Game 21; Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 96-87

Due squadre con tonalità di verde (anche se il teal di Charlotte tende un po’ ormai più sul turchese/azzurro), in clima natalizio, essendo il verde il colore originario del Natale, prima che il mercato e una nota azienda “imponessero” il rosso.
Due squadre scese in campo con quelle tonalità e rimaste un po’ al verde di vittorie quest’anno, si affrontavano nella notte.
A rimanere con i conti in rosso è stata Boston che ha pagato anche il rientro di Michael Kidd-Gilchrist che a Charlotte aspettavano da tempo.

Lance Stephenson festeggia a modo suo un bel canestro.

Lance Stephenson festeggia a modo suo un bel canestro.

La particolarità della notte è che i due fratelli Zeller si affrontavano, oltretutto scendendo in campo come titolari nei rispettivi quintetti che erano composti da:
Rondo, Bradley, Jeff Green, Sullinger e Tyler Zeller per Boston
Walker, Stephenson, Henderson, C. Zeller e Jefferson per Charlotte.

Con MKG tenuto precauzionalmente in panchina per limitarne i minuti al rientro, Boston si portava in vantaggio 0-4 a inizio gara, il primo canestro per gli Hornets era realizzato da Al Jefferson a 10:20, il quale era toccato su uno dei suoi classici movimenti, l’alzata e il tiro in ritmo erano perfetti, il libero invece aveva troppa forza e rimbalzava sulle sponde dell’anello interno finendo fuori.
Stephenson a 10:00 portava la gara sulla parità.
Jeff Green ridava il momentaneo vantaggio a Boston, in attacco Charlotte sbagliava il tiro ma un gran salto di Walker sulla palla vagante dava un’altra possibilità a Charlotte, sfruttata dallo stesso Walker che mandava a bersaglio Zeller fornendogli una palla assist che il lungo chiudeva con un gancetto a 8:37 per il 6-6.
Boston segnava 4 punti ma Walker e i suoi 3 pt. dalla diagonale sinistra riducevano le distanze sino al -1 a 7:11.
Primo vantaggio e fuga Hornets con Zeller con il piazzato per Charlotte, quindi il play degli Hornets passava a Big Al che gli consegnava l’hand-off, Kemba continuava la corsa sulla girando dietro il centro e prendendo la linea di fondo, toccato sulla conclusione da Tyler Zeller.
Ne usciva un gioco da 3 pt. per il 14-10 Charlotte a 6:13.
Dopo un appoggio fallito da Rondo, Walker guidava la transizione fino nella plancia di comando dei Celtics, assist con il perfetto tempismo per Zeller che in corsa segnava il 16-10.
Il libero per il fallo subito dava il +7 ai Calabroni. Un gancio di Green a 3:54 serviva a interrompere la corsa degli Hornets ma non l’inerzia. Kidd-Gilchrist riceveva in corsa un passaggio hand-off, la sua corsa a canestro non veniva fermata nemmeno dal fallo, anzi… il libero guadagnato dava la possibilità ai Calabroni di volare sul 20-12 a 3:36.
Il finale di primo quarto era a vantaggio di Charlotte che manteneva un +6 (22-16) sui Celtics.

Il secondo quarto, con la panchina in campo, non iniziava bene per Charlotte.
Evidenti erano le difficoltà di Biyombo nel tenere il fisico di Bass che segnava due volte, intervallato da un runner di Neal.
Charlotte, avrebbe la possibilità di ridistanziare Boston con 3 tiri liberi guadagnati da Williams per un fallo di Turner su un tentativo dalla grande distanza, ma la PF in maglia teal mandava a bersaglio solo uno dei tre tiri tentati, così, nonostante lo stesso Williams si faccia parzialmente perdonare con una stoppata in difesa, arrivavano 4 punti da Olynyk (in layup e jump shot) per il -1 (27-26).
Un’entrata dal lato destro di Stephenson con giro e tiro in ritmo ridava un margine minimo di vantaggio alla squadra di casa.
Il Leprechaun Thornton però dal lato sinistro segnava un canestro, dando avvisaglie che nelle sue mani magiche c’era dell’oro.
Il pareggio era nell’aria e a 5:22 arrivava con una tripla di Sullinger. Gli Hornets iniziavano ad attaccare in maniera pessima, così due canestri di Rondo (l’ultimo a 2:50) e uno di Tyler Zeller nel mezzo, regalavano a Boston un +6 (32-38).
Solo un’improbabile entrata di MKG contro Green con un tiro fuori equilibrio interrompeva la corsa dei folletti verdi.
Quando il fratello di Zeller, Tyler, riceveva un passaggio da Rondo e segnava in reverse layup appena toccato da MKG, convertendo anche il libero, Boston si trovava al suo massimo vantaggio.
A 1:15 si rivedeva Henderson con un bel tiro per il 38-43, la stessa SF andava poi in difesa a stoppare alla grande Sullinger, dando la possibilità a Charlotte di giocarsi un attacco per riaccorciare.
Walker con due liberi a :48,9 dall’intervallo riportava la situazione sul -3, anche se Rondo con un gran pull up jump shot su Walker segnava il 40-45 che chiuderà il primo tempo.

