Game 5: Charlotte Hornets Vs Houston Rockets 93-109

 

Tecnica, massimo risultato con il minor impiego di mezzi. Parlo della tecnologia, quella che molte persone, tutte le aziende, gli Stati vorrebbero per guadagnare soldi, dominare il mondo o semplicemente godersi la vita senza troppi pensieri, perché se in competizione sei più avanti di un tuo concorrente, riuscirai a utilizzarla per lo scopo prefissato. Anche nel basket è così a volte, per fortuna non sempre.
Houston stanotte ha approfittato della tecnica dei suoi tiratori da tre, ossimoricamente abusando della specialità, ma chiudendo con un 22/57 (38,6) per un totale di 66 punti in triple che ha superato la metà dei punti realizzati dagli uomini di D’Antoni.
Niente da fare per Clifford quindi visti respinti gli sforzi del team da una pioggia tecnica da fuori.
Una delle cause più evidenti della vittoria esterna dei texani è stata questa, ma hanno concorso altri fattori come il 44-51 nei rimbalzi e il 16-21 negli assist.
I turnover questa volta sono stati solo 9 contro i 15 avversari e Charlotte ha anche usufruito di più liberi, tuttavia Howard ha chiuso con un 5/15 a gioco fermo.
Harden ha segnato 27 punti, Gordon 26 e Anderson 21…

Charlotte e Houston si presentavano così al via:

 

 

La partita cominciava con Howard capace di non perdere un colpo sui palloni a due.
Il suo 5/5 portava gli Hornets ad aver la prima possibilità in attacco, sfruttata dopo 20 secondi da Marvin libero grazie al passaggio orizzontale (cambio lato) di Lamb.
Passavano 15 secondi e Anderson pareggiava con il tiro da fuori, trasformando i primi minuti soprattutto in una gara tra bombardieri.
Charlotte decideva di usare la torre Howard che sfidava Capela avvicinandosi a canestro e chiudendo con un sottomano destro si portava sul 5-3 mostrando d’aver compiuto la scelta giusta.
Lamb da tre punti a 10:14 aumentava il vantaggio (8-3) ma Ryan Anderson, specialista da tre punti, infilava i suoi due seguenti tentativi facendo salire sopra di uno Houston. Howard a 9:05 partendo dalla linea di fondo arrivava dalle parti del canestro a depositare incurante di Capela che commetteva fallo, ma anche se Dwight sbagliava il secondo tiro della serata a gioco fermo, i Calabroni passavano avanti, riuscendo per qualche minuto a mantener la testa della gara, anche grazie al passaggio con rimorchio di MKG che in corsa dentro il semicerchio sotto canestro infilava il 12-9. Era Lamb a incrementare di tre punti il vantaggio grazie allo scarico verso sx di Kemba, poi toccava a Kemba stesso provarci senza successo ma procurando le condizioni di successo per la correzione colante sopra il ferro di Howard che non la toccava piano…
Con un arcobaleno disegnato da Lamb per l’alley-oop di Howard a 6:29 Charlotte si portava sul +8 ma i Rockets con un 2+1 di Capela e due punti di Harden tornavano in scia. A 4:19 Kemba in possesso della sfera era invitato da Howard a passare dietro il suo blocco, Marvin più a destra si aggiungeva creando scompiglio, così il nostro capitano approfittava della leggera distrazione per realizzare ancora una tripla, quasi subito però vanificata da quella di Tucker per il 22-19.
Quasi appena entrato, Kaminsky faceva centro al primo tiro rilasciando la sfera al suo destino che si compiva nella retina dopo un morbido viaggio.
B. Brown e Lamb aggiungevano una tripla a testa in quel che era ormai una fiera dalla lunga distanza.
Harden con un’entrata e tiro libero sommava quei tre punti per portare la squadra di D’Antoni sul -1 (28-27).Chiudeva Monk dalla lunetta con un 2/2 che fissava il parziale di primo quarto sul 30-27.

