Game 16: Charlotte Hornets Vs New York Knicks 107-102

 
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Non so se avete letto il libro “Tempi Difficili di Charles Dickens”.
Per me rimane uno dei più belli in assoluto.
Parla della filosofia dell’utilitarismo, scuola di pensiero nell’Inghilterra vittoriana “inventata” da Jeremy Bentham (fuori campo nel romanzo).
Una filosofia che si basa sui meri “fatti” ed esclude l’importanza dei valori spirituali, morali, delle emozioni, che nel basket sono quasi tutto a volte.
Sull’onda lunga della fiducia o sfiducia si possono decidere partite o stagioni.
I fatti uniti al laissez-faire, ancora oggi imperante nella dottrina capitalista (mai messa in discussione dall’occidente nonostante i nefasti risultati odierni per molti siano sotto gli occhi di tutti mai si pensa ad altri sistemi…) avevano scosso Dickens che scrisse questo romanzo, cupo, grigio, tetro, ambientato a Coketown.
Un gruppo di persone cercava d’educare i figli con il proprio metodo creando nuove leve controproducenti, incapaci di pensare con la propria testa, d’immaginare (c’è un circo sullo sfondo, e mille storie che s’intrecciano, circo comunque ritenuto passatempo inutile).
Nonostante il suo soprannome e la sua prima parte di gara, Kaminsky aveva già immaginato un finale nel quale a erigersi a protagonista per riscattarsi dalla brutta prestazione della sera precedente, così l’inimmaginabile è accaduto, Charlotte ha rotto la striscia di quattro sconfitte consecutive pur dovendo rinunciare a due titolari.
Due squadre sottoposte a un tour de force che con questa sfida toccavano la quarta partita in sei giorni.
Gli Hornets recentemente avevano sofferto un calendario troppo ravvicinato, come nel loro primo anno da Calabroni, perdendo anche qualche pezzo, l’ultimo in ordine cronologico è Marvin Williams, ieri notte (iperestensione del ginocchio).
New York comunque in serata registrava 25 punti di Porzingis e 18 di Rose.
Charlotte perdeva nella statistica assist 16-26 ma vinceva la lotta a rimbalzo 52-48. 37,8% dal campo per i Knicks contro il 43,8% degli Hornets che andavano in lunetta più del doppio di New York (16/20), chiudendo però con un 29/42, reo confesso d’aver lasciato in gara sino all’ultimo gli ospiti, ma aldilà dei freddi numeri, gli Hornets hanno vinto con impegno e cuore.
 
Frank Kaminsky III saluta Courtney Lee

Frank Kaminsky III saluta Courtney Lee.

I due quintetti rispetto alla sera precedente variavano, ma solo per quel che riguardava gli Hornets, quindi i Knicks schieravano gli stessi cinque: Rose, C. Lee, Anthony, Porzingis, Noah, mentre gli Hornets si affidavano ai soliti: Walker, Lamb, Kidd-Gilchrist, Kaminsky e C. Zeller.
 
