Game 11 – Charlotte Hornets Vs New York Knicks 109-88

Intro

“La gente si chiede perché” – a parte essere un virgolettato preso dal libro City Game di Pete Axthelm (parla della New York anni ’70 dividendosi tra Knicks e playground), Libro III: Profili da playground capitolo 10, sottotitolo: Le stelle che non ce l’hanno fatta – purtroppo penso che oggi, presi dalla routine e dietro a cose futili questa domanda ce la si ponga un po’ meno o insegua cose poco importanti.

Tutto è preso con un certo fatalismo, di quello “non buono” ma il segreto per evolvere è porsi delle domande mettendo in discussione le proprie certezze, scoprire e verificare in sostanza.

Per i ragazzi neri dei ghetti newyorchesi dopo il 1964 si fece più dura poiché dopo una rissa per il titolo dei licei pubblici (game tra Boys High School di Brooklyn e Benjamin Franklin di Harlem) avvenuta al Garden, il Madison fu chiuso a queste manifestazioni togliendo ai tanti buoni giocatori di colore la loro vetrina.

Per un giocatore che ce la fa, tantissimi altri non ce la fanno e a parte le “quote nere” (molte squadre all’epoca limitavano il numero di giocatori di colore), Sonny Johnson dal playground dell’epoca ci descrive la situazione:

Charlotte e New York – oggi – sono due team che si stanno chiedendo in quale direzione stanno andando, nonostante le abissali diversità in fatto di mercato, pubblico, appeal e storia, le due franchigie sono accomunate oggi da un buon inizio di stagione che fa meglio sperare per il futuro di due team che vorrebbero lasciarsi alle spalle le recenti passate stagioni.

Dopo anni bui, farcela (arrivare oltre quota .500 qualificandosi per i PO) con i pronostici ampiamente contrari, rappresenterebbe una rivincita come quelle sei ragazzi dei playground che non hanno avuto la fortuna di passare professionisti nonostante il talento.

Il momento dello scontro tra i due team non è l’ideale ma chi vince potrà continuare a sognare, per l’altro team non ci sarà bisogno di deprimersi ma bisognerà continuare a giocare sugli stessi livelli espressi in precedenza.

Analisi

Swarming defense, “il segreto” di Charlotte per vincere la partita.

La squadra di casa parte maggiormente convinta, New York sbaglia piano partita cercando di tirare molto da fuori ma troppi tiri non entrano e il potenziale maggiore degli arancio-blu nel mezzo rimane inespresso.

Quando New York prova ad alternare qualcosa saltano spesso i collegamenti; troppe palle perse dalla squadra di Thibodeau, troppo bravi gli Hornets a essere agili, veloci a intercettare palloni o a far sbagliare gli avversari.

L’intensità e il posizionamento per colpire difesa/attacco fanno una prima differenza.

A parte la fine del primo e l’inizio de secondo quarto, gli Hornets in attacco sono un meccanismo che gira a meraviglia in serata: un primo tempo no di Ball è compensato da un intelligente Hayward che tocca 28 punti recuperando numerosi FT.

New York rimane in partita un tempo poi prova a rimanere attaccata agli Hornets grazie alle triple ma l’elastico si allontanerà progressivamente per un Thibodeau un po’ frustrato in serata.

Divario ampio, Charlotte gioca bene e le va quasi tutto bene, a NYK gira un po’ storta ma gioca male le sue possibilità.

Buona fortuna a New York, Charlotte intanto vince la quarta partita consecutiva con merito e va sul 6-5, un record positivo che non capitava da un anno e due mesi…

Charlotte ha tirato con il 48,7% dal campo contro il 39,1% avversario con percentuali da tre del 40,6% contro il 24,3% newyorchese.

Meno tiri liberi per New York (11/17) per il 64,7% contro il 20/23 degli Hornets (87,0%).

26-20 negli assist, 8-6 sia nelle rubate che nelle stoppate, 10-16 nei TO, unica nota “negativa”, i parte l’altra faccia della medaglia della small-ball, il 37-49 a rimbalzo con ben 17 off. rebound non sfruttati a dovere dagli ospiti che hanno colpito qualche volta in fast break.

34 pt. di Hayward, 19 di Graham con 7 assist mentre New York ha chiuso con 6 giocatori in doppia cifra della corta rotazione decisa da Thibodeau (8 player): Kevin Knox II a 19 pt., Payton 15 pt. Rivers 13, Robinson 12 pt. e 11 rimbalzi, Barrett e Randle chiudono con 11 punti a testa.

La partita

I quintetti:

1° quarto:

Inizio lanciato da parte di Charlotte che al primo possesso (palla a due vinta da Biyombo) faceva centro con un appoggio glass/rim di P.J. Washington.

Una steal di Rozier non consentiva a New York di tirare e il fallo di Payton andava sotto esame clear path ma NYK se la cavava.

