Game 53; Charlotte Hornets Vs Oklahoma City Thunder 103-110

Si ripartiva dopo la pausa dell’All-Star Game.
Oklahoma City era già lanciata, Charlotte era alla prima ma tutte e due le squadre sono invischiate per la lotta ai playoffs e parevano da subito motivatissime a portare a casa la vittoria.
La prestazione offerta da Charlotte è stata battagliera ma la qualità, l’esperienza e l’astuzia nel finale sono venute a mancare. Purtroppo Charlotte arrivava da 3 partite perse malamente e questa pareva da subito essere una gara improba solo a vedere lo stato di forma di Westbrook, più gli aiuti di Ibaka e i nuovi arrivi terribili.
Coach Clifford però riacquisiva MKG che veniva lanciato in quintetto anche se Biyombo e Walker rimanevano due assenze pesanti.

Mo Williams in azione contro i Thunder. 24 punti e 12 assist di Maurice non sono bastati agli Hornets.

Mo Williams in azione contro i Thunder. 24 punti e 12 assist di Maurice non sono bastati agli Hornets.

Charlotte si schierava con; Mo Williams (all’esordio con gli Hornets con il N°7 scelto), Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson. I Thunder dovevano rinunciare a Durant e Adams ma il quintetto non era malvagio con; Westbrook, Robertson, Singler, Ibaka e Kanter.

L’intensità era alta sin da subito.
Ibaka non lasciava scampo a Zeller con un jumper frontale, ma Cody lo ripagava con la stessa moneta nell’azione successiva, la partita era veloce e Kanter s’inseriva con i tempi giusti per schiacciare in faccia alla difesa di Charlotte, tuttavia Jefferson si muoveva bene in post basso destro, forse costretto a cambiar tiro da quello pensato in origine segnava il 4-4 a 10:55.
Westbrook segnava al suo primo tentativo con un tiro che passava sopra il braccio proteso di Mo Williams e finiva dentro.
Lo stesso Russell dalla lunetta doppiava gli Hornets a 9:58 e Ibaka con il tiro dalla sua mattonella frontale (lungo due) metteva anche il decimo punto ospite.
L’energia profusa dalle squadre continuava a essere alta, una difesa combinata tra Henderson e Kidd-Gilchrist era premiata con una palla recuperata, l’azione si trasformava in offensiva e Hendo per battere il difensore cedeva al N°14 degli Hornets che concludeva in schiacciata in bello stile.
Sempre MKG con una buona entrata trovava l’appoggio per il -2 poco dopo (8-10).
Gli ospiti segnavano ancora con Kanter che recuperava da sotto un air-ball inusuale di Westbrook.
Zeller a 7:46 decideva di attaccare in entrata, il suo drive aggressivo era premiato con due punti. Purtroppo dall’altra parte il Westbrook di questi tempi era difficile da arrestare, la sua velocità e coordinazione lo portavano a trovare un canestro più il fallo di Jefferson.
Dalla lunetta Russell segnava e i Thunder andavano sul 10-15. Uno Zeller più energico e tirato a lucido però non ci stava e rispondeva con una dunk decisa e grazie a Mo Williams che in corsa a 6:27 batteva la marcatura di Westbrook e sparava da 3 gli Hornets raggiungevano il pareggio a quota 15.
Le squadre rimanevano lì.
Da notare la schiacciona di Ibaka per il 17-19, mentre dall’altra parte a ristabilire la parità ci pensava Jefferson con movimento spalle a canestro e tiro usando la tabella.
Morrow, prodotto locale, attualmente esportato in Oklahoma con una tripla avvantaggiava i blu ospiti con una tripla.
Per Charlotte ci doveva pensare Zeller a riaccorciare dalla lunetta con un 2/2 (fallo di Ibaka) ma Coach Clifford dopo un canestro dei Thunder chiamava time-out a 3:54.
Dieci secondi dopo gli Hornets tornavano a -1 con Jefferson che dal post basso sinistro con un veloce spin move si procurava lo spazio per andare a concludere, inoltre Kidd-Gilchrist portava in vantaggio i nostri con l’aiuto del ferro (25-24).
Il saliscendi di emozioni continuava con i canestri di Westbrook, Kidd-Gilchrist, Morrow e Mo Williams dall’angolo destro a 1:49 che con la sua tripla (nonostante la buona difesa di Morrow) consentiva agli Hornets di chiudere avanti il primo quarto sul 30-28.

