Game 8; Charlotte Hornets VS New York Knicks 95-93

Sottotitolo; infinite emoziHornets

Jeremy Lamb contro Arron Afflalo nel primo tempo. (AP Photo/Chuck Burton)

Jeremy Lamb contro Arron Afflalo nel primo tempo. (AP Photo/Chuck Burton)

Battaglia epica alla Time Warner Cable Arena in una partita emozionante dal finale selvaggio che ha tenuto tutti con il fiato sospeso anche oltre l’ultima sirena.
I Knicks si presentavano nella Queen City in una battaglia tra regine del tempo che Queen Charlotte Sophia non aveva intenzione di perdere per portarsi a .500 in classifica.
C’è voluto tutto il cuore e qualcosa di più, una panchina che sta prendendo quota e se la gioca contro i titolari avversari riuscendo anche a sovrastarli.
I Calabroni hanno tirato fuori le unghie (posso assicurarvi che entomologicamente le possiedono) e sono rientrati un paio di volte dal baratro sul quale i Knicks li avevano spediti.
Ma andiamo con ordine…

I New York Knicks di Derek Fisher si presentavano con; Calderon, Afflalo, Anthony, Porzingis e R. Lopez, mentre Charlotte “recuperava” P.J. Hairston dato misteriosamente per malato, evidentemente immaginario schierandosi con; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams e Jefferson.

Partenza subito in salita per gli Hornets nonostante la palla in mano; Jefferson falliva due tiri e New York al contrario realizzava le proprie occasioni offensive inaugurando il tabellone a 11:26 con un tiro dalla baseline destra di Porzingis e con Afflalo a raddoppiare con un jumper su Batum.
Il primo canestro degli Hornets era firmato Marvin Williams a 10:32 che andava sul sicuro in appoggio, tuttavia Porzingis riceveva un passaggio smarcante e da sotto il canestro non aveva difficoltà a realizzare. Calderon iniziava dalla diagonale sinistra a segnare i suoi tiri con un jumper mentre Marvin Williams continuava a mettere benzina nel motore di Charlotte con una tripla a 8:04 (5-8).
Jefferson finalmente si sbloccava anche se dopo essersi riguadagnato il pallone a rimbalzo su un altro errore al tiro ma New York resisteva al comando e Batum a 6:17 dalla media distanza sinistra riduceva lo scarto a tre punti (9-12).
Il francese si prodigava ancora in fase realizzativa a 5:30 sparando frontalmente tre punti che portavano gli Hornets a -2 (12-14), ma New York riallungava sul +5 grazie a Porzingis che aveva vita facile nel tirare dall’area pitturata per il 12-17.
Il punteggio si riaccorciava sul -2 quando Zeller a 3:27 in entrata su Amundson subiva fallo da quest’ultimo e andava in lunetta concedendosi di sbagliare uno dei due FT assegnati dagli arbitri.
Anthony tirava corto sull’azione offensiva dei Knicks grazie a una buona difesa di Hairston che concedeva il meno possibile alla stella dei Knicks, però in attacco Charlotte falliva troppe volte; Walker provava un tiraccio che non colpiva nemmeno il ferro, Hairston sull’azione seguente aveva due buone possibilità di colpire da tre punti ma le sbagliava entrambe, così finiva per segnare Anthony che in entrata veleggiante era premiato dal ferro per il suo buon movimento.
Sul 15-21 Clifford chiamava time-out per tentare di sistemare le cose; al rientro in campo si vedevano i due Jeremy trascinatori della panchina ma sul primo tiro il Jeremy orientale si dimostrava ancora freddo, così Charlotte andava a bersaglio dalla lunetta poco più tardi; Hawes serviva l’assist perfetto con un passaggio schiacciato orizzontale simil no look per Zeller che in entrata verticale si prendeva la mazzata di Amundson e i due liberi del 17-21.
Amunsdon tuttavia dalla linea di fondo destra, zona mal presidiata da Charlotte, metteva dentro la sfera in jumper, New York inoltre nel finale riusciva a realizzare un altro paio di tiri, complici i troppi rimbalzi lasciati da Charlotte in attacco ai Knicks.
Era il caso del rimbalzo lasciato ad Amundson che a pochi decimi dalla sirena raccoglieva un pallone che Marvin Williams con una super stoppata in recupero era riuscito ad allontanare dal canestro di Charlotte. Il quarto si chiudeva sul 18-27 per i Knicks con i Calabroni visibilmente in difficoltà a livello realizzativo.

