Game 81; Charlotte Hornets Vs Houston Rockets 90-100

Sottotitolo; scivo-lamento

Charlotte ormai uscita dai playoffs chiudeva la stagione per quello che riguarda le partite casalinghe affrontando gli Houston Rockets, avversario tutt’altro che abbordabile, affamato di vittorie.
A farne le spese la notte precedente erano stati i New Orleans Pelicans in lotta per un posto al sole nei playoffs (ai quali auguro di parteciparvi, anche perché la squalifica annullata (per il 16° tecnico fischiatogli contro) a Westbrook, anche se a termini di regolamento, opinabili, è a discrezione di un gruppo che visiona “per la NBA” i filmati dal 2006, a mio giudizio è vergognosa) colpiti dal Barba, avversario non facile da affrontare che si autoproclama MVP della stagione, anche se per me Curry è di un livello ancora superiore.
Tornando a noi… la qualità di Charlotte senza i suoi uomini migliori si abbassa di molto, soprattutto in questo deprimente finale si è fatta sentire la mancanza di MKG, senza di lui i Calabroni sono a 6 vittorie contro 20 sconfitte, ciò dimostra il suo incommensurabile valore difensivo per Charlotte…
Taylor e Henderson non sono riusciti a contenere la stella dei Rockets e i tifosi di Charlotte hanno dovuto incassare l’ennesima sconfitta di una stagione a questo punto molto deludente, seppur con parziali attenuanti. Charlotte però a Ovest contro le big ha incassato solo sconfitte, dimostrando di non essere all’altezza dei top team NBA. Il messaggio alla dirigenza deve arrivare forte e chiaro…
Nota: Anche P.J. Hairston nella notte si aggiungeva alla lista infortunati poiché nell’ultima partita aveva riporto una distorsione al ginocchio destro (e non alla caviglia comunque distorta come si pensava).

Taylor in schiacciata. Jeff ha chiuso con 16 punti.

Taylor in schiacciata. Jeff ha chiuso con 16 punti.

Gli Houston Rockets scendevano alla Time Warner Cable Arena in divisa giallorossa con; Terry, Harden, Ariza, Terrence Jones e Dorsey, mentre gli Hornets (in tenuta bianca) schieravano; Walker, Henderson, Taylor, Marvin Williams e Biyombo.

Dopo la palla a due vinta dai Rockets, Houston si portava in avanti, Harden iniziava in maniera classica; finta per far abboccare l’avversario e due liberi ottenuti, dato che Taylor gli franava addosso in maniera evidente.
0-2 Houston a 11:43, punteggio che resisteva sino ai 10:22 benché gli Hornets avessero avuto ben tre liberi precedenti tutti falliti da Taylor (fallo di Dorsey che toccava la mano di Jeff leggermente), era sempre la nostra ala piccola con una penetrazione seguita da un arresto e tiro allo scadere dei 24 secondi a pareggiare.
Houston concedeva una transizione sulla quale era sempre Taylor il protagonista mostrando una schiacciata a 360° per dare un po’ di spettacolo.
Ariza tuttavia 13 secondi più tardi riportava avanti i Razzi con un missile da 3 punti, al quale replicava però Marvin Williams a 9:19 per il 7-5 Hornets.
T. Jones con un giro e tiro ravvicinato pareggiava ma i Calabroni erano più attenti e aggressivi in questo inizio e tornavano avanti con un’altra schiacciata di Taylor, seguita da un’altra dunk, Harden tentava di penetrare nelle retrovie degli Hornets ma si parava di fronte a lui un muro invalicabile sul quale il Barba sbatteva concedendo la transizione agli Hornets dopo aver perso il controllo della palla, questa volta Taylor in contropiede sfornava l’assist per la jam di Marvin Williams a 8:19 e infine era ancora la nostra PF dall’angolo sinistro a trovare la via del canestro con un jumper in ritmo per chiudere il parziale e portare i Calabroni sul 13-7 a 7:05.
Charlotte tentava di difendere il vantaggio, prima con Biyombo che inchiodava al vetro la palla alzata da Jones, poi era Terry non riuscire a mettere la tripla, tuttavia la guardia dei Rockets riuscirà a segnare dal pitturato con un tiro arcobaleno poco più tardi.
Daniels a 5:00 commetteva fallo su Harden, il quale realizzava il libero e anche il tiro portando Houston sul -1, Walker e il Barba si rispondevano con due punti a testa, poi Daniels dall’angolo sinistro non aveva troppo tempo per sistemarsi e si accontentava di colpire con un tiro lungo in sospensione da 2 punti per il 17-14.
Houston riportava in parità la partita con Harden, lesto a portar via un rimbalzo difensivo a Marvin Williams, il quale un po’ dormiente commetteva anche fallo sulla stella dei Rockets che completava un altro gioco da 3 pt..
Biyombo a 2:03 segnava in appoggio e poi tornava in difesa in aiuto per cancellare un tentativo dei Rockets a 1:55 ma sulla rimessa, solamente un secondo dopo, Maxiell che l’aveva appena sostituito commetteva fallo e regalava a Capela due tiri liberi che il n°15 ospite realizzava.
A 1:38 un fast break di Houston con Brewer dava il +2 alla formazione di McHale, Vonleh commetteva passi in partenza e tiro di Harden portava al massimo vantaggio ottenuto nei primi dodici minuti dai giallorossi.
Daniels con una tripla da 45° sinistra riusciva a riportare a -1 i teal & purple anche se Harden dalla lunetta aggiungeva un punto, per un fallo lontano dalla palla di Smith su Maxiell gli Hornets avrebbero la possibilità di riportare in equilibrio il punteggio.
Jason però realizzava solo un libero lasciando sotto di un punto (23-24) i Calabroni dopo la prima frazione.

