Playoffs Game 2; Charlotte Hornets @ Miami Heat 103-115

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Sottotitolo; Scacco alla Queen City
Kemba Walker finirà con 29 punti e un buon primo tempo, nel secondo andrà in sofferenza. Qui stoppa e costringe Dragic a una palla a due.

Kemba Walker finirà con 29 punti e un buon primo tempo, nel secondo andrà in sofferenza. Qui stoppa e costringe Dragic a una palla a due.

 
Miami da scacco alla Regina.
Non è ancora no scacco matto, ma ora la Regina Charlotte ha le spalle al muro e per uscire dalla presa dovrà superarsi in casa, all’Alveare i Calabroni dovranno tornare a pungere. Charlotte in stagione regolare aveva dominato con gli alfieri (i tiratori da tre punti) e con le penetrazioni degli imprendibili cavalli (Lin e Walker) avevano dato molto fastidio a tante squadre, le torri non sempre hanno funzionato in fase difensiva a protezione del Re canestro che è il punto più nevralgico del gioco.
La Regina rappresenta il pezzo più forte del gioco (può muoversi su tutta la scacchiera in ogni direzione di quante caselle vuole ma non può saltare a L come il cavallo) e noi non la incarniamo in un giocatore ma nella coralità di squadra che stasera è mancata (solo 9 assist), molto meno rispetto alla drammatica gara 1, ma la nostra Queen sembra un pezzo limitato.
L’attacco di Miami ha trovato anche un Richardson da 15 punti dalla panchina ma soprattutto la difesa di Miami sta facendo il suo lavoro sul perimetro consentendoci di andare al tiro da tre punti solamente con una certa ansia addosso, ma il problema più grave rimane la protezione del Re e qui lo scacchista Clifford dovrà inventarsi qualcosa perché se Spolestra non è Kasparov, sembra abbia in mano dei pezzi che possano giocare con regole differenti, tutti potenziati rispetto ai nostri.
 
Charlotte e Miami si ripresentavano con i medesimi starting five utilizzati in gara 1; Cha: Walker, Lee, Batum, M. Williams, Zeller, Mia: G. Dragic (18 pt.), Wade, J. Johnson, Deng e Whiteside.
 
Deng andava al primo tiro convinto di ripartire come aveva chiuso nell’ultima gara ma la sua conclusione non entrava anche per merito di un Marvin Williams appiccicato a dar fastidio sul suo tiro, uno scarico su Zeller a 11.32 invece dava il primo vantaggio Hornets nella serie.
Whiteside rispondeva andando sotto l’anello del canestro e dal low post spingendo via Zeller con la schiena riguadagnava lo spazio per salire e mettere dentro a due mani in maniera un po’ barbara.
A 10:57 Zeller nel traffico della vernice forniva a Zeller la sfera per cercare la schiacciata.
C’era il fallo sul nostro centro che dalla lunetta splittava e riportava Charlotte avanti, purtroppo 22 secondi più tardi una tripla dalla diagonale sinistra di Johnson ci rimandava sotto e Whiteside dal pitturato portava Miami sul +4 finché Zeller non attaccava impavidamente Whiteside in entrata sulla destra concludendo bene al vetro.
Lee a 9:15 si faceva cadere Johnson addosso con la finta di tiro ma anche lui splittava dalla lunetta, poco male, a 8:55 Walker svolazzava non tracciabile come un calabrone sul parquet e colpiva materializzandosi da tre punti senza che i difensori avessero la velocità per provare a contrastarlo.
Un jumper di Wade stimolava ancora Kemba che rispondeva sempre in sospensione per due punti che riportavano ancora Charlotte avanti, 11-9 a 8:27.
Kemba stoppava Dragic e sulla ricaduta a terra dello sloveno gli arbitri davano la palla a due che il nostro play recuperava in salto, purtroppo era tuttavia Deng a 7:56 con un pull-up in mezza transizione a segnare.
Charlotte nonostante i risultati non eclatanti dalla lunetta continuava ad attaccare e un Walker più dinamico rispetto a gara uno guadagnava due FT per l’intervento irregolare di Whiteside.
Questa volta era 2/2, ma Miami rispondeva con un reverse alley-oop di Whiteside.
La situazione di vantaggio Hornets e pareggio Miami si ripeteva con un armonioso fade-away di Batum che rimbalzava avanti e indietro sul ferro, il tiro era però morbido e con i giri giusti per accorciare nella retina, Wade pareggiava in transizione sulla possibilità offerta dalla stoppata di Hassan su Courtney.
Zeller dalla distanza della linea della carità segnava il canestro del 17-15 cui replicava tuttavia la formazione della Florida due volte; Whiteside da sotto e Dragic dalla media baseline destra mentre il cambio lungo piccolo provava ad azionarsi (si staccava Zeller e lasciava a Walker) riportavano sopra Miami che nonostante il time-out chiamato da Charlotte guadagnava altri due punti di vantaggio grazie a Winslow, anche perché in precedenza Marvin dalla lunetta faceva rimanere a bocca asciutta la sua squadra.
A 3:25 Wade era toccato da Lin sull’entrata, contatto minimo, appoggio facile e gioco da tre punti che distanziava i Calabroni a 7 punti (17-24).
Lin con un runner galleggiante su Wade si faceva perdonare, poi arrivava una persa della SG titolare di Miami, Lin dall’altra parte subiva il fallo di Dragic e accorciava a -3 dalla lunetta.
Jefferson in difesa rubava a Stoudamire e Lin girando sulla sinistra dietro Jefferson prendeva il centro dell’area incredibilmente lasciato libero di appoggiare visto che le attenzioni dei difensori in canotta bianca si concentravano sulla minaccia di Jefferson in pick and roll.
Lo sloveno degli Heat segnava a 2:03 3 punti frontali e faceva riprecipitare Charlotte sul -4, la formazione di Jordan comunque reagiva; Kemba segnava in layup, Lin in palleggio lento ma inesorabile si portava sotto mentre Dragic lo toccava sul tiro, canestro mancato di un soffio ma pareggio dalla lunetta. Chiudevano un canestro di Richardson e due FT di Walker tra i fischi del pubblico per un fallo dello stesso Richardson in rientro sul tentativo di tiro di Kemba. Il primo periodo si chiudeva sul 29 pari.
Jeremy Lin nel primo quarto ha attaccato bene il canestro.

