Game 17; Charlotte Hornets Vs Golden State Warriors 101-106

Sottotitolo; November Rain.

La canzone dei Guns N’ Roses recita:
”We still can find a way
‘Cause nothin’ lasts forever
Even cold November rain”…
(Possiamo ancora trovare una via
Perché niente dura per sempre
Nemmeno la fredda pioggia di Novembre)

Per fortuna che questo “tragico” novembre sta volgendo al termine.
Sarà che qui da dove scrivo (vicino Milano), il tempo è in simbiosi con la canzone, il che non aiuta molto l’umore, oltretutto quando si continuano ad accumulare piogge di sconfitte.
Gli Hornets hanno dato però filo da torcere a una delle migliori squadre della lega ma hanno incassato l’ottava sconfitta consecutiva.
Se avessero giocato come questa notte, almeno 3 o 4 vittorie nelle precedenti gare sarebbero arrivate sicuramente.
I lanciatissimi Golden State Warriors si presentavano con; Curry, Thompson, Barnes, Green e Bogut.
Gli Hornets, in maglia teal, rispondevano con; Walker, Stephenson, Henderson, Zeller (per infortunio a Williams, strappo alla spalla sinistra) e Jefferson.

Biyombo in gancio supera la difesa di Speights e realizza due punti per Charlotte.

Biyombo in gancio supera la difesa di Speights e realizza due punti per Charlotte.

Il primo giocatore a iscriversi a referto punti è Bogut, quasi immediatamente.
Big Al invece teneva banco in casa Hornets iniziando a sciorinare il suo basket. Finta su Bogut per il tiro a liberarsi e 2-2 a 11:02.
Curry però ricacciava a -3 Charlotte con la specialità della casa, il tiro da tre punti.
Big Al ingannava ancora la difesa dei californiani che ci ricascava, jumper dal cuore del pitturato con piccola esitazione sul tiro (forse toccato) e altri due punti.
Sempre lui realizzava altri 4 punti, gli ultimi due ottenuti grazie a una bruciante penetrazione in corsa di Walker che seminava avversari.
Il passaggio del play per Big Al vedeva concludere il centro degli Hornets in schiacciata a 9:04 per l’8-5.
Tuttavia i Guerrieri non erano domi e 4 punti di Curry riportavano avanti gli ospiti.
Un tecnico a Clifford e un passaggio laterale di Curry per il rimorchio di Green portavano il parziale sull’11-0 e i Warriors sul 18-10 sembravano già in controllo della gara.
Stephenson però iniziava a carburare; prima segnava, poi forniva due assist finalizzati da Zeller da sotto e Biyombo in alley-oop poderoso con perfetto tempismo, e quando Roberts partendo da destra, sfruttando un blocco di Biyombo, s’incuneava nell’area di Golden State per realizzare due punti preziosi, si tornava sul -5, 18-23.
Biz addirittura riusciva a portare Charlotte sul -1 lavorando sotto il canestro contro Speights.
Dalla sinistra trovava un gancetto, perfetto per battere il lungo “nemico”. Golden State finiva il quarto bene però, con una tripla di Rush che beneficiava di un tap-out su un errore al tiro dei suoi, per trovarsi solo sul lato sinistro e segnare da 3 punti.
Sulla sirena Barnes, nonostante una buona difesa di Charlotte, raccoglieva e realizzava con un tiro ravvicinato per il 24-28.

Seconda frazione con punteggio variabile.
Il clima sembrava essere pazzo.
Una tripla di Hairston illudeva gli Hornets di potersi riavvicinare, Speights però segnava ma andava poi commettere fallo su Roberts che dalla lunetta annullava i suoi due punti.
A 8:59, il rookie Hairston si ripeteva dalla sinistra, con una tripla siderale che portava al 34 pari, sull’altro lato del campo Roberts lo imitava per il 37-34 a 8:36.
Golden State però tornava a mettere la testa avanti sul 37-38 e Iguodala a 5:25 con la tripla portava sul +4 i suoi.
Roberts però a 4:57 beneficiava dell’ottima visione di Jefferson, il quale aveva attirato su di se tre giocatori sulla riga della lunetta, decideva così di passare indietro a Roberts appostato a 45° sulla sinistra che faceva centro da oltre l’arco per il 40-41.
Calabroni ronzanti e rombanti che contro sorpassavano con Stephenson, poi lo stesso Lance passava orizzontalmente per la bomba di Walker che ringraziava il suo difensore in vacanza.
Il 45-41 era ritoccato da Big Al per il +6. Finale che mantiene il distacco invariato e all’intervallo si va sul 55-49.