Troy Daniels contende un pallone, alle sue spalle Bismack Biyombo.

Troy Daniels contende un pallone, alle sue spalle Bismack Biyombo.

Nel secondo quarto gli Hornets sembravano smarrirsi subito; Houston piazzava il parziale con una bomba di Ariza seguita da un’altra di Josh Smith, Ariza aggiungeva altri due punti a 9:48 e i Razzi si lanciavano sul 23-32.
Roberts però iniziava far la sua comparsa sulla scena realizzando due punti, Houston non se ne preoccupava poiché Capela metteva una schiacciata.
Maxiell segnava dal pitturato trovando la coordinazione giusta ma Josh Smith trovava in gancio su Vonleh un ottimo canestro per il 27-36.
Un fallo di Capela su Vonleh mandava in lunetta Noah che tuttavia splittava, poi falliva un’occasione da sotto canestro oltrepassando il ferro e appoggiando, la sfera però non entrava, un suo fallo su Smith concedeva anche due punti in più ai texani prima che Daniels e Taylor (a 7:29 e 6:44) con due saette da oltre l’arco riuscissero ad accorciare sul 34-38.
Brewer metteva a segno due punti per portare la squadra di coach McHale a 40, Charlotte si riavvicinava con due punti di Roberts che incrociava con Marvin Williams per trovare lo spazio per tirare. Brian proseguiva l’operazione rimonta con il suo personale show da oltre l’arco bombardando da ogni posizione; a 5.12 from downtown era l’aperitivo, poi una palla intercettata a Harden fruttava a Marvin Williams un contropiede concluso in dunk per il 41-40 Hornets.
Terry da due punti, Harden da tre e una schiacciata di Jones (dopo un raro errore di Harden in transizione) sembravano potessero dare lo strappo decisivo alla partita, visto che la qualità messa in campo dagli Hornets recentemente non è eccelsa, Henderson mi dava ragione sbagliando dall’angolo destro un tre punti senza avversari a contrastarlo. Harden in penetrazione si arrestava, Henderson si staccava ma il Barba lo graziava sbagliando un tiro piuttosto semplice. Walker andava da sinistra a destra in penetrazione diagonale, la sua mano destra oltrepassava il ferro e l’elegante up & under era servito.
Roberts dal corner sinistro infilava tre punti, Terry rispondeva a 1:52 con Kemba troppo molle in difesa, a 1:29 un assist posteriore di Gerald metteva in condizione Roberts di sparare dalla destra, per il -1 che diventava +2 (52-50), quando Brian bruciava la retina con una tripla frontale che esaltava il pubblico.
Un gancio di J. Smith a :44.8 chiudeva le marcature nei primi 24 minuti, anche se Charlotte falliva con Roberts un primo tiro dal parcheggio, con Biz due liberi (air-ball il primo e storto verso sinistra il secondo) e rischiava di segnare sulla sirena una clamorosa tripla con Roberts che andava vicinissimo a segnare ma l’anello gli diceva no.