I Knicks estendevano il proprio vantaggio a 11:31 del secondo quarto con Galloway, buon tiratore che approfittava ancora di un rimbalzo lasciato dalla difesa in maglia bianca.
Anche Lamb falliva la sua prima occasione e le statistiche sino a questo punto dicevano che Charlotte aveva tirato con il 26% contro il 56% degli ospiti.
Charlotte entrava in difficoltà anche dalla lunetta quando Zeller si ripresentava con un ½ che valeva solo il 19-29.
Grant concentratissimo al tiro batteva Lin con un jumper dalla diagonale sinistra che a sua volta accendeva il nostro play di riserva Lin che in appoggio si rendeva utile con i primi due punti della propria serata.
Lin colpiva un’altra volta attaccando l’anello e forniva l’assist a Lamb che a 8:57 realizzava la tripla del 26-33 iniziando una rimonta che veniva stoppata da Seraphin con un turnaround su Hawes, ma lo stesso lungo dei Knicks subiva il canestro di Lin che lo affrontava alzando un pallonetto imprendibile anche per lui.
Lamb con qualche difficoltà riusciva a superare un paio di giocatori dal palleggio e a portarsi sotto canestro per realizzare, lo stesso giocatore di Charlotte in attacco uno contro uno faceva scomparir palla al difensore andando a segnare a 6:48 e trenta secondi più tardi su un giro palla largo e prolungato degli Hornets a spiazzare la difesa arancioblù era P.J. Hairston a trovare solo il cotone del canestro per l’aggancio sul 35 pari. Porzingis si faceva beffe del rientro sul parquet di Jefferson ma Walker dalla linea pareggiava, Afflalo finalmente sbagliava prendendo solo l’aria sul suo tiro grazie a Batum ma Kemba che rompeva incredibilmente un raddoppio con un palleggio in velocità e in allungo si faceva stoppare sul più bello, toccava così a Melo realizzare in appoggio scappando sulla sinistra a Hairston.
Calderon in serata era una garanzia e segnava con un altro tiro in sospensione, Batum lo imitava dopo una finta per liberarsi del difensore a 3:53 per due punti che riportavano la squadra di Clifford sul -2 (39-41). Anthony iniziava a far intravedere d’essere entrato in partita e apportava altri due punti alla causa della Grande Mela. New York tentava l’allungo, anche perché Batum, mancava tre dei cinque liberi concessi in due tranche.
Charlotte però si era riportata sulla retta via e un altro pareggio era ottenuto con Kaminsky a 1:48 grazie all’appoggio del pallone per il 45-45. A 1:28 Charlotte passava anche per la prima volta nella serata in vantaggio con una transizione elegante di Batum che rendeva tutto semplice Anthony rispondeva in jumper ma Big Al si preparava il tiro con i suoi classici movimenti e in ritmo metteva i due punti che mandavano le squadre negli spogliatoi sul 49-47.

Jeremy Lin trascina nel finale gli Hornets. Con 17 punti è il secondo top scorer dei Calabroni nella serata.

Jeremy Lin trascina nel finale gli Hornets. Con 17 punti è il secondo top scorer dei Calabroni nella serata.

