Game 68: Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 77-98

 
La croce di St. George
 
Sugli scudi c’è lui: Paul George.
Non poteva esser altrimenti dopo che Charlotte, sconfitta in due delle tre gare casalinghe a disposizione, avendo salutato i playoffs, fosse sostanzialmente out rispetto a essi e forse ormai più interessata al prossimo Draft.
Riluce quindi la stella di serata nella notte fonda degli Hornets che come il solito danno anche una spolveratina alla star di turno per renderla più luminosa e brillante.
PG13 ha chiuso con 39 punti e un secondo tempo nel quale ha deciso la gara, terminata dopo i primi 24 minuti sul 42 pari.
La partenza decisa dei Pacers nel secondo tempo ha però creato il vuoto, amplificato da altra antimateria presente nelle stanze di Charlotte.
La Croce (per gli Hornets) di San Giorgio, bandiera ed emblema della Repubblica di Genova, poi usata per le crociate e adottata dall’Inghilterra che per protegger le sue navi nel Mediterraneo e nel Mar Nero, alzava il vessillo “zeneize” pagando anche al Doge un tributo annuale, è oggi usata o contenuta in molte città d’Italia e mondiali come:
Milano, Varese, Vercelli, Alessandria, Spoleto, Mantova, Fréjus, Barcellona, Londra, Zara, Melbourne, Montréal, ecc..
Se pensiamo che solo M. Ellis ha superato la barriera dei 10 pt. (chiudendo con 16), si capisce come sia stato lui a prender la squadra in mano e a guadagnar la partita.
Le elocuzioni a quest’ora della notte risultano difficili.
Spiegare sempre esaustivamente la gara non è semplice, specialmente se la fase difensiva è particolare. Questa volta comunque non c’è bisogno di eccessivi giri di parole.
Partita disputata per onore di firma per Charlotte, la quale ha evidenziato un pessimo Walker, ma le statistiche globali parlano chiaro; 42-30 e 26-15 entrambi a favore dei Pacers rispettivamente in rimbalzi e assist…
53,4% nei FG e 42,9% da tre per la squadra di McMillan contro il 40% dal campo e il 13% da tre di Charlotte che ha chiuso con un 3/23 da oltre l’arco…
I pochi tiri liberi per entrambi i team evidenziano una partita poco combattuta, poco importava quindi se Indiana arrivava in back to back avendo perso ieri sera contro New York.

Cody Zeller #40 of the Charlotte Hornets goes up for a dunk during a game against the Indiana Pacers on March 15, 2017 at Bankers Life Fieldhouse in Indianapolis.
2017 NBAE (Photo by Ron Hoskins/NBAE via Getty Images)

 
Gli Hornets che rinunciavano ancora a Batum (il quale pare comunque possa rientrare contro Washington domenica), alle prese con una tac all’encefalo per capire l’origine di queste dolorose emicranie, schieravano; Walker, Lamb, MKG, M. Williams, C. Zeller.
I Pacers guidati da Nate McMillan, ex Seattle, mettevano sul parquet; Teague, C.J. Miles, P. George, Th. Young e M. Turner.
 
