Game 82; Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 117-103

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Le varie ipotesi formulate prima della gara. Alla fine si verificava la terza. Saranno gli Heat i nostri avversari nei playoffs.

Le varie ipotesi formulate prima della gara. Alla fine si verificava la terza. Saranno gli Heat i nostri avversari nei playoffs.

 
Ultima giornata di Regular Season.
Un po’ di nostalgia per la stagione passata, ma anche tanta fatica per seguirla, quindi vedrò volentierissimo i playoffs come estensione sperando di prolungare il più possibile, ma almeno il grosso è andato.
Mancavano alcuni verdetti importanti, ad esempio la definizione della griglia playoffs nelle posizioni centrali a Est.
Quattro squadre in equilibrio pressoché perfetto a contendere i posti dal terzo al sesto con diverse ipotesi sul tavolo per quel che riguarda le combinazioni possibili in ottica classifica finale e quindi playoffs.
Giocheremo con Miami, la quale si è fatta clamorosamente rimontare un largo vantaggio da Boston e ha ceduto sul parquet dei verdi che hanno sancito la nostra partecipazione in gara uno nella calda Florida.
Atlanta per la cronaca perdeva a Washington.
Big Al è pronto per i playoffs. Ha segnato 26 punti nella notte.

Big Al è pronto per i playoffs. Ha segnato 26 punti nella notte.

 
Gli Orlando Magic si presentavano a Charlotte in quel che si chiamava Fantastic Fanale un tempo, senza più ormai velleità di classifica e Skiles proponeva un quintetto con; E. Payton, Fournier, Hezonja, Ilyasova, Vucevic, mentre Clifford rinunciava a Batum con giacca di color violaceo dietro la panchina per schierare; Walker, Lin, Lee, M. Williams e C. Zeller.
Raggi di luce. le Honeybees in serata.

Raggi di luce. Le Honeybees in serata.

 
La palla a spicchi lanciata in aria dall’arbitro, Hornets avanti, Zeller era servito sul principio di corsa a destra, la palla tra le sue mani passava insieme al suo dribbling e a 11:41 passando tra le maglie gessate e appoggiando agilmente i primi due punti della gara. Lee dopo un dribbling andava a prendersi un tiro dalla media che valeva il raddoppio, mentre Orlando, in difficoltà, inaugurava il proprio tabellino in materia punti a 10:13, quando Fournier indovinava la bomba del -1.
A 9:56 Lin rispondeva con molta naturalezza alla tripla portando sul 7-3 i Calabroni che incassavano un canestro ravvicinato di Ilyasova, bravo a farsi trovare nel pitturato.
A 8:42 Lee segnava dopo il palleggio con il tiro dal gomito, a segno andavano anche Vucevic , Marvin Williams, Walker e altre due volte Vucevic alzando il punteggio sul 13-11.
A 6:38 partecipava ancora Williams alla gara dei punti realizzati, il suo post basso sinistro a spingere verso il centro incontrava la resistenza in avanzamento di Ilyasova; fallo e gioco da tre punti per Charlotte, la quale iniziava a decollare con tiri a tre punti.
A 6:19 una deviazione di Lin verso sinistra dopo aver raggiunto la linea di fondo in dribbling gli faceva vedere frontalmente lee rimasto acquattato nell’angolo, il passaggio era la scelta giusta perché la tripla di Courtney era vincente.
Fournier a 6:04, dopo il time-out voluto da Skiles, rispondeva da tre, ma i Calabroni si offendevano, così un’altra apertura, in diagonale questa volta, di Lin sullo stesso lato del precedente, dava la possibilità a M. Williams di caricare e colpire da oltre la linea con un open (22-14).
Hornets che a 4:53 raggiungevano anche il +10 con Lin in transizione sempre Jeremy a 3:55 su un fast break mandava con la bomba a +13 i bianchi di casa, i quali mettevano il pilota automatico da fuori, visto che Marvin Williams a 3:06 massimizzava con la tripla il suo proposito d colpire il canestro. Jefferson su assist di Walker suonava il campanello con una schiacciata, nel finale di primo quarto poi erano Daniels con i suoi Magic polpastrelli a battere il difensore in jumper e Gordon con lo spin nella vernice e il canestro in allungo a fissare il risultato sul 38-22.
Daniels al tiro.

Daniels al tiro.

