Game 18; Charlotte Hornets VS Golden State Warriors 99-116

Sottottolo; occasiHornets persa.

Nella Dell Curry night i colleghi Collins e Ready insieme al festeggiato.

Nella Dell Curry night i colleghi Collins e Ready insieme al festeggiato.

Nella Dell Curry night, gli Charlotte Hornets avevano un’opportunità di battere i Golden State Warriors, squadra che non ha ancora perso in stagione che si porta sul 20-0 dopo questa sera.
Charlotte ha messo in campo subito grinta e corsa ma non è bastato, Thompson (21 punti) ha iniziato a segnare per i californiani mentre Charlotte in attacco non ha tirato bene, ha subito a rimbalzo e quando un Curry ancora quieto ha iniziato la sua sfida personale con il canestro terminando a 40 punti, Charlotte non ha più retto l’urto finendo per implodere nel terzo quarto.

Jeremy Lamb, 13 punti (5/13).

Jeremy Lamb, 13 punti (5/13).

I Golden State Warriors alla Time Warner Cable Arena si presentavano per ottenere la ventesima vittoria con; S. Curry, Thompson, B. Rush, Dr. Green, Bogut, mentre Charlotte in maglia nera Buzz City, senza Jefferson che starà fuori almeno due settimane, mandava in campo; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams, Zeller.

I Warriors si presentavano subito da campioni in carica con Thompson abile a schermarsi e a segnare in jumper a 11:46 dalla diagonale sinistra ma Zeller a 11:28 in entrata frontale veniva tirato giù fallosamente, così dalla lunetta Cody ristabiliva la parità.
Thompson dalla baseline sinistra segnava ancora ma Charlotte nonostante l’errore di Batum e l’errore di Marvin Williams in floater, trovava sulla stessa azione il tap-in di Batum per il 4 pari a 11:02.
Un altro tap-in, questa volta di Williams portava in vantaggio i Calabroni, Charlotte però non era nemmeno rientrata tutta che Golden State lanciava Thompson che con una tripla riportava in vantaggio gli ospiti, tuttavia Batum a 10:10 con una tripla dalla top of the key segnava i punti del 9-7.
Golden State comunque prima pareggiava (assist di Curry per Dr. Green da vicino) e poi passava in vantaggio allungando con tre triple (ultima di Thompson a 7:23) che doppiavano il punteggio dei Calabroni (9-18), i quali interrompevano la striscia solo dalla lunetta con Batum a 6:41 abile a infilare entrambi i palloni da fermo.
Charlotte soffriva un po’ anche sotto le plance e Bogut realizzava l’11-20 dopo aver catturato un rimbalzo offensivo.
Mentre Walker sbagliava una tripla, dall’altra parte Curry era più preciso andando a segnare tre punti, Zeller replicava in parte dalla top of the key, ma il figlio di Dell era ormai acceso e sganciava un lungo tiro da 3 punti a 5:21 che s’infilava ancora nel canestro Batum a 4:22 in jumper poteva solo fa segnare il 15-28, Charlotte però realizzava con Lamb da 3 punti, infine a 1:40 Kaminsky per un contatto con Green andava in lunetta non sprecando lberi.
A 1:23 D. Green innescava Livingston che in back door spuntava fuori vicino al canestro per l’alley-oop vincente.
Charlotte racimolava tre punti tra tiri dal campo e FT, ma Ezili dopo un errore di Curry trovava il pallone che cercava lui per la schiacciata.

Spencer Hawes, 12 punti (5/9).

Spencer Hawes, 12 punti (5/9).

Il secondo quarto vedeva Marvin Williams ricevere un passaggio in verticale e segnare due punti proprio da sotto, poi era Speights con un catch n’shoot a mettere il +9 Warriors.
Questo era il primo di una serie di canestri che montavano un parziale di 9 punti che allontanavano i californiani sul 25-41.
Lamb realizzava solo un libero giusto per spezzare il parziale…a 8:47 arrivava anche l’alley-oop di McAdoo.
A 8:08 era Kaminsky a far capire che c’era anche gente venuta per vedere una partita (che stava già scappando via) con la tripla del -13.
A 7:31 Hawes segnava con un bel reverse lay-up.
Charlotte tornava a 4:21 a -10 con Marvin Williams (38-48), mentre Batum riusciva a metter dentro un tiro dalla media destra sebbene marcato e dal coefficiente difficile per il -8.
Marvin Williams stoppava imperialmente Thompson, ma Curry dopo un errore di Batum al tiro, segnava un gioco da tre punti.
La gara nel finale di primo tempo rimaneva equilibrata, Hansbrough a contatto a 1:21, alzando la parabola sul tiro a una mano metteva dentro. Thompson segnava il 51-60 mentre Walker sulla sirena andava alla sospensione dopo le finte e lo step back armonico ma non riusciva a segnare.

