Summer League Game 5: Charlotte Hornets Vs Utah Jazz 84-74

Gli Hornets hanno giocato un extra game al Cox Pavilion di Las Vegas.

Dopo essersi piazzati al 24° posto, sono stati abbinati agli Utah Jazz (diciassettesimi con un record di 2-2 prima di questa sfida) in un round di consolazione non avendo ovviamente il record necessario (1-3) per entrare nelle migliori 8 squadre.

Un’ultima gara quindi della quale non sentivo il bisogno ma ad ogni modo come pensavo quando ho appreso di quest’ultima partita (sinceramente pensavo non vi fosse), ecco giocare i player poco visti sino a oggi e in questo senso potrebbe esser tornata gara utile alla coppia Nored/Borrego per decidere se e chi portare a completare il roster giacché il mercato l’abbiamo visto e a oggi pare insensato mettere sotto contratto giocatori esterni con più esperienza.

Una partita veloce, vinta già nel primo tempo con un primo quarto lanciatissimo nonostante l’1/5 di Bacon i compagni hanno messo dentro 12 dei 13 tentativi compresi 3 da tre punti così la gara girava sul 31-15 complice tutta la squadra (ultimo canestro di Meeks in entrata su perfetto passaggio di Kulboka a una mano) che arrivava sul 41-23 con 9 giocatori a cancellare il numero 0 nella casella punti.

54-30 all’intervallo con il 51-30 sigillato da Bridges con una windmill delle sue e tripla di bacon a chiudere, poi più spazio per i giocatori meno utilizzati nella Summer e nonostante il 17-22 di parziale nel quarto dovuto al riposo di Bacon e Bridges e a qualche tripla dei Jazz che andavano prendendo più coraggio, gli Hornets conservavano ancora 15 punti di vantaggio.

Perkins, Robertson (sul 71-70 a 6:56 dalla fine arrivava un poster in schiacciata lanciata a una mano) e Meeks, dopo un ulteriore avvicinamento dei Jazz di 5 punti respingevano l’assalto finale stabilizzando la vittoria di Charlotte sui 10 punti.

In particolare la menzione d’onore va a Meeks che chiuderà in doppia doppia con 18 punti (8/11), 10 rimbalzi e 4 assist mentre Bacon in 14:04 minuti segnerà 11 punti e Hicks salirà sul podio con altri 10 punti per Charlotte.

Una buona gara per tutta la squadra (compresi Martin, McDaniels, Perkins e Kulboka) che ha messo insieme le capacità dei singoli per costruire un gioco efficace.

Ora gli Hornets dovrebbero giocare la loro prossima partita in prestagione tra la fine di settembre e inizio ottobre…

Summer League Game 4: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 72-75

Charlotte chiude l’esperienza della Summer League 2019 regalando una vittoria anche ai Bulls in una partita che aveva comandato nel punteggio dall’inizio accumulando 10 punti di scarto quando Graham tirando su dal palleggio in uno contro uno rilasciava da casa sua una pregevole e difficile tripla a 1:29 dalla fine del terzo quarto nonostante alcune incursioni aeree preoccupanti dei Bulls lasciassero dubbi sulla difesa di Nored e chissà se Borrego sia veramente soddisfatto di ciò che ha potuto osservare da vicino.

A 4:07 dalla fine Bacon sosteneva la pattuglia dei “vecchi” grazie a un layup in entrata portando la partita sul 70-64 ma il parziale finale di quarto dice che i Bulls segneranno 25 punti contro i 13 degli Hornets, così, quando Simon, dopo una fagiolata che nemmeno Bud Spencer, a :27.7 dalla fine correggeva due errori dei compagni portando i Bulls sul +1, era fatta perché la squadra avversaria allungava dalla lunetta lasciando a Charlotte il classico ultimo tentativo sul -3 e dato che non si azzecca un giocatore (mi piaceva Daniel Gafford finito ai Bulls che chiuderà con 20 punti e 10 rimbalzi…), si prosegue non indovinando nemmeno una rimessa…

O meglio… la rimessa non viene nemmeno malissimo ed è frutto dei tre veterani; Bacon serve in punta Bacon che allarga di pochissimo a Bridges che restituisce, una specie di pick and pop senza che Miles si sposti/allarghi, i Tori cascano nella trappola brancolando su Devonte’ ma la tripla di Miles (comunque uno dei più positivi di questa edizione della Summer League per Charlotte) termina sul ferro lasciando inalterato il 72-75 finale…

Nuovo look per Devonte’ Graham che chiuderà con 14 punti, 7 assist e 7 rimbalzi, secondo miglior marcatore per Charlotte dopo Hicks (15).

Solita difesa che non mi è piaciuta e sarò piuttosto tranchant nel giudizio… a parte i tre che faranno parte del roster, se dovessi decidere chi portare in rosa per la stagione regolare inizierei a guardare altrove perché nel complesso alcuni giocatori (Martin ad esempio) hanno deluso le mie aspettative, altri sono sembrati incompleti discontinui (Kulboka, pessima serata chiusa con 0/4 al tiro nonostante uno splendido passaggio filtrante no look).

I risultati ora non contano nulla ma gli Hornets hanno preso una pericolosa china, che non è il nome in inglese della penultima squadra contro la quale abbiamo perso ma un trend virale di un’incapacità gestionale nonostante durante la Summer League non si sia visto PJ Washington che magari qualcuno vedrà come arma segreta ma personalmente mi sembra più una mossa della disperazione, come lanciare un Ohka su delle corazzate…

Qui sotto come il solito, tabellini e video:

Summer League Game 3: Charlotte Hornets Vs Cina 80-84

I discendenti del Celeste Impero al Cox Pavilion di Las Vegas (il che è già un ossimoro) sfoderano una discreta partita giocata con un buon ritmo e gli Hornets, dopo essere stati inizialmente in vantaggio vanno presto sotto non riprendendosi più nel punteggio.