Charlotte si ripresentava sul campo con i titolari che nei primissimi minuti prendevano un parziale di 7-0 che portava New York sul 49-54, interrotto da Walker con un potente dribbling dalla baseline destra e conclusione ravvicinata.
Quando Melo però passava dietro allo schermo di Robin Lopez per staccarsi da Hairston e colpire con facilità da tre punti, Clifford era costretto a chiamare il time-out sul -6 (51-57).
Batum a 8:58 cadendo un po’ all’indietro compiva un movimento esteticamente affascinante ed efficace da tre punti, in più grazie a una buona difesa poteva partire per la nuova avventura in contropiede che gli fruttava altri due punti 22 secondi più tardi.
Walker non era in serata.
Calderon lo puniva con un jumper e in attacco provava a segnare in reverse layup ma un buon Porzingis lo stoppava facilmente, Batum però a 7:10 risultava ancora fondamentale in transizione quando con un gioco di prestigio era abile sotto canestro a mettere dentro due punti difficili in uno contro uno.
Sul 58-59 NYK, gli uomini di Fisher riallungavano; Afflalo prima, Calderon con un pull up, Anthony ai 24 secondi e Calderon con una tripla aperta da sinistra nell’angolo affossavano Charlotte spedendola a 4:22 dalla penultima sirena sul -10 (58-68).
A 3:58 per fortuna Walker riusciva a concretizzare una tripla allo scader dei 24 ma Anthony da 2 rispediva la squadra di Jordan sul -9, Batum si dimostrava in serata di grazia con uno spin move al quale seguiva un fade-away galleggiante (probabilmente il tutto telecomandato perfettamente con un joystick da casa) per un gran canestro su un Galloway inutilmente proteso in avanti a protezione dell’anello.
Lamb riceveva poi dalla linea di fondo e compiva un cambio mano da sinistra a destra veleggiando in appoggio davanti al ferro per il 65-71. New York ingranava la quarta e dopo una persa di Lin, Grant segnava il 65-77.
Lin a 1:01 con una tripla dalla diagonale sinistra tentava di far rientrare gli Hornets dalle profondità marine nelle quali erano caduti.
Il quarto però si chiudeva su un poco rassicurante 69-79 New York.

