Game 80; Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 77-116

Sottotitolo; FucilaziHornets

Ormai fuori matematicamente dai playoffs, gli Charlotte Hornets andavano a far visita ai Detroit Pistons in una partita tra deludenti e deluse. Charlotte tra le sue fila continuava a dover fare a meno del frontcourt titolare ai quali si univano Stephenson (da un paio di partite) per il problema al piede e Mo Williams, regolarmente in panchina ma non sceso in campo probabilmente per qualche acciacco fisico di cui ha recentemente risentito.
Troppa grazia per Detroit, ma non facciamoci ingannare.
Questa squadra al completo in una partita normale se la sarebbe giocata, non avrebbe dominato.
Chissà se Michael Jordan conosce il detto latino “Homo faber fortunae suae” (l’uomo è artefice della propria fortuna).
Ora… questo detto è vero in parte, a volte si possono fare scelte, altre no.
MJ che nella sua carriera sicuramente si è impegnato molto è anche stato benedetto da un naturale talento.
Ora che avrebbe più possibilità economiche e quindi facoltà di scelta, fermo restando che i nuovi Charlotte Hornets sono ancora un piccolo mercato che potrebbe divenire grande in futuro, sta a lui e al suo entourage quest’estate per far compiere un deciso salto di qualità alla franchigia perché questa notte passata a non rovinare la festa dell’ultima casalinga dei Pistons è stata deprimente, oltretutto condita dalle fucilate da oltre l’arco di “semisconosciuti” nel finale.

Noah Vonleh in schiacciata. 16 punti per il rookie, migliore dei suoi in questa pessima serata.

Noah Vonleh in schiacciata. 16 punti per il rookie, migliore dei suoi in questa pessima serata.

Gli Hornets (in bianco) guidati da coach Clifford, che avrebbe un altro anno di contratto, presentavano sul parquet il seguente starting five; Walker, Henderson, Taylor, Marvin Williams e Biyombo, mentre i Pistons si affidavano a; R. Jackson, Caldwell-Pope, Caron Butler, Monroe e Drummond.

La palla a due era preda dei Pistons che mettevano subito in chiaro come si sarebbero svolte le cose nella serata d’addio stagionale al loro pubblico.
Drummond sfruttava la prima azione d’attacco della Motor City con un gancio a segno realizzato nonostante la difesa di Biyombo.
Walker riusciva a pareggiare momentaneamente con un’entrata in appoggio al vetro per il 2-2 a 10:53 ma poi tornavano a rombare i motori mentre Marvin Williams, Taylor e Walker sbagliavano a ripetizione.
Detroit si riportava in vantaggio a 9:26 con Caldwell-Pope e il suo jumper e allungava sul 2-13 piazzando un parziale di 0-11 concluso da Monroe che in lunetta splittava a 6:02.
I Calabroni tornavano a far muovere il tabellino pur non mettendo la palla nel cesto; Marvin Williams partiva deciso da sinistra e dopo un arresto in salto nel cuore del pitturato provava un mezzo gancio fermato da Drummond ma in parabola discendente che dava altri due punti ai ragazzi di Clifford.
Un open jumper di Monroe frontale denunciava l’assenza della difesa di Charlotte che poi tornava in attacco e produceva due punti grazie all’attacco di Kemba che scaricava in verticale oltrepassando il proprio difensore; il pallone finiva saldamente nelle mani di Biyombo che andava a schiacciare per il 6-15 a 5:11 dalla fine del primo periodo.
Biyombo restituiva il goaltending ai Pistons andando a fermare Monroe troppo tardi e Caldwell-Pope segnava due punti da solo sotto canestro dopo un attacco fallito da Charlotte con Henderson e una smanacciata di Biyombo capace involontariamente di aprire il contropiede avversario. Clifford provava il cambio d’ali (dentro P.J. Hairston e Vonleh), ma la squadra non decollava, P.J. falliva la tripla, Monroe dall’altra parte il tiro ma Drummond si avventava sul pallone per andare a correggere con una difesa della squadra del North Carolina che si faceva sopraffare troppo facilmente.
Per un fallo di Drummond, Henderson muoveva il punteggio di due per gli Hornets a 3:04 prima che a 2:41 un tre punti di Tolliver desse un vantaggio di 14 punti ai padroni di casa e Meeks, dopo due liberi di Walker mancati, imitasse il compagno di squadra con una bomba per l’8-25 Pistons.
Meeks nel finale segnava 5 punti contro un Daniels in difficoltà, intervallati da un canestro di Vonleh in entrata fluttuante. Il primo quarto si chiudeva quindi sul 10-30 con i Pistoni aventi in tasca già mezza partita.