Abbastanza eclatante e indicativa la palla passata da Martin a Kulboka che a metà campo non se ne avvede favorendo la transizione rapida cinese che porterà a due punti, alla fine decisivi.

LAS VEGAS, NV – JULY 8: Arnoldas Kulboka #18 of the Charlotte Hornets handles the ball against China on July 8, 2019 at the Cox Pavilion in Las Vegas, Nevada.
Copyright 2019 NBAE (Photo by Bart Young/NBAE via Getty Images)

Senza Bacon, Graham e Bridges a riposo, oltre all’infortunato PJ Washington, Charlotte mostra una difesa estremamente friabile atta a soffrire velocità e layup dei giocatori del Paese Interno, così a 8:59 dell’ultimo quarto (ricordiamo che i quarti sono da 10 minuti e non 12) arriva anche il 56-68, abbastanza umiliante se non fosse una partita con pochi giocatori che vedremo nel roster finale.

Gli Hornets iniziano però a tornare in gara e nel finale dopo esser stati a -3 arrivano anche sull’80-82 dovendo regalare due tiri liberi a Guo che però li sbaglia lascindo in gara Charlotte a meno di una manciata di secondi dal termine.

Time-out e sulla rimessa laterale sinistra Martin, nonostante riesca bene a vedere l’ottimo taglio di McDaniels che sfugge alla difesa, lo serve malamente con un passaggio troppo lungo e il fallo fantasma finale chiamato agli Hornets allunga solo il brodo di una gara che per i cinesi contava molto (sconfitti nelle prime due uscite) mentre la banda di Nored l’ha giocata piuttosto male, non certo al massimo delle proprie possibilità e anche se sono partite che contano poco, dopo aver visto la disastrosa parte del mercato, i fan “ringraziano” anche per aver regalato una gioia alla Cina.

LAS VEGAS, NV – JULY 8: J.P. Macura #55 of the Charlotte Hornets drives to the basket against China on July 8, 2019 at the Cox Pavilion in Las Vegas, Nevada.
Copyright 2019 NBAE (Photo by Bart Young/NBAE via Getty Images)

Kulboka chiuderà con 18 punti seguito dai 16 di Chealey, Hicks 12 punti mentre Martin terminerà con 9 punti 7 rimbalzi, 3 assist e 3 rubate ma personalmente non l’ho trovato ancora convincente.

Ultima gara contro i Bulls per vedere se qualcuno di questi giocatori riuscirà a mettersi in luce.

Summer League Game 2: Charlotte Hornets Vs San Antonio Spurs 96-106

Seconda uscita stagionale nella Summer League per gli Hornets e prima sconfitta per opera dei San Antonio Spurs.

In una partita giocata spesso punto a punto con pregevoli ribaltamenti veloci e triple ancora più fast, gli Speroni alla fine hanno mostrato un quintetto più solido mentre Charlotte è stata trascinata in particolare da un attivissimo Bridges che a 7:20 del terzo quarto ha suggellato la sua prestazione rilasciando la sua classica schiacciata dinamitarda chiudendo con 23 punti.

DENVER, CO – JULY 7: Miles Bridges #0 of the Charlotte Hornets dunks against the San Antonio Spurs during Day 3 of the 2019 Las Vegas Summer League on July 7, 2019 at the Thomas & Mack Center in Las Vegas, Nevada.
Copyright 2019 NBAE (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

San Antonio ha avuto il merito di allungare a fine secondo quarto, chiuso 45-52, per poi comandare per buona parte del terzo riaccelerando nel finale di gara quando si decideva il match complice una difesa degli Hornets non proprio ai massimi livelli…

Keldon Johnson e Quinndary Weatherspoon chiudevano per gli Spurs con 19 points a testa.

Charlotte ha fatto fatica a tenere il passo e qualche tripla come quelle di Perkins e JP Macura hanno permesso di rimanere in scia, non quelle di Martin (non ancora convincente con un solo assist e 3 perse) che da 9 punti si è mosso a 15 superando un Dwayne Bacon scomparso nel finale a livello di punti restando fermo a 14 e perdendo anche un pallone in un momento delicato.

L’allenatore della Hornets Summer League Ron Nored ha detto:

“Non credo che i nostri ragazzi abbiano giocato al più alto livello oggi, e va bene così, perché succede qui”, aggiungendo dopo la partita (parlando con loro):

“Stiamo cercando di migliorare e abbiamo bisogno che facciate qualcosa qui che vogliamo vedervi fare poi in un gioco NBA.”

Nored ha trovato migliorato Bridges negli screen-and-roll rispetto alla gara precedente mentre io ho notato un tiro più fluido da fuori rispetto lo scorso anno.

Nored ha poi detto che vorrebbe vedere i ragazzi giocare meglio in difesa (più forte e tatticamente).

In fondo è solo estate, nulla a che vedere con la stagione regolare dove purtroppo saremo orfani dei migliori giocatori avuti nel recente passato per cui da qui potrebbero passare dei piccoli aiuti inaspettati per la Regular Season ma per rimanere a oggi, ecco il tabellino completo della gara parte Hornets e video finale.

Summer League: Charlotte Hornets-Golden State Warriors 93-85

Dopo la prevedibile partenza dell’ex giovane speranza Frank Kaminsky per Phoenix (10 milioni X 2 anni), gli Hornets affrontavano la Summer League di Las Vegas per verificare le recenti giovani forze con un Dwayne Bacon in più che finito il secondo anno tra i pro (giunto all’alba del terzo anno), non sarebbe stato obbligato a giocare la lega estiva ma nell’ottica di migliorarsi c’era (al contrario di Monk) ed è stato anche la chiave per una vittoria con la quale partire bene nella manifestazione estiva più prestigiosa.

