L’insostenibile leggerezza del rookie of the year

“Penso che (LaMelo) Ball stia mostrando quello che sarà, sarà un giocatore fantastico.”

Doc Rivers – Coach dei Philadelphia 76Sixers.

Nelle stesse ore in cui “il grande vecchio degli Hornets” tra le PG ancora in circolazione (ovvero CP3 che ha avuto una love story con i Calabroni di New Orleans) in qualche maniera mi ricordava come aleggiasse una specie di maledizione sui Calabroni giacché Paul alla ricerca di un titolo – anche se oggi a Phoenix – è finito out per il protocollo Covid-19, l’astro nascente degli imenotteri di Charlotte otteneva il meritato e francamente a mio modo di vedere, abbastanza scontato riconoscimento per il titolo di Rookie of The Year.

In casa T.Wolves qualcuno non l’ha presa bene poiché ovviamente sponsorizzava Edwards ma LaMelo ha scalato le gerarchie poiché è soltanto il sesto giocatore nella storia della NBA a guidare tutti i rookie in punti totali, rimbalzi e assist alla pausa All-Star insieme a Bob Pettit (1954-55), Elgin Baylor (1958-59), Wilt Chamberlain (1959-60), Oscar Robertson (1960-61) e Alvan Adams (1975-76) che hanno vinto tutti come Rookie of the Year nella rispettiva stagione da rookie.

E’ stato il giocatore più giovane nella storia della NBA a raggiungere una tripla doppia, registrando 22 punti, 12 rimbalzi e 11 assist contro Atlanta il 9 gennaio all’età di 19 anni e 140 giorni.

Nelle partite che LaMelo ha giocato nel suo anno da rookie, gli Charlotte Hornets hanno ottenuto un record di .500, record che sale a 13-11 nelle partite in cui è partito in quintetto.

Con una media di 15,9 punti, 6,1 assist, 5,9 rimbalzi e 1,6 recuperi a partita, LaMelo Ball ha dato una grande mano a Charlotte nell’essere una squadra migliore.

Questo l’ha portato a vincere tre premi Rookie of the Month della Eastern Conference.

Ball si è infortunato in trasferta nella partita contro i Clippers perdendo 21 partite della stagione degli Hornets e il suo rientro affrettato, non in condizioni ottimali, è bastato solamente a portare la squadra ai play-in ma il suo impatto, andato aldilà delle aspettative di molti, è stato talmente forte e determinante che, nonostante le sorti di Charlotte si siano infrante a un passo dalla reale post season, non hanno influito sul premio a lui dovuto.

Un ragazzo giovane che al momento ha scombinato anche i pregiudizi (sul carattere che avrebbe potuto scombinare le alchimie del gruppo) e i dubbi (compresi i miei) con i quali era arrivato a Charlotte, sulla scia delle fluenti e pepate frasi del padre e P.R. LaVar che con il suo stile sopra le righe ha trovato il modo di valorizzare di più cestisticamente i suoi figli.

LaMelo, il terzo “son”, ha fatto parlare però il campo tanto che le sparate di LaVar sono state ben poche (dopo quelle iniziali nelle quali chiedeva che il figlio fosse titolare), zittito dalla perfetta armonia tra la squadra e il figlio che con Biyombo e altri ragazzi a fargli da fratello con più esperienza, hanno fatto sì che Ball ci mettesse poco a ingranare.

Il meritato riconoscimento per un ragazzo giovane che sembra, appunto, essersi inserito nel gruppo, un sorriso fatto di una leggerezza sorprendente come il suo gioco che si instaura su note che i musicisti delle altre squadre non riescono a leggere nel suo pentagramma.

Il suo gioco variabile è diventato anche più concreto ma senza rinunciare al repertorio di passaggi che l’aveva già distinto e portato a essere una delle prime tre scelte.

Un caso che Charlotte lo abbia pescato quindi in terza piazza anche perché gli Hornets avrebbero necessitato di Wiseman a livello di ruolo ma i Warriors sono andati sul lungo e fortunatamente gli Hornets hanno pescato il jolly.

Dato per scontato che al secondo anno si potrà solo ripetere (speriamo anche migliorare) grazie alla confidenza presa, LaMelo potrebbe essere un personaggio perfetto uscito dall'”Insostenibile Leggerezza dell’Essere” di Milan Kundera, nel senso che Ball è nato prima come personaggio, “discutibile” e figlio del caso ma soprattutto potremmo dire che il suo svolazzante e lieve spirito libero si completi come trait d’union alla pesante situazione di Charlotte che non vince un primo turno PO dal 2002 (sebbene personalmente consideri mia la vittoria degli Hornets di New Orleans su Dallas ai tempi di CP3 e D. West).

Ball potrebbe essere l’uomo perfetto per dissipare le ombre sulla franchigia e ribaltare lo stato delle cose guidando il team se avrà una squadra adeguata al suo fianco e se, come nel romanzo di Kundera, saprà scindere aspetti e interpreti mantenendo libertà e amore per il gioco oltre che l’equilibrio, suo e del gruppo rimanendo in armonia con la sua personalità e ciò che lo circonda benché le tentazioni e le insoddisfazioni siano parte possibile del gioco.

Certamente oggi si può festeggiare ma voglio portarmi avanti e chiedermi cosa rimarrà di questo premio.

Un Ball “da solo sull’isola” potrebbe fare la fine di Walker, possiamo essere felici del premio ma perché ciò non rimanga insignificante servirebbe che accanto a lui ci fossero altri buoni terminali per esaltare le sue doti di passatore e non gravare su di lui troppo spesso in altri compiti per un giocatore comunque totale come ci ricordano le statistiche ma soprattutto le sue fantastiche giocate.

Se qualcuno ha orecchie per intendere a Charlotte non aspetti, questo è l’anno della verità e Ball è come il Valentino Rossi dei bei tempi: “C’è!”

Game 73 – Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 117-144

Intro

La via per uscire da un fallimento passa dalla porta.

Chissà perché nessuno la prende mai. (Confucio)

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.
(Martin Luther King)

Basterebbero queste due massime, questi due aforismi per descrivere la situazione attuale degli Hornets.

L’inesperienza tracimata dovrebbe consigliare ai giovani Hornets di prendere la via più semplice per uscire dalla claustrofobica serie di sconfitte nel finale di stagione prendendo la via più semplice, quella della porta.

Per fare ciò, come nel mito della caverna di Platone ci vorrà coraggio e uscendo dalle ombre proiettate nella grotta scoprire una nuova realtà affrontando le proprie paure.

Per rientrare ai PO dopo esserci stati vicinissimi per gran parte della stagione gli Hornets dovranno prendere la porta di servizio per ben due volte ma Charlotte rischia di impantanarsi nei propri difetti già stanotte poiché ultimamente la squadra non è sembrata in forma mentalmente.

Di contro anche i Pacers vivono un momento di difficoltà.

Analisi

Notte da incubo per i fan di Charlotte che vedono la loro squadra entrare sul parquet come se fosse uno di quei film horror nei quali i protagonisti vengono sterminati uno a uno.

Capolinea per gli Hornets che terminano una stagione che aveva dato possibili auspici di successo prima della perdita di Hayward.

Nonostante ai Pacers mancassero diverse pedine chiave il divario è stato ampio ma Charlotte non è parsa nemmeno più una squadra nelle ultime settimane e quella andata in scena nella notte è semplicemente stata la deludente e logica conclusione di un trend che è culminato nella più orrenda partita della stagione.

Squadra senza testa, senza intensità, non in grado di opporsi fisicamente a una squadra non trascendentale con un gioco d’attacco più che discutibile e una difesa più larga di quei maglioni fatti dalla nonna all’uncinetto che hanno dei quadratoni enormi tra passante e passante che non ti difenderanno mai dal freddo.

Aggiungete inesperienza e uno scoramento rapido del team e avrete tutti gli ingredienti per non vedere gli Hornets ai playoff per il quinto anno consecutivo senza rimpianti perché l’aver sprecato tutte le numerose occasioni recenti avute ha determinato una meritata eliminazione.

Per fare un piccolo omaggio allo scomparso all’interessante Battiato (canzone poco conosciuta ma intensa), ecco che anche gli Hornets prendono la loro porta d’uscita accomiatandosi dalla stagione 2020/21.

Evidentemente gli irriconoscibili Hornets non conoscono le due massime della intro e Borrego si è giocato la credibilità da stratega pensando di fare un po’ come Mussolini all’ingresso in guerra nella second world war, ovvero fare propaganda senza avere armi in mano.

I cannoncini da tre punti degli Hornets poi non fanno paura a nessuno mentre in difesa alcuni protagonisti assomigliano – per rimanere in tema seconda guerra mondiale – a quei carri armati gonfiabili francesi che l’esercito transalpino seminava sulle strade per fare da deterrente a un’invasione tedesca.

Insomma… inutile stia a descrivere la partita nelle statistiche, ve l lascio direttamente qui sotto.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Nonostante Charlotte riuscisse a partire con la palla in mano, l’errore da tre punti di Rozier dava la possibilità ai padroni di casa di passare in vantaggio, cosa che puntualmente avveniva con la tripla di Brogdon a 11:25.

10 secondi più tardi P.J. Washington trovava il pareggio ma per un contatto in area Ball – J. Holiday arrivavano due FT e un punto per i Pacers che con un putback layup di McDermott a 10:33 salivano sul 3-6.

Lo stesso McDermott cominciava a scatenarsi da tre punti infilando il 3-9, Brogdon in penetrazione dalla destra andava per il 3-11 prima che una drive di P.J. finisse con una flash dunk per il -6.

Il divario si ampliava con la seconda tripla di McDermott mentre Bridges da sotto a 8:40 segnava due punti nel traffico ma mancava il libero addizionale (7-14).

Fuori Biyombo, dentro Zeller ma la difesa di Charlotte era comunque fatta a fette e colpita da Brissett da oltre l’arco e nuovamente da McDermott già a 11 punti, quindi Borrego a 7:43 andava in time-out.

Rozier trovando sotto Zeller a 7:24 faceva ripartire l’attacco degli Hornets che tuttavia riusciva a incassare un’altra tripla da McDermott per la disperazione dei fan.

P.J. dal corner destro sosteneva l’attacco degli Hornets con un’altra granata (12-24) ma la difesa degli Hornets era inesistente e da un bound pass verticale di Brogdon per Brissett sotto canestro Indy ricavava altri due punti.

Floater vincente di Zeller che tuttavia sull’azione seguente perdeva la palla oltre il fondo sul passaggio sotto per lui…

Brissett da tre punti, Rozier da sotto,, Sabonis da due, Lob di Zeller finito in TO poi ancora mezzo spin di Zeller con alzata ravvicinata del centro oltre Sabonis a 3:37 per il 18-30…

10 secondi più tardi due liberi di McDermott valevano il +14 Indiana con il +16 firmato dall’altro Mc (Connell) per il 18-34.

Due punti dalla lunetta di Ball erano contrastati da una drive che finiva con il passaggio nelle mani di Sumner per due punti facili (20-36).

Charlotte segnava 4 punti (Graham da 3 dall’angolo destro da metà campo con un very deep 3 dopo aver rischiato di perder palla e un FT di Ball) ma il -16 resisteva fino a fine quarto poiché McConnell in transizione realizzava intercettando un pass di Bridges e un buzzer beater di Sumner era buono per un allarmante 24-40…

2° quarto:

McConnell partiva bene ancora per i Pacers e nonostante McDaniels opponesse finalmente per Charlotte fieramente una stoppata su Martin, dall’angolo sinistro Sumner realizzava la tripla del -21 (24-45).

Rozier entrava alzando al vetro alto oltre Bitadze, su una transizione Ball segnava il due punti e Rozier in penetrazione con l’appoggio metteva dentro il 30-45 ma il break degli Hornets non andava oltre fino ad arrivare al 30-45.

Indiana segnava 4 punti e Monk era stoppato in attacco benché Malik si rifarà poco dopo grazie a una schiacciata tutto solo su lancio in transizione (32-49).

Un ¾ di Bitadze ai liberi valeva il +20 per i gialloblu quindi una potente schiacciata di Miles (manca il fallo di Bitadze) dava un po’ di verve a Charlotte che a 4:45 segnando da tre con Monk tornava su un comunque lontano -15 (37-52).

Non c’era partita perché a 4:34 un taglio centrale di Brogdon era visto e servito da Sabonis, two and one per il play avversario—

Poche soddisfazioni per Charlotte: una di queste era la stoppata di Miles su Sabonis e la transizione con l’alzata di Graham per l’alley-oop di Monk per il 39-55.

L’euro-step di Monk e passaggio all’ultimo per due punti di Zeller valeva poco se McDermott riusciva ad arrivare al ferro e Brissett prendendo la porta di servizio infilava il 41-61.

Brogdon dalla diagonale destra con spazio portava fino alle vette del +23 i suoi ma non era finita nonostante una buona rubata di Bridges che regalava a Zeller due punti in transizione.

I due, forse gli unici a salvarsi un po’ nel primo tempo però nulla potevano contro la tripla di J. Holiday che chiudeva il quarto sul 45-69 per Indiana.

Un -24 che raccontava di una partita nella quale Charlotte non era mai scesa veramente in campo con la testa e con il fisico.

P.J. Washington e Sabonis, due uomini in difficoltà nella notte ma il secondo per il momento può sorridere per il passaggio del turno.

3° quarto:

La ripresa cominciava in modalità nightmare per gli Hornets che escludevano qualsiasi assurda possibilità di andare a riprendere la partita.

0-7 iniziale e 45-76, un incredibile -31 andato oltre immagino anche alle più rosee aspettative dei Pacers con problemi di formazione.

Rozier, Zeller e ancora Rozier rispondevano con un contro-parziale da 6-0 ma a 9:20 da una rimessa dal fondo un taglio back-door di Holiday (non seguito da nessuno) arrivava una dunk che consigliava a Borrego l’ennesimo time-out.

Squadra rinunciataria in quasi tutti i suoi elementi tranne in Zeller che con una steal si involava in transizione per schiacciare e subire fallo.

Gioco da tre punti a 6:36 che valeva il 56-82 e altra palla intercettata da Cody poco più tardi chiusa con la jam in fast break per il 60-84.

Brissett da hand-off realizzava da tre punti e la solfa si ripeteva per tutto il quarto con una difesa Hornets larga più di quei maglioni costruiti a uncinetto con fili di lana spessi ma che lasciano nel mezzo quei quadratoni vuoti e non si capisce come ti possano difendere dal freddo…Nonostante un two and one di McDaniels in taglio a 3:39 (66-92) e una tripla di Monk a 3:09 (69-94) i Pacers riprendevano il pallino allungando ancora a fine quarto con una tripla di Holiday approfittando di un P.J. che staccandosi sembrava più andare al bar che da qualche parte sul parquet e di un turnaround buzzer beater di McConnell dalla linea di fono appena fuori dal pitturato.

78-108, -30 con una squadra inguardabile sul parquet.

4° quarto:

Una tripla di Monk segnava l’81-110, un’entrata di McDaniels era valutata a favore del nostro numero 6 per due liberi.

