Game 5 Preseason; Charlotte Hornets Vs New York Knicks 97-93

Partita di preseason con qualche defezione e largo spazio alle panchine, second e anche third unit. Charlotte ad esempio senza Lin e New York senza Robin Lopez.
Charlotte provava i suoi titolari nel primo tempo, poi lentamente scomparivano dal campo per dare spazio alle seconde e terze linee che andavano sotto anche di 6 punti nel finale prima di risalire grazie al gioco di squadra e a qualche tripla indovinata.
Un po’ a fatica avendo sfruttato le sue riserve Charlotte batte una New York anch’essa “rimaneggiata” che, tuttavia ha lottato bene.
Charlotte rimane imbattuta e si porta sul 5-0 dimostrando che la filosofia di quest’anno senza super star è avere un gioco di squadra capace di farti vincere le partite nonostante la mancanza di un giocatore che sappia finalizzare facilmente il tuo lavoro.
Al Jefferson sotto il canestro è stato difficile da marcare per New York.

Al Jefferson sotto il canestro è stato difficile da marcare per New York.

 
I quintetti scesi in campo per Charlotte e Clifford sono: Walker, Batum, Marvin Williams, Zeller, Jefferson.
Galloway, Afflalo, Thomas, Porzingis, Seraphin per Derek Fisher.
 
Gli Hornets vincevano la palla a due con Zeller ma sprecavano la prima occasione quando Walker schiacciava un bel passaggio per lo stesso Cody che non agganciava nel mucchio selvaggio del pitturato, così I primi due punti arrivavano per i Knicks che mettevano dentro con Galloway (tiro lungo da posizione frontale), tuttavia Zeller si faceva perdonare pareggiando momentaneamente sul 2-2.
Partita equilibrata; Galloway riportava New York avanti ma Jefferson con una finta in post basso trovava il momento per liberarsi facendo due passettini verso il centro dell’area e concludendo per il 4-4.
Kemba in velocità sulla sinistra non era contenuto e i Calabroni per la prima volta durante la serata passavano avanti (6-4), durava poco però perché la difesa di Charlotte lasciava troppo spazio e Thomas, libero, pareggiava.
Charlotte tornava in attacco; Jefferson sul bordo sinistro del pitturato aspettava il trenino Batum al quale serviva un assist perfetto in orizzontale che tuttavia fruttava solo due liberi (uno solo a segno) poiché New York spendeva fallo a 9:26.
Le due squadre nonostante un gioco fatto di passaggi veloci peccavano al tiro e per vedere un altro canestro occorreva aspettare fino a 6:54 quando Batum sprigionava la tripla dal lato sinistro in diagonale e quando Kemba con confidenza dall’altra parte del campo mostrava il suo pull up i Calabroni doppiavano i Knicks (12-6).
New York risaliva sino al 12-10, era Jefferson allora a provare i suoi movimenti per la stagione regolare; danza sul piede perno, giro e canestro.
Porzingis riaccorciava al -2 ma Big Al si dimostrava molto più in forma delle partite precedenti andando a realizzare dalla baseline sinistra (media distanza) con un tiro a 4:57.
Charlotte continuava il suo buon momento mostrando gioco di squadra; Gran passaggio di Marvin per Batum, il quale si proteggeva con il ferro e oltrepassandolo appoggiava, inoltre un bel passaggio verticale ravvicinato e schiacciato nel pitturato di Hawes pescava il neoacquisto Damien Wilkins (n° 21) che metteva dentro i suoi primi due punti prestagionali con Charlotte.
Vujacic per New York metteva un paio di punti dentro per il 20-16 ma il quarto si concludeva con la creazione di Kaminsky che entrando circumnavigando il difensore a destra faceva partire con semplicità un tiro a una mano di una delicatezza strepitosa; era il 22-16 con il quale si chiudeva il primo quarto.
 