Las Vegas, NV – JULY 5: Jordan Poole #3 of the Golden State Warriors shoots a three point basket against Miles Bridges #0 during the game against the Charlotte Hornets during Day 1 of the 2019 Las Vegas Summer League on July 5, 2019 at the Cox Pavilion in Las Vegas, Nevada.
Copyright 2019 NBAE (Photo by David Dow/NBAE via Getty Images)

In una partita punto a punto giocata sul filo (47-48 pro Warriors alla fine del primo tempo), dopo un leggero predominio dei californiani nella prima parte dell’ultimo quarto, i Calabroni hanno piazzato un ottimo break finale nel momento decisivo ottenendo una buona vittoria per 93-85.

Bacon ha chiuso con 25 punti coadiuvato dai nuovi sophemore Graham e Bridges.

Per Devonte’ sono arrivati 21 punti, 4 rimbalzi, 4 assist e 3 rubate mentre per Miles il tabellino parla di 13 punti, 7 rimbalzi mentre il miglior +/- del team con un evidente +19 è stato ottenuto da Isaiah Hicks che ha riempito le caselle del tabellino con 8 punti, 6 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate e 2 stoppate.

P:J. Washington è rimasto fuori per un leggero infortunio al piede sinistro (niente di grave) mentre Cody Martin, altra scelta al Draft recente ha segnato 3 punti, frutto di una bomba e ha catturato 5 rimbalzi con ben 5 palloni persi mentre McDaniels ha chiuso con 0 punti e uno 0/3 dal campo.

Warriors contro Toronto la prossima, gli Hornets avranno questi appuntamenti (orari americani):

7 Luglio Vs San Antonio Spurs (12:30 p.m./3:30 p.m. – Thomas & Mack) ESPN2
8 Luglio Vs Cina (8 p.m./11 p.m. – Cox Pavilion) ESPNU
10 Luglio Vs Chicago Bulls (2 p.m./5 p.m. – Cox Pavilion) NBATV

Lettere da Kemba Walker

Aspettavo le parole di Walker sulla sua scelta ed ecco arrivare una lettera di commiato di quelle che oggi si usano scrivere quando termina una love story.

Per carità, ognuno ha la propria percezione delle cose… personalmente trovo che la lettera sia bellissima anche perché non è abiotica, non è staccata dalla comunità e tira in ballo anche “gente semplice” che non fa parte dell’organizzazione ma è incompleta, mancano le ragioni, le motivazioni di questa sua legittima scelta.

Personalmente vorrei capire se i motivi sono economici e/o legati alle sue ambizioni sportive, anche se leggendo un po’ tra le righe, alla fine della lettera si fa riferimento a un mancato upgrade che va un po’ in contrasto con alcune belle parole spese sulla bontà dell’operato del front office.

Probabilmente non era il momento di parlarne oppure è semplicemente il Kemba Style, quello che non vuole bruciare la casa anche se esce da essa.

A dire il vero oggi, staccata dalla lettera, in un’intervista che non avevo visto, Kemba dice che semplicemente vuole competere (sotteso che a Charlotte non lo si possa fare al meglio), giocare i playoffs e…

Rimane molto garbato ma fondamentalmente è una bocciatura della società per quanto concerne la forza…

Dato che non voglio tediarvi, lascio il link in inglese originale del Theplayers’ Tribune per eventuali anglofoni con la traduzione in italiano sotto mentre nel secondo link la risposta dal sito ufficiale degli Hornets che ringraziano Kemba per l’impegno.

Si menzona il dispiacere di aver perso un giocatore tremendo e infaticabile e gli si fanno gli auguri per il futuro …

https://www.theplayerstribune.com/en-us/articles/kemba-walker-free-agency?fbclid=IwAR2YOn975nnUV5zaEut9ZfI29175gvMUZuzbx_deVYKWOARZehxL4ac6fP8

https://www.nba.com/hornets/charlotte-hornets-statements-regarding-kemba-walker

Walker:

“È stata una decisione molto dura e mi auguro che da entrambe le parti sia presa nella giusta maniera”.

Devo a Charlotte tutto. Tutto.

Non sono il ragazzo più grosso, non sono quello che si fa sentire di più, non sono quello più veloce.

Per tutta la mia vita, mi sono trovato davanti persone che hanno dubitato di me.

Anche nella notte del Draft 2011 non è andata diversamente.

Li sentivo ogni volta mentre sussurravano:

“Sì, al college era bravo ma vi pare uno da lottery?”

Ne senti abbastanza di chiacchiere così e questo ti da fastidio.

Charlotte e l’organizzazione degli Hornets si sono assicurati che tutto questo non mi accadesse mai.
L’hanno fatto dopo avermi scelto con la numero 9 grazie a un colloquio a cuore aperto con il proprietario della franchigia.

Non un proprietario qualunque… Michael Jordan.

Mi ha chiamato, e ovviamente ho riconosciuto subito la sua voce.

Ricordo di aver pensato anche in quell’istante… “Cavolo, è Mike!”

Con molta calma, molta serenità, mi ha semplicemente detto:

“Kemba, crediamo in te. Voglio solo che tu lo sappia. Crediamo in te e ci aspettiamo grandi cose”.

A qualcuno di voi potrebbero suonare come le solite frasi che si dicono per mettere qualcuno a proprio agio.

Ecco, però quelle parole te le dice Mike, Air Jordan, il più grande di sempre e il più grande di sempre non solo ti ha scelto ma ti sta dicendo che si aspetta tu tiri fuori la grandezza dentro di te!

Non esagero se vi dico che quelle parole di MJ mi hanno cambiato la vita.
Ma non è stato solo MJ.

