Game 30; Charlotte Hornets Vs Los Angeles Lakers 108-98

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Sottotitolo; Walk on Kobe

Kemba Walker devastante in serata.

Kemba Walker devastante in serata.

Gli Charlotte Hornets dovevano vincere per rimanere agganciati al treno playoffs e tenendo fede alle premesse l’hanno fatto, anche se il fantasma Bryant aleggiava sulla Time Warner Cable Arena. A passeggiare sui resti di Kobe (20 pt. con 5/20 al tiro) però è stato Kemba Walker, il quale ha chiuso con 38 punti, 6 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate e 2 stoppate la sua prestazione. I Lakers hanno tenuto per tre quarti e mezzo, ma nel finale gli Hornets più abili in transizione sfruttavano questo tipo di situazione; prima con un gioco da tre punti di Walker, infine dopo un sottomano mancato da Bryant raddoppiato sotto canestro, arrivava l’assist smarcante di Zeller con inchiodata da Batum. Hornets in fuga sul +8 (a 4:03) che salutavano definitivamente i gialloviola.
I Lakers scendevano sul parquet della Time Warner Cable Arena in divisa viola con il seguente quintetto; Clarkson, L. Williams, Bryant, Nance Jr. e Hibbert, mentre I Calabroni in maglia nera schieravano; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams, e Cody Zeller, con quest’ultimo ancora confermato, probabilmente in attesa che Jefferson si renda veramente pronto a tornare ai suoi massimi livelli.
I primi a passare in vantaggio erano i gialloviola a 11:37 con un turnaround di Hibbert, ma in un duello tra centri rispondeva dal pitturato alzando la parabola Zeller, tiro frontale senza problemi e 2-2. Hibbert provava ad andare nuovamente contro Zeller ma non riusciva a batterlo questa volta, così i Calabroni passavano avanti per la prima volta in serata grazie a Marvin Williams, il quale arrivava da destra tagliando in back-door facendosi trovare pronto per il passaggio schiacciato effettuato in corsa da Walker. Facili i due punti, così come l’open da sinistra di Nance Jr. che riportava la situazione in parità. A 8:34 arrivava il primo canestro di Bryant della partita ottenuto con una bomba che mandava a +3 i Lakers, una parte della Time Warner Cable Arena non era decisamente contenta per i possibili trascorsi che Kobe avrebbe potuto avere a Charlotte e disapprovava sonoramente. Batum però s’inventava l’assist schiacciato in orizzontale per la schiacciata di Zeller in corsa a 8:14 e a 7:45 ne metteva due personalmente e ravvicinatamente, tuttavia una dunk di Hibbert riportava al comando gli ospiti di un punto. Sempre Batum lanciava la sfera dalla sua metà campo nello spazio aperto, P.J. agganciava e da sotto tutto libero sorpassava nuovamente i Lakers che tuttavia non ci stavano a far da comparse e controsorpassavano con Nance Jr.. P.J. Hairston dall’angolo destro segnava una tripla che portava la gara sul 13-11 a favore della Buzz City. Hornets che ottenevano un’altra tripla da P.J. dalla diagonale destra (ottimo palleggio di Walker chiuso con una finta che disorientava il difensore, passaggio dentro per Batum in post basso sinistro e apertura del francese in diagonale per la nostra ala piccola) per la bomba del +5 (16-11). L. Williams per I Lakers con una tripla riportava a -2 la squadra di Scott ma a 5:20 Kemba con un jumper dopo lo step-back ridava un margine di sicurezza agli Hornets. Zeller impegnato nella fase finale di un alley-oop era fermato fallosamente da Hibbert, i suoi due liberi però andavano a vuoto e Bryant schiacciando un pallone sul parquet in verticale metteva a disposizione di Nance una sfera che l’ala gialloviola agganciava e sparava con una dunk nel canestro. Lin era cancellato da Hibbert che stoppava il suo tentativo d’entrata, ma Kemba con una tripla portava il punteggio sul 21-16 ridando il +5 ai padroni di casa. A 3:48 arrivava uno dei più larghi vantaggi di serata (+7); transizione di Walker e classico passaggio smarcante appena a lato (destro) per Batum, il quale senza opposizioni varie ed eventuali poteva far saltare il canestro dei Lakers in schiacciata. Bryant e Kaminsky dalla lunetta facevano bottino pieno, poi Bass segnava due canestri di fila, per quattro punti che riportavano a -1 i Lacustri, tuttavia Walker rispondeva passando dietro a Kaminsky, Frank dava la possibilità alla nostra PG di giocare il pick and roll ma Walker preferiva andare personalmente a chiudere con un floater vincente in area. Bass per i Lakers metteva altri due punti a 2:55 ma i Calabroni finivano forte con un tiro dalla media baseline destra di Kemba, abile a liberarsi dopo il palleggio e con Lamb che in transizione a circa 6 secondi dalla fine segnava il canestro ma non il libero aggiuntivo.I teal & purple comunque finivano avanti il primo periodo 31-26.