Non andava così bene alla squadra di Thibodeau quando lasciava spazio a Rozier dalla sua mattonella diag. sx: 5-0 al quale seguiva un assist di Graham per P.J,. che dall’angolo sx lasciava partire il dardo da tre che mandava sull’8-0 l partita.

Su una rimessa dal fondo opposto NYK perdeva sotto canestro Hayward che – a 9:01 – realizzando il 10-0 costringeva Thibodeau a chiamare un time-out.

NYK sbagliava ancora un paio di triple ma sulla seconda la terna rilevava un tocco falloso di Rozier su Randle che portava a casa i primi tre punti arancio-blu dalla lunetta.

Le iniziative continue in drive degli Hornets portavano P.J. in lunetta a 8:10 per un ½ seguito da altri due punti ospiti che vedevano entrare Ball a 7:32 ma il successivo canestro era firmato da Graham che poggiava sulla destra del vetro la palla con perfetta angolazione per realizzare e battere il raddoppio e la stoppata di Robinson.

Un mid range di Graham ed era 15-5 con il nostro play abile nel recuperare anche un pallone in difesa favorendo due FT di Hayward lesto ad attaccare il transizione.

Ottenuto il +12 arrivava anche il +14 con l’ex Celtics lasciato comodamente tirare dal pitturato.

Parziale di 8-0 e secondo time-out per i newyorchesi a 5:55 che al rientro segnavano con un mezzo difficile reverse di Rivers.

Dopo l’attacco al ferro vincente di Hayward il punteggio girava sul 21-7 con un 8/11 dal campo per Charlotte e un 2/11 per NYK che girava spesso al largo.

Le cose miglioravano però rapidamente per gli ospiti che segnavano con un turnaround di Randle, Graham rendeva pan per focaccia con un bel floater ma Ball andava a vuoto due volte e Randle al vetro realizzava il 23-14.

Caleb Martin era una delle ultime risposte continuative di Charlotte con la bomba da destra era imitato poco più tardi da Hayward in uscita da un blocco in angolo a sx per un catch n’shoot vincente: 29-14.

Un baseball pass per Hayward che sulla linea di fondo destra si girava e metteva dentro il tiro pur contrastato erano il momentaneo canto del cigno degli Hornets giunti sul +17.

I cambi delle due squadre favorivano gli ospiti più bravi a realizzare: Knox metteva dentro due triple e nel finale un’altra per mano di Rivers su Bridges portava la situazione sul 31-25.

Gordon Hayward va a schiacciare una slam dunk bimane in entrata su Noel. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

A poco serviva il libero di Rozier a segno dopo 35 secondi, New York rimontava con Noel in reverse layup su P.J. Washington anche se Hayward, pur con il suo passo sincopato guadagnava e realizzava due FT a 10:50.

Barrett andava a 0/4 ma Knox con altri tre punti diretti riduceva il gap a soli due punti e a 8:59 Borrego chiedeva il time-out.

Dopo 20 secondi, su una triangolazione del team di casa, Hayward – ricevendo un fast pass di Biz dalla linea di fondo – metteva dentro una due mani in corsa resistendo al fallo di Noel in tentativo di stoppata.

Two and one per il +5 (37-32) ma l’alley-oop di Noel e la prima palla persa degli Hornets in partita consentivano a Knox di appoggiare il -1 in transizione.

Cody Martin sbagliava da fuori e Barrett realizzava così il +1 NYK era servito anche perché Charlotte continuava a sbagliare tiri (LaMelo da tre e Biz di sinistra in schiacciata) andando sull’1/8.

Cody Martin però intercettando un passaggio di Noel correva in transizione: altro fallo del centro e two and one a segno per il 40-38 a 6:12.

Allungava in floater Graham a 5:31 ma subiva anche la tripla di Knox poi Graham falliva da tre così come Knox che marcato da Cody Martin si trovava di fronte a un osso più duro da battere.
Fallo di Robinson su Hayward e Thibodeau (non contento anche per la rimessa appena invertita dalla Signora Natalie Sago che fischiava anche questo contatto) prendeva un tecnico convinto di esser torturato.

Hayward realizzava un perfetto 3/3 (con un canestro annullato poiché tirato mentre arrivava il tecnico), Quickley perdeva palla (1-9 TO) e dopo uno scambio Hayward/Payton da 2 pt. a testa arrivavano altri due liberi per Gordon che era infallibile a gioco fermo.

Devonte’ poi era lesto a frapporsi su un breve passaggio orizzontale per iniziare l’azione così sulla rubata andava a segno facilmente per il 51-43.

