Game 77: Charlotte Hornets @ Oklahoma City Thunder 113-101

 
AmletHornets
 
Lo spettro che si aggira attorno al castello (di certezze crollate) costruito dagli Hornets in prestagione, torna a ripresentarsi a ogni ora della tenebra nella quale vanno in scena i Calabroni. L’amletico dubbio è simile all’agire al non agire che lacera la mente del pallido Principe di Danimarca (Amleto) shakespeariano, il quale, dilaniato dal dilemma sulla giusta o sbagliata vendetta suggerita dallo spirito del padre (riassunta in poche righe… lo zio Claudio uccide il padre, legittimo sovrano detentore del trono di Danimarca per prendere in mano le sorti del regno e avere come consorte Gertrude, madre di Amleto, Regina ed ex moglie del re che sotto forma di spirito chiede aiuto al figlio per vendicarsi) s’intristisce procrastinando l’azione filosofeggiando, spostando così l’azione su riflessioni più dense quali la caducità della vita, i valori (amicizia, tradimento), convenzioni sociali (ipocrisia, gerarchia), le emozioni, ecc., creando così un capolavoro dalle molteplici letture, discordanti a seconda dell’interpretazione del lettore.
Mi si perdoni dunque il paragone se “futilmente” l’accostamento spontaneo veniva da se: “tankare o non tankare” per gli Hornets era il nobile problema dopo la sconfitta con i Pacers a Indianapolis.
Gli Hornets tuttavia, trascinati dalla volontà e dal destino, hanno messo da parte in maniera lampante i dubbi sull’azione, ritrovando certezze personali e provando a inseguire i playoffs, le incertezze sul futuro rimangono e per dare credibilità nel portare a termine il progetto playoffs si aveva bisogno di una vittoria tra OKC e Washington prima dello scontro diretto con Miami. Ebbene, eccola subito arrivare, insperata e bella, fulgida e schiacciante.
Gli Hornets giocando una delle migliori partite durante la stagione hanno combattuto una partita che ha visto le due squadre perder molti palloni; 16 Charlotte, 24 i Thunder.
Percentuali simili dal campo, ancora una volta dalla lunetta Charlotte trae beneficio rispetto agli avversari con un 28/32 contro gli 11/12 dei Thunder.
18 le rubate di Charlotte contro le 10 dei Thunder che hanno avuto un Westbrook in tripla doppia con 40 pt., 13 rimbalzi e 10 assist ma non con cifre dal campo eclatanti, in più le 8 palle perse non pone questa sua prestazione tra le migliori, ben controllato da MKG, del quale si è sentita a mancanza quando è rimasto fuori dal campo.
Oladipo con 19 e Roberson sono gli altri unici due Thunder finiti in doppia cifra giacché Westbrook ha accentrato troppo il gioco.
Sugli altri parquet che c’interessavano Atlanta ha finito per perdere a Brooklyn 91-82, Milwaukee ha ceduto in casa contro Dallas 105-109, Chicago è passata a New Orleans 117-110, Denver è passata a Miami 116-113 mentre i Cavaliers in questo momento si trovano al supplementare (104-104) contro i Pacers pur giocando in casa.
 
Gli Hornets in viola con; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e Zeller accettavano la sfida del Tuono che lampeggiava minaccioso alla Chesapeake Arena in divisa arancio con i cinque scelti da Donovan da contrapporre: Westbrook, Oladipo, Roberson, T. Gibson e S. Adams.

Michael Kidd-Gilchrist, 16 punti e una buona difesa su Westbrook, qui contro Kanter a canestro. 2017 NBAE (Photo by Layne Murdoch Sr./NBAE via Getty Images)