Charlotte, dopo aver perso con i Knicks nemmeno 24 ore prima, effettuava una partenza rabbiosa; Walker to Cody e dopo 10 secondi i Calabroni erano già in lunetta con il centro titolare. Cody non sbagliava le due occasioni e Charlotte passava in vantaggio, anche se un pallone messo dentro al volo da Porzingis (Kaminsky si era perso il lungo) serviva agli ospiti per pareggiare, tuttavia Lamb ripagava la fiducia affidatagli come starter segnando la sua prima tripla stagionale a 10:43, poco dopo Zeller salvava un pallone destinato al fondo tirandolo addosso alle gambe del difensore.
Sull’azione successiva Walker passava davanti a Zeller e consegnava la palla a spicchi al nostro lungo, il quale non si faceva pregare per un FT jumper che andava a bersaglio.
MKG da dietro stoppava Rose e a 9:52 Kemba segnava da tre punti portando Charlotte in doppia cifra.
Melo sbagliava ed era un buon segnale, poiché i Calabroni proseguendo con il loro furore agonistico segnavano con Lamb, bravo sul terzo tempo a spostarsi, a salutare Rose e a depositare a canestro il 12-2 che forzava Hornacek a chiamare il primo time-out dell’incontro.
La pausa non dava risultati apprezzabili tuttavia; a 8:56 un elbow jumper di MKG aumentava il divario, Melo sbagliava ancora mentre MKG andava in lunetta ma splittava.
Lee interrompeva con una tripla aperta frontale il parziale di Charlotte, ma ancora MKG, questa volta con una drive nel traffico, batteva i difensori andando sul lato destro a realizzare da un passo.
Anthony mancava un tiro ma al secondo tap-in aveva la meglio tra la selva di mani sotto canestro. Dall’altra parte accadeva una cosa simile; Lamb accortosi del suo stesso impreciso tiro correva sotto canestro e riusciva immediatamente a deviare rimediando all’errore precedente.
Gli Hornets erano incontenibili; Kemba passava Melo, il quale lo toccava sull’appoggio a 6:25 concedendo canestro e libero supplementare.
La nostra PG metteva dento triplicando i newyorkesi (22-7) che subivano anche due liberi di Kaminsky (Melo si aggrappava a un braccio durante il giro sul palleggio spalle a canestro del lungo di Clifford) ma reagivano con un circus shot di Rose.
Lamb e Hawes segnavano un canestro a testa, poi Jeremy in difesa era bravo a recuperar posizione e a toccare prima che il pallone giungesse sotto canestro a Kuzminskas, la palla schizzava sulla tabella e i Calabroni recuperavano la sfera ottimizzando l’attacco dall’altra parte con due FT di Hibbert (finito per terra per un fallo).
I liberi portavano sul +20 Charlotte (33-13) ma con un quintetto meno performante in campo gli ospiti iniziavano a riavvicinarsi partendo da due punti di Porzingis.
Sessions risentiva della pressione avversaria su di lui e perdeva un paio di palloni che Porzingis dalla lunetta convertiva in tre punti (3/4).
Il primo quarto si chiudeva sul +16 per Charlotte che mostrava un attacco “atomico”; 38-22.
 
Il primo canestro del secondo quarto era ottenuto da Sessions a gioco fermo (10:48) per un fallo di Porzingis su una sua penetrazione.
Ramon dimostrava di avere ancora problemi tuttavia in lunetta splittando, O’ Quinn e poi un fing and roll in transizione di Holiday anticipavano la stoppata di Porzingis su Sessions, scappato via con uno spin dalla pressione di Jennings.
Il lungo bianco tuttavia franava addosso a Ramon e lo rimandava in lunetta da dove il nostro numero 7 non migliorava dalla volta precedente, splittando nuovamente.
Jennings si avvantaggiava grazie a un goaltending di Hibbert, gli arancioblù cercavano di metter pressione sulla palla, Jennings, uno degli addetti a tale compito, segnava pure a 8:58 subendo fallo ma imitando il collega PG di Charlotte, errando dalla lunetta l’addizionale.
Sul 40-31 rientrava Walker che subiva il fallo di un sorpreso Jennings.
Kemba penetrava successivamente da destra riuscendo a battere da sotto Porzingis grazie alla sua velocità e destrezza nell’appoggio.
Lamb in difesa approfittava di un errore al tiro di New York per raggiungere già la doppia cifra nei rimbalzi mentre a 7:20 si rivedeva Kemba in attacco, bravo ad arrestarsi e a tentare l’appoggio mentre O’Quinn alle spalle gli finiva addosso.
Il 2/2 era tuttavia contrastato da una tripla di Porzingis (44-33) a 7:03 e da un 2/2 dello stesso giocatore a 6:37 (fallo di Zeller con le braccia protese in avanti a toccare il newyorkese nonostante la posizione sulla transizione).
A 6:27 Kemba mostrava a Jennings che con lui la tattica del pressing sul portatore di palla non funzionava; il numero 3 era troppo aggressivo a metà campo e Kemba guadagnava due liberi grazie al bonus e realizzandone uno mandava la Buzz City sul +10 (45-35).
Al jumper dallo spigolo sinistro dell’area di Melo rispondeva Kemba, bravo in velocità ad andare dentro a battere i lunghi, Kaminsky finalmente metteva dentro due punti da sx grazie alla base del ferro ma Belinelli per rimediare a una palla persa da MKG a metà campo commetteva fallo su un Rose che non falliva le due occasioni dalla linea della carità.
Via Zeller dentro Sessions per una small ball estemporanea era invece Belinelli a segnare il suo unico canestro del primo tempo ma lo faceva alla grande, lo schermo alto del lungo serviva relativamente perché con poco tempo il nostro swingman era costretto a tirare da oltre sette metri e mezzo ma batteva ugualmente l’ottima pressione di Lee tra lo stupore del pubblico a 4:09.
Rose faceva vedere di essere in buona serata mettendo dentro dal mid-range e stoppando Kemba, Melo da tre in transizione riavvicinava ulteriormente i Knicks.
Nel finale si rivedeva Lamb che a 1:39 in attacco riprendeva da un errore di Roberts e andava a infilare due punti ravvicinati per il 56-47.
Kemba in entrata a due decimi rilasciava il pallone che valeva il 58-47, punteggio con il quale si chiudeva il primo tempo.
Jeremy Lamb, una buona prova da rimbalzista e realizzatore nella notte. NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