Nel secondo quarto era ancora New York a segnare per prima ma Charlotte quella a far vedere le cose migliori; sovrapposizione in corsa di Zeller sulla destra e palla ricevuta sotto forma di brillante assist da parte di Lamb.
Goaltending e tiro libero, sbagliato però…
Dall’altra parte anche Hawes spendeva un fallo nonostante non riuscisse a fermare il rasta Williams che consolatoriamente errava anche lui il libero addizionale a 11:06.
Amundson iniziava il suo show, prima in gancio, poi dopo il suo fallo su Lamb (2/2 ai FT) andava ancora a segnare per New York tenendo in scia gli arancioblù.
Charlotte realizzava ancora; assist di Damien Wilkins dall’esterno della linea di fondo per un Hawes non controllato sotto canestro dalla difesa newyorkese.
Buono anche il canestro di Lamb in floater dopo un dribbling a 8:11. New York però rimaneva sempre lì con Afflalo a battere lo stesso Lamb con due punti al tiro.
Le stelle della scorsa stagione di Charlotte tentavano l’allungo; prima Kemba a 7:26 portava due punti alla causa, poi Jefferson in post basso mandava Charlotte sul 34-28 ma ancora Amundson da posizione frontale trovava un po’ di spazio e non perdonava, inoltre Early in appoggio e Galloway con una bomba dalla sinistra in faccia a Zeller portavano a stretto contatto la squadra di Fisher ancora una volta (36-35).
Il vantaggio ospite newyorkese si materializzava con una tripla di Early a 4:24 che costava il -2 a Charlotte.
A 3:42 Marvin Williams dalla lunetta segnava due liberi riportando in parità la situazione ma Galloway era caldo e con disinvoltura realizzava ancora da fuori per il 38-41.
Jefferson continuava a mostrare i suoi movimenti dalle parti del pitturato non facendo allontanare gli Hornets ma New York trovava ancora la via del canestro a 2:28 quando D. Williams subiva la stoppata di Marv. Williams, illegale però, poiché il nostro Williams stoppava il pallone solo dopo che esso aveva già toccato il vetro.
Gli Hornets rimanevano a -1 anche grazie a un dubbio fallo chiamato su Jefferson, dalla possibile palla scippata ai liberi che Big Al non sbagliava (44-45), così dopo una gran stoppata di Zeller a due mani su un tentativo di schiacciata di Porzingis lanciato a una mano sopra il ferro, rimetteva la situazione in parità con un libero di Batum a :43.1.
Hornets di nuovo a condurre con una transizione a :27.6, lancio di Walker centrale per Zeller, il più lesto di tutti a scattare e dunk della nostra ala grande che subiva il fallo andando anche a completare il gioco da 3 punti. All’intervallo si arrivava dopo l’ennesima tripla di D. Williams che rischiava di mandare negli spogliatoi le squadre in situazione di stallo, invece Walker in accelerazione a poco più di un secondo dalla fine segnava il 50-48.
 
A inizio ripresa sono gli Hornets a segnare per primi con Roberts a 11:29, questo non deve portar bene (a chi segna per primo) e Galloway con naturalezza dall’angolo destro mette dentro tre punti per il -1.
Le squadre iniziano a superarsi e Lamb mette dentro un paio di canestri, ottimo il secondo andando sul lato sinistro e segnando in jumper dopo essersi procurato lo spazio vitale dal difensore.
Un giro palla di tutta la squadra di Charlotte sull’esterno portava Roberts a prendersi un vantaggio sul difensore, che in chiusura ritardata sull’esterno, abboccava a una finta in partenza e veniva tagliato fuori; il resto per Brian era prassi con un tiro garanzia che trovava la retina.
New York tornava avanti con un canestro a testa di Seraphin e Galloway; sul secondo c’era il gentile omaggio del nostro lungo doppio zero (Hawes), il quale producendosi in palleggio a centrocampo perdeva palla. Azione contestata dai cronisti dei Knicks quella che a 6:25 vedeva protagonista Frank Kaminsky a 6:25.
Su un’azione offensiva di Charlotte, Roberts si trovava un pallone che scottava tra le mani a pochi secondi dallo scadere dei 24; tentativo di penetrazione e tiro che non colpiva il ferro, interveniva un difensore di New York che afferrava il pallone, ma da sotto Frank toccava nettamente il pallone portandoglielo via segnando il 60-59 un momento dopo averlo controllato.
Possesso o non possesso?
I 24 erano scaduti, ma l’interpretazione arbitrale potrebbe essere corretta.
Hawes si faceva perdonare dell’ingenuità precedente penetrando nella difesa della Grande Mela e mettendo tre punti tra Charlotte e New York. Ancora lui portava a +4 i Calabroni (66-62) ma l’inerzia della gara iniziava a volgere a favore dei Knicks con le seconde linee in campo.
D. Williams, terribile contro di noi, colpiva ancora con cinque punti consecutivi (tripla e transizione) portando la squadra di Fisher in vantaggio 66-67.
Hawes si prendeva anche un tecnico ma gli Hornets erano graziati da Galloway dalla lunetta.
Grant segnava un paio di canestri con un Harrison incapace di contenerlo, così il penultimo periodo recitava: Hornets 69, Knicks 73.
 
