Game 44: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 106-122

Cody Martin: 8 punti, 5 rimbalzi e 4 PF in 20:58.

Partita dal doppio volto allo Spectrum Center ma nulla di nuovo sotto questi vecchi ponti con gli Hornets a giungere alla quarta sconfitta consecutiva rimanendo sul fondale della Eastern Conference con 11 W e 33 L (Detroit è a 12-34).

Gli Hornets provavano a sorprendere i propri fan giocando un ottimo e preciso basket in attacco nel primo tempo.

Buone scelte di tiro con azioni meno prevedibili del solito a sfruttare il talento di Ball con canestri e passaggi che davano la terza dimensione a Charlotte, quella dell’attacco al ferro.

I punti in area erano decisamente a vantaggio dei Calabroni nel primo tempo che arrivavano anche a tirare oltre il 66,0% scendendo all’intervallo sempre a buone percentuali, dopo esser stati avanti anche di 16 però la squadra incassava qualche punto di troppo ritrovandosi a gestire soltanto 4 punti di differenza: 66-62.

Il trend continuava nel secondo tempo dove Tatum (con percentuali basse nel primo tempo),e Brogdon in particolare si accendevano; parziale di 19-33 a fine quarto e partita completamente stravolta con Charlotte a non trovare più il bandolo della matassa offensiva (primi 6 punti della ripresa da Plumlee, ovviamente tutti ravvicinati).

La difesa di Boston impediva spesso tiri facili e la shot selection degli Hornets a volte era semplicemente prendere un vantaggio cercando di muover palla e non perderla così l’offense di Charlotte che nelle ultime 4 uscite segnava poco più di 120 punti a match abbassava le pretese e faceva scivolare la squadra verso un’altra preventivabile sconfitta.

Nonostante un paio di buone infilate di Martin (splendida quella con spin ad aggirare il difensore con alzata sullo shot blocker), un paio di iniziative di Ball e una tripla di Rozier con passo laterale con la carogna di Al Horford sul groppone, gli imenotteri in viola non riuscivano più a rientrare in partita, Boston aveva i colpi per tenere e aumentare il divario che alla fine sarà di 16 punti: 106-122, anche oltre ciò che si è visto sul parquet ma le 19 triple sganciate da Boston sono state fattore chiave con gli Hornets che dal perimetro non riescono spesso a controllare gli avversari favoriti talvolta da qualche rimbalzo offensivo che non sarebbe dovuto uscire dall’area nelle mani ospiti.

Nonostante il 60-48 in area, Boston si avvantaggiava con un 21-36 negli assist, 2-8 nelle rubate per un 5-17 nei fast break point e il clamoroso abbassamento delle percentuali da tre punti Hornets al 29,6% finale sono stati fattori che hanno determinato pesantemente la W ospite.

Nota a margine per Ball che ha talento, sì, migliora anche i compagni in attacco a volte ma in difesa è molto leggero e facilmente spostabile anche da Pritchard e mentre Rozier può avere problemi in cm ma si è visto lottare e far mancare qualche tiro (vedi a Smart nel primo tempo), LaMelo deve cercare di tenere di più il contatto e trovare tempismo.

I 19.608 spettatori assistevano anche ai 30 punti di Brogdon (11/17), i 16 di Horford e i 13 di Smart più 12 assist per Boston mentre in casa Hornets i 31 punti e 9 assist di Ball, i 21 di Rozier, i 14 di P.J. Washington e i 9 punti più 16 rimbalzi di Plumlee (-21 per lui come per Rozier in +/-) non bastavano nuovamente.

Game recap

L’idea che molti tifosi si erano fatti era di vedere quanto tempo i Calabroni potessero resistere allo strapotere (sulla carta) di Boston ma dopo il tiro da fuori da tre mancato da Tatum la partita prendeva una piega inaspettata con le squadre che non sbagliavano un colpo; iniziava McDaniels a 11:18 con un reverse layup dopo aver percorso la baseline dalla destra, i Celtics scavalcavano con una tripla di White, McDaniels rispondeva da oltre l’arco ma ancora White chiudeva da tre in un sandwich la bomba di McDaniels: 5-6.

Subentravano altri protagonisti e nel saliscendi emozionale le squadre si superavano con le triple di P.J. Washington, M. Smart e Rozier prima della schiacciata in corsa di White (di lì a poco lascerà il campo dopo lo scontro con un compagno di squadra) per l’11 pari.

Fade-away di McDaniels e nuova tripla di Smart a 8:19 (13-14), Ball sbagliava un tiro ma metteva due liberi tra due azioni nelle quali R. Williams arrivava all’alley-oop facendo intuire che Boston potesse iniziare a scappare (15-18) ma non era così: Ball provvedeva al pari con un two and one e mandava in buca Plumlee battendo a terra un passaggio ficcante tre due difensori: 20-18.

Dopo aver subito 3 FT da Tatum la squadra di Clifford si riportava avanti con un buon attacco di Rozier e una tripla di P.J. Washington riuscendo a guadagnare un vantaggio di 5 punti dopo un tecnico fischiato a Tatum e un canestro di Rozier (34-29) prima che Brogdon con due pt. chiudesse il quarto sul 34-31.

Out Rozier, in Ball, le rotazioni misto bench di Clifford funzionavano a inizio secondo quarto, un parziale da 8-0 sino a 9:43 (chiuso da Richards) e a 9:30 Brogdon in entrata rompeva la magia con un two and one ma Charlotte sparava ancora un paio di colpi da fuori con .J. Washington e Ball per il 48-34.

A 6:25 su una transizione McDaniels schiacciava in corsa recapitando il 56-42 con la mano non impegnata dietro la testa.

Time-out di Boston e Hornets che rimanevano ampiamente avanti anche grazie a un 2/3 di Thor che a 3:52 in lunetta sfruttava un close-out scorretto di R. Williams per infilare il 62-47.

Si accendeva però Tatum che segnava in corsa e metteva dentro una tripla, Brogdon a 6 secondi e tre decimi pescava in serendipità una tripla e Boston chiudeva in charge a -4 (66-62).