Dal primo giorno, tutta l’organizzazione degli Hornets ha creduto in me.

Tutta la città. Tutto lo Stato della North Carolina.
Credo che per il fatto che gli Hornets sono una delle franchigie più giovani di questa lega, in un certo senso la gente si aspetta che i suoi tifosi siano tipi per i quali il basket è qualcosa di abbastanza estemporaneo.

Chi però ha trascorso del tempo nella Carolina sa perfettamente che non è così.

La cultura cestistica è radicata lì, la comprendono e la rispettano.

Che succede allora quando gente così ti accoglie come se fossi uno di loro?

Ti dimostrano di credere in te, sai che ti saranno sempre accanto, qualunque cosa accada.
Questo ha significato tutto per me.

Voglio ringraziarli per tutto quanto.
Voglio ringraziarli per avermi concesso d’essere parte di questa comunità.
Voglio dire grazie a persone come Elizabeth e Mike Peeler.

Se non li conoscete, sono una coppia di anziani tifosi sfegatati degli Hornets che assistono praticamente a ogni partita della squadra.

Li ho incontrati nella mia stagione da rookie e abbiamo cominciato a parlare… siamo diventati buoni amici, così abbiamo preso a parlare in occasione d’ogni partita.

Abbiamo persino cominciato una tradizione che voleva che fossi loro ospite a cena una volta all’anno.

Ah, i brownies della signora Elizabeth… quelli mi mancheranno di sicuro!

Un ringraziamento enorme va anche ai miei quattro pupilli: Jaliyah, Miles, Caleb e Devyn. Sono i miei eroi, sono tutto per me.

Non cambierà nulla con la mia partenza, continuerò ad essere il loro mentore e resteremo sempre in contatto.

Ma voglio comunque ringraziarli perché hanno rappresentato una parte importante della mia vita e sono una delle ragioni per cui sento di appartenere a questa comunità.

Dalle nostre visite a Dave&Buster’s, alle volte in cui siamo andati a comprare articoli per la scuola, a quando abbiamo scambiato quattro chiacchiere sulla vita… stare con loro, mi strappava sempre un sorriso.

E se da una parte vi assicuro che non ho intenzione di metterli in imbarazzo parlandovi delle loro pagelle, vi assicuro dall’altra che sono molto orgoglioso dei risultati che hanno raggiunto.

Ringrazio i miei compagni di squadra che sono dei fratelli per me.

A Biz (Bismack Biyombo), con cui ho iniziato il mio viaggio nella NBA… è stato un piacere crescere con te.

A Marv (Marvin Williams), a cui ho sempre guardato come un esempio, grazie per le chiacchierate fino a notte fonda.

A MKG… la tua famiglia è diventata la mia famiglia.

A JLamb, da ragazzi siamo diventati uomini. Lo sai quanto siamo “rock”!

A Cody (Zeller), grazie per avermi sempre creato spazi senza mai lamentarti per non aver ricevuto la palla. Sei un grande!

A Frank (Kaminsky), grazie per tutte le risate.

A Nic (Batum), grazie per essere sempre stato semplicemente te stesso.

A Billy (Willy Hernangomez), grazie per aver portato la tua attitudine positiva con te ogni singolo giorno della settimana.

A Bake (Bacon), Devonte’ (Graham), Miles (Bridges) e Malik (Monk), grazie per avermi consentito di essere il vostro fratello maggiore.

E a TP (Tony Parker), la leggenda… grazie per avermi permesso di guardare questo gioco sotto una luce completamente diversa.
Grazie ai miei ex compagni che mi hanno indicato la strada:

Big Al (Al Jefferson), Gerald Henderson, Sagana Diop, D.J. Augustin, Ben Gordon, Derrick Brown, Chris Douglas Roberts, Troy Daniels, Reggie Williams, Corey Higgins, Matt Carroll, Brendan Haywood, Jason Maxiell, Jannero Pargo, Ramon Sessions, Courtney Lee, Gary Neal, Corey Maggette, Jeff Adrien, Tyrus Thomas, Boris Diaw… la lista continua…

Grazie ancora a Mike, il goat… in tutti i sensi.

Infine, mi rivolgo all’intera organizzazione degli Hornets, dal primo all’ultimo.

Mi dispiace non essere riusciti ad arrivare insieme al livello successivo, a fare qualcosa in più di quello che abbiamo fatto ma anche se non abbiamo raggiunto alcuni dei traguardi che avremmo voluto tagliare, questo non mi rende meno orgoglioso di ciò che sono e di quello che abbiamo costruito insieme.

Questo posto è speciale e se quest’estate era probabilmente il momento giusto perché io partissi per passare a una nuova fase della mia carriera, con la mia partenza non voglio minimamente sminuire i meriti degli Hornets come fan base e come franchigia.

Se qualcuno mi chiedesse un consiglio in questa lega gli direi di firmare qui, senza esitazioni.

Direi a chiunque quanto questo posto, non solo è colmo di straordinaria gente di basket, ma in generale di gente straordinaria e che le cose stanno andando nella giusta direzione.
Direi che con questo gruppo di giovani per gli Hornets non ci sono limiti sui risultati che la squadra può raggiungere.

Ora, alla città di Boston e ai fans dei Celtics, ovunque si trovino:

Come ho detto, sono un tipo tranquillo, di poche parole.

Perciò la farò breve, voglio solo salutarvi e raccontarvi qualcosa di me, qualcosa su ciò che dovrete aspettarvi da me.
Sono un leader, ma a modo mio.

Non mi vedrete mai urlare contro qualcuno e cacciarlo fuori dal campo né mi mostrerò mai troppo negativo.

Non fa parte del mio modo di essere ma sarò sempre orgoglioso quando riuscirò a rendere migliori i miei compagni, sono un tipo da leadership da portare con l’esempio.

