Game 55; Charlotte Hornets @ Brooklyn Nets 104-96

chabro1
 
Sottotitolo; BilanciHornets
Kemba Walker, 28 punti, trascinatore nel finale.

Kemba Walker, 28 punti, trascinatore nel finale.

 
Buona vittoria tirando bene dal campo,quinta consecutiva, ancora in trasferta, questa volta ospitati al Barclays Center dai Brooklyn Nets.
Un attacco bilanciato ha permesso agli Hornets più possibilità di vincere la gara, Kemba nel finale si è esaltato essendo decisivo.
Triangolazioni incantate o geometrie decisive per muover palla e guadagnare spazi fondamentali supportati dall’estro di Kemba, così Charlotte ora si trova sul 29-26 in classifica prima della difficile trasferta di Cleveland.
Charlotte perdeva un pallone in più dei Nets ma vinceva (ancora) 21-16 sui punti da palle perse, con gli Hornets veloci, abili e precisi a sfruttare le transizioni.
Per i fan di Bargnani, va detto che la sua avventura a Brooklyn, per stessa dichiarazione del Mago, si è fermata ieri pomeriggio.
Il nuovo GM Sean Marks (vecchia conoscenza dei New Orleans Hornets) lo ha lasciato andare e lui si è detto pronto a iniziare una nuova avventura.
Clifford schierava in quintetto il neoarrivato Lee, la formazione quindi diveniva; Walker, Lee, Batum M. Williams e C. Zeller, i Nets invece per scelta dell’allenatore ad interim Tony Brown schieravano; Sloan, Ellington, J. Johnson, T. Young e Brook Lopez.
Brooklyn vinceva la prima palla a due ma non trovava varchi, difesa degli Hornets attenta e veloce, Young provava il jumper da destra ma ben contrastato da Williams non lasciava il segno, Charlotte invece giocava con il centro mobile e Zeller sull’imbucata centrale era fermato irregolarmente a 11:20.
Due tiri a segno per Cody e primi due punti della gara, un’entrata di Johnson invece segnava il primo canestro su azione, Charlotte tuttavia tornava in vantaggio su un’iniziativa di Williams, il quale rischiava di perder palla ma un suo tocco in recupero spediva la sfera sulla baseline sinistra, dove Lee segnava i suoi primi due punti in maglia Hornets con un preciso tiro sopra il difensore dalla media.
Un pull-up dalla diagonale destra di Walker mandava gli Hornets sul 6-2 ma i Nets tornavano inaspettatamente a contatto con una tripla di Sloan che a 9:36 cadendo all’indietro, infilava ugualmente il -1.
Williams dalla media sinistra riceveva e sparava subito nonostante il rientro in salto di Young davanti a lui la sfera partiva più alta della mano di Thaddeus e s’infilava nella retina.
Young si rifaceva con un veloce spin in movimento e tiro a una mano in area a 8:34, in più Sloan con un dai e vai sulla destra sorprendeva Walker e appoggiava per il sorpasso.
Johnson attaccava il canestro trovando il fallo di Marvin a 7:10, due FT e punteggio sull’8-11 per i padroni di casa.
Dopo un libero di Batum (3 secondi difensivi Nets), gli Hornets ritrovavano il francese un paio di volte come uomo assist, i suoi due bei passaggi per Zeller (prima a destra, poi a sinistra in schiacciata) erano intervallati da altri due liberi di Johnson, il punteggio quindi si alzava sul 13 pari.
I Nets però guadagnavano terreno con una vampata di Brook Lopez, i suoi 5 punti consecutivi portavano i Nets sul +5, per fortuna a 5:14 Marvin Williams servito sulla diagonale sinistra accorciava i tempi per una tripla difficile ma vincente.
Walker pareggiava la gara uscendo a ricciolo da un blocco a sinistra di Marvin e ricevuta palla in corsa era facile (per uno con la sua qualità) per lui andare ad appoggiare a 4:44.
Kemba in difesa portava via in maniera solare un pallone a Young e in transizione serviva Lin, che abbattuto, passava dalla lunetta per prendersi i punti del 20-18.
Bogdanovic, il giocatore su cui si erano concentrati i rumors degli Hornets qualche tempo or sono, entrava in campo per i Nets ma falliva due tiri, era Lopez a pareggiare in tap-in per i Nets.
A questo punto entrava Jefferson che evidentemente già caldo non aveva imbarazzi contro Lopez, a 2:45 da poco più in là del post basso destro faceva partire un tiro oltre Lopez che ricadeva nella retina, il lavoro di Johnson di palleggio spalle a canestro nel pitturato ristabiliva la parità ma un gancio di Jefferson a 1:37 partendo con spalle a canestro contro Lopez ridava il +2 viola.
Young a 1:25 subiva fallo e gli Hornets rischiavano il gioco da 3 pt. contro ma il pallone non entrava sul tiro.
Liberi a segno e nuovo pareggio. Jefferson si dimostrava unstoppable in quest’inizio andando a segnare un altro gancio.
Il nuovo pareggio dei Nets arrivava grazie a Young, presa la linea di fondo sinistra andava oltre il ferro e sulla girata in salto posterizzava con una violenta schiacciata Kaminsky.
Charlotte però chiudeva il primo quarto in vantaggio grazie a Walker, il quale a 2 secondi dalla sirena scoccava la tripla per il 29-26 che chiudeva la frazione.
Courtney Lee all'esordio con la canotta numero 1.