Nella seconda frazione i Pistons si guadagnavano anche l’altra mezza; Tolliver segnava da 3 punti, per pareggiarli ci volevano quattro tiri liberi ottenuti da P.J. Hairston e Noah Vonleh che decidevano di attaccare il canestro e segnavano dalla lunetta rispettivamente due punti e un punto. Daniels continuava ad andare in difficoltà su Meeks e concedeva due liberi (trasformati) dal giocatore dei Pistons e Tolliver segnava tre punti contro Vonleh portando il match sul 13-40…
Un disastro incorniciato anche dalle due azioni successive degli Hornets che fendevano l’aria con un air-ball di Hairston e poi quando già stavano pregustavano due punti a rovinargli tutto ci pensava Maxiell che schiacciava sul ferro violentemente tutto solo dopo esser stato messo in condizioni ottimali dall’assist di Roberts.
I Pistons raggiungevano il clamoroso + 32 con tre punti in mezza transizione ottenuti da Meeks.
Maxiell a 5:48 realizzava due punti in jumper dal post basso sinistro per il 19-49.
A 4:55 Monroe trovava un canestro difficile e fortunoso alzando un pallone sopra la testa di Henderson; il rimbalzo abbastanza secco sul tabellone faceva si che la palla colasse a picco nel canestro…
Ai Pistons girava tutto bene anche oltre ai loro meriti mentre la difesa di Charlotte era latitante e Lucas aggiungeva due punti con un tiro in sospensione, punti in jumper che continuavano ad arrivare come se piovessero dal cielo.
A 3:52 grazie a un passaggio di Henderson, Walker from downtown restituiva il minimo sindacale con una tripla e dopo due FT di Monroe segnati, Henderson a 3:16 attaccava in penetrazione passando sulla baseline oltre a Drummond, una volta oltrepassato il ferro (girato di spalle rispetto a esso), il suo movimento discontinuo fingendo disinteresse gli faceva guadagnare cm di vantaggio su Monroe ben sfruttato con il giro e tiro vincente per il 24-55.
Una correzione volante in schiacciata di Vonleh a 2:07 metteva in moto il nostro n°11 che segnava anche dalla lunetta per fallo di Drummond a 1:38 e incrementava il punteggio personale a 1:00 con una dunk per il 30-57.
Henderson a :37.8 segnava due punti, anche se mancava il libero addizionale mentre R. Jackson interrompeva il rientro degli Hornets con una penetrazione coraggiosa.
Una penetrazione di Kemba che passava la palla a Henderson, il quale faceva saltare l’avversario con una finta e andava dall’altra parte del ferro per difendersi e appoggiare il 34-59, chiudeva il primo tempo sul 34-59 per i ragazzi di Van Gundy.

Troy Daniels. Più di un passo indietro per lui al "Palace". 2 pt. con un 1/9 al tiro...