Borrego teneva per un po’ sul parquet al maggior parte dei titolari facendo entrare nella seconda parte della frazione le riserve che qualche piccola soddisfazione la davano scongiurando la peggior sconfitta stagionale (in termini numerici) ma senza poter ovviamente modificare gli esiti di una partita segnata sin già dall’inizio.

117-144, un risultato eloquente che è la somma della buona prestazione dei Pacers e della scomparsa di un team che per il quinto anno consecutivo non parteciperà ai PO.

LaMelo Ball: 4

14 pt. (4/14), 1 rimbalzo, 4 assist, -35 in +/-. 4 TO in 27:00. Primo tempo in sordina nonostante porti un paio di attacchi al ferro che gli fruttano tiri liberi. Non è lui e si vede. Ancora problematicamente non al 100% finisce al stagione mestamente rimanendo un buco nella difesa di Charlotte. 2/6 da tre, un po’ in miglioramento da fuori ma non basta di certo.

Terry Rozier: 4

16 pt. (7/20), 8 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -32 in +/-. 1 TO. Terry porta qualche attacco al ferro per alternarlo a triple che non entrano mai. In stagione ne ha segnate ben 222 ma oggi finisce con uno 0/9 che porta fuori dal match i calabroni, i quali, non tenendo il passo degli avversari, cominciano a produrre anche attacchi orrendi per conto proprio. Uno di questi è portato proprio da Scary che nel traffico finisce giù ignorando Ball sulla destra che con ampi gesti delle mani chiamava a gran voce la palla ma il numero tre non l’aveva nemmeno visto.

Miles Bridges: 6

23 pt. (10/16), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -25 in +/-. 2 TO. Il primo tempo è un voglio ma non posso, tuttavia rimane nonostante il glaciale -24, uno dei pochi che cercano di salvarsi. Nel secondo trova punti ma ormai inutilmente. Ricordiamo una bella stoppata su Sabonis e una schiacciata. Top scorer del team, non è performante ma un po’ più fisico e intenso di altri elementi.

P.J. Washington: 4

8 pt. (3/10), 7 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate, in +/-. TO Il ragazzo di belle speranze parte bene con due triple e una flash dunk in corsa presa con gagliarda iniziativa, poi come gli sta capitando spesso non segna più in attacco sembrando una palla di adipe incapace dalla faccia addormentata che non sa difendere. Metamorfosi devastante anche nella testa probabilmente. Da 3/7 passa a 3/10 sparando un po’ così. E’ giovane e andrebbe aspettato ma sinceramente mi sta convincendo poco in difesa e in attacco è il nuovo caso Kaminsky costretto ad assecondare il gioco da tre punti a ogni costo di Borrego.

Bismack Biyombo: 5,5

0 pt. (0/0), -7 in +/- in 3:20. Inserito un po’ a sorpresa nello starting five, dura poco. Esce dopo aver preso una girandola iniziale dalla squadra di Bjorkgren ma non è tutta colpa sua e si vedrà. Di certo non impressiona e rimane out visto che Zeller pare più in serata.

Cody Zeller: 7

17 pt. (7/7), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, -20 in +/-. 2 TO in 28:13. L’unico che abbia un po’ d’esperienza in campo la fa sentire. Limita molto Sabonis e battaglia in difesa (si prende anche una testata e guadagna il TO). Non conquista molti rimbalzi e lì rimane un problema ma intercetta due palloni con voglia senza arrendersi e va a trovare 5 punti in fast break. Perfetto al tiro, un po’ meno quando gli passano palla (se ne fa sfuggire una bassa banalmente) ma lui non demorde cerebralmente rimanendo in partita anche se non c’è niente da fare.

Devonte’ Graham: 4

4 pt. (1/8), 2 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, -3 in +/- in 20:12. 1/7 da tre punti, beffardamente è il tiro più difficile quello che va a bersaglio: rischiando di perder palla riesce faticosamente nell’angolo destro della metà campo a riprenderla per alzare un deep 3 oltre il difensore che diventa solo macramè. Finisce con un 1/5 il primo tempo prendendo tutti tiri dal lato destro mentre in difesa è un costante buco (vedere il two and one in taglio di Brogdon). Altro ossimoro è il solo -3 in plus/minus collezionato, non certamente per merito suo. Cosa vorrà fare Charlotte con un giocatore così scostante ora rimane un mistero.

Jalen McDaniels: 6

5 pt. (1/2), 1 rimbalzo, 2 rubate, 1 stoppata, -8 in +/-. 2 TO, 5 PF in 15:45. Non ci sta a perdere e ogni tanto va per il fallo. Un bel two and one e un paio di steal ma anche un paio di palloni persi. Usato poco, avrebbe potuto usare le stesse armi di alcuni Pacers, la velocità e le infilate.

Malik Monk: 5,5

13 pt. (5/10), 1 rimbalzo, 2 assist, rubate, -12 in +/-. 1 TO in 19:06. Così così… Segna un paio di triple a partita finita. All’inizio si fa stoppare poi segna in alley-oop dal bello stile ma in difesa non tiene.

Caleb Martin: 6,5

8 pt. (3/4), 1 assist, 1 rubata, +6 in +/- in 5.45. Un paio di bombe e una steal chiusa con una twist dunk.

Nick Richards: 6,5

4 pt. (1/2), 1 rimbalzo, +7 in +/- in 4:20. Porta sotto la soglia dei 30 punti (era stata la peggior sconfitta dell’anno incassata a Boston) il divario con un canestro e due liberi nel finale.

Vernon Carey Jr.: 5,5

0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 1 stoppata, +6 in +/-. 2 TO in 5:45. Prende uno schiaccione in faccia da Martin, si rifà dopo in stoppata ma perde due palloni, uno facendosi strappare il rimbalzo dalle mani per non essersi avveduto dell’avversario intorno a lui.

Grant Riller: 6

3 pt. (0/0), 1 assist, +7 in +/- in 4:20. Segna 3 dei 4 liberi a disposizione.

Nate Darling: 6,5

2 pt. (1/1), 3 rimbalzi, 1 assist, +7 in +/- in 4:20. Segna da tre ma viene annullato perché gli arbitri anticipano il tiro con la chiamata che vale due FT per Richards poi pressa sulla rimessa dal fondo avversaria costringendo al TO gli avversari, riceve e segna in perfetto stile dalla baseline destra.

Coach James Borrego: 3

Continua a cambiare starter ma non strategia. Il gioco da tre punti con una squadra in mano senza fiducia e alla canna del gas finisce per portar fuori dal match Charlotte dopo 5 minuti di gioco (non è solo lo strepitoso avvio di McDermott a far male), tanto più che non tutte le azioni dei bianco-gessati sono costruite bene e quei tiri vengono presi indipendentemente dal fatto di avere spazio o meno. Non sembra avere nemmeno in mano una squadra ma gente che non comunica in difesa, tagliata in ogni punto del campo. Una prestazione inenarrabile di gruppo e una mentalità imbarazzante.

Matchup key Vs Pacers

Matchup key game 73 (A cura di Igor F.)

LaMelo Ball Vs Caris LeVert

Hornets e Pacers si affrontano in un duello all’ultimo sangue per la sopravvivenza nella prima e ultima per una delle due squadre, partita di play-in.

Vincere o morire è stato un motto quasi archetipale passato dagli scozzesi ai greci, dagli americani della guerra d’indipendenza ai nazisti per finire all’opposto dal “Che” (victoria o muerte) e Castro (Patria o muerte) arrivando ai giapponesi che senza pronunciarlo, sulle isole del Pacifico nell’ultima parte della 2ª guerra mondiale si gettavano baionetta alla mano con le ultime forze della guarnigione contro il nemico armato di mitragliatrici.

Chiaro che il format adottato dalla NBA (personalmente non piace) abbia comunque qualcosa di epico, l’eliminazione diretta in una partita secca che ti garantisce solo l’accesso a un’altra partita secca da giocare in trasferta sarebbe qualcosa di ristrettamente epico per un team che dovesse riuscire ad accedere ai PO, soprattutto nel caso di Charlotte con due partite in trasferta e aver perso l’ottava piazza a 10 secondi dalla fine del casuale spareggio con Washington.

Hornets e Pacers: due squadre diversamente deluse da una stagione che prometteva meglio per i Pacers e che nel pieno del suo sviluppo dava agli Hornets speranze concrete di ottenere la qualificazione senza passare ai play-in.

Due squadre sopravvissute agli infortuni che chiedono il pass per la finale dei play-in collideranno nella notte sul campo dei Pacers in una sfida che sarà ancora una volta incerta e condizionata dagli infortuni.

Starting Five?

Il sito dei Pacers riporta questi due quintetti come quelli ipotetici iniziali.
ESPN invece ci racconta come oltre a T.J. Warren, Turner e Lamb out, altri elementi dei gialloblu siano in dubbio mentre per Charlotte le assenze saranno le solite: Cody Martin e Gordon Hayward.

Possibili svantaggi:

Indiana ha ancora out e in dubbio diversi giocatori chiave ma guai a sottovalutare la versatilità dei Pacers che magari non avranno nomi altisonanti nell’Olimpo NBA ma hanno elementi in grado di portare minacce nell’area (McDermott e McConnell) degli Hornets così come di colpire da perimetro (occhio a non sottovalutare Brissett).

Ovviamente Sabonis sotto canestro potrebbe essere un fastidio, toccherà forse a P.J. in partenza marcarlo.

Brogdon ci sarà?

Secondo il sito dei Pacers almeno non come titolare in partenza (anche il sito dei Wizards però dava out Beal) e allora spazio a LeVert che potrebbe essere una minaccia a livello di punti ma probabilmente meno a livello di costruzione benché i Pacers siano bravissimi attraverso gli assist a costruire i loro canestri.

I Pacers sono, insomma, la summa di elementi che compongono un attacco bilanciato e in termini di esperienza possono considerarsi complessivamente in leggero vantaggio contro una squadra che ultimamente è apparsa evanescente e non in grado di gestire il vantaggio.

Possibili vantaggi:

Charlotte arriva da cinque sconfitte consecutive e giocherà sul campo di Indianapolis, eppure la maggior parte degli analisti vedono gli imenotteri favoriti per questa sfida.

Una serie negativa arrivata nel momento clou della stagione con giocatori che stanno cercando di riprendere la forma ed essere meno discontinui.

Uno di questi è Ball che potrebbe fare la differenza.

Se i Pacers sono bravi a costruire gioco con gli assist, anche Carlotte numericamente è in grado di farlo e ai Calabroni oggi si richiede concretezza.

Costruire gioco passando dalle mani di buoni elementi come Ball sarà imprescindibile per la vittoria poiché giocare per conto proprio potrà portare a qualche canestro ma non a vincere la partita.

Il resto lo faranno le percentuali dal campo che Charlotte dovrà necessariamente migliorare e senza Turner nel mezzo gli Hornets dovrebbero pensare a prendere più lay-up o tiri ravvicinati anziché allontanare troppo spesso il range con scelte di tiro da tre punti improbabili benché siano (fin troppo presenti) nel play-book del coach.

Giocare intelligentemente in attacco cercando di creare mismatch (se al difesa di Indiana dovesse rivelarsi veloce nelle coperture) con blocchi da pick and roll o hand-off potrebbero essere soluzioni consigliabili agli Hornets.

Per chi volesse approfondire ulteriormente gli aspetti sulle due squadre e le tematiche della sfida vi lascio questo link con un pezzo scritto in parte da Filippo Barresi per True Sho/oting:

https://www.trueshooting.com/2021/05/17/preview-pacers-hornets-e-gia-win-or-go-home/

Game 72 – Charlotte Hornets @ Washington Wizards 110-115

Intro

Siamo al penultimo capitolo del librone stagionale degli Hornets.

Un tomo pesante che i Calabroni cercheranno di chiudere con un lieto fine.

L’opera degli Hornets cominciata a fine 2020 ha un multifloema che è stato di sostegno per buona parte della stagione ma la linfa dei giovani e il verde bostoniano di Hayward sono venuti meno per infortuni così il DNA tragico di Charlotte ha finito per srotolarsi fino a portarci, oggi, sulla soglia del precipizio.

Il baratro è aperto e visibile, la spinta potrebbe darcela Westbrook ma a questo punto entrerà in gioco l’istinto di sopravvivenza degli Hornets su un filo.

“Arrivati sino a qui gli Hornets non possono arrendersi, solo un passo per cambiare tutto”…

Se in questi anni avessi usato la carta anziché il supporto virtuale sarebbero scorsi fiumi d’inchiostro, inutili parole come quelle che oggi si disperdono nella sovrabbondanza d’informazione.

Forse negli annali rimarrà soltanto il risultato

Analisi

Mi è molto difficile in questo momento, credetemi, analizzare lucidamente una partita girata ancora una volta storta nell’ultima frazione senza eccedere in considerazioni da fan.

Mancanza di esperienza, cattiva scelta della selezione dei tiri, rotazioni non adeguate, un coach non all’altezza e altro.

Un mix di tutto ciò fa sì che gli Hornets incassino la quinta sconfitta consecutiva terminando mestamente la stagione al decimo posto.

I play-in ci sono (tecnicamente non siamo ancora morti) ma al momento non credo si possa pensare che una squadra in queste condizioni sia in grado di vincere a Indianapolis (già perché i Pacers che hanno battuto Toronto sono arrivati noni) e poi nell’eventualità battere una tra Boston e Washington.

Finale amarissimo con un agonizzante sconfitta ancora sul filo che fa male e personalmente è più la delusione ad aver preso posto che la rabbia espressa con i quasi inevitabili improperi recapitati ai “protagonisti” durante le calde fasi del match.

Lascio alle statistiche il compito di raccontare il match anche se vanno menzionati i rimbalzi concessi a inizio ultimo quarto e le cattive percentuali finali al tiro complice la scelta di tiro.

Tra i singoli Beal ha chiuso con 25 punti, Westbrook con 23 pt. (entrambi però non hanno tirato bene in percentuale dal campo) 15 rimbalzi e 10 assist, R. Lopez 18 pt., Hachimura 16, I. Smith 14 pt. e Bertans con 11 punti.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Inizio sparatissimo per ambo le squadre.

I Wizards colpivano subito con Hachimura e con una manata di Westbrook in faccia a P.J. che rimane giù ma da una stoppata di Miles e il lancio sull’altra sponda il riemerso Washington segnava il pari.

Hachimura segnava da due oltre McDaniels dalla baseline destra mentre un’entrata in crossover di Rozier si chiudeva con un two and one oltre Len a 10:29: 5-4.

P.J. stoppava Beal ma nessuno fermava il deep 3 di Bertans per il nuovo avanzamento dei Maghi che tuttavia potrebbero tornare sotto concedendo a 8:28 un altro two and one a Ball in entrata, peccato che il numero due fallisse l’addizionale.

Charlotte passava comunque avanti con la tripla di P.J. Washington e manteneva il vantaggio raddoppiandolo dopo il raddoppio su Rozier con lo stesso bravo a smistare a sinistra per il catch n’shoot 3 di ball che ai 24 realizzava il 13-7.