Patrick Ewing e Coach Steve Clifford.

Patrick Ewing e Coach Steve Clifford.

La ripresa iniziava con l’errore da Taylor da 3 punti e con i Rockets che si riportavano in vantaggio con Terry.
Henderson con due punti al vetro pareggiava ma a 10:23 lo stesso Gerald perdeva una palla in palleggio concedendo a Jones la transizione con arrivo a canestro in schiacciata.
Una penetrazione arrivata sotto canestro di Walker con scarico sulla destra per un liberissimo Taylor rimandava avanti Charlotte (57-56) ma Harden, sfuggito alla guardia di Taylor, guadagnava altri due liberi sul contatto con Biyombo.
Il Barba si dimostrava una macchina infallibile dalla linea della carità e insieme a Terry che dall’angolo destro era liberissimo di segnare da oltre l’arco ridavano un vantaggio di 4 punti agli ospiti.
La squadra del North Carolina chiamava time-out e al rientro sul parquet, nonostante Taylor fallisse il tiro, riusciva ugualmente a realizzare; dopo il tap-out di Biyombo Taylor attaccava il canestro dalla baseline destra, Houston non era d’accordo e concedeva due liberi che questa volta la nostra ala piccola trasformava.
Un gancio di Dorsey over Biyombo non entrava, dall’altra parte, però Walker continuava a essere in difficoltà al tiro, un fade-away che non prendeva nulla più una tripla fallita da Marvin Williams davano la possibilità a Houston di portarsi in attacco e di segnare con Ariza che dimenticato nell’angolo sinistro dava il più 5 ai Rockets (59-64).
A 6:49 un gioco a due tra Marvin Williams e Henderson, composto da passaggi laterali quasi sul posto, liberava la nostra ala grande per la tripla dalla diagonale destra per il -2.
Charlotte potrebbe pareggiare; Henderson ci provava con un tiro non troppo ravvicinato dalla baseline sinistra ma era sfortunato, la sfera saltava via dall’anello e i Rockets riallungavano con due tiri liberi di Harden (fallo di Jeff Taylor) e con Jones, su Biyombo per muovere il punteggio sul 62-68.
Il nostro centro congolese si rifaceva segnando con un tiro a una mano che superava le mani protese di due difensori, si adagiava sul ferro e scendeva delicatamente nella retina e con una dunk dopo aver preso un gran rimbalzo offensivo sottraendolo ad Ariza.
A 4:45 grazie al canestro di Bismack gli Hornets tornavano sul -2 (66-68),
ma Houston si affidava a Harden che piazzava il break quasi decisivo della partita con 3 penetrazioni; sulle prime due i Calabroni si arrangiavano con il fallo, ma il Barba segnava i 4 liberi concessi, sull’ultima si affidavano all’errore del giocatore dei Rockets che naturalmente non falliva.
Il 66-74 per la squadra del Texas costringeva Clifford al time-out.
A 3:02 dopo il rientro dalla pausa Daniels trovava l’angolo alto del tabellone giusto per segnare due punti, Josh Smith lo imitava e il distacco rimaneva invariato, Biyombo andava 4 volte in lunetta grazie al bonus e riusciva a segnare 3 liberi, grazie ai quali la squadra di cui Jordan è il proprietario, si riportava a -5 (71-76).
Daniels rubava un pallone a Brewer, gli Hornets in attacco segnavano con un ricciolo di Taylor che alzava la sfera a una mano per trovare il cotone della retina e il canestro del -3.
Purtroppo per gli Hornets, Brewer dall’angolo sinistro trovava quasi immediatamente la tripla che uccideva la partita, anche perché Roberts si raffreddava sparando un tiro corto e Biyombo che a 1:22 aveva appena stoppato da dietro il Barba in gran recupero sulla transizione, usciva per far posto a Maxiell. Il finale era tutto pro Rockets; due FT di Smith, alley-oop di Capela (assist di Harden ravvicinato), stoppata di Harden su Taylor…
Deprimente fino al pallone rimesso in gioco sul quale si avventava Daniels che riceveva e sparava all’unisono, pazzesco fade-away da quasi 3 punti realizzato dalla baseline destra.
Il terzo quarto si chiudeva quindi sul + 8 per i Razzi (75-83).