Zeller, al secondo tentativo e primo valido, vinceva la palla a due ma la classica tripla mancata di Williams dava la possibilità alla squadra in maglia bianca di portarsi in vantaggio, evento che non rimaneva sulla carta con i primi due punti del match realizzati da Turner con un tiro dall’altezza della FT line.
Il pareggio arrivava da un passaggio laterale di Zeller che lasciava a 11:01 palla nelle mani di MKG che in jumper realizzava con precisione.
Indy passava in vantaggio 2-6 ma gli Hornets replicavano con i canestri di Lamb a 8:50 e MKG che a 8:08 depositava un layup dopo aver attaccato immediatamente e verticalmente sul passaggio ricevuto.
A 7:26 un’altra incursione di Lamb portava al vantaggio degli Hornets che andavano sul +4 grazie a un anticipo di Marco su Turner sulla propria linea di fondo, l’azione dall’altra parte la concludeva sempre lui a 6:15 in fade-away trovando il 10-6.
A 5:54 George accorciava sul -1 con una tripla, toccava quindi anche a Marvin ricevere un lob verticale che scavalcava il proprio marcatore; dalla linea di fondo sinistra Williams faceva partire un tiro girandosi che s’insaccava pur toccando i ferri interni.
C.J. Miles ed Ellis riportavano avanti i Battistrada (12-13) ma Marco ricevendo in post basso sinistro si avvedeva della possibilità del fallo di Ellis che, infatti, gli franava addosso, Marco colpiva il palo ma guadagnava due FT.
La palla roteava sul ferro ma usciva sul primo tentativo, nessun problema sul secondo e aggancio a quota 13.
George in uno contro uno scattava, MKG resisteva sull’interno ma sfruttando l’angolo da pochi passi a sinistra PG13 segnava toccato anche da MKG sulla schiena.
Gioco da tre punti recuperato da Belinelli che con una freccia scagliata dalla diagonale destra a 3:02 centrava il bersaglio. Turner realizzava per i Pacers ma Weber, lanciato in campo come PG di riserva al posto di Roberts, pareggiava creandosi il tiro dal palleggio dopo aver fatto rimbalzare palla dietro la schiena.
Robinson dalla baseline destra realizzava ma ancora una volta Weber creando il suo tiro riportava in equilibrio il match (20-20) ma Indiana segnava quattro punti, tuttavia Frank fingendo una tripla poco prima del rumore della sirena si faceva venir addosso da Turner, il quale concedeva tre liberi.
Kaminsky ne realizzava due così gli Hornets dimezzavano lo svantaggio chiudendo sul 22-24 il primo quarto.
 
L’inizio del secondo vedeva Frank esser spinto dal gomito sinistro di Christmas, il quale dietro di lui, anch’esso girato in direzione del proprio canestro, concedeva due FT a causa dello sbilanciamento che portava il nostro numero 44 a fallire l’appoggio.
Frank splittava riportando il gap sul -1, gli Hornets sbagliavano due volte, prima con Weber un facile appoggio, poi con Frank e una buona possibilità da tre, entrambi rovinando possibili assist di Marco.
Frank si rifaceva poco più tardi con i Pacers già abili nel portarsi sul +5, questa volta dopo aver ricevuto un bound pass di Lamb, dopo aver rollato lateralmente a destra, compiva uno spin girandosi per depositare su Ellis rimasto lì in chiusura ma che non accennava minimamente per questioni di cm a tentar di stoppar l’appoggio del 25-28.
Marco da tre andava lungo, Robinson trova ancora il nulla a opporsi sulla linea da tre punti e realizzando mandava lo scoreboard a toccar il 25-31.
Dopo un buon movimento di palla l’assist era di Kaminsky, il quale mandava Zeller a realizzare da pochi passi con assist laterale.
Ellis dal corner sinistro scagliava un’altra granata da tre punti che esplodeva nella retina di Charlotte che tuttavia reagiva prima con Zeller (7:05) che in appoggio batteva Turner mente Lamb imitando il compagno ma sulla corsa, riusciva anch’esso a eludere dalla stessa posizione (pochi passi sulla diagonale destra rispetto al ferro) ancora Turner impegnato nel vano tentativo di stoppata. Ellis e poi George, quest’ultimo in pullup, rispondevano con quattro punti (31-38), Frank intervallava con una strong drive un’altra realizzazione di George da due punti (catch’n shoot). Finalmente a 3:37 Walker realizzava il suo primo tiro dal campo con un’entrata in diagonale da sinistra verso il centro con finta mediana che mandava al bar Young voltatosi verso le panchine a guardar un pallone mai scaricato; facile poi il layup con la difesa presa in velocità.
Una drive di Marco (conquistando la baseline sinistra) e un bound pass per l’accorrente MKG al centro regalavano alla nostra ala piccola due punti sul tabellino.
La schiacciata era valida per il 37-40 ma Williams realizzando da due portava allo scarto minimo tra i due team.
A 1:57, in un primo tempo dal punteggio basso, i Pacers vedevano scadere il loro tempo d’attacco con palla data in mano tardivamente a Turner.
Kemba non segnava, Teague sì, Charlotte tuttavia raggiungeva la parità a 1:17 quando un pick and roll tra Walker e Zeller portava il nostro centro alla decisa entrata frontale effettuata tra due ali composte di due giocatori per parte.