I guai per Charlotte iniziavano ad arrivare nel secondo quarto con l’ingresso massiccio della panchina.
McGary, il lungo bianco di riserva dei Thunder a 11:16 trovava l’azione da tre punti e anche se quasi allo scadere dei 24 secondi d’attacco (a 10:54) Stephenson segnava con un fade-away bello, ma fuori equilibrio e riportava avanti gli Hornets, si capiva che i Thunder avevano più forza e qualità in panchina.
McGary continuava a segnare con una schiacciata prepotente e dopo aver preso un rimbalzo offensivo, metteva altri due punti.
Maxiell cercava di arginare gli attacchi dei Thunder stoppando Morrow ma andando poi a commettere fallo su Waiters che dalla lunetta ne metteva due, più altri due in layup a 8:45.
Stephenson con un driving bank usando il vetro portava sul 34-39 il punteggio ma Collison prendeva un altro rimbalzo offensivo, subiva fallo e portava sul 34-42 il punteggio.
Charlotte però usava l’ingresso avvenuto da poco di Mo Williams per cercare di recuperare punti agli ospiti.
Lance trovava Maxiell nel pitturato che finiva per segnare il 38-42, lo stesso Mo portava con un tiro ravvicinato gli Hornets a -2.
Stephenson dopo il solito paio di buone azioni tornava a essere l’arma in meno di Clifford, dapprima sbagliava un paio di tiri, poi dopo due FT andati a bersaglio di Augustin si procurava anch’esso due occasioni dalla lunetta a 6:30 ma finiva per splittare.
Gli Hornets lottavano in difesa e la palla girava contesa dalle due squadre, alla fine terminava tra le mani di Ibaka che dal lato destro segnava a 5:54 il 41-46.
A 5:39 anche Marvin Williams, il quale giocava nella notte con una maschera trasparente per proteggere il setto nasale, splittava ma si faceva perdonare parzialmente quando una manata istintiva di Mo Williams portava via il pallone a Ibaka e lanciava Marvin in contropiede per la schiacciata del 44-46.
I Thunder però trovavano tre punti dal neoarrivato D.J. Augustin, il quale aveva già dato fastidio a Charlotte nell’ultima partita disputata contro Detroit prima dell’All-Star Game.
Dopo qualche azione a vuoto delle squadre a 4:07 Big Al, in un duello contro Kanter aveva la meglio e il gioco fruttava 3 punti grazie al libero addizionale e la squadra del North Carolina si trovava nuovamente sul -2 (47-49).
Come al solito i Thunder rispondevano.
Un cambio velocità di Westbrook trovava impreparata la difesa di Charlotte, in più Augustin e Ibaka confezionavano il canestro del 47-53.
Charlotte aveva una buona reazione e produceva un parziale di 7-0; Big Al con il suo tiro-ganci, poi Henderson dalla lunetta e infine una tripla di Marvin Williams a 2:08 erano i canestri del vantaggio Charlotte (54-53). Westbrook dalla media segnava tirando sopra Stephenson, Mo Williams sempre dalla media riportava i Calabroni avanti che però accusavano ancora altri due affondi di Westbrook per il 56-59 che chiudeva il primo tempo.

