttare i superpoteri di una ragazza piovutagli dal cielo (Nanà)… ma al contrario della giusta critica contro Leonetto, lui deve ottimizzare il materiale che ha perché non ha il fenomeno che gli risolva la situazione. Passa da 4 a 7 nel giro di un quarto e un supplementare perché capisce che la small ball porta a fiammate ma anche a ritorni degli avversari e c’è bisogno di un elemento chimico pesante per stabilizzare l’alchimia del team. Lo trova in Biz e non è scontato perché decide di dare spazio al più grintoso e fisico dei tre centri che lo ripaga. Stessa cosa per lo scambio Bacon, Graham che anche se non è esattamente una combo guard è come se lo fosse ormai, un paly che va a prendersi numerosi tiri con un buon tocco da SG.

Game 6: Charlotte Hornets @ Golden State Warriors 93-87

Intro

L’invasione BarbarHornets

Facciamo un salto indietro nel tempo, anche se andrò spedito e non basteranno certo queste righe per coprire i complessi avvenimenti successi in quell’epoca.

Siamo nel 376 D.C..

Da circa due secoli, popolazioni barbare chiedono di entrare a far parte dell’Impero Romano (per godere dei benefici come acquedotti, fognature, circo, ippodromi e tutto quello che la civiltà dell’epoca potesse offrire a popolazioni prive di molti “comfort”), il quale gestisce questa immigrazione collettiva mettendo al servizio dell’Impero (contadini e militari per la maggior parte) i nuovi cittadini romani.

I Goti, da Est, in fuga dalla furia cieca degli Unni (provenienti dalle steppe asiatiche) si affacciano sul Danubio, confine orientale dell’Impero chiedendo di farne parte.

Tempi biblici, mal gestione del trasferimento, corruzione, vessazioni, trappole e incomprensioni fecero sì che dopo un paio d’anni si arrivi a degli scontri tra le due fazioni che minarono il potere militare dell’Impero.

Dalle parti di Adrianopoli le popolazioni barbare (Goti e non solo) sconfissero l’esercito romano, capeggiato dal mediatore Imperatore Valente, sulle tracce dei Goti.

Dopo esser scesi a patti con gli invasori (fu Teodosio, un militare preso dalla Spagna, giacché nessuno voleva più salire a trono senza una milizia, a rimettere in piedi un esercito ormai inesistente), il doppiogiochismo di alcuni capi Goti ormai facenti parti dell’esercito, fecero crollare quello che nel frattempo era diventato l’Impero Romano D’Occidente (su volontà di Teodosio nel far gestire agli eredi vaste aree dell’impero con Onorio a Occidente e Arcadio a Oriente), nel 476 D.C. Per opera del generale sciro Odoacre che dismise l’ultimo imperatore romano Romolo Augusto mandando.

C’è qualche analogia con i Warriors attuali, anzitutto il cambio di residenza da Oakland a San Francisco con la caduta della prima storica arena ad aver regalato tante gioie negli ultimi anni ai fan gialloblu in dismissione, la perdita di “forze”, vedi Durant in estate e poi l’impotenza momentanea rispetto al passato con le lunghe degenze per infortunio di Thompson e Curry (recentissimo e auguri a lui di guarigione) ai quali si univano Green e Russell per l’occasione…

Certo, Green e Russell a breve guideranno dei pur sempre rispettabili Warriors ma a questo punto qual’è l’obiettivo stagionale in un Ovest sempre più competitivo?

Golden State potrebbe abdicare per un anno e ritrovarsi con una scelta alta, oltre agli Splash Brothers il prossimo anno, oppure perder per strada qualcuno, di certo sono scenari futuri imprevedibili come quelli che portarono alla caduta dell’Impero Romano Occidentale.

Dall’altra parte ci sono degli Hornets che avendo perso i loro comandanti in estate sarebbero altrettanto interessati a non vincer eccessivamente in stagione giacché la squadra per ora, nonostante una difesa pessima, sia meglio di quel che ci si aspettava.

Una rapida scorribanda dei Calabroni a San Francisco su queste premesse potrebbe anche starci, sebbene l’orgoglio aureo dei pluridecorati ex campioni in carica non vorrà di certo concedere un saccheggio come quello perpetrato da Alarico a Roma ma paradossalmente, pur venendo da due situazioni diversissime, gli interessi dei due team oggi si sovrappongono.

Analisi

Un pugno nello stomaco il primo tempo con la second unit dei Warriors (ai lungodegenti Thompson e Curry si aggiungevano le assenze di Russell e Green) più vogliose di dimostrare di poter competere in NBA.

La difesa di Charlotte è spesso in tilt e un attacco che tira 1/11 da oltre l’arco (smentendo le sue buone percentuali di inizio stagione) fa sì che i californiani, dopo esser stati sopra anche di 10 punti, vadano all’intervallo mantenendone 5 di vantaggio.

Frustrante per una squadra con tutti i suoi effettivi…

Nel terzo quarto gli Hornets iniziano a giocare più fisicamente trovando le soluzioni per coprire meglio gli spazi, ne consegue che a fine quarto si raggranellino due punti in più degli avversari.

Nell’ultimo quarto le squadre trovano qualche tripla e la partita rimane in bilico in un finale convulso tra errori, falli e giocate impreviste.

La maggior esperienza di qualche elemento degli Hornets dava quel vantaggio che unito a un Cody Martin elettrico nel finale, serviva per far pendere l’ago della bilancia dalla parte di Charlotte e a sfruttare un occasione d’oro o “golden opportunity” che dir si voglia…

Una partita che gli Hornets vinceranno sudando una camicia in più delle proverbiali sette…

L’esperienza portava a meno TO (15 vs 18) e a maggiori FT (16/23 contro il 10/13 avversario), la fisicità salita nel secondo tempo in cattedra ribaltava la lotta a rimbalzo con gli imenotteri avanti alla fine 48-40.

Gli assist rimanevano appannaggio dei Guerrieri (18-23) così come le stoppate (1-5), di contro le steal andavano per una a Charlotte (6-5).

La Partita

Starting Five

Charlotte contava di schierare ancora una volta il quintetto base con: Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller. I Warriors con tutti i top player out mettevano in campo rookie e giovani: Bowman (16 pt.), Poole (5 pt.), Gl. Robinson III (16 pt. e 9 rimbalzi), Paschall (25 pt.) e Cauley-Stein (8 pt.) agli ordini di Steve Kerr. Dalla panchina Lee finirà con 13 punti e Spellman con 4, unici due a segno.

Charlotte Hornets guard Devonte’ Graham (4) passes the ball as he is defended by Golden State Warriors guard Alec Burks during the second half of an NBA basketball game in San Francisco, Saturday, Nov. 2, 2019. (AP Photo/Jeff Chiu)

1° quarto:

Buona partenza di Charlotte che con Bacon in penetrazione prendendo in mezzo Cauley-Stein forniva l’assist rimbalzante all’appostato Zeller per il pick and roll e il 2-0.

Spendere un buon fallo sulla schiacciata certa di Paschall a 10:53 consentiva di rimanere avanti sul 2-1 per andare a realizzare il 4-1 con il solito movimento di P.J. In area e semi-gancio sul difensore ma i GSW realizzavano con Robinson III e Paschall trovando il primo vantaggio sul 4-5.

Gli Hornets rispondevano con un ispirato Bacon al vetro ma un alley-oop di Cauley-Stein e due liberi di Bowman a 8:19 allontanavano Charlotte sul 6-9.

Rozier in entrata era bravo a riavvicinare Charlotte ma Robinson III, dopo aver aperto con un air-ball, metteva la tripla dell’8-12.

Bacon era una risorsa per Charlotte trovando sicurezza con l’appoggio al vetro ma una dunk di Paschall con braccio a spinger via P.J. era data per buona, così Borrego chiedendo un time-out disegnava l’azione successiva.

Giocata che andava in porto grazie alla consegna di Rozier e al canestro da sotto di Zeller a 6:43, mentre a 5:22 il lancio lungo per Bacon era ben sfruttato dal nostro numero 7 che appoggiando al plexiglass in transizione agganciava a 14 punti gli avversari.

L’inchiodata di Paschall servito sulla baseline era pareggiata dal tap-in di Zeller ma un FT per la 3 second violation di Graham e un’altra tripla di Robinson davano il +4 alla squadra locale.

Graham con un sottomano da togliere il tempo alla difesa ci riavvicinava mentre il decollo di P.J. tra le due colonne dorate difensive valeva il pari in schiacciata (20-20).

A 3:34 Kerr chiamava il time-out e funzionava nonostante i Warriors a 2:44 incassassero la prima tripla di Charlotte a opera di Monk con assist di P.J., a ribaltare la situazione erano il back to back di triple elargite da Robinson III e da Lee.

P.J. Perdeva un pallone nell’area avversaria e in difesa con il corpo bloccando Spellman commetteva fallo: 2 FT a 1:07 per i Warriors che andavano così sul +5.

P.J. Chiudeva il quarto per i Calabroni con l’appoggio di sinistro, tuttavia a otto decimi Poole con un driving floater banker si inventava in aria il difficile canestro del 25-30.

SAN FRANCISCO, CA – NOVEMBER 2: Golden State Warriors’ Glenn Robinson III (22) shoots and makes a basket past Charlotte Hornets’ Terry Rozier (3) in the first quarter of their NBA game at Chase Center in San Francisco, Calif., on Saturday, Nov. 2, 2019. (Jose Carlos Fajardo/Bay Area News Group)

2° quarto:

Dopo 16 secondi Spellman rincarava la dose, rispondeva Miles con l’alzata a a una mano dal pitturato ma Lee con il crossover e l’appoggio al vetro dimostrava che la difesa degli Hornets, specialmente la secondaria, era poca cosa.

Era sempre il n°1 Lee a trascinare con una tripla i californiani sul +10 (27-37)…

A 8:08 Bacon con un fade-away estremamente difficile riusciva a far uscir la palla dalla mano in maniera non canonica ottenendo il canestro e poco più tardi lo stesso Dwayne scappando sulla linea di fondo colpirà ancora in reverse layup.

Non bastava però l’uomo fino a oggi mancato a Charlotte se qualche nostro FT andava a vuoto e dall’altra parte ai Guerrieri si concedeva tutto…

Una dunk di Poole lasciato libero dava le dimensioni del caos difensivo degli Hornets che a 6:02 raffinavano un fallo di Spellman su Bacon con due FT a segno per il 37-43 ma nel finale i locali tentavano ancora di staccarsi: un raddoppio inutile di Zeller sul portatore di palla sulla linea dei 3 punti e la spicchiata fatta passare in mezzo al nostro centro e a Graham ed ecco la free dunk per Cauley-Stein (43-52)…

A 2:51, per un fallo a metà campo, Graham si presentava in lunetta (GSW in bonus già da qualche azione) ad accorciare ma un’azione di forza di Paschall su Bridges consentiva il +10 ai gialloblu (45-55) con un two and one.