Le Honeybees, unico raggio di sole nella notte Charlotte.

Le Honeybees, unico raggio di sole nella notte Charlotte.

Le Honeybees impegnate nel lancio delle magliette.

Le Honeybees impegnate nel lancio delle magliette.

Nell’intervallo la franchigia, alla presenza delle sorelle, della mamma, della moglie e dei figli, escluso Seth impegnato con i Kings, compreso “l’avversario” di serata, premiava Dell Curry, commentatore tecnico per Fox degli Hornets, nonché mio giocatore preferito da sempre, recordman della franchigia in diverse statistiche, oltre che persona capace, simpatica e stimata (con gli auguri a pioggia da molti personaggi NBA compreso Silver) ultimo, padre di colui che gli e ci ha rovinato la festa nella notte, un certo Stephen.

La grafica che ricorda Curry come primatista di franchigia in diverse classifiche.

La grafica che ricorda Curry come primatista di franchigia in diverse classifiche.

David Wesley, commentatore a NOLA, nonché ex Charlotte Hornets fa degli auguri scherzosi a Del Curry.

David Wesley, commentatore a NOLA, nonché ex Charlotte Hornets fa degli auguri scherzosi a Del Curry.

Nel 3° quarto le distanze rimanevano intorno ai 10 punti ma a metà tempo le cose sembravano cambiare a favore dei Warriors; GSW segnava più volte.
Con Curry a 8:16 che fintava e andava dentro a sinistra per l’appoggio vincente allargandosi oltre il tentativo di stoppata da parte di Kemba rientrato su di lui, a 7:55 da una rimessa dal fondo Rush tutto solo schiacciava, Zeller si faceva stoppare dallo stesso Rush e a 7:26 uscendo da un blocco, Walker finiva per toccare Curry sul tiro da tre punti.
Tre liberi assegnati a favore del play dei Warriors nonostante le proteste vibranti di Clifford.
Il – 17 (55-72) era difficile da colmare, ma dopo sette punti di Lamb composti da un bel canestro dell’ex OKC entrato in area di corsa e arrestatosi per trovar spazio per il tiro a 7:06, una tripla da marcato a 6:38, una transizione con passaggio finale di Walker per altri due punti di Lamb e una mega dunk a distruggere il canestro da parte di Zeller (servito da Walker in passaggio schiacciato) che s’infilava nella difesa in mezzo a due difensori sverniciando anche Bogut a 5:13, gli Hornets arrivavano sul -8 (64-72) e la panchina dei Warriors era costretta a chiamare time-out.
Dopo la pausa i bianchi tornavano sul parquet concentrati e cominciavano nuovamente a macinare gioco; Curry si accendeva e a 4:57 appoggiava facile al tabellone sulla sinistra andando via in scioltezza a Walker e depistando Zeller, a 4:01 Curry dopo un’azione dei Warriors non andata a buon fine si trovava un pallone fra le mani nel corner sinistro e colpiva da tre punti, a nulla servivano i due liberi mancati di Dr. Green per fallo di Kaminsky inabile a contenerlo e il canestro di Batum in uno contro uno forzato che il ferro dopo un rimbalzo verso il tetto dell’arena spediva nella retina. Nel finale di quarto decideva la gara Stephen Curry, Lamb perdeva un pallone e il play avversario chiudeva in transizione, a 1:45 colpiva da tre punti, Walker tentava di replicare dall’altra parte in entrata a sinistra, arrivato sotto e marcato alzava un tiro a campanile che discendeva nella retina evitando la stoppata, ma non c’era nemmeno il tempo di gioire che Curry colpendo nuovamente e micidialmente da 3 punti segnava il 68-85.
Gli Hornets si giocavano le ultime speranze con l’asse Lamb/Kaminsky a 1:07 per due punti ma ormai la macchina Curry si era messa in moto e andava a segnare senza fatica apparente in entrata, come se avesse una marcia in più di tutti gli altri, a :33.3 ormai in confidenza con il canestro di “casa” segnava da oltre l’arco e a tre secondi dalla fine del penultimo quarto buttava dentro un altro pallone da lontano nonostante il tentativo di disturbo di Hawes.
Il 72-93 decretava sostanzialmente la fine della gara.