P.J. dall’angolo destro perseguiva la via della tripla trascinando la squadra viola sul 16-8.

Hachimura era murato da Miles in recupero a 6:39 ma quando Bertans trovava il vantaggio per partire su Miles ecco il poster a P.J. per il 16-10.

Gli Hornets riguadagnavano il +8 a 6:07 con due FT di Bridges scattando sul vantaggio in doppia cifra dopo il piazzato di Rozier da scarico di P.J. a 5:35, tre punti d’oro per il 21-10.

Smith in entrata precipitosa realizzava per i rivali e Gafford stoppava Zeller prendendogli il tempo sulla finta ma a 4:50 Graham attaccava un Beal in difficoltà e lo costringeva al fallo.

2/2 per Devonte’, seguito da un altro errore al tiro per Beal mentre P.J. dal corner destro era ispirato per la tripla a segno del 26-12.

Gafford schiacciava ma sul fronte Hornets sembrava essersi aperto un varco da oltre l’arco anche quando un forzatissimo uno contro uno di Graham chiuso in pullup dalla diagonale destra finiva oltre il close-out.

Gafford replicava in appoggio ma Graham copiava la sua tripla, questa volta più facilmente in catch n’shoot per portare sul 32-16 Charlotte.

Smith segnava due punti ma la dime di Ball era d’aiuto fondamentale per Zeller che schiacciando portava a casa due punti.

Westbrook, grazie al ritmo indiavolato, intercettava a metà campo segnando in appoggio approfittando della difesa scoperta di Charlotte mentre dall’altra parte McDaniels doveva produrre un euro-step per segnare il trentaseiesimo punto Hornets prima che Gafford chiudesse il quarto sul 36-22.

P.J. Washington contende una palla a Beal. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Inizio un po’ difficoltoso per la bench di Charlotte ibridata da qualche elemento come Ball.

Era Smith a menare le danze con un paio di canestri dal mid range prima che lo scambio tra Biz e Lopez si concludesse con due hook vincenti per il 38-28.

Lopez capiva le cattive intenzioni di Miles anticipando in stoppata la mazzata con Miles che andando giù si teneva la nuca mentre sul proseguo toccava a P.J. tentare una tripla che mancata dava al redivivo Bridges tiratosi su all’istante la possibilità di segnare alzando oltre Bertans una parabola corta.

Washington tuttavia continuava la rimonta con una tabellata non dichiarata di Hachimura da tre punti (40-31) mentre un Robin Lopez old school faceva impazzire P.J. e Biyombo con movimenti che lo portavano a segnare due canestri per il 40-35 a 7:06.

Il rientro di Beal era più fortunato con lo step-back lungo da due punti a sinistra quindi Rozier e ancora Beal segnavano da tre punti mantenendo un divario di soli tre punti (43-40).

Per fortuna Rozier a 5:36 entrava frontalmente in maniera decisa, la manata di Beal all’ultimo consegnava anche l’and one del +6 ma Hachimura lasciato solo si alzava facilmente per de punti frontali.

Beal mancava, servito in corsa il layup del -2 in infilata così a 433:56 Graham ringraziava con il jumper del 48-42.

Bertans si accendeva da tre punti ma un corto bound pass di Zeller sulla linea di fondo per Miles era buono per risolvere l’azione grazie alla semplicità e all’abilità del nostro numero 0(50-45).

Beal mancava un FT per 3 secondi contro Zeller e si udiva un: “Oh my God!” sconosciuto da qualche parte, catturato nei microfoni.

I Maghi tornavano sotto sino al -3 e Bertans da fuori aveva anche l’occasione del pari ma la mancava così dopo qualche errore, compreso quello di Rozier da fuori, Gafford provava a far ripartire i suoi ma l’intuito di “Scary” gli faceva deviar palla che riconquistata dagli Hornets diveniva fondamentale per la bomba di Bridges del 53-47.

Un floater di Terry in separation su Bertans valeva il +8 ma nel finale i Wizards recuperavano qualche punto con Westbrook che apriva e chiudeva un’azione offensiva da sotto sul giro palla e poi lo stesso giocatore in lunetta a :03.2 splitttando due liberi delimitava il risultato del primo tempo al 56-52.

3° quarto:

Il primo canestro del quarto era di color purple con una tripla di Ball mancata catturata da P.J. in attacco e relativa apertura immediata nell’angolo sinistro dove Bridges, non marcato, scagliava uno shuriken affilato per il 59-52.

Beal pareggiava il parziale andando sopra McDaniels con un appoggio alto al vetro più and one ma un floater inusuale di McDaniels su Westbrook finiva dentro così come il jumper dello stesso Russ oltre Miles per il 61-57.

Dalla rimessa dal fondo Rozier serviva Beal che non ci pensava troppo emettendo un tiraccio da fuori che non colpiva il ferro e veniva catturato da Terry che sull’altro fronte vedeva ancora McDaniels attaccare Gafford e affondare due FT dopo aver subito fallo dall’ex Bulls.

Hachimura con il marchio di fabbrica (jumper frontale) riportava sotto i capitolini ma Ball su una palla vagante persa da McDaniels in entrata era fortunato e bravo a seguire appoggiando.

Bertans con la tripla a 9:24 riportava a un possesso i suoi (65-62), Ball ripristinava il divario oltre il possesso con l’allungo di sinistra in entrata.

McDaniels continuava a segnare punti, ancora una volta dalla lunetta per fallo di Gafford sul reverse e da un passaggio intercettato in difesa da P.J. su Westbrook McDaniels coglieva l’opportunità offensiva di realizzare da tre punti dall’angolo destro per il +10 (72-62).

Westbrook mancava la tripla contro McDaniels ma anche Ball da fuori la falliva quindi due FT di Russ cominciavano a riavvicinale i locali.

Una second clock violation per gli Hornets e il gioco in post di Lopez che batteva P.J. senza sforzi s con il gancetto erano il preludio di un paio di TO, uno per parte ma nonostante una buona difesa di Hachimura arrivava pochi secondi più tardi un secondo tecnico a favore di Washington che Beal trasformava a 5:03 per il 72-67, preludio all’entrata scheggia di Smith non fermata da Miles.

72-69, tutto da rifare ma Zeller da sotto faceva inerpicare la palla sul secondo ferro per vederla entrare.

Graham portava a casa altri due FT per fallo di Bertans in chiusura così come LaMelo per un altro fallo criminale del baltico che agganciava parzialmente il collo di Ball in entrata.

Dal fallo ne usciva un extra possesso per il flagrant 1 e altri due liberi conquistati da Zeller grazie al passaggio di Rozier e al fallo in chiusura di Westbrook.

A 3:37 era ancora 2/2 così gli Hornets volavano sull’80-69 ma si faceva in tempo a vedere l’intenzionale alzata di Rozier al vetro del +13 e il passaggio di Terry che pescava McDaniels sotto bravo a superare l’ultimo uomo con un tocchetto ravvicinato sulla transizione.

+15 Hornets ma non c’è mai da fidarsi e infatti Lopez segnava due punti, Westbrook ne aggiungeva 3.

Per fortuna Graham rallentava la rimonta con una bomba ai 24 su extra pass di McDaniels (87-74) ma Beal andava oltre McDaniels da tre.

Westbrook in infilata non faceva paura a Rozier che con una finta, ricollocamento e tiro da tre perfetto ai 24 per il 90-79.

A 7 decimi dalla fine Westbrook beneficiava di due liberi per un fallo inesistente chiamato a Zeller ma Borrego con il challenge sovvertiva il primo fischio mostrando come il fallo fosse di Lopez che trascinava dietro di sé Zeller.

4° quarto:

Charlotte divorava in poco tempo gli undici punti da difendere.

C’era poco da raccontare poiché l’atavica incapacità di gestire il vantaggio portava Beal a segnare da 3 a 10:09 per il 92-88.

Con i Wizards giunti sul -1, Borrego chiamava il time-out andando a chiamare un blocco per Ball bravo semplicemente a passarlo e a realizzare in teardrop il 94-91 tuttavia Westbrook che fino a quel momento da fuori non aveva fatto paura, usava i cm di distanza tenuti da Zeller per reggere l’eventuale 1 vs 1 tirando da fermo , colpendo da te per il pari.

P.J. da tre falliva e Smith in transizione saltava Rozier in ripiegamento battendo Zeller a 7:39 per il vantaggio Washington 94-96.

Un two and one di Bridges servito da Ball era replicato in punti da una tripla di Hachimura a 7:15 solo che Ball subendo il fallo di Mathews riusciva a trovare continuazione e and one nonostante il challenge a vuoto di Brooks.

100-99, le squadre si sorpassavano ma a 5:22 un deep 3 di ball dalla destra valeva il 106-101.

Lopez batteva Zeller in gancio ma Rozier al volo sull’altro alto prendeva il rimbalzo su un wild shot di Ball.

Un back-door di Beal valeva il 108-105, il tutto a un ritmo serrato.

Lopez da sotto segnava due punti.

A 3:25 Beal in fast break firmava il sorpasso.

Un floater di Zeller in corsa su passaggio laterale valeva il 110-109 ma Beal in entrata faceva secca la difesa in viola.

Graham e Miles da tre fallivano due occasioni e Ish Smith in entrata era più concreto con l’arcobaleno del 110-113.

Rozier e LaMelo mancavano due occasioni e ci ritrovava a 40 secondi dalla fine sul -3.

Borrego mandava in campo Biz che aiutava Rozier a resistere a tiro e rimbalzo così a :20.9 dalla fine Charlotte tentava per il pari ma il buon gioco di passaggi per liberare Devonte non era sufficiente.

Tripla mancata con doppio tocco sui ferri e ciao alla partita con l’allungo in lunetta dei capitolini sino al 110-115 finale.

LaMelo Ball: 5,5

19 pt. (7/21), 7 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, -2 in +/-. 1 TO. Sembra riprendersi un po’ in attacco nel secondo tempo. Il primo l’aveva giocato meglio in difesa tirando con un 2/9. Guida la squadra a tratti con alcuni canestri (la tripla siderale nell’ultimo quarto dalla sinistra né è un esempio) e buoni passaggi ma di contro sbaglia anche molti tiri, soprattutto da fuori (2/8) e perde un pallone letale nel finale andando oltre Lopez incartandosi in salto con palla out dal fondo. Ci si aspettava di più a questo punto da colui indicato come rookie of the year. I punti ci sono ma a fronte di davvero troppe conclusioni a vuoto.

Terry Rozier: 6,5

22 pt. (8/19), 9 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate, +13 in +/-. 1 TO. Terry conquista alcuni rimbalzi in formato gigante o devia palloni che salvano la squadra (vedi nel finale sul -3) o regalano punti (deviazione su passaggio di Gafford per la tripla di Bridges), inoltre entra in molte azioni Hornets fornendo assist sul suo raddoppio o liberando compagni. 22 punti con alcuni buoni canestri ma un paio di errori nel finale costati cari.

Jalen McDaniels: 6,5

13 pt. (4/7), 4 rimbalzi, 2 assist, 0 in +/-. 2 TO in 27:47. I misteri inspiegabili di Borrego continuano con Jalen che lanciato titolare e autore di un ottimo terzo quarto su ambo i lati del campo viene un po’ accantonato nel finale. Questa volta da una buona spinta nel terzo quarto e mi piace quando attacca il ferro recuperando anche dei liberi.

Miles Bridges: 5,5

17 pt. (6/18), 4 rimbalzi, 4 stoppate, -12 in +/-, 3 TO in 39:33. Ottimo inizio nel quale cancella tre volte i tentativi dei Wizards in stoppata. Segna 9 punti nel primo tempo quando sembra più pimpante e in palla, nel secondo invece ricordo una bella alzata ravvicinata dalla destra del cerchio sui difensori ma episodica. Il motore degli Hornets va fuori giri e la squadra alla deriva. Almeno la grinta la mette.

P.J. Washington: 4,5

11 pt. (4/10), 9 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 1 stoppata, +2 in +/-. 2 TO. Non tiene un uno contro uno Che sia Westbrook o Lopez non fa differenza. Ricorre a falli che riavvicinano i Maghi e dopo il brillante inizio va fuori squadra sparando malamente non segnando più un punto negli ultimi 24 minuti. Si dia una sveglia e la smetta di tirar quasi solamente da tre punti dove finisce con un 3/9. Una buona steal a Westbrook e alcuni rimbalzi (strappa un rimbalzo a una mano a Beal) ma da C titolare non basta (vedere la dunk di Bertans su di lui).

Bismack Biyombo: 5,5.

2 pt. (1/1), 2 rimbalzi, -9 in +/- in 5:14. Gioca poco. Scambia un gancio con Lopez ma fatica a tenerlo tanto che poi coinvolge anche P.J. nel lasciargli via libera. Nel finale un buon rimbalzo difensivo.

Devonte’ Graham: 5

15 pt. (4/10), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, -6 in +/-, 1 TO in 30:50. Segna 3/8 da oltre l’arco ma si prende tiri da tre senza ritmo quando non dovrebbe ma se Borrego asseconda l’indole da tre a ogni costo tirando da fermo e senza gioco, che vi devo raccontare? Uno nel finale fatale. Non incide negli assist e in difesa.

Cody Zeller: 5,5

11 pt. (3/6), 4 rimbalzi, 2 assist, -2 in +/-. 1 TO in 29:38. Campo sfortunato quello di Washington per lui dove rimedia una botta alla clavicola ma rimane in campo e ferma Hachimura subito dopo. Gli fischiano fiscalmente i tre secondi ma anche lui di conquista la lunetta segnando 5 dei 6 liberi con mano ferma. Chiedergli di più è troppo, probabilmente il miglior lungo dei tre che ruota Borrego nella posizione di centro ma anche lui nel finale soffre Lopez.

Malik Monk: 5

0 pt. (0/2), 1 rimbalzo, 1 assist, -9 in +/- in 5:43. Entra nel primo tempo, serve un assist ma sbaglia due tiri e anche in difesa non pare sul pezzo davvero. Il coach propende per farlo sedere in panchina dove se la ridacchia sul canestro di Beal contro McDaniels. Rientrato forse non al 100% posso capire ma l’atteggiamento non è né scusabile né comprensibile. L’ho difeso per parecchio tempo credendo in lui e aveva fatto una buona parte di stagione ma adesso sta facendo da troppe partite la differenza in negativo. Buona fortuna in un altra squadra l’anno prossimo spero.

Coach James Borrego: 4

Indovina il challenge. La formazione iniziale proprio no anche se la squadra gioca bene indovinando triple finché rimane fresca. Le rotazioni disperdono energie e connessioni, gli Hornets si cuociono lentamente e alla fine vanno sotto no mostrando più la cattiveria usata a inizio gara. Si gioca alla disperata in attacco sprecando più volte enormi vantaggi. +16 e ancora +11 a inizio ultimo quarto. Selezione dei tiri pessima. Quinta sconfitta consecutiva, le scuse stanno a zero come le vittorie.