P.J. A 1:37 rollava per la jam, Bacon in transizione controllata a :08.2 recuperava un ottimo two and one a tagliare il divario che resisteva nel filale quando Martin deviava a Lee oltre il fondo e Bacon stesso intercettava la rimessa diretta verso l’angolo.

Il primo tempo, frustrante difensivamente, si concludeva sul 50-55 per la squadra dell’ex tiratore Bulls con gli Hornets inabili alla conclusione da fuori, principale ragione dello svantaggio.

09,1% con un 1/11 contro il 42,9% avversario da fuori, considerando i 7 FT realizzati a testa e i TO minori (4 vs 6) davano l’idea di una squadra non entrata in palla da oltre l’arco mentre i 9 assist contro i 16 avversari (praticamente contro una second unit) davano l’idea di una dimensione difensiva di non ottima qualità.

19 vs 22 i rimbalzi con una fisicità difensiva andata migliorando nei minuti, necessaria per tentare di girare la partita.

Bacon rilascia la sfera sopra Bowman.

3° quarto:

Paschall dalla media baseline destra riapriva le ostilità andando a segno, un salvataggio last second di Bridges oltre il fondo dava una seconda possibilità di attacco a Charlotte che la sfruttava bene con Bacon ad aprire il fuoco in fade-away.

Cauley-Stein in corsa salutava Zeller andando a schiacciare mentre sull’altro fronte Bowman regalava due FT a Rozier su un jumper andato a vuoto.

A 8:02 Paschall splittava dalla lunetta ma una steal immediata da rimessa dal fondo portava Robinson al layup con Borrego giustamente arrabbiatissimo per l’ingenuità commessa.

Charlotte riusciva a riavvicinarsi sino al -4 con Bacon bravissimo con uno spin in area e appoggio al vetro che a 7:10, infilandosi con il rim/glass, mandava la sfida sul 58-62.

Charlotte continuando ad andare a vuoto da fuori raggiungeva l’1/16 (anche Bacon tirava malissimo contro la tabella) mentre le finte dalla media destra di Paschall costringevano al tocco falloso P.J..

Two and one, +9 Warriors prima dell’impennata da 5 punti (tripla, finalmente, di Williams e Bacon in morbidissimo fade-away dal mid range) che ad elastico ci faceva rientrare sul -4 a 3.17.

Nel finale Williams, a 2:01, sganciava la terza tripla complessiva per gli Hornets per il 68-69 ma a una manciata di secondi dalla fine Bowman dal palleggio con un lungo due trovava bene il secchiello per il 68-71 che chiudeva la frazione.

4° quarto:

Hornets che in avvio si salvavano un paio di volte, Martin controllava bene l’avvicinamento di Burks, Graham e Monk pasticciavano lanciando Robinson in transizione, ma il suo terzo tempo pasticciato induceva agli arbitri a chiamare uno sfondamento (forse discutibile per via della posizione dei piedi di Monk), comunque sia si continuava con un double dribble fischiato a Rozier e con un bad screen a Chriss…

I TO salivano a 11 vs 15 prima che Monk in entrata appoggiasse per il -1 per trovare sulla next a 8:45 aiuto in Zeller che correggendo l’errore di Bacon, in tap-in, ci riportava avanti dopo molta sofferenza.

Bowman tuttavia con un jumper effettuava il sorpasso a 8:28, mentre Rozier dal mid range a 8:05 effettuava il nuovo contro-sorpasso.

Time-out Warriors e nuovo cambio squadra leader con Paschall a metter dentro il 74-75 prima che Monk con un jump shot continuasse la corsa sulle montagne russe.

Bacon con uno spin veloce e appoggio a sinistra spingeva i Calabroni sul +3 che beneficiavano di un fallo chiamato prima dell’entrata di Paschall che lo porterà al canestro non convalidato.

Bacon era stoppato sull’altro fronte da Cauley-Stein ma la palla rimasta lì sotto era preda di Monk che portava la squadra di Borrego sull’80-75.

Paschall ne metteva dentro ancora due e una tripla di Robinson valeva a 3:46 il pari a quota 80.

A 3:24 si accendeva la gara anche oltre dall’arco con la replica lunghissima (open da giro palla) dalla diagonale destra di Williams per il +3.

Bowman da tre frontalmente pareggiava ma c’era tempo ancora per la bomba di P.J. a 2:45 e quella di Lee a 1:55 che riequilibrava la gara a quota 86.

Pazzesco che la stanchezza porti, dopo ad aver tirato male, a questo… comunque sia si arrivava a un finale tirato.

Si metteva male a 1:16 quando Paschall andando in lunetta con il pubblico entusiasta realizzava il primo libero, sul secondo però l’errore costava una transizione che Rozier era bravo a chiudere con spostamento laterale, Lee e Bowman lo chiudevano, Rozier rimbalzava cadendo all’indietro rilasciando la spicchiata che a 1:09 cadeva dentro.

Sorpasso e FT.

Clamorosamente il libero non andava a segno ma Charlotte sul +1 provava a tenere e ci riusciva perché Cody Martin teneva bene il più fisico Paschall e dopo la persa di Graham era ancora Martin sulla rimessa Warriors a toccar palla a Lee e a costringerlo al tocco che restituiva palla ai bianchi del North Carolina.

Gli Hornets facevano girar palla fino a che Rozier non subiva fallo.

Conveniente per i Warriors visto che l’ex Celtics andava a mancare i due FT ma spuntava ancora Martin a rimbalzo che necessariamente per questioni di tempo i Warriors dovevano necessariamente fermare con l’intervento irregolare.

Primo libero a segno (89-87), secondo a vuoto ma questa volta era Bacon a prender il rimbalzo e a trascinare alla jump ball Bowman, la palla, dopo esser finita dalle parti delle panchine era messa in sicurezza ancora da Martin.

Sulla rimessa da metà campo, lo scatto in avanti fulmineo di Rozier costringeva alla cintura Bowman.

Questa volta Rozier non falliva portando oltre i tre punti Charlotte (91-87).

Warriors senza time-out alla rimessa lunghissima preda di Williams che arrotondava dalla lunetta il risultato salendo in doppia cifra.

Hornets alla seconda vittoria consecutiva sul .500 in classifica, almeno per ora…

Le pagelle

Terry Rozier: 6,5

20 pt., 5 rimbalzi, 7 assist. 2 TO e un solo fallo speso. Partita controversa di Terry che è tra i migliori nel primo tempo ma che non sempre con la palla in mano prende la decisione giusta, talvolta rovinando i bei presupposti su qualcosa di buono che esso stesso magari aveva compiuto in precedenza. So9no lo 0/4 da fuori e il 4/8 dalla lunetta, con due FT da brividi sbagliati nel finale a far paura per metter i successivi, per fortuna sono no damage grazie al rimbalzo insperato di Cody Martin. Una buona idea quella di attaccare il ferro e concentrarsi meno sulla soluzione da fuori (orrima la giocata per l’ultimo sorpasso con FT missed, icona della sua stramba gara), mette dentro anche un paio di tiri dal palleggio molto fluidi.

Dwayne Bacon: 8

Spin veloci, appoggi, fade-away letali e tanta fiducia. Dwayne tiene a galla nel primo tempo degli Hornets completamente fuori giri in attacco. Nel corso della partita arriva a 25 punti con 10/21 al tiro (5/5 FT). Un paio di rubate e 6 rimbalzi per un plus/minus eloquente e coerente con la prestazione: +17.

Miles Bridges: 5

2 pt., 8 rimbalzi, 1 assist. O.K., vanno bene gli 8 rimbalzi ma dal campo fa 1/10 (0/4 da fuori). Un buon salvataggio andando oltre la linea di fondo avversaria che porterà Bacon al canestro. I Warriors sono veloci e giovani e mettono in difficoltà gli Hornets muovendosi, tanto che in alcune azioni chi prende chi sembra venire in automatico dopo uno sguardo, un cenno con il compagno. Lui viene preso un po’ in mezzo non facendo sempre una buona figura e a volte stenta a fermare Paschall o qualche altro cliente che gli si presenta davanti, sebbene altre la sua presenza costringa qualche attaccante a modificare tiro o velocità d’esecuzione. Rimane una prestazione molto migliorabile.

P.J. Washington: 6

11 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 32:46 in campo, ingenuità da rookie su qualche tiro come il two and one concesso a Paschall per tocco minimo e qualche volta anche la maniera di affrontare l’attaccante in entrata non è ottimale. Trova la prima tripla verso la fine e sgorga spontanea, peccato venga pareggiata quasi immediatamente. Una partita normale per un rookie che può fare qualcosa di speciale ma non l’ha mostrato stasera anche se spreca poco con 5/8. Buona prestazione soprattutto nel primo quarto, poi si perde un po’.

Cody Zeller: 6

10 pt., 8 rimbalzi. Non va in doppia doppia di poco stando sotto i 20 minuti di poco. Non fa male ma alcuni suoi raddoppi e svarioni costano canestri facili a Charlotte che ha qualche difficoltà fisica a fermare Paschall. Per il resto un 4/7 dal campo mancando due tentativi da fuori.

Devonte Graham: 5

4 pt., 8 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 0/3 da fuori e 5 TO, decisamente troppi per una PG che non trova ritmo e spazi sul pick and roll con i veloci Warriors a pattugliare l’area. Da fuori non centra il bersaglio, ne conviene che arrivi un pessimo 1/8 dal campo, compensato paradossalmente da 8 rimbalzi ma la prestazione è da night(mare)-off…

Marvin Williams: 7,5

11 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 steal. 3/7, tutto da tre. Il 60% delle bombe realizzate da Charlotte in serata è suo. Azionista di maggioranza dell’artiglieria pesante aggiunge due FT e nessun TO, un solo opinabilissimo fallo. Un aiuto dalla panchina insperato, una mina colossale quel tiro sibilante da tre che dalla lunga diagonale destra s’infilava per un nostro +3 nell’ultimo quarto. In difesa si fa rispettare tenendo fisicamente.

Malik Monk: 6,5

9 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. 4/7 dal campo e 3 falli. Potrebbe evitare un paio di falli ma risponde abbastanza bene in attacco con una certa sicurezza. Sua la prima tripla anche se poi non ne trova altre. Bene l’entrata con separation e il tiro dal palleggio con i quali mette altri 4 punti nelle casse di Charlotte. In 20:06 un +2 in plus/minus.

Bismack Biyombo: s.v.

0 pt., 1 TO e 1 fallo speso in 4:53. Senza lode o infamia Bismack che comunque non desta segni di poter cambiare il corso del match quando impiegato.

Cody Martin: 7,5

In 4:28 segna un punto, prende 2 rimbalzi e piazza una stoppata. Mai visto nessuno esser così decisivo in così poco tempo segnando solamente un punto. Controlla le folate avversarie, compreso il mastodontico Paschall. Fatto entrare con il contagocce sulle varie azioni, specialmente difensive, inizia nel primo tempo fermando sulla penultima giocata i Warriors, tocca a Lee la rimessa a meno di 30 secondi dalla fine facendo toccare alla PG la sfera ed ottenendo al rimessa. Salva Rozier dopo i liberi sbagliati, ne mette uno, manca il secondo, bacon lo salva con una jump ball dalla quale spunta ancora lui sulla sfera in un finale convulso. Ha voglia, come quelli dei Warriors ed è decisivo.