Courtney Lee all’esordio con la canotta numero 1.

 
Il secondo quarto iniziava ancora con Jefferson sugli scudi, Lin lo serviva bene nel pitturato e lui alzava la sfera con orbita perfetta per il passaggio attraverso il cotone.
A 11:12 era Jefferson con ormai un catch n’fire a bruciare la retina, gli Hornets continuavano a spingere, su un recupero difensivo Lamb apriva lungo sulla metà campo a sinistra, Batum chiudeva la triangolazione larga e veloce con l’assist per Lin che dalla corsa appoggiava sulla destra altri due punti per l’allungo degli Hornets ora sul 35-26.
I Nets rientravano sul -4, gli Hornets però beneficiavano di una tripla di Lamb a 9:27, facendo prendere al fattore L la supremazia della partita, era, infatti, Larkin a segnare due liberi poco dopo ma non finiva lì, poiché Lin con un fing and roll nella boscaglia realizzava altri due punti ai quali ne seguivano altrettanti ti Lamb; rimbalzo offensivo e comodo canestro ravvicinato a 7:46 per il 42-33 Hornets.
Una buona difesa su Robinson (fosse stato Lobinson avrebbe forse segnato), consentiva a Zeller di vedere Lin lanciarsi in contropiede, sulle finte rapide di crossover in coast to coast l’orientale disorientava Brown e appoggiava il quarantaquattresimo punto per Charlotte.
Lopez confermava il fattore L stoppando Lin, la palla però rimaneva tra le mani dei Calabroni che sulla riedizione del duello potevano andare in lunetta grazie al fallo di Lopez sulla nostra guardia.
Due tiri liberi e +13 Hornets. Nel frattempo rientrava sul parquet Jefferson, liberatosi dalle numerose bende dal ginocchio contenente una lunga banda di ghiaccio. Batum segnava due punti fronte a canestro ma poco dopo gli veniva fischiato un fallo tecnico (molto dubbio) contro per aver gettato la palla in aria dopo una chiamata contro Charlotte. Gli Hornets comunque mantenevano un vantaggio rassicurante, Walker con uno step back segnava il 50-37, i Nets ne segnavano 5 di fila ma rimanevano ancora lontani, Batum con tocco morbido da vicino riportava in doppia cifra (52-42) il vantaggio ospite, Johnson, però prima creava per l’alley-oop di Young, poi per se stesso trovando fallo, lunetta e due liberi realizzati che consentivano a Brooklyn d’arrivare al -4 (52-48), tuttavia, un clamoroso triplone buzzer beater in catch’n shoot di Batum portava negli spogliatoi Charlotte in vantaggio con un margine di 7 punti (55-48).
Jefferson ci prova contro B. Lopez.