L’intervallo non portava consigli o sostanza al team di Clifford che dopo aver giocato un buon primo tempo grazie agli assist di Ball e alle scelte di tiro che hanno coinvolto sia le azioni da tre punti che gli attacchi a canestro con ottimo mix, si affidavano a Plumlee in area per resistere: suoi i primi 6 punti Hornets della ripresa ma Boston cominciava ad alzare le percentuali da fuori e Tatum segnava il 72-70 mentre Al Horford arrivava al sorpasso comodo (72-73) a 7:24.

La squadra di Clifford accusava il colpo rimanendo in scia con Ball sino a 6:12 (74-75) prima di cercare di inventarsi il recupero da tripla.

P.J. Washington e Terry Rozier ne piazzavano una a testa per l’80-83 ma nel finale di quarto un parziale da 8-0 (Tatum tripla, G. Williams, altra tripla e Tatum da due) lanciavano i Celtics sul +10 (:32.5, 83-93).

Richards e Brogdon ritoccavano il punteggio sull’85-95 ma i giochi erano fatti con il parziale di terzo quarto eloquente: 19-33.

Attacco Hornets frenato e niente emozioni per sapere chi sarà la squadra vincente del match anche se Martin e Ball suscitavano piccole gioie con alcune buone giocate piacevoli per estetica ed armonia chiuse in and one.

Boston allungava affermandosi facilmente grazie ad un roster completo e al risveglio di Tatum (33 punti finali) nel secondo tempo.

 

 

Game 43: Charlotte Hornets @ Toronto Raptors 114-124

LaMelo Ball cerca di Passare VanVleet. Non bastano i suoi 32 punti a Charlotte.

Gli Hornets tornano a casa a mani vuote dalla doppia trasferta canadese alla Scotiabank Arena in una stagione maledetta e dopo aver sofferto per tutta la partita.

L’occasione di tentare il colpo gobbi – dopo non esser mai stati in vantaggio per tutto il game – i Calabroni l’hanno avuta nel finale quando – dopo aver oscillato spesso tra un divario da doppia a singola cifra – Plumlee ha chiuso un’azione confusionaria e volitiva con salvataggio di Ball e assist di Martin portando a casa un gioco da tre punti che a 1:39 ha consentito ai Calabroni di tornare inaspettatamente sul -5 (109-114).

Toronto non è riuscita a segnare ma Ball (dopo una buonissima partita condita da diversi deep 3 puliti e 7 assist anche se con 5 TO e 6 falli di contro) ha mancato un layup apparso piuttosto semplice (ossimoro e bizzarria della vita stessa) se dall’altra parte VanVleet ha inflitto dal corner sinistro la coltellata mortale per il 109-117.

Sicuramente diverse decisioni (per edulcorarla diremo…) bizzarre a senso unico hanno a torto o ragione favorito i Raptors specialmente nel secondo tempo da un fallo fischiato sul tiro a Rozier simile a quello contro Ball nell’ultimo match a banali rimesse laterali, falli e almeno un paio di mancati and one a favore di Charlotte (uno su Rozier piuttosto evidente) ma a parte l’arbitraggio irritante gli Hornets mostrano le solite pecche difensive di tenuta e anche se i Raptors questa volta, oltre a trovare un primo tempo dalle percentuali altissime condite con il solito pizzico di tiro da tre solido, hanno cambiato un po’ tattica sfruttando anche il pitturato e i corridoi lasciati dal team di Clifford, il risultato non cambia: 51,8% per i canadesi al tiro e anche se Charlotte ha chiuso sopra con il 53,2% l’ha fatto con meno tiri (77-83).

Anche se fallendo qualche FT in meno (19/27 contro il 28/36 casalingo) a dare, però, la spinta decisiva alla squadra di Nurse sono state le palle recuperate, 6-15 nelle rubate, 9-22 nei TO complessivi (qualche gentile omaggio della terna a sfavore) con un 50-62 nel pitturato favorito dalle folate partite dalle transizioni anche se ufficialmente i fast break point sono dati pari: 14-14.

50-42 a rimbalzo, sovvertite le proporzioni gli Hornets sono finiti però sotto 27-30 negli assist con la squadra della foglia d’acero a produrre comodi tiri grazie al gioco di passaggi sfruttato in maniera solida, specialmente nel primo tempo con triple open.

Ball ha chiuso con 32 punti, Rozier con 21, Plumlee ha finito con un’altra doppia doppia da 16 punti e 15 rimbalzi.

13:15 i minuti concessi a Richards (7 pt.) che ha giocato al posto di Mark Williams, out.

Toronto ha beneficiato di 35 punti del solito Siakam (10/12 FT), 21 da Barnes (spesso troppo facile per lui trovar spazio per arrivare alla schiacciata), 19 di Trent Jr., 15 di Anunoby e 11 di VanVleet.

Game Recap

Dal turnaround in post sx di Anunoby su McDaniels alla risposta dello stesso Jalen che sbagliava poi due conclusioni per il pari (Hornets che avevano subito una tripla dalla destra di Trent Jr.) e segnava il 4-5 si passava ad un parziale di 0-8 sino a 7:51 quando Clifford andava in time-out dopo aver arrestato il gioco contraddistinto dalle ultime tre transizioni Raptors che si portavano sul 4-13.

Un floater di sinistra da parte di Ball arrestava il sanguinamento ma Siakam segnava da tre, stoppava la bomba di P.J. Washington e Anunoby metteva il carico da 90 con la tripla del 6-19 dall’angolo.

Charlotte accorciava con la folata di Rozier e due triple di P.J. Washington, la seconda in step-back prima di un deep 3 dalla linea laterale sinistra di LaMelo (17-23) ma Barnes trovava un corridoio lungo su un high screen roll e arrivava alla schiacciata quindi entrava la bench di Charlotte e Martin segnava il 19-25.

Nonostante Thor realizzasse una tripla da bad pass di Smith Jr. e Richards portasse a casa 4 pt. (jam e 2 FT a 1:13) per il 28-33, l’ultimo minuto era per i Raptors che guadagnavano 4 punti fino al 29-38 di prima frazione.