L’inizio ultimo decisivo tempo era una preview di quel che sarebbe successo di lì a poco; Zeller in serata no dalla lunetta splittava a 11:49 nuocendo ai compagni ma i Calabroni producevano l’ultimo sforzo difensivo per iniziare a raggiungere atmosfere più leggere; Lin deviava un pallone e Batum lo salvava prima che uscisse dal campo, in attacco Lamb realizzava una tripla frontale a 11:25, Lin continuava a prodigarsi in difesa forzando Grant a sbagliare il tiro e a 10:10 un geniale passaggio di Batum schiacciato per l’arrembante Cody vedeva protagonista in positivo questa volta la nostra ala bianca, canestro splendido nonostante il fallo di Grant e 1/1 in lunetta.
New York però ricacciava indietro la squadra di Clifford con un gioco da tre punti di Amundson che a 9:49 segnava subendo un’entrata scomposta di Zeller.
Ancora -6 (76-82) e Charlotte a inseguire con Lin che si portava in lunetta (New York raggiungeva il bonus con i falli di Amundson e Grant) a 9:34 per un 2/2.
I Calabroni ricominciavano a respirare dagli stigmi grazie ad Amundson che stoppava il reverse layup di Lamb, ma la palla aveva già nettamente toccato il vetro, goaltending e -2.
Charlotte pareggiava con Lin a 8:15 con due punti frontali.
Due secondi più tardi New York chiamava time-out per interrompere il flusso positivo degli Hornets.
Clifford nel finale portava un ottimo Batum su Anthony e Lin rubava un pallone, il francese capitalizzava l’attacco seguente a 7:31 andando ad assorbire il contatto con Amundson e sparando su una gamba il fade-away dalla linea di fondo destra.
84-82 e Hornets usciti definitivamente dall’acqua?
Non ancora…
Grant pareggiava, dall’altra parte gli arbitri prendevano di mira Anthony che sbracciava un po’ troppo tentando di depositare Zeller nel cassonetto dei rifiuti differenziato per liberarsi dal blocco.
Due tiri liberi per Cody che disgraziatamente proseguiva con un ½. Anthony dalla media distanza colpiva da sinistra e New York rimetteva piede avanti (85-86).
Lo stesso Anthony però in attacco s’impossessava della maglietta di Batum per prender posizione, gli arbitri lo punivano e Charlotte tornava con la palla a spicchi in mano, e dopo due errori (uno per parte) Marvin Williams sotto canestro si trovava con la palla in mano per appoggiare il +1 a 5:10 dall’ultima sirena.
Batum in contropiede portava a 3 i nostri eroi, ma Anthony in scioltezza segnava da tre punti a 3:17 dalla fine.
Tutto da rifare sull’89 pari…
A 3:02 un’entrata un po’ selvaggia in diagonale di Lin era chiusa dallo stesso play in appoggio e tutto faceva ben sperare i tifosi di Charlotte quando Marvin Williams stoppava ben due volte nella stessa azione i Knicks da sotto canestro, eccezionale la seconda da dietro su Robin Lopez, pulita e di forza, lo stesso Marvin (un altro giocatore rispetto lo scorso anno) si esaltava per il gesto tecnico compiuto.
Batum però si prendeva un jumper anziché attaccare o coinvolgere la squadra e Afflalo pareggiava da sotto a 1:52 dalla fine.
Linsanity teneva fede al suo soprannome quando resisteva a Calderon e tirava su un pallone contrastato con muscoli, cuore e precisione; canestro quasi impossibile che faceva esplodere la Time Warner Cable Arena.
A 1:13 con gli occhi tutti puntati su Anthony era Afflalo a battere Lamb per il pareggio che riagganciava i Knicks agli Hornets. Batum provava quasi a chiuderla con una tripla ma la palla non entrava, Charlotte tornava in possesso della sfera con :31.5 da giocare, chiamando time-out. Thomas involontariamente seguendo il suo uomo compiva un’abile mossa a favore dei suoi franando su Zeller che tradito dalla tensione faceva ancora peggio dalla lunetta, con uno 0/2.
Knicks che chiamavano time-out a :22.7 con 19 secondi ancora almeno da sfruttare.
Al rientro Anthony se ne andava sulla destra, Marvin Williams resisteva un po’ ma poi scivolava, sembrava finita quando l’ala piccola dei Knicks sparava senza opposizione, ma la palla colpiva solo l’esterno del ferro, sul rimbalzo sembrava essere stata Charlotte a toccare per ultimo, ma gli arbitri controllavano tutto al replay compresi eventuali falli di Lopez che buttava giù con il fondoschiena Walker e i 24 secondi.
Alla fine decidevano d’invertire la rimessa e Charlotte si salvava avendo a disposizione :03.7 per andare a vincer la sfida.
Sulla prima rimessa Hawes non trovava compagni liberi rischiando l’infrazione dei 5 secondi, all’ultimo istante lanciava un pallone lungo sul quale interveniva Grant riuscendo però solo a spedire la sfera arancio oltre la linea di fondo.
Da lì arrivava la vittoria. Rimessa dal fondo di Hawes, taglio di Lin sotto canestro che disorientava Robin Lopez marcatore di Zeller, il quale dimenticato pure dal pubblico ma non da Hawes che gli dava la possibilità di riscattarsi servendogli un pallone che Cody sfruttava a dovere; con due passetti tagliava dietro al centro avversario in back door e appoggiava a due mani cadendo all’indietro.
Nuova esplosione a Charlotte per il 95-93. Con 6 decimi di secondo sul cronometro New York andava alla rimessa, solito lavoro di blocchi e ricezione in punta di Porzingis; tripla frontale a segno e grafica che dava sconfitti gli Hornets beffardamente di un punto, ma gli arbitri volevano vedere il replay…
La palla si staccava dalle mani del baltico veramente di un nulla dopo l’illuminazione della tabella, canestro annullato e Hornets salvi.