Jeremy Lin nel primo quarto ha attaccato bene il canestro.

 
Deng apriva in maniera fortunata il quarto per gli Heat, la sua tripla non era di quelle tra le più precise mai viste, ma tanto bastava per ricadere dentro dopo gli impatti con l’anello amico. Kaminsky da sotto forzava contro due, per fortuna Jefferson correggeva da sotto in tap-in lasciando in scia Charlotte. Winslow dal mid range in ritmo utilizzava lo spazio concesso dalla difesa Hornets che iniziava a perdere qualche colpo, in attacco però si accendeva definitivamente Big Al che dalla destra centrava dalla media distanza altri due punti.
Un tiro da tre di Richardson a 9:49 non entrava ma Lin in salto andava a toccare di schiena il tiratore che dalla lunetta portava a +4 Miami.
A 9:13 era ancora Jefferson a non far uscire dall’orbita di Miami; finte da fermo in uno contro uno tiro da fermo su Whiteside e bucket!
Uno spin in senso orario di Jefferson sulla baseline sinistra con relativo appoggio su Hassan portava Charlotte sul 37-39, pareggiava Batum con un’entrata in velocità su Winslow che seguiva il francese dal lato, ma non riusciva a fermarlo sull’appoggio.
Wade smistava un pallone per Whiteside che dal centro area in gancio pensava a metter dentro, Jefferson però pareggiava in schiacciata solitaria perché un lob di Batum passava sopra la testa del centro di Miami messosi avanti al nostro nel tentativo di anticipo.
Wade in appoggio con la mano destra e Jefferson avanzando un paio di passi sulla destra per staccarsi da Whiteside si rispondevano mentre il punteggio saliva sul 43 pari, un giro e tiro di Big Al issava anche Charlotte sul +2.
Dopo aver visto andare Miami sul +2 si riaffacciava Jefferson in attacco; altro canestro (in tap-in su errore di Batum) per riequilibrare sul 47 pari.
Qui iniziava a staccarsi Miami; Joe Johnson andava a prendersi in area un giro e tiro su Batum, Jefferson su uno scarico di Walker falliva un canestro facile e Winslow dall’angolo destro a 3:45 colpiva da tre punti mandando sul +5 i padroni di casa.
La situazione si aggravava quando su un gioco dentro fuori Whiteside toccava la palla in anticipo su Jefferson (ormai stanco che di lì a poco sarebbe tornato a sedersi in panchina con 16 punti con 8/10 dal campo), sulla ripartenza Lee doveva andare a commettere fallo sull’appoggio di Dragic.
L’europeo era bravo a segnare i due liberi e gli Hornets andavano sul -7.
Calabroni che avevano ancora carburante per accorciare; Zeller cedeva dietro a Batum che veniva toccato e spinto con la mano destra da Winslow.
Niente canestro ma tre tiri liberi a segno per il 50-54 a 3:04. Miami diventava calda quando assisteva alla prima tripla di Dragic, alla quale rispondeva Walker in accelerazione verticale e appoggio.
Lo scenario si ripeteva in fotocopia poco dopo quando Goran esaltava il pubblico con un’altra tripla e Walker entrava con irrisoria facilità per appoggiare ancora sulla destra del tabellone; azioni pregevoli ma nel cambio la squadra di Sploestra guadagnava due punti.
Deng a 2:00 minuti dall’intervallo metteva un tiro rimbalzando sul contatto.
Il libero era mancato ma il 52-60 era servito e nonostante Walker continuasse a produrre punti infilandone altri due, a 1:25 Whiteside metteva dentro grazie a una penetrazione con scarico di Joe Johnson.
Il centro di Miami andando a sbattere su Zeller che cercava in qualche modo di arginarlo, otteneva un FT poi realizzato, mentre dalla panchina era costretto a rientrare d’urgenza il nostro n°25.
Nel finale Wade segnava un canestro piuttosto difficile cadendo a terra, Deng a :40.3 infilava a destra l’open per il 58-70 e Wade portava il parziale punti di quarto per Miami a 43 (nuovo record per gli Heat).
Walker sulla sirena portava due punti a Charlotte che chiudeva sul 60-72 il primo tempo mostrando un buon attacco ma una totale incapacità difensiva.
Gli Heat otterranno il loro nuovo record tirando nel primo tempo con il 74,4%.
 