Charlotte entrava più decisa in campo nel secondo tempo e ci metteva meno di due minuti e mezzo a pareggiare, a 9:49, infatti, con una bella entrata, Lance metteva a referto un gioco da 3 punti per il 47 pari.
Il +5 Boston era già un miraggio. A 7:38 Henderson poteva beneficiare del lavoro in post di Jefferson.
Sullo scarico del centro mandava la palla a spicchi nella retina con una tripla aperta.
Il 54-51, diveniva subito 54-53 con un passaggio in transizione di Rondo per Bradley, che fino a quel momento ne aveva combinate poche di buone.
Mentre Stephenson e Rondo si scambiavano poco amichevoli “buffetti”, la squadra del North Carolina ne approfittava per cercare di staccarsi nel punteggio dagli ospiti.
Una bella circolazione di palla vedeva poi Stephenson in corsa verso destra passare su quel lato a MKG che tagliando in orizzontale riceveva palla, utilizzando il ritmo giusto per incunearsi fra tre difensori e segnare il 58-53.
Gli arbitri annullavano un canestro di MKG per sfondamento (decisione che non trovava un giudizio uniforme tra gli arbitri stessi), tuttavia i Calabroni ronzavano forte con Stephenson, il suo palleggio ipnotico su Turner era il preludio del crossover che portava all’entrata in allungo a una mano per il 61-55.
Veramente gran canestro che esaltava lo stesso Lance che si “shakerava” dopo il fallo subito, anche se il libero poi non l’avrebbe realizzato.
Hornets che proseguivano il loro buon momento sia dalla lunetta sia al tiro, proprio un jumper di Walker a 1:40 dava il 71-59 agli uomini di Coach Clifford.
Nel finale i Celtics riuscivano a mangiare qualche punticino, nonostante un canestro di Williams fortemente voluto andando nel pitturato, il piccolo Pressey con una tripla chiudeva la frazione sul 73-66.

Charlotte si presentava sul parquet in avvio di quarto con due buoni rincalzi, Biyombo e Neal.
Se il congolese si rendeva utile sotto canestro prendendo un rimbalzo e convertendo i due liberi per fallo di Salinger, l’ex Spura non era in ritmo ed era anche sfortunato quando la palla su un suo tiro si fermava letteralmente sul ferro e decideva di uscire, così Thornton a 10:03 ne approfittava per mettere pressione a Charlotte con la tripla del 75-72.
Lo stesso ex New Orleans Hornets riusciva a portare i “mazzariol d’oltreoceano” al -1.
Roberts con un tiro ci metteva momentaneamente una pezza.
Gli errori di Turner e Neal erano seguiti da uno sfondamento sullo stesso Gary da parte di Pressey.
Neal seguitava a sbagliare, ma sul rimbalzo Jefferson attraeva Sullinger per un canestro più fallo.
80-74 che diventava 83-74 grazie a Williams, il quale intercettava un passaggio lungo in diagonale e poi andava a mettere la bomba da smarcato, sparata dal lato sinistro a 7:37.
Canestro frutto di una buona circolazione di palla.
Boston iniziava a scaldare Thornton che segnava una tripla su una mezza transizione, Charlotte, però con Jefferson metteva due punti per l’87-79 spezzando il blocco dei corpi di due difensori un po’ distratti a centro area con un bel movimento.
Sembrerebbe fatta, ma… sarebbe troppo facile. Charlotte ama il brivido, così Rondo inizia la rimonta, quasi completata da Thornton con quattro punti.
Il suo ultimo canestro a 4:30 dalla fine valeva il -2 (87-85).
Per debellare l’infestazione da folletti sul parquet degli Hornets, Walker ricorreva a uno dei miei giochi preferiti; classico passaggio in corsa di Kemba per Al, giro dietro al centro, linea di fondo e canestro, questa volta in reverse e segnando sulla continuazione di un fallo di Rondo. 90-85 a 3:46.
Una palla scippata da Walker a Rondo innescava una transizione a due quasi buttata via, Charlotte però riusciva a tener palla e a servire Jefferson, il quale si esaltava in area come un ballerino di tip tap e non faceva capire molto ai suoi marcatori.
Il canestro del 92-85 era una garanzia, anche perché gli arbitri fischiavano a Rondo i passi in partenza dopo una buona circolazione di palla di Boston.
Il play invece di tirare provava a partire sull’uscita di Henderson, ma commetteva la fatale infrazione.
I due punti della sicurezza erano firmanti da Big Al che tagliava con un movimento back door per andare lontano sulla baseline sinistra a ricevere palla.
Da marcato faceva partire il suo tiro da oltre l’esagono Buzz City, solo cotone per lui e titoli di coda…