Nella ripresa Charlotte subiva il sessantesimo punto ancor prima che potesse iniziare il terzo quarto a causa di un tecnico fischiato in precedenza a Stephenson, ormai dannoso.
La squadra di coach Clifford pareva non iniziare nemmeno con il piglio giusto, Zeller si accontentava di un jumper che non entrava, su un pallone messo in mezzo dai Thunder poi la sfortuna si accaniva; Jefferson alzando il braccio lo colpiva con il palmo della mano, la palla s’impennava e finiva nella retina.
Charlotte perdeva un po’ la testa e nel giro di pochi secondi arrivava il canestro di Robertson per il 56-64 che iniziava a preoccupare i tifosi. Oltretutto MKG sbagliava un’entrata ma in difesa su una palla deviata si gettava a terra recuperando, Charlotte però cercava con troppa fretta di ribaltare l’azione e il lungo lancio per Zeller isolato contro due difensori era irraggiungibile per la nostra PF e finiva per perdersi sul fondo.
Ibaka commetteva una scorrettezza in attacco con un blocco illegale, la palla tornava agli Hornets che ci provavano con il tir in sospensione di Mo Williams, l’anello interno diceva no al nuovo arrivo.
Singler, altro acquisto da Detroit continuava l’opera di demolizione con tre punti dall’angolo sinistro a 9:24.
Il 56-67 dava 13 punti di vantaggio ai blu che ne realizzavano un altro grazie (opinione personale) al gentile omaggio degli arbitri; Jefferson prendeva un rimbalzo in difesa, Kanter si buttava sulla sua schiena a peso morto aggrappandosi come un koala, Big Al cercava di scrollarselo di dosso e allargava un braccio a vuoto in maniera stizzita quando Kanter ormai era già a terra.
Tecnico a Big Al e -14…
Charlotte aveva una reazione forse dovuta al torto subito. MKG innescava come al solito la scintilla, entrata sparata al vetro per due punti, a 7:31 invece arrivava la bomba da 45° sinistra di Mo Williams che si dimostrava eccellente tiratore da tre punti (l’assist era di Jefferson), infine lo stesso Williams si metteva al servizio di Zeller con un assist schiacciato e Cody ringraziava restituendo una schiacciata in faccia alla difesa ai Thunder (63-68).
Westbrook comunque quando decideva di entrare in azione era difficilmente contenibile, sebbene sulle sue tracce si fosse messo MKG, i due punti di Russel over Michael davano un nuovo +7 ai Thunder (65-72).
Charlotte si potrebbe avvicinare quando sull’azione successiva d’attacco mancava occasioni in serie (quattro), sull’ultimo rimbalzo, però Ibaka tirava giù con i gomiti Zeller che finiva prima per terra e poi in lunetta per battere due liberi dei quali ne realizzava solo uno purtroppo.
La palla tuttavia rimaneva a Charlotte perché a Ibaka era fischiato un flagrant 1 ma Jefferson non riusciva ad approfittare della palla extra. Zeller tornava a farsi vedere in difesa su un lanciato Westbrook, la sua furiosa rimonta lo portava a estendere l’arto che bloccava Russell ma non Kanter che era fermato irregolarmente da sotto.
Il nuovo acquisto prelevato dai jazz però falliva entrambe le possibilità per la gioia del pubblico, così Charlotte in attacco accorciava di due grazie a Henderson che faceva una delle poche cose buone in attacco della sua partita; penetrazione da destra sulla baseline dove trovava uno spazio impossibile da prendere e tiro della disperazione reverse da marcato senza saltare a basso coefficiente.
Il risultato erano due punti…
A 4:45 Singler metteva la tripla con metri di campo.
Mo Williams chiudeva in ritardo e MKG poteva solo mettere il 70-75 andando a contatto sotto canestro con i lunghi avversari.
Dopo l’ennesimo cesto di Westbrook i Calabroni trovavano 4 punti che provenivano da due jumper di Jefferson.
Il punteggio si riaccorciava sul 74-77 e diveniva un trend quello dell’inseguimento a poca distanza.
A 1:46 Mo Williams “from elbow” iniziava a far interessante la partita con i punti del -2 (78-80) ma dall’altra parte Westbrook con le sue accelerazioni pareva irresistibile; entrata frontale veloce e -4 Hornets. Agli Hornets però rimaneva l’arma Mo Williams.
La sua entrata costava ai Thunder un fallo speso e due liberi raccolti oltre la retina per l’80-82.
Augustin rispondeva con due liberi anche se a :28.6 nessuno aveva fatto i conti con la pazzia di Mo Williams il quale si avventurava in palleggio contro due giocatori finendo per tirare un po’ fuori equilibrio e oltre la linea dei 3 punti con una traiettoria che lo premiava.
Charlotte tornava a -1 ma nel finale c’era tempo per Waiters di tirare su un incolpevole Stephenson per l’83-86 di fine terzo quarto.