Briante Weber ha chiuso con 8 punti giocando al posto di Roberts.
2017 NBAE (Photo by Ron Hoskins/NBAE via Getty Images)

 
Un tocco di Young consentiva anche il tiro libero (realizzato) dopo la schiacciata d’autorità, così si chiudeva il primo tempo senza che nessuno più riuscisse a segnare nel minuto e poco più finale.
Nel secondo tempo Indiana entrava più decisa trovando in meno di tre minuti ben 13 punti; a 11:49 George schermandosi con Turner realizzava ricevendo anche la spinta di MKG attardato dal blocco.
La giocata da tre punti della stella dei Pacers apriva il suo buon quarto.
Da una persa di Kemba a un tiro da due di C.J. Miles a segno per il -5, rispondeva Kemba con l’unico bagliore in un parziale Pacers; Walker comunque sfruttando un blocco di Zeller circumnavigava il primo difensore e passando avanti anche a Turner era toccato sull’appoggio armonico direttamente effettuato in allungo a canestro.
La giocata da tre punti a 10:41 serviva agli Hornets per tornare al -2 ma ancora George ricacciava indietro i nostri viola con un tiro da tre che portava lo scoreboard sul 45-50.
Kemba a 9:58 resisteva segnando in pullup dopo esser passato dietro un drag screen di Zeller, ma un 2/2 di C.J. Miles (tentativo di schiacciata e fallo chiamato a Williams) facevano ripartire i locali che con Teague affondavano anche altri tre punti costringendo al full time-out Clifford già a 9:12.
Non cambiava molto però perché il ritmo di George non s’interrompeva, anzi, da destra bombardava con un’altra tripla su MKG, i suoi saltelli sul posto dopo la realizzazione indicavano prossima attività sismica, infatti, ancora lui in dribbling a centro area ondeggiando andava a realizzare il 47-60.
Miles aggiungeva tre punti dal corner sinistro così a 7:30 un Clifford per nulla contento utilizzava un altro time-out.
George faceva come se nulla fosse realizzando anche il +18 (47-65) per i suoi, prima che a 6:34 una drive chiusa bene da MKG, restituisse segni di vitalità all’inconcludente attacco di Charlotte.
P.G.13 riusciva, segnando due punti a portare anche sulla soglia del -20 i Calabroni (53-72), i quali nel finale di terzo quarto riducevano lo scarto con una tripla di Kaminsky dalla diagonale destra (assist dall’angolo destro semplice di Belinelli).
Seraphin in FT jumper, Belinelli dalla media destra, Christmas con un ½ dalla lunetta determinavano il punteggio parziale di terza frazione (58-75) con il tiro frontale da tre punti (qualche passo indietro rispetto la linea) di Belinelli a stamparsi sul ferro.
 
Con la panchina in campo gli Hornets rimontavano a inizio ultimo quarto; Weber faceva seguire due punti in appoggio al primo canestro Hornets, portando i ragazzi di MJ sul -13 (62-75) sebbene sulla sinistra Robinson affondasse due punti dalla sinistra con Lamb in chiusura ritardata che ritentava il rientro in stoppata una seconda volta sul tiro dell’avversario ma non otteneva nulla se non un pugno di mosche.
Un’alzata di Lamb per Kaminsky a fianco del canestro sul lato destro portava il nostro lungo all’appoggio volante e a 9:25 Weber, trovando Belinelli fuori sulla diagonale sinistra, forniva il materiale per la dinamitarda esplosione da tre punti del connazionale.
La tripla valeva agli Hornets il -10 (67-77).
Usciva Belinelli entrava Kemba, gli Hornets ci provavano con il doppio play in campo ma i risultati non erano lusinghieri; un rimbalzo offensivo preso da Lamb che si buttava direttamente dentro il pitturato, consentiva alla nostra SG di recuperar due liberi vistosi trattenuto e girato da un avversario.
Il 2/2 serviva solo a ritornare sul -10 (69-79), ancora troppo lontani per sperare d’impensierire Indiana che al rientro di George chiudeva la partita.
George realizzava immediatamente 5 punti vanificando i tentativi di Lamb (prima un due punti e poi tripla da destra), a 6:51 giungeva anche ai 9 di fila chiudendo de facto la gara.
Una giocata da 4 punti con una chiusura di Lamb utile solo per abbatterlo e fargli realizzare il libero supplementare che riportava a +19 (69-88) la squadra dello Stato dell’Indiana.
A 6:12 dal corner destro, zone nevralgiche gli angoli per Charlotte, M. Ellis spedendo dentro un pallone valido come tre punti infrangeva anche la quota 20 (+22 Pacers) trascinando i Battistrada sul 69-91.
A 4:33 George in transizione realizzava il suo trentanovesimo punto terminando così la sua gara da realizzatore.
Charlotte schierava anche le terze linee nel garbage time che vedeva a un nulla dalla sirena finale Weber segnare il 77-98 definitivo.
 