Coach Borrego: 7

Sarebbe da 8 per il solo Cody Martin. Un genio a piazzarlo nelle azioni decisive ma la squadra nel primo tempo difensivamente è rivedibile e orribile. Si sistema nel secondo tempo ma è l’attacco questa volta a scemare, tuttavia si trova un equilibrio maggiore tra pitturato e close-out. Rinuncia a Zeller spesso per provare altre soluzioni. Tenta anche Rozier/Graham/Bacon ma il secondo non è in serata. Sta dando fiducia a chi dimostra di essere in partita e la cosa paga. La squadra è quella che è ma ne vince two in a row tra i winnable game.

Game 5: Charlotte Hornets @ Sacramento Kings 118-111

Intro

King For A Day è un pezzo dei Jamiroquai che il cantante Jay Kay compose in occasione dell’uscita dal gruppo del bassista former Stuart Zender.

Le incomprensioni con il leader del gruppo Kay e l’essere malvisto dagli altri componenti della band, almeno secondo Zender, determinarono la frattura insanabile tra le parti.

Essere Re per un giorno è però anche l’obiettivo principale di Kings e Hornets visto che gli ex Royals e la squadra della Queen City sono erranti, senza regno, entità piuttosto decadute in una NBA meno nobile e più borghese.

Vincere un game in un’annata che darà avare soddisfazioni, allora diventa una maniera per interrompere qualche amarezza.

I Re, sullo 0-4, cercano la prima vittoria per far gioire i propri tifosi, i Calabroni ronzano cercando la prima vittoria esterna per dimostrare di poter salir di livello dopo le previste battute d’arresto a Los Angeles.

Analisi

Partiamo subito dagli eventi negativi.

Potrebbe sembrare una scelta curiosa ma ci sono alcuni fattori chiave da migliorare per vincere le partite.

Anzitutto la difesa degli Hornets deve migliorare: troppe volte sono stati lasciati tiratori liberi che ci hanno punito, ma anche nel mezzo alcune infilate non sono state contrastate adeguatamente, complice la serata mezza storta di Zeller.

Altra stecca difensiva quella di Bridges che ha sofferto spesso su azioni portate dai vari avversari di turno.

La testa deve rimanere sul parquet per 48 minuti o si rischiano finali peggiori contro squadre con più qualità.

8-1 nei TO all’inizio, insostenibile, c’è da regger meglio la pressione difensiva avversaria…

Di buono c’è che Charlotte non è crollata nel secondo tempo ma è salita di tono disputando un terzo quarto da sorpasso lanciato grazie a un elettrico Rozier ma non solo.

Monk è parso ritrovato nel ruolo di realizzatore e Graham si conferma quel discreto giocatore che sta venendo fuori, arrischiandosi anche a prender triple assurde m una di queste ha cambiato la gara consentendoci il sorpasso agognato.

P.J. e Marvin sono stati due fattori tra i lunghi.

Una buona vittoria (prima esterna) contro una squadra che aveva voglia di interrompere il digiuno.

Risalire da un -14 e andare a vincere con autorevolezza, eccetto un finale da rivedere nella gestione della sfera, non è cosa da poco anche se l’avversaria è in difficoltà oggi.

30-26 negli assist (i Kings nel gioco di squadra anche se sul perimetro hanno trovato spazi per il tiro hanno qualche lacuna), 46-39 a rimbalzo, 20-15 TO, 54,8% CHA (50,0% da 3 pt.) contro il 45,8% SAC (30,4% da 3 pt.) dal campo.

Dalla panchina il 41-22 ha favorito indiscutibilmente gli Hornets che migliorando le percentuali nel secondo tempo e perdendo meno palloni hanno ottenuto la W (nel primo il 6/9 ai liberi valeva per ambo le formazioni, gli assist (16) erano pari ed altre stats avevano scostamenti minimi.

P.J. Washington, felino e letale nei movimenti.

Starting Five

Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller per Charlotte, Fox (16 pt. + 10 assist), Hield (23 pt.), Barnes (22 pt.), Bjelica (11 pt.), Holmes (17 pt.) per Sacramento.

La Partita

1° quarto:

Hornets più svegli in avvio di partita con Rozier che in penetrazione si arrestava sotto canestro subendo il tocco di Holmes.

Due FT, dentro solamente il primo ma rimbalzo Scary di Rozier che convertiva in 3-0…

Barnes mancava l’entrata ma il pronto recupero gli consentiva di accorciare il punteggio sul 3-2.

Bacon grazie allo schermo di Zeller mandava dentro una tripla leggermente staccata dall’arco e successivamente Bridges da dietro copriva come un ombrello il tentativo di Fox così in attacco il semi-gancio di P.J. Washington che s’infilava nella retina trascinava Charlotte sull’8-2.

La fine del buon periodo degli Hornets coincideva con la tripla dall’angolo di Bjelica, , l’1/2 di Holmes ai liberi che successivamente in put-back dunk andava a impattare la partita a quota 8.

Bridges da tre dall’angolo sinistro dava la spinta ma ancora Holmes a rimbalzo andava in schiacciata, gli Hornets ci mettevano del loro perdendo due palloni in serie fino al canestro sorpasso di Barnes da tre a 7:40 (11-13).

Washington dal post basso destro batteva con mezzo giro sul piede perno, alzata altissima fuori misura anche per il raddoppio e parità, Bridges con il floater in entrata era “raggiunto” da Hield che guardando la successiva tripla di Fox lo imitava facendo scappare per la prima volta i locali (15-21) che tra buona difesa (pressione) e TO Hornets.

Un’altra tripla di Hield e il vantaggio della squadra di Walton andava sul +11 (15-26), i TO salivano sull’8-1 prima del taglio/ricezione/appoggio di Graham.

A 3:16 Fox metteva dentro subendo anche fallo di un Bridges pessimo nel primo tempo.

+12 (17-29) Kings che rallentavano nel finale così la tripla di P.J. era il primo di una serie di canestri a indicare la via del recupero ai Calabroni.

Williams con 4 punti consecutivi dava una mano (27-31) e Graham con un razzo dalla diagonale destra incendiava la retina per il 30-33, finale di primo quarto.

Graham e la visione di gioco mentre va in dribbling.

2° quarto:

Gli Hornets non colmavano il divario ma venivano subito coliti da 5 punti regali, in ogni senso, a poco serviva il canestro da tre di Monk a 10:37 se la difesa di Charlotte si mostrava incapace di fermare l’attacco avversario capace di colpire con facilità disarmante.

Bogdanovic realizzava da tre e chiudendo il cerchio a 8:35 (liberi splittati), dava una mano ai californiani portandoli sul +12 nuovamente (35-47).

A 7:51 una devastante two hand in corsa di Holmes in faccia a Cody costringeva al time-out Borrego che in 4 minuti, subendo un parziale di 5-16, non poteva esser contento.

Rozier da tre e Bridges in euro-step tentavano di rimontare ma lo steso Rozier in entrata con troppi difensori addosso lanciava con una specie di scoop largo la palla che si incastrava tra il cronometro e il tabellone.

Con lo scopettone delle pulizie ci pensava l’applaudito Marvin Williams (al terzo tentativo) a recuperarla senza lancio di scarpe o simili…

P.J. In post basso destro mostrava ancora quel movimento veloce in spin sul difensore con tocco morbido che sa fare e tenendo sul tentativo di anticipo del difensore in area, girava ancora bene trovandosi solo per la dunk.

A 6:10 era Cody a sfruttare il pitturato con l’entrata in terzo tempo abbassandosi oltre il difensore.

Walton chiedeva la pausa sul 46-53 favorendo la ripresa del ritmo dei suoi che con Bjelica in entrata andava troppo facilmente a segno (48-56) e ripetendosi su Miles a 3:33 lanciava i suoi sul 48-60…

Ancora una volta era il rush finale della frazione a riportare in gara Charlotte: P.J. A 2:45 rischiando la tripla accorciava di tre rimanendo perfettamente immacolato al tiro Zeller metteva dentro un tap-in su errore di Rozier e il “locale” Barnes interrompeva con un canestro per il 53-62.

Charlotte però trovava l’entrata di Rozier per l’appoggio easy di Cody più quella di Graham, bravo con un bound pass corto a liberare la potenza di P.J. Sotto canestro.

Rozier, aggressivo, in entrata battezzava l’anello con il floater per il 59-62 prima che Barnes lo abbattesse sull’altro fronte mettendo dentro il banker.

Da una second chance favorita da un tuffo a terra di Bridges, si estendeva l’azione sul fronte debole, la tripla di Rozier era fermata da Bjelica con il fallo.

2/3 prima che Barnes infilando il floater chiudesse le ostilità sul61-66.

3° quarto:

Avvio preoccupante dopo la tripla di Hield visto il secondo periodo ma la replica immediata da oltre l’arco di Bridges seguita da due liberi a segno di Rozier (10:33) e dal bis di Miles da fuori ci portavano in parità.

Holmes in mezzo alla nostra difesa sfortunata e brancolante segnava il nuovo vantaggio per i nostri avversari, l’apertura cambio lato di Bacon era poi spettacolare ma il passaggio era per gli spettatori di una delle prime file…

Barnes no ma Holmes su Zeller continuava a pasteggiare in schiacciata, sfortunato in & out di Bridges da marcato e Fox in entrata, la frittata sembrava fatta (69-75).

Ci pensava un caldo Terry Rozier a 7:46 a far scaldare gli Hornets con una bomba addensando il risultato a 7:01 con un’altra bomba.

Fox mancava in fast break il sorpasso ma Holmes tentava di far appiccicare il risultato al fondo Kings ma il ribaltamento della frittata avveniva con lancio spettacolare dalla padella: Graham da casa sua (qualcosa in meno della tripla vincente di qualche anno fa da parte di Daniels proprio a Sacramento) infilava da casa sua la retina per il 78-77.

Sulle ali dell’entusiasmo Charlotte scappava a 4:13 quando Rozier, capendo tutto in anticipo, rubava palla frapponendosi tra Bjelica e Ariza pronto a ricevere in punta: l’involata solitaria della nostra nuova PG produceva l’82-79.

Fox andava dentro troppo facilmente ma era un episodio poiché a 3:04 Monk mandava dentro la saetta frontale, e a 1:25 pulendo ancora la retinaci portava sull’88-81 con i Re al palo.

A sbloccare i Kings ci pensava Bogdanovic che sfruttava un rimbalzo non messo in sicurezza da Zeller, il quale rimanendo piantato costringeva al fallo in seconda battuta.