Jefferson ci prova contro B. Lopez.

 
Nel terzo quarto Charlotte cercava di chiudere la gara; Zeller iniziava bene con il piazzato lungo dalla diagonale sinistra, Johnson e Young non erano però d’accordo con i progetti ospiti e spingendo dentro due tiri, riportavano a -5 il gap.
A 10:37 il fattore L valeva anche per il nuovo arrivato, la sua conclusione dal corner sinistro aveva fortuna sui rimbalzi all’interno dell’anello, pallone che s’impennava e ricadeva preciso all’interno del cerchio.
Su una mancata di Zeller Marvin Williams soffiava a Lopez il rimbalzo e realizzava il tap-in, Batum scardinava definitivamente la difesa dei Nets con la tripla dalla diagonale destra a 9:21 mandando gli Hornets sul +13 (65-52).
I Nets cercavano di rientrare un po’ a strappi e segnavano 4 punti, Batum però con una steal evitava ulteriori riduzioni di margine e Walker con la tripla incrementava il vantaggio a 12 quando il cronometro segnava i 7:04 dalla penultima sirena.
Stesso copione dopo il time-out Brooklyn, 4 punti Nets e Walker che passando dietro lo schermo di Williams s’infilava in area e realizzava con un floater.
Dopo altri due punti dei padroni di casa, gli Hornets decidevano di tornare a premere sull’acceleratore con la tripla di Batum e un giro palla veloce e immediato sul perimetro, Batum nell’angolo destro effettuava l’ultimo passaggio verso l’interno facendo percorrere alla palla a spicchi la linea di fondo, lì Marvin era fermato irregolarmente da Young, ma il 2/2 a 4:35 premiava il suo sforzo.
Per i Nets Lopez rusciva a segnare con un bel movimento appoggiando al vetro, sul contatto procurato avrebbe anche il libero supplementare, però non trasformato.
A 4:09 Walker con la sfera rilasciata ad arcobaleno evidenziava al microscopio i goccioloni dei tifosi Nets sospesi in aria.
Dopo un’entrata ficcante di Sloan che guadagnava però solamente due liberi (a segno), Walker si ritagliava uno spazio su Larkin e scagliava la bomba da te punti che a 3:42 portavano Charlotte sull’80-68.
Kemba prendeva ancor più confidenza, in difesa rubava un pallone e in attacco trenta secondi dopo il suo ultimo canestro, ne metteva altri due. Brown per Brooklyn segnava due punti cercando di essere tra i più positivi della sua squadra, Jefferson rispondeva con 4 punti, gli ultimi due a 2 secondi dalla fine del quarto e ai quasi 24 di possesso.
Non era finita però, perché dalla scritta Barclays Center incredibilmente Lopez segnava sulla sirena tre punti assurdi con una tripla volante e Jefferson sconsolato a guardare…
Jeremy Lin risplende.

Jeremy Lin un po’ alla NBA Jam sembra lanciato a canestro mentre produce un tracciante luminoso.