Nell’ultimo quarto di garbage time spazio alle panchine con poche soddisfazioni per Charlotte che dal -21 terminava sul -17 finale con una tripla di Lin al secondo tentativo a 10:46 da menzionare, oltre a un bel movimento sul posto nel pitturato di Hawes che disorientava l’avversario estendendo il braccio con finta di passaggio, giro e tiro smarcandosi vincente, una bella schiacciata di Hansbrough a 5:17, i primi punti di Harrison e i diversi punti di Frank The Tank, il quale portava il bottino personale a punti senza che Charlotte potesse minimamente comunque rientrare in partita.

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Pagelle:

Walker: 4
4 pt. (2/16), 2 assist e 3 rimbalzi. Curry mette uno 0 in più nei punti finali. Kemba fallisce totalmente la gara, contro di lui c’è un assassino che fa quel che vuole e Kemba durante la serata ne soffre, sicuramente anche in un confronto simile Walker è in grado di far molto meglio.

Batum: 6
17 pt. (6/15), 8 rimbalzi, 3 rubate, 3 assist, 2 stoppate. Soffre Thompson a inizio gara, poi fa la sua onesta partita giocata su tutto il parquet.

P.J. Hairston: 5,5
0 pt, 1 assist, 1 stoppata. Non dura 5 minuti in campo. Non un granché come al solito, però ha la soddisfazione di mettere una stoppata a referto.

M. Williams: 5
6 punti (2/9), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. A parte la gran stoppata Marvin su Thompson, fallisce troppi tiri da fuori che di solito mette e gli Hornets si distanziano senza più rientrare in gara. Qualche rimbalzo ma % al tiro troppo bassa.

C. Zeller: 5
6 punti (2/6), 3 rimbalzi in 17:09. Troppi pochi rimbalzi per un centro, surclassato. Una dunk mostruosa di ricordo della serata in faccia a Bogut è l’unica soddisfazione di una serata un po’ storta per la squadra.

Lamb: 6
13 (5/13), 4 rimbalzi. Serata un po’ storta al tiro per Lamb rispetto alle sue medie di tiro abituali, il quale comunque da una spinta a Charlotte nel terzo quarto con 7 punti consecutivi e il -8, ma dopo il time-out sia lui che la squadra spariscono.

Kaminsky: 5,5
16 punti, il suo record con un 5/8, un rimbalzo e un assist in poco meno di 25 minuti. In difesa è costretto spesso al fallo, non riesce a catturare rimbalzi e non è sempre irreprensibile, compensa un po’ con i punti nel garbage time.

Hawes: 6,5
12 punti (5/9), 5 rimbalzi, 2 assist. Rispetto ad altri lunghi non demerita. Fa il suo segnando anche un paio di bei canestri in circa 20 minuti sul parquet. Intorno a lui non c’è molto però.

Lin: 6
5 punti (1/2) in 13:24, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Clifford lo fa giocare meno del solito, sceglie di non usare la stessa arma dei Warriors. Lui fa la sua partita quando le cose ormai sono già andate.

Roberts: 6,5
5 pt. (2/7), 6 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. Un +8 accumulato anche nel garbage time. Clifford insiste con lui in serata. Non una grande serata al tiro ma balzano all’occhio i 6 rimbalzi per un play che aveva voglia di andare a prenderseli e di lottare. Bene negli assist in 19:52 minuti sul parquet.

Hansbrough: 6,5
8 punti (3/3), 8 punti, 3 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Un +5 di plus/minus. L’idolo locale lotta e si fa prestare i polpastrelli da Lamb, anche quando la palla gli va sul ferro finisce per entrare. In 10:40 contro la panchina avversaria non proprio rilassata, fa vedere di saperci comunque fare e di aver voglia di ritagliarsi più spazio in campo.

Daniels: 5,5
5 punti (1/5), 1 rimbalzo, 1 rubata. +9 di +/- ma dopo una bella tripla segna solo due liberi. Era tempo spazzatura ma da lui ci si aspetta di più.

Harrison: 6
2 pt, 1 rimbalzo in 6:31. Arrivano i primi due punti in carriera per lui, ma anche due errori dalla lunetta. Pescato per dargli un po’ di soddisfazione sul parquet.

Coach Clifford: 6
Scelta particolare quella di far partire Cody in quintetto preferendolo a Hawes essendo senza Jefferson. Forse per energia Cody è migliore rispetto al compagno, il quale però ha più esperienza. Giustamente per tentare il recupero si gioca anche carte come Roberts (abile tiratore), oltre che i soliti Lin e Lamb, tuttavia stasera i suoi non sono in forma e il pubblico non ha la soddisfazione di vedere una partita realmente combattuta. Ora testa a Chicago, cercando di non sbagliare partita.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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