Kaminsky (buona prova) mette palla a terra.

Kaminsky (buona prova) mette palla a terra.

L’ultima frazione si apriva con i Calabroni in svantaggio di quattro punti e Hansbrough provava subito ad accorciare tentando l’affondo ma Amundson stoppava il lungo bianco, nessun problema però per Charlotte perché la palla a spicchi viaggiava velocemente sull’altro latto del canestro dove Kaminsky era pronto all’appuntamento con i due punti. L’ala grande di North Carolina si rendeva protagonista nel bene e nel male; prima perdeva un pallone, poi commetteva (a 10:19) un blocking foul su Early, causando quattro punti subiti, poi però su un tiro corto di Kaminsky andava a rimbalzo sembrando tagliato fuori, ma allungava all’indietro un arto superiore per raccogliere il pallone al volo e dargli un tocco a cucchiaiata che finiva nella retina.
Gli Hornets però subivano un altro canestro e finivano sotto di 6 punti (63-69) rischiando d’uscire dalla scena anticipatamente con una squadra composta da Harrison, Elliot Williams, Thompson, Hansbrough e Kaminsky.
Grazie a una transizione innescata da Harrison invece, i Calabroni tornavano a -4 per effetto di una jam di Elliot Williams a 7:57. Hansbrough in difesa andava a fermare Summers in stoppata, ma il lungo newyorkese involontariamente ricadendo colpiva il naso di Psyco T, il quale doveva uscire per sanguinamento.
La forbice rimaneva a favore dei Knicks ancora per un po’; prima Trice per i Knicks, poi Elliot Williams con tre punti e Summers muovevano il punteggio sul 79-83, ma dopo un tiro libero a segno per Charlotte, i teal & purple impattavano a quota 86 grazie a una bomba di Harrison.
New York tornava sopra di due, ma a 4:08 meraviglioso canestro di Kaminsky che proponeva la sua penetrazione con aggiramento su piede perno meravigliosamente fluido su Summers e tiro morbidissimo che andava a colpire il ferro, il pallone si alzava ma ricadeva nella retina grazie alla sensibilità di “Frank the Tank”…
A 2:58 Harrison marcava ancora con un tre punti imbeccato dall’apertura laterale di Kaminsky.
L’88-85 resisteva finché lo stesso Harrison non era costretto a fermare con le cattive Summers sotto il proprio canestro.
Due liberi a segno e New York a -1.
Tornava Hansbrough, che, nonostante per realizzare i suoi due punti dalla lunetta avesse dovuto segnare tre liberi a causa di un fischio arbitrale arrivato poco prima che tirasse il secondo libero poi annullato, a 2:33 dava a Charlotte un piccolo margine di sicurezza.
Ancora Kaminsky nel finale come protagonista assistman; scarico in diagonale fuori per Elliot Williams che non deludeva le aspettative dell’alveare sentenziando da tre punti il momentaneo 93-87.
Early per NYK, Wilkins per Charlotte e Summers servito da Grant mandavano il tabellone sul 95-93 a :22.4 dalla fine.
New York però ormai era costretta a commetter fallo e lo spendeva su Wilkins facendogli sbagliare il tiro.
Il nuovo acquisto di Charlotte splittava e la squadra di Clifford rimaneva a portata degli ospiti per un’ultima volta ancora almeno.
Era Summers da tre punti a portare l’ultima minaccia al canestro di Charlotte ma la palla arancione colpiva il ferro sulla buona difesa di Hansbrough.
C’era solo il tempo per l’ultimo brivido; i liberi di Elliot Williams.
Il numero 4 falliva il primo ma riusciva a mettere il secondo chiudendo di fatto la gara e dando a Charlotte ancor più fiducia per la prossima sfida.
 
Prossima sfida contro i Bulls in casa quando ne mancano tre alla fine della prestagione.
Riusciranno ancora i Calabroni ad andare aldilà del muro?
Le statistiche di squadra:

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Le statistiche individuali di Charlotte.

Le statistiche individuali di Charlotte.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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