Charlotte si esaltava con l’alley-oop prodotto da Ball e rifinito da Richards in avvio secondo periodo ma si smarriva subito lasciando a Barnes un altro corridoio (a 11:04) sul quale Clifford chiamava time-out.

Gli Hornets si perdevano nella zona di Toronto perdendo 4 palloni mentre i Raptors portavano a casa un parziale da 0-11 (ultimo canestro da two and one di Trent Jr. a 9:17) per portarsi sul +18 (31-49).

LaMelo provava a restituire un senso al match segnando prima da due e realizzando due deep 3 da stupore e il divario scendeva a 10 punti ma la breve accelerazione dei canadesi bastava per riportare i Calabroni a distanza abissale anche se Smith Jr. in entrata era spostato sull’aiuto di Boucher riuscendo a segnare in caduta convertendo l’and one per il 43-58.

Ball da due, Smith in sottomano tripla di Achiuwa e risposta da tre soft rim/glass con passo laterale sinistro per staccarsi dal marcatore da parte di Rozier più dunk su tiro short di T-Ro, Hornets nuovamente a dimezzare lo svantaggio (52-61) ma dopo il time-out di Nurse a 2:54 l’elastico si allungava nuovamente fino alla tripla finale di primo tempo firmata Siakam per il 55-69, 14 punti da recuperare difficili.

Ball e Siakam chiudevano con 18 punti a testa ma per LaMelo anche 3 TO, Anunoby con 12 pt., Trent jr. 11, Barnes 10 mentre Richards e Rozier (sorvegliato speciale) andavano a riposo con 7 a testa.

Nonostante il 51,2% di Charlotte dal campo c’era da abbassare notevolmente il 59,5% di Toronto abile a colpire spesso con l’uomo con i piedi per terra comodamente da tre punti con spazio sullo scarico (47,1% da 3) per colpa di tenuta difensiva singola e poca comunicazione.

Charlotte cercava di riportarsi in partita con Ball (appoggio di sx), un cambio mano di McDaniels a 10:23 e una reverse da 2+1 di Plumlee a 9:49 tagliando il divario alla singola cifra (62-71) ma Barnes sparava una jam su McDaniels e dopo il fallo (non fischiato) di Siakam su un Rozier abile comunque a chiudere in entrata, lo stesso Pascal metteva dentro in schiacciata il 64-75.

Charlotte segnava con Martin a 2:36 un buon 3 punti ma perdeva Hernangomez dall’altra parte concedendogli una giocata complessiva da 3 punti, tornava a segnare con Rozier da oltre l’arco ma ancora una volta non chiudeva per tempo lo spagnolo che toccato da Martin andava in lunetta.

Martin nella sua folle corsa a 1:25 era toccato da Anunoby e convertiva l’and one, stessa cosa che faceva Siakam sul blocking foul chiamato allo stesso Cody (piccolo aggiustamento di posizione fatale).

Colpo su colpo a 12 minuti dalla fine gli Hornets, dopo aver rimontato nel quarto 5 punti, avevano da recuperare per vincere ancora 10 punti: 88-97.

Come già detto in precedenza a inizio pezzo, l’elastico si allungava nell’ultimo periodo, gli Hornets sembravano destinati a non suscitare emozioni (anche perché la terna, insomma…) fino a 1:39 con il 2+1 di Plumlee per il -5 e quando ball in appoggio per il -3 mancava incredibilmente il canestro arrivava la tripla di VanVleet a togliere la paura della beffa ai suoi grazie a una tripla.

Charlotte chiudeva così sul 114-124.

Tabellino singoli Hornets.

Tabellino singoli Hornets.

Game chart.

Game 42: Charlotte Hornets @ Toronto Raptors 120-132

TORONTO, CANADA – JANUARY 10: Dennis Smith Jr. #8 of the Charlotte Hornets dribbles the ball against the Toronto Raptors on January 10, 2022 at the Scotiabank Arena in Toronto, Ontario, Canada. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2023 NBAE (Photo by Mark Blinch/NBAE via Getty Images)

Gli Hornets probabilmente non si vogliono rovinare la possibile “festa” al simposio del Draft 2023 e anche se Plumlee ha detto: “Stiamo giocando per la nostra stagione in questo momento”, giocano forse con il freno a mano tirato inconsciamente una partita allegra difensivamente a darle e prenderle finiscono vittime (non è la prima volta) della superiorità a rimbalzo dei Raptors che con un eloquente 34-49 a rimbalzo (6-18 gli offensivi) prendono un vantaggio decisivo da 4-20 in 2nd chance.

Tutto secondo copione quindi con il team di “proprietà” di MJ che non vuole allontanarsi troppo dall’ancoraggio dal fondo in vista di giugno e mentre si vocifera di un McDaniels ai Suns, per sorgere gli Hornets dovranno evidentemente minimo aspettare ancora un anno…

Riguardo il match, le percentuali da tre sono alte durante tutta la partita (42,9 vs 45,5%) specialmente in un inizio scoppiettante quando le squadre da fuori si rispondono colpo su colpo e gli Hornets (iniziano segnando tutti i canestri ad eccezione di un jumper di McDaniels) mettono il capo avanti con un’avvolgente schiacciata di Plumlee a 6:40 per il 22-20 ma i Raptors hanno ottenuto il loro record stagionale infilando 20 decisive bombe (44 i tentativi).

A 3:30 gli Hornets raggiungono il +4 (massimo vantaggio della partita per Charlotte sul 30-26) con una tripla di Martin ma la bench di Charlotte produrrà poco in termine di punti a confronto di quella avversaria (18-40) e una tripla di Hernangomez, infatti, sul finale di primo quarto, produrrà la tripla che farà passare avanti (34-35) i Raptors.

Nel secondo battagliato quarto Charlotte rimaneva in scia con i punti cardine della serata (Rozier 33 pt., Ball 24 pt. e 14 assist e Plumlee 21 pt.) finendo sotto di 6: 66-72.