 
Il primo pallone, grazie ad Adams, era controllato dai Thunder, i quali non riuscendo a sfondare con Westbrook, ben controllato da MKG, ci provavano con Oladipo ai 24 senza successo. Charlotte ci provava successivamente due volte da oltre l’arco grazie a un recupero, ma Walker e Williams fuori misura lasciavano inalterato in punteggio, tuttavia a sbloccarlo ci pensava Adams in schiacciata servito da Gibson con la rotazione degli Hornets incapace di tornare sotto canestro se Zeller dovendo abbandonare l’uomo per opporsi al passatore era costretto alla scelta più ovvia.
Un fallo su di un tiro effettuato da MKG (autore Oladipo) mandava in lunetta la nostra ala piccola a 10:27, brava a pareggiare.
Un probabile fallo su Zeller in schiacciata ad abbassare il canestro non era chiamato, transizione per Gibson e due punti abbastanza facili per riportar sopra gli arancioni che tuttavia andavano sotto grazie alla tripla di Walker dalla diagonale sinistra.
Tornavano sopra di uno i ragazzi di Donovan ma a 8:18 Cody andava alla conclusione in schiacciata; un braccio di Adams sulla sua spalla non gli consentiva di finalizzare l’azione nata da una sua infilata frontale con assist dai tempi perfetti di Batum dalla sinistra.
I due liberi del nostro forse imperfettibile centro (in questa specialità) erano splittati ma consentivano agli Hornets di guadagnar la parità a quota 6.
I Thunder però passavano all’azione e su fulminea entrata Roberson posterizzava Williams con la schiacciata alla Fortebraccio.
Charlotte andava a vuoto venendo colpita da un fulmine da oltre l’arco di Oladipo che dalla diagonale sinistra realizzava il 6-11 prima che altri due punti di Gibson da sotto costringessero Clifford a chiamare time-out con degli Hornets non malvagi ma fuori ritmo, un po’ sfortunati.
Al rientro Batum si presentava realizzando una tripla, Walker rubava un pallone indirizzato ad Adams, poi era il floater di Marvin a riavvicinare i due team ma Westbrook, fin lì ben controllato da MKG calava il tre di denari portando lo scoreboard sull’11-16.
Un fallo di Adams su Zeller consentiva a Cody di raggiunger la lunetta, luogo dal quale partivano i due tiri che innalzavano lo score personale di due punti, Batum con un crossover e una drive dalla destra giungeva fino a canestro per andare leggiadramente a schiacciare.
Era sempre Batum in versione assist man a passare in diagonale dall’esterno destro verso il pitturato a MKG, bravo a farsi trovare all’appuntamento senza sgherri di OKC a difesa intorno al canestro.
Il canestro consentiva il sorpasso (17-16) agli Hornets ma uno dei classici irresistibili appoggi di Westbrook faceva tornar avanti i padroni di casa.
Kaminsky non era dell’idea di lasciarli avanti e tentava un tiro da tre punti che infilandosi contribuiva al saliscendi tra i due team (20-18).
Erano ancora Russsell e Frank a portare due punti per i rispettivi team facendo salire il punteggio sul 22-20, poi entrava in scena Marco, il quale scambiando posizione con Walker che nel frattempo a distanza gli cedeva palla sulla sinistra, viaggiava verso l’esterno mentre Marco entrando dalla mancina batteva la difesa dei Thunder in drive layup shot.
A 1:36 Belinelli subendo fallo sul tentativo da tre punti centrale andava in lunetta a realizzar il 27-20.
Roberts contribuiva allo stacco in entrata frontale con leggera esitazione realizzando il 29-20.
A bloccare il parziale dei viola era Oladipo dalla lunetta (fallo di Plumlee) ma un’altra dribble drive di Belinelli un po’ fuori equilibrio sull’appoggio, consentiva agli Hornets di chiudere il primo quarto sul 31-22.

Kemba Walker contro Kanter in sospensione.
Il capitano finirà con 29 punti complice il 3/4 da oltre l’arco.
2017 NBAE (Photo by Layne Murdoch Sr./NBAE via Getty Images)