 

Walker finirà con 26 punti, non basteranno a Charlotte che ora dovrà vedersela con i Magic.
Chuck Burton AP

 

Il secondo quarto non andava bene per Charlotte che con la panchina faticava ancora una volta, sebbene iniziasse con un libero di Kaminsky (violazione difensiva tre secondi) e a 9:10 O’Bryant trovasse un ponticello in faccia ad Anderson per il 33-30.
Charlotte qui però si spegneva; le tiple di Anderson e Tucker erano troppo comode, quella di Gordon favorita d un arretramento di O’Bryant in prospettiva d’entrata della SG avversaria.
Di fatto i Razzi prendevano quota, staccandosi sul 33-39. A 7:28 Frank the Tank in entrata a una mano rompeva il digiuno di punti dei teal ma Gordon approfittava del secondo fallo di Bacon (in difficoltà) per realizzare altri due pt. dalla lunetta.
Gordon con una breve drive in diagonale puntando a canestro infilava i punti del 37-47, un +10 che gli ospiti riuscivano anche ad aumentare quando Harden ai 24 metteva dentro (37-50) la tripla dopo una difesa attenta di MKG che non rischiava però l’intervento.
Gli Hornets raggiungevano l’intervallo accorciando grazie a due liberi di Howard (dopo la virgola presa precedentemente) e di Kemba a :02.9.
Dieci i punti di scarto da recuperare (46-56) dopo l’intervallo…

Charlotte partiva sparata all’uscita degli spogliatoi:
Un jump hook di Howard, un appoggio artistico di MKG e un altro canestro da sotto di Howard (10:32) che si permetteva il lusso di una finta d’apertura su Gordon che abboccava lasciando al lungo l’onere di fermare da solo Howard.
Gli Hornets portavano a termine una difesa meravigliosa su un lungo e veloce giro palla dei Rockets che finivano ai 24 facendosi stoppare (Tucker) da Lamb, il quale lanciato da Howard in contropiede, schiacciava per il -2 (54-56).
L’uscita di MKG per il quarto fallo però sembrava render più incerta la difesa degli Hornets che incassavano due triple prima di reagire con Howard che catturava l’ennesimo rimbalzo offensivo (tentativo da tre di Kemba andato male) prendendo posizione davanti ad Anderson e subendo fallo da Mbah Moute, riuscendo al contempo in qualche modo a far entrare la palla nel canestro per un gioco completato da tre punti.
Lamb con un preciso pullup dalla sinistra accorciava sul -3 (59-62) ma la forchetta variava come la temperatura di questa stagione… escursione termica per Charlotte notevole quando Gordon ai 24 realizzando un top shot da tre punti (contro Walker) riportava al doppio vantaggio i texani (62-72).
Un catch n’shoot da tre di Monk dalla diagonale destra e un libero di Bacon (male, soprattutto perché avrebbe potuto aprire su Howard libero sotto invece di concludere) comunque erano indice di vivacità, così si arrivava al finale di quarto con una schiacciata potente di Gordon agevolata dal corridoio diagonale lasciato sulla destra dalla difesa di Charlotte e la replica di Kemba a mezzo lunetta (fallo di Harden che scivolando, perso l’equilibrio, dava una ginocchiata a una coscia di Walker).
A :02.8 i Calabroni segnavano quindi il 74-78 che anticipava la sirena senza altri sussulti.