Dopo l’intervallo non cambiava la situazione e Thor – su servizio di Martin – realizzava il floating jumper del pareggio (90-90) a 2:23.

Nel finale Flynn abbatteva un altro tre punti e Siakam splittava dalla lunetta per il 94-96 ma non era ancora tempo di arrendersi per il Clifford team che teneva il passo e a 10:31 dalla fine McDaniels arrivava a un passo da quota 100 impattando a quota 99 con due FT.

Gli Hornets però beccavano un brutto parziale; 2+1 di Trent, turnaround banker di Achiuwa e la solita “inarrestabile tripla” questa volta per mano di Boucher: 99-107.

Charlotte smetteva di sanguinare con una bella jam di Plumlee per il 2+1, una reverse dunk dello stesso ritrovato centro (104-107) a 7:57 e all’alba del settimo minuto Ball da tripla riportava pesantemente Charlotte in partita: 107-108.

La squadra del North Carolina collassava però sul più bello incassando una doppia tripla dall’angolo destro di Anunoby aiutato da altre due triple firmate VanVleet con nel mezzo una jam di Siakam.

Parziale da 0-14 (107-122) che decideva il match anche se Rozier in assalto al canestro chiudeva con un fing and roll a 3:08, troppo tardi per sperare di dire: “Buona la prima!”

Charlotte avrà una seconda possibilità in Canada dopo un giorno di riposo per cercare di adattarsi sulla linea dei tre punti e trovare una soluzione allo strapotere offensivo a rimbalzo dei Raptors.

Plumlee sta giocando davvero un buon basket offensivo ma sono soltanto 7 i rimbalzi mentre Rozier, D. Smith Jr. e Martin sono di piccola taglia oltre ad avere giocatori filiformi come McDaniels e Ball che in muscolatura non possono competere contro più grossi calibri e sono facilmente spostabili sotto le plance.

Forse Mark Williams (14:31) 4 punti ed altrettanti rimbalzi nella notte potrebbe dare una mano ad una soluzione a doppia torre, P.J. Washington 13 pt. ma soltanto un rimbalzo in 31:37 con McDaniels a 11 pt. a completare il quintetto da doppia doppia e 7 rimbalzi.

56-44 paint, 17-13 in fast break non sono bastati a Charlotte che indipendentemente da Hayward e Oubre Jr. (operato) continua ad incassare troppi punti per sperare di vincere nonostante i rientranti Martin e D. Smith Jr. abbiano combinato 5 rimbalzi, 8 assist e 4 rubate (1 solo TO) in 45:29 complessivi ma al tiro il 4/14 (1/7 di Smith Jr.) per 9 punti è stato penalizzante.

Per i Raptors 28 punti da Siakam, 24 da Trent Jr., 22 di Anunoby, 13 di Achiuwa, 12 firmati da Boucher, 11 quello di VanVleet più 8 assist e 7 rimbalzi per la mini-star Raptors.

 

 

Game 40: Charlotte Hornets @ Milwaukee Bucks 138-109

Doppia doppia (punti/rimbalzi) per Mason Plumlee qui a rimbalzo.

Doppia doppia (punti/rimbalzi) per Mason Plumlee qui a rimbalzo.

Partita sorprendente a Milwaukee al Fiserv Forum dove gli imenotteri turchese-viola del North Carolina surclassano quasi inspiegabilmente (viste le premesse sulla carta) una delle contender per il titolo NBA con la quale avevano perso in dicembre contro una squadra ampiamente rimaneggiata (Antetokounmpo e Holiday non c’erano ad esempio) ma ogni partita è a sé e Charlotte lo dimostrava immediatamente.

Le partite perse per infortunio con il numero di partite saltate per ogni giocatore questa stagione in casa Charlotte.

Una commistione tra la serata negativa dei Bucks, una difesa Hornets fisicamente finalmente valida e un ritrovato tiro da fuori, unito al gioco di squadra ha permesso a Charlotte di portare a casa l’undicesima vittoria di stagione e di abbandonare l’ultimo posto in classifica a spese di Detroit.

I Calabroni, dopo aver incassato la tripla di Holiday, pareggiato con Ball a 11:08 alla stessa maniera e subito quella di Allen su McDaniels (3-6) sorprendevano in avvio giocando bene e piazzando un parziale da 11-0 sino a 8:40 composto da un pick and roll tra Ball e Plumlee chiuso dal secondo, una finta a una mano in area con giro e palla alzata dal pitturato da parte di Rozier che puntava poco più tardi e appoggiava sulla sinistra, floater di P.J. Washington dopo entrata a ricciolo dalla sx con blocco di Plumlee e tripla dalla destra di Ball per il 14-6.

Time-out Bucks ma sorprendentemente, nonostante il canestro di Connaughton da due interrompesse il parziale, la furia degli Hornets, in particolare di Rozier (17 punti a fine quarto, firma con la tripla il 20-8 in transizione ad esempio), non si placava e a 5:00 dal termine della frazione Budenholzer prendeva anche un tecnico così gli Hornets doppiavano incredibilmente i Bucks sul 34-17…

Il momento magico degli Hornets non si interrompeva con Plumlee a correggere un tap-in su miss di Rozier, poi T-Ro tornava preciso con un floater un the paint e la tripla del 43-17 dalla sinistra, i Calabroni esageravano anche con la bench sul parquet superando il record dei 45 punti in un quarto ottenuto contro Atlanta a ottobre con un jumper dalla lunetta di Martin e quello all-time con 2 FT di McDaniels a 3 decimi dalla sirena: 51-28, imprevedibilmente assurdo.

20/29 al tiro (7/14 da tre), 15-6 a rimbalzo e 4/4 ai liberi.

Nonostante nel secondo periodo gli Hornets non segnassero nemmeno un tiro libero (solo 0/2 da parte di Martin) e i Bucks pescassero dalla panchina punti da oltre l’arco prima con Green e poi con Carter, i calabroni non mollavano la presa; Ball metteva la tripla del 60-37 prima e quella del 63-37 poi con uno step-back letale a 7:11 altro dardo avvelenato di Rozier per il +27 (68-47) e fade-away da 2 punti dalla baseline destra difficile: 70-45.