Troy Daniels. Più di un passo indietro per lui al “Palace”. 2 pt. con un 1/9 al tiro…

Dopo l’intervallo lungo i primi ad andare a segno erano gli Hornets che con Henderson mettevano dentro la sfera facendola carambolare prima sul lato destro del tabellone. R. Jackson segnava un libero omaggio mentre Hendo s‘intiepidiva; il suo catch n’shot non entrava, mentre Miller batteva Gerald in difesa passandolo sulla baseline destra ma non faceva i conti con Biyombo che gli respingeva il tiro.
Henderson con un sottomano appoggiato sulla sinistra del tabellone tornava caldo.
Drummond segnava in schiacciata ma i Calabroni mangiavano ancora un po’ di vantaggio ai Pistoni grazie a Taylor che a 9:46 metteva dentro un appoggio ravvicinato e subiva il fallo andando a completare un gioco da 3 punti che valva il 41-62.
Henderson in difesa rubava anche un pallone ma sulla transizione a triangolo guidata da Taylor, Jeff decideva di servire Henderson marcato sulla destra piuttosto che Walker libero sulla sinistra e costringeva Hendo a prendersi un tiro in 1 vs 1 che la nostra SG falliva.
Dopo due punti di Detroit, Hendeson si rifaceva con un banking shot e a 7:39 un buon attacco con passaggio volante di Marvin Williams per Biz metteva in condizione il nostro centro di segnare in gancio dal post basso sinistro il 45-64 nonostante la difesa di Drummond.
Ai Pistoni tuttavia bastava poco per riprendersi quasi il + 25 d’inizio quarto; Jackson sparava sul ferro ma gli arbitri concedevano due liberi alla PG avversaria a (a segno), poi era Caldwell-Pope a mettere il tiro da oltre l’arco e il 45-69 era servito.
Qualche tiro libero portava le due squadre sul 48-71, poi Daniels subiva ancora; un’altra tripla da parte di Meeks valeva il 48-74, inoltre Vonleh dopo un bel movimento in spin guadagnava due liberi che tuttavia cestinava a 3:34 consentendo ai Pistons di raggiungere i 77 punti per effetto di un’altra tripla di Caldwell-Pope.
Da segnalare a 3:04 un bel canestro di Vonleh che in salto da pochi passi dal canestro resisteva al contatto e alzando la palla la faceva rimbalzare sul vetro per poi ottenere due punti difficili.
A 2:41 l’ennesima tripla di Detroit; di Tolliver questa volta per il 50-80. Un runner di Daniels dopo una finta a liberarsi e un’entrata partendo da oltre l’arco di P.J. Hairston con appoggio al vetro valevano il 54-82 che chiudeva il terzo periodo.

L’ultimo e non decisivo quarto vedeva anche Vonleh iniziare male; Drummond lo stoppava e poi Noah andava subire una tripla di Tolliver, Miller rincarava la dose da 3 e la squadra del Michigan andava sul punteggio di 54-88.
Roberts a 9:37 segnava da 3 frontalmente, poi da un anticipo di Daniels su Meeks nasceva la transizione che Roberts sfruttava per mettere dentro due punti da vicino guadagnando anche il FT che inusualmente falliva, tuttavia arrivava Maxiell a correggere e i Calabroni andavano sul 61-90.
A 8:56 però, dopo un tiro scoordinato, Drummond perdeva l’equilibrio e finiva per terra ma proprio sulla caviglia di P.J. Hairston che si distorceva sotto il peso del corpulento centro avversario.
Taylor provava a ritagliarsi il suo spazio andando a guadagnare due FT ma ne riusciva a realizzare solamente uno poi arrivavano i canestri di Meeks, Taylor, ancora Meeks abile a recuperare il passaggio/assist sotto canestro prima dell’intervento di Daniels, Vonleh a 6:42 e Taylor ancora a 6:15 dopo un interessante spin move per il 68-94. Per Charlotte realizzavano ancora Roberts a 5:40 da tre punti e Vonleh a 3:23 con un open 3 frontale (buona mano nell’occasione, polso spezzato perfettamente) per il 74-99. Nel finale però un diluvio di triple da parte della panchina profonda dei Pistons colpiva Charlotte; Martin, Sh. Williams, Miller e Lucas… gli Hornets si trovavano sotto 74-113, prendendo un parziale di 14-0.
La partita si chiudeva sul 77-116 con 3 FT degli Hornets appena sufficienti a non far superare i 40 punti di scarto…