Matchup key Vs Wizards

Matchup key game 72 (A cura di Igor F.)

Terry Rozier Vs Chandler Hutchinson

Charlotte è all’ultima chiamata, è l’ultima battaglia di Regular Season e non si può più sbagliare, pena veder svanire i PO in una stagione così segnata.

“Scary” Terry Rozier prova a disarmare il tridente (sai) dei Wizards composto da Westbrook, Beal e Hachimura. La copertina originale si rifà a un videogame anni ’90 della SEGA che in Europa distribuita da MegaDrive si chiamava appunto Last Battle e il cui protagonista era Kenshiro di Hokuto no Ken.

Atlanta, Milwaukee e i L.A. Lakers, indirettamente hanno dato una mano ai Calabroni in queste ultime partite così Charlotte non è stata superata in classifica ma si trova alla pari in ottava piazza con i Pacers e i Wizards a quota 33-38 ma con il tie-break a favore su entrambe.

Una W garantirebbe l’ottavo posto, una sconfitta il nono o il decimo (Indiana gioca con Toronto e anche se ieri non hanno giocato Sabonis e Turner difficile pensare che possa perdere ancora).

Quella che andrà in scena nella capitale, oltre ad avere i crismi tipici dell’evento, sarà una vera partita thriller la quale dirà se la stagione degli Hornets sarà stata un film dell’horror oppure il preludio di un “fantastic fanale” a lieto fine per i teal & purple.

Inutile nascondersi dietro un dito, buona parte degli attuali uomini a disposizione di Borrego, oltre a essere stanchi, sono sembrati inconsapevolmente non credere nemmeno più in sé stessi come degli automi o zombie se preferite rifarvi al video di Jackson.

L’1/20 da tre punti ricavato da Monk, Rozier, P.J. Washington e Ball durante l’ultima partita è stato determinante per la sconfitta all’OT per una squadra che si basa molto, appunto, sulla percentuale da oltre l’arco.

Gli Hornets, dopo esser stati tra le prime 10 in questa statistica sono caduti al 14° posto e Terry Rozier è sceso sotto i .400 ma numericamente rimane il quinto miglior marcatore nella NBA per triple realizzate.

Ball e Monk faticano dal loro rientro, P.J. Washington è il solito mistero di discontinuità, solo che ha scelto il momento peggiore per essere negativo.

La squadra è “tornata alla realtà” e i sogni dai fan di agguantare i veri playoff sembrano infrangersi sulle promesse troppo alte della prima parte della stagione.

Troppo per le promesse di una squadra che a volte non ha messo tutto “il cuore” che avrebbe dovuto metterci”

Miles Bridges ha riportato impegno e concretezza, adesso tocca a Terry Rozier battere prima sé stesso che il suo avversario.

Ovviamente in termini di concretezza potrebbe fare una gran differenza per Washington opporre a “Scary” Chandler Hutchinson o Bradley Beal, alle prese con un dolore al ginocchio sinistro che lo tiene ancora in sospeso per la partita della notte contro gli Hornets.

Espugnare la capitale è la missione.

Possibili svantaggi:

La duplice minaccia di Washington è costituita (non è un segreto) dal tandem di guardie Westbrook – Beal ma il secondo è in dubbio (il sito dei Wizards riporta Hutchinson come possibile starter se non sta facendo pretattica) e potrebbe anche in caso di rientro non essere al 100%.

L’attenzione si sposterà allora sul contenere Westbrook e le sue penetrazioni.

L’ex former OKC è diventato più altruista e oltre a segnare pensa anche a smistare innumerevoli assist per i compagni, ecco perché i Calabroni dovranno difendere molto meglio sul perimetro contro una squadra non irresistibile da oltre l’arco che andrà comunque disturbata con close-out adeguati.

Washington è terza in tutta la NBA per punti segnati (116,7) ma rischia di non avere stanotte il secondo marcatore NBA (31.4 pt., in lotta con S. Curry 31.8 per il titolo di principe degli scorer NBA).

La sua presenza sarebbe un “bel” problema in più comunque per Charlotte che hanno un giorno meno di riposo degli avversari e giocheranno dopo un back to back finito al supplementare.

Occhio anche ad Hachimura (migliorato) e bisognerà limitare anche i punti nel pitturato di Robin Lopez e Gafford che da una stabilità maggiore alla difesa avversaria sarà un altro aspetto secondario da tener d’occhio così come i Calabroni non dovranno farsi condizionare dal fatto di giocare in trasferta.

Possibili vantaggi:

In casa Hornets gli unici infortunati permangono Cody Martin e Gordon Hayward (scordiamoci un suo rientro ai PO).

Miles Bridges è hot, gli altri vanno a serate o sono decisamente giù di tono.

La differenza, oltre a una necessaria difesa con il coltello tra i denti, la potrebbe fare in attacco un accurata selezione di tiro (le triple vanno bene ma non eccessivamente quando forzate e prese da giocatori che le hanno poco nelle corde, fuori ritmo con close-out imminenti) da parte degli Hornets poiché, anche se la difesa dei Wizards è migliorata, rimane ultima in NBA con 118,6 punti concessi mentre gli Hornets sono terzi negli assist con 26,9 a partita, ecco quindi che gli scorer Hornets potrebbero tornare su livelli più alti.

Charlotte ha accumulato 4 sconfitte consecutive e la voglia di rivalsa su una squadra parimenti motivata dovrebbe stimolare a cercare una W per cui mi aspetto di più dagli uomini che dovrebbero sostenere la squadra.

Fosse per me oggi giocherei con uno starting five composto da: Graham, Rozier, Bridges, Carey Jr. e Cody Zeller concedendo minuti a Ball, McDaniels, P.J. Washington e Monk dalla panchina per vedere il loro stato di forma di serata con un pensierino a Wanamaker, accantonato nelle ultime partite e che invece avrebbe meritato più spazio anche dopo il rientro di Graham in un’opzione small ball per muovere di più la palla.

“Enemy” vintage

Superbasket anni ’80 quando i Maghi erano i Proiettili…

Game 71 – Charlotte Hornets @ New York Knicks 109-118 OT

Intro

Anche se forse sarà annunciato senza enfasi e da avversario, Miles Bridges tornerà nella note in scena su uno dei palcoscenici più importanti in America.

Al Madison Square Garden gli Hornets sperano di cambiare musica dopo tre sconfitte consecutive maturate velocemente nell’ultima frazione.

E, a proposito di musica, da una canzone più recente di un gruppo chiamato Johnny Hates Jazz (famoso negli anni ’80) posso fare un lavoro simile a quello della semiotica (l’interpretazione dei segni) mostrando come le parole a volte possono essere interpretate diversamente da ognuno e si possano adattare a seconda del contesto senza troppa fatica.

In alcuni contesti c’è chi per propri interessi le decontestualizza, estrapola, omette e ne fa risultare uno stravolgimento se non un capovolgimento sofistico ma in questa canzone che pare parli chiaramente d’amore possiamo ricavare un significato epico che parli di amore e tragedia sportiva.

Nelle analisi dei testi di scrittori antichi, prima dell’invenzione della stampa, essendo trascritte a mano da amanuensi che interpretavano e arricchivano, modificavano con loro particolari, dando vita a versioni leggermente differenti dall’originale, possiamo dire che oggi chi cerca di interpretare quei testi non sempre ha vita facile in ricostruzioni che talvolta possono differire dal senso che avrebbe voluto far intendere l’autore.

Have I come to make amends

Are old enemies now’re my friends

And are you here to be my guide

To heal the wounds that I bear inside

In questa strofa possiamo interpretare il fatto di essere venuti a fare ammenda per gli errori commessi nel passato, quelle occasioni non sfruttate da Charlotte oggi costi caro.

I vecchi nemici (penso ai Lakers incontrati ai PO quando gli Hornets erano a New Orleans) sono diventati amici (devono darci una mano battendo i Pacers oggi) mentre il soggetto sotteso potrebbe essere Bridges tornato nella funzione di leader.

Do we only live to die

Or is it that our hearts are magnetized

And our worlds collide for a reason

In questa strofa possiamo notare come tutto possa perdere di senso, anche una stagione che sembrava vincente è andata a terminare su un binario morto e rischia di suicidarsi prima dei PO oppure c’è una ragione perché le due sorprese si scontrino nella notte.

Do we only live to die

Or is it that our hearts are magnetized

Going round and round like the seasons

Questi incroci non casuali magnetizzano, polarizzano i sentimenti dei fan che sperano di far emergere qualcosa di importante da questo scontro e mentre New York è qualificata, Charlotte spera di trovare l’ottava piazza per dare sostanza al sogno.

Been here many times before

With a different face from a different shore

Both here to discover the other again

Sicuramente gli Hornets al MSG sono stati tante volte con facce e città diverse.

Da Charlotte passando per New Orleans e Oklahoma City per tornare come Charlotte Hornets, senza scordare l’arancio dei Bobcats per chi ha seguito le vicissitudini delle Linci.

“Entrambi qui” per riscoprire l’altro” è uno dei messaggi di fondo dello sport: misurare le proprie capacità e vedere se la bellezza di sovvertire un pronostico può essere ancora una volta (per noi) il bello del basket. Il messaggio più profondo celato potrebbe essere quello di battere sé stessi superandosi ancor prima dell’avversario di fronte.

Charlotte ha bisogno di trovare una serata eccezionale per uscire dalle secche recenti.

Ce la farà la squadra di MJ e Borrego a conquistare una W che unita a un’eventuale L dei Pacers ci darebbe matematicamente l’ottava piazza o dovremo giocarci al cardiopalma nell’ultima gara a Washington una posizione tra l’ottava e la decima?

Mancano un giorno e qualche ora per saperlo, poi il destino dei teal & purple sarà compiuto in parte.

Analisi

Gli Hornets acquisiscono un Miles Bridges nuovo di zecca e attingendo da un Devonte’ Graham in serata riescono a portare la partita al supplementare rimontando da un -18 arrivato nel secondo quarto.

Il problema è che Charlotte non sa chiudere il match e i tentativi da oltre l’arco di Rozier e Graham non vanno a buon fine così Charlotte si disperde nell’OT lasciando a New York una vittoria che potrebbe anche non servire davvero agli arancio-blu.

Il problema è che Rozier e P.J. Washington hanno steccato un’altra volta la partita con il primo bravo a trovare il pari nel finale ma poi deleterio per quasi tutta la partita.

La selezione del tiro degli Hornets con elementi che paiono, non si sa per quale motivo, aver perso feeling con la retina, è uno dei problemi principali del momento.

SE considerassimo solo: Ball, Monk, Rozier e P.J. Washington il loro apporto di serata al tiro da oltre l’arco sarebbe un terrificante 1/20 (unico canestro un catch’n shoot da 4 punti di Rozier nel primo tempo)…

62-53 per gli Hornets a rimbalzo, 48-36 i punti nel pitturato, 59-49 dalla panchina, ottima idea quella di Charlotte di attaccare la difesa dei Knicks senza rimanere passiva ma a decidere la partita sono state la cosa più semplice: le percentuali al tiro.

Basta dare un’occhiata a questa tabella per capire come sia stato possibile perdere una partita che nel finale era sembrata davvero alla portata.

Altra sconfitta al crunch time e Hornets che domani si giocheranno il tutto per tutto in uno scontro finale thriller a Washington in una partita che, speriamo di no, potrebbe anche anticipare un eventuale scontro tra i due team nei play-in.

Hornets all’ultima chiamata, avvantaggiati ancora una volta dai risultati delle avversarie con Indiana sconfitta dai Lakers in casa.

Per stasera rimane la delusione per aver racimolato la quarta sconfitta di fila, sul filo…

Randle ha chiuso con 13 assist, 10 rimbalzi e 33 punti (nettamente un problema per Charlotte che ha stentato a contenerlo se non nel finale dei regolamentari quando stringendo le maglie l’ha costretto a diversi errori compreso un TO), Bullock con 17 pt. , 15 per Rose, 14 per Burks, 13 per Quickley, Barrett a 9 e Noel a 8 pt. con 11 rimbalzi e 5 stoppate.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Partenza slow per gli Hornets che nonostante il salto della palla a due vinto da Zeller sbagliavano una tripla con McDaniels incassando quella di Randle.

Ball forniva la palla per due punti da sotto a Zeller ma Bullock dal corner sinistro realizzava ancora da tre.

Charlotte si avvicinava con l’avvolgente lavoro di Zeller su Noel per un alzata da pochi cm (4-6).

Una drive di Randle forniva materiale ai Knicks per il raddoppio che andava anche oltre dopo la tripla di P.J. errata e quella di Bullock a segno.

Il fade-away di McDaniels in uno contro uno dal pitturato era provvidenziale perché arrivava dopo aver chiuso il palleggio e non aver trovato nessuno per il passaggio ma Bullock, schermato per un 3 frontale segnava il 6-14 che costringeva Borrego al time-out a 7:42.

Passavano 16 secondi e da un assist orizzontale di ball arrivava la tripla di Rozier che toccato da Payton portava a casa anche l’and one fissando momentaneamente il punteggio sul 10-14.

Bridges, appena entrato, realizzava da tre dalla diagonale destra il -1 a 7:01 ma Barrett batteva in crossover Ball e segnava il +3 N.Y., così da un altro errore di P.J. da fuori e da una bomba di Randle nasceva un nuovo divario che si fissava sul -6 (13-19).

Da un mid screen roll il passaggio schiacciato per Miles che non voleva quella palla, andava a buon fine con il recupero in corsa di Miles sul passaggio avanzato e l’appoggio oltre Payton per un two and one.

Charlotte arrivava al -1 nuovamente con un coast to coast di LaMelo che correggeva sé stesso in tap-in ma ancora una volta i newyorchesi mantenevano il comando con i canestri di Randle da due e di Bullock da tre punti.

Dopo la stoppata di McDaniels a Barrett e la rimessa dal fondo affidata (sul proseguo) a New York, un linguaggio poco signorile di RJ nei confronti dell’arbitro mandava in lunetta Rozier che accorciava di un punto grazie al tecnico ma il jumper di Rose valeva il 19-26.

Charlotte nel finale impegnava con penetrazioni la difesa locale ricavando due FT con McDaniels a 1:52, altri due con Zeller a :47.1 e poi arrivavano altri due punti grazie a un’imbucata di Miles per Cody che con finta e dunk portava il game sul 27-34 poiché gli avversari non stavano a guardare e beneficiavano anch’essi di 5 FT (due per contatto Bridge/Randle lontano dalla palla generosi).

Chiudeva Randle con un ottimo tiro dalla baseline destra che scavalcava Miles insaccando il 27-36.

Graham, protagonista di serata dalla bench di Charlotte. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Charlotte subiva altri 4 punti da Gibson in avvio e a 11:02 il time-out di Borrego sul 27-40 era necessario.

Un runner lungo di Ball rimetteva in moto Charlotte che tuttavia accusava due liberi di Rose a 9:33, una tripla di Quickley (30-45) e un’altra di Toppin dall’angolo sinistro che facevano precipitare gli Hornets sino al -18.