La squadra di Clifford puntava a superare il record di 79 punti pareggiandolo prima con Thor che sulla stessa azione al terzo tentativo faceva centro e infrangendolo con un no look pass dello stesso Thor per LaMelo che con spazio in angolo destro faceva centro da oltre l’arco: 82-56.

Gli Hornets chiudevano all’intervallo con un buon margine di 24 punti: 84-60 tenendo Antetokounmpo a 6 punti (non in serata nel primo tempo con 4/9 dalla lunetta).

Le 14 triple su 30 tentativi aiutavano Ball ad avvicinarsi ai 20 punti (19, per rompere il record di Glen Rice con almeno 20 partite da 20 punti o più consecutivi) e Rozier ad avere una big night (25) mentre il 31-23 a rimbalzo ed il 21-12 negli assist erano numeri eloquenti per spiegare il vantaggio uniti al 30-10 nel pitturato, il 10-4 nei fast break e il 15-6 da second chance.

Rozier intervistato all’intervallo.

Il terzo quarto veleggiava sulla falsariga del secondo quarto con gli Hornets impegnati a costruire un attacco che mantenesse circa i punti di vantaggio accumulati poiché Holiday era l’attaccante di talento di turno che si scaldava a intermittenza infilando un paio di triple ma la strong jam di Mason (92-69) e il fade-away di Rozier oltre due difensori (7:04, 96-72) ripristinavano l’esatto +24 del finale primo tempo.

Con i Bucks a provarci ma a non crederci nemmeno troppo visto il divario, il margine saliva a 2:51 sino al +31, cortesia di Williams da sotto mentre Rozier firmava il trentottesimo punto (season high del team) per il 110-79 più avanti.

L’ultimo quarto vedeva gli Hornets non partire bene al tiro con troppe triple a vuoto ma a 7:39 P.J. Washington realizzava da tre il 120-93 sbloccando l’attacco.

Di Antetokounmpo nemmeno l’ombra sul parquet nell’ultimo quarto (Budenholzer lasciava ampio spazio alla bench) se non quella del fratello che si “sbatteva” con alterne fortune per non dire poche come quando saltando dietro Rozier in terzo tempo franava sulla schiena del nostro numero 3 per finir seduto sulla caviglia del nostro giocatore a terra.

Terry si riprendeva, segnava un libero e poi usciva mentre la sfida volgeva al termine con Charlotte che allungava ancora con Thor grazie a due triple nel finale sino al 138-109.

Per i Bucks, dopo aver segnato cifre pazzesche da 43, di media nelle ultime uscite sono stati solo 9 i punti del più famoso Antetokounmpo mentre l’aiuto maggiore è arrivato da Portis con 19 punti e 12 rimbalzi, una dozzina a testa anche i punti da parte di Allen e Holiday mentre 13 sono stati quelli realizzati da AJ Green in una notte piuttosto spenta per Milwaukee.

Forse agli Hornets ha portato fortuna la divisa Bucks anni ’90 o forse la determinazione e la fiducia (anche al tiro finendo con il 52,0% con un 41,7% pari da 3 punti) unite al gioco di squadra (32-22 negli assist, 54-22 nel pitturato) hanno finito per invertire i ruoli per una volta e regalare la miglior uscita dell’anno ai Calabroni con un Rozier da record a 39 punti, Ball a 24 punti e 12 assist, Plumlee a 17 punti, 15 rimbalzi e 6 assist oltre 11 punti e 9 rimbalzi di McDaniels e 23 punti di un P.J. Washington determinante al tiro (9/14), specialmente in avvio, quando è in serata.

Tutta la squadra ha giocato bene, Thor ha chiuso con 10 punti, M. Williams con 6 rimbalzi e anche chi deve carburare un po’ come D. Smith Jr. e Cody Martin hanno aggiunto un po’ di difesa più un pizzico d’attacco.

Prima gioia (inattesa) quindi per Charlotte che domani alle 23:00 italiane se la vedrà con i Pacers.

Le pagelle.

Game 39: Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 107-131

JT Thor autore dell’ultimo vantaggio Hornets (22-21) impegnato in azione.

In una partita testa coda gli Hornets non paiono né beneficiare del fattore campo né essere realmente una squadra da NBA perché il confronto non c’è.

Nella porta girevole degli infortuni rimangono out Oubre Jr. (legamento alla mano sx strappato e avrà bisogno di operarsi, ipotesi out dalle 4 alle 6 settimane) e Hayward (uscito durante l’ultima partita) mentre dopo aver giocato la prima partita con San Antonio per un minuto si rivedeva Cody Martin tra le fila degli Hornets.

Si capiva sin da subito che l’intensità e le caratteristiche difensive dei Grizzlies, tutti posti a difendere forte intorno al box, avrebbe messo in crisi una squadra che fa fatica a segnare e sarebbero stati pochi i punti di rottura dei centri.

Gli Hornets a quel punto si adattavano immediatamente cercando di scaricare palla sull’uomo libero oltre l’arco e la tattica per tenere il passo, con giocatori ancora freschi funzionava per buona parte del primo quarto sino ad un paio di cambi che rivoltavano il match.

Charlotte, infatti, segnava i primi 16 punti interamente con la coppia in backcourt Ball & Rozier (2 FT a testa e la dozzina di resto da oltre l’arco) bravi a portare avanti 16-14 Charlotte.

Memphis ci metteva poco a ripassare avanti – dopo la tripla di Thor per il 22-21 – creando un parziale nel quale Morant si inventava un canestro difficile sulla ricezione un fade-away, sull’ancata sbilenca da dietro di Rozier la palla scavalcava Williams e finiva nel cesto.

Nonostante l’ingresso di Martin e Williams niente arrestava i Grizzlies abili a finire il quarto sul 26-40.

Hornets già con un piede fuori dalla partita che nel secondo quarto incassavano un parziale da 10-0 utile per portarli entrambi fuori match: 35-60, un -25 che a all’intervallo sarà -29 (47-76).