Entrata di Payton su P.J., seconda palla persa di Charlotte con Robinson a colpire in transizione ma a 1:06 Hayward proseguiva la sua bella partita battendo un colpo da tre dall’angolo sinistro e Miles con un open 3 portava sul +10 Charlotte prima che il solito Knox colpisse da fuori portando all’intervallo i suoi punti a 17 e il risultato sul 57-47.

3° quarto:

Buona partenza di Charlotte nella ripresa con la stoppata di Hayward su Randle e la schiacciata tagliata di Biyombo a 10:51.

Il primo canestro per la Grande Mela lo segnava Rivers da fuori ma un passaggio di Hayward proveniente da destra per l’accorrente P.J. nel mezzo generava due liberi a 9:46.

Thibodeau non era contento ma come commentava Dell Curry:“ogni sera non è contento”, cosa comune comunque a molti coach e giocatori.

2/2 sacrosanto contrastato da un successivo alley-oop morbido di Robinson che sulla linea di fondo andava alto alle spalle della difesa bianca.

Off-balance di Rozier a 9:08, Charlotte tentava di strappare con la tripla piedi a terra di Graham che a 8:46 mandava sul 66-57 il tabellone ma Barrett rispondeva con due punti dalla linea di fono destra.

Bel passaggio schiacciato diagonale – sempre dalla bsl – di Biz per Hayward che a diagonale invertita formava un < per raggiungere l’appuntamento con la palla e depositare il suoi trentesimo punto.

Hayward con Rivers andava in area usando il fisico, due facili in un evidente mismatch.

Ritmo tribale in palleggio per Rozier che sul proseguo dell’azione vanificava con un floater distanziante la buona difesa di Barrett.

I Knicks sbagliavano troppi tiri aperti (Quickley, Rivers) e LaMelo in allungo in entrata da sinistra trovava il suo primo bucket: 74-62.

Se anche all’interno New York non trovava la via del canestro (Biz fronteggiava e stoppava Randle nel pitturato) la partita era segnata anche se Rivers dopo un paio d’errori andava con la bomba oltre Ball e Barrett anticipava a rimbalzo offensivo P.J. per mettere dentro in qualche maniera con un tocco volante in gancio.

74-67 che non metteva paura perché Graham segnava un FT a 1:35 e LaMelo togliendo palla a Barrett ci riportava sul +10, punti che divenivano una dozzina ancora grazie alla buona difesa: palla intercettata di Graham, passaggio di LaMelo in transizione, dunk affondata di destro by Caleb Martin (79-67).

Graham in ritmo tirava su dal palleggio la tripla del +14 a :02.3 dalla terza luce rossa e si andava a riposo convinti di avere buone chance di vittoria.

Caleb Martin in schiacciata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

La partita Charlotte la risolveva subito: una delle tante incursioni verticali di Miles era assistita bene da Graham, dunk del nostro numero zero easy.

Rivers ai 24 riusciva a tirare colpendo il ferro, rimbalzo offensivo, New York orchestrava un’altra azione ma non prendeva il tiro facendo scader palla nelle mani proprio dello stesso Austin.

Knox in entrata era respinto da P.J. in terza battuta con una block da pallavolo ma sulla rimessa Knox trovava il passaggio millimetrico per l’alley-oop di Robinson (84-70).

Altro passaggio perfetto di Graham per Hayward che in back-door sorprendeva gli arancio-blu.

I Knicks chiedevano i passi di Graham, fuori controllo dopo un tocco su di lui, nessun fischio, palla spedita all’indietro sulla top of the key dove P.J. ringraziava aggiungendo tre punti a 9:13.

Un paio di palle perse di Hayward costringevano Borrego al time-out a 7:34.

I Knicks, tornati sul -12 però erano respinti da un long 3 di Rozier seguito da quello di LaMelo a 6:44, due frecce avvelenate che mandavano al massimo vantaggio i Calabroni (+18, 95-77) e chiudevano una partita con qualche scorcio inutile di nervosismo nel finale con Biz spinto e graffiato da Robinson dopo aver subito un fallo dal congolese.

Payton metteva dentro 5 punti di fila ma Ball con lo sleep screen pick and roll forniva materiale per due altre mazzate indisturbate del rollante Miles che puntellava il suo score con la tripla dall’angolo destro del 109-88 che chiudeva la partita.

Devonte’ Graham: 7,5

19 pt. (7/15),2 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate, +12 in +/-. 1 TO. Parte subito bene con alcuni punti, trova la tripla poco prima della sirena del terzo e nel quarto periodo con diversi assist smarcanti aiuta a mantenere il vantaggio senza patemi. Brillante per tutta la partita difetta ancora un po’ nel tiro da fuori e nei close-out visto che all’inizio soffre Knox ma ha mani veloci e compie due steal da giocatore molto rapido e sveglio.