L’inizio dell’ultima frazione era propizio agli Hornets che con Marvin Williams intercettavano palla e con Roberts andavano a concludere con un floater dalla baseline destra per il nuovo -1.
Marvin Williams diventava protagonista dell’inizio fermando Collison con un fallo da sotto.
Il giocatore dei Thunder non tradiva e si tornava sul -3, dall’altra parte Charlotte faticava e la palla finiva fuori assegnata alla squadra di casa. Sulla sirena dei 24 Henderson tirava corto colpendo il ferro, la palla perveniva poi a Williams che con una bomba a 10:47 riequilibrava la partita sull’88 pari.
Solo 14 secondi dopo Charlotte subiva il canestro di Augustin nonostante il fallo, fortuna la guardia di riserva degli ospiti mancava il libero e le distanze rimanevano meno pesanti da colmare.
A 10:12 Maxiell si allungava in appoggio ma McGary lo toccava. Jason metteva solo un libero mentre una drive di Waiters ridava 3 punti di vantaggio a Oklahoma.
Henderson da 3 dal lato andava a vuoto, poi uno scambio di cortesie in stoppata tra Maxiell e Mc Gary che se le davano a vicenda faceva rimanere inalterata la situazione sino a che Roberts non riproponeva un’azione simile al suo canestro precedente sull’altro lato per il 91-92. McGary sfruttando la sua statura si prendeva un rimbalzo offensivo dopo l’errore di Augustin e ridava i “classici” maledetti 3 punti di vantaggio ai Thunder.
Stephenson passava il pallone in attacco a MKG che segnava con un jumper a 6:24, poi Morrow era sanzionato dagli arbitri con un fallo tecnico a 6:19 e Charlotte raggiungeva l’agognata parità a quota 94. Charlotte potrebbe anche passare in vantaggio ma Mo Williams da marcato aveva troppa fretta e tentava una conclusione da due dalla sinistra un po’ forzata, la palla rimbalzava sul ferro e MKG che pareva essere sul rimbalzo la toccava solamente, sul contropiede Westbrook sbagliava ma Charlotte concedeva il rimbalzo a Ibaka che segnava l’inizio della fine.
La PF avversaria segnava, Gilchrist sbagliava il jumper mentre Ibaka piazzava il suo tiro a 5:18, così quando Jefferson mancava il tiro e Westbrook in entrata faceva registrare il punteggio di 94-100 la partita era compromessa.
Lo stesso Westbrook dopo il time-out voluto da Clifford era benvoluto dall’anello che dopo qualche rimbalzo gli concedeva altri due punti. Charlotte tentava di accorciare velocemente affidandosi alle triple dagli angoli dei due Williams, a fare da tramite ci pensava MKG con un rimbalzo offensivo che dava due possibilità sulla stessa azione, ma il punteggio rimaneva immutato, almeno fino a che la stessa ala piccola coglieva di sorpresa tutta la difesa dei Thunder sfrecciando in mezzo a causa di un errore di comunicazione e schiacciando tutto solo a 3:27. Nel finale Westbrook e Augustin allungavano, Big Al segnava ma poi gli Hornets da te punti erano costretti a forzare e non entrava nulla, se non l’ultimo tiro dall’angolo sinistro effettuato insolitamente da Jefferson che metteva la tripla del 103-110 finale.

Charlotte ha comunque giocato una partita gagliarda e ha risposto agli alti rimi dei Thunder nonostante la sconfitta.
Una delle chiavi principali della L è stata la lotta a rimbalzo. I Thunder si sono imposti 59-41, ecco quando dicevo che serviva qualcosa in più in PF. Zeller e Williams si sono battuti ma non sono stati abbastanza per coprire bene l’area nella quale i Thunder hanno catturato 19 rimbalzi offensivi.
Charlotte è andata meglio nelle steal : 9-7, nelle stoppate: 10-7, ha perso meno palloni: 9 contro i 14 dei Thunder e negli assist: 28 contro 11.
Ora arrivano le trasferte a Dallas (back to back) e a Chicago, due avversarie difficili e Charlotte è scivolata al nono posto anche se alla pari con Brooklyn.
Si fa dura.
La grinta c’è ma la qualità di tutto il roster no.

Voti

Mo Williams: 7
24 pt. (8/17), 12 assist, 1 rubata, 4 rimbalzi. All’esordio va in doppia doppia. Sembra abbastanza consistente per sostituire degnamente Walker. Potrebbe risolvere qualche problema da fuori arco per Charlotte visto che ha una buona mano da 3 punti. Perde 5 palloni, un paio evitabili in momenti sbagliati, ma si deve inserire ancora meglio nei meccanismi. 12 assist non sono trascurabili oltre all’apporto in punti.

Henderson: 4,5
6 pt. (2/10), 6 rimbalzi, 7 assist. Parte da titolare. Il problema è che se non funziona lui come shooter non c’è molto in casa. Stephenson è tutt’altro che un tiratore. Resta da vedere Daniels che stasera non ha esordito. Se Charlotte vuole andare ai playoffs deve ritrovare Hendo che sta vivendo un periodo d’appannamento. Troppo scostante.