Charlotte sembrava senza gioco e idee ma per fortuna una fiammata di Graham ci riportava più vicini: la sua tripla a 8:05 apriva la striscia di triple con la seconda arrivata a 7:32, un incredibile deep 3 valeva il 41-53 ma non era finita perché da una second chance il numero 4 ricavava ulteriori tre punti trascinando Charlotte sul 44-53 con uno svantaggio dimezzato rispetto al massimo vantaggio Knicks.

Gli Hornets arrivavano sul -8 con un deep 3 dal centro-sinistra di Miles a 3:24 (47-55) ma la tripla dall’angolo destro di Barrett tagliava un po’ le gambe a Charlotte.

A 2:31 era ancora Graham in angolo destro a trovare il fallo e tre punti dalla lunetta, benzina per Charlotte che usciva vincitrice anche da azioni convulse: una stoppata di Noel portava alla transizione New York ma sulla linea di passaggio finale, nel pitturato, emergeva il riflesso di Rozier che in salto bloccava la sfera facendo partire la contro-transizione risolta da Zeller per il 52-58.

L’appoggio di Ball in diagonale in corsa valeva il -6 (54-60) , ma una tripla di Randle a :01.9 (step-back laterale in allontanamento su Zeller già visto) chiudeva il quarto sul 54-63, allontanando gli Hornets dalla rimonta.

3° quarto:

Non partiva bene il quarto per Charlotte dopo la miss 3 di Randle, i tentativi di Rozier e Ball a vuoto sulla medesima azione davano zero mentre un’altra palla nelle mani di Julius era trasformata dalla baseline sinistra con sapiente e impressionante azione in fade-away oltre Zeller.

McDaniels da tre non aiutava mentre il floater di Payton nel pitturato inabissava ancor di più Charlotte (54-67).

Noel in recupero stoppava Ball che sulla successiva azione segnerà in floater dalla FT line.

Anche una penetrazione wild di McDaniels finiva nella tela di Noel che più tardi cancellava ancora ball.

Un turnaround di Barrett completava il disastro di inizio quarto quando a 7:44 Charlotte si trovava sotto 56-73.

Bridges era stoppato da Noel al vetro, Thibodeau chiamava il challenge dopo aver giudicato la stoppata prima del tocco al plexiglass ma pur essendo tutto dubbio la terna smentiva la tesi dell’allenatore newyorchese.

Bridges con tre punti frontali e altri 3 dalla diagonale destra provvedeva a un proprio parziale da 8-0 che riportava charlotte al singolo svantaggio (64-73).

Randle a 6:05 splittava dalla lunetta ma poco dopo realizzava da sotto il +10 New York in un elastico che sembrava durare in eterno.

Graham al 2/2 ai liberi (fallo di Randle), jumper della star di New York dal mid range, Bridges in corsa al vetro anche da raddoppiato e un FT di McDaniels a 4:11 portavano il risultato sul 71-78.

Rose mortificava la buona difesa di Miles con un jumper oltre il numero 0 ma uno swooping in entrata di sinistra di Rozier per battere il lungo e una finta di Graham dalla destra, travolto sul close-out da Burks valevano due e tre punti dalla lunetta con Charlotte brava a riavvicinarsi sul 76-82.

Rose realizzava da due ma McDaniels finalmente a 1:41 trovava un catch n’shoot da tre punti ma Graham in difesa finiva giù marcando Randle che sbracciando dal cilindro preferiva far girar palla così alla fine il vantaggio lo prendeva Rose che da tre punti infilava.

L’ottimo taglio sulla linea di fondo destra portava Bridges a schiacciare ma ancora Rose nel pitturato stavolta, di sinistra segnava l’81-89.

McDaniels cambiava angolo ma non risultato ripetendo la tripla e da un intercetto con largo anticipo di Miles arrivava la windmill in transizione dello stesso per l’86-89.

4° quarto:

Da un passaggio di uno Zeller alto ecco un’altra scorribanda lungo la linea di fondo, questa volta targata McDaniels chiusa sempre in jam e mentre Quickley falliva la tripla Monk in transizione segnava sbattendo su Rose a 11:02.

Two and one con l’and one mancato ma vantaggio Hornets 90-89, primo della partita per Charlotte.

Graham a 10:31 segnava da tre dalla sinistra portando sul +4 Charlotte prima che Burks trovasse il pari con 4 pt. consecutivi (nel mezzo due FT di P.J. falliti).

La partita diventava punto a punto e P.J. con un poster su Noel si vendicava delle difficoltà offensive riscontrate mentre Graham con una magia nel traffico, svitava il braccio estendendolo oltre Noel e il ferro per un circus shot dolce che valeva il 97-93.

Quickley e P.J. alzavano il punteggio, Burks e Rozier anche (101-97) ma l’alley-oop di Noel e la tripla di Randle portavano al cambio di squadra leader: 101-102.

A 4:33 ancora Randle dal palleggio realizzava mentre nel finale si avvicendavano tanti errori con le difese protagoniste, tuttavia Rozier che già aveva segnato un libero per il -2, attaccava Randle battendolo in penetrazione per poi alzare la sfera oltre Noel a :37.8 pareggiando a quota 104.

Nessuno riusciva più a segnare con gli Hornets a fallire da fuori con Rozier e Graham allo scadere anziché provare a costruire da due punti.

Miles Bridges in schiacciata in serata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

OT

Borrego anziché schierare Zeller per la palla a due mandava Miles così Noel la portava a casa e New York passava per prima in vantaggio quando P.J. volava in close-out sfiorando Randle a 4:41.

Due liberi a segno che anticipavano la tripla di Burks dalla sinistra.

Appoggio di sinistra di Miles in corsa ma gli Hornets frastornati difensivamente dal lato destro incassavano il colpo pesante di Bullock per il 106-112.

Miles mancava una tripla e Noel da sotto praticamente chiudeva il match (106-114) a 2:15.

Il -8 diventava -10 e Charlotte finiva lasciando scorrere la partita senza più impegnarsi davvero troppo con un finale da 109-118.

LaMelo Ball: 5

8 pt. (4/15), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -21 in +/-, 2 TO in 20:47. 0/4 da tre punti. Non è in forma e lo si vede sia nel tiro da fuori che in banali errori il layup che di solito non mancherebbe. Lascia spazio a Graham nel secondo tempo inabissandosi in panca. Durante la partita piace il suo coast to coast con autocorrezione e un’entrata (sfruttando il blocco nel pitturato) finita con un appoggio veloce. Due le stoppate prese da Noel che fanno rumore ma l’importante è continuare a giocare.

Terry Rozier: 5

13 pt. (4/14), 8 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, -17 in +/-. 2 TO. 1/7 da tre punti, che pesa come un macigno con tiro nel finale dei regolamentari e una trip all’OT che pesano. Di buono segna nel primo quarto il catch n’shoot del 10-14 con and one, recupera una palla in salto sulla transizione avversaria bloccandola a due mani e porta tre incursioni notevoli compresa quella del pareggio finale nei regolamentari ma per il reso non segna più un tiro. Un po’ bloccato dalla difesa avversaria è ancora sotto al sua media punti. Speriamo in una rinascita a Washington viste anche le caratteristiche un po’ meno difensive dei Wizards rispetto agli ultimi tam affrontati.

Jalen McDaniels: 6

15 pt. (5/10), 10 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata, -4 in +/-. 1 TO in 39:42. Qualche buona difesa, indovina un paio di triple in serie dagli angoli nel secondo tempo che diventano importanti per il recupero. Doppia doppia tra rimbalzi e punti con un buon taglio sulla linea di fondo che servito lo porta alla schiacciata.

P.J. Washington: 5

4 pt. (2/11), 10 rimbalzi, 1 assist, -18 in +/-. Rimbalzi, sì, ma uno 0/5 da tre punti, altra prestazione gravemente insufficiente in attacco pur con Bridges accanto. Posterizza Noel dopo esser stato in difficoltà tutta la partita e segna dal pitturato poco dopo il suo secondo e ultimo canestro. Due errori di seguito pure ai liberi, alla fine fatali.

Cody Zeller: 6,5

10 pt. (4/8), 11 rimbalzi, 3 assist, +2 in +/-. 2 TO. Meglio nel primo che nel secondo tempo, spesso caratteristica dei centri Hornets, specialmente per punti. Il suo giocare alto fa sì che regali un paio di assist sulla baseline davvero pregevoli (Miles e Jalen ringraziano), 11 rimbalzi e doppia doppia sono tanta roba per un centro Hornets. A inizio sfida gli skip in step-back di Randle che colpiva anche dalla linea di fondo, o le triple egli avversari (vedi Quickley da tre in angolo) sembravano renderlo colpevole oltremisura ma poi piano piano è riuscito a dare un tono alla difesa facendo sbagliare diverse volte gli avversari compreso Randle nel finale.

Miles Bridges: 7,5

30 pt. (12/21), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, -4 in +/- in 34:28. Rientro in grande stile. Si scrolla la polvere di dosso con il primo tiro: una tripla che entra immediatamente.5/12 da tre punti (un paio di errori nell’OT anche sfortunati), una presenza anche se non sempre i suoi close-out sono vincenti ma spesso sono utili così come i 4 assist ma è al tiro dove da il meglio, oltre ovviamente a portare energia e assist (imbucata per Zeller nel primo tempo da segnalare). 30 punti al rientro, alla faccia di chi pensava non tornasse in forma anche se arriva una sconfitta.

Devonte’ Graham: 7,5

25 pt. (6/15), 3 rimbalzi, 8 assist, +9 in +/-. 1 TO. 5/12 da tre punti, l’altro trascinatore di serata con una fiammata nel secondo quarto con triple in serie, una da casa sua. Nel secondo tempo cala un po’ ma mette la tripla del +4. Smista assist, guadagna alcuni buoni FT con le finte e chiude con 25 punti dalla bench dimostrando personalità e confidenza. Il circus shot oltre Noel è poesia.

Bismack Biyombo: s.v.

0 pt. (0/0), 0 in +/-. TO in 3.1. Tre secondi nel finale di secondo tempo per eccesso di difesa da parte di Borrego.

Malik Monk: 5

4 pt. (2/8), 1 rimbalzo, 1 assist, +8 in +/- in 15:28. 0/4 da tre punti, altro minus… gioca poco e segna meno. Il suo sorpasso in transizione con appoggio al vetro sbattendo su Rose (mancato l’and one). Veramente poco apporto da Malik che come P.J. e Rozier stenta. Speriamo in un risveglio contro Washington perché anche lui come Ball sembra sia rientrato a fatica.

Coach James Borrego: 5,5

L’idea di attaccare il pitturato è buona così come di giocare con pochi elementi ma forse qualcuno è nel momento di forma sbagliato e qualcuno in panca potrebbe essere più utile, quella di giocare troppi minuti con McDaniels – invece – non lo è. Gli schemi per vincere le partite sembrano quelli per perderle poiché tiri da tre presi in quella maniera non necessitano di time-out per costruire l’azione. Una partita ancora…

Matchup key Vs Knicks

Matchup key game 71 (A cura di Igor F.)

Miles Bridges Vs Julius Randle

Charlotte arriva alla penultima partita contro una squadra in forma che sta cercano di recuperare almeno la quinta posizione.

Per certi versi le sorprese della stagione a Est (gli Hornets lo sono stati finché sono rimasti integri o quasi) attualmente esprimono la loro potenza ricalcando nei ruoli chiave i loro punti di forza.

Già, perché se Julius Randle sta facendo una stagione da protagonista in arancioblu, Charlotte ritroverà nella notte Miles Bridges, che, incerto sino all’ultimo, è stato liberato dalla Lega dal protocollo Covid-19 e potrà giocare nella notte.

In che condizioni resta tutto da vedere ma il suo rientro potrebbe essere importante.

Possibili svantaggi:

La squadra di Thibodeau, giocando in casa, l’abbiamo visto anche durante l’ultimo scontro opporrà una cattiveria agonistica e una difesa che gli Hornets dovranno almeno pareggiare per non soccombere fisicamente.

New York è terza nel rating difensivo ma anche l’attacco, se parliano di triple, è quarto nella percentuale da tre punti quindi Charlotte avrà il suo da fare per non concedere a Barrett, Bullock e soci triple dal perimetro e a Randle punti facili anche da rimbalzo (Knicks ottavi a rimbalzo in generale).

Possibili vantaggi:

A rimbalzo New York scende al quindicesimo posto se parliamo dei soli offensivi e in chiave di contenimento e risposta Miles Bridges potrebbe dare una mano a una squadra che dovrà difendere se vorrà cercare di portare a casa la partita.

New York qualche problema con i falli potrebbe averlo come sul ritmo, molto lento rispetto ad altre squadre NBA, trovare buone combinazioni di assist per portare a punti “facili” o che portino a commettere falli New York potrebbe essere una buona strategia nell’uso dei piccoli: Graham, Rozier, Ball e perché no, Monk e Wanamaker con le loro drive and kick ma attenzione ai TO.

L’energia di Bridges (partirà da titolare o dalla panchina? Personalmente propenderei per un inizio con lui per vedere come va e non perdere terreno) potrebbe anche liberare un po’ di più P.J. Washington dall’impegno difensivo restituendogli più dinamicità e precisione durante la fase offensiva.

D. Rose in dubbio per un problema alla caviglia sarà un piccolo vantaggio per Charlotte nel momento in cui non vi fosse ma occhio a Burks dalla panchina.

Se Charlotte non è favorita e al 100%, l’importanza della vittoria a New York è talmente fondamentale che il team è chiamato a dare una prova di non essere solo bello esteticamente ma anche concreto.

“Enemy” vintage

Agosto 1985 (Superbasket), la vecchia conoscenza degli Hornets (ha lavorato per Charlotte e MJ come assistente allenatore) Patrick Ewing è già il futuro dei Knicks.

Bridges Thriller

Alla vigilia della decisiva sfida con i Knicks a New York, Miles Bridges è ancora in dubbio.

Bonnell, dell’Observer, sostiene che un ragazzo che esce da un caso di COVID-19, difficilmente salverà ciò che gli Hornets sono stati negli ultimi tempi.

L’abbiamo visto tutti: Charlotte è scarica, con poche energie e soluzioni limitate.

Rozier è stato preso in consegna dai migliori difensori quando Hayward (out dal 2 aprile con un piede slogato e difficilmente rientrerà con un allenamento saltato mercoledì) e Ball sono rimasti out e ancora oggi, se i compagni non la mettono mai dentro, le sue difficoltà nelle percentuali e a prendersi tiri con un po’ di spazio, rimangono un problema per i leggeri Calabroni.

Il rientro di Miles però potrebbe dare una spinta energetica agli Hornets e liberare P.J. Washington in attacco.

P.J. si è molto sacrificato in difesa facendo due buone partite ma l’attacco è stato scadente, all’opposto della sua buona defense.

Perse tre partite di fila, la ragione dice che la stagione regolare terminerà con una serie di cinque sconfitte consecutive viste le avversarie ma è probabile che Bridges sia sul punto di essere cancellato dai protocolli di salute e sicurezza, dopo aver saltato le ultime sei partite.