Out Cody, two and one per l’88-84 al quale replicava Williams, abile a realizzare dal corner sinistro su uno scarico intelligente di Washington.

Devonte’ in lunetta fissava con un 2/2 il quarto sul 93-84.

Frazione che arrideva decisamente agli Hornets che tirando nel periodo con il 48% avevano la meglio sui Kings nemmeno giunti al 40%…

Zeller fermato con l’intervento irregolare.

4° quarto:

L’apertura di quarto puntava a solidificare il risultato e il tap-in di Williams andava in questa direzione così come l’entrata diagonale di Malik con gran balzo e appoggio al plexiglass.

Hield toccando la linea laterale sinistra su pressione di Williams commetteva TO e gli Hornets continuando a metter dentro tiri con regolarità avevano il tempo, lesto a scorrere, dalla loro parte.

Marvin (9:42), spalle a canestro era bravo a prender la spinta del pur esperto Ariza e a lanciarsi in un turn around fade-away solo cotone, peccato sbagliasse la cosa più semplice, il libero…

Nonostante ciò, gli Hornets, sul 101-87 si potevano permettere di incassare due punti di Barnes in sottomano veleggiato senza soffrire, P.J. Rimediava in un fast break 3 contro 2 servito da Monk andando per la jam.

Al lungo due di Fox a 6:36 rispondeva un ritrovato Monk con la tripla da catch n’shoot sulla sinistra.

106-91, nulla sembrava impensierire gli Hornets che tuttavia mandavano i cervelli in spogliatoio così dopo due TO di Bridges, se avessero sfruttato meglio il secondo, dopo aver punito il primo , si sarebbero potuti trovare sul -4 ma nella fretta, in area, sulla transizione, la spicchiata si disperdeva così come le possibilità di vittoria.

La spuntavano così gli Hornets che la chiudevano sul 118-111.

Le Pagelle

Terry Rozier: 7

La miglior versione del play fino a oggi.

Elettrico nel terzo quarto, è meno fluido di Kemba (chi non lo sarebbe?) e usa troppo il braccio a protezione per allontanare il difensore, questo a volte gli costa troppi TO ma un paio di triple che piovono dentro, il floater e i 6 assist smazzati durante la gara oltre ai 22 punti, sono importanti. Mette in sicurezza con autorevolezza qualche rimbalzo anche se non sempre riesce a tenere l’avversario diretto e sui close-out su Hield è troppo lontano a volte, compensa con una steal d’anticipo, fuga e jam da antologia.

Dwayne Bacon: 5

3 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate.

Una delle steal gli arriva piovuta dal cielo o sugli stichi, con l’avversario senza tempo a provar l’impossibile. 1/8 dal campo, sparisce velocemente o evita responsabilità… spesso lungo e fuori misura, non si capisce che fine abbiano fatto le sue entrate. Nessun tiro dalla lunetta e 3 TO.

Miles Bridges: 6

17 punti, 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 33:57. Mah… puntato dai vari incursori fa una brutta figura spesso in serata e lui può fare meglio di così. Tira con 7/11 dal campo e 3/5 da fuori. Utile ma il voto che potrebbe sembrare ingeneroso, soffre anche delle due palle perse finali (5 TO totali) che non influiscono sul risultato ma sono preoccupanti nella gestione della sfera. Difficile potergli dare di più, il 6 è tirato per i capelli per la fase offensiva ma in difesa deve far meglio…

P.J. Washington: 8

23 pt., 8 rimbalzi, 3 assist. Chiude con 10/13 dal campo dopo esser partito nel primo tempo con 7/7. Bravo e sicuro a salire nei pressi del canestro a schiacciare rapidamente e potentemente. Big night per il rookie senza TO e senza paura. Oltre alle jam, alcune perle in post basso con mezzo giro molto veloce sul piede perno e floater o alzata morbidissima. Aveva chiuso con un 7/7 nei primi 24 minuti…

Cody Zeller: 6

12 pt., 15 rimbalzi, 5 assist. 6/14 dal campo, non proprio il massimo e anche dietro, nonostante sia il baluardo delle mura, a volte lascia a desiderare. Holmes nella notte lo fa secco almeno tre volte pesantemente ma non fa sfracelli anche se tira con l’80%. Prende più rimbalzi del dirimpettaio anche se ha la metà dell’atletismo e a volte la velocità non è il top mentre in attacco può giocare anche da fermo e scambiare per i compagni esterni che possono esser mandati al tiro dalle sue precise aperture.

Devonte’ Graham: 7

12 pt., 5 rimbalzi, 9 assist. 3 TO ma a fronte i 9 assist per una PG di riserva, fino a ieri dodicesima in statistica assist stagionale, migliorata ancora decimalmente vedremo se avrà scalato posizioni ancora. Tira con convinzione anche ben oltre la linea da tre. Ne mette un paio e quella siderale ci porta avanti per un vantaggio mai più lasciato…

Marvin Williams: 7

11 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Gli riesce bene stavolta ciò che non gli era riuscito contro le squadre ingelosirne, ovvero la difesa. In attacco con 4/4 da un buon contributo. Utile alla causa nella notte e fa anche da ragazzo bordo campo quando con il bastone dell’asciuga-parquet tira giù un pallone incastratosi sopra il tabellone. Qualche fischio ma più applausi, giunto al terzo tentativo.

Malik Monk: 7,5

18 punti, 4 rimbalzi, 2 assist. 7/12 dal campo. Buona prova di Monk che sbaglia poco e scaglia diversi fulmini come il catch n’shoot tripla dal lato sinistro nel secondo tempo o anche la bella entrata in diagonale 1 vs 1 con balzo ed appoggio al plexiglass. Sicuro, trova anche il tempo per cambiare mano in entrata. Finalmente una sua bella prestazione.

Cody Martin: s.v.

0 pt., 1 rubata. Scena quasi muta in 4:51. -8 di plus/minus.

Coach James Borrego: 6,5

La squadra presenta le lacune descritte in analisi. Molto deludente il primo tempo, un passo indietro rispetto alle altre gare giocate, tuttavia il team si riprende e gioca una buona pallacanestro come dimostrato dai 30 assist contro gli 11 dei solisti Kings.

Game 4: Charlotte Hornets @ Los Angeles Clippers 96-111

Intro

I Los Angeles Clippers nascono a Buffalo come Braves se esordiscono nella stagione 1970/71 con un record di 22-60 ripetuto l’anno successivo.

Nella travagliata storia della franchigia, altre due città si intrecciano prima che la matassa si dipani trovando casa a Los Angeles.

San Diego è la tappa che gli allora già Clippers vissero prima di approdare a L.A.

Una permanenza non spesso felice quella dei Velieri con in città i più blasonati Lakers ma non solo… i risultati, salvo poche eccezioni, sono sempre stati magri.

A San Diego i pessimi risultati influirono sulla presenza del pubblico e Donald Sterling (sì, proprio colui che fu bandito a vita dalla NBA per i suoi commenti razzisti) li portò in quel di Los Angeles anche senza il consenso della NBA.

Arrivò una multa di 6 milioni di dollari ma risultati sul campo, nulla…

Solo negli ultimi anni, con l’arrivo di Cris Paul dagli Hornets di New Orleans e l’arrivo di giocatori come Blake Griffin, DeAndre Jordan, J.J. Redick e altri, hanno cominciato ad ottenere risultati apprezzabili e andare oltre il 60,0% in Regular Season anche se nei P.O. ancora latitano.

Quest’anno è arrivato Leonard, il che li rende, nell’insieme una delle favoritissime per il titolo ma chi non ha l’età o non ha memoria si scorda che questa fu una franchigia nettamente perdente fino a qualche anno fa.

La speranza è che gli Hornets non seguano l’esempio di San Diego né quello di Sterling (vero nome, Donald Tokowitz) ma che in breve si trasformino nei Clippers odierni.

Troppo spesso ho sentito denigrare e offendere squadre deboli, ciò, oltre che non essere sportivo è anche piuttosto stupido perché la ruota karmica (mi piace definirla così), nonostante i bastoni messi negli ingranaggi dalla NBA stessa, gira e anche se lo fa molto più lentamente con i team che hanno meno possibilità, se non si dovesse rompere e Jordan volesse dare una spinta, anche gli Hornets torneranno a essere una buona squadra.
Per ora accontentiamoci della solita sfida Davide contro Golia, senza speranze in partite che forse serviranno per far crescere qualche nostra attuale giovane speranza futura…

Analisi

Troppa roba questi Clippers per gli attuali Hornets, ovviamente.

L’accelerazione finale della squadra di Rivers ha prodotto il divario finale con gli Hornets ancora eclissati nel second time.

Aiutati da un Leonard al top e dalla panchina (in termini di punti) che nel secondo tempo ha riscattato la magra figura del primo, i Velieri hanno catturato 44 rimbalzi contro i 38 degli Hornets mettendoli in difficoltà offensivamente con una difesa attenta.

Nonostante ciò, nel primo tempo Charlotte è rimasta a tre lunghezze dagli avversari.

Il rush dei Clippers è avvenuto sul finire del terzo quarto mentre gli Hornets, come gli era accaduto contro i Lakers, sempre allo Staples Center, hanno sporcato le loro percentuali da tre punti (primo tempo sopra gli avversari) chiudendo con un 35,9% contro il 36,4%…

I TO sono stati 21 a testa e Rozier ne ha commessi ben 5, altra mezza stecca per l’ex play di Boston.

Per i Clippers Leonard ha chiuso a 30 punti, Shamet a 16 (12 veloci a inizio gara con un 4/4 da fuori), mentre l’eterno sesto uomo Lou Williams ha chiuso con 23 punti seguito da Harrell con 19.

Hornets sull’1-3 in classifica con il next game a Sacramento.

Starting Five

Beverley, Shamet, Leonard, Patterson e Zubac per i Clippers, Hornets con i titolari: Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

La Partita

1° quarto:

Hornets che invertono la solita buona partenza, l’avvio è tutto dei Clippers che vanno a bersaglio con il catch n’shoot di Shamet poi arrivano due FT di Leonard, 3 punti sempre dell’ex Raptors, quindi sullo 0-8, ecco la tripla di Zeller da dove l’aveva sparata contro i Lakers, il problema è che Kawhi non si fermava ma a 9:32 aggiungeva un FT per tre secondi chiamati agli Hornets, Shamet intervallava il compagno con l’uscita a ricciolo sulla diagonale sinistra per la tripla e ancora Leonard dalla baseline sinistra mandando a segno un jumper uno contro uno portava sul 3-14 la gara.

Borrego decideva che poteva bastare così e chiamava il time-out.

Al rientro un tap-in di Zeller e le triple di P.J. Washington e Rozier riavvicinavano sull’11-14 i Calabroni ma dalla distanza rispondevano ancor più decisamente i Velieri che,realizzavano con Shamet, Beverley e ancora Shamet (4/4 da 3 punti in avvio….) per 9 punti di parziale ai quali si aggiungevano i due per un assurdo tap-in altissimo e casuale di Zubac favorito dal plexigalass prima che a 4:24 Rozier da fuori interrompesse il parziale dei Clippers.

