Game 43; Charlotte Hornets Vs Miami Heat 78-76

I Miami Heat si presentavano alla Time Warner Cable Arena decisi a vincere per mantenere il loro settimo posto.
Gli Hornets invece volevano a tutti i costi vincere la gara per rientrare in zona playoffs.
Sicuro ne sarebbe uscita una battaglia incandescente, una sfida al calor bianco visto che stiamo parlando degli Heat.
Kemba Walker rientrava in campo con qualche problemino al ginocchio e Jefferson partiva dalla panchina, dall’altra parte c’era anche Wade, pure lui alle prese con dei fastidi, in più agli Heat mancava il loro centrone di riserva Hassan Whiteside, che avrebbe potuto dar fastidio agli Hornets, i quali sono stati bravi nella lotta a rimbalzo, hanno sfruttato il vantaggio e lottato sino alla fine su ogni pallone vincendo la sfida nonostante il calore degli Heat nel finale abbia tentato di uccidere i Calabroni, usciti indenni e più convinti da questa gara.

Gerald Henderson in sottomano. 11 punti e una buona prova difensiva.

Gerald Henderson in sottomano. 11 punti e una buona prova difensiva.

Gli Heat scendevano sul parquet in maglia rossa guidati dal solito Spolestra con; Chalmers, Wade, Granger, Andersen e Bosh.
Gli Hornets, oggi color teal, guidati da Clifford proponevano lo starting five seguente; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Biyombo.

Partenza fredda per gli Charlotte Hornets che incassavano lo 0-2 di Wade e mancavano qualche tiro.
Il primo punto arrivava su un libero per opera di Kidd-Gilchrist a 10:28, dopo una sua entrata non andata a buon fine, Biyombo aveva tenuto vivo il rimbalzo che era tornato nelle mani dell’ala piccola.
A 10:09 Miami guadagnava due liberi per un blocking foul chiamato a Walker che a mio parere era già fermo prima del contatto.
Chalmers comunque segnava l’1-4, però gli Hornets continuavano ad avere seconde occasioni, su una di queste Henderson trovava la difesa degli Heat aperta al centro come il Mar Rosso e s’infilava per il sottomano del 3-4.
Bosh provava a sfruttare il possibile match up con Zeller ma Cody seguiva la sua penetrazione fino all’anello e faceva sbagliare l’avversario, dopo qualche errore delle due squadre Miami si portava sul +3 grazie ad Andersen che riceveva uno stretto passaggio in area che il bianco chiudeva in schiacciata.
A pareggiare ci pensava Henderson con una tripla a 7:59.
Gli Hornets passavano in vantaggio con Walker ma Wade a pochi secondi dallo scadere dei 24 per il tiro con una tabellata ristabiliva l’equilibrio perfetto sull’8 pari.
Gli Heat si sarebbero potuti riportare in vantaggio con il canestro di Bosh, che veniva annullato per essersi aiutato troppo con i gomiti su Zeller.
A 5:50 arrivava l’ovazione del pubblico per Biyombo, il quale conquistava un altro rimbalzo (errore di Hendo) e attorniato da diversi dei giocatori degli Heat si liberava inarcandosi all’indietro su un’ipotetica retta diagonale sinistra, spazio cercato e canestro trovato di tabella per il 10-8.
Biyombo riconcedeva il vantaggio agli Heat quando Wade in area metteva il canestro con Biyombo che abboccando alla finta saltava andando a contatto con la guardia in maglia rossa.
10-11 che durava poco. Roberts in attacco dava un pallone troppo forte a Biyombo che in qualche maniera si salvava in mezzo a tre difensori in tuffo sulla palla a spicchi, uno dei quali però, toccava linea di fondo. Brian si rifaceva vedendo il movimento rollante di Zeller che in post basso chiudeva segnando e subendo fallo poiché il rientro di Miami era tardivo e precipitoso.
Cody dalla lunetta completava il gioco da 3 punti per il 13-11.
Charlotte estendeva il vantaggio con Williams (lungo due dal lato sinistro) e con Lance che beneficiava del giro palla degli Hornets per una partenza sparata a 3:20 conclusa in appoggio.
Ancora Stephenson riusciva a liberarsi con una finta di passaggio a 2:38 per entrare facilmente in una difesa di Miami un po’ distratta.
Il 19-11 era rintuzzato da Chalmers, giocatore che dava fastidio agli Hornets in questo primo quarto.
A 2:02 un buon pick and roll tra Lance e Big Al portava il centro a mettere due punti facili da sotto. Heat che tornavano quasi a un possesso con 4 liberi consecutivi, sugli ultimi due Roberts rischiava un po’ andando pesante sul contatto in aria con Ennis.
Charlotte rispondeva comunque con altrettanti punti, due di Roberts dalla lunetta e due di Jefferson a 1:01 che si liberava dell’avversario con finte sul posto contrapposte velocissime e metteva un gancio solo cotone per il 25-17.
Lance pasticciava un po’ nel finale ma gli Hornets chiudevano sul 25-17 il primo quarto.