Nell’ultimo quarto Capela continuava a sorprendere con un canestro in reverse passando per la baseline e con un gancio che a 10:37 portava a +12 la squadra texana.
Vonleh a 9:23 si fotocopiava come nella gara precedente; tiro open da 3 punti da posizione frontale e bucket!
Roberts da 3 punti ci provava ancora ma nel frattempo l’ambiente si era raffreddato e anche lui iniziava a ghiacciare, Brewer invece approfittava della mancanza di comunicazione della difesa di Charlotte individuando un varco nel quale si gettava per una flash dunk che a 8:44 portava il punteggio sul 78-89.
Il tempo scorreva senza che gli Hornets avessero la forza di rientrare, a 3:26 uno scivolamento laterale verso destra di Roberts da oltre l’arco serviva per liberarsi di Terry e sparare una mina nel canestro dei Rockets che valeva solo l’85-94.
Daniels a 2:09 realizzava un’altra tripla per l’88-97 e la partita si chiudeva sul 90-100 a favore di Harden e soci.

Gli Hornets hanno sensibilmente migliorato le statistiche dal campo comprese quelle riguardanti i 3 punti ma hanno ottenuto poco dalla lunetta (9/17) contro un 21/26 dei Rockets (fin troppa grazia) che ha prodotto una differenza di 12 punti…
Rimane ora un’unica gara da disputare, quella contro i Toronto Raptors. Non nutro grandi speranze ma spero si possa almeno giocare una buona partita, dopo di che mi auguro che l’entourage faccia il suo formando in estate una colonia di Calabroni più compatta e più agguerrita, ultimamente sembrano più ditteri travestiti.

chahiustat

Voti

Walker: 5
4 pt. (2/10), 1 rimbalzo, 5 assist, 1 stoppata. Impresentabile. Si salva dalla grave insufficienza con un paio di buoni assist e un bel canestro, per il resto, anche se è reduce dall’infortunio e la stagione di Charlotte è andata potrebbe anche impegnarsi un po’ più seriamente. Stento a credere che il nuovo Kemba sia questo.

Henderson: 4,5
2 pt. (1/10), 5 assist, 3 rimbalzi, rubata. Perde 3 palloni, uno in una fase delicate, banalmente, concedendo la transizione e realizzazione agli ospiti. Fa peggio di Kemba al tiro e se è la guardia realizzatrice titolare con queste percentuali non vinceremo mai. Fallisce anche alcuni open. In difesa Harden se vuole lo saluta quando lo marca lui, ma questo è normale.

Taylor: 6
16 pt. (6/11), 2 assist, 1 rubata. Spende 4 falli. Indovinate su chi? Buona prestazione offensiva. Peccato per i 3 liberi miseramente falliti all’inizio.

Marvin Williams: 6,5
12 pt. (5/7), 4 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. Perde due palloni. Una percentuale al tiro finalmente degna, cerca di aiutare come può facendo un po’ di tutto.

Biyombo: 6,5
9 pt. (3/4), 13 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 3 stoppate. Torna a essere una discrete presenza difensiva. Anche in attacco, seppur non sia la prima opzione offensiva, sbaglia poco.

Daniels: 6,5
15 pt. (6/10), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Perde un paio di palloni, compensa con un 3/6 da oltre l’arco. Si prende in faccia la bomba di Terry che da un vantaggio decisivo ai Rockets.

Vonleh: 4,5
4 pt. (1/8), 7 rimbalzi. Perde un paio di palloni ma soprattutto manca troppi tiri, anche facili e Charlotte scivola…

Maxiell: 6
5 pt. (2/4), 9 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Perde tre palloni in 17:49. Cifre che testimoniano la discreta prova di Maxiell sebbene il suo apporto offensivo rimanga limitato, specialmente ai liberi.

Roberts: 6,5
23 pt. (8/19), 5 rimbalzi, 3 assist. Fa 5/12 da 3 punti. E’ vero, sbaglia troppo nel secondo tempo e Charlotte non rimane in partita, m era stato sempre lui a tenercela nel primo tempo. Da terza scelta finisce comunque con 23 punti e tanti tiri presi.

Coach Clifford: 5,5
Deve mettere insieme I pezzi del puzzle. Lo starting five proposto è trito e ritrito e continuiamo a perdere. Con questi giocatori anche girti e spostati forse succederebbe comunque, ma la panchina sta giocando meglio dei titolari in alcuni casi. Se i giocatori non rendono bisogna mandarli a sedere, anche per mettere un po’ di pressione su di loro, di voglia di riscatto.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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