Monk, appena entrato, infilava dalla destra il suo primo tiro, sempre da tre, Harrell batteva con uno swooping hook elegante Biyombo ma Graham infilando due difensori arrivava sotto canestro e con un passaggio corto volante fatto passare sul fianco del corpo dei due favoriva la dunk di Biz.

Quando Shamet tagliava segnando in reverse layup i Clippers andavano sul 67% al tiro contro il 39% Hornets.

Biyombo e Marvin da sotto aumentavano le nostre percentuali, Graham su Harrell metteva una bomba e lo stesso numero 4 con un fade-away centrale impavido dava un altro strappo alla partita con un parziale di 9-0 che a fine quarto portava gli Hornets sul -1 (28-29).

“Scary” Terry Rozier in entrata.

2° quarto:

Monk in entrata portava subito per la prima volta in vantaggio i Calabroni che, dopo il 2+1 a 11:21 di Williams, trovavano il modo di andare sul +2 grazia a Biyombo che gettandosi dentro su un passaggio laterale di Graham, era toccato da Green.

2+1 a 11:09 per il 33-31.

A 10:31 Hornets sul +5 con il dardo avvelenato di Graham da tre (36-31), un vantaggio che scemava sino al -1 quando Leonard in plastico reverse layup dalla linea di fondo sinistra appoggiava oltre il ferro.

Borrego a 8:38 chiamava un break e Malik segnando faceva resistere gli Hornets al comando, almeno fino al pari del solito Leonard che in transizione depositava nonostante il tocco di Bridges in rimonta per la possibile stoppata.

P.J. Da tre andava in automatico e Monk controllando benissimo il corpo non commetteva sfondamento su Harrell che incassava il banker del 45-40.

Il treccioluto dei Clippers si rifaceva sfuggendo a Washington e segnando un two and one mentre gli Hornets con 4 possibilità in serie dalla lunetta compensavano con tre punti a quelli incassati da Harrell andando sul 48-43.

Zubac in dunk da transizione e Lou Williams ai liberi (3:15) tornavano a metter pressione a Charlotte che sul 48-47 trovava ancora la forza di spingere con Rozier in elbow jumper toccando quota 50.

A 2:28 però i Clippers erano back on top sul 50-51 anche se Rozier aveva un sussulto dal post basso destro con un little jumper per il nuovo vantaggio.

Il sorpasso definitivo sul finire del primo tempo avveniva con un 2+1 di Leonard che imitato da Zubac portavano sul 52-57 la gara.

Fase di two and one con P.J. Che servito con un bound pass da Graham metteva dentro ma senza convertire il libero.

Finivano così i primi 24 minuti perché a Rozier veniva (dal mio punto di vista) incomprensibilmente annullato un canestro in uno contro uno, non facile e veniva invertito anche il contatto.

54-57, ancora giocabile con gli Hornets a quota 11 TO, pari ai Clippers.

14 assist pari, 19-20 a rimbalzo, Clippers favoriti dal 4/6 ai liberi degli Hornets contro il proprio 11/13 e delle percentuali al tiro anche se gli Hornets da fuori con un 8/18 contro un 6/17 tiravano meglio…

Los Angeles Clippers forward Kawhi Leonard, front, goes up for a shot in front of Charlotte Hornets center Bismack Biyombo during the first half an NBA basketball game in Los Angeles, Monday, Oct. 28, 2019. (AP Photo/Kelvin Kuo)

3° quarto:

Avvio di secondo tempo con una tripla fallita da Rozier e un bad pass in transizione del nostro numero 3 con palla sul fondo.

La palla invece finiva nella nostra retina a causa di una tripla da fermo di Leonard che segnava anche in scoop nel pitturato oltre il corpo di P.J. Andato a chiudere in seconda battuta,

Patterson da 3 ed i Clippers soffiavano sul 57-65, Bridges era stoppato da Leonard e da Zubac sulla stessa azione ma Bacon a 9:30 indovinava la prima tripla di serata e l’intercetto di P.J. Lo portava a schiacciare in transizione per il 62-65.

Beverley in isolation metteva dentro andando oltre Rozier con un veloce crossover.

Lou Williams e Harkless mettevano due punti a testa e i Clippers saltavano via sul +9 (62-71) mentre nonostante gli sforzi i Calabroni non riuscivano più a rientrare veramente: il canestro di Graham valeva per il -6 (67-73), e anche la buona vena di Monk che produceva 4 punti consecutivi (la seconda azione con steal a Williams e dunk dinamitarda a una mano) servivano solo per tornare sul -6 (74-80) ma il finale di periodo era tutto di marca rossoblu e il divario raddoppiava sino al 74-86 dopo la tripla di Green.

4° quarto:

Partita sulla falsa riga di quella giocata nella notte precedente.

Hornets fuori dai giochi rapidamente dopo le triple di Harkless e Bridges per il 79-89, elastico ripristinato da Leonard che in entrata batteva il lento Biyombo per un two and one.

Rientrava Zeller ma le cose peggioravano: Leonard a 7:44 mostrava un’altra entrata con la difesa di Charlotte in imbarazzo sul 79-96 (-15…).

Gli Hornets nonostante un 7-0 run chiuso con una bomba da Bridges che li portava sul 90-98 a 4:14, incassavano ancora chiudendo sul 96-111, tornando sul -15 finale.

Le Pagelle

Terry Rozier: 5

Non riesce dare un gran ritmo e sbaglia tiri o appoggi per i compagni semplici. Gli arbitri lo tartassano per l’uso delle braccia eccessivo? (con Leonard però non si usa lo stesso metro) in attacco e gli annullano anche un buon canestro. Spesso dal palleggio arriva lento e corto per il floater, l’appoggio o il jumper, qualche buona difesa alternata a fughe in uno contro uno degli avversari come quella di Beverley. Non sono uno di quelli che lo boccerà subito a prescindere ma la prestazione di stasera con pochi assist, troppi TO e non molti punti non è d’aiuto alla squadra. Deve capire ancora qualche meccanismo.

Dwayne Bacon: 5

Non gioca molto ma rende anche poco. L’atavico problema degli Hornets negli ultimi anni, una guardia tiratrice vera e regolare che abbia magari un minimo di difesa. Prima tripla a bersaglio e unica nel secondo tempo, il che per una SG titolare in una squadra che tira da 3 spesso, non è molto…

Miles Bridges: 5,5

Brutta serata nonostante l’impegno difensivo. Qualche volta ha anche ragione su Leonard ma ciò gli costa energie in attacco e alla fine perde il duello. Non ripete la prestazione contro LAL. Si riprenderà. Queste sono partite dove devi essere aiutato per fare bene anche in attacco se in difesa ti devi spremere.

PJ Washington: 6

Nì… difesa ancora da perfezionare, punti normali per un titolare “di punta” che superi 25 minuti. Non tira male ma il gioco non è tutto lì e a parte la dunk in transizione e un paio di triple veloci, risulta un po’ avulso dal gioco a volte. Per il rookie of the year direi che è presto ancora per dire che sarà tra i protagonisti ma lo aspettiamo…

Cody Zeller: 6,5

Si muove molto puntando a creare spazi o a fare da perno per il gioco sugli esterni o in eventuale infilata dei compagni. Mette dentro tre triple! Di contro prende tre stoppate e soffre molto Zubac. Spende 4 falli abbastanza velocemente. Va ancora in doppia doppia con 14 punti e 13 rimbalzi. Lottatore senza paura anche quando la palla gli sfugge. 4 i rimbalzi offensivi.

Marvin Williams: 5

2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist in 17:15. Assolutamente marginale. 1/3 dal campo sbagliando le due triple, una tirata male per colpa dei compagni che gli forniscono la classica bomba che sta per scoppiare in mano, vedi cronometro…

Devonte’ Graham: 6,5

14 punti ma soprattutto 12 assist, deciso passo avanti in regia dove sforna ottimi assist rimbalzanti ma mostra anche l’assist volante in entrata sotto le braccia del difensore. Indovina un paio di triple. Palleggio in ritmo sempre alla ricerca di mandare fuori ritmo l’avversario, il limite è nella difesa che, a parte i 3 TO, sarà per l’esperienza, sarà per i cm, ma è poco utile in molte situazioni. 5/11 dal campo e un +3 nel plus/minus, cosa non da poco in serata.

Bismack Biyombo: 6,5

10 punti (4/4), 3 rimbalzi, 3 assist. La novità è che mette dentro tutto quello che gli capita anche se lo fa da attaccato al ferro. Riesce però ad esempio in un’azione a liberarsi del marcatore con buona finta e a metter dentro con coordinazione, la stessa che non ha ai liberi dove non flette, troppo legnoso… Trova comunque un two and one e gioca discretamente anche se non lo devono lasciar solo contro gli esterni. Leonard lo punta e lo batte guadagnandosi anche l’addizionale nonostante la trattenuta di Biz. Un TO nel pitturato avversario con 3 a chiuderlo sul palleggio spalle a canestro, troppo lento… +8 di plus/minus.

Malik Monk: 6

15 punti con 7/12 al tiro e il resto delle caselle è occupato da una riga di 1… Però, 1/5 da 3 e 4 TO, limite insieme alla difesa che a tratti però stasera è migliorata, riuscendo a far commettere un paio di TO in serie ai Clippers. Due sue giocate ci riavvicinavano dal -10 al -6, peccato per la tripla mancata che avrebbe tagliato il divario. +4 in plus/minus in 20:49.

Cody Martin: s.v.

3:44 di gioco, 0 pt. (0/1 FG), +7 di plus minus.

Coach James Borrego: 6

Fa ciò che può con il materiale a disposizione e qualche idea è buona ma il test era davvero eccessivo. C’è da dire che la squadra mi è sembrata sempre la stessa ma ha finito per mollare la presa quando ha capito che non sarebbe più rientrata. Sacramento sarà un test vero per vedere se dall’inizio stagione a oggi qualcosa è andato migliorando.

Game 3: Charlotte Hornets @ Los Angeles Lakers 101-120

Intro

Il tumulto dei Cihornets

Venerdì 18 giugno 1378, a Firenze il gonfaloniere di giustizia Salvestro de’ Medici chiede agli otto priori della città (ogni priore sorteggiato ricopriva il ruolo per due mesi) leggi più restrittive contro i nobili della città.

Per non tediarvi andrò molto speditamente, ma se aveste voglia di farvi un’idea della complessa situazione medioevale nella città, eco qui il link giusto:

La città era divisa in tre categorie sostanzialmente: nobili, borghesia (piccoli e grandi padroni delle arti che avevano bottega o “industrie”) e sottoproletariato e i detentori del potere erano sostanzialmente due.

La borghesia che sorteggiava i propri rappresentanti e i nobili, proprietari terrieri e di banche che intrattenevano con le loro banche rapporti con il Papa, per cui irriducibili guelfi.