Il secondo quarto iniziava con Roberts che metteva una tripla from downtown a 11:40 per il 28-17, grazie a un buon movimento palla della squadra.
Chalmers continuava a infastidire la retroguardia degli Hornets anche in questo secondo quarto andando a segno e tentando l’entrata.
Neal nel secondo caso sceglieva di spintonarlo mandando Mario in lunetta.
Questa volta però il giocatore di Miami faceva 0/2.
Iniziava a scaldarsi Bosh, che marcato da Jefferson metteva comunque il tiro. Una correzione da sotto canestro si Ennis valeva il 28-23 e coach Clifford chiamava time-out prima di ulteriori danni.
Al rientro in campo Big Al faceva valere le sue doti cestistiche facendo saltare Bosh e appoggiando comodamente il pallone del 30-23.
Zeller allungava a 32 con 2 liberi, ottenuti mentre tentava un reverse layup, Wade non era d’accordo e da dietro cercando la palla, affossava il lungo.
Cody tornava a farsi notare anche in difesa, la sua palata su Ennis salvava il canestro di Charlotte da due punti quasi certi.
Miami segnava con Bosh a 8:00 dalla baseline destra e trovava 3 punti grazie a Sh. Williams che facevano risalire Miami sul -4 (32-28).
Gary Neal riusciva ad andare sulla baseline destra e a prendersi il tiro dopo un autoscontro con un difensore che si distanziava, consentendo alla guardia di segnare il 34-28.
Byombo e Zeller potrebbero dare altri due punti a coach Clifford, ma in quest’occasione non erano bravi a segnare quanto invece nel prendere i rimbalzi che gli consentivano più occasioni, Miami però catturava palla alla fine e Wade con un veloce spin move in area depositava a canestro in transizione.
Charlotte aveva un ottimo momento sui due fronti; Hendo dalla lunetta, Walker in reverse layup su bell’assist di MKG e Biyombo che se ne infischiava dei difensori mettendo una solida schiacciata, sparavano Charlotte sul +10 (40-30). Miami però è squadra in un discreto periodo di forma e lo dimostrava coni tiri di Cole e di Granger (da 3 quest’ultimo) che dimezzavano lo svantaggio a 2.06 dall’intervallo.
Miami arrivava con due liberi di Sh. Williams sino al -3 prima di essere respinta con una tripla di Walker in ritmo a 1:04.
Chalmers e Henderson chiudevano con due punti a testa le ostilità nei primi 24 minuti e si andava al riposo sul 45-39 per Charlotte.

Il terzo quarto si apriva con Zeller che tentava l’appoggio da marcato.
In realtà il pallone lanciato in area da Cody passava sopra il ferro da sinistra a destra, divenendo un assist involontario per Biz che raccoglieva e ringraziava il compagno.
Biyombo era anche fondamentale su Granger in aiuto.
La penetrazione era fermata all’ultimo dall’aiuto del congolese che alzava il clipeo fermando con un blocco da pallavolo il giocatore di Miami.
Gli Heat provavano allora ad affidarsi alla vena di Bosh.
I suoi primi due tentativi andavano a vuoto, ma a 8:51 riusciva a segnare con un buon drive concluso con un particolare appoggio.
A 8:40, un Kemba un po’ in ombra a causa del ginocchio tornava a farsi sentire con una “facile” bomba per il 50-43.
Charlotte riusciva anche a ripartire in transizione; Walker pompava perfettamente e deliziosamente un pallone schiacciandolo in diagonale, il suo era un assist con tempi perfetti per MKG a pochi passi dal canestro, purtroppo arrivava il N°22 degli Heat a rovinare l’azione con un fallo che mandava l’ala in maglia teal in lunetta.
Michael splittava e Wade con un’entrata e appoggio alto al vetro mangiava un punticino a Charlotte.
MKG non si perdeva d’animo e s’infilava verticalmente in area, altro passaggio schiacciato perfetto, questa volta di Zeller dalla linea di fondo sinistra, e pesante jam di MKG che si appendeva al ferro esaltando l’Alveare.
Wade ci riprovava altre due volte, due punti sulla prima azione e air-ball sulla seconda. Biz riceveva un buon pallone da Henderson ma Miami commetteva l’ennesimo fallo da sotto.
Il congolese realizzava un solo libero e si andava sul 54-47.
A 5:39 Henderson segnava dal lato sinistro in controtempo toccato da Chalmers, inutili le civili proteste per il libero supplementare.
Con Charlotte di nuovo in attacco, forse un po’ troppo esaltato Biyombo, invece di aprire il gioco giocava a fare Al Jefferson, palleggio spalle a canestro e giro e tiro che non andava a buon fine.
Miami allora ne approfittava con Bosh, servito da un pallonetto di Andersen che tagliava fuori Zeller in marcatura davanti a Chris.
Il canestro era facile.
Biyombo si faceva perdonare andandosi a prendere l’ennesimo rimbalzo (errore Kemba) e segnando il 58-49 a 4:20.
Anche Birdman si doveva far perdonare qualcosa; con un jumper metteva due punti, in difesa poi andava a stoppare Biz.
A 1:57 MKG in entrata circolare alzava la palla a un braccio per il difficile tiro-gancio in corsa che valeva il 62-53.
Chiudeva le marcature del quarto per Charlotte Bismack Biyombo a 1:29, il quale sfruttava il crossover di Stephenson che passando in mezzo a due difensori aveva lo spazio per un ravvicinato passaggio in diagonale per il post basso del congolese.
Biz andava su, nessuno lo fermava anche con il fallo, schiacciata sfacciatamente appesa e libero realizzato per il 65-53.
Ennis chiudeva il quarto per Miami con due punti e si andava all’ultimo e decisivo quarto sul 65-55.