L'ex gialloviola Jeremy Lin (13 pt.) e Kobe Bryant.

L’ex gialloviola Jeremy Lin (13 pt.) e Kobe Bryant.

 
Lakers incollati alla gara anche nel secondo quarto, dopo il canestro di Bass, Young per un fallo su un suo tiro da fuori potrebbe pareggiare, ma il suo 2/3 manteneva Charlotte in vantaggio di un punto.
A 9:32 però Lamb era costretto a commetter fallo sulla transizione di Randolph dopo la palla persa da Lin in attacco e gli ospiti pareggiavano a quota 34.
D’Angelo Russell in back-door da destra andava a ricever palla e a portare in vantaggio gli ospiti di due punti ma P.J. Hairston poco dopo in entrata segnava e veniva toccata dal n°23 avversario; gioco da 3 punti e Hornets sul 37-34 a riprendersi un esiguo vantaggio.
Bass da sotto e Lin a 7:45 continuavano la serie di saliscendi nel punteggio, Kaminsky a 7:20 si avventurava nel pitturato alzando un veloce mezzo gancio a una mano trovava anche il 41-38 ma L. Williams rispondeva non facendo salire l’altitudine delle montagne russe a favore di Charlotte.
La Buzz City trovava però un protagonista inaspettato in P.J. Hairston che dal palleggio andava sul lato sinistro per colpire in uno contro uno in fade-away; confidenza e precisione, per Bass non c’era nulla da fare, canestro del 43-40.
Bryant dalla lunetta riduceva lo scarto al minimo, Batum con due punti lo faceva tornare a un possesso lungo, poi Walker danzava davanti a Clarkson dalla baseline destra andando anche a contatto a un certo punto senza che il difensore riuscisse a portargli via la sfera, comunque sia Kemba s’issava per colpire da de punti e la squadra del North Carolina a 5:34 tornava a cinque punti di vantaggio.
Kobe con una bella entrata teneva vivi i suoi, anche se poco dopo Zeller in area riusciva con un passo verso destra a sganciarsi dalla marcatura di Hibbert e a mettere una schiacciata a una mano.
K & K (Kobe e Kemba) dalla lunetta aggiungevano due punti a testa, poi era la volta di Hibbert; prima schiacciava appendendosi e facendo tremare il ferro, poi stoppava Kemba, così Bryant con un gioco di prestigio in entrata riusciva a eludere l’intervento di due difensori e a far carambolare la palla a spicchi nella retina.
A 2:30 il reverse lay-up di Cody dava un margine di tre punti ai neri di casa (53-50) ma i Lakers ribaltavano il vantaggio con una tripla di Bryant a 1:17 per il 55-57 che entusiasmava i tanti tifosi Lakers presenti nell’Alveare.
Un elbow jumper di Batum dalla media ristabiliva la parità che permaneva anche dopo i liberi splittati da Lin e Clarkson.
Il punteggio a metà gara era in perfetto equilibrio; 58-58 quando ancora rimanevano due quarti per decidere il vincitore.
Batum, doppia doppia per lui con 15 punti e 11 assist...