Impietose diverse statistiche del primo quarto soprattutto quelle a far la differenza: 32,0% Vs 53,2% (34,8% Vs 31,6%) 25-40 a rimbalzo, 16-32 nel pitturato e 2-10 nei fast break nei quali gli Hornets solitamente brillano.

Il ritmo dei Grizzlies, accettato da Charlotte, mandava KO, inabile ad attaccare il ferro se non con un paio di puntate di Dennis Smith Jr., il quale, rientrato un po’ incattivito, inaugurava i tre tecnici rifilati agli Hornets (il suo meritato, l’ultimo a McDaniels, gratuito).

Charlotte che giocava il secondo tempo solamente per firma (pareggiando 26-26 il terzo quarto e accorciando leggermente nel finale sino al 107-131 all’ultima sirena) con un Ball a 1.000 assist, quarto giocatore più giovane a raggiungerli dopo LaBron, Marbury e Trae Young, inoltre pareggiava la serie da 20 game con almeno 20 punti di Glen Rice ottenuta però nell’annata migliore degli Charlotte Hornets (1996/97).

I 61 punti rifilati proprio ai Grizzlies qualche anno fa, il più ampio margine di sempre nella storia degli Hornets, sono solo un pallido ricordo, il calvario di Charlotte continua e se gli Hornets non trovano il ritmo per colpa degli infortuni, la difesa rimane il problema principale.

Memphis ha chiuso con il 50,0% dal campo, Morant con 23 punti, Bane con 19, Brooks ne ha realizzati 18 e Jaren Jackson Jr. 17.

Per Charlotte, oltre ai 23 pt. e 12 assist di Ball (non bene al tiro però con 7/23 dal campo compreso un intestardito 4/13 da tre), 21 punti arrivano da Rozier, 16 da McDaniels lanciato in quintetto ma con un -27 in +/- e 15 da P.J. Washington.

Next game contro Milwaukee e sarà un altro si salvi chi può in (vana?) attesa di un miracolo al Draft che consegni Wembanyama alla squadra del North Carolina.

Game 38: Charlotte Hornets Vs Los Angeles Lakers 115-121

Terry Rozier (27 punti) – in divisa nera-oro e menta – al tiro prova a realizzare oltre LeBron James (43 punti).

Se il buongiorno si vede dal mattino, in questa prima parte del nuovo anno gli Hornets non dovrebbero discostarsi molto dalla prima deludente parte stagionale.

Al commento tecnico già manca il simpatico Dell Curry, out per una notte (sostituito da Matt Carroll), rientra dopo tempo immemore Dennis Smith Jr. ma a parte Oubre Jr. e il solito Martin out, nel finale di gara non riemerge dal tunnel Gordon Hayward (dolore al ginocchio sinistro).

Il primo quarto scorre con gli Hornets che si trovano sotto a 3:16 di 8 punti (canestro di Bryant) ma i Lakers non riescono più a segnare per la parte restante ed i Calabroni accorciano sino al 21-22 con due tiri liberi di Hayward nel finale (i primi per gli Hornets).

L’inizio secondo quarto però è devastante per gli Hornets, oltre ad assistere a un Hayward che sbaglia “un rigore” ed altri due tiri (uno non di poco), l’attacco di Charlotte si sblocca solo dopo 4:23, a 7:37 quando Plumlee da sotto segna un reverse e conquista un and one ma nel frattempo i Lakers con Reaves, Westbrook e LeBron James che inizia lo show personale hanno piazzato il parziale partita da 14-0…

A 8:01, infatti, Charlotte si trovava sotto di 15 punti, 21-36.

Gli Hornets riuscivano, nonostante l’asfittico attacco a regalare qualche colpo per i fan ma la difesa non riusciva a contenere gli attacchi avversari mortificando i fan, soprattutto quelli di un LeBron James che con una reverse dunk esplosiva volante in campo aperto, un fade-away difficile e altro mostrava di mantenere intatte ancora le caratteristiche fisiche e tecniche (soprattutto su tiri non dalla distanza) per le quali riesce ancora a dire la sua nella NBA.

Partita frustrante con gli Hornets che venivano aiutati da McDaniels nel terzo quarto a riemergere dalle sabbie mobili dell’attacco e nell’ultimo quarto, nonostante un colpo apoplettico di Schröder dopo un alterco con un D. Smith Jr. da ricalibrare che riallontanava gli Hornets scesi a un distacco in singola cifra, grazie a un big Rozier da 17 punti di parziale di quarto, Charlotte nel finale si ripresentava a -6 quando Terry colpiva ancora dall’angolo destro ma nell’azione in velocità nella quale Ball sulla linea laterale saltava James e forniva palla velocemente al n°3, i piedi di T-Ro per l’aggiustamento del tiro calpestavano la linea bianca.

Gran canestro volante annullato per il -3 che diceva agli Hornets di essersi svegliati troppo tardi.

Per gli Hornets fatali le corse e le scorribande nel secondo quarto (soprattutto) lasciate a James (43 punti e 11 rimbalzi con P.J. Washington incapace di contenerlo in formato super) oltre ad avere una percentuale globale peggiore al tiro.

Sostanzialmente nulla di nuovo, attacco in difficoltà e difesa problematica nonostante le rotazioni tentate da Clifford.

Plumlee ha provato a compensare il 56-61 a rimbalzo finale catturandone 14 e finendo ancora in doppia doppia grazie a 18 punti (6/11 dalla lunetta).

Oltre a LeBron per i Lakers vengono buoni 18 punti e 15 rimbalzi di Bryant (poster importante su Plum nel finale) e i 15 a testa della coppia backcourt Schröder/Reaves.

Gli Hornets hanno chiuso con Rozier come top scorer da 27 punti e con un Ball da 24 punti ma solo 3/10 da oltre l’arco.

Alla fine i Lakers, al comando per quasi tutta la partita, non hanno rubato nulla e gli Hornets fanno solo un passo in avanti – se possibile – verso il Draft nella partita più abbordabile della settimana ma i problemi permangono e anche la fiducia al tiro di certi giocatori sembra essere a tratti scomparsa dopo la collezione di L.