Charlotte ha tirato male come al solito, ha subito da 3 punti un 57,1% contro…
Inoltre ultimamente i problemi a rimbalzo sono evidenti, con Zeller out e un Biyombo irriconoscibile rispetto a inizio stagione, la squadra di Clifford ha preso solamente 33 rimbalzi (12 di Vonleh) contro i 56 di Detroit.
Infine Charlotte non riesce ad avere un gioco fluido, farcita di panchinari, diventa ancora più difficile se non si ha un sistema valido per mettere in condizione i giocatori di arrivare al ferro o tirare con relativa tranquillità. 16 gli assist conto i 33 di Detroit che ne ha prodotti 13 solo con la PG titolare Reggie Jackson.
Una delle peggiori serate di Charlotte.

jki

Voti

Walker: 5
7 pt. (2/11), 1 rimbalzo, 7 assist, 2 rubate. Negli assist si dimostra una buona PG stasera, ma il tiro è smarrito.

Henderson: 5,5
14 pt. (6/16), 2 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate. Qualche fiammata ma insufficiente per avere un 6 in pagella.

Taylor: 5,5
10 pt. (3/7), 2 rimbalzi. Perde due palloni, arriva in doppia cifra, ma oltre ai punti ha solo 2 rimbalzi sul tabellino. Dalla lunetta è abbastanza preciso, anche in difesa il 5,5 è giusto.

Marvin Williams: 5
4 pt. (1/3), 3 rimbalzi in 19:11. Nottata più da panchinaro che da titolare. Marvin è in declino. La fase calante delle ultime partite ha convinto Clifford a vedere com’è Vonleh e direi che Noah è meglio nonostante possa offrire meno esperienza di Marvin. Due triple dall’angolo sinistro fallite a inizio partita.

Biyombo: 4,5
5 pt. (2/4), 4 rimbalzi, 1 stoppata. Soffre i cm della doppia torre avversaria, ma lui non sembra più in grado di dare quell’apporto che l’aveva contraddistinto a metà campionato facendomelo preferire a Jefferson, almeno in difesa. Senza difesa diventa un palo piantato lì in mezzo.

Vonleh: 6,5
16 pt. (6/11), 12 rimbalzi, 1 rubata. Perde due palloni dai quali nascono transizioni pericolose dei Pistons. A parte ciò, per un giocatore relegato in panchina nel suo anno da rookie, andare in doppia doppia non è male. Subisce qualche canestro in difesa che forse poteva evitare.

P.J. Hairston: 5
4 pt. (1/5), 1 assist in 13:54. Dispiace per la distorsione (immagino) alla caviglia. Finché rimane sul parquet però non è efficacie. Stasera commette solo un fallo che avrei volto rivedere, lui non era convinto.

Maxiell: 5,5
4 pt. (2/5), 4 rimbalzi, 1 stoppata in 18:36. Limiti tecnici evidenti quando schiaccia sul ferro tutto da solo… Vivacchia provando a metterci professionalità e passione come aveva detto nell’intervista preregistrata a S. Ready, giornalista di Fox per gli Hornets.

Daniels: 4
2 pt. (1/9), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Mi smentisce subito. Avevo detto che avrebbe potuto essere un interessante giocatore, per carità, una gara storta ci sta, ma stasera ne combina di tutti i colori intestardendosi in un tiro preso a volte con l’uomo addosso. Finisce con un 1/9 e una difesa ampiamente insufficiente nonostante qualcosina faccia di buono ma troppo poco.

Roberts: 6
11 pt. (3/8), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Un paio di triple a segno su altrettante tentate. Gioca 19:46, una sufficienza la merita.

Coach Clifford: 5
Provato. Protesta un paio di volte con gli arbitri in maniera convinta ma la squadra non c’è, così come non sembra esserci l’ombra di un gioco di squadra reale. Sarebbe difficile per chiunque in questa situazione ma perdere di 39 punti è imbarazzante. Non riesce a svegliare i suoi da un atteggiamento grave. Non iniziare le partite con il piglio giusto le fa chiudere subito e diventa frustrante per tutto l’ambiente.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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