Terry Rozier: 7

12 pt. (4/8), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, +16 in +/-. 2 TO. Forse l’amico Matteo lo definirebbe “ignorante” perché Scary Terry in attacco spara tutto quello che gli concedono ma l’accezione dell’aggettivo può anche essere positiva (alla Basile e i suoi tiri ignoranti). Ne sfodera uno con i Knicks in rimonta nell’ultimo quarto: deep 3 che gli riesce a tutti a casa. Giocatore dal palleggio con ritmo tribale, se non batte l’avversario a volte può decider di sfidarlo al tiro in qualche maniera ed è così che si inventa un jumper prima e mette un canestro – in floater – poi su RJ Barrett. Buona difesa.

Gordon Hayward: 8

34 pt. (11/17), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata, +25 in +/-. 3 TO. Giocatore di carature/qualità superiore e si vede anche se va a rilento ad attaccare il ferro. A parte qualche tiro preso al volo si nota che è un giocatore navigato e utile in ogni campo. Punti soprattutto (arrivano con facilità e in diverse modalità, spettacolare dunk a due mani resistendo a Noel) ma anche assist e difesa.

P.J. Washington: 6

13 pt. (4/11), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, +17 in +/-. 1 TO. Va un po’ su e giù durante la partita. Qualche volta si fa anticipare da centro ma piedi a terra è sul pezzo. Il primo canestro della partita è suo in entrata attaccando in drive per mettere un banker. Deciso, entra con il piglio giusto, in qualche circostanza potrebbe far meglio ma si rende utile. Infila due triple e un ¾ ai liberi che si guadagna.

Bismack Biyombo: 6,5

2 pt. (1/2), 3 rimbalzi, 2 assist, 3 stoppate, +11 in +/-. 1 TO. Statistiche basse per i 25:20 in campo ma Biz è l’opzione di rottura e l’ultima per qualità offensiva. Probabilmente pochi rimbalzi ma contribuisce a far girare al largo i pericolosi lunghi dei Knicks, stoppa Randle nel pitturato e chiude con tre stoppate più una spinta dello stesso Randle che nel finale lo graffia dopo aver subito un fallo dal congolese con gli Hornets che ottengono anche un tecnico. Prezioso aiuto tattico. Bello il passaggio schiacciato che innesca Hayward.

Miles Bridges: 6,5

13 pt. (5/6), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate, +11 in +/-. Micidiali gli inserimenti nel finale con pick and roll, schiaccia tre volte, la metà delle dunk della squadra. Spreca poco e da una mano alla squadra. A parte la tripla aperta del primo tempo si vede molto nel finale con una stoppate e una tripla a chiudere il match oltre alle citate dunk.

LaMelo Ball: 7

8 pt. (3/13), 14 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate, 1 stoppata, +4 in +/-. 1 TO. Primo tempo incolore (l’avevo scritto non avrebbe potuto sempre essere il giocatore della scorsa partita) con tiro incerto e una stoppata subita poi nel secondo realizza canestri (primo canestro per i 74 di Charlotte) che aiutano i Calabroni a mantenere sicure le distanze. Mani veloci (3 steal), tanti rimbalzi, 7 assist alcuni dei quali con marchio di fabbrica. Niente doppia doppia, si ferma a 8 punti, sarebbero 10 perché un pallone respinto chiaramente in goaltending non viene ingiustamente considerato.

Caleb Martin: 6,5

5 pt. (2/3), 2 assist, -2 in +/-. La bocca da fuoco segreta degli Hornets colpisce un paio di volte in serata e fornisce anche due assist oltre che apporto difensivo. 14:49 min., non sono male.

Cody Martin: 6

3 pt. (1/3), 2 rimbalzi, 1 assist, +2 in +/-. 1 TO in 6:20. Gioca poco segna un canestro e un libero. Non mi convince molto in difesa ma cattura due rimbalzi (uno offensivo) e fornisce un assist. Pur sbagliando due triple una sufficienza può essere considerata corretta.

Nick Richards: s.v.

Tornato presto dallo stop per Covid 19 gioca 1:21 ma con tabellino sterile a una serie di zeri infinita, quasi un linguaggio binario. L’importante è che si sia ripreso. Alla prossima.

Vernon Carey Jr.: s.v.

0 pt. (0/0). Tabellino immacolato per Vernon che gioca gli ultimi 1:21 ma giusto per respirare l’aria del parquet.

Jalen McDaniels: s.v.

0 pt. (0/0). Chi l’ha visto? Vedi sopra.

Coach James Borrego: 7,5

Il rimbalzo difensivo è la pecca ma il materiale è quello che è, lui gioca sul filo del rasoio e contro i Knicks con la small ball e ha ragione. Riesce a imbavagliarli grazie alla rapidità difensiva di una zona che manda in tilt gli ospiti, complice anche la serata storta al tiro degli avversari. Time-out corretti, altra bella prestazione difesa-attacco.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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