Gli interessi della borghesia per cui non erano gli stessi, i più ricchi smaginavano verso le famiglie nobili ma quando i priori rifiutarono a Salvestro (non esattamente un guelfo ma abile politico) la richiesta, esso si dimise.

Le complesse vicende portarono la città intera a guardarsi con sospetto, in primis la piccola contro la grande borghesia che intratteneva rapporti con i nobili nullafacenti.

Voci ad arte fecero sì che alcuni operai senza diritto venissero accusate di una rivoluzione che venne confermata poi da uno dei prigionieri (tale Simoncino che rivendicava i diritti degli ultimi), portate davanti ai priori e messa sotto tortura per far confessare il piano d’azione previsto per il 20 luglio.

Quando l’orologiaio, fattore esterno al popolo grasso che stava riparando l’orologio di Palazzo Vecchio ode le urla degli operai torturati si schiera con gli ultimi.

All’alba esce, si arma e da l’allarme, la folla marcia verso il palazzo mentre i priori aspettano, oltre al centinaio di soldati mercenari (poco interessati a difender il palazzo) le corporazioni delle Arti (le torture avvennero su loro indicazione) ma di questi non si vedrà nessuno.

Costretti a restituire i prigionieri, l’ira del popolo vero si riverbera sulle case degli industriali e sugli odiati lanaioli.

Dopo aver vinto questa battaglia i Ciompi (così sono definiti) e aver istituito tre nuove arti, rifatto i sacchi dei nomi per esser nominati come priori (cosa che prima non accadeva), l’inesperienza del loro rappresentante Michele di Lando, le richieste continue di una parte di popolo e abili manovre persuasive con voci messe in giro ad arte, portarono a una contro-insurrezione che ripristinò lo status precedente e successivamente rafforzò il potere del ceto medio ma soprattutto ricco.

A beneficiarne fu lo stesso Salvestro de’ Medici, una vera e propria banderuola 4 venti in questa storia ma ciò che amaramente emerge in questa storia è la costante interconnessione dei rapporti di forza nella nostra società, anche nella NBA dove il gruppo è unico, le entrate sono condivise e i giocatori hanno un sindacato forte e ricevono lauti stipendi.

Il problema odierno però si annida negli equilibri tra squadre storiche che hanno appeal e franchigie con vite travagliate che, oltre alle proprie mancanze, soffrono ragionamenti iniqui tanto da far scender l’entusiasmo quando di fronte vi sono una squadra che ha potuto rilanciarsi alla grande nel giro di pochi anni e una che non ha parimenti possibilità di competere.

Negli anni, l’equilibrio di queste forze si è spostato, rendendo questa nuova NBA meno interessante da vedere dal mio punto di vista.

Va da sé che nella triplice trasferta degli Hornets sulla West Coast una W dovrebbe essere solo un miraggio, salvo miracoli.

Starting Five

Bradley (8 pt.), D. Green(5 pt.), James (20 pt., 12 assist), Davis (29 pt., 14 rimbalzi), McGee (10 pt.), in panchina Caruso chiuderà con 5 buoni punti e Howard darà una consistente mano con 16 punti e 10 rimbalzi, tipica prova da ex.

Hornets con: Rozier, Bacon, Bridges, P.J. Washington e il rientrante Zeller.

Analisi

Come facilmente prevedibile, la disparità delle forze in campo ha finito per dare il risultato pronosticabile.

Gli Hornets, nettamente più leggeri, meno talentuosi e solidi, hanno usato le loro armi: velocità, fast break e tiro da tre punti finché ha retto.

Le difficoltà realizzative del team si sono palesate a inizio ultimo quarto e son state una componente pesante, anche perché Graham ha sparacchiato in serata…

7/15 nel primo tempo, 3/20 nel secondo per un 10/35 totale da tre punti che ha finito per avvantaggiare i Lakers ai quali è stato dato filo da torcere per tre quarti comunque nonostante un Anthony Davis in forma ma nel primo tempo Green ha chiuso con 0 pt. e James solo nel finale ha trovato 4 punti (2 ai liberi).

21-33 di parziale nell’ultimo quarto con James e Howard troppo esperti e muscolari per i nostri.

Da segnalare in positivo la gagliarda prova di Zeller che è stato ferito da Davis all’arcata sopraccigliare sinistra e poi da McGee sull’avambraccio destro con due ferite sanguinanti che l’hanno sottratto dal campo per qualche minuto solamente nel primo caso.

Comunque sia, come nella rivolta dei Ciompi si sapeva già sarebbe finita male ma si prova a cambiar qualcosa ugualmente…

Qualche dato statistico in più lo troverete nella pagella in fondo dedicata a coach Borrego.

La Partita

1° quarto:

Era proprio il rientrante Zeller a trascinare gli Hornets nel brillante inizio: a 11:15, forzato dal tempo che stava per scadere andava alla conclusione da tre punti centrando perfettamente il bersaglio, Bradley in entrata accorciava e McGee in transizione metteva dentro una dunk dopo una stoppata di Davis ma Cody a 9:40 in entrata batteva McGee che si rifaceva con un semi-gancio nel pitturato.

A 9:13 su assist di Zeller, Bridges riportava sopra i viola con la tripla (8-6) e Cody in difesa andando a stoppare sotto canestro il centro avversario dava una mano anche sull’altro lato.

Rozier a 8:48 si prendeva il mezzo e due FT mentre a 8:07 in transizione sparava da tre per il 13-8 (3/3 da fuori per gli Hornets in avvio), quindi a 7:35 il jumper dalla FT line di Zeller consigliava a Vogel la pausa sul 15-8.

Bridges a 7:05 estendeva il vantaggio con due liberi ma i Lakers usando il fisico ed in particolare Anthony Davis che, aiutato da James in un paio di azioni, metteva a segno tre canestri per sei punti.

Borrego a 5:47 correva ai ripari chiamando un timeout con l’idea di metter dentro un po’ di fisicità, nella fattispecie Biyombo e Marvin ma mentre il primo falliva miseramente in attacco, il secondo era deleterio su ambo i lati del parquet.

A 3:40 Davis dalla diagonale destra realizzava anche la tripla del 21-19 e a 3:13, favorito dalla lost ball di Rozier andava a impattare dalla lunetta per portare in vantaggio al squadra di Vogel dal post basso destro con un gancio in turnaround su Williams.

Quando Howard, l’ex, eseguiva un alley-oop in reverse a 2:00 dalla fine del primo, la partita sembrava già segnata ma Zeller provava a riaprirla mettendo dentro in corsa su assist di Monk.

Il problema era che lo 0/5 a rimbalzo offensivo favoriva i locali ed il primo rebound in attacco catturato da Zeller era sfruttato malissimo da Monk con una tripla storta.

Davis da tre frantumava Williams ancora mandando sul -7 i Calabroni (23-30) che nel finale però inanellavano 5 punti grazie a una rimessa dal fondo di Graham che sorprendeva la difesa giallo-vola grazie al taglio dunk di Zeller e poi quasi sulla sirena Howard con un “furbesco” fallo fermava Graham al disperato tiro da tre ma un arbitro se ne accorgeva e trasformava un nulla di fatto in 3 FT che servivano alla squadra di Borrego per giungere sul 28-30.

Rozier tenta di sfuggire a Bradley.

2° quarto:

Per raggiungere il pari ci voleva ancora l’assist di Graham per un P.J. In taglio verticale ma un floater di Davis e un canestro di Howard (mancava l’and one) a 10:47 restituivano 4 punti in più ai Lacustri.

Caldwell-Pope “metteva dentro” in transizione grazie al goaltending di Monk per poi infilare veramente la retina su una second chance propiziata da un altro rimbalzo offensivo di Howard (32-39).

Bacon e Rozier con due FT a bersaglio a testa riportavano Charlotte al -3, a 8:20 Marvin da fuori pareggiava a mezzo bomba anche se la penetrazione e scarico Bacon andava a rischio sfondamento.

Caldwell-Pope, Howard e Cook per i Lakers era no i comprimari atti a spingere nuovamente i Lacustri verso la fuga ma dopo lo scoop di Bridges e il reverse di Bradley dalla linea di fondo, i purple compivano un deciso passo avanti verso il rientro quando Graham dalla lunga centrava il bersaglio dalla lunga a 4:55 infilando anche il FT per spinta alle spalle di Cook.

A 4:37, dopo una stoppata in aiuto su Davis, Zeller correggeva in transizione l’errore di Miles pareggiando a quota 47 il match.

Ad alzare il tiro e il punteggio piovevano in serie le bombe di Davis, P.J., Cook (assist di James a 0 pt. ma 8 assist) e Bridges a 3:13 per il 53 pari.

Graham otteneva un offensive foul di Davis e due successivi FT a favore m,a nel finale James segnando due FT e andando a metter dentro in transizione riportava sopra i californiani (57-59) prima che a :49.1 un Bridges in cambio direzione e in transizione, ottenesse con lo scoop anche il fallo di Cook.

Vantaggio, svantaggio con la dunk da rimbalzo offensivo di Davis, spin di Bacon su Daniels per il contro-sorpasso ma l’ultima parola del primo tempo l’aveva Davis che per una trattenuta di Miles realizzava a una manciata di secondi dalla fine i liberi per il divertente 62-63 del primo tempo.

Zeller chiudeva con 13 punti e 5 rimbalzi il primo tempo ma durante una fase di gioco a rimbalzo difensivo, commettendo una leva che atterrava Davis era colpito dal Monociglio in faccia e doveva necessariamente abbandonare il campo per sanguinamento e questo avvantaggiava i LAL nel finale.

Charlotte è Under The Bridges, per quasui parafrasare una nota canzone dei Red Hot Chili Peppers. Miles chiuderà con 23 punti, suo massimo in carriera, anche se non basteranno per evitare la L.

3° quarto:

I Lakers provavano a scrollarsi di dosso subito i meno quotati avversari che tuttavia opponevano le loro caratteristiche, ovvero velocità e transizione: una tripla di Bacon proprio in contropiede a 9:50 valeva il riavvicinamento sul 66-68.

Davis mancava due tiri spingendo anche il rientrante Cody, tutto buono e McGee ringraziava segnando mancando però il FT addizionale.

Bacon realizzava un alley-oop in transizione su lancio di Rozier e poi sparava dal logo laterale sinistro dei Lakers in faccia a Green per il 70-72.

Una dunk di McGee (sfruttando il passaggio e il raddoppio portato a Davis) e uno spin con appoggio in transizione di James per il +6 Lakers ma un mismatch di Zeller su Green nel pitturato e da una palla toccata dallo stesso Cody nascevano le due azioni che portavano al 74-76 (fast break chiuso da Bacon a 6:18 la seconda).

Gli Hornets cominciavano a dare segni di cedimento sul 78-81 quando Williams, Graham e Bacon mancavano il pari con la loro tripla a testa sparata a salve.