Quanto potrà in termini di contributo un ragazzo ripresosi dal Covid-19 è difficile dirlo.

Il minutaggio potrebbe essere limitato ma ricordando bene una scena con Miles affaticato più del dovuto in panca contro Miami (ultima apparizione) mi era sembrato avesse in circolo già qualcosa quindi personalmente punto molto sul suo fisico e sulla sua testa se sarà liberato.

Anche lui come Ball e Monk non sarà al 100% sicuramente.

Infortuni e malattie sono state devastanti ma la spinta psichica per il gruppo potrebbe essere notevole.

I Pacers hanno perso con Milwaukee la partita che si giocava in contemporanea con quella degli Hornets contro i Clippers mentre nella notte, facile previsione, i Wizards hanno battuto i Cavaliers (Wizards qualificati ai pi e Chicago eliminata) portandosi quasi alla pari a Charlotte e a Indy sul 33-37 (Wizards sul 33-38) n questo momento.

Gli Hornets hanno due speranze fondamentali: che i Lakers battano i Pacers e che loro vincano una partita delle ultime due rimaste poiché con i tie-break a favore su entrambe le avversarie l’ottava piazza e la sfida contro Boston (anche perdendola avremmo una seconda possibilità) sarebbe garantita.

Finale thriller, alla disperata in pieno Hornets style, quest’anno più che mai denso. Bismack Biyombo ha detto di non essere preoccupato che questa squadra – così giovane, così a corto di personale – sia stata sconfitta emotivamente.

“Siamo di buon umore. Non vediamo l’ora di giocare la partita di sabato” a New York, ha detto Biyombo, che ha segnato 13 punti e sette rimbalzi in quella che potrebbe essere una delle sue ultime partite come Hornet.

Con il mistero di Bridges a poche ore dalla partita, più emozionante di un film…

Game 70 – Charlotte Hornets Vs Los Angeles Clippers 90-113

Intro

Le fasmate si fanno oscure e imperscrutabili nella notte che anticipa la tempesta.

Gli Charlotte Hornets giocano allo Spectrum Center l’ultima partita di Regular Season sperando non sia l’ultima dell’annata cercando una W che dia speranze concrete di rimanere all’ottavo posto, ipoteticamente fondamentale per avere un vantaggio ai play-in.

Sarà l’ultima notte di R.S. nel quale il mio subconscio smetterà di parlarmi catastroficamente nel sonno poiché le prossime due sfide contro New York e Washington finalmente sono state fissate entrambe alle ore 19:00 di sabato 15 e domenica 16 maggio.

A Charlotte arrivano i Clippers e chissà che Borrego abbia fatto qualche sogno, archetipo rivelatore dello starting five da mandare sul parquet nella notte.

Chissà che riesca a fondersi con lo spirito della squadra per farla rendere al meglio perché anche per C.G. Jung il conoscere sé stessi era la base fondamentale per stare meglio e magari cercare di modificare il mondo composto da una serie di individui.

E’ a questi e alla loro voglia di vincere che si affiderà il coach in una sfida che ha tutti i crismi per essere considerata impossibile a partire dal fatto che i Velieri (salvo il lungodegente Ibaka) sono al completo, giocano ancora per una posizione, hanno una squadra più forte e dal 2014 li abbiamo battuti soltanto una volta (peggior percentuale degli Hornets contro un altro team da quando sono rinati).

Eppure le possibilità si assottigliano e non si può più sbagliare.

Sperando che sulla sponda californiana qualcuno abbia una serata storta, gli Hornets tentano il viaggio onirico da sogno cercando di non sprofondare nell’incubo ma bisognerà giocare con “la bava alla bocca” (specialmente da parte dei gregari per consentire un offensiva meno stanca e tesa degli scorer) perché non ci sono altri sistemi per vincere vista la disparità di forze.

Analisi

Gli Hornets sono fatti della sostanza degli incubi.

Charlotte non apre conoscere sé stessa fornendo due prestazioni diametralmente opposte tra primo e secondo tempo.

Sostanza troppo volatile per trovare una stabilità che gli aveva garantito Hayward fino al suo infortunio.

L’energia di Bridges aveva compensato un po’ alla perdita ma con l’ex Celtics che pare non sarà disponibile nemmeno per i play-in, gli Hornets stanno andando alla deriva in un finale nel quale la frustrazione di vedere una squadra subire sconfitta dopo sconfitta non è nemmeno mitigata dalle difficoltà altrui.

Dopo la W di Atlanta su Washington, ecco quella in nottata dei Bucks sul parquet dei Pacers.

Una vittoria avrebbe garantito agli Hornets la qualificazione ma un altro avvio pessimo di ultimo quarto con i primi tre punti dal campo (dopo due liberi a segno) trovati a 5:24 da Graham valevano un finale tranquillo per i Clippers che dopo l’1/11 da tre nel secondo quarto si erano trovati all’halftime sotto di tre sul 47-44.

La dispersione termica degli Hornets su ambo i lati del parquet ha fatto sì che si trovassero protagonisti complementari nelle fila avversarie: oltre a un George da 20 punti e 10 rimbalzi, spuntava un Jackson da 19 punti seguito dall’atteso Leonard fermo a 16.

15 i punti per Marcus Morris Sr. Mentre l’ex Batum, stipendiato ancora da Charlotte, ha trovato alcuni canestri pesanti nel secondo tempo finendo a 11 punti (peccato che l’uomo Batum sia miserevole rispetto al giocatore visto stanotte) con un Rondo a 9 pt. (3/3 da fuori) e 5 assist smistati.

Gli Hornets hanno finito meglio nel pitturato, nelle second chance e nei fast break ma a far crollare il castello delle buone statistiche è stato semplicemente il tiro, specialmente quello da fuori.

La tanto decantata costruzione di gioco di Borrego si è vista poco e nel primo tempo Charlotte ha tenuto per propri meriti in difesa e scarsi meriti avversari in attacco ma quando i Clippers anno ritrovato la via dei tre punti gli Hornets non sono stati in grado di rispondere finendo con un 27,3% da tre punti contro il 46,7% avversario che aiuta i losangelini a insidiare la miglior squadra per percentuale da tre punti, gli Hornets di Dell Curry anni ’90…

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Partenza con primo tentativo per i Clippers che accontentandosi di un jumper dalla media estratto da Leonard (vs McDaniels) sbagliavano il tiro mentre da un passaggio del nostro numero 6, Biyombo riusciva a schiacciare così come depositava poco più tardi su assist di Rozier per il 4-0.

Clippers fuori ritmo, spin di Ball in area e fallo che lo portava a 9:49 a realizzare il 6-0 in lunetta prima che Zubac apportasse in schiacciata contrastata anche i primi due punti ospiti.

George a mezzo tripla portava sul -1 i californiani ma Ball in entrata con un jump stop e appoggio al vetro realizzava l’8-5.

Morris, P.J., ancora Morris (oltre a un Rozier in difficoltà in chiusura) e Caleb Martin ai 24 mandavano la partita con quattro bombe sul14-11 prima che Morris segnasse su Zeller dal pitturato il 14-13.

A 5:38 entrava un fischiatissimo Batum ma George a mezzo tripla realizzava il sorpasso (14-16) prima che la soluzione offensiva venisse trovata da Zeller con un mid-range per il pari.

A 4:02 Zubac dalla lunetta faceva riscattare i Clippers ma da un suo attardarsi, Zeller ne approfittava per rilasciare il nuovo pareggio a quota 18 sopra Batum.

Un’imbucata per il centro dei Clippers era chiusa dallo stesso con una dunk aggressiva ma ancora una volta Charlotte reggeva il passo con il floater di Rozier a 2:04 ancora sopra l’ex.

La differenza cominciava a scavarla la panca dei “Clip’s” che segnava da tre con R. Jackson, Rondo, Leonard e ancora R. Jackson mentre Charlotte trovava solo nel mezzo un arcobaleno di Zeller e contemporaneo FT per fallo di Cousins su McDaniels a rimbalzo così, per effetto di questi, il primo quarto si chiudeva immeritatamente sul 23-31 ma non segnando quasi mai da fuori…

McDaniels in schiacciata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Si apriva male per Caleb Martin la seconda frazione, stoppato da R. Jackson su un tentativo di mazzata delle sue a una mano ma anche George mancava un FT per tre secondi difensivi di Zeller a 10:46.

A 10:20 Batum andava in lunetta dopo essere stato oggetto della seduta volante di Caleb martin.

½ e ovazione sul primo errore dell’ex.

Ball segnava da tre dalla diagonale sinistra, Jackson rispondeva con il taglio sul fondo in back-door ma dall’altra diagonale era sempre LaMelo a inventare un altro tiro da fuori prendendosi spazio dal palleggio (29-34).

Ball alzava in entrata morbidamente per Biyombo che accompagnava con una carezza la palla sino alla retina ma sull’altro fronte Cousins con una finta e hook andava a segno oltre il congolese.

Gli Hornets pervenivano al pari dopo la schiacciata di Biz e il canestro di Monk in appoggio al vetro a 7:10 oltre Zubac (36-36).

I Clippers ripartivano con l’unica tripla realizzata nel quarto, quella di Leonard che ne sbaglierà due velocemente appena più tardi mentre i floater di Rozier e l’alzata alta di Jackson in entrata aggressiva faceva tornare al +3 gli avversari.

A 5:32 Charlotte entrava in time-out ma aveva ancora difficoltà realizzative: un hook di P.J. sterile era corretto di sinistra da Biyombo e l’entrata di Rozier a 3:41 era interrotta con il fallo così Scary faceva piovere in lunetta il nuovo vantaggio: 42-41.

A 1:36 Graham beneficiava di due liberi che andando a segno trovavano il parie nel finale l’unico canestro buono era quello dal corner sinistro di Rozier da second chance dopo l’errore di P.J. da fuori e la riapertura immediata di Graham in angolo.

I Clippers finivano con un 1/11 da tre nel quarto così gli Hornets resistevano tenendo un punteggio basso e rimettendo il capo avanti su un fragile vantaggio mentre a Indianapolis anche i Bucks erano avanti di tre sui locali (69-66).

3° quarto:

Iniziava male il quarto per Charlotte alla quale non venivano assegnati due FT a P.J. (trattenuta di Beverley) con lamentele di disparità di trattamento visto il fallo concesso a Batum nel primo tempo e poi veniva fischiato un fallo offensivo a Biz così Leonard segnando da tre faceva ripartire l’attacco californiano con il colpo del pari.

McDaniels, in avvicinamento sulla baseline destra estraeva un buon jumper oltre Zubac ma Leonard pareggiava.

Uno zip pass di Ball valeva il facile due punti di Washington quindi arrivava un’altra scarica di triple a consegnare il vantaggio agli ospiti (George, McDaniels e George) ma Rozier in entrata attraeva il raddoppio e alzando per il convergente McDaniels pescava la connessione in alley-oop per il 60-59 con relativo time-out a 7:05.

George scavalcava gli Hornets (60-61) e Zubac metteva dentro il più tre in gancio su P.J. Washington.

Un fade-away di ball che faceva tutto da solo riavvicinava Charlotte respinta da Morris con cannonata da tre oltre il close-out di ball.

Lo stesso Ball era servito da Biyombo (rimbalzo offensivo) trovando spazio per il dardo del riavvicinamento (65-66).Un fallo subito da George portava un altro punto ai Clippers in lunetta ma un floater di Zeller mostrava come gli Hornets provassero a rimanere in partita.

67-67 ma troppo facile per Jackson, pescato nell’angolo sinistro tutto solo, riportare avanti i suoi e poi trafiggere ancora gli imenotteri dietro quegli occhialini per il 67-73.

Zeller e Caleb martin segnavano 4 punti di fila per Charlotte tornata sul 71-73 mentre i cervi prendevano il largo a Indianapolis.

Rondo con un bound back pass dietro la schiena innescava l’entrata di Leonard che trovava anche l’and one.

Caleb però segnava un lunghissimo due punti(peccato per veramente un millimetro il piede sulla linea) mentre a 1.43 Morris in bonus segnava a gioco fermo il 73-78.

P.J. da sotto riportava a distanza di un solo possesso il team della North Carolina(75-78) ma la partita cominciava a volgere beffardamente al peggio quando l’ex debosciato Batum trovava motivazioni per segnare due triple consecutive che portavano a un finale di quarto sul 77-84.

4° quarto:

La partita degli Hornets terminava subito a inizio quarto perché semplicemente tra il proprio sterile attacco e la difesa dei Clippers si instaurava un rapporto di forze soverchiante, se poi a Rondo era concesso troppo spazio per calare la tripla del 77-87, si poteva già anticipatamente buttare la pasta.

La seconda tripla di quarto dell’ex Celtics dava il +13 agli ospiti mentre Charlotte recuperando soltanto un 2/4 dalla lunetta finiva sotto di 19 sulla bomba di Jackson.

I primi tre punti dal campo li realizzava Graham a 5:24 e poi c’era spazio per poco: un euro-step di Caleb e l’ingresso di Carey Jr. e Riller per il contentino in un finale che almeno scorreva velocemente.

90-113, due partite alla fine sempre più sul filo, un destino nelle proprie mani e nella propria mente poiché se Denver e i Clippers erano fuori portata, New York e Washington rimangono due avversarie difficili ma contro le quali si può giocare, a patto di ottimizzare le soluzioni.

A 5:32 Charlotte entrava in time-out ma aveva ancora difficoltà realizzative: un hook di P.J. sterile era corretto di sinistra da Biyombo e l’entrata di Rozier a 3:41 era interrotta con il fallo così Scary faceva piovere in lunetta il nuovo vantaggio: 42-41.

LaMelo Ball: 6,5

18 pt. (5/10), 6 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate, -15 in +/-. Lampi di LaMelo. Si rivede a tratti: accende la fantasia del recupero nel primo tempo con due triple dalle diagonali opposte sparate consecutivamente e poi lancia morbidamente Biyombo alla schiacciata volante. Un tagliante alla velocità della luce per P.J. fa vedere come solo il polso lo stia limitando. In progresso rispetto alla volta precedente anche se nemmeno lui quando conta riesce a tenere in partita Charlotte.

Terry Rozier: 4,5

10 pt. (3/13), 4 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, -14 in +/-. 3 TO. Parte in netta difficoltà nei close-out, sia per mancanza di cm ma peggio per posizioni flottate che non garantiscono un rientro adeguato sul possibile tiratore. Segna in entrata attaccando con floater e così ottiene anche due FT nel secondo tempo ma l’1/7 da fuori dice che sta tirando con meno fiducia. Mezzo punto in più per gli assist, comincia con Biyombo ma vede anche da raddoppiato in entrata McDaniels e lo serve per un alley-oop. Cancellare la serata, cancellare gli ultimi tempi, tornare a giocare con fiducia perché a New York servirà il miglior Rozier per tentare di vincere una partita molto importante.