Jeremy Lamb, una buona prova da rimbalzista e realizzatore nella notte.
NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Dopo il riposo “lungo”, i Knicks piazzavano un parziale di 6-0 sfruttando le triple di Lee e Porzingis (scarico di Rose con Kemba a marcare i due giocatori, ma la difesa dov’era?) prima che Zeller dalla lunetta, splittando, interrompesse il parziale a 9:21.
Un fade-away di Lamb a 8:56 ci dava un cuscinetto di otto punti (61-53), a 8:03 uno screen roll di Porzingis serviva all’ala dei Knicks per portare a casa un gioco da tre punti poiché Zeller in copertura spendeva un fallo avendo torto.
Gli Hornets in difesa si salvavano in qualche maniera e Zeller a 7:24 continuava a far notare le difficoltà di Charlotte dalla lunetta mettendo solo un libero dei due conquistati.
Al lungo due punti di Lee rispondeva MKG, il quale trovava un muro bianco nel pitturato, gli arbitri sullo scontro attribuivano un fallo a Porzingis e il meno probabile dei tiratori invece realizzava le sue occasioni dalla lunetta dando un vantaggio di 6 pt. a Charlotte (64-58).
Rose faceva vedere vecchi movimenti in entrata e recuperava due punti, così come Zeller recuperava la palla a spicchi dopo un suo errore su un teardrop e aggiustando la mira spediva nella retina alla stessa maniera.
MKG in corsa riceveva un passaggio e batteva Anthony in corsa appoggiando al vetro il 68-60.
Lee accorciava da oltre l’arco a cinque punti, Kemba lanciava Zeller in transizione, da dietro su di lui arrivava un fallo deciso del barbuto newyorkese che sparando via il braccio destro finiva sotto il processo dell’under review.
C’erano solo i liberi e per l’esattezza solo uno era quello buono, così dall’altra parte Porzingis con una noiosa tripla frontale batteva una morbida uscita di Kaminsky.
Kemba con un lungo jumper frontale ci riportava al +5 ma per un reaching di MKG su Melo i punti scemavano a tre.
Anthony a 2:00 minuti dalla terza sirena pareggiava con una bomba riconsegnando una nuova partita da giocare.
Lee contro Sessions mancava l’occasione del sorpasso in transizione, Belinelli riusciva a uscire dai blocchi e tirava con rapidità e precisione per un lungo due che ci ridava fiducia. Gomez inoltre commetteva un fallo su una palla vagante; sull’errore di Anthony al tiro Hibbert proteggeva bene il ferro ma era toccato da dietro dal newyorkese, il quale regalava due liberi a Charlotte.
Hibbert non falliva e gli Hornets si riportavano quattro punti sopra a 36 secondi dall’ultimo quarto.
I punti dell’ex losangelino chiudevano i primi tre quarti con gli Hornets in vantaggio 75-71.
 