Bogut in gancio prova a suonare la carica per i suoi a inizio terzo quarto, ma bastava poco a Zeller per riportare i Calabroni al +6.
Entrata non contenuta dal primo difensore, gli altri rimanevano impalati come un filare di alberi e il lungo di Charlotte andava quasi ad abbattere il ferro.
A 11:09, un assist schiacciato di Walker liberava Zeller per i punti del 59-51.
Charlotte però forzava un po’ e i Warriors rientravano in partita con un 3 punti dall’angolo di Barnes e un drive di Green per il 61-58.
Big Al a 8:26 riusciva a portare Charlotte sul 65-60 con un appoggio al vetro che vedeva il suo difensore tentare un recupero non riuscito d dietro.
Sempre il totem di Charlotte sfruttava il ritardo della difesa bianca per far saltare l’avversario con una finta, avanzare un pochino e far partir il tiro del 70-63.
Henderson poi si faceva vedere sui due fronti, prima andando a stoppare in difesa e poi concludendo in fing and roll plastico per il 72-63. Thompson segnava per i suoi 3 pt. ma Jefferson dalla mattonella “Buzz City” sulla sinistra era fermato irregolarmente sul tiro e si andava sul 74-66 con due liberi a bersaglio. Dopo qualche errore di troppo nel finale da oltre l’arco di GSW, specialmente di Curry, si andava al riposo sull’80-74.

Ultimo quarto che iniziava anche bene per Charlotte.
Barnes s’impastava sul raddoppio di Maxiell, lui e Walker orchestravano la transizione due contro uno che vedeva il play fornire l’assist per il centro che andava a schiacciare in maniera violenta a 11:19 per l’82-74. Purtroppo per gli Hornets entrava in scena un protagonista inatteso, Speights (praticamente è lui a far vincere i suoi), il quale con 7 canestri consecutivi e una stoppata, riportava avanti i suoi.
L’ultimo ottenuto passando oltre il ferro e realizzando a 5:24 per l’86-88. Charlotte potrebbe riportarsi in vantaggio ma Roberts non si sistema bene con i piedi per la tripla, tira un po’ affrettatamente per cercare di sfruttare la sua libertà, ovviamente la conclusione non va e l’istinto killer di Thompson dall’altra parte fa la differenza.
I suoi 3 punti su assist di Green per l’88-93 sono quelli che decideranno la gara.
Nonostante Walker si guadagni due tiri dalla lunetta su un’ingenuità difesa dei Warriors, che lo toccano allo scadere dei 24 secondi su un tiro a bassa percentuale, e riporti a -3 i suoi, nei momenti decisivi non riescono a difendere su Curry, il quale realizza il 93-99.
Gli Hornets provano a trascinare il finale, ma il cronometro non era a loro favore nonostante il riavvicinamento.
Finisce con qualche speranza in più per il futuro.

Le prossime due gare a completamento delle 20 partite saranno; domani ad Atlanta (che ha battuto i Pels nella notte) e il 3 dicembre (il 4 notte qui) contro i Bulls, ex squadra del loro proprietario, una sfida impossibile che però promette scintille…

Voti

Walker: 5,5
13 punti (4/16) e 13 assist. Una stazione centrale. Dopo le ipotetiche critiche palesate alla costruzione della squadra degli Hornets con due giocatori a cui piace costruire l’azione (che secondo me è un idiozia, più gente hai che sa giocare e meglio è…), lui si prende la scena. Divino negli assist, scandaloso al tiro. Se Clifford riuscisse a mettere in campo qualche tiratore (Neal è fuori e anche un migliorato MKG pure) e a limitare i suoi tiri, sarebbe perfetto.

Stephenson: 6
11 punti (3/8), 5 rimbalzi, 8 assist ma 6 palloni persi. Qualche tentativo d’assist al fulmicotone che non riesce. Sempre un po’ sottotono al tiro. Deve dare di più se vuole che Charlotte vinca.

Henderson: 6,5
6 punti (3/5) buona media al tiro. Poco in campo. Discreto.

Zeller: 7
15 punti (4/8), quasi la metà ottenuti dalla lunetta. Energia pura, sfrutta la benedizione dell’infortunio di Williams. 14 rimbalzi e fa meglio del suo avversario.

Jefferson: 6,5
18 punti (8/16), 5 rimbalzi e 2 stoppate. L’uomo su cui si può sempre contare. Gira intorno sempre al 50%. Fa vedere un buon basket. Annulla Bogut, ma non gli riesce, come a Biyombo, di annullare uno Speights da 27 punti.

P.J.Hairston: 5,5
8 punti (3/10), 1 stoppata e 4 rimbalzi. Un pauio di triple considerevoli, ma non deve sprecare così tanto.

Biyombo: 5,5
8 punti (4/8) e 8 rimbalzi. Sarebbe buono… Era partito benissimo, difesa, attacco, purtroppo Speights si porta fuori dal suo raggio d’azione e lui collassa. Quando si stava prendendogli le misure il suo tempo a disposizione di rotazione scade.

Roberts: 6,5
20 punti con 8/12 dal campo. Preso ormai come shooter più che come play dimostra di avere molti punti nelle mani, ma dimostra di non essere freddo nei momenti decisivi dove compie sempre i suoi errori, probabilmente è tensione.

Maxiell: 6
2 punti (1/4). Schiacciata che vale il biglietto.

Coach Clifford: 6,5
Non ho visto cose aberranti nella notte, anzi, la squadra mi è sembrata in ripresa, anche grazie a Zeller. Che qualcuno ce la mandi buona per vincere le prossime 3 o 4 gare, sono indispensabili per poter rientrare in ottica playoffs, oppure sprofondare quasi definitivamente.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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