Clifford come il suo solito schierava la panchina a inizio secondo, dopo un minuto e sei secondi si sbloccava il punteggio del secondo; era Kaminsky a esplodere una tripla che mandava i teal & purple sul +12.
Sabonis replicava da tre e un dragster Oladipo in coast to coast a 10:14 segnava in appoggio toccato da Frank.
Giocata da tre punti per il -6 (34-28).
I Thunder in attacco tentavano con Oladipo d’aprire verso l’angolo destro ma Lamb ben posizionato, in allungo rubava a metà strada la sfera, transizione, running dunk con doppio danno arrecato alla sua squadra da parte di Oladipo che toccava Jeremy sulla schiacciata finendo per fargli realizzare tre punti.
Dall’altra parte Sabonis in area si girava di spalle a canestro per sfuggire a Roberts, la palla gli sfuggiva in un secondo tempo finendo in aria, incredibilmente e sfortunatamente per gli Hornets ricadendo dentro il cesto, faceva guadagnar due punti ai Thunder. Una giocata da tre punti di Westrbrook per il 37-33 rimetteva le cose alla luce della normalità con uno scarto meno marcato ma proprio un altro turnover del numero 0 dei Thunder consentiva poi a Roberts di piazzare due punti con un lungo jumper frontale (7:34).
Grant dall’angolo destro con una bomba ispirava la rimonta (39-36), anche perché un passaggio nell’angolo sinistro di Belinelli per MKG non era ben afferrato dal numero 14 che lasciandolo uscir riconsegnava la sfera ai Thunder.
MKG deviava un pallone a Westbrook ma Frank emetteva un tiraccio da tre punti, Marvin commetteva passi, finiva così per schiacciare Roberson trovato da Westbrook (abbattendo MKG in maniera irregolare) sotto canestro.
Sul 39-38 a 5:40 Kemba, sulla pressione del difensore entrava leggermente in off-balance sulla tripla già decisa, l’esito era quello sperato o atteso, tre punti e Hornets nuovamente a distanza di sicurezza.
MKG si rifaceva subendo fallo da Grant; 2/2, Hornets sulle ali dell’entusiasmo anche con Roberts e il suo scoop in entrata e con Frank, il quale cercando il contatto con il difensore sul tiro lo trovava.
Due FT, Hornets sul 46-40.
A 4:30 Adams mancava un tiro dal cuore dell’area, Westbrook come un falco sul rimbalzo prendeva il possesso guadagnando anche due liberi successivamente trasformati.
Walker segnando tre punti dalla diagonale destra si dimostrava la solita macchina da guerra; una catapulta da tre punti per il 49-42. MKG in difesa costringeva a una palla a due Grant e sempre lui a 3:32 guadagnando due liberi dava il 51-42 alla squadra del North Carolina.
Michael non si limitava quindi solo alla difesa ma anche all’offesa; jumper fuori equilibrio cadendo in avanti da circa l’altezza dei liberi, altri due punti…
Adams sulla linea di fondo sinistra era raddoppiato da MKG, giro e tiro per il kiwi che veniva però stoppato da Zeller a un palmo, transizione chiusa da Walker in reverse layup per il 55-42. Westbrook ne metteva due ma Kemba con il palleggio tambureggiante spostava la sfera sul parquet portando a spasso il difensore, pullup e voilà, altri due punti…
Oladipo e Westbrook sul finire del primo tempo piazzavano una bomba a testa, Batum interrompeva la rimonta con un banker dal colorato finito appunto a tabella andando oltre Adams. Westbrook cercava un altro dei suoi appoggi eleganti con quella felinità imprevedibile; MKG diceva no ma in maniera irregolare, così Russell per guadagnar i due PT era costretto a passar dalla lunetta, rallentando solamente il percorso.
Belinelli tentando un palleggio dietro la schiena faceva rimbalzar palla su Oladipo, contropiede Westbrook/Oladipo e due punti per quest’ultimo.
Finiva quindi 59-54 il primo tempo su un +5 tra l’incerto e il promettente.

Cody Zeller e Adams in uno scontro/incontro cromatico ad alta quota.
2017 NBAE (Photo by Layne Murdoch Sr./NBAE via Getty Images)