Jalen McDaniels: 5,5

10 pt. (4/10), 4 rimbalzi, 2 assist, -23 in +/-. Buona partenza contrastando un tiro di Leonard e offrendo un assist per Biyombo ma alla lunga emergono i suoi problemi in difesa a causa del fisico e anche in attacco dove l’1/4 da fuori non aiuta così come un finale con un paio di errori al tiro benché il 3/6 da due punti sia decisamente migliore (un paio di buoni tagli con alley-oop su assist di Rozier su un’azione molto bella). Aggiunge un libero conquistato andando a rimbalzo contro Cousins..

P.J. Washington: 5

7 pt. (3/13), 5 rimbalzi, 1 assist, 4 rubate, -10 in +/-. 1 TO. Se Rozier è stato l’uomo in più del backcourt in stagione, P.J. dovrebbe essere quello del frontcourt e a giudicare dal numero di rubate potrebbe starci ma già caliamo molto a rimbalzo per poi quasi scomparire al tiro. 3/13 con errori in gancio e semigancio sembrato a volte velleitario, oltre all’1/5 da oltre l’arco.

Bismack Biyombo: 7

13 pt. (6/9), 7 rimbalzi, 1 assist, -5 in +/-. 3 TO. 4 punti immediati su due assist e poi qualche altro punto sino ad arrivare a 13. Discreto nelle due fasi. Per una volta, specialmente nel primo tempo, è una figura positiva per Charlotte anche perché i Clippers giocano molto sul perimetro e raramente soffre pesantemente Zubac.

Vernon Carey Jr.: 6

1 pt. (0/1), 1 rimbalzo, 1 stoppata, -1 in +/- in 3:53. Minuti di garbage con una stoppata, un tiro mancato e due liberi presi per una spinta mentre provava a passare sulla linea di fondo. Bella anche l chiusura per il TO con il quale costringe l’avversario a uscire dal campo.

Devonte’ Graham: 5

5 pt. (1/7), 2 rimbalzi, 5 assist, -16 in +/- in 22:42. Dopo il massimo stagionale se non è il minimo poco ci manca. Sballato al tiro segna due liberi e una tripla a partita finita. Compensa con gli assist un game nel quale non gioca che poco più di 22 minuti. La difesa dei Clippers lo indirizza anche al centro una volta mettendogli pressione, lui tenta un floater ma non è in ritmo e la palla rimbalza sul ferro e va fuori.

Caleb Martin: 6

9 pt. (4/7), 1 assist, -8 in +/-. 1 TO in 17:10. Prende una stoppata da Jackson e il dolore al pollice sinistro si riacutizza, un paio di belle conclusioni da lontano, una con un piede per pochissimo sulla linea dei tre punti.

Cody Zeller: 6

10 pt. (5/7), 6 rimbalzi, 1 assist, -17 in +/-. 2 TO. Prova a metterci del suo lottando. Commette un fallo offensivo spingendo Zubac, si vede annullare un canestro poiché Batum in stoppata l’aveva costretto a scendere con la palla in mano. Vince la contesa così come vince nel primo tempo la diffidenza sul suo tiro segnando un lungo due punti.

Malik Monk: 5,5

7 pt. (2/6), 1 assist, 1 rubata, -5 in +/- in 14:11. Pochissimo in campo, prende i suoi tiri, ci porta al pari con una bella esitazione in area per l’appoggio al plexiglass oltre Zubac ma per il resto ci si aspettava di più da lui quando la partita stava degenerando. Una tripla che arriva troppo tardi.

Coach James Borrego: 4

Parte con lo stesso squinternato quintetto ma alla fine tra rotazioni e zona nel primo tempo funziona. Quando la squadra di Lue batte la zona con le triple gli Hornets che si staccano dagli avversari ritrovano una non più casuale incapacità di segnare. E’ ancora l’ultimo quarto a determinare un pesante distacco tra i due team. E’ vero che i Clippers sono una squadra esperta, ricca di veterani e con una panchina lunga ma la squadra cede di schianto per la terza volta consecutiva contro avversarie differenti e qualcosa non va. Se Charlotte attacca di più nel pitturato, è altresì vero che un gioco basato troppo sul tiro da oltre l’arco deve essere finalizzato. Il 9/33 vale il 27,3% e sarà difficile vincere con queste percentuali…

Matchup key Vs Clippers

Matchup key Game 70. A cura di Filippo Barresi.

P.J. Washington Vs Kawhi Leonard

Allo Spectrum Center nella notte arrivano i Clippers assetati di vittorie per l’ultimo rush finale in vista dei playoff.

Per questo motivo Charlotte dovrà opporre una resistenza sicura e organizzata per evitare di soccombere.

La chiave del match passerà per lo scontro tra P.J. Washington e K. Leonard, stella dei losangelini.

Difender su di lui non sarà un compito facile, vista la versatilità offensiva messa in mostra nel corso di questa stagione.

Possibili svantaggi:

I Clippers sono una delle migliori squadre offensive della lega e la profondità del loro roster permette di avere sempre ottimi giocatori in campo per poter organizzare una manovra puntuale ed efficace.

La difesa di Charlotte, d’altro canto, sta perdendo colpi nelle ultime uscite (qualcosa di buono si è rivisto nell’ultima partita) e deve ritrovare quell’energia che l’ha contraddistinta nella prima parte di stagione.

Possibili vantaggi:

I Clippers, vista l’assenza di Ibaka, giocano al momento praticamente con un solo centro: Ivica Zubac.

Questa lacuna potrebbe permettere agli Hornets di sfruttare più spesso la small ball tanto amata da coach Borrego e di non dover concedere minuti a Bismack Biyombo, il quale nelle ultime uscite è stato molto dannoso per gli equilibri della squadra.

“Enemy” vintage

Luglio 1989, da Superbasket. Ken Norman dei vecchi Clippers, “lontani parenti” di quelli più simili oggi ai Lakers. La loro “costante fortuna” nasce dallo sgretolamento di New Orleans dopo la vendita di Shinn alla NBA, grazie allo “scambio”tra le due franchigie che consegnò CP3 ai Velieri.

Memories

11 gennaio 2002. Gli Hornets cancellano 17 punti di svantaggio trascinando la partita al supplementare dove vincono all’ultimo secondo con questo layup nel traffico di Baron Davis.

Game 69 – Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets 112-117

Intro

La condizione attuale degli Hornets assomiglia per certi versi a quella del protagonista del film di Nolan: Memento.

Il film, tratto da un lavoro del fratello (Memento Mori, locuzione latina che significa: Ricordati che devi morire) inizia dalla fine e prosegue a spezzoni tornando indietro nel tempo con spezzoni di circa 15 minuti, questo perché il protagonista, Leonard Shelby è affetto da un disturbo della memoria che non gli fa immagazzinare i ricordi recenti per più di 10/15 minuti (amnesia anterograda) e quindi il regista ci porta insieme a “Lenny” nel suo spaesato viaggio mentale ricostruendo una trama che converge nel finale.

Il film tratta i drammi della vita di Lenny, quelli interiori e quelli esteriori che compongono un quadro della soggettività del protagonista tra la ricerca della verità e della propria ricerca della verità.

Una specie di eterno ritorno alla Nietzsche che costringe il protagonista a ricomporre da zero i propri ricordi per ricostruire la sua vita e dargli un senso.

Si sa che la perdita di memoria di Lenny è dovuta a un violento urto che un delinquente, durante un incursioni di due malviventi che avrebbero approfittato e ucciso la moglie.

Per questo, nonostante non ricordi nulla del dopo, il personaggio è fermamente e ferreamente convinto di voler trovare i colpevoli e ucciderli.

Così si impone un metodo mnemonico oltre a scattare foto con didascalie: tatuarsi le informazioni necessarie per scovare l’assassino della moglie, tale John G..

Nella sua ricerca incontra Teddy e Natalie, due figure di spicco che mostrano da un lato compassione per Leonard ma d’altro canto ne approfittano anche.

Il film è molto più di questo, piuttosto complesso e intrigante anche se i ritmi sono lontani da quelli hollywoodiani ma lo spettatore rimane inchiodato alla trama per scoprire la vera storia, se il “cattivo” è Teddy oppure Natalie che ha un compagno spacciatore o ancora è la mentre di Leonard ad essere andata distrutta dopo lo shock della perdita della moglie (Teddy sostiene sia dovuta proprio per colpa involontaria di Lenny) e il suo subconscio sia alterato dalle proprie verità.

Non svelo il film nei dettagli per chi volesse vederlo tanto che l’interpretazione più gettonata e plausibile che si forma nel finale è stata comunque rigettata da alcuni per dare vita a storie alternative ma Lenny sarà sempre affetto dal bisogno di trovare un John G..

Gli Hornets, invece, non si ricordano di come si dovrebbe giocare a basket perché mancano grinta e durezza mentale che vada aldilà del risultato.

Paiono essersi dimenticati del gusto della vittoria e sembrano una squadra che, smarrita la memoria, abbiano perso anche l’identità.

La potente schiacciata di Bridges contro Atlanta è stato il punto esclamativo che ha segnato ossimoricamente la fine di una squadra falcidiata dagli infortuni, eppure rivedendo diverse partite di inizio anno ho notato come si corresse e si difendesse di più rispetto a ciò che Charlotte sta facendo ora.

L’alibi della stanchezza è reale solo in parte poiché come ricordato da Rozier, anche gli altri team hanno affrontato le stesse partite.

Rimangono 4 game, 2 in casa e altrettanti fuori.

Con zero vittorie io rischio di rimanere fuori dai play-in, con una vittoria la sicurezza di parteciparvi ma potrebbe non bastare per agguantare l’ottava piazza, due vittorie garantirebbero probabilmente l’ottava piazza ma le avversarie paiono essere al momento non abbordabili per questi Hornets mentalmente troppo fragili ai quali i tifosi chiedono almeno la grinta per non rovinare una prima parte di stagione andata oltre le più rosee aspettative.

L’unica differenza con il film di Nolan è che noi non sappiamo il finale del film ma questa è la settimana punto d’incontro tra l’alpha e l’omega nella quale la trama della Regular Season degli Hornets sarà svelata e per i fan non ci sarà spazio per ingannare la propria mente costruendo una propria realtà.

Analisi

Serata agrodolce per gli Hornets che ritrovano un Graham al massimo stagionale con 31 punti, trascinatore di Charlotte nel finale.

La squadra di Borrego però perde la partita e il coach la testa quando nel secondo quarto si “becca” due tecnici ravvicinatissimi per proteste e viene espulso.

L’episodio è da mind game e da una scossa ulteriore agli Hornets che nel primo quarto erano precipitati sul -21 ma si trovavano già in rimonta sul tramontare della prima frazione grazie alla verve di Zeller.

Charlotte arrivava sino al -1 prima di chiudere sul 60-63 i primi 24 minuti.

Charlotte tuttavia non riuscirà mai a passare in vantaggio pur avendo avuto un paio di occasioni (una con Graham) ma il numero 4, on-fire nel finale riportava la squadra del North Carolina sul -1 (106-107) dopo la creazione di un cuscinetto da parte di Denver di ben 13 punti.

Purtroppo un Campazzo osceno al tiro fino al finale (tripla pesante) e un paio di rimbalzi offensivi concessi (solito problema strutturale) decidevano la partita in favore degli ospiti ma almeno Charlotte ha dato segnali di battaglia giocando a tratti duramente.

Da segnalare il 49-38 a rimbalzo ma anche il 28,2% contro il 39,4% da tre punti, segno come questo tipo di gioco sia rischioso se la squadra usa spesso questo tipo di soluzione quando la serata di alcuni giocatori è negativa da oltre l’arco.

Notevole il 60-42 nel pitturato.

Per Denver Jokic e Porter Jr. hanno finito per segnare 30 punti a testa con il serbo capace di agguantare 11 rimbalzi mentre Aaron Gordon (17 pt.) e Ja. Green (11 pt.) sono state le uniche altre due Pepite a terminare in doppia cifra.

L’amarezza per una sconfitta viene in parte mitigata da una buona notizia: la vittoria di Brooklyn sul campo dei Bulls ci da matematicamente la certezza di giocare i play-in anche se non piace ottener qualcosa dalle disgrazie altrui.

Il problema sarà capire in che posizione (dettaglio non indifferente visto il format) perché Indiana ha battuto Philadelphia (un grazie ironico ai Sixers) affondati da 24 punti di LeVert.

I Battistrada ora si trovano apri a Charlotte che però detiene la posizione di ottava grazie agli scontri diretti con la vittoria decisiva a Indy quando si infortunò Hayward.

La classifica provvisoria a Est. Non essendo ancora terminate tutte le partite, mancano gli aggiornamenti sui Bucks (probabile vittoria su Orlando), Magic e Knicks.

Charlotte deve continuare a giocare come stanotte per racimolare una o due vittorie che gli consentirebbero probabilmente di mantenere l’ottava piazza insidiata dai Pacers (anche loro ai play-in matematicamente) a partire dalla prossima sfida contro i Clippers, il team contro il quale abbiamo il record peggiore da quando Charlotte è rinata in veste Hornets con una sola vittoria ottenuta.

Ci sarà l’ex Batum, tanti motivi per tentare di rompere un trend stancante con gli Hornets sempre più sul filo.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

La palla a due vinta dai Nuggets portava Jokic a forzare un fade-away sul quale la terna segnalava un fallo di Biyombo così dopo 13 secondi il serbo portava sullo 0-2 il match.

Gli Hornets tentavano di arrivare al ferro ma McDaniels, raddoppiato da due sotto stagnava con la palla in mano riuscendo a lanciarla fuori per Rozier che grazie al lesto catch’n shoot ai 24 realizzava il 3-2 seguito dall’entrata di McDaniels che nascondendo palla arriva all’appoggio del +3.

I Nuggets tuttavia traevano dai fast break la forza per il sorpasso e il raddoppio: Campazzo lanciava due volte Gordon e da un altra transizione Porter Jr. ricavava il 5-8 mentre da un passaggio intercettato da Biz usciva il quarto contropiede chiuso da Jokic per il 5-10.

Time-out a 8:37 ed evanescente reazione degli Hornets che realizzavano con un’alzata di McDaniels in area e un’entrata chiusa in schiacciata dello sesso numero 6 proveniente dalla linea di fondo destra per il 9-10.

Lì si esauriva la reazione di Charlotte e iniziava il diluvio.

I Nuggets indovinavano tutto: passaggi e tiri:

il roll hook di Jokic faceva ripartire i blu, l’entrata del centro non lasciava scampo al lento Biyombo, Porter Jr. da tre realizzava il 9-17…

Dopo una fortunata deviazione volante di Gordon arrivavano due FT per P.J. Washington a 6:07 (foul di Campazzo) che servivano a interrompere lo 0-9 di parziale e a portare sull-11-19 la partita.

Rivers segnava da tre punti dal corner destro con spazio, LaMelo serviva a Biz la palla per la schiacciata veleggiante (13-22) ma dopo la stoppata di Biz su Rivers, il tocco verso Jokic favoriva il centro che da sotto andava facile per il +11.