Il terzo quarto era indicativo della partita; Charlotte da sotto sbagliava veramente un’interminabile serie di tap-in e di tiri, tra Zeller, Williams & Company, dall’altra parte Miami segnava facilmente e immediatamente.
Un floater da breve distanza di Williams non raggiungeva nemmeno il ferro, Whiteside da sotto aggiungeva altri due punti al suo bottino, Lee provava dall’angolo destro a segnare due punti in jumper e ci riusciva, Walker a 8:47 ne aggiungeva due in appoggio e riavvicinava a -10 i teal.
Gli ultimi bagliori in una serata da buio cieco per Charlotte li faceva intravedere la cometa Lee; tiro frontale dopo essere passato dietro il blocco di Zeller, Wade non gradiva e incagliatosi su Cody, faceva leva su una sua gamba lanciandolo per terra.
Canestro di Courtney e FT per Cody realizzato, Charlotte tornava a -7 (69-76) a 7:24.
Dragic segnava due FT in attacco (4° fallo Zeller) e in difesa stoppava l’appoggio con mano sx di Kemba.
Lee in transizione veniva lanciato sulla diagonale destra ma mancava il tiro, Williams il tap-in se lo mangiava, così Wade dall’altra parte usava un contatto con Jefferson sul post basso sinistro per realizzare.
Batum emetteva un brutto tiro, Wade a 6:06 faceva spaccare la gara a Richardson, il quale da sinistra scagliava una bomba in faccia Williams per il 69-82.
Batum si spegneva sbagliando un tiro da due e un tiro da tre punti sulla stessa azione, Miami tra l’altro faceva buona guardia sul perimetro per tutto il tempo, gli Hornets venivano colpiti da Wade a 4.51 con due punti e anche se Jefferson era terrificante con le sue finte e i suoi movimenti che lo portavano a 4:25 a far pascolare Whiteside per le terre, realizzando il 73-86 in gancio girandosi, il Calore a 3:02 faceva bis con la tripla di Richardson che sfruttava qualche raddoppio nel mezzo per segnare il 73-91. Charlotte segnava gli ultimi punti e chiudeva sul 78-91 il quarto.
 