 
Dopo la pausa ristoratrice e defaticante, si ricominciava con un punteggio più in equilibrio rispetto allo scatto degli Hornets.
A 11:50 Zeller portava un blocco alto per Batum, poi rollando era servito dal francese, ottima la corsa con schiacciata bimane del nostro centro.
MKG in area cambiava direzione dopo l’arresto, appoggio su Gibson da sotto, Walker a 10:27 con un minimo schermo di Zeller esplodeva la tripla del 66-54 che costringeva Donovan all’immediato time-out.
Al rientro sull’incursione in area, Wesbrook perdeva la maniglia mandando la sfera oltre il fondo contribuendo ai numerosi turnover dei Thunder.
Kemba si accontentava di due punti passando di poco l’arco sul pass di Zeller, Adams faceva viaggiare un lob per Gibson in area, Marvin però interveniva in anticipo nonostante la spinta precedente dell’ex Bulls, in attacco Batum sprecava da tre apertamente ma Westbrook sfidando MKG tentava la tripla più sull’esterno del primo ferro che sul bordo…
Era una transizione con Batum a dare a un MKG bravo a superare sulla destra in corsa anche l’ultimo ostacolo, ad appoggiar due punti d’oro.
Oladipo dalla destra tentava di arrivare a canestro ma in aiuto Marvin Williams spazzava il tentativo della SG avversaria.
Un teardrop di Zeller per il 72-54 era preoccupante per Donovan che chiamava ineluttabilmente un’altra pausa.
Wesbrook in entrata saltava Zeller finendo con uno scoop atletico ma la premiata ditta Walker a 6:11 colpendo ancora da tre aumentava il gap (75-56) a +19.
Westbrook con tre centrali era imitato dalla nostra PG nella realizzazione ma con un punto in meno.
Russell però tornava a far sul serio facendo ricadere nella retina un altro tentativo da oltre l’arco.
MKG percorrendo la linea di fono sinistra era raggiunto da un passaggio intelligente di Batum, non difficile per il nostro numero 14 realizzare.
I Thunder commettevano l’ennesimo turnover, questa vota propiziato da Zeller per poi subir due FT di Walker.
Westbrook nel duello tra PG rispondeva con il solito appoggio e con la terza tripla nel giro di pochi minuti.
Gli Hornets rompevano la monotonia del rientro Thunder con un ½ di Zeller a :33.5.Kanter dall’altra parte pareggiava splittando (manata di Cody sotto canestro per evitare il lungo alzasse palla), poi era Plumlee bravo a rubar un pallone allo stesso Kanter, schermo alto di Miles sulla ripartenza di Lamb che in entrata forzava il tiro con una mano di Kanter sulla palla in fase di alzata; sfera al vetro e ricaduta in retina sul difficile tiro.
Kanter si rifaceva battendo Kaminsky e Plumlee da sotto. Plumlee bloccava la via a Oladipo lasciandogli il fondo, seguendolo recuperava anche palla in tuffo, poi Roberts ci metteva troppo a passare a Plumelee che veniva stoppato da Grant mentre scadevano i 24 secondi.
Finiva così sul +14 il terzo quarto.

Brian Roberts tira oltre Sabonis.
Roberts ha dato un discreto apporto dalla panchina.
2017 NBAE (Photo by Layne Murdoch Sr./NBAE via Getty Images)

 
L’ultimo quarto partiva con un canestro in reverse layup ad opera di Grant al quale rispondeva Kaminsky da sotto dopo aver preso un rimbalzo offensivo.
A 10:39 Frank aggiungeva altri due pt. a referto per lo sgambetto ricevuto mentre in corsa cercava d’arrivar a canestro; giro di lunetta e Hornets sull’88-72.
Quattro punti dei Thunder consigliavano a Clifford di fermare il tempo a 9:35.
Lamb al rientro si prendeva la responsabilità di una sospensione face to face con McDermott, gran tiro e realizzazione, dall’altra parte tuttavia il fantasma di Kanterville continuava a mieter vittime; sfondamento in entrata (tutto legale, con il corpaccione) e due punti per Enes.
Il duello a distanza con Lamb proseguiva.
Jeremy a 8:51 realizzava due punti venendo anche toccato sul tiro; libero supplementare realizzato per il fallo di Christon e +15 (93-78).
Kanter con l’appoggio realizzava ma Lamb tirando da tre sul ferro vedeva sia anello che il plexiglass dare una mano sui bizzarri rimbalzi che inducevano la sfera a entrare nel cesto.
Il lungo dei Thunder ci provava ancora in attacco, ma una difesa ninja degli Hornets composta da una squadra di tre giocatori gli portava via palla, Frank a 7:57 seguendo l’esempio del numero tre, ne metteva appunto in numero perfetto per il 99-80.
Roberts con due punti faceva scavallare quota 100 a Charlotte (101-80) a 7:25 dalla fine.
Sembrerebbe partita stravinta e in ghiaccio, invece una reazione dei Thunder, aiutati dal rumore del pubblico casalingo, riusciva a produrre un divario inferiore (-11), con gli ultimi due palloni persi da Kemba (tentativo di pick and roll con Marvin e palleggio) a portare alle transizioni di Oladipo e Roberson.
Una persa tra Zeller e Batum faceva arrabbiare nuovamente Clifford, per fortuna da tre Westbrook andava a vuoto, mentre dalla parte opposta Zeller, servito da Nic, portava a casa un canestro più realizzazione dalla lunetta.
Westbrook segnava battendo Zeller, ci riprovava poco più tardi, ma questa volta sulla sua strada trovava in aiuto lo stoppatore folle Williams che diceva di no al numero 0 avversario.
Le due PG si rispondevano da oltre l’arco ma il tempo giocava a favore di Charlotte che oltretutto era graziata da un appoggio corto di Russell, il quale probabilmente sperando nel fallo lasciava stampar la palla sul primo ferro, su un recupero di Batum la transizione era chiusa da Marvin a 1:52.
In realtà Williams era fermato da un fallo ma dalla lunetta nessuno poteva disturbarlo, nemmeno i lunghi palloncini gialli sventolati, agitati dai tifosi davanti a lui.
2/2 per il 110-96.
L’ulltimo sussulto si aveva quando MKG uscendo dal blocco con il corpo toccava leggermente Westbrook che saettando da tre dalla diagonale sinistra era aiutato dal ferro che faceva rimbalzare accogliendo la sfera in retina.
Sul tiro libero Russell tentando di sbagliarlo appositamente per prender il rimbalzo, era pescato dagli arbitri in invasione della linea, altrimenti avremmo avuto un altro canestro più fallo.
Dallo scampato pericolo si passava alla lunetta da dove Charlotte chiudeva i conti sul 113-101.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
29 pt. (10/20), 3 rimbalzi, 4 assist, 4 rubate. Perde 4 palloni, un paio nel finale sui quali Clifford si arrabbia un po’. Alla fine mette 3 dei quattro tentativi da tre tentati, la prova è buona, nel complesso anche in difesa se la cava discretamente. Spinge Charlotte con personalità.
 