Totopaolo 2022/23, 12ª settimana

A cura di Paolo Motta.

Tra spadellate di lenticchie, dei gran pezzi di cotechino e qualche bottiglia di spumante di troppo, ecco scorrere le sfide di inizio 2023.

Nel dettaglio:

Partita 38 – domenica 01 Gennaio ore 01.00 in casa contro Brooklyn (23-12);

Dieci vittorie di fila e undici successi nelle ultime dodici partite per i Nets che orma stanno girando “a tutto motore”.

Irving e Durant puntano alla testa della Eastern Conference.

Partita tosta ma Nets troppo in forma.

L in arrivo, 2.

Partita 39 – martedi 03 Gennaio ore 01.00 in casa contro LA Lakers (15-21);

Con Davis infortunato, LBJ tira la carretta mettendo a referto a 38 anni (!) una media di 31.3 punti 8 assist e 7.3 rimbalzi solo nell’ultima settimana.

Schroder e T. Bryant sparring partners che non ti aspetti.

Partita da vincere. 1.

Partita 40 – giovedì 05 Gennaio ore 01.00 in casa contro Memphis (21-13);

Memphis ormai squadra consacrata, veleggia tra le prime posizioni ad Ovest.

Morant, JJJ e compagnia cantante sono il futuro della Lega.

Altra partita tosta della settimana e altra L in arrivo, 2.

Partita 41 – sabato 07 Gennaio ore 02.00 fuori casa contro Milwaukee (23-12);

Altra sfida contro una corazzata della Lega, e questa volta è il turno dei Bucks di Antetokounmpo che ne ha messi “solo” 44 e 45 nella settimana natalizia (alla faccia del panettone o pandoro).

Oltre al greco si aggiunge anche Brook Lopez che come al solito ci farà penare come la dieta dopo la Befana.

L insindacabile, 1.

Il pronostico della settimana: 1-3.

Game 37: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 106-123

Mark Williams, la nuova scoperta nel settore lunghi Hornets, segna due punti nel primo tempo con un movimento sorprendente ed esteticamente fantastico.

In una sfida sulla carta impossibile per gli Hornets non tardavano sul parquet ad arrivare i problemi in avvio.

I Nets si dimostravano una squadra mediamente più esperta della media con i colpi giusti per poter allungare il campo e mettere in crisi la fragile difesa degli Hornets soprattutto dalle parti del pitturato.

Nel primo quarto Charlotte partiva subito inseguendo ma qualche colpo di Charlotte, in particolare di Plumlee, teneva gli Hornets agganciati al match sino quasi a fine quarto quando l’ingresso delle panchine portava più benefici agli ospiti in grado di allungare sino al 22-32 finale di frazione.

Nel secondo periodo cominciava a farsi vedere il ricambio di Plumlee, Mark Williams (la sensazione del momento che ha scalzato Richards attualmente come C back-up) il quale a 11:22 agganciava al volo girando velocemente sull’avversario e depositando in appoggio con movimento unico e fluido per il 24-32 (10 tiri tutti a segno consecutivamente per lui nelle ultime uscite sino a quel momento).

Nonostante la discreta prova di Mark ed il rientro convincente di Plumlee che a 5:30 infilava il two and one del 38-43, gli Hornets non tenevano più il passo complice il glaciale 2/18 da oltre l’arco (leggermente meglio i Nets con 3/14) che contribuiva ad un basso 36,2% complessivo dal campo contro il 59,5 avversario che aveva picchi del 79% da due punti…

A inizio terzo quarto c’erano tutti i prodromi per una fine anticipata del match; 3 punti di O’Neale e rimbalzo offensivo di Claxton che a 11:06 convertiva in due punti l’azione offensiva dei Nets per il 49-66.

Clifford andava in time-out, incassava anche il -17 ma Ball si riprendeva dallo scialbo primo tempo servendo con drive and kick P.J. Washington per la tripla e alzando a 8:50 per l’alley-oop di Plumlee oltre a infilare tre triple, l’ultima a 7:33 per il 65-71 prolungando la vita ad una partita comunque segnata, infatti, Brooklyn riallungava immediatamente finendo forte il quarto complice un fade-away off balance di Durant e una tripla di Curry che contribuivano al 79-97, accumulo parziale del finale di terzo quarto.

Ultimo quarto inutile se non per ritoccare qualche cifra (tripla di Ball a 10:25 per l’82-97) poi più nulla per Charlotte che incassava due triple di O’Neale (in mezzo l’errore da due passi o due piedi di Plumlee) e scivolava a -21 (91-112) a 6:10 dal termine.

Finiva con le deep bench sul parquet e sul 106-123 l’ultima di un anno disgraziato per gli Hornets tenendo fede all’orario d’oltreoceano perché qui già arrivava la prima delusione dell’anno ma aspettiamo la prossima per tentare di vincere la prima ufficiale del 2023.

A livello di singoli Hornets traditi proprio dal veterano Hayward, un po’ sulle tracce di Durant ma non abbastanza per giustificare la sua prestazione scarna, anche Thor particolarmente negativo ed anonimo.

Plumlee (doppia doppia con 22 punti e 10 rimbalzi), Ball (23 punti e 11 assist) e soci, anche i migliori in attacco, hanno problemi di tenuta e rotazioni, a poco è servito il 90,5 (19/21 anomalo perché Charlotte tira peggio in genere) dalla lunetta contro il 73,7% avversario.

28 punti di Irving, 23 di Durant, il solito duo di BKN per sostenere un attacco che ha fatto la differenza, mentre Charlotte ha dovuto fare a meno di Oubre Jr. per problemi alle dita della mano sx accentuati da una caduta nell’ultima partita, i Nets sono andati in doppia cifra anche con altri 4 uomini: Claxton e O’Neale entrambi con 14 punti, Watanabe con 11 e T.J. Warren con 10, da menzionare lo stesso Claxton che ha aggiunto ben 6 stoppate (tutte quelle dei Nets) contro le sole due di Charlotte.