Si era certi che comunque Miami ci avrebbe provato intensificando attacco e difesa nell’ultimo periodo.
Quelli di cui si era meno certi era l’atteggiamento arbitrale, che a inizio periodo penalizzava i Calabroni.
Due falli fischiati subito contro (molto dubbio il secondo) e 4 punti di Wade rendevano la partita più incerta.
Neal si rendeva utile solo a 10:18 con un buon assist per un piazzato open di Jefferson che riportava a +8 Charlotte (67-59).
Il quintetto schierato da Clifford non era ottimale però e Charlotte iniziava a soffrire.
Sh. Williams metteva 5 punti e un po’ di preoccupazione addosso ai fans di Charlotte (67-64).
La tensione saliva quando gli arbitri non vedevano una netta spinta su Roberts.
La palla carambolava fuori consentendo agli Heat di guadagnare la rimessa.
Sh. Williams sbagliava un open 3 e Neal lo imitava tirando male ancora una volta.
La difesa di Charlotte faceva sbagliare anche Napier e Big Al a 7:50 in qualche maniera raccoglieva un pallone nel pitturato che sfruttava per mettere il 69-64.
Le difese si facevano sentire con un buon lavoro e non c’erano canestri fino a quello di Bosh 6:10 che andava over Jefferson.
A 4:43 Stephenson provava a fornire l’assist per Cody.
Niente da fare.
Anche questa volta Miami si salvava con il fallo e Zeller andava in lunetta splittando per il 72-68.
Miami si faceva più temeraria.
Bosh ingannava con una finta Biyombo, ma non Zeller che arrivava alto sul lato destro del canestro per tirar via con le unghie quel pallone.
MKG troppo lanciato in transizione andava a sbattere sul difensore facendo sfondamento e Bosh ne approfittava per una tripla troppo facile che riportava Miami a un solo punto di distanza a 4.05.
Henderson s’incuneava sulla linea di fondo in attacco, ma ben chiuso dalla difesa di Miami finiva a terra e con il perdere palla, sulla transizione bastava poco a Chalmers per provare e segnare un open 3 che mandava avanti gli ospiti di 2.
L’attitudine recente in fatto di vittorie era messa a dura prova perché ora gli Hornets dovevano ribaltare la partita con pochi minuti a disposizione, sebbene il distacco non fosse improponibile.
La gara rimaneva ancorata sul 72-74 perché Walker mancava due tiri, così come Wade, un alto tentativo lo mancava Henderson ai 24 tra quelli di Wade.
Con Charlotte di nuovo in attacco MKG potrebbe pareggiare in transizione, ma era ancora una volta l’ostico Chalmers a fare fallo tattico sul tiro della nostra ala piccola, la quale sconfortava il pubblico amico facendo 0/2 ai FT a 1:40 dalla fine.
Chalmers in attacco tentava la tripla ancora una volta ma il ferro gli diceva no, sul palleggio di Walker lo stesso Mario abbatteva pesantemente il play che si presentava in lunetta a 1:14 per fare 2/2 e pareggiare la gara.
A :56.8 Marvin Williams veniva trascinato a terra su un rimbalzo da Wade e un altro giocatore degli Heat.
Marvin cambiava lato del campo per tirare due liberi che avrebbero dato il vantaggio a Charlotte.
Il vantaggio rimaneva risicatissimo perché il N°2 realizzava solo un tiro. Miami tentava di vincere la gara con le triple.
Sh. Williams non segnava e Walker chiedeva l’isolamento in attacco facendo spaziare la squadra sul campo.
L’entrata velocissima di Kemba era fermata irregolarmente da una manata di Wade al momento dell’appoggio e Kemba a 23 secondi esatti dalla fine metteva i tiri del 77-74.
Bosh a :15.3 approfittava della posizione laterale di Zeller (tutti pensavamo a una tripla tentata) per un’entrata un po’ avventurosa per coordinazione che comunque fruttava due punti agli Heat.
Un fallo di Cole a :12.1 riportava Kemba in lunetta. Il suo ½ lasciava molta incertezza perché una decina di secondi sarebbero stati sufficienti agli Heat per segnare.
Time-out e tentativo frontale di Bosh da tre, il suo tiraccio era recuperato dagli Heat e Chalmers provava dall’angolo sinistro la tripla allo scadere, marcato finiva per tirare corto facendo toccare al pallone il lato del primo ferro, gli Hornets così si salvavano e vincevano un’altra importantissima battaglia.