Batum: 6,5
9 pt. (3/8), 7 rimbalzi, 8 assist, 3 rubate. Il solito problema del tiro compensato con assist per l’attacco, rubate e una sufficiente difesa.
 
Kidd-Gilchrist: 8
16 pt. (5/8), 6 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Secondo me meglio di Walker. Gioca più degli altri Hornets con 35 minuti appiccicandosi al n° 0. Attacco con personalità, difesa… Russell segna 40 punti. Non tutti contro di lui, ma lui lo limita parecchio andandogli a contrastare tiri, sporcandogli linee di passaggio. E’ la prima volta che Westbrook raggiunge una tripla doppia con gli Hornets ma lo fa con un 14/31 dal campo e ben 8 palle perse… Limita i falli a tre e finisce comunque con un +4 di plus/minus. E’ lui che da sprint al primo parziale che distanzia i Calabroni.
 
M. Williams: 6,5
4 pt. (1/6), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Aggiunge due perse alle negatività che sono poche. Il tiro non è assolutamente positivo ma con altre tre stoppate passa di grado con il titolo di “ Impenetrabile passaggio a livello”.
 
C. Zeller: 6,5
11 pt. (3/7), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Inizia non troppo bene, poi ogni tanto torna utile. Gioca un po’ meno degli altri titolari lasciando spazio a Frank e Miles.
 
Belinelli: 6
7 pt. (2/5), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Bene durante la prima rotazione, poi esagera un po’ forzando un tiro, giocando tra lo scarso e il sufficiente. Dalla lunetta è una macchina.
 
Kaminsky: 7
18 pt. (5/9), 2 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Bene al tiro con 3/5 da fuori. In difesa ha una buona fase dove fa muro e densità, con un po’ di verticalità fa errare diverse volte i Thunder nel primo tempo anche se in altre occasioni le sue chiusure son troppo molli. In attacco se continua così sarà un’arma ritrovata.
 
Roberts: 6
6 pt. (3/6), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata in 14 minuti. Sbaglia un paio di triple e perde un pallone in malo modo, però la prova è degna di un secondo play con qualche buona realizzazione che aiuta la panchina in alcuni momenti di difficoltà.
 
Lamb: 7
13 pt. (5/7), 3 rimbalzi, 1 rubata. Ispirato, mette dentro tiri importanti e difficili, per di più in serie e al momento giusto. Più punti che minuti sul terreno.
 
Mil. Plumlee: 6,5
0 pt. (0/1), 1 rimbalzo e 2 rubate in 11 minuti. Non segna punti, viene stoppato da Grant ma in difesa si allunga e porta via due attacchi ai Thunder con tuffo sul parquet in un’occasione. Buona interpretazione difensiva del match.
 
Coach Clifford: 7
Potrebbe essere tardi? Agli Hornets risolvono l’amletico dubbio e pensano di no giocando un bel basket condito da una discreta difesa. Chi vuol vincer lieto sia, dei playoffs non v’è certezza ma siamo sulla buona strada. Tutti i giocatori motivati compesi Roberts, Plumlee e Lamb.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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