Mi piace essere chiaro su questo.

Voglio sempre migliorarmi.

Ho appena concluso la mia prima stagione da ALL-NBA, ma non sarò appagato da questo.

Per me è solo fonte di ulteriore motivazione.

Ogni anno, il mio obiettivo è semplice: migliorare, e andare ancora più avanti.
Mi assumo le mie responsabilità di professionista con grande serietà ma allo stesso tempo cerco di non dimenticare prima di tutto perché sono qui.

Amo questo gioco quindi daremo l’anima in campo e vi assicuro che ci divertiremo e che vi divertirete a guardarci.

Un’ultima cosa su di me.

Sono un vincente.

Lo sono sempre stato.

Sono fatto così, è ciò per cui lotto ogni volta che scendo in campo.

E quando penso al mio futuro con questa squadra, a come giocherò per i Celtics… beh, sento che il matrimonio Kemba-Celtics sarà meraviglioso.

Voglio vincere qui, tremendamente, voglio dimostrare di essere un certo tipo di giocatore qui.

Voglio innalzare il mio gioco al livello della tradizione vincente dei Celtics, voglio che questa squadra stia ai piani alti della lega.

Ebbene, questo è tutto.
Grazie per aver impiegato parte del vostro tempo a leggere i miei pensieri.
Charlotte, sarete la mia gente per sempre.

Siete la mia famiglia e vi amo.
Boston… ci vediamo a settembre.

Sono pronto, sono davvero pronto.
Diamoci dentro!”

Flash News – Indy Lamb

Ulteriore news di mercato che riguarda Charlotte non positiva ma nemmeno a sorpresa come già accennavo ieri sera nell’articolo di qualche ora antecedente a questo.

Anche Jeremy Lamb, l’autore di almeno tre clamorosi game winner lo scorso anno (due contro Toronto e uno contro Detroit con due buzzer beater) lascia Charlotte e firma con Indiana.

I Pacers aggiungono così un buon giocatore al loro roster per 31,5 milioni di dollari complessivi.

10,5 milioni a stagione, una cifra modica per il ventisettenne swingman ormai ex Charlotte.

Salgono così a quattro le perdite importanti in casa Hornets a fronte di un’entrata singola dal costo di 19 milioni (Rozier, il quale guaagnerà come Kemba e Lamb lo scorso anno, rispettivamente 12+7).

Ciao Jeremy e grazie per i ricordi dello scorso anno.

Strategia Rozier

Terry Rozier sarà un giocatore degli Hornets.

Con un giro a tre tra Boston, Nets (doppio colpo Irving/Durant) e Hornets, Charlotte porta a casa la PG ex Celtics.

Sfortunatamente, nonostante il discreto valore del giocatore la tendenza della Buzz City è quella di pagare salatamente i propri player.

La point guard dei Leprechaun guadagnava poco più di tre milioni a stagione lo scorso anno con la rookie scale mentre a Charlotte dovrebbe stabilizzarsi intorno ai 19,3 poiché il contratto offerto da Kupchak è di 58 milioni per tre anni.

Una mossa insensata per un team che ha perso il miglior giocatore dell’era moderna della propria storia e non sembra destinato quest’anno a fare sfracelli…

Quando nacque la franchigia di Charlotte, per lanciare l’expansion team, il front office degli Hornets andò a lezione da Donald Carter, presidente dei Dallas Mavericks, un modello da imitare per imparare a lanciare una squadra, una franchigia.

Oggi, quali siano modelli e strategie da seguire non è dato sapere.

E’ stato spiazzante veder partire Kemba, probabilmente Lamb (stesso agente) e poi Frank e Parker, il cui ritiro fu campanello iniziale d’allarme non ben compreso.

Monk al terzo anno non andrà alla Summer League ma ci sarà Bacon.

Credo che dopo la ventilata cessione ai Cavs nel “megaffare” Love, anche le parole di Kupchak sul fatto che non sia obbligato a parteciparvi (un giocatore che deve migliorare non stabile in rotazione) facciano percepire una sfiducia nei confronti di questo ragazzo.

Quale sia la strategia che alberga in casa Charlotte ormai è mistero della fede, come domandarsi qual’è il senso della vita ma potrebbe essere anche una domanda sbagliata partendo dal presupposto che non esista e così sembra essere anche l’attuale strategia di Charlotte che va a intasare nuovamente il proprio cap facendomi pensare che forse una franchigia in North Carolina non si possa mantenere o forse servirebbero semplicemente persone differenti per far decollare un progetto…

L’entusiasmo è poco, il pezzo non è edulcorato ma crudo e credo che leggendo i commenti dei fan oltreoceano vi sia un certo sgomento misto a scoramento con un pizzico di autoironia, quella che serve per non morire travolti dalle incomprensibili e insane strategie di una società che vive in un universo parallelo, quello di Alice nel Paese della Meraviglie…

This is the End

Meteoriti estivi sfiorano il nostro pianeta d’estate.

Qualcuno fa allarmismo e si grida alla catastrofe ma in realtà passano a distanze enormi in genere.

Purtroppo però una di queste minacce è entrata nell’atmosfera e sta per schiantarsi sulla malandata Charlotte.

L’uomo simbolo degli Hornets dovrebbe vestirsi in bianco-verde per il prossimo anno.

Un colpo di mano di Boston che è in pole position per Kemba Walker e per Charlotte il prossimo anno sa già di tristezza.

La voce autorevole è quella di Rick Bonnell del Charlotte Observer che dalla sua pagina Twitter fa sapere che Kemba sarà un Leprechaun salvo improbabili colpi di scena dell’ultimo secondo.

Kemba Walker inizia il suo cammino in direzione nord verso Boston.