Cody Zellerfesteggia con il compagno Spencer Hawes il canestro decisivo.(Photo Streeter Lecka/Getty Images)

Cody Zeller festeggia con il compagno Spencer Hawes il canestro decisivo. (Photo Streeter Lecka/Getty Images)

Porzingis realizza da tre punti ma è troppo tardi. La palla si stacca dai polpastrelli dopo la luce rossa. Charlotte batte New York 95-93.

Porzingis realizza da tre punti ma è troppo tardi. La palla si stacca dai polpastrelli dopo la luce rossa. Charlotte batte New York 95-93.

Grande vittoria per gli Hornets che hanno sfruttato il turno casalingo per riportarsi a .500 dimostrando di potersela giocare contro quasi chiunque quest’anno, magari soffrendo (al limite sarò io a dovermi procurare un defibrillatore) ma portando a casa anche vittorie finalmente.
Hornets sovrastati a rimbalzo anche perché a tratti si è giocato con un quintetto piccolo, più agile per intensificare la difesa, male dalla lunetta ma bene in difesa dove hanno costretto a una miriade di palloni persi i Knicks e bene in attacco con molti giri di lunetta guadagnati (da sfruttare meglio).
Percentuali da tre punti dei Knicks bassissime (19%) contro il 34,8% degli Hornets a far la differenza…

chanewnykcha2

Pagelle:

Walker: 5
9 punti (2/11), 3 assist. Kemba non è in serata di spolvero. Soffre anche Calderon in difesa. Combina poco e tira maluccio.

Batum: 7,5
24 punti (10/18), 5 rimbalzi. Solo un assist, ma Nicolas questa sera decide di divenire il top scorer degli Hornets e ci riesce realizzando canestri di pregevole fattura. Buona prestazione con un paio di pecche ai liberi e scelte di tiro finali un po’ così così. Nel bene e nel male si prende le sue responsabilità.

P.J. Hairston: 6
5 pt. (2/8), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. P.J. tiene fermo sino a un certo punto alla grande Anthony, poi non riesce più a contenerlo. Tiro rivedibile.

Marvin Williams: 6,5
8 pt. (3/6), 2 rimbalzi, 3 stoppate. Spicca quest’ultimo dato. Nel finale evita il sorpasso ospite e forse questo si rende fondamentale per la vittoria. Un giocatore migliorato rispetto allo scorso anno.

Jefferson: 5
4 pt. (2/10), 5 rimbalzi, 2 assist. Un paio di aperture con ottima visione di gioco ma al tiro è completamente avulso. Lui e Walker, cardini della squadra si prendono una serata di pausa.

Zeller: 7
12 pt. (2/6), 3 assist, 4 rimbalzi, 1 stoppata. 8/15 dalla lunetta grida vendetta, contribuisce a render incerta la gara. Diciamo che Cody però ci mette anche una buona dose di energie spese e la stanchezza si fa sentire, la mano è comunque da migliorare. Croce e delizia si riscatta con alcune azioni, tra le quali quella decisiva.

Hawes: 6,5
Non gioca molto e fa 0/2 non segnando nemmeno un punto ma prende 4 rimbalzi e fornisce 5 assist. Ottima interpretazione del gioco di squadra.

Lamb: 7
14 punti (6/10), 4 rimbalzi, 2 rubate. Continua a segnare con buone medie e a essere spinta propulsive dalla panchina. Incisivo e provvidenziale nei recuperi. Difesa un po’ altalenante ma buona prestazione anche lì.

Lin: 7,5
17 pt. (7/11), 2 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. Perde un paio di palloni ma insieme all’altro Jeremy è decisivo per vincere la gara. Canestri pesanti nei momenti decisivi.

Kaminsky: 6,5
2 punti, 2 rimbalzi, 3 rubate e 1 assist in 09:31, inoltre recupera un pallone andando a prendersi uno sfondamento. Con lui in campo un +14 di plus/minus.

Coach Clifford: 7
Squadra che gioca a basket nonostante le difficoltà momentanee nel punteggio e che non si arrende tentando il tutto per tuto. Rotazioni vincenti in serata. Benissimo, cerchiamo di continuare così.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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