14-2 nei rimbalzi offensivi e un 50-47 complessivo pro-Hornets sotto le plance, 28-26 a livello di assist non sono bastati, gli Hornets pagano i colpi inferti dai top player avversari

Nonostante tutto, nonostante sappiamo arriveranno ancora delusioni e si dovrà lottare per il futuro, buon anno, augurandosi che gli Hornets salgano di livello nel 2023 e regalino qualche gioia in più a sorpresa rispetto alle poche recenti.

Game 36: Charlotte Hornets Vs Oklahoma City Thunder 121-113

LaMelo Ball va a canestro, sullo sfondo la positiva novità Mark Williams e in angolo la spalla Terry Rozier.

Dopo la lunga serie da trasferta (sei) a Ovest, gli Hornets speravano di ritrovare la vittoria casalinga contro una squadra giovane e inesperta.

In frontcourt i Thunder schieravano al coppia Williams, Jalen in PF e Jaylin come C mentre Charlotte in panchina teneva di scorta il pilota di riserva della scuderia, Mark.

I primi a marcare erano proprio i Calabroni, complice un avvio un po’ timido di alcuni inesperti Thunder, la squadra di Clifford arrivava sino al 7-0 con una bella alzata di Rozier per l’alley-oop di P.J. Washington.

Per i Thunder la fortuna era avere un arrembante Mann che quasi sulla sirena metteva il punto esclamativo con una plastica e super atletica schiacciata ad una mano.

Gli Hornets facevano entrare Mark Williams che si rivelava subito un fattore ma nonostante Charlotte macinasse gioco e comandasse da tutta la partita, proprio Mark finiva sul finire del primo tempo per mancare 2 liberi e Muscala chiudeva il quarto colpendo dall’angolo per portare in vantaggio i Thunder 57-60.

Charlotte si riportava avanti quando P.J. Washington in area segnava due punti nonostante il n° 6 Thunder, Williams, spingesse Plumlee addosso all’ala di Charlotte.

Nonostante Mason mancasse il FT addizionale, i Calabroni rimanevano avanti 79-77.

Nell’ultima frazione Charlotte tentava di scappare a 10:50 con la tripla di McDaniels per il 92-86 e a 10:02 un turnaround fade-away a una mano di Williams oltre ad impressionare serviva per ottenere il +8 (94-86).

Oklahoma City non ci stava e con l’ex draftato Gilgeos-Alexander colpiva a 4:27, un appoggio che valeva il 103 pari e metteva pepe o sale, scegliete voi, sulla coda della partita.

Gli Hornets speziavano i commenti di Curry con un floater di Ball, un open 3 di P.J. Washington a 3:39 prima che lo stesso P.J. stoppasse Jaylin Williams e Rozier a 2:38 infilasse due liberi che anticipavano il tap-in di Plumlee a 1:38.

Il parziale da 9-0 non scoraggiava la squadra in divisa bianca che segnava due punti con Giddey e tre con Dort per il 112-108 ma Ball segnava da tre punti e forniva l’assist a Rozier finendo vicino a una tripla doppia.

Dort a :31.5 con un two and one cercava di mettere paura a Charlotte (117-111) ma nel finale gli Hornets controllavano agilmente portando a casa un sorriso per se stessi ed i fan.

Riguardo ai dati, LaMelo Ball ha messo a segno 27 punti, 10 rimbalzi e 9 assist sfiorando la tripla doppia e dando una spinta agli Hornets per prendere il vantaggio finale, ancora una volta è lui l’uomo più pericoloso di Charlotte ma finalmente come spalla si è affiancato P.J. Washington che ha aggiunto 25 punti con un 10/13 dal campo, in più è arrivata la sorprendente doppia doppia di Mark Williams che ha aggiunto peso sotto le plance con 17 punti e 13 rimbalzi (ovviamente record in carriera per un rookie che ha sempre visto il parquet con il binocolo).

“È stato fantastico”, ha detto Williams, che ha chiuso con un 7/7 dal campo.

” Sto giocando con i miei punti di forza: correre sul pavimento, impostare schermi e proteggere il cerchio, andare a rimbalzo… sto solo facendo tutte le cose vincenti e cercando di dare un piccolo impulso alla squadra.”

L’allenatore degli Hornets Steve Clifford ha scelto di lanciare Williams come centro di riserva scalando Nick Richards come terza opzione.

“Questo significa molto e voglio dimostrare che è stata la decisione giusta”, ha detto Williams.

”Ha il background di base per essere un giocatore NBA molto efficace: protegge il cerchio, è intelligente, è bravo con le coperture. Deve lavorare sulla sua proiezione ed il rotolamento” ha detto Clifford che ha anche aggiunto che potrebbe essere una solida opzione come partner per Ball, Hayward e Rozier ma anche se ha mostrato di cosa è capace, adesso vuole vedere se saprà ripetersi.

“In questo campionato devi farlo tre o quattro volte a settimana e devi farlo contro diversi tipi di giocatori e diversi tipi di coperture”, ha detto Clifford.

Mason Plumlee ha aggiunto 14 punti e 9 rimbalzi per gli Hornets.

“Sto solo prendendo quello che mi dà la difesa”, ha detto Ball, che ha finito con un 5/10 da 3 punti

Shai Gilgeous-Alexander aveva 28 punti per Oklahoma City mentre Luguentz Dort ne ha aggiunti 22 e Josh Giddey ha segnato 21 punti acquisendo 10 rimbalzi oltre a un Mann da 17 punti from the bench.

Gli Hornets però hanno vinto nel pitturato 66-56 e l’allenatore dei Thunder Mike Daigneault ha detto: ”Molto del motivo per cui abbiamo avuto un certo successo ultimamente, soprattutto in difesa, è dovuto alla nostra capacità di proteggere la vernice e di certo stasera non l’abbiamo fatto abbastanza bene.”

Gli Hornets hanno tirato con il 54,8% dal campo mentre Kelly Oubre Jr. ha provato a tornare disponibile con delle protezioni per le dita della mano sinistra ma su un tentativo di salvataggi, in allungo è caduto sul parquet peggiorando la sua situazione ed è dovuto uscire dopo 14 minuti di gioco.