Aspetto di sentire dalla bocca di Walker (ricordiamo che è free agent) le ragioni di questo cambiamento ma la love story dovrebbe interrompersi domenica con Kemba a definire i dettagli e poi il 6 luglio per la firma.

Walker ha sempre dichiarato di essere molto legato alla città ma voleva avere un progetto per giocarsi almeno i playoffs e l’immobilismo della società bloccata da contratti pesanti non fa ben sperare nemmeno per modificare in meglio quest’anno un roster dopo la probabile perdita di Kemba.

Oltretutto il GM di Walker è lo stesso di Lamb e se avesse dato un consiglio potremmo perdere anche l’ex prezioso OKC mentre la società è orientata per la sostituzione dell’insostituibile su nomi che non stuzzicano fantasie: TJ McConnell, Emmanuel Mudiay, Ish Smit ed Elfrid Payton.

L’offerta di Charlotte era lontana dal Super-Max di una sessantina di milioni ma avrebbe guadagnato circa 32 milioni a stagione per un’offerta complessiva di 160 milioni in 5 anni (massimo sui 170), una cifra non adeguata molto probabilmente al livello di All-Star di Kemba nel particolare contesto NBA (avrebbe potuto ambire a un massimo di 221 milioni).

Pare che Boston voglia offrire 140 milioni circa per quattro anni (35 circa all’anno quindi), un’offerta migliore di quella degli Hornets sempre autolimitatsi dalla luxury tax.

Nel disastro è ufficiale che anche Frank Kaminsky non sarà rinnovato a 4,5 milioni…

Passano in secondo piano la diramazione del calendario degli Hornets della Summer League (dove si sfiderà una selezione cinese anche) e la visita nella nostra penisola di Jordan (ieri a Firenze e oggi a Bologna) che tra affari e visite di piacere come quella agli Uffizi sta creando la caccia al mito.

https://www.nba.com/hornets/press-releases/hornets-announce-roster-mgm-resorts-nba-summer-league-2019?fbclid=IwAR0-ztve3KLyhWbOHIcOF_wYMV2lSH2I16X7wwFtClc-GhGliFEbKe8zl_w

Cade quindi l’ennesimo effimero simbolo d’immutabilità e di attaccamento sportivo, si chiude tra franchigia e giocatore la love story iniziata al Draft 2011 in piena terribile era Bobcats.

Ciao Kemba e grazie per tutte le emozioni del recente passato.

Two-way for 3 point

Gli Charlotte Hornets dopo aver acquisito al Draft le proprie tre scelte, hanno subito occupato uno dei due posti messi a disposizione dalla NBA in modalità two-way firmando l’agente libero Robert Franks, tiratore scelto di Washington State che può giocare come ala grande o ala piccola.

Foto di Franks tratta dalla pagina ufficiale di wsucougars.



Andato undrafted dalle sessanta scelte possibili, ciò che chiamano “terzo round” ha garantito allo sharpshooter Franks di poter fare da spola tra Charlotte e Greensboro.

Come senior la scorsa stagione con i Coguari, Franks ha segnato 21,6 punti e catturato 7,2 rimbalzi di media a partita con un 40,0% dalla linea dei tre punti e questo aspetto potrebbe interessare molto a Charlotte per le modalità con le quali Borrego orienta la squadra.

Nato il 18/12/1996 da Robert Christopher Franks, Jr., e Shannon Palmer ha due sorelle: Razzhance (più anziana) e Razinique (più giovane), oltre al basket ama i videogames

CAREER HIGHS
Minutes: 42 vs. Oregon, 3/7/18
Points: 37 vs. Oregon State, 3/9/19
Field Goals Made: 12 (three times) vs. Cal Poly, 11/19/18
Field Goal Attempts: 22 vs. Cal Poly, 11/19/18
3-Pt Field Goals Made: 10 vs. California, 1/13/18
3-Pt Field Goal Attempts: 13 (twice) vs. Oregon State, 3/9/19
Free Throws Made: 9 vs. Oregon State, 3/9/19
Free Throws Attempted: vs. Oregon State, 3/9/19
Rebounds: 13 (twice) at Arizona State, 2/7/19
Assists: 8 vs. Idaho State, 11/18/17
Blocks: 4 (twice) at Arizona State, 2/7/19
Steals: 4 at Arizona State, 2/7/19

Avrà un massimo di 45 giorni con gli Hornets durante la stagione 2019-20 per poi trascorrere il resto del tempo nella G-League con i Greensboro Swarm ma lui pare essere molto contento…

Sicuramente da rookie in NBA dovrà imparare ancora molto ma avere uno specialista da provare in certe partite potrebbe essere comodo.

Il problema è che Borrego rispetto a Clifford ha lanciato molto di più i giovani ma quelli all’interno del roster, mentre i two-way lo scorso anno (Chealey e Macura) non hanno quasi mai visto il campo e al momento non si sa che fine faranno anche se personalmente sospetto che non faranno più parte del progetto.
Franks ha fatto un allenamento pre-draft con gli Hornets all’inizio di giugno ed evidentemente ha ben impressionato.

Qui sotto potrete notare la mano calda di Franks, un giocatore che se in giornata potrebbe magari girare anche le sorti di qualche partita, a patto che cresca e gli si dia fiducia sotto forma di spazio.