Howard iniziava a giganteggiare segnando con un banker e anche se Bacon infilava un pregevolissimo fade-away su Caldwell-Pope, Davis inchiodando in schiacciata e stoppando Graham dava un +5 ampliato da Howard a :28.1 che realizzava da sotto ma “mancava il solito” addizionale.

4° quarto:

Brutta partenza per Charlotte nell’ultima frazione: P.J. Cercando di aprire il gioco dalla punta sul lato non si avvedeva di un Caruso già sulla linea di passaggio sebbene ravvicinatissimo, steal, fuga e inchiodata a una mano…

In breve gli Hornets uscivano dalla gara perché dietro i muscolari Lakers facevano buona guardia respingendo qualche tentativo, ad esempio Howard stoppava Cody ma prima ancora James inanellava due canestri per 5 punti che a 9:30 mandavano già i titoli di coda con i Lakers fuggiti sull’82-97…

I Lakers toccavano il +20 con una bomba di Caldwell-Pope, poi rispondevano Rozier da tre e una buona entrata di Bridges frontale ma la gara era finita e si divertivano come bambini solo James e Howard che infierivano sulla difesa di Charlotte che non difendendo nemmeno più al massimo lasciava fare pensando all’altra sfida impossibile in back to back con i Clippers.

Finiva 101-120…

Le Pagelle

Terry Rozier: 5,5

19 pt. (3/10 da 3 pt.), 6 rimbalzi, 4 assist. 8 dei suoi punti arrivano a gara persa, tre TO a fronte di 4 assist. Voglia di andare su tutti i palloni ce n’è anche a gara compromessa (un suo salvataggio sotto gli occhi di Borrego) ma difensivamente non è quel giocatore che mi aspettavo. Un po’ preso in mezzo fatica.

Dwayne Bacon: 6

15 pt., 6 rimbalzi. Un solo TO e alcuni canestri pregevoli come quello su Caldwell-Pope in fade-away o lo spin nel pitturato su Daniels ma anche tiri da tre nettamente falliti.

Sbaglia un po’ troppo nella fase decisiva ma era sempre stato lui sul finire della terza frazione a trovar canestri per lasciarci in scia.

Miles Bridges: 7

23 punti, 6 rimbalzi, 3 assist. Un’ottima difesa su James, si alterna con P.J. Mentre in attacco spinge arrivando a 15 punti e con 23 punti arriva al suo career-high. Difensore più solido di P.J., nettamente, ha contribuito a tenere in gara gli Hornets per lungo tempo, il suo rientro nell’ultimo quarto è avvenuto a partita ormai persa. 3 TO e una garanzia ai liberi sparando con quasi il 50% dal campo.

P.J. Washington: 5

Primo tempo quieto per il rookie che tuttavia fa discreta guardia in difesa. Nella ripresa abdica contro i lunghi. Finirà con 8 punti e 6 rimbalzi, 2/7 dal campo e 3 TO in 35:45… Per oggi il voto è 5 ma credo possa fare meglio per il futuro.

Cody Zeller: 7,5

19 punti, 14 rimbalzi, 3 rubate, 3 stoppate. Se non aveste letto il nome forse stareste pensando a un centro più blasonato, invece è l’operaio guerriero Cody Zeller. Partenza spettacolare, offensivamente ma anche difensivamente sebbene non possa colmare il gap dei rimbalzi offensivi a favore degli avversari con più kg e muscoli. Chiude con 13 punti e 5 rimbalzi il primo tempo ma anche con un taglio al sopracciglio sinistro dopo aver mandato a terra Davis che gli rifilava una gomitata cadendo e nel secondo tempo McGee lo fa sanguinare nuovamente, questa volta per un taglio sull’avambraccio destro.

Devonte’ Graham: 5

9 pt., 3 rimbalzi, 5 assist. 6/6 ai liberi ma un pessimo 1/3 dal campo, quasi inspiegabile rispetto alle medie che ha tenuto nelle prime due partite. Un po’ in sfiducia, non può essere comunque questo… dopo esser stato sulla Luna scende negli abissi e anche lui manca alcuni tiri nella fase più delicata del match che scivola velocemente via.

Marvin Williams: 5

5 pt., 2 rimbalzi. Più piantato di una quercia A. Davis gli tira in faccia un paio di volte affondandolo. Prestazione difensiva scadente in linea con l’ultima, in attacco mette una tripla su tre con 2/6 totale. -12 di plus/minus.

Bismack Biyombo: 5,5

1 rimbalzo, 1 assist in 5:24 di sperimentazione borreghiana sul fatto di opporre muscoli ai muscoli in una fase durante la quale gli Hornets non stavano tenendo. Non funziona e non rientra più in campo.

Malik Monk: 4,5

In poco più di 14 minuti sul campo ci prova 4 volte e non mette un tiro (due volte stoppato), non si procura un libero, in compenso perde un pallone e ottiene un -22 significativo che indica durante la sua presenza in campo una difesa più lacerata. Credevo molto all’inizio in questo giocatore ma mi sa che ho preso una cantonata grande come il Ticino… Chissà se la possibilità ventilata di far parte dello starting five abbia influito, di certo le sue non prestazioni peggiorano e danneggiano questi Hornets.

Willy Hernangomez: s.v.

2:20 finali, 0 pt., 1 assist. Carpet losangelino per lui…

Cody Martin: s.v.

Dentro a 1:44 dalla fine realizza tre punti.

Caleb Martin: s.v.

Probabilmente Borrego mette il gemello di Cody come effetto speciale per fare impazzire il pubblico. Di holliwoodiano c’è poco ma confonde anche il nostro telecronista.

Coach James Borrego: 6

Aveva indicato nei TO la cosa più importante da curare in serata, sono 14 contro i 13 dei Lakers, si può far meglio ma non siamo andati così male… 21/23 ai liberi, ben sfruttati contro l’11/14 LAL. 45-47 a rimbalzo (finiamo sopra 13-10 all’offensivo) ma 38,5% al tiro contro il 52,7% LAL al tiro fa la differenza. Con poca esperienza e meno fisico oppone tre quarti di resistenza, poi nel pitturato i Lakers son troppo massicci e la stamina per la precisione da fuori è bassa, si scivola fuori dal match…

Game 2: Charlotte Hornets Vs Minnesota Timberwolves 99-121

Scivolhornets

8/9 aprile 1940.

Le forze naziste a sorpresa attaccano la Norvegia.

Re Haakon VII di Norvegia, nato a Charlottenlund (in Danimarca) è il primo re dello stato dei fiordi dopo la separazione avvenuta dalla Svezia nel 1905.

Suo fratello maggiore, Cristiano X, è Re di Danimarca e deve cedere sotto le pressioni di Hitler.

La flotta tedesca si “incaglia” metaforicamente a Oscarsborg, la fortezza attaccata, questo consente al Re di prendere un treno insieme ai parlamentari per organizzare le scelte future.

Il sovrano è in fuga e rimette le decisioni al parlamento sul lasciare nelle mani di un simpatizzante nazista inviso al popolo la nazione e di arrendersi poiché questo andrebbe contro i suoi principi di libertà nonostante il re non voglia assolutamente far spander di rosso sangue l’immacolata neve.

Il re è “nudo” e con le spalle al muro, qualsiasi decisione sofferta non sarà ottimale.

La scelta del re (se volete dargli un’occhiata lo trovate sul sito di RAI Film) è una pellicola che racconta la sua avventura; l’attacco subito dall’aviazione tedesca e la fuga in un bosco, l’incontro con un giovanissimo soldato… difensori armati di buonissima volontà ma non adeguatamente di fronte alla furia degli invasori.

Nei boschi ovattati di neve si respira un’atmosfera tranquilla apparentemente ma minacciata dai da Timberwolves.

Famelicamente i lupi avanzano cercando di aver la meglio sulla preda ma anche se sia il re che il soldato sanno che sarà disperata la resistenza, il fine ultimo che riunisce lo zenit e il nadir è chiuso in un motto: “Alt For Norge””, “Tutto per la Norvegia”.

Questo dovrebbe racchiudere il senso per una squadra sulla carta meno forte rispetto a quasi tutti gli altri team NBA.

Spirito di sacrificio per arrivare all’obiettivo in comune, anche se l’alt dovesse essere inteso come uno stop momentaneo ma avendo dato tutto, avendo progredito tatticamente, tecnicamente e avendo preso più decisioni giuste possibili.

Analisi

Sapevamo che questa squadra è giovane e ha delle lacune.

La partita contro i Bulls è stata per certi versi straordinaria in percentuali al tiro, questa sera Charlotte non si è ripetuta e l’assenza improvvisa di Zeller ha finito per pesare perché Towns ha chiuso con 37 punti, 15 rimbalzi e 8 assist aiutato da 16 punti di Wiggins e 14 di Okogie.

Non tanto per colpa di Biyombo che tra aiuti, falli e buona prestanza fisica l’ha subito poco ma perché Williams e Willy si sono dimostrati inadeguati quando è stato il loro turno.
La partita non è stata tutta lì e Charlotte ha sofferto anche i tagli di Okogie in difesa ma anche le folate di Wiggins, tuttavia la squadra di Borrego è rimasta in gara fino a qualche minuto dall’inizio del terzo quarto quando, un quintetto probabilmente mal assortito, ha incassato un parziale di 14-0 che ha lanciato Minnesota in fuga, quella decisiva.

La squadra pattina sul ghiaccio instabile in difesa e il permafrost senza Biyombo o Zeller sembra ceder di schianto…

Di buono c’è un Devonte’ Graham che, al contrario di una panchina dalla serata negativa, si conferma a livelli stratosferici al tiro da tre punti ma che ha lasciato giù 3 palloni in TO (nemmeno troppi per uno dal quale passano tutte le disperate azioni) che sono ancora un problema per questo young team.

Quanto incida il ritmo forsennato dei primi minuti è un dato da non sottovalutare…

Comunque sia da segnalare tra le “varie ed eventuali” i primi canestri di Caleb Martin e Cody Martin, ottenuti incredibilmente alla stessa maniera in alley-oop con il lancio dei componenti di Graham e Rozier rispettivamente e al primo canestro di McDaniels nel finale.

26-30 negli assist, una statistica limitata ma il 42-52 della sfida a rimbalzo si è dimostrato pesante, specialmente nel momento decisivo.

24 i punti di Graham con 6/9 da fuori, 17 quelli di Bridges mentre P.J. Ha chiuso con un 10 punti e 10 (rimbalzi) da doppia doppia.

La Partita

1° quarto:

Inizio sfolgorante degli Hornets che sorprendevano Minnie: 11:42 snap back pass per Bridges che calava la tripla da fermo trovando il momento giusto, quick drag screen per Rozier che prendendo il mezzo beffava il lungo in floater e poi andando a destra in entrata ad appoggiare, gli ospiti con una dunk di Wiggins interrompevano il parziale ma Bacon con un’entrata caracollante e P.J. Washington in schiacciata consigliavano a Saunders il time-out a 9:06 sull’11-2.

Graham commetteva fallo su Bridges che splittando ci mandava in doppia cifra, poi Rozier dall’angolo destro del pitturato metteva il 14-2.