Pagelle
 
Walker: 4,5
7 pt. (3/11), 1 rimbalzo, 4 assist. Perde due palloni, segna pochissimo tirando anche tre volte in maniera orripilante. Gioca 29 minuti, nei quali mostra un paio di lampi di classe in penetrazione ma non basta. Non riesce a realizzare da tre stasera (0/3). -25 di +/-.
 
Lamb: 4
8 pt. (3/9), 7 rimbalzi, 2 assist. -26 di +/-. Altro plus/minus glaciale. Nel secondo tempo sbraga nonostante possa fare di più. In attacco ricordiamo due buoni liberi presi dopo il rimbalzo offensivo e la palla per Kaminsky. In difesa non riesce assolutamente a contenere George ma subisce canestro anche contro Robinson perché spesso tiene posizioni troppo lontane dal tiratore. In zone ibride è costretto a rientrare velocemente e nonostante l’atletismo non parte certo da posizione di vantaggio.
Kidd-Gilchrist: 5
10 pt. (5/8), 1 rimbalzo, 1 stoppata, 1 assist. Più utile in attacco che in difesa. Una metamorfosi che non aiuta Charlotte. Un solo rimbalzo e anche lui sovente soffre George.
 
M. Williams: 5
4 pt. (2/8), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Male al tiro. Apre con una tripla mancandola e chiude con uno 0/3 da oltre l’arco. In difesa ci prova, gli viene anche fischiato un fallo dubbio su un tentativo di stoppata ma i risultati non sono soddisfacenti nonostante in difesa risulti migliore i molti altri.
 
C. Zeller: 5,5
7 pt. (3/8), 4 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Bellissima schiacciata d’autorità e gioco da tre punti da menzionare. Bene le tre rubate ma mi aspettavo qualcosa di più a rimbalzo.
 
Belinelli: 6
11 pt. (4/10), 1 rimbalzo, 3 assist, 2 rubate. Nonostante secondo me non giochi benissimo, in difesa è più presente riuscendo anche a favorire magari il rimbalzo difensivo del compagno. Recupera un paio di palloni ma se ne fa portar via uno in mezzo alle gambe. In attacco prova spesso a dare via il pallone all’ultimo momento rinunciando al tiro. Gli rovinano almeno un paio di buoni assist. Chiude con 2/6 da tre, l’altra unica tripla è di Kaminsky…
Kaminsky: 5,5
20 pt. (7/15), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Perde un paio di palloni, non tirerebbe nemmeno male se provasse più spesso da due e utilizzando movimenti sotto canestro che ne hanno facilitato le realizzazioni. E’ l’1/8 da tre imbarazzante. Clifford lo affianca anche a Zeller intuendo che da solo come C, difensivamente sarebbe un handicap per noi.
 
Weber: 6
8 pt. (4/7), 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Gioca al posto di Roberts come prima scelta dietro Kemba. Aggressivo, commette 4 falli ma porta pressione sul portatore di palla e non solo. Gioca 19 minuti, qualche volta rinuncia all’impostazione lasciando palla a Marco o ad altri compagni. Mostra invece confidenza con la realizzazione, anche se sbaglia un canestro da pochi passi sembrato già fatto.
 
Graham: 6
0 pt. (0/2), 1 rimbalzo, 1 stoppata. Gioca 8 minuti, sbaglia un paio di tiri ma compensa e riequilibra con la difesa.
 
Roberts: s.v.
2 pt. (1/2). 4 minuti in campo ormai a partita persa.
 
Wood: s.v.
0 pt. (0/0), vedi Roberts.
 
Coach Clifford: 5,5
Serviva più perdere che vincere in ottica Draft ma la squadra vista stasera nel secondo tempo poteva anche restare a casa dando forfait. Il materiale che ha in mano è cioccolato al sole.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.