Kidd-Gilchrist: 6,5
20 pt. (8/17), 4 rimb., 3 rubate. In versione più egoista non smista nemmeno un assist. Ha voglia di attaccare. Ogni tanto sbaglia e viene fermato. In diversi frangenti è lui a dare la spinta alla squadra per rimanere in partita. Peccato per quel jumper storto alla fine. Aveva appena messo un tiro in sospensione, sul secondo ha un po’ esagerato forse ma è il basket… Ci prova su Westbrook che fa 33 punti ma poteva anche andare peggio visto il Russell che ha superato anche i 40 di questi tempi…

Zeller: 6,5
13 (5/9), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 4 stoppate in 20:07. Parte benissimo con tanta voglia ed energia. Sembra tornato in forma. Purtroppo ha dei limiti fisici e il rimbalzo non sempre riesce a recuperarlo. $ stoppate, una fantastica su Westbrook e l’aggressività a canestro, specie nel primo tempo (oltre che il 5/9 dal campo) determinano il voto.
Jefferson: 6,5
20 pt. (9/18), 12 rimbalzi, 1 assist. Va in doppia doppia la sua difesa fatta di rimbalzi è buona ma non c’è nemmeno una stoppata e le altre stats sono inesistenti. Si toglie lo sfizio di fare 1/1 da 3 ma quello è più folklore… mette la metà dei tiri, non può segnare sempre e a volte i suoi errori sul punto a punto costano.

Marv. Williams: 6
8 pt. (3/8), 7 rimbalzi, 3 rubate. Probabilmente l’idea di dargli più minutaggio da parte di Clifford nonostante la mascherina protettiva è dovuta a due fattori. Sembra avere più esperienza e posizionamento per prendere i rimbalzi e da 3 è una minaccia rispetto a Zeller. Sui rimbalzi prende qualcosa in più rispetto a Cody ma non a sufficienza, da 3 non va benissimo…

Stephenson: 4
5 pt. (2/9), 4 assist, 3 rimbalzi, 1 rubata. Doveva essere il valore aggiunto e a parte qualche assist è una tragedia. Non si capisce cosa vuole fare quando ha la palla in mano, finta la partenza poi si blocca e arresta il palleggio. Non so se per colpa del gioco della squadra che lo lascia poco libero o è il suo modo di giocare. Quando attacca il canestro finisce per tirare corto o male. Fa 2/9 e sembra un corpo estraneo alla squadra. I Clippers non l’hanno voluto, i Nets, sua squadra del cuore nemmeno (per ora), non resta che provare di aver fame a Lance ma ha poco perché se coach Clifford non lo fa sparire dal campo rovina le partite alla squadra.

Roberts: 6,5
4 pt. (2/4), 1 assist, 2 stoppate. Sbaglia le triple ma mette due tiri importanti nell’ultimo periodo e mette due stoppate a segno, anche se spende un pessimo fallo in difesa.

Maxiell: 5,5
3 pt. (1/3), 1 rimbalzo, 4 stoppate. Buono in stoppata però dalle sue parti troppi palloni gli passano vicino senza che riesca a intervenire. L’atletismo non è il massimo e le mani in attacco non sono sicure. Pasticcia troppo. Come terzo centro ci sta, ma ora quando entra con la panchina nell’insieme diventa un problema.

Taylor: s.v.
0 pt. (0/1) in 3:21. Perde un Pallone e sbaglia un tiro da 3 punti. Poco, ma sono pochissimi anche i minuti giocati.

Coach Clifford: 5,5
La grinta della squadra c’è. L’inserimento di Mo è stato positivo e sembra che nell’insieme lui e gli allenatori abbiano fatto un buon lavoro. C’è da andare a prendere tutti i particolari. Vietato tirare da 3 a Stephenson se non stanno scadendo i 24, c’è da mandare Henderson ad attaccare il canestro invece che provare troppi jumper e c’è da dare meno minutaggio a Lance. L’imbarcata con la panchina presa a inizio secondo quarto è stata pagata.

Società: 5,5
Preso Mo Williams, buon play e preso Daniels, aspettiamo di vederlo… sul mercato avrebbe dovuto prendere un tiratore, Henderson non è sempre affidabile e soprattutto una PF che portasse rimbalzi e punti. Non c’era molto disponibile ma cercare di raggiungere i playoffs così è dura. Ci sono due vuoti da colmare.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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