Gli Hornets mettevano energia in campo rischiando anche la chiamata arbitrale contro, così accadeva per un fallo su Wiggins che a 7:56 ringraziava in lunetta.

Biz in post basso e un letale catch n’shoot 3 di P.J. Dalla diagonale sinistra in transizione e gli Hornets scacciavano i problemi lanciandosi sul 21-6 dopo il canestro in entrata di Bacon a contatto autoscontri con il difensore.

9/10 FG per Charlotte, dall’altra parte faticava a ingranare Towns che partiva sì con due canestri più due and one che falliva ma aggiungeva un altro 0/2 dalla lunetta prima di centrare i suoi primi FT a 4:40 portando la partita sul 24-14.

A 4:23 Graham segnando da fuori faceva 3/3 per Charlotte che andava sul +13 ma il fresco Layman mettendo dentro la prima bomba di serata per Minnesota (1/8) recuperava.

Caleb stoppava Okogie che commetteva passi ma poi iniziava a carburare con un taglio sulla linea di fondo e reverse layup.

Towns nel frattempo aveva la meglio sul cambio Biz per Marvin e i Lupi si ritrovavano sul -2 (27-25) prima che Bridges sorprendesse la difesa con un’altra saetta da fuori.

Il quarto si chiudeva sul 32-30 dopo i canestri di Graham in rapido pull-up e la tripla di Layman.

Bacon tenta la conclusione sotto gli occhi del compagno Biyombo e degli avversari Towns e Teague.

2° quarto:

Minnesota interpretava meglio l’inizio di quarto e Okogie con un two and one portava per la prima volta in vantaggio gli ospiti 32-33 estendendo il vantaggio con Wiggins in layup dopo il nono TO di Charlotte.

La partita cominciava a diventare punto a punto con sorpassi e contro-sorpassi come quello ottenuto da Charlotte a 8:17 grazie al fulmine da 3 punti di Graham dalla diagonale destra per il 39-37Un alley-oop per Caleb Martin e una dunk esaltante di Willy a 7:13 galvanizzavano Charlotte (anche troppo lo spagnolo che si prendeva giustamente un tecnico per aver esultato in faccia a Vonleh che tuttavia Teague falliva) che a 6:48 andava sul 45-39 con l’entrata a ostacoli di Bacon.

Towns con un circus shot cercando il contatto con Biz trovava la retina ma non il congolese mentre Covington in transizione pescava anche il vantaggio con l’eurostep incorporato.

A 4:44 Biz in lunetta splittando agganciava così la parità a quota 46.

Towns dal corner destro metteva dentro un’altra conclusione difficilissima visto il movimento rapido e ballerino ma Graham direttamente dagli spogliatoi era cecchino implacabile.

Una dunk di Towns con risposta ancora da fuori di Graham erano due giocate da menzionare poiché rimarchevoli, ancor di più se si pensa che il nostro Gamberone andava sul 10/11 totale da 3 in due partite, meglio di Steph Curry…

Biz mancava 3 FT su 4 e gli Hornets a 2:00 dall’intervallo si ritrovavano ancora in parità sul 53 pari e un pessimo 4/13 dalla linea contro il 13/18 ospiti.

Covington al vetro appoggiava mentre nel mezzo gli arbitri punivano la caduta di Biz e Vonleh con il contemporaneo fallo fischiato al congolese.

Il FT supplementare era buono, il nostro Graham chiudeva a :09.5 con un ½ e Charlotte andava a riposo sul -2 (56-58).

3° quarto:

Biz apriva stoppando Wiggins ma a partire bene era Minnesota che raccoglieva con Towns e alzava il gap di altri due punti.

Rozier con il pick and roll trovava il corridoio facile per la P.J. Dunk, Teague rispondeva e Rozier fornendo il bounced pass corto a Biz per la schiacciata portava a casa un altro assist.

Charlotte però non riuscendo a fermare gli attacchi dei Lupi incassava il 62-66 di Covington sebbene Rozier sorgesse sul lato destro per la tripla ma Minnesota sparava benissimo e l’ex Graham, Treveon, colpendo a 9:21 lanciava sul 65-71 la squadra di Minneapolis.

Bridges con la tripla a 9:09 provava a fermare la fuga ma nonostante due FT di Rozier consentissero a Charlotte di andare sul 70-73, le triple di Towns, Okogie e due FT di Towns mandano fuori ritmo Charlotte che trovandosi sul 72-83 si sente sfiduciata.

Il quintetto e la pessima serata di qualche interprete non aiutano e Minnesota continuando a spingere pesca un parziale totale di 0-14 per la fuga sul 72-89…

Graham, chi altri, da tre lo interrompeva ma Wiggins sotto il canestro sfruttava il mismatch proprio con la nostra point guard ottenendo il two and one a 3:59.

La fuga si rivelava quella vincente perché i frastornati Hornets non opponevano con Willy adeguata resistenza a Towns che prima segnava da tre, poi andando a prendersi il rimbalzo offensivo schiacciava incrementando il vantaggio.

Layman e Vonleh replicavano gli stessi punti precedentemente descritti/ascritti a Towns e Graham poteva solo opporsi con un’altra bomba (6/8) a :39.7 per il 79-103 prima che Willy fissasse la fine del quarto sull’81-103…

I gemelli Martin entrambi in campo. Distingueteli voi se ci riuscite…

4° quarto:

Nel garbage time segnano in alley-oop Martin (Cody) e nel finale nel pitturato anche McDaniels.

Charlotte non riesce più a riavvicinarsi seriamente e la prima schiacciata di Graham in NBA è un altro flash da ricordare nonostante la sconfitta.

Le Pagelle

Terry Rozier: 6,5

Doppia doppia da 11 punti e 10 assist con un ottimo inizio e assist semplici ma pregevolmente utili. Sbaglia poco al tiro ma gioca poco più di 17 minuti con Graham in realtà a prendere il suo minutaggio nonostante parta nello starting five e bene. Molto meglio rispetto alla gara contro Chicago, Borrego lo propone poco per la small ball anche perché il limite di serata consiste nei falli spesi, l’ultimo in aiuto e quando esce è un po’ fuori fase insieme alla squadra.

Dwayne Bacon: 5

Day Off per le sue possibilità. 8 punti, 4 rimbalzi e un 4/11 al tiro con 0/1 nelle triple. Da lui ci si aspetta arrivi almeno sulla dozzina di punti in serate no. Certo, gioca poco più di 20 minuti e il discorso minutaggio influisce ma manca troppe occasioni compreso uno 0/3 clamoroso ai liberi.

Miles Bridges: 6

Miles chiude con 17 punti iniziando con due bombe ninja che tolgono il tempo al difensore piantato davanti a lui. Poco altro e viene tritato senza particolari colpe specifiche nel tourbillon che avvantaggia la squadra di Saunders.

P.J. Washington: 6,5

10 punti, 10 rimbalzi 4/8 dal campo. ¼ da fuori limitato dall’esperto Covington, un buon pick and roll per la sua dunk. Come non ci si sarebbe dovuti esaltare nella scorsa partita, non ci si deve deprimer per questa (riguardo al calo dei punti e al tiro da fuori) dove comunque porta a casa una doppia doppia e con un plus/minus dallo scostamento positivo ndando buona mano in difesa.

Bismack Biyombo: 6

Parte titolare per l’indisponibilità di Biyombo con il preciso intento di fermare fisicamente Towns e nonostante qualche aiuto dei compagni e fallo speso di troppo è quello che lo limita meglio tanto che il numero 32 avversario parte piuttosto lentamente. Qualche problema di falli e la necessità di qualche aiuto non è vergogna. Esce di scena un po’ in difficoltà, fa impazzire i tifosi non riuscendo a trattenere in mano palloni che ormai paiono suoi, in compenso trova qualche canestro dalla buona fattura. 8 punti e 4 rimbalzi in 17:37. Deve migliorare nei liberi…

Devonte’ Graham: 6,5

24 punti, 4 assist. Dal mio punto di vista stecca un po’ proprio in regia incassando un brutto plus/minus (-26) ma anche stasera è micidiale da fuori con un 6/9 fantastico. Gioca 27:56 come fosse il titolare. Propensione anche a qualche passaggio rischioso ma se può far da se al tiro è una delle migliori soluzioni per noi attualmente. Prima schiacciata in NBA per lui.

Malik Monk: 4

A parte 3 assist dal buon tempismo e un rimbalzo telefonate a chi l’ha visto. Se questo dovesse essere l’anno del suo lancio reale è meglio che si sbrighi a decollare perché anche se ha messo su massa si fa spingere da Okogie, tagliare fuori, difende piuttosto male e chiude con un glaciale -31 di plus minus oltre a 2 palle perse e uno 0/3 al tiro che per uno scorer non è il massimo, per la squadra è fatale in 19:35.

Marvin Williams: 4,5

Una dozzina di minuti, 0 punti,0/2 dal campo, -20 di plus/minus con 1 rimbalzo. Eclissato da Towns ma anche dal resto degli avversari vive una serata difficile. Da dimenticare, alla prossima…

Caleb Martin: 5,5

4 punti, 3 rimbalzi, 2 assist. Pasticcia parecchio non riuscendo a trattenere palloni o a finalizzare andando oltre la sua velocità d’esecuzione/coordinazione ma mostra qualche buono spunto personale anche se in difesa è acerbo come un bergamotto verde (provate a sbucciarlo e vedrete quanta fatica). Primo canestro in alley-oop staccando come un canguro con le ali. Non ci si aspettava molto di più anche se il 2/8 dal campo non è cifra esaltante.

Willy Hernangomez: 4,5

6 punti, 6 rimbalzi con 3/6 dal campo. Fatto a fette da Towns, realizza qualche floater nel pitturato tagliando il tiro ma ne sbaglia anche uno semplice. Tecnico per la troppa esultanza in faccia a Vonleh dopo una sua schiacciata. La sua inabilità nel fermare il 32 avversario costa cara.

Cody Martin: 5

4 punti, 4 rimbalzi. Comprimario, segna e tira esattamente la metà del fratello (¼ contro 2/8). Anche per lui è un alley-oop ad aprire la sua carriera NBA, poi però manca tre tiri e pazienza ma lo vorrei vedere più in ritmo.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

5 punti, 4 rimbalzi con una tripla. Non gli riesce tutto ma parte bene, entra quando è già tardi. Stoppato si va a riprender palla e a segnare percorrendo la linea di fondo oltre buttare giù una tripla a 5:55

Jalen McDaniels: s.v.

2 pt., 1 rimbalzo in 2:44. Lo vedremo forse meglio la prossima volta. Stanotte due pt. in area.

Coach Borrego: 6,5

La squadra smette di muoversi e non va più a segno proprio quando anche in difesa lascia spazi e non riesce a opporsi ai kg avversari… Fino ad allora non eravamo andati male. Partita a due facce, c’è da capire quanto possa aver inciso la seconda partenza sparata…