Un Washington a Charlotte

Riepilogando… dopo che Trump si è autoproclamato come miglior presidente della storia degli Stati Uniti dopo George Washington, ecco spuntare un altro Washington dalla notte del Draft… Zion è ovviamente la numero uno mentre più in là Charlotte non cede la scelta né scala avanti (come si ipotizzava da più parte visti i contatti tra Hornets, Cavs e Hawks) ma mantiene la dodicesima posizione dove “pesca” da un mazzo molto variegato di carte equivalenti ciò che le sembrava più utile, ovvero l’ala grande PJ Washington (saltano Coby White da N.C. alla settima per i Bulls, Hayes all’ottava per i Pelicans e Hachimura alla nona per i Wizards) così a Charlotte al 1° giro arrivano 203 cm per 104 kg perchè alla 12 Kup sceglie forse un po’ a sorpresa il Kentucky Wildcats Paul Jamaine Washington…

PJ Washington, nato a Dallas, giocava per Kentucky. Foto tratta dala pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

Un’ala grande un pochino sottodimensionata ma versatile che andrà a competere con Williams oppure vedremo eventuali sviluppi estivi all’interno del possibile macromercatHornets…

15,2 pt., 7,5 rimbalzi, 1,8 assist, 1,2 stoppate e 0,8 rubate di media lo scorso anno per lui.

Charlotte poi sulle proprie seconde scelte è andata su Cody Martin alla 36 e Jalen McDaniels alla 52, due ali piccole (almeno così le presenta ufficialmente la NBA un po’ rigidamente, almeno Martin), una mossa che bisognerebbe comprendere…
Pensano in società che ci sia poco spazio per rifirmare Lamb e questi quindi sia in partenza o hanno finalmente deciso di eclissare un po’ Batum?
Certamente ci sono Bridges e Bacon a poter ricoprire quel ruolo se Lamb e Batum per opposti motivi dovessero andarsene…

Da sinistra a destra: McDaniels, Martin e PJ Washington dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.


https://www.sports-reference.com/cbb/players/pj-washington-1.html

https://www.sports-reference.com/cbb/players/cody-martin-1.html

https://www.sports-reference.com/cbb/players/jalen-mcdaniels-1.html

Un ruolo di swingman fondamentalmente ormai per tutti questi giocatori che passano da guardia tiratrice ad ala piccola con facilità e in alcuni casi giocano anche da playmaker (grazie anche all’amico Filippo per la segnalazione su Martin come possibile portatore di palla, sperando però non si faccia la fine dell’esperimento Monk, giocatore indubbiamente diverso).
Di certo ancora una volta a “Kup” non sono riuscite le manovre tentate per cercare una posizione migliore o arrivare a Love scaricando un nucleo di giocatori non semplice da piazzare (si parlava di Williams, Monk e Biyombo, una pista che comunque Kup potrebbe decidere di non abbandonare e magari proporre ad altri team per altro materiale con possibili adattamenti), qui sotto trovate la lista completa delle scelte avvenute nella notte (scelgo prima Wikipedia perché dal sito ufficiale che trovate nel secondo link ancora mostrano i Lakers come quarta squadra a scegliere, è così ma la posizione è stata ceduta ad Atlanta da New Orleans che a propria volta aveva interagito con i Lakers ottenendola), poi piccoli spostamenti come Bol Bol finito a Denver o Salomon Hill ceduto dai Pelicans ai Falchi (nella pagina dopo quella dedicata al Draft)…

https://en.wikipedia.org/wiki/2019_NBA_draft

https://www.nba.com/draft/2019/board#/

https://www.espn.com/nba/story/_/id/23736393/nba-trade-tracker-grades-details-every-deal

Per gli Hornets si sposta poco, sulla scelta c’è chi recrimina per il giocatore scelto ma sulla decisione del ruolo concordo si sia trattata di una mossa intelligente e lascio qui sotto un’articolo in inglese dell’amico Filippo (scrive su Swarm and Sting) che aveva anticipato il Draft dedicando una panoramica alla nostra scelta numero 12, giocatore versatile, moderno che può tirare anche da fuori che l’anno scorso ha portato in dote.

Al momento questi tre giocatori sembrebbero prospetti interessanti, dotati di buone capacità atletiche, forse il secondo fil rouge dopo la necessità dei ruoli, elementi atletici, in grado di apportare appunto sin da subito energia a una squadra che vuole giocare velocemente…

Martin e Washington, pur con le loro pecche mi sembra possano essere considerati tali, anche se poi si dovranno scontrare con il muro NBA, più fisico delle università ovviamente.

Passato il Draft vedremo cosa succederà… per ora ancora l’orizzonte di Kupchak è calmo ma tutti sperano che succeda qualcosa che smuova le acque e affiori un’esplosione di vita simile a quella del Cambriano dove gli organismi giocatori saranno sempre sperimentali ma si adattino maggiormente all’ambiente risultando più funzionali di quelli attuali perché con i soliti elementi in squadra non c’è una solida base per competere nemmeno in un Est più debole in media della controparte tramontante ed è vietato sognare ma la pikaia di Ediacara, pur non offrendo certezze alimenta sempre nuove possibili forme di realtà “migliori”.

Planet Lovetron

Cleveland Cavaliers’ Kevin Love (0) sizes up Charlotte Hornets’ Cody Zeller in an NBA basketball game Monday, Dec. 15, 2014, in Cleveland. (AP Photo/Mark Duncan)

Fan di tutti i team NBA in fibrillazione prima del Draft che porta a vociferare di tutto.

Voci più incontrollate di quelle di Fantozziana memoria sulla partita Italia-Inghilterra, giocatori preferiti, chimere irraggiungibili, voli pindarici, ricerca di sorprese, proposte di scambio non convincenti per sentito dire e prospettive incubo compongono il variegato panorama d ciò che è divenuto il “mercato” Draft…

Tornando a noi… difficilissimo cercare di scrivere sulla situazione di Charlotte che potrebbe anche decidere di “usare” il Draft per…

Per Charlotte (orfana di Parker con 5 milioni in più liberi in un tetto salariale con poco spazio) però la priorità probabilmente non sarà il Draft (Hachimura “Otto villaggi” o altri nomi legati a Charlotte, specialmente alcuni lunghi in quella posizione potrebbero poi non essere così interessanti guardando a diverse scelte del nostro recente passato) dove Zion Williamson e JA Morant doverebbero occupare i primi posti delle scelte (Pels e Grizzlies salvo pazzie dell’ultimo minuto per Memphis) mentre fervono alacremente contatti tra i GM per cercare di scambiare posizioni e giocatori cercando d’afferrare all’ultimo istante il giocatore desiderato per avere un futuro più roseo e sereno.