L’ultimo quarto cominciava con Lamb e il suo jumper dalla diagonale sinistra che finiva a segno e provava a scacciar la paura, Porzingis non andava a bersaglio contrastato da Hawes, ma Jennings metteva tre punti frontali e poi arrivava sino al ferro in penetrazione a 10:11 facendo tornare New York sul -1. Sessions in corsa batteva il suo marcatore e appoggiava al plexiglass sbattendo successivamente su Kuzminskas.
Due unti, un libero messo a segno e Hornets che tornavano al vantaggio originale dopo il terzo quarto (80-76).
Kaminsky si svegliava finalmente nel finale dopo una partita sulla falsariga della precedente; a 9:01 da sotto ci dava due possessi lunghi di vantaggio ma Rose rompeva un raddoppio e volava sino al ferro per mettere due punti e tenere in piedi la baracca newyorkese.
Jennings a 8:20 la metteva dentro ancora da tre caricandosi, i Knicks sul -1 agganciavano gli Hornets per delle proteste di Hawes (un possibile contatto precedente sulla tonnara sotto canestro dei Knicks) con Porzingis, bravo a realizzare il tecnico. Gli arbitri invertivano anche una rimessa dal fondo precedentemente assegnata agli Hornets (rimbalzo Hawes/Porzingis) e a 7:30 si facevano sentire i tifosi ospiti presenti allo Spectrum quando un turnaround di Melo dalla linea di fondo destra s’infilava e regalava ai bianchi l’unico vantaggio di serata.
Per fortuna quindici secondi più tardi Sessions era bravo a realizzare da tre punti (85-84), così com’era bravissimo ad attaccare nel traffico Kemba, sotto canestro a sinistra la sua alzata magica ricadeva nel cesto oltrepassando la difesa bianca. Il pubblico protestava per una possibile accompagnata di Porzingis, il quale invece sul prosieguo dell’azione aggirava la linea Maginot degli Hornets, segnava, recuperava il fallo e ridava una seconda vita a New York riportando in equilibrio (87-87) la gara.
Nel finale gli Hornets dovevano fare mea culpa tenendo aperta una partita che si sarebbe potuta chiudere prima. Kemba, Ramon e Cody andavano in lunetta mentre sul campo era presente una small-ball inedita con Roberts, Sessions e Walker, comunque tutti e tre splittavano portando a casa tre punti anziché sei, generando un 90-87 che era rinforzato da una tripla di un Kaminsky finalmente vispo.
Melo e Porzingis fallivano due occasioni, Lamb realizzava il +8 (95-87) ma Rose colpiva da tre con una strana e bassa parabola frontale.
Kaminsky partiva da fuori, il difensore abboccava sulla finta e il Carrarmato riusciva ad appoggiare allargando il braccio destro per eludere l’intervento difensivo sotto canestro.
L’ex Lee non ci stava e dal corner destro metteva un’altra tripla per gli ospiti (97-93).
Kaminsky sulla sinistra a 2:01 sembrava poter chiudere i discorsi quando rispondeva all’ex compagno da oltre l’arco, tuttavia due FT di Rose ridavano un barlume di speranza alla squadra di Hornacek.
Kemba in attacco scivolava nel colorato, la palla s’impennava, Cody era bravo a recuperarla, Holiday infilava il braccio in mezzo e persisteva, tocco e fallo…
Zeller to the line era ancora impreciso.
Uno su due che era seguito da un canestro di Gomez da sotto. Kemba puntava in uno contro uno Gomez dalla destra andando in diagonale verso l’interno, ma chiuso tornava indietro e dopo aver fatto il giro del circuito ripartiva sgasando, il difensore mangiava smog e non vedeva lo scoop di Kemba per il 103-97. Sembrava fatta ma New York si giocava ancora una volta la gara punto a punto non volendo cedere.
Melo a :25.1 segnava da due, Kemba rispondeva dalla lunetta nemmeno quattro secondi più tardi, Holiday metteva la tripla dal buco nero presente nell’angolo destro e l’ex team di Ewing a circa dodici secondi dalla fine tornava insperatamente sul -3 (105-102).
Un fallo su Lamb a :10.0 secondi esatti dalla fine regalava ulteriori brividi.
Jeremy falliva il primo e vedeva “flipperare” il secondo prima di entrare regalandoci i due possessi.
Anthony provava velocemente a segnare da sotto ma andava assurdamente fuori ritmo con Zeller che si spostava per non commetter fallo.
A mezzo secondo Kemba subiva fallo e arrotondava dalla lunetta realizzando un libero per il 107-102 finale.
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Pagelle
 
