Game 11: Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 100-96

 
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Come una palla a spicchi la nostra sfera celeste ruota con la stessa prevedibile traiettoria da tempi immemori, come se fosse irrimediabilmente destinata a perdurare il giro circolare su un ipotetico ferro tenendo in suspense gli spettatori.
Marginalmente nel frattempo, sulla sfera invece combattono altre entità, nei secoli personaggi storici, condottieri, dittatori, ecc. hanno provato a impossessarsene totalmente.
Questo gioco tattico simile a un Risiko, assomiglia molto anche a una partita tra Hornets e Hawks, i coach Clifford e Budenholzer hanno impostato due squadre che offensivamente amano far girare la palla provocando difficoltà nelle rotazioni difensive, spostando l’attenzione da un punto all’altro su falsi obiettivi per attaccare a sorpresa in un altro quadrante.
Sorprende Zeller nella notte, un caccia leggero che vola a bassa quota, la contraerea dei falchi non riesce ad abbatterlo e lui fa danni, accompagnato dalla fanteria walkeriana e dalle bordate batumiane nella prima parte, alla fine gli Hornets intimano la resa ai rapaci sovvertendo l’ordine naturale delle cose.
 
Gli Hawks recuperavano Howard in dubbio e coach Budenholzer lo schierava in un quintetto composto da: Schroeder, Korver, Bazemore, Millsap e l’ex centro di Houston come già scritto. Clifford invece metteva sul parquet il solito quintetto composto da: Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.
Zeller saluta Howard emette due punti.

Zeller saluta Howard emette due punti.

 
Sul salto per la palla a due Howard aveva facilmente la meglio, gli Hawks fallivano la prima occasione ma Zeller dall’altra parte non arrivava nemmeno al tiro facendosi soffiare la palla, Howard a 11:14 lavorava su Zeller spalle a canestro e girandosi verso l’esterno con la mano sinistra lo batteva in gancio.
Due triple fuori bersaglio di Marvin Williams erano seguite dal raddoppio degli Hawks che arrivava per mano di Bazemore, il quale sorprendeva Batum con una drive frontale e appoggiava lo 0-4.
Gli Hornets guadagnavano i primi due punti della partita con Kemba, il quale a 10:30 subiva fallo andando verso canestro. Messi i due liberi gli Hornets pareggiavano partendo dalla difesa: Cody deviava un lob, Batum partiva in contropiede, assist diagonale per l’infilata prepotente di Zeller che chiudeva con una delle sue poderose mazzate a una mano.
Cody perdeva un altro pallone in attacco cercando ingenuamente Batum in angolo destro, sulla ripartenza un jumper frontale di Bazemore ci colpiva a 9:39.
A 9:22 però Batum dalla diagonale sinistra infilava la tripla e trovava il primo vantaggio per i ragazzi del North Carolina, i quali incrementavano il vantaggio con una sospensione di MKG dalla sinistra (9-6).
Cody dopo quel paio d’errori descritti continuava a essere imprevedibile minaccia guadagnando due liberi e realizzandoli spingeva i Calabroni sull’11-6, era ancora Cody a portare sul 16-8 la squadra di Clifford grazie a un’entrata pompata nel pitturato di MKG che faceva collassare la difesa e scaricava cortissimo per l’appoggio comodo del nostro centro.
Dopo due punti di Howard, il pallonetto di Kemba per Cody portava al movimento semplice il nostro 44 da Indiana, appoggio a 6:09 per il +8 Charlotte.
Dietro un blocco arrivava la replica di Atlanta firmata da Bazemore per tre punti buoni, Batum replicava immediatamente con la stessa moneta Howard sotto il tabellone a destra metteva altri due punti ma un’altra esplosiva entrata di MKG dava ancora la possibilità a Cody di depositare agilmente nel cesto.
Gli Hawks si svegliavano e segnavano 4 punti consecutivi, 3 con Muscala a 3:44 per il 23-18, Charlotte continuava comunque a sfruttare Zeller come centro mobile, altro bel passaggio di Batum per Zeller che dal pitturato innalzava a 25 i punti la cifra totale di Charlotte.
Batum in corsa andava sulla destra e batteva l’avversario in salto girandosi per uno dei suoi classici tiri impossibili facendo segnare il +7 a 2:36.
La panchina degli Hornets però nel finale si faceva mangiar punti e anche se a :11.3 Batum dall’angolo destro, tirando fuori equilibrio, dopo alcuni rimbalzi del pallone sul ferro, era premiato con il canestro, sull’accensione della luce rossa Atlanta colpiva con Delaney per il 29-28 che lasciava un punto di vantaggio ai bianchi.
 
Nel secondo quarto Sessions apportava quattro punti alla causa con una tripla e un ½ dalla lunetta (fallo Millsap) e manata successiva di Delaney sulle dita del povero Ramon che entrava in lunetta sofferente.
Milsap e MKG si rispondevano, lo scoreboard segnava il 35-30 prima che un tre frontale di Humpries a 9:13 portasse a soli due punti le distanze tra i team.
I rivali divisionali tentavano l’aggancio ma la drive di Millsap si stampava sul corpo di Frank che dall’altra parte segnava in teardrop. Belinelli, in campo da un po’, trovava la lunetta ma sbagliava il primo libero (anche primo errore personale dell’anno in lunetta) segnando il secondo e mettendo un margine di tre punti tra le squadre.
Ancora Belinelli mancava una tripla confermando il suo primo tempo pieno di difficoltà, finivano per passare avanti gli ospiti (38-39), anche se un floater di Marvin Williams inaugurava una serie di brevi sorpassi e controsorpassi che si concludevano solo nel finale del tempo quando a 1:17 Cody riagganciava i “georgiani” d’America sul 45 pari splittando dalla lunetta.
A :45.0 secondi dall’intervallo lungo Nick era quick andando a prendersi un catch’n shoot in ritmo che segnava la fine delle marcature nei primi 24 minuti.
Charlotte chiudeva avanti 48-45.
Belinelli perde palla contro Bazemore.

Belinelli perde palla contro Bazemore.

 
La partenza nel terzo quarto era pessima per Charlotte, poca convinzione, ancora meno difesa. I Calabroni perdevano due palloni sul campo, subendo anche un paio di tagli back-door dalle rimesse chiusi da Bazemore che portavano i Falchi sul +7 (52-59) e costringevano Clifford a chiamare un time-out provvidenziale per tornare sul pezzo.
Millsap batteva Batum e portava il vantaggio ospite a 9 ma Marvin con una bomba iniziava la rimonta, MKG veniva stoppato sotto canestro, raccoglieva più indietro Batum che in sospensione metteva dentro per il 57-61.
Un’incursione di Schroeder portava a sei le distanze tra le franchigie, marcava male però quando Howard si lamentava per dei tre secondi chiamatogli nella propria area, Kemba faceva 0/2 dalla lunetta mai Calabroni cercavano in maniera determinata il recupero e anche se MKG andava per l’air-ball, Zeller riusciva in salto a ributtare in campo la palla prima che toccasse il terreno esterno al campo da gioco, sulla sinistra Marvin raccoglieva e infilava ancora da fuori per il 60-63.
Il pubblico si esaltava e arrivava anche un pick and roll che vedeva Batum come splendido passatore per uno Zeller scatenato in dunk appesa a 5:34.
Quando MKG strappava un pallone in tuffo sotto il nostro canestro e Kemba correva in transizione appoggiando alto al vetro, gli Hornets passavano avanti 64-63.
Budenholzer chiamava il time-out, Bazemore recepiva il messaggio e andava a schiacciare in maniera cattiva a una mano ripristinando il vantaggio dei “triangolini” neri.
A 4:31 però Batum costringeva al fallo Bazemore su un’iniziativa personale e dalla lunetta effettuava uno dei tanti sorpassi di serata.
Gli Hawks si riportavano avanti, il saliscendi continuava a 3:52 Kaminsky sgusciava a Muscala sulla baseline sinistra e andava in reverse layup a depositare il nuovo vantaggio (68-67).
Atlanta mostrava di essere prima della classe a Est e ripassava avanti, ci voleva un goaltending di Delaney sul tiro di Kemba (che non sarebbe mai entrato) per riportare la situazione in parità a quota 72.
Colpevolmente però Muscala era lasciato solo sulla linea dei tre punti e ci puniva per la seconda volta da oltre l’arco, nel finale saliva in cattedra per gli ospiti Hardaway junior che metteva dentro cinque punti e chiudeva il quarto issando i Falchi sulla vetta del +5 (75-80).
 
L’inizio dell’ultimo quarto era drammatico, la second unit si faceva travolgere come a Caporetto prima di erigere barriere difensive sul Piave, Frank sparava orribilmente lontano da canestro lavorando su Muscala sulla sinistra del ferro, Hardaway da tre non funzionava ma il rimbalzo di Millsap portava tramite liberi altri due punti nel nido dei Falchi, i quali scappavano sul 75-85 a 9:49 dalla fine.
MKG, lesto a muoversi sul bordo area scivolando a sinistra riusciva a prender uno sfondamento da parte di Prince, a 9:34 un pullup di Belinelli era seguito da un libero di Sessions più altri due punti del nostro numero 7 trovati con un banker, per di più Belinelli chiudeva il palindromo break del cerchio dei realizzatori Hornets con una tripla a 7:35 (83-85).
Howard rientrava sul parquet e subiva fallo su un generoso tentativo di recupero rimbalzo di MKG.
Il suo splittare dalla lunetta era seguito da una stoppata presa da Cody, il quale in raddoppio sul centro lo innervosiva un po’, anche se l’ex Rockets andava per il perfetto alley-oop a 6:31 rimanendo detro a Zeller e battendolo con rapidità sorprendente. Kemba a 6:05 segnava un difficile tiro da tre punti e teneva in piedi la partita (86-88).
Lo scenario cambiava completamente come su un campo di battaglia a 5:38.
Howard aveva uno “screzio” con Zeller e su un rimbalzo difensivo (Hawks) estendeva il braccio sinistro, per gli arbitri si trattava di gomitata sul volto di Zeller e dopo aver rivisto al replay le immagini propendevano per un flagrant 2 e l’espulsione.
Cody metteva i liberi portando sull’88-89 la gara, Batum non sfruttava l’extra possesso per il vantaggio e iniziava a battagliare con Bazemore per tre volte vincendo le due difensive (recupero in allungo sull’ultima) perdendo il duello offensivo nel mezzo (stoppata subita).
Era Kemba il leader nel finale che si caricava sulle spalle la squadra, mismatch con Muscala, attacco a canestro, giro circolare a seguirne l’orbita e reverse da cameriere perfetto per il vantaggio degli imenotteri (90-89).
Kemba maramaldeggiava continuando lo show in dribbling ubriacando la difesa; dal palleggio a livello parquet saltava fuori e arrivando dalle parti del ferro batteva due difensori per il 92-89. Ad azionare il mangano era sempre lui, il nostro numero 15, uno step-back per la tripla che coronava un parziale di 9-0 che mandava i Calabroni sul 95-89.
Non era finita tuttavia.
Le armi degli Hawks Millsap e Korver funzionavano nel finale (2 di Millsap e 3 di un Korver francobollato, spento nella notte che si toglieva la morchia dai polpastrelli solo in un paio d’occasioni) servivano a dare nuova incertezza poiché a 1:18 lo scoreboard rifletteva il punteggio di 95-94.
Charlotte girava palla, Marvin Williams riusciva plasticamente a partire e a trovare verticalmente MKG che sotto il canestro a destra resisteva al fallo di Millsap, metteva dentro in salto e chiudeva con il libero aggiuntivo per il +4.
Bazemore (reaching Cody) dalla lunetta a :50.8 metteva ancora paura al pubblico per il -2, dall’altra parte, però si ripeteva una scena già vista; pick and roll tra Batum e Zeller, il quale passava dal Telepass anche con la sbarra abbassata di Bazemore, una dunk potente e fulminea per il +4 a :38.6.
Hornets sul 100-96 con possibilità per Zeller di estendere a 5 il vantaggio.
Purtroppo il nostro centro falliva l’occasione e anche se Marvin controllava il rimbalzo, gli Hawks avevano possibilità di andare a segnare ma il tempo scorreva, le velleità di Atlanta si spegnevano quando Bazemore tentava il coast to coast ma Zeller arretrando lo accompagnava facendolo sbagliare.
Non c’era più tempo, anche se Millsap a poco più di sei secondi controllava il rimbalzo, gli Hornets battevano i principali rivali divisionali e portavano le loro vittorie stagionali a otto.
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Pagelle:
 
Walker: 7
21 pt. (8/20), 5 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate. Un solo turnover ma nella prima fase è irriconoscibile, chiude con soli due punti (dalla lunetta) il primo tempo. Questa volta è la squadra che sostiene lui e da gatta morta piazza la zampata nel finale dove cresce, tiene in partita gli Hornets e li aiuta a vincere.
 
Batum: 7,5
24 pt. (8/17), 10 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. Gran primo tempo di Nicolas. Fa 4/8 da tre punti e raggiunge la doppia doppia grazie ai rimbalzi, se Bazemore lo beffa sino a inizio terzo quarto sfruttando blocchi e giochi, chiude la saracinesca nel finale, anche se fa fatica a segnare ma i suoi assist risultano decisivi.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
7 pt. (3/10), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Lottatore. Mette un canestro frutto della determinazione nel finale. Talvolta spara un po’ troppo ottimisticamente o si fa stoppare, ma dietro annulla completamente Korver che finisce con 5 punti. Ottima mossa di Clifford.
 
M. Williams: 6,5
8 pt. (3/9), 11 rimbalzi, 3 assist. Parte con il solito tiro al piccione da tre punti, non sembra in serata ma poi indovina due triple, cattura rimbalzi e anche se non sempre riesce a bloccare Millsap (22 pt.) non fa una brutta difesa su di lui. Nel finale l’assist per MKG.
 
C. Zeller: 7,5
23 pt. (9/10), 3 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Serata di concretezza per Cody che colpisce anche con il jumper dalla distanza sebbene la maggior parte dei punti li trovi nel pitturato. Pick and roll in slam dunk o centro mobile fa poca differenza, subisce a rimbalzo (Howard 18 rimbalzi e 10 punti) ma lo svernicia sul resto e lo fa espellere.
 
Belinelli: 6
6 pt. (2/7), 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata. Serata iniziata male per Marco, la raddrizza con un paio di canestri in serie che riagganciano quasi i georgiani.
 
Kaminsky: 5,5
4 pt. (2/11), 6 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. Ha talento ma a volte sembra uno che non abbia mai visto la palla a spicchi che pare oggetto estraneo. La coordinazione su certe azioni offensive è stata offensiva per noi tifosi. Maluccio nelle chiusure nei primi 24, poi si riprende rimanendo utile alla squadra in recuperate, assist e rimbalzi.
 
Sessions: 5,5
6 pt. (2/5), 1 assist, 1 stoppata. Tiri corti sul primo ferro. La cosa buona la fa quando cede a Hibbert che subisce fallo. Ha una fiammata corrispondente circa allo stesso periodo di Belinelli.
 
Hibbert: 5,5
1 pt. (0/1), 3 rimbalzi. Si vede con il lanternino, poco cercato si fa sorprendere in qualche occasione in difesa. Rimedia una volta con fallo intelligente. Splitta dalla lunetta.
 
Coach Clifford: 7
Buone rotazioni, anche se il quintetto di inizio ultimo quarto va in barca (9-26 pro Hawks i punti dalla panchina prima del risveglio di Belinelli e Sessions), time-out al momento giusto. La squadra muove la palla bene nei moment cruciali e sfrutta le pecche altrui. Inverte Batum e MKG dietro. Korver pericolosissimo da tre segna la sua unica tripla nel finale. Batum su Bazemore (19 pt.) alla lunga ha ragione. Altra vittoria dal -10 di ultimo quarto.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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