Classifica a Est il 4/4/2017

Dall’articolo analisi di qualche tempo fa, riguardante la situazione delle aspiranti ai playoffs qualcosa è mutato.

Alcune squadre sono a un passo dalla qualificazione; Milwaukee (40-37) si è avvantaggiata ma avrà un finale composta da 4 partite in trasferta e una casalinga (contro di noi), Atlanta (39-38) con un paio di vittorie sembrava essersi messa al riparo ma la prossima contro Boston e le successive due contro Cleveland più gli scontri diretti con Hornets e Pacers la rendono traballante come Milwaukee.

Dietro di loro i Bulls (38-39), dopo il passo falso con  Philadelphia hanno invertito completamente la rotta presentandosi come squadra in forma e seria candidata per la post season, sebbene  sembrassero un team in crisi, ora avranno un calendario in discesa composto da avversarie più propense a tankare che a metter i bastoni tra le ruote, anche se la sorpresa di giornata in questa NBA può sempre saltar fuori.

Miami e Indiana (37-40) invece sono due squadre leggermente in crisi di risultati.

Gli Heat se la vedranno nelle prime ore dopodomani notte a Charlotte in uno scontro diretto importantissimo che potrebbe  risultare determinante in caso di parità tra le due squadre. Dovessero perdere, andrebbero sotto 1-3 nella serie e in caso di parità gli Hornets avrebbero la meglio. Il calendario poi non è dei migliori e la lunga risalita di questi mesi potrebbe non bastare a Miami, finita senza carburante e giocatori nelle ultime battute, poco prima di tagliare il traguardo, anche se Whiteside e Dragic son scesi a spingere. C’è però il terzo incomodo rappresentato dagli Indiana Pacers, sconfitti dopo due OT di resistenza a Cleveland nonostante un Paul George eroico nei supplementari ora sono finiti fuori dalla sottile linea rossa che delimita le partecipanti ai playoffs. Dopo la partita contro i Raptors, non facile, avranno due scontri diretti e due trasferte abbordabili (Magic e 76ers) nel mezzo, quindi avranno altre possibilità di rientrare nelle otto partecipanti.

Charlotte (36-41) ha vinto le ultime tre (superando Detroit che vedo tagliata ormai fuori dalla lotta anche per come sta giocando e perdendo i finali), a Toronto e in casa contro Denver con due comeback strepitosi nell’ultimo quarto, andando anche incredibilmente a vincere a Oklahoma City si è rimessa in carreggiata. Le 5 partite rimaste saranno tutte delle finali. Sfortunata, mente dopo quella di questa notte con Washington si avrà il back to back con Miami, bisognerà vedere se si avranno possibilità di vittoria a Washington. I Wizards arrivano da tre sconfitte consecutive ma in casa hanno uno dei migliori record della Lega dopo il primo paio di team a Est e a Ovest. Charlotte però sta spingendo, è in un buon momento di forma e la testa aiuta nel recupero. Per superare Miami potrebbe bastare la W nello scontro diretto, ma per agguantare Indy servirebbe anche la vittoria nella capitale.

La battaglia è aperta, questa è la situazione:

 

Altre notizie, non inerenti al giocato, arrivano dal fronte assistenti dei coach dove Patrick Ewing è tornato al suo vecchio amore Georgetown. Sarà lui il nuovo allenatore della squadra di basket che da giovane, nei primi anni ’80, l’aveva lanciato nella NBA. Gli Hornets perdono un altro tassello di quell’entourage da Space Jam che vedeva figurare precedentemente anche Mark Price (ex giocatore che aiutò anche MKG a migliorare il suo tiro). Buona fortuna quindi a Ewing.

http://www.cbssports.com/college-basketball/news/georgetown-basketball-hires-patrick-ewing-as-new-head-coach/

In ultimo, il Congresso statale della North Carolina, dove i Repubblicani detengono la maggioranza, ma il governatore è un democratico (Roy Cooper installatosi sconfiggendo il Repubblicano Pat McCrory alle scorse elezioni datate 8 novembre), ha raggiunto un accordo per abrogare la legge statale approvata nel marzo 2016, la famosa controversa legge sui bagni da utilizzare per le persone gay, transgender o che comunque hanno cambiato sesso dalla nascita. A dicembre il nuovo governatore aveva chiesto al Congresso statale di cancellare la legge, inutilmente. Ora pare esser stato raggiunto un compromesso che ha qualche problematica, non è perfetto secondo il popolo LGBTI e soprattutto ha dei limiti temporali. Cooper ha affermato che si tratta di un risultato perfetto ma che comunque inizia a smuovere le acque «cominciando a riparare la nostra reputazione». Aggiungerei io che si tratta di una mossa per cercar di non far perdere mercato allo Stato, giacché, come si evince dal post sottostante, non solo gli Hornets persero la loro Gara delle Stelle, ma anche altre attività subirono cancellazioni, in più numerose ditte, minacciando di non investir più lì in futuro, hanno sicuramente influito sul ritorno al compromesso della scelta dei Repubblicani.

“Il Post” sottolinea che:
“La legge aveva causato gravi danni economici al North Carolina, per i boicottaggi che aveva provocato sia all’interno che dall’esterno dello stato: la NBA – la National Basketball Association, la principale lega professionistica di basket in Nord America – aveva annunciato per esempio che non avrebbe organizzato più l’All Star Game del 2017 a Charlotte.
Negli ultimi mesi erano stati cancellati altri eventi: ad aprile Bruce Springsteen aveva cancellato un concerto a Greensboro, il capoluogo della contea di Guilford; poi era stata la volta dei Pearl Jam, di Ringo Starr e del Cirque du Soleil.
Le proteste avevano coinvolto anche diverse aziende, tra cui PayPal e American Airlines, Facebook e Google, la cui divisione di investimenti aveva detto che non avrebbe finanziato nessuna società del North Carolina finché la legge non fosse stata abrogata.
L’agenzia di stampa Associated Press ha di recente pubblicato un’analisi in cui si stima che la legge avrebbe causato al North Carolina perdite superiori ai 3,7 miliardi di dollari nei prossimi 12 anni.”
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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