Nell’ultimo periodo Miami rimaneva sempre avanti, inoltre perdevamo Batum mentre spalle a canestro in tentativo di spin per liberarsi di Winslow, saliva sul collo del piede del rookie distorcendosi la caviglia sinistra.
Il francese rientrava negli spogliatoi da solo ma non rientrava più sul parquet.
Miami controllava e sbagliava qualche tiro di troppo, Hawes a 3:58 fintava e partiva verso canestro in verticale, Whiteside preoccupato per la tripla perdeva il tempo e in ripiegamento commetteva fallo dando al nostro doppio zero due FT, entrambi messi a segno.
95-103 a 3:56, e ulteriore riavvicinamento quando il nostro lungo dai fluenti capelli si girava dal palleggio pompato in area e realizzava in bello stile con un fade-away in uno contro uno, canestro che con il libero successivo (1/2) per fallo di Whiteside sulla palla vagante, avvicinava Charlotte sul -7 (98-105) a 3:06. Gli Heat però segnavano con Wade un canestro con mezzo giro sul piede perno e rientro per il tiro dalla stessa parte e chiudevano quando i palloni persi da Walker e Lin davano il via libera alle transizioni rispettive di Wade e Deng.
La squadra di Clifford usciva sconfitta 103-115, ora si torna per due partite a Charlotte.
 
La ragione dice che non abbiamo armi tattiche per contrastare Whiteside e altri giocatori, dovremmo essere in grado di reggere di più l’uno contro uno, il cuore e la pazzia (empatia tra il pubblico dell’Alveare e giocatori) invece suggeriscono anche un ipotetico pareggio della serie.
Vedremo come andrà a finire, sperando di riaprire la serie in gara 3 e ottenere la prima vittoria della franchigia rilanciata dalla NBA nel 2004.
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Pagelle:
 
Walker: 6
29 pt. (12/29), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Primo tempo fantastico, regge la quadra, nel secondo tempo sbaglia molto e si fa stoppare diverse volte (4). Prende in mano il pallone acquisendo la leadership, deve provarci soprattutto lui.
 
Lee: 6
12 pt. (5/7), 4 rimbalzi, 2 assist. Non sempre riesce a fermare Wade che finirà con 28 punti. I due battibeccano nel finale. In attacco mostra buone finte, spirito d’iniziativa e spesso il jumper va a segno.
 
Batum: 5
9 pt. (3/11), 7 rimbalzi, 3 assist. Un terzo degli assist di squadra sono suoi ma non fa una gran partita. Anche lui nel secondo tempo sbaglia troppo quando serve ma si prende le sue responsabilità. Finisce per distorcersi la caviglia e ora non sapremo se sarà a disposizione per gara 3 alla Time Warner Cable Arena.
 
M. Williams: 2
0 pt. (0/10), 6 rimbalzi, 1 rubata. Gioca più di 28 minuti e nell’orrendo tabellino figurano anche uno 0/2 ai liberi e uno 0/2 da tre punti. Peggio era impossibile fare. Qualche rimbalzo. Irriconoscibile, sembra quello visto l’anno scorso nelle gare peggiori. Deve migliorare, serve contro Deng che nella notte ha terminato a 16 punti.
 
C. Zeller: 5,5
8 pt. (3/6), 5 rimbalzi. In attacco da qualcosina, in difesa commette 4 falli sfiorando i 14 minuti. Ciò da l’idea delle difficoltà che deve affrontare.
 
Jefferson: 7
25 pt. (12/17), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Prova superlativa in attacco. Regge per quasi un quarto il peso dell’attacco sulle sue spalle, quando si stanca usciamo dalla partita. Dovrebbe partire in quintetto. La mia idea folle sarebbe utilizzarlo insieme a Hansbrough che potrebbe dar fastidio a Deng, dando un minutaggio più equilibrato ai 5 lunghi.
 
J. Lin: 6
11 pt. (2/7), 2 rimbalzi. Scintilla che dalla panchina riporta Charlotte a giocarsela nel primo quarto con le sue penetrazioni incontenibili, poi si spegne come Walker. 7/8 dalla lunetta.
 
F. Kaminsky: 6
4 pt. (0/1), 2 rimbalzi. Una buona difesa in angolo destro, passa 4 volte dalla lunetta. +6 di +/-.
 
S. Hawes: 6
5 pt. (1/1), 1 rimbalzo in 7:19. Buona prova nei minuti finali. Sbaglia un libero ma riavvicina un po’ Charlotte, quando ormai era comunque troppo tardi.
 
Coach Clifford: 5
Se gente come Williams esperta gioca così ci sarà poco da dire. La squadra però gira male e non gioca più come dovrebbe. Innegabili alcuni meriti di Miami come la difesa forte, ma noi sembriamo incapaci di produrre e soprattutto di difendere. 43 punti concessi nel secondo quarto sono un’esagerazione. Si va verso gara 3 e servirà una W, qualcosa deve cambiare, compresa qualche rotazione. Non difendiamo, tanto valeva provare Daniels che se servito bene, di tripla avrebbe potuto essere letale. Per la cronaca abbiamo tirato da fuori con il 6,3% (1/16).

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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