Batum, doppia doppia per lui con 15 punti e 11 assist…

 
Nel terzo periodo Kemba faceva prender tre punti di vantaggio a Charlotte; passaggio per Batum il quale restituiva il pallone a Kemba per un open da 3 punti che fruttava agli imenotteri il 63-60.
Tutto vano poiché Clarkson rispondeva al fuoco pesante a 8:37 ridando la parità agli ospiti.
A 6:52 Hibbert con un circus shot su una gamba lanciava palla sulla tabella che a sua volta la faceva cadere nella retina, Lin con un’azione da manuale entrava estendendo il braccio destro lateralmente per un appoggio non semplice visto il contatto falloso con Hibbert; gioco da 3 punti e 68 pari.
A 6:27 esplodeva Clarkson in schiacciata che posterizzava Kemba e Marvin, Charlotte più sobriamente si affidava al jumper dalla media-sinistra di Batum, il risultato erano sempre due punti e l’aggancio sul 70 pari.
A 5:30 Kemba sfrecciava in diagonale e aumentando velocità tagliava la difesa ospite da sinistra a destra, giunto sul fondo era chiuso ma scaricava su Zeller che a sinistra del canestro metteva due punti facili per il vantaggio dei padroni di casa.
A 5:09 Russell mancava il secondo di due liberi concessi; la beffa arrivava dal ferro, il pallone compiva un giro lento e ipnotico sull’anello rimanendo in bilico incerto se entrare o uscire, alla fine la sfera prendeva lo svincolo esterno e i Calabroni recuperavano palla a rimbalzo mantenendo uno strenuamente un +1.
Batum ci provava ma la sua conclusione non entrava, gran tap-out di Marvin Williams e bomba di Lin per il +4 a 4:09.
A rovinare ancora tutto però era questa volta Young da 3 punti, 75-74 solamente diciannove secondi più tardi e sorpasso Lakers a 3:04 con il loro numero 6 dalla lunetta.
Zeller e Batum aggiungevano due punti a testa per Charlotte ma a 1:51 Young sparando una tripla sopra Walker rimandava ostinatamente la gara sulla posizione di parità, questa volta a quota 79.
Nel finale di tempo però gli Hornets prendevano quattro punti di vantaggio soprattutto grazie a Walker.
Il periodo si chiudeva sull’85-81.
Frank Kaminsky, uno dei 4 panchinari di Charlotte che nella notte hanno messo piede sul parquet.

Frank Kaminsky, uno dei 4 panchinari di Charlotte che nella notte hanno messo piede sul parquet.

 
Walker iniziava nel migliore dei modi anche l’ultima frazione; palla rubata e appoggio rocambolesco a 11:17 per il +6 Hornets.
A 9:36 però Randolph era l’artefice del -1 Lakers con un’entrata acrobatica nel pitturato.
Ventun secondi più tardi Kemba rispondeva in fade-away e a 8:32 sempre la nostra PG con un easy two su Russell si rendeva protagonista del +5.
A 5:53 Kemba subiva fallo e riusciva a mettere il canestro ma Russell buttandosi in mezzo a due difensori segnava il 96-92.
Altro jumper di uno scatenato Walker a 4:33 per il 98-92, dall’altra parte i Lakers si affidavano a Bryant, il quale raddoppiato nell’angolo destro passava a Hibbert sulla linea di fondo, scatto del Mamba che tentava velenosamente (una volta ripresa palla grazie al passaggio corto dell’ex centro dei Pacers) di mettere un sottomano sinistro, ma un raddoppio delle guardie dei Calabroni all’imbocco del nido non permetteva al serpente di sputare il suo veleno; tiro inefficace e palla recuperata da Charlotte, la quale a sua volta colpiva mortalmente pungendo in transizione i Lakers.
Palla a Zeller, assist teso per Batum oltre le maglie viola e schiacciatona inchiodata dal francese per il 100-92 a 4:05.
Lakers con le polveri bagnate nel finale; Marvin Williams recuperava un rimbalzo importante, Batum rubava a Kobe un pallone; la difesa di Charlotte funzionava e a 2:57 Clarkson spingeva Kemba da dietro consentendo alla nostra PG di alzare il punteggio personale nonché di dare il +10 Hornets (102-92).
Kobe da 3 punti a 1:38 dava un quarto di speranza ai Lakers con i punti del 102-95 ma Kemba confezionava il +10 con un passaggio per Marvin, il quale gli restituiva il pallone sulla diagonale sinistra schermandolo anche un po’ al contempo; tripla e gara definitivamente chiusa.
Abbracci per Kobe con Clifford, Hairston, Batum e Kemba, Lakers a casa a mani vuote mentre Charlotte ottiene una vittoria importante in chiave playoffs in una Conference che sta stupendo molti per il livello di competitività raggiunto.
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Pagelle:
 