Gli Hornets hanno vinto la gara dominando a rimbalzo 56-41, questo ha consentito alla squadra di Jordan di avere tante seconde opportunità, anche se hanno tirato meno dal campo è stato solo perché gli Heat hanno preferito spendere falli in diverse occasioni e Charlotte ha regalato qualche turnover, 13 più uno omaggio degli arbitri.

Voti

Walker: 6
15 pt. (4/17), 2 rimbalzi, 1 assist. Statistiche contrastanti. Nullo negli assist, un po’ fuori dal gioco torna a farsi vedere nei momenti decisivi dopo aver sbagliato troppi tiri. Scusabile visto ci fa vincere la gara e che gioca per dare una mano alla squadra, questa l’avrebbe potuta anche saltare se l’avversaria fosse stata più abbordabile.

Henderson: 6
11 pt. (4/13), 4 rimbalzi, 2 assist. Buona difesa su Wade. In attacco qualcosa sbaglia, così come sbaglia a infilarsi alla fine nella difesa di Miami consentendo il contropiede 5 contro 4 agli avversari.

Kidd-Gilchrist: 6,5
8 pt. (2/7), 14 rimbalzi, 2 assist. Una piovra a rimbalzo, va a strappare tutto il possibile agli avversari. Peccato per qualche errore di troppo al tiro, ma quando lui e la squadra difendono così è dura avere la freschezza anche in attacco, freschezza che dimostra in parte nel finale andando a correre in transizione per poi peccare di precisione dalla lunetta.

Zeller: 6
6 pt. (1/8), 12 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppate. Se ci fermassimo all’1/8 dal campo potremmo chiudere tutto e andare a casa. E’ l’anti Bosh. Riesce a fermarlo spesso. L’avversario ha vita più facile contro Jefferson e Williams. Ottima prova a rimbalzo, due buone stoppate e mani d’oro per gli assist. Bisogna richiedere a un’autofficina se abbiano due mani che sappiano anche appoggiare al ferro un pallone.

Biyombo: 7
12 pt. (5/10), 12 rimbalzi, 2 stoppate. Il centro congolese fa il bello e il cattivo tempo. Sta diventando difficile da mettere in panchina…

Roberts: 6,5
5 pt. (1/2), 2 assist, 1 stoppata. Buono il suo contributo anche se limitato a 13:50.

Stephenson: 6
4 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 4 assist. Non male quando non esagera. Deve aumentare la velocità di passaggio in alcune situazioni. Se non perdesse 4 palloni sarebbe da 6,5 visto che quando i suoi assist vanno a buon fine sono sempre al bacio.

Williams: 5,5
3 pt. (1/3), 2 rimbalzi, 1 stoppata in 19:44. Pochino. Un libero sbagliato nel finale che avrebbe potuto beffare Charlotte.

Jefferson: 7
12 pt. (6/11), 4 rimbalzi, 2 stoppate, 1 rubata. Considerando che è la sua seconda partita sta già girando bene. Parte dalla panchina e porta punti agli Hornets. Ora alza almeno il braccio in difesa.

Neal: 5
2 pt. (1/5), 3 rimbalzi. Aveva iniziato con un buon tiro Gary. Era da due punti. Poi ha tentato 4 volte la tripla che è sempre finita corta o in malo modo. O lascia perdere o mette in difficoltà gli Hornets. Due sue conclusioni fallite da fuori hanno aiutato Miami a rientrare di qualche punto nell’ultimo quarto.

Coach Clifford: 7
Si vede una squadra muoversi bene sul parquet. Ottime spaziature, tagli di Henderson o di MKG che portano più soluzioni all’attacco. In difesa la mentalità è quella vincente. Si fa perdonare un quintetto strano a inizio ultimo quarto.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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