Clifford lasciava in campo Kemba a inizio ultimo quarto, variando un po’ un quintetto che soffriva di punti nelle mani. Le riserve, con un team un po’ decimato dagli infortuni, purtroppo non reggevano molto, sebbene Monk iniziasse con una penetrazione e alzata al vetro utile per consegnare il -2.
Brown però imitava il collega e il Tank andava in difficoltà nel contenere Gordon nel crossover ritmato; il cambio direzione costava anche il libero (poi non trasformato) oltre al canestro subito.
Tucker non segnava ma Capela sì, facendo notare il vuoto sotto le plance con Howard in panchina e Zeller infortunato. Era lo stesso O’Bryant, primo incaricato nel recuperar rimbalzi, a tirare corto dall’altra parte, così i troppi errori finivano per agevolare Houston, brava con un Gordon in serata fenomenale a colpire da tre per l’ennesima volta. Monk a 8:51 replicava al collega utilizzando la stessa moneta ma dalla linea di fondo destra uno scarico per Capela metteva a nudo ancora una volta la pochezza della difesa senza Dwight; dunk per il 79-89.
A 7:41 un bound pass rischioso in transizione di Howard per Kemba con il tentativo d’anticipo di Brown, finiva con lo smarcare Kemba, il quale non ci pensava troppo prima di concludere da tre punti da libero.
A smorzare gli entusiasmi era però ancora Gordon che bombardava ancora da fuori trovando la retina.
Il trend non cambiava… una Charlotte volenterosa tentava il riavvicinamento ma Harden a 4:32 colpiva da fuori con Kemba a sfiorar la mano del Barba ma inutilmente. Un paio di falli tattici costringevano Howard alla lunetta senza troppo successo, Mbah a Moute dall’angolo a destra sigillava nel finale la partita, Harden sugellava la sua prestazione a :19.9 ancora con una bomba, centrale ma da distanza ragguardevole, confermando la serata di grazia dei tiratori texani da fuori.
Troppo per Charlotte per sperar di vincere.

 

 

Pagelle

Walker: 6,5
26 pt., 3 rimbalzi, 5 assist. Kemba forza un po’ nel primo periodo e gli va poco bene, poi ingrana con incursion e triple. Subisce qualche canestro da fuori ma è un trascinatore, oltre a essere un punto fermo della squadra.

Lamb: 6
20 pt. per Jeremy oltre a 3 rimbalzi e altro in un tabellino completo. Il 50% dal campo e due palloni persi. Buona gara per il nostro numero 3 che continua a produrre punti, cercando di far meglio sempre in difesa ma, come il resto della squadra, deve esser più sveglio, specialmente quando hai squadre come Houston che possono pluriminacciarti, tecnicmente e tatticamente.

Kidd-Gilchrist: 7
13 minuti, 4 punti, 7 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Il metro dell’efficaia di MKG è il +/-. Con lui in campo, sebbene lasci un minimo spazio sul tiro agli avversari (che fanno prodezze) è in buona serata, tra l’altro avendo un cliente difficile come Harden. MKG gioca 13 minuti, non perdendo palloni.

M. Williams: 5,5
3 pt., 2 rimbalzi. Scompare in attacco dopo aver segnato i primi tre punti. In difesa va meglio ma è ancora lontano dallo stato di forma che ebbe due anni orsono.

Howard:6,5
19 pt., 16 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Domina a livello fisico sotto quando vuole e va in doppia doppia, ma è troppo teso ai liberi. Il pubblico l’applaude calorosamente quando ne segna uno, manca solo la ola… Sempre prezioso ma deve migliorare il suo punto debole.

Bacon: 5
1 pt., 4 rimbalzi, 1 assist in 29 minuti. Qualcosa di buono a senso alternato nel secondo tempo in difesa. Soffre la velocità degli avversari (spesso Harden nel secondo) e l’inesperienza. Anche al tiro si vede imprecisione larga (0/6) come quando spara dall’angolo destro e la palla colpire la tabella per finir lunga fuori.

Monk: 5,5
10 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Il 3/9 dal campo con un inizio pessimo a sparare senza averne sempre la possibilità, mina il suo voto anche se arriva in doppia cifra con i punti.

Kaminsky: 5,5
8 pt., 4 rimbalzi. 3/11 dal campo, non benissimo al tiro, regredisce un po’ dalle ultime prestazioni.

O’Bryant: 5,5
2 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. Gioca solo 13 minuti e le statistiche per il terzo centro nelle gerarchie non sono gravemente insufficienti ma è insufficiente la presenza difensiva in campo. Troppo compassato in certe situazioni.

Coach Clifford: 6
Buona la mossa di rimettere in campo Kemba nell’ultimo quarto. Houston non gli da scampo e le qualità della panchina non aiutano. Lui deve sistemare questa difesa sul perimetro, a volte veramente troppo sballata e sbagliata.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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