 
Assolutamente eccezionali in attacco rimanevano gli Hornets nel secondo quarto, anche se iniziava solo con un ½ dalla linea. J. Smith segnava da due ma poi Jefferson andava a bersaglio su azione, velocità nel movimento di giro dal post sx e buon appoggio mostrando elevati fondamentali per il 41-24.
La resistenza degli antracite gessati si materializzava con una tripla di Gordon ma un dai e vai tra Lamb e Jefferson vedeva Jeremy entrare in taglio deciso, la direttrice che portava il nostro n°3 verso il centro era definita, l’esplosività faceva il resto; mega dunk in faccia alla difesa di Orando e panchina in festa per il poster della serata.
Hornets che chiudevano subito dopo con un’altra bella slam, questa volta era Lin a fornire la palla a spicchi per l’innesco. C.J. Watson realizzava due punti portando sul 47-31 la gara, ma i Calabroni sulle ali del vento volavano a quota 50 quando il sibilo della tripla di Daniels (8:07) si univa al rumore del cotone graffiato.
Hornets sul 50-31 con un 6/12 da tre punti… Lamb verticalizzava ancora su Jefferson diventato un po’ il punto di riferimento sotto canestro; finta e spostamento sulla destra di Dedmon che cercava con furbizia il contatto, Big Al però segnava e subiva fallo, anche se lasciava il colpo in canna dalla lunetta.
Lamb in entrata con uno stacco imperioso riusciva a darsi lo slancio per cambiare anca e appoggio evitando la stoppata sul salto; un fing and roll stupendo che portava la gara sul 54-33. Watson tornava a colpire con un gioco da tre punti di Watson a 6:50, non finiva lì perché la squadra della Florida guadagnava alti 4punti raggiungendo quota 40 con Dedmon a 4:55.
Lee rovinava un tentativo di alley-oop ai Magic andando una frazione di secondo prima a soffiar palla con la mano sinistra dalla disponibilità di Marble.
Sempre Courtney su un cambio gioco andava via a Gordon provando il banker dalla destra, nulla da fare ma il tempismo di Hawes serviva a continuare a tenere il passo in attacco.
Altro intercettata su passaggio orizzontale da parte di lee che mancava però l’attacco.
A 3:10 un fallo di Lamb su Hezonja premiava il rookie abile a convertire anche dalla lunetta ma il secondo tre punti di Daniels in serata vanificava il recupero dell’ala di Orlando.
Una transizione di Charlotte stava per terminare male; Walker prima che uscisse il pallone sul fondo riusciva in salto a lanciarlo sul lato opposto, Zeller sfiorava, Daniels recuperava e con spazio caricava la terza bordata vincente di serata che consentiva ai calabroni di salire sul 62-43.
Hornets che a 1:46 invitavano Hawes al banchetto delle triple per il +22. Nel finale però i Magic inauguravano la loro rimonta e tornavano con una bomba di Hezonja a -16.
Charlotte andava a riposo comunque su un languido 66-50 mostrando un basket di qualità rimarchevole offensivamente parlando.
Jefferson ha guidato Charlotte nel punteggio ma altri panchinari hanno raggiunto la doppia cifra.

Jefferson ha guidato Charlotte nel punteggio ma altri panchinari hanno raggiunto la doppia cifra.

 
Skiles era esterrefatto dalla prestazione della sua squadra e in panchina lo mostrava con uno sguardo incredulo, a 9:40 Lin attaccava frontalmente in corsa due difensori e serviva il fing and roll con saltello sul ferro per il 70-53.
La squadra della Florida però rastremava il punteggio con Fournier, il quale accendendosi segnava velocemente 5 punti (intervallati da 2 di Jefferson), Vucevic aiutava a 6:52 con una slam dunk dopo un paio di passi in corsa senza trovare nessuno che si opponesse, nel vuoto totale della difesa degli Hornets. Hornets che davano ampio spazio alla panchina, anche a quelli che avevano giocato solo piccoli scampoli di stagione.
Fournier continuava a spingere mentre dall’altra parte Lamb segnava un paio di canestri utilissimi, il secondo dalla baseline sinistra con un tiro in lenta corsa controllata; la palla alzata era perfetta, due punti eleganti per il 79-69.
Jeremy (Lamb) in difesa riusciva finalmente a stoppare Fournier ma la squadra di Skiles accorciava comunque le distanze a -7 (86-79) alla fine del terzo quarto.
Jeremy Lamb chiuderà con 12 punti (6/10) compresa questa slam dunk in faccia a Gordon.

Jeremy Lamb chiuderà con 12 punti (6/10) compresa questa slam dunk in faccia a Gordon.