Denver accelerava: Porter Jr. con l’open 3 a 4:32 era seguito da sé stesso con una finta, ricollocamento e altra finta per altri tre punti quindi ecco Green e l’appena entrato Graham che in pull-up seguiva la tripla traccia realizzativa da oltre l’arco ma solo per il 18-36.

A 1:57 il jumper di Porter Jr. valeva “solamente” due punti ma il divario aumentava sino al -20 (da un massimo vantaggio raggiunto per Denver di 21 punti prima della bomba di Devonte’).

Sembrava che la partita fosse chiusa lì ma Graham con un floater avviava la rimonta finale di quarto approfittando della panchina dei Nuggets che cedeva anche all’up & under di Ball, al canestro di McDaniels con dime fornita da Zeller e ai due FT di Graham a un secondo dalla prima sirena (toccato sullo spin da Morris).

2/2 e 26-38 finale di quarto.

Zeller in schiacciata nel secondo tempo. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Zeller sullo screen roll con Ball riceveva e alzava contro due difensori in avvicinamento un perfetto tiro ravvicinato, Millsap rispondeva per il 28-40poi Morris passando McDaniels lo ancorava alla gamba segnando in appoggio ma la terna se ne accorgeva e annullava il canestro.

Faceva la propria comparsa sui tabellini anche Monk con una precisa tripla da fuori (31-40) mentre Millsap sostituiva Jokic come lungo segnando da sotto con un piccolo arcobaleno.

Zeller continuava a giocar bene tapinando sé stesso e da un tiro cambiato da Cody sotto che si trasformava in air-ball, McDaniels si serviva per un ottimo reverse a 9:20.

A 9:04 fallo onesto in chiusura di Rozier su Millsap che in post appoggiava due punti mancando l’addizionale.

La spinta sotto dello stesso Millsap su Monk valeva al numero uno l’and one che a differenza della controparte non falliva portando il mega-schermo sul 38-44.

Entrata di Morris con appoggio e replica di Rozier in transizione chiusa con l’ottimo euro-step in allungo.

La bomba frontale aperta di Morris sembrava poter tagliare le gambe al comeback di Charlotte (40-49) che tuttavia trovando il fade-away inusuale di Zeller e un tiro in area da marcato di Rozier si portava sul -5 (44-49).

Graham riavvicinava con tre punti gli Hornets sino al -2 ma il “maledetto” Porter Jr. segnava due punti ai quali rispondevano P.J. in dunk su lob di Monk prima che Jokic splittasse dalla lunetta per il49-52 a 4:01.

Biz faceva il Joker fornendo a Graham la spicchiata per l’appoggio sotto la tabella (51-52) ma lo scoop di Porter Jr. in entrata andava incentivando Denver a un altro mini-break che si chiudeva a 2:33 dopo due FT di Jokic (51-59).

Una big put-back dunk di Zeller su errore da fuori di Graham e un hook di P.J. su Jokic valevano il 55-61, Rozier toccava palla a Gordon in area e sulla transizione la thunder dunk di P.J. valeva il -4.

Buon close-out di Rozier sulla tripla di Porter Jr. e close-out sull’altro fronte di Rivers sullo stesso Rozier che non segava da tre punti ma la terna vedeva un probabilmente generoso fallo dell’ex Hornets.

3/3 di Terry e -1 fino al tiro di Gordon che in mismatch chiudeva il primo tempo sul 60-63 con gli Hornets comunque tornati clamorosamente in partita.

3° quarto:

Nonostante l’apertura consegnasse due FT a P.J. (½), la partenza era pro Nuggets che passavano dal +3 al +6 in poco dopo una runner dunk di Gordon (61-67).

Charlotte rubava una palla su una deviazione di Rozier ma l’alzata di Ball per Biz era rovinata con la mancata presa da mani di burro Bismack, per fortuna McDaniels a rimorchio non faceva perdere l’occasione agli imenotteri.

Gordon tuttavia segnava da tre punti mentre su una palla data dentro e contesa da McDaniels e Porter Jr. la terna vedeva la rimessa certa per gli ospiti.

Si scatenava l’inusuale furia di Borrego che per proteste accumulava due tecnici venendo espulso.

Il suo posto era preso da Triano mentre a 9:07 i tecnici allontanavano Charlotte sul 63-72.

Un altro tecnico a Ball che avendo chiuso una penetrazione stropicciava un pantalone a un arbitro appendendosi (reazione o per arrestarsi?) sapeva un po’ di persecuzione ma gli Hornets si ricompattavano anche grazie alla tripla dall’angolo di Rozier (66-73) anche se Jokic in turnaround sembrava giocar facile.

Due liberi a segno per Ball, schiacciata solitaria di Biyombo offerta dal gioco di squadra con assist di PJ. A7:10 (70-75) prima che una azione confusa portasse Gordona segnare facile da sotto in transizione dopo aver sbagliato sull’azione precedente una dunk.

Due liberi di Jokic e due punti di Scary in fuga (74-77), errore in jumper del Joker e due punti di Monk dalla FT line con Charlotte tornata al -1 (76-77).

Porter Jr. segnava il +3, P.J. rispondeva in corsa.

Gli Hornets potrebbero passare in vantaggio con una tripla di Graham aperta dopo una finta ma l’errore costava caro poiché sull’altro fronte Rivers segnava 5 punti consecutivi prima che Rozier segnasse l’80-84.

Nel finale si susseguivano: due liberi di Jokic, la dunk di Rozier, il canestro di Zeller in pick and roll, quello di Jokic da fermo (mid range destro), ancora Rozier ma in entrata rompendo il raddoppio e Green frontalmente su McDaniels per l’86-91.

Graham esulta dopo una tripla. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Palla in mano agli ospiti ma la stoppata di P.J. su Millsap conservava il risultato.

Il problema di Charlotte però assomigliava a quello avuto con i Pelicans la precedente partita: la mancanza di affidabilità ne realizzativa nell’ultimo quarto.

Il black-out prolungato di Charlotte costava caro poiché dopo due FT a segno per le Pepite, la tripla di Porter Jr. mandava sotto di 10 punti il team affidato a Triano.

A 9:42 Ball in lunetta mancava malamente il primo FT segnando il secondo ma era solo 87-96.

A 9:06 l’ex ass. coach dei Raptors cercava di fermare il gioco vedendo una squadra scarica ma Campazzo segnava il suo primo canestro (87-100) mentre Graham e P.J. mancavano le loro occasioni.

McDaniels da tre e ancora Campazzo da fuori lasciavano inalterato il distacco a 13 punti anche se successivamente Zeller prendeva un’iniziativa diagonale in corsa per la jam del 92-103.

Porter Jr. passava Rozier segnando dalla media in jumper quindi Graham con una tripla realizzava il 95-105 prima di essere servito in angolo da Rozier (errore e rimbalzo per Terry) ed esplodere il back to back 3: 98-105.

P.J. toccava palla a Jokic consegnando l’appoggio in transizione di Graham oltre Rivers per il 100-105.

Uno spin layup di Jokic sembrava scrivere fine alla partita anche perché Charlotte aveva una rimessa laterale con soli tre secondi rimasti ma Rozier servendo un Graham liberatosi in corsa lo vedeva avvitarsi e andare da tre oltre il close-out per un canestro spettacolare solo cotone.

A 2:30 un deep 3 di un Graham on-fire valeva il 106-107 ma dall’errore in attacco di Jokic ecco i problemi strutturali degli Hornets che non riuscendo a tagliar fuori Green concedevano due punti pesanti.

Zeller a 1:41 andava in lunetta mancando un FT mentre sull’altro fronte il serbo smistava per Campazzo la palla del 107-112 ottenuto con una tripla dalla diagonale destra con l’argentino che dopo aver sparacchiato a salve per tutta la partita trovava canestri pesanti nel finale.

A 1:10 Graham in lunetta aggiungeva due punti facendo rientrare i calabroni a un possesso (109-112) ma Charlotte faceva ancora peggio quando Gordon tapinava sé stesso…

Gli Hornets tentavano per ben tre volte sulla stessa azione di segnare da oltre l’arco ma non prendendo realmente buoni tiri con Graham, Rozier e P.J. tutti a vuoto così a :23.8 Ball doveva ricorrere al fallo su Jokic che chiudeva la partita in lunetta anche se Graham a :06.3 realizzava con la tripla il suo season high.

112-116, due FT splittati per Denver chiudevano la partita sul 112-117.

LaMelo Ball: 5

5 pt. (1/9), 12 rimbalzi, 7 assist, -1 in +/-. 5 TO. Il primo curioso caso che mi mette in difficoltà sull’assegnazione del voto riguarda LaMelo Ball. Sicuramente nervoso in serata lo si nota dalle proteste e dalla strattonata – più o meno voluta – a un pantalone di un arbitro dopo un fallo subito in entrata. 12 rimbalzi sono tanti ma anche un mancato tagliafuori pesante nel finale su Green. 7 assist ma anche troppe palle perse, ben 5, banali per lui che si fa togliere la sfera anche dal palleggio. Non è in forma completa e probabilmente sente la pressione di portare Charlotte ai PO e vincere il ROY o ROTY, infatti, il suo tiro parte spesso da una situazione di deconcentrazione (basti vedere il primo dei due FT splittati). Un solo canestro in serata con troppi errori al tiro e uno 0/3 da fuori.

Terry Rozier: 6,5

21 pt. (8/18), 3 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata, -12 in +/-. 2 TO. Spinge per un po’ la squadra ma stasera è solo un 2/8 da oltre l’arco. Un paio di bombe mancate in momenti importanti ma si rifà ad esempio recuperando un rimbalzo e servendo al volo Graham in angolo per la tripla nell’ultimo quarto. La difesa (quando è accoppiato) s Porter Jr. non sempre è quella fatta della sua pasta. In piena media punti personale, oltre a 3 FT generosi, mi piace il suo canestro rompendo il raddoppio.

Jalen McDaniels: 6,5

15 pt. (7/9), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, -4 in +/-. 1 TO in 24.44. Parte male in difesa mentre in attacco sostiene tra un assist per Rozier e diversi canestri la squadra nel diluvio. Sostituito da Caleb martin che non pare dare esiti migliori sul piano difensivo, rientra giocando forse meno del previsto ma il contagocce gli fa sprecare poco. Buona anche una tripla da second chance dal lato nell’ultimo periodo.

P.J. Washington: 5

13 pt. (4/16), 11 rimbalzi, 4 assist, 5 rubate, 3 stoppate, -16 in +/-. 2 TO. Secondo caso curioso. Notevole la partita difensiva con 5 steal (ottima la palla deviata dalle mani di Jokic per due punti di Rozier) e tre stoppate (vedere quella su Millsap in avvio ultima frazione) più 11 rimbalzi ma lo 0/9 da tre punti e un 4/16 al tiro sbagliando da fuori e da sotto è pesante. Spreca molte energie concentrandosi in difesa ma allora meglio non esagerare in attacco. Una sua bomba mancata è quella che fa calare il sipario. Peccato perché piace per grinta ma anche lui nel finale sulle second chance da sotto lascia un po’ a desiderare.

Bismack Biyombo: 4

4 pt. (2/4), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata, -24 in +/-. 2 TO in 16:18. Qui nessun caso se non quello nella mente di Borrego che si ostina a far giocare un player ormai ex. Battuto in velocità da Jokic, non gioca moltissimo ma abbastanza da accumulare un plus/minus non invidiabile in relazione ai minuti giocati. Schiacciata veleggiante offerta da Ball e dunk in solitaria regalata da P.J. a parte, finisce con un solo rimbalzo e per appesantire la difesa. Lui è la corazzata preda delle portaerei in volo: obsoleto.

Devonte’ Graham: 7,5

31 pt. (10/19), 4 rimbalzi, 5 assist, +17 in +/-. 1 TO. Rischia di far vincere la partita a Charlotte in un finale infuocato. Lui diventa la Torcia Umana accendendosi soprattutto con fiammate da tre punti (7/14) tra le quali una deep 3 e un tiro volante avvitato agganciando in corsa al palla oltre il difensore. Rientrato dall’infortunio pare essere in forma e se continua così potrebbe essere un aggiunta importante per il finale. Massimo stagionale di punti.

Caleb Martin: 5,5

0 pt. (0/1), -4 in +/- in 6:33. Non lascia tracce se non negative nel poco tempo nel quale viene impiegato. Un errore e close-out troppo distanti.

Cody Zeller: 7

15 pt. (7/9), 10 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, +23 in +/-. 1 TO in 29:24. Più che dignitoso. A confronto di Biyombo sembra Olajuwon, il che è tutto dire… comunque gioca con grinta e buon tocco prendendo anche iniziative vicino canestro come la dunk in corsa del secondo tempo. Finisce in doppia doppia. Non sarà un fenomeno ma ritrascina Charlotte in partita anche se nel finale manca un libero.

Malik Monk: 6

8 pt. (3/6), 4 rimbalzi, 3 assist, -4 in +/-. 3 TO in 17:33. Entra e segna da tre, nel secondo tempo un bel FT jumper avvicina Charlotte al -1 però sono da registrare due TO: su un hand-off e poi una palla rubata da Porter Jr.. Lui lamenta un fallo ma sono comunque due TO troppo ravvicinati. Nel primo tempo un bel lob per P.J. senza penetrare in una partita nella quale fa vedere di continuare a fare un gioco anche di drive and kick andando sul fondo se viene chiuso.

Coach James Borrego: 5,5

Parte con Biyombo ed è un danno. Si fa espellere per proteste sentendo la partita. Involontariamente da una scossa alla squadra che tuttavia non completa l’opera della rimonta.

Matchup key Vs Nuggets

Matchup key game 69, a cura di Filippo Barresi.

Bismack Biyombo Vs Nikola Jokic

Questa notte a Charlotte scenderà sul parquet uno dei giocatori più in forma della lega con ambizioni da Most Valuable Player: Nikola Jokic.

La stella dei Nuggets sta trascinando la sua squadra nonostante l’assenza confermata di Jamal Murray fino a fine stagione.

Il compito per la nostra batteria di lunghi sarà veramente arduo ma sarà da questa sfida che si decideranno le sorti della partita.

Possibili svantaggi:

Denver, proprio grazie al serbo, riesce a organizzare una fase offensiva impeccabile fatta di continui movimenti e tagli a canestro.

La difesa di Charlotte sarà messa sotto costante pressione per tutti i 48 minuti di gara così le assenze di Cody Martin e Miles Bridges in chiave difensiva si faranno sentire.

Possibili vantaggi:

La chiave per provare a infastidire questa squadra sta nel coinvolgere Jokic il più possibile in fase difensiva.

Come risaputo, spesso fa fatica nel difendere sui Pick and Roll ed è proprio qui che LaMelo Ball e Terry Rozier dovranno cercare di utilizzare le sue lacune.

Per tenerlo il più possibile impegnato anche in altre situazioni sarebbe ottimale optare per la concessione di qualche minuto in più a Zeller o Vernon Carey Jr. piuttosto che eccedere con l’eccessivo e superato difensivismo di Biyombo.

“Enemy” vintage

I Denver Nuggets (da Superbasket) del 1989 anticipano MJ sulla “proprietà” di colore.