 
Poco male, Charlotte iniziava l’ultimo quarto sull’86-73 e Kaminsky con un catch n’shoot da rimessa dal fondo, affondava il lungo tiro in sospensione dalla sinistra per il +15.
I Nets però ci tentavano…
Larkin dalla baseline sinistra segnava over Jefferson, McCullough non esauriva il bonus fortuna segnando con un tiro frantuma tabella alto al plexiglass che ricadeva dentro e un lungo due di Brown dalla sinistra riportava sotto la doppia cifra (88-79) Brooklyn a 9:28 dalla fine.
Walker però sulla sinistra con un pump fake si liberava di Brown, sul susseguente avanzamento aspettava il rientro di Brown per prendersi il contatto e segnare dalla lunetta due punti che rimpinguavano il suo score.
A 8:58 Bogdanovic finalmente (per lui) indovinava una tripla, le distanze però rimanevano, sul -8 i Nets trovavano a 6:19 il canestro di Larkin; perso sul taglio (da destra in back-door) da Lin sul servizio di Lopez.
Jefferson usava la sua stazza e il suo corpo per ricevere e andare a segnare i post basso sinistro a 6:01 ridistanziando le Retine che non demordevano comunque, trovando la via del canestro con un semplice floater di Young.
A 4:42 Brown alzava per Lopez, Zeller era sorpreso e arrivava l’alley-oop del -4 Nets.
Per fortuna nel momento decisivo usciva Walker, la sua velocità gli consentiva di battere in entrata sulla destra Lopez e appoggiare due punti, Charlotte teneva in difesa anche a due buone giocate difensive di Lin, Batum metteva due liberi a 3:11, Johnson e Brown mandavano a vuoto le loro conclusioni in attacco, così Walker metteva il sigillo sulla partita con la bomba a 1:46 dall’angolo destro.
A 57 secondi dalla fine la Walker dive con pass per Cody in dunk chiudeva i conti.
I Nets segnavano gli ultimi punti ma la gara terminava 104-96 Hornets.
chabro01chabro2
 
Pagelle:
 
Walker: 7,5
28 pt. (11/18), 3 assist, 2 rimbalzi, 2 rubate. Perde 4 palloni ma la sua media tiro è alta per un play, pochi assist ma molti canestri Deve resistere alla pressione finale dei Nets in raddoppio su di lui, lo fa bene girando palla.
 
Lee: 6
5 pt. (2/4), 1 rimb., 1 assist. S’inserisce in un contest di squadra nuovo, troverà automatismi giocando, una difesa rognosa a tratti ma Brown nel finale lo batte un paio di volte.
 
Batum: 7
16 pt. (5/10), 7 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. Stesso numero palloni persi di Kemba, Nicolas è attento in difesa anche se non sempre può evitare i canestri avversari. Solito apporto fatto di punti, assist e rimbalzi.
 
M. Williams: 7
9 pt. (3/6), 12 rimbalzi, 4 assist. Peccato, gli manca un punto per arrivare in doppia doppia. Domina a rimbalzo nonostante i cm e una palla a due persa nell’ultimo quarto, aiuto fondamentale.
 
C. Zeller: 6
10 pt. (4/8), Un centro che prende solo un rimbalzo in più di 20 minuti. 4 falli e 3 perse. In difesa va meglio del previsto contro un cliente scomodo, anzi, a tratti lo tiene bene. La sua energia iniziale aiuta a instradare la squadra verso la vittoria.
 
Jefferson: 7,5
18 pt. (9/13), 7 rimbalzi. Il problema non è così risolto come dice lui, ma gioca una gran partita segnando molto. Arma aggiunta dopo l’infortunio.
Gioca più del college centro. L’infiammazione al ginocchio credo sia ancora presente visto i bendaggi in panchina. Parte benissimo, si perde un po’ a metà gara, poi si ritrova nel finale.
 
Lin: 6
11 pt. (3/10), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Partita fotocopia dell’ultima, male al tiro anche da vicino, ma bravo in difesa.
 
Lamb: 6,5
5 pt. (2/7), 3 rimbalzi, 4 assist.
Tripla di personalità nel primo tempo. Discreta gara con qualche errore in più del solito al tiro.
 
Kaminsky: 5,5
2 pt. (1/3), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata.
Posterizzato da Young segna un bel canestro in avvio ultimo quarto.
 
Hansbrough: 5,5
0 pt. (0/0).
Non in forma. Con lui andiamo sotto. Plus/minus in 2:25, ha un -7…
 
Coach Clifford: 7
La squadra compie il suo dovere a Brooklyn giocando bene. L’inserimento di Lee è stato graduale, giusto così, ha fatto intravedere buone potenzialità, ma ancora deve entrare bene negli schemi della squadra nonostante l’IQ offensivo. Attenzione però a Jefferson, l’eccessivo utilizzo potrebbe portare a una ricaduta e vorrei evitarla, in partite come questa qualche minuto in meno è consigliabile.

 
Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.