Certo, Kupchak stava cercando di lavorare con altre squadre per scendere dalla dodicesima posizione e scegliere prima ma nelle ultime ore si è diffusa una possibilità che vedrebbe Charlotte rinunciare alla dodicesima in un giro a tre che vedrebbe Atlanta sceglier per quinta, Cleveland per decima e dodicesima e gli Hornets ottener Love.

Al momento il futuro degli Hornets è tempestato di fulmini.

Siamo solo alle porte dell’estate ma i lampi di calore hanno illuminato e fotografato una situazione difficile.

La tempesta perfetta su Charlotte; Walker, Lamb e il miracolato (almeno durante l’ultima parte della stagione) Frank The Tank sono Free Agent e alla sgocciolata Biyombo, Marvin Williams e MKG (ieri per Kidd-Gilchrist) hanno fatto ovviamente sapere che sarebbero tutti rientrati a Charlotte sfruttando la loro player option, il che vuol dire per Charlotte “intasare il monte salari” di oltre 45 milioni solo per questi tre contratti.

Ovviamente Kupchak, dopo non essersi praticamente mosso (bene Parker ma non citatemi Gasol e Mack) la scorsa stagione è chiamato a un difficile compito su svariati fronti.

Urge muoversi e farlo nella miglior maniera possibile cercando di dar fondo a furbizia, occasioni sul mercato perché Walker ha fatto sapere che potrebbe restare rinunciando anche al massimo ingaggio (stima totale per questo giocatore che invece di massimizzare in big money ha messo davanti l’ambiente dove è cresciuto e la riconoscenza) ma ovviamente vuole vincere e non esser più frustrato da una situazione diventata più ferma di certi vini, quindi un pericolo reale che possa andar via se la società non farà gli sforzi necessari c’è (Lakers, pista alla quale credo poco per ora e Mavericks sono voci insistenti).

Voci incontrollate in entrata invece danno, prendiamole tutte come speculazioni, Al Horford e Kevin Love come due possibili obiettivi.

Gli Hornets hanno capito finalmente che latitano nel settore lunghi e i due nomi sono interessanti.

Horford è un giocatore completo che aggiungerebbe una buona difesa e rispetto a Boston incrementerebbe sicuramente le proprie cifre essendo chiamato in causa maggiormente.

Punti, rimbalzi e stoppate per il veterano dei Celtics garantirebbero a Charlotte solo una parte di benefici perché quelli tattici salirebbero vertiginosamente con un giocatore intelligente e capace di segnare da qualsiasi posizione ma lui cerca un quadriennale e il costo è molto alto come lo sarebbe comunque anche per Love pensando che Horford superava i 28 milioni e Love si aggirerà sui quasi 29 quest’anno, insomma, Charlotte continua a inseguire contratti costosissimi ma al momento non ha margini per avere realmente a disposizione questi due giocatori se non riuscendo a scaricare qualche mega contratto, magari in scadenza e infatti nel caso Love si parlerebbe di dodicesima scelta da cedere ma anche di mandare via Williams, Biyombo e Monk (credo si inizi a non credere più in una sua maturazione) per appunto Kevin Love ma anche Jordan Clarkson ma il problema è che gli Hornets si libererebbero di crica 36 milioni di contratto per riceverne 38 anche se la qualità aumenterebbe ma peggiorando lo spazio salariale momentaneamente, sacrificando però la scelta…

Soldi sprecati per molti giocatori, il nome su tutti in casa Hornets è sicuramente Batum, un giocatore che non sembra aver molta voglia in diverse partite ma che tarpa le ali ai Calabroni con il suo pomposo ingaggio.

E chissà se Kevin Love conosceva Darryl Dawkins, giocatore del passato che asseriva di essere nato sul pianeta Lovetron, dove poi fosse l’unico essere vivente aggiungendo: “Ora abito nel Paradiso di Cioccolata, dove sono conosciuto come il Tuono di Cioccolata”.

Qui sotto potrete trovare un articolo competo tratto da Giganti del Basket dell’agosto 1982 che mostra come i soldi spesi non sempre portassero ai risultati delle aspettative.

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Così, dopo il Draft, mentre i fan degli Hornets sono divisi tra scetticismo nel non riuscir a muoversi questa sera accompagnando o spostando/cedendo la scelta per, l’estate ci attende, i pericoli e le contingenze, sapendo che, a seconda della via intrapresa nel fine giugno e nel torrido luglio si scriveranno inevitabilmente buona parte del destino della prossima stagione.

In genere dopo un temporale spunta l’arcobaleno, sempre che Charlotte non sia finita nella grande macchia rossa gioviana, in quel caso servirebbe molto tempo per uscirne.

Se mi chiedeste cosa succederà questa notte per Charlotte, la risposta più seria sarebbe un semplice: “Non lo so”, di certo l’unica sicurezza è che in questa estate “dobbiamo muoverci” se non vogliamo trovarci senza stelle e una squadra impoverita più materasso di quelli che propone sempre Mastrota.

Poche ore alla mossa (si parte alle 01:30 AM) che mostrerà il primo, piccolo o grande cambiamento di volto dei Calabroni e a tal proposito, en passant, a breve anche questa pagina avrà un nuovo banner/nome, tempo di finire di lavorarci sopra…