Voti

Walker: 7,5
18 punti (5/14), 5 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate. Come al solito quando si affida al tiro c’è da pregare anche se ne mette alcuni di pregevole fattura. Mi piacciono molto le sue entrate in hand-off, ha qualitàà e velocità per farle. Buoni i 7 assist distribuiti.

Stephenson: 7
13 punti (6/14), 4 rimbalzi e 4 assist. Stesso discorso di Walker al tiro, forse peggio. Abbiamo capito che da 3 punti non c’è proprio, continua a tirare corto. Ottimo nelle penetrazioni, dovrebbe far girar palla sempre per trovar buone azioni, catch and shot, pull up, invece a volte tira così e la percentuale scende. Il talento c’è anche se a volte esagera come nel primo tempo, quando tenta un passaggio dietro la schiena che finisce direttamente fuori dal parquet.

Henderson: 6
7 pt. (3/9)e 3 rimbalzi e 1 stoppata in quasi 26 minuti. La sufficienza gliela concedo, almeno per la fase difensiva in cui è migliorato. Si applica.

Zeller: 5,5
9 punti (3/6), 2 rimbalzi e 0 stoppate in quasi 24 minuti. Gli passa tutto vicino. I palloni gli passano accanto ma lui non riesce a prenderne molti, solo due rimbalzi. In sofferenza in difesa.

Jefferson: 8
23 pt. (9/15), 14 rimbalzi, 3 assist e 1 stoppata. Season high di rimbalzi e tiri decisivi nel momento giusto. Una garanzia.

Kidd-Gilchrist: 7
9 pt. (3/6) 6 rimbalzi in 19:12. Buon rientro per MKG che segna un canestro importante nel momento più critico. Con lui i difensori di livello salgono a due, se anche Henderson si applicherà un po’…

Williams: 7
8 pt. (3/7), 5 rimbalzi, 1 rubata e una stoppata per Marvin. Anche quando il quintetto è in difficoltà, lui da il suo contributo in campo. Piazza una tripla importante dopo un avvio freddo dalla lunetta.

Biyombo: 5,5
2 punti e due rimbalzi. Segna dalla lunetta dopo un fallo subito e ciò gli alza il voto perché sono punti realizzati in un momento in cui l’inerzia della gara si stava spostando, ma è apparso in difficoltà all’inizio del secondo quarto.

Neal: 4,5
3 pt. (1/9), due rimbalzi e 1 assist. Freddissimo al tiro, per lui e per Charlotte queste percentuali (0/3 da tre punti nell’1/9) sono pessime.

Roberts: 6,5
4 pt. (2/4) in 11:35 in campo. Canestro cruciale.

Coach Clifford: 7
Ha avuto il tempo per lavorare in questi giorni. Si è visto qualche miglioramento contro una squadra al momento leggermente più forte di New York. Lo attendono le prossime sfide, tutti speriamo che le vinca.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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