 
Vantaggio ridotto ma pur sempre tranquillizzante.
Gordon splittando dalla lunetta a 14 secondi dall’avvio dell’ultima frazione (palla persa da Daniels, un problema per il terzo quarto e in quest’inizio, dopo aver gestito la palla impeccabilmente nel primo tempo) portava a -6 i Magici. Hornets che per colpa di un clear path (fermava Hezonja in transizione) di Gutierrez (palla portatagli via da Mario in palleggio) subivano altri due FT da un tiratore oltre il 90% in stagione.
Un jumper di quelli garanzia di Jason Smith portava pericolosamente a -2 la formazione ospite.
Hornets risucchiati pericolosamente nel gorgo che beneficiavano della voglia e dell’energia di Hansbrough, il quale a 11:13 interrompeva il parziale di 7-0 dei Magic con due liberi. Hornets che chiudevano i varchi sul tiro e da sotto; era il caso di Marble, il quale dopo lo spin non riusciva da vicino a trovare lo spazio gusto per segnare, anche se guadagnava un fallo che non convertiva in punti (0/2 FT).
Un’altra persa sulla sinistra da parte di Charlotte e Hezonja veleggiava in schiacciata sulla transizione per l’88-86.
Se la panchina degli Hornets aveva procurato il danno doveva anche risolverlo secondo Clifford.
Fiducia e spazio a loro. Harrison in entrata segnava Watson mancava la tripla, Daniels andava a sbattere su un difensore sotto canestro sullo slancio in corsa; la penetrazione era buona e il servizio schiacciato prima di cadere sul parquet per Hansbrough fondamentale.
Psyco-T depositava il +6 che diventava +8 a 8:49, quando Daniels sorgeva da posizione frontale per realizzare il 94-86. Charlotte non tremava più e collezionava anche qualche canestro bello da vedere, pregevole, come quello di Hawes con il gancio da sinistra, buono il suo movimento per liberarsi, oppure la tripla siderale di Harrison sganciata dalla diagonale dalla sinistra a sfiorare la linea laterale… ancora Psyco-T schiacciava in entrata e si vedeva anche Hawes realizzare da tre portandosi a 12 dopo uno step back a 4:12
Finiva 117-103 come preventivato, tutto funzionava nella serata, assist, tiro e rimbalzi, lieto fine compreso nel prezzo mentre le orecchie dei tifosi ascoltavano cosa stesse avvenendo nel nord del paese.
Boston e Washington stavano vincendo, così finirà, sarà quindi Miami, 3^, a giocare contro di noi in questa prima avventura degli Charlotte Hornets 2.0. Quattro squadre che hanno terminato con un record di 48-34, posizioni decise solo dalla classifica avulsa, ma scontri che si prospettano abbastanza equilibrati tra la terza e la sesta posizione, anche senza il vantaggio del campo.
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Pagelle:
 
Walker: 6,5
2 pt. (1/6) 8 assist. Gioca meno del solito, ecco perché due punti solamente, oltre a un tiro approssimativo. Si dedica agli altri da samaritano distribuendo 8 assist, poi si siede ad applaudire i compagni.
 
Lin: 6,5
10 pt. (4/7), 4 rimbalzi, 4 assist. Discreta partita ma sparisce ben presto.
 
Lee: 6,5
7 pt. (3/9), 1 rimbalzo, 2 assist, 2 rubate. Al tiro non c’è dopo l’inizio gara sbaglia tutto, forse perché in difesa spende attivando la sicurezza.
 
M. Williams: 7
11 pt. (4/5), 4 rimbalzi. Nemmeno 10 minuti, continuando così avrebbe messo a segno un quarantello. Scherzi a parte, positivo.
 
Zeller: 6
3 pt. (1/2), 3 rimbalzi, 1 rubata. Prende rimbalzi e segna il canestro iniziale della gara. Vucevic però lo batte troppo facilmente.
 
Jefferson: 7
26 pt. (11/15), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Micidiale dalle parti del verniciato. Sbaglia poco e mostra il suo repertorio.
 
Lamb: 7
12 pt. (6/10), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Cerca di applicarsi anche in difesa, qualche volta ci riesce bene con i mezzi che ha, vedi le tre stoppate, il suo punto di forza, però è l’attacco. Segna alcuni canestri in momenti importanti.
 
Daniels: 7
13 pt. (5/9), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Il solito letale tiratore da tre punti. Manda in orbita Charlotte. Punti cuscinetto preziosi.
 
Kaminsky: 5
3 pt. (1/5), 2 rimbalzi, 1 assist. Un pallone gettato alle ortiche, attacchi poco precisi. Negativa serata.
 
Hawes: 6,5
12 pt. (5/6), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. In controtendenza al tiro trova la sua serata buona. Bene, anche se dietro, come altri, risulta non convincente.
 
Gutierrez: 6
4 pt. (2/6), 4 rimbalzi, 4 assist. Pessimo per un po’, poi mette a referto due assist di prima categoria. Fallisce una tripla rovinando un passaggio back-door sull’altro lato con scarico per lui in angolo destro e un turnover ci costa per il fallo due tiri più palla in mano avversaria.
 
Hansbrough: 6,5
8 pt. (2/3), 1 rimbalzo, 1 assist. Protesta per un fallo contro con un arbitro anche mentre l’azione si sviluppa, in maniera civile nonostante lo sguardo da psicopatico che potrebbe incutere timore. Buona gara. Mi piace come giocatore, anche se non sempre sembra all’altezza della NBA.
 
Harrison: 6,5
6 pt. (2/3), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Tripla difficile che fa un po’ da spartiacque nel periodo finale.
 
Coach Clifford: 6,5
Si diverte a lasciare in campo la panchina. Amante del brivido. Ovviamente gli serviva per testare le capacità dei ragazzi e vedere il gioco d’insieme. Combina un guaio ma la panchina stessa lo riscatta nel finale. Ottimo gioco offensivo, dietro qualcosa va migliorato, ma stasera non fa testo perché i titolari hanno giocato ben poco.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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