Walker: 8,5
Kemba segna 38 punti, smista assist, recupera palloni, domina la serata rubando la corona di Re al vecchio Mamba, che per inciso personalmente non amo dopo il suo “rifiuto a Charlotte”. Come giocatore non si discute ovviamente, come persona non ho elementi oggettivi per giudicarlo (discorso lungo e complesso, sicuramente controverso), certo è che la sua passerella in North Carolina ha diviso molto la tifoseria tra chi lo odia e chi lo ama. Personalmente non lo odio e non lo fischierei, tuttavia nella serata lascia spazio al giovane Kemba, speriamo stellina sempre più emergente. Jordan ci crede, lui trova serate in cui brilla di luce propria, pulsa e risplende offuscando comunque un Kobe da 20 punti.
 
Batum: 7,5
15 punti, 5 rimbalzi, 11 assist, 1 rubata. Peccato per lo 0/6 da tre punti ma compie un’ottima difesa su Bryant quando c’è lui e illumina il gioco con 11 assist. Quando dicevamo della sua importanza come passatore… Chiude la gara con una bella schiacciata.
 
P.J. Hairston: 7
13 pt. e 1 assist. In campo 19:17 commette 4 falli ma trova in attacco quella confidenza importante per le realizzazioni di Charlotte.
 
M. Williams: 6,5
2 pt., 11 rimbalzi, 3 assist. Quieto in fase realizzativa, i suoi rimbalzi però sono importanti.
 
C. Zeller: 7
16 pt., 8 rimbalzi, 2 assist. Si fa valere sotto le plance contro un avversario più quotato sulla carta. Buona serata dimostrata dal suo 8/10 dal campo e dai rimbalzi che cattura. Speriamo possa continuare a farsi valere mentre Jefferson sembra ancora convalescente.
 
Lin: 6,5
13 pt., 6 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Tre palloni persi, uno costa due punti facili contro, tuttavia Lin spinge e trova spesso buoni canestri o assist. La sua ex squadra anche se lo conosce non riesce a limitarlo.
Kaminsky: 6
6 pt., 4 rimbalzi, 2 stoppate. Frank gioca poco più di 20 minuti e fa la sua onesta partita. Non benissimo al tiro, bene in stoppata dove spesso ci prova anche commettendo fallo una volta.
 
Jefferson: 5
3 punti, 4 rimbalzi in 14 minuti. Non bene al tiro con un ¼ e anche due turnover. Lontano da una buona condizione anche se lo si vede magari cercare di prender velocemente posizione in difesa. In attacco mancano ancora le misure in partita.
 
Lamb: 5,5
2 pt., 2 rimbalzi, 2 rubate, 1 assist in 11:53. Potrebbe far anche meglio. Ci procura un fallo contro e tira con un 1/3, da qualche partita involuto, speriamo si riprenda presto, contro i Clippers servirebbe, manca da un paio di gare la sua spalla Hawes, chissà che sia per lui talvolta come gli spinaci per Braccio di Ferro.
 
Coach Clifford: 6
Passa la serata a scherzare e abbracciare Kobe più che a dirigere la squadra. Non sembra preoccupato, però i Lakers tirano la gara alla lunga. Kemba ha sostanzialmente carta bianca e licenza d’uccidere. La risolve lui senza troppo bisogno di Clifford in serata, anche perché la squadra sfrutta le transizioni in maniera proficua.

 

 

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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