Walker: 7,5
28 pt. (9/21), 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Un solo turnover. Se Charlotte è sempre tra le prime in questa statistica è merito suo. Molti palloni passano per le sue mani. E’ l’unico che parte in vantaggio sul difensore grazie alla sua abilità e velocità. Buona anche la difesa stanotte. Tre stoppate e una palla lestamente portata via a Rose nell’ultimo quarto
 
Lamb: 7,5
18 pt. (8/15), 17 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Batum è out. A fianco di Kemba viene ripescato il jolly Lamb. Sottoscrivo la scelta di Clifford perché Lamb è tiratore più agile rispetto a Belinelli. Atletico recupera ben presto rimbalzi per andare in doppia cifra. Partenza spint con la quale va in doppia doppia. Si rivede nel finale, quando affonda anche il libero della sicurezza.
 
Kidd-Gilchrist: 7
11 pt., 8 rimbalzi, 1 stoppata. Melo si ferma a 18 pt. con 7/25 dal campo… Torna lui in difesa, anche se un paio di jumper inevitabilmente lo battezzano. In attacco da il suo contributo sbagliando poco e anche sotto le plance torna a conquistare rimbalzi. Nota negativa i tre palloni persi, fortunatamente non gestiti sempre al meglio dagli avversari.
 
Kaminsky: 6,5
14 pt. (5/13), 5 rimbalzi, 3 assist. Partita da 3,5 inizialmente, da 9,5 nel finale dove non sbaglia più nulla in attacco. La media… Contribuisce a vincere la partita mettendo dentro 8 punti fondamentali ma prima era stato il punto debole dell’anello. Speriamo si sia svegliato definitivamente.
 
C. Zeller: 6,5
11 pt. (2/7), 10 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Serata al tiro dalle basse percentuali per Cody. Si rifà andando in doppia doppia grazie ai rimbalzi, in particolare quello offensivo nel finale da palla sfuggita a Kemba è stato prezioso. Peccato che ai liberi litighi e il 7/12 abbia trascinato un po’ troppo la gara.
 
Belinelli: 6
5 pt. (2/5), 2 rimbalzi, 1 assist. Entra con uno dei quintetti peggiori e si prende un -11 di +/- ma è anche poco coinvolto nelle giocate. I Knicks lo temono e lo francobollano. Lui trova due canestri pazzeschi comunque. Una tripla sulla sirena del terzo tanto per, vista la marcatura e il poco tempo a disposizione.
 
Sessions: 6
9 pt. (2/3), 2 rimbalzi, 3 assist. Un paio di turnover evitabili nel primo tempo. Una tripla nel finale importante. Dalla lunetta pero perde il mezzo punto in più che avrei voluto dargli. Un piccolo che fa 4/7 e dimostra ancora problemi da troppo tempo in questa statistica, è cosa anomala.
 
Hibbert: 6
6 pt. (1/2), 3 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Lui, al contrario di molti compagni, dalla lunetta ci pastura. Un 4/4 utile, più un bel gancio. Regredisce nel minutaggio. Anche lui come Belinelli è sotto nel +/- ma non è colpa sua.
 
Hawes: 5,5
5 pt. (2/7), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Meglio di Kaminsky in chiusura. Sbaglia però troppo. Nervoso prende un tecnico pericoloso. Un paio di tiri mancati che avrebbero potuto finire dentro avendo libertà.
 
Roberts: 6
0 pt. (0/1). Entra a dar fastidio nell’ultimo quarto, quando Clifford gioca una trana pallacanestro dei piccoli. Le tre point guard in campo a dar fastidio al palleggio, a recuperar palloni e a intasare le linee di passaggio. Non lo fa male ma il tabellino a parte un errore al tiro è a secco.
 
Coach Clifford: 6,5
La squadra parte a razzo. +20… poi il divario si assottiglia, lui fa delle scelte strane mixando i giocatori, il cocktail alla fine gli esce e non è malvagio. Buona la scelta di Lamb, forse il Beli avrebbe potuto giocare di più in un finale nel quale non c’è stato, obbligata quasi la scelta di Kaminsky. Un po’ di mano offensivamente si vede ma poi al limite c